Page 1


Fotografia: Alessandro Ciolini www.affaris-grafica.com

Comune di

Montevarchi

Installazione a cura: Leonardo Massi Elaborazione grafica: Leonardo Massi Stampa: La Zecca s.r.l. Š Copyright 2012 - nome della casa editrice 1° Edizione agosto 2012 Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata

Comune di BUCINE


SOVRANITA’ POPOLARE Prefazione

1 2


EGUAGLIANZA Dizionario filosofico, Voltaire

3 4


Se questa terra fosse quella che sembra dover essere, vale a dire se l’uomo vi trovasse ovunque una sussistenza facile e assicurata e un clima confacente alla sua natura, è chiaro che sarebbe impossibile ad un uomo asservirne un altro. Se la terra abbondasse di frutti salutari; se l’aria che deve contribuire alla nostra vita non ci desse anche le malattie e la morte; se l’uomo non avesse bisogno d’altro alloggio e letto se non quelli dei daini e dei caprioli, allora i Gengis Khan e i Tamerlani non avrebbero altri servi che i loro figli, i quali sarebbero abbastanza umani da aiutarli in vecchiaia. In questo stato così naturale di cui godono tutti i quadrupedi, gli uccelli e i rettili, l’uomo sarebbe felice come loro, e il predominio diventerebbe una chimera, un’assurdità cui nessuno potrebbe pensare: perché infatti cercare dei servi quando non si ha bisogno di nessun servizio? Tutti gli uomini sarebbero dunque necessariamente uguali se fossero senza bisogni. La miseria connessa alla nostra specie subordina un uomo a un altro uomo; la vera sciagura non è l’ineguaglianza, è la dipendenza. Importa ben poco che un tale si chiami Sua Altezza, e il talaltro Sua Santità; ma è duro servire l’uno o l’altro. È impossibile, nel nostro disgraziato globo, che gli uomini che vivono in società non siano divisi in due classi, l’una di oppressori, l’altra di oppressi; e queste due classi si suddividono in mille, e queste mille hanno ancora sfumature diverse. Non tutti gli oppressi sono assolutamente infelici. La maggioranza è nata in questo stato, e il lavoro continuo impedisce loro di soffrir troppo della propria situazione; ma, quando non ne possono più, allora si vedono le guerre, come quella del partito popolare contro il partito del senato a Roma; quelle dei contadini in Germania, in Inghilterra, in Francia. Tutte queste guerre finiscono, prima o poi, con l’asservimento del popolo, perché i potenti hanno il denaro, e il denaro è padrone di tutto in uno Stato. Ogni uomo nasce con un’inclinazione piuttosto violenta per il dominio, la ricchezza e i piaceri, e con altrettanta inclinazione per la pigrizia: di conseguenza ogni uomo vorrebbe avere il denaro e le donne o le figlie degli altri,

esserne padrone, sottometterli a tutti i suoi capricci, e non far niente, o a meno non fare nient’altro che cose molto piacevoli. Vedete bene che con queste belle disposizioni, è tanto impossibile che gli uomini siano uguali com’è impossibile che due predicatori o due professori di teologia non siano gelosi l’uno dell’altro. Il genere umano, così com’è, non può sussistere, a meno che non ci sia un’infinità di uomini utili che non possiedano niente del tutto: perché, certamente, un uomo che se la passa bene non lascerà la propria terra per venire ad arare la vostra; e, se avete bisogno di un paio di scarpe, non sarà certo un ministro a farvele. Ogni uomo, in fondo al cuore, ha il diritto di credersi interamente eguale agli altri uomini; non ne consegue che il cuoco di un cardinale debba ordinare al suo padrone di preparargli il pranzo; ma il cuoco può dire: «Sono un uomo come il mio padrone; sono nato come lui piangendo; egli morirà con le mie stesse angosce e con le stesse cerimonie. Facciamo ambedue le stesse funzioni animali. Se i turchi s’impadroniscono di Roma, e se allora io divento cardinale e il mio padrone cuoco, lo prenderò al mio servizio.» Tutto questo discorso è ragionevole e giusto; ma aspettando che il gran Turco s’impadronisca di Roma, il cuoco deve fare il suo dovere, o qualsiasi società umana è sovvertita. Quanto a colui che non è né cuoco di cardinale né riveste alcuna carica statale; quanto al privato che non deve niente a nessuno, ed è seccato d’essere ricevuto dappertutto con aria di protezione o di disprezzo, e sa bene che parecchi monsignori non hanno né maggior cultura, né maggior acume, né maggiore virtù di lui, e che alla fine si stufa di fare anticamera, quale partito dovrà prendere? Quello di andarsene.


LA LIBERTA’ Giorgio Gaber

5 6


Vorrei essere libero, libero come un uomo. Vorrei essere libero come un uomo. Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura, sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale, incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia, che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza, con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche un gesto o un’invenzione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.


7 8


SOVRANITA’ POPOLARE Opera


DEMOCRAZIA Luigi Pirandello La causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d’uno solo, quest’uno sa d’esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa; la tirannia mascherata da libertà.

9 10


DEMOCRAZIA Abramo Lincoln La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo.

11 12


DEMOCRAZIA Harry Emerson Fosdick La democrazia è basata sulla convinzione che nella gente comune ci sono possibilità non comuni.

13 14


DEMOCRAZIA Michael Moore La democrazia non è uno sport da spettatori. Se tutti stanno a guardare e nessuno partecipa, non funziona piÚ.

17 16


DEMOCRAZIA Giovannino Guareschi Bisogna anche tener conto dei Morti, nella vera democrazia.

18 19


DEMOCRAZIA La fattoria degli animali, Orwell Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono pi첫 uguali degli altri.

22 23


DEMOCRAZIA Benito Mussolini Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano. 

24 25


DEMOCRAZIA Ersilio Tonini La democrazia entra in crisi, perchÊ essa, intendo la democrazia quantitativa moderna, è stata pensata supponendo che ci fossero dei valori stabili, fissi, condivisi da tutti.

26 27


DEMOCRAZIA Alan Coren La democrazia consiste nello scegliere i vostri dittatori, dopo che loro vi hanno detto quello che pensate di voler sentire.

28 29


DEMOCRAZIA Blaise Pascal Democrazia: non avendo potuto fare il modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto il modo che quel che è forte fosse giusto.

30 31


DEMOCRAZIA Indro Montanelli La democrazia è sempre, per sua natura e costituzione, il trionfo della mediocrità .

32 33


DEMOCRAZIA Winston Churchill La democrazia funziona quando a decidere siamo in due, e l’altro è malato.

34 35


BIOGRAFIA Leonardo Massi

FILOSOFIA

Nasce nel 1980 a Montevarchi(AR), dove vive e lavora. Diplomatosi come geometra frequenta la facoltà di Architettura di Firenze. Autodidatta da un punto di vista prettamente artistico, affronta la questione della rappresentazione seguendo la via della sperimentazione. Vincitore della sezione pittura del PREMIO ARTE 2009 indetto dalla rivista “Arte”, e finalista del NEXT GENERATION 2010 , ha collaborato dal 2009 al 2011 con Casa d’Arte San Lorenzo. Parallelamente alla produzione artistica tiene una rubrica bimestrale intitolata “(Ri-E)voluzione colturale” sulla rivista Red Magazin.

“Io cammino tra gli uomini come in mezzo a frammenti del futuro, quel futuro che io intravedo. E in ciò consiste ogni mio sforzo compositivo: dare unità poetica e raccogliere assieme quello che è frammento enigma e orrido caso.” Così parlò Zaratustra F. Nietzsche

EVENTI - 2012 Mostra personale “Il Principio dell’oggettività” Montevarchi (AR); - 2011 Installazione “Culto dei colti” – “Ne Pas Couvrir” Bucine (AR); - 2011 “Week end di primavera” - “Casa d’Arte San Lorenzo” San Miniato (PI); - 2010 “NEXT GENERATION 2010 - Premio Patrizia Barlettani” mostra collettiva presso gli spazzi della “Galleria San Lorenzo” – Milano; - 2010, “Week end dell’Arte d’Autunno” collettiva presso la Villa Medicea La Ferdinanda, Casa d’Arte San Lorenzo - Artimino (Prato); - 2010 “Settimana dell’Arte” IGV Club Santa Clara, “Casa d’Atre San Lorenzo” - Palau (OT); - 2010 “Week end di primavera” Una Hotel Versilia, “Casa d’Arte San Lorenzo” - Lido di Camaiore (LU); - 2009 Collettiva presso il palazzo della permanente – Milano, organizzazione rivista “Arte”; - 2009 “Premio Arte 2009” vincitore della sezione pittura, premio indetto dalla rivista Arte.

38 39


Sovranità popolare  

"Sovranità popolare" è una installazione realizzata dall'artista Leonardo Massi nell'anno 2012.

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you