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Progetto eTwinning della classe 1D a.s. 2011-2012


Il Progetto

Hanno collaborato: I docenti: Albrizio Paola Daddato Antonietta Lonigro Marilina Sasso Sandra Gli alunni: Ancler Giovanni Carbone Felice Cellamare Mariangela Cognetti Sabino Cupertino Donato D'addato Fabiola De Feo Felice Del Nigro Michele Di Perna Francesco Di Perna Onofrio Ferraro Mariano Gazzillo Chiara Laraia Cecilia Laraia Giuseppe Leoncavallo Felice Mango Fabiana Minetti Claudio Musicco Annalisa Niccoli Francesca Scoccimarro Francesca Trinchillo Angelicagabriella Valente Giuseppe Zecchillo Antonio Zingarelli Francesco

E’ nato dalla constatazione che, nonostante i ripetuti sforzi del corpo docenti nella definizione e condivisione delle regole sia di convivenza civile che del regolamento scolastico, gli alunni tendono a non interiorizzarle e a sottovalutare la loro utilità. I docenti hanno pianificato insieme un percorso che li portasse gli alunni a riflettere e confrontarsi sulle regole basato sulla teoria di De Bono sul pensiero laterale: come il nostro umore può essere modificato dai colori, così anche i nostri pensieri possono assumere la ‘forma’ dei colori dei cappelli che indossiamo (per questo sulla copertina è ritratta la classe con i cappelli bianchi). Il cappello bianco sarà quello della neutralità, dei fatti; il cappello giallo quello degli aspetti positivi, quello nero di quelli negativi; il cappello rosso ci porterà a parlare col cuore dei nostri sentimenti, mentre quello blu a riflettere e valutare; infine, il cappello verde ci porterà ad allargare i nostri orizzonti e dare spazio alla nostra creatività e fantasia. Inoltre, dal momento che le regole hanno a che fare anche con i rapporti con gli altri, si è pensato di proporre anche ad altre scuole europee di condividere con noi questa esperienza, in modo da insegnare al rispetto reciproco nonostante possibili differenze culturali. Il progetto europeo eTwinning ha permesso di gemellare elettronicamente la classe con altre classi in Turchia, Polonia, Cecoslovacchia e Svezia. Gli studenti hanno utilizzato la piattaforma TwinSpace del progetto per condividere le loro esperienze ed i loro lavori e comunicare con i compagni stranieri. Cosa abbiamo fatto? E, più essenziale, cosa hanno imparato i ragazzi? Bene, abbiamo lavorato su più fronti con l’inglese come filo conduttore: abbiamo scambiato degli auguri di Natale un po’ speciali con la Turchia, abbiamo compilato insieme alla Polonia una mappa concettuale e un questionario, abbiamo creato una segnaletica per le regole della nostra scuola in più lingue e….. In un impeto di creatività, abbiamo prodotto dei racconti sotto forma di testo (in italiano) e fumetto (in inglese) su come immaginiamo un mondo senza regole, e li abbiamo raccolti in questo volume! A voi il compito di giudicare quello che abbiamo imparato!


5 Hours in Hell! Testo di: Antonio Zecchillo fumetto di antonio zecchillo & giuseppe laraia

Tutti i capi delle nazioni del mondo si sono riuniti in Francia….

… per promulgare la legge n°1500 art. 5 che obbliga tutti i ragazzi del mondo ad andare a scuola, però non più di cinque ore di lezione al giorno, ma per ben dodici ore di lezione al giorno. Il capo del governo italiano appena ha sentito questa sciocca legge, ha obbiettato che avrebbe promulgato una nuova legge che obbligasse tutti i ragazzi d' Italia a fare cinque ore di lezione ma “ SENZA REGOLE ”. Tutti gli altri capi di governo sono rimasti scioccati e l' hanno cacciato dalla riunione.

Il giorno seguente in tutta Italia è entrata in vigore la nuova legge. Tutti i ragazzi esultarono ed erano corsi a dirlo ai loro genitori. Ma non tutti erano contenti e uno di questi era Carlo. Carlo era uno di questi ragazzi per i quali la scuola era una cosa importante. La sua casa era stracolma di libri e enciclopedie e i suoi genitori erano fissati per lo studio. Erano le 9:30 e la campanella per l' ingresso in classe non era ancora suonata, sarebbe dovuta suonare alle 8:15. Carlo si decise a salire su per le scale per vedere che cosa stava succedendo. Mentre saliva vide cadere un pallone lo prese, e ricominciò a salire.


Arrivato al 1° piano vide i professori giocare a calcio; Carlo chiese alla professoressa cosa stava succedendo. La professoressa gli rispose dicendogli di divertirsi e di dare fuoco ai libri. Carlo spaventato corse via. Ogni posto dove andava vedeva cose che non avrebbero potuto vedere coloro che sono deboli di stomaco. Dei ragazzi usavano il trampolino per buttarsi dalla finestra e schiantarsi al suolo. Carlo in quel momento pensò che la scuola era diventata un inferno. Dei ragazzi con dei cappellini festeggiavano (avendo come sottofondo la canzone) del carnevale di Rio de Janero: lo presero in braccio e lo portarono a festeggiare con loro. Carlo riflettÊ e si arrese.

THE END


No Rules?!..... No Good!!! Testo di: Sabino Cognetti fumetto di sabino cognetti & felice de feo

Il giorno 4 Aprile 2012 furono per la prima volta, abolite le leggi…

Il giorno 4 Aprile 2012 furono per la prima volta, abolite le leggi e per questo, molte persone ne approfittarono e diventarono malviventi. Il capo dei malviventi era Sato, uomo di carnagione scura, vesti strappate e capelli neri. Per combatterli c’ erano due eroi chiamati “I due Giudici” che erano i pacifisti del mondo. Il più forte, Lampo, aveva il potere di far diventare buone le persone con un tocco; mentre Saetta aveva il potere di bloccare le persone con un battito di mani.


Ma, con il passare degli anni, il numero di malviventi diventò così grande che le uniche persone buone del mondo erano solo “I due Giudici”. In questo mondo ognuno faceva ciò che voleva, compiva reati e non andava in prigione. Ma un giorno sbucò dal nulla un mago con una bottiglia magica e una polvere magica che diede ai “due Giudici”. Grazie agli strumenti che il mago gli diede tutti ritornarono buoni e così dopo anni di malvagità, tornò a dominare la pace, cioè le regole furono riammesse.

THE END


The Sport without …. Testo di Michele Del Nigro Fumetto di Michele del Nigro & Felice Carbone

Tanto tempo fa, in un piccolo paese c'era una scuola media,…….

….. ma non esistevano regole. In questa scuola c'erano settecento ragazzi che facevano quello che volevano: andavano in giro per la scuola, salivano sui banchi, urlavano, giocavano a pallone, ma senza regole non si divertivano. Loro facevano di tutto e i professori con i collaboratori scolastici stavano sempre a mangiare e a chiacchierare.

Un giorno, sapendo che dovevano ricevere la visita del sindaco, si misero a fare lezione e si sistemarono tutta la scuola, quando avevano in visita altre persone facevano sempre così, perchè non avevano ancora detto niente a nessuno che in quella scuola non c'erano regole.


Il giorno dopo, quindi, il preside della scuola ebbe un colloquio con il sindaco. Il preside si presentò e il sindaco gli chiese se la scuola voleva partecipare a un torneo di calcio con le altre scuole del paese. Il preside accettò. Quando ritornò a scuola si ricordò che loro non sapevano le regole del calcio. Così i ragazzi provarono a inventarsi delle regole, ma non sapevano attuarle. Il giorno del torneo si presentarono al campo in venti ragazzi. Per fortuna l'arbitro spiegò le regole, ma per loro era difficile metterle in pratica. La partita incominciò e subirono un goal. Al termine del primo tempo stavano perdendo già 11 a 0. Quando finì la partita persero 18 a 0. I ragazzi, dispiaciuti, ritornarono alle loro case; anche se ci tenevano molto al torneo. Il preside spiegò che avevano perso perchè non sapevano le regole.

Così per il torneo del mese successivo si allenarono a giocare con le regole che aveva spiegato l'arbitro. Quando arrivò il giorno della gara, si presentarono al campo e questa volta l'arbitro non disse le regole. Quella partita la vinsero 6 a 0. I ragazzi e il loro preside erano contentissimi. Senza regole non si può vincere: spiegò il preside. Così da quel giorno nella scuola esistettero le regole e le partite di calcio le vincevano tutte e si divertivano molto! Questo racconto dimostra che senza regole si vive male, mentre con le regole si vive meglio e si può stare insieme divertendosi!.

THE END


A World Without Rules…. Testo di Francesco di Perna Fumetto di Francesco di Perna & Claudio Minetti

Come ogni ragazzo, Niccolò andava a scuola . Una vera maledizione! …….

“Avanti, Nico-Nico”, gli dicevano i genitori, “va a scuola, si imparano tante cose”. Ma ciò non faceva che peggiorare la situazione, perchè Niccolò odiava questa frase per due motivi: 1. Odiava essere chiamato Nico-Nico; 2. non aveva alcuna voglia di imparare. Intanto, però, a scuola ci doveva andare. Era in seconda media e in classe sembrava un emarginato sociale. La sua sola vista faceva rabbrividire, col suo ciuffo di capelli color sabbia che gli cadeva sull'occhio sinistro dando un tocco di dark al suo fisico magrissimo. Era arrivato nell'atrio e si avvicinava minaccioso un ragazzo di terza. “Ehi, Tombolo, leva le ancore! Sai che hai una faccia da scemo?” Niccolò si girò di scatto e lo sconosciuto piombò a terra con le mani sul naso. Niccolò si guardò soddisfatto il pugno, ma poi si accorse con orrore di ciò che aveva fatto. Nessuno, però, gli disse niente.. Niccolò, allora, afferrò il suo telefonino, andò su internet e lesse la nuova notizia: DA OGGI IN POI NEL MONDO NIENTE REGOLE!. Corse fuori dalla scuola, afferrò la bicicletta, e cominciò a pedalare per la città, fuori di sé dalla gioia.


Il giorno dopo, però, lo sconosciuto di terza (all'anagrafe Ramon) ed un suo degno e ugualmente maledetto compare (Alvise) presero a inseguire Niccolò. “Ehi, Tombolo”, urlò Ramon, “vieni a riprenderti il pugno di ieri!”. Niccolò sembrava avere un infarto e aveva la faccia cianotica, finchè non si rifugiò dietro una siepe. “Vieni fuori, stuzzicadenti, non sai che non ci sono regole? Possiamo anche far saltare il quartiere per trovarti!” gridò Alvise e prese a calci un cancello urlando parolacce. Una voce femminile invità calorosamente i due ad andare ad impiccarsi, poi un cane abbaiò e i due fuggirono. Niccolò uscì dalla siepe. Così non si poteva continuare e Niccolò era deciso ad aggiustare le cose. Ma come?


Tornato a casa, aprì la porta della sua camera, ma non vide la sua camera; o, meglio, non vide proprio niente eccetto un qualcosa completamente avvolto in un mantello nero che veniva verso di lui. Niccolò, per la prima volta, pregò. Pregò che quello non fosse un pazzo maniaco e tastò il muro cercando un potenziale missile balistico intercontinentale o almeno un'arma, ma invano. Chiese perdono a Dio per i suoi peccati (e per essere doppiamente sicuro, anche a Buddha), finchè la figura non parlò.“Niccolò “, disse. “AAAHHH!!!” ebbe in risposta. “Non aver paura” la figura lo rassicurava, ma Niccolò era comunque turbato. “Sei Gesù?, Un UFO? Il capo della CIA? Dimmi chi sei!” Niccolò era “un po'” agitato, e lo si poteva capire. “Sono il Mago della Legge e ti ho scelto per riportare le regole”. Detto ciò, afferrò Niccolò per un braccio e lo trascinò nella porta. Arrivati nel mondo paranormale, il Mago parlò: “Per riuscire a riportare le regole, devi levitare.” “Cosa!?” Ma già il Mago era svanito. Niccolò allora si sedette a terra a gambe incrociate e si concentrò. A un certo punto, cominciò a ….. levitare!

Il Mago riapparve: “Bravo, ragazzo! Sai perchè hai levitato? Perchè hai capito che è meglio avere leggi e regole! Ora va!” e poggiò una mano sul petto di Niccolò. Niccolò si ritrovò alle cinque del mattino nel suo letto. Accese la TV e ascoltò un programma sulla Costituzione. C'erano di nuovo le regole! E lui era di nuovo Niccolò, nato a Palermo il 19 agosto 1999 e residente a Palermo. E doveva andare a scuola. Come ogni giorno, arrivò nell'atrio e Ramon lo adocchiò e gli si avvicinò: “Proprio te cercavo, brutto....” SOCK! Il bullo cadde a terra e mentre si tastava il naso sanguinante, Niccolò malediceva la sua impulsività e il suo pugno e, da buon cristiano, implorava Buddha!

THE END


Rules and Me