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Manifesto orientativo dell’idealismo poststorico

La base di tutte le attività umane è organizzata secondo un sistema raziocinato e massimizzato per la produttività posta come obiettivo. Quindi è necessario esaminare le situazioni, ricercare le falle e le contraddizioni e ristabilire un’organicità che permetta il regolare funzionamento dell’assetto posto in esame. Le attività politiche devono perdere il loro assetto dogmatico-ideologico e proporre una modulazione e una soluzione alle questioni con flessibilità e trasversalità Gli organi preposti all’istruzione devono essere liberati da condizionamenti esterni e non essere soggetti a strumentalizzazioni da parte di formazioni politiche abusive o partiti. La pratica e diffusione del sapere devono essere fusi con la vita comune: pertanto è necessario attuare una campagna d’informazione e sensibilizzazione della cultura che fuoriesca dai confini dell’ambito accademico e abbracci le situazioni di vita che normalmente rimangono escluse dall’attività culturale. L’impegno civico e politico devono essere da base nella formazione dell’individuo e la logica dell’esporsi in prima persona alle lotte per l’affermazione dei diritti come dei doveri devono essere prerogativa prima ancora delle associazioni o organizzazioni dell’individuo. Una legittima pretesa idealistica è l’adozione dello spirito critico nel campo dei propri studi ed interessi favorendo discussioni e incontri a tal fine: saranno pertanto adoperate strumenti di elaborazione collettiva di attività di discussione e di esercizio del dubbio. Fondamento dell’agire politico è il principio dell’assistenza e del mutuo soccorso senza distinzioni nei confronti del prossimo tuo.


Nessun uomo si può distinguere in base a carattere antropofisici ma solo in base a caratteri etici. L’individuo opportunista e orgogliosamente autoritario sono da perseguitare come modelli comportamentali. Una buona arma prima ancora della violenza è la comprensione e la non emarginazione degli stessi.

La nostra fallibile condotta umana deve essere eliminata con la rigida autodisciplina e controllo delle nostre pulsioni al fine di raggiungere scopi più alti. L’impoverimento che la cultura ha subito nel corso dei decenni a causa dell’estrema politicizzazione della stessa deve risorgere in nome del bisogno di ricerca e della volontà del cambiamento radicale professato come legge dell’individuo. In nome non di un’entità trascendentale ma di un bisogno di collettiva forza umanitaria dobbiamo ristabilire l’ordine naturale degli eventi e superare le contraddizioni salienti del vivere umano. La prima scelta da fare di fronte ad un mondo dominato dalle bestie della superficialità e della commiserazione è la militare obbedienza ai propri comandi morali guardando con occhio commiserevole gli errori altrui ma non addossando pietà al loro cammino lento e ripetitivo d’errore L’uomo in questa fase storica deve riscoprire la propria forza in funzione dell’abilità di sorreggere il proprio popolo di fronte all’eversione dei controlli oligarchici e di dominio che s’istaurano con la subdola complicità di regimi falsamente democratici. Ciononostante, la democrazia pur essendo la forma più evoluta di governo, perde di tanto in tanto la capacità di gestire le sue contraddizioni interne.L’idealista poststorico deve mettere freno a questi vulnus e riportare allo stato naturale le scelte e le strutture del reale. La macchina dell’assistenza degli uomini deve vivere in funzione dei bisogni e delle scelte individuali e non dalle scelte di demagogica promessa o di scrupolo metafisico.

Il sapere deve essere universale e gestito secondo l’ordine della ricerca e della meritocrazia.Nessun individuo per privilegi può essere depositario di sapere.Solo gli


individui che sono anche moralmente superiori possono essere depositari volatili del Sapere e utilizzare lo stesso come sviluppo della civiltà umana. L’arte deve possedere un ordine deontologico libero da ogni condizionamento esterno e l’artista di conseguenza deve superare i limiti che normalmente il singolo deve sottostare.L’arte è l’anarchia metologica del sistema. La produzione di beni e di guadagno deve essere dell’esclusiva capacità del singolo di produrre.Chi non dispone di mezzi e richiede assistenza mutuale, deve essere soccorso con un sostegno reale finalizzando il suo ritorno del prestito. La filosofia è sviluppo dell’azione.Un sapere autoriflettente è da bandire concettualmente.Lo stato riflessivo non si deve stagnare alla semplice contemplazione dello stesso. Ogni individuo è portato a creare associazioni che portino avanti le proprie idee di vari campi e Il crepuscolo di giove sarà disponibile a collaborare per il sostegno di queste.Un principio associazionistico fondamentale è l’interconnessione tra organizzazioni. L’esistenza di ognuno è modellata sulla volontà. Perciò è necessario portare avanti un progetto modellante e perseguire con ogni mezzo tale scopo.

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