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NE/TN0027/2008

quadrimestrale di informazione della cooperativa trentina di acquisti alberghi e ristoranti

La nuova casa di Gestor

NOVITĂ€ 2017


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EDITORIALE GESTOR EWS  [ 3 ]

Sommario 01 Editoriale Gestor cambia sede e guarda con ottimismo al nuovo anno 04 Santuari e sentieri religiosi Un modo diverso per conoscere il Trentino

29 Le nuove tendenze Lo street food prende piede anche a Trento 37 Il Prodotto La polenta, regione che vai ricetta che trovi... 39 La ricetta Il soufflé di polenta con carciofi trifolati e fonduta di Trentingrana DOP

Anno IV – N. 1 gennaio 2017 Quadrimestrale della Cooperativa GESTOR via Maccani 181/A – Trento Tel. 0461 826506 – Fax 0461 976068 www.gestor.it – info@gestor.it Direttore Responsabile: Franco Delliguanti Registrazione n. 1358 – 7 maggio 2008 del registro stampa del Tribunale di Trento Realizzazione e stampa: Saturnia - Trento

Gestor cambia sede e guarda con ottimismo al nuovo anno

06 Il personaggio L'hotel Corona di Lavis, ieri e oggi 15 Expo Riva Hotel 2017 Gestor presenta il nuovo progetto Gestor Market

NIVES TISI Direttore

Cari soci, l’anno che si è appena concluso ha portato con sè novità decisive che costituiscono una solida base per affrontare il duemiladiciassette con serenità, spirito costruttivo, e con uno sguardo proiettato ad una sempre maggiore crescita della cooperativa. Il nostro bilancio si chiude con segno positivo, nonostante la decisione di sospendere temporaneamente alcune forniture. Questa scelta è stata fatta perchè si è preferito concentrare l’ attenzione nell’agevolare i soci ad usufruire maggiormente delle opportunità che la cooperativa mette a loro disposizione. Un lavoro che è stato possibile grazie all’impegno del nostro ufficio commerciale. Con soddisfazione possiamo dire che la serietà della cooperativa viene ripagata anche dalle numerose richieste di informazioni che arrivano da fuori provincia. Un segnale che sottolinea come Gestor sia diventata un punto di riferimento nel settore alberghiero e della ristorazione. Abbiamo infatti avvicinato quattordici nuovi soci, alcuni dei quali anche dal vicino Veneto. A loro do il nostro benvenuto, certa che troveranno nella nostra cooperativa, personale professionale e disponibile. Un importante cambiamento che vivremo nei prossimi mesi è il trasferimento dei nostri uffici in una nuova sede. Al compimento del diciottesimo

anno di età abbiamo infatti deciso di mettere un tetto sopra la testa dei nostri soci. Il Consiglio di Amministrazione ha portato a termine un'operazione di compravendita con un intervento finanziario che non prevede costi aggiuntivi per la cooperativa né alcun mutuo ipotecario. L'uscita economica annua prevista supera infatti di poco il valore dell'affitto che da anni paghiamo per l'attuale sede. In questo modo aumenta la patrimonializzazione della nostra azienda che diventa dunque ancora più appetibile e credibile nei confronti sia degli istituti di credito che dei fornitori che si avvicinano a Gestor. La nuova “casa” di Gestor sarà in via Kufstein, zona Palazzine – Gardolo, a Trento Nord. Una zona facilmente accessibile, prestigiosa, dove è già presente un pool di aziende importanti e di spessore quali Delta Informatica, Gea Servizi, Bauer, Coldiretti e altre. Gestor è stata prescelta dai proprietari dello stabile per entrare a far parte di questo complesso economico produttivo perché considerata leader sul territorio, una realtà trentina sana, da coltivare e far crescere. Questo ci gratifica ed è di buon auspicio per il nostro futuro. Saremo pronti nella nuova sede in primavera, in occasione della prossima assemblea annuale. Intanto ci apprestiamo ad essere presenti, anche quest'anno, all'Expo Riva Hotel che si svolgerà nel quartiere fieristico di Riva del Garda dal 5 all'8 febbraio e dove vi aspettiamo numerosi. Nell'ambito della fiera sarà presentato il progetto, che è ormai in fase di decollo, di Gestor Market, il nuovo e-commerce che permetterà ai nostri fornitori di presentare in tempo reale le promozioni e le offerte, e ai nostri soci di effettuare verifiche e ordinazioni. Lunedì 6 febbraio siete poi tutti invitati all'apericena organizzato presso i nostri stand. Visto infatti il successo della scorsa edizione, abbiamo voluto nuovamente organizzare questo evento che sostituisce la cena di Natale. Un momento per incontrarsi e scambiarsi gli auguri di buon anno. Un nuovo anno che, ne siamo convinti, sarà ricco di soddisfazioni per tutti.


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[ 4 ]  GESTOR EWS NOVITÀ  

Main Sponsor 2017 Autoindustriale Srl-GmbH

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on il nuovo anno Gestor amplia ed arricchisce la gamma dei servizi a disposizione degli associati con un eccezionale accordo commerciale con Autoindustriale Srl. Il Presidente Gestor Danilo Moresco ed il Titolare della concessionaria Alois Baumgartner hanno sottoscritto un contratto che riserva ai soci Gestor interessanti offerte ed un trattamento straordinariamente conveniente per l’acquisto di vetture e di veicoli industriali e commerciali. La società Autoindustriale Srl vanta 39 anni di esperienza nel settore automobilistico ed è diventata la concessionaria ufficiale in regione di vendita e di assistenza Mercedes-Benz. Presso le sedi di Trento (Via Stella 13 a Ravina) e di Rovereto (Via del Brennero 25) sono a disposizione dei soci il salone espositivo e l’autofficina autorizzata che offre servizi di assistenza, riparazione, carrozzeria, verniciatura, revisione e collaudo. Gestor comincia il 2017 alla grande con una nuova partnership ed una preziosa opportunità per i soci.


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INTERVISTA GESTOR EWS  [ 5 ]  

Il Presidente presenta la nuova casa di Gestor

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ari soci,

la nostra cooperativa con il nuovo anno si consolida ancora di più, grazie alla nuova casa Gestor che stiamo allestendo e che diventerà un punto di riferimento della nostra famiglia per i prossimi venti anni. Avremo una nuova sede, ampia e prestigiosa, che si trova a Trento Nord, in una posizione molto interessante, facile da raggiungere perché servita da un casello autostradale e da due strade statali importanti dove ci sarà anche un ampio parcheggio. Vogliamo che la nuova casa Gestor sia un luogo di incontro e di confronto, grazie anche ad una grande sala riunioni che potrà ospitare fino a cinquanta persone e che sarà messa a

disposizione degli associati. Questo momento rappresenta per la nostra realtà sicuramente un segnale di crescita. Abbiamo fatto un’operazione oculata, che era nelle nostre possibilità e che quindi non creerà alcuna tensione economica e finanziaria per i soci. Ma le novità non si fermano qui. Stiamo cominciando l’anno pensando già al rinnovo dei contratti con i fornitori, stando sempre attenti ad ottenere le condizioni migliori per i nostri soci. Siamo consapevoli di non essere usciti dalla crisi, e per questo sia il Presidente, che il Direttore, che l’ufficio commerciale e tutta la struttura, cercano di avere dei prodotti di qualità a prezzi sempre vantaggiosi. Guardando al duemilasedici, è stato un anno complicato che si è acco-

dato al duemilaquindici altrettanto complesso, ma abbiamo cercato in tutti i modi, spinti dallo spirito cooperativo, di aiutare i soci, soprattutto quelli che avevano qualche momento di difficoltà, intervenendo in maniera equilibrata, nell’assoluto controllo della situazione e senza penalizzare in alcun modo gli altri associati. Con il nuovo anno partirà anche l’ambizioso progetto Gestor Market al quale auspichiamo aderiscano tutti i nostri soci e tutti i nostri fornitori. Un servizio che consentirà ai soci di orientarsi tra i prezzi e i prodotti in tempo reale. Insieme si può fare tanto, si può acquistare bene, siamo più forti e il mio augurio è che anche altri colleghi decidano di entrare a far parte della nostra cooperativa.


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[ 6 ]  GESTOR EWS RUBRICA  

Santuari e sentieri religiosi Un modo diverso per conoscere il Trentino

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Trentino è terra di tradizioni, di cultura, di laghi e di montagne, e anche di luoghi sacri, mete ogni anno di migliaia di pellegrini. Se in tutto il vecchio continente, secondo il Consiglio d’Europa, aumenta il turismo religioso e spirituale, questo vale anche per la provincia di Trento. Si stima che ogni anno oltre 250 milioni di pellegrini si mettano in cammino in Europa. Inoltre, le motivazioni religiose si mescolano a nuove forme laiche di turismo, che spesso ruotano attorno ai siti religiosi. Il turismo spirituale, identificato dall’UNWTO (l’Organizzazione Mondiale per il Turismo) come uno dei settori turistici che crescono più rapidamente, continua ad aumentare. Soprattutto nell’anno giu-

bilare, si è riscontrato un incremento del numero di persone che decidono di visitare santuari e chiese e di percorrere i sentieri che li collegano. E il Trentino custodisce nelle sue chiese, negli eremi e nei suoi santuari la testimonianza di una terra da sempre devota. Un patrimonio ben conservato, che forse meriterebbe di essere valorizzato un po’ di più. Non bisogna dimenticare infatti che Trento è stata la città del Concilio, evento fondamentale per la religione cattolica. La Cattedrale di San Vigilio e la Basilica di Santa Maria Maggiore furono, tra gli altri, teatro delle prime riunioni del Concilio. Sempre a Trento è stato predisposto l’itinerario di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolarini, dalla casa natale in via Prepositura all’Istitu-


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RUBRICA GESTOR EWS  [ 7 ]

to Maria Bambina. Ma se ci si sposta dal Comune capoluogo, si scoprono altri luoghi che conservano tracce di una sacralità immutabile nel tempo: l’eremo di San Romedio e quello di San Colombano, i santuari di Pinè, della Madonna delle Grazie ad Arco, la Madonna del Lares a Bolbeno e quella dell’Aiuto a Segonzano, La Salette di Trambileno. A Rovereto è possibile conoscere più da vicino il beato Antonio Rosmini, visitando il palazzo di famiglia e la chiesa di S. Marco. Tra i sentieri percorsi dai pellegrini, laici o credenti, c’è il San Vili (S. Vigilio) o il sentiero della Pace per ricordare i caduti della Grande Guerra. Non mancano poi i trekking all’insegna della riflessione religiosa come quello del Cristo Pensante, sulla cima Castellazzo, a 2333 metri, e il Sentiero del beato Frassati voluto dal Cai che si sviluppa tra il Santuario Madonna delle Grazie di Arco e il Santuario di San Romedio. E una valle ricca di testimonianze storiche e religiose è proprio la Val di Non, culla in qualche modo della religiosità trentina grazie ai numerosi santuari e luoghi sacri che qui si trovano. E da qualche anno è possibile visitarli in un modo alternativo, forse anche più genuino, grazie al Cammino Jacopeo d’Anaunia. Un pellegrinaggio che trova origine nel 1208, quando Zanebello, pievano della parrocchia di Cles partì per Santiago di Compostela. Prima e dopo di lui, moltissimi cristiani della valle si erano recati fino al santuario della Galizia. Oggi è l’Associazione Anaune Amici del Cammino di Santiago, nata nel 2007, ad occuparsi di mantenere viva la memoria di quel tempo ed animare la strada percorsa da pellegrini ed escursionisti. Il tragitto si articola in sette tappe, che partono e arrivano a Sanzeno, lungo un percorso di 170 km. Un cammino che porta alla scoperta di gioielli storico-artistici e luoghi di culto nonesi e della bassa val di Sole, come il Santuario di San Romedio, la Basilica dei Santi Martiri di Sanzeno (Sisinio, Martirio e Alessandro), la chiesetta di San Bartolomeo a Romeno e quella di Santa Lucia a Fondo o la Basilica di Santa Maria a Baselga di Bresimo. “Tutto nasce dal fatto che a Fondo, sulle pareti di sette abitazioni, ci sono altrettanti affreschi risalenti alla fine del millequattrocento dedicati a San Giacomo - spiega Remo Bonadiman, presidente dell’associazione che continua – dalle ricerche storiche sembra che il paese fu decimato da una grande pestilenza che colpì il Trentino verso la fine del quattrocento e le sette famiglie superstiti mandarono i loro capifamiglia a Santiago come ringraziamento per essersi salvati e al loro ritorno fecero dipingere sulle loro case questi affreschi dedicati al Santo, affreschi che sono tuttora visibili”. I dipinti sono stati restaurati nel 1987 e da allora ogni anno, il 24 luglio, viene messa in scena una rievocazione storica con circa 250 figuranti di quel pellegrinaggio a Santiago. “In questo modo diamo la possibilità a chi viene in val di Non di visitare questi scrigni preziosi e sconosciuti a molti. Uno dei nostri obiettivi è proprio quello culturale, tutti infatti conoscono i castelli trentini ma abbiamo anche una ricchezza incredibile di cose religiose” sottolinea Bonadiman. “L’identikit del

pellegrino è molto variegato - ci spiega il presidente – ci sono coppie, gruppi di cinque o sei persone, gruppi parrocchiali che vengono da tutta Italia. Adesso il Cammino Jacopeo è sempre più frequentato, tanto che sono oltre mille i pellegrini che ogni anno lo percorrono”. Questo è stato certamente l’anno del pellegrino; anche in occasione del Giubileo si è molto parlato di cammini religiosi. Ma al di là dell’Anno Santo, comunque stiamo assistendo ad una riscoperta di questo modo di pregare per chi crede, e di viaggiare per chi invece cerca un’alternativa alla solita vacanza. Perché? Possiamo parlare di una forma di turismo religioso? “Certamente è un modo diverso di fare turismo. Secondo me la gente apprezza molto il ritorno a vivere lento dilatando il tempo, camminando a piedi ad esempio per percorrere 25 km occorrono sei o sette ore, in auto basta mezz’ora, ma si perdono tante cose, non si vede il paesaggio, non si incontrano persone. Facendo queste esperienze invece si scopre un modo nuovo di vivere che è molto più gratificante del correre, si possono fare delle riflessioni, anche religiose, si può vivere più serenamente distaccandosi dalla frenesia di tutti i giorni. Vedo che chi ha fatto un cammino tende a ripetere questa esperienza perché sente la necessità di rivivere ancora queste emozioni”. Oltre al Cammino Jacopeo, in Trentino come detto ci sono diversi luoghi che sono ispirati alla religiosità o comunque vocati al sacro. Esiste una rete o secondo lei la si potrebbe realizzare per creare una proposta unica al visitatore che arriva qui? Ci vorrebbe più promozione per questo tipo di vacanza anche all’esterno? “Secondo me sì. Noi stiamo arrivando adesso, in Italia è da qualche anno che si sta diffondendo questo modo di viaggiare, il mondo tedesco invece è da molti anni che lo apprezza molto e valorizza la vacanza attiva e il camminare”. Ci vorrebbe però una regia unica? “Sarebbe auspicabile che a livello provinciale ci fosse un po’ di aggregazione tra tutti questi percorsi per creare un’offerta integrata su tutto il territorio trentino. Le faccio un esempio, in Alta Val di Non lo scorso anno la Romedius Weg, con partenza da Thaur, ha attraversato i Pradiei, passando da Passo Palade e fino a San Romedio e incrociando così il nostro cammino. Quest’anno invece hanno creato la Vigilius Weg o ancora la via di Andreas Hofer, e in questo momento sul nostro percorso ci sono indicazioni per ben quattro cammini. Ciò vuol dire che questa è una realtà importante anche a livello turistico sulla quale conviene investire perché una persona che arriva qui e fa tutto il giro resta almeno sette notti sul nostro territorio, spendendo denaro, e quindi potrebbe essere un settore da sviluppare maggiormente”.

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[ 8 ]  GESTOR EWS IL PERSONAGGIO  

L’Hotel Corona di Lavis, ieri e oggi Tommaso Palmeri ai Soci Gestor dice ”credete nella Cooperativa, per il futuro di tutti”

è

TOMMASO PALMERI Titolare

arrivato a Trento da Napoli nel 1969, del suo accento partenopeo conserva poco, ma non ha perso la passione per la ristorazione, che lo ha portato a gestire in Trentino due attività, prima il ristorante Il Vecchio Mulino di Vezzano di cui è stato proprietario per trent’anni, poi l’Hotel Corona di Lavis. Non solo. Tommaso Palmeri è stato tra i fondatori della Gestor, una cooperativa nella quale ha sempre creduto e che ha sempre sostenuto. Oggi però dice “Mi faccio da parte per fare posto ai giovani”. Ristoratore e albergatore, gestisce il Corona insieme alla moglie Riccarda Proner e ai figli, Michele e Massimi-

liano. L’albergo si trova in un palazzo d’epoca che risale almeno a cinquecento anni fa. Prima si chiamava Hotel Posta, essendo stato in passato il punto di smistamento postale, dove c’era il cambio cavalli. A sinistra della costruzione infatti sono ancora visibili gli archi dove erano presenti le stalle utilizzate per ricoverare i cavalli utilizzati sia per i trasporti della corrispondenza sia dalle carrozze dei nobili che si fermavano o passano per Lavis. “L’hotel era di proprietà della famiglia di mia moglie e oggi lo portiamo avanti insieme. Prima della nostra gestione il ristorante era di mio cognato e si chiamava Corona Due, poi lo abbiamo rilevato noi e ho deciso di chia-


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IL PERSONAGGIO GESTOR EWS  [ 9 ] CORNICE E TESTO.pdf

marlo Nuovo Corona. L’albergo si trova nella centralissima piazza Manci. Si sviluppa su due piani, sotto c’è un bar e un ristorante e dispone di quindici camere”. Tra i punti di forza della struttura c’è certamente la sua posizione: poco distante da Trento e all’imbocco delle tre Valli di Non, Cembra e Valsugana. Palmeri racconta di quando, il 7 luglio del 2007, l’hotel fu colpito da un violento incendio che danneggiò gravemente la struttura. Sedici furono le persone portate in salvo dai vigili del fuoco, nessuna rimase per fortuna ferita. A seguito di quell’episodio, l’albergo subì importanti lavori di ristrutturazione. “Anche se non è un albergo a quattro stelle, la qualità e i servizi che offriamo sono a quei livelli – sottolinea Palmeri – perché dopo l’incendio abbiamo ricostruito e rifatto tutto nuovo”. Quali sono le difficoltà con cui deve confrontarsi un albergatore? “Senza dubbio la burocrazia è quella che oggi sta esasperando un po’ tutti e che rallenta il nostro lavoro. Ecco perché io credo molto in una cooperativa come Gestor”. Tommaso Palmeri, come detto, è stato tra i fondatori della cooperativa. Ricorda di quando “con quattro o cinque amici, tra cui il presidente Danilo Moresco, Fabio dei Due Mori, Filippo Ghezzer che poi divenne direttore, discutevamo al Green Tower, il nostro rifugio ‘peccatorum’. Poi un giorno – prosegue – Danilo propose di creare una cooperativa e da lì nacque Gestor. All’inizio – ricorda ancora - ci abbiamo rimesso di tasca nostra, ma lo abbiamo fatto perché ci credevamo veramente. Eravamo noi a girare tra i colleghi per portarli nella cooperativa come soci. La difficoltà maggiore era convincerli che se ci fossimo messi insieme avremmo guadagnato di più rispetto ai grandi. Mi ricordo poi che eravamo circa cinquanta soci quando Filippo andò via e al suo posto venne Nives Tisi. Da quel momento in poi la cooperativa è fiorita”. Quest’anno Palmeri ha lasciato il Consiglio di Amministrazione della società “perché – dice – ci vogliono energie e forze nuove”. Ma non smette di credere nello spirito della cooperativa. “Se la gente avesse la stessa mentalità dei tedeschi o dei bolzanini, oggi saremmo una potenza perché qui non riescono a capire che quello che si fa lo si fa per il loro bene e non per un guadagno personale. All’inizio eravamo noi che lavoravamo per concludere contratti con i fornitori. Ricordo ancora, per esempio, quando con Danilo Moresco trascorremmo tre giorni in Valtellina per chiudere un contratto per la bresaola. Con questo voglio dire che abbiamo lavorato sodo e in prima persona per portare vantaggi ai soci”. “Oggi Gestor è una realtà solida con oltre quattrocento soci, presa come modello di riferimento da molti. Basti pensare al vicino Veneto che ci fa una corte spietata per entrare a far parte della nostra cooperativa. Spiace constatare però che ancora oggi alcuni soci non si rendano conto di questo”.

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Ma ci sarebbe qualcosa da rimettere in discussione, da rivedere o da migliorare per rafforzare lo spirito cooperativistico ed esserepiù convincenti? “Non è facile rispondere, perché le problematiche cambiano di anno in anno ed è sempre una lotta continua per portare il meglio a casa. Noi stiamo cercando di dare il massimo su tutti i servizi che offriamo, sulla telefonia, sulle auto, sulle assicurazioni, sull’elettricità...”. È un messaggio forte che Tommaso Palmeri vuole mandare ai soci della Gestor, un appello a credere con convinzione nella cooperativa “perché – conclude - ne va del futuro di tutti”.

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23/12/15

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ASCENSORI NUOVE NORME IN ARRIVO

Dopo 18 anni di onorato servizio, andranno in pensione le attuali norme. Il 31 agosto 2017 è ormai vicino. Le nuove normative manderanno in pensione le attuali norme EN 81.1 & 2, che hanno guidato fino ad oggi la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli ascensori. È giusto quindi cominciare ad aggiornarsi e sapere che le 81-20:2014 e EN 81-50:2014 porteranno vantaggi considerevoli in termini di Sicurezza e accessibilità agli impianti sia per il personale tecnico che vi opera, ma soprattutto per i passeggeri che li utilizzano.

COSA CAMBIERÀ?

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Di seguito elenchiamo alcuni tra i principali cambiamenti introdotti: • Dispositivo contro il movimento incontrollato della cabina - sarà impedito il movimento della cabina con porte aperte. • Barriere elettroniche di controllo movimento porte - verranno installate delle apposite barriere a fotocellule su tutta l’altezza della porta. Ciò impedirà alle porte di cabina e di piano di urtare le persone che entrano/escono dall’ascensore da sole o con animali, evitando così che possano farsi del male. • Blocco meccanico porte di cabina - verrà inibita l’apertura dall’interno della cabina delle porte quando l’impianto non è fermo al piano, onde evitare il rischio di caduta nel vano. • Illuminazione di cabina e vano - verrà potenziato il livello di luminosità della cabina e del vano corsa, così come verrà potenziata l’illuminazione di emergenza in cabina. • Aumenterà lo spessore delle pareti di cabina e delle ante delle porte. • Aumento dimensioni testata vano - verrà previsto uno spazio di Sicurezza maggiore in testata con conseguente aumento delle attuali dimensioni del vano corsa, per prevenire il rischio di schiacciamento dei tecnici manutentori. Considerate le tante novità è consigliabile, per chi fosse interessato, approfondire l’argomento e partecipare a momenti formativi che sono già in fase di organizzazione. Per la zona del Trentino Alto Adige siamo disponibili al servizioclienti@neulift.com oppure al numero telefonico 0461.825.570.


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Ultima tendenza: anticipare i bisogni del cliente

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è concluso l’anno 2016 e, in quest’ultima puntata della Rubrica di Gestor News sul Relooking delle strutture ricettive, vorrei condividere delle riflessioni per il futuro della struttura alberghiera. Si conclude un anno e si fa inevitabilmente un bilancio di come è andata la stagione e si pensa a come prepararsi alla prossima: ma Come rinnovarsi? Come affrontare la competizione? Il mercato chiede di investire nell’innovazione tecnologica, nel servizio, nella qualità, nel design, ma vediamo su cosa puntare veramente.

Capire qual è il cliente tipo e personalizzare il servizio

SARA RIGHETTO Architetto

Ci sono differenti categorie di turisti: business, millennians, family, bike, il turismo dei Brics, ecc. ed è fondamentale capire a quale di queste il nostro hotel si vuole rivolgere: è impossibile pensare di accontentare tutti, si rischierebbe una generale insoddisfazione.

Se, per esempio, si ricevono in hotel gruppi di sportivi, ci si concentrerà sul benessere fisico, già a partire dalla camera dove, magari, si può ricreare un angolo benessere prevedendo un tappetino per lo yoga del mattino, oppure un pacchetto di benvenuto con servizi wellness dedicati; si dovrà puntare su una palestra e una spa molto ben attrezzate; al ristorante


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saranno proposti menu bilanciati o buffet specifici nell’arco della giornata; all’interno dell’hotel saranno pensati dei punti di incontro e ambiti di aggregazione per lo scambio di esperienze.

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modulandosi su piani tavolo unici, i social table, che diventano luoghi di incontro e aggregazione, per chi magari è in viaggio da solo e cerca condivisione di interessi anche solo per una sera.

L’Hotel è legato al suo territorio

L’hotel è integrato nell’ambiente in cui sussiste. E, non basta il “dove siamo” nel sito internet. L’esperienza deve essere viva e vissuta. Sul dispositivo mobile del cliente si possono caricare delle App dedicate al territorio: la room directory cartacea si aggiorna. La sala ristorante non è più solo a servizio di chi fa la mezza pensione, ma ha un suo nome e una sua identità, diventa un Ristorante anche per gli ospiti esterni che possono andare a mangiare il piatto tipico locale e ritrovare le proprie tradizioni.

Il design

Per rinnovarsi non basta fare quello che ha fatto l’albergo vicino. Il refresh deve essere studiato, non è sufficiente cambiare l’arredo: serve un’analisi, c’è da ideare un concept personalizzato, per poi progettare nuovi spazi semplici, ma che emozionino il cliente. Bisogna pensare alla funzionalità gestionale e operativa ed evitare il superfluo. Trovare soluzioni che anticipano i bisogni del cliente e vadano oltre.

Tecnologia avanzata

Per snellire i processi, il check-in si fa su un tablet, accolti dall’immancabile sorriso di una receptionist che va incontro all’ospite nella hall, uno spazio che così si libera del tradizionale bancone e si organizza con comode sedute. Mentre si è in viaggio, già si visualizzano sullo smartphone quali servizi offrirà l’hotel e, quando si arriva a destinazione, con lo stesso cellulare si può aprire la porta della camera e accendere la tv...ma, tra tanta innovazione, non dimentichiamoci di mettere ben in vista la presa per la ricarica! L’unicità

In rete sono pochissimi i secondi utili per catturare l’attenzione del cliente e, a volte, poche le ore per fargli vivere i servizi in hotel; ma lo scopo è che prenoti, che ritorni e che dia recensioni positive. L’ospite non si adatta all’hotel, è l’hotel che si deve adattare a lui : molti alberghi di lusso arrivano ad offrire in camera profumazioni personalizzate, propongono il menu cuscini, servizi golosi e la vasca da bagno pronta all’arrivo oppure rilassanti massaggi da ricevere in camera. Molte premurose attenzioni per far sentire unico e speciale un ospite.

L’accoglienza innanzitutto

Concludo soffermandomi su quello che credo sia il più importante fattore, al di là di tanti spunti che guardano alle ultime tendenze. E rappresenta un po’ l’anima dell’hotel. Una sensazione piacevole che deve arrivare all’ospite già al momento della prenotazione: l’accoglienza. Il cliente deve essere accolto con grande senso di ospitalità e deve portarsi via tutti i dettagli di un’atmosfera ben curata nel suo insieme. Forse il vero obiettivo di un albergatore dovrebbe essere quello di mettere nella valigia del suo cliente un’esperienza di felicità !

Be social

Il nuovo marketing emozionale si spinge ben oltre Facebook. Sì, perché c’è chi programma le proprie vacanze nel medesimo periodo dell’anno precedente per ritrovarsi con gli stessi amici. Ed è social anche raccontare l’albergo attraverso gli occhi del cliente con mega schermi, disposti all’interno dell’hotel, che riporducono foto scattate e video girati proprio da loro. Persino l’arredo segue la tendenza

Si ringrazia per i riferimenti fotografici riportati in questa e nelle due precedenti pubblicazioni: Hotel Lungomare di Villamarina di Cesenatico (FC), Rimini Suite Hotel di Rimini (RN) Enjoy Garda Hotel di Peschiera del Garda (VR), Hatelier Garda Home di Peschiera del Garda (VR).


d a i t i un mi c s a n to La

il P ro sciut o di Parma

Il Prosciutto di Parma D.O.P. nasce grazie alla cura e alla passione che contraddistinguono ogni sua fase di produzione, dalla ricerca della migliore materia prima alla lavorazione e stagionatura; sempre senza utilizzo di conservanti. La carne proviene esclusivamente da allevamenti italiani (di 10 regioni del Centro-Nord), da maiali di oltre 9 mesi di età e di peso di circa 160 kg, con alimentazione seguita e controllata a norma del Disciplinare Produttivo. La produzione inizia con il raffreddamento delle cosce (che però non vengono mai congelate), che è un passaggio necessario per far rassodare la carne e permettere agli addetti di donare agevolmente la tipica forma tramite la rifilatura. In seguito, si effettua una prima salagione della durata di una settimana e successivamente una seconda salagione, della durata di circa 15 giorni. Eliminati i residui di sale la coscia riposa 60-80 giorni in celle dove il ricambio dell’aria viene effettuato con frequenza. l prodotto si lascia riposare e ‘pre-stagionare’ con un calo di peso - in queste due fasi - di circa il 20%, viene poi aggiunta la sugna (un prodotto naturale composto da grasso di maiale, sale, pepe e farina di riso) per proteggere la parte di carne sprovvista di cotenna. A questo punto son trascorsi 7 mesi e può avere inizio la stagionatura vera e propria. Tutta la lavorazione avviene esclusivamente nella zona di produzione. Dopo 12 mesi e dopo accurati controlli, gli incaricati del preposto Organismo di Controllo marchiano a fuoco il Prosciutto con il contrassegno “Corona Ducale”, rendendolo così Prosciutto di Parma. Solo alla fine della stagionatura (minimo 12 mesi) e dopo rigorosi controlli il Prosciutto di Parma può essere messo in commercio e gustato.

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Quando il benessere arriva dal sale Sempre più hotel hanno le grotte di sale nelle spa

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ta crescendo notevolmente l’interesse e l’impiego del sale, soprattutto quello rosa dell’Himalaya, nei trattamenti di bellezza ma anche nelle terapie alternative. Non è difficile trovare nelle spa degli alberghi, nei centri estetici o termali infatti le grotte di sale, ambienti in cui si può godere dei benefici di questo minerale, veri e propri spazi di relax e benessere. Il sale himalayano, detto anche “oro bianco”, è puro, privo di tossine e di sostanze inquinanti. E’ di colore rosa, per la presenza elevata di ferro, ed è ricchissimo di sali minerali come ad esempio il calcio, che aumenta le forze difensive della resistenza del corpo alle malattie infettive, il potassio che migliora le condizioni del sistema neuromusco-

lare, il magnesio che aiuta a rilassare la muscolatura e abbassa la pressione arteriosa, il rame che ha benefici per la circolazione sanguigna, lo iodio che contribuisce a normalizzare il grasso nel corpo, il fluoro, utile per rafforzare ossa e denti e il sistema immunitario. Le grotte di sale sono degli spazi realizzati con il salgemma (minerale fatto di cloruro di sodio) o appunto con il sale rosa dell’Himalaya, dove pavimenti, pareti e soffitti sono ricoperti dal minerale ricreando in questo modo il microclima marino. Si può così godere dei benefici che le zone di mare offrono (ma in tempi più lunghi) stando comodamente seduti su una poltroncina. Secondo le ditte che sponsorizzano le “cabine del sale”


DETERGENTI CONCENTRATI Sistemi di dosaggio e di diluizione

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Generalmente si distingue tra detergenti concentrati e pronti uso. Gli alberghi sono sempre più sensibili al tema dei concentrati, non solo per i vantaggi economici, ma anche per un’attenzione verso l’ambiente sempre più sentita e il risparmio in termini d’ingombro e logistica. Sta alle aziende produttrici garantire l’efficacia dei prodotti e una giusta informazione per non sbagliare la questione focale: il dosaggio. Ancora oggi, il sistema di diluzione manuale, quella “a occhio”, è tra i più utilizzati. Si rovescia il prodotto concentrato dalla tanica/flacone direttamente nel secchio d’acqua e nella maggior parte dei casi si rischia un sovradosaggio. Un corretto dosaggio non solo porta a risparmiare prodotto, ma evita anche un risultato di pulizia poco efficace o, ancora peggio, danni ai materiali. Allora come dosare correttamente? – Diluzione “a occhio”, con bicchiere dosatore: “molto imprecisa” – Diluzione volumetrica con pompa dosatrice, ma rimane a discrezione dell’utente la quantità d’acqua: “imprecisa” – Effetto Venturi, come ad esempio il sistema Promax, dove un apposito sistema meccanico diluisce automaticamente le quantità corrette di prodotto e acqua: “precisa” – Diluzione integrata del sistema DUAL CLEAN – UNYRAIN: ogni flacone è progettato ad hoc per il super-concentrato che contiene. Il prodotto viene diluito automaticamente a livello del trigger con acqua da rubinetto, evitando così qualsiasi errore umano: “molto precisa”. Hygan, azienda produttrice altoatesina, offre ai propri clienti il sistema innovativo brevettato DUAL CLEAN - UNYRAIN, che combina i vantaggi del prodotto concentrato con la praticità del DUALCLEAN E 230x165.pdf pronto uso. 1 24/11/16 18:43

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Expo Riva Hotel 2017

Gestor presenta il nuovo progetto Gestor Market Riva del Garda dal 5 all’8 febbraio 2017– Quartiere Fieristico Gestor gruppo di acquisto trentino nel settore alberghiero e della ristorazione, come ormai consuetudine, partecipa anche quest’anno all’evento fieristico Expo riva Hotel in uno stand rinnovato, a piano terra, in una location di grande richiamo, presenterà a soci, fornitori e visitatori il nuovo progetto Gestor Market: una realtà virtuale che, da un lato, per i soci, renderà più rapidi e semplici i loro acquisti e la disponibilità di informazioni e di dettagli relativi ai prodotti e agli accordi in essere, e dall’altro, per i fornitori, rappresenterà una vetrina sempre disponibile e accessibile. C’è un clima fervido di laboriosità, di positività e Gestor è pronta a continuare nel lavoro con uno spirito rin-

novato, confortata anche dai primi segnali positivi di ripresa economica nazionale. Nello stand, di oltre mille metri quadrati, troveranno spazio: ■⌂ ⌂38 aziende fornitrici qualificate che esporranno i loro nuovi prodotti e servizi; ■⌂ ⌂il welcome bar per prendere un caffè o un aperitivo in compagnia di colleghi, di fornitori, di amici; ■⌂ il ristorante riservato ai soci per gustare le proposte gastronomiche che quest’anno saranno interamente coordinate dallo Chef Nardelli; ■⌂ l’area tecnologica e lo spazio conferenza dove i visitatori potran-

no conoscere dal vivo le caratteristiche e le potenzialità del nuovo strumento di e-commerce Gestor Market che Gestor metterà a disposizione nel 2017. Expo Riva Hotel rappresenta per la Cooperativa e per tutti i partner che collaborano ed espongono all’interno dello stand Gestor un’irrinunciabile vetrina espositiva dove promuovere e comunicare le novità e attraverso la quale è possibile stringere nuovi rapporti commerciali e rafforzare quelli esistenti. Come ogni anno attendiamo i nostri visitatori per condividere assieme i successi ottenuti ed i traguardi da raggiungere.


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INVITO OMAGGIO VALIDO PER 2 OPERATORI Ai sensi dell’articolo 13 del d.lgs 196/03 La informiamo che i dati conferiti sono trattati in modalità cartacea e elettronica da parte di personale incaricato della società Riva del Garda Fierecongressi, titolare del trattamento per permettere l’instaurazione e la gestione del rapporto. Il conferimento dei dati personali è facoltativo ma necessario per accedere ai servizi richiesti. I dati raccolti possono essere comunicati a banche ed istituti di credito; enti o uffici pubblici; organi ispettivi; soggetti terzi nominati responsabili del trattamento ai quali il titolare affida talune attività. I dati salvo diverso obbligo di legge non saranno diffusi. Titolare del trattamento dei dati è Riva del Garda-Fierecongressi S.p.A. con sede in Riva del Garda – TN – Parco Lido s.n., in persona del suo legale rappresentante pro-tempore. Per ottenere ogni ulteriore informazione nel merito del trattamento svolto tra cui conoscere il nominativo dei responsabili del trattamento e per esercitare i diritti di cui all’art. 7 del citato codice (d.lgs 196/03) può fare riferimento al titolare del trattamento mediante semplice richiesta inoltrata ai nostri recapiti via fax, posta elettronica, posta ordinaria.

Scrivere in stampatello

COGNOME, NOME

NOME HOTEL-BAR-RISTORANTE

PROVINCIA

Il presente invito consente l’ingresso in fiera a 2 persone, solo ed esclusivamente, se compilato in ogni sua parte.

ACQUISIZIONE CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI desidero ricevere comunicazioni commerciali mediante l’indirizzo di posta elettronica che ho comunicato Firma dell’interessato ___________________________________________________________________________________________ per i fini esplicitati nella informativa di cui ho preso visione autorizzo la società Riva del Garda Fierecongressi a comunicare i miei dati personali per la valutazione della soddisfazione dell’utente, per operazioni di promozione, per finalità commerciali e di marketing, per l’invio di materiale pubblicitario, per comunicazione interattiva, anche a mezzo e-mail, per scopi statistici; ed a terzi, per finalità commerciali e di marketing (invio da parte di terzi di proprie comunicazioni commerciali) Firma dell’interessato ___________________________________________________________________________________________

TIMBRO OBBLIGATORIO

Comunicazioni commerciali previa Sua esplicita richiesta e manifestazione di libero e facoltativo consenso, la società Riva del Garda Fierecongressi, fino alla revoca dello stesso, perseguirà il fine di inviarle informazioni commerciali a mezzo dell’indirizzo e-mail da Lei indicato. Lei potrà revocare il consenso fornito per tali finalità in qualsiasi momento contattando il titolare o il responsabile indicato. Il consenso per il trattamento e la finalità di cui al presente punto non è obbligatorio. A seguito di un eventuale diniego i Suoi dati saranno unicamente trattati per le sole finalità indicate nella scheda informativa.

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EXPO RIVA HOTEL 2017 SI ARRICCHISCE IL PROGRAMMA DELLA 41A EDIZIONE DELLA FIERA DEDICATA AL MONDO DELL’HO.RE.CA.

RIVA DEL GARDA, NOVEMBRE 2016 - La 41a edizione di Expo Riva Hotel, in programma dal 5 all’8 febbraio 2017 al quartiere fieristico di Riva del Garda (Trento), continua ad arricchire il programma dell’evento dedicato ai professionisti dell’Ospitalità e della Ristorazione professionale. Un evento fieristico che si sviluppa in 7 padiglioni espositivi suddivisi in 4 grandi aree tematiche: INDOOR & OUTDOOR CONTRACT, COFFEE & BEVERAGE, FOOD & EQUIPMENT, ECO-WELLNESS & CONSULTING. Oltre alla variegata proposta espositiva, la fiera è sempre più importante luogo di incontro e di aggiornamento per gli operatori, con seminari, master e convegni legati alle ultime tendenze del settore. E’ proprio con questa chiave di lettura che Expo Riva Hotel propone per la 41a edizione, in collaborazione con Teamwork - società specializzata in consulenza alberghiera, Expo Riva Hotel Academy, workshop itinerante che a Riva del Garda proporrà oltre 40 seminari con esperti del settore. Novità di questa edizione ricco e divertente programma di competizioni proposto dalla Federazione Italiana Cuochi: Street Food Contest ovvero una riscoperta e celebrazione del cibo di strada, Jam Cup 2017 che rientra nel progetto Coordinamento Giovani della FIC e Riso In Rosa, che vedrà impegnate le cuoche della Federazione in una competizione con il riso protagonista. La manifestazione fieristica punto di riferimento del settore HO.RE.CA. prevede inoltre l’ampliamento di due aree: SOLOBIRRA, rivolta a chi è alla ricerca delle migliori birre artigianali, e RPM - Riva Pianeta Mixology, un’area espositiva dedicata all’arte del bere miscelato, dove ricercate aziende di nicchia propongono esclusivi prodotti e bartender di fama internazionale presentano quattro imperdibili master per professionisti. Expo Riva Hotel 2017 sarà ancora una volta l’occasione ideale per approfondire le tematiche più importanti del settore, con particolare attenzione alle novità e alle tendenze future dell’Ospitalità e della Ristorazione Professionale, nella splendida cornice dell’Alto Garda Trentino. Non mancheranno appuntamenti e incontri con le Associazioni del territorio quali l’Associazione Cuochi Trentini che ha già aderito all’evento e che proporrà interessanti collaborazioni. La manifestazione anche per la 41a edizione ha ottenuto il patrocinio di Federalberghi e di Federturismo Confindustria.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI Tel. +39 0464 570133 @: info@exporivahotel.it - web: www.exporivahotel.it Responsabile Comunicazione Riva del Garda Fierecongressi Spa Valentina Comoretto | Tel.+39 339 1298509 | @ v.comoretto@rivafc.it


DAL PICCOLO AL GRANDE PROGETTO Leasing: la Sparkasse-Cassa di Risparmio offre soluzioni su misura Il leasing beneficia d’importanti leggi di agevolazioni nazionali, regionali e provinciali. Esso è un vantaggioso strumento di finanziamento a medio/lungo termine che consente alle aziende, oltre che a professionisti e a lavoratori autonomi, di godere l’uso di beni mobili e immobili dietro pagamento di canoni periodici con la possibilità di acquistare i beni alla fine del contratto. I VANTAGGI I principali vantaggi del leasing sono: – è comprensivo di servizi accessori, quali quelli assicurativi, – permette il frazionamento dell’IVA nei canoni periodici, – non incide sulla liquidità a ziendale, – riduzione del periodo di ammortamento, – possibilità di usufruire di contributi e agevolazioni. AGEVOLAZIONI FISCALI La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali offerte alle imprese per l’acquisto di beni strumentali. Particolari vantaggi fiscali sono previsti per il leasing finanziario, ossia nel caso che le imprese abbiano la facoltà di riscattare i beni alla fine del contratto. I benefici del leasing finanziario rispetto all’acquisto risiedono nella più rapida deducibilità fiscale del costo e nel cosiddetto “super ammortamento”, consistente in una maggiorazione del 40% della deduzione fiscale dei canoni di leasing. CONSULENZA E ASSISTENZA Dal rinnovo degli arredamenti agli investimenti per gli impianti, dall’auto aziendale alla realizzazione delle strutture immobiliari indispensabili all’attività aziendale, dal piccolo al grande progetto – la Sparkasse-Cassa di Risparmio mette a disposizione strumenti semplici e flessibili. “La nostra Banca rimane al fianco del cliente in ogni momento con professionalità e affidabilità e con un servizio di consulenza per tutta la durata dell’investimento e del contratto”, spiega il Responsabile dell’Unità Leasing della Banca, Samuele Piasentini e ricorda che i consulenti in filiale rimangono a disposizione per un colloquio di consulenza senza alcun impegno e saranno lieti di fornire tutta l’assistenza e le indicazioni necessarie.

Dal 5 all’8 febbraio 2017 Vi aspettiamo per una visita nello spazio espositivo della Sparkasse presso lo stand Gestor


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Prodotti Bio e a km zero, anche in vacanza

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nche in vacanza, tanti turisti non rinunciano a consumare prodotti biologici e a km zero. Che sia una moda del momento o un trend che andrà consolidandosi in maniera più ampia e duratura, sarà il tempo a dirlo. Questo è però un validissimo modo per valorizzare le aziende agricole locali, per far crescere il tessuto economico di una determinata zona, che resta fuori dalle grandi catene di distribuzione. È vero che la scoperta di un territorio, della sua storia e della sua cultura, passa anche attraverso il cibo e i prodotti che quella terra offre. Ecco allora l’importanza di raccontare al turista le peculiarità, i sapori e gli odori di quello che mangia o che beve. Una scelta utile e “appetitosa”, ma che comporta anche dei costi per chi oggi propone nei propri piatti i prodotti tipici e originali della propria terra.

“Per noi il prodotto bio è una produzione che viene effettuata con i sistemi di una volta quando non c’erano tutti questi antiparassitari per incentivarne la quantità” ci racconta Claudio Battisti, dell’Hotel Stella delle Alpi di Ronzone. “Oggi invece si bada solo a questa e poco alla qualità. Ma per noi è prioritario l’aspetto qualitativo. Noi cerchiamo di avere prodotti a chilometro zero acquistandoli direttamente dal contadino, per cui sappiamo che sono essenzialmente bio, anche se non hanno il marchio che lo certifica. Nei nostri menù si trovano in particolare le patate e i formaggi che sono a chilometro zero, ed anche le altre verdure e la frutta”. Gli ospiti sono attenti all’utilizzo di questo tipo di prodotti, li ricercano e molto spesso sono proprio questi a fare la differenza nella scelta dell’albergo dove trascorrere le proprie vacanze.


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“I nostri clienti arrivano dalla città, hanno una loro idea delle nostre montagne e delle nostre terre e quindi ricercano le specialità del territorio, come lo speck, le patate o il miele. Tutti quei prodotti che per loro sono di montagna sono genuini, indipendentemente dal discorso bio. Noi, albergatori e commercianti, dovremmo stare perciò attenti a proporre esclusivamente prodotti autentici delle nostre zone. Non è il massimo infatti se un turista scopre ad esempio che le cosce del maiale usato per lo speck arrivano dall’Olanda o da altri paesi. O ancora, il tortello di patate con le nostre patate lo si riesce a fare in un certo modo, preparato invece con le patate che si acquistano all’ingrosso e che

arrivano dalla Germania o da chissà dove, non ha lo stesso sapore”. È un impegno vero e proprio da parte di un albergatore che decide di offrire ai propri ospiti solo prodotti del territorio. Una scelta non solo di mercato ma anche di immagine. “Se è vero, da una parte, che crediamo fermamente in questo modo di lavorare, dall’altra non riusciamo a comprendere come i costi dei prodotti a chilometro zero debbano avere una differenza per noi così negativa, in quanto sono nettamente superiori a quelli che vengono da lontano e che oltre al trasporto hanno anche vari passaggi dal produttore al consumatore. Il problema è quindi a livello economico”. Proprio perché non è una pratica vantaggiosa dal punto di vista economico la convinzione nel farlo è ancora più forte. E l’ospite questa differenza la percepisce eccome. “Soprattutto aggiunge Battisti – se siamo noi a spiegargli le caratteristiche di quel determinato piatto tipico. E così ci chiede anche dove poter acquistare quel determinato prodotto”. Questo dato viene confermato anche dalla Coldiretti, secondo cui a livello nazionale aumenta la tendenza a comprare i prodotti locali, a chilometri zero, come souvenir da portare a casa. Nell’estate 2016 infatti si è registrato un boom nella spesa turistica, che non è mai stata così alta, per cibi e bevande con circa un terzo (32%) del budget di italiani e stranieri in vacanza in Italia destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per acquistare prodotti enogastronomici per un importo complessivo stimato in circa 12 miliardi. Il 30% degli italiani – prosegue l’indagine - ritiene che il successo della vacanza dipenda soprattutto dal buon cibo, e c’è una crescente tendenza degli italiani ad esprimere la propria curiosità turistica a tavola sperimentando piatti locali diversi rispetto a quelli abituali. In vacanza quando mangiano fuori 3 italiani su 4 (74%) chiedono prodotti tipici del luogo in cui si trovano. Il 70% degli italiani in vacanza durante l'’estate 2016 ha visitato frantoi, malghe, cantine, aziende, sagre, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometro zero direttamente dai produttori. L’'acquisto di un alimento direttamente dal produttore è una occasione per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e la tradizione che racchiude dalle parole di chi ha contribuito a conservare un patrimonio enogastronomico invidiato in tutto il mondo.

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una seduta di 30 minuti, durante la quale si respirano le particelle di sale nebulizzato, equivale a tre giorni di soggiorno marino. La temperatura interna va dai 18° ai 24°, l’umidità è tra il 40% e il 60%. Sono inoltre assenti sostanze inquinanti nell’aria. Il sale, oltre che ricoprire le pareti della stanza, viene nebulizzato nell’aria in modo da essere respirato e fornire al paziente tutte le sue caratteristiche benefiche. Questo tipo di trattamento, conosciuto come haloterapia, può essere utile in particolare all’apparato respiratorio, in caso di tosse, raffreddori allergici, asma, sinusiti, bronchiti, depurando le vie respiratorie e migliorando la resistenza verso malattie virali e infettive, diminuendo la sensibilità all’azione di allergeni, tossine e inquinanti. I trattamenti di haloterapia nella grotta di sale sono consigliati anche per rilassarsi e combattere lo stress quotidiano. L’haloterapia è indicata per tutti: bambini, adulti, terza età e anche donne in gravidanza. È sconsigliata però in caso di malattie acute, di gravi ipertensione e di scompensi cardiocircolatori o di claustrofobia. Oggi le grotte di sale in molti casi vanno a completare l’offerta del centro benessere all’interno di una struttura alberghiera. Sono un luogo tranquillo dove riposare, avendo inoltre la possibilità di rigenerarsi e migliorare il proprio stato di salute. “Sei anni fa abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta per quanto riguarda la spa - racconta Achille Leonardelli dell’Hotel Posta di Montagnaga - mettendo a disposizione dei nostri ospiti anche una grotta di sale, una cabina abbastanza grande, che può ospitare fino a otto persone, con all’interno dei blocchi di sale dell’ Himalaya da cui viene emanata aria salina che, respirata, fornisce una profonda sensazione di benessere, purifica la pelle, libera i bronchi, e dove viene irradiato un salutistico calore”.

“A differenza della sauna o del bagno turco dove è sconsigliato l’accesso alle persone per esempio con problemi di cuore – spiega ancora Leonardelli – la grotta di sale è un ambiente molto soft, come una bio-sauna diciamo, e quindi può entrare dentro chiunque perché non ci sono controindicazioni”. Infatti l’haloterapia può essere indicata come trattamento complementare per i benefici che può apportare, ma non deve sostituire la terapia farmacologica, soprattutto in caso di patologie croniche. È un rimedio naturale che apporta benessere ma non ha uno scopo medico. “Certamente. In questo caso – aggiunge Leonardelli - non è che si riceve benessere perché si assumono farmaci ma perché all’interno della grotta ci si rilassa, e già questo da un benessere interiore importantissimo”. Sul fronte sanitario e delle spese deducibili per cure mediche, se trattamenti come la mesoterapia e l’ozonoterapia, effettuati da personale medico o da personale abilitato dalle autorità competenti, sono ammessi in detrazione, ciò non vale per l’haloterapia. Il Ministero della Salute sta infatti svolgendo approfondimenti sulla riconducibilità di tale tipo di trattamento all’ambito delle procedure sanitarie. “Sempre di più comunque gli ospiti dell’albergo richiedono questo tipo di trattamento e i commenti sono sempre molto positivi” sottolinea Leonardelli. In cosa consiste la manutenzione di una grotta di sale? “Il blocco di sale che, è certificato, proviene dall’ Himalaya, si consuma lentamente in base alla quantità di aria e al calore dei cinquanta gradi che ci sono nella cabina. Tra tot anni, andranno sostituiti con dei blocchi nuovi”. Attualmente non esiste una normativa specifica e uniforme che disciplini i requisiti professionali necessari per aprire una grotta di sale con finalità non terapeutiche.

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TENDENZE GESTOR EWS  [ 31 ]  

Lo Street Food prende piede anche a Trento

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a cucina si mette in moto, sulle quattro ruote, e porta in giro tradizione, ricette originali, prodotti a km zero, innovazione e creatività. È una vera e propria tendenza, che si sta diffondendo sempre di più nelle città italiane, nei piccoli centri abitati, nelle zone turistiche. È lo street food, comunemente conosciuto come cibo di strada. Venditori ambulanti di panini, pizzette, fritturine e piadine si sono sempre visti in giro per l’Italia, dove sono ormai una tradizione gustosa e consolidata. Niente di nuovo dunque? Sbagliato. Lo street food oggi sta assumendo un’accezione diversa, ben più ampia e di valore. Sta infatti diventando uno dei modi più semplici, rapidi, a volte anche genuini ed economici, per cono-

scere un territorio attraverso i suoi prodotti tipici, che vengono offerti nelle piazze e nelle strade, all’ombra di monumenti storici. E così a piatti poco elaborati e veloci da mangiare in piedi o passeggiando, si sostituiscono oggi vere e proprie ricette raffinate, preparate al momento e con ingredienti del posto. Negli ultimi anni, questo modo di mangiare ha portato alla nascita di festival, libri, blog, il cibo da strada è sempre più ricercato e viene venduto a bordo dei food truck, furgoncini adibiti a vere e proprie cucine mobili. Certamente negli anni sono cambiate anche le abitudini alimentari degli italiani. Secondo un’indagine della Coldiretti il 75 percento di loro dichiara di aver consumato almeno una volta


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[ 32 ]  GESTOR EWS TENDENZE  

dello street food nel corso dell’ultimo anno. La motivazione dietro quest’esplosione sarebbe la tendenza, più forte che in passato, a badare di più alla qualità che alla quantità – complice anche la crisi economica che porta tutti ad avere un occhio di riguardo per il portafoglio - con il conseguente effetto di una risvegliata passione per le ricette tradizionali realizzate con prodotti dalla provenienza locale. Da non tralasciare poi un altro aspetto, e cioè i ritmi di vita più frenetici per cui le persone, molto spesso, si trovano ad avere poco tempo a disposizione per mangiare. Sempre secondo la ricerca della Coldiretti, tra coloro che mangiano cibo di strada ad essere nettamente preferito dall’ 81 percento è il cibo della tradizione locale che va dalla piadina agli arrosticini fino agli arancini, mentre il 13 per cento sceglie piatti internazionali come gli hot dog e solo il 6 per cento i cibi etnici come il kebab, in netto calo rispetto al passato. E il 2016 ha visto una crescita record del 13 per cento rispetto all’ anno precedente della ristorazione ambulante in Italia, con ben 2.271 imprese impegnate nella preparazione di cibo per il consumo immediato presso banchi del mercato o con furgoni attrezzati. La Lombardia con 288 realtà e un incremento annuo del 26 per cento è la regione italiana dove la ristorazione ambulante è più presente, ma sul podio salgono anche la Puglia (271) e il Lazio (237) mentre una diffusione consistente si ha anche in Sicilia (201), Campania (189), in Piemonte (187), Veneto (161) e Toscana (142). La crisi ha portato anche ad una crescita esponenziale di sagre e feste di piazza, che hanno avvicinato le persone a un nuovo modo di mangiare. La maestria culinaria e la tradizione gastronomica del Bel Paese si esprimono quindi sempre di più anche a bordo di questi camioncini erranti che regalano un momento di ristoro ma anche di scoperta all’avventore.

La moda dello street food è approdata anche a Trento, dove lo scorso settembre è andato in scena lo “Street Food Truck Festival”. Piazza Fiera è stata pacificamente invasa da furgoncini colorati, carretti, biciclette e ape car attrezzati, provenienti da ogni parte di Italia. Qui la gastronomia italiana ha trovato una vetrina unica dove potersi esprimere. Una manifestazione durante la quale è stato possibile assaggiare le infinite proposte culinarie regionali italiane, dalle olive Ascolane DOP delle Marche alla farinata di ceci ligure alla pizza fritta napoletana agli hamburger di Chianina e molto altro ancora: i cannoli siciliani, il risotto alla Milanese, lo gnocco fritto modenese, il baccalà alla vicentina...In piazza c’era davvero il meglio della cucina italiana, ma non solo. La rassegna è stata anche l’occasione per fare un viaggio alla scoperta di sapori e gusti lontani, internazionali, come ad esempio le arepas venezuelane, i gelati giapponesi, il BBQ americano e il lomo saltado peruviano. «Un’iniziativa – come ha voluto sottolineare l’assessore comunale Roberto Stanchina – volta a dimostrare che il Trentino è pronto ad ospitare anche tour nazionali: dobbiamo entrare nel circuito nazionale e non temere la concorrenza di nessuno. Perché Trento - ha aggiunto - è una città che sta cambiando: la nostra timidezza imprenditoriale ci fa spesso arrivare più tardi degli altri, ma ci consente anche di osservare quali sono le buone idee degli altri che possiamo importare e migliorarci”. La cucina “on the road” è diventata così un modo alternativo per valorizzare e conoscere il vasto panorama gastronomico che l’Italia offre, un biglietto da visita per il turista, perché spesso per conoscere davvero un luogo, la sua cultura e i suoi abitanti, bisogna mangiare in strada, assaggiando le prelibatezze locali e passeggiando tra un monumento e l’altro.


Immatricolazioni Autoveicoli 2016: il 37% è a noleggio Perché? Il noleggio a breve e a lungo termine sono servizi che esistono da svariati decenni e in particolare la versione a LUNGO TERMINE viene utilizzata per gestire in Outsourcing le flotte già dagli anni 60. Inizialmente era conveniente solo per flotte strutturate, di migliaia e migliaia di veicoli mentre nel corso degli anni il servizio è diventato sempre più flessibile ed economico, fino ad oggi in cui può essere erogato tranquillamente anche ai privati. Non c’è infatti più il concetto di utilizzo del noleggio solo in caso di possesso di una flotta: oggi anche chi utilizza solamente un autoveicolo può usufruire dei vantaggi di questo servizio. Dal punto di vista economico il noleggio fa risparmiare se si percorrono all’anno minimo tra 15.000 e 20.000 chilometri, a seconda dei modelli di autoveicolo selezionati. Più alta è la percorrenza annuale e maggiore sarà il risparmio ottenibile grazie all’economia di scala che possono fare le multinazionali del noleggio, gestendo contemporaneamente centinaia di migliaia o milioni di autoveicoli in Europa o nel mondo.

Apertura all’erogazione del servizio anche ai privati: riflessi positivi anche per gli imprenditori e risparmio fiscale

L’apertura ai privati (persone fisiche anziché persone giuridiche) oltre a provocare una impennata nel numero di veicoli immatricolati a noleggio anziché in proprietà o in leasing, riporta un vantaggio fiscale importante anche agli imprenditori. Infatti un amministratore di società o titolare o socio d’impresa che opera per la impresa stessa, può mettere in detrazione al 100% i rimborsi chilometrici pagati dalla ditta per i suoi chilometri percorsi e data l’entità del rimborso approvato dall’Agenzia delle Entrate (appunto dalle tabelle ACI nominate in Gazzetta Ufficiale) coprono tranquillamente il costo del noleggio e del carburante, rendendo nel caso l'azienda faccia utili, il veicolo completamente dedotto fiscalmente. Anziché al 20% come prevede l’ultima normativa fiscale vigente (o al massimo aumentata dai superammortamenti che porta tale deduzione fiscale al 28% dei costi sostenuti). Oltre al vantaggio economico ci sono altri vantaggi fondamentali che possono essere così riassunti:

Vantaggi finanziari e fiscali:

Nessun pagamento anticipato (tranne se richiesto), nessun impegno di capitale, nessun utilizzo di linee di credito in banca o con so-

cietà finanziarie, nessun costo per le imposte o per la gestione dei veicoli. Il noleggio a lungo termine non ha controindicazioni e in quasi tutti i casi produce vantaggi con risparmio fiscale.

Vantaggi contro spese impreviste:

Con la fornitura di un servizio “all inclusive” ad un prezzo fisso mensile si eliminano i rischi di spese impreviste di qualsiasi genere: guasti e riparazioni fuori garanzia, incidenti, atti vandalici, eventi atmosferici, furto ecc. In questo modo si ha la certezza del costo durante tutta la durata del servizio (vita del veicolo). Si eliminano i rischi e si semplifica la pianificazione dei costi.

Vantaggi per la gestione dei servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria:

Tutti i detti servizi sono compresi nel canone mensile e non devono essere gestiti con scadenze, registrazioni di fatture specifiche, trattative e discussioni con fornitori e organizzazione degli stessi Oramai circa 1/3 dei veicoli che vengono messi in strada in Italia sono a noleggio e negli altri paesi d’Europa la percentuale è ancora maggiore. Ulteriori informazioni ed esempi pratici della deduzione fiscale con rimborso chilometrico potranno essere reperiti contattando la sede Gestor.


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ANGOLO FISCALE GESTOR EWS  [ 35 ]  

Bed & Breakfast aspetti amministrativi e fiscali

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A CURA DI Claudio Della Pietra

attività di Bed & Breakfast (B&B) è un servizio rivolto ai turisti e offerto con un’organizzazione a carattere familiare utilizzando parte dell’abitazione di residenza per fornire un alloggio con prima colazione. Il “Codice del Turismo” (D.Lgs. 79/2011) definisce nell’art.12, comma 3, che cosa siano i Bed & Breakfast: “strutture ricettive a conduzione e organizzazione familiare, gestite da privati in forma non imprenditoriale, che forniscono alloggio e prima colazione utilizzando parti della stessa unità immobiliare purché funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi”. In pratica, il B&B costituisce un servizio di alloggio con colazione, effettuato esclusivamente con il supporto dei familiari, con un

massimo di camere stabilito a livello regionale e periodi di chiusura/apertura imposti dalla normativa locale. Aspetti normativi La disciplina dei “Bed and breakfast” trova la sua fonte normativa a livello regionale dato che: i)  non vi è alcuna definizione dal punto di vista civilistico; ii) il “Codice del turismo” (D.Lgs n. 79/2011) demanda alle Regioni la sua specifica regolamentazione, con riferimento alle caratteristiche della struttura, al numero dei posti letto, al numero delle stanze, alla frequenza della pulizia, alle dimensioni delle stesse stanze e alle caratteristiche del servizio.


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Gli elementi comuni che caratterizzano le diverse disposizioni regionali riguardano seguenti aspetti: • utilizzo di parte della propria abitazione principale (anche non di proprietà) per offrire il servizio di B&B; • nessun cambio di destinazione d’uso lasciando l’immobile classificato come residenziale (categoria catastale “A”) e non “ricettivo-alberghiero” (categoria catastale “D”) con limitato numero di camere adibite al servizio e “assenza di “professionalità” del servizio offerto, che quindi consente all’esercente di non operare a livello imprenditoriale e dunque di non essere in possesso obbligatoriamente di una partita IVA e di non iscriversi al Registro delle imprese”. Tali limiti possono essere talvolta superati, arrivando, ad esempio, a consentire l’utilizzo di abitazioni diverse dalla propria residenza (seconde case) e prevedendo diverse classificazioni in base ai servizi offerti. Gli adempimenti amministrativi necessari all’avvio dell’attività In tutte le Regioni l’avvio dell’attività è subordinato alla presentazione telematica della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) allo sportello SUAP (sportello unico attività produttive) del Comune presso il quale viene aperto il B&B. Il modello da utilizzare è diverso da Regione a Regione, così come variano gli allegati richiesti: in generale il Comune applica un diritto d’istruttoria per la gestione della Scia. Requisiti Il titolare dell’attività deve attestare, attraverso un’autocertificazione allegata alla SCIA, di possedere i requisiti morali richiesti dal T.U.L.P.S. (testo unico legge di pubblica sicurezza) e dalla normativa antimafia. Il titolare dell’attività per l’avvio di un B&B deve: - godere dei diritti civili e politici; - non avere procedimenti penali a proprio carico; - non essere dichiarato fallito con sentenza passata in giudicato, né sottoposto a concordato preventivo; - aver partecipato a corsi professionali per effettuare la somministrazione di alimenti e bevande; - presentare la notifica igienico-sanitaria al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Servizi Sanitaria competente e per conoscenza al SUAP del Comune competente per territorio.

Residenza In generale è richiesta la residenza del titolare presso la struttura, durante il periodo di apertura. Per alcune Regioni è possibile mantenere la residenza anche in altri immobili limitrofi al bed and breakfast con richiesta di reperibilità. Posizione iva e registro imprese L’attività di B&B nella maggior parte delle Regioni non viene considerata d’impresa, pertanto, non è richiesta l’apertura di una partita Iva né l’iscrizione al Registro imprese presso la CCIAA ma dato che alcune Regioni non regolamentano in modo specifico tale aspetto va valutato se l’attività resta priva dei requisiti d’impresa. Requisiti della struttura Gli immobili utilizzati per il bed and breakfast, oltre a dover rispettare la normativa urbanistica e di sicurezza prevista per le abitazioni, debbono soddisfare ulteriori requisiti minimi quali: una superficie minima in rapporto ai posti letto o la presenza di alcuni “arredi di base”, deve esistere un bagno ad uso esclusivo degli ospiti qualora venga superato un certo numero di stanze o posti letto. Gli ospiti devono avere accesso al proprio alloggio senza transitare per altre camere da letto o di servizio utilizzati dalla famiglia o da altri ospiti. Conduzione del B&B nell’ambito di un condominio Il proprietario di una abitazione posta in un edificio condominiale ha, in generale, la libertà di adibirla a qualsiasi forma di utilizzazione; infatti, l’art. 1122 C.C. non prevede divieti particolari, in quanto il divieto posto dalla norma riguarda solo la realizzazione di opere, nelle parti di proprietà esclusiva, che rechino danno alle parti comuni o alla stabilità, alla sicurezza o del decoro architettonico del fabbricato; però bisogna porre attenzione alle clausole regolamentari che fanno divieto ai condomini di destinare le unità immobiliari di proprietà ad albergo o pensione. In tali casi, per il loro utilizzo occorre verificare la compatibilità con le regole del condominio. I servizi offerti La pulizia dei locali deve avvenire di norma a frequenza giornaliera, mentre il cambio della biancheria può avvenire con cadenza diversa; pulizia e cambio della biancheria va garantito, comunque, ad ogni nuovo ingresso. La prima colazione è compresa nel

prezzo pattuito, ma le Regioni possono prevedere diverse modalità di somministrazione. Viene prevista la somministrazione esclusiva di prodotti senza manipolazione. Periodi di apertura e listino prezzi Alcune Regioni limitano l’apertura dell’attività a periodi inferiori all’anno. Esistono, inoltre, specifiche limitazioni alla permanenza di uno stesso ospite. I prezzi applicati vanno comunicati all’ente indicato dalla Regione (Provincia o Comune) ed esposti all’interno della struttura. Comunicazione generalità ospiti I bed & breakfast, come ogni altra struttura recettiva, sono tenuti a comunicare alla locale autorità di Pubblica sicurezza le generalità degli ospiti. I gestori dei B&B possono richiedere alla Questura l’abilitazione al servizio di inoltro telematico dei nominativi degli ospiti, esibendo la necessaria documentazione. La documentazione deve essere conservata dal gestore del B&B. Aspetti fiscali Il trattamento fiscale delle attività di B&B si inquadra fra quelle di carattere commerciale e non di lavoro autonomo e l’attività può essere esercitata: a) in maniera “non organizzata” [reddito di natura diversa (art. 67 Tuir)] b) in maniera “professionale” [reddito d’impresa (art. 55 Tuir)]. Attività non organizzate L’attività di B&B non è di impresa nel caso in cui sia carente del carattere di “abitualità” e sia svolta in assenza di una struttura organizzata di mezzi (beni e/o personale). Adempimenti Nel caso di un’attività occasionale quest’ultima non è soggetta ad Iva e il gestore è tenuto ad emettere solo documenti attestanti l’avvenuto pagamento (niente scontrino/ricevuta fiscale o fattura). Documentazione In generale viene rilasciata una semplice ricevuta, del tipo “madre-figlia” di cui la “madre” resterà al titolare del B&B e la “figlia” verrà consegnata all’ospite e deve contenere: i)  un numero progressivo; ii) la data del pagamento; iii) i dati dell’ospite (compreso codice fiscale) e quello del titolare


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ANGOLO FISCALE GESTOR EWS  [ 37 ]

ed è soggetta a marca da bollo di € 2,00 in caso di corrispettivo superiore ad € 77,47: è opportuno che si attivi la tenuta di un registro (in forma libera) sul quale indicare i corrispettivi giornalieri e le spese inerenti, al fine di determinare il reddito conseguito. Gli elementi che connotano l’attività occasionale sono: – l’affitto occasionale delle stanze; – la destinazione dell’immobile principalmente alle esigenze abitative del titolare o suoi familiari; – l’utilizzo dei familiari per erogare servizi agli ospiti; – nessuna offerta di servizi aggiuntivi; – nessuna pubblicità ricorrente; – il possesso di altre attività (di lavoro dipendente, di impresa o di lavoro autonomo) che giustifichino il sostentamento della famiglia; – l’elevato turn-over degli ospiti. Aspetti reddituali Sul piano reddituale, qualora l’attività non assuma natura d’impresa, i redditi prodotti assumono natura di redditi diversi, trattandosi di attività commerciali occasionali. Nell’ambito del reddito occasionale è ammessa la deduzione delle spese direttamente afferenti ad esempio per le utenze (energia elettrica, riscaldamento), per l’acquisto di cibi e bevande, per l’acquisto di prodotti per la pulizia delle camere, servizio di lavanderia, manutenzioni ordinarie, spese che vanno documentate con fatture, ricevute fiscali o scontrini “parlanti” intestati al titolare del B&B. Non è ammessa la deduzione dell’ammortamento né dei beni strumentali né delle spese con carattere pluriennale. Può risultare complesso separare in modo chiaro e netto le spese inerenti l’attività di B&B da quelle familiari, con particolare riferimento alle utenze; a tal fine si consiglia di adottare un calcolo effettuato pro-quota su base millesimale o in proporzione al tempo di occupazione delle stanze.

Qualora il gestore non sia tenuto all’iscrizione alla gestione commercianti presso l’INPS, il personale di cui si potrà avvalere va esclusivamente inquadrato come collaboratore domestico o personale reclutato occasionalmente e potrà essere retribuito con la formula del lavoro occasionale accessorio, retribuito tramite voucher (porre attenzione alla nuova comunicazione preventiva, circolare Ispettorato del Lavoro n. 1 del 17/10/2016). Attività abituale ed esclusiva Nel caso in cui non sussistano i presupposti per l’esercizio di un’attività commerciale “occasionale”, l’attività di gestione di un B&B rientra nel regime di imponibilità IVA, con conseguente obbligo di apertura di partita iva, emissione di documenti fiscali, tenuta dei registri obbligatori, iscrizione al Registro Imprese e apertura di una posizione previdenziale IVS. Riferimenti normativi – RM 180/1998 (servizio di alloggio e prima colazione) – RM 155/2000 (trattamento tributario applicabile al servizio di alloggio e prima colazione) – L.P. 7/2002 (legge che disciplina l’attività di B&B in provincia di Trento) – RM 18/2008 (interventi di ristrutturazione edilizia su un immobile adibito a B&B) – D.Lgs. n. 79/2011 (codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo) – RM 18/2012 (detrazione Iva su spese di ristrutturazione di immobili abitativi destinati ad attività d’impresa) – RM 43/2013 (lavoro occasionale e spese) Art. 1122 C.C. (del condominio negli edifici) Cassazione n. 24707/2014 (attività di B&B in condominio) Siti di interesse http://www.comune.trento.it/Aree-tematiche/Attivita-economiche/Documentazione-e-contatti/SUAP-telematico

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IL PRODOTTO GESTOR EWS  [ 39 ]  

La polenta Regione che vai ricetta che trovi...

Chi

ha detto che le polente sono tutte uguali? In Italia ne esistono tipi diversi e praticamente quasi in ogni regione vengono preparate ricette uniche e tradizionali a base di questo alimento. Considerato originariamente un piatto destinato alle classi sociali più basse, pietanza forte dell’alimentazione contadina sin dai tempi più antichi e fortemente legata alla tradizione culinaria italiana, la polenta è oggi tra gli alimenti più diffusi. Un piatto a base essenzialmente di farina di mais (ma anche di altri cereali) e acqua. Dal punto di vista nutrizionale è un alimento semplice, ricco soprattutto di carboidrati (all’80% circa); contiene poi proteine (l’8,6% per 100 grammi) e grassi (2,8% sempre per 100 grammi). Il mais fornisce un discreto apporto di proteine che però va integrato con altri alimenti per garantire il giusto contributo nutritivo. Servita come accompagnamento ad altre pietanze, in realtà la polenta può

sostituire anche il primo piatto ed essere servita come piatto unico. Come detto, contrariamente a quanto si possa pensare, questo piatto non è prerogativa esclusiva delle regioni settentrionali del Bel Paese, ma ricette antiche e caratteristiche si ritrovano anche in zone di montagna dell’Abruzzo e del Molise, in Umbria, nelle Marche, nel Lazio e anche in Campania e non solo. In Trentino è molto nota la farina gialla di Storo, il cui mais viene coltivato appunto nella Valle del Chiese. Si tratta di pannocchie dai chicchi di colore tendente al rosso che vengono macinati a pietra. La farina che si ottiene è molto fine e di colore dorato e viene utilizzata per preparare la tipica polenta di Storo, ma anche biscotti e pane. Sconfinando dal Trentino, tra le preparazioni più conosciute in Italia ricordiamo la polenta alla carbonara, piatto tradizionale marchigiano realizzato con farina di mais, carne di maiale, pancetta e formaggio grattugiato. C’è poi la polenta

“taragna”, tipica della cucina valtellinese e di Lecco, preparata con una miscela di farine contenente farina di grano saraceno, che le conferisce il tipico colore scuro. La polenta bianca è invece tipica del Friuli, del Trevisano, del Polesine, delle zone di Padova e, in generale, dell’entroterra veneziano. Sul lago di Cono si consuma la pult, una polenta molto molle che si ottiene mischiando farina di mais e di frumento. Viene cucinata soprattutto d’estate e la si mangia intinta nel latte freddo. Per riscaldarsi dalle rigide temperature invernali l’ideale è la polenta concia (cioè grassa), in cui alla farina di mais viene aggiunto il formaggio fuso d’alpeggio e burro. Nel centro Italia la polenta ha una consistenza diversa, più fluida. In Toscana viene servita anche cotta in forno o fritta. Anche a Napoli si possono gustare triangolini o rettangoli di polenta fritta. Ricette a base di polenta si possono assaggiare anche in Basilicata, Sicilia, Calabria e Sardegna.


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Ingredienti per 8 commensali • Per soufflé • Polenta cotta gr. 500 • Uova intere gr. 150 • Ricotta nostrana gr.60 • Maizena gr. 50 • Trentingrana Dop. gr.40 • Sale e pepe di macinino q.b. STEFANO GOLLER Executive Chef

La ricetta Il soufflè di polenta con carciofi trifolati e fonduta di Trentingrana DOP

Per fonduta Trentingrana DOP • Latte intero gr. 250 • Trentingrana Dop gr. 100 • Burro Trentino gr. 30 • Farina bianca gr. 30 • Tuorli d’uovo gr. 20 • Sale e pepe di macinino q.b. • Altri ingredienti • Carciofi n° 4 • Pomodoro grappolo n° 1 • Timo limonato q.b. • Olio 46° Parallelo biologico q.b.

Procedimento:

Per prima cosa mettere la polenta in un recipiente e lavorarla energicamente finche non risulterà omogenea e senza grumi, a questo punto aggiungervi la maizena precedentemente setacciata, le uova, la ricotta e aggiustare di sale e pepe di macinino. Mescolare fino a che tutti gli ingredienti si saranno assimilati, il risultato dovrà essere di un impasto omogeneo e liscio, imburrare gli stampini prescelti e riempirli per tre quarti della massa appena fatta, cuocere in forno preriscaldato a 175° gradi per circa 14/16 minuti. Per la fonduta di Trentingrana, mettere in un pentolino il latte e portarlo ad ebollizione, a parte in un altro pentolino sciogliere il burro nostrano e aggiungere la farina setacciata in precedenza. Cuocere il roux per qualche minuto, poi aggiungervi il latte bollente e cuocere per circa cinque minuti. A cottura ultimata, togliere dalla fonte di calore, aggiungere il Trentingrana grattugiato e per ultimo i tuorli d’uovo frustando di continuo per evitare che si cuociano, aggiustare di sapore con il sale e il pepe di macinino. Pulire accuratamente i carciofi togliendo le foglie esterne e una parte del gambo, tagliare i carciofi a metà e togliere la barbetta interna e poi tagliare i carciofi a spicchi. Riscaldare un saltiere, aggiungervi un filo di olio 46° parallelo e poi gli spicchi di carciofi insaporendoli con del timo limonato e del sale e pepe di macinino, continuare la cottura lasciandoli croccanti, a fine cottura aggiungere delle piccole falde di pomodoro. Confezionare il piatto posizionando il soufflè sul piatto, aggiungervi il soutè di carciofi, mettervi la fonduta di Trentingrana Dop e guarnire con un rametto di timo limonato; per ultimo aggiungervi un filo di olio 46° Parallelo biologico.


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SPILLATURA Spillare la birra nel modo corretto sia che si tratti di birra alla spina, sia che si tratti di birra in bottiglia, è un procedimento che permette di fare il salto di qualità nella degustazione del prodotto. Ogni diversa tipologia birraria prevede una spillatura dedicata e particolare, ci sono però degli aspetti che torneranno sempre utili qualsiasi sia il prodotto in questione. Lasciare la giusta quantità di schiuma nel bicchiere difende il prodotto dall’ossidazione lasciando il prodotto integro e godibile fino all’ultimo sorso. Spillare il prodotto correttamente elimina l’anidride carbonica in eccesso rendendo il prodotto più digeribile ed eliminando la fastidiosa sensazione di gonfiore Una versata a regola d’arte permette al prodotto di mantenere al meglio le proprie caratteristiche organolettiche col risultato che anche i palati meno allenati saranno in grado di “leggere” la birra accorgendosi di quante sono le differenze al gusto e all’aroma che intercorrono da prodotto a prodotto e imparando ad apprezzare e degustare la birra fino in fondo. È testato che servire il prodotto appropriatamente aumenta i consumi di un locale. Venite a scoprire il mondo della spillatura, in Partesa vi insegneremo a servire e quindi a gustare nel modo corretto ogni diversa tipologia di birra!


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Nuova Classe E. Masterpiece of Intelligence. Consumo combinato (km/l): 11,9 (Classe E 43 AMG 4MATIC SW) e 23,8 (Classe E 200 d SW). (g/km):(km/l): 197 (Classe E 43 AMG SW) e 120 E 200 dESW). Emissioni CO Consumo combinato 11,9 (Classe E 434MATIC AMG 4MATIC SW) (Classe e 23,8 (Classe 200 d SW). 2 Emissioni CO2 (g/km): 197 (Classe E 43 AMG 4MATIC SW) e 120 (Classe E 200 d SW).

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Gestornews dicembre 2016  
Gestornews dicembre 2016  

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