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IL VALORE DELLE NOTE Tutti i numeri di UmbriaJazz: dalle spese ai ricavi, dai flussi turistici verso la regione allo sbarco in Cina

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l sassofono è dotato di una voce potente, capace di una grande diffusione del suono. Allo stesso modo, l’Umbria Jazz ha un effetto moltiplicatore sulle attività economiche locali. Durante i dieci giorni di concerti non è solo lo spirito a beneficiare del potere della musica perché, intorno a questo evento, si crea un vero e proprio indotto: alberghi, musei, ristoranti ma anche libri e giornali. Uno studio dell’università di Perugia in collaborazione con la fondazione Umbria Jazz, rivela che la produzione e la vendita di beni e servizi (prodotto lordo), è tre volte superiore ai contributi pubblici e privati ricevuti. Significa investire uno per ottenere tre. Sono in particolare la Regione Umbria, il comune di Perugia e quello di Orvieto a finanziare il festival: soldi pubblici che tramite Umbria Jazz vengono redistribuiti rilanciando le attività del territorio. Per Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia e di Federalberghi, la rassegna “rappresenta la regione nella sua interezza, un binomio che ormai è diventato indissolubile. I turisti che magari hanno già in mente di venire in vacanza in Umbria scelgono di arrivare durante il festival e, mediamente, tutti gli alberghi di Perugia e dintorni si riempiono, la maggior parte fa il pieno assoluto. Dal punto di vista dell’occupazione, possiamo dire che rispetto al resto dell’anno, nel mese di luglio l’occupazione nel settore alberghiero raddoppia”.

Non solo attività legate al turismo: sono 17 milioni gli italiani che conoscono il simbolo di Umbria Jazz, stampato anche su magliette, felpe, zaini. Non esiste un negozio che durante tutto l’anno venda gli articoli targati UJ, ma la fondazione si è dotata di un sito per fare shopping on-line, potenzialmente raggiungibile in tutto il mondo. Sempre sul web è possibile comprare i biglietti per assistere alle performance: dalla vendita vengono ricavati tra gli 1,2 e gli 1,5 milioni di euro. Insieme al milione proveniente dai finanziamenti pubblici e gli 800 mila euro investiti dagli sponsor privati, gli organizzatori riescono a coprire le spese praticamente ogni anno. Certamente, il merchandising ha dato il suo contributo rispetto ad una spirale negativa in cui il festival era precipitato tra 2005 e 2006, quando i ricavi erano stati nettamente inferiori alle spese sostenute. Il vice presidente della fondazione, Stefano Mazzoni, spera che l’iniziativa della vicepresidente della Camera dei deputati Marina Sereni diventi realtà: la possibilità che anche il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo contribuisca al finanziamento di un evento la cui importanza supera i confini regionali. Per Mazzoni, significherebbe prima di tutto “riconoscere il carattere nazionale ed internazionale della manifestazione, che è uno degli strumenti più potenti di divulgazione della musica jazz nel mondo. Dal punto di vista economico si parlerebbe di Quattrocolonne

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di

Gabriele D’Angelo

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un milione di euro all’anno che entrerebbero in pianta stabile tra i finanziamenti per il festival”. Ma UmbriaJazz non è solo Italia. Negli ultimi anni il marchio del festival è sbarcato in tutti i continenti, Antartide escluso. Pretoria, Brasilia, Londra, New York: sono solo alcune delle 16 città dove i jazzisti più famosi al mondo si sono esibiti. L’ultima frontiera raggiunta è quella cinese. La “Missione Cina” è partita nel 2016, e dal prossimo 17 ottobre porterà una settimana di musica sui palchi e negli auditorium di Chengdu, nella provincia del Sichuan. Secondo il responsabile del Servizio relazioni

internazionali della Regione, Giampiero Rasimelli, “l’aspetto economico per adesso non è importante. Quel che conta è riuscire a stabilizzare l’evento nel prossimo triennio.” I costi, al contrario di quanto si potrebbe pensare, sono contenuti: “Negli ultimi tre anni la Regione ha contribuito con circa 30mila euro. Il resto è stato interamente pagato dai cinesi e dagli sponsor.” Tra i partecipanti ai concerti già organizzati c’è stato anche Sergio Mattarella. Lo scorso 25 febbraio il presidente della Repubblica è volato a Chongqing: in valigia le note di UmbriaJazz. Q

La mappa delle città del mondo invase dalle note di UmbriaJazz

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Profile for Marina de Ghantuz Cubbe

Il valore delle note  

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