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Il Patto di StabilitĂ  2009-2011: Problematiche applicative e evoluzione normativa

Dott. Salvatore Santoro Direttore dell’Area Economico-Finanziaria Provincia di Prato ssantoro@provincia.prato.it

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UNIONE EUROPEA - Il Patto di Stabilità e di Crescita (PSC) A livello comunitario il Trattato di Amsterdam (1997) ha stabilito alcune importanti regole per accelerare i processi di convergenza economica dei Paesi dell’Unione Europea e per tendere ad un risanamento rapido e costante (Patto di Stabilità e di Crescita).

Il Patto di Stabilità e Crescita mira a garantire la disciplina di bilancio degli Stati membri per evitare disavanzi eccessivi e contribuisce così alla stabilità monetaria. Con esso, gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche a livello europeo.

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I 4 parametri da rispettare nell’Area EURO

• • •

Stabilità dei prezzi: l’inflazione non deve essere superiore a quella media dei tre Paesi con i risultati migliori, aumentata dell’1,5% Stabilità dei tassi di interesse: il tasso nominale sui titoli di Stato a lungo termine, non deve essere superiore di oltre due punti percentuali rispetto all’analogo tasso medio dei tre Stati con i migliori risultati in termine di inflazione Stabilità dei cambi: assenza di manovre di svalutazione rispetto ai margini di fluttuazione previsti dallo SME, negli ultimi due anni REGOLE POST EURO

REGOLE ANTE EURO

Stabilità della finanza pubblica: il rapporto tra disavanzo pubblico e PIL non deve essere superiore al 3% e rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60% Firenze

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Il Patto di Stabilità Interno (PSI): Obiettivi 1. riduzione progressiva del ricorso al disavanzo per coprire le proprie spese; 2. riduzione del rapporto tra l’ammontare del debito di ciascun ente e il PIL nazionale. Cosa si intende per DISAVANZO? Entrate finali (primi quattro titoli delle entrate del bilancio - riscossioni)

Uscite correnti al netto degli interessi. = misura dell’indebitamento netto della P.A.

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Patto di Stabilità Interno (PSI): Fonte normativa e definizione concettuale Il “Patto di Stabilità Interno” (PSI) trova una prima fonte normativa nell’articolo 28 della legge 448/1998, collegata alla legge finanziaria 1999. FINALITA’ Coinvolgere Regioni e Enti Locali negli obblighi di stabilizzazione e miglioramento della finanza pubblica assunti a livello comunitario con l’adesione al “Patto di Stabilità e Crescita” approvato ad Amsterdam dal Consiglio Europeo nel 1997rescita” approvato ad Amsterdam dal Consiglio Europeo nel 1997.

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L’Instabilità del Patto di Stabilità e di Crescita Interno

• • •

A partire dal 1999 il Patto di Stabilità e di Crescita è stato esteso agli enti territoriali italiani Sin da quando è stato introdotto, è stato normato di anno in anno attraverso le Leggi Finanziarie Nel corso di tutti questi anni le regole del PdS hanno posto vincoli di bilancio sempre diversi, impedendo di fatto una sana e coerente programmazione – 1999 – 2004 2004: logica di saldi con regole quasi sempre differenti nel corso degli anni – 2005 – 2006: logica dei tetti di spesa, anche in questo caso con regole diverse tra il 2005 e il 2006 – 2007 – 2009: si torna alla logica dei saldi, in attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione – 2008 – 2010: si confermano la logica dei saldi e, in linea di massima, le regole del patto 2007 – 2009 – 2011: si utilizza la logica dei saldi, prendendo come base di calcolo l’anno 2007 – 2012 ???????? Firenze

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Il Patto di Stabilità Interno – Il modello Applicato - Fasi LA PROGRAMMAZIONE a) individuazione del contributo alla manovra nazionale; b) ripartizione del contributo tra gli Enti i. ii.

individuazione del trend storico (BASE DI CALCOLO) Calcolo degli interventi correttivi (MANOVRA CORRETTIVA)

iii. Calcolo degli Obiettivi Programmatici (Obiettivo da conseguire)

LA GESTIONE a) Monitoraggio periodico b) Definizione di Azioni Correttive

IL CONTROLLO a) Verifica dei Risultati b) Applicazione di un sistema Premiante/Sanzionatorio

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PSI: Evoluzione normativa

1999 - 2000- 2001

Prescrizione degli obiettivi da raggiungere (miglioramento del saldo finanziario e riduzione del rapporto debito/PIL) Assenza di indicazioni sulle modalitĂ  o sugli strumenti per il conseguimento dei risultati

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PSI: Evoluzione normativa

2002

Riduzione della flessibilitĂ  del Patto

Imposizione di un tetto alle spese correnti in aggiunta al vincolo del saldo di bilancio

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PSI: Evoluzione normativa

2003 - 2004 Introduzione di forme di controllo statale ad opera del Ministero dell’economia e della Corte dei Conti per la verifica del conseguimento degli obiettivi

Ampliamento dei compiti degli organi di controllo interno (Collegio dei Revisori dei Conti) Rafforzamento del sistema di monitoraggio e del sistema sanzionatorio a carico degli enti inadempienti

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PSI: Evoluzione normativa

2005 Introduzione del criterio del controllo della dinamica della spesa anzichĂŠ del saldo finanziario

Inclusione della spesa in conto capitale nella definizione della spesa complessiva

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PSI: Evoluzione normativa

2006 Previsione di tetto alla crescita della spesa di tutte le Amministrazioni, compresa la spesa in conto capitale, sulla base della spesa storica di ogni singolo Ente

Per il triennio 2006 – 2008 è stata inoltre prevista una diversificazione dei vincoli a seconda che si tratti di spese correnti o di spese in conto capitale

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PSI: Evoluzione normativa

2007 Calcolo del concorso alla manovra personalizzato in base alla tipologia di Ente calcolato sui saldi finanziari e non piĂš sui tetti di spesa

NecessitĂ  del rispetto del Patto giĂ  dal bilancio preventivo

Nuova normativa in materia di monitoraggio, rispetto del Patto e sanzioni in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi

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PSI: Evoluzione normativa

2008 Calcolo dei saldi secondo la competenza “mista�

Esenzione dal vincolo di miglioramento degli Enti Locali che han fatto registrare nel triennio un saldo positivo Introduzione di un sistema incentivante, seppur implicito, che mira a premiare gli Enti che utilizzano il loro avanzo per il rimborso del debito, spostando cosĂŹ la tensione del Patto dal deficit al debito.

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Obiettivi del Patto: 2002 – 2008

2002

Tetto di spesa

X

Saldo finanziario

X

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2003

X

2004

2005

2006

X

X

X

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2007

2008

X

X

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Sintesi relativi ai dati per il calcolo dei vincoli

Cassa Competenza

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

X

Competenza mista

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X

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PSI: Evoluzione normativa 1999 Saldo tendenziale pari al saldo 1998 incrementato del 3,6%; 2000 Saldo tendenziale pari al saldo 1999, calcolato a consuntivo, aumentato del 3%; 2001 come per il 2000; 2000 e 2001 Miglioramento del saldo tendenziale attraverso azioni correttive idonee a ridurre del 3% il saldo medesimo oppure l’1,1% le spese correnti.

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PSI: Evoluzione normativa 2002 saldo programmatico non superiore al saldo 2000 aumentato del 2,5%. Con riferimento al 2002 il legislatore (con la legge 28 dicembre 2001, n. 449) amplia il suo campo di intervento: oltre a porre dei limiti ai saldi, infatti, inserisce dei limiti alle spese correnti che non possono essere superiori del 6% agli impegni e ai pagamenti assunti nell’anno 2000.

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PSI: Evoluzione normativa Finanziaria 2003 (legge 27 dicembre 2002, n. 289) disavanzo finanziario (differenza tra le entrate finali e le spese correnti) in termini di competenza (accertamenti/impegni) in termini di cassa (riscossioni/pagamenti). In particolare per i Comuni è stabilito quanto segue: (i) il disavanzo finanziario per il 2003 non può essere superiore a quello del 2001;

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PSI: Evoluzione normativa Finanziaria 2003 (legge 27 dicembre 2002, n. 289) sanzioni 1. divieto di nuove assunzioni di personale a qualsiasi titolo, 2. divieto di ricorso all’indebitamento per il finanziamento degli investimenti 3. riduzione di almeno il 10% rispetto all’anno 2001 delle spese per l’acquisto di beni e servizi.

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PSI: Evoluzione normativa La legge finanziaria 2004 (legge 27 dicembre 2003, n. 350) (invariate le disposizioni contenute nella finanziaria 2003)

il disavanzo finanziario per l’anno 2004 esso non può essere superiore a quello del 2003 incrementato del tasso di inflazione programmato

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PSI: Evoluzione normativa Finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311) (i) il limite al tetto delle spese (espresse in termini di cassa e competenze), sia correnti sia in conto capitale, (ii) Spese non superiori alla spesa annua triennio 2001-2003 (iii) incremento 11,5% se la spesa corrente media pro-capite è inferiore a quella media pro-capite della classe demografica di appartenenza (iv) Incrementata 10% per i restanti enti locali. (v) viene ridotto il limite di indebitamento degli enti: misura interessi al 12% delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate (mentre il Testo Unico Enti Locali fissa tale limite al 25%).

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PSI: Evoluzione normativa

Finanziaria 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266) LIMITI: spese correnti e spese in conto capitale.

spese correnti Riduzione del 6,5% o dell’8% rispetto al 2004 a seconda che l’ente locale nel triennio 20022004 abbia registrato una spesa corrente pro-capite inferiore o maggiore a quella media procapite della classe demografica di appartenenza.

spese in conto capitale non possono essere superiori a quelle del 2004 aumentate dell’8,1%.

Spese personale = ridotte dell’1% rispetto al 2004.

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PSI: Evoluzione normativa Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) 1. ritorno alla logica dei saldi, che era stata abbandonata a partire dal 2005. Un PSI definito in termini di saldo sembra essere A) piÚ rispettoso dell’autonomia che il processo di decentramento in atto nel nostro Paese si propone di attribuire agli enti locali, i quali possono scegliere le azioni da intraprendere per rispettare i limiti imposti, contenendo le spese, aumentando le entrate o agendo su entrambi i fronti. B) piÚ coerente con gli obblighi statuiti a livello europeo, i quali impongono dei valori massimi dei saldi.

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PSI: Evoluzione normativa Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) Cosa impone ? 1. i saldi finanziari di competenza e cassa degli anni 2007, 2008 e 2009 siano pari ai saldi medi del triennio 2003-2005, migliorati dell’entità del concorso alla manovra. 2. Tale entità è calcolata in maniera distinta a seconda che il saldo finanziario medio di cassa per il periodo 2003-2005 risulti positivo o negativo. 3. il concorso alla manovra per i Comuni con saldo negativo risulta essere più gravoso, in quanto si sommano due componenti.

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PSI: Evoluzione normativa Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) Gli obiettivi del PSI per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 vengono calcolati migliorando del valore relativo al concorso alla manovra i saldi finanziari medi del triennio 2003-2005, sia in termini di cassa che di competenza ESCLUSIONI riscossioni e accertamenti derivanti dalla dismissione del patrimonio immobiliare e mobiliare destinata all’estinzione anticipata di prestiti. PROBLEMI la gestione della cassa è influenzata anche da dinamiche passate, ovvero dalla riscossione e dal pagamento dei residui.

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PSI: Evoluzione normativa La finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244)

la competenza mista gli enti sono chiamati ad applicare l’obiettivo del Patto al saldo finanziario medio del triennio 2003-2005 calcolato in termini di competenza mista, ovvero come differenza tra accertamenti e impegni – per la parte corrente – e dalla differenza tra incassi e pagamenti – per la parte in conto capitale.

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PSI: Evoluzione normativa La finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244)

la competenza mista A) Per i Comuni con saldo finanziario di cassa medio negativo per il triennio 2003-2005 lascia invariato quanto stabilito per il 2007 in termini di concorso alla manovra. B) per i Comuni con saldo finanziario di cassa medio positivo per il triennio 2003-2005, la normativa stabilisce un concorso alla manovra pari a zero.

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PSI - La Manovra 2009 - 2011 Il Dl 112/08 (L. 133/08) ha anticipato sostanzialmente i contenuti della Finanziaria e delineato il nuovo modello di patto di stabilità per gli enti locali per il triennio 2009 - 2011 NOVITA’’ 1. applicabilità solo a Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e alle Province; 2. Calcolo con i saldi finanziari; 3. Nuova determinazione dei saldi obiettivo; 4. nuovi vincoli 5. nuovo sistema di monitoraggio 6. nuovo sistema sanzionatorio per gli enti non virtuosi 7. premi per gli enti virtuosi 8. Nei saldi 2009-2011 non è più consentito di contabilizzare i trasferimenti regionali “assegnati” per l’anno in corso come “riscossi” – ex comma 682 legge n. 296/2006 (Circ. RGS n. 2/2009-lett.D1)

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PSI: La Manovra 2009 - 2011 ART. 77 del Dl 112/08 (L. 133/08) contributo al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica pari a 1.650 milioni di euro 2009 2.900 milioni di euro 2010 5.140 milioni di euro 2011

Art. 7777-bis D.L. n. 112/08 (L. 133/08) comma 31: “Le disposizioni del presente articolo si applicano, per il periodo rispettivamente previsto, fino alla definizione dei contenuti del nuovo patto di stabilitĂ  interno nel rispetto dei saldi fissatiâ€?.

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Il patto di stabilità. Destinatari e Esclusi DESTINATARI Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti Province. ESCLUSI le comunità montane i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti COSA È CAMBIATO ? La legge 266/2005 (finanziaria 2006) sottoponeva alle regole del patto di stabilità, oltre ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e alle province, anche le comunità montane con popolazione superiore a 50.000 abitanti, mentre prevedeva il coinvolgimento, per il biennio 2007-2008, anche dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.

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Enti soggetti al Patto – evoluzione 1999 – 2012. 1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

Regioni

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

??

Province

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

si

??

Comuni

si

si

si

ComunitĂ  Montane ed isolane

si

si

si

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Sopra Sopra Sopra Sopra Sopra Sopra Sopra Sopra Sopra Sopra 3.000 3.000 3.000 5.000 5.000 5.000 5.000 5.000 5.000 5.000 abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti no

no

no

no

Sopra i 50.000 abitanti

no

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no

Sopra i 50.000 abitanti

no

no

??

??

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Il patto di stabilità. Bilancio di previsione

La Finanziaria 2008 aveva già introdotto il principio contabile della obbligatorietà del rispetto del patto di stabilità interno come elemento necessario per l’approvazione del bilancio di previsione. Si prevede che il bilancio di previsione deve essere approvato iscrivendo: le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrate e spese di parte capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il patto. A tal fine, gli enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno

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PSI - La Manovra 2009: Suddivisione degli Enti Sono individuati 4 gruppi di enti: 1. enti che hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario positivo 2007 in competenza mista 2. enti che non hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario positivo 2007 in competenza mista 3. enti che hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario negativo 2007 in competenza mista 4. enti che non hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario negativo 2007 in competenza mista

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PSI: La procedura di calcolo

LA PROCEDURA  determinazione saldo finanziario di competenza mista 2007, da rendiconto 2007;  se positivo, il saldo 2007 può essere peggiorato, o resta confermato se non rispettato il patto 2007;  se negativo, il saldo 2007 deve essere migliorato, di piÚ o di meno a seconda del rispetto o meno del patto 2007.


PSI: La manovra 2009 La base della manovra è il saldo 2007 (nel 2008 era la media del triennio 2003-2004-2005)

calcolato in termini di competenza mista (nel 2008 era calcolato in termini di sola cassa) Il saldo obiettivo è il saldo 2009 dovrà essere migliore del saldo raggiunto nel 2007 (per gli enti che hanno un saldo base 2007 negativo) oppure uguale o addirittura peggiore del saldo raggiunto nel 2007 (per gli enti che hanno un saldo base 2007 positivo)

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Il Patto di StabilitĂ . Calcolo dei saldi

Innanzitutto occorre determinare l’importo annuo della manovra, nel modo che segue:

1) Calcolo del saldo finanziario 2007 in competenza mista escludendo le entrate derivanti dalla riscossione di crediti e le spese derivanti dalla concessione di crediti (le poste contabili relative alla riscossione o concessione di crediti non vengono conteggiate ai fini del patto di stabilità interno in coerenza con le regole comunitarie, in quanto, trattandosi di operazione finanziarie, non rilevano neanche ai fini del calcolo dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni utilizzato a livello europeo) e le voci indicate nel nuovo comma 8 (Successivamente abrogato)

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PSI: la competenza mista ENTRATE FINALI

SPESE FINALI

TITOLO I – entrate tributarie TITOLO II – entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti

TITOLO I – spese correnti

Saldo Corrente di Competenza (Accertamenti – Impegni)

TITOLO IV – INCASSI entrate derivanti da TITOLO II – alienazioni, trasferimenti di PAGAMENTI capitale e da riscossione di spese in conto crediti (escluso la capitale (escluso riscossione di crediti) concessione crediti)

Saldo di Cassa in c/capitale (Riscossioni – Pagamenti)

TITOLO III – entrate extratributarie

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Poste rilevanti ai fini del calcolo del rispetto del patto di stabilità Interno

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Il Patto di StabilitĂ . Calcolo dei saldi

Saldo obiettivo 2009

Enti positivi

Enti negativi

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Enti adempienti nel 2007

peggiorano il saldo del 10%

migliorano del 48%

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Enti inadempienti nel 2007

stesso saldo

migliorano del 70%

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Il Patto di StabilitĂ . Calcolo dei saldi

Saldo obiettivo 2010

Enti positivi

Enti negativi

Firenze

Enti adempienti nel 2007

peggiorano il saldo del 10%

migliorano del 97%

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Enti inadempienti nel 2007

stesso saldo

migliorano del 110%

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Il Patto di StabilitĂ . Calcolo dei saldi

Saldo obiettivo 2011

Enti positivi

Enti negativi

Firenze

Enti adempienti nel 2007

Enti inadempienti nel 2007

stesso saldo

stesso saldo

migliorano del 165%

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migliorano del 180%

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Il Patto di StabilitĂ . Calcolo dei saldi

Saldo obiettivo 2012

Enti positivi

Enti negativi

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Enti adempienti nel 2007

Enti inadempienti nel 2007

????

?????

?????

?????

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Il Patto di StabilitĂ . Calcolo dei saldi

I gruppi di enti con saldo finanziario 2007 in competenza mista negativo devono migliorare il saldo rispetto al 2007, ma la manovra appare piĂš elevata per chi non ha rispettato il patto 2007. I gruppi di enti con saldo finanziario 2007 in competenza mista positivo possono peggiorare il saldo rispetto al 2007, ma tale possibilitĂ  appare piĂš contenuta per chi non ha rispettato il patto 2007.

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PSI: Obiettivi da raggiungere COMUNI Saldo 2007 Positivo (da peggiorare in %) Negativo (da migliorare in %)

Patto 2007 Non rispettato Rispettato 2009 2010 2011 2009 2010 2011 0 0 0 10 10 0 70

110

PROVINCE Saldo 2007 Positivo (da peggiorare in %) Negativo (da migliorare in %)

180

48

97

165

Patto 2007 Non rispettato Rispettato 2009 2010 2011 2009 2010 2011 0 0 0 10 10 0 22

80

150

17

62

125


Il Patto di Stabilità. Calcolo dei saldi Ottenuto l’importo annuo della manovra, si procede a determinare il saldo finanziario, in termini di competenza mista, che gli enti devono conseguire. Il risultato a fine 2009 deve essere un saldo in competenza mista (parte corrente: accertato meno impegnato; parte capitale incassato c/competenza e c/residui meno pagato c/competenza e c/residui) migliore o peggiore del medesimo saldo in competenza mista avuto nel 2007 per un importo pari alla manovra di cui sopra. SU COSA AGIRE ? dobbiamo agire sugli accertamenti dei primi tre titoli entrata (da aumentare), sugli impegni del titolo I spesa (da ridurre), sull’incassato del titolo IV entrata (da aumentare), sul pagato del titolo II spesa (da ridurre).

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Il patto di stabilità. Le nuove regole inserite con la Finanziaria 2009 (L. 203/08) Inseriti i commi 7 bis e 7 ter Esclusione dai saldi utili per il rispetto del patto le risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute per l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza. L’esclusione concerne anche le ordinanze già adottate, purché le relative entrate e spese non siano già state rilevate nei patti degli anni precedenti. L’esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in più anni, purché la spesa complessiva non sia superiore all’ammontare delle corrispondenti risorse assegnate. (Circolare n. 2 RGS) Entro il mese di gennaio dell’anno successivo va presentato alla Protezione Civile l’elenco delle spese escluse dal patto, ripartite per parte corrente e parte in c/capitale.

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PSI: 2009-2011. delle Alienazioni: L. 133/08 La manovra 2009Il- Valzer 2011: base anno 2007 - Conseguenze Art. 77 bis, comma 8, L. 133/08 COSA DICE ? Le risorse derivanti dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali e da vendita di patrimonio non sono conteggiate, ai fini dei saldi utili per il rispetto del patto di stabilità interno se destinate alla realizzazione di investimenti infrastrutturali e alla riduzione del debito. L’esclusione è neutra se il ricavato viene destinato alla riduzione del debito, mentre è fortemente negativa se tali risorse sono destinate agli investimenti.

Effetti distorsivi: Toglie agli Enti strumenti di azione per il rispetto dei saldi programmatici.

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PSI: Il Valzer delle Alienazioni - la Finanziaria 2009 Nuova formulazione Comma 8 (L. 203/08): “Le risorse originate dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali nonché quelle derivanti dalla distribuzione dei dividendi derivanti da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società, qualora quotate sui mercati regolamentati, le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare non sono conteggiate nella base assunta a riferimento nel 2007 per l’individuazione degli obiettivi e dei saldi utili per il rispetto del patto di stabilità interno, se destinate alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito.”

NB: L’esclusione deve essere applicata sia al saldo finanziario preso a base di riferimento (anno 2007) che al saldo degli anni di gestione del patto (2009/2011). (Circolare RGS) Per valutarne la destinazione occorre fare riferimento alla collocazione in bilancio degli stanziamenti di spesa finanziati con i proventi stessi.

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PSI: Il Valzer delle Alienazioni: la L. 33/09 Art. 7-quater DL. 5/2009 convertito in L. 33/09: Il comma 8 dell’art. 77-bis del DL 112/2008 è soppresso!

2. Per gli enti locali che hanno approvato il bilancio 2009 entro il 10 marzo 2009, restano escluse sia dal saldo finanziario 2007 preso a base di riferimento che dal saldo di gestione 2009, le riscossioni derivanti dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici, gli accertamenti derivanti dalla distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società, qualora quotate nei mercati regolamentari, nonché le riscossioni derivanti da alienazioni di patrimonio immobiliare, se le predette riscossioni e gli accertamenti sono destinati alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito (art. 7quater, c.10, aggiunto al D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, dalla legge di conversione 9 aprile 2009, n.33) 2.1. Gli enti potranno, tuttavia, procedere all’aggiornamento del bilancio 2009, apportando le variazioni conseguenti all’intervenuta soppressione della norma ed includendo, quindi, nel saldo finanziario 2007 e nel saldo di gestione 2009 le riscossioni e gli accertamenti prima esclusi (allegato A, D.M. 15 giugno 2009, n. 67496). Firenze

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PSI: Il Valzer delle Alienazioni – dopo la L. 33/09 Effetti dell’abrogazione del comma 8 Lo Spartiacque al 10 MARZO 2009 a) i bilanci di previsione approvati in Consiglio Comunale entro il 10 marzo 2009, escludendo sia dalla base di calcolo 2007 sia dal saldo 2009 le entrate straordinarie di cui all’abrogando comma 8 dell’articolo 77 bis del decreto legge 112/2008, rispettano il Patto di Stabilità b) i bilanci di previsione approvati in Consiglio Comunale entro il 10 marzo 2009 con modalità diverse da quanto descritto al punto a) non rispettano il Patto di Stabilità c) ovviamente gli Enti che hanno approvato il bilancio ai sensi di quanto descritto al punto a), se lo ritengono opportuno possono approvare una variazione al bilancio entro il 31 maggio 2009 nel rispetto del Patto di Stabilità Interno calcolando i saldi con le entrate straordinarie di cui all’abrogando comma 8 dell’articolo 77 bis del decreto Firenze

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PSI: Il Valzer delle Alienazioni – dopo la L. 33/09 Effetti dell’abrogazione del comma 8 Lo Spartiacque al 10 MARZO 2009 a) i bilanci di previsione approvati in Consiglio Comunale dopo il 10 marzo escludendo sia dalla base di calcolo 2007 sia dal saldo 2009 le entrate straordinarie non rispettano il Patto di Stabilità

gli Enti che hanno approvato il bilancio dopo il 10 marzo dovevano considerare l’abrogazione del comma 8, altrimenti il loro bilancio non rispettava i vincoli del Patto di Stabilità

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PSI - Il Valzer delle Alienazioni – L’anno 2010

A. Le dismissioni 2007 tornano a gonfiare gli obiettivi di saldo B. La manovra finanziaria 2010 lascia sostanzialmente intatto l'impianto del Patto di stabilitĂ  2010. C. Rimane da chiarire, tuttavia, quali siano i vincoli imposti per il 2012 e quali le sorti degli enti che nel 2009 hanno optato per l'applicazione dell'articolo 77bis, comma 8, della legge n. 133/2008, che permetteva di scontare dal calcolo i proventi straordinari da dismissioni.

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PSI - 2010 – Le Dismissioni - Valutazioni 1. Se questo ha rappresentato indubbi vantaggi nel 2009, in termini di riduzione degli obiettivi da raggiungere, per Comuni e Province la cui previsione di realizzo di entrate straordinarie era in flessione rispetto al 2007, altrettanto non può dirsi per gli esercizi 2010 e seguenti. 2. Gli enti che hanno detratto tali proventi, infatti, devono ora provvedere al ricalcalo in aumento dell'obiettivo programmatico, in violazione dei principi di coerenza ed omogeneità degli strumenti di programmazione politico-amministrativa e con grave pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. 3. In altre parole, chi ha realizzato entrate straordinarie nel 2007 in misura superiore alle aspettative del prossimo triennio dovrà comprimere le scelte strategiche già pianificate con il bilancio pluriennale e la relazione previsionale e programmatica dello scorso anno. In alternativa, gli enti dovrebbero prevedere nuove alienazioni patrimoniali coordinando i tempi di riscossioni e pagamenti.

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PSI – Il Valzer delle novità tra introduzioni e abrogazioni Art. 2-ter del DL 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. I comuni che hanno rispettato il Patto di stabilità interno nel triennio 2006-2008 possono escludere dal computo dei saldi rilevati per l’anno 2009

le somme destinate a investimenti infrastrutturali o al pagamento di spese in conto capitale relative a impegni già assunti, qualora tali spese siano finanziate da risparmi derivanti: 1. dai minori oneri per interessi che derivano dalla riduzione dei tassi di interesse sui mutui ovvero dalla rinegoziazione dei mutui stessi, se tale minore onere non risulti già conteggiato nei bilanci di previsione; 2. dai minori oneri per interessi registrati a seguito dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione disponibile per la rinegoziazione di mutui e prestiti.

Abrogato dall’art. 7 quater, comma 8 del DL 5/09 convertito in L. 33/09 Firenze

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PSI – Il Valzer delle novità tra introduzioni e abrogazioni Il comma 48 dell’articolo 2 della legge n. 203 e successive modificazioni (Legge Finanziaria 2009) consentiva deroghe al Patto del 2009 per le opere di investimento autorizzate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Abrogato dall’art. 7 quater comma 8 lettera b del DL 5/09 convertito in L. 33/09

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PSI – Il Valzer delle novità tra introduzioni e abrogazioni – L’art. 7 quater 1. Per il solo anno 2009 ed in presenza dei requisiti di cui al punto successivo, non sono contabilizzati nei saldi utili le somme destinate a: a) pagamenti in conto residui per spese di investimento, regolarmente impegnate, effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa; b) pagamenti per spese in conto capitale, regolarmente impegnate, effettuati nei limiti dei minori interessi passivi conseguenti alla riduzione dei tassi d’interesse sui mutui o alla rinegoziazione dei mutui stessi, (minori interessi con i quali sono finanziate le spese), se non già conteggiati nel bilancio di previsione; c) pagamenti per spese in conto capitale relative ad investimenti per la tutela della sicurezza pubblica ed interventi temporanei e straordinari di carattere sociale diretti ad alleviare gli effetti della crisi economica, effettuati anche in conto residui per debiti pregressi, nel limite di spesa complessivo, per tutti gli enti locali, di 150 milioni di euro. (art. 7quater, c. 1, aggiunto al D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, dalla legge di conversione 9 aprile 2009, n. 33) Firenze

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PSI – Il Valzer delle novità tra introduzioni e abrogazioni – L’art. 7 quater 1.1. Le modalità di attuazione della disposizione di cui al precedente punto, lett. c), avrebbero dovuto essere dettate con D.M. da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore dalla legge 33/2009. 1.2. La deroga alla contabilizzazione nei saldi utili 2009 dei pagamenti di cui al precedente punto 5. si applica a condizione che: - sia stato rispettato il patto di stabilità interno nell’anno 2007 (art. 7quater, c. 2, lett. a) - il rapporto dipendenti/popolazione sia inferiore alla media nazionale per classe demografica (art. 7quater, c. 2, lett. b) - gli impegni di spesa corrente, al netto degli adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario, siano non superiori alla media del triennio 2005-2007 (art. 7quater, c. 2, lett. c) - i pagamenti da effettuare rientrino nei limiti degli importi autorizzati dalla regione di appartenenza (art. 7quater, c. 3).

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PSI – Il Valzer delle novità tra introduzioni e abrogazioni – L’art. 7 quater 1.3. Al fine di pervenire alla determinazione del limite di pagamenti autorizzati, gli enti locali devono aver dichiarato, entro il 30 aprile 2009, all’Anci, all’Upi e alla regione, l’entitàdei pagamenti daeffettuare. 1.4. La regione deve aver definitoecomunicatoagli enti locali, entroil 31maggio2009, l’ammontare dei pagamenti che possono essere esclusi dal saldo, rideterminando, a sua volta, l’obiettivoprogrammatico2009per unammontarepari all’entitàcomplessiva degli importi autorizzati. 1.5. Le modalità di certificazione dell’esclusione dal saldo utile ai fini del rispetto del patto di stabilità interno sono contenute nel decreto degli adempimenti sul monitoraggiosemestrale(allegatoA, D.M. 15giugno2009, n. 67496).

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PSI – Il Valzer delle novità – Il 4 %

1. Le province e i comuni con più di 5.000 abitanti possono escludere dal saldo valido ai fini del rispetto del patto di stabilità interno relativo all'anno 2009 i pagamenti in conto capitale effettuati entro il 31 dicembre 2009 per un importo non superiore al 4 per cento dell'ammontare dei residui passivi in conto capitale risultanti dal rendiconto dell'esercizio 2007, a condizione che abbiano rispettato il patto di stabilità interno relativo all'anno 2008, ovvero, qualora non l'abbiano rispettato, si trovino nelle condizioni previste dall'articolo 77bis, comma 21-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (art. 9-bis D.L. n. 78/2009, convertito in legge 102/2009)

NON APPLICABILE NEL 2010

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PSI - Le nuove regole: conseguenze 1. l'incassato entrata corrente e il pagato spesa corrente non rilevano ai fini patto. 2. l’accertato di parte corrente contribuisce, ai soli fini patto, alla copertura dei pagamenti di parte capitale, come pure l’incassato di parte capitale contribuisce,ai soli fini patto, alla copertura degli impegni di parte corrente. 3. accertando entrate in conto capitale e impegnando spese per investimenti, non sorgono difficoltà ai fini patto, nemmeno se la fonte di finanziamento è il mutuo o l’avanzo, che rimangono esclusi ai fini patto. Questo deriva dal fatto che l’accertato e l’impegnato di parte capitale non sono considerati ai fini patto. Nasceranno difficoltà quando la spesa in conto capitale impegnata sarà successivamente pagata. 4. se l’incassato e il pagato della parte capitale avvengono nel medesimo anno, non si producono distorsioni a livello patto, che assorbe in tal modo entrambe le voci. Diverso è il caso contrario, molto più probabile nella pratica, in cui l’incassato e il pagato di parte capitale siano contabilizzati in anni diversi. Firenze

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La manovra 2009 - 2011: base anno 2007 - Conseguenze 1. ancorare la costruzione dell’obiettivo ad una singola annualità anziché, come in passato ad una media triennale vuol dire accettare che a livello locale alcuni enti risultino avvantaggiati ed altri penalizzati in quanto in quel anno potrebbero aver ottenuto entrate accertate o incassate ( titolo IV) in quantità inferiore o superiore al valore medio. Detta riflessione vale ancora di più in un contesto di competenza ibrida in cui la componente di cassa, di per sé certamente più fluttuante, potrebbe influenzare ed anche “falsare” i risultati annuali; 2. considerare quale base il dato 2007 anche per le annualità successive (2010 e 2011) se certamente risponde all’esigenza di costruire un prospetto contabile su dati certi, comporterà, in assenza di un effetto scorrimento, una situazione nella quale gli enti avvantaggiatisi della scelta 2007 troveranno ulteriori benefici anche negli anni successivi. Situazione inversa, naturalmente sarà riscontrabile in quei comuni che nel 2007 hanno registrato una flessione nelle entrate o una accelerazione straordinaria nelle spese.

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PSI – ENTRATE FINALI E SPESE FINALI Comma 5. Il saldo finanziario (tra entrate finali e spese finali) (modifica con L.F. 2009) calcolato in termini di competenza mista è costituito dalla somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla concessione di crediti. ACCERTAMENTI

IMPEGNI

TITOLO I – entrate tributarie TITOLO II – entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti

TITOLO III – entrate extratributarie

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SALDO CORRENTE di Competenza (Accertamenti – TITOLO I – spese Impegni) = correnti MOL=Avanzo economico “puro” o “in senso stretto”

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PSI: Strategie Finanziarie di parte corrente Comune della Spezia

-Razionalizzazione della spesa corrente - Diminuzione della spesa “fissa” -Contenimento del ricorso al debito per investimenti Gli obiettivi strategici

-Ristrutturazione del debito a stock

_ Freno alla crescita della spesa corrente

-Riorganizzazione dei servizi comunali -Diminuzione del costo del personale -Ottimizzazione del patrimonio comunale

-Riordino regolamentare delle diverse entrate comunali

+

-Potenziamento dei servizi tributari

Aumento delle entrate “dirette”

-Piano strategico di recupero evasione/elusione fiscale -Adeguamento del sistema tariffario -Incremento delle entrate extratributarie Firenze

Impossibilità di agire sui tributi = Lesione dell’Autonomia 23/02/2010

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PSI: la competenza mista

INCASSI

TITOLO IV - entrate derivanti da alienazioni, trasferimenti di capitale e da riscossione di crediti (escluso la riscossione di crediti)

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PAGAMENTI Poste rilevanti ai SALDO IN fini del TITOLO II –spese C/CAPITALE – Cassa calcolo del in conto capitale - (Riscossioni – rispetto del (escluso Pagamenti) derivanti patto di concessione da Competenza e stabilità crediti) Residui Interno

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PSI: la competenza mista ENTRATE FINALI

SPESE FINALI

TITOLO I – entrate tributarie TITOLO II – entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti

TITOLO I – spese correnti

Saldo Corrente di Competenza (Accertamenti – Impegni)

TITOLO IV – INCASSI entrate derivanti da TITOLO II – alienazioni, trasferimenti di PAGAMENTI capitale e da riscossione di spese in conto crediti (escluso la capitale (escluso riscossione di crediti) concessione crediti)

Saldo di Cassa in c/capitale (Riscossioni – Pagamenti)

TITOLO III – entrate extratributarie

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Poste rilevanti ai fini del calcolo del rispetto del patto di stabilità Interno

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PSI: le poste irrilevanti ENTRATE TITOLO IV – categoria 6 – riscossione di crediti

USCITE TITOLO II – intervento 10 – concessione crediti e anticipazioni

TITOLO V – entrate derivanti da TITOLO III – spese accensioni di prestiti per rimborso prestiti Titolo delle entrate e della spesa che non TITOLO VI – entrate da servizi TITOLO IV – spese da rientrano nei calcoli per il per conto terzi servizi per conto terzi Patto AVANZO DI AMMINISTRAZIONE APPLICATO

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PSI – Corte dei Conti – Legittimità Costituzionale LA CORTE DEI CONTI E IL PSI La sezione lombarda della Corte dei Conti ha deciso di sollevare la questione del blocco dei pagamenti alle imprese, imposto ai Comuni e alle Province dal Patto di stabilità davanti alla Corte costituzionale. Nella pronuncia - la n. 125/09 - la Corte dei Conti lombarda spiega che “se le amministrazioni non pagano, sono le imprese a subire pesanti ripercussioni, mentre se invece queste ultime vengono saldate, nonostante il blocco fissato dal patto di stabilità, sono le amministrazioni ad andarci di mezzo e ad essere penalizzate”. “Se le eccezioni dovessero essere accolte - si legge infine nella pronuncia -, le norme impugnate non produrrebbero più alcun effetto giuridico, con la conseguenza che gli amministratori non violerebbero alcuna disposizione, e le imprese potrebbero tornare ad essere pagate, con tempestività, in tempi ragionevoli”.

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PSI – Indagine sulla Finanza Locale – Corte dei Conti LA CORTE DEI CONTI RELAZIONA AL PARLAMENTO

Ad un decennio dalla sua introduzione il Patto di stabilità interno – strumento attraverso il quale le autonomie territoriali vengono chiamate a concorrere alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica – non sembra aver raggiunto ancora la sua forma definitiva; sottoposto a periodiche revisioni, ha finito sempre per esaurire i suoi effetti nell’ambito della manovra finanziaria annuale. Anche se, specie negli ultimi esercizi, ha contribuito a contenere la dinamica della spesa complessiva degli enti, il Patto si è tradotto in obiettivi a volte difficilmente sostenibili e, di frequente, con effetti distributivi non coerenti con le reali condizioni economiche degli enti. Da qui la necessità di modificare le regole, sottoponendole ad un processo di revisione continuo Firenze

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PSI – Indagine sulla Finanza Locale – Corte dei Conti Anche per il 2009 le modifiche disposte dal DL 112/08, pur mirando a graduare gli obiettivi sulla base di differenti livelli di “virtuosità” degli enti (determinati dalla combinazione di due variabili, il rispetto del Patto 2007 e un saldo di “competenza mista” positivo) non hanno consentito di pervenire ad un assetto stabile. Si sono resi necessari molteplici aggiustamenti al fine di porre rimedio alle persistenti disfunzioni nell’allocazione delle risorse (accumulo di avanzi di cassa), nonché alle forti tensioni sui pagamenti per la spesa in conto capitale, oltre che all’emergere di alcune problematiche specifiche (rilevanti processi di dismissione immobiliare etc..).

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PSI – Indagine sulla Finanza Locale – Corte dei Conti Anche le modifiche introdotte nel 2009 per contrastare i principali effetti distorsivi (soprattutto le difficoltà di pagamento degli investimenti) potrebbero avere, alla luce delle analisi svolte dalla Corte, un impatto inferiore alle attese. meccanismo previsto dal DL 5/2009: gli effetti sono limitati in ragione sia dei requisiti soggettivi di virtuosità richiesti per poter accedere alla misura, sia, soprattutto, del limitato margine per le regioni di concedere spazio agli investimenti locali assicurando al tempo stesso il rispetto del proprio obiettivo di Patto. Meccanismo introdotto dal DL 78/2009: Inferiore alle attese, almeno in termini di impulso alle spese in conto capitale, (l’art. 9bis del DL 78/2009 consentiva di escludere dalle spese finali rilevanti per il Patto i pagamenti in conto capitale eseguiti fino al 31 dicembre 2009 nei limiti di un ammontare pari al 4% della massa di residui totali di spesa per investimenti rendicontati nel 2007.

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PSI – Indagine sulla Finanza Locale – Corte dei Conti Il permanere di condizioni di incertezza sui contenuti del Patto, oltre a incidere negativamente sulla gestione delle amministrazioni locali, rischia di alimentare ulteriori distorsioni, assecondando un progressivo calo della dotazione infrastrutturale o incidendo sugli equilibri economico finanziari degli enti. E’ pertanto indispensabile pervenire ad una formulazione organica e stabile delle regole di coordinamento, rafforzandone la credibilità e consentendone una piena collocazione nell’ambito della programmazione territoriale. Sulle misure assunte per limitare gli effetti distorsivi sulla spesa in conto capitale hanno inciso inoltre le difficoltà nell’individuare, attraverso criteri selettivi uniformi, i soggetti meritevoli di maggiori tutele o con una più elevata capacità di promuovere e gestire attività di investimento.

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PSI - Bilancio di previsione 2010 Il Patto 2010 perde alcune deroghe concesse nel corso del 2009, e solo per quell'anno, e poi perchÊ è stata limitata al solo 2009 anche la clausola di salvaguardia (art. 77-bis, comma 9, D.L. n. 112/2008). Inoltre, non valgono per il 2010: l'articolo 9, comma 1, del D.L. n. 78/2009 che ha escluso dal saldo valido ai fini della determinazione dell'obiettivo il 4% dell'ammontare dei residui passivi in conto capitale risultanti dal rendiconto 2007; le modifiche apportate dal D.L. n. 5/2009 (tutti gli enti adottano il saldo misto senza detrazioni, sia per la base di calcolo sia per la determinazione del saldo rilevante ai fini del patto 2010). I saldi obiettivo del 2010 e del 2011 sono da conteggiare sempre senza tener conto delle esclusioni di alienazioni ed entrate straordinarie.

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PSI – Indagine sulla Finanza Locale – Corte dei Conti Le recenti esperienze di gestione del Patto a livello regionale potrebbero costituire da questo punto di vista una preziosa base di riferimento: una gestione del Patto su scala territoriale consentirebbe di ridurre la rigidità del sistema e di ottimizzare la ripartizione delle quote di indebitamento tra amministrazioni locali. Il comma 11 dell’art. 77 ter della legge 133/2008 dà facoltà alle regioni di adattare per gli enti del proprio territorio, in accordo con il consiglio delle autonomie, le regole ed i vincoli posti dal legislatore nazionale; la legge 33/2009 assegna un ruolo di coordinamento alle regioni che possono autorizzare, salvo compensazione degli effetti negativi, le maggiori spese per investimenti degli enti locali del proprio territorio non rilevanti ai fini dei saldi del Patto.

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PATTO DI STABILITA’ TERRITORIALE 2009 Art. 77 ter, comma 11, DL 112/08 convertito L 133/2008 La Regione può adattare per i propri enti territoriali le regole ed i vincoli nazionali, in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti, fermo restando l’obiettivo complessivamente determinato per gli enti della regione 5 REGIONI, in attuazione di protocolli d’intesa, hanno stipulato un Accordo con Anci e UPI per la sperimentazione del Patto di stabilità territoriale per il 2009 La REGIONE TOSCANA ha messo a disposizione un plafond finanziario, utilizzabile a fine 2009 dagli enti locali, in possesso di adeguati requisiti, per effettuare i pagamenti previsti dall’art.7 – quater, comma 1, lett.a) e lett.B) del Dl 5/2009 convertito L 33/2009;

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PSI – Patto Regionalizzato – Sviluppi sul 2010 Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha inviato alla Conferenza Unificata la proposta di linee guida per la regionalizzazione del patto di stabilità. Il provvedimento ministeriale è in ritardo (arriva oltre diciotto mesi dall'entrata in vigore della disciplina di cui all'art. 77-ter, comma 11, L. n. 133/2008). Le linee guida ministeriali fanno proprio il modello piemontese con due sole differenti modifiche: 1. il Ministro dell'Economia esige che vengano applicate le sanzioni agli enti che non rispettino i propri obiettivi specifici anche nel caso di raggiungimento dell'obiettivo regionale aggregato e, nel tentativo di conservare l'attuale sistema di monitoraggio e certificazione dei dati del patto, prevede che gli eventuali sistemi regionali si affianchino ad esso senza però sostituirlo. 2. La regionalizzazione del patto serve ad evitare l'applicazione delle rigide sanzioni statali consentendo alle regioni di gestirle in modo più elastico però la soluzione proposta nelle linee guida ministeriali rischia di duplicare gli adempimenti incrementando i costi a carico degli enti coinvolti. Firenze

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PSI – Patto Regionalizzato 2010 – Regione Piemonte La Regione Piemonte è l'unica Regione che finora ha applicato la declinazione locale dei vincoli di spesa. L'ente che riceve lo sconto deve recuperare negli anni successivi, mentre l'ente che accetta l'obiettivo extra ottiene dei bonus: 1. Per il primo anno gli obiettivi di ciascun ente resteranno quelli statali anche se potranno essere rivisti in corso di gestione 2. dal 2011 in poi, il meccanismo sosterrà gli enti in difficoltà, evitando l'applicazione delle sanzioni del mancato rispetto del patto, e utilizzerà i margini finanziari a sostegno degli investimenti. 3. Viene disposto un sistema di compensazioni incrociate orizzontali e verticali: gli enti non in grado di sfruttare i propri margini ne cederanno una parte ad altri recuperandoli negli anni futuri, grazie al ruolo di stanza di compensazione della Regione. 4. La cessione di "permessi di sforamento" è incentivata da agevolazioni nei bandi regionali e, gli enti locali che non favoriranno il sistema e che a fine anno non avranno saturato i propri obiettivi, incorreranno in penalizzazioni a valere per gli obiettivi del patto per gli anni futuri.

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PSI – Indagine sulla Finanza Locale – Corte dei Conti

Andrebbe, poi, rafforzato, rispetto a quello contenuto nel testo unico, il riferimento al limite di indebitamento degli enti territoriali, confermando l’impostazione già assunta per il 2010 con il DL 112/2008, che ha introdotto tra le norme del Patto un tasso di riferimento (individuato con apposito decreto ministeriale) per la dinamica del debito .

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PSI: Il controllo del debito pubblico locale Art.77 BIS

• •

Dal 2010, in linea con le regole Europee di controllo del debito pubblico, le province e TUTTI i comuni dovranno attivare azioni di monitoraggio sul volume del debito assunto per finanziarie gli investimenti Sarà possibile aumentare la consistenza del debito in base a delle percentuali che saranno definite annualmente, con proiezione triennale, dal Ministero dell’Economia

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PSI - I limiti all’indebitamento Le province ed i comuni soggetti al patto di stabilità interno possono aumentare, a decorrere dall’anno 2010, la propria consistenza del debito al 31 dicembre dell’anno precedente in misura non superiore alla percentuale annualmente determinata, con proiezione triennale, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. Resta fermo il limite di indebitamento stabilito dall’art. 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni e integrazioni. Ad oggi il limite è fissato dalla Legge finanziaria 2007 al 15% delle entrate correnti. Nel caso in cui l’ente registri per l’anno precedente un rapporto percentuale tra lo stock di debito ed il totale delle entrate correnti, al netto dei trasferimenti statali e regionali, superiore alla misura determinata con decreto del Ministro dell’economia e finanze, sentita la Conferenza Stato–città e autonomie locali, la percentuale precedente è ridotta di un punto. Il rapporto percentuale è aggiornato con cadenza triennale.

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PSI - Le sanzioni sul controllo del debito Art.77 BIS

SE Stock complessivo del debito Entrate correnti al netto dei Trasferimenti statali e regionali

>

Misura definita con Decreto dal MEF

ALLORA SI RIDUCE DI UN PUNTO LA PERCENTUALE FISSATA ANNUALMENTE 80


PSI - Ipotesi – ANCI – La regola del debito 1. Stabilizzare la spesa corrente 2. fornire ad ogni Comune un livello di debito accettabile, che gli consenta di programmare realmente gli investimenti, per realizzare il programma di governo e rispettare gli impegni presi con cittadini e imprese. Il controllo della spesa in conto capitale è ovviamente il risultato naturale del rispetto della regola sul debito. Il livello di debito deve essere coerente con gli obiettivi fissati a livello europeo: riportando lo stesso rapporto debito PIL fissato nel patto di Maastricht, la soglia di equilibrio per i Comuni equivale al 150% delle entrate correnti.

Stock complessivo del debito

=

Entrate correnti Firenze

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Misura definita 150 % dal MEF Pagina 81


PSI: la Proposta ANCI OGGI

GOLDEN RULE

Saldo competenza mista Entrate correnti c/competenza Spese correnti in c/competenza + Entrate in c/capitale (al netto dei mutui) - (Spese in c/capitale + residui passivi)

Spese

+ Entrate in c/capitale (+ ? debito) – (Spese in c/capitale + residui passivi)

=

=

Saldo obiettivo

Saldo obiettivo

Interessi + quota capitale ≤ 15% entrate correnti Firenze

Entrate correnti c/competenza – correnti c/competenza

Stock di debito ≤ 150% entrate correnti 23/02/2010

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PSI - Il Ipotesi patto – diANCI stabilità. – LaIregola limiti all’indebitamento del debito La REGOLA DEL DEBITO per i Comuni esclude quindi il controllo diretto della spesa in conto capitale, che è controllata indirettamente attraverso l’introduzione di un limite all’indebitamento che impedisca agli Enti di spendere senza limiti per investimenti. Invece il sistema attuale controlla la spesa corrente attraverso la competenza e la spesa in conto capitale attraverso la cassa, il debito è limitato attraverso il rapporto massimo tra oneri del debito ed entrate correnti pari al 15%. Parametro n.7 – Condizione di Ente Strutturalmente Deficitario Consistenza dei debiti di finanziamento non assistiti da contribuzioni superiore al 150 per cento rispetto alle entrate correnti per gli enti che presentano un risultato contabile di gestione positivo e superiore al 120 per cento per gli enti che presentano un risultato contabile di gestione negativo (fermo restando il rispetto del limite di indebitamento di cui all'art. 204 del Tuel); Firenze

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PSI: La Programmazione dei flussi di cassa Ai fini del raggiungimento dell’obiettivo programmatico in termini di competenza mista, risulta fondamentale procedere ad una programmazione dei flussi di cassa di entrata e di spesa in conto capitale (ovvero titolo IV entrata e titolo II spesa in conto capitale).

la prima decisione Assegnare budget di cassa coerenti con il raggiungimento dell'obiettivo programmatico del patto di stabilità ad ogni dirigente apicale o responsabile di servizio sempre apicale. La coerenza deve essere valutata rispetto al prospetto obbligatorio allegato al bilancio di previsione di cui all'art. 77 - bis, comma 12, della legge 133/08. Tale prospetto non può essere statico, ma aggiornato continuamente in modo dinamico tenendo conto degli andamenti di competenza e di cassa della gestione.

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PSI: La Programmazione dei flussi di cassa CHE SIGNIFICA AFFIDARE IL BUDGET

informare ogni Dirigente sull'ammontare massimo dei pagamenti di cassa che potrà realizzare per le spese d'investimento e sull'ammontare delle entrate, assegnate alla sua responsabilità dal PEG, che dovrà incassare al titolo quarto dell'entrata. Per la competenza relativa alla situazione corrente I'assegnazione delle fonti di entrata e delle risorse per gli impieghi di spesa e stata perfezionata con il PEG.

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PSI: La Programmazione dei flussi di cassa COME ASSEGNARE

1. OCCORRE attento esame delle prioritĂ  da parte degli Amministratori e della Giunta per stabilire i criteri che stanno alla base dell'assegnazione dei budget stessi; 2. la fase di assegnazione deve essere concertata e condivisa poi da parte di tutti i responsabili apicali con il coordinamento del Direttore generale e del Responsabile del servizio economico finanziario al fine di garantire la compatibilitĂ  con le previsioni complessive rilevanti ai fini del patto; 3. perfezionata I'assegnazione, ogni dirigente conosce il proprie "tetto" di pagamenti compatibili con I'obiettivo generale di ente e conosce I'ammontare degli incassi che deve realizzare. Firenze

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PSI: La Gestione dei flussi di cassa Ogni Dirigente è in grado di governare gli impegni di spesa

1. Per ogni procedimento di spesa, ogni Dirigente dovrà esaminare la compatibilità degli impegni da assumere con il budget assegnato 2. valutare i tempi del procedimento di erogazione della spesa e le fasi di cassa con una metodologia similare a quella del "diagramma di Gannt“. 3. occorre avvicinare nelle decisioni di spesa la fase di competenza alla fase di cassa, e ciò deve iniziare dal momento programmatorio perche limitarlo ad un fatto operativo-gestionale non risolve il problema ma irrigidisce soltanto i rapporti tra Giunta e Dirigenza e tra Dirigenti.

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PSI – Il coordinamento Finanziario Il Responsabile del Servizio Finanziario coordina e monitora

1. esaminare la congruitĂ  delle valutazioni contenute nella motivazione dei provvedimenti che "comportano impegni di spesa" rispetto al quadro generale dei vincoli del patto di stabilitĂ , 2. Alle valutazioni preventive della fase programmatoria si affiancano le valutazioni concomitanti delle fasi gestionali 3. periodiche riunioni con i Dirigenti devono consentire di monitorare I'andamento dei budget rispetto ai vincoli generali 4. Occorre sempre informare la Giunta nel caso sia di miglioramento degli andamenti tendenziali sia di peggioramento, in modo tale che la stessa possa determinarsi sulle prioritĂ  da dare alla dirigenza Firenze

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PSI – La responsabilità Chi è responsabile della compatibilità dei procedimenti

Art. 9, comma 2, DL 78/09 convertito in L. 102/09 “Al fine di evitare ritardi nei pagamenti e la formazione di debiti pregressi, il funzionario che adotta provvedimenti che comportano impegni di spesa ha l'obbligo di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica; la violazione dell'obbligo di accertamento di cui alla presente lettera comporta responsabilità disciplinare ed amministrativa. È competenza del dirigente, responsabile del procedimento di spesa, evidenziare la situazione ai decisori politici proponendo possibili soluzioni evitando di rinviare "a valle" verso il servizio economico - finanziario il problema. Firenze

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PSI – La responsabilità e le possibili soluzioni Soluzioni nel caso di incompatibilità di cassa

1. Riprogrammazione delle priorità degli interventi previsti anche intervenendo, se del caso, su progetti già approvati o avviati per rimodulare il diagramma dei tempi (rimodulazione della programmazione operativa e delle decisioni già assunte); 2. Revisione dei tempi di realizzazione dell’intervento che si avvia; 3. Rimodulazione del budget assegnato con revisione delle scelte complessive da parte della Giunta nell’equilibrio complessivo dei settori coinvolti; 4. Proposte di tipo contrattuale sui tempi di realizzazione e pagamento che non determinino maggiori oneri per la finanza pubblica e siano coerenti con la Direttiva 2000/35/CE e il decreto legislative 9 ottobre 2002, n. 231“; 5. Proposte di recupero in termini di cassa di entrate in conto capitale che consentano un miglioramento del budget assegnato; 6. Proposte di miglioramento del risultato della situazione corrente che possa favorire la spesa d'investimento Firenze

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Il patto di stabilità. Come migliorare il saldo Leve per potenziare le entrate rilevanti patto e ridurre le spese correnti e in conto capitale.

- potenziamento di entrate tributarie; - maggiore copertura di servizi a domanda individuale con leva tariffaria; - sviluppo delle entrate da sponsorizzazioni; - maggiore redditività del patrimonio; - maggiore redditività delle aziende partecipate con rilevanza economica; - maggiore incisività nell’alienazione di beni -maggiore utilizzo di concessioni edilizie per il finanziamento di opere; Firenze

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Il patto di stabilità. Come migliorare il saldo – Le leve - maggiore ricorso alle fonti di finanziamento europee; - minore incidenza della spesa di personale; - minore incidenza oneri acquisto di beni; - minore incidenza di oneri per contratti di servizio dalle proprie aziende; - minore incidenza di fitti passivi; - minore incidenza di contributi ad enti e associazioni; - rinegoziazione di mutui e rimodulazione debito con riduzione di interessi passivi; - opzione irap per attività commerciali; - riduzione impatto degli investimenti sul bilancio dell’ente. Firenze

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PSI - Come agire sulla cassa

a) analizzare gli stanziamenti di bilancio e stimare il gettito presumibile di incassi a titolo IV in conto competenza e di pagamenti a titolo II in conto competenza, tenendo presente l’andamento degli ultimi anni; b) analizzare i residui attivi a titolo IV e individuare i presumibili incassi; c) analizzare i residui passivi, nel loro presupposto giuridico e nella loro struttura (per comprendere trattasi di debiti patrimoniali, quindi di futuro pagamento, oppure di conti d’ordine, ovvero di impegni finanziari in attesa di prestazione, il cui pagamento è dilazionato nel tempo); d) rivedere il ciclo passivo della spesa in conto capitale, con particolare riferimento ai lavori pubblici, per programmare le fasi di S.A.L. – fattura – mandato di pagamento;

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PSI - Come agire sulla cassa

e) analizzare i rapporti con gli altri enti pubblici, soprattutto con la Regione, verificando la previsione di incassi e pagamenti sulle deleghe; f) stimolare al massimo, in capo a tutti i responsabili di settore, i solleciti e le altre azioni esecutive nei confronti dei soggetti debitori dell’ente per favorire gli incassi a titolo IV; g) rallentare gli impegni di competenza a titolo II (che non siano obbligazioni già assunte) per ridurre l’incidenza e la tempistica dei pagamenti; h) non commettere l’errore di impegnare spesa in conto capitale (per il solo fatto che l’impegnato a titolo II non è più rilevante patto) senza considerarne gli effetti sulla cassa negli anni successivi.

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PSI – La cessione del credito La cessione del credito (DECRETO 19 maggio 2009) Disciplina delle modalità di attuazione dell'articolo 9, comma 3-bis, del DL 185/2008, concernente la certificazione di crediti, da parte delle regioni e degli enti locali Cosa è possibile fare? I titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, possono presentare, entro il 2009, all’ente istanza di certificazione del credito, redatta su apposito modulo, ai fini della cessione del medesimo credito pro soluto. Quali cautele adottare? Quale comportamento tenere? per i crediti di importo superiore Il responsabile dell'Ufficio di Ragioneria a 10 mila euro, necessario entro 20 giorni dalla ricezione deve dare procedere alla verifica di cui risposta. all’art. 48 bis del DPR 602/73. Se

Gli enti soggetti al patto devono indicare nella certificazione il termine entro il quale pagheranno gli istituti di credito, nel rispetto dei limiti consentiti dal patto. Firenze

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il creditore è inadempiente, la certificazione potrà essere resa al netto in caso di compensazione, il credito può essere certificato, e conseguentemente ceduto, al netto della compensazione tra debiti e crediti del privato Pagina 95


Il patto di stabilità. Monitoraggio Sanzioni derivanti dall’inosservanza del sistema di monitoraggio Fattispecie

Sanzione

Mancata comunicazione dell’obiettivo programmatico

Sanzione applicabile come se non avesse rispettato il patto

Mancata comunicazione della certificazione del raggiungimento dell’obiettivo

Sanzione applicabile come se non avesse rispettato il patto

Mancata segnalazione della situazione di commissariamento

Assoggettamento al patto

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PSI: Monitoraggio «www.pattostabilita.rgs.tesoro.it» Gli enti trasmettono semestralmente, entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, alla Ragioneria generale dello Stato, le informazioni riguardanti i risultati di competenza mista, attraverso un prospetto e con le modalità definiti con decreto. La mancata trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici costituisce inadempimento al patto di stabilità interno. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno, ciascuno degli enti è tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale e dal responsabile del servizio finanziario, secondo un prospetto e con le modalità definiti dal decreto. La mancata trasmissione della certificazione costituisce inadempimento al patto di stabilità interno.

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PSI - Comuni nuovi e commissariati Gli enti istituiti negli anni 2007 e 2008 sono soggetti alle regole del patto di stabilita interno, rispettivamente, dagli anni 2010 e 2011 assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze, rispettivamente, degli esercizi 2008 e 2009 Per quanto concerne gli enti locali commissariati, sono da escludere dal patto di stabilità gli enti locali i cui organi consiliari siano stati commissariati, per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico Questi enti sono soggetti alle regole del patto dall’anno successivo a quello della rielezione degli Organi istituzionali. La mancata comunicazione al sistema web della situazione di commissariamento, determina per l'ente inadempiente l’assoggettamento alle regole del patto di stabilita interno. A partire dall’anno 2009 non sono più esclusi dall’assoggettamento alle regole del patto gli enti commissariati ai sensi dell’articolo 141 del TUEL Firenze

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PSI - Le sanzioni Taglio del contributo ordinario dovuto dal Ministero dell’Interno per l’anno successivo per un importo pari allo sforamento del patto e comunque non superiore il 5%. Limite all’impegno delle spese correnti in misura non superiore all’importo annuale minimo degli impegni effettuati nell’ultimo triennio. Divieto di ricorrere all’indebitamento. Infatti i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie e finanziarie devono essere corredati di apposita attestazione da cui risulti il conseguimento del patto di stabilità per l’anno precedente. L’istituto finanziatore o l’intermediario finanziario non può procedere al finanziamento o collocamento del prestito in assenza del predetto attestato. Non sono da considerare indebitamento le sottoscrizioni di mutui la cui rata di ammortamento è a carico di un’altra amministrazione pubblica, ai sensi dell’articolo 1, commi 75 e 76, della legge n. 311/2004. Firenze

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PSI - Le sanzioni Divieto di assunzione come previsto dell’art. 76, comma 4 a qualsiasi titolo, tipologia di contratto anche in riferimento ai processi di stabilizzazione, inoltre è fatto divieto di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino elusivi della disposizione Riduzione 30% indennità amministratori (art. 61 comma 10) Blocco incremento fondo risorse decentrate (art. 8 comma 1 CCNL 11.04.2008) Tutte queste misure non concorrono al perseguimento degli obiettivi assegnati per l’anno in cui le misure vengono realizzate Gli enti non potranno utilizzare la leva fiscale in quanto permane il blocco delle aliquote e delle addizionali (art. 1 comma 7 D.L 93 del 2008) con esclusione della TARSU.

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PSI - Le sanzioni Inserito il comma 21 bis, se: • l’ente non ha rispettato il patto di stabilità 2008 per i pagamenti di spese per investimenti effettuati nei limiti di disponibilità di cassa • ha rispettato il patto nel triennio 2005/2007 • gli impegni nell’anno 2008 della spesa corrente, al netto della spesa per adeguamento contrattuale del personale dipendente, compreso il segretario comunale non sono superiori a quelli medi del triennio 2005/2007

non si applicheranno le sanzioni previste nei commi 20 e 21 dell’art. 77 bis del Decreto Legge 112 convertito in legge 133/2008

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PSI - Le sanzioni In merito alla prima condizione, si ritiene utile precisare che la stessa è rispettata se i pagamenti per investimenti risultano pari o superiori allo scostamento fra saldo obiettivo e saldo 2008. A titolo esemplificativo, se l’ente supera l’obiettivo assegnato di 100, la condizione è verificata se le spese per investimenti risultano superiori o pari a 100. Il rispetto del patto per il 2007 è quello risultante dalla certificazione che i singoli enti locali hanno trasmesso alla RGS (ai sensi dell’art. 1, comma 686, della legge n. 296 del 2006) e che, pertanto, l’adozione dei “necessari provvedimenti” di recupero dello sforamento 2007 (comma 691 della stessa legge n. 296/2006) non fa venir meno lo stato di inadempienza.

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Il patto di stabilità. Le sanzioni Inserito nuovo comma, se l’ente: • ha rispettato il patto nel triennio 2005/2007 • gli impegni nell’anno 2008 della spesa corrente, al netto della spesa per adeguamento contrattuale del personale dipendente, compreso il segretario comunale non sono superiori a quelli medi del triennio 2005/2007 • non rispetta il patto a seguito di spese relative a nuovi interventi infrastrutturali autorizzati con decreto MEF previa individuazione delle corrispondenti risorse finanziarie, anche ai fini della compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, anche a valere sulle risorse finanziarie autonomamente rese disponibili da ciascuna regione nell’ambito degli stanziamenti di pertinenza per interventi di sviluppo a carattere infrastrutturale.

allora non si applicheranno le sanzioni previste nei commi 20 e 21 dell’art. 77 bis del Decreto Legge 112 convertito in legge 133/2008 Firenze

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PSI – Gli effeffi delle sanzioni Comma 22, art. 77-bis Gli effetti finanziari conseguenti all’applicazione della sanzione relativa alla riduzione degli impegni per spese correnti e della sanzione che vieta di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, non concorrono al perseguimento degli obiettivi assegnati per l’anno in cui le sanzioni vengono attuate. Cosa significa? Gli effetti positivi (minori spese) sono attribuiti, mediante il meccanismo della premialità, agli enti rispettosi del patto di stabilità 2008 che risultano virtuosi. Quali conseguenze? Non può essere considerata nel saldo la minore spesa derivante dall’applicazione delle sanzioni. Come applicare la disposizione? L’ente inserisce nella voce SANZ 09 la stima della minore spesa derivante dal limite agli impegni di spesa di parte corrente e dal divieto di assunzione di personale. Come? spesa 2009 prevista nel bilancio pluriennale 2008-2010 spesa per assunzioni prevista, per il 2009, nella programmazione del fabbisogno di personale per il triennio 2008-2010. Firenze

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PSI - I premi Nel caso in cui il comparto abbia raggiunto l’obiettivo assegnato il maggior contributo derivante dal recupero dello sforamento sarà redistribuito fra gli enti che vengono definiti virtuosi in base a due indicatori economico strutturali, e in base al loro valore medio per classe demografica. •Gli indicatori, •i valori medi di fascia •e le modalità di riparto verranno definiti tramite Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero dell’Interno e d’intesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali.

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Gli adempimenti del Patto di Stabilità Art.77 BIS

• • •

Allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa Trasmissione semestrale delle informazioni riguardanti le risultanze in termini di competenza mista Entro il 31 marzo, invio della certificazione del rispetto del Patto relativamente all’anno precedente LA MANCATA TRASMISSIONE COSTITUISCE INADEMPIMENTO AL PATTO DI STABILITA’ Firenze

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PSI – Nuove Sanzioni

► mancata comunicazione dell’obiettivo

= mancato rispetto del patto;

►Mancata comunicazione di enti commissariati = assoggettamento alle regole del patto; ►mancata certificazione al 31/3

= mancato rispetto del patto;

►trasmissione in ritardo della certificazione

= no assunzioni personale.

Art. 9, comma 4 DL 78 La sanzione si applica fino alla data di invio della certificazione.

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Le sanzioni del Patto di Stabilità Art.77 BIS

• • •

RIDUZIONE del 5% dei trasferimenti correnti, relativamente ai contributi ordinari del Ministero dell’Interno LIMITE agli impegni delle spese correnti, con base il valore minimo dell’ultimo triennio BLOCCO all’indebitamento per gli investimenti; sarà necessaria una apposita attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del Patto di Stabilità – IL RISCHIO E’ IL CONSEGUENTE BLOCCO DEGLI INVESTIMENTI

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Le premialità del Patto di Stabilità Art.77 BIS

• • •

Modifiche nel computo dei saldi per gli enti virtuosi Per verificare la virtuosità si terrà conto di due indicatori economico-strutturali tesi alla misurazione del grado di rigidità strutturale dei bilanci e del grado di autonomia finanziaria Gli indici di bilancio saranno definiti con Decreto del MEF, di concerto con il Ministero dell’Interno e la Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, tenendo conto dei valori medi definiti per fasce demografiche

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Patto di Stabità