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SERBIA: PROGETTO "BELGRADE WATERFRONT"

ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO: L’UE PROCEDE, GLI USA NO

Sarà completato entro il 2019 il megaprogetto di riqualificazione del lungofiume della capitale serba denominato "Belgrade Waterfront", finanziato dal Governo locale e dalla società di Abu Dhabi Eagle Hills (www.belgradewaterfront.com/en/). Il progetto "Belgrade Waterfront" - che interesserà un'area di 177 ettari nella zona del vecchio porto sul fiume Sava, per un investimento complessivo di oltre 3,5 miliardi di euro - prevede la costruzione di un milione di metri quadrati di appartamenti di lusso capaci di ospitare 17 mila persone, 750 mila metri quadrati di uffici e spazi commerciali, con alberghi a cinque stelle, un grattacielo di 200 metri - il più alto di tutta Europa sud-orientale -, un Teatro dell’Opera e il più grande centro commerciale dell'area balcanica, progettato per creare 13 mila posti di lavoro.

La Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento europeo (INTA) ha approvato lo scorso gennaio il trattato di libero scambio tra UE e Canada - Comprehensive Economic and Trade Agreement -CETA. Si tratta di un primo passo importante che apre la strada all’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo, che avverrebbe dopo il voto (con esito positivo) in plenaria del Parlamento europeo, previsto per metà febbraio o, al più tardi, per il mese di marzo. Il successivo passaggio riguarda il processo di ratifica dell’Accordo da parte dei Parlamenti nazionali che sancirà l’attuazione definitiva del Trattato. Strada in discesa per il CETA dunque, mentre lo stesso non si può dire lo stesso per il TPP, l’accordo commerciale Trans-Pacifico da cui gli USA si sono sfilati grazie a uno dei primi atti ufficiali del neo-Presidente Trump che il 23 gennaio, a soli tre giorni dalla nomina a Presidente americano, ha firmato nello Studio Ovale tre ordini esecutivi, tra cui quello appunto in cui gli Stati Uniti si ritirano dal proposto Tpp. Si tratta tuttavia di una formalità più simbolica che altro, visto che il Tpp non era stato ancora ratificato al Senato. Tuttavia il ritiro degli Stati Uniti implica di fatto l'affossamento del patto e un chiaro orientamento politico per eventuali accordi commerciali bilaterali futuri.

FREE TRADE AGREEMENTS: THE EU PROCEEDS, THE US NO 116

SERBIA: BELGRADE WATERFRONT PROJECT Scheduled for completion by 2019 is the huge urban renewal project for the riverbanks of the Serbian capital called the Belgrade Waterfront, financed by the Serbian government and the Abu Dhabi company Eagle Hills (www.belgradewaterfront.com/en/). The Belgrade Waterfront – which will cover an area of 177 hectares (442.5 acres) located in the old port zone of the Sava River and foresees investments of more than 3.5 billion euros – envisions the building of one million square meters of luxury apartments for 17,000 tenants, 720,000 square meters of office and commercial space (with 5-star hotels), a 200-meter tower – the tallest in all of southeastern Europe – an opera house and the biggest mall in the Balkans, designed to generate 13,000 jobs.

In January the European Parliament’s International Trade Commission (INTA) approved a free trade agreement between the EU and Canada – the Comprehensive Economic and Trade Agreement, or CETA. This is a first big step opening the way to temporary implementation of the accord, which would occur after voting (with a positive outcome) in a plenary session of the European Parliament, scheduled for mid-February or, at the latest, March. The next step concerns ratification of the agreement by national parliaments, which would sanction its entry into force. So CETA is entering the home stretch, which cannot be said for the TPP, the Trans-Pacific Partnership from which the USA bowed out thanks to one of the first official acts of President Trump who, on January 23 (just three days after his inauguration) signed three executive orders, including the United States’ withdrawal from the TPP agreement. However, this was a formality more symbolic than anything else, since the Senate had not yet approved the TPP. Nevertheless, the withdrawal of the United States implicates, de facto, the demise of the agreement and a clear political orientation for any bilateral trade agreements in future.

Marmo Macchine International n. 96  

Gennaio / Marzo 2017

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Gennaio / Marzo 2017