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AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

“Il film nasceva da un’idea che io e Pirro ci siamo più volte passati, l’idea della sfida che un assassino faceva alla giustizia. Il personaggio devenne poi, un poliziotto. E’ l’aver rovesciato un tabù, l’aver, cioè, preso un poliziotto come emblema di criminosità, che ha fatto di Indagine un film politico. Perché invece il suo lato più interessante riguarda la descrizione di un meccanismo interiore, che tutti portiamo dentro, quelli che il potere lo esercitano, e anche i sudditi. Ognuno ha la sua fetta di potere e tende ad esercitarla in modo autoritario, poiché dentro di noi è disegnata una società repressiva che domanda continuamente una presenza paterna, facendo di tutti noi dei bambini (…)"

© NABA Video

Prodotto da Davide Senatore e Marina Cicogna per la Vera Film Soggetto e sceneggiatura: Elio Petri e Ugo Pirro Fotografia: Luigi Kuveiller Scenografia: Carlo Egidi Musica: Ennio Morricone Montaggio: Ruggero Mastroianni (Italia, 1970)

Durata: 114' Tutti i diritti sono riservati | All right Reserved | Vietata ogni forma di riproduzione | Copyright 2001-06 di NABA Video

INDAGINE SU UN CITTADINO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

INDAGINE SU UN CITTADINO

INDAGINE SU UN CITTADINO

AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

© NABA Video


Prodotto da Davide Senatore e Marina Cicogna per la Vera Film Soggetto e sceneggiatura: Elio Petri e Ugo Pirro Fotografia: Luigi Kuveiller Scenografia: Carlo Egidi Musica: Ennio Morricone Montaggio: Ruggero Mastroianni (Italia, 1970)

Durata: 114'

INDAGINE SU UN CITTADINO

AL DI SOPRA

DI OGNI SOSPETTO


TRAMA

"Ti taglierò la gola". Un momento dopo il delitto la scoperta di un abisso: il capo della omicidi diventa un assassino per scelta e per sfida. E' un percorso mentale sottilissimo quello da seguire per uscire dal tunnel in cui Petri ci a volte ci spinge, altre ci confonde. La trama può essere letta in superficie ma ci si rende conto presto che, così, non porta da nessuna parte. Perchè Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto in realtà, benchè parli della polizia, non è affatto un poliziesco. E' un dramma psicologico e surreale dove tutto, in fondo, sembra solo un sogno allucinato. L'unico modo, forse, per capire davvero la realtà. “Corriere della Sera” Volontè,immenso attore che non viene oggigiorno ricordato come dovuto, interpreta il capo della sezione omicidi di Roma promosso all'ufficio politico; all' indomani della sua promozione uccide la sua amante Augusta Terzi e dissemina volutamente prove della sua colpevolezza ai suoi colleghi, convinto che questi,proprio perchè lui è un loro superiore,nonchè uomo molto potente, facciano finta di non vedere o non pensino a lui come il colpevole del delitto in quanto, in virtù della sua posizione è un cittadino al di sopra di ogni sospetto.Da scenario c'è un ufficio politico corrotto,in cui si pensa al sesso e al denaro e ogni comunista o sovversivo viene visto come un deliquente.Non c'è spazio per la rivolta o il cambiamento dell' ordine vigente ormai corrotto ma il voler conservare tali istituzioni(Repressione è civiltà). “Repubblica” “Un capolavoro di altri tempi...” - Giuria Festival di Venezia 2007

MEDIA PRESS

Il capo della Squadra Omicidi di una grande città italiana, soprannominato "il dottore", per l'efficienza dimostrata in servizio viene promosso dirigente dell'Ufficio Politico della Questura. Proprio nel giorno della promozione, l'alto funzionario, che dietro l'apparente sicurezza e disinvoltura nasconde una psicologia disturbata, uccide Augusta Terzi, sua amante, con la quale ha instaurato un rapporto sadico. Certo di essere al di sopra di ogni sospetto in virtù dellaposizione di potere che occupa, "il dottore"semina volutamente tracce e indizi a proprio carico. Come previsto, le indagini intraprese dai colleghi della Omicidi non lo toccano, ignorando le sue evidenti provocazioni. Soltanto Antonio Pace, uno studente fermato per un attentato dinamitardo alla questura, personalmente "interrogato" dall'ispettore, in privato, ha il coraggio di dirgli che lo riconosce come assassino della donna, ma non lo denuncia e viene rilasciato. In preda ad un delirio autopunitivo, l'ispettore consegna ai colleghi della Omicidi una lettera di confessione. Quindi rientra a casa e nella sua fantasia malata immagina le diverse conclusioni della vicenda Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti: nel 1970 l'Oscar per il miglior film straniero, il Gran Premio della Giuria a Cannes e il David di Donatello a Gian Maria Volonté; nel 1971 Nastri d'argento a Petri, a Gian Maria Volonté e a Ugo Pirro.


MUSICHE

ENNIO MORRICONE

GIAN MARIA VOLONTE’

ORAZIO ORLANDO

Diplomato all'Accademia di Arte Drammatica nel 1957, proveniente dal teatro, conobbe con L'idiota di Dostoevskij (1959) e Il Caravaggio (1964) un notevole successo televisivo. Tra le esperienze teatrali, da Shakespeare ( Giulietta e Romeo, 1960) a Goldoni ( La buona moglie, 1963), al Vicario di R. Hochhuth (1965), al teatro-tenda, la più importante fu forse quella (1960-61) con gli Artisti Associati, in cui interpretò il personaggio di Nicola Sacco in Sacco e Vanzetti di Roli e Vincenzoni. Negli anni Sessanta passò anche al cinema, esordendo nel 1960 con D. Coletti in Sotto dieci bandiere, affermandosi tra gli interpreti di punta in film civili ( Un uomo da bruciare, 1962; Il terrorista, 1963; Svegliati e uccidi, 1966; A ciascuno il suo, 1967, di E. Petri, vincitore del nastro d'Argento; I sette fratelli Cervi, 1968; Banditi a Milano, 1968; L'amante di Gramigna, 1969) . In tv ha esordito nel 1958, nella parte di Tebaldo in Romeo e Giulietta. In seguito ha interpretato ruoli analoghi di giovani spregiudicati e sbruffoni (tra i più noti, il ricattatore di La donna di fiori). Il suo passaggio a personaggi più simpatici contribuì ad aumentare la sua popolarità che ebbe un impennata soprattutto grazie all'interpretazione del commissario Solmi, poliziotto napoletano, efficiente benché sonnacchioso, nella serie Aprite: polizia. Molto attivo anche al cinema, lo ricordiamo in Peccato veniale e soprattutto in teatro, dove è morto per una crisi cardiaca mentre recitava sul palcoscenico.

CAST

In onore dello strumento che da giovane aveva studiato, la tromba, Ennio Morricone scrisse uno dei brani più suggestivi della colonna sonora di Per un pugno di dollari (Sergio Leone, 1964). All'epoca usò lo pseudonimo di Dan Savio, ma dopo questo western all'italiana si avviò a diventare (con il suo vero nome) un o dei più prestigiosi compositori di musica da film del mondo.Nato a Roma il 10 novembre 1928, si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia in tromba, composizione, strumentazione, direzione di banda e musica corale. Maestro d'orchestra, componente del gruppo sperimentale Nuova Consonanza, debutta nel cinema con il film di Luciano Salce Il federale (1961), mentre sta per imporsi come arrangiatore delle più famose canzoni italiane dei primi anni '60 .In seguito continua ad accompagnare le imprese polverose dei pistoleri di Sergio Leone e Duccio Tessari, ma segue pure quelle dei protagonisti de I pugni in tasca (Marco Bellocchio, 1965), i sanguinosi scontri de La battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966) o il vagabondare di Totò in Uccellacci e uccellini (Pier Paolo Pasolini, 1966), dimostrandosi autore di grande talento, versatile e d'avanguardia. Tra le sue innovazioni più riconoscibili c'è l'uso della voce umana. Una voce di donna (quella di Edda Dell'Orso) che accoglie l'arrivo alla stazione di Claudia Cardinale in C'era una volta il West (Sergio Leone, 1968), incalzante in Metti una sera a cena (Giuseppe Patroni Griffi, 1969), sospesa vicino all'amore impossibile tra Noodles e Deborah (C'era una volta in America, 1984),.


Diplomato all'Accademia di Arte Drammatica nel 1957, proveniente dal teatro, conobbe con L'idiota di Dostoevskij (1959) e Il Caravaggio (1964) un notevole successo televisivo. Tra le esperienze teatrali, da Shakespeare ( Giulietta e Romeo, 1960) a Goldoni ( La buona moglie, 1963), al Vicario di R. Hochhuth (1965), al teatro-tenda, la più importante fu forse quella (1960-61) con gli Artisti Associati, in cui interpretò il personaggio di Nicola Sacco in Sacco e Vanzetti di Roli e Vincenzoni. Negli anni Sessanta passò anche al cinema, esordendo nel 1960 con D. Coletti in Sotto dieci bandiere, affermandosi tra gli interpreti di punta in film civili ( Un uomo da bruciare, 1962; Il terrorista, 1963; Svegliati e uccidi, 1966; A ciascuno il suo, 1967, di E. Petri, vincitore del nastro d'Argento; I sette fratelli Cervi, 1968; Banditi a Milano, 1968; L'amante di Gramigna, 1969) e in western all'italiana soprattutto quelli diretti da S. Leone, in cui interpreta il ruolo del cattivo e del cinico ( Per un pugno di dollari, 1964; Per qualche dollaro in più, 1965, Quién sabe?, 1967, di D. Damiani). Attore italiano. Un lungo tirocinio precede la costituzione di una propria compagnia teatrale insieme a M. Benassi, L. Carli e E. Magni. Si afferma, in una carriera durata oltre cinquant’anni, come interprete profondo e professionalmente rigoroso del teatro classico greco e di quello pirandelliano, stemperando la calda passionalità mediterranea con la razionalità dell’uomo di cultura. Celebri anche la sua prova in L’albergo dei poveri di M. Gor’kij, spettacolo inaugurale del Piccolo Teatro di Milano.

Nasce nel 21 Marzo del 1916 a Loreto in Italia. L' attore aveva al suo attivo una ottantina di film, da Ossessione di Luchino Visconti ad Achtung Banditi! di Carlo Lizzani e aveva lavorato con i più importanti registi italiani. Oltre al suo impegno nel teatro, molti i suoi lavori per la tv: da I ragazzi del muretto di Gasparini, a Il ritorno di Gian Burrasca di de Santis, ai Sopranos di Tim Van Patten, fino al recente Distretto di Polizia 3 di Vullo. I funeralisi terranno oggi alle 11,30 nel Convento di Artena. VITTORIO DUSE

GIANNI SANTUCCIO

REGIA ELIO PETRI

SALVO RANDONE

Critico e organizzatore culturale, rigoroso intellettuale, sceneggiatore e assistente (specie di G. De Santis), documentarista, esordì con il giallo psicologico L'assassino (1961) che lo mostrò sagace nella scelta delle trame, originale nella scelta del linguaggio, abile a dirigere gli attori e si rivelò autore maturo e impegnato (anche del soggetto originale) con I giorni contati (1962), film che bene innestava, sulla radice neorealistica, una problematica esistenziale e di indagine sociale con un linguaggio moderno, da nouvelle vague, alla ricerca di uno stile cinematografico personale all'interno di generi tradizionali. In linea con un cinema che fosse strumento di crescita civile, P. esamina temi di grande attualità: l'ipocrisia e la violenza del potere.


INDAGINE

SU UN CITTADINO

AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO


Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto_remake