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CHECK UP MEZZOGIORNO: CONTINUA LA RISALITA DELL'ECONOMIA DELLE REGIONI DEL SUD ITALIA

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Dopo un 2015 che ha visto crescere le regioni del Sud più della media nazionale, i dati relativi al 2016 confermano questo trend positivo, che dovrebbe proseguire anche nella prima parte del 2017. A dirlo sono i dati contenuti nel Check up di metà anno che Confindustria e il Centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo (Srm) hanno dedicato all’economia e alla società meridionale. Prosegue infatti la crescita del Pil del Meridione (+0,9% nel 2016), su livelli non molto lontani da quelli del 2015 (+1%), trainata dall’industria in senso stretto (+3,4%, oltre 2 punti in più della media nazionale), mentre stenta la ripresa nel settore delle costruzioni (-0,1%). In crescita anche il numero delle Imprese (+0,5%), con 8 mila unità in più nei soli primi tre mesi dell’anno rispetto al primo trimestre 2016. Tale incremento è ancor più significativo se raffrontato al contemporaneo calo nel resto del Paese (-0,3%). In particolare, prosegue l'aumento delle società di capitali (+16mila), ad un ritmo doppio rispetto al Centro-Nord; ma anche delle start up innovative (+29,1%). Torna in territorio positivo anche il fatturato delle Aziende, soprattutto quello delle grandi, ma anche per la prima volta dall’inizio della crisi - quello delle PMI (+0,6%) che rappresentano il 90% del tessuto del Mezzogiorno. Positivo anche l’andamento dell’export, in particolare per le Imprese manifatturiere: nei primi tre mesi dell'anno è stato pari a 10,3 mld, registrando un +12,7% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, un risultato migliore della media nazionale (+9,7%). Si tratta di numeri positivi, dunque,anche se ancora limitati ad un numero ristretto di Aziende di punta. La sfida è, secondo Confindustria, quella di favorire in primo luogo gli investimenti - il cui livello è tuttavia ancora troppo basso, -44% dal picco del 2008 così da irrobustire la stragrande maggioranza di microimprese (il 99% delle Aziende meridionali ha meno di 49 addetti). Un altro aspetto negativo, in questo quadro di ripresa economica, continua ad essere quello dell'alto tasso di disoccupazione (ferma al 21%), in particolare quella giovanile, che al Sud è ad un livello doppio rispetto al resto d’Italia (56,3%). "C’è una grande criticità sulla questione giovani, è una criticità del Paese che al Mezzogiorno diventa un potenziale detonatore della società del futuro" ha commentato al riguardo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. "Se vogliamo risolvere questa contraddizione dando le pensioni ad altri e un contentino ai giovani siamo sulla strada sbagliata. Le generazioni passate dovrebbero essere più generose, è ora che comincino a pensare ai loro figli".

CHECKUP: SOUTHERN ITALY’S ECONOMY CONTINUES TO GROW After a 2015 that saw Italy’s southern regions grow more than the national average, figures for 2016 confirmed the trend to moderate growth, which should continue in early 2017. This was according to the data contained in the mid-year checkup that Confindustria and the Studies Center of the IntesaSanpaolo banking group devote to southern Italy’s economy and society. Continuing, in fact, is growth in GDP (+0.9% in 2016) on levels not far from 2015 (+1%), driven by industry in the narrow sense (+3.4%, 2% more than the national average) while the building sector is still in a slump (-0.1%). Also growing was the number of companies (up 0.5%), with 8,000 more just in the first quarter of 2017 compared to the same period in 2016. This increase is even more significant when compared with the concurrent 0.3% slide in the rest of the country. In detail, there was a continual increase in joint-stock companies (+16%) at a pace double that of central-northern Italy, and also in innovative startups (up 29.1%). In addition, revenue was rising, especially that of big enterprises but also – for the first time since the recession began – of the SME (+0.6%), which account for 90% of southern Italian businesses. Exports did well, too, especially for manufacturing companies: in the first quarter of the year foreign sales amounted to 10.3 billion euros, up 12.7% from the same quarter last year and better performance (+9.7%) than the national average. So these are good figures, even though limited to a small number of leading companies. According to Confindustria, the challenge is first of all to foster investments, whose level is still too low (down 44% from the 2008 peak), in order to strengthen small businesses (99% of southern Italian companies have fewer than 49 employees). Another negative aspect – in this picture of economic rebound – continues to be the high rate of unemployment (21%). In particular the joblessness of young people, in the south double the rate (56%) of the rest of Italy. “Jobs for young people are a critical problem for Italy and in the south a potential tinderbox for the society of the future,” commented Vincenzo Boccia, president of Confindustria. “If we want to resolve this contradiction, giving pensions to others and a sop to young people is the wrong road to take. The older generations should be more generous, and it’s time for them to think about their children”.

Marmo Macchine International n. 98  

Luglio / Settembre 2017

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