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URBINO

Maricla Muci Sindaco

Programma di coalizione

Maricla Muci Sindaco

URBINO

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UN PROGETTO PER IL FUTURO DI URBINO Al centro del nostro progetto e quindi delle scelte di governo c’è la persona, non più un’entità astratta bensì un’identità consapevole e protagonista di un processo di trasformazione che la renda partecipe e testimone del lavoro di un’intera comunità. Affinché ciò avvenga, abbiamo bisogno di costruire e sviluppare un confronto costante con i veri responsabili del cambiamento, i cittadini, così come tutti quei soggetti che si intrecciano alla vita amministrativa – le associazioni, i sindacati, le attività economiche, le realtà produttive, gli attori sociali, dal più piccolo al più grande. Questa è la sfida di tutti quelli che desiderano riportare il dialogo nel cuore del suo reale significato, una sfida dedicata perciò a un dialogo che non ammetta esclusi e che sia utile per semplificare e rendere accessibili le procedure che portano all’attuazione della sussidiarietà, l’accesso ai servizi, la realizzazione degli interventi urbani. In queste pagine vogliamo condividere con voi le idee che sono pronte a farsi motore per un percorso di crescita necessario nella nostra città. Ogni proposta tiene conto delle priorità politiche adeguate alla vocazione di Urbino. Turismo e Cultura sono le prime voci di questa vocazione, due settori per i quali immaginiamo svolte concrete. Nel futuro di Urbino c’è molto di più: il rilancio dei settori della formazione, del welfare, dell’agricoltura e del commercio. Mettere in pratica questi propositi equivale a investire fortemente sulla cura della città e delle sue frazioni, perché il tempo di valorizzarne il grande patrimonio è adesso. Per questo il programma guarda da vicino le esigenze dei tanti giovani che vivono la nostra città. In tutto il documento, infatti, si ragiona su un modello di città capace di essere un luogo di destinazione, Urbino come luogo in cui i ragazzi possano sviluppare le loro abilità e competenze. Affinché chi cresce e studia a Urbino possa decidere di rimanere in città per costruire la propria vita e realizzare i propri sogni. La forza di questo programma sta nella coralità che esprime, non si tratta della voce di un singolo, né di un esercizio di intelligenza, bensì del frutto dei contributi di centinaia di persone che hanno visto in noi l’unico interlocutore possibile per cominciare a ragionare sul futuro della città che amiamo: Urbino.


Programma di coalizione INDICE

Elezioni Amministrative

1) PARTECIPAZIONE 1.1. Un’amministrazione “aperta” e vicina 2) WELFARE 2.1. I servizi alla persona 2.2. I giovani 2.3. Lo Sport 3) RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTA’ E DELLE FRAZIONI 3.1. Urbanistica – Qualità della città – Semplificazione delle procedure – Revisione di PRG e regolamenti 3.2. L’ambiente 4) SVILUPPO ECONOMICO E LAVORO 4.1. La formazione: Università, Scuole, Ricerca, ERSU 4.2. Il Turismo e la cultura 4.3. Le Attività produttive 4.4. L’Agricoltura 4.5. La Tecnologia, Internet e la banda larga 5) URBINO, IL TERRITORIO E L’EUROPA 5.1. Il territorio 5.2. L’Europa 6) PROGETTI SPECIALI 6.1. Urbino 2.0 6.2. Il Sistema bibliotecario

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25 Maggio

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PARTECIPAZIONE

Le recenti normative pongono alle Amministrazioni Locali precisi limiti di efficienza ed efficacia, miranti ad un miglioramento della qualità dei servizi e ad un risparmio nella gestione attraverso nuovi sistemi e gestioni nell’erogazione dei servizi. Ma ciò non risulta oggi sufficiente in un contesto globalizzato ed alla luce della crisi economica in atto. In questa ottica l’Amministrazione Comunale, l’Ente Locale più vicino alla popolazione e quindi più sensibile alle sue esigenze ed aspettative, deve allargare il suo raggio di azione oltre le competenze stabilite dall’ordinamento nazionale. Tutto ciò ha comportato un passaggio da una funzione di governo, costituita da decisioni politiche basate sul principio di autorità e gerarchia ad un processo decisionale di natura più volontaristica e negoziata (governance) che deve necessariamente coinvolgere i cittadini.

1.1. Un’amministrazione “aperta” e vicina (Modernizzazione, informazione, trasparenza)

L’Amministrazione Comunale, nell’ambito del più ampio disegno strategico da essa proposto, dovrà quindi definire precise politiche finalizzate alla modernizzazione della struttura organizzativa del Comune alla promozione della cittadinanza attiva, ovvero al coinvolgimento diretto dei cittadini e delle organizzazioni della società civile nelle scelte, controllo e valutazione dei progetti e processi realizzati dalla Amministrazione. Un’organizzazione più moderna ed efficiente del Comune deve basarsi su un continuo miglioramento, e deve saper valorizzare le competenze e le professionalità del personale, per aumentare il coinvolgimento e la motivazione e produrre quindi risposte di qualità per i cittadini. L’informazione dei cittadini e la trasparenza delle scelte, inoltre, sono fondamentali se si vuole coinvolgere per davvero la cittadinanza. Alcune delle azioni previste: •

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Istituzione di un Ufficio del cittadino con funzioni di informazione su procedure e provvedimenti adottati dall’Amministrazione. L’Ufficio inoltre si occuperà di aiutare i cittadini nella compilazione di documenti e pratiche, accogliere segnalazioni di disservizi e ricevere suggerimenti per migliorare l’azione amministrativa. Incontri periodici della Giunta e del Sindaco, oltre che nella sede istituzionale, in tutte le frazioni di cui si compone il comune; Strutturazione di una rete più capillare di comunicazione con i cittadini attraverso un sistema di bacheche elettroniche (soprattutto nelle frazioni) e l’utilizzo dei social network. Istituzione delle figure di Consulenti gratuiti, individuati tra i cittadini in base a criteri di competenza, passione e disponibilità, per l’approfondimento e la definizione della progettualità in temi specifici.


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WELFARE

Le condizioni demografiche, sociali ed epidemiologiche dei cittadini del nostro Comune sono caratterizzate da alti tassi di invecchiamento, aumento dei problemi connessi alla cronicità, alla non autosufficienza ed alla disabilità. Basti pensare che entro il 2020 il numero dei bisnonni (maggiori di 85 anni) potrebbe superare il numero dei bambini (0-10 anni). Facile immaginare l’impatto che questi cambiamenti potranno avere sul sistema territoriale di welfare. Siamo convinti che per fronteggiare questa situazione le politiche di welfare dei prossimi anni andranno strutturate secondo una visione complessiva della persona, delle sue necessità e dei suoi bisogni, materiali ed ideali. Pensare al benessere della persona, infatti, vuol dire interessarsi non solo all’assistenza nei termini tradizionali, ma occuparsi dell’intera dimensione di vita della persona e, quindi, delle diverse situazioni che possono determinare il benessere, in termini di salute, di possibilità di relazionarsi con il proprio ambiente, di fruire delle opportunità offerte, di partecipare alla vita di comunità, di avere la possibilità di assecondare le proprie aspirazioni, etc. In quest’ottica crediamo che il Comune debba rafforzare il proprio ruolo di regista pubblico del sistema e non più solo di erogatore di servizi. L’Amministrazione dovrà concentrarsi sulla costruzione di percorsi che mettano insieme le risorse provenienti da molte fonti diverse (enti pubblici, privato sociale, volontariato, ecc.), in un’ottica di partecipazione e di sussidiarietà, consapevole del fatto che i provvedimenti a favore del welfare rappresentano un investimento sociale capace di creare lavoro e sviluppo e non solo elementi di costo. La logica che proponiamo è dunque ben più ampia di quella tradizionalmente seguita e implica una stretta interdipendenza tra diversi ambiti aree e di intervento. Quello che abbiamo in mente è il rafforzamento dei legami di solidarietà, di scambio e di partecipazione, in maniera da rendere più forte e coesa la nostra comunità e renderla quindi capace di farsi carico di tutti i suoi componenti, in primo luogo di quelli più in difficoltà.


2.1. I servizi alla persona Per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi sanitari le strade da percorrere sono tre. In primo luogo si lavorerà per costruire un moderno sistema di cure primarie, nel quale si concretizzino realmente concetti quali “Presa in Carico” del paziente e “Percorsi di Cura”, facendo tornare il cittadino al centro dei servizi ed evitando che venga considerato semplicemente un cliente. Questo sistema di cure primarie si dovrà basare sull’estensività dell’assistenza, sull’equità nell’accesso alle prestazioni, sulla prossimità delle cure ai luoghi di vita dei cittadini e sull’integrazione tra attività sanitaria e sociale. In secondo luogo si punterà sullo sviluppo ed il potenziamento dell’Ospedale di Urbino, che dovrà essere considerato come un punto di riferimento per tutta l’area interna e dovrà essere messo nelle condizioni di poter recitare efficacemente e concretamente il ruolo di ospedale di rete. In terzo luogo è necessario incrementare l’attenzione alla prevenzione, con attività che mirino a realizzare ambienti sani e vivibili per tutti, ma anche con campagne informative promosse con la collaborazione di tutti i soggetti del territorio (Università, ERSU, Sindacati, Associazioni di categoria, ecc.). Per quanto riguarda i servizi sociali, va innanzitutto sottolineato come le risposte attualmente offerte dal Comune di Urbino in questo settore sono di ottimo livello. A partire dai servizi per l’infanzia (es. asili nido che coprono praticamente tutta la domanda), per passare ai servizi per anziani (che coprono sia la domiciliarità, che la residenzialità con la nuova Residenza Montefeltro), fino ai servizi per i disabili. Ma ci sono ovviamente aree del sistema ancora da sviluppare. Innanzitutto si lavorerà per la realizzazione di nuovi interventi rivolti all’infanzia e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Al giorno d’oggi risulta infatti fondamentale sviluppare politiche che vadano a ridurre le differenze di opportunità e di vita dovute al genere, sostenendo con forza le donne e quindi le famiglie nel loro complesso. Inoltre bisogna continuare ad investire nella costruzione di un sistema territoriale di politiche sociali, che veda al centro l’Ambito Territoriale Sociale e che renda Urbino un punto di riferimento per tutto il territorio, centro di programmazione e di erogazione di servizi. Alcune azioni previste: •

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Integrazione socio-sanitaria, mediante l’elaborazione di processi integrati per la presa in carico degli utenti dopo la dimissione dall’ospedale, che prevedano risposte adeguate in termini di case management, domiciliarità, residenzialità, ecc.; Potenziamento (sia a livello operativo, che strutturale) del Dipartimento di Emergenza e Urgenza (Pronto Soccorso) dell’Ospedale di Urbino, che da una parte ci rende punto di riferimento territoriale, ma che dall’altra deve essere sostenuto concretamente affinché possa rispondere al meglio alle esigenze della città e di tutto il territorio. Impegno politico forte affinché la Regione garantisca all’Ospedale di Urbino le necessarie risorse umane e strumentali (soprattutto diagnostica e servizi di laboratorio), per consentire di tenere sotto controllo le liste di attesa. Implementazione di nuovi servizi per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, rivolti al sostegno delle donne e delle famiglie. Costruzione di percorsi di partecipazione e di co-progettazione con il mondo delle associazioni che si occupano di sociale e sanitario, per rendere il concetto di sussidiarietà una pratica quotidiana; Miglioramento e potenziamento dei servizi di orientamento dei cittadini, al fine di permettere alla popolazione di comprendere l’offerta di servizi sul territorio, di essere indirizzata verso la soluzione più adeguata ed essere quindi concretamente presa in carico.


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2.2. I giovani Molta attenzione va rivolta ai nostri giovani e, per ogni fascia d’età, è necessario pensare ad interventi che riescano a far fronte alle esigenze specifiche. Tutti i cittadini, e quindi anche naturalmente i giovani, devono avere un ruolo attivo nella gestione della città e per far sì che questo diventi realtà è necessario istituire modalità di ascolto, di confronto e di comprensione delle istanze. I giovani devono essere coinvolti, secondo la loro specifica età e propensioni, nella comprensione e nelle attività dell’amministrazione. Tanto è già stato fatto (Golem e altri centri di aggregazione giovanile gestiti dall’Ambito Territoriale Sociale, Casa della musica, ecc.), ma ancora altri interventi andranno realizzati in questo settore. E’ indispensabile innanzitutto fare in modo che i nostri ragazzi possano immaginare e realizzare a Urbino la propria vita, se lo desiderano, trovando nella nostra città opportunità occupazionali e servizi di qualità. Dobbiamo fare in modo che i giovani che rimangono sul nostro territorio possano dimostrare le proprie capacità, creare nuove imprese, nuove attività economiche, stimolando così nuovo sviluppo economico. In tal senso il nostro impegno è rivolto a creare virtuose relazioni e collaborazioni con tutti gli altri soggetti attivi in città (Università, federazioni di categoria, associazioni, imprese no-profit, ecc.) per individuare soluzioni efficaci. L’attenzione rivolta ai giovani significa, per Urbino, anche occuparsi del rapporto con gli studenti universitari che giungono da varie parti d’Italia e dall’estero e che vivono gran parte dell’anno, nel periodo di maggior crescita e sviluppo di potenzialità, la città. Perché la convivenza possa essere per tutti positiva, la città deve rendersi accogliente e deve cercare di far sentire cittadini, anche se per un periodo limitato, gli studenti universitari, rendendoli parte integrante e partecipi della vita amministrativa e sociale della città. Di recente è stata approvata l’introduzione di un rappresentante degli studenti universitari nel Consiglio Comunale. Questo è il primo passo verso una sempre maggiore e più produttiva integrazione tra tutti i giovani che vivono a vario titolo Urbino e da qui si deve iniziare per determinare nuove più proficue forme di collaborazione tra ERSU, Università, Comune e Associazioni studentesche. Alcune azioni previste: • • •

Istituzione del Consiglio Comunale dei piccoli (medie ed elementari). Programmazione di incontri periodici con gli studenti degli istituti. Superiori e con le Associazioni degli studenti universitari. Potenziamento del servizio Informagiovani come luogo per supportare nuove idee imprenditoriali o accogliere proposte relative ai servizi per i giovani.


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2.3. Lo Sport Lo sport è collante e motore di una collettività sana. Favorire la pratica sportiva, come attività agonistica, come impiego del tempo libero, come prevenzione delle malattie, anche attraverso un sempre più stretto rapporto con la Scuola di Scienze Motorie che produce ricerca e tecnologia in questo settore, è senz’altro tra i principali compiti dell’Amministrazione comunale. A Urbino, anche grazie all’impegno di numerosi volontari e appassionati, associazioni sportive dilettantistiche o professionistiche, l’offerta sportiva è varia e di buona qualità. Vanno conservati e migliorati gli impianti sportivi, operando in collaborazione tra pubblico, privato e associazioni sportive; è necessario sostenere e agevolare tutti i gruppi sportivi per permettere che l’attività sportiva sia diffusa e rappresenti uno strumento di integrazione, di partecipazione, di possibilità di incontro e crescita. In tal senso occorre individuare formule per supportare anche gli sport minori e quelle attività che possono permettere di allargare le fasce d’età dei partecipanti. A Urbino lo sport, però è anche eccellenza, pensiamo, soltanto per fare un esempio, alla pallavolo sia nella massima serie che in tutti i settori giovanili, e finalità dell’azione comunale deve essere quella di perseguire risultati sempre più importanti e soddisfacenti. Altrettanto importanti sono gli eventi sportivi, come la Straducale, che oltre ad essere un momento di grande e partecipata aggregazione cittadina, è occasione di diffusione e rilancio di Urbino in tutto il territorio nazionale, divenendo così un’importante occasione di sviluppo turistico. Tutto questo va fortemente sostenuto, incentivato e promosso dall’Amministrazione comunale che, in questo settore come negli altri, intende ribadire il proprio ruolo di coordinamento e promozione, operando in stretta collaborazione con le tutte le associazioni sportive, i privati e le altre istituzioni coinvolte. Alcune azioni previste: •

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Riprogettazione, secondo un modello di intervento pubblico-privato, del polo sportivo (che contiene piscine, palestra, campi da calcio in terreno naturale e sintetico, tennis, pallavolo, rugby, bocciodromo, etc.), che si ponga come luogo fortemente qualificato e attrattore di iniziative, eventi, raduni, gare e rappresenti una offerta di ancor maggior valore per i residenti e gli studenti. Promozione e organizzazione di importanti manifestazioni sportive. Definizione un calendario annuale di eventi sportivi che permetta di coordinare iniziative collaterali e di intervenire per supportare la crescita delle iniziative.


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RIQUALIFICAZIONE DELLA CITTA’ E DELLE FRAZIONI

Le politiche del territorio e dell’habitat saranno programmate e realizzate secondo principi di sostenibilità e di rispetto del territorio e dell’ambiente. Tutto quanto sarà realizzato dovrà essere condiviso e comunicato alla cittadinanza e sarà il risultato di continuo confronto e collaborazione con gli enti e le associazioni coinvolti.

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3.1. Urbanistica – Qualità della città Semplificazione delle procedure – Revisione di PRG e regolamenti La politica urbanistica di Urbino deve considerare priorità la tutela e valorizzazione delle bellezze architettoniche e paesaggistiche del centro storico, delle periferie e delle frazioni. Ciò non significa trasformare tutto il territorio in un “museo” statico e interessato solo alla conservazione. E’ invece fondamentale saper integrare le ricchezze artistiche e paesaggistiche con insediamenti abitativi e produttivi secondo i principi delle smart cities (le città intelligenti) nell’intento di realizzare un ambiente di alta qualità, grazie all’utilizzo ecocompatibile del territorio. In questo senso, nell’ottica del costruire consapevole, renderemo possibile il recupero, il riuso e l’ampliamento delle strutture già esistenti e non utilizzate, che verranno destinate a sedi di attività produttive, o diverranno strutture adibite all’accoglienza turistica e/o abitativa. In particolare dovrà essere rivista la norma di PRG che impedisce la trasformazione in residenza degli annessi agricoli in disuso, saranno incentivati gli interventi volti alla qualificazione energetica degli immobili e alla diminuzione dei consumi di energia proveniente da combustibili fossili con agevolazioni fiscali (es.: revisione degli oneri di urbanizzazione, semplificazioni nelle pratiche amministrative dedicate ecc.). La viabilità urbana dovrà mirare ad un sempre minore afflusso di mezzi privati nel centro storico, saranno attuati interventi di pedonalizzazione, nel rispetto delle necessità dei residenti, dei commercianti e dei disabili. Anche la cura del verde pubblico rappresenterà la prova di un’attenzione nei riguardi del proprio ambiente di vita, un rispetto verso coloro che lo abitano, la consapevolezza di gestire un patrimonio che è bene comune e come tale va tutelato e vissuto. Per quanto riguarda la viabilità extra-urbana, sarà sostenuta con forza la realizzazione della Fano-Grosseto in cooperazione con tutta la provincia e le regioni interessate e saranno messe in atto tutte le azioni possibili affinché sia resa adeguata alle reali necessità la via Urbino-Pesaro, ovviamente strategica per il territorio. Inoltre, Urbino è città UNESCO, e tale titolo va esaltato con iniziative specifiche che renderanno vivo, adeguatamente attrattivo e animato il centro della città, con la collaborazione dell’Università e di tutte le Istituzioni cittadine che potranno dare il loro contributo. Attraverso l’Ufficio Centro Storico Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nell’ambito dell’Amministrazione comunale, saranno individuate le risorse necessarie alla manutenzione, cura, sviluppo e valorizzazione del centro storico, verranno redatti progetti di recupero di monumenti e strutture cittadine e verranno individuati spazi da destinare all’imprenditoria giovanile. Alcune azioni previste: •

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Acquisizione di un modello di amministrazione condivisa attraverso progetti di gestione e cura dei beni comuni. Il modello è il progetto sperimentale attuato nella città di Bologna, che prevede la redazione di organigrammi, procedure e regolamenti dell’Amministrazione comunale che permettano ai cittadini di potersi attivare per la cura dei beni comuni e forme di gestione civica partecipata di spazi pubblici su aree della città e delle frazioni; Individuazione di spazi del centro storico e delle frazioni non utilizzati e verifica della possibilità di ri-uso e definizione di nuove attività e iniziative; Incentivi all’utilizzo di mezzi pubblici, anche elettrici, per la mobilità in centro; Revisione delle norme e dei regolamenti al fine di semplificare e snellire l’iter amministrativo di attuazione degli interventi, valorizzazione e possibilità di cambio d’uso anche ai fini residenziali degli annessi agricoli sparsi per il territorio e incentivazione degli interventi di miglioramento energetico del patrimonio edilizio esistente; Miglioramento e riqualificazione delle aree di parcheggio limitrofe al centro cittadino, completamento del progetto di revisione complessiva della sosta avviato con l’apertura del nuovo parcheggio di Santa Lucia; Grande attenzione alla cura del decoro urbano del centro storico e delle frazioni.


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3.2. Politiche ambientali Le politiche ambientali si attuano anche e soprattutto se si pongono in essere importanti azioni di tutela del territorio e si prevede uno sfruttamento ecocompatibile delle risorse naturali. L’ambiente deve essere salvaguardato e questo significa promuovere attività sostenibili con la finalità di tutelare la salute dei cittadini e preservare il territorio. La gestione dell’acqua, l’utilizzo delle energie rinnovabili, il consumo di suolo saranno oggetto di totale riorganizzazione, nel rispetto delle norme legislative e delle indicazioni che le associazioni di settore e gli organi preposti vorranno indicare. Per quanto riguarda la gestione della discarica di Ca’ Lucio, il cui piano di ampliamento ha suscitato in buona parte della cittadinanza gravi problematiche e grande disagio, è nostra intenzione opporci strenuamente al suo ampliamento, ma è altrettanto deciso il nostro impegno a trattare i rifiuti secondo il “ciclo integrato” basato sulla riduzione, i riuso e la raccolta differenziata. Ci impegniamo ad attuare da subito le politiche necessarie al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, mediante, soprattutto, la raccolta porta a porta almeno nei quartieri più popolosi. Ai cittadini va applicata la tariffa puntale. Per diminuire i danni alla popolazione residente nei pressi della discarica, ma più in generale a tutti i cittadini, sarà drasticamente ridotto il conferimento alla discarica della parte umida che crea disagio olfattivo ed è prima causa del traffico di mezzi pesanti nella zona di Montesoffio. Va rivisto anche il rapporto tra comune e azienda gestore della discarica, affinché si adottino in condivisione e cooperazione tutti i principi che possano portare alla risoluzione delle problematiche attuali. Il comune si farà anche carico, con il coinvolgimento delle associazioni ambientalistiche e dei comitati, di tutte le attività legate alla formazione e alla sensibilizzazione dei cittadini e degli studenti universitari residenti. Alcune azioni previste: • • • • • •

Istituzione di un tavolo permanente di confronto e programmazione con la partecipazione di cittadini, associazioni, istituzioni e amministrazione comunale per la presa d’atto, la programmazione e la gestione delle criticità. Stesura di un piano efficiente ed ecosostenibile per l’adozione delle energie alternative; Definizione delle attività necessarie al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. Redazione di un piano per il trattamento e il conferimento del residuo dei rifiuti. Stesura e diffusione della carta dei servizi ambientali. Promozione della partecipazione cittadina nella discussione delle tematiche ambientali.


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25 Maggio

SVILUPPO ECONOMICO E LAVORO

Nell’attuale periodo di profonda crisi, motivo di aumento del disagio sociale, di impoverimento delle famiglie, di disoccupazione sempre maggiore, è necessario individuare strategie che diano nuovo slancio a tutti i settori economici e riportino fiducia ai cittadini. E’ quindi prioritario il tema del lavoro e dell’occupazione, per coloro che lo hanno perso e per coloro che lo cercano per la prima volta.

4.1. La formazione: Università, Scuole, Ricerca, ERSU Urbino laurea e diploma centinaia di giovani, è un polo di attrazione per una notevole quantità di giovani talenti che poi difficilmente trovano nel nostro territorio le possibilità di far fruttare le proprie capacità e le competenza acquisite. Occorre partire dalla consapevolezza delle potenzialità della città, dai suoi caratteri vocazionali e cercare di esprimerli al meglio, superando le individualità e gli atteggiamenti di supremazia e facilitando le collaborazioni e la cooperazione di rete. Poche città, soprattutto se consideriamo le dimensioni, riescono ad esprimere un’offerta così diversificata e di qualità quale quella che Urbino è in grado di mettere in campo. Oggi è tempo di riconoscere tale aspetto non solo come valore in sé, ma soprattutto come opportunità di crescita e di sviluppo, di sprone per il settore dell’economia creativa e delle attività produttive, con la consapevolezza che la contaminazione culturale, i processi di scambio a livello artistico, la ricchezza delle sollecitazioni e delle proposte che giungono dalle istituzioni che si occupano di formazione, devono diventare parte dei processi di valorizzazione delle risorse esistenti. Il Comune giocherà un ruolo di coordinamento e organizzazione e metterà a disposizione le sue risorse strutturali: ambienti e palazzi attualmente poco utilizzati, come la Data (che dovrà essere materialmente terminata e che, tra l’altro, potrebbe essere destinata a sede di attività di coworking), o i locali del Museo della Città. Alcune azioni previste: • •

Organizzazione della filiera delle scuole, dell’Accademia di Belle Arti, dell’ISIA, degli istituti artistici e dell’Università, perché da esse e dai loro giovani possano nascere nuove economie e prospettive occupazionali. Definizione di un organismo strutturato che faccia da incubatore di idee e di aziende e sia capace di coordinare, sviluppare, mettere a contatto e a confronto i molteplici protagonisti della formazione scolastica e universitaria, per incanalarli verso un processo di sviluppo e di lavoro. L’obiettivo è quello di veder nascere tutte le nuove forme di aziende e di imprese a beneficio dei nostri giovani e studenti: le start up, gli spin off, il coworking, l’autolavoro. Istituzione di una delega specifica all’Università, sviluppo e formazione proprio con la finalità di realizzare tutto quanto indicato e di improntare a principi di scambio continuo e reciproco i rapporti tra le istituzioni cittadine preposte alla formazione e l’amministrazione comunale.


4.2. Turismo e cultura Cultura e Turismo sono i due cardini di riferimento fondamentali per l’azione di governo, che deve da ciò prendere le mosse per individuare le scelte e le modalità operative anche in tutti gli altri settori. Primo elemento da considerare è il rapporto con il territorio circostante, la partecipazione attiva al Distretto Culturale Evoluto, ma anche, e non in minor misura, il collegamento con altre realtà limitrofe e similari (Gradara, Rimini, Senigallia, Gubbio, Assisi, ecc.) con le quali è di fondamentale importanza collaborare e fare rete. La modalità di approccio deve modificarsi ed evolversi, è necessario ragionare per progetti a lunga scadenza per visioni che ispirino le azioni del prossimo futuro immaginando una città e un territorio che sappiano trarre dalle tradizioni, dal patrimonio, dalla storia, le modalità di immaginare e creare un nuovo modo di vivere la città e la cultura e che raggiungano la finalità di diventare luogo attrattivo per turisti e nuovi cittadini. La cultura e il turismo devono stimolare la creatività, devono spingere alla curiosità e al confronto, devono essere occasioni di espressione ed occupazione per i nostri giovani. Il ruolo dell’Amministrazione Comunale deve essere, anche e soprattutto in questo ambito, quello di indirizzo e coordinamento tra le diverse realtà esistenti e, in molti casi, valide ed importanti. La creazione di un organismo a gestione pubblico/privata, Urbino Eventi, sarà lo strumento operativo attraverso cui esplicare l’azione di governo. Grazie a questa opera di coordinamento saranno incentivati e sviluppati tutti i settori che a Urbino hanno potenzialità non ancora pienamente sfruttate: il turismo congressuale, il turismo sportivo sull’esempio sempre efficace della Straducale, il turismo religioso e scolastico. Gli operatori privati, i ristoratori, gli albergatori, gli agriturismi, i produttori di prodotti tipici locali nel settore dell’enogastronomia e dell’artigianato artistico saranno attori fondamentali. L’importante tradizione artistica e grafica dovrà diventare uno degli aspetti portanti di tutta l’attività, assieme alla valorizzazione delle particolarità naturalistiche ed ambientali che rendono il nostro territorio unico e appetibile. Proprio per riscoprire, promuovere e divulgare le nostre importanti tradizioni e per partire da esse e creare la città del futuro, imprescindibile è il rapporto con le scuole artistiche di grande tradizione (l’Istituto d’Arte, l’Accademia di Belle Arti, l’Isia); con gli studenti e i professori di queste scuole sarà stabilito un rapporto stretto e continuo per la realizzazione di un’immagine unica, convincente e condivisibile della nostra città da divulgare e promuovere nel mondo. Urbino è una città ricchissima (beni artistici, architettonici, paesaggistici, ecc.), molte le persone con capacità e competenze che vorrebbero e potrebbero dare il loro contributo; i nostri progetti saranno pensati e realizzati partendo da questa certezza e, con la regia dell’Amministrazione Comunale, in accordo con il territorio limitrofo e con altre realtà a noi culturalmente vicine, lavoreremo per intercettare le necessarie risorse economiche. Alcune azioni previste: • • •

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Creazione di una struttura organizzativa di coordinamento dei progetti e delle attività. Individuazione di luoghi e ambienti nei quali sviluppare attività destinate ad attività turistiche e culturali. Definizione di un programma di iniziative di promozione e commercializzazione turistica, diversificate rispetto alle tradizionali fiere di settore: produzione di documentazione informativa integrata su tutto ciò che rende appetibile la nostra città e il nostro territorio anche in collaborazione con i nostri istituti di formazione artistica. Programmazione e realizzazione di tutte le iniziative possibili per la comunicazione, su scala mondiale, di quanto realizzato anche, e soprattutto, mediante gli strumenti comunicativi di rete e social (vedi progetto Urbino 2.0). Creazione del sistema bibliotecario cittadino (vedi progetto Sistema bibliotecario).


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4.3. Attività produttive Per superare la crisi che indubbiamente sta coinvolgendo le attività produttive a Urbino, come accade da tempo in tutto il territorio nazionale, è necessario individuare nuovi ambiti verso cui dirigere le energie. Ovviamente si deve considerare il nostro importante patrimonio artistico e culturale come strumento attraverso cui incentivare l’economia. Per far si che i nostri giovani rimangano devono essere sollecitate e agevolate l’attività privata e l’imprenditoria esistenti; va semplificato l’iter burocratico relativo alla creazione di nuove imprese, in special modo quelle giovanili, collaborando costantemente con le associazioni di categoria e le imprese (spin off aziendali) e con l’università (spin off accademici). Nel territorio urbinate sono presenti importanti aziende che operano soprattutto nel settore dell’artigianato artistico, della creatività, dell’agricoltura. Questi sono gli ambiti che dobbiamo per prima cosa tutelare, poi anche e soprattutto incentivare e comunicare. Il settore dell’agricoltura biologica è sicuramente un elemento distintivo che va sostenuto senza indugio. Per quanto riguarda il commercio, va attuata una politica di collaborazione tra pubblico e privato, tra centri commerciali (Il Consorzio e, fra breve, Santa Lucia) e i piccoli negozi del centro e delle aree limitrofe. Il centro storico sarà rivitalizzato grazie ad un progetto, già definito, che prevede la riapertura di numerose attività legate alla tradizione artigianale/artistica della città (grafica, ferro battuto, ceramica, ecc.), secondo il quale un proficuo rapporto tra amministrazione comunale, commercianti e proprietari di immobili renderebbe possibile una reale ripresa del centro storico ed anche una suo più adeguato decoro. Per tutte le attività produttive è in ogni caso indispensabile che il comune, come in tutti gli altri settori della vita cittadina, acquisisca con decisione il suo ruolo di coordinamento e guida, che studi e metta in atto tutte le azioni (sgravi fiscali, incentivi, ecc.) che possano permettere agli imprenditori del territorio di proseguire e incentivare le proprie attività. Alcune azioni previste: • • •

Istituzione di sportelli di ascolto e sostegno per imprenditori e commercianti colpiti dalla crisi. Verifica delle possibili agevolazioni fiscali per chi intende aprire una nuova attività o per la riqualificazione delle botteghe del centro storico, anche in visione di un netto miglioramento del decoro urbano. Collaborazione con Università e Associazioni di categoria per la gestione e soluzione delle criticità.


4.4. Agricoltura L’agricoltura, l’allevamento e le aziende di trasformazione dei prodotti agricoli, in gran parte biologici e biodinamici, rappresentano per il nostro territorio una ricchezza e un grado di innovazione che oltre ad essere salvaguardati, devono essere incentivati, per l’opportunità di lavoro che sono in grado di realizzare, per la varietà dei prodotti da destinare al commercio locale e nazionale, oltre che per l’attrattiva turistica che, se opportunamente pianificata e pubblicizzata, può diventare uno dei nodi di sviluppo economico della città. In particolare l’agricoltura biologica, un’eccellenza del nostro territorio, sarà sostenuta e incentivata e i suoi prodotti troveranno largo utilizzo anche nelle strutture ricettive direttamente gestite dagli enti del territorio. Verranno studiate modalità di approvvigionamento delle mense comunali e degli enti pubblici (ospedale, Residenza Montefeltro, scuole, ecc.) che prevedano l’utilizzo degli alimenti biologici prodotti dalle nostre aziende. Alcune azioni previste: •

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Organizzazione di giornate di studio, di approfondimento e di ricerca su tematiche inerenti l’agricoltura di qualità, anche in collaborazione con Università e Associazioni di categoria, per dare l’opportunità di attivare finanziamenti europei. Concessione di spazi per l’apertura di mercati permanenti di prodotti locali. Coordinamento delle attività di promozione turistica con quella della produzione di prodotti tipici, per facilitare la commercializzazione dei nostri prodotti anche fuori dall’ambito locale.

4.5. Tecnologia, Internet e banda larga Dotare la città degli strumenti tecnologici è una necessità imprescindibile più che un obiettivo. Le infrastrutture e le reti tecnologiche devono essere irrobustite e ampliate. Per questo l’Amministrazione comunale si farà carico e diverrà promotore delle istanze dei cittadini e delle imprese, in merito alle esigenze di banda larga Internet, presso gli operatori di telecomunicazione, affinché potenzino un servizio essenziale per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Lo scopo è quello di incentivare la realizzazione di hot spot wireless pubblici di accesso a Internet, anche in collaborazione con l’Università per migliorare la copertura nel centro storico, in particolare in prossimità dei siti turistici maggiormente frequentati, adeguando il servizio a quello che ci si aspetta da una città Patrimonio dell’Unesco. La realizzazione di questi presupposti strutturali, renderà pienamente attuabili i progetti di sviluppo previsti dal nostro programma e nello specifico, dell’implementazione dei servizi via WEB, del potenziamento dei servizi ai turisti, agli studenti e ai cittadini. Verranno, inoltre, incentivate e promosse tutte le attività collegate alla formazione ai media destinate a coloro che per ragioni anagrafiche, culturali o di censo, hanno difficoltà a relazionarsi con questi temi; verrà quindi favorita la diffusione dell’alfabetizzazione digitale tra i cittadini, in particolare tra le fasce più deboli come gli anziani, favorendo la conoscenza delle nuove modalità di accesso e fruizione dell’informazione su Internet e la crescita delle competenze digitali, quali strumenti di inclusione sociale.


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URBINO, IL TERRITORIO E L’EUROPA

5.1. Il territorio Gli enti locali vivono attualmente un periodo di continue ed incerte trasformazioni in forza di una normativa ampia, complessa e tuttora in divenire. La gestione associata di funzioni e servizi comunali attraversa questo complesso quadro riformatore, qualificandosi sempre più come strada maestra al fine di garantire un esercizio delle funzioni degli enti locali di piccole dimensioni efficace ed efficiente. Oggi, a fronte della consistente riduzione dei trasferimenti statali a favore degli enti locali, la gestione associata dei servizi si presenta come strumento utile a conseguire maggiore economicità nella gestione e nell’erogazione delle funzioni e dei servizi comunali. La città di Urbino dovrà guidare queste trasformazioni e porsi come attore principale di questo processo di aggregazione, attraverso la costituzione di un’ Unione dei Comuni Montani, che permetta anche il superamento delle attuali Comunità Montane, al fine di non sovrapporre Enti sul territorio. Questa prospettiva diventa fondamentale per molteplici aspetti, in primo quello politico, infatti ora che le province diventeranno enti di secondo livello (componenti del consiglio i Sindaci del territorio), con un depotenziamento del loro ruolo, è necessario creare una Unione dei Comuni in grado di rappresentare il territorio con forza nelle istituzioni provinciali, regionali e statali. Urbino dovrà necessariamente svolgere un ruolo guida, nel rispetto dell’autonomia delle singole realtà, al fine di favorire un dialogo costruttivo e aperto che consenta ai diversi Comuni di instaurare solide relazioni di collaborazione. Alcune azioni previste: •

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Elaborazione di progetti relativi alla cultura ed al turismo (es: distretto culturale evoluto) e alle infrastrutture (strade, energia, banda larga, ecc.), in grado di colmare significativamente le criticità delle aree interne e sfruttare al meglio le peculiarità territoriali; Implementazione di riforme improntate alla gestione associata di funzioni e servizi, anche prendendo a modello la positiva esperienza dell’Ambito Territoriale Sociale. Analisi del tema dell’associazionismo fra Comuni con un approccio non formale, ma come opportunità per il territorio di ripensare e implementare forme aggregative territoriali che rispondano a criteri di efficienza, efficacia ed economicità della gestione; Progettazione di attività economiche che creino opportunità su tutto il territorio, valorizzando le risorse naturali e i prodotti del territorio.


5.2. L’Europa Oggi l’Europa è un riferimento imprescindibile per il futuro di Urbino. Europa significa risorse per finanziare i progetti, le opere e le iniziative per far ripartire la città. E’ necessario guidare una progettazione concreta, reale e intelligente per portare alla città i fondi che l’Unione Europea mette a disposizione. Per raggiungere questo obiettivo verrà creato un ufficio specificatamente dedicato alla progettazione europea. Ciò al fine di includere Urbino nelle reti internazionali attive di partenariato e nella partecipazione a bandi europei. Da subito l’impegno sarà quello di mettere a punto progetti di sistema, che coinvolgano tutto il territorio e che si riferiscano ad ambiti economici diversi. Fondamentale in questo settore sarà creare una forte sinergia con tutti gli enti della città (Università, Ersu, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici, istituti di formazione, ecc.) e del territorio (GAL, Comunità Montane, ecc.). Infine, sempre nell’ottica di rendere Urbino un centro internazionale, si rafforzerà l’esperienza dell’Urbino Intenational Center, come piattaforma per far dialogare varie istituzioni della città e del territorio. Alcune azioni previste: • •

Istituzione di un Ufficio Progettazione e Reperimento Fondi con particolare attenzione ai bandi europei da gestire in collaborazione con Università, Associazioni e imprese. Individuazione delle priorità di intervento secondo la tipologia dei bandi europei.


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PROGETTI SPECIALI

6.1. Urbino 2.0 Urbino deve comunicare più e meglio, aprirsi al mondo, sedurre il mondo. Utilizzare e sviluppare tutte le potenzialità dei media moderni per rendere più efficace la promozione soprattutto in chiave turistica, deve essere presente sul Web sfruttando in modo ragionato e sapiente gli strumenti social (Facebook, Twitter, Google+, ecc.). Il sito del Comune, e in particolare, quello del Turismo/Cultura deve essere di tipo responsive, in grado quindi di adeguarsi automaticamente ai devices attraverso cui vengono visualizzati (pc, tablet, smartphone, …). Ovviamente, oltre alle modalità comunicative, è fondamentale curare in maniera dettagliata e precisa ciò che deve essere fatto conoscere: quindi grande cura nella realizzazione dei contenuti, traduzione dei contenuti stessi in altre lingue europee (inglese, francese, tedesco) e non europee (cinese, russo, ecc.). E’ necessario creare un’identità (un “MARCHIO”) urbinate che permetta di riconoscere e divulgare molto più di quello che è stato fatto fino ad ora la città di Urbino nel mondo. L’impianto grafico dell’attività promozionale di Urbino sarà realizzato in collaborazione con gli istituti di alta formazione che proseguono la grande tradizione artistica e di design della Città: l’Accademia di Belle Arti, l’ISIA, la Scuola del Libro; la strategia divulgativa verrà affidata agli studenti Universitari specializzati nel campo della comunicazione; agli studenti dell’IFG chiediamo di collaborare con l’ufficio stampa del Comune. Affidiamo ai giovani la nostra immagine, a questi giovani diamo la possibilità di esprimersi col loro lavoro, promuovendo la nascita e la crescita di aziende e start up. Più possibilità di comunicare significa anche dialogare più e meglio tra urbinati per riallacciare quel tessuto sociale che negli ultimi vent’anni abbiamo sempre più smarrito, e ridare un’identità alla nostra collettività. In tal senso vanno improntate anche azioni mirate a superare il cosiddetto digital divide, ovvero la difficoltà che, per questioni anagrafiche, sociali, possibilità, economiche rendono ancora oggi la maggioranza delle persone incapaci di utilizzare le potenzialità che la tecnologia mette a disposizione. Un intervento che pone a contatto le generazioni più giovani con quelle più mature rappresenta per noi la formula più efficace per affrontare il problema e rinsaldare ancor più i legami di comunità.


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6.2. Sistema bibliotecario Il programma culturale per Urbino deve necessariamente colmare una mancanza tra le più gravi e molto sentita dai cittadini, e cioè un sistema bibliotecario integrato. Si deve realizzare, e non si può più rinviare, una biblioteca civica adeguata alle necessità di tutti i cittadini. L’amministrazione precedente ha dimostrato sensibilità al tema istituendo il centro Lilliput con sala lettura e biblioteca per bambini. Pur meritevole, l’iniziativa non è sufficiente e va quindi integrata. La possibilità di realizzare una biblioteca civica è legata alla reale difficoltà di reperire fondi adeguati. Il nostro impegno è rivolto al reperimento delle risorse necessarie per la sua realizzazione. In Urbino vi sono importanti istituzioni culturali, che, almeno per la parte relativa alla formazione e all’approfondimento di temi specifici, potrebbero, se ben coordinate e sostenute sia organizzativamente che economicamente, garantire un servizio attivo per tutti i cittadini. L’Accademia Raffaello, le biblioteche dell’Isia, dell’Accademia di Belle Arti e dell’Istituto d’Arte, la biblioteca della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, ecc. possono diventare centri propulsivi per una politica bibliotecaria, e quindi culturale, coinvolgendo l’intera cittadinanza. Ma, è prioritario individuare ed organizzare uno spazio degno della storia e della tradizione della città e del suo territorio dove realizzare una raccolta documentale, istituire servizi di informazione adeguati a soddisfare le istanze provenienti dalla cittadinanza, in particolare quelle dei ragazzi e dei giovani. E’ necessario, quindi, realizzare a completamento di quanto già presente, una raccolta documentale che oltre che alla tradizionale presenza di libri, comprenda anche le diverse tipologie di supporti tecnologici(internet, e-book, video, audio, ecc.) e che metta a disposizione di tutti i suoi servizi informativi e formativi.


Maricla Muci Sindaco Il Sindaco di TUTTI

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