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L’Internet del futuro si dispiega secondo quattro quadranti. I due in basso, Il Web e il Social Web, sono paradigmi già realizzati (un miliardo e mezzo di navigatori, su un totale di due miliardi e mezzo, sono iscritti a Social Networks), mentre i due quadranti in alto, il Web Semantico e il Web Ubiquo rappresentano le onde tecnologiche del futuro. L’internet delle cose (Internet of Things) è sinonimo di Web Ubiquo, detto anche Web Pervasivo. L’onda dell’internet delle cose è già in arrivo come annunciato a gran voce al CES, Consumer Electronic Show, la fiera di Las Vegas a inizio 2014. Cisco prevede che nel 2020 l’economia della Internet of Everything raggiungerà la straordinaria dimensione di 19.000 miliardi di dollari, tra fatturato diretto proveniente dai vari settori applicativi e risparmi ottenuti, in particolare in efficienza energetica.


La banda di accesso a Internet su reti fisse e reti mobili aumenta nel tempo in modo esponenziale, di un fattore 1.000 all’incirca ogni 10 anni. Gli anni indicati sono quelli della prima introduzione sul mercato mondiale delle varie tecnologie (in Italia siamo perfettamente in linea col mobile, mentre si riscontra un ritardo di circa 7 anni sul fisso!). Per la rete fissa il diagramma in alto mostra il progresso dalla rete in rame (con un massimo di 100 Megabit/s per la tecnologia VDSL2 utilizzata nelle reti Fiber To The Cabinet con vectoring) a quella in fibra ottica (le reti ottiche passive, PON, vanno da pochi Gigabit/s fino a ben 1.000 Gigabit/s!). Per la rete mobile si va invece dai 10 Kilobit/s del sistema GSM fino ai 100 Megabit/s dell’odierno sistema LTE, per arrivare ai Gigabit/s dei sistemi di 5a generazione (LTE-Advanced) e di 6a generazione (LTE-Beyond). La banda aggregata dell’accesso su rete fissa risulta sempre circa 100 volte più grande di quella disponibile nelle celle radio dei sistemi radiomobili. Inoltre, la banda di accesso fissa è condivisa soltanto tra i dispositivi presenti nella casa o negli uffici, mentre quella mobile si ripartisce tra tutti i dispositivi attivi in una cella radio di grandi dimensioni.


Lo scenario dell’Internet del futuro è caratterizzato da una vera e propria esplosione delle tecnologie ICT che non solo si dispiegano in modo pervasivo sugli oggetti intelligenti (smart objects), ma richiedono anche una straordinaria quantità di tecnologie centralizzate nel Cloud (la “nuvola”) per consentire l’erogazione delle applicazioni e il controllo dei dispositivi. Gli esseri umani e le loro attività lavorative si svolgono in un mondo reale pieno di sensori che trova una sua completa virtualizzazione (mirror world) all’interno dei grandi data center distribuiti sul pianeta. L’Internet delle cose quindi non solo riempie il mondo reale di reti di sensori dedicati alla meccanizzazione delle attività umane, ma richiede anche che il controllo di queste reti sia centralizzato per creare un “clone” del mondo reale suscettibile di analisi dei dati (Big Data) e decisioni in tempo reale. I dispositivi mobili, tipicamente gli smartphone, giocano un ruolo cruciale di intermediazione (pivot) tra le persone, il mondo reale degli oggetti intelligenti e quello virtuale costruito tra le “nuvole distribuite” della tecnologia ICT di controllo.


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