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Numero 26 - Gennaio Febbraio 2014

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Scopri le nuove tappe del Trading Tour Editoriale Prosegue il Trading Tour di ActivTrades con una serie di tappe nel sud Italia, per poi tornare al nord nella primavera 2014!

A cura di Andrea Renault wintrader54@yahoo.it

Fra i relatori del Trading Tour alcuni dei maggiori professionisti dei mercati, fra cui il trader toscano Giovanni Lapidari, il Professor Giovanni Cuniberti, analista di Borsemercati, Carlo Alberto De Casa e Marco Sforna, analisti di ActivTrades.

2014. è l’anno della svolta? È que-

Registrazioni gratuite su www.fare-trading.it

Le Prossime Tappe del Tour 5 Dicembre 2013

Bari

6 Dicembre 2013

Napoli

21 Febbraio 2014

Palermo

22 Febbraio 2014

Catania

Perchè ActivTrades I Punti di Forza Regolamentata dalla FCA Piattaforme MetaTrader 4 & 5

In arrivo le tappe di…

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italiandesk@activtrades.com www.activtrades.it Forex e CFD sono prodotti finanziari negoziati in marginazione e presentano un elevato rischio per il tuo capitale. Il programma ActivTrades Rewards é soggetto a Termini e Condizioni. La polizza assicurativa “Excess of FSCS Insurance” é soggetta a Termini e Condizioni e l`ammissibilità al Financial Services Compensation Scheme dipende dalla natura e dallo status della richiesta. ActivTrades Plc è autorizzata e regolamentata dalla Financial Conduct Authority. Registrazione presso la FCA n. 434413.

sta la domanda che tutti noi ci poniamo. La risposta purtroppo “ la scopriremo solo vivendo”... Le premesse ci sono tutte però... stanno arrivando i primi dati macro positivi (parliamo ovviamente del mercato domestico)... altre volte abbiamo sperato che la situazione cambiasse e così non è stato ma forse adesso qualche elemento in più lo abbiamo... certo se domandiamo all’uomo di strada cosa si aspetta dal nuovo anno, probabilmente saremmo contraddetti ma qualcosa però si sta muovendo anche in ambito politico e questa è la vera novità che ci autorizza a sperare. La riforma elettorale è il primo vero passo del cambiamento che potrà lentamente rimettere in moto quei meccanismi che sono alla base di ogni ripresa economica. Finito il mese di dicembre, è tempo di bilanci: ebbene il FTSE Mib, l’indice nostrano, termina l’anno con un rialzo del 16%; niente di eclatante ma pur sempre un risultato di tutto rispetto a conferma se non altro del fatto che su certi livelli di prezzo le mani forti hanno cominciato a comprare consapevoli che il peggio era alle spalle. La sensazione è che qualcosa si stia muovendo, alla faccia di Mr.Tobin, e di tutti i suoi amici; saremo testimoni del nostro tempo! Buon 2014! Ma soprattutto buon trading!

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www.insidertradinglive.it info@insidertradinglive.it

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Numero 26 Gennaio - Febbraio 2014

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reg. Trib.: 5900 del 23.11.2012

Sommario 7

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23 19

10 7IMBROGLI I CONTINUI DI UNA

FINANZA COLLUSA E BUGIARDA

19 LA POCA CERTEZZA DELLA PREVISIONE

A cura di Giuseppe Minnicelli

10 IL COMPLEANNO

23 OPTION TRADING STRATEGIES

16 IL MESE DELLE PREVISIONI

31 TRADING CON LE MEDIE MOBILI

A cura di Gianvito D’Angelo

A cura di Gianluca Defendi

A cura di Biagio Milano

A cura di Claudio Zanetti

MADAMA BUTTERFLY A cura di Luca Stellato

Eventi 42

38

DIRETTORE RESPONSABILE Elisabetta Failla

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31 37 IL PODIO NEI CONTEST A cura di Riccardo Guidi

38 ANALISI FUTURE

EUROSTOXX EURODOLLARO A cura di Federico Izzi

49 ARTE

45

EDITORE Insider Srl - Via Martignano,6 - 00199 Roma

COORDINATORE PROGETTO Andrea Renault

46 Gestito il risparmio

PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE Manuela Bresolin

50 ARTE 42 85°EDIZIONE DI PITTI 45 LE ANTEPRIME DEI NETTARI GRANDUCALI 46 Mercati Strumenti e metodologie Soluzioni elementari

COLLABORATORI: Gianvito D’Angelo, Gianluca Defendi, Carmelo De Luca, Riccardo Guidi, Federico Izzi, Biagio Milano, Giuseppe Minnicelli, Claudio Pini, Luca Stellato, Claudio Zanetti Piazza Indipendenza, 21 50129 Firenze

di Elisabetta Failla

di Carmelo De Luca

per un buon investitore di Claudio Pini

49 UNA VOLTA NELLA VITA 50 DA GIORGIO ARMANI AL RINASCIMENTO

di Carmelo De Luca

di Carmelo De Luca

Tutti i contenuti di questa rivista sono da intendersi di esclusiva proprietà intellettuale di Insider s.r.l., eccetto ove espressamente indicato tramite citazione della fonte. I contenuti possono essere utilizzati solo a scopo personale e/o informativo. Ne sono espressamente vietate la commercializzazione e la riproduzione, anche parziale, in qualsiasi forma, incluse la pubblicazione su siti web, la diffusione tramite mailing-list o newsletter, la pubblicazione su riviste cartacee o cdrom e su qualsiasi altro supporto, la diffusione tramite qualsiasi mezzo di comunicazione, senza la preventiva autorizzazione scritta di Insider s.r.l.. L’autorizzazione alla riproduzione è in ogni caso subordinata alla citazione della fonte (Insider s.r.l.) e, ove presente, del nome dell’autore. Per richieste di autorizzazione all’utilizzo dei contenuti sopra indicati, inviare una e-mail a: info@insidertradinglive.it

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J. Lamarck Biotech - Classe A

Dicembre 2013 www.selectrasicav.com www.lamarcksicav.eu

UCITS IV SICAV

STRATEGIA DI INVESTIMENTO L'obiettivo principale del comparto SELECTRA Investments Sicav –– J. Lamarck Biotech è di beneficiare dell'aumento del prezzo delle azioni nel settore delle biotecnologie. Gli investimenti si concentrano sulle società di alto livello, già mature, del settore e su società con una gamma interessante di prodotti in via di sviluppo, presenti su uno o più mercati, quali Nasdaq o NYSE. La politica di investimento consentirà al Comparto di incrementare il rendimento relativo complessivo rispetto all’’Indice Nasdaq Biotech grazie a una selezione attiva di titoli di società che offrono le piattaforme tecnologiche più promettenti.

PERFORMANCE DEL FONDO

Fondo

Benchmark

260

YTD

47,13%

65,61%

240

1 mese

-1,82%

1,26%

220

3 mesi

0,63%

8,25%

200

6 mesi

17,20%

30,69%

180 160

1 anno

47,13%

65,61%

Dal lancio (24/1/2011)

92,40%

140,46%

di una finanza collusa e bugiarda A cura di Biagio Milano bia72@libero.it

PERFORMANCE CUMULATA *

I continui IMBROGLI

140 120 100

LIVELLO DI RISCHIO

80

Basso rischio

Alto rischio

Generalmente minori ritorni

Generalmente maggiori ritorni J. Lamarck Biotech Fund (Class A Shares)

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Nasdaq Biotech Index

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DRAWDOWN

Il livello di rischio è stato calcolato sulla base di un’’asset allocation standard adottata alla data di calcolo dell’’indicatore. Tale indicatore di rischio è riportato nel documento d’’informazione chiave per l’’investitore, come previsto dalle direttive europee (Regolamento (UE) N. 583/2010 della commissione).

Depth

Length

Recovery

Peak

Valley

-14,81%

6

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Mag-11

Nov-11

-8,63%

1

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Sett-12

Ott-12

-3,22%

1

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Gen-12

Feb-12

POSIZIONI PRINCIPALI

ALLOCAZIONE PER SETTORE INDUSTRIALE Valore di mercato (EUR) 5.089.895,47

Titolo Isis Pharmaceuticals Inc

% AUM 11,50% 7,30%

Alnylam Pharmaceuticals Inc

3.231.881,53 2.848.526,42

Oncologia

6,44%

Malattie metaboliche

Incyte Corp

2.682.919,57

6,09%

Antivirali

Exelixis Inc

2.371.499,25

5,36%

Malattie infiammatorie

Amgen Inc

4.94%

4.39% 3.94%

5.22%

33.76%

8.03%

Diagnostica

Malattie immuni complesse

INFORMAZIONI SUL FONDO NAV classe A (31.12.2013) AUM Benchmark Data di lancio Domiciliazione R.C.S.

Antibiotici

EUR 44,26 Mio

31.40%

Nasdaq Biotech Index 24 Gennaio 2011

CONDIZIONI DI INVESTIMENTO

11 Rue Aldringen, L-1118 Luxembourg Luxembourg, B136880 J.Lamarck SIM S.p.A.

Auditor

Deloitte Audit S.à r.l.

Contatti

Sistema nervoso centale

EUR 192,40

Advisor Banca Depositaria

8.31%

KBL epb S.A. (Luxembourg) SELECTRA Management Company S.A. 9, rue Schiller L-2519 Luxembourg Tel: +352 26 20 22 81 info@selectra.com

Commissioni di advisory Ammontare minimo Commissioni di performance Bloomberg ticker ISIN *

Classe A fino a 1.30% p.a EUR 1.000.000 20% p.a con HWM** SELJLBT LX LU0574993464

Classe B fino a 2.50% p.a EUR 5.000 20% p.a con HWM** SELJLBB LX LU0574994512

Il calcolo del rendimento avviene sulla base del valore quota (senza considerazione delle commissioni di ingresso)

** High Water Mark

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Prima dell’’adesione leggere il prospetto informativo disponibile sul sito www.selectrasicav.com e presso i soggetti autorizzati al collocamento. Come nel caso di tutti i prodotti d’’investimento, le performance passate di un comparto non costituiscono una garanzia di risultati futuri, e il valore delle azioni di SELECTRA Investments Sicav –– J. Lamarck Biotech e il loro eventuale reddito possono variare sia al rialzo che al ribasso. All’’atto del rimborso delle azioni, gli investitori potrebbero ricevere un importo inferiore a quello originariamente investito. Il valore delle azioni di SELECTRA Investments Sicav –– J. Lamarck Biotech può essere sfavorevolmente influenzato dalle fluttuazioni dei tassi di cambio tra le valute di riferimento degli investitori e la valuta base. Per ulteriori informazioni in merito ai rischi descritti brevemente qui sopra e ad altri eventuali rischi connessi all’’investimento nel comparto SELECTRA Investments Sicav –– J. Lamarck Biotech, si rimanda al prospetto informativo di SELECTRA Investments Sicav. I dati contenuti nel report sono elaborati da SELECTRA Investments Sicav. SELECTRA Investments Sicav si riserva il diritto di modificare, in ogni momento, le analisi e le informazioni prodotte.

Ricordate il 2008/2009? Fu quello l’inizio, soprattutto febbraio 2009, di un grande attacco alla finanza del nostro paese da parte di fondi speculativi (Pimco e Black Rock , per citarne un paio). Vi ricordate come erano i dati macro del paese Ita-

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lia, rispetto ad oggi? Debito pubblico a 1885 miliardi, deficit/PIL a 107, disoccupazione al 7% , buonissima propensione al risparmio e pochi suicidi , fallimenti o chiusure di imprenditori e imprese. Di che cosa sono stati invece capaci i fondi speculativi, e non solo quelli sopra citati? Di portare su lo spread... da 165 punti base a oltre i 500 punti; di distruggere le azioni della nostra borsa, di fare arrivare alcuni BTP a quotazioni vicine a livelli di fallimento (il BTP 1 febbraio 2037 arrivò a quotare 63 euro) e di costringere (beh, costringere: per me qui il discorso collusivo è fondamentale!) la politica ad alzare la pressione fiscale sino a livelli tali da portare il paese in coma! La situazione attuale vede il paese in profonda e reale recessione, che durerà circa 15/20 anni; una completa deindustrializzazione, con imprese che hanno chiuso, delocalizzato o (soprattutto) che sono fallite; un tasso di disoccupazione sopra il 13%; risparmi finiti, perchè è tragico l’ultimo dato sulla attuale propensione degli italiani; un debito pubblico fatto aumentare in valore assoluto di 330 miliardi (attualmente siamo a 2105 miliardi!!) e un rapporto debito/PIL alle stelle! Risultato: paese in gravissima difficoltà reale, ma l’indice della Borsa

Italiana che invece da 15 mila si ritrova a 20 mila punti, sulla base del fatto che, secondo la finanza collusa e l’altrettanta collusa politica, ci sarebbe un miglioramento congiunturale! È incredibile quanto si possa essere bugiardi in questo lavoro. Ed è pazzesco pensare a come la FINANZA sia arrivata ad avere un potere tale da permettersi di fare ciò che vuole nel mercatino ITALIANO. Ma come anche in tante parti del mondo! Il prossimo problema ITALIANO sarà l’INPS , poiché è possibile che presto non riuscirà a pagare le pensioni. Ma i mercati internazionali ci descrivono come “forti e in ripresa”. Così facendo stanno creando le condizioni per una nuova bolla al ribasso. Non parliamo poi di quanto siano fittiziamente saliti DAX e AMERICA. Continuiamo a cavalcare, dunque, l’onda della bugia. Mio padre sovente mi ripeteva che comunque nella vita “ogni nodo viene al pettine”. E diciamo che c’è solo da aspettarli al varco, perché presto succederà qualcosa di molto brutto dal punto di vista grafico, soprattutto per gli indici Americani. In questo mercato ad esempio, secondo la mia analisi di GANN, ci sarà, nei prossimi 18 mesi, un tracollo fortissimo, con target di prezzo vicini ai 12 mila punti. Per il DAX si parla di quota 7000. Pochissimo spazio di salita ancora, per cui si potrebbe vedere un DAX a 9900 punti, un DJ tra 16800/17400 e noi a 21400 circa. Ma poi andrà tutto giù con una forza terrificante. Saranno quei “nodi” che “verranno al pettine”, e molta gente rimarrà incastrata nel mercato, perchè si sta lasciando abbindolare dalle sirene degli speculatori che spingono tutte le borse in su. Il PASSATO non insegna niente? Evidentemente no. n


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A cura di Claudio Zanetti www.consiglidiborsa.it

IL COMPLEANNO Il compleanno, talvolta genetliaco, è il giorno dell’anno in cui è nata una persona. È solito in molte culture celebrare l’anniversario del compleanno, soprattutto nei bambini, per esempio dando una festa (festa di compleanno) con amici i quali portano dei regali al festeggiato. La ricorrenza della nascita di un sovrano era celebrata nell’antichità con feste e sacrifici agli dei. La data e ora della nascita, inoltre, sembrava essere d’importanza solo per un importante personaggio e soprattutto per il suo possibile utilizzo da parte degli astrologi.

Col sopravvento del Cristianesimo la celebrazione del compleanno fu considerata una pratica pagana e venne completamente abbandonata.  Perfino nel caso di Gesù la data dell’Epifania o quella del suo battesimo sembrarono più significative e importanti da celebrare rispetto alla data di nascita, che fu stabilita in modo uniforme nella cristianità solo dopo qualche secolo. Marco Polo racconta le feste di compleanno di Kublai Khan proprio perché in occidente apparivano un atto eccentrico. Si diffuse invece, nel Medioevo cristiano la celebrazione dell’onomastico o della data di morte, vero dies natalis alla vita vera.

La situazione cambiò con l’età moderna e si laicizzò perché la Riforma protestante, abolendo il culto dei Santi, tolse lustro alla celebrazione dell’onomastico mentre la rivoluzione francese promuoveva l’anagrafe e l’istituzione dei certificati di nascita. «Il compleanno moderno è apparso soltanto quando ha cominciato ad affrancarsi dalla tradizione cristiana del Medioevo... Non c’era posto per una celebrazione “religiosa” della ricorrenza della nascita». L’atto di nascita della celebrazione del compleanno, come è intesa oggi, si verificò secondo lo storico francese Jean-Claude Schmitt

nell’agosto 1802 quando Johann Wolfgang von Goethe volle celebrarne degnamente il cinquantatreesimo compleanno. La pratica dei moderni riti di compleanno (auguri, torta, candeline, regali, canzoncina) si consolidarono negli ambienti aristocratici e nella borghesia del XIX secolo e non raggiunsero gli ambienti popolari prima del XX. La repulsione degli ebrei prima e dei primi cristiani poi nei confronti del compleanno nasce dal fatto che nel testo biblico nessun uomo fedele a Dio e da Lui approvato festeggiò il compleanno e di nessun pro-

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feta, santo o apostolo viene citata la data di nascita. Parimenti la Bibbia appositamente non cita la data di nascita di Gesù Cristo per l’evidente ragione che Dio odia tale usanza pagana. Dello stesso parere erano i cristiani dei primi 3 secoli quando i princìpi cristiani non erano ancora stati impregnati da filosofie e tradizioni pagane: “La nozione della festa del compleanno era lungi dalle idee dei cristiani di questo periodo in genere”. C’è da notare che le Sacre Scritture comunque citano solo 2 compleanni e più precisamente il compleanno del Faraone come si legge in Genesi al cap.40 nei versetti da 20 a 22. Nella seconda occasione la visione sfavorevole che ne da la Bibbia è maggiore poiché in occasione del compleanno di Erode (uomo non devoto) durante il suo compleanno venne tagliata la testa di Giovanni il Battista (uomo fedele a Dio). Questo episodio viene citato, con evidente proposito, due volte, sia da Matteo cap. 14 versetti 6-10 che da Marco cap. 6 dal versetto 21 al 28°. William Delbert Gann consigliava di prestare estrema attenzione a date particolari quali quella di nascita di una commodities o di una azione o di un future, quella del minimo storico o del massimo storico, oltre che a particolari scadenze che guardando il passato si collegavano tra di loro, e quindi nei suoi testi citava che osservare il compleanno avrebbe portato a significative inversioni. Il 22 dicembre del 1977 l’indice Comit Generale segna il suo minimo storico di sempre al prezzo di 54,90 e pertanto si festeggia oggi il suo 36° compleanno. Sappiamo già l’importanza del numero 36 - 1/10 del cerchio di 360 - metà di 72 - numero biblico per eccellenza e orologio del Pianeta Terra dal quale si determina la Precessione degli Equinozi - e 1/4 di 144 - numero del quadrato perfetto ottenibile elevando alla seconda potenza il numero 12 che sono poi i mesi solari presenti in un anno solare terminato il quale si completa il compleanno - ma soprattutto questo compleanno di 36 anni racchiude 4 tempi da 9 anni ciascuno.

36 anni sono infatti 1878,39 settimane pari a 4 tempi da 469,60 settimane. È impressionante notare come questo ciclo di 470 settimane - arrotondato per comodità - abbia fatto spesso il suo dovere con una precisione imcredibile basti pensare che la metà di 36 anni o il doppio di 9 anni intercetta il minimo del 05 dicembre

1995 da dove parte il fortissimo bull-market che porta poi il prezzo al massimo storico di sempre del marzo 2000. Non solo. Se prendiamo il minimo del settembre 1992 - giorno 16 coincidente con  la svalutazione della lira italiana e ci aggiungiamo 9 anni o 470 settimane pari a 1/4 dei

36 anni - s’intercetta la data dell’11 settembre 2001 e di conseguenza il bottom dei 10 giorni successivi.  Ma anche dal massimo storico del 7/10 marzo 2000 aggiungendo 9 anni o 470 settimane troviamo esattamente il minimo del 9 marzo 2009 ancora oggi il minimo più basso per quanto riguarda l’Indice Comit Generale e se vogliamo anche del future visto il doppio minimo con il mese di luglio del 2012, nonostante solo oggi si percepisca la crisi macroeconomica. 36 anni corrispondono a 432 mesi - numero sacro dell’Antico Egitto grazie al quale hanno costruito la Grande Piramide in scala 1:43200 il Pianeta Terra, oltre che la vibrazione più perfetta in natura data dal diapason - ma soprattutto corrisponde a 3 volte il ciclo di 144 per cui siamo sulla scadenza di un’importante setup naturale. Grazie alla scala di WDGann il 61,80% - proporzione divina o numero della Natura - o 5/8 del quadrato di 144 mesi corrisponde al prezzo di 720 che come numero è il doppio di 360 che a sua volta corrisponde a 10 volte il numero 36. Ricordiamoci il numero 720 che poi ritornerà sull’indice Comit in modo perfetto. Il numero 36 è il numero magico da dove nasce il concetto della Tetraktis di Pitagora. Infatti partendo dal numero 4 - ecco il perchè abbiamo diviso il compleanno di 36 anni in 4 tempi ottenendo 9 anni o 470 settimane - questo è l’ultimo numero che si ottiene passando dal punto alla linea, dalla linea al piano e dal

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piano allo spazio. Tale concetto è espresso da fatto che la somma dei primi 4 numeri totalizza il numero 10 - base decimale - e dove ci siamo permessi di moltiplicare il numero 36 per 10 volte per ottenere 360 ovvero il cerchio della vita. 1 +2 + 3 + 4 = 10 Prendendo i primi 4 numeri dispari e i primi 4 numeri pari e sommandoli assieme si ottiene il 36 che ha signficato di Mondo e quindi essendoci 432 mesi in 36 anni gli Antichi Egizi - o chi per essi - hanno costruito la Grande Piramide in scala rispetto al Pianeta Terra e quindi rispetto al mondo. Osserviamo: 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 +7 + 8 = 36 È sempre grazie al numero 36 che si arriva a sua volta al numero 666 visto che sommando i primi 36 numeri il risultato è appunto 666. Osserviamo: 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 + 7 + 8 + 9 + 10 + 11 + 12 + 13 + 14 + 15 + 16 + 17 + 18 + 19 + 20 + 21+ 22 + 23 + 24 + 25 + 26 + 27 + 28 + 29 + 30 + 31 + 32 + 33 + 34 + 35 + 36 = 666 Oltre ad essere a 36 anni e a 3 tempi da 144 mesi dal bottom storico siamo anche a 720 settimane dal top storico del 10 marzo 2000, ecco perchè dicevo prima di ricordarsi il numero 720. 720 è il doppio di 360 che a sua volta è 10 volte 36, e questo fatto è impressionante visto che passando da un calcolo annuale a quello mensile e a quello settimanale tutto è collegato, oltre al fatto che - come già detto - come numero corrisponde al 61,80% del quadrato di 144 mesi. Ancora più preciso se analizziamo il prezzo. La chiusura di venerdì sera è stata 1.016,94. 3 quadrati da 144 mesi portano ad un totale di 3.456 punti, e 1.016,94 su 3.456 punti corrisponde al 30,90% ovvero esattamente la metà della proporzione divina del 61,80%. Inoltre la metà di 3456 corrisponde a 1728 - 12 elevato al cubo - che se fossero giorni solari corrispondono al numero delle settimane che a sua volta è il 61,80% del Tempo del qua-

drato del massimo su time frame settimanale. E ancora. 1016,94 sono i giorni solari presenti in 144 settimane che a sua volta è 1/5 di 720, e questo perchè essendoci 7 giorni in una settimana, 144 x 7 porta a 1008 con una piccolissima differenza rispetto a 1016,94. Se la chiusura è stata di 1016,94 dal minimo storico di 54,90 punti abbiamo avuto una crescita di 962,04 punti in 36 anni. Questo numero è l’espressione del Doppio Tetragramma Biblico ma soprattutto dell’angolo aureo che è il 61,80% del cerchio di 360 e quindi 10 volte 36. il 61,80% di 360 pertanto corrisponde a 222,50 la cui metà è 111,25 che moltiplicato per 10 si ottiene 1112,5. Ebbene se il massimo storico di 720 settimane fa è stato fatto al prezzo di 2182,34 e il minimo storico di 36 anni fa è stato fatto a 54,90 punti il range è stato di 2127,44 punti. Se da questo livello sottraiamo la quotazione ufficiale di 1016,94 di venerdì otteniamo esattamente il valore di 1110,5 quindi praticamente 1112,5 la cui media fa appunto 1111 che diviso 10 porta a 111 numero ottenibile con la Tetraktis di Pitagora e il suo numero 36. La Grande Piramide e il compleanno dell’Indice dimostrano la perfezione di quanto detto. Solo coincidenze? O frutto di una perfezione matematico/geometrica di più Alto Ordine e Grado? Sottile è il confine tra fato e coincidenza. Buon compleanno Comit. n


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A cura di Gianvito D’Angelo supergianvi@gmail.com

IL MESE DELLE PREVISIONI Cari lettori Gennaio è notoriamente un mese ”previsioni”, in tutti i campi ci si interroga sul futuro che verrà. e la borsa, la finanza e l’economia in genere non possono, a maggior ragione, sottrarsi a tutto questo. La borsa, lo sappiamo, è un po’ il regno delle previsioni, la cui accuratezza è direttamente correlata ai potenziali guadagni. Ma davvero si può prevedere il futuro? O è tutto governato dal caos, dalla casualità? Prevedere se un titolo salirà o scenderà è davvero come prevedere il rosso o il nero alla roulette? In realtà non è proprio cosi, nel caso della roulette ogni evento è totalmente scollegato dall’altro da un

punto di vista probabilistico. Il rosso ed il nero hanno ad ogni giro la stessa probabilità di uscire. In borsa sappiamo con certezza che non è così: se il mercato è sceso del 50% nell’ultimo anno, le probabilità che scenda ancora non sono identiche rispetto al caso in cui, ad esempio, nell’ultimo anno fosse solo salito. Il mercato è ancora fatto direttamente o meno, da uomini e non da macchine, ed un uomo viene certamente condizionato dagli eventi passati, ed in base a questi prende decisioni per il futuro. Nulla dura per sempre, lo sappiamo, ma le probabilità di successo se entriamo a favore di trend sono normalmente più alte; avremo torto soltanto nel caso in cui entriamo alla fine del trend stesso... magari quando

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TRENDLINE DI BREVE PERIODO TRENDLINE DI LUNGO PERIODO

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Parliamo di SP 500 allora! Come dovrà essere il nostro approccio davanti a que-

sto grafico? Finchè i prezzi ritracceranno verso le trend line di breve e di lungo periodo senza consolidare al di sotto di tali livelli dinamici, il trend dovrà considerarsi in atto e nessuna posizione short dovrà essere aperta. Nel caso in cui i prezzi dovessero rompere le trend line e quotare contemporaneamente al di sotto dei precedenti massimi, potremo considerare il trend long concluso e provare ad aprire posizioni short con stop sopra i max assoluti.

LA POCA CERTEZZA DELLA PREVISIONE A cura di Giuseppe Minnicelli finance@cpfitd.eu

gli equilibri delle forze in campo stanno per cambiare! Come sono solito dire a tutte le persone che seguo in coaching, il bravo trader in realtà non fa previsioni ma cerca rapporti causa-effetto su di un grafico, è un attento osservatore, cerca di capire se a fronte di certe configurazioni grafiche, il prezzo tende ad avere comportamenti ripetitivi, in modo che se dovesse di nuovo imbattersi nella stessa configurazione saprà statisticamente cosa attendersi! Cosa vuol dire statisticamente? Vuol dire nella maggior parte dei casi e non SEMPRE! Ecco perché un bravo trader posiziona sempre degli stop! Se doveste imbattervi in chi vi dice che non usa stop oppure che gli stop sono inutili, avrete (ma solo in questo caso) una certezza: state parlando con un perdente! Il trading è l’abilità di limitare i danni quando ci si sbaglia, piuttosto che la capacità di guadagnare quando si indovina la direzione!

Quello disegnato è soltanto una ipotesi, non vuol dire che il mercato a partire da quest’anno dovrà necessariamente scendere, ma ci dice che SE E QUANDO i prezzi dovessero rompere le trendline e contemporaneamente quotare al di sotto dei precedenti massimi, sarà corretto cercare di aprire posizioni short... Però lasciate per un attimo che l’ottimista prenda il sopravvento sul trader: spero (con il cuore e non con la testa) che i mercati continuino a salire anche per il 2014! n

PRECEDENTI MAX!

TRENDLINE DI BREVE PERIODO TRENDLINE DI LUNGO PERIODO

La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere perfino l’astrologia più rispettabile. (John Kenneth Galbraith). Questa volta mi piacerebbe introdurre le mie riflessioni di inizio 2014 attraverso questa massima dell’economista canadese in quanto mi sembra molto attuale in un periodo che ci vede alle porte del nuovo anno, lasso temporale per antonomasia dedicato all’oroscopo ed alle previsioni in campo economicofinanziario. Proprio in quest’ultimo campo, qualsiasi addetto ai lavori venga intervistato, sia sui vari network televisivi che tramite carta stampata, ha iniziato ad azzardare le prime previsioni per il 2014. Io, al contrario, vorrei rivolgere la mia analisi verso qualcosa di certo ed inequivocabile; inizierei pertanto la mia “carrellata” prendendo in considerazione uno degli eventi accaduti nell’ultima parte dello scorso anno, in maniera da poter mettere a confronto quella che è l’analisi pre-

visionale con il dato certo, reale ed incontrovertibile. Non posso nascondere la mia soddisfazione nel constatare che, l’argomento centrale, il meaning del discorso è sempre la nostra cara, amata ed inutile Tobin Tax. Voi penserete... ancora la Tobin? Si, sempre, why not? Io, però, a differenza di altri, non la voglio utilizzare come arma per puntare il dito contro qualcuno, per pronunciare un sostanziale j’accuse o tacciare d’incompetenza chi è assente. Sarebbe troppo facile. Voglio soltanto trarre delle conclusioni, dalle quali non posso esimermi visto che per ben tre numeri della rivista avevo manifestato grosse perplessità sulla portata della legge. Gettito previsionale 1 miliardo di euro, incasso reale 159 milioni di euro. Ma come si può avere fatto un errore così madornale? Comprendo che possa esserci una percentuale di errore, un range di 5/10 punti, viste le cifre di cui si parla, ma qui mi sembra davvero troppo. Invito pertanto a riflettere chi ha sbagliato. Su questa

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terra nessuno è esente da errori, soprattutto quando si debbono prendere delle decisioni importanti, e sono anche d’accordo con quanto affermato da Democrito, “meglio criticare i propri errori che quelli degli altri”, ma questa volta per cortesia che si traggano delle appropriate conclusioni. Via questo ridicolo balzello, meglio un’aliquota al 21/22 % sulle plusvalenze (dato certo) che la Tobin Tax. E per inciso, sono anche disponibile a dare un contributo argomentativo per superare il problema. Spero però di non ascoltare più frasi del tipo... così come è congegnata... perchè ritengo che in qualsia-

si maniera possa essere strutturata tale imposta non servirebbe proprio a nulla se non per il suo effetto placebo agli occhi degli elettori di orientamento filo sinistrorso. Con la Tobin Tax si puniscono i cattivi, gli speculatori che hanno rovinato i mercati a danno dei piccoli risparmiatori, padri di famiglia che hanno cercato con tanta pazienza ed enormi sacrifici di investire il frutto del lavoro di una vita. A questo punto vorrei ricordare quanto già da me affermato in precedenza: ma un bambino che scambia la figurina di Totti con 20 figurine di altri calciatori

non sta mica speculando? N’est ce pas!!!!! La verità è che si preferisce glissare su di un piccolo particolare chiamato “regole”. Esistono 2 sole possibilità, e sono già tante: presenza di regole che vengono sovvertite, allora si puniscano i colpevoli, non esistono le regole, allora che si faccia un piccolo esame di coscienza e che si scrivano una volta per tutte. Basta però con la favola del lupo cattivo. Alla base però è necessario superare tutte quelle gelosie e contrapposizioni da sempre esistenti, altrimenti non sarebbe possibile arrivare a nessun punto. È sempre e solo il dialogo che può aiutare a scavalcare l’em-

passe ed il riconoscimento che può esistere sempre qualcuno più bravo di noi in un determinato settore. Ma su quest’ultima considerazione immagino che possa considerarsi una favola e non realtà. Esaurito il primo punto, passerei ad esaminare la seconda certezza. La gente non ce la fa più. È stanca di osservare che ogni cosa viene risolta con l’aumento della pressione fiscale. Siamo in deflazione ed un eventuale ritocco delle aliquote fiscali al rialzo potrebbe portare alla chiusura delle aziende medio piccole e di riflesso al li-

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OPTION TRADING STRATEGIES

“Madama Butterfly” non è solo un’opera lirica del grande compositore Giacomo Puccini, ma è una delle strategie in opzioni più accattivanti, a disposizione dell’option trader per operare sul sottostante considerato in maniera non direzionale, lavorando sulla logica dell’individuazione dell’intervallo di variazione del sottostante stesso. Il trading non direzionale è del tutto diverso dal classico “compra e vendi” a cui sono abituati i traders in azioni e futures. Le opzioni regalano questa importante opportunità: il combinare acquisti e vendite di gruppi di options consente di costruire strategie pensate per lavorare su “intervalli” di prezzo, relativamente al sottostante considerato. Questo passaggio mentale può sembrare banale, ma non lo è: per il trader significa passare dalla domanda “il mercato sale oppure il mercato scende?” per quell’arco temporale alla domanda “il mercato sarà compreso tra –x% e +x% o sarà al di fuori di +/-x%?”

cenziamento di numerosi lavoratori con una ricaduta consequenziale sul gettito tributario per lo stato. È il solito serpente che si morde la coda. Questa coda però, piano piano sta sempre più assottigliandosi e tra poco non ci sarà più nulla da mordere. Se non lavoro non guadagno, se non guadagno non dichiaro e se non dichiaro non pago. È una semplice proprietà transitiva a determinare il risultato finale. Ed oggi questo risultato ha una portata devastante. Come pensare quindi soltanto ai mercati quando l’aria è sempre più “inquinata”? È vero, chi lavora sui mercati ha un debitore solido e certo che quando deve adempiere ai propri obblighi non tarda un istante nell’attribuire quanto dovuto.

Ma la realtà esterna è differente, è fatta di gente che non viene stipendiata, di professionisti che non ricevono l’onorario, di aziende che pur lavorando bene e molto di più non riescono ad effettuare gli incassi e rischiano pertanto il tracollo. Purtroppo anche in questo caso si rischia di ricadere nel mondo delle favole ed io non sono uno dei fratelli Grimm. In alcuni momenti mi piacerebbe essere Fedro o Esopo per scrivere qualcosa che alla fine presenti una morale da trarre. Ma questo, forse, non servirebbe a nulla vista la crisi anche nel campo dell’editoria... Buon 2014, almeno questo augurio, unica certezza. À bientôt. n

per quel dato arco temporale. Questa rivoluzione copernicana nell’approccio al mercato da parte del trader consente di operare in modo ragionato e meno compulsivo, abituandosi più all’idea di pianificazione strategica che a quella dell’adattamento tattico continuo, tipico del trader direzionale, che spesso cambia la propria view in modo repentino, rischiando di sconfinare in quel pericoloso fenomeno detto “overtrading”. Fatta questa doverosa premessa, torniamo ad occuparci della “nostra Madam Butterfly”, ovvero la strategia in opzioni composta da tre “gambe”, ovvero da tre posizioni diverse aperte in contemporanea su opzioni con strike diversi ma identica scadenza, che disegna un profilo di payoff a scadenza, simile appunto a quello di una farfalla stilizzata. Vediamo il profilo di payoff, ovvero il profilo profitti / perdite alla scadenza delle opzioni rispetto al valore del sottostante a scadenza disegnato nel grafico in basso. Come si intuisce dal profilo di payoff, pur essendo una strategia in opzioni non direzionale, la sua particolare costruzione la rende poco reattiva alle

PROFIT/LOSS

SOTTOSTANTE

Profilo PayOff della Butterfly

A cura di Luca Stellato www.formazione-trading.com

MADAMA BUTTERFLY

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variazioni della volatilità del sottostante, il che favorisce ancora meglio il “ragionare per intervalli” di cui si diceva, senza avere particolari benefici o svantaggi da forti aumenti o diminuzioni di volatilità durante la vista della strategia, cosa che invece accade ad esempio per strategie quali le “Strangle” o le “Straddle”. La Butterfly si costruisce con tre opzioni con tre basi diverse equidistanti tra loro. Il rapporto tra le il numero di opzioni in portafoglio per le diverse basi è sempre lo stesso e segue la seguente combinazione: 1 – 2 – 1 o multipli di questa, ad esempio 2 – 4 – 2 oppure 5 – 10 – 5 e più in generale N – 2N – N. La posizione doppia viene aperta sull’opzione che ha lo strike centrale, ovvero quello compreso tra gli altri due. Definiamo lo strike centrale appunto “baricentro” della Butterfly. La Butterfly può essere costruita indifferentemente sia con opzioni put (tutte e tre le basi sono di put) sia con opzioni call (tutte e tre le basi sono di opzioni call). Sottolineiamo ancora una volta che in ogni caso tutte le opzioni hanno la stessa scadenza. La strategia in realtà presenta due versioni: Long Butterfly e Short Butterfly a seconda di come si compongono gli acquisti e le vendite delle tre basi. Se non si attribuisce il segno Long o Short ci si riferisce alla prima versione Long Butterfly o semplicemente Butterfly, che ha il profilo di payoff del grafico di pagina 23. LONG BUTTERFLY L’option trader che sceglie la Butterfly ha dunque una visione neutrale sul sottostante e si aspetta che il sottostante considerato abbia una piccola variazione percentuale rispetto al baricentro della strategia. A fronte di questa view neutrale sul sottostante si ha una rischio limitato e certo a priori così come si ha un utile massimo certo e noto a priori. Come si intuisce dalla figura in basso, in generale il rapporto utile massimo / perdita massima è molto favorevole e, a seconda degli strike scelti varia da 2 a 5 in genere. In ogni caso l’utile massimo è sempre superiore alla perdita massima. Per comporre la Butterfly le operazioni da effettua-

re sono nell’ordine: comprare – vendere – comprare, per cui si compreranno N opzioni sullo strike minore, si venderanno 2N opzioni sul baricentro e si compreranno N opzioni sullo strike maggiore. Il costo totale della strategia per il trader è calcolato moltiplicando il debito netto generato per il multiplo

del contratto utilizzato: sarà un multiplo del punto indice in caso di opzioni su indici di borsa oppure sarà un numero di azioni nel caso di stock options. Cosa si intende per debito netto? È la somma dei premi pagati (in termini di punti per le opzioni sugli indici o di prezzo per le stock options)

per le opzioni comprate al netto dei premi incassati per le opzioni vendute. La Butterfly a scadenza va a break-even se il prezzo del sottostante è compreso tra lo strike inferiore e lo strike superiore, se non si considera il debito netto generato. In effetti il primo punto di pareggio (bre-

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Probabilità e Frequenza Effettiva dell’indice FTSE MIB sull’intervallo +/- 2,98%

Intervallo FTSE MIB

ak-even point) è dato aggiungendo il debito netto al primo strike, quello inferiore. Il secondo punto di pareggio è dato sottraendo all’ultimo strike price sempre il debito netto. Il massimo profitto si ottiene se a scadenza il valore del sottostante è proprio uguale al baricentro, strike price centrale. Il massimo profitto si calcola sottraendo il debito netto espresso in termini monetari alla differenza tra il baricentro e lo strike inferiore. Semplicemente, la massima perdita corrisponde al debito netto espresso in euro.

Quando si manifestano le perdite al massimo apri a quella vista adesso? Se a scadenza il sottostante è al di sotto del primo punto di pareggio o al di sopra del secondo. Procediamo con un esempio sul nostro indice FTSE MIB per vedere in pratica il funzionamento della Butterfly. Operiamo utilizzando le opzioni call, che in generale valgono meno delle put per una volatilità implicita inferiore stimata dal mercato, che si tradur-

ESTREMO INFERIORE -2.98%

Probabilità Normale che il rend. sia dentro

33,40%

Probabilità Normale che il rend. sia fuori

66,60%

ESTREMO SUPERIORE +2.98%

% Frequenze Effettive dentro l’intervallo

43,80%

% Frequenze Effettive fuori dall’intervallo

56,20%

rà in una Butterfly a minor costo. Costruiamo la Butterfly con queste tre gambe: -acquisto di 1 opzione call base 17.000 punti scadenza giugno 2014 -vendita di 2 opzioni call base 18.500 punti scadenza giugno 2014 -acquisto di 1 opzione call base 20.000 punti scadenza giugno 2014 Con un indice che vale al momento 33.491 punti ci attendiamo dunque che il mercato non si allontani a

scadenza da quel livello e che sia compreso tra un +/2,98%. Rispettivamente le tra basi scelte valgono sul mercato: 2.591– 1.470 – 750 punti. In questo esempio il debito netto espresso in punti è pari a: 2.591 + 750 –(2 x 1.470) = 401 punti ovvero in termini monetari 1.002,5 euro. Ricordiamo che nelle opzioni di Borsa Italiana sull’indice il valore punto è 2,5 euro. I 1.002,5 euro di debito rappresentano per il trader l’impegno finanziario fino a giugno e anche la perdita massima della strategia. I due punti di pareggio sono uguali a 32.674 e 34.326 punti e si calcolano nel seguente modo: Primo Punto di Pareggio = Strike Minore (17.000) + Debito Netto (401) = 17.401 punti Secondo Punto di Pareggio = Strike Maggiore (20.000) – Debito Netto (401) = 19.599 punti Il massimo profitto lo si ottiene con l’indice a 18.500 punti a scadenza e lo si calcola così: Massimo Profitto = Baricentro (18.500) – Strike Minore (17.000) – Debito Netto (401) = 1.099 punti 1.099 punti x 2,5 euro = 2.747,5 euro La Massima Perdita è il debito netto stesso, ovvero 401 punti cioè 1.002,5 euro. Come si vedi il rapporto tra massimo profitto e massima perdita è molto favorevole e pari a 2,74 in questo caso. La domanda che a questo punto il trader si porrà è che probabilità si ha che l’indice a scadenza si trovi proprio nell’intervallo desiderato? La risposta è affidata alla statistica. Dal nostro studio effettuato analizzando 10 anni di serie storiche sul nostro indice FTSE MIB otteniamo il risultato mostrato nella tabella in alto.

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Come si vede a fronte di una probabilità di un 33,40% calcolata ipotizzando che i rendimenti mensili, calcolati da terzo venerdì del mese a terzo venerdì del mese successivo, si distribuiscano in maniera normale, la frequenza effettiva è molto più elevata e nel passato tale evento è accaduto nel 43,80% dei casi osservati. Il messaggio finale che deduciamo è che la Butterfly restituisce un rapporto utili/perdite buonissimo, ma per contro non ha troppe probabilità di andare a segno. Volendo impostare al contrario una Butterfly con le probabilità e le frequenze a proprio favore cosa dovrà fare l’option trader? Semplice, basta cambiare segno alle “gambe” della Butterfly e passare alla “Short Butterfly”

SHORT BUTTERFLY L’option trader che sceglie la Short Butterfly ha sempre una visione neutrale sul sottostante, tuttavia a differenza della precedente si aspetta che il sottostante considerato abbia una grande variazione percentuale rispetto al baricentro della strategia. A fronte di questa view neutrale sul sottostante si ha una rischio limitato e certo a priori così come si ha un utile massimo certo e noto a priori. Il grafico in basso mostra il profilo di payoff della Short Butterfly e fa intuire bene come in questo caso il rapporto utile / perdita è invertito e varia in genere da 0,5 a 0,2 in genere. È il prezzo che si paga per avere le probabilità di successo a proprio favore. In ogni caso l’utile massimo è sempre superiore alla perdita massima. Per comporre la Short Butterfly si opera in maniera

speculare e opposta alla Butterfly per cui le operazioni da effettuare sono nell’ordine: vendere – comprare – vendere, per cui si venderanno N opzioni sullo strike minore, si compreranno 2N opzioni sul baricentro e si venderanno N opzioni sullo strike maggiore. Tutti i ragionamenti effettuati per la Butterfly vanno quindi invertiti per determinare i vari elementi: debito netto, punti di pareggio, massimo profitto e massima perdita. La Short Butterfly rimane comunque per noi molto interessante in termini di approccio sistematico al mercato, soprattutto se composta con strike molto vicini tra loro. Il motivo, ormai chi ha letto l’articolo lo intuisce e la Tabella 2 lo conferma. Benvenuta Signora Butterfly. Conoscere le Opzioni è Potere per il Tuo Trading! n

GLOSSARIO ESSENZIALE Opzione Contratto derivato che conferisce al compratore il diritto di acquistare o vendere un dato sottostante a un prezzo prefissato a o entro una data scadenza Sottostante Attività finanziaria dalla quale l’opzione deriva il suo prezzo Put Opzione che dà il diritto di vendere il sottostante Strike Prezzo a cui esercitare il diritto insito nell’opzione Premio Valore di mercato dell’opzione, corrisponde a un’uscita di cassa per il compratore e a un’entrata per il venditore Butterfly Strategia neutrale in opzioni per operare su intervalli di prezzo del sottostante Volatilità storica È la volatilità calcolata sullo scostamento dei prezzi di mercato dalla sua media utilizzano la funzione statistica “deviazione standard”, rappresenta la volatilità passata

PROFIT/LOSS

Volatilità implicita È la volatilità calcolata dai modelli di stima dei prezzi delle opzioni inserendo come prezzo dell’opzione quello battuto dal mercato, rappresenta la volatilità attesa

SOTTOSTANTE

Profilo PayOff della Short Butterfly

Intervallo S&P MIB ESTREMO INFERIORE -1.00%

Probabilità Normale che il rend. sia dentro

11,52%

Probabilità Normale che il rend. sia fuori

88,48%

ESTREMO SUPERIORE +1.00%

% Frequenze Effettive dentro l’intervallo

14,05%

% Frequenze Effettive fuori dall’intervallo

85,95%

Probabilità e Frequenza Effettiva dell’indice FTSE MIB sull’intervallo +/- 1%

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L’obiettivo principale di chi utilizza l’analisi tecnica per studiare il comportamento dei mercati finanziari è quello di individuare il trend principale seguito dai prezzi. Per questo motivo è necessario ridurre il più possibile il rumore di fondo (“noise”) presente nei vari movimenti di mercato. Uno degli indicatori tecnici più utilizzati per compiere questa attività di smoothing è la media mobile. Quest’ultima non è altro che la media di una serie storica di dati la cui finalità principale consiste nel determinare qual’è la tendenza primaria seguita dal mercato, depurandola dalle distorsioni di brevissimo periodo. La media si dice mobile in quanto ogni giorno viene aggiunto alla serie analizzata il valore più recente (ad esempio l’ultimo prezzo di chiusura) e viene eliminato il valore più remoto. In questo modo la media è sempre calcolata sullo stesso numero di osservazioni. Prima di descrivere le strategie operative basate sull’utilizzo delle medie mobili è necessario descrivere la loro costruzione matematica. Sotto questo punto occorre descrivere le tre diverse tipologie di medie mobili: - la media mobile semplice; - la media mobile ponderata; - la media mobile esponenziale.

Media Mobile Semplice al tempo (t) = (P(t) + P(t-1) + P(t-2) + P(t-3) +…) / n

a) la media mobile semplice La media mobile semplice è la più facile da calcolare in quanto viene determinata sommando i prezzi di chiusura di un numero “n” di giorni e dividendo il risultato totale per il numero totale dei giorni stessi. Il difetto di questa media è che attribuisce la stessa importanza a tutti i prezzi, sia quelli più recenti sia quelli più lontani. La formula per calcolare la media mobile semplice è la seguente:

c) la media mobile esponenziale La terza tipologia di media mobile è quella esponenziale. Il vantaggio principale di questa media è quello di attribuire maggiore importanza al dati più recenti e di essere pertanto più reattiva nel recepire la tendenza di breve termine espressa dal mercato. Il calcolo della media mobile esponenziale prevede che il primo valore sia pari al valore calcolato con una media mobile semplice. Per tutti gli altri valori è necessario calcolare il coefficiente moltiplicativo

b) la media mobile ponderata La media mobile ponderata prova a eliminare il difetto principale della media mobile semplice, in quanto tiene in maggior rilievo i valori recenti rispetto a quelli più lontani. Per la sua determinazione viene infatti attribuita una maggiore ponderazione ai prezzi più recenti. Questo perché si presuppone che questi ultimi siano in grado di rappresentare con maggiore precisione quello che sta avvenendo sul mercato. Il calcolo della media mobile ponderata prevede che ogni quotazione venga moltiplicata per un peso derivante dalla posizione di ciascuno dei valori presi in esame. Ad esempio, nel caso di una media mobile a 5 giorni, il primo valore della serie (la rilevazione di 5 giorni fa) viene moltiplicata per 1, la seconda (la rilevazione di 4 giorni fa) per 2, e così via fino all’ultimo valore (la rilevazione di oggi) che viene moltiplicato per 5. Il totale verrà poi diviso per la somma dei pesi, in questo caso 15 (cioè 1+2+3+4+5). Media mobile ponderata a 5 periodi al tempo (t) = ((P(t)*5) + (P(t-1)*4) + (P(t-2)*3) + (P(t-3)*2) + (P(t4)*1))/ 15

A cura di Gianluca Defendi gdefendi@class.it

Trading con le medie mobili

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che costituisce la base di calcolo fondamentale per la costruzione delle medie mobili esponenziali. Tale coefficiente viene calcolato tramite la seguente formula: coefficiente moltiplicativo = cm = (2/(n+1)) Ad esempio per una media di 5 periodi il coefficiente è (2/(5+1)) = 0,333. La formula per calcolare una media mobile esponenziale al tempo t è la seguente: Media Mobile Esponenziale (MME) = MME(t,-1) + cm * (C-MME(t,-1)) Dove: - MME(t,-1) è il valore della media mobile esponenziale al periodo precedente; - cm è il coefficiente moltiplicativo; - C è l’ultimo prezzo di chiusura. I segnali operativi delle medie mobili Le medie mobili forniscono interessanti spunti operativi. Poiché il valore di una media mobile è poco significativo, è necessario effettuare un confronto con: - i suoi valori precedenti; - due o più medie mobili con caratteristiche diverse; - i prezzi di mercato. a) Confronto della media mobile con i suoi valori precedenti Sotto questo punto di vista ci possono essere tre diverse situazioni: 1. La media mobile presenta una tendenza, al rialzo o al ribasso, ben definita. In questo caso la media mobile segnale che il mercato si trova in una fase di trend. L’inclinazione della linea della media mobile segnala anche la forza con cui si sta sviluppando il trend.

In particolare: - l’aumento della sua inclinazione positiva/negativa indica un’accelerazione del trend rialzista/ribassista; - una riduzione della sua inclinazione segnala invece che la tendenza seguita dai prezzi sta perdendo forza. 2. La media mobile assume un andamento piatto In questo caso la media segnala che il mercato si trova all’interno di una fase laterale di congestione. È necessario sottolineare che molto spesso l’uscita da una fase laterale innesca un movimento direzionale di una certa importanza (per la tipica alternanza tra fasi impulsive ad alta volatilità e fasi di assestamento a bassa volatilità). 3. La media mobile cambia direzione. In questo caso la media mobile segnala un’inversione di tendenza: da rialzista a ribassista o viceversa. Da un punto di vista operativo è necessario evidenziare che può essere molto pericoloso aprire nuove posizioni, al rialzo o al ribasso, soltanto perché una media mobile ha cambiato la sua direzione. Questo tipo di segnale deve essere sempre associato ad un segnale di inversione fornito dai prezzi (ad esempio la formazione di un 1-2-3 low/high, di un doppio massimo/doppio minimo, di un testa e spalle ecc…). b) Confronto di medie mobile calcolati su diversi archi temporali Questo è il metodo più utilizzato nelle strategie che si fondano su medie mobili. Due medie mobili calcolate su diversi archi temporali (di solito una più rapida e veloce e l’altra più lenta) possono infatti fornire interessanti segnali operativi.

In particolare: - la media veloce è quella più vicina ai prezzi e individua pertanto la tendenza di breve periodo seguita dal mercato; - la media più lenta identifica invece il comportamento dei prezzi su un arco temporale più lungo. Quando le due medie si allontanano significa che i prezzi stanno subendo un’accelerazione e che il movimento di breve periodo è molto più rapido di quello osservato nel medio termine. Quando invece le medie si avvicinano tra loro significa che il mercato è in congestione e che c’è equilibrio tra le varie forze in campo; - ciò a cui si deve prestare attenzione è quando la media veloce incrocia quella lenta (in gergo tecnico si parla di crossover): questo è il momento in cui il movimento di breve periodo si sta dimostrando abbastanza forte da superare quello di medio termine e molto spesso segnala che il mercato potrebbe aver raggiunto un punto di inversione.

c) Confronto con i prezzi di mercato Dal confronto tra l’andamento dei prezzi e quello di una media mobile si possono ottenere importanti spunti operativi. In particolare: - viene fornito un segnale rialzista quando i prezzi incrociano, dal basso verso l’alto, una media mobile; viene fornito un segnale ribassista quando i prezzi incrociano, dall’alto verso il basso, una media mobile; - la media, come indicatore di trend following, funge poi da resistenza/supporto che accompagna il movimento dei prezzi e può essere utilizzata come trailing stop (ossia come livello di stop-loss dinamico che segue il trend presente sul mercato). Sotto questo punto di vista va evidenziato che nei periodi di alta volatilità la media mobile si allontana dai prezzi, permettendo di seguire la tendenza primaria ad una distanza di sicurezza. Quando invece le quotazioni rallentano la loro salita o la loro discesa la media mobile si avvicina e coglie il momento nel quale il mercato inverte la sua direzione.

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Le medie mobili possono essere utilizzate in tre modi diversi. 1) Il trading operativo con una sola media mobile. Quando si sceglie una sola media mobile è fondamentale che la sua lunghezza sia adeguata all’arco temporale utilizzata per la propria operatività. Si deve pertanto utilizzare una media mobile corta (5-15 periodi) per il trading di breve termine e una media mobile più lunga (20-50 periodi) per il trading di posizione.

L’incrocio tra i prezzi e la media fornisce i segnali operativi di entrata e di uscita dal mercato. In particolare: - si ha un segnale rialzista quando i prezzi incrociano, dal basso verso l’alto, la media mobile. Questo segnale può portare all’apertura di nuove posizioni long o alla chiusura di posizioni short aperte in precedenza; - si ha un segnale ribassista quando i prezzi incrociano, dall’alto verso il basso, la media mobile.

Questo segnale può portare all’apertura di nuove posizioni short o alla chiusura di posizioni long aperte in precedenza. Può capitare che i prezzi, soprattutto a livello intraday, compiano degli strappi improvvisi al rialzo o al ribasso e si portino, momentaneamente, al di sopra o al di sotto di una media mobile. Se si utilizzano le medie mobile su base giornaliera è necessario che segnale operativo (long o short) sia confermato dal prezzo di chiusura: per i segnali rialzisti, quindi, il

prezzo di chiusura deve essere al di sopra della media; per i segnali ribassisti il prezzo di chiusura deve essere al di sotto della media. 2) Il trading operativo con l’impiego di due medie mobili. Quando si utilizzano due medie mobili i segnali operativi vengono forniti dall’incrocio delle due medie (e non viene preso in considerazione l’incrocio delle medie mobili con i prezzi). In particolare:

- si ha un segnale rialzista quando la media mobile più veloce incrocia, dal basso verso l’alto, la media mobile più lenta; - si ha un segnale ribassista quando la media mobile più veloce incrocia, dall’alto verso il basso, la media mobile più lenta. Questo tipo di operatività prevede che il trader abbia sempre una posizione sul mercato (o long o short). Se è stato generato un segnale rialzista la posizione long viene infatti mantenuta finchè la media più veloce incrocia, dall’alto verso il basso, la media più lenta. Questo incrocio provoca sia la chiusura della precedente posizione long sia l’apertura di una nuova posizione short. Quest’ultima verrà mantenuta fino a quando la media più veloce incrocerà, dal basso verso l’alto, la media più lenta. Questo incrocio provocherà sia la chiusura della posizione short sia l’apertura di una nuova posizione long. Anche in questo caso le due medie, se vengono calcolate sui prezzi di chiusura di barre/candele giornaliere, non risentono dell’eventuale volatilità intraday e viene così ridotto il pericolo di falsi segnali. 3) Il trading operativo con l’utilizzo di tre medie mobili. L’utilizzo di tre medie mobili è strettamente collegato a strategie di tipo trend-following ossia strategie che lavorano soltanto in direzione del trend primario seguito dai prezzi. In particolare con il trading basato sull’impiego di tre medie mobili (che presentano quindi tre diverse

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lunghezze temporali) si ha un segnale rialzista (long) quando la media più veloce (quella con il parametro più basso) incrocia, dal basso verso l’alto, la media mobile più lenta (quella con il parametro più alto). La posizione verrà chiusa soltanto quando la media mobile più veloce incrocerà, dall’alto verso il basso, la media mobile che presenta il secondo parametro di velocità. In questa fase non viene aperta una posizione short (come avviene con il trading con due medie mobili)

ma si rimane fuori mercato. Soltanto quando la media mobile più veloce incrocerà, dall’alto verso il basso, la media mobile più lenta verrà fornito un segnale ribassista (short). La posizione short verrà chiusa soltanto quando la media mobile più veloce incrocerà, dal basso verso l’alto, la media mobile che presenta il secondo parametro di velocità. La media centrale funge sostanzialmente da trailing-stop dinamico sia delle posizioni long sia di quelle short. n

Premetto: da 7 anni faccio trading. Nel 2013 partecipando a due noti contest con denaro reale sono riuscito a salire sul podio in entrambi. Nelle interviste pubblicate nei giorni seguenti è stato evidenziato che sono uno specialista dei fake-out di livelli grafici statici e dinamici. Niente di sbagliato in tutto ciò, ma i due ottimi risultati non sono arrivati solo grazie al piano di trading, ma soprattutto a quello che in gergo viene chiamato “capitale psicologico”. Una corretta gestione delle proprie emozioni durante l’apertura e la gestione di un trade, è ciò che permette all’operatore di attraversare con successo tutte le varie fasi di alti e bassi che si contraddistinguono nel mondo del trading. Questo aspetto infatti, tutt’altro che secondario, viene inoltre amplificato durante il periodo di svolgimento di una gara dove si utilizza solitamente una leva finanziaria più aggressiva ed oltre che lottare contro

il mercato e la propria esposizione di portafoglio, si lotta anche contro altri concorrenti agguerriti quanto noi a salire sul gradino più alto. Resta dunque fondamentale e vitale saper conoscere e riconoscere immediatamente ogni aspetto del proprio carattere ed avere ben chiaro in anticipo come reagiremo ad ogni movimento di mercato. Sapendo infatti in anticipo di essere indotti ad un comportamento poco produttivo, potremmo decidere di astenerci dall’operare; viceversa, dovremmo riuscire ad agire nelle fasi di “blocco emotivo”,solitamente durante l’esecuzione di uno stop in perdita, dato che il nostro cervello tenderà a spingerci lontano dal dolore immediato (in questo caso sbagliando). Saluto tutti i lettori della rivista ricordando che l’80% che conta non è la tecnica d’ingresso, bensì tutte le decisioni che prenderemo durante la gestione dei nostri trade! n

A cura di Riccardo Guidi ric.guidi@libero.it

IL PODIO NEI CONTEST

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Analisi Future A cura di Federico Izzi federico.izzi@email.it

Eurostoxx EURODOLLARO Sul futurO dell’Eurostoxx il mese di dicembre si è caratterizzato da un andamento a due facce. La prima quindicina ha avuto una tendenza ribassista arrivando a segnare un ribasso del -6% che in pochi giorni ha annullato il lento rialzo dei prezzi tra ottobre e novembre. La seconda quindicina invece, ha inversamente replicato la tendenza, al rialzo, recuperando in pochi giorni il terreno perso e riportando i prezzi a violare i precedenti massimi di fine novembre, segnando così nuovi massimi annuali in area 3120, chiudendo in bellezza un anno caratterizzato da una performance annuale (+19%) tra le migliori dell’ultimo quinquennio, seconda solo al 2009 (+21%). L’atteso rally di Natale anche quest’anno ha sortito il suo effetto, ma in ottica mensile (novembre su dicembre) la performance è stata decisamente piatta. Al 31 dicembre, infatti, i prezzi segnavano un modesto rialzo su base mensile pari ad un +0,75% ! I primi giorni del nuovo anno solare stanno confermando la tendenza rialzista degli ultimi giorni di di-

cembre con prezzi che continuano ad oscillare in area 3050/3100, rimanendo un importante livello tecnico da monitorare anche per le prossime settimane. Il rialzo della seconda quindicina di dicembre è stato sostenuto sia dai Big Investors che dal Parco Buoi, infatti in entrambi i grafici (Figg. 02 – 03) sono evidenti i movimenti rialzisti degli indicatori volumetrici in armonia con i prezzi. Nel dettaglio, però, si può notare che se l’indicatore del Parco Buoi (Fig. 03) si è spinto oltre i precedenti massimi di novembre, quello dei Big Investors (Fig. 02) rimane al di sotto del precedente massimo. Una lettura che fa ipotizzare come il recente movimento rialzista delle ultime settimane si sia sviluppato dagli acquisti del Parco Buoi. ANALISI OPERATIVA Il debole rialzo dei prezzi di dicembre non sostenuto dagli acquisti dei Big Investors sarà da considerare con particolare attenzione per quanto accadrà nella prima metà del mese di gennaio. L’ultimo minimo

importante del 16 dicembre (area 2915) è ciclicamente livello di ripartenza dell’attuale ciclo mensile che nella prima parte è stato sostenuto da una tendenza rialzista che se non sarà replicata nelle prossime settimane inizierà una svolta ribassista sull’attuale ciclo mensile. Ipotesi che verrà negata

solamente da un nuovo massimo dei prezzi in area 3200 continuando a confermare le tendenza rialzista presente dalla scorsa estate. Dopo il periodo natalizio, che si caratterizza da bassi volumi, sarà utile valutare le modalità del ritorno nella media delle contrattazioni giornaliere.

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dei prezzi che, complice il dato macro negativo sulla occupazione statunitense, si sono spinti in area 1,37. Ciclicamente la conferma al rialzo si avrà con la tenuta di questo supporto per oltre un ciclo a 2-3 giorni. Sarà questo il segnale che inizierebbe a sostenere l’operatività rialzista in linea con l’inizio del nuovo ciclo mensile ed un primo obiettivo di target di rivedere i prezzi in area 1,3850/1,39 nelle prossime 2-3 settimane. Ipotesi che al momento trova maggiori probabilità altrimenti in caso contrario, con prezzi sotto i supporti 1,3550-1,3500, sarà da considerare una nuova impostazione ciclica. Il massimo annuale di fine dicembre (1,39) sarà tecnicamente livello di resistenza da considerare per valutare l’intensità rialzista del nuovo ciclo mensile. Un mancato ritorno dei prezzi a questo livello, oppure una debole violazione che non sarà sostenuta per oltre un ciclo a 4-5 giorni aprirebbe l’ipotesi ciclica che l’attuale ciclo intermedio (70 giorni di borsa aperta pari a circa tre mesi di calendario) si avvierebbe verso la conclusione che normalmente è caratterizzata da un movimento ribassista più o meno intenso statisticamente anticipato dall’intensità rialzista del ciclo mensile in corso.

Il mese di gennaio è sempre stato un valido riferimento per l’andamento futuro del future nel corso dell’anno. Se i prezzi continueranno a mantenersi oltre area 3100 ma con i volumi dei Big Investors ancora deboli, il rialzo in atto sarà una possibile occasione per prendere i profitti delle ultime posizioni rialziste. In queste particolari fasi di mercato e con una divergenza in atto tra prezzi e volumi è fondamentale valutare con attenzione le aree di massimi. In caso contrario, invece, un ritorno degli acquisti importanti con prezzi in ascesa sarà un segnale a supporto delle posizioni rialziste ancora in carico. Livelli Operativi da monitorare (Future scadenza Marzo 2014) Resistenze: 3095 (livello che continua a rimanere importante) – 3125 - 3260 Supporti: 2960 (ex resistenza importante) – 2850 – 2785 (solo la violazione di quest’ultimo livello comprometterebbe il trend rialzista in corso. Analisi Future Eurodollaro Con l’ultimo minimo importante di novembre è iniziato il nuovo ciclo trimestrale, il secondo dell’attuale ciclo annuale iniziato a luglio, anticipando di diverse settimane la durata media che ha caratterizzato i precedenti cicli. In questi giorni il ciclo annuale si troverebbe nella sua parte centrale. Le prime indicazioni importanti sono arrivate dal movimento dei prezzi che, in questa prima parte del 2014, in pochi giorni ha spinto i prezzi a segnare i

massimi degli ultimi 3 anni in area 1,39 per poi avviare un veloce movimento correttivo che nel corso dell’ultima settimana ha riportato i prezzi ai livelli di fine novembre in area 1,3550 (-2,50%). Sia in ottica temporale (fine di un ciclo mensile) che tecnica (supporto area 1,3550) i prezzi si trovano in una fase molto delicata e di riferimento operativo per valutare l’evoluzione per le prossime settimane. Sarà, infatti, molto importante la tenuta del supporto ed in particolare del ritorno dei prezzi oltre area 1,36. Un primo segnale rialzista è arrivato nel pomeriggio di venerdì 10 con un movimento esplosivo

Livelli Operativi da monitorare (Future scadenza Marzo 2014) Resistenze: 1,3910 (massimi annuali) – 1,3980 – 1,4050 Supporti: 1,3850 (minimo di inizio gennaio) – 1,3400 (la violazione al ribasso aprirebbe fase ribassista sull’attuale ciclo semestrale). n

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P

ositiva la conferma da parte dei buyers interna-

anche a quello della moda, dei grandi marchi e dei

zionali e l’aumento del 4% delle presenze italia-

nuovi talenti stilistici. Dal classico al casual, le propo-

ne. L’85ma edizione di Pitti Immagine Uomo, la

ste hanno mostrato un uomo contemporaneo che dà

manifestazione di moda maschile tra le più affermate

spazio alla curiosità degli abbinamenti e al colore

a livello internazionale e che si è svolta Firenze dal 7

pensando ad un uomo globale con un lifestyle con-

al 10 gennaio scorsi, si è chiusa confermando il suo

temporaneo a tutte le latitudini e con una mescolanza

successo.

di stili che ricorda le diverse popolazioni del mondo.

Il tema di quest’anno è stato “Rock me Pitti”, ovve-

Alla manifestazione erano presenti 1047 marchi, dei

ro l’influenza della musica nella moda e viceversa.

quali il 40% stranieri, che, uniti ai 30.000 visitato-

La musica intesa come linguaggio mondiale, esteso

ri, hanno confermato l’importanza di Pitti Immagine Uomo che anticipa, con 73 aziende, anche l’anteprima delle collezioni femminili.

OTTANTACINQUESIMA edizione di Pitti. Un successo al ritmo della musica rock. A cura di Elisabetta Failla - elisabetta.failla@gmail.com

Il successo è dovuto anche al livello qualitativo delle proposte stilistiche e manifatturiere da parte dei migliori marchi italiani e stranieri. “Tra gli espositori del salone e i protagonisti degli eventi speciali abbiamo registrato voglia di crescere, consolidare i mercati esistenti e conquistare quelli nuovi ed emergenti, qui presenti con tanti compratori di qualità, ha spiegato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

Nella foto grande, allestimenti alla fortezza in tema con “Rock Me Pitti”. In alto momenti della manifestazione che per la prima volta è stata inaugurata in Palazzo Vecchio. Qui in alto, momenti della sfilata Diesel Black Gold.

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LE ANTEPRIME DEI NETTARI GRANDUCALI A cura di Carmelo De Luca - carmelode@hotmail.com

I

l Gallo Nero personifica la consapevolezza di rappresentare il ceto sociale più elevato tra i rinomati vini creati nello storico Granducato Toscano. Deli-

mitato dalle antiche Repubbliche di Firenze e Siena, il suo territorio vanta turriti borghi medievali, arcigni castelli avvolti nella leggenda, paesaggi incantevoli da sembrare affreschi, insomma una magnifica realtà

Abbiamo anche notato un lavoro di squadra tra le

(+5%), necessari per poter sviluppare strategie in un

dove alloggiano i celebri vigneti, dalle cui uve nasce

di zucchero e acidità presenti nei campioni esaminati

imprese e la distribuzione più avanzata per venire

mercato considerato nuovo fra quelli dell’Asia Orien-

il nettare apprezzato in molti angoli della terra. In

dagli esperti e, allora, si aprano le porte! Sua maestà il

incontro sia ai loro bisogni e desideri sia alle loro

tale. La presenza di buyers provenienti da molti paesi

effetti, i produttori locali possono esser fieri del suc-

Gallo Nero è pronto a ricevere gli onori dallo stuolo di

difficoltà”.

europei, compresi quelli dell’est, ma anche dai paesi

cesso costruito grazie al rigido protocollo imposto alle

“cortigiani, sudditi, ambasciatori” che si recano a Firen-

Il segnale più positivo è venuto sicuramente dalla

arabi, dall’Australia e dal Canada, ha consentito di

rinomate bottiglie, necessario per potersi effigiare del

ze per omaggiarlo il prossimo 19 febbraio.

qualità dei buyer internazionali e italiani. In partico-

creare o confermare le condizioni economiche per

blasone con il vanitoso “pennuto”, e i risultati conva-

Ma non è finita! Infatti i suddetti signori avranno un bel

lare, l’aumento del 4% delle presenze dei compratori

approfondire o sviluppare relazioni commerciali con

lidano le aspettative grazie alla qualità rilevante, pro-

da farsi, già, dal giorno successivo per gli onori dovuti

italiani, circa 13 mila, rispetto alla precedente edi-

mercati impensabili fino a qualche anno.

fumi e sapori unici ottenuti miscelando sapientemente

ai sovrani di Montalcino e Montepulciano: il Brunello

Sangiovese con altri vitigni a bacca rossa autoctoni

e il Nobile.

il segno di una ripresa che lascia ben sperare per il

“Pitti Uomo n.85 e Pitti W n.13 si sono concluse all’in-

o approvati dal disciplinare di produzione, riconosci-

A proposito del Nobile, primo vino italiano ad effigiar-

futuro economico del mercato interno.

segna della positività, con un confortante aumento

menti internazionali. In effetti norme restrittive gravano

si del titolo D.O.C.G., ottenuto dal magico melange

Per quanto riguarda l’estero, sono stati riconfermati

delle presenze rispetto ai risultati del gennaio 2013,

costantemente sul prodotto, che può ambire al titolo

tra Prugnolo Gentile, la cui ingerenza supera il 70%,

i valori del gennaio 2013, circa 7.800 presenze, in

ha evidenziato Raffaello Napoleone.

regale solamente dichiarando la propria destinazione

e vitigni a bacca rossa rigorosamente coltivati In loco,

rappresentanza delle migliori boutique e department

Abbiamo raggiunto quasi 21 mila compratori circa,

d’uso, ossia l’appartenenza ai Vini d’Annata, Riserva,

va assolutamente menzionato il suo prestigioso com-

store della moda internazionale.

30 mila visitatori in totale, e sono tornate a crescere

Gran Selezione, e non è finita. Il severo Organo di

pagno d’avventura, il giovane Rosso di Montepulcia-

In particolare, sono aumentati i compratori statuniten-

anche le presenze dall’Italia: non potevamo sperare

Controllo ne permette la commercializzazione se si su-

no D.O.C., vino freschissimo ed elegante da abbinare

si (+10%), rappresentanti di un mercato che è sempre

di meglio, siamo molto soddisfatti e carichi di entusia-

pera il giudizio di idoneità: un prezzo alto da pagare

con sughi di carne, salumi, formaggi. Ma per brinda-

di grande interesse per questo settore, quelli coreani

smo in vista del prossimo giugno”. n

per aspirare a cotanto lignaggio ma la nomea del Gal-

re? Niente paura, il suo Vin Santo D.O.C. non farà

lo Nero non può fare sconti a nessuno!

sfigurare il padrone di casa, fidatevi! n

zione del gennaio dell’anno scorso è stato visto come

Rimanendo in tema, la Stazione Leopolda fiorentina ospita l’anteprima relativa alle annate 2012 e 2013 insieme al “gioiello di famiglia” con qualche anno sulle spalle: la Riserva 2011. L’ultima vendemmia è stata leggermente tardiva tuttavia non ha deluso le aspettative, non a caso i 140 produttori parlano di annata decisamente allettante sulla qualità dei vini giovani. Le favorevoli condizioni climatiche, caratterizzanti l’anno appena trascorso, hanno permesso una maturazione ottimale dei grappoli di Sangiovese, come confermato dai livelli

Dall’alto: il Castello di Brolio nel Chianti, le cantine Avignonesi e le famose bottiglie di Chianti Classico Gallo Nero.

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IL RISPARMIO GESTITO

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Mercati, Strumenti e metodologie. Soluzioni elementari per un buon investitore A cura di Claudio Pini - clapini66@tiscali.it La disponibilità di migliaia di fondi di investimento all’interno delle possibilità di scelta di un investitore italiano rendono la scelta estremamente complicata a differenza di quanto si possa inizialmente credere.

didascalia

Tra gestori nazionali che solitamente conoscono bene il mercato domestico, gestori internazionali che hanno conoscenze specifiche su singoli mercati e/o specializzazioni su singoli asset, gestori che operano sui mercati con stili diversi (Growth, Value, ecc.), la vita dell’investitore “fai da te” risulta piuttosto complicata in assenza di un riferimento professionale di fiducia.

È questa infatti la conseguenza dell’evoluzione del mercato del risparmio; molte istituzioni finanziarie, dopo un iniziale periodo nel quale collocavano prodotti prevalentemente di propria fattura, si sono orientate a creare soluzioni integrate con le quali operare su decine, a volte centinaia di gestori internazionali preselezionati in base a caratteristiche specifiche. In Italia, prima alcune piccole sim poi piano piano diversi istituti bancari cominciarono ad offrire ai propri clienti soluzioni gestionali complesse utilizzando molteplici gestori; spesso attraverso una offerta non molto trasparente nella quale si manteneva e si mantiene l’obiettivo di collocare gestori “propri” annacquati con componenti terze con il solo

scopo di attribuire una sorta di bollino di qualità al portafoglio complessivo. Nascono le banche online, alcune delle quali si dotano di piattaforme assai complesse e performanti con le quali si rende disponibile alla clientela la scelta e/o selezione di centinaia di strumenti con metodologie che non hanno niente da invidiare a quelle disponibili ai gestori professionali. Le divisioni private investment dei maggiori istituti, seguendo i migliori clienti sul mercato, si sforzano di offrire loro soluzioni multiasset in grado di avvicinarsi alle posizioni migliori della cosiddetta “frontiera efficiente” di un portafoglio (miglior rapporto rischio rendimento). Tutto risolto allora, con gli strumenti di investimento disponibili e le piattaforme informatiche realizzate per la selezione e la scelta, i problemi dell’asset allocation del portafoglio e il raggiungimento degli obiettivi del cliente (massimo rendimento e minimo rischio) sono cose ormai raggiunte? La soluzione al problema non è così semplice. Ciò si evidenzia palesemente dall’atteggiamento nel cliente con buone disponibilità, cliente abituato ad essere seguito con attenzione dal sistema finanziario e che “pretende” di poter guadagnare in ogni situazione; gli eventuali scostamenti dai risultati sperati sarebbero da attribuire o ad una mancata o insufficiente attenzione della propria banca verso i suoi interessi o ai reconditi interessi di alcune lobby internazionali (spesso di derivazione bancaria) volte a rapinare i singoli risparmiatori a favore delle grandi multinazionali che la farebbero da padrona. Ad ogni crisi sui mercati, gli alibi non sono mai abbastanza per attribuire la responsabilità di eventuali delusioni a questo o a quello, nascondendo ogni volta la realtà più banale, e cioè che l’ambiente di lavoro (i mercati) è rappresentato da quanto di più complesso esiste nella nostra società e che le previsioni riguardo alla evoluzione degli stessi è legata a doppio filo a situazioni ancora più complesse come le decisioni di poli-

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tica internazionale, la politica monetaria dei vari paesi, le questioni di bilancio e l’andamento delle economie nazionali, l’uso di strumenti finanziari non trasparenti e fuori dai mercati ufficiali, la mancanza di regole che, a livello internazionale, tutelino il risparmio e gli interessi generali del mercato. Quale allora la soluzione migliore per affrontare i mercati e gestire al meglio i sudati risparmi di una vita? Diversificazione su più asset possibili, selezione dei singoli investimenti con metodologie oggettive e di provata validità, uso di tecniche operative volte alla riduzione del rischio (market timing e lo stock picking). In particolare, specie in anni caratterizzati da forte volatilità e aumentata difficoltà di interpretazione delle evoluzioni dei mercati, consiglio di utilizzare strumenti di risparmio gestito come i Fondi comuni o le Sicav di Gestori di provata esperienza che abbiano track record lunghi e consolidati con i quali abbiano dimostrato capacità e gestione attiva tale da poter creare un differenziale positivo o extrarendimento rispetto ai cosiddetti investimenti indicizzati. I diversi profili di rischio/rendimento, a seconda delle esigenze dell’investitore, vengono definiti incorporando classi alternative di investimento (es. commodities, asset immobiliari, ecc.) accanto a quelle tradizionali (azioni ed obbligazioni). Il miglior profilo di rischio/rendimento di un portafoglio si ottiene mediante il calcolo della “frontiera efficiente” (teoria classica di portafoglio). Essa rappresenta l’equilibrio fra rischio e rendimento attraverso le varie classi di investimento e tiene conto della loro correlazione. La logica dietro all’inserimento di strumenti alternativi in un’allocazione di tipo classico – ossia azioni ed obbligazioni – è legata all’abbassamento della volatilità e quindi al controllo del rischio ed all’incremento del rendimento complessivo. In tale panorama, com’è possibile mantenere e migliorare i rendimenti di un portafoglio così composto? In base al concetto di correlazione/ de-correlazione, l’inclusione di classi alternati-

ve incrementerebbe il compromesso fra rischio e rendimento, poichè la relazione con le asset class classiche risulta inferiore e la performance del portafoglio acquisirebbe nel tempo una maggiore stabilità. Consiglio inoltre di utilizzare il vecchio metodo del pac (piano di accumulo) per evitare errori di market timing, specie riguardo agli asset maggiormente volatili. Il mantenimento di una componente liquida di rilievo è poi una soluzione di tipo strategico da utilizzare nelle fasi di mercati Bear al fine di migliorare i risultati complessivi approfittando dei numerosi momenti di sfiducia sui mercati. n

UNA VOLTA NELLA VITA

A cura di Carmelo De Luca - carmelode@hotmail.com Occasione irripetibile destinata non solo ai “topi da biblioteca e d’archivio”, la mostra dedicata all’immenso patrimonio cartaceo fiorentino vanta documenti decisamente preziosi. Ospitati presso la neoclassica Sala Bianca, tesori inimmaginabili ostentano un fascino tangibile, ne sono degna prova il certificato attestante il battesimo di Leonardo da Vinci, alcuni carteggi appartenenti a Michelangelo, la lezione scritta da Galileo per l’Inferno dantesco, disegni e manoscritti di Raffaello, Mantegna, Allori, autografi appartenenti a Cosimo I, Savonarola, Poliziano, Foscolo, Pratolini, Montale. L’esposizione rappresenta l’occasione unica per

ammirare capolavori cartacei custoditi nelle maggiori istituzioni cittadine, insomma una sorta di sancta sanctorum dedicato alla storia toscana, assolutamente da visitare grazie ai prestiti eccezionali presenti nel sontuoso salone lorenese. Tra l’altro, la mostra vanta alcuni inediti mai usciti prima dalle avite dimore, basti menzionare Michelangelo con le sue istruzioni per estrarre il marmo, Le Vite del Vasari, un corale realizzato nel XIII secolo, il primo vocabolario ideato presso l’Accademia della Crusca, il documento originale mediante il quale la Toscana abolisce la pena di morte (1786), ma le rarità presenti a Palazzo Pitti sono decisamente tante: scopritele nella loro magnificenza dal 28 febbraio al 27 aprile 2014. n

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DA GIORGIO ARMANI AL RINASCIMENTO A cura di Carmelo De Luca - carmelode@hotmail.com La moda italiana, blasonato vanto tutto nostrano, rappresenta la regina indiscussa presso la Villa appartenuta all’antiquario Stefano Bardini. Creatività, estro, originalità, sono aggettivi che sintetizzano pienamente la genialità degli stilisti italici e l’esposizione fiorentina, ospitante la migliore produzione fotografica realizzata dal grande Aldo Fallai, ne rappresenta il segno tangibile. I suoi lavori raccontano una donna seducente, decisa, indipendente, naturale, e l’abito, che nei suoi scatti diviene icona del buon gusto, basti menzionare le stupefacenti campagne pubblicitarie realizzate per Armani. Le opere in mostra sono l’omaggio ai colori preferiti dal grande Giorgio (bianco, grigio, sabbia), mirabile traduzione in immagini delle sue collezioni immortalate durante la creazione o a lavoro ultimato. Modelli, modelle, vestiti, animano le bellissime foto, nelle quali traspare la dinamicità scenografica, la crescita creativa dei couturier, il bello nella moda, insomma un ritratto generazionale interpretante la società attraverso lo stile italiano. L’esposizione fiorentina vanta un’altra sorpresa ospitata presso il Museo Bardini; qui scoprirete il Fallai odierno e amante dell’arte in senso globale: nudi, statue, la migliore produzione pittorica ideata nel rinascimento, sono reinterpretati attraverso il sapiente utilizzo della luce, grazie alla quale il maestro cattura anima, carattere, genio creativo, legato alla storia dell’arte toscana. La mostra è visitabile sino al prossimo 16 marzo. n



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