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Burundi

…ciò che conta è aver amato” Una settimana dopo la mia laurea in Economia e Gestione Aziendale, nel marzo 2009 sono partita come volontaria presso la Maison Shalom, Ong burundese creata da Maggie Barankitse. Un’esperienza di povertà e disagio che mai avrei immaginato di poter vivere, un viaggio in un’Africa che nessuno racconta.

“Alla sera della vita…

Burundi La terra del latte e del miele

Burundi: La terra del latte e del miele Marta Elsa Giulia Bonalumi

“Madre di 10.000 figli”… e anche un po’ mia.: Maggie Barankitse con la sua vita mi ha ispirata e ha coltivato in me la passione per la sua terra e la sua gente. Sperimentare sulla mia pelle cosa significa vivere una vita così diversa dalla nostra in occidente mi ha insegnato a non dare per scontato niente di quello che si è ne d quello che si ha. Sfogliare questo libro è poter sbiricare tra le emozioni e le immagini che affollano il mio cuore, è fare insieme a me un pezzettino di questo lungo viaggio che è la vita…


Burundi

Burundi La terra del latte e del miele

Burundi: La terra del latte e del miele Marta Elsa Giulia Bonalumi


11 Aprile Ieri sera ho scoperto cosa significa “stagione delle piogge”: appena dopo il calare del sole sono apparsi sempre più frequenti lampi spaventosi ai quali seguivano ancora più spaventosi tuoni..mi sono subito presa a portata di mano la mia torcia e le candele in modo tale da non venir colta impreparata da una eventuale interruzione di corrente. Ha cominciato a piovere sempre più forte tanto che l'acqua sul tetto di lamiera produceva un rumore assordante, la strada per raggiungere la casa di Maggie era come un torrente in piena che trascinava via tantissima terra. ha piovuto così tutta la notte fino alle prime ore di luce, e poi ha ricominciato la furia di vento acqua e fango. io qui dalla mia camera sto benissimo anche se piove ma se solo provo a pensare a come se la stiano passando quei poveretti nelle baracche appena intorno agli uffici della Maison Shalom, ovviamente sono abituati e avranno qualche escamotage per gestire la situazione ma non hanno certamente vita facile normalmente figurarsi in questi momenti. vorrei poter uscire dalle mura della MS per vedere se la vita li fuori continua come se nulla fosse, vedere se le biciclette taxi sfrecciano come al solito, se il fiume di persone che normalmente cammina al bordo della strada è uguale agli altri giorni...se e come si proteggono dall'acqua nelle baracche... vorrei poter uscire ma non me la sento ancora di girare da sola per Ruyigi, sia perchè sono la sola bianca sia perchè temo di non riuscire a comunicare se ne avessi bisogno…insomma ho paura. 16 Aprile Ho visto uno dei più bei arcobaleni della mia vita...nasceva da una nuvola nera nera, cresceva nel cielo turchino per poi ricadere dentro una nuvola tanto bianca e soffice da sembrare panna montata proprio sui tetti dell’Ospedale Remà!!Uno spettacolo meraviglioso, una benedizione!! È durato molto poco però perchè d'un tratto è scoppiato uno dei tipici acquazzoni..


Questo è un paese che potrebbe essere molto più ricco: non soffre di siccità, ha moltissimo terreno coltivabile e produce tra le altre cose caffè e the che potrebbero essere esportati in tutto il mondo. Maggie proprio in questi giorni sta portando avanti un progetto con la facoltà di agraria di Palermo per poter insegnare ai Burundesi a coltivare non solo per la loro propria sussistenza ma a coltivare per aprirsi al mercato internazionale. Quello per cui lotta Maggie è la dignità di queste persone, una dignità che loro stessi devono imparare a costruirsi. È un paese in cui l'acqua non manca, piove spessissimo e con un buon sistema di raccolta di acqua piovana si potrebbe irrigare una piantagione anche quando non ci pensa un acquazzone. con l'acqua piovana potrebbero lavare se stessi e i vestiti ma per ora nessuno ha insegnato loro a poter desiderare di più dalla loro esistenza, ma soprattutto ad adoperarsi per cambiare la loro vita; come Maggie ama ripetere non bisogna credere nella fatalità delle cose. E come dico io invece siamo quello che vogliamo essere! Barak Obama era un bambino di strada e ora è il presidente degli Stati Uniti...non l'ha fatto solo per sé lo ha fatto per la comunità. Non ha cambiato solo la sua personale posizione, ha cambiato quella della sua comunità, ha dimostrato che si si vuole si può fare tutto. We can do it. In Burundi non serve a nulla piangere per la sofferenza, chiudersi nella propria camera e lasciarsi andare alla disperazione: bisogna rimboccarsi le maniche e mostrare alla popolazione come fare per cambiare. In Burundi come in qualunque altro posto.


‌Per le cinque ci aspettava una piccola cerimonia presso la maison shalom, con tamburi e “tamburistiâ€?coloratissimi vestiti di teli verdi bianchi e rossi: bandiera italiana ma anche bandiera burundese. Alla cerimonia di benvenuto (KaribĂš) grande tradizione locale, ho avuto l'onore di poter portare con me anche la piccola Delice...


….siamo giunte a destinazione. Una cattedrale enorme e molto bella era circondata da diverse centinaia di persone, donne, uomini, bambini, vestiti a festa e vestiti di stracci, vestiti colorati e vestiti sporchi. Volevo fotografare tutto con la mente perchè la digitale mi mette a disagio ma volevo ricordare ogni cosa, invece Maggie mi suggerisce di tornare a casa a prendere la macchina foto. Quando ho cominciato a fare qualche foto davanti alla cattedrale sono stata assalita dai bambini e dalle donne che volevano vedere cosa facevo e cosa era quello strano aggeggio che tenevo in mano. La messa durava quasi 4 ore e in più c'erano i battesimi degli adulti. il nostro autista ha creato un varco nella folla e ha posizionato due seggiole in plastica per me e Maggie proprio davanti al gigantesco piano rialzato per l'altare. di fronte a noi uno spettacolo straziante di uomini e donne con bambini piccolissimi, stanchi affamati perchè venivano da molto lontano a piedi e senza aver mangiato per poter essere battezzati (questo è infatti l'unico giorno in cui gli adulti lo possono fare). Bambini sporchi e affamati e stanchi piangevano da tutti gli angoli della cattedrale, gente che non ha di che vivere ma che ha fede in Dio e nella Chiesa perchè tanto non ha nulla da perdere da una parte e dall'altra invece un arcivescovo che prende molto le distanze dal suo stesso popolo, che si pone in alto e che sotto il suo “trono” fa mettere un pavimento raffinato mentre nella zona per i fedeli è tutta terra e fango. Resisto a questo spettacolo per un'ora (considerando che la messa è tutta una cantilena in Kirundi è davvero tanto) pian piano comincio ad avere una strana sensazione, inizia a mancarmi l'aria, mi vengono i brividi, aumentano le palpitazioni e sento che voglio solo scappare... tutti gli occhi di tutte le centinaia di persone presenti sono su di me, non resisto più. Mi alzo e me ne vado. Torno alla Maison Shalom e riesco solo a piangere.


Le persone qui sono molto molto gentili, soprattutto i bambini. Quando cammino per la strada tutti si girano a guardarmi incuriositi dalla mia pelle così abbagliante e così diversa dalla loro, i bambini mi porgono la mano e mi augurano “buona giornata signorina” in francese : mi hanno spiegato che i bimbi che vanno a scuola studiano francese e credendo che tutti i bianchi parlino francese, ti salutano così per metterti a tuo agio. alcuni attraversano apposta la strada o vengono apposta nella mia direzione per potermi salutare. in realtà alcuni vengono anche a chiederti un po' di soldi ma mi è stato sconsigliato di darglieli perchè è solo una abitudine che hanno e non è buona cosa fomentarla…


Alle persone speciali che ho incontrato, a quelle che ho lasciato, a quelle che son sempre state al mio fianco‌ Alla vecchia e alla nuova me. Per non dimenticare mai i...e per voler sempre andare oltre i confini.


Burundi il paese del latte e del miele