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nata verde di cui segue idealmente la pendenza, è l’elemento infrastrutturale pedonale che collega trasversalmente le due parti della città. Non più un sottopassaggio, ma un vero e proprio varco che, per mezzo della rampa dolce, consente attraversamenti ciclo pedonali, e quelli per persone a ridotta mobilità motoria. Dalla parte opposta, a ridosso dell’accesso al parco, la linea di confine di quest’ultimo è stata completamente ripensata attraverso un taglio diagonale che determina tra i due sistemi una zona cuscinetto che definisce un passaggio più dolce tra lo spazio minerale e quello vegetale, caratte-

rizzato attualmente da una linea retta, del tutto innaturale, una cesura tra gli assi principali del parco che, a seguito degli scavi, vanno a sfociare a ridosso di essi snaturando la funzione delle direttrici di connessione. La piazza resta un grande spazio minerale, sia per consentire manifestazioni all’aperto, sia per agevolare la possibilità di uno scavo archeologico maggiormente complesso che punti alla riformulazione della configurazione del foro o alla sua completa rivelazione, nonché come memoria storica di una passato politico che ha segnato fortemente la cultura popolare.

Il nuovo strato è invece un “crepidoma”, un sistema di piattaforme che definiscono i bordi della piazza. Rialzati da terra per favorire, dilatandoli, i rapporti con gli edifici esistenti, evidenziano dei luoghi calmi, di sosta, e dei punti di vista privilegiati ad una quota che permette di controllare il movimento frenetico dello snodo pedonale. Le stesse scale si propongono come luogo per socializzare, un ibrido tra percorso e seduta. In corrispondenza dell’ufficio delle poste e telecomunicazioni il nuovo livello consolida il sistema commerciale, che si omogenizza; si definiscono nuovi affacci sulla zona archeologica, mentre le

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