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ESPORTAZIONI ITALIANE IN RISALITA A NOVEMBRE (+2,2%)

ITALIAN EXPORTS ROSE (+2.2%) IN NOVEMBER

In novembre le esportazioni italiane sono aumentate del 2,2% rispetto ad ottobre (dati Centro Studi Confindustria), quando erano rimaste invariate su settembre, che invece aveva fatto registrare un calo dell'1,8% sul mese precedente. La variazione acquisita nel quarto trimestre risulta pertanto pari al +1,1% sul terzo, con un aumento delle vendite in tutte le principali categorie di beni: di consumo, strumentali, intermedi ed energetici. L'export nazionale sale sia nei paesi dell'UE (+0,8%) sia in quelli extra-UE (+1,6%), con un’accelerazione delle vendite in particolare verso Stati Uniti, Giappone e Cina; in contrazione, ma a un ritmo più basso, quelle verso la Federazione Russa. Secondo il CSC le prospettive per le nostre esportazioni sono positive anche per questo inizio 2017, favorite dal rafforzamento della crescita mondiale - il commercio mondiale è tornato a salire in novembre (+2,8%), trainato dai principali paesi asiatici - e dalla svalutazione dell’euro. Lo confermano anche gli indicatori qualitativi, in netto miglioramento: gli ordini manifatturieri esteri sono valutati in robusta espansione a dicembre e la dinamica della domanda estera di prodotti italiani è attesa in espansione nel primo trimestre dell’anno.

In November Italy’s exports rose 2.2% from October (Confindustria Studies Center data) when they had remained unchanged from September, which instead had seen a 1.5% decline from August. The acquired variation in the fourth quarter of 2016 was therefore +1.1% from the third, with growth in sales in all the principal categories of goods: consumer, instrumental, intermediate and energy. Italy’s exports rose both to EU countries (up 0.8%) and to the non-EU (+1.6%), with a particular speed-up in sales to the United States, Japan and China; lessening, on the other hand, but at a slower rate, were sales to the Russian Federation. According to the CSC, prospects for Italian exports in this early part of 2017 seem to be favored by stronger growth globally – world trade began to rise again in November (+2.8%), pulled by the major Asian countries – and by devaluation of the euro. This was also confirmed by qualitative indicators, clearly improving: foreign orders for manufactures greatly expanded in December and domestic demand for Italian products is expected to grow in the first quarter of the year.

POLONIA: IL CALO DEGLI INVESTIMENTI (-5,5%) RALLENTA LA CRESCITA DEL PIL NEL 2016

POLAND: A 5.5% DROP IN INVESTMENTS SHOWED GDP GROWITH IN 2016

Le stime preliminari del PIL polacco mostrano per il 2016 una crescita del 2,8%, inferiore al 3,1% inizialmente previsto da Varsavia. Si tratta della minor tasso di crescita degli ultimi tre anni (+3,3% nel 2014, +3,9% nel 2015). Il rallentamento è dovuto principalmente all’andamento negativo degli investimenti (5,5%), riconducibile a due fattori: la riduzione dei contributi provenienti dal bilancio dell'Unione Europea e la crescente incertezza politica. A consentire alla Polonia di rimanere sul sentiero di crescita sono stati invece i consumi (pubblici e privati) e l’aumento delle scorte. Il rallentamento degli investimenti in Polonia ha avuto conseguenze negative anche per il settore lapideo locale. Nonostante quello polacco continui a rappresentare uno dei principali mercati europei per le tecnologie lapidee italiane, nei primi nove mesi del 2016 le nostre vendite di macchine a attrezzature per la lavorazione di marmi e graniti sono infatti calate del 7,1%, assestandosi sui 16,5 milioni.

Preliminary estimates for Poland’s 2016 GDP show growth of 2.8%, lower than the 3.1% initially forecast by Warsaw. This is the lowest growth rate in the past three years (+3.3% in 2015, +3.9% in 2015). The slowdown is primarily due to a negative investment trend (-5.5%) that can be attributed to two factors: a reduction in contributions from the European Union budget and growing political uncertainty. Enabling Poland to remain on the growth path were, instead, purchases (public and private) and an increase in stock. The slowdown in investments in Poland has also had negative repercussions on the country’s stone sector. Although it continues to be one of the main European markets for Italian stone technology, in the first nine months of 2016 Italy’s sales to Poland of machinery and equipment to quarry and work natural stones fell by 7.1%, to worth of 16.5 million euros.

Marmo Macchine International n. 96  

Gennaio / Marzo 2017

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Gennaio / Marzo 2017