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fiabe per locorotondo Mario La Fortezza


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a quando, 1826, J. N. Niepce riuscì a fissare un’immagine su una lastra di peltro trattata con sali d’argento, vivace fu il dibattito sui reciproci influssi e la possibile concorrenza tra fotografia e pittura. E se i Corot, i Delacroixe i Courbet credettero alla coesistenza dei due generi, altri la negarono, fino a spiegare la lunga marcia delle arti figurative verso l’informale proprio come un risultato dell’invadenza dell’”occhio artificiale”. La ricerca, insieme tecnica, estetica e teorica di Mario La Fortezza -i cui risultati sono consegnati in questa mostra- si inserisce in questo ormai storico dibattito, sul versante della cosiddetta “fotografia d’arte” che per primi percorsero, sul finire dell’Ottocento, l’inglese P. H. Emerson e l’americano A. Stieglitz. Ed è una ricerca che non intende assegnare ingenui, esorbitanti traguardi all’espressione fotografica, ma vuole mostrare -e a mio parere ci riesce- come sia possibile trasfigurare la “realtà oggettuale” dell’immagine fotografica attraverso personali, soggettive elaborazioni. E di questo, si badi, al di là della scelta dei soggetti, delle particolari inquadrature, dell’uso dell’obiettivo, bensì come risultato di tutta una serie di interventi che attengono tanto alla sfera tecnica che al dominio stilistico. FIABE PER LOCOROTONDO ha intitolato La Fortezza queste sue immagini: omaggio rivolto con memoria fedele e trasfigurante alla nativa Valle d’Itria; avverten-

za che“ la vendemmia delle immagini” del suo obiettivo partecipa ad una più vasta ricerca etnografica in atto sulla presenza del fiabesco nella “civiltà dei trulli”. Ma affermazione, anche e soprattutto, di una personale, fervida “ricerca del tempo perduto”, o di quanto di esso rimane (uso non a caso il riferimento alla proustiana “recherche” a stabilire analogie del cuore e della mente) condotta utilizzando tanto i “viraggi” di laboratorio e gli interventi a pastello quanto i “reattivi” dell’emozione e della fantasia. Compresa, appunto, quella che Freud denominò “memoria delle fiabe”, che tende a sovrapporsi e a sostituirsi ai ricordi dell’età infantile, trasformado le fiabe in “ricordi di copertura”. Ed ecco allora, in questo intrecciarsi di memorie dell’età infantile e di coperture fiabesche, di cronache contadine e di poetiche meditazioni, i giochi antichi dei bimbi nei bianchi, magici labirinti dei trulli, le visioni del “mare d’erba” con i villaggi sospesi come arche bibliche in cima alle colline, i colloqui del contadino con gli animali, le piante e le stagioni, le feste del pane e del vino nella campagna assolata. Un album di immagini impaginato col cuore. Un diario sul ritrovamento delle proprie radici, scritto con l’allegra levità che nasce dalla tenerezza. Con La Fortezza la fotografia diventa esercizio poetico. UGO RONFANI


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a Fortezza Mario è un bambino biondo che ha tutto sbarazzino: occhi, ciuffo, sorriso, perfino le matite. Belle matite colorate, colorate e sbarazzine. La Fortezza Mario con quelle matite racconta il suo mondo piccolo e progetta quello grande del suo domani. Il mondo piccolo si vede ed è sbarazzino. Quello grande si intravede. La Fortezza Mario oggi è Mario La Fortezza. Le sue matite sono perfettamente temperate di luci ed

ombra. Il suo racconto del mondo è sognante e magico. Divertendosi Mario scompone e ricompone la grande icona del ricordo in tessere minute e in frammenti che si ritrovano poi affratellati nel racconto. Il racconto dei suoi paesi, delle sue campagne, delle sue strade. Anche quando strade, campagne e paesi sono volti. Il racconto preferito di La Fortezza Mario sbarazzino diventato grande. Michele MIRABELLA


Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. Robert Doisneau È un’illusione che le foto si facciano con la macchina.... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa. Henri Cartier-Bresson Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate. Diane Arbus Al momento di scattare la foto, o lavorando in camera oscura, ho sempre evitato tutte le regole fisse, ho mischiato gli elementi più assurdi, ho utilizzato pellicole scadute, ho commesso crimini odiosi contro la chimica e la fotografia, ma nessuno è stato in grado di accorgersene! Man Ray


L’ autore

La tecnica

Autodidatta di formazione, Mario vive e lavora a Milano. Si è affermato nel campo della fotografia pubblicitaria con uno stile unico e originale, al confine tra pittura e illustrazione, contribuendo al successo di importanti campagne pubblicitarie di respiro nazionale e internazionale. Da sempre cura e sperimenta nuove tecniche e mezzi espressivi.

• Ripresa con Nikon FT3 e Nikon F3 • Pellicola pancromatica Kodak Tri x 400, Pellicola pancromatica infrared Kodak High Speed lnfrared • Stampe in bianco e nero su carta ai sali d’argento Kodak Mural. • Viraggi policromi, matite colorate, acquerelli.

Ha esposto in Italia e all’estero: Galleria Agorà e Biennale Fotografia a Torino, Museo Ken Damy a Brescia, Triangle Galery a Bruxelles, Sicof, Palazzo Isimbardi, White Gallery, Shantisaburi, Spazio Tadini, Galleria QuintoCortile a Milano e altre sedi. Hanno presentato e/o recensito i suoi lavori: Lanfranco Colombo, Denis Curti, Ken Damy, Gabriella Galzio, Giuliano Luzzatto, Michele Mirabella, Roberto Mutti, Maurizio Rebuzzini, Videa Ricci, Ugo Ronfani, Giuliana Scimè, Pio Tarantini, Roberto Tomesani, Roberta Valtorta. Mario La Fortezza ha maturato una lunga esperienza come docente presso diverse scuole pubbliche e private. Attualmente propone corsi e workshop intensivi, percorsi formativi completi, sessioni, seminari e altre attività legate alla fotografia e allo sviluppo della consapevolezza. Prossimo a completare la formazione come Counselor in Arte Terapia, è Master Reiki e continua a esplorare le sinuosità della mente e il linguaggio delle emozioni attraverso la Bioenergetica, l’Ipnosi Eriksoniana, la PNL e varie tecniche di meditazione.


www.mariolafortezza.com • info@mariolafortezza.com • tel 348 2898740 © Mario La Fortezza 1986 -Tutti i diritti riservati - protetto dalle vigenti norme internazionali sul diritto d’autore - Nessun uso è permesso salvo espressa autorizzazione scritta del titolare del copyrightt.


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