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Concorso in due fasi per il “Nuovo ingresso con ristorante, del Museo a cielo aperto di Glentleiten”, Monaco, Germania

TELESKOPE

La tradizione dei mastri birrai tedeschi, l’inevitabile rapporto che si instaura tra il vecchio ed il nuovo, tra gli edifici che costituiscono il complesso del museo all’aperto, l’architettura popolare dell’epoca, la cultura enogastronomica, ed il nuovo edificio di ingresso al museo, sono i riferimenti intorno ai quali si orienta il progetto, focalizzati nel ruolo centrale attribuito alla Sudhaus, il luogo di produzione della birra. Un volume rettangolare che nasce dalla morfologia del territorio, ruotato di circa 15° rispetto all’asse Nord-Sud, che, planando sulla geometria topografica delle curve di livello, ne asseconda il loro proprio orientamento. Sul lato Sud un grande tetto verde si fonde con il territorio confinante. La gerarchia di quota consente di abbracciare, con un colpo d’occhio, tutto il museo all’aperto, offre l’occasione per sdraiarsi, magari a godersi un caldo sole da Sud, e suggerisce l’ampliamento della superficie della Biergarten che è collegata al complesso per mezzo di un piano mezzanino.

La terrazza verde è anche l’input per iniziare il percorso culturale sul tema della birra attraverso la coltivazione della materia prima, l’orzo e il luppolo, rispettivamente utilizzati a pattern in orizzontale e come pianta rampicante sulle facciate dell’edificio che rimangono scoperte sul lato Est, verso il Granaio. Sul lato Nord l’edificio sembra galleggiare impennandosi verso la preesistenza dello Starkerer che rappresenta, per assonanza funzionale, l’unico vero elemento con il quale questo vuole comunicare. Per il resto l’edificio è principalmente introverso, completamente interrato dalla parte del museo che si fonde con il terreno adiacente e prende luce naturale per mezzo di ferite e lucernai derivati da movimenti di terra del piano coperture. Il lato di ingresso è scavato nel volume prevalentemente pieno rivestito in legno e coerentemente con lo Zeitgeist si presenta come qualcosa di nuovo, facilmente riconoscibile ma introverso. Da qui il percorso è spontaneo verso il bancone del foyer per poi piegare in direzione Nord uscen-

do verso il lato dello Starkerer. L’ingresso principale è alla quota intermedia di 768,00; Questa scelta consente di avere porzione della copertura in connessione con il terreno a quota 771,00 ed allo stesso tempo di ritagliare una porzione di edificio al livello seminterrato (764,50). La rotazione del volume rispetto all’allineamento stradale determina due ampi spazi pubblici di raduno/attesa che accolgono il visitatore all’arrivo dal parcheggio o dalla fermata dell’autobus, spostata in posizione più baricentrica, e che, di converso, raccolgono i visitatori anche nella fase di uscita dalla visita. I due edifici si guardano o meglio, nel rispetto del Vergangenheitsbewältigung, è il nuovo edificio che guarda lo Starkerer per mezzo di un’ampia vetrata a tutt’altezza volutamente orientata per irrorare lo spazio con una seducente luce da nord. Il grande schermo se da una parte richiama e cerca una relazione con l’edificio preesistente, dall’altra si presenta come un grande cannocchiale prospettico, un Teleskope, che in contropendenza con il naturale declivio del terreno, in lontananza, cerca

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