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I sofisti cattolici

di Roberto Beretta Perché non è possibile, o almeno è molto rischioso, prescindere dalle qualità umane di una persona per giudicare i suoi frutti anche pubblici dal sito www.vinonuovo.it 22 gennaio 2011 Il caso Ruby - tra le altre cose - si sta dimostrando un ottimo campo d'esercizio per una categoria che definirei senza offesa i «sofisti cattolici». Ovvero i credenti che fanno compiere i salti mortali alle parole e alle idee pur di mantenerle (apparentemente) in equilibrio sul filo della coerenza evangelica. Faccio un esempio, prendendo una frase che è diventata un luogo comune dell'apologetica (sia detto anche qui senza spregio) cattoberlusconiana: "È certamente meglio un politico puttaniere, ma che faccia buone leggi di un notabile cattolicissimo che poi fa leggi contrarie alla Chiesa". Così come riportata, è stata pronunciata da Vittorio Messori, tirato per i capelli al termine di un'intervista nella quale per la verità diceva cose assai più ponderate e condivisibili; ma si tratta ormai - come dicevo

- di un argomento più volte ripetuto. E, secondo me, appunto di un sofisma logico e assolutamente "pagano". Esaminiamolo da vicino. Il paragone pone sulla bilancia due entità: il classico politico "con vizi privati e pubbliche virtù" e quello fariseo, esternamente religioso, ma di fatto dannoso sul piano sociale. Non solo dunque vi si adombra il principio - molto cattolico - che il peccatore può sempre chiedere il perdono delle sue colpe (dunque non importa se è "puttaniere", purché si penta), ma anche si contrappone un bene comune (le "leggi buone") a un bene solo personale (il fatto di essere "cattolicissimo"); e si allude così al maggior valore morale del primo rispetto al secondo. Tralasciamo alcuni aspetti che già ridimensionerebbero parec-

chio la veridicità del paradosso (per esempio il fatto che il "puttaniere", per essere moralmente riabilitato, debba prima pentirsi, e dunque ammettere la colpa; oppure che il concetto di "leggi contrarie alla Chiesa" andrebbe attentamente soppesato: come se non sapessimo che sono proprio i politici peggiori i più disposti a leggi "favorevoli alla Chiesa", per comprarsene il consenso...). Occupiamoci invece soltanto della logica e proviamo a cambiare la qualifica del soggetto della frase. Per esempio: "È certamente meglio un politico ladro, ma che faccia buone leggi di un notabile cattolicissimo che poi fa leggi contrarie alla Chiesa". Siete ancora d'accordo con l'enunciato? Proviamo allora con questo: "È certamente meglio un politico pedofilo, ma che faccia buone leggi di un notabile cattolicissi- (Segue a pag. 2)

La legge è uguale per tutti di Mario Paganini Tutti concorrono a fare le leggi e le leggi debbono essere rispettate da tutti. Ad esempio: il “non rubare” è un obbligo morale, ma poiché sotto tutti i cieli il furto è un evento fortemente sgradito (pertanto passibile di gravi sanzioni) ovunque troveremo una legge, da tutti accettata e condivisa, volta a prevenire i furti anche attraverso l’irrogazione ai contravventori di pene severe. Esisterà, poi, chi si crede più furbo e chi vorrà tentare il colpo, ma costoro dovranno accettare e subire le conseguenze dell’aver trasgredito alla legge, ossia alla regola fatta da tutti e per ognuno. In tutte le realtà e situazioni tutti hanno un ruolo sia attivo che passivo. Non esiste una parte sempre attiva ed una parte esclusivamente passiva. In Parlamento si forma la volontà di uno Stato. Una maggioranza, comunque creatasi, propugna una legge. In seguito un’altra maggioranza potrà modificarla. In una famiglia il ruolo pubblico può essere appannaggio di un coniuge, quello privato dell’altro, però entrambi avranno un ruolo congiunto nella scelta dei figli o negli acquisti importanti. Se una parte fa delle leggi, ma chiede o pretende di esserne fuori, siamo fuori dalla modernità. Fuori dal pensiero moderno che è razionale. Fuori dalla forma di governo moderna che è la democrazia rappresentativa. Se non il buon senso, niente e nulla potranno impedire a qualcuno di credere di essere legittimato a fare delle leggi per gli altri come niente e nulla impediranno a qualcuno di credere di essere (Segue a pag.4)


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mo che poi fa leggi contrarie alla Chiesa". E si può andare avanti: "È certamente meglio un ateo, un dittatore, un guerrafondaio, forse persino un politico omosessuale, ma che faccia..." eccetera eccetera. Se poi ripetiamo lo stesso esperimento in senso minimalista, l'effetto è anche più dirompente: "È certamente meglio un politico che puzza (oppure che si mette le dita nel naso quando viene fotografato), ma che faccia buone leggi di un notabile cattolicissimo che poi fa leggi contrarie alla Chiesa". Chi accetterebbe come inevitabile un «dilemma» del genere? Ben pochi; tutti cercherebbero piuttosto di trovare qualche soluzione intermedia tra i due estremi imposti nella scelta. Che cosa è successo, dunque? Portandolo ai suoi estremi si è svelato il meccanismo logico perverso che presiede al paradosso: non è possibile, o almeno è molto rischioso, prescindere dalle qualità umane di una persona per giudicare i suoi frutti anche pubblici. Detto in parole cristiane: morale personale ed etica pubblica non sono due compartimenti stagni e non comunicanti. E questo mi sembra anche molto "cattolico". Essere "puttaniere" non è, non può essere mai - almeno per noi cattolici - solo un fatto "privato": sottintende ad esempio un disprezzo della dignità della vittima che in un politico è preoccupante anche per la sua attività pubblica. Genera un abuso che potrebbe non essere solo sessuale, ma anche di potere (e dell'idea che se ne ha nell'applicarlo in altri campi). Può condurre a prevaricazioni, menzogne, sotterfugi, privilegi che di fatto intaccano anche la gestione del bene pubblico. Il male, insomma, anche il più "intimo", per noi che crediamo non è mai senza conseguenze "sociali"… Ecco allora che il paradosso non tiene più, nemmeno teologicamente. Non si può servire a mammona (in privato) e a Dio (in pubblico): noi lo sappiamo.

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(Segue da pag.1)

La vignetta proposta in queste pagine è tratta da www.vauro.net . Dalla matita di VAURO SENESI grande satira, politica, cronaca, gossip, umorismo e attualità.

Dal Blog di Beppe Grillo ...

A ondate successive, anno dopo anno, si riesce a parlare del nulla per evitare di parlare del tutto. È una ripetizione di D'Addario, Papi, Bunga Bunga, Villa Certosa, Cognato di Fini e Topolanek con il pisello di fuori. Questo non è giornalismo e neppure politica. È informazione dal buco della serratura, dalla tazza del cesso, da giornalismo diventato reality show. Duale, nel silenzio sui temi importanti, della politica mafiosa degli ultimi vent'anni. Siamo seri, sono più importanti le rivolte di Tunisi e di Tirana, la disoccupazione, il debito pubblico che si avvia alla cifra folle di 2.000 miliardi o le tette al vento di alcune ragazze ospiti di Berlusconi? (,,,) Quando non produrremo più nulla come mangeremo? Tra i Paesi occidentali siamo diventati il primo per emigranti. Se un ragazzo esce dalla Bocconi o dal Politecnico di Torino non trova lavoro. L'innovazioRoberto Beretta nel sito www.vinonuovo.it ne è sepolta dopo la morte dell'Oli-

vetti, il coma profondo di Telecom e l'azzeramento del settore informatico. E dobbiamo dedicarci alle scopate di un vecchio satiro 24 ore su 24? Siamo un Paese impazzito, fuori di senno, senza voce. (…) Perché avviene tutto questo? Per rottamare Berlusconi? Un cambiamento politico per via sessuale non cambierebbe nulla. Tolto di mezzo Berlusconi ci rimarrebbe l'Aids del berlusconismo. Tutto cambierebbe per non cambiare nulla. Il processo va fatto agli italiani. Dobbiamo cambiare noi se vogliamo realizzare un Paese migliore. Berlusconi è un feticcio, non esiste, un tizio che tiene a casa un mafioso pluriomicida per anni non può diventare presidente del Consiglio contro la volontà dei cittadini. È l'alibi nazionale per non fare mai nulla. Berlusconi ha il potere che il Paese e i partiti (tutti i partiti) gli hanno attribuito. www.beppegrillo.it


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L’economia cresce, la disoccupaDio ha dato agli uomini sia zione giovanile non esiste ed il Caun pene che un cervello … po del Governo collabora serenaPurtroppo non abbastanza mente con i Giudici di Milano. Pare che Mr. B. abbia chiesto alla giudice sangue per poterli irrorare Bocassino di sposarlo. contemporaneamente. Questo può servire a tenere alta Robin Williams l’immagine dell’Italia all’estero?! C’erano delle giovani che usavaPietro Ostellino: “una donna consapevole di essere seduta sulla pro- no il vecchio miliardario come un pria fortuna e che ne faccia, di que- bancomat: cacciavano dentro e spillavano fuori. sta fortuna, partecipe chi può concretarla, non può essere definita una prostituta”. Prostituirsi per fare carriera non centra niente con la libertà, centra con la servitù dei poveri verso i potenti. Dall’intervento di Massimo Gramellini alla trasmissione RAI “Che tempo che fa” del 22 gennaio 2011. Libera sintesi.

L’immoralità non solo è lecita, ma è anche desiderabile.

Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto. Blaise Pascal

La verità non è quella delle intercettazioni telefoniche. La verità è quella letta dai giornalisti del Padrone. La verità non è quella delle intercettazioni telefoniche. La verità è quella raccontata dalle televisioni del Padrone. La verità non è quella delle intercettazioni telefoniche. La verità è quella urlata dagli esagitati parlamentari eletti nel partito del Padrone. La verità non è quella delle intercettazioni telefoniche. La verità è quella che occorre per il bene del Paese e per l’immagine dell’Italia. Fuor di retorica: la verità è quella che piace, fa comodo e vuole il Padrone!

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Vignetta di STAINO 24 gennaio 2011

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L’AQUILA

L’AQUILA

Dop a un gran rug, int e’ teimp d’un fié, i n’è ’rmëst splì piò d’ tarsent. E pu pr i viv sol porbia e goz a i oc.

Dopo un grande urlo, nel tempo di un respiro, ne sono rimasti sepolti più di trecento. Poi per i vivi solo polvere e lacrime.

L’è pasé un an e adës, a tarmé, speren ch’al n’seia al cà mo sol al ciap ad quicadoun.

È passato un anno e ora, a tremare, speriamo che non siano le case ma solo le chiappe di qualcuno.

15 febbraio - Sono entrati nella zona rossa della città con i cartelli “Ore 3,32, io non ridevo” i cittadini dell’Aquila, vittime del terremoto del 6 aprile 2009. I manifestanti, circa 300, hanno protestato così dopo le rivelazioni dell’inchiesta fiorentina sugli appalti gestiti dalla Protezione civile. Dalle intercettazioni dell’indagine, infatti, è emerso che alcuni imprenditori dopo il terremoto ridevano pensando a quanto avrebbero potuto guadagnare con la ricostruzione. dal sito www.argaza.it/Poeti%20romagnoli/Poeti%20Ludla/Paolo%20Gagliardi.htm

di

Paolo Gagliardi


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veramente atroce. E sinceramente, lo trovo squallido e ingiusto anche come uomo. Vivo in Germania da E ora la definizione dell'enciclope- sei mesi, qui nessuno si sognerebbe dia Treccani: prostituzióne s. f. [dal di dire che è normale usare il prolat. tardo prostitutio -onis, der. di prio corpo per andare bene all'uniprostituĕre «prostituire»]. – 1. Il fatto versità o in politica. Qui le prostitute di prostituire, di prostituirsi, spec. lavorano e pagano le tasse, ma non come attività abituale e professiona- si chiamano "escort" o "le ragazze le di chi offre prestazioni sessuali a (minorenni per giunta!) che frescopo di lucro; nel diritto italiano, quentavano casa Berlusconi". Invisfruttamento della p. altrui, espres- terei Ostellino e chi come lui giusione riassuntiva sotto la quale la stifica ciò che è successo a pensalegge che ha abolito la regolamen- re alla loro figlia a letto con un tazione amministrativa della prosti- 75enne, per ricco e potente che sia. tuzione in Italia comprende e sanSperando che il Suo prossimo artiziona le diverse ipotesi di reato tra- colo sia rivolto a capire come codizionalmente connesse al meretri- struire un sistema economico che cio, e cioè l’induzione alla prostitupermetta a ragazze di 25 anni di azione, la tratta delle prostitute e lo vere una prospettiva nella vita senza sfruttamento della prostituzione in dover prostituirsi, La saluto cordialsenso stretto. mente Se ancora è giusto aggrapparsi in Marco Masetti una sacrosanta presunzione di innonel sito www.corriere.it cenza attenendosi a quello che sarà il giudizio finale di chi esaminerà le CORRIERE DELLA SERA Ostellino, i commenti carte e condurrà il processo, tenta- di alcuni lettori re di giustificare quello che sem- (Segue da pag. 1) (lui ed i propri accolibra essere accaduto è la cosa più ti) preservato dalle leggi promulgate degradante che si possa fare. Cre- per gli altri, per i sudditi. do che per una donna sentirsi dire Niente e nulla che abbia un nome che in fondo è normale che si condiverso da: cittadini, meglio: cittadiquisti un buon posto in università nanza attiva. andando a letto col professore è Quando la sbornia mass-mediatica verrà smaltita (od avrà sortito l’effetto di benefica immunizzazione al virus prodotto dal neo assolutismo che ora Qualcuno dice che, in Italia, per ci è dato), le cose cambieranno. alcuni politici: una cosa è offrire Si pone un problema: crescono le milioni di euro di risparmio, ben folle che urlano “il re è nudo”. Ieri altra cosa è offrire contratti da erano solamente gli studenti, i precari milioni di euro ... Sarà vero? Ma se non è vero perché non si riesce a e gli operai. Oggi sta crescendo il produrre una leggina, magari di un numero di coloro che pensano, parlasolo articolo, che imponga alla pub- no e ...si rimboccano le maniche. Ma blica amministrazione di passare al cresce anche l’impudenza del sovrano e dei suoi cortigiani nel negare software libero? Non costa nulla ed (con arroganza, altezzosità, cattiveria, è indolore. Si pensi alla sostituzione aggressività, sfacciataggine, impudi Office con OpenOffice. L'operadenza) un’evidenza palese, perfino zione, da sola, porterebbe ad un sguaiata. Quando nessuno ascolta più risparmio enorme, senza sacrificio nessuno, può accadere che non sia di sorta... Ma forse siamo proprio più sufficiente essere abili nel maniricchi e non lo sappiamo … Premet- polare la realtà, nel destreggiarsi con to che l'articolo non ha e non vuole le parole, nello spacciare voli pindaavere, valenza politica, infatti Linux rici come ragionamenti. non ha colore. Il mio plauso va alla C’è sempre un limite alla sopportaRussia e a qualunque altro Stato, di zione e alla pavidità, poi inizia la reaqualsivoglia estrazione politica, che zione. In passato a qualcuno fu dato abbia il coraggio e la determinazio- l’ostracismo, qualcun altro si fece latine di passare al Software Libero. § tante, qualcun altro pagò per tutti...

Ancora capaci di indignarci, per tanto squallore Stupisce come anche giornalisti di grande calibro come Piero Ostellino cadano nella tentazione di giustificare ciò che giustificabile non è. Riporto qui un estratto dell'ultimo articolo di Ostellino: «Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia - diciamo così - partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta. Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l'indulgenza all'esame o al capo ufficio per fare carriera. Avere trasformato in prostitute - dopo averne intercettato le telefonate e fatto perquisire le abitazioni - le ragazze che frequentavano casa Berlusconi, non è stata (solo) un'operazione giudiziaria, bensì (anche) una violazione della dignità di donne la cui sola colpa era quella di aver fatto, eventualmente, uso del proprio corpo. La pubblicazione delle loro fotografie - che corredate di nomi e cognomi sono adesso vere e proprie foto segnaletiche - da parte dei media, non è stata (solo) un fatto di cronaca; è stata (anche) una barbarie».

Anche in Russia, fuori Windows e dentro Linux Avevo già, in precedenza, scritto in merito alla volontà di alcuni Paesi di passare al software libero, adesso la questione è stata definitivamente sancita per legge in Russia entro la fine del 2014. L'Italia continua, imperterrita, ad essere una delle poche nazioni a volere dare un mare di soldi alla Microsoft, restando sempre più isolata dal resto del mondo. Evidentemente la nostra classe politica ritiene che l'Italia abbia soldi da spendere senza problemi. Ma, in Italia, siamo proprio così ricchi? Conoscono i nostri politici il significato di libertà informatica? l'Italia dovrà restare sempre succube e Windowsdipendete? Eppure, in Italia, siamo in tanti ad offrire volontariamente e disinteressatamente le nostre competenze per fare passare al software libero la pubblica amministrazione.

Voltana On Line n.3-2011  

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