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2003

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Dopo ogni modello è indicato tra parentesi il genere di articolo: I = impressioni di guida P = prova su strada PSP = prova speciale

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CADILLAC


AL VOLANTE • CADILLAC «CTS 3.2 V6»

Caratteristiche tecniche fornite dal costruttore Cadillac «CTS 3.2 V6» • Motore: anteriore longitudinale - 6 cilindri a V - Cilindrata 3175 cm³ - Potenza max 160 kW (218 CV) a 6000 giri/min - Coppia max 300 Nm a 3400 giri/min - 4 valvole per cilindro - 2 assi a camme in testa per bancata, punterie idrauliche (catena) - Alimentazione a iniezione elettronica (multipoint) - Omologazione antinquinamento Euro 3. • Trasmissione: trazione posteriore - Cambio a 5 rapporti. • Pneumatici: 225/50-17, cerchi 7J • Corpo vettura: berlina 3 volumi, 4 porte, 5 posti - Avantreno a ruote indipendenti, quadrilateri sovrapposti, molle elicoidali, barra stabilizzatrice - Retrotreno a bracci multipli, molle elicoidali, barra stabilizzatrice - Ammortizzatori idraulici, posteriori autolivellanti - Freni a disco autoventilanti, su tutte le ruote, con Abs, antipattinamento e controllo elettronico della stabilità - Freno di stazionamento a comando elettrico - Scatola guida a cremagliera, servocomando idraulico a controllo elettronico. • Dimensioni e massa: passo 2,880 m - Lunghezza 4,828 m - Larghezza 1,795 m - Altezza 1,441 m - Massa a vuoto in ordine di marcia 1714 kg. • Prestazioni: velocità max 238 km/h - Consumi (l/100 km): 14,9 urbano; 8,7 extraurbano; 11,0 misto (direttiva 99/100 CE).

TUTTO AL TOP MENO LE FINITURE ● 3175 cm3 ● 160 kW (218 CV) ● Euro 3 ● € 39.900 ● Prodotta a Lansing (Usa)

Un’americana in trasferta L È pronta e va bene la «CTS», che ha sul cofano uno dei marchi-icona dell’auto lussuosa made in Usa. Profondamente diversa dai modelli del passato, mira a piacere anche in Europa. 212

Giugno 2003 • AL VOLANTE

A «CADY», COME VIENE affettuosamente chiamata negli States, è stata per decenni l’icona dell’auto Usa, simbolo, però, che da anni non soltanto aveva perso smalto nel mondo, ma anche consistenti quote di mercato negli Stati Uniti. Con la «CTS», la Cadillac vuole rilanciarsi in casa e nel mondo e i primi dati di vendita negli Usa sembrano darle ragione. Di più. Nella «CTS» vi sono già gli elementi di una rivoluzione che interesserà anche le marche europee legate a General Motors. Basterebbe ricordare che la nuova generazione di V6 a benzina che la CTS utilizzerà nel 2004, opportunamente rivista, finirà anche sui futuri modelli Alfa. Si spiega anche perché oggi vi è tanta Europa nella compatta (secondo i canoni Usa) Cadillac: il 3200 V6 attuale è derivato dal motore Opel, le bocchette della ventilazione sono parenti di quelle Saab, il cambio manuale e il differenziale sono della tedesca Getrag, mentre il cambio auto-

matico è un GM Powertrain prodotto in Francia. Insomma, la «CTS» è costruita vicino a Detroit, ma non è yankee al 100%. Si capisce anche guardandola e guidandola. Prima di tutto, le dimensioni. Non pensate al solito barcone americano: è lunga 4,83 m e larga 1,80 m, grosso modo come un’Audi «A6» o una BMW «serie 5». Il fatto che offra il cambio manuale la dice lunga (si pensi che dal 1981 a oggi le Cadillac sono state soltanto automatiche). Ci sembra assurdo optare per un’americana manuale, ma qui conta più il marketing che la ragione: prevale la voglia di cambiare immagine alla Cadillac, non puntando tutto sul confort, ma anche sul maggiore coinvolgimento del guidatore. La manovrabilità della leva cambio è buona, anche se gli innesti sono un poco gommosi. La «CTS» è anche l’unica Cadillac ad avere la trazione posteriore, ora che l’elettronica (offre antipattinamento più Esp) consente una sicurezza di marcia, anche se non una tra-

La dotazione di accessori è completa di tutto (per esempio, il climatizzatore si può azionare anche dal volante). Però, pur registrando la presenza di dettagli apprezzabili, come il rivestimento della plancia, non tutte le finiture sono ancora al livello delle europee più blasonate.

PEZZI D’EUROPA IN VISTA E NASCOSTI Le bocchette della climatizzazione sono ispirate a quelle delle Saab, il motore deriva da un Opel e il cambio manuale è della tedesca Getrag.

UN DESIGN CHE SI FA NOTARE Certo non passa inosservata, la «CTS», con la sua linea massiccia e piena di spigoli. Per l’utente Cadillac ciò potrebbe essere un pregio, assieme alle dimensioni europee.

zione su fondi poco aderenti, paragonabile a quella delle trazioni anteriori. Anche a proposito di tenuta di strada dovrete cambiare idea sulle americane: la «CTS» risulta confortevole sia nell’assorbire le sconnessioni del fondo sia piacevole e rassicurante quanto a comportamento dinamico, sterzo e frenata. Il 3200 V6 con 24 valvole e quattro alberi a camme eroga 218 CV a 6000 giri/min e 300 Nm a 3400 giri, offrendo buone prestazioni, regolarità d’erogazione e una normale silenziosità di marcia. Anche i consumi non sono quelli che potreste temere da una Cadillac. D’americano è rimasta una certa incoerenza nelle finiture e nei materiali utilizzati nell’abitacolo, che spaziano da inserti di vero legno, cuoio di qualità e

plastiche morbide e piacevoli, ad assemblaggi migliorabili per precisione e solidità, all’uso di plastiche banali o di una moquette non troppo appagante. Anche qui, però, il miglioramento rispetto allo standard di ieri è notevole. Fortunatamente, delle auto Usa è rimasta l’efficienza del climatizzatore. Gli attacchi delle cinture di sicurezza sono integrati nello schienale dei sedili anteriori, una soluzione che offre vantaggi in termini di sicurezza e comodità d’uso, sebbene il percorso seguito dal nastro sulla spalla a volte possa risultare fastidioso. Lo spazio per passeggeri e bagagli, in passato carente rispetto alle dimensioni esterne delle classiche americane, sulla nuova Cadillac è adeguato. Davanti si sta comodi, anche se ci piacerebbe un volan-

te regolabile anche telescopicamente e non soltanto in inclinazione, mentre dietro si sta bene in due. Infatti, l’ingombro del tunnel della trasmissione e (come sempre più spesso accade) la conformazione del divano rendono disagevole l’accesso e la seduta del passeggero centrale posteriore. Un’ultima nota positiva, anche se a metà: la dotazione è opulenta, da vera Cadillac, e finalmente scompaiono i tipici comandi americani sparsi qua e là senza ordine apparente e il posto guida risulta ergonomico. Peccato, però, che per utilizzare tutte le funzioni disponibili attorno allo schermo centrale occorra leggersi con attenzione il manuale d’uso della vettura, poiché non risulta intuitiva neppure la regolazione dell’illuminazione degli E.B. strumenti o dell’orologio. AL VOLANTE • Giugno 2003

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Quattroruote 2000 cadillac  
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