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Tesina Esame 3°Media 2011/12 •

Storia

La storia dei paesi dell' America meridionale è stata caratterizzata da frequenti colpi di stato dove le ricchissime e corrotte minoranze che formano le classi dirigenti si sono spesso appoggiate a dittature militari per reprimere le richieste dei poveri. I più deboli, come gli Indios in Amazzonia o i discendenti degli schiavi in Brasile sono stati anche i più sfruttati. Spesso i gruppi di oppositori venivano spinti alla clandestinità e alla guerriglia. La scarsa stabilità politica, l'influenza esercitata sui regimi politici dalle grandi società multinazionali che sfruttano le miniere e le piantagioni, la debolezza delle tradizioni democratiche: sono state queste le ragioni che hanno rallentato o impedito lo sviluppo sociale ed economico dei paesi Sudamericani. Due su tutti meritano un’ attenzione particolare: Cile e Argentina. In Cile, nel 1970, il socialista Salvador Allende venne eletto presidente e iniziò una politica di vaste riforme sociali. Ci fu subito la reazione dei grandi proprietari terrieri che, sostenuti da società statunitensi e insieme all’ esercito, sostennero un colpo di stato nel quale venne ucciso Allende e salì al potere fino al 1988 Augusto Pinochet. In Argentina invece, dopo il lungo governo di Juan Domingo Peron, nel 1976 un colpo di stato instaurò una dittatura militare: migliaia di oppositori vennero uccisi e fatti sparire (i desaparecidos). Nel 1982 l’ Argentina combatté contro l’ Inghilterra per le minuscole isole Falkland e venne sconfitta: a quel punto si torno ad un governo democratico che dovette combattere con una difficilissima situazione economica. Anche in Brasile, come Argentina e Cile, nel XX secolo si sono alternati governi autoritari e democratici. Infatti nel 1964 i militari assunsero il potere con un colpo di stato, furono cancellati i diritti Civili e fu proibita l’ organizzazione di sindacati e partiti. Solo nel 1985 si riuscì a tornare ai diritti civile ed il Brasile, 3 anni dopo nel 1988, riuscì a darsi una nuova costituzione.


 Geografia

Negl’ ultimi anni il Brasile, disponendo di immense risorse, è stato portato da un rapido sviluppo industriale tra i dieci paesi più industrializzati al mondo e agli inizi del XXI secolo proprio per questo è entrato a far parte dei paesi BRICS (di cui fanno parte, oltre al Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica di cui le rispettive iniziali formano la parola B-R-I-C-S). L’ economia è basata su un’ agricoltura quasi interamente di piantagione che produce prodotti d’ esportazione come caffè, cotone canne da zucchero…; poi tra le risorse ci sono i legnami pregiati come il caucciù, la carnauba e alcune essenze utilizzate nell’ industria. Proprio l’ industria, come detto prima, ha avuto un ruolo importante nella crescita del paese soprattutto nel campo metallurgico, siderurgico e meccanico. L’ attività industriale, però, non sarebbe mai decollata senza l’ aiuto di un ricco sottosuolo che le ha fornito grandi quantità di ferro, bauxite, oro, diamanti, uranio, petrolio e gas naturali. Nel Terziario un posto di primo piano è occupato dal turismo, mentre la conformazione del territorio sfavorisce le vie di comunicazione. Il Brasile, con un estensione di oltre 8,5 milioni di km², è il più grande stato sudamericano ed il suo territorio si può suddividere in 2 zone: il Bassopiano Amazzonico e l’ Altopiano del Brasile. La prima zona è formata da un’ immensa pianura formata dal bacino del Rio delle Amazzoni ed occupa un terzo del paese, la seconda comprende una serie di alte terre di antica origine, solcate da fratture e interrotte da cime più elevate: il monte più elevato è il Pico da Bandeira che tocca i 2890 m. Il paese è ricco d’ acque: pensate che solo nel Rio delle Amazzoni confluiscono oltre mille affluenti che formano una rete fluviale in gran parte navigabile e per questo la regione offre un gran potenziale idroelettrico. Il clima è equatoriale: è tropicale sulla costa e semiarido nell’ entroterra.


Tecnica

Come detto prima il Brasile offre un gran potenziale idroelettrico. Ma cos’ è e in cosa consiste l’ energia idroelettrica? L’ energia idroelettrica è una fonte di energia rinnovabile con cui si trasforma l’ energia meccanica dell’ acqua corrente in energia elettrica. Nelle centrali idroelettriche viene sfruttato il movimento prodotto dalla caduta di grandi masse d’ acqua . Per avere a disposizione quest’ ultime si costruiscono, ostruendo il corso di fiumi o torrenti, dighe di sbarramento formando così dei bacini artificiali. Da questi bacini l’ acqua viene immessa, attraverso dei canali di derivazione, nelle condotte forzate. Da qui l’ acqua uscirà a valle dopo aver percorso alcune centinaia di metri azionando, con la forte pressione e velocità ottenuta, le pale di una turbina che azionerà un potente alternatore (o dinamo) che genererà energia elettrica. 

Scienze

Parlando di energia in generale si può dire che è la capacità di svolgere un lavoro, la sua unità di misura è il joule (j) anche se spesso al posto dei joule vengono usate le calorie (cal). 1 caloria è definita come la quantità di calore che serve per innalzare di un grado la temperatura di 1 grammo di acqua distillata (più precisamente da 14,5 °C a 15,5 °C). Esistono varie forme di energia: le principali sono l’ energia potenziale e l’ energia cinetica; la loro somma è l’ energia meccanica. L’ energia potenziale di un corpo dipende strettamente dalla posizione di esso, in particolare l’ energia potenziale gravitazionale dipende dall’ altezza del corpo ; la sua formula è: Ep= m (massa) X g(accel. Gravitazionale: 9.8 m/s²) X h (altezza). L’ energia cinetica invece dipende dal movimento del corpo ed è legata alla sua massa e alla velocità; la sua formula è 1/2 X m X v². Per osservare come l’ energia potenziale si trasforma in energia cinetica un esempio pratico è il pendolo: è semplicemente costituito da una sfera attaccata ad una cordicella fissata a un perno. Quando la sfera è nella posizione più alta e sta per tornare indietro l’ energia potenziale è massima e quella cinetica nulla perché la sfera è ferma finché non torna indietro e riacquista l’ energia cinetica (massima quando è perpendicolare al suolo e nulla la potenziale). Ma l’ energia si può distruggere? A questa domanda ci rispondono gli scienziati enunciando il principio di conservazione dell’ energia, cioè che l’ energia non può essere né creata né distrutta ma solo trasformata.


Musica

Tornando a parlare del Brasile, gli strumenti musicali che più lo caratterizzano sono la Cuica, tamburo spesso utilizzato nella samba brasiliana, la Conga , tamburo usato nella musica latino – americana che ha avuto origine in brasile e il Bongos, un altro tamburo brasiliano. Tutti questi strumenti fanno parte della famiglia delle percussioni che si dividono in due gruppi: i membranofoni (o tamburi), che suonano per mezzo della percussione di una membrana, e gli idiofoni che suonano mediante la vibrazione di tutto il corpo. I membranofoni sono composti da un telaio , o fusto, e da una membrana tesa su di esso. Le differenze vanno ricercate nel materiale di costruzione della membrana (pelle d’ animale, fibre vegetali, plastica) e del fusto (legno, terracotta, metallo, resine sintetiche). Importante è anche la forma del fusto che può essere a calice, a tronco di cono, a cilindro, a tazza, a botte e a cornice. Diverso è anche il modo in cui le membrane vengono fatte vibrare: possono essere infatti percosse o sfregate direttamente dalle mani del musicista o per mezzo di battenti. I membranofoni principali sono i timpani (a intonazione determinata cioè con varie note), il tamburo rullante, la grancassa e il tamburello (quest’ ultimi sono a intonazione indeterminata). Anche la batteria ,che è un insieme di strumenti, utilizza dei membranofoni; è composta da: una grancassa, una cassa rullante (floor-tom), una coppia di tamburi (tom-tom) ed infine da dei piatti sospesi (cymbals) e da una coppia di piatti sovrapposti (hi-hat). Quest’ ultimi due fanno parte degli idiofoni, strumenti a vibrazione globale. Sono moltissimi e ce ne sono sia a intonazione determinata (come lo xilofono e la marimba, il vibrafono, le campane tubolari e la celesta), sia a intonazione indeterminata che sono la maggior parte (come il gong, il tam-tam, il triangolo, i piatti e così via…). Le percussioni sono usate anche nell’ orchestra: dei membranofoni si usano per lo più i timpani e a scopo ritmico la grancassa, il tamburo rullante e il tamburello. Degli idiofoni ne vengono usati molti e possono variare come il triangolo, il tam-tam, il gong ma anche le castagnette e sonagli di vario tipo come le maracas, la frusta e tanti altri ancora.


Italiano

In Brasile poi ha vissuto per un paio di anni un grande poeta italiano: Giuseppe Ungaretti. Ungaretti nacque nel 1888 ad Alessandria d’ Egitto dove la famiglia era emigrata. Compiuti gli studi superiori nel 1912 si trasferì a Parigi dove si iscrisse all’ Università della Sorbona; lì entrò in contatto con i maggiori artisti e intellettuali del tempo. Nel 1914 tornò in Italia e allo scoppio della guerra si arruolò in qualità di soldato semplice sul fronte del Carso. Gli anni a seguire furono caratterizzati da numerosi viaggi e da una permanenza a proprio a São Paulo (Brasile) come docente dell’ Università. Tornò in Italia nel 1942 e ottenne la cattedra all’ Università di Letteratura Moderna di Roma. Era un esponente della poesia ermetica e la sua poesia era definita “pura” perché è contraddistinta da uno stretto legame con l’ esperienza biografica e dal bisogno di esprimersi in maniera autentica. Una delle poesie più importanti è la “Veglia”: opera costruita come un diario in cui il poeta annota le emozioni e le riflessioni che esprimono la coscienza dell’ orrore della guerra. In questa poesia quindi Ungaretti racconta la dolorosa esperienza passata da lui sul Carso, in particolare un evento terribile accaduto nella notte del 23 dicembre 1915, cioè un’ intera nottata passata tra neve, fango e accasciato affianco ad un compagno morto; a quel punto si sentì talmente attaccato alla vita che cominciò a scrivere lettere d’ amore. La metrica di questo componimento è a versi liberi, cioè senza regole precise: nei primi due versi e nei ultimi 3 è presente l’ allitterazione della T considerata lettera forte e ai V.V. 8 - 12 è presente la sinestesia (cioè l’ affiancamento di due elementi opposti) fra tatto e udito. Altre poesie molto famose di Ungaretti sono “Soldati” e “Fratelli” che fanno parte della raccolta “Allegria” del 1931, poi “Allegria di Naufragi” (del 1916), “Il dolore” (del 1947) ed infine nel 1966 pubblicò una raccolta intitolata “Vita d’ un uomo” che sarebbe la raccolta di tutte le sue opere in un solo libro. Morì a Milano nel 1970.


 Francese La lingua parlata dai brasiliani è il portoghese poiché il brasile fu colonizzato dal portogallo. Ma non tutti gli stati sudamericani parlano la stessa lingua, difatti certi stati o arcipelaghi colonizzati dalla Francia sono di lingua francofona come la Guyana o le Antille Francesi o, al di fuori dell’ America, la nuova caledonia, la Polinesia, il principato di Monaco ma anche in Italia stessa come in Valle d’ Aosta. Mais qu’est-ce que la francophonie? La francophonie est l’ ensemble des Etats qui utilisent le français et qui se reconnaissent membres de cette communauté de culture et d’ historie. Le français reste present aussi en Afrique noire et a gardé ses positions dans le monde arabe (Maghreb). Le maghreb est la région d’ Afrique du Nord qui se trove entre la Mer Méditerranée, le Sahara et l’ océan Atlantique. Le Maghreb comprend aujourd’hui le Maroc, la Tunisie, l’ Algerie, la Mauritanie, le territoire du Sahara occidental et l’ ensemble de la Libye. Céline Ramsauer en 2009, comme un hommage, à la Francophonie a écrit une chanson qui est intitulé "Ensemble". Plus qu’une chanson, il s’agit d’une composition offerte aux jeunes artistes francophones pour qu’ils se l’approprient et l’interprètent aux rythmes de leur culture. C’est aussi un appel à renforcer les liens entre les différents pays. • Inglese In Brasile però non si parla solo il portoghese: infatti la presenza di Indios in Amazzonia determina anche la presenza di idiomi amerindi fra le lingue parlate. Popolazioni indigene non sono presenti solo in Brasile ma anche negli Stati Uniti in un area chiamata “The Great Plains”. The Great Plains is a Large Prairie in the United States and Canada, east of the Rocky Mountains. Canadians call the area the “Prairies”. Today it is an important agricultural area, producing a lot of wheat and sunflowers. For thousands of years the Native People inhabited the Great Plains. They were nomadic and moved their tents, called “tepee” from place to place following the bison. They lived close to nature but they also enjoyed sports such as running and horse racing. They had a strong sense of loyalty. The men and boys went hunting and the women looked after the home and children and often made the tepee. Their existence on the Central Plain depend on the presence of the bison. They ate the meat and used the skins to make clothes and tents. They made blankets from the wool and tools from the bones. They even used the dung – there weren’t’ t many trees on the plains so it was burnt on fires instead of wood. They cut buffalo meat into thin slices and dried it in the sun for food in thewinter.


Il surrealismo Il disegno che ho rappresentato è una rielaborazione dell’ opera di René Magritte (1898 – 1967) e si intitola “Volo di Colomba”. È un opera surrealista, dal francese “surrealité”, cioè realtà superiore ed è un movimento letterario e artistico che ha rivalutato la parte irrazionale dell’ uomo, cioè il mondo dei sogni. La sua idea base era quella di considerare la dimensione dei sogni come una caratteristica fondamentale della natura umana. Nel 1924 il poeta André Breton pubblicò un manifesto dichiarando: “Il surrealismo deve esprimere il pensiero immediato; senza il controllo della ragione, un modo per registrare ogni palpito interiore”. I principali esponenti furono: il belga René Magritte (1893 – 1967), lo spagnolo Salvador Dalì (1904 – 1989) e lo spagnolo Joan Mirò (1893 – 1983).

 René Magritte René Magritte nacque nel 1898 a Lessines, dopo vari trasferimenti con la famiglia, nel 1916 si iscrive all’ Accademia delle Belle Arti di Bruxelles dove si trasferì. Nel 1919 espose la sua prima tela e 3 anni dopo si sposò con Georgette Berger. La sua carriera da pittore cominciò assimilando le tecniche futuriste e cubiste, anche se il suo periodo di massimo splendore fu dal 1926 in poi quando conobbe André Breton, esponente del surrealismo. Questa esperienza lo colpì al punto da affermare :”i miei occhi hanno visto il pensiero per la prima volta”. Il surrealismo di Magritte non si rifà esclusivamente all’ inconscio o al sogno, infatti i suoi dipinti sono estremamente lucidi e razionali. Sembra che dica di fare attenzione perché non tutto quello che è verosimile è vero (Volo di Gabbiana). Il mondo di Magritte è poetico e lieve in cui le immagini sono molto descrittive e curate. Morì nel 1967 a Bruxelles per un misterioso tumore al pancreas.

 La tecnica:

le matite colorate.


La tecnica che ho utilizzato per realizzare la mia elaborazione dell’ opera di Magritte è stata effettuata con le matite colorate. Oggi sono in commercio quelle prodotte con colori sintetici trattati industrialmente. La mina colorata è normalmente inglobata nel contenitore di legno esagonale o circolare. Esistono matite colorate acquerellabili: bagnando la punta si ottengono effetti simili a quelli ottenuti con gli acquerelli. Le matite colorate sono piuttosto delicate: bisogna evitare di farle cadere a terra o di sottoporle a violenti urti che potrebbero spezzare la mina all’ interno. Un disegno realizzato con le matite colorate va conservato utilizzando un fissatore spray per evitare che si creino aloni o macchie indesiderate. Anche il supporto usato è molto importante per il risultato della colorazione: un foglio liscio permetterà di ottenere un tratto preciso e particolareggiato, su un foglio ruvido , invece, si otterrà u tratto granuloso e più corposo. I colori delle matite non sono mescolabili prima della loro stesura, di conseguenza tutte le sfumature cercate devono essere realizzate sulla carta. Ombreggiare due colori uno sull’ altro è un buon procedimento per mescolare due tinte e creare nuovi colori. Un’ altra tecnica per mescolare i colori è quella del tratteggio, incrociando i segni e mettendo un colore sull’ altro, si possono inoltre affiancare tanti punti fra loro.


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