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75 del 10%, raggiungendo i 26,5 mld. A beneficiare di questa ripresa - commenta FEDERMACCHINE sono state innanzitutto le consegne dei costruttori italiani, cresciute del +10,3% a 16,4 mld, ma il bilancio è positivo anche per le importazioni, il cui valore si è attestato a 10,1 mld, il 9,6% in più rispetto al 2017. Anche le esportazioni di beni strumentali Made in Italy hanno registrato un segno positivo, attestandosi a 33 mld, il 3,9% in più del 2017. Nei primi nove mesi del 2018 (ultimo dato disponibile), i principali mercati di dell'offerta italiana sono risultati: Germania (+4,7%), Stati Uniti (+22,6%), Francia (+3,7%), Cina (-6,1%), e Spagna (+17,6%). La situazione, però, è destinata a subire una lieve frenata già quest’anno. A livello previsionale, secondo le prime indicazioni elaborate da FEDERMACCHINE, il 2019 dovrebbe infatti registrare un debole rallentamento. Il fatturato si fermerà a 49,1 mld di euro (-0,7%), “zavorrato” dalle consegne dei costruttori italiani sul mercato interno che dovrebbero ridursi del 3,3%, a 15,9 mld, il linea con la contrazione del consumo domestico di beni strumentali (-2,5%, a 25,8 mld). L’export invece continuerà a crescere - sebbene ad un ritmo inferiore, intorno allo 0,6% - , raggiungendo i 33,2 mld. “Sebbene sia quasi fisiologico il rallentamento atteso per il 2019, dopo il record dell’anno passato - ha affermato Sandro Salmoiraghi, presidente FEDERMACCHINE - è altrettanto vero che sull’andamento del comparto pesa l’incertezza del contesto in cui operiamo. Alle già complicate condizioni internazionali si aggiunge la poca chiarezza di indirizzo della politica industriale attuata dalle autorità di governo del nostro paese, elementi questi che agiscono da disincentivo delle decisioni di acquisto per investimenti di una certa portata, quali i macchinari e le tecnologie di produzione”.

and hyper-amortization measures, in fact, domestic purchases grew by 10%, reaching 26.5 billion euros. Benefiting from this uptake - states Federmacchine - were primarily sales by Italian makers, up 20.3% to 16.4 billion, but imports did well, too, accounting for 10.1 billion, 9.6% more than in 2017. Exports of instrumental goods Made in Italy were worth 33 billion, up 3.9% from 2017. In the first nine months of 2018 (the latest data available) the main markets for these Italian exports were Germany (+4.7%), the United States (+22.6%), France (+3.7%), China (-6.1%) and Spain (+17.6%). Nonetheless, this growth is expected to slow down this year. According to preliminary figures processed by Federmacchine, there will be a slight downturn in 2019, with sales halted at 49.1 billion euros (-0.7%) due to fewer consignments on the domestic market, which should decrease by 3.3% to 15.9 billion, in line with the contraction in internal instrumental goods purchases (2.5% to 25.8 billion). On the other hand, exports should continue to rise, although less heavily (around 0.6%), reaching 33.2 billion euros. “Although the slowdown expected for 2019 is fairly normal, after last year’s peak - said Sandro Salmoiraghi, Federmacchine president - it is also true that weighing on the sector is the uncertain context in which we work. To an already complicated international situation is added the unclear direction that the government’s industrial policy is taking, which discourages purchases of a certain entity, such as production machinery and technologies”.

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Marmo Macchine International n. 107  

Marzo/Aprile 2019

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