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ISTITUTO COMPRENSIVO “SAN GIOVANNI” PROGETTO LETTURA “Giriamo pagina” Anno scolastico 2009 2009-2010 2010 1


Racconti Itineranti “ANIMALI ANIMALI IN VIAGGIO” VIAGGIO a cura di Caterina Navarra e Maria Spanovangelis Disegni e testi degli alunni e degli studenti delle scuole dell’infanzia Filzi-Grego, Kandler e Longera, delle classi seconde, d tterze, quarte t e quinte i t delle d ll scuole l primarie i i Fil Filzi-Grego, iG Mauro e Suvich, delle classi prime della scuola secondaria di primo grado Codermatz con la collaborazione degli insegnanti Bellini, Benes, Benevol, Caponnetto, Dellapietra, Navarra, Radin, Rudella, Schiavolin, Spanovangelis, Stocca, Struja 2


INDICE GENERALE diapositive INTRODUZIONE

n° 4 - n° 7

ANIMALI IN VIAGGIO CAPITOLO I: Il raduno CAPITOLO II: Il viaggio dei disegni CAPITOLO III: Di nuovo in marcia

n° 8 n° 29 n° 95

- n° 28 - n° 95 - n° 123

GALLERIA DEI DISEGNI ELENCO DEGLI ILLUSTRATORI E AUTORI

n° 159 - n° 250 n° 124 - n° 135

NB: QUANDO VEDI PAROLE SCRITTE NEL COLORE AZZURRINO PREMI IL PULSANTE ENTER E COSI’ AZZURRINO, COSI SI APRIRANNO I DISEGNI COLLEGATI

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INTRODUZIONE Il Progetto Lettura dell’anno scolastico 2009-2010 è stato caratterizzato dalla proposta dei “Racconti Itineranti” per un percorso dalle scuole dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “San Giovanni” di Trieste. L'intenzione è stata pertanto quella di creare delle storie che potessero diventare qualcosa di aperto, non un insieme chiuso, definito una volta per tutte. Ebbene, questa era la caratteristica saliente di ciò che si sarebbe voluto realizzare con il progetto scolastico: racconti che iniziavano dalla loro struttura iconica iconica, rappresentata dai disegni degli alunni della scuola dell’infanzia, da qui passavano agli alunni delle classi delle scuole primarie per essere arricchiti e ampliati progressivamente fino alla versione che ne avrebbero dato gli studenti della scuola secondaria di primo grado.. 4


I docenti partecipanti hanno condiviso la scelta del tema conduttore dei racconti individuato negli animali e nel loro ambiente. I bambini delle scuole dell’infanzia hanno disegnato g i loro “racconti” fornendo così le illustrazioni dalle quali sono partiti i racconti veri e propri che, passando di età in età, hanno subito alcune rielaborazioni fino alla stesura definitiva del testo testo. La conclusione del percorso è stata il lavoro dei gruppi misti di alunni delle classi quinte e alunni delle classi prime della scuola secondaria che, dopo l' l'assegnazione i d dell racconto t sull quale l d dovevano llavorare, avevano lla possibilità di scegliere varie opzioni di lavoro sul testo: potevano modificare solo l'inizio del testo; potevano modificare solo lo svolgimento o la conclusione; potevano lasciare intatta la storia ampliando le descrizioni; potevano lasciare intatta la storia ma rielaborandone il lessico; potevano inventare una storia nella storia ampliando così il testo originario.

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Completato il tutto i vari gruppi decidevano, definitivamente, se mantenere o cambiare il titolo del racconto racconto. I docenti hanno coordinato le attività nelle rispettive classi; il materiale poi è passato ad alcune docenti della commissione biblioteca che lo hanno rielaborato per arrivare alla realizzazione dei libri, uno in formato digitale, g , completo p di tutti i racconti e disegni, g , ed uno in formato cartaceo con allegato il CD. Agli alunni delle classi quinte è stato consegnato consegnato, a fine anno scolastico, un libretto ridotto con alcuni dei testi elaborati, mentre, con il nuovo anno scolastico 2010 – 2011, è stato consegnato a tutti gli altri partecipanti t i ti il CD

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Ogni Biblioteca Scolastica ha ricevuto una copia del libro contenente i racconti giunti i ti all’ultima ll’ lti rielaborazione i l b i e ill illustrato t t con alcuni l id deii di disegni, i od dettagli tt li di essi, i fatti dai bambini. Hanno aderito al progetto le seguenti sezioni e classi dell’anno dell anno scolastico 2009 – 2010: Scuola dell’infanzia Filzi Grego, Scuola dell’infanzia Kandler, Scuola dell’infanzia Longera Scuola primaria Filzi Longera, Filzi-Grego Grego (classi: II A e III A), A) Scuola primaria Mauro (classi: IV A, IV B, IV C e V A), Scuola primaria Suvich (classi: III A e V A), Scuola secondaria di primo grado Codermatz (classi: I B e I C). Hanno coordinato le attività di classe gli insegnanti: Bellini, Navarra e Rudella per la scuola dell’infanzia, gli insegnanti Dellapietra, Benevol, Benes, Spanovangelis, Stocca e Struja delle scuole primarie e infine le insegnanti Caponnetto e Schiavolin della scuola primaria di primo grado coinvolgendo un totale di 220 tra bambini e ragazzi. Hanno curato l’edizione del CD e del libro le insegnanti Caterina Navarra e Maria Spanovangelis p g coadiuvate dalle studentesse del servizio civile solidale Debora Capuzzo e Giorgia Kakovic e dall’educatore Moreno Castagna.

Ciascun racconto definitivo presenterà il titolo e gli autori mentre nel sottotitolo verranno precisati i dati del racconto sul quale quel gruppo ha lavorato.

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CAPITOLO PRIMO IL RADUNO TANTO TEMPO E FA GLI ANTICHI RACCONTAVANO DI UN GIOVANE CHE SUONAVA COSI’ SOAVEMENTE DA INCANTARE ANCHE GLI ANIMALI PIU’ FEROCI. FEROCI IL GIOVANE, DI NOME ORFEO, SAPEVA SUONARE LA LIRA, LIRA UNO STRUMENTO A CORDE CORDE. SI SEDEVA ALL’OMBRA DI UN ALBERO NEL BOSCO E GLI ANIMALI, ATTIRATI DALLA SUA MUSICA VENIVANO AD ASCOLTARE MUSICA, ASCOLTARE. STAVANO INSIEME DIMENTICANDOSI DEGLI ISTINTI NATURALI NATURALI, SENZA CHE LE PREDE FOSSERO CATTURATE DAI PREDATORI E SI LASCIAVANO AMMALIARE DALLE DOLCI MELODIE. 8


TRASCORSERO ANNI ANNI, SECOLI E MILLENNI DURANTE I QUALI SI TRAMANDAVA, TRA GLI ANIMALI, IL RICORDO DI QUEI MOMENTI DI ARMONIA. UN GIORNO, ALCUNI PENSARONO “PERCHE’ NON PREPARIAMO LE VALIGIE TUTTI INSIEME E ANDIAMO ALLA RICERCA DI QUALCUNO CHE CI FACCIA ASCOLTARE NUOVAMENTE DEI BEI RACCONTI ?”.

FU COSI’ CHE SI DIFFUSE IL MESSAGGIO E SI RITROVARONO INSIEME PER LA PARTENZA GLI ANIMALI PREISTORICI E FANTASTICI, GLI ANIMALI STORICI E REALI, QUELLI GRANDI E QUELLI PICCOLI, QUELLI VELOCI E QUELLI LENTI, QUELLI SPESSO RICORDATI E QUELLI SPESSO DIMENTICATI ...

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PRIMO AD ARRIVARE FU UN TERRIBILE DINOSAURO CON IL FUOCO.

POI VENNE IL MAMMUTH DALLE MONTAGNE INNEVATE E LA GATTA ISIDE DAL CALDO EGITTO. EGITTO

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C’ERANO DRAGHI TERRIBILI, QUELLI CHE SPUTAVANO FUOCO

E UNO CHE ERA TUTTO GIALLO E ROSSO TANTO FUOCO AVEVA INTORNO A SE’.

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AMAVANO I GOMITOLI DI LANA

SI RITROVARONO

GLI ANIMALI DOMESTICI. TRA DI LORO C’ERANO I GATTI GIOCHERELLONI CHE AMAVANO I GOMITOLI DI LANA

QUELLI CHE GIOCAVAN O CON LE PALLINE E, INTANTO, PRENDEVA NO I TOPOLINI

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C’ERANO GATTI OSSERVATORI

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E C’ERANO UN TOPOLINO SOLO SOLETTO E UNO CHE, CHE STUPITO, GUARDAVA VERSO L’ALTO

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C’ERANO CANI ARRABBIATI E ANCHE MOLTO ARRABBIATI INSIEME A CANI ALLA RICERCA DI TRACCE SPERDUTE

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GIUNSERO CAVALLI CHE PRIMA STAVANO NELLE STALLE, ALTRI CHE SI ACCOMPAGNAVANO AI LORO CAVALIERI

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ALTRI ANCORA CHE ERANO AL PASCOLO OPPURE CORREVANO VELOCI SUI PRATI

E C’ERANO ANCHE DUE CAVALLI CHE PARLAVANO CON I BRUCHI!

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…C C’ERA ERA UN ASINELLO SERIO CON UN’APE ALLEGRA

C’ERANO POI ANIMALI DEI PRATI E DEI BOSCHI BOSCHI, LENTE CHIOCCIOLE E TARTARUGHE, VARIOPINTE FARFALLE E SCOIATTOLI AFFAMATI

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C’ERA UN CONIGLIO CHE AVEVA FATTO UNA BELLA SCORTA DI CAROTE

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SI TROVASSERO NELLA FORESTA O NELLA SAVANA O NELLA GIUNGLA, NON MANCAVANO LUNGHI SERPENTI STRISCIANTI OPPURE RITTI COME SPADE

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NEI BOSCHI VOLPI ADDORMENTATE STAVANO DISTESE, E E

MENTRE SINGOLI CERBIATTI O INTERE FAMIGLIE PASSEGGIAVANO E I CUCCIOLI CURIOSI, CUCCIOLI, CURIOSI SI GUARDAVANO INTORNO. TUTTI SI AVVIARONO.

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ALTRI POSSENTI E FORTI ANIMALI SI PREPARAVANO, ERANO GLI ELEFANTI DALLA LUNGA PROBOSCIDE E LE TIGRI DAL PELO COLOR ARANCIONE SCURO CON UN PO’ DI COLOR MATTONE E LE STRIATURE NERE.

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TRA LE TIGRI C C’ERA ERA PURE UNA CHE ARRIVAVA CON IL SUO DOMATORE

E LONTANO DA LORO STAVA SILENZIOSA UNA ZEBRA CHE SI ERA TROVATA UNA BELLA CASA.

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C’ERANO DELFINI E PESCI NEL MARE BLU E AZZURRO, E IN QUELLO FREDDISSIMO DEL POLO, GLI IMPECCABILI PINGUINI

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TUTTI TUTT GL GLI ANIMALI, N M L QUINDI, LASCIATE LE LORO TANE E DIMORE, CHI SVEGLIANDOSI DAL SONNO, CHI TRASCURANDO GLI IMPEGNI, CHI CHIEDENDO UN PASSAGGIO AI PIU’ VELOCI, GIUNSERO AL PUNTO D’INCONTRO E, NEL PIENO DEL MATTINO MATTINO, ASPETTARONO CHE LE RONDINI INDICASSERO LA VIA…

LE RONDINI LI GUIDARONO DOVE C’ERA CHI AVEVA VOGLIA DI PARLARE A LORO E COSI’, PIANO PIANO, CIASCUNO COMINCIO’ A TROVARE IL SUO POSTO. POSTO 27


CAPITOLO SECONDO IL VIAGGIO DEI DISEGNI

I PRIMI AD ACCOGLIERE GLI ANIMALI FURONO I

BAMBINI DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA.

I LORO COLORI MAGICI DANZAVANO VELOCI SUI FOGLI E GLI ANIMALI AMMUTOLITI OSSERVAVANO CON ATTENZIONE. ALCUNI BAMBINI, POI, COMINCIARONO ANCHE A RACCONTARE BREVI STORIE.

CERCA I DISEGNI CHE RACCONTANO LE STORIE! PUOI TROVARLI NEL PRIMO CAPITOLO OPPURE NELLA GALLERIA DEI DISEGNI

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LISA “ IL GATTO STA GIOCANDO CON LA PALLA E IL GOMITOLO DI LANA”. BLENDY “ LA MIA TIGRE HA TROVATO UN SERPENTE PER MANGIARLO “. PHOEBE “ GLI UCCELLINI GUARDANO GIÙ E VEDONO LO SCOIATTOLO, CHE È NELLA CASA DEGLI UCCELLINI E MANGIA I LORO SEMI “. SENDY “ HO DISEGNATO UN GATTO CHE GIOCA CON LA PALLA E PRENDE IL TOPO “. 29


ONY “ LA MIA FARFALLA VOLA SUI FIORI E POI LI MANGIA “. ROSSELLA “ LA FAMIGLIA DI CERVI MANGIA L’ERBA; PAPÀ CERVO E

MAMMA CERVO HANNO IL LORO CUCCIOLO CHE È UN BAMBI E STANNO VICINO AL CASTELLO DEI BAMBI “. FRANCESCA “LA MAMMA CERVO DICE AI SUOI PICCOLI DI

GUARDARSI INTORNO. IL BAMBI FEMMINA GUARDA UNO SCOIATTOLO CHE DORME NELLA SUA TANA. TANA L’ALTRO BAMBI FEMMINA CAMMINA GUARDANDO IL CASTELLO DEL RE”. 30


KATIA “WINNIE POOH STA GIOCANDO CON LA BAMBOLA DI ROBIN”. ARDITA “LA TARTARUGA È USCITA DALLA CASA NEL

CASTELLO ED È ANDATA FUORI A FARE UNA PASSEGGIATA”.

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COME ERA STATO BELLO! GLI ANIMALI SI RITROVARONO DI NUOVO DA SOLI G QUANDO I BAMBINI CHIUSERO I CAPPUCCI DEI PENNARELLI E LE ILLUSTRAZIONI FURONO RIPOSTE IN UN RACCOGLITORE, UNA SOPRA L’ALTRA.

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UN ELEFANTINO ALLORA PROPOSE: “PERCHÉ NON CHIEDIAMO AL VENTO DI PORTARE I RACCONTI IN VIAGGIO AD ALTRI BAMBINI PER ASCOLTARE ANCORA LE LORO STORIE?”. STORIE?”

TUTTI FURONO D’ACCORDO D ACCORDO E IL VENTO SOFFIÒ SPINGENDO I FOGLI VERSO LE SCUOLE PRIMARIE. GLI ANIMALI SI AVVIARONO NASCOSTI TRA I COLORI DELLE ILLUSTRAZIONI. ILLUSTRAZIONI 33


Angelo g Francesca F Lorenzo V. Letizia GLI ELEFANTI VERDI

C'era una volta un elefante che viveva nella savana con il suo piccolo elefantino. Un giorno, mentre camminavano, trovarono un prato molto grande e si misero a mangiare l'erba. Piano piano l'elefante cominciò a diventare verde, sempre piÚ verde, verde dalle zampe alle orecchie e ‌ anche al piccolo stava succedendo la stessa cosa! Poverini! 34


Avevano mangiato l'erba verdenata che fa diventare tutti verdi. verdi Tutti tristi andarono al laghetto per bere e lÏ trovarono un pesce azzurro che chiese:" chiese: Che cosa è successo?" successo? Loro glielo raccontarono e il pesciolino decise di aiutarli: diede ai due elefanti un'acqua elefant un acqua mag magica ca che, appena bevuta, lli fece ritornare r tornare grigi. Da allora i due elefanti mangiano solo noccioline.

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Michele Julian Mattia Daniel LA TIGRE ARRABBIATA C'era C era una volta un bambino che si chiamava Marco e aveva una tigre e un topolino nel giardino. pensava che fossero amici,, invece era proprio p p il contrario: ogni g Marco p giorno si rincorrevano e quando Marco usciva e li vedeva diceva:" Ma come g giocate voi? Sembra che sia passato p un uragano!!". g Un giorno il topolino fece uno scherzo alla tigre da ridere a crepapelle: prese un topo finto e lo mise dentro un barattolo di peperoncini piccanti. CosÏ, mentre la tigre cercava il topo, vide quello finto e se lo mangiò. Dopo un po' sentÏ un bruciore e disse:" E' la mia bocca che brucia!" e fece uscire tutto il fuoco.

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Cristina Lorenzo P Sebastiano Simone LA REGINA ELISABETTA

C'era una volta una regina di nome Elisabetta che abitava in un castello con suo marito Rodolfo. Dal giorno in cui era nata la figlia Sorina, il marito badava troppo alla figlia g e non alla moglie g e cosÏ lei se ne andò molto lontano dalla sorella Lorella in Romania accompagnata dal suo fedele cocchiere. Intanto nel suo castello, il re tartarugo g Rodolfo era triste: telefonava, mandava messaggi, piccioni viaggiatori, ma lei non rispondeva.

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Allora decise di raggiungerla e di lasciare la figlia Sorina con la cicogna, c cogna, la sua baby baby-sitter. s tter. Dopo p mesi e mesi arrivò in Romania e si scusò con sua moglie g perchÊ aveva badato troppo alla figlia. La regina tartaruga lo perdonò e tornarono al castello. Tutti i loro sudditi fecero una grande festa e da allora vissero tutti felici e contenti.

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Nicola D BABĂ™ AL MARE C'era una volta, in un posto molto lontano, una bellissima spiaggia di sabbia dorata. Ogni tanto chi passeggiava sulla spiaggia sentiva dei rumori strani, infatti sotto quella bellissima spiaggia...magiaaa...c'era la spiaggia del koala BabĂš; i rumori che si sentivano li faceva lui.

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Un giorno, appena arrivato sulla spiaggia, si mise il costume da bagno e fece un grande tuffo. Ad un certo punto arrivarono delle meduse che gli fulminarono l'occhio. Si fece male, ma tanto male e l'occhio divenne tutto rosso. N appena lo Non l videro, d gli l altri l koala k l si misero a ridere d e ogni volta che andava al mare tutti impazzivano e gridavano:" G Guardate! d t ! C'è B Babù bù con l' l'occhio hi rosso fuoco: f all fuoco, f all fuoco!". Da quel giorno Babù si mise gli occhiali da sole per non fare vedere l'occhio rosso.

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Alessandro R TARTA SI INNAMORA C era una volta una tartaruga di nome Tarta: era una tartaruga C'era tranquilla che abitava in un castello; non aveva il marito, perché non si voleva sposare. Tanti la volevano sposare ma lei diceva:" No grazie, non voglio sposarmi!". Un giorno però vide un tartarugo che le pareva perfetto per lei, lei gli andò vicine e gli disse:" Buongiorno!" "Buongiorno a lei signorina!" disse il tartarugo e parlando e parlando si innamorarono. Così Tarta chiese:" Ci sposiamo?" "Sì, certo, come potrei dire di no! . no!" Fu così che Tarta e il tartarugo si sposarono e vissero felici e contenti. 41


Rebecca B IL TOPOLINO E IL GATTO C'era una volta un topolino blu che si chiamava Daniele e portava sempre gli occhiali da sole. Un giorno arrivò un gatto; il topolino, pensando che fosse cattivo, scappò ma q quando si fermò vide che il gatto g stava piangendo. p g Il topolino incuriosito tornò indietro e il gatto gli spiegò che era sempre solo e che non riusciva mai a trovare amici, e che quando li trovava, subito li perdeva. Il topolino allora gli disse che sarebbe diventato lui suo amico e che non l'avrebbe mai abbandonato.

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NINA E L'ORCO

Emy L

C'era una volta Nina,, una chiocciola regina, g , che viveva in un castello. Un bel giorno uscì dal castello per fare un giro nel bosco; camminò, camminò, finchè arrivò in una caverna sconosciuta. Entrò e vide un orco gigante. Per la paura Nina urlò e si nascose sotto un fungo. fungo L'orco fu svegliato da quell'urlo ma non vide nessuno, guardò meglio, ma ancora non vide nessuno. All Allora sii mise i a piangere i perché hé aveva tanta t t fame. f Nina, ben nascosta, non sopportò quelle lacrime, uscì dal nascondiglio e gli diede cento fragole. L'orco le mangiò tutte in un sol boccone e ,per ringraziarla, la lasciò andare via. Finalmente Nina ritornò al castello e , dopo un bagno rilassante, raccontò il suo incontro con l'orco a tutti gli animali abitanti del castello.

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Federico N GUSTI SON GUSTI C'era una volta un formichiere che si chiamava Pino. Un giorno, mentre stava mangiando, d vide d un elefante l f che h mangiava anche h lui. Il f formichiere i hi pensò ò che h l' l'erba b f fosse schifosa hif d da mangiare i e l' l'elefante l f t pensò la stessa cosa delle formiche che Pino stava gustando. "Che Che schifezza mangi?" mangi? domandò Pino Pino. "Pensa Pensa alle tue!" tue! rispose l'elefante. Iniziarono a combattere e combatterono fino a sera, sera quando ll'elefante elefante disse:" Se combattiamo non risolveremo niente!". "Hai Hai ragione!" ragione! disse Pino. Pino E così Pino e l'elefante, che si chiamava Luigi, divennero amici anche se Pino mangiava sempre formiche e Luigi sempre erba. 44


Tommaso B L TIGRE LA T GRE E LE SUE UE AVVENTURE VVENTURE L tigre La ti va a cacciare i le l gazzelle ll e la l gazzella ll catturata tt t dice: di “P Per favore non mangiarmi, se tu non mi mangi, quando sarai in pericolo, io ti aiuterò . aiuterò” Una mattina la tigre fece la sua passeggiata quotidiana e un gorilla le chiese: “ Chi sei? Questo è il mio territorio territorio, come ti chiami?” chiami? . La tigre rispose:” Mi chiamo Jimmy”. Il gorilla disse:” disse: Catturiamola! Catturiamola!” e tutti fecero quello che aveva detto il gorilla e la tigre allora gridò:” Aiuto!” La gazzella venne ad aiutarla a utarla subito. sub to. Con on delle cornate m mise se ko ill gor gorilla lla e salvò la tigre. La tigre disse grazie e la gazzella imbarazzata rispose che non era niente! Così la tigre g venne salvata e visse bene. 45


La tigre g Jimmy y andò in città a lavorare e tutti erano spaventati. p Una mattina un gatto selvatico voleva comprare del cibo ma non aveva soldi allora la tigre gli disse:” Te lo do lo stesso il cibo ma quando sarò in pericolo tu mi dovrai aiutare” e il gatto selvatico rispose:” Io mantengo sempre le promesse!” Nel pomeriggio dei signori spararono alla tigre che disse:” Ah, mi hanno colpita!”. Il gatto selvatico corse ad aiutarla e con due zampate fece svenire i signori e con delle leccate curò la tigre. Come sempre la tigre Jimmy venne aiutata.

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La tigre Jimmy andò nella Jungla perché voleva trovare un avversario. Un leopardo valoroso voleva combattere e la tigre disse:” disse: ti sfido!” sfido! il leopardo accettò. Combatterono a lungo ma la tigre, che era furba, con una finta spaventò il leopardo e con una zampata lo battè. g Jimmy J mmy era stanca di tutte quelle q avventure allora si mise m a La tigre dormire e tutti vissero felici tranne i nemici.

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Emil B LA GIRAFFA CARLOTTA E I PROBLEMI RISOLTI La giraffa Carlotta ebbe fame e a un certo punto, punto su una piccola collina collina, vide un albero; non era con tante foglie ma a Carlotta bastavano le foglie che c’erano c erano sull'albero. sull albero. La giraffa Carlotta venne rapita e portata allo zoo. Carlotta disse:”quanto smog, g, voglio g uscire!” era notte e i guardiani g dello zoo stavano dormendo e visto che la giraffa Carlotta ha il collo lungo, prese le chiavi, aprì la porta e scappò pp via dicendo:” Che sollievo, in città c'era troppo pp smog!” g

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Gabriele C LA VOLPE VOLP C'era una volta una volpe di nome Volp che andò al parco della città di Berlino. Berlino era molto inquinata, e allora Volp disse:” certo che questa città è molto inquinata! Cof, cof, cof” tossì la volpe. Allora un signore la incontrò e le chiese:” ti senti bene?” “Si si, cof, grazie!” rispose Volp. “ Vi i a casa mia!!!” Vieni i !!!” “V “Va bene, b cof”, f” Dopo un po' Volp disse:” preferisco il bosco” allora torno nel bosco e cominciò min iò a giocare i con n gli li animali nim li del d l bosco; b s ; si costruì st ì una n tana t n e visse iss felice e contenta. 49


Riccardo C FIORDIRISO C'era C era una volta un un'ape ape che si chiamava Fiordiriso Fiordiriso. L'ape andò a casa dove i suoi figli erano appena nati e sua moglie disse:” Com'è disse Com è andata al lavoro con il nuovo alveare?” alveare? “Sì, Sì, molto bene” rispose Fiordiriso. Un g giorno arrivarono gli g apicoltori p e tutte le api p cercarono di pungerli ma non era una buona idea. Le api p femmine e i loro bambini scapparono pp tutti mentre i maschi li circondarono e gli apicoltori presero tutto il miele. Le api tornarono all'alveare e non trovarono più il miele. Gli apicoltori si tolsero le tute e le api li attaccarono. Gli apicoltori corsero ma non servì perché le api li punsero perché loro erano ormai stanchi di correre e finirono con una brutta malattia.

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Darina G LA ZEBRA IN UN BOSCO C'era una volta una zebra che aveva due sorelle che erano antipatiche, così un giorno decise di scappare e arrivò nel bosco. Arrivata nel bosco vede un uccellino che le dice:” Scappa, scappa, qua nel bosco si aggira un lupo! . lupo!” La zebra scappò ed arrivò in una radura dove vide un'altra zebra uguale a lei. La zebra le chiede se è stanca e così l'altra zebra si riposa con la sua nuova amica zebra. zebra Il giorno dopo la sua amica zebra non c'era più, era scappata e così decide di ritornare dall'uccellino, che intanto stava dormendo, e gli chiede:” Uccellino, per caso hai visto una zebra uguale a me?” E l'uccellino le risponde di no. gli dicono che La zebra decide di ritornare dalle sue sorelle e loro g neanche lì c'era. La zebra era molto disperata ma per fortuna il giorno dopo la ritrova e vissero felici e contenti. 51


Lucia G SARA E TERESA...LA STORIA DI DUE API C'erano una volta due api che svolazzavano in cielo e si incontrarono e si chiedono:�Come ti chiami?� e l'altra ape gli dice che si chiamava Teresa. Teresa chiede all'altra ape come si chiamava e l'ape disse a Teresa che si chiamava Sara. Questa chiese a Teresa quanti anni ha e Teresa disse che aveva quattro anni allora Sara disse a Teresa che anche lei aveva quattro anni. Sara chiese dove stava andando e Teresa dice che stava andando a casa.

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Anche Sara stava andando a casa e così per andare a casa fecero la stessa strada. strada Quando arrivarono a casa chiedono alla mamma se il giorno dopo possono andare in n giardino g ard no insieme ns eme e la mamma dice d ce d di ssì.. Così os ill giorno dopo Sara e Teresa andarono in giardino e giocarono ma dopo un p po' Teresa iniziò a piangere p g perché p era caduta dall'altalena. Sara le chiese perché piangeva e Teresa le dice cosa è successo e così Sara doveva andare a chiamare la sua mamma e poi le dice che Teresa si era fatta male; la mamma di Teresa corre in giardino e va da Teresa che piangeva perché cadendo si era sbucciata la gamba e così va all'ospedale e si mette il gesso.

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Elisa G LE API AVVENTUROSE Le due api Cin e Fin andavano a fare una gita. Cin e Fin si erano persi nell bosco b e mentre continuavano a camminare, tremando, d videro un ragnetto che raccoglieva dei fiori e gli chiesero:” Come p g in città?” ti chiami?” “ Io mi chiamo Titù,, volete che vi accompagno “ Sì sì” risposero in coro Cin e Fin. Titù li accompagnò in città e lì videro: macchine, negozi e uomini. Cin e Fin erano un po' po spaventati e dissero: dissero:” Noi stiamo meglio nel bosco”. Mentre passeggiavano videro Titù che decise di andare a vivere con loro. Fecero così una grande festa, si scambiarono tanti regali e dopo giocarono e tutti assieme si addormentarono felici. 54


Lucia L LA CHIOCCIOLA LULÙ La chiocciola Lulù un giorno decise di andare in città e disse ai suoi genitori che sarebbe andata in città e che sarebbe stata via un mese. Lulù partì tutta felice, con un cielo azzurro e un sole splendente. Il sole la vide id e lle di disse:”” D Dove vaii L Lulù? lù? P Perché hé parti?” ti?” e Lulù L lù rispose:” i ” Vado V d in i città ittà a vedere cosa trovo, cosa c'è. Dopotutto sono sempre a casa, non faccio mai viaggi, i i mi f farebbe bb p proprio p i b bene n fare f un viaggetto!” i tt !” “ Sì m ma n non n lì lì, iio ci sono s n stato, è un posto orribile! Ti uccideranno di sicuro! Lì sono molto più grossi di te non ci vuole niente ad uccidere una bestiolina come te! te, te!”disse disse il sole sole. “Va Va bene, lo terrò conto, grazie e arrivederci”.

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E così Lulù continuò il suo viaggio. Arrivata in città dopo sei giorni e cinque notti era molto ma molto stanca; si guardò intorno e vide un albero, si accomodò sulle radici e lentamente si addormentò pensando alle parole che le aveva detto il sole. La mattina dopo Lulù si svegliò e cominciò a cuccare dappertutto. Ad un certo punto vide un animale mai visto e si avvicinò. L'animale cominciò a ringhiare e Lulù fece un salto indietro per lo spavento. Corse molto e si fermò dietro ad un muro; sentì un rumore fortissimo e vide delle luci abbaglianti. Era così spaventata che corse e corse finchè non ritornò a casa e lì decise d che h era molto l meglio l rimanere a casa invece che h andare in giro. 56


Riccardo M AL PARCO CON ZEBRA MARTINA La zebra Martina andava al parco con i suoi amici Riko e Theo a giocare a pallone. Mentre giocavano mandarono in frantumi un vetro di una casa; la proprietaria della casa uscì e sequestrò loro la palla, allora per comprare un un'altra altra palla andarono in città città. “Che bella questa città, andiamo al negozio di sport!” disse Martina.

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Martina non riusciva ad orientarsi così sbagliava sempre negozio, fino a quando non arrivò al negozio giusto; comprò la palla ma, ma appena uscita uscita, venne catturata dai bracconieri che la misero in una gabbia. Martina era disperata disperata, ma poi le venne un un'idea: idea: lanciò la palla verso il lucchetto e la chiave cadde a terra. Martina prese la chiave da terra,, riuscì ad aprire p la gabbia g e ne uscì. Tornò a casa con la nuova palla e si ricordò per sempre che quella città non era molto g q gradevole per p gli g animali.

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Manuel N IL CONIGLIETTO E IL CESTO DI CAROTE Un coniglietto trova un cesto di carote e se le vorrebbe mangiare tutte e appena ne mangiò una venne sera e il coniglietto andò a dormire. Il giorno dopo non trovò più il cesto di carote e allora lo andò a cercare in un bosco. Nel bosco c'erano quattro coniglietti, un orso e una volpe; allora il coniglietto andò dagli altri quattro coniglietti e chiese loro se avevano il cesto di carote e i coniglietti gli risposero che non ce l'avevano loro. Il coniglietto andò allora nella sua tana, dal suo papà, e vide che lui aveva preso il cesto con le carote, ma il cesto era vuoto e allora gli chiese:" Dove sono tutte le carote?" " Le sto cucinando per preparare una bella torta di carote da mangiare tutti insieme. E così vissero felici e contenti. 59


Lara S LA FARFALLA E IL CANE Una farfalla volò su un prato fiorito, dove i fiori fioriscono e profumano per attirare gli insetti. Un giorno la l farfalla f f ll incontra un cane che h la l stava inseguendo d perché la voleva mangiare visto che a lui piacevano molto le farfalle. All Allora lla farfalla f f ll andò dò via i d dalla ll campagna e andò dò iin città. ittà La farfalla ebbe dei problemi in città, difatti non si trovò bene per la puzza, puzza lo smog, smog il rumore delle auto etc. etc Dopo un giorno giorno, la farfalla incontrò un uccellino di nome Cip Cip e quella stessa notte l'uccellino e la farfalla andarono nel nido dove mangiarono e vissero felici e contenti.

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Andrea U L’UCCELLINO SPERDUTO In un bosco b c'era ' un uccellino ll di d nome Paolo P l con la l sua famiglia. f l Paolo voleva andare in città ma i suoi genitori gli dissero che la città è sì molto lt b bella, ll ma per lle macchine hi l'aria l' i non sii respira i b bene. Paolo P l era molto lt curioso e andò in città dove è stato molto bene, ma non così tanto perché non solo sentiva la mancanza dei suoi genitori, genitori ma stava anche male per l'aria l aria inquinata. Il giorno dopo i suoi genitori non trovandolo nel bosco e nemmeno in casa, casa andarono in città e lo cercarono ma non lo riuscirono a trovare. Suo fratello, che era abituato a cercarlo e a trovarlo perché giocavano a nascondino nascondino, lo trovò subito. I genitori di Paolo lo portarono a casa, lo curarono e gli dissero:" Hai imparato la lezione Paolo? Paolo?".Lui .Lui disse di sì, e ha capito che non bisogna mai scappare e bisogna sempre ascoltare i genitori.

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Andrea U LO ZOO C’era uno zoo con tante specie di animali. Lì c’era pure una famigliola di gatti che propose a tutti gli altri animali di scappare via. Esse furono d’accordo e di notte i gatti rubarono la chiave per fare uscire i leoni e gli orsi che erano i più forti. Con i loro artigli spezzarono i lucchetti delle gabbie. In punta p di piedi, p silenziosissimi, tutti uscirono senza altre g insospettire il guardiano. In fila attraversarono la strada per raggiungere il boschetto di fronte allo zoo. Incontrarono un branco di lupi che raccontarono di essere scappati pp molti m anni prima p m da un altro zoo.. Progettarono allora di rinchiudere gli uomini nelle gabbie quella stessa notte. L’orso portò le guardie nelle gabbie, i lupi lasciarono il cibo e gli altri portarono qualcosa da bere bere. Quando i guardiani si svegliarono nelle gabbie non capivano come erano finiti dentro. Dopo un po’ capirono che erano stati gli animali. Si scusarono con gli animali e così gli animali rientrarono nelle gabbie ricevendo la promessa che i guardiani sarebbero stati più generosi. generosi 62


Alberto V IL DRAGO CHE SPUTA FUOCO Un drago viveva in un castello e voleva uscire però il padrone gli disse:" Tu non puoi uscire perché devi fare la guardia al tesoro". Q Questo drago d sii chiama hi Pippo Pi e un giorno, i mentre lui l i faceva f la l guardia di all tesoro, un cane gli bussò alla porta e allora Pippo andò ad aprirla. Pi Pippo era felice f li di vedere d il suo amico, i quindi i di gli li offrì ff ì una tazza t di the. th Il cane gli chiese se voleva andare in città con lui e il drago gli rispose:" Va bene ci vediamo domani in città bene, città". L'indomani Pippo andò in città dicendo:" La città non mi darà tanto fastidio!". Ma il drago si sbagliava e pensò: fastidio! pensò:" Quello che avevo detto non è vero", difatti Pippo si lamentava della puzza dello scarico delle auto e della polvere. polvere 63


Elisabeth Z LA PICCOLA GIRAFFA C'era un giorno una giraffa che vide una giraffa piccolina che aveva fame; la giraffa le fece qualche carezza e le disse:" Ti aiuto io a prendere il mangime!" e cosÏ mangiarono assieme e poi mandò la piccola giraffa a casa mangime! con la famiglia. Scesero allora dei fiocchi di neve. La giraffa grande aveva i puntini neri e il corpo giallo e aveva una lunga coda di quattro metri, mentre la giraffa piccola aveva il corpo giallo misto ad arancione nci n c con n i puntini marrone m n chiaro chi e aveva la l coda c d corta c t di quarantadue qu nt du centimetri. Poi la giraffa grande andò a bere l'acqua del lago e poi si mise a dormire.

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Borislav B, Martina P GLI ANIMALI IN FUGA Un giorno un villaggio perse tutte le sue scorte di cibo perché i lupi gliele li l avevano mangiate. i t Gli abitanti bit ti allora ll chiamarono hi un b bravissimo i i cavaliere-cacciatore che riusciva a cacciare qualsiasi tipo di animale, per farsi p f aiutare u a catturare u almeno m 10 animali, m , tra cui u un u piccolo p elefante e un serpente. Il cavaliere portò con sè un cane e un drago e mise le trappole dappertutto catturando ben 8 animali. Gli elefanti si accorsero che il cavaliere li stava cacciando e quindi scapparono. Sulla strada incontrarono un opossum che suggerì loro di andare di fronte al bosco Millefoglie, dove c'era un suo amico serpente che disse loro:" Questo bosco è pieno di trappole e siccome siete amici miei vi aiuterò ad attraversarlo."

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Una volta che il serpente ebbe aiutato gli elefanti ad attraversare ill bosco b incontrarono ill cane del d l cacciatore; se ne accorsero quando d lui abbaiò. Gli elefanti capirono che stava arrivando il cacciatore e l' l f t più l'elefante iù piccolo i l Alf Alfa disse:" di " E' il suo cane che h abbaia" bb i " "Da "D che cosa te ne sei accorto?" chiese suo padre Romeo e lui rispose:" Me ne sono accorto da come ha abbaiato". abbaiato" Il cane era molto feroce, quindi gli elefanti non si potevano muovere perché avevano paura che li mordesse mordesse, mentre Alfa Alfa, dalla paura, scappò e incontrò un riccio.

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Alfa era un genio e gli chiese se gli poteva regalare un suo aculeo e il riccio rispose:" rispose: Va bene bene, toglimi quello sulla testa che mi dà fastidio fastidio". Intanto Romeo, il padre di Alfa, distraeva il cane. E quando Alfa tornò, il cane di scatto si girò e ll'elefantino elefantino con la sua proboscide prese l'aculeo e con esso colpì la testa del cane che morì. La famiglia fam gl a elefante andò in n una casa abbandonata per rriposarsi; posars ; dentro la casa trovarono tre lumache immortali e Alfa e Romeo raccontarono loro tutta la loro avventura. Le lumache decisero di aiutare g gli elefanti trasformandosi in altri elefanti. Il cavaliere vide le lumache trasformate in elefanti e ordinò al suo drago di sputare contro di loro il fuoco.

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Il cavaliere in effetti aveva il compito di catturare gli animali, però il giorno prima, cavalcando, il suo drago cadde e sbattè la testa. A causa del colpo non si ricordò più del suo incarico e pensò di ucciderli, non ricordandosi che il villaggio stava morendo di fame. Il drago si arrabbiò con il cavaliere perché gli aveva fatto uccidere i suoi amici sotto un incantesimo. Dopo un'ora l'incantesimo svanì e il drago, il cui nome era Fuoco, si accorse del suo sbaglio e quindi bruciò il cavaliere che morì. Il villaggio non riuscì più a procurarsi gli animali da cacciare e gli abitanti morirono tutti. Le lumache con Fuoco,Romeo, Alfa e tutti gli altri elefanti f festeggiarono i nell bosco b Millefoglie Mill f li per lla felicità f li i à di non essere morti. 68


Arianna C, Alessandro H LA VITA NEL BOSCO Questa storia non inizia come tutte le altre ma in modo magico. Due amici, completamente diversi da capo a coda, sembravano messi insieme per scherzo, nessuno capiva come cane e gatto potessero essere tanto amici. Un dĂŹ andarono a fare una passeggiata pomeridiana nel bosco, andarono con l'idea di prendere le fragole, ma dopo un po' si accorsero che erano leggermente fuori stagione, stagione perchĂŠ guardando vedevano solo la fioritura bianco-rosato che avevano le piante di fragole. Scontenti, si diressero verso il p prato dove si sedettero e tirarono fuori dal cestino il pasto p che avevano preparato prima di partire. Dopo che ebbero finito il loro pasto schiacciarono un sonnellino, si svegliarono e guardarono dove prima avevano mangiato i t e videro id che h non c'era ' piĂš iĂš il cibo ib che h prima i avevano llasciato. i t 69


Si girarono e videro una volpe che si stava pappando tutto; il cane allora la prese per il collo, la fece roteare in aria e poi la lasciò volare fi a farla fino f l sbattere sb tt contro t un alveare. l Sbattendoci Sb tt d i contro, t f fece arrabbiare l'ape regina, che avendo studiato magia nera, uscì dall'alveare e tutta infuriata g guardò la volpe p che subito si giustificò g raccontando tutto l'avvenuto. Dopo di che fecero conoscenza ed iniziarono ad organizzare un'imboscata contro i due amici, il cane e il gatto. Mentre il cane e il gatto passeggiavano, la volpe e l'ape regina si nascosero dietro un fitto cespuglio. cespuglio L L'ape ape mandò la volpe fuori dalla loro fortezza e sparì dietro il cespuglio. Il cane, quando vide la volpe, si arrabbiò e con tono severo disse:"Ancora tu, ladra che non sei altro!" E così con aria inferocita minacciò la volpe.

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L' L'ape regina i uscìì dal d l nascondiglio di li e con un iincantesimo i trasportò òid due amici al Polo Nord trasformando il gatto in un pinguino e il cane in un orso polare. l Il pinguino i i e l' l'orso d decisero i di costruire t i un iigloo l e accesero il fuoco. Dopo un'ora senza mangiare sentirono i morsi della fame sempre più forti forti. Ad un certo punto sentirono bussare sulla cupola di neve; loro spaventati indietreggiarono, poi videro nella penombra una figura di colore bianco che si presentò:"Mi presentò: Mi chiamo Bild e sono una volpe polare" e questa entrò nell'igloo. I due amici si presentarono. presentarono Bild, dallo zainetto che aveva portato, tirò fuori un sacchetto pieno di n d'oca,, la cucinarono u n n ef fecero un una buona u n cenetta. n . carne 71


Il mattino seguente Bild insegnò loro a cacciare e cosÏ vissero p per un mese. Una sera, mentre cenavano, sentirono una vocina flebile che chiedeva il permesso di entrare; si presentò: era la fata Coralline che chiese di mangiare. Finito il pasto la compagnia di amici chiese alla fata se avrebbe potuto, con un incantesimo, rimandarli nel loro paese e lei acconsentÏ. La fata e la volpe polare li salutarono per l'ultima volta prima che loro partissero e loro ad un certo punto si ritrovarono nel loro paese insieme ai loro conoscenti

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Francesca P, Piero P LA FAMIGLIA DEI PINGUINI Un giorno una famiglia di pinguini che vivevano nell'Antartide decisero di andare a fare una gita in montagna. Arrivati in cima alla montagna incontrarono un pinguino con la sua amica rondine. La famiglia gli chiese: "Come ti chiami?" "Io mi chiamo Manuel" "E la rondine come si chiama?" "Si chiama Paff". La famiglia invita i due amici a venire nel loro igloo (la loro casa) e Manuel e Paff dissero di sĂŹ, ĂŹ ben volentieri! Era una bellissima giornata, il sole splendeva e cosĂŹ si incamminarono in questa bella e lunga passeggiata. i t A Arrivati i ti a casa videro id un grande d e rugoso mister i t f foca-leopardo l d che voleva prenderli e portarli dai suoi cuccioli: Bart, Lisa e Meggie. 73


Allora i pinguini cominciarono a scappare ma comparve missis focaleopardo che li catturò e li portò alla tana. Misses foca-leporado disse: "e' da tanto che non mangio sushi di pinguino, quindi lo mangeremo per cena!" Ma il papà pinguino disse che erano indigesti e che avrebbero trascorso un ora in bagno. Allora misses focaleopardo li rinchiuse in una gabbia. I genitori foca-leopardo andarono a comprare riso e alghe per fare il sushi. La piccola lisa, foca vegetariana, liberò i goffi pinguini che scapparono assieme e andarono a mangiare riso e alghe l nell'igloo ll' l di manuell e vissero quasi tutti felici e contenti. 74


Silvia A LA SQUAMA PERDUTA NELL’OCEANO C’ C’era una volta lt un pesce di nome Floc Fl che h da d piccolo i l giocando i d a nascondino di si era incastrato tra due rocce e aveva perso una squama. In seguito mamma e papà p pà p pesci s i avevano n partorito p t it altri lt i tre t fi figli li quindi indi avevano n bis bisogno n di più stanze. Dal Mar Ligure si trasferirono al Mar Tirreno. Da grande Floc decise di ritrovare la sua squama perduta perciò decise di tornare nel Mar Ligure a cercarla. Durante il viaggio Floc era molto stanco e molto affamato. Mentre nuotava si addormentò e andò a sbattere contro un delfino. delfino

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Si svegliò di colpo e disse al delfino: “ Scusa, tu come ti chiami? “ Il delfino gli rispose: “ Io mi chiamo Splash. Dove stai andando?” Floc rispose: “Sto cercando la mia squama” Splash disse: “a ME PIACE L’AVVENTURA! Posso aiutarti?” Floc disse: “Sì, mi servirebbe proprio una pinna in più!” Floc chiese a Splash: “ Siccome sono stanco posso mettermi sul tuo dorso?” Splash disse: “ Certo, partiamo!” Dopo un po’ incontrarono una tartaruga di nome Velox e una medusa di nome Nina. N

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Diventarono subito amici e Velox e Nina li aiutarono a trovare la squama. Floc abitava in via dei Coralli 41 e decisero di andare a casa sua. Fecero un pisolino e poi ripartirono. Videro in lontananza qualcosa luccicare, si avvicinarono subito ma quando arrivarono videro solo un pezzo di vetro. Tra due rocce videro luccicare un’altra cosa. Si avvicinarono e videro la squama di Floc di un bagliore intenso. Floc la prese, solo che era incastrata!! Tutti pensarono che tirandosi a vicenda la squama sarebbe venuta t fuori. f i I Infatti f tti lla lloro iipotesi t i era giusta, i t lla squama sii di disincastrò. i t ò

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Tutti erano felici soprattutto Floc che se la provò e disse: “Oh, oh, la q non mi entra, sono diventato troppo pp grande g e lei è troppo pp squama piccola!” Splash, Nina e Velox lo incoraggiarono e provarono in tutti i modi però la squama faceva la capricciosa! NON VOLEVA ENTRARE!! Allora se la mise come collana e disse: “Anche se non mi entra più la squama diventerà il mio portafortuna” E poi pensò tra sé e sé “Almeno l’ho trovata!”. Le cose da piccoli non si dimenticano mai perché sono sempre speciali.

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Matteo B, Marco K, Giuliano R I DRAGHI PRIGIONIERI La nostra storia inizia con due draghi, padre e figlio. I due erano rinchiusi in un castello governato da un potente mago e, in una guerra, gli bruciarono la faccia, ma poichè era un mago sopravvisse. Dopo molti anni il mago decise di andare a vivere in un castello e da lÏ i draghi furono fatti prigionieri, lavoravano per lui da mattina a sera e in cambio lui gli dava da mangiare e da bere una volta al giorno.

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Un giorno una gran carestia colpì il paese: il bestiame si ammalò e il raccolto cominciò a scarseggiare e così il mago, ormai senza cibo, uccise il drago per mangiarlo e quando ritornò per uccidere suo figlio, il mago si lasciò fuggire il figlio e, visto che lui era arrabbiato perché gli aveva ucciso suo padre, uccise metà degli uomini perché gli altri fuggirono. Il mago spaventato scappò,ma il drago, appena vide il mago scappare, lasciò stare i suoi uomini e lo inseguì.

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Il mago arrivò fino in città seminando il drago e andò fino da un amico barbiere che lo aiutò. Il drago lo cercò per tutto il paese e lo trovò in una capanna; il drago allora distrusse la capanna, prese il mago e lo rinchiuse in una prigione; prima però gli impugnò il bastone magico e fece rivivere suo padre. Da allora i due draghi aiutarono i contadini con i lavori.

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Rosaria B, Alessia B, G, Abi J LA PINGUINA MARGHERITA C'era una volta una famiglia di nobili pinguini, il re si chiamava Basilico, la regina Mozzarella, il figlio Pomodoro e la figlia Margherita. A Margherita piaceva l'avventura e creare cose, però i suoi genitori non erano molto d'accordo d accordo con quello che voleva fare lei e quindi lei se ne stava tutto il tempo in camera sua a scrivere una ricetta nella quale c'era scritto: farina, lievito, pomodoro, mozzarella e basilico...e infatti aspettava p p il giorno g perfetto p per p provare questa ricetta. Un giorno Pomodoro raccontò ai suoi genitori in che situazione si trovava M Margherita; h i genitori allora ll capirono la l situazione e lasciarono l andare d Margherita nel suo viaggio fantastico. Dopo qualche giorno Margherita partì, partì lei doveva andare in diversi posti per trovare gli ingredienti necessari per la sua ricetta. Andò in Italia per trovare il pomodoro che era nella città di Napoli. Il giorno dopo si rimise in viaggio per trovare il lievito che si trovava in Spagna nella città di Barcellona.

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Si rimise in viaggio per trovare la mozzarella e il basilico che si trovava in Messico nella città del Messico. Messico Arrivata a casa sua non trovò nessuno, solo suo fratello. Lui le spiegò che i genitori erano andati a cercarla e Margherita allora disse:"Evviva!!! Adesso potrò preparare la mia ricetta!" Nel frattempo era andato a prendere lo skateboard e nella fretta arrivò in cucina e andò a sbattere contro il tavolo e il pomodoro, pomodoro la mozzarella e il basilico si rovesciarono in un impasto rotondo. Margherita non si era accorta di quello che era accaduto e mise l'impasto nel forno; nel frattempo lei e suo fratello se ne andarono in salotto per vedere la TV. Dopo qualche minuto Margherita sentì un buon odorino, odorino ritornò in cucina e vide che l'odorino l odorino proveniva dal suo forno; quindi tirò fuori l'impasto, lo assaggiò e disse:" Questo è delizioso!" Quindi chiamò questa ricetta "pizza margherita" e da allora esiste la pizza margherita.

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Annamaria C, Gaia F BABÙ AL MARE Babù il koala, un giorno andò al mare e vide, su uno scoglio, una stella marina Andò a vedere com'era marina. com era e vide che era tutta rossa e sulle punte aveva dei diamanti arancioni. Appena si avvicinò avvicinò, la stellina si svegliò e si spaventò, spaventò Babù fece amicizia con la stellina. Ogni giorno Babù andava alla spiaggia per incontrare la sua amica stellina Maristel. Un giorno Babù incontra Maristel che stava prendendo sole su uno scoglio. Maristel si spaventò degli occhiali e chiese a Babù: "Perchè p porti sempre p quegli q g occhiali?!" Babù le rispose: p " Mi hanno punto delle meduse sull'occhio e da quel giorno tutti mi prendono in giro".

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Maristel era dispiaciuta e così gli propose di chiedere una mano alla maga Merlina e di rivedersi il giorno seguente vicino allo scoglio. Il giorno dopo Babù andò alla spiaggia. La stellina era già arrivata, però si era nascosta da un granchio che la voleva mangiare. Quando il granchio se ne andò, Maristel uscì dal suo nascondiglio, ma Babù non la vide tanto che stava per schiacciarla. La maga Merlina risucì ad intervenire salvandola. Quando Babù si accorse della stellina., Maristel gli disse: " Bevi questa pozione preparata dalla maga Merlina per restare sott'acqua.

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Babù la bevve e incominciarono a dirigersi g verso la tana di maga g Merlina. Una volta arrivati dalla maga Merlina, lei li fece sedere per terra e chiese a Babù quale fosse il suo problema. Allora Babù le spiegò che era andato sott'acqua e che le meduse l'avevano punto sull'occhio ed appena uscito fuori gli altri koala si erano messi a ridere. La maga Merlina, quindi, si mise a lavorare a una nuova pozione. Quando ebbe finito disse: " Se volete avere questa pozione, dopo che io l'avrò nascosta, dovrete trovare i pezzi che la compongono. I due amici si ritrovarono il giorno dopo da lei e incominciarono a cercare la pozione.

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Dopo un po' entrarono in una grotta e trovarono un foglietto con sopra scritto un indizio: "Guardate in mezzo alla barriera corallina". Nella barriera trovarono il primo componente che era della sabbia magica. La presero e continuarono a cercare. Poi , proseguendo, trovarono dei fiori speciali con accanto una bottiglietta d'acqua speciale e li presero. Un po' più avanti trovarono un cartello con una freccia a destra e trovare piccole gocce di lacrime. Tornarono dalla maga e lle porsero tutti gli l ingredienti. d L La maga porse a sua volta l la l pozione e gliela mise sull'occhio. La mattina dopo si trovò l’occhio normale. l E da d quell giorno i tutti t tti i koala k l non lo l presero più iù in i giro. i

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Beatrice C,, Annalisa G,, Aurora G, Martina G DUE SCIMMIE AL POLO NORD C'era una volta al Polo Nord un popolo di pinguini e il loro Re si chiamava Fit. Il Re per costruire un bel regno fece fare al popolo molti igloo e da quel momento gli igloo servirono da casa per i pinguini. Un giorno arrivò al Polo la scimmia Fru-fru Fru fru con sua sorella India per fare una visita al loro cugino Fit; le due scimmie arrivarono al Polo Nord senza sciarpa, senza guanti, insomma senza indumenti caldi con addosso solo una camicetta con le maniche corte. Allora un abitante del regno, il pinguino Polar, avvisò il Re e lui le ospitò nel suo castello castello-igloo igloo, le fece scaldare e diede loro delle cose calde da indossare e dei pattini così insegnò loro a pattinare. Il giorno dopo si svegliarono più riposate, assaggiarono le delizie tipiche h d dell P Polo l N Nord d e...in campo, ill divertimento d inizia!! 88


Alla ll sera ritornarono all castello ll sfinite f ma soddisfatte dd f per aver imparato a pattinare. Andarono a dormire e visto che Fru-fru g di essere sulle nuvole e mentre ne desiderava un vestito nuovo sognò attraversava una, vide in cielo sette colori allegri che avevano formato una strada; quando l'effetto svanì, per fortuna Fru-fru aveva già finito di attraversare quella “cosa” cosa colorata. colorata Poi si sedette su di una nuvola e si mise a riflettere su cosa poteva essere quell'effetto colorato...le si accese allora una lampadina: “Un arcobaleno, sì, proprio un arcobaleno” esclamò stupita. Continuò il suo cammino tra le nuvole e ad un tratto trovò un bellissimo vestito; lo indossò ma.... ma purtroppo era arrivata la mattina e India la svegliò svegliò. FruFru fru chiese ad India: "Ti piace il mio nuovo vestito?" ma India le chiese: "Ma che vestito?" e Fru-fru le rispose: "Quello che ho addosso!". dd !" India d spazientita lle d disse che h addosso dd non aveva nessun vestito. Fru-fru allora si mise a piangere; così decisero di chiedere un passaggio p gg ad un taxista e andarono al centro commerciale. 89


Qui Fru-fru si comprò p il vestito che aveva sognato g e che era l'ideale per la festa di compleanno del Re Fit che sarebbe stato proprio pochi giorni dopo: un bellissimo vestito coi colori dell'arcobaleno e con dei fiocchi di neve bianchi e brillanti brillanti. Sua sorella India invece ne comprò uno bianco tutto pieno di stelline: le due sorelle sarebbero state così sicuramente le più belle della festa. Per festeggiare questo compleanno così importante, decisero di organizzare una super festa a sorpresa: costruirono così un bellissimo parco giochi di ghiaccio che chiamarono "Parcolandia". Parcolandia . Nel parco giochi c'erano: scivoli d'acqua, liane, carrucole, trottole d'acqua con scivoli, piste da pattinaggio e da sci e poi c'erano piccoli igloo nei quali potersi t i nascondere d mentre t sii giocava i a nascondino. di C' C'era anche h un ristorante che chiamarono "Penguins" . Il parco fu così bello che lo fecero vedere anche alla televisione e il Re ringraziò tutti p per questo regalo davvero speciale.

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Emma I LA TIGRE CECILIA Molto tempo fa esisteva una tigre di nome Cecilia detta Ceci. Cecilia era una tigre g vegetariana g ma contro il volere di suo papà p p Rex e di sua sorella Diana che erano due vere tigri veramente feroci, coraggiose e carnivore. Ceci assomigliava a sua mamma Teresa che le aveva insegnato a rispettare tutti gli animali animali, dalla piccola formica al gigantesco elefante. elefante Lei metteva in pratica gli insegnamenti della madre e li voleva far rispettare anche al padre e alla sorella. La piccola Ceci si sentiva molto disperata e sconsolata perché non aveva molti amici ma anche perché aveva perso sua madre Teresa che, ancora quando lei e Diana erano due tigrette bebè, bebè era stata rapita dal padrone di uno zoo, in particolare lo zoo di Londra, per rinchiuderla in una gabbia in quel luogo infernale. 91


L unico vero amico di Cecilia era un albero solitario e maestoso L'unico maestoso, lei andava lì e pensava, rifletteva e pure gli parlava; l'albero non poteva risponderle ma Ceci lo stesso si sentiva meglio. Gli aveva dato anche un nome: Alberto. lb Un pomeriggio che Cecilia era più triste del solito, perché aveva litigato g con Diana,, si era arrampicata p sull'albero Alberto e ad un certo punto vide un pipistrello mangiare le sue bacche, la tigre si stupì perché i pipistrelli di solito vivono in gruppo e cacciano di notte. notte Ceci chiese a quell'animale il perché di quell'assurdità, allora lui spiegò che aveva l'insonnia di giorno e gli facevano schifo gli insetti. Cecilia pensò che erano entrambi degli animali al contrario e vista questa somiglianza potevano diventare amici. Senza rifletterci due volte, volte gli chiese come si chiamava e se voleva diventare suo amico.

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Il p pipistrello p si chiamava Zeta, visto che era l'ultimo nato della cucciolata, e disse che secondo lui l'idea di Cecilia era geniale! I due in breve tempo diventarono amici e l'uno raccontò all'altro i propri problemi come essere vegetariani e non riuscire a dormire di giorno. Cecilia raccontò l'accaduto alla sorella che definì ridicolo sia non dormire di giorno che essere vegetariani; lo stesso comportamento ebbe papà Rex. Ceci raccontò anche a Zeta di sua mamma, così le propose di andare a liberare Teresa, la madre di Cecilia, e di chiederle di aiutarli a spiegare a tutta la foresta che non bisogna escludere nessuno, specie quelli diversi o in difficoltà. 93


Ceci e Zeta presero il treno, andarono a Londra, liberarono Teresa e cercarono di fuggire ma la polizia cercò di fermarli e proprio quando tutto sembrava perduto, arrivò un giornalista e Zeta cominciò un discorso su tutti gli insegnamenti di Ceci che andò in diretta in tutto il mondo, tradotto perfino in canadese...e mentre i poliziotti e la guardia forestale restarono come pietrificati, Teresa, Cecilia e Zeta ebbero il tempo di scappare e tornare nella foresta. Rex e Diana che erano stati eletti capi-branco, erano andati a vedere dalla finestra di una casa il telegiornale per cercare notizie di Cecilia e per caso ascoltarono il discorso di Zeta che li fece riflettere. Una volta che i nostri tre eroi furono tornati nella foresta, vennero f festeggiati ed da quell giorno sempre rispettati e stimati. Zeta venne adottato dalla famiglia di tigri e così vissero felici e rispettati. 94


CAPITOLO TERZO DI NUOVO IN MARCIA gli animali aspettavano p altri racconti,, arrivò,, furiosa come Mentre g sempre la Bora che scompigliò i fogli. Poi se ne andò d’improvviso com’era venuta. Erano molto preoccupati, ma le api e le farfalle suggerirono di aspettare. I bambini avrebbero trovato una soluzione, ne erano sicure. Accadde proprio come loro avevano previsto. I ragazzi più grandi, quelli che frequentavano l’ultimo anno della primaria e quelli del primo anno della scuola secondaria si riunirono insieme e, leggendo i fogli sparsi, rinnovarono le storie dopo averle rimesse in ordine.

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La coccinella Magnum Marco A - Andrea B - Hatixhe B (dal racconto:”La coccinella Magnum” di Alessia T- cl. V C primaria L. Mauro)

La storia narra di una coccinella tanto grande che i suoi genitori la avevano chiamata Magnum. g La coccinella era molto sensibile e ogni g volta che la prendevano in giro, piangeva. Un giorno, però, incontrò un bruco. Il bruco era molto piccolo, giallo a righe nere, era anche molto disponibile e le disse: "Magnum perchè non ti tingi di verde così ti puoi mimetizzare tra le foglie e nessuno ti potrà prendere in giro?". La coccinella felice ringraziò il bruco e andò subito dalla coccinella parrucchiera. Il giorno dopo tutti comunque la prendevano in giro perchè si vedevano ancora i puntini neri, allora andò di nuovo dalla coccinella parrucchiera e si tinse tutta di nero.

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Tutti si chiedevano dove fosse, perché non la trovavano. La coccinella disse a tutti che si era tinta di nero ma continuavano a prenderla in giro. Magnum triste andò dal bruco e gli chiese se aveva un'altra idea, lui però non ne aveva nessuna, la coccinella pensò allora che h potevano t esistere i t altre lt coccinelle i ll grandi di come llei. i Il b bruco lle disse che poteva aiutarla a cercarle. Il giorno dopo decisero di andare a Girasolandia Girasolandia, camminarono per due ore. ore Arrivarono in un meraviglioso campo di grano, enorme e dorato con qualche papavero qua e là con una decina di spaventapasseri. q p p Videro un uccellino e gli g chiesero dov'era la via per arrivare a Girasolandia; l'uccellino disse che dovevano arrivare allo stagno poi girare a destra fino alla via Gattapia e chiedere aiuto al gatto che però non aiutava nessuno se non riceveva almeno un pesce in cambio. 97


Si avviarono e arrivarono allo stagno ricoperto di alghe con numerose ninfee Lì videro una rana verde ed egoista. ninfee. egoista Le chiesero se potevano prendere un pesce, ma la rana disse: “no!”. Allora Magnum e il bruco andarono an ar n senza nza p pesce, c , il gatto gatt era ra tanto tant buono u n che ch diede loro r le informazioni senza niente in cambio. Per arrivare a Girasolandia dovevano attraversare il fiume. Arrivati al fiume la coccinella non sapeva cosa fare, perchè lei poteva volare ma il bruco no, allora Magnum, che era davvero grande, fece da aereo al piccolo bruco. Arrivati dall'altra parte del fiume Magnum inciampò su una formica,la formica vanitosa si arrabbiò, la coccinella si scusò e le chiese se poteva dirle dove poteva trovare da mangiare la formica disse che alla Grottatuttomangiare del signor Gufo mangiare,la Pippo poteva trovare ancora qualcosa.

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La grotta era piena di tavoli con i rami, però il gufo li servì solo di foglie prelibate. A Magnum non piacevano ma si adattò, uscirono dalla grotta e videro Girasolandia. I girasoli erano talmente grandi, gialli e neri tutti rivolti verso il sole che la coccinella si sentì meglio perchè aveva trovato qualcosa più grande di lei. Si arrampicò su un girasole e vide tante coccinelle grandi come lei su tutti i girasoli. Ringraziò il bruco per averla aiutata a trovare le coccinelle giganti e lui le disse che in questo viaggio si era divertito tanto; si salutarono e il bruco tornò a casa sua. Dopo aver passato questi gironi con Magnum il bruco si accorse che la coccinella portava fortuna e ancora oggi si dice che le coccinelle portano fortuna.

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Due scimmie al Polo Nord Francesca P- Alessia C- Giacomo V- Gabriel V (dal racconto:”Due scimmie al Polo Nord” di Annalisa C, Aurora G, Beatrice G e Martina G- cl. V C primaria i i L L. M Mauro))

C'era una volta al Polo Nord un popolo di pinguini e il loro Re si chiamava Fit. Fit Il Re per migliorare il regno fece costruire al suo popolo che da quel momento sarebbero serviti da casa per i pinguini. Un giorno arrivarono al Polo nord Fru-fru e India, due sorelle scimmie arrivate fin lì per fare visita al loro cugino Fit. le due scimmie arrivarono al Polo Nord senza sciarpa, sciarpa senza guanti, guanti insomma senza indumenti caldi con addosso solo una camicetta con le maniche corte. Allora un abitante del regno, il pinguino Polar, avvisò il Re e lui le ospitò nel suo castello-igloo, le fece scaldare e diede loro delle cose calde da indossare e dei pattini così insegnò loro a pattinare. Il g giorno dopo p si svegliarono g più p riposate, p , assaggiarono gg le delizie tipiche p del Polo Nord e...in campo, il divertimento inizia! 100


Alla sera ritornarono al castello sfinite ma soddisfatte per aver imparato a pattinare. Andarono a dormire e visto che Fru-fru desiderava un vestito nuovo sognò di essere sulle nuvole e mentre ne attraversava una, vide in cielo sette colori allegri che avevano formato una strada; quando l'effetto svanì, per fortuna Fru-fru aveva già finito di attraversare quella “cosa” cosa colorata. colorata Poi si sedette su di una nuvola e si mise a riflettere su cosa poteva essere quell'effetto colorato...le si accese allora una lampadina: “Un arcobaleno, sì, proprio un arcobaleno” esclamò stupita. Continuò il suo cammino tra le nuvole e ad un tratto trovò un bellissimo vestito; lo indossò ma.... purtroppo era arrivata i t lla mattina m tti e I India di lla ssvegliò. liò F Fru-fru f chiese hi s ad d India: I di : "Ti piace i il mi mio nuovo vestito?" ma India le chiese: "Ma che vestito?" e Fru-fru le rispose: "Quello Q che ho addosso!". India spazientita p le disse che addosso non aveva nessun vestito. Fru-fru allora si mise a piangere; così decisero di chiedere un passaggio ad un taxista e andarono al centro commerciale. 101


Qui Fru-fru si comprò il vestito che aveva sognato e che era l'ideale per la festa di compleanno del Re Fit che sarebbe stata proprio pochi giorni dopo: un bellissimo vestito coi colori dell'arcobaleno dell arcobaleno e con dei fiocchi di neve bianchi e brillanti. Sua sorella India invece ne comprò uno bianco tutto p pieno di stelline: le due sorelle sarebbero state sicuramente le più p belle della festa. Per festeggiare questo compleanno così importante, decisero di organizzare una super festa a sorpresa: costruirono così un bellissimo parco giochi di ghiaccio che chiamarono "Parcolandia". Nel parco giochi c'erano: scivoli d'acqua, q liane, carrucole, trottole d'acqua q con scivoli, p piste da pattinaggio e da sci e poi c'erano piccoli igloo nei quali potersi nascondere mentre si giocava a nascondino. C'era anche un ristorante che chiamarono "Penguins" . Il parco fu così bello che lo fecero vedere anche alla televisione e il Re ringraziò tutti per questo regalo davvero speciale.

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Un incontro da favola Michael B; Sofia C

(liberamente tratto dal disegno di Gaia sc. Infanzia)

Molto tempo fa nel mondo degli animali animali,il il cavallo Spirit e il bruco Penelope,incontrandosi diventarono i migliori amici. Un giorno Spirit stava passeggiando infastidito,quando incontrò Penelope. Spirit le chiese se lo poteva aiutare a levargli una cosa che gli era finita nell’occhio. Il bruco lo liberò dal suo fastidio,così si inoltrarono nel bosco,finchè sfiniti dalla stanchezza, si addormentarono. Spirit sognò un bellissimo unicorno bianco nel frattempo bianco,nel frattempo,il il bruco Penelope si trasformò nell’unicorno nell unicorno che aveva sognato Spirit. g stupirono p del cambiamento di entrambi. I due svegliandosi,si Si innamorarono l’uno dell’altro e felici e contenti volarono verso il regno della Fantasia. 103


M Margherita h it Ludwig R, Andrea I, Sarah B, Denis R, Junior T (dal racconto:”La pinguina Margherita” di:Rosaria B; Abi B; Alessia G e Davide M- cl. IV C primaria L. Mauro)

C’era una volta una famiglia di nobili pinguini, in Re si chiamava Basilico, la Regina g Mozzarella, il figlio g Pomodoro e infine la figlia g Margherita. g A Margherita piaceva l’avventura e creare cose, però i suoi genitori non erano molto d’accordo con quello che voleva fare lei, quindi lei se ne stava tutto il giorno in camera sua a scrivere una ricetta in cui c’era scritto: farina, lievito, pomodoro, mozzarella e basilico e aspettava il giorno perfetto per fare questa ricetta.

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Un giorno Pomodoro raccontò ai suoi genitori in che situazione si trovava Margherita Margherita, i genitori capirono la situazione e quindi lasciarono andare Margherita nel suo viaggio fantastico. Dopo qualche giorno Margherita partì e doveva andare in diversi posti per trovare gli ingredienti necessari per la sua ricetta. Andò in Italia per trovare il pomodoro che era nella città di Napoli Napoli. Il giorno dopo si rimise in viaggio per trovare il lievito che si trovava in Spagna p g nella città di Barcellona.. Si rimise m in viaggio gg per p trovare la mozzarella e i basilico che si trovavano in Messico nella Città del Messico.

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Arrivata a casa sua non trovò nessuno, solo suo fratello. Lui le spiegò p g che i genitori erano andati a cercarla e Margherita rispose: “ Evviva!!! Potrò preparare la mia ricetta”. Nel frattempo, Pomodoro era andato a prendere lo skateboard e, nella fretta, arrivò in cucina andando a sbattere contro il tavolo. Il pomodoro, la mozzarella e il basilico si rovesciarono in un impasto rotondo. Margherita non si era accorta di quello che era accaduto, mise l’impasto nel forno e se ne andò con suo fratello in salotto a vedere la tv. Dopo qualche minuto Margherita sentì in buon odorino, ritornò in cucina e capì che il profumo veniva dal forno. Tirò fuori l’impasto, l’assaggiò e pensò :” Adesso devo capire come è venuta fuori la mia ricetta”. i tt ” 106


A dò nella Andò ll ssua stanza st a prendere d il quaderno d d degli li appunti ti e si f fermò òa riflettere. Il fratello che si era accorto del buon odorino e andò in cucina a vedere. Attirato dal buon profumo si mangiò tutta la pizza. Quando Margherita ritornò in cucina si arrabbiò tantissimo. tantissimo Margherita mandò suo fratello a rifare il giro del mondo per riprendere gli ingredienti e ritornò da sua sorella. sorella Pomodoro cercò di rifare la pizza ma gli venne male,quindi Margherita stufa f di q questa storia disse:”Per una p pizza non bisogna g fare f il g giro del mondo”quindi lo perdonò e diedero inizio ad una nuova missione:il pasticcio. Ma questa p q è un’altra storia.

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Babù al mare Besmire B; Bindiya D P; Angela P (dal racconto:”Babù al mare” di Gaia F e Annamaria C- cl. IV C primaria L. Mauro)

Babù il koala, un giorno andò al mare e vide, su uno scoglio, una stella marina.. Andò a vedere com'era m m e vide che era tutta rossa e sulle punte p aveva dei diamanti arancioni. Appena pp si avvicinò, la stellina si svegliò g e si spaventò, p Babù fece amicizia con la stellina. Ogni giorno Babù andava alla spiaggia per incontrare la sua amica stellina Maristel. Un giorno Babù incontrò Maristel che stava prendendo il sole su uno scoglio. Maristel si spaventò degli occhiali e chiese a Babù: "Perchè porti sempre quegli occhiali?!" Babù le rispose: " Mi hanno punto delle meduse sull'occhio e da quel giorno tutti mi prendono in giro".

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Maristel era dispiaciuta p e così gli g propose p p di chiedere una mano alla maga Merlina e di rivedersi il giorno seguente vicino allo scoglio. Il giorno dopo Babù andò alla spiaggia. La stellina era già arrivata, però si era nascosta da un granchio che la voleva mangiare. Quando il granchio se ne andò, Maristel uscì dal suo nascondiglio, ma Babù non la vide tanto che stava per schiacciarla. La maga Merlina riuscì ad intervenire salvandola. Quando Babù si accorse della stellina., Maristel gli disse: " Bevi questa pozione preparata dalla maga Merlina per restare sott'acqua”. Babù la bevve e incominciarono a dirigersi verso la tana di maga Merlina.

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Una volta arrivati dalla maga Merlina, lei li fece sedere per terra e chiese a Babù quale fosse il suo problema. Allora Babù le spiegò che era andato sott'acqua e che le meduse l'avevano punto sull'occhio ed appena uscito fuori gli altri koala si erano messi a ridere. La maga Merlina, quindi, si mise a lavorare a una nuova pozione. Quando ebbe finito disse: " Se volete avere questa pozione, dopo che io l'avrò nascosta, dovrete d trovare i pezzii che h la l compongono”. ” Id due amici i i sii ritrovarono il giorno dopo da lei e incominciarono a cercare la pozione. D p un po Dopo p ' entrarono t iin una grotta tt e ttrovarono un foglietto f li tt con ssopra p scritto un indizio: "Guardate in mezzo alla barriera corallina". Nella barriera trovarono il primo componente componente, della sabbia magica che presero.

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Continuarono a cercare. Proseguendo, trovarono dei fiori magici e vicino una bottiglietta d'acqua speciale. Li presero. Un po' più avanti trovarono un cartello con una freccia a destra verso la quale andarono trovando piccole gocce di lacrime. Tornarono dalla maga e le porsero tutti gli ingredienti. La maga rimescolò tutto e alla fine fu pronto l'unguento che mise sull'occhio di Babù. Al mattino seguente, il koala si svegliò con l'occhio come prima. Da quel giorno nessuno lo prese più in giro e lui ritornò, una volta all'anno, dalla maga con Maristel per ringraziarla portandole qualche specialità.

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I draghi g prigionieri p g Andrea Gi; Andrea B, Filip A; Livio S (dal racconto:”I draghi prigionieri” di Marco K, Giuliano R e Matteo B- cl. IV C primaria L. Mauro)

La nostra storia inizia con due draghi, padre e figlio. Erano rinchiusi in un castello governato da un p potente mago che si era vendicato di loro. Molto tempo prima i due draghi erano il re e suo figlio, il principe ereditario, padroni del castello e delle terre intorno. Il mago era loro consigliere e cercava di convincerli a punire duramente i contadini che coltivavano più grano invece che miglio. Egli aveva bisogno di quasi tutto il raccolto perchè sapeva che solo lì il terreno conteneva una speciale sostanza e solo la pianta del miglio l'assorbiva. Con i granelli di miglio, egli doveva riempire il suo lungo bastone. Quando sarebbe stato pieno, con quel bastone sarebbe stato ancora più forte, perfino onnipotente perchè avrebbe potuto anche far rivivere i morti! 112


Il re non era d'accordo, egli non voleva punire i contadini e non voleva che si privassero del grano. Il mago, allora, cercò di ingannare i contadini convincendoli che il re li voleva danneggiare e che a loro conveniva ribellarsi. ribellarsi Ci fu la guerra. Il re e suo figlio riuscirono a dimostrare la loro innocenza e a catturare il mago che fu chiuso in una prigione dove, però, scoppiò iò un iincendio. di N Nell'incendio ll'i di sii bruciò b iò il volto, lt ma riuscì i ìa recuperare i suoi poteri e a fuggire in attesa della vendetta. Trascorsi molti anni, egli g ritornò con un esercito potentissimo. p Catturò il re e il principe e li trasformò in draghi, obbligandoli con la magia a lavorare per lui, entrando e uscendo dalla fortezza-prigione. Dovevano anche punire con vampate di fuoco i contadini che non riuscivano a preparare il miglio. miglio Un giorno una grave carestia colpì il paese e il mago pensò che con qualche stratagemma i due draghi fossero colpevoli del fatto. Mancavano ormai pochissimi granelli per completare il bastone. Egli, di notte, uccise il drago che era il re, aspettando poi di uccidere anche il figlio non appena il bastone fosse completato. 113


Non si era accorto che un granello di miglio gli era caduto. Quando il drago si svegliò, s liò si trovò t òd davanti ti una piantina i ti d dalla ll quale l uscì s ì una vocina i che h gli li spiegò tutto quello che il mago aveva architettato e anche perchè voleva a tutti i costi il miglio. La piantina gli disse: "Mangia le mie foglioline così avrai la forza per liberarti dalla magia, uscire dalla prigione senza aspettare l'ordine del mago e potrai sconfiggerlo!". morte del padre, p , il figlio f g fece f tutto quello q Sconvolto dalle notizie e dalla m che la piantina gli aveva detto. Volò in picchiata sulla sala del trono dove il mago aveva finito di sigillare il bastone Dallo stupore bastone. stupore, il bastone cadde di mano al mago che si dette alla fuga, mentre il drago lo seguiva sputando fuoco e fiamme. Riuscì a raggiungerlo. Lo afferrò con i suoi potenti artigli e i contadini, che avevano sentito la l stessa voce diffondersi d ff d tra i campi, lo l aiutarono a rinchiudere il malvagio nella fortezza. Col bastone magico, g il principe p p richiamò in vita il padre p e tolse tutti i poteri al mago. Poi, di nascosto, cavalcò al lago dove scagliò il bastone che si inabissò. Da quel giorno ritornò la tranquillità nel paese. paese 114


La tigre Cecilia St f Stefano P; P Piero Pi P P; M Martina ti A; A Gaia G i C (dal racconto:”La tigre Cecilia” di Emma I- cl. IV C primaria L. Mauro)

Molto tempo fa esisteva una tigre di nome Cecilia detta Ceci. Cecilia era una tigre vegetariana ma contro il volere di suo papà Rex e di sua sorella Diana che erano due vere tigri veramente feroci, coraggiose e carnivore. Ceci assomigliava a sua mamma Teresa che le aveva insegnato a rispettare tutti gli animali, dalla piccola formica al gigantesco elefante. Lei metteva in pratica gli insegnamenti della madre e li voleva far rispettare anche al padre e alla sorella. La piccola Ceci si sentiva molto disperata e sconsolata perché non aveva molti amici ma anche perché aveva perso sua madre Teresa che, ancora quando lei e Diana erano due tigrette bebè, era stata rapita dal padrone di uno zoo, in particolare lo zoo di Londra, per rinchiuderla in una gabbia in quel luogo i f infernale. l 115


L'unico vero amico di Cecilia era un albero solitario e maestoso, lei andava lì e pensava, rifletteva e pure gli parlava; l'albero non poteva risponderle ma Ceci lo stesso si sentiva meglio. g Gli aveva dato anche un nome: Alberto. Un pomeriggio che Cecilia era più triste del solito, perché aveva litigato con Diana, si era arrampicata sull'albero Alberto e ad un certo punto vide un pipistrello mangiare le sue bacche, bacche la tigre si stupì perché i pipistrelli di solito vivono in gruppo e cacciano di notte. Ceci chiese a quell'animale il perché di quell'assurdità, allora lui spiegò che aveva ll'insonnia insonnia di giorno e gli facevano schifo gli insetti insetti. Cecilia pensò che erano entrambi degli animali al contrario e vista questa somiglianza potevano diventare amici. S Senza rifletterci ifl tt i due d volte, lt gli li chiese hi s come m si chiamava hi m e sse voleva l diventare suo amico. Il pipistrello si chiamava Zeta, visto che era l'ultimo nato della cucciolata, e disse d che h secondo d lui l l'idea l' d d di Cecilia l era geniale! l ! I due in breve tempo diventarono amici e l'uno raccontò all'altro i propri problemi come essere vegetariani e non riuscire a dormire di giorno. 116


Cecilia raccontò l'accaduto alla sorella che definì ridicolo sia non dormire di giorno che essere vegetariani; lo stesso comportamento ebbe papà Rex. Rex Ceci raccontò anche a Zeta di sua mamma, così le propose di andare a liberare Teresa, la madre di Cecilia, e di chiederle di aiutarli a spiegare a t tt lla foresta tutta f t che h non bisogna bi escludere l d nessuno, specie i quelli lli diversi di i o iin difficoltà. Di notte quando Ceci era addormentata, Zeta andò a Londra per liberare Teresa. Durante questa impresa, trovò molti ostacoli. Superati gli ostacoli, arrivò alla gabbia di Teresa che gli disse dove si trovavano le chiavi della g gabbia. La chiave, però, p la teneva un poliziotto. p Nel frattempo Cecilia si era svegliata e aveva scoperto che il suo migliore amico era scomparso. Zeta p prese di nascosto le chiavi mentre m il poliziotto p faceva f un pisolino p con la canzone che gli cantava il pipistrello “♪♪…” Così liberò Teresa guidandola da Cecilia. Ceci quando vide la mamma, Ceci, mamma corse ad abbracciarla e Rex fu molto felice per loro. Tutti vissero felici e contenti. 117


La squama perduta Andrea B; Riccardo Z; Tiziano P; Giulio D (dal racconto:”La squama perduta nell'oceano” di Giulia T e Silvia A- cl. IV C primaria L. Mauro)

C’era una volta un pesce di nome Floc che da piccolo giocando a nascondino si era incastrato tra due rocce e aveva perso una squama. In seguito mamma e papà pesci avevano partorito altri tre figli quindi avevano bisogno di più stanze. Da grande Floc decise di ritrovare la sua squama perduta d perciò ò decise d di d tornare nell Mar Ligure a cercarla. Durante il viaggio Floc era molto stanco e molto affamato. Mentre nuotava si addormentò e andò a sbattere contro un delfino. Appena sveglio Floc si scusò con il delfino per l’accaduto poi socializzarono e diventarono amici. Floc l raccontò ò all’amico ll’ l’l’avventura che h stava compiendo d per cercare la l squama perduta molti anni prima.

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Il delfino Splash gli propose di aiutarlo. aiutarlo Floc annuì dicendo:” Certo, mi farebbe proprio comodo una pinna in più!”. Dopo un po’ incontrarono una tartaruga di nome Velox e una medusa di nome Nina. Diventarono subito amici. Velox e Nina aiutarono a cercare la squama. Videro in lontananza q qualcosa luccicare,, si avvicinarono subito ma quando q arrivarono videro solo un pezzo di vetro e rimasero delusi. Ripresero il viaggio e tra due rocce intravidero un bagliore intenso. Si avvicinarono e videro la squama di Floc. Floc Egli la prese, prese solo che era incastrata!! Tutti pensarono che tirandosi a vicenda la squama sarebbe venuta fuori. Così fu e la squama si disincastrò. Tutti erano felici soprattutto Floc che se la provò e disse: “Oh, la squama non mi entra, sono diventato troppo grande e lei è troppo piccola!” Splash, Nina e Velox lo incoraggiarono e provarono in tutti i modi però la squama faceva la capricciosa! NON VOLEVA ENTRARE!! Allora se la mise come collana e disse: “Anche se non mi entra più la squama diventerà il mio portafortuna” E poi pensò tra sé e sé “Almeno l’ho trovata!”. L cose da Le d piccoli l non si dimenticano d mai perché hé sono sempre speciali. l 119


L'albero d'oro Marta D D, Wen Z Z, Eleonora C C, Martina S S, Sofia S (dal racconto:”La mamma cervo” storia disegnata di Francesca sc.infanzia )

C’era una volta una mamma che era incinta. Un giorno fece una passeggiata nel bosco con un sole splendente. Dopo un’ora vide un albero d’oro. La mamma stava ta a fissando f an l’albero a r e vide,, da a lontano, ntan , una persona. p r na. La mamma si avvicinò. Quando il bambino vide la mamma cervo le chiese: “ Come ti chiami?” e lei rispose:” is s :” mi chiamo hi m Lizzie, Li i e tu?”” t ?”” Io I mi chiamo hi m Manuel”. M l” Lizzie si accorse che il bambino stava piangendo e gli domandò:” Perché piangi?” lui rispose:” mi sono perso e non trovo la strada per casa!”. Lei rispose che l’avrebbe accompagnato a casa. Improvvisamente si sentì l’albero che parlò: “ se volete andare a casa dovete prendere le mie mele! mele!”. Così, grazie alle mele dell’albero, il bambino tornò a casa sano e salvo dalla120 sua famiglia e la mamma cervo partorì.


La ribellione degli animali Andrea K; Davide G; Eleonora G; Luca P; Andrea G (da un racconto di Andrea U e Elizabeth Z cl. III sc. Suvich )

C’era C era uno zoo con tante specie di animali. Lì c’era c era pure una famigliola di gatti che propose a tutti gli altri animali di scappare via. Esse furono d’accordo e di notte i g gatti rubarono la chiave per p fare uscire i leoni e gli g orsi che erano i più forti. Con i loro artigli spezzarono i lucchetti delle altre gabbie. In punta di piedi, silenziosissimi, tutti uscirono senza insospettire il guardiano. In fila attraversarono la strada per raggiungere il boschetto di fronte allo zoo.

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I Incontrarono un b branco di lupi l i che h raccontarono di essere scappati molti anni prima da un altro zoo. Progettarono allora di rinchiudere i hi d gli li uomini i i nelle ll gabbie bbi quella ll stessa t notte. tt L’ L’orso portò le guardie nelle gabbie, i lupi lasciarono il cibo e gli altri portarono qualcosa da bere bere. Quando i guardiani si svegliarono nelle gabbie non capivano come erano finiti dentro. Dopo un po’ capirono che erano stati gli animali. animali Si scusarono con gli animali e così gli animali rientrarono nelle gabbie ricevendo la promessa che i guardiani sarebbero stati più generosi. generosi

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ELENCO DEGLI ILLUSTRATORI E AUTORI I titoli dei racconti sono segnalati dai caratteri in corsivo. Scuola dell’infanzia Filzi Grego Teresa BElefante con elefantino; Farfalle e bruco-animali marini e farfalle sopra il mare Lara B Elefantessa, elefantino e fiori; Cobra Michele B Savana Egon Eneas B Dinosauro con fuoco; Granchio;Tigre sotto il sole Lorenzo Be Cobra con arcobaleno e pioggia – Cobra dritto Alessandro C Cavallo Rondini – Drago che sputa fuoco Erik D Tigre vista dall’alto dall alto – Topo blu Cristian I Giraffa vicino all’albero Veronica M Ape – mamma farfalla con sei uova

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Diego M Cavallo e bruco che si guardano – tigre con coda arrotolata Gaia P Chiocciola – farfalle e fiori – Animali marini e farfalle sopra il mare – Cavallo e bruco che si guardano Luca P Tigre tra gli alberi Matteo R Elefante maschio – Incrocio di proboscidi tra elefante ed elefantessa – uomo con al guinzaglio tigre arrabbiata Marika T Tigre Sabrina Sab aZ Il ca cavallo a o e il Bruco uco – Ca Cavallo a o co con farfalla Rossella C La famiglia Bambi Giulia F Scoiattolo arrampicato p sull’albero – scoiattolo sul ramo Ardit K Mamma cervo che guarda albero Ardita K Tartaruga che esce dal castello Luka P Chiocciole colorate Phoebe P Gli uccellini e lo scoiattolo Francesca S Mamma cervo e i suoi cuccioli Filippo S Cavallo che gioca a palla Hafidha Z La tartaruga sotto la pioggia

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Scuola dell’infanzia Kandler Lisa B Il gatto con gomitoli Sendy B Gatto con palla Blendjon B La tigre e il serpente Francesca C Coniglio che mangia le carote Jastin I Gatto che mangia biscotti Athos M Tigre con bruco Ajnisham j ((Ony) y) M Farfalla sui fiori Emanuele P Tigre sul prato Davide R Marco A Uccellino che porta cibo al nido Katia F L’orsetto Winnie Pooh Francesco P Pinguino a caccia di pesci Alexia K Due gattini giocano a palla

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Scuola dell’infanzia Longera

Beatrice B Danny C J Jacopo M Daniele S Amina C

Il gattino e il gomitolo Drago che vola C Cavallo ll con cavaliere li Zebra, asinello e cavallo che giovano Giraffa che mangia una foglia

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Scuola primaria Filzi-Grego Cl Classe II A Michele, Julian, Mattia, Daniel

La tigre arrabbiata

Cristina, Lorenzo P., Sebastiano, Simone

La regina Elisabetta

Nicola D D., Elia

Bab첫 al mare

Alessandro R.

Tarta si innamora

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Classe III A Rebecca B Il topolino e il gatto Emyy L Nina e l’orco Federico Gusti son gusti

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Scuola primaria Mauro Classe IV A B i l B, Borislav B M Martina ti P

Gli animali i li iin ffuga

Florjana B, Stefano V

L’avventura nel bosco

Arianna C, Alessandro H

La vita nel Bosco

Andrea C C, Martina U

Due eroi stranieri

Lucia H, Giulia I, Matteo M

La tartaruga Mafida

Nicolò P, Angelica T

Senz’acqua per punizione

Francesca P, Piero P

La famiglia dei pinguini

Classe IV B Lucrezia Amira E B, Alessandra M

Il lupo nel bosco 129


Classe IV C Sil i A Silvia A, Al Alessia i T M Mare, sole l eb barca – la l squama perduta d t nell’oceano Rosaria B B, Abi Yezabel B B, Alessia G, Davide M La pinguina Margherita Annamaria C, C Gaia F

Babù al mare

Beatrice C, Annalisa S, Aurora G G, Martina G Emma I

Due scimmie al polo nord La tigre Cecilia

Marco K, Giuliano R, Matteo B Giulia T

I draghi prigionieri

La squama q p perduta nell’oceano 130


Classe V A: disegni in A3 Matteo B Elena B Elisa C Alice C G Alessandro C Giulia C Annalisa C Emanuele D Buse D Matteo F Laura G Anna G Saite L Leonardo M Laura M Samuele P Ti i Tiziano R Ruben R Matteo T Tudor T Nevena Z

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Scuola primaria Suvich Classe III A Tommaso B Le avventure della tigre – Volpe addormentata tra gli alberi Emil B I problemi della giraffa Carlotta G bi l C Gabriele L volpe La l V Volp l – gatto tt con gomitolo it l Giulia C Gatto e gomitolo Riccardo C Fior di riso – Rondini in volo Darina G La zebra allo zoo – Cane tra i fiori Lucia G Sara e Teresa – Cane che abbaia all’istrice Chiara G Lucy e Rino – Volpe che dorme su fieno giallo Elisa G Le api avventurose – Koala e pinguino Lucia L La chiocciola Lulù – Gufo che osserva il cane Riccardo M Martina la zebra – cane tra due alberi Sharon M C Ghepardo di profilo; Orso polare Manuel N Il coniglietto e il cesto di carote Gabriele P Topo che guarda verso l’alto Lara S Cane sul prato che abbaia Andrea U L’uccello sperduto – Cane che guarda la città Alberto V Il drago che sputa fuoco - paesaggio di montagna Elisabeth Z Il g gatto e l’albero 132


Classe V A Michael B Besmire B Andrea B Hatixhe B Sofia C Vanessa D D’A A Marta D Daniele D Miriam G Eleonora G Andrea G Andrea I Luca P Lucia P Francesca P Stefano P Alice P Ludwig R Paola S Huang Wen Z L’albero d’oro

Orso in piedi- Un incontro da favola Gatto a strisce- gatto che insegue topo Cavallo nel bosco - La squama perduta La coccinella magnum Cavallo al galoppo- Un incontro da favola Elefante e Tramonto Asinello solitario- L’albero d’oro Bulldog che ringhia Gatto di profilo in bianco e nero Husky con gli occhi azzurri- La ribellione degli animali Cani sfinge nel deserto- La ribellione degli animali Margherita Iside- La ribellione degli animali Iside Coppia di lupi nel bosco -La coccinella magnum Due scimmie al polo nord Ceci Teresa Gatto con gli occhi sgranati- La famiglia dei pinguini Il mammut in montagna -Margherita Cavallo bagnato Delfino in bianco e nero - Scoiattolo con ghianda – Lepre in un prato prato133


Scuola secondaria di primo grado Codermatz Classe I B Marco A La coccinella magnum Eleonora C L’albero d’oro Bindiya D P Babù al mare Angela P Babù al mare Tiziano P La squama perduta Martina S L’albero d’oro Sofia S L’albero d’oro Riccardo Z La squama perduta Classe I C Martina A La tigre Cecilia Andrea B La coccinella Magnum Sarah B Margherita Gaia C La tigre Cecilia Carlotta D M La famiglia dei pinguini Giulio D La squama perduta Piero P La tigre Cecilia Matteo P La famiglia dei pinguini Denis R Margherita Greta S La famiglia dei pinguini Junior T Margherita Davide G La ribellione degli animali Andrea K La ribellione degli animali Alessia C Due scimmie al polo nord Giacomo V Due scimmie al polo nord Gabriel V Due scimmie al polo nord

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GALLERIA DEI DISEGNI

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Alessandro C

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Alessandro

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Alessandro D

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Alice P

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Amina

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Andrea B

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Classe V Filzi-Grogo (Annalisa C)

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Ardit

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Ardita

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Athos

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Beatrice

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Besmire B 169


Blendy

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Chiara G

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Daniele

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Daniele D

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Danny

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Diego

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Luca

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Egon B

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Egon B

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Egon B 182


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Eleonora G 184


Elisa G

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Elizabeth Z

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Emanuele

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Classe V Filzi-Grego (Emanuele) 188


Erik D

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Erik D

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Filippo 191


Francesca 192


Francesca C

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Gabriele P

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Gaia

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Gaia P

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Gaia - Teresa

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Gabriele C

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Giulia C

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Classe V Filzi-Grego

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Giulia - Silvia

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Classe V Filzi-Grego

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Hafida

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Huang Wen Z 204


Iacopo

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Katia

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Kosovare

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Lara B

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Lara S

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Classe V Filzi-Grego (Laura Gaggi)

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Lisa

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Lorenzo

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Lorenzo Bis

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Luca

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Luca Pagnotta

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Lucia Lunardis

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Lucy

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Ludwig Roth

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Classe V Filzi-Grego

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Marika

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Marta Dallapè

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Matteo - Lara

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Matteo Rutigliano

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Mi h l B Michael Becher h

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Michele

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Miriam Gasparo

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Classe V Filzi-Grego

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Classe V Filzi-Grego 228


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Sabrina

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Sendy

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Sharon Mechi

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Stefano Vatta

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Classe V Filzi-Grego 234


Teresa Belletti

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Tom

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Vanessa D’alessio

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Veronica Marotta

238


Classe V Filzi-Grego

239


Classe V Filzi-Grego

240


Classe V Filzi-Grego

241


Classe V Filzi-Grego

242


Classe V Filzi-Grego

243


Classe V Filzi-Grego

244


Classe V Filzi-Grego

245


Classe V Filzi-Grego

246


Classe V Filzi-Grego

247


248


Wen

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Racconti itineranti  

Prodotto finale del Progetto "Racconti itineranti. Animali in viaggio" realizzato nell'ambito del Pogetto lettura "Giriamo pagina" nell'Isti...