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Carrara: le cave più produttive Da quanto emerso nelle scorse settimane tramite un articolo de La Nazione, edizione di Massa Carrara, che ha riportato l’elenco delle cave che hanno estratto di più nel bacino di Carrara, quella più produttiva è stata la Cava 173 “Gioia Piastrone”, capace di una produzione nel 2019 di 88mila tonnellate di blocchi da telaio cui si aggiungono 48mila tonnellate di scaglie bianche, altrettante di scaglie scure e 27 mila tonnellate di terre. In termini di valore del materiale estratto, secondo le tariffe 2018 dell’Ufficio Marmo locale, la Cava 173 “Gioia Piastrone” ha una percentuale di agro marmifero dell’83,71% – si legge nell’articolo a firma di Claudio Laudanna – e il valore medio del marmo ivi estratto è di 136,82 euro la tonnellata. Numeri di coltivazione importanti si sono registrati anche nella Cava “Ortensia”, in cui si sono estratti più di 48mila tonnellate, e nella Cava 79 “Carbonera B” che ha estratto blocchi per un quantitativo di poco inferiore alle 46mila tonnellate. Sono state oltre 30mila invece le tonnellate estratte nelle Cave 22 “Lorano I”, 133 “Tacca”, 147 “Querciola” e 155 “Olmo Fossacava”. Inferiori invece i quantitativi delle cave dove spesso si estraggono i materiali più pregiati, come la Cava 17 “Ruggetta A” - il cui valore medio dei materiali a tonnellata è di ben 568,65 euro -, in cui si sono estratte poco meno di 12mila tonnellate di blocchi. Una produzione di poco inferiore anche per le altre due Cave, la 102 e la 103, che si sono fermate rispettivamente al quantitativo di 17mila e 8mila tonnellate. Anche per la questione non ancora risolta del rinnovo dei piani di coltivazione del noto “zuccotto” Bettogli, sono stati invece pari a zero i materiali portati a valle dalla Cava 66 “Poggio Silvestro” di Bettogli, mentre sono state 212 le tonnellate estratte dalla Cava 67 “Bettogli zona mossa”.

Carrara: the most productive quarries According to a recent article in La Nazione, Massa Carrara edition, which listed the quarries in the Carrara basin with the highest output, the most productive was quarry 173, “Gioia Pastrone”, which in 2019 extracted 88,000 tons of gangsaw blocks, along with 48,000 of white fragments, as many of dark fragments, and 27,000 tons of earth. In terms of the value of the extracted material, according to 2018 tariffs from the local Marble Office, quarry 173 has 83.71% of marble beds – as published in the article by Claudio Laudanna – and the average value of the marble extracted from it is 136.82 euros per ton. Other big producers are the “Ortensia” quarry, from which more than 48,000 tons were extracted, and Quarry 79 “Carbonera B”, which yielded just under 46,000 tons. More than 30,000 tons were extracted from quarries 22 “Lorano I”, 133 “Tacca”, 147 “Querciola” and 155 “Olmo Fossacava”. Lesser amounts were extracted from quarries often having the finer marbles, such as quarry 17 “Riggetta A” – whose average value per ton is 568.65 euros – from which were taken just under 12,000 tons. Just a bit less was output from another two quarries, 102 and 103, with 17,000 and 8,000 tons respectively. And for the still unresolved question of renewing extraction plans for the famous “skull-cap”, Bettogli, no materials were taken from quarry 66 “Poggio Silvestro” and only 212 tons from quarry 67 “Bettogli zona mossa”.

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Marmo Macchine International n. 112  

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