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Interecontinental Hotel De La Ville, Roma

LA LUNA NEL POZZO

Il roof garden dell’Hotel de la Ville del Gruppo Intercontinental in Via Sistina, si trova ad un livello intermedio dell’edifico che ospita l’albergo. Questo determina una strana visione dello spazio che per dimensioni appare quasi come se fosse un cavedio, od una corte di servizio, sulla quale affacciano dai quattro ai sei livelli di stanze. Ne deriva una mancanza di qualità dovuta a due fattori: la necessità di privacy dalle stanze poste ai piani superiore la divisione del cavedio in due sub spazi causata dal canale di connessione tra le sale dell’albergo, la serpentine, ne corrompe la qualità intaccando i potenziali rapporti tra larghezza ed altezza, limitando la sensazione di un ambiente omogeneo. Presenta inoltre una differenza di quota proprio a ridosso delle porte di uscita che, oltre ad essere molto pericoloso, rende questo canale avulso dalle sue ali adiacenti all’esterno, evidenziando quindi, la funzione di taglio che esso sottende. Si è cercato di affrontare questi caratteri sfavore-

voli, operando in diversi modi. Per quanto riguarda la sensazione di appartenenza, questa viene interpretata espandendo la dimensione trasversale del canale di collegamento verso l’esterno. Questa operazione è risolta posticipando il cambiamento di quota, dilatando lo spazio di sbarco all’uscita del percorso, e realizzando una piattaforma in decking che per finitura unifica gli spazi di destra e di sinistra. La sensazione, quando le porte saranno tutte aperte, sarà quella di un unico spazio coeso. Al tempo stesso si presenta come un elemento di filtro tra il canale, le sale ristorante e il bar all’aperto, che in questo modo godono di una maggiore riservatezza. Dei divani in pietra, la panca ed altri eventi che portano un po’ di vegetazione nella corte, come il grande ulivo, settorializzano, rendendoli più intimi, alcuni ambiti, ed al tempo stesso determinano dei percorsi virtuali. Il cielo è invece lasciato visibile nella maggior par-

te del giardino. Tuttavia, questo risulta puntualmente mitigato e non escluso, per mezzo di diversi sistemi di copertura che garantiscono, oltre ad un doveroso grado di privacy, anche un buon ombreggiamento. Per tale ragione sono stati pensati sia un elemento fisso, un gazebo dai motivi liberty, sia un sistema mobile di tende a scorrimento su binari in acciaio. Altri elementi servono a ordinare le forme, o a isolare, nascondendoli, tutti quegli spazi d’uso necessari al servizio di ristorazione. Le grandi pareti di legno dogato o le sedute/aiuole sulla parete circolare della sala da the, favoriscono anche il controcampo visivo dall’interno, ponendo all’altezza delle finestra la grande vasca delle aromatiche ornamentali. Un progetto pensato per essere vissuto all’esterno, ma che ovviamente, non trascura l’importanza di essere visto anche dall’interno.

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Luoghi comuni  

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