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ING. FRANCESCO MARINUZZI, PH.D.

IL CYBERSTALKING: COME DIFENDERSI DALLE MOLESTIE E DALLA MINACCE TELEMATICHE Con 7 storie uniche di esempio. Prefazione di Maria Rita Parsi

Versione con bonus per le indicazioni software

www.cyberstalking.it Riferimenti e contatti in rete: www.marinuzzi.it, www.airin.it, www.cyberstalking.it Per suggerimenti, proposte o richieste: info@cybesrtalking.it


INDICE


PREFAZIONE

L’accelerazione evolutiva dei mezzi di comunicazione interpersonale impressa negli ultimi due decenni dalla tecnologia sta avendo riflessi anche su un fenomeno che, probabilmente antico quanto il mondo, ossia la molestia maniacale e reiterata – battezzata per convenzione ‚stalking‛, sì da averne una denominazione comune e condivisa in tutto il mondo – ha una sua declinazione specifica, assumendo la definizione di cyberstalking, quale sua espressione attraverso i mezzi di comunicazione telematica e digitale. Computer, telefoni cellulari, anche nelle fattispecie di sms e mms, social network costituiscono un terreno di coltura ideale per chi, per vendetta o per distorsione mentale, vuole colpire una (o più) persone, molestandole con modalità persecutorie. E spesso, malgrado l’esistenza in Italia di una legge specifica, tesa a punire gli autori di tali atti molesti, fra anonimato e pastoie procedurali, si potrebbe restare solo parzialmente tutelati. In soccorso di ciò interviene la stessa tecnologia, che provvede di efficaci contromisure le vittime, rendendole inaccessibili. Ritengo, dunque, di grande interesse il manuale elaborato dall’ingegnere Francesco Marinuzzi, esperto degli apparati e dei software specifici: ‚Il Cyberstalking: come difendersi dalle molestie e dalle minacce telematiche‛, volto a prevenire i vulnus psicologici, spesso difficilmente rimarginabili, prodotti nelle vittime di persecutori seriali. Nell’esperienza pratica di psicoterapeuta mi sono imbattuta più volte in pazienti che avevano uno dei due ruoli in queste ‚relazioni avvelenate‛: il persecutore ed il perseguitato. Il primo accumula dentro di sé un magma rabbioso che arriva persino a considerare come espressione di amore (oppure di fiducia


non contraccambiata); il secondo – troppo spesso si tratta di donne, prova ulteriore della deriva misogina che sottende ai rapporti uomo/donna – è sottoposto ad un incalzare di molestie, apparentemente minimali ed ‚infantili‛ (ad esempio, telefonate mute; sms inquietanti), il cui accumulo ho lo scopo di generare sofferenza psicologica e sensazione di essere in un labirinto senza uscita; di scontare una pena eterna, senza possibilità di grazia. Trattandosi di una metodologia comportamentale verso la quale non è predittibile la sua trasformazione in atti di aggressione fisica, persino mortale, la vittima ha l’esigenza di sfuggire al logorante martellamento del suo ‚carnefice telematico‛, cosa che, invece, le contromosse tecnologiche suggerite dall’esperto consente anche con un dispendio davvero minimo di tempo e denaro. L’offensore, infatti, in genere è un pavido che non si espone in prima persona, (anche se si tratta di analizzare caso per caso la dinamica dei fatti, sempre che si riesca ad identificare la causa scatenante della vendetta persecutoria) e che, di fronte ad un muro di incontattabilità del suo obiettivo, potrebbe (e sottolineo potrebbe) recedere. Occorrerebbe, infatti, a mio avviso, intrecciare il duplice itinerario di adozione delle tecnologie di contrasto e di denuncia presso le Autorità competenti, al fine di tutelarsi e, nei casi gravi, procedere alla punizione del persecutore. Molto interessante, inoltre, nell’ambito del manuale, è la narrazione di 7 casi di cyberstalking sì da consentire al lettore di comprendere quali aspetti – e quanta diffusione – può assumere il fenomeno, alla cui emersione ha, peraltro, contribuito l’essere stato qualificato come fattispecie di reato. Un libro prezioso per affiancare l’opera dell’investigatore, dello psicologo e per gli stessi soggetti sottoposti, anche occasionalmente, a cyber molestie. Perché l’essere a conoscenza dei mezzi tecnologici di difesa rafforza lo spirito e sconfigge quell’impotenza, talvolta primo passo verso perniciose sindromi depressive. Maria Rita Parsi


INTRODUZIONE

Lo stalking, da reato sconosciuto sta diventando in Italia sempre più noto grazie anche a casi eclatanti che hanno coinvolto anche personaggi pubblici. In tv, sui giornali, in rete si sente parlare continuamente di questo che oramai è diventato un argomento di pubblico dominio. Ma quante persone sanno veramente che cosa è lo stalking ed in particolare il cyberstalking? Come si fa a distinguerlo dal comportamento normale, ‚tipico‛ dell’amante ferito a seguito di un’improvvisa rottura del rapporto, e quando, invece, dobbiamo preoccuparci per la nostra incolumità o, ancora, quando è, addirittura, controproducente affrontarlo lasciando all’indifferenza e al tempo la ‚terapia‛ del problema? Queste e molte altre domande affollano la mente di tutti noi non appena ci percepiamo come vittime di minacce o molestie al punto tale da sentirci condizionati nei modi di vita e nelle nostre abitudini più radicate. Ultimamente lo sviluppo delle reti sociali, prima fra tutte Facebook, ha reso il fenomeno più potenzialmente invasivo e preoccupante: ad esempio, attraverso la definizione di un gruppo dal nome ‚equivoco‛ e l’inserimento in questo della ‚preda‛, uno stalker riesce a metterne in ‚cattivissima‛ luce la reputazione e l’onore in un colpo solo, davanti a tutta la cerchia di amici! Forse non lo sapete, ma il vostro inserimento in un gruppo fatto da un vostro ‚amico‛ non richiede il vostro consenso preventivo! Ma ci sono anche altri casi analoghi che qui, per brevità, omettiamo. Allarmati da tutte queste fattispecie e problematiche create dai nuovi mezzi di comunicazione digitali e telematici, abbiamo deciso di prender carta e penna e scrivere questo ‚vademecum‛ con la


speranza che sia di aiuto e insieme di stimolo alla riflessione comune. Il testo si rivolge, in linea di massima, a tutti: sia alle potenziali vittime o attori inconsapevoli di comportamenti di stalking, sia agli operatori del settore (avvocati, psicologi, forze dell’ordine, ingegneri, investigatori, ecc<). Vuole, insomma, dare un aiuto concreto indicando le situazioni più frequenti, le possibili strategie di intervento e prevenzione con particolare riguardo all’opportunità o meno di coinvolgere e chiedere aiuto agli operatori specializzati e/o alla legge per la relativa denuncia. A tal fine abbiamo pensato che il linguaggio tipico dei ‚saggi‛ potesse allontanare il lettore medio rischiando così di far diventare questo testo esclusivamente uno strumento per ‚addetti ai lavori‛, coloro che già hanno una discreta consapevolezza del fenomeno. Di qui l’idea di organizzare il testo in mini casi presentati sotto forma di un romanzo in cui ogni lettore possa immedesimarsi e, magari, viverli in ‚presa diretta‛. Questi casi possono esser visti anche come una prima specifica per una sceneggiatura di corti ad uso ‚sociale‛ da realizzare e divulgare per il grande pubblico su TV, internet (Youtube, podcast) ed altri canali. Ci sono molte donne nei nostri racconti e non a caso: l'universo femminile è più denso di personaggi la cui vita, di un solo giorno, varrebbe un film. Poi noi non trattiamo storie di violenze e di abusi, quelle che in genere, purtroppo, si concludono in maniera drammatica, ma consideriamo, più semplicemente, le dinamiche che si innestano in alcune situazioni di vita vissuta. Ci interessa piuttosto suggerire il modo di uscirne indenni, o quasi, perché la cosa più difficile nella quotidianità, così piena di forze centripete, è individuare la strada giusta. Questa è, vale la pena ribadirlo, la mission del nostro lavoro. Ad ogni caso abbiamo voluto far seguire una parte di ‚interpretazione‛ contenente l’analisi della situazione e l’indicazione delle possibili misure da adottare dal punto di vista tecnologico per la prevenzione e/o intervento. Per la parte ‚psicologica‛, così impor-


tante per questo specifico reato, ci siamo limitati a segnalare alcune associazioni attive nel settore; per quanto attiene la parte legale abbiamo fatto un quadro del contesto normativo. Il lavoro vuole essere un’opera ‚aperta‛, aperta al contributo di tutti che può essere validamente ed organicamente inserito nella struttura aumentando così la casistica riportata e la lista degli operatori attivi. Un’opera ‚aperta‛ all’interazione di tutti, dunque, proprio grazie alla sua veste elettronica con una mailing list pulsante alla quale si invita tutti ad iscriversi (mandare la propria email con il nome e cognome a info@airin.it), ‚aperta‛ anche per diventare un prodotto audio video capace di incidere sui comportamenti di milioni di persone grazie ai suggerimenti di tutti voi che verrete pubblicamente e debitamente ringraziati! Vi aspetto numerosi

F.M.


STRATEGIE DI PREVENZIONE ED INTERVENTO

Con l’affermarsi della nuova società digitale, caratterizzata da nuovi canali e modalità di interazione sociale, il fenomeno dello ‚stalking‛ ha aumentato la gamma delle opportunità intrusive per realizzarsi in modo più articolato dando origine al cosiddetto ‚cyberstalking‛. [continua per 12 pagine con varie tabelle<definendo i criteri di intervento e prevenzione e la terminologia utilizzata nelle analisi dei vari casi]


QUANTO È POSSIBILE DIFENDERSI DA SOLI?

In questa sezione presentiamo dei tipici casi nei quali i soggetti hanno provato con successo a difendersi ‚da soli‛. Invero il confine dell’efficacia delle misure ‚fai da te‛ con quelle ‚professionali‛ o addirittura ‚istituzionali‛ non è ben definito e al minimo dubbio sull’efficacia o al ripresentarsi delle problematiche è fortemente suggerito il ricorso a figure e ad operatori specializzati. Si è deciso, comunque, l’inserimento di queste fattispecie con relative misure di intervento in quanto non sempre l’escalation di ‚aiuto‛ è immediatamente fonte della soluzione1. Di poi il ricorso ad un livello ‚professionale‛ implica quasi sempre il pagamento della ‚prestazione‛ e dunque una dialettica fra cliente/professionista che può alterare significativamente la strategia più corretta di intervento. Al di là dei detti popolari ‚finché dura c’è verdura‛ sicuramente in taluni casi non etici l’intermediario, non adeguatamente referenziato e selezionato, può indurre un fattore di ‚distorsione‛ che amplifica il problema a discapito della vittima invece di attenuarlo.

1 In un particolare e recente caso di cronaca lo stalker, appena condannato, uccideva la sua vittima (Firenze) rilevando quanto una soluzione ‚in primis‛ psicologica della situazione sia prioritaria rispetto a quella ‚legislativa‛.


IN MINIERA! IN MINIERA!

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Possibile che io debba sempre valutare così poco me stessa? D’altra parte come potrei sentirmi diversa, pensare a me come ad una persona da amare quando persino mia madre non mi ha mai riservato un posto nel suo cuore? Era sempre mia sorella quella bella e brava, lei sì che imparava in fretta, aveva sempre voglia di leggere mentre io giocavo con le bambole, e con i videogiochi e poi era la maggiore, magari me neanche mi volevano< e poi anche gli incontri contano nella vita, le amicizie, quelle che ti aprono gli occhi sul mondo, io sempre qui, in provincia, mai una possibilità, e mi sono sposata il primo che mi ha voluta, del resto chi avrebbe potuto volere una come me? Bella non sono mai stata, il fiore all’occhiello era lei in famiglia, si potevano fare i sacrifici solo per una di noi due, mica sono nata in una famiglia benestante! Papà si arrangiava in tutti i modi con il suo camion, su fino in Veneto e giù, certe volte fino in Puglia, ma quello che portava a casa non era abbastanza per tutti: ‚tu è meglio che trovi un lavoro‛, mi diceva ‚tanto a scuola sei sempre incantata, solo i temi sai fare, basta che fantastichi invece di stare con i piedi per terra!‛. Così mi ha accompagnata a sedici anni da un commercialista che mi ha messo a lavorare davanti ad un computer che era la mia passione, non so neanche con quale mansione, di preciso, ma non era difficile tanto c’era il programma e io dovevo solo archiviare le pratiche< e poi che dovevo fare? Mia sorella stava alla Bocconi a Milano e ci volevano un sacco di soldi e neanche si sbrigava a studiare, faceva politica lei, con le compagne del Collettivo che avrebbe cambiato il mondo! Porettamé! Così a vent’anni mi sono sposata, del resto Marcello era un bravo ragazzo, lavoratore, si sarebbe preso cura di me, e poi è nata Nina, e mamma si è ammalata quasi subito e chi ci doveva pensare? Mia sorella no, che intanto faceva pratica non so dove e poi avrebbe tentato l’esame, non so quale, perché me di


certo non mi chiamava al telefono, ma è chiaro, non aveva tempo! Doveva studiare! Io no, tra la pupa e la malattia di mia madre che è andata avanti un pezzo a tribolare quanto ha voluto! Le scelte? E’ la vita che sceglie per te e neanche la salute mi ha assistito con il mal di stomaco sei giorni su sette, che i medici dicono che è somatico, e poi sempre a sentirmi inadeguata, con mia figlia, che mi rinfaccia puntualmente tutto, anche se fa quello che vuole, il Dams, a Bologna, e io su e giù a portare cambi, pappette come a una ragazzina ma tanto non è mai abbastanza, e poi quel cretino di mio marito che ne avesse azzeccata una nella vita, ha cambiato trecento lavori e mai uno giusto e io sempre a tirare la carretta, magari morissi alla svelta, senza patire, ma le fortune non sono per i poveracci! E così, quando ho visto Beppe che era venuto in ufficio per una certificazione a proposito di un palazzetto in centro che è tutto suo, figurati, non mi è sembrato vero! Ormai ho quarantacinque anni e magari questa è la volta buona! Certo lui ha parecchi anni più di me e non mi sembra neanche tanto sveglio quando parlo di qualcosa, anche semplice, che so, di un film che ho visto, capisco che non mi segue, dice che al cinema ci si va per divertirsi, ma almeno è un ex pilota di linea, ha girato il mondo, è stimato da tutti in paese, che tanto lo conoscono tutti, gira ovunque come un bambino che cerchi compagnia perché all’Alitalia, e poi con tutto quello che è successo in azienda, hanno mandato in pensione la gente giovanissima. È pure vedovo, con due figli ormai sistemati e dunque, se volesse, è libero come l’aria, magari io! Che poi io dovrò lavorare ancora in eterno, e dunque mi sono detta ‚E vai! Non si sa mai! Madonnina aiutami tu che ho bisogno!‛. Il primo passo l’ho fatto io; da quanto non mi interessavo a qualcuno? In ufficio vengono certi tipi, pensa che c’è uno, Attilio, che mi vuole a tutti i costi, è pelato ma ha la forfora; ma potrà essere un fatto simile? Tu l’hai mai sentito? Vabbè! Certo non mi ha mai promesso niente e quando parlo di sogni: faremo vacanze, andremo in Terrasanta, avremo un bambino e lo chiameremo come tuo padre che i nomi degli altri figli li ha scelti tua moglie buonanima, lui mi sembra assente, stranito, non dice nulla ma non dice neanche ‚ma che sei matta?‛ E poi ci è venuto con me, e manco una volta sola,ed


è rimasto contento, se no non mi avrebbe telefonato, invece telefona tutti i giorni dal fisso di casa in ufficio o a casa creandomi non pochi problemi e, per vedermi, si vuole liberare, da che cosa poi, mica lavora lui, dice: ‛Aspettami dai, che arrivo!‛ e poi parla, parla e mi dice cose che, sono sicura, non ha mai confidato a nessuno. Mi parla dei fratelli, quattro, tutti maschi e tutti prepotenti, che lui è sempre stato il piccolo di casa, mammone, dicevano gli altri, femminuccia, hai paura pure dell’ombra tua! E mi racconta di quanto fosse difficile per lui, piccolino, inserirsi nei loro giochi senza sentirsi inadeguato, certo mica usa ‘sta parola, per lui è troppo difficile, parla come un contadino, sarà che è laureato! Certi momenti mi fa pena: ha sempre subito, dai fratelli, da quella strega della madre che si è scordata di morire e ancora comanda e, adesso pure dalla compagna Simona, quella si che è furba, mica come me, dopo due giorni si è piazzata dentro casa sua, senza arte né parte, pensa che faceva una specie di segretaria tuttofare ad una dottoressa vicina di casa un po’ imbranata con le nuove tecnologie. Così adesso ci penso io, altro che quella scarpa vecchia, che è pure vecchia rispetto a me, ma lui se la tira dietro ovunque, la sfoggia il minchione, mentre me non mi ha mai nemmeno portata al ristorante, che ci possono vedere<.adesso mi organizzo, tanto le stranezze delle tecnologie le conosco davvero tutte col lavoro che faccio, glielo faccio vedere io come si deve trattare una come me, mica mi ha trovata in mezzo a una strada come quella lì, che poi se la vedessi! Io non ho combinato granché in vita mia, sempre un lavoro malpagato, da dipendente, ma lui, se non fosse stato per la madre che l’ha costretto a schiaffi a salire sull’aereo quando lui era un ragazzetto ed aveva paura a fare la scuola piloti a Lecce e pure i commilitoni lo prendevano in giro! Io, invece l’ho sempre ascoltato, pure quando mi diceva ‚Che te ne fai di uno come me?‛ Ed io ‚Che dici, saremo felici, io non ci metto niente a separarmi, allora? La decisione spetta a te!‛. E lui la decisione l’ha presa subito, è sparito, hai capito che cagone? Ma non la passa mica liscia! Ieri, per esempio ho cominciato a mandare dei messaggini sul cellulare di lei: sono riuscita a trovare il


suo numero facilmente nel suo telefonino subito dopo che lei l’aveva chiamato. Ho scritto: ‚guarda bene tra le chiavi di Beppe, vedrai che ce n’è una che non apre niente! E’ la chiave di casa mia!‛. Non è vero, figurati se io posso permettermi di dargli le chiavi, se lo scopre qualcuno di casa mia poi succede il quarantotto, ma intanto le ho messo la pulce nell’orecchio! Ne ho avuto anche la riprova: stamattina l’ho incontrato mentre stava uscendo dalla banca, che a momenti mi urtava, e ha fatto finta di non vedermi, il coniglio! Poi ho pensato: adesso lei, se vuole, anche se il mio numero di cellulare è anonimo, può provare a rintracciare la provenienza del messaggio, ma non mi importa, per le celle di pertinenza, che sono contigue, non c’è mai certezza, l’ho imparato dalla televisione dove ti dicono tutto, anzi ti danno pure idee buone! Per esempio una delle ragazze che partecipa ad un programma del pomeriggio si lamentava delle sue amiche di Facebook che le caricano nel suo profilo qualunque cosa. Non è difficile, stasera, dopo che ho spicciato la cucina, mi attivo con calma e inserisco, nel suo blog qualche commento piccante. Magari passa qualche giorno prima che lei controlli, anche adesso che è stata messa sull’avviso, ma io ci provo, non ci perdo niente. E poi comincio a spedirgli delle mail piene di allusioni, come se stessi rispondendo a degli inviti di lui, insomma faccio il macello, prima o poi dovrà reagire! Intanto ad ogni piè sospinto mando un SMS sul suo cellulare! Anzi, mi organizzo per mandarglieli ogni 3 ore giorno e notte! L’altro giorno una mia amica mi ha detto che ha visto Simona tutta ansiosa< che stia dando i suoi frutti tutta l’azione? Che ne dici? Ho paura che sia tutto inutile. Gli uomini, non hanno il coraggio di acchiappare al volo le possibilità, anche quando hanno gli strumenti per farlo, e io che strumenti ho avuto? Quelli che c’erano, erano per mia sorella che poi, pure lei, con quel figlio che neanche si capisce< Lasciamo stare<. Ma che sto a parlare con te, amica mia, che manco mi ascolti e, se mi ascolti, non mi capisci, che a te ti è sempre andata l’acqua per l’orto, la casa te l’ha lasciata tuo padre, il lavoro te lo sei ritrovato, comodo, in poltrona< In miniera dovresti andare per capire, almeno venti giorni in miniera!‛.


Interpretazione In questo caso i protagonisti hanno il seguente profilo di ‚tipo tecnologico‛. Tabella 1 Strumenti utilizzati

Io narrante

Ruolo

Tipo

Primario

Secondario

Stalker

Migrante digitale2 - Uso intensivo

Cellulare

Internet

Migrante digitale - Uso occasionale

Telefono

Cellulare

Migrante digitale - Uso intensivo

Cellulare

Blog

Beppe Simona

Vittima

La relazione nasce in un contesto tradizionale e si sviluppa ed evolve in un contesto telematico in quanto la relazione è stata interrotta bruscamente da Beppe. Entrambi i soggetti sono migranti digitali ma mentre la protagonista fa un uso esteso delle tecnologie, Beppe è più tradizionalista e per attitudine tende ad utilizzare in modo ‚minimale‛ i nuovi strumenti di comunicazione. Chiama dal fisso di casa al fisso dell’ufficio o di casa della protagonista e non attua nessuna misura a ‚protezione‛ del suo cellulare né di quello della sua nuova ‚compagna‛ che inserisce nell’agenda senza alcuna precauzione. La protagonista ipotizza addirittura che la controparte possa rintracciarla dalla cella di invio del messaggio senza sapere che invero ciò è molto più complesso di quello che si immagini e richiede autorizzazioni forti (tipiche dei reati penali). In linea con il suo profilo di tipo ‚tecnologico‛ i protagonisti presentano la seguente e tipica familiarità con i contesti della tabella seguente.

2 Per utenti migranti digitali si intendono tutti i soggetti che hanno appreso l’uso dei contesti digitali durante la loro esistenza con sforzi più o meno espliciti. Tipicamente sono le generazioni meno recenti.


Tabella 2 Tipo di utente

Telefonia fissa e cellulare

Contesti del Web 1.03

Contesti del web 2.0

Utenti intensivi migranti digitali

Alto

Molto alto

Alto

Utenti occasionali migranti digitali

Alto

Medio

Medio

I contesti tipici nei quali si sviluppa l’azione di cyberstalking sono i seguenti così caratterizzati: Tabella 3 Scenario

Grado di presenza

Attenzione

Identità anonima

%

Telefonata su cellulare

Molto alto

Molto alto

Medio

10%

SMS

Alto

Molto alto

Medio

Commenti e blog sul proprio blog

Alto

Alto

Molto alto

80%

10%

Fra questi, considerando che la vittima è un ‚migrante digitale‛ spicca il contesto della telefonia mobile e quello dei commenti sul blog mentre risulta marginale quello delle email e su Facebook. Lo stalker riesce ad attivare una pressione significativa e destabilizzante muovendosi sulle due direttrici ‚anonime‛ delle telefonate con l’identificativo oscurato e dei commenti via internet del blog della vittima. Mentre la prima azione con l’alto tasso di presenPer contesti del web 2.0 si intendono i social network quali ad esempio Facebook e Youtube e tutti i nuovi contesti di interazione digitale diretta fra persone online (ad esempio le piattaforme di gioco in rete, gli ambienti di cooperazione online, ecc...). Per contesti del web 1.0 si intendono tutte le modalità di interazione indiretta tramite ‚files‛, link, allegati, messaggi o pagine web tradizionali del mondo digitale tipici degli anni 2000. 3


za e pervasività può destabilizzare in ogni luogo e tempo, la seconda agisce in modo più subdolo all’insaputa delle vittima erodendo giorno per giorno la credibilità e l’onore della vittima stessa alla luce del cerchio dei suoi ‚lettori‛ amici/clienti. Per catturare l’attenzione l’uso esteso degli SMS ha sicuramente contribuito a generare uno stato di ansia generalizzato.

Misure di Intervento e prevenzione Nella situazione appena vista considerando il peso relativo di ogni contesto abbiamo una forte criticità sulla dimensione dell’attenzione ottenuta tramite l’invio degli SMS e pertanto le misure di intervento e prevenzione devono esser tese a ‚proteggere‛ quel canale. Nella tabella seguente vengono riportate le strategie tipiche da attuare in questo caso dove l’Attenzione è ‚critica‛. Tabella 4 Attenzione Prevenzione

Configurazione apparati

Intervento

Analisi del contesto

La difficoltà in questo caso è data dal fatto che colui che dovrebbe e potrebbe ‚proteggere‛ il canale in modo preventivo (Beppe) non coincide con l’utente e ‚proprietario‛ dello stesso (Simona sua donna). Beppe fa vari errori ‚strategici‛ che lo espongono a dismisura: non protegge agli ‚occhi‛ della Stalker ‚amante‛ il numero della sua compagna lasciando il suo apparecchio non presidiato da alcun codice di blocco e non sa che la sua compagna ha un blog in rete con una policy libera a tutti per la pubblicazione dei commenti. Suggerire o indurre o proporsi di moderare i commenti del blog del proprio partner può essere un modo di ottenere due piccioni con una fava. Proteggere il traffico delle chiamate dei messaggi sms sul proprio apparecchio è un’altra necessità che ha senso se fatta in modo trasparente e senza insospettire onde evitare fenomeni di boomerang.


Una volta datasi l’azione di cyberstalking in contesti a tre gli interventi di ‚protezione‛ ‚a posteriori‛ rischiano di esser inutili e tardivi per Beppe nell’ottica di salvare il rapporto. Per Simona, invece, nel caso in cui decida di accettare e perdonare Beppe, sono molto utili misure di filtro del traffico degli sms attraverso software specifici che possono esser installati sui nuovi smartphone disponibili sul mercato a prezzi ragionevoli. Per maggiori dettagli si rimanda il lettore alla sezione Strategie di prevenzione ed intervento.


*<CONTINUA COME DA INDICE FINO A 115 PAGINE]


CONCLUSIONI

Come abbiamo potuto constatare il fenomeno del cyberstalking è in forte crescita in quanto viene a comprendere tutte le molestie e le minacce che si attuano attraverso i nuovi ambienti digitali di interazione e comunicazione; si pensi ai social network, a Facebook, alla telefonia mobile, ai nuovi videogiochi connessi in rete con alcune community. Le statistiche ci dicono che il fenomeno in generale è così distribuito: nel 55% circa è nella relazione di coppia; nel 25% circa è nel condominio; nello 0,5% circa è nella famiglia (figli/fratelli/genitori); nel 15% circa è nel posto di ro/scuola/università[4]. Si fa presente che, dopo un anno dal provvedimento legislativo (febbraio 2010), le denunce sono state più di 5000 e gli arresti quasi 1000. L’analisi dei singoli casi evidenzia con chiarezza che per limitare il fenomeno è essenziale attuare delle misure preventive sia tecnologiche che comportamentali. Risulta per tutti importante, sia per le vittime, sia per gli operatori, sia per i giudici, saper valutare oggettivamente i fenomeni stante la normativa vigente che lascia fin troppo spazio di interpretazione e valutazione. Per ogni vittima è essenziale saper valutare quando è sufficiente tentare di risolvere la situazione da sola at4 AIPC Editore, Stalking. Aspetti psicologici, sociologici e giuridici, a cura dell'Osservatorio Nazionale sullo Stalking, Roma 2009.


tuando una delle misure indicate nel testo. Infatti, tale soluzione presenta il notevole vantaggio di tutelare la propria privacy e quella delle persone coinvolte. Dâ&#x20AC;&#x2122;altra parte è importante sapere quando è necessario rivolgersi per aiuto a figure professionali od istituzionali per il rischio di una degenerazione violenta del fenomeno.


RIFERIMENTI UTILI

Ingegneri dell’informazione: AIRIN: composta per la maggior parte da professionisti ingegneri dell’informazione specializzati sulle tematiche tecnologiche come previsto dalla normativa vigente (DPR 328/2001). Eroga formazione specifica e segnala gli ingegneri per le indagini anti cyberstalking e per le equipe multidisciplinari antistalking. Il suo sito web è www.airin.it [continua…]

Profile for Francesco Marinuzzi, Ph.D.

Cyberstalking: come difendersi dalle molestie e dalle minacce telematiche  

Scritto a valle di una serie di eventi e convegni tenuti dall'autore sulla tematica, attraverso anche il racconto in "presa diretta" di stor...

Cyberstalking: come difendersi dalle molestie e dalle minacce telematiche  

Scritto a valle di una serie di eventi e convegni tenuti dall'autore sulla tematica, attraverso anche il racconto in "presa diretta" di stor...

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