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GLI USA RESTANO L’APPRODO PIÙ AMBITO PER IL NOSTRO EXPORT Sono stati da sempre, e sono tornati ad esserlo negli ultimi anni, il primo mercato acquirente dei prodotti della filiera tecno-marmifera italiana, ovvero marmi, graniti e pietre ornamentali lavorate e semilavorate e macchine e attrezzature per la loro trasformazione. Parliamo degli Stati Uniti che, anche nel primo quadrimestre del 2017, restano saldamente al primo posto – seppur con delta percentuali riflessivi rispetto allo stesso periodo del 2016 - della speciale classifica dei buyers internazionali di tecnologie lapidee “made in Italy, con oltre 51 milioni di euro di import. Ma gli USA sono primi anche nell’acquisto di prodotti lavorati speciali in pietra naturale, con quasi 130 milioni di euro acquistati dalle Aziende marmifere italiane tra gennaio e aprile 2017. Un primato che – almeno a medio termine e nonostante le ondivaghe politiche di Trump sul commercio estero - difficilmente sarà scalfito, e che si inquadra in uno scenario più generale in cui la crescita dell’import statunitense di prodotti italiani stimata al 2022 che sarà in forte crescita, secondo le previsioni del Centro Studi di Confindustria. In particolare, è il segmento del cosiddetto “bello e ben fatto” (ovvero arredamento, moda e alimentare) quello che emerge in termini di potenzialità, con una crescita che potrebbe essere intorno ai 13 miliardi nei prossimi 5 anni. Non va d’altronde dimenticato che gli Stati Uniti, con 37 mila euro di reddito disponibile per consumatore, sono il mercato con il maggiore potere di acquisto tra quelli avanzati, nonché il più grande in assoluto con una popolazione residente di oltre 320 milioni di persone e un ceto medio di oltre 220 milioni (sempre secondo lo studio di Prometeia/Confindustria “Esportare la Dolce Vita”). Una platea di consumatori che ha peraltro l’Italia nel cuore, come dimostrano anche i dati che evidenziano la predilezione che i turisti americani hanno per il nostro Paese che è la meta preferita tra quelli europei.

THE US REMAINS THE DESTINATION OF CHOICE FOR ITALIAN TECHNO-STONE EXPORTS It was always, and in recent years has returned to being, the number-one buyer of Italian stone and techno-stone products, in other words finished and semi-finished ornamental stones and the machinery and equipment to process them. We are talking about the United States, which again in the first four months of 2017 remained firmly in first place – although with lower percentage points than in the same period last year – in the special ranking of international buyers of stone technology Made in Italy, importing goods worth more than 51 million euros. And the US remains first in purchases of special finished products in natural stone, with nearly 130 million euros worth imported from Italian producers between January and April 2017. A record that – at least in the medium term and despite Trump’s purported foreign trade policies – will be hard to surpass and that is part of a more general picture in which America’s imports of Italian products forecast until 2022 will heavily increase, according to Confindustria Studies Center estimates. In particular, the segment of the socalled “beautiful and well-made” (furnishings, fashion and food) seems to have the highest potential, with growth that could be of 13 billion in the next five years. Nor should it be forgotten that the United States, with the equivalent of 37,000 euros in income per consumer, is the market with the greatest purchasing power among the advanced nations, as well as the largest in absolute, with a population of more than 320 people and a middle class of more than 220 million (again according to the Prometeia/Confindustria study on “Exporting La Dolce Vita”). A basin of consumers that furthermore holds Italy in their hearts, as also shown by the data that points up the preference American tourists have for Italy, their favorite among European countries.

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Marmo Macchine International n. 98  

Luglio / Settembre 2017

Marmo Macchine International n. 98  

Luglio / Settembre 2017