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portfolio marta fabris


MARTA FABRIS martafab.art@gmail.com 338-3764586


interni allestimenti workshop lavori concettuali lavori personali


1

Humus lab Loft x2 Hotel hs Diffondere le radici

2

Arlecchino Marterial

3

Remoto

4

Abitare le rovine

5

Tracce di fuoco mobile attaccapanni letto e divano lampadanido


humus

CENTRO DI RICERCA

BIO DIV E

IO GG

RS

ITÀ

humus lab

PAE SA

TUTELA

tesi magistrale, relatore prof.bosoni, 2014

TERRITORIO U COM

LO CA L

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M

O

À NIT

Si è scelto di intervenire progettando un centrolaboratorio che abbia un duplice obiettivo: da una parte, stimolare la crescita della consapevolezza dei meccanismi naturali e del valore che il suolo ha rispetto alla nostra esistenza, offrendo ai cittadinivisitatori strumenti, chiavi di lettura e supporti per partecipare attivamente; dall’altra, offrire l’opportunità a studiosi-ricercatori di un luogo dove lavorare per la tutela e l’utilizzo responsabile del territorio. In questo senso si è reputato necessario seguire la politica di recupero degli scarti architettonici, con un progetto di riqualificazione del Castello Sforzesco di Vigevano. L’intervento è teso a valorizzare le risorse locali, riscattando la produzione specifica del luogo, ma soprattutto creando un sistema diffuso nel territorio, espandibile a livello globale, in una visuale dinamica del centro, in cui il territorio, i suoi abitanti, i suoi lavoratori potranno diventare lo scenario da cui prendere spunto e linfa vitale, ma anche il terreno dove gettare i semi del cambiamento.

I

CONSAPEVOLEZZA

SPAZIO DIVULGAZIONE


mi

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food slow itĂ univers

produttori locali

orto in condotta mercat o terr a expo scu o l a edib le

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PIAZZA DUCALE

CITTA’

STRADA COPERTA

STAZIONE

PUBBLICO SEMI-PUBBLICO PRIVATO

ROCCA VECCHIA


MASTERPLAN area espositiva caffè letterario banca dei semi wunderkammer piano +2

centro ricerca archivi piano +1

area formazione sala meeting

piano 0

hub leonardo

ospitalitĂ piano -1

magazzini

giardino piano -2

mercato

*


SLOW LIFE

APPROFONDIRE

RILASSARSI

*

PAESAGGIO DA ESPLORARE

PAESAGGIO DA VIVERE

SOCIALIZZARE

CAFFÈ LETTERARIO

DEGUSTARE


PAESAGGIO

OROGRAFIA

SALOTTO

PAVIMENTO / SUOLO

“SALOTTO”

+2 +1 0 -1 -2

BISTROT

LIBRERIA

* *

BOOKSHOP

INGRESSO MUSEO


A

INGRESSO MUSEO

BOOKSHOP

“SALOTTO”


A’ pianta 2 piano

sezione AA’

BISTROT

LIBRERIA


SEDIA

CHAISE LONGUE

POLTRONA

Elemtneti triangolari vanno a comporre il paesaggio della caffetteria, combinandosi tra loro a creare dei moduli predefiniti.


Un paesaggio frammentato che vuol rifar vivere le sensazioni di esplorazione, di ricerca di un angolino interessante da conquistare e fare proprio. All’interno del quale si individuano con “macchie� soffiici di colore delle differenti sedute.


Lungo la parete sopra al bancone si ripetono con ritmo regolare dei cilindri in metallo, che emergono piĂš o meno da esso creando a volte degli appoggi per mensole e contenitori e altre volte “spuntanoâ€? solamente per fungere da possibili ganci per diversi accessori.


Vista del la caffetteria-bistrot dall’interno del bancone.


La passerella, con il suo volume, risponde contemporaneamente a diverse funzioni: innanzitutto diventa una libreria, potendo accogliere i libri del caffè letterario, secondariamente diventa un percorso (promenade) che offre un punto di vista privilegiato verso le antiche finestre e quindi verso il fuori del castello, mettendo in evidenza la relazione con l’esterno.

Lungo il percorso che si crea sul volume rialzato, le mensole della libreria si trasformano a tratti in panchine, con appositi schienali.


Le mensole per l’esposizione dei libri sono realizzate con sottili lamiere di acciaio piegato. La loro collocazione non è fissa, ma è possibile creare configurazioni diverse fissandole a sostegni in legno per mezzo di un cilindro metallico.


La struttura prende forma dal ripetersi alternato dell’elemento base, che una volta è posizionato per diritto e successivamente capovolto, in una forma tale da garantire robustezza e solidità. Gli armadietti per il guardaroba fanno parte di una struttura leggera, che riprende le forme geometriche degli spazi, creando un “traliccio” in cui si alternano blocchi-armadietti a blocchi vegetazione, costituiti da uno stesso modulo avente, però, due “diametri” differenti.


loft x2

frank ghery inspiration villetta a schiera, 2009

Progettazione di un loft ispiranandosi allo stile architettonico di Frank Gehry, avendo a disposizione un lotto di 40 mq e la possibilità di soppalcare lo spazio per 20 mq. E’ stato realizzata un’abitazione per due persone, in stile decostruttivista dove la relazione tra interno ed esterno, che viene messa in risalto dall’uso di grandi vetrate e tamponamenti con l’esterno. Tra la gamma dei materiali usati prevalgono quelli non comunemente usati negli interni (la rete metallica per creare una parete separatoria, l’asfalto per creare il pavimento della cucina...) combinati al meglio con gli arredi scelti.


* 1

GIARDINO SUL RETRO: gradini di altezze e materiali diversi: erba o sassi, la cui forma nasce dal prolungamento della vetrata del soppalco.

GIARDINO D’INGRESSO: grande vasca d’acqua con sentiero geometrico

PIANTA PIANO TERRA

PIANTA SOPPALCO


SEZIONE AA’

legno

cemento

rete metallica

resina

SEZIONE BB’


struttura in legno lunga quanto il lato della casa, si trasforma in piano cucina, tavolo e panca

Huggy, poltrona-letto lago


CASA SENZA FATICARE

MUJI COME COMMITTENTE

HOTEL

HOTEL FOR STUDENTS

DORMIRE stanze da letto singole, doppie, triple MANGIARE ristorante

STUDIARE sala studio sala lettura SOCIALIZZARE RILASSARSI sala svago locale serale palestra

HS hotel struttura ricettiva a milano, 2010

Analisi e trasformazione di un edificio residenziale con valore storico nella città di Milano in struttura ricettiva. Dopo un attenta analisi del quartiere e dei possibili target di riferimento si è scelto di realizzare un hotel per studenti, una sorta di residenza per studenti di passaggio, in erasmus, che stanno cercando casa o cerchino una casa accogliente e comoda senza faticare. Trasmettendo uno stile di vita sostenibile e minimalista, che permetta di far conoscere, apprezzare i prodotti Muji, oltre a farli affezionare al proprio stile.


locale serale

ristorante cucine

PIANO 7

sala studio sala lettura camere da letto

PIANO 6

palestra muji bar e negozio hall e sala svago lavanderia reception

PIANO 1-2-3-4-5

uffici personale PIANO 0


Armadi aperti nello stile di muji e nello stile dei giovani

PORTA con specchi sul lato esterno DOCCIA APERTA meno costosa pi첫 facile da pulire

PARETE IN SUGHERO in modo che ogni ragazzo possa personalizzare la stanza

PARETE SEPARATORIA zona studio e zona notte separate da parete, in modo che possar esser usate contemporaneamente

PORTA in legno e propilene satinato INGRESSO

Piccola entrata con attaccapanni Diaframma tra esterno ed interno Sulla parete di fronte pittura diversa a seconda della stanza

bagno organizzato in tre spazi separati, in modo da poter essere usati contemporaneamente


camera doppia standard

zona notte. zona studio


2

1

SALA SVAGO

1

abitudine dei ragazzi di sedersi per terra: scalini e grandi cuscini, da soli o in gruppo, isolandosi in un angolo o chiaccherando in compagnia

2

proiezioni che dal pavimento vanno al soffitto-pareti con immagini della natura


CUSCINONI

PAVIMENTO IN LEGNO CHIARO

PROIEZIONI

MATERIALI NATURALI

LUCI SOFFUSE CUSCINI

PARETI BIANCHE

MUSICA


diffondere le radici tesi triennale, prof campolunghi, 2011 Da sempre l’uomo per produrre spazio sociale ha limitato e trasformato lo spazio naturale, ma in questi ultimi decenni il fenomeno è degenerato, facendo prevalere un meccanismo di consumismo che ha portato ad una cementificazione incontrollata. Si rende perciò indispensabile ristabilire un punto di equilibrio fra queste due realtà, tenendo conto che il territorio va considerato non solo per le sue valenze estetiche, come luogo idilliaco o paesaggio pittoresco o sito ricreativo, ma ancor più profondamente per la sua valenza vitale assoluta e unica, senza dimenticare la sua valenza antropologica, ossia la sua capacità di contribuire in modo rilevante alla formazione di orizzonti socio-culturali e alla costruzione di identità comunitarie. Pertanto si è scelto di intervenire progettando un centro-laboratorio che abbia un duplice obiettivo: da una parte, stimolare la crescita della consapevolezza dei meccanismi naturali e del valore che il suolo ha rispetto alla nostra esistenza, offrendo ai cittadinivisitatori strumenti, chiavi di lettura e supporti per partecipare attivamente; dall’altra, offrire l’opportunità a studiosi-ricercatori di un luogo dove lavorare per la tutela e l’utilizzo responsabile del territorio. In questo senso si è reputato necessario seguire la politica di recupero degli scarti architettonici, con un progetto di riqualificazione del Castello Sforzesco di Vigevano. L’intervento è teso a valorizzare le risorse locali, riscattando la produzione specifica del luogo, ma soprattutto creando un sistema diffuso nel territorio, espandibile a livello globale, in una visuale dinamica del centro, in cui il territorio, i suoi abitanti, i suoi lavoratori potranno diventare lo scenario da cui prendere spunto e linfa vitale, ma anche il terreno dove gettare i semi del cambiamento.

DIFFONDERE DIFFONDERE LE RADICI LE RADICI


Balsapuerto è un villaggio amazzonico peruviano, immerso nella foresta e raggiungibile solo con 6 ore di navigazione via fiume, abitato dalla popolazione Shawi, i cui ritmi sono legati a quelli del sole. Composto dalle tipiche

capanne in legno a cui si sono aggiunti costruzioni in cemento per mano dei conquistatori spagnoli prima e poi dei missionari.


AGRICOLTURA

piante commestibili, piante medicinali, piante per colori, piante per costruzioni, piante per tele e tessuti, piante per cesteria

TESSITURA

CACCIA - PESCA

filatura, preparazione e colorazione fili, tessitura con telai

cattura di animali nel bosco e nei fiumi

CUCINA

COLORE E PITTURA

preparazione colori (da piante) per la pitturazione della ceramica e dei tessuti

CERAMICA

corretta alimentazione, preparazione e consumo cibi

Cultura e tradizioni Shawi

preparazione terra, formatura, cottura

MEDICINA NATURALE cure naturali

IGIENE (acqua)

MATEMATICA

insegnata in due lingue (Chayapana, Castigliano)

COSTRUZIONI intreccio foglie e piante

CASTIGLIANO

per comunicare con l'esterno, per il commercio

COSTRUZIONI

edifici, attrezzi, barche


aperture

Apertura verso l’esterno riprendendo e richiamando le strutture tradizionali, e assecondando il concetto Shawi per cui la natura è fonte di tutte le conoscenze.

cerchio

La forma del cerchio in quanto simbolo della cultura, ma anche del gruppo di persone riunite attorno all’anziano che racconta; favorisce la socializzazione.

vetrine

Identificazione dei diversi laboratori dall'esterno tramite alcuni elementi come il colore dei tendaggi.

arredo

Essenzialità degli arredi, flessibili e multiuso. Elementi che suggeriscono l’utilizzo dello spazio, dando al fruitore degli stimoli, ma lasciandolo libero di gestirlo e utilizzarlo a proprio modo, senza imporre un modello occidentale.


scuola diffusa

scuola sostenibile museo diffuso Laboratorio cucina - mensa Laboratorio pittura Laboratorio ceramica Laboratorio tessitura Laboratorio costruzioni Piazza natura - Piazza cultura

Laboratorio cesteria Laboratorio colore forno Laboratorio castigliano-matematica Laboratorio medicina


spazio multiuso

emponado

*

Spazio flessibile e adattabile alle diverse esigenze, che garantisce libertĂ nella sua gestione, senza imposizioni, ma solo suggerimenti. Spazio libero organizzabile grazie a dei tavoli-sgabelli combinabili.

*

*

cisterna acqua Raccolta dell'acqua piovana, usata direttamente nel laboratorio

L. pittura

Spazio libero che circonda l'intero edificio, creando un filtro tra esterno ed interno e creando tra questi una via di comunicazione. Impedisce che la pioggia entri dalle aperture

L. cucina

L. ceramica

L. tessitura

*

L. tessitura

contenitori Scaffali destinati alla conservazioni dei materiali necessari per l'attivitĂ e per i manufatti in corso di lavorazione

L. costruzioni


laboratorio cucina - mensa

*

* Sezione AA’

EMPONADO

MENSA

SCAFFALI

SPAZIO LEZIONI CUCINA

FONTANA

scala di profondità

DISPENSA

FOCOLARE


*

dai campi alla cucina: i cesti diventano “dispensa�

*

mangiare per terra = forme organiche che creino sedute e tavoli


ALLESTIMENTI


arlecchino servitore di due padroni lavoro di gruppo, lab.allestimento 2013

Allestimento per la triennale di Milano in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano che metta in vita un racconto della storia del teatro attraverso la rappresentazione di 9 spettacoli. Nella prima sala, inparticolare, viene celebrato l’ “Arlecchino servitore di due padroni” proposto dal Piccolo dal ‘47 ad oggi. In questo caso si è cercato di introdurre da una parte al mondo del teatro e dall’altra di raccontare lo spettacolo, riproponendo il carattere e le emozioni che arlecchino fa provare, partendo dal dualismo del suo carattere, sottraendo qualsiasi colore e mostrando il doppio tramite il bianco e nero, e raccontando lo spettacolo nella sua vita


4

2 1 3

internazionalitĂ

le quinte

il palco

lieto fine


1 il viaggio. Una parete di valigie fanno da vetrine , raccontando il viaggio di questo spettacolo nel mondo e nel tempo

2

retroscena. Scale, sedie, proiettori, attaccapanni, candelabri... Tutto prepara lo spettatore all’idea che in breve tempo salirà su un palcoscenico.

3

le maschere rappresentano i diversi anni in cui lo spettacolo è stato rappresentato, oltre 60. Ognuna riporta sul retro l’anno di utilizzo.

4

il doppio: Volumi bianchi segmentati, che si distribuiscono nello spazio a grandezze ed altezze diverse. La forma di questi vuole essere una’astrazione del colletto del vestito tradizionale di Arlecchino.

: o i p o c s a tutti taurm a teper


4

: o i p o r zooilt gioco

il doppio: marionette saltellatti e roteanti si muovono come in una giostra, raccontando il carattere giocoso e movimentato di Arlecchino

4 il doppio: sotto una campana acustica, immersi nell’atmosfera veneziana si può udire il vociare dialettiale veneziano.

: a c i t s u c a a n a p m ca dialetto 5 lieto fine. un inchino generale di tutti i personaggi presenti nello spettacolo, nel quale si mostrano anche le varie coppie della storia, che proprio nel finale si rincontrano e trovano a risoluzione ai loro problemi.


e r e p o 3 timento s e l l a un

mARTerial lavoro di gruppo, prof forcolini, laboratorio luce 2013

Allestimento temporaneo ideato per lo spazio mostra del museo del ‘900 di Milano. La tematica scelta è quella dell’evoluzione dei materiali dell’architettura perchè la materia è quell’elemento che più direttamente avvicina l’uomo al mondo dell’arte. Sono state selezionate 3 opere presenti nel museo da riallestire in questo spazio; un’opera in tessuto di Salvatore Scarpitta; una in cemento di Giuseppe Uncini e una in acciaio di Bruno Munari. Cercando con la luce e le ombre di far emergere il carattere di ogni opera e materiale: l’energia-la tensione, la vita, l’estetica e la meraviglia.


SEZIONE CC’

SEZIONE AA’

C’

A B

A’ B’

SEZIONE BB’

SPAZIO INFORMATIVO

SPAZIO ESPOSTIVO

FOCUS MATERIALI DELL’OPERA

PERCORSO TATTILE

SPAZIO CURIOSITÀ

0.9

0.4

1.4

1 0.6

3.2

5

C


Per ogni opera sono state collegate due tipologie di informazioni, la prima che spiega il materiale nell’opera, e la seconda che lo illustra all’esterno, nelle sue varianti e con la possibilità di toccarlo. si crea cosi un percorso a tre tappe per ogni opera artistica

PRODUCED BY AN AUTODESK EDUCATIONAL PRODUCT

stanza principale con il percorso tattile in dietro

zona informativa prima d’iniziare i percorsi

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Focus sull’opera: messa in evidenza dei diversi componenti, tramite una scomposizione dell’opera che attribuisci ai materiali valore

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OPERA

MATERIALI DELL’OPERA opera scomposta

FAMIGLIA MATERIALE dell’opera

percorso tattile: permette di avvicinarsi e toccare dal vivo la materia di cui l’opera e composta e vederne le numerose varietà


Una lieve salita accompagna il visitatore verso l’opera, invitandolo, ma allo stesso tempo frenandolo ad avvicinarsi troppo, a toccarlo (per l’esperienza tattile viene dato spazio al terzo step) SEZIONE CC’

1 luce puntuale 2 spotlight

5 illuminamento indiretto 6 luci d’orientamento

3 wallwasher con 4 spotlight sagomatore 3 5

3 1

1 2

acona biconbì munari

3

cementoarmato uncini

1 4

5

4

composizione scarpitta

5


LAVORI CONCETTUALI


abitare le rovine lavoro di gruppo, prof branzi-de lucchi, lab.interni 2013

Il progetto nasce da una riflessione sulle rovine, partendo e tenendo come riferifemento architettonico la città dell’Aquila prima e dopo il terremoto del 2009. Le nostre riflessioni ci hanno portato a tre concetti: il vuoto, l’inframince, e le tracce; l’inframince come l’intervallo tra cose percettualmente e temporaneamente contigue, dunque interstiziali, inafferrabili ma solo intuibili; non è infatti possibile capire a fondo cosa è stato precedentemente, ma percepiamo la presenza di vita passata, che si mostra tramite piccoli sussurri, sussurri che si uniscono ai sussurri della natura, che penetra negli edifici tramite buchi, con la vegetazione e la luce: è la natura che pian piano si riappropria degli spazi, che li avvolge, che trasforma tutto divenendo simbolo di nuova vita. E proprio dalla natura e dalle sue traccie siamo partite per la realizzazione di un modellino che esprimesse il nostro concetto di rovina. Abbaimo giocato con materiali diversi, provando a vedere che traccie potessero lasciare diversi materiali naturali sul gesso, e costruendo con queste lastre di gesso un quartiere della città in rovina.


16 isolati in rovina, che traggono ispirazione dall’immagine della città dell’Aquila dopo il sisma del 2009, ma ognuno dei quali racconta di una visione-di un concetto diverso di rovina.

Come in un grande cantiere provvisorio, passerelle e tralicci bypassano i tempi lunghi della ricostruzione, ma l’utilizzo della città in quanto “spazio di relazione” non viene escluso. Così le rovine diventano “abitate” .


Un isolato della città , fatto di case, corti interne, piazze e una chiesa, fermo nel tempo, da cui emergono però tracce di vita.


le tracce della natura impresse sul gesso

traccia di un passato

Le venature del legno e le rugosità della pietra vengono catturate dal gesso, che racconta con le loro tracce di qualcosa che c’è stato, e che come segni impressi dalla natura richiamano alla vita.


WORKSHOP


remoto lavoro di gruppo, workshop 2011

Showroom per la nuova sede dell’azienda Alcatel lucent. Partendo dall’idea della tecnologia come qualcosa che ci può portare ad esplorare, ad emozionare, si è deciso di creare uno spazio avvolgente, immersivo, accogliente, al cui interno l’utente diventi il protagonista. Ricreando uno spazio che abbia un legame con il primordiale, per cui si è optato per un pavimento tecnologico, uno spesso strato di fluido in continuo divenire, in grado di interagire con le persone e di creare emozione e divertimento; sulla sua superficie si creano depressioni ed estrusioni che delineano aree funzionali diverse, veri e propri microcosmi in grado di accogliere e di creare uno spazio aperto ma protetto dalla foresta di “liane”, elementi verticali che, scendendo dal soffitto, ricreano una sorta di foresta contemporanea, che avvolge tutto. L’uomo, immerso in quest’atmosfera, si fonde con essa, ne viene assorbito e non coglie più la tecnologia come mero involucro materiale, ma come naturale evoluzione e sviluppo della vita.


Elementi verticali di seta che scendendo dal soffitto come liane ricreando una sorta di foresta contemporanea, che ti guida nelle diverse aree.

primordiale e tecnologico

un paeggaiofatto di delicate liane bianche e un pavimento in continuo divenire


spazio demoaccoglienza

spazio mostra

area break

spazio demo

regia

A

A’

SEZIONE AA’


* dal primitivo al tecnologico uno spessore tecnologico = pavimento interattivo

elementi verticali in seta

campane acustiche regolabili

spessore tecnologico. pavimento iterattivo


AUTOPRODUZIONE


tracce di fuoco lampade, 2010

Ho realizzato le mie tre lampade con materiali simili, ma di aspetto molto diverso: sacchetti di plastica, plexiglas, forchette di plastica. Sempre plastica, ma di tipi diversi, ciascuno dei quali ha reagito diversamente alla “prova del fuoco”: • il plexiglas si è lasciato come accarezzare dal fuoco, perdendo la propria solidità, adagiandosi alle forme della struttura in ferro saldato e acquisendo una lucentezza vetrosa; • i sacchetti di plastica, molto più effimeri, non hanno potuto difendersi dal calore della fiamma e su di loro sono comparse molte piccole lacerazioni, creando una texture simile ad un ricamo; • le forchette di plastica, dopo il contatto con il fuoco si sono lasciate rimodellare; stirate, allungate e curvate hanno assunto forme lineari e sinuose che possono ricordare le ramificazioni della barriera corallina.


“Riccio di mare” è una lampada da parete, realizzata con sacchetti di plastica; attraverso le sue lacerazioni, i suoi fori, i suoi ricami fuoriesce una luce soffusa che crea dei disegni sulla parete e colora la parete del blu tenue della sua pelle.


“Bolla” è una lampada a sospensione, realizzata creando uno scheletro di ferro saldato, e adagiando a questo dei triangoli di plexiglas trasparente, la luce proveniente dall’interno attraversa e si riflette in questo materiale.


“Coralli” è una lampada da tavolo, una decorazione per la stanza, può infatti apparire quasi come un vaso di fiori. In un caso ho persino immaginato che, in questa lotta spietata tra la luce e il suo rivestimento, non sia rimasto altro al nucleo luminoso se non la sua irradiazione all’esterno in lumini sperduti, lucciole nella notte.


armadio in legno realizzato con i pallet


lampada nido


Europass Curriculum Vitae

DATI PERSONALI nome cognome indirizzo telefono E-mail Nazionalità data di nascita

ISTRUZIONE E FORMAZIONE dal 2011 al 2014 2014

dal 2008 al 2011 2011

2003-2008

esprienze lavorative 2013 (4mesi)

madrelingua altre lingue Capacità di lettura Capacità di scrittura Capacità di espressione orale

Marta Fabris Via castelletto 27, 12025 Dronero, Cuneo +39 3383764586 martafab.art@gmail.com Italiana 04/01/1989

Politecnico di Milano. Facoltà del Design. Corso di laurea magistrale in Interior Design Diploma di Laurea magistrale in DESIGN D’INTERNI presso il Politecnico di Milano Titolo tesi: “Humus lab. Centro per la valorizzazione del territorio”. Voto di laurea 110/110 Politecnico di Milano. Facoltà del Design. Corso di laurea triennale in Interior Design Diploma di Laurea di primo livello in DESIGN D’INTERNI presso il Politecnico di Milano Titolo tesi: “Diffondere le radici. Una scuola per Balsapuerto, Perù”. Voto di laurea 110/110 Diploma di maturità Artistica Presso il Liceo Artistico “Ego Bianchi” di Cuneo Voto 87/100 tirocinio presso studio di architettura e interior design Ina-Matt (Pingjum, Netherland)

italiano Inglese buono buono buono certificazioni: 2011 Attestato TOEIC


capacità e competenze tecniche

Microsoft Word, Power Point, Pacchetto Adobe (Illustrator, Photoshop, InDesign, Flash) Autocad, Alias Design Studio, Artlantis, Google SketchUp, VectorWorks

capacità e competenze organizzative

Attività di coordinamento acquisite in attività scout, e di volontariato come con il ”Progetto Sarajevo”. Tramite la partecipazione ad eventi come “Scrittori in città”,“amore sotto sopra”, “performance artistiche” ho acquisito abilità di coordinamento tempistico e di lavoro. Abilità di relazione e coordinamento delle diverse fasi di lavoro grazie ai lavori di gruppo svolti durante l’università, e per la tesi

capacità e competenze artistiche

Buona conoscenza delle tecniche di modellazione della argilla, gesso, resine, metalli, della creazione di stampi e negativi. Disegno a mano libera (copia del vero, illustrazione, schizzi…), Pittura, Scultura, Fotografia. Apprese durante la formazione scolastica al Liceo artistico “Ego Bianchi” di Cuneo, durante la formazione universitaria al Politecnico di Milano ed inseguito ad approfondimenti, ricerca personale artistica.

capacità e competenze relazionali

Capacità di relazionarmi in ambiente multiculturale, di lavorare e collaborare in gruppo acquisita durante: - l’università, grazie allo sviluppo di progetti in team più o meno numerosi - esperienza di volontariato presso il “Melarancio” di Cuneo (associazione teatrale che svolge attività artistiche con disabili) - esperienza di volontariato a Sarajevo, per il “progetto Sarajevo” - associazione Agesci (scout) - volontariato presso l’associazione “La pulce d’acqua”, Cuneo (associazione che svolge varie attività con giovani disabili) - corso di recitazione presso il teatro Toselli

informazioni complementari

patente

pubblicazione progetto universitario: “l’Aquila lab” Andrea Branzi, Michele De Lucchi, testo di Francesca Balena Arista, in ABITARE, 522, maggio 2012 patente tipo B


MARTA FABRIS martafab.art@gmail.com 338-3764586

portfolio interior design Marta Fabris  
portfolio interior design Marta Fabris  
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