Page 217

de uno scavo archeologico romano. Questi due elementi in pietra sono delle sedute ma vogliono essere dei confini, presentano geometrie variabili e, a memoria di una genesi, sembrano nascere dalla stessa terra. Sono dei confini, ma vogliono essere delle sedute, ed il loro posizionamento consente di avere degli spazi di relazione che prediligono dei punti di accumulazione dove sia possibile guardarsi in faccia, mentre si parla, diversamente da quanto avviene di solito stando su una panchina lineare. La loro configurazione comporta una divisione della piazza in quattro settori che, pur mante-

nendo la loro unitĂ , suggeriscono diversi ambiti funzionali. Lo spazio davanti alla chiesa si riappropria di una forma geometrica di tipo romboidale semplificando le molteplici fughe prospettiche che gli edifici definiscono e di cui si nutre il vuoto urbano. Le linee invisibili sui lati corti, oltre ad identificare uno spazio di pertinenza dello stare (visualizzato dal triangolo che virtualmente la seduta genera), determinano un corridoio, sempre virtuale, verso la facciata commerciale alla destra della chiesa. Ortogonalmente ad essa uno spazio cuscinetto mitiga il passaggio dalla sede carrabile alla piazza

pedonale, anche per mezzo di dissuasori che ne tratteggiano il confine. Si auspica inoltre, un diverso utilizzo dello spazio pubblico da parte dei locali di ristorazione, spostando il baricentro verso la piazza, integrandosi con essa, aprendosi piuttosto che chiudersi con recinzioni che segnano una discontinuitĂ anomala. Questa semplice operazione libera i percorsi lungo le facciate dei palazzi, restituendo la giusta lettura dei prospetti degli edifici.

Profile for Massimo Valente

Luoghi comuni  

Luoghi comuni  

Advertisement