Le fiere

Page 1

Le fiere Le fiere nella storia Già nel Medioevo le fiere si svolgevano nel corso di feste locali e re e principi concedevano l'esenzione da dazi e gabelle rendendo così più convenienti i prezzi delle merci vendute. Questo privilegio creava l'afflusso di compratori, anche dai paesi vicini, attratti dalla possibilità di risparmiare. Tra le fiere più antiche d'Italia si annoverano la Fiera Internazionale di Messina , istituita da Federico II di Svevia nel 1296[1], che si teneva anticamente nel "piano" tra porta Reale e la chiesa di S. Francesco di Paola, a nord della cinta muraria cittadina. Molte fonti identificano la Fiera istituita nella città di Gravina in Puglia, da Carlo II d'Angiò nel 1294, la fiera più antica d'Italia[2]. Il privilegio della Fiera, in latino nundinas, era concesso o confermato a un paese o città tramite apposito diploma regio o del feudatario regnante scritto su pergamena ed era munito di sigillo plumbeo nel cui interno vi era impresso a fuoco su ceralacca lo stemma araldico di chi lo aveva rilasciato. Nel diploma era descritta la motivazione, il luogo e la data dove si teneva la fiera ogni anno, la durata (generalmente otto giorni consecutivi) e le relative esenzioni (gabelle, dazi, ecc.). Importante era la funzione del Mastromercato o Maestro della Fiera il quale, oltre a regolare lo scambio delle merci, aveva la giurisdizione criminale della città solamente relativa al periodo della fiera. Le fiere furono importantissime per lo scambio delle merci nei secoli XV-XVI-XVII-XVIII.