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www.gazzetta.it giovedì 22 novembre 2012 1,20 €

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ITALIA

anno 116 ­ Numero numero 277 Anno

CHAMPIONS I RAGAZZI DI ALLEGRI BATTONO L’ANDERLECHT (3­1)

QUI JUVE

E’ UN MILAN A

Orgoglio Agnelli: «Siamo una squadra europea»

CRESTA ALTA

«Noi e il Torino i soli club ad aver vinto cinque scudetti di fila» GARLANDO, GRANDESSO, GRAZIANO, LAUDISA, OLIVERO PAG. 14­15

CAMBIO DOPO LA SCONFITTA DI TORINO

Il Chelsea svolta Via Di Matteo arriva Benitez

QUOTA 12 Stephan El Shaarawy, 20 anni, già 12 gol in questa stagione

3 Rafa Benitez, 52 anni, ex Inter EPA BIANCHIN, BOLDRINI A PAGINA 16

Apre El Shaarawy, Mexes gioiello alla Ibra, Pato gol e polemica: «Voglio giocare di più». Rossoneri agli ottavi per la 10a volta di fila

EUROPA LEAGUE

Strama crede anche nell’Inter dei giovani

BIANCHI, BOCCI, CENITI, CONDO’, DELLA VALLE, PASOTTO, SCHIANCHI DA PAGINA 2 A PAGINA 9

Da Belec a Livaja: sono ben dieci gli Under 21 partiti per Kazan DALLA VITE A PAGINA 17

LE ALTRE L’UDINESE A MOSCA CONTRO ETO’O

Lazio, tre punti per qualificarsi Napoli con Cavani

3 L’incredibile rovesciata di Philippe Mexes, 30 anni AP

ilCommento

FARAONE = FIDUCIA

3 Edinson Cavani, 25 anni PHOTOVIEWS CIERI, LICARI, MALFITANO PAG. 18­19

DI UMBERTO ZAPELLONI

E’ difficile che Berlusconi possa chiedere an­ cora a quei due di tagliarsi la cresta. Dopo quello che hanno combinato ieri sera il Fara­ one e Mexes si sono garantiti un «buono bar­ biere» fino al termine della stagione.

IL ROMPI PALLONE DI GENE GNOCCHI

L’ARTICOLO A PAGINA 21

ANCELOTTI AVANTI, MANCINI FUORI (1­1 CON MOU) Gruppo C

IERI Gruppo A PORTO­DINAMO ZAGABRIA DYNAMO KIEV­PSG

3­0 0­2

Gruppo B

9 771120 506000

21 1 2 2>

ARSENAL­MONTPELLIER SCHALKE 04­OLYMPIACOS

ANDERLECHT­MILAN ZENIT­MALAGA

IN 13 GIA’ QUALIFICATE AGLI OTTAVI 1­3 2­2

Gruppo D 2­0 1­0

AJAX­BORUSSIA DORTMUND MAN. CITY­REAL MADRID

w

Cassano propositivo: «Se tutte le domeniche subiamo dei torti arbitrali perché non chiedere di giocare il sabato?»

1­4 1­1

PORTO PSG SCHALKE 04 ARSENAL MALAGA MILAN BORUSSIA DORTMUND

REAL MADRID SHAKHTAR DONETSK BAYERN VALENCIA BARCELLONA MANCHESTER UNITED d

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

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CHAMPIONS GRUPPO C

La spettacolare rovesciata di Philippe Mexes al 26’ del secondo tempo: è la rete del 2-0 a favore del Milan AP

MILAN DA 10

Magie El Shaarawy-Mexes più Pato: il colpo è fatto 10a volta di fila agli ottavi Ancora lui: il Faraone trascina la squadra di Allegri in Belgio I rossoneri avanti da secondi, l’obiettivo minimo è raggiunto DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDO’ BRUXELLES (Belgio)

Il passaporto per gli ottavi che brilla nelle mani dei milanisti vale qualsiasi sofferenza, e quindi non ci lamenteremo — non troppo, almeno — del fatto di aver passato il quarto d’ora finale sulla sedia del dentista malgrado vantaggio e superiorità numerica reclamassero scenari più rilassanti. Adesso che è andata però, e che Galliani saltella col simbolo dell’euro negli occhi al solo pensiero dei milioni in arrivo dall’Uefa, sarà bene spiegare al Milan che per quanto la sua rosa sia decaduta un campioncino continua ad averlo. Un grande campioncino. Che Faraone Stephan El Shaa-

rawy è il faro che sta permettendo di attraversare dignitosamente il buio di questa stagione, perché a ogni partita che passa il suo livello si alza, e sarebbe ora che la parte di squadra ancora divorata dai dubbi sul proprio valore chiuda gli occhi e si lasci portare via da lui. A Bruxelles il Faraone ha centrato con calma olimpica il primo bersaglio, sparo dello starter

per la partita vera dopo il primo tempo più insulso della storia del calcio (o giù di lì), e ci ha generosamente risparmiato i patimenti del recupero — almeno quelli — conducendo un contropiede a mille all’ora e sfornando a Pato un aiuto psicologico sotto forma di gol «basta spingere». Sappiamo tutti che il Papero di questi tempi ha bisogno dell’insegnante di sostegno per riguadagnare il passo degli altri, ed El Shaarawy, con la sua fresca classe, può essere quell’insegnante. Mexes gol strepitoso Il Milan ot-

tiene tanto da Parc Astrid. La qualificazione innanzitutto, ed è una bella vita entrare in campo sapendo che il Malaga ti ha già fatto il regalino. Nel cammino per timbrare il passaggio agli ottavi vanno registrate anche l’espulsione (giusta) di un difensore avversario e una rete tanto strepitosa quanto estemporanea di Mexes, cui dentro un atletismo declinante è rimasto dentro qualcosa di un calcio meraviglioso, prova ne sia il tacco visto contro la Fiorentina e soprattutto l’eccezionale rovesciata di ieri. Se sottolineiamo ciò che il Milan ha ricevuto,

Stephan El Shaarawy, 20 anni, fa festa con Antonio Nocerino, 27 IMAGE SPORT

quindi, è anche per inchiodarlo al fatto che l’1-3 finale inganna: la squadra ha sofferto tanto in dieci contro undici, si è fatta rinchiudere in area e ha visibilmente perso testa ed equilibrio tattico per il terrore di farsi uccellare (e in effetti se questo debolissimo Anderlecht fosse tornato in dieci dallo 0-2, il colpo per il Milan sarebbe stato mortale). Considerata la quantità

di contropiede falliti quando il risultato era ancora comodo, non doveva rischiare così. La partita E sì che i primi minuti

avevano illuso. L’Anderlecht parte infatti tenendo i reparti molto spaziati, e per il Milan giocare fra le linee sembra un esercizio elementare. Dopo 30 secondi Bojan circumnaviga la metà campo belga arrivando

annebbiato al confronto con Proto; dopo tre minuti un altro comodo lancio milanista oltre la linea di difesa pesca libero El Shaarawy, ma la traiettoria è imbastardita dal vento e lui fallisce il controllo. Il Milan pare funzionare perché l’Anderlecht concede a Montolivo non solo il tempo di impostare l’azione, ma pure quello di metterci il francobollo, e da vecchie pellacce da stadio imprechiamo perché quando l’avversario è così generoso va ringraziato segnandogli un gol, non risparmiandolo. Infatti, nel giro di pochi minuti Van den Brom si accorge delle distanze da calcio da operetta, e ordina alla squadra di ricompattarsi alzando la linea di difesa. Il Milan va subito in apnea, e siccome è molto bloccato all’indietro, concede campo e palla all’Anderlecht senza uscire dal loop del lancio lungo fuori misura con boccia che torna subito nella sua metà campo. De Sciglio è l’unico ad avanzare con continuità, e al minuto 13 una scalatura difensiva evidentemente non scatta visto che Jovanovic, assistito da Mbokani, può infilarsi nel vuoto pneumatico che conduce ad Abbiati. Ci sarebbe voluta una telecamera puntata su Galliani per leggere il «portiere meraviglioso!!!» che non può non aver urlato davanti alla respinta di piede, e in effetti la parata indirizza la partita verso binari più soporiferi; se Jovanovic avesse segnato, forse qualcosa sarebbe cambiato anche tenendo presente la debolezza dei belgi. Sopravvissuto a un primo tempo di noiosi orrori, il Milan, come già raccontato, nella ripresa affida ad El Shaarawy la soluzione del rebus. Ora che ha raggiunto l’obiettivo minimo stagionale, si tolga la paura e veda se può fare qualcosa di più: perché il Faraone di oggi è molto migliore di quello di settembre, ma probabilmente più scarso di quello di febbraio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I PRECEDENTI

In dieci anni tre finali L’anno scorso stop ai quarti Eccezion fatta per il 2008-2009, quando i rossoneri erano in Coppa Uefa, nelle sue ultime 10 partecipazioni in Champions League il Milan ha sempre centrato la seconda fase. Ecco com’è andata. 2002-03 (Milan CAMPIONE) SECONDA FASE (gli ottavi non c’erano) I rossoneri vincono il secondo girone: Milan 12, Real Madrid 11, Borussia Dortmund 10, Lokomotiv 1 2003-04 (eliminato ai QUARTI) OTTAVI battuto lo Sparta Praga: 0-0 in trasferta, 4-1 a Milano 2004-05 (battuto in FINALE) OTTAVI battuto il Manchester United: 0-1 in trasferta, 1-0 a Milano 2005-06 (eliminato in SEMIFINALE) OTTAVI battuto il Bayern Monaco: 1-1 in trasferta, 4-1 a Milano 2006-07 (Milan CAMPIONE) OTTAVI battuto il Celtic: 0-0 in trasferta, 1-0 a Milano 2007-08 (eliminato agli OTTAVI) eliminato dall’Arsenal: 0-0 in trasferta, 0-2 a Milano 2009-10 (eliminato agli OTTAVI) eliminato dal Manchester United: 2-3 a Milano, 4-0 in trasferta 2010-11 (eliminato agli OTTAVI) eliminato dal Tottenham: 0-1 a Milano, 0-0 in trasferta 2011-12 (eliminato ai QUARTI) OTTAVI battuto l’Arsenal: 4-0 a Milano, 3-0 in trasferta


GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ANDERLECHT

MILAN

1

3

(4-2-3-1)

(4-3-3)

1 Proto; 30 Gillet, 16 Kouyaté, 14 Nuytinck, 3 Deschacht; 5 Biglia, 19 Kljestan; 45 Bruno (dal 21’ s.t. 17 Yakovenko), 26 Praet (dal 29’ s.t. 21 De Sutter), 11 Jovanovic (dal 32’ s.t. 55 Canesin); 25 Mbokani. PANCHINA 13 Kaminski, 10 Kanu, 20 Safari, 27 Wasilewski. ALLENATORE Van den Brom. CAMBI DI SISTEMA 3-4-2 dal 29’ s.t. ESPULSI Nuytinck al 25’ s.t. per fallo su chiara occasione da gol AMMONITI Biglia e Gillet per gioco scorretto.

32 Abbiati; 2 De Sciglio, 5 Mexes (dal 34’ s.t. 17 Zapata), 76 Yepes, 21 Constant (dal 28’ s.t. 28 Emanuelson); 18 Montolivo, 34 De Jong, 8 Nocerino; 10 Boateng, 22 Bojan (dal 22’ s.t. 9 Pato), 92 El Shaarawy. PANCHINA 1 Amelia, 16 Flamini, 7 Robinho, 11 Pazzini. ALLENATORE Allegri CAMBI DI SISTEMA nessuno ESPULSI nessuno AMMONITI Nocerino e Abbiati per comportamento non regolamentare, Mexes per proteste.

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI El Shaarawy (M) al 2’, Mexes (M) al 26’, De Sutter (A) al 33’, Pato (M) al 46’ s.t. ARBITRO Skomina (Slovenia) NOTE spettatori 30mila. In fuorigioco 2-6. Angoli 6-2. Recuperi: p.t. 0’, s.t. 3’. POSSESSO PALLA ANDERLECHT 60,6%

PASSAGGI TOTALI MILAN 39,4%

TIRI IN PORTA

II ANDERLECHT 2

ANDERLECHT 491

MILAN 315

TIRI FUORI

III IIIII MILAN 3

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 3’ Lancio lungo per El Shaarawy che, tradito dal vento, non controlla davanti al portiere. 13’ Un passaggio di Mbokani attiva Jovanovic che ha strada sgombra fino ad Abbiati: preziosa la respinta di piede del portiere. 14’ Diagonale di Praet appena fuori. 34’ Punizione belga dalla trequarti, Constant anticipa Mbokani sotto porta e libera.

BARICENTRO MOLTO ALTO 57,8 metri

ANDERLECHT 5

MILAN 0

SECONDO TEMPO GOL! 2’ Montolivo apre a destra per De Sciglio, cross lungo per El Shaarawy che aggancia e batte Proto. 25’ Pato viene abbattuto da Nuytinck mentre sta andando in porta, rosso evidente. GOL! 26’ Portentosa rovesciata di Mexes dal vertice alto dell’area, la palombella scavalca Proto. GOL! 33’ De Sutter chiude in porta un’azione confusa, con Mexes in attesa del cambio. GOL! 46’ Contropiede Nocerino-El Shaarawy concluso in porta da Pato.

BARICENTRO MOLTO BASSO 48,1 metri

la Moviola DI FRANCESCO CENITI

Giusto il rosso a Nuytinck Niente fuorigioco sul 3-1 L’episodio più importante, probabilmente quello decisivo, arriva al minuto 24 della ripresa con il Milan avanti di un gol: Pato lanciato in contropiede salta in dribbling Nuytinck che lo stende. Siamo a 40 metri dalla porta, ma il brasiliano ha la strada libera verso Proto e soprattutto alla sua destra c’è El Shaarawi che può fare d’appoggio. Il difensore in rimonta è dietro ai rossoneri. L’arbitro Skomina ci pensa un po’ prima di estrarre il cartellino, poi forse anche dopo un consulto col giudice di porta decide per il rosso diretto. Siamo d’accordo:

nonostante la distanza è giusto considerarla una chiara occasione da gol perché Pato ed El Shaarawi erano in condizione di far male all’Anderlecht. Sulla punizione successiva arriva lo straordinario 2-0 di Mexes. Per il resto, non c’è fuorigioco sul primo gol del Milan e anche il 3-1 è regolare: El Shaarawi è in linea con l’ultimo difensore belga, mentre Pato è in leggero fuorigioco, ma deve essere considerato ininfluente, la palla non è diretta a lui. Non importa se è proprio Pato poi a essere servito per un gol facile facile.

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GIA’ AGLI OTTAVI GRUPPO A Porto, Paris St. Germain Il 4 dicembre scontro diretto a Parigi per il primo posto. Il Porto è avanti un punto GRUPPO B Arsenal, Schalke 04 Le due lottano per il primo posto: Schalke avanti di un punto GRUPPO C Malaga, Milan Malaga già primo. Milan secondo. GRUPPO D Borussia D., Real Madrid Tedeschi già primi: +3 e scontri diretti a favore col Real GRUPPO E Shakhtar Donetsk. In lizza Juventus (basta un pari a Donetsk) e Chelsea per il secondo posto GRUPPO F Bayern Monaco, Valencia Sono a pari punti, avanti il Bayern per gli scontri diretti GRUPPO G Barcellona. In lizza Benfica e Celtic GRUPPO H Manchester United. In lizza Galatasaray e Cluj

P Philippe Mexes, 30 anni, al primo gol in rossonero LIVERANI

ilpersonaggio PHILIPPE MEXES ALLA RISCOSSA

Ma che fa, copia Ibra? Una super rovesciata e la cresta raddoppia Il francese inventa un gol che somiglia a quello di Zlatan all’Inghilterra. E Galliani lo carica: «Se l’avesse fatto Messi l’avrebbero beatificato» DAL NOSTRO INVIATO

FABIANA DELLA VALLE BRUXELLES (Belgio)

Chissà se il merito è del codino che non c’è più per volontà di Silvio Berlusconi o dei fischi che l’hanno accompagnato per tutta la partita. Chissà se Philippe Mexes, quando rivedrà il tv il gol incredibile che ha segnato contro l’Anderlecht, avrà la stessa reazione di stupore di uno stadio intero. Chissà se anche lui penserà: «Oddio, ma che cosa ho fatto?», riguardandosi mentre si sollevava in area con tempismo perfetto e con il piedino destro imprimeva alla palla una traiettoria incredibile. Chissà se anche a lui verrà in mente Zlatan Ibrahimovic e quella rovesciata contro l’Inghilterra che ha fatto il giro del mondo. Mexes non è Ibrahimovic, però i due sono simili per la capacità di uscire dagli schemi. A Mexes piace stupire, solo uno che non si cura di quello che dice la gente può avere il coraggio di sfoggiare una cresta così. Galliani se n’è innamorato quando giocava nella Roma proprio per la sua imprevedibilità.

PRODEZZE A CONFRONTO TRA IL MILANISTA E LO SVEDESE

Una più bella dell’altra: in alto, la rovesciata di Mexes, sotto l’acrobazia di Zlatan Ibrahimovic in Svezia-Inghilterra, già entrata nella galleria dei gol più belli di sempre ANSA

Dalle amnesie alla prodezza È arrivato come sostituto di Nesta ma non sempre è stato all’altezza delle aspettative. L’anno scorso ha tradito nella partita decisiva con la Fiorentina in campionato e anche in Champions con il Barcellona, quest’anno finora non era andata meglio: troppe amnesie, alcune delle quali sono costate care ai rossoneri, come contro la Fiorentina. A volte sembra quasi che Mexes stacchi la spina nel bel mezzo della partita.

Ieri però ha voluto regalarsi una serata speciale. Peccato solo per l’infortunio subito dopo il gol dell’Anderlecht: una distorsione al ginocchio che l’ha costretto a uscire e a perdersi gli applausi dei tifosi a fine partita. Mexes aveva già segnato una rete in Champions League. È successo due anni fa, quando ancora indossava la maglia della Roma: contro il Cluj finì 2-1 e lui ci mise la firma. In Serie A non entrava nel tabellino dei marcatori dal 20 febbraio 2011, Genoa-Roma 4-3. Beatificazione Con il Milan non era ancora mai riuscito a fare centro. Ci aveva provato contro la Fiorentina, con un colpo di tacco che però è stato fermato dal palo e ha favorito l’inutile gol di Pazzini. A Bruxelles ha trovato la porta nella maniera più spettacolare. «Ho fatto un grandissimo gol, ma

ci sono cose più importanti nella vita — minimizza lui —. I compagni nello spogliatoio mi chiedevano se l’avessi fatto apposta... La dedica è per la mia famiglia». Mexes ha lasciato senza parole anche Allegri, che ha sempre avuto fiducia in lui. «Mi aspettavo che la palla uscisse fuori — ha detto l’allenatore —. Ha fatto un gol incredibile, non ci credevo nemmeno io. Ma io sono contento anche per la prestazione». Anche Adriano Galliani è entusiasta: «Ora faremo girare per il mondo il gol di Mexes come quello che ha fatto Ibrahimovic: se questa rovesciata l’avesse fatta Messi a quest’ora interromperebbero le trasmissioni per farlo vedere e Messi verrebbe beatificato». Mexes non sarà mai Ibrahimovic, però almeno per una sera non ha fatto sentire ai milanisti la nostalgia dello svedese. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL CASO

Pato: «Voglio giocare, vedrò col mio agente». Ma va ancora ko Il brasiliano getta ombre sul suo futuro. Intanto ha di nuovo guai alla coscia sinistra DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASOTTO BRUXELLES (Belgio)

La classe ’92 va in paradiso. Ma quella ’89 preoccupa molto. Sono le due facce di un Milan che si accomoda agli ottavi di finale con Stephan El Shaarawy e Mattia De Sciglio, i nipotini che toccano il cuore di Berlusconi e Galliani, ma non sa se

per allora avrà ancora a disposizione Pato. Perché gli ottavi sono a febbraio e prima c’è gennaio. Ovvero il mercato invernale. E a giudicare dalle parole di Ale, tira aria di divorzio: «Avevo annunciato il gol all’allenatore, gli avevo detto che sarei entrato e avrei chiuso la partita», racconta. E fin qui, tante belle promesse e intenzioni. Poi però aggiunge: «El Shaarawy sta facendo bene, però adesso vediamo. Voglio giocare, ne parlerò col mio procuratore e poi vedremo». Il messaggio è più che evidente: Pato ritiene di essere impiegato troppo poco e quindi la finestra di gennaio potrebbe essere utile per cambiare aria.

mai convinto. Così Pato rimase a Milano e Galliani rientrò in via Turati senza Tevez. Ora per il Papero è in arrivo un nuovo mal di pancia. I 90 minuti di panchina a Napoli sono stati un boccone indigesto e ieri sera Allegri gli ha preferito Bojan. Il gol all’Anderlecht, deve evidentemente aver dato al ragazzo la scossa per tirar fuori i malumori. La parola adesso passa a Galliani e Berlusconi, che hanno sempre considerato il brasiliano un pilastro del progetto rossonero a lunga scadenza.

Affare sfumato Che i rapporti

con l’allenatore non siano particolarmente fraterni è cosa nota. Fu proprio il brasiliano, lo scorso inverno, a tirare la bomba: «Con Allegri non c’è dialogo», disse il Papero dopo Natale, aprendo di fatto la strada a una sua cessione al Psg di Ancelotti. Lui sì che «veniva sempre da me e mi parlava, mi spiegava, come dovrebbe fare un tecnico». Era già tutto fatto: Galliani era volato a Manchester per impacchettare Tevez e Pato era virtualmente del Psg, quando lo stesso giocatore interruppe tutto. «Resto, sono innamorato di questa maglia». Dietro le quinte Berlusconi, che poi rivelò come l’affare non lo avesse

Massima attenzione Ma le noti

Alexandre Pato, 23 anni LIVERANI

dolenti di ieri sera non si fermano qui. In seguito a un fallo Ale si è messo subito la mano sulla

coscia sinistra (la stessa dell’ultimo infortunio) e nel dopogara ha spiegato che gli è andato in iperestensione il muscolo. Non pareva molto preoccupato, oggi si sottoporrà agli accertamenti. Inutile dire che per un ragazzo incappato in 15 infortuni muscolari negli ultimi tre anni, l’attenzione è massima. Un gol, dunque, in una serata che per lui non porta buone notizie. Mentre Pato lotta col suo fisico e con le scelte dell’allenatore, c’è una classe ’92 che sta bruciando le tappe. Ale ha soltanto 23 anni, tre in più di El Shaarawy e De Sciglio: il Milan dei giovani ha ancora tutto il tempo di inserirlo nel progetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CHAMPIONS GRUPPO C le Pagelle

di ALESSANDRA BOCCI

MILAN DE JONG IMPLACABILE, DE SCIGLIO NON SPRECA NULLA 6,5 7,5 h Il migliore El Shaarawy l’allenatore Allegri

6,5

Primo tempo tremendo, ma i cambi funzionano e in fondo arrivano la qualificazione, i milioni della Champions, ecc. La società aveva gli ottavi come primo obiettivo: centrato con un turno di anticipo. La prossima sfida è trovare continuità nei risultati: arriva la Juve, la difesa è a pezzi, non sarà facile.

Primo tempo pessimo, poi il cinismo che serve a qualificarsi

6,5

6,5

7

6

6

6,5

Abbiati

De Sciglio

Mexes

Yepes

Constant

Montolivo

L’ultimo dei mohicani, il grande vecchio chiamato a trasferire nelle nuove leve lo spirito antico. Dopo la serata horror di Napoli lascia il segno con una splendida parata di piede su Jovanovic

Montolivo lo sollecita di continuo al cross, chiuso da Deschacht. Ma nel s.t. non spreca nulla, e si butta in avanti per un passo a due con El Shaarawy, già un classico di stagione

Il voto è per il gol da favola, alla Ibra, tanto più incredibile se si calcola l’importanza della partita. In difesa non fa errori notevoli anche se è sempre un po’ molle. Esce acciaccato (Zapata s.v.)

Un difensore all’antica: picchia e spazza quando serve. Ma è di una utilità enorme, soprattutto nel confuso finale. E ora, con due centrali infortunati, lo sarà ancora di più

Ordinato e attentissimo, è sempre più terzino. Sta acquisendo la mentalità del difensore, anche se a volte si prende troppi rischi pur di non mandare il pallone in fallo laterale o in angolo

L’unico con un minimo di lucidità anche nel p.t. Con El Shaarawy, è il depositario della continuità della squadra. La crescita è evidente anche in personalità, perdonate alcune imprecisioni

6,5

6

6

5

6

6

De Jong

Nocerino

Boateng

Bojan

Pato

Emanuelson

Non costruisce, ovvio, ma nei momenti migliori è implacabile nello spezzare la tela degli avversari. I compagni, nel s.t., capiscono che se lo accompagnano bene i palloni da rigiocare in avanti si moltiplicano

In balia degli eventi nel primo tempo, quando per la verità nessuno brilla. Accompagna El Shaarawy nell’azione del gol scaccia fantasmi, poi cerca di aiutare la squadra a sbrogliare i garbugli finali

Ha perso la sua forza dirompente, la sfrontatezza che gli suggeriva tiri pazzeschi, che spesso finivano in gol. Cerca una nuova collocazione, e quando l’avrà trovata forse la fase involutiva si chiuderà

Genietto bloccato. Non riesce mai a trovare la giocata giusta e con lui fatica tutto l’attacco del Milan. Male nel primo tempo, entra un po’ meno timido nel secondo, ma poi esce, toccato duro da Biglia

Subito bloccato da un fallaccio da rosso di Nuytinck. Si rende utile alla squadra con un rinvio nell’area affollata, poi sta bloccato e solo nella metà campo avversaria, finché El Shaarawy non gli regala il gol

Venti minuti per trovare una nuova collocazione come terzino sinistro, se non altro part time. È sfortunato, perché nella fase di partita che vive la confusione è tanta, ma se la cava senza errori

La prima palla buona gliela porta via il vento, poi fatica e non si accende. Nel 2˚ tempo sembra scrollarsi di dosso le tossine di tante partite e di una crescente responsabilità. Il primo gol è una meraviglia, alla quale si aggiunge il consueto lavoro generoso. Nel finale sigilla la qualificazione inventando la palla gol per Pato

4

I NUMERI

0

le vittorie dell’Anderlecht in casa contro il Milan, sempre in Champions League: il bottino è di un pareggio (0-0 nel 1993-94) e due vittorie del Milan (1-0 nel 2006-07 e ieri)

553

i minuti dell’imbattibilità del Milan in Belgio, terminata ieri. I rossoneri non incassavano gol dal 65’ di Waregem-Milan 1-1 del 27 novembre 1985, in Coppa Uefa. Da allora si sono contati i restanti 25’ di quel match e cinque partite di fila senza subire reti. Ieri la serie si è interrotta col gol al 78’ di De Sutter

ANDERLECHT 5 PROTO 5,5 Prima sta a guardare e tenta di non congelarsi, poi ha più lavoro. Tre volte viene battuto, ma è difficile attribuirgli le colpe maggiori sui gol. GILLET 6 Continue sovrapposizioni con Bruno, molta vivacità. È uno dei più attivi. KOUYATE 5 Nel primo tempo El Shaarawy comincia forte, ma dopo pochi minuti si spegne. E nel finale, quando c’è da contenere il miglior talento milanista, è uno dei peggiori. NUYTINCK 4 Con il piccolo e in questa occasione abulico Bojan ha poco da faticare, ma neppure Boateng gli toglie il sonno. Poi fa un fallaccio assurdo su Pato, e viene cacciato. DESCHACHT 5,5 Continuo duello con De Sciglio, destinatario della quasi totalità dei lanci di Montolivo, se la cava bene, con qualche rudezza. BIGLIA 5,5 Cattivo e concentrato, toglie certezze a Montolivo. Sui corner cerca inutilmente Mbokani. Nella ripresa si innervosisce e non gli resta che picchiare. KLJESTAN 5,5 Induce a costanti falli Nocerino, poi è lui ad avere la peggio. BRUNO 5,5 Le sue continue combinazioni con Gillet mettono in ansia Constant e Yepes, ma l’effetto dura poco. YAKOVLENKO 5 È il primo cambio: avrebbe tempo per agire, ma non si vede mai.

h

IL MIGLIORE

6 PRAET

Un bel tiro da fuori dopo un quarto d’ora fa sperare i tifosi belgi. DE SUTTER 6 Ha una palla gol e la sfrutta. JOVANOVIC 6 Comincia un po’ così, ma già dopo 13 minuti costringe Abbiati a una bella parata di piede. Non è concreto, ma getta scompiglio fra i rossoneri (Canesin s.v.) MBOKANI 6 Serve Jovanovic per la migliore occasione del primo tempo. Poi va in letargo, ma ha quasi sempre la meglio su Mexes. All. VAN DEN BROM 5,5 Mette insieme una squadra compatta, ma quando El Shaarawy spinge sull’acceleratore per i suoi è difficile resistere. Se non altro, il suo Anderlecht senza stelle riesce a essere ancora in corsa per l’Europa League in un girone nel quale doveva recitare il ruolo di materasso.

GLI ARBITRI: SKOMINA 7 Esitazione sul rosso a Nuytinck, poi fa sempre la cosa giusta Zunic 6-Ul 6; Ponis 6-Peric 6

Taccuino

PARLA L’EX TECNICO

Niang, guai al volante pure a Caen

GENOA

Gli ultrà manifestano contro Preziosi (f.g.) Un centinaio di tifosi genoani si è radunato ieri sera nel centro cittadino davanti alla sede di una tv locale per contestare il presidente Preziosi. Un paio di volantini, alcuni striscioni, cori, petardi e fumogeni lanciati in strada. La squadra di Delneri partirà stamane per il ritiro di Coccaglio, nel bresciano, in vista della trasferta con l’Atalanta.

CAGLIARI

M’Baye Niang, 17 anni PIERANUNZI PARIGI

Geniale ma scapestrato. Arrivano nuove rivelazioni su M’Baye Niang, punta 17enne del Milan prelevato dal Caen. A l’Equipe ne parla Dumas, l’allenatore che lo lanciò in Ligue 1: «Gli capitava già di guidare senza patente, e una volta chiesi a un amico poliziotto di fermarlo all’uscita dello stadio e di farlo salire nel furgone per un controllo. Volevo mettergli paura». La mossa non funzionò. A ottobre 2011 il Caen si giocava punti salvezza con il Psg. Dumas voleva schierarlo dall’inizio ma la sera prima Niang andò a un concerto rap, scoppiò una rissa e fu arrestato: «Non fece a botte, ma siccome era minorenne finì in caserma e ci rimase fino all’alba». A ottobre Niang è stato sospeso fino al 31 dicembre 2013 da tutte le nazionali per aver trascorso la notte in disco prima di una gara dell’U21, persa e costata la qualificazione all’Europeo. a.g. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ok dalla Commissione Is Arenas tutto aperto (m.f.) Per Cagliari-Napoli l’Is Arenas è aperto in tutti i settori. Ieri l’ok della Commissione provinciale di vigilanza. In allenamento, ok Nenè (8 punti allo zigomo dopo una botta con l’Inter) e Ariaudo.

TORINO

Masiello, Vives e Meggiorini pronti (f.t.) Ieri sono tornati in gruppo Masiello, Meggiorini e Vives che avevano saltato per acciacchi vari la Roma. Solo cure, invece, per Bakic.

PRIMAVERA

La Juve batte il Parma nel recupero della 6a La Juventus Primavera ha battuto il Parma per 2-0 nel recupero della 6a giornata del Girone A. In classifica i bianconeri sono al 2˚ posto, a 5 punti dalla Fiorentina.

ASCOLTI RECORD

Juve-Chelsea è boom su Sky Record stagionale di ascolti per Juve-Chelsea di Champions su Sky. Il match ha raccolto 1.683.579 spettatori medi e 2.737.911 spettatori unici, con il 5,62% di share.


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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

CHAMPIONS GRUPPO C

«Non cambiare Allegri è stato un atto d’amore» Galliani «Sono sempre stato contrario agli esoneri in corsa» Il tecnico rossonero: «Dobbiamo ancora acquisire sicurezza» DAL NOSTRO INVIATO

FABIANA DELLA VALLE BRUXELLES (Belgio)

L’allenatore fachiro stavolta non dormirà su un letto di chiodi. Allegri si godrà finalmente qualche giorno di tranquillità, dopo tutte le tempeste che hanno portato la sua nave a un passo dal naufragio. Prima vera giornata di festa di una stagione travagliata, perché il primo obiettivo stagionale è stato raggiunto. La mission aziendale impone al Milan di superare almeno la prima fase della Champions (questione di immagine ma anche di soldi) e Allegri ha ottenuto la qualificazione con una giornata d’anticipo, anche se con una squadra rivoluzionata. Di sicuro stavolta Berlusconi non avrà da ridire, anche se il 4-3-3 non è il modulo che il presidente preferisce e vorrebbe Montolivo regista piuttosto che mezzala destra. In Belgio contava solo vincere, soprattutto dopo il pari dello Zenit. «È un’occasione che non possiamo sbagliare — aveva detto Galliani dopo il fischio finale dell’altra gara del girone — adesso sta solo a noi». E il Milan non ha fallito. Fiducia ben riposta Allegri è rimasto in equilibrio quando le

IL SUPER MERCOLEDI’ DELL’A.D. ROSSONERO 1

2

3

1 Adriano Galliani, doppio segno di vittoria prima della gara 2 La pace con Abbiati dopo l’arrabbiatura di Napoli 3 L’abbraccio con Allegri a fine partita IMAGE SPORT-LIVERANI-SKY

onde erano talmente forti da sballottarlo da una parte all’altra, figuriamoci se poteva lasciarsi scoraggiare da un primo tempo senza neanche un tiro in porta e da un Boateng ancora lontanissimo dalla forma scudetto. Ormai si è abituato a tutto. Forse era destino che la qualificazione arrivasse così, con un gol spettacolare ma anche con la paura di essere raggiunti

nel finale. Allegri si è abituato anche a sentirsi messo in discussione ogni volta che le cose vanno male. Forse nemmeno lui si sarebbe aspettato di essere così tutelato dalla società. Invece dopo ogni sconfitta è arrivata puntale la conferma. L’unica cosa che avrebbe potuto far saltare il banco era il passaggio del turno in Champions. Invece l’obiettivo è stato raggiunto:

Allegri ha trovato il modo migliore per dimostrare a chi comanda che la fiducia non era mal riposta. «Sono contento per Allegri — racconta ora Galliani —. Sono contrario a cambiare allenatore in corsa, per questo l’ho sempre difeso. Ho sentito Berlusconi al telefono, era molto contento. Questa vittoria è anche un po’ figlia sua, spero possa venire a Milanello pure prima della Juventus». Più sicurezza per la Juve «Sape-

vamo il risultato dello Zenit, quindi vincere per noi era importantissimo — dice Allegri —. Abbiamo centrato il primo obiettivo stagionale, ma non è la partita della svolta. Siamo partiti bene, poi abbiamo avuto troppa fretta di segnare o di fare l’ultimo passaggio. Nel secondo tempo siamo andati in vantaggio, dopo il 2-0 ci siamo un po’ bloccati, ma tolta qualche palla lunga da parte loro l’abbiamo gestita bene. Però bisogna crescere tanto, dobbiamo acquistare sicurezza. Il sistema di gioco non ha importanza». Allegri si godrà la nottata ma poi dovrà rimettersi subito a lavorare. Domenica arriva la Juve e il Milan ha un’altra occasione importante per dimostrare di essere uscito dal tunnel. © RIPRODUZIONE RISERVATA

d

HA DETTO

S Nocerino «Abbiamo ottenuto una grande qualificazione ma dobbiamo restare con i piedi per terra perché fare una partita bene e due male non serve a nulla: dobbiamo dare continuità ai risultati. Quest’anno non c’è Ibra e devo cercare altri punti di riferimento»

NEGLI ALLIEVI VINCE L’INTER 1-0

Il derby di Inzaghi: va k.o., ma sorride «Che bella partita» Da tecnico sembra un altro: «Con me tutti hanno spazio» VINCENZO D’ANGELO MILANO

Ha appeso le scarpette al chiodo, eppure i cori dei tifosi sono ancora tutti per lui. Ma stavolta, invece che «segna per noi», la canzone in suo onore termina con «Pippo Inzaghi uno di noi». E lo urlano con orgoglio i milanisti accorsi a Interello per il derby degli Allievi Nazionali, il primo per super Pippo da allenatore, perso 1-0 per un gol alla Inzaghi dell’interista Romney. Nuova vita A guardarlo in panchina stenti quasi a credere che sia proprio Inzaghi. Vestito in giacca e cravatta, sempre in piedi e composto, Inzaghi vive la gara accompagnando con la voce passo passo i suoi ragazzi. Mai un gesto di stizza, mai una protesta o uno scatto d’adrenalina come quelli che aveva in campo, dove i suoi bersagli preferiti erano i guardalinee, eterni rivali per chi aspetta la gloria sul filo del fuorigioco. E anche la mentalità sembra cambiata: «Ho fatto i complimenti alla squadra. Nei settori giovanili non si dovrebbe mai guardare il risultato ma l’applicazione. La prestazione è stata ottima e siamo anche stati sfortunati. Il risultato negativo spiace solo per i miei giocatori. Ci tenevano tanto a vincere questa gara perché è sempre un derby e poi perché l’Inter non aveva mai perso. Bravi tutti per lo spettacolo offerto e per il fair play». La vita dell’allenatore è più scomoda, specie quando tocca fare delle scelte. Ma Pippo ha le idee chiare: «Modic fuori? Ho tanti bravi giocatori e tutti devono avere il loro spazio. In panchina c’era anche Fabbro, l’attaccante della Nazionale». Dribbling perfetto. Il gol arriva per Mostour: «Gioca due anni sotto età, non è facile. Per me ha fatto benissimo, ma non diamogli troppe pressioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CHAMPIONS GRUPPO C

h La rimonta

ZENIT MALAGA

I MIGLIORI

S Witsel 7 Gran regista. L’ispiratore di tutte le manovre dello Zenit. Peccato che nel primo round non ci sia uno che lo assista o che sfrutti i suoi inviti

DAL NOSTRO INVIATO

S Caballero 7,5 Un guizzo da uomo ragno sul tiro da appena fuori area di Hubocan. Un’altra prodezza su Danny. Parate varie ed eventuali

PRIMO TEMPO 0-2 MARCATORI Buonanotte (M) all’8’, Seba (M) al 9’ p.t.; Danny (Z) al 4’, Fayzulin (Z) al 41’ s.t.

non basta Buonanotte allo Zenit L’argentino sblocca il Malaga, bis su papera di Malafeev. Spalletti pareggia, ma è fuori FABIO BIANCHI twitter @fabiowhites SAN PIETROBURGO (Russia)

La brutta sorpresa e la papera. Il black out e la grande reazione. Alla fine, un pareggio. Che regala il primo posto sicuro al Malaga, vera rivelazione di questo inizio Champions. E che mette fine alle speranze di Spalletti. Il Milan ha steso l’Anderlecht. Lo Zenit non può più raggiungerlo. Avrebbe dovuto vincere e poi cercare il colpaccio a San Siro. Ha preso due gol a freddo che l’hanno stordito. La bella reazione del secondo round è bastata per riprendere gli spagnoli ma non per ribaltare il risultato. Se le cose vanno male, possono andare peggio. Lo Zenit di certo ha vissuto tempi migliori. In campionato pesa il

Oggi la sentenza per il petardo: previsto il 3-0 a tavolino e qualche gara di squalifica petardo lanciato (pare) dai suoi tifosi nella sfida con la Dinamo Mosca. Portiere della Dinamo all’ospedale (10 giorni di prognosi) e partita sospesa. La commissione federale oggi potrebbe punire Lo Zenit con un 3-0 a tavolino e porte chiuse o campo neutro da una a cinque gare. E lunedì ci sarebbe la sfida casalinga (?) col Cska capolista. Non il clima ideale per suonare la carica in Champions. Doccia fredda Spalletti ha cer-

cato di isolare il problema, di

2 2

i

I PEGGIORI

ZENIT (4-3-3) Malafeev 5; Anyukov 5 (dal 37’ s.t. Bystrov 4), Bruno Alves 5,5, Lombaerts 6,5, Hubocan 6,5; Witsel 7, Denisov 5, Shirokov 5,5 (dal 27’ s.t. Fayzulin 7); Hulk 6, Kerzhakov 6, Danny 6,5. PANCHINA Boburin, Zyryanov, Semak, Zuev, Kanunnikov. ALL. Spalletti 6,5. ESPULSI Bystrov a fine gara per ingiurie all’arbitro. AMMONITI Danny, Anyukov, Bruno Alves per gioco scorretto.

MALAGA (4-4-2) Caballero 7,5; Gamez 5, Onyewu 6,5, Demichelis 6 (dal 1’ s.t. Weligton 6), Eliseu 6; Duda 6,5 (dal 17’ s.t. Portillo 5,5), Toulalan 5, 5, Camacho 6, Buonanotte 7; Santa Cruz 6,5, Seba 6,5 (dal 31’ s.t. Juanmi s.v.). PANCHINA Pol, Recio, Isco, Fabrice. ALL. Pellegrini 6,5. ESPULSI nessuno. AMMONITI Demichelis, Buonanotte, Weligton per gioco scorretto, Seba per c.n.r.

S Malafeev 5 Gravissimo il passaggio sbagliato a Bruno Alves che consente a Seba di firmare lo 0-2. Si riscatta un pochino nel finale

ARBITRO Benquerença 6,5 (Por).

Bruno Alves, Danny e Witsel festeggiano, il Malaga si abbatte AFP

motivare i suoi. C’è riuscito almeno a metà. Lo Zenit si è svegliato dopo Buonanotte. Molto dopo. Due gol nei primi dieci minuti possono abbattere un toro. Figuriamoci una squadra già provata dalla possibile sentenza di oggi e con davanti una gara solo da vincere per sperare ancora negli ottavi. Spalletti aveva speso subito Hulk, appena rientrato, per un tridente puro. Dall’altra panchina, Pellegrini ha fatto un turn over ancora più massiccio del previsto. Fuori persino Isco. E un 4-4-2 ben coperto. Altro che «al Valencia penseremo dopo»: a Pellegrini si è allungato il naso. La sfida di sabato è cruciale, dopo le cadute. Altro che. Dunque una situazione ideale per lo Zenit. Ma al primo contropiede, Seba ha crossato e Buonanotte s’è infilato tra i centrali. E subi-

to dopo ecco il patatrac incredibile di Malafeev. Passaggio per Bruno Alves troppo corto, Santa Cruz intercetta e smista per Seba che non sbaglia. Bravi i due piccoletti, anche dopo. Zenit a terra. Morale sotto terra. Tutto un round in coma. O quasi. Witsel era l’unico all’altezza del compito. Ma lui creava e gli altri sprecavano. Il Malaga-2 ha portato negli spogliatoi il risultato con una facilità incredibile. Un po’ d’attenzione a centrocampo e Santa Cruz a tener su palla. Solo nel finale Caballero ha dovuto fare una prodezza su Hubocan. Che reazione Molto dopo Buonanotte però, s’è visto il vero Zenit. Grande reazione nel secondo round. Squadra incisiva. Veloce. Rinata. Che esegue le trame studiate. Danny s’è svegliato e ha colpito subito il

NOTE Spettatori 25 mila circa. Tiri in porta 10-5. Tiri fuori 3-3. In fuorigioco 3-1. Angoli 12-2. Recuperi: 2’ p.t. 4’ , s.t.

Malaga un po’ in sonno. Che forse si sentiva già al sicuro. Invece da lì in poi i russi hanno fatto collezione di occasioni. Grazie anche al cambio azzeccato: dentro Fayzulin, fuori Shirokov ancora stordito. Fayzulin ha fatto cambiare marcia alla squadra e finalmente Witsel in mezzo non doveva fare tutto da solo. Malaga in grande difficoltà. Toulalan e Camacho superati facile. Fasce presidiate. Ma un po’ per la gran vena di Caballero, un po’ per imprecisione di Hulk e Kerzakhov e un po’ per sfortuna, il gol è arrivato soltanto al minuto 41’, grazie a Fayzulin che ha trovato la fessura per infilare il suo tiro. Poi Malafeev si è fatto perdonare (parzialmente) blindando il pari sui contropiedi spagnoli. Ma è un pari che non è servito. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Jesus Gamez 5 Soffre fin dall’inizio i dribbling di Danny. Quando lo Zenit si scatena, la sua diventa zona di predoni. Va in palla


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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

CHAMPIONS LEAGUE QUINTA GIORNATA CIFRE E CURIOSITA’

Alta Scuola Milan: Euro il Film

El Shaarawy sblocca la gara L’1-0 del Faraone rossonero In apertura di ripresa il giovane campione elude l’intervento del difensore e deposita in rete di destro ANSA

Il dinamismo del Boa Tanto impegno ma poca lucidità Prestazione a luci e ombre del 10 del Milan: corre, lotta, si batte ma appare ancora confuso e disordinato ANSA

Il tap in di Pato Il brasiliano chiude la partita Entra e timbra subito: a tempo scaduto Pato appoggia in rete a porta vuota un pallone facile facile offertogli da El Shaarawy AP

Il Faraone e Mexes Colpi di gran classe Stop di sinistro e tiro di destro: così El Shaarawy fa l’1-0 E il francese s’inventa un numero degno di un attaccante ANDREA SCHIANCHI

La qualità dei singoli e dei loro gesti, per una volta, batte il collettivo. Il senso della vittoria del Milan sull’Anderlecht è tutto nei gesti di El Shaarawy e Mexes: colpi magici che rompono la mediocrità

della sfida. Fino al momento dell’1-0 non si erano viste giocate degne della Champions League e, diciamo la verità, se non avessero suonato la celebre musichetta prima dell’inizio, avremmo potuto pensare che in campo si stava disputando una partita di medio livello del campionato italiano. Gri-

diamo i numeri POSSESSO PALLA

MILAN

39,4% TIRI IN PORTA

MILAN

3 PALLONI RECUPERATI

MILAN

57 CROSS EFFETTUATI

MILAN

13 CALCI D’ANGOLO

MILAN

2

La squadra rossonera lascia il pallino del gioco all’Anderlecht e sceglie di pungere in ripartenza. Poco tempo con la palla fra i piedi e ricerca immediata della profondità. Gli uomini di Allegri dimostrano un cinismo sorprendente. Tre conclusioni verso la porta e tre gol, con una media realizzativa del 100%. Se colpisce, il Milan fa male. Confuso e arruffone, il Milan perde un sacco di palloni ma ne recupera anche in grande quantità. De Jong, diga davanti alla difesa, è sulla strada giusta per tornare ai suoi livelli. La squadra di Allegri ha sfruttato molto poco le corsie laterali con Constant e De Sciglio. Quest’ultimo, tuttavia, ha innescato il gol di El Shaarawy proprio con un cross dalla fascia destra. Il Milan ottiene appena un terzo dei corner guadagnati dall’Anderlecht. I rossoneri continuano a preferire il fraseggio palla a terra alla ricerca del gioco aereo e dei calci piazzati.

gia e noiosa. Poi il Faraone si fionda in area sul cross di De Sciglio, vede spiovere il pallone dal cielo, lo addomestica con il «piattone» sinistro e con il destro lo spedisce alle spalle del portiere. Il tutto eseguito con una semplicità che hanno soltanto i campioni. La verità, però, è che quell’azione è di

una difficoltà estrema: provate voi a stoppare una palla lanciata da trenta metri, tenerla praticamente incollata al piede e poi, con un movimento quasi impercettibile del corpo, spostatevela sul piede destro e battete a rete. Se non ci riuscite al primo tentativo, non scoraggiatevi: vuol dire


GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

opa conquistata

La rovesciata «alla Ibra» di Mexes Prodezza in acrobazia Philippe Mexes si improvvisa attaccante di razza: raccoglie la punizione di Montolivo, addomestica col petto e, appena fuori dall’area, fa partire una straordinaria «bicicletta» che scavalca l’incolpevole Proto insaccandosi sul palo più lontano AP

che non vi chiamate El Shaarawy... Em bycicleta E se il Faraone dà un saggio della sua bravura e delle sue qualità tecniche, Mexes dimostra che, a volte, un pizzico d’incoscienza è necessario per arrivare a toccare le stelle. Il francese fa una cosa pazzesca per due motivi: prima la pensa (e ce ne vuole...) e poi la esegue con incredibile coordinazione. Calcio di punizione di Montolivo, Mexes stoppa con il petto, ha le spalle girate alla porta avversaria e gli viene in mente che l’unico modo per calciare è andare su e rovesciarsi all’indietro. I brasiliani, inventori del genere nella prima metà del Novecento, chiamavano quel gesto «em bycicleta»: il mitico Leonidas era il depositario del marchio. Rovesciata da lasciare tutti a bocca aperta, quella di Mexes, soprattutto perché rea-

Gazzetta.it

lizzata da un difensore, cioè da uno che non ti aspetti. Tempismo L’altro gesto da sot-

CIFRE E PROTAGONISTI DELLE GRANDI NOTTI DI CHAMPIONS LEAGUE Dalle cronache delle partite alle classifiche complete, passando per le interviste ai big della Champions League e ai focus sui talenti migliori espressi nelle prime giornate della competizione. Nello speciale di Gazzetta.it dedicato alla più importante competizione europea per club troverete la guida completa con le date dei prossimi turni, le cifre delle partite già disputate e le gallery fotografiche.

tolineare è l’assist di El Shaarawy per la rete di Pato. Non è la difficoltà del passaggio a stupire (quello è davvero roba da ragazzini), ma il modo in cui il Faraone lo prepara: va via sulla sinistra, attira il portiere verso di sè, lo chiama all’uscita e poi, con perfetto tempismo, appoggia in mezzo all’area dove il compagno sta arrivando. A parte la generosità (comunque da applaudire), sono la precisione del movimento e dello «scarico» a mettere El Shaarawy sul palcoscenico. Numeri d’alta scuola, insomma. Quelli che bastano al Milan per scavalcare il modesto ostacolo Anderlecht e approdare agli ottavi di finale. Più del gruppo, stavolta, incantano i singoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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i risultati e le classifiche GRUPPO A

GRUPPO B

Già giocate Paris St Germain-Dinamo Kiev

4-1

Già giocate Montpellier-Arsenal

1-2

Dinamo Zagabria-Porto

0-2

Olympiacos-Schalke 04

1-2

Dinamo Kiev-Dinamo Zagabria

2-0

Arsenal-Olympiacos

3-1

Porto-Paris St Germain

1-0

Schalke 04-Montpellier

2-2

Porto-Dinamo Kiev

3-2

Arsenal-Schalke 04

0-2

Dinamo Zagabria-Paris St Germain

0-2

Montpellier-Olympiacos

1-2

Dinamo Kiev-Porto

0-0

Olympiacos-Montpellier

3-1

Paris St Germain-Dinamo Zagabria

4-0

Schalke 04-Arsenal

2-2

Dinamo Kiev-Paris St Germain

0-2

Porto-Dinamo Zagabria

3-0

Arsenal-Montpellier Schalke 04-Olympiacos

2-0 1-0

Classifica

Pt G V N P Gf Gs

Classifica

Porto*

13 5 4 1 0 9 2

Schalke 04*

Pt G V N P Gf Gs 11 5 3 2 0 9 5

P. S. G.*

12 5 4 0 1 12 2

Arsenal*

10 5 3 1 1 9 6

Dinamo Kiev

4 5 1 1 3 5 9

Olympiacos

6 5 2 0 3 7 8

Dinamo Zagabria

0 5 0 0 5 0 13

Montpellier

1 5 0 1 4 5 11

*Già qualificata agli ottavi

*Già qualificata agli ottavi

Prossimo turno

Prossimo turno

4 dicembre Paris St Germain-Porto

4 dicembre Montpellier-Schalke 04

Dinamo Zagabria-Dinamo Kiev

Olympiacos-Arsenal

GRUPPO C

GRUPPO D

Già giocate Malaga-Zenit

3-0

Già giocate Borussia Dortmund-Ajax

1-0

MILAN-Anderlecht

0-0

Real Madrid-Manchester City

3-2

Zenit-MILAN

2-3

Ajax-Real Madrid

1-4

Anderlecht-Malaga

0-3

Manchester City-Borussia Dortmund

1-1

Zenit-Anderlecht

1-0

Ajax-Manchester City

3-1

Malaga-MILAN

1-0

Borussia Dortmund-Real Madrid

2-1

Anderlecht-Zenit

1-0

Manchester City-Ajax

2-2

MILAN-Malaga

1-1

Real Madrid-Borussia Dortmund

2-2

Zenit-Malaga

2-2

Ajax-Borussia Dortmund

1-4

Anderlecht-MILAN

1-3

Manchester City-Real Madrid

1-1

Classifica

Pt G V N P Gf Gs

Classifica

Pt G V N P Gf Gs

Malaga*

11 5 3 2 0 10 3

Borussia Dortmund*

11 5 3 2 0 10 5

MILAN*

8 5 2 2 1 7 5

Real Madrid*

8 5 2 2 1 11 8

Zenit

4 5 1 1 3 5 9

Ajax

4 5 1 1 3 7 12

Anderlecht

4 5 1 1 3 2 7

Manchester City

3 5 0 3 2 7 10

*Già qualificata agli ottavi

*Già qualificata agli ottavi

Prossimo turno

Prossimo turno

4 dicembre Malaga-Anderlecht

4 dicembre Borussia Dortmund-Manchester City

MILAN-Zenit

Real Madrid-Ajax

GRUPPO E

GRUPPO F

Già giocate Chelsea-JUVENTUS Shakhtar Donetsk-Nordsjaelland Nordsjaelland-Chelsea JUVENTUS-Shakhtar Donetsk Nordsjaelland-JUVENTUS Shakhtar Donetsk-Chelsea Chelsea-Shakhtar Donetsk JUVENTUS-Nordsjaelland Nordsjaelland-Shakhtar Donetsk JUVENTUS-Chelsea

Classifica Shakhtar Donetsk* JUVENTUS Chelsea Nordsjaelland

Pt 10 9 7 1

G 5 5 5 5

V 3 2 2 0

2-2 2-0 0-4 1-1 1-1 2-1 3-2 4-0 2-5 3-0

N 1 3 1 1

P 1 0 2 4

Gf 12 11 10 3

Gs 7 4 9 16

Già giocate Bayern-Valencia Lilla-Bate Borisov Bate Borisov-Bayern Valencia-Lilla Bate Borisov-Valencia Lilla-Bayern Bayern-Lilla Valencia-Bate Borisov Bate Borisov-Lilla Valencia-Bayern

Classifica Bayern* Valencia* Bate Borisov Lilla

*Già qualificata agli ottavi

*Già qualificata agli ottavi

Prossimo turno 5 dicembre Chelsea-Nordsjaelland Shakhtar Donetsk-JUVENTUS

Prossimo turno 5 dicembre Bayern-Bate Borisov Lilla-Valencia

GRUPPO G

GRUPPO H

Già giocate Barcellona-Spartak Mosca Celtic-Benfica Spartak Mosca-Celtic Benfica-Barcellona Spartak Mosca-Benfica Barcellona-Celtic Benfica-Spartak Mosca Celtic-Barcellona Spartak Mosca-Barcellona Benfica-Celtic

Classifica Barcellona* Benfica Celtic Spartak Mosca

Pt 12 7 7 3

G 5 5 5 5

3-2 0-0 2-3 0-2 2-1 2-1 2-0 2-1 0-3 2-1

V 4 2 2 1

N 0 1 1 0

P 1 2 2 4

Gf 11 5 7 6

Gs 5 5 7 12

Pt 10 10 6 3

2-1 1-3 3-1 2-0 0-3 0-1 6-1 4-2 0-2 1-1

G 5 5 5 5

V 3 3 2 1

N 1 1 0 0

P 1 1 3 4

Gf 11 11 8 4

Già giocate Braga-Cluj Manchester United-Galatasaray Cluj-Manchester United Galatasaray-Braga Galatasaray-Cluj Manchester United-Braga Braga-Manchester United Cluj-Galatasaray Cluj-Braga Galatasaray-Manchester United

Classifica Manchester United* Galatasaray Cluj Braga

Pt 12 7 7 3

*Già qualificata agli ottavi

*Già qualificata agli ottavi

Prossimo turno 5 dicembre Barcellona-Benfica Celtic-Spartak Mosca

Prossimo turno 5 dicembre Braga-Galatasaray Manchester United-Cluj

G 5 5 5 5

V 4 2 2 1

Gs 6 5 11 12

0-2 1-0 1-2 0-2 1-1 3-2 1-3 1-3 3-1 1-0

N 0 1 1 0

P 1 2 2 4

Gf 9 5 8 6

Gs 5 5 7 11

REGOLAMENTO: Le prime due di ciascun girone passano agli ottavi; la terza scivola in Europa League. In caso di parità sono decisivi nell’ordine a) gli scontri diretti; b) la differenza reti negli scontri diretti; c) i gol negli scontri diretti; d) i gol in trasferta negli scontri diretti; e) la differenza reti globale; f) i gol segnati; g) il coefficiente Uefa di luglio 2012


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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

CHAMPIONS GRUPPO D

Mou spietato Ciao Mancini

Sergio Aguero, 24 anni, su rigore firma il pareggio del Manchester City contro il Real Madrid che era passato in vantaggio con un gol di Benzema EPA

Il Real elimina il City ma il pari gli costa il primo posto nel girone Madrid in vantaggio con Benzema. L’1-1 arriva su rigore di Aguero. Espulso Arbeloa, però gli inglesi non ne approfittano ALBERTO CERRUTI MANCHESTER

Mezza festa per Mourinho che deve accontentarsi di un pareggio nella sera in cui taglia il traguardo delle 100 panchine in Champions League, con la promozione anticipata agli ottavi, ma soltanto come secondo, dietro il Borussia Dortmund. Bocciatura intera, invece, per Mancini che per il secondo anno consecutivo viene eliminato subito, con il rischio di non potersi consolare nemmeno con i supplementari in Europa League come la stagione scorsa. E’ questa la doppia faccia di una doppia partita, dominata dai campioni di Spagna nel primo tempo

e dai campioni d’Inghilterra nel secondo. Giusto 1-1 finale, quindi, anche se in casi del genere sono leciti i rimpianti, in base al proprio punto di vista. Con un’identica certezza al di sopra del tifo: come si è visto fin qui, la squadra di Mourinho in Europa non è così travolgente come nella Liga, perché ha vinto soltanto 2 partite su 5. E il discorso, a maggior motivo, vale per Mancini, perché il suo City, appena tornato in testa nella Premier, ha soltanto 3 punti frutto di altrettanti pareggi casalinghi.

l’1-0 di Dzeko e poi il 2-1 di Kolarov. Stavolta succede il contrario, perché Ronaldo e compagni si scatenano nel primo quarto d’ora in cui potrebbero segnare quattro volte. L’unico tentativo a segno rimane il primo, con Benzema che devia da pochi passi un cross di Di Maria, tra Zabaleta e Maicon colpevolmente immobili. E’ la classica mazzata sul moribondo City, graziato da due conclusioni fuori di poco di Khedira e da un pallonetto troppo morbido di Ronaldo, che consente a Nastasic di rinviare sulla linea.

Partenza sprint Nella gara d’an-

data il Real Madrid si era scatenato nell’ultimo quarto d’ora, ribaltando con i gol di Marcelo, Benzema e Ronaldo prima

Balotelli fuori Con Balotelli an-

cora in tribuna, ufficialmente per mal di schiena, il City appare sorpreso dalla furia degli av-

versari, mostrando gravi limiti tattici, perché l’inedito 3-4-1-2 scelto da Mancini concede troppi spazi; tecnici perché Maicon sembra un ex e Dzeko sbaglia tutto; e infine caratteriali perché evidentemente la squadra non ha mai creduto nella possibilità di tornare in corsa. E così basta qualche accelerazione di Khedira al centro, di Di Maria e Ronaldo sulle fasce per mettere in crisi una difesa molle e scoperta. Soltanto Yayà Tourè, anche se non ai livelli della gara d’andata, cerca di scuotere i compagni davanti al trio Zabaleta-Kompany-Nastasic, per smarcare Dzeko e Aguero. E l’argentino è l’unico ad avvicinarsi al gol nel primo tempo con una conclusione alzata so-

pra la traversa da Casillas. Ultimi assalti Mancini fa bene a non arrendersi e nella ripresa inserisce prima Garcia e poi Tevez al posto degli inutili Kolarov e Nasri. Sono gli assalti finali in un clima infuocato, che impegna severamente Rocchi. Silva suona la carica, costringendo Casillas al secondo intervento della serata, ma l’occasione più clamorosa capita ad Aguero che calcia da due passi trovando sulla traiettoria un grande e fortunato Casillas. E allora Mourinho, visto che il Madrid rischia troppo, manda in campo Callejon al posto di Modric. Mossa inutile, perché il City sembra indemoniato e al 28’ trova il meritato pareggio con Aguero, che

trasforma un discutibile rigore concesso per un fallo di Arbeloa su di lui. E siccome il difensore viene ammonito per la seconda volta, il Madrid gioca l’ultimo quarto d’ora in inferiorità numerica, con l’opportuna sostituzione di Benzema con Varane. Più male che bene, la squadra resiste, ma per rendere l’idea della sua sofferenza, Mourinho se la prende con il quarto uomo, con un ironico applauso, quando mostra il tabellone luminoso che indica 5 minuti di recupero. Le sue prime 100 partite potevano essere festeggiate meglio. Ma siccome lui ha già vinto due Champions entrando agli ottavi come secondo, gli può andare bene anche così. © RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

DI LUCA BIANCHIN

MANCHESTER CITY NASRI E’ DISASTROSO 6 7 h L’allenatore Mancini Il migliore Aguero

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Reagisce quando non ha niente da perdere. Il pari è giusto.

Messo sotto da Mourinho, che non è il suo migliore amico e neanche tra i primi 100. Male col 3-4-1-2 ma la reazione c’è: va più vicino a vincere che a perdere.

Non ha mai battuto il Real con l’Atletico, e ci risiamo. Il più pericoloso, salva un contropiede di CR7 (lui in difesa? Sì) e imbuca il rigore. (Milner s.v.)

REAL MADRID RONALDO SPRINTA MA NON TIRA 6 7 h L’allenatore Mourinho Il migliore Khedira

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Più forte e si vede. Passa seconda: auguri a chi la trova

Strano, vince la partita tattica del primo tempo e perde quella agonistica del secondo. Ma alla fine dei conti aveva ragione lui: il Manchester City uscirà.

Sbaglia quattro gol che uno juventino a scelta (Vidal o Marchisio) avrebbe segnato, però si inserisce alla grande. E il Real Madrid controlla la partita lì, nel mezzo.

5,5

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Hart

Zabaleta

Kompany

Nastasic

Maicon

Touré

Casillas

Arbeloa

Pepe

S. Ramos

Coentrao

Xabi Alonso

Concorso di colpa sullo 0-1: 60% Maicon, 30% Zabaleta, 10% Hart. Prende gol nell’area piccola, e in generale è un po’ insicuro.

Sulla sua fascia si incontra della brutta gente: Ronaldo, Modric, Benzema. Nel secondo tempo passa a sinistra: ecco, lì va meglio.

Gli arrivano davanti da tutte le parti e non può farci granché. Non il peggiore, ma perde il duello con Benzema: non lo anticipa mai.

Il ragazzo ormai può stare a questi livelli. Non fa grossi errori e salva sulla linea su un contropiede di Ronaldo: promosso.

Ehi, ma come perde Benzema per lo 0-1? Karim gli passa dietro e lui alza la sbarra. Discreto in avanti, ma CR7 gli crossa in faccia un paio di volte.

Ahia Touré. Parte mediano di destra, poi si sposta davanti alla difesa. Meglio con Javi Garcia, ma comunque sotto i suoi standard.

In arancione come gli uomini del soccorso stradale, e in effetti trasmette sicurezza. Tre uscite e la respinta da mezzo metro su Aguero.

Non furbo quando si appoggia su Aguero: secondo giallo e Real in difficoltà. Spinge poco, ma questa non è una novità.

Dzeko non gli dà fastidio e Tevez appena di più, mentre ha meno anticorpi per Aguero. Rischia poco: una serata in ufficio.

Nel primo tempo avvia il gioco, poi più che altro deve lottare. Affidabile come sempre, al centro come sulla destra.

Il biondo si vede in avanti per la prima volta a inizio secondo tempo. Maicon non gli dà fastidio ma lui vince, non stravince, la sfida di fascia.

L’Alonso che va a 300 all’ora è l’altro, ma alla sua velocità dirige con classe, come sempre. Peccato i falli (inutili) su Aguero e Silva.

4,5

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Nasri

Kolarov

Silva

Dzeko

Javi Garcia

Tevez

Di Maria

Modric

C. Ronaldo

Benzema

Callejon

Varane

Proverbio inglese: «It takes two to tango», «Bisogna essere due per ballare». Lui invece lascia Yaya solo a lottare in mezzo, e Khedira si infila...

Senza infamia: il City soffre a destra più che a sinistra. Senza lode: fa quasi nulla e non spaventa su punizione. Sacrificato all’intervallo.

Piace meno di altre volte, perché non accende la luce e Khedira gli stoppa un tiro. Saluta la Champions League: si mancheranno a vicenda.

Al minuto 58 la scena simbolo: Nasri per una volta lo mette davanti alla porta e lui... devia verso il centrocampo. Meglio quando subentra a partita in corso.

Non è tra i dieci giocatori del City che godano di maggiore pubblicità, però, quando entra lui, Mancini risolve i problemi in mezzo. Ordinato.

Quando entra, il Manchester City vive il suo momento migliore però ha meriti relativi. Si fa anche prendere in fuorigioco: Apache con poche frecce.

L’assist per lo 0-1 è il meglio di una gara buona, non ottima. Cristiano è più incisivo, ma il discorso vale per il 99,9% degli umani. (Albiol s.v.)

Fa la mezza punta e il play, costruisce e vince un tackle su Dzeko, ipotesi non quotata alla Snai. Altro? Sì, è elegante anche nel nuovo verde-Real.

Più che finalizzatore, playmaker. Si abbassa a fare sponda nella sua metà campo, accelera a sinistra e fa male. Un difetto? Tira poco.

Per Mourinho è stato gatto o cane, e per restare in tema animalistico aggiungiamo che il gol è da squalo d’area. E’ bravo anche a far salire la squadra.

Entra e la partita con lui non cambia minimamente. Non ricorderà la serata, non la racconterà ai nipotini.

Terzo centrale nel «si salvi chi può» dei minuti finali della partita. Dà una mano ai compagni in inferiorità numerica e a Mourinho basta così.

GLI ARBITRI:

ROCCHI 6 Tanti gialli e il rigore è generoso. Fischiatissimo, ma la partita era tosta e la personalità non gli manca. Di Liberatore 6,5-Cariolato 6,5; De Marco 6, Bergonzi 6


GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

José, sberla a Mancio «Che pazienza il City» LUCA BIANCHIN MANCHESTER (Inghilterra)

Roberto Mancini è uomo elegante, coi vestiti e le parole. Ieri sera è stata forse la serata peggiore del suo anno: Mourinho, l’uomo che lo ha sostituito all’Inter, prima ha previsto la sua eliminazione in conferenza stampa, poi lo ha eliminato sul campo. Il Mancio si è preso le sue colpe, e anche qualcuna in più: «Abbiamo fatto 3 punti in 5 partite, questa eliminazione è stata peggiore di quella dello scorso anno. Real e Borussia hanno fatto meglio di noi». Ventiquattro ore prima Roberto Di Matteo aveva avu-

MANCHESTER CITY REAL MADRID

1 1

PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Benzema (RM) al 10' p.t.; Aguero (MC) su rigore al 29' s.t.

MANCHESTER CITY (3-4-1-2) Hart; Zabaleta, Kompany, Nastasic; Maicon, Y. Tourè, Nasri (dal 15’ s.t. Tevez), Kolarov (dal 1’ s.t. J.Garcia); Silva; Dzeko, Aguero (dal 43’ s.t. Milner). PANCHINA Pantilimon, Lescott, Sinclair, Barry. ALLENATORE Mancini. CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO MEDIO 54,2 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Maicon, Y. Tourè, Nasri, Zabaleta e Garcia per gioco scorretto.

REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas; Arbeloa, Pepe, Ramos, Coentrao; Khedira, X. Alonso; Di Maria (dal 45' s.t. Albiol), Modric (dal 23’ s.t. Callejon), C.Ronaldo; Benzema (dal 30’ s.t. Varane). PANCHINA Adan, Kakà, Ozil, Nacho. ALLENATORE Mourinho. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO BASSO 48,9 metri ESPULSI Arbeloa al 28’ s.t. per doppia ammonizione. AMMONITI X. Alonso per gioco scorretto, S. Ramos per c.n.r.. ARBITRO Rocchi (Italia). NOTE Spettatori 47.000 circa. Angoli 4-2. Tiri in porta 6-5. Tiri fuori 4-5. In fuorigioco 2-2. Recupero: p.t. 0'; s.t. 5'. MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO GOL! 10' Benzema, lasciato troppo solo, devia da pochi passi un cross di Di Maria. 16' Ronaldo cerca il pallonetto, Nastasic respinge sulla linea. SECONDO TEMPO 10' Silva entra in area e tira, Casillas blocca. 19' Aguero da un metro, Casillas d'istinto. GOL! 29' Aguero trasforma il rigore concesso per fallo di Arbeloa.

distrutta nel 2009

La Ferrari di CR7 finisce su e-bay La Ferrari 599 GTB con cui Cristiano Ronaldo (allora allo United) ebbe un incidente nel 2009 finisce all’asta. L’auto (foto LAPRESSE in alto) è finita in vendita su e-bay con tanto di documentazione che ne attesta l'autenticità. Prezzo di partenza, 50 mila euro.

to un atteggiamento simile e nella notte Abramovich... Ecco, a chi fa pensieri di esonero, Mancini ha risposto deciso: «Dovrebbero esonerarmi per questo? Perché? Penso onestamente ci siano 5-6 squadre migliori di noi, sarebbe da folli pensare di vincere la Champions subito. Dobbiamo fare un passo per volta, migliorare a poco a poco. Mourinho dice che non si può uscire dalla Champions con una squadra così due anni di fila? Non mi interessa quel che dice e pensa». Certo, impressiona la differenza di rendimento: in campionato il City ha fatto 99 punti in casa sugli ultimi 108 disponibili, mentre in Champions non ha mai vinto. Per pro-

varci, ieri Mancini ha sperimentato anche uno strano 3-4-1-2 di partenza: «Ho cambiato perché speravo di essere pericoloso sulle fasce con Kolarov e Maicon. Ma siamo partiti male e poi...». Mou parla di Inter Il Chelsea, al di

là del caso-Di Matteo, resta un riferimento. Mancini per difendersi ha parlato del periodo Blues: «Il Chelsea ha impiegato 10 anni per vincere una Champions e ci è riuscito nel momento in cui sembrava più lontano dall’obiettivo. Un gruppo così difficile non ci ha aiutato mentre no, l’arbitro stasera non è stato decisivo». Mourinho su Rocchi ha fatto un’altra scelta: «Non parlo di arbitri, io so-

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no lontano dall’area e non so dire se è rigore. Se poi mi chiedete perché non abbiamo vinto... posso rispondere solo con un’altra domanda. Era rigore quello? Ve lo dico la prossima volta che ci vediamo. Io poi con questo arbitro ho finito un derby di Milano in nove (era il 2009, l’Inter vinse comunque ndr). Abbiamo dominato nel primo tempo e resistito nel secondo. In 10 contro 11 non puoi pensare di vincere contro questi campioni. È incredibile che una squadra con i campioni del City non si qualifichi agli ottavi». Chi pensa sia una frecciatina verso Mancini, non sbaglia. E non è finita: «L’esonero di Di Matteo? Non sono mai contento quando un allenatore viene allontanato. Quanto al City, ammiro la pazienza di un club che supporta un allenatore fino alla fine del suo contratto... Balotelli se avesse la testa giusta sarebbe come Messi e Ronaldo? Non scherziamo... E spero che Stramaccioni un giorno lo si possa paragonare a me perché ha vinto la coppa magica (la Champions, ndr)».

NEL DOPOPARTITA IL PORTOGHESE PUNGE ANCORA IL COLLEGA

DAL NOSTRO INVIATO

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Mancini e sullo sfondo Mourinho AP

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

CHAMPIONS GRUPPO D

h Borussia, tutto facile

MIGLIORI

travolto anche l’Ajax S Götze (Borussia) Tanti splendori, una leggerezza: si butta in area quando un avversario va in tackle ma anticipa il tuffo e vede giallo per simulazione

S Lewandowski (Borussia) I suoi sembrano gol di routine anche perché sono gli ultimi due. Ma gli danno continuità e ambizioni di mercato: ora è a quota 11

I ragazzi di Dortmund conquistano il primo posto nel girone Bel gioco e 4 gol: a segno Reus, Götze e Lewandowski (2) AJAX BORUSSIA D.

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI AMSTERDAM (Olanda)

Veramente difficile: quattro palleggi con una gomma da masticare. Mario Götze la sputa, la fa saltare con i piedi e con il tocco conclusivo la fa entrare di nuovo in bocca. A parte la violazione di basilari norme igieniche, è questa l’azione più faticosa del ragazzo e di tutto il Borussia Dortmund nella trasferta di Amsterdam. Alla scenetta, pure filmata, segue una partita talmente facile che dopo il 3-0 al minuto 41 (e al terzo tiro) qualcuno vuol ridare un pacchetto di chewingum ai borussiani affinché provino a imitare il loro genietto. E dire che ai tedeschi mancava un punto per ritornare nelle migliori 16 dopo 10 anni. Ma hanno capito subito che era tutto oscenamente semplice, senza dover sfoderare il solito calcio luminoso e acuto, impastato di velocità, contropiede, tecnica bruciante. Si accomodano nel possesso altrui (65%), difendono con regolarità e quando scendono colpiscono sempre. Adesso l’Ajax, come ricompensa di tanta generosità, chiederà loro un favore: fermare il City per entrare in Europa League.

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PRIMO TEMPO 0-3 MARCATORI Reus (B) all’8’, Götze (B) al 36’, Lewandowski (B) al 41’ p.t.; Lewandowski (B) al 22’, Hoesen (A) al 41’ s.t.

AJAX (4-3-3) Vermeer 4,5; Van Rhijn 5, Alderweireld 5, Moisander 4,5, Blind 5; S. De Jong 5,5, C. Poulsen 4,5 (dal 1’ s.t. Schøne 6), Enoh 5 (dal 19’ s.t. Hoesen 6); Lukoki 5, Eriksen 5,5, Boerrigter 5 (dal 27’ s.t. Fischer 5,5). PANCHINA Cijllesen, Dijks, Veltman, Sana. ALLENATORE F. De Boer 4,5 CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO ALTO 54,7 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Enoh, Moisander per gioco scorretto.

BORUSSIA DORTMUND (4-2-3-1)

Robert Lewandowski, 24 anni, segna uno dei suoi due gol all’Ajax AFP

Agli olandesi adesso resta soltanto qualche chances per l’Europa League

I protagonisti Fanno festa tutti i tifosi competenti che si stanno rivelando spasimanti affascinati dai gialloneri: gli ultimi a dichiararsi sono Gigi Buffon e Pep Guardiola, due che contano nel ramo. Ma si prende un abbraccio anche Götze, quello della cicca volante. Due assist, il primo centro in Champions, la preparazione del 3-0: era

Weidenfeller 6; Piszczek 6,5, Subotic 6, Hummels 6, Schmelzer 6,5; Gundogan 6,5, S. Bender 6,5 (dal 18’ s.t. Perisic 6); Reus 7 (dal 34’ s.t. Schieber s.v.), Götze 8 (dal 25’ s.t. Blaszczykowski 6), Grosskreutz 6,5; Lewandowski 7,5. PANCHINA Langerak, Santana, Löwe, Leitner. ALLENATORE Klopp 7 CAMBI DI SISTEMA nessuno BARICENTRO BASSO 49 metri ESPULSI nessuno AMMONITI Götze per comportamento non regolamentare ARBITRO Proença (Por) 6 NOTE spettatori 47.500, incasso non comunicato. Tiri in porta 4-6. Tiri fuori 7-1. Fuorigioco 2-0. Angoli 3-1. Recupero 0 p.t., 3’ s.t.

passato da bimbo prodigio a enigma, causa anche un lungo infortunio che lo aveva lasciato ai margini mentre gli amici costruivano la prima doppietta campionato-coppa della storia. Si sta riprendendo posto e complimenti che aiutano a costruire la differenza fra questo Borussia e quello che un anno fa uscì nella prima fase con un girone più morbido (Marsiglia, Olympiacos e Arsenal). Se Mario, che ha soli 20 anni, ritorna super, gli altri si confermano. Reus, suo l’1-0 all’ 8’, arriva a quota tre con la consueta leggerezza; Lewandowski lo imita con il sudore di un centravanti fisico e concreto. Appena il portiere lascia un tiro o i difensori si scansano, il polacco che vuole andarsene non si perde la doppietta. Liberi di non crederci, ma il Borussia di Manchester e Madrid, dove venne sempre raggiunto negli attimi conclusivi, era più bello e vero di questo. Comunque un rivale da sconsigliare negli ottavi dove entrerà da primo nel gruppo. Ultima speranza All’Ajax andrebbe bene anche l’Europa League. Ha un punto e lo scontro diretto favorevole sul City. I progetti tattici di Frank de Boer falliscono subito e il 4-3-3 che diventa simpaticamente 4-1-5 quando lo svantaggio aumenta è un tentativo tutto olandese per rimontare. Si salvano soltanto Schøne e Hoesen perché nella ripresa il Borussia è ancora più tenero. E aiuta gli olandesi con una deviazione di Subotic nel 4-1 di Hoesen. Il pubblico, commovente, allora fa baldoria per l’unica rete, ma forse ha saputo dei quattro palleggi di Götze con una gomma da masticare.

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PEGGIORI

S Poulsen (Ajax) Il danese è anche l’unico sopra i 30 nella rosa dell’Ajax e si vede impietosamente. Viene doppiato da Reus e Götze nelle poche volte che lo attaccano

S Moisande (Ajax) Il portiere ha le sue colpe, ma il centrale di sinistra è quello che viene più spesso preso in giro. Resta fino alla fine, una tortura

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GRUPPO B MONTPELLIER ELIMINATO

GRUPPO B OLYMPIACOS IN E. LEAGUE

L’Arsenal fa 13 Tabù sfatato, Wenger va avanti

Un gol di Fuchs e lo Schalke è già agli ottavi

LONDRA Non poteva andare altrimenti. Troppo evidente il divario tra l’Arsenal, che da una dozzina d’anni naviga come un lussuoso yacht nella laguna blu Champions, e un Montpellier in versione zattera alla deriva e senza bussola. Ceduta a giugno proprio agli avversari. Quel Giroud che quando non fa gol, fa segnare. E ieri ha regalato due assist, a Wilshere e Podolski, che abbinati alla sconfitta dell’Olympiacos, si traducono in tredicesima qualificazione consecutiva dei gunners. Nonostante un primo tempo poco accademico, cadenzato da errori e imprecisioni, sia nella costruzione che nella rifinitura. Giroud, l’ex, si fa intimidire dagli ex compagni. L’unica emozione al 10’, con un colpo di testa di Koscielny sulla traversa, lasciato libero da una delle tante amnesie difensive degli ospiti. Il Montpellier rischia anche al 36’, graziato da una rasoiata di Podolski, a lato. Ineluttabile, il vantaggio londinese arriva nella ripresa con Giroud a fare da torre in area per l’esterno sinistro di Wilshere (4’). Un gol sfata pure un tabù visto che l’Arsenal fino a ieri non aveva mai battuto una francese in Champions. Tabù infranto anche con una magia di Podolski che al 18’ scambia con Giroud al limite e al volo di sinistro fulmina l’inerme Jourdren. Alessandro Grandesso

Già prima del via si sapeva: con una vittoria nel suo stadio, lo Schalke passerebbe dritto agli ottavi, senza bisogno di aspettare gli altri risultati e soprattutto senza bisogno di aspettare la prossima uscita. Missione compiuta, con questo racconto: pressione tedesca costante in tutto il primo tempo: traversa su missile di Holdby al 10’, punizione angolatissima di Fuchs con paratona di Carrol, doppio, spettacolare, tentativo di Draxler dalla distanza. Quattro chance, tutte da fuori area: segno che infrangere la barriera greca non è cosa semplice (nell’unico tentativo, Huntelaar, ben piazzato, spreca male a lato). L’Olympiacos? Nei primi 45’ è solo contropiede. Non è che cambi molto dopo lo stop: lo Schalke fa presenza quasi fissa nella metà campo avversaria, ma senza la precisione o il colpo che faccia crollare la resistenza. L’aggiornamento di metà ripresa diceva: Huntelaar, ancora Holdby (tutti tentativi senza fortuna) e una mischia in area da cui esce zero. E Stevens? Disperato in panchina e nell’ inquadratura tv: «Cosa dobbiamo fare di più?». Quello che fa Fuchs al 32’: inserimento da dietro, qualche metro palla al piede, poi il bolide angolato dalla distanza (Carrol non troppo reattivo). In ogni caso, obiettivo centrato: ci si rivede agli ottavi (insieme alle altre due tedesche: erano otto anni che non succedeva). Fine corsa Champions per l’Olympiacos, retrocesso in Europa League.

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ARSENAL-MONTPELLIER 2-0 MARCATORI Wilshere al 4’ s.t., Podolski al 18’ s.t. ARSENAL (4-3-3) Szczesny 6; Sagna 6, Mertesacker 6, Koscielny 6,5, Vermaelen 6; Arteta 6, Cazorla 6 (dal 39’ s.t., Coquelin 6), Wilshere 6, 5; Chamberlaine 5 (dal 24’ s.t., Ramsey 6), Giroud 7 (dal 40’ s.t., Gervinho 6), Podolski 6,5. PANCHINA Mannone, Arshavin, Jenkinson, Gibbs All. Wenger 6 MONTPELLIER (4-2-3-1) Jourdren 6; Deplagne 6,5, Congré 5,5, El Kaoutari 5,5, Bedimo 5; Yanga-Mbiwa 5, Estrada 6 (dal 34’ s.t., Marveaux 6); Cabella 5 (dal 23’ s.t., Herrera 6), Belhanda 5,5, Mounier 5; Charbonnier 5 (dal 23’ s.t., Martin 5). PANCHINA Pionnier, Hilton, Pitau, Jeunechamp All. Girard 5 ARBITRO Aydinus AMMONITI Cazorla (A), Giroud (A), Bedimo (M), Koscielny (A), Deplagne (M)

SCHALKE-OLYMPIACOS 1-0 MARCATORE Fuchs al 32’ s.t. SCHALKE (4-2-3-1) Unnerstall 6; Howedes 6,5, Papadopoulos 6,5, Matip 6, Fuchs 7; Jones 6, Neustadter 6; Farfan 5,5, Holtby 6 (dal 26’ s.t. Pukki 6), Draxler 7 (dal 44’s.t. Barnetta s.v.); Huntelaar 5,5 (dal 46’s.t. Marica s.v.). PANCHINA Hildebrand, Kolasinac, Metzelder, Sergio Escudero. All. Stevens

6,5 OLYMPIACOS (4-3-3) Carrol 6; Torosidis 5,5, Manolas 6, Siovas 5,5, Holebas 5; Maniatis 6, Modesto 6 (dal 31’ s.t. Ibagaza s.v.), Greco 5,5 (dal 20’s.t. Diego Fuster 6); Abdoun 6, Mitroglou 5,5 (dal 29’ s.t. Djebbour 5,5), Paulo Machado 5,5. PANCHINA Megyeri. Fejsa, Pantelic, Contreras, Megyeri. All. Jardim 5 ARBITRO Kuipers AMMONITI Papadopoulos (S), Holebas (O)


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CHAMPIONS GRUPPO A

Lavezzi show, Psg promosso Abbatte la Dinamo Kiev con i suoi primi due gol «francesi»: Ancelotti agli ottavi DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA CECERE KIEV (Ucraina)

Si è ridestato Lavezzi. La sferzata di gelo ucraino (-3˚) ha interrotto il lungo sonno francese: un gol in contropiede, alla sua maniera, il secondo facile su appoggio di Matuidi. E di fronte alle prime prodezze di uno dei loro più costosi acquisti estivi, lo sceicco Al Thani, col suo braccio destro Al Khelaifi, possono sorridere di quei dubbi che cominciavano a trapelare: che volete, anche gli arabi temono i bidoni dei napoletani...Rifiata pure Carletto Ancelotti, inquadrato nel mirino della critica parigina per i due scivoloni casalinghi in campionato. Pronostico rispettato,

L’ALTRA GARA

I croati senza difesa E il Porto fa tripletta OPORTO

Il Porto è primo nel gruppo di Champions, primo in campionato ed è l’unica squadra europea ancora imbattuta in ogni competizione in questa stagione. Logico che contro la Dinamo Zagabria (che ha lo score meno lusinghiero di 4 sconfitte, 0 punti, 0 gol segnati e 10 subiti) incontrasse poche difficoltà. Eppure nei primi minuti sono i croati ad andare vicinissimi al gol con Sammir (gran palo al 13’). Poi i portoghesi, più organizzati, veloci e precisi, si svegliano. Il primo gol al 20’ con un tiro di sinistro di Lucho Gonzalez su assist di Jackson Martinez. Al 39’ nuova lampante occasione per la Dinamo con Beqiraj, Varela respinge sulla linea. Nella ripresa il ritmo cala, ma lo spettacolo rimane sempre tecnicamente allettante. Al 22’ arriva il raddoppio di Joao Moutinho direttamente su calcio di punizione: Kelava rimane immobile al centro della porta ad osservare la traiettoria del pallone. Tocca a Varela, su magico assist dello scatenato Joao Moutinho, arrotondare il punteggio. Finisce 3-0, il Porto si giocherà il primo posto nel girone tra due settimane a Parigi con il ricco Psg di Ibrahimovic e Thiago Silva. Per la Dinamo, invece, è l’undicesima sconfitta consecutiva in Champions. Da non crederci. Manuel Martins de Sá © RIPRODUZIONE RISERVATA

PORTO-DINAMO ZAGABRIA 3-0 MARCATORI Lucho Gonzalez al 20’ p.t.; Joao Moutinho al 22’, Varela al 40’ s.t. PORTO (4-3-3) Helton 6; Danilo 6,5, Abdoulaye 6 (dal 21’ s.t. Alex Sandro 6), Otamendi 6,5, Mangala 6; Lucho Gonzalez 6,5 (dal 30’ s.t. Atsu 6), Defour 6,5 (dal 21’ s.t. Fernando 6), Joao Moutinho 7; James Rodriguez 6,5, Jackson Martinez 5,5, Varela 6,5. All. Vitor Pereira 6,5. DINAMO ZAGABRIA (4-2-3-1) Kelava 6; Vrsalijko 6, Vida 6, Simunic 5,5, Pivaric 5,5; Ademi 5,5, Brozovic 5,5; Sammir 5,5 (dal 31’ s.t. Puljic s.v), Kovacic 6, Beqiraj 6 (dal 41’ s.t. Krstanovic s.v.); Cop 5 (dal 39’ s.t. Halilovic s.v.). All. Cacic 5,5. ARBITRO Tagliavento (Italia) 6,5. NOTE Spettatori 27 mila. Ammoniti Jackson Martinez (P), Ademi (D), Abdoulaye (P), Simunic (D) e Varela (P).

adesso il Psg giocherà al Parco dei Principi lo spareggio col Porto per la vittoria del girone. Serve un altro successo. Quel rimprovero E Ibra? Niente prodezze, stavolta, gioca una partita normale ma ci mette il piede fatato per spedire in gol il Pocho, giusto allo scadere del primo tempo. Significativo quello che accade un attimo prima della rete. Ancelotti si alza dalla panchina per rimproverare Verratti, per due volte pericolosamente lento e lezioso davanti alla propria area: «Marco, dalla via subito quella palla!». Frase accompagnata da eloquente gesto della mano quando il regista replica qualcosa. Fatto sta che nell’azione successiva Verratti gioca di pri-

Ezequiel Lavezzi, 27 anni, realizza il secondo gol su assist di Matuidi AFP

ma in verticale verso il centrocampo, Lavezzi prende la sfera, si fa quaranta metri di corsa, poi la scarica a destra su Ibra e continua verso l’area dove lo raggiunge, preciso al milli-

metro, il passaggio di ritorno dello svedese. Pallonetto sul portiere in uscita per una rete d’alta scuola. Sirigu E siccome il raddoppio ar-

riva a inizio ripresa, complice un appisolamento della difesa ucraina che dà via libera a Matuidi, il match si spegne precocemente. C’è giusto il tempo di ammirare lo scugnizzo argentino rubar palla a Taiwo (il terzino di proprietà del Milan: continua a non convincere) che lo affossa in piena area. Arbitro misericordioso, Pocho imbufalito, Dinamo rassegnata a scendere in Europa League. Non è stata una passeggiata, comunque. Nel primo tempo Sirigu si è distinto per reattività ed elasticità in un paio di occasioni, Garmash si è mangiato un gol impossibile da sbagliare e il portiere italiano nella ripresa ha concluso con un difficile colpo di reni la sua bella serata. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DINAMO KIEV PSG

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PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Lavezzi al 45’ p.t. e al 7’ s.t.

DINAMO KIEV (4-2-3-1) Koval 6; Danilo Silva 5, Khacheridi 5,5, Betao 6, Taiwo 5; Miguel Veloso 6,5, Garmash 5,5 (dal 33’ s.t. Bogdanov s.v.); Gusev 6 (dal 21’ s.t. Yarmolenko 5,5), Haruna 5,5 (dal 21’ s.t. Milevskiy 5,5), Dudu 6,5; Ideye Brown 5,5. PANCHINA Shovkovskiy, Vukojevic, Mehmedi, Marco Ruben. ALLENATORE Blokhin 6. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MOLTO ALTO 56,9 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Betao, Danilo Silva, Khacheridi, Milevskiy per gioco scorretto.

PARIS SAINT GERMAIN (4-3-3) Sirigu 7; Van der Wiel 6, Alex 6, Thiago Silva 6, Maxwell 6; Sissoko 5,5 (dal 22’ s.t. Chantome 6), Verratti 6 (dal 33’ s.t. Armand s.v.), Matuidi 6; Nené 6 (dal 42’ s.t. Pastore s.v.), Ibrahimovic 6,5, Lavezzi 7,5. PANCHINA Douchez, Sakho, Hoarau, Rabiot. ALLENATORE Ancelotti 6,5. CAMBI DI SISTEMA nessuno. BARICENTRO MOLTO BASSO 48,2 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Matuidi, Sissoko, Nené per gioco scorretto, Verratti per proteste. ARBITRO Stark (Germania) 6. NOTE Tiri in porta 6-3. Tiri fuori 6-2. Angoli 6-1. In fuorigioco 2-3. Recuperi 1’ p.t., 3’ s.t.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

CHAMPIONS DOPO L’IMPRESA BIANCONERA

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Tanto è un gioco

HANNO DETTO

DI LUIGI GARLANDO

Il non vedente che guarda la Juve Mercoledì Giovanni era allo stadio e lo ha detto per primo: «Quagliarella» Il primo gol al Chelsea, Giovanni lo racconta così: «Eravamo in un angolo della curva sud. Paolo mi raccontava: "Avanza Pirlo, tiro...". Poi è rimasto zitto e lo stadio è esploso. Gol! "Una deviazione, ma non so chi è stato...", mi spiegava Paolo. Quagliarella, gli ho detto io, era Quagliarella. Non so perché, ma ero sicuro. Certe cose le sento come se le vedessi». Giovanni Guzzo, 34 anni, calabrese residente a Napoli, è diventato cieco pochi mesi dopo la nascita per colpa del morbillo. E’ campione nazionale di judo paralimpico, categoria 90 kg. Il 9 dicembre a Terni difenderà il titolo. Adora lo sport. E’ stato a Torino per l’Olimpiade 2006, in Belgio e in Russia per la Fed Cup, segue il Posillipo di pallanuoto e, appena può, la sua Juventus. Noi diciamo «segue», lui dice «vedo». Quagliarella è la prova che ha ragione lui perché ogni senso, ogni molecola di cuore, passione e fantasia partecipa alla rappresentazione. E ogni volta è una vittoria sul buio. «Mi sono innamorato della Juve in tempi non sospetti, quando Napoli impazziva per Maradona. Non mi riconoscevo nell’esuberanza esagerata. Sono fatto per lo stile Juve. Stavo con Lippi, Baggio e Del Piero. Comprai il biglietto per la finale di Champions del ’96 o, meglio: diedi i soldi in anticipo e mi fregarono. Mai visto il biglietto. Ero un ragazzino. Non avevo nessuno che mi accompagnasse allo stadio. Poi ho conosciuto Rocco in una pizzeria di Napoli. Non c’era un tavolo libero. Mi disse: "Se vuoi, puoi sederti al mio". Parlammo a lungo di Juve. E’ un avvocato, durante la settimana è sempre impegnato. Perciò in coppa mi accompagna Paolo, mio compagno d’infanzia, che purtroppo è disoccupato. Faccio il turnover: Rocco in campionato, Paolo in Champions. Si siedono accanto a me e mi raccontano ciò che accade in campo. Martedì, al gol di Giovinco, un tifoso mi ha abbracciato e mi ha detto: "Divertente il tuo amico... Sono allo stadio ed è come avere Sky nelle orecchie". Il gol di Giovinco è quello che mi ha fatto più piacere. Se lo meritava dopo tante critiche. Giovinco me lo immagino piccolino, ma pieno di "devozione", come si dice a Napoli: grintoso, tosto. Pirlo me lo immagino più piccolo di Quagliarella. Suono il piano, ho buon orecchio. Allo Juventus Stadium c’è una musicalità diversa rispetto all’Olimpico. Si sente l’armonia di casa. Per ricordare la grande serata mi sono portato a casa una bandierina rossa. Per me i colori sono espressioni verbali, ma so che danno valore alle cose. Mi piace una frase del nostro inno: "Il bianco che abbraccia il nero". Il bianco è la felicità, il nero la tristezza: la vita è un abbraccio di gioia e dolore. La Juve è la vita. Allo stadio vado sempre con la maglia di Marchisio, un simbolo: torinese, cresciuto in casa, la pulizia dello stile Juve. A Torino ho visto Juve-Atalanta 3-1, festa scudetto, Juve-Napoli 2-0, Juve-Nordsjaelland 4-0, Juve-Chelsea 3-0. Quattro vittorie, 12 gol fatti, uno subìto. Forse alla Juve conviene invitarmi... Vorrei conoscere Marchisio, sogno di vedere la prossima finale di Champions con la Juve in campo. Sono cresciuto, faccio judo: stavolta non mi fregano sul biglietto». «Vedere», non «seguire». Ha ragione Giovanni.

LE GARE STORICHE IL 3-0 SUL CHELSEA ENTRA NELLA GALLERIA DELLE MERAVIGLIE JUVENTINE

Allo Stadium trionfo d’altri tempi Quelli di Platini, Zidane, Del Piero... Dalla vittoria in casa del Real Madrid al 2-1 col Barça: 20 anni di successi pesanti

S Andrea Agnelli «Gaetano Scirea è stato un campione assoluto, fantastico, unico. Ma oggi ci manca soprattutto l'uomo»

S Antonio Conte/1 «Stando vicino a Mariella e Riccardo Scirea mi rendo conto di essermi perso parecchio a livello umano nel non conoscere Gaetano»

DAL NOSTRO INVIATO

BAVENO (Verbania)

Il concentrato di emozioni generato da confronti di alto livello spinge spesso a definire epiche partite che magari non lo sono e che tempo dopo vengono rubricate al rango di sfide importanti. Ossia che caratterizzano un

periodo e magari una stagione senza avere però la nobiltà indispensabile per meritare un posto di primo piano nella storia di un club. Le grandi partite, invece, hanno la capacità di restare a lungo negli occhi (quindi qualcosa di bello o di importante in campo deve capitare) e poi di passare direttamente nella testa e nel cuore

dei tifosi, che spesso riescono ad affezionarsi alle emozioni quanto ai trofei. Una finale vinta di Champions resterà per sempre una delle pietre miliari di un club, ma ci sono partite meno importanti destinate a lasciare un segno profondo. Voglia di emozioni È passato poco più di un giorno da Juve-Chelsea, ma pare già di ca-

pire che chi era allo Stadium se ne vanterà a lungo e che molti altri ricorderanno dove e con quali amici hanno visto i gol di Quagliarella, Vidal e Giovinco. Eppure era solo il 5o turno del gruppo della Champions: come il 10o chilometro di una maratona. Ma i tifosi della Juve avevano bisogno di emozioni, di rivivere le magi-

Questa Juve atta Agnelli: «Solo noi e Torino con cinque scudetti di fila» Il presidente «snobba» il titolo a tavolino dell’Inter. Conte: «Siamo una squadra "europea", ora ci segua tutta l’Italia...»

S Antonio Conte/2 «Abbiamo risposto a chi dubitava di noi in Europa, ma ancora nulla è stato fatto. Gli ottavi servono a noi, ma pure al calcio italiano...»

DAL NOSTRO INVIATO

La cerimonia

MIRKO GRAZIANO TORINO

Corso Gaetano Scirea (numero 50) è il nuovo indirizzo dello Juventus Stadium. Corso Grande Torino trasloca invece in zona Olimpico, la casa dei granata. «Così, i gloriosi club di questa città si riappropriano delle proprie icone - dice Andrea Agnelli -. Due grandi società, le uniche in Italia capaci di vincere cinque scudetti consecutivi». Capito la frecciatina? Albo d’oro sul tavolo, cinque sono infatti gli scudetti vinti consecutivamente anche dall’Inter, fra il 2006 e il 2010. Il primo dei quali revocato ai bianconeri e consegnato a tavolino all’allora banda Mancini. Un modo tutto som-

L’intitolazione della strada a Gaetano Scirea. A sinistra, Andrea Agnelli e la vedova Mariella. Più a destra, il figlio di Scirea, Riccardo, Antonio Conte, Giampiero Boniperti e Gigi Buffon. Presenti pure Bettega, Furino e Morini LAPRESSE

mato estroso per rimandare la «palla avvelenata» nella porzione milanese di campo. Tranquilli comunque, la partita bianconerazzurra prosegue, eccome se proseguirà. Purtroppo. Il Generale Antonio Ma una volta sceso dal palco d’onore, allestito per il dovuto riconoscimento della città di Torino a uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, il presidente bianconero cede ribalta e microfoni ad Antonio Conte, l’eroe di Champions, il Generale di una Juven-

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DURANTE LA PARTITA COL CHELSEA

VERSO IL BIG MATCH IL DIFENSORE SOFFRE PER UNA CONTRATTURA AL POLPACCIO

Disordini: 8 tifosi denunciati e uno spettatore ferito

Chiellini prova domani: a rischio per domenica

Una serata un po’ troppo sopra le righe per otto tifosi, tra inglesi e italiani, arrivati a Torino per assistere a Juventus-Chelsea. Si tratta di un sostenitore dei Blues, pizzicato all’interno dello Juventus Stadium in possesso di un posacenere di vetro, di due juventini entrati allo stadio sprovvisti di biglietto e di altri cinque supporter bianconeri che cercavano di accedere all’impianto scavalcando le recinzioni. Tutti e otto i tifosi sono stati denunciati dalla polizia di Torino, che nella serata di martedì ha anche multato un bagarino. Gara sfortunata, invece, per uno spettatore inglese, rimasto lievemente ferito al volto dopo essere inciampato nelle scalinate dello stadio.

DAL NOSTRO INVIATO

TORINO

La Juve torna al lavoro dopo un giorno di riposo totale. Domenica sera la banda Conte è di scena a San Siro contro il Milan. Da verificare le condizioni di Chiellini, uscito a pochi minuti dalla fine della gara di Champions per un indurimento al polpaccio. «Ci voglio essere a Milano, aspettiamo un paio di giorni e vediamo come reagisce il muscolo», aveva det-

to Giorgione lasciando lo stadio. Dunque, decisiva la seduta di domani, anche se non avrebbe molto senso rischiare una colonna della difesa con ancora da disputare la gara decisiva in Europa, a Donetsk contro lo Shakhtar. Due le eventuali soluzioni per sostituire l’azzurro: Caceres o Marrone. Se gioca l’Under 21, Bonucci «trasloca» a sinistra nella linea a tre. Da non escludere, poi, che una maglia da titolare venga affidata a Pogba, magari al posto di Vidal, che l’altra sera ha speso

moltissimo. In attacco, sicuro Vucinic, poi ballottaggio Quagliarella-Giovinco. Felicità Marchisio Intanto, Mar-

chisio affida a Facebook tutta la sua gioia per il trionfo europeo: «Martedì sera abbiamo goduto, tutti insieme! Ora già con la testa al Milan!». E subito dopo il Chelsea pure Mirko Vucinic era passato per Twitter: «Quando il gioco si fa duro, noi ci siamo... anche in Europa!». m.gra.

Giorgio Chiellini, 28 anni, difensore della Juve FORTE

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

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I NUMERI

Il 3o gol di Platini in Juve-Aston Villa del 16 marzo 1983 OLYMPIA

Inzaghi mette in ginocchio lo United: è il 10 dicembre 1997 AP

14 maggio 2003: Treze-gol e il Real è k.o. Juve in finale REUTERS

che notti del passato, di legare idealmente la storia gloriosa alla cronaca avvincente. Le altre Per un attimo qualcuno avrà ripensato al 3-1 del 16 marzo 1983 all’Aston Villa. Erano i quarti di Coppa Campioni, dopo aver vinto l’andata i bianconeri dominarono a Torino: doppietta di Platini e gol di Tardelli. Adrenalina. Come il 10 dicembre 1997: ultimo turno del girone di Champions, la Juve

deve battere il Manchester United e sperare in un altro risultato favorevole. A pochi minuti dalla fine Zidane dipinge, Inzaghi segna e il miracolo diventa realtà. Sfida epica. Come quella del 22 aprile 2003: Barcellona-Juve 1-2, un gol di Zalayeta nei supplementari per zittire il Camp Nou. Oppure come quella del 14 maggio 2003: Juve-Real Madrid 3-1, semifinale di ritorno di Champions. Treze-

guet, Del Piero e Nedved segnarono i gol decisivi per la qualificazione. Emozioni. Come quelle del 5 novembre 2008, girone di Champions: Real-Juve 0-2, doppietta di Del Piero, standing ovation del Bernabeu per il capitano bianconero. Martedì col Chelsea la Juve ha scritto un’altra pagina entusiasmante. gb.o. © RIPRODUZIONE RISERVATA

acca sempre tus capace di falciare il Chelsea campione d’Europa e di ridare orgoglio a tutto un movimento, quello italiano, spesso sculacciato qua e là per il Vecchio Continente. «E la migliore Juventus è quella che ancora non avete visto», sorride orgoglioso il Mou italiano. «Ma sia chiara una cosa: ancora non si è fatto nulla continua -. La qualificazione non è sicura e sono vietati cali di tensione. Vogliamo gli ottavi di finale, è importante superare il turno. Per consacrarci a livello europeo, per una questione economica e anche per l’Italia, perché sarebbe importante risalire nel ranking Uefa, che ci vede sempre più giù». «Ragazzi speciali» Prudenza a parte, la vittoria sul Chelsea non può non essere celebrata, a prescindere. «E prima di tutto devo ringraziare i miei ragazzi. Sono speciali, lavorano duro e danno ogni energia, in allenamento e in partita. Sono loro i primi artefici dei nostri successi, una serata come quella di martedì è il giusto premio a tan-

ta volontà. Da quando sono alla Juve stanno facendo cose straordinarie, nonostante a volte vengano pure bistrattati». Ciò che più impressiona di questa Juve è l’organizzazione di gioco, la personalità, l’intensità, la forza fisica. E qui conta la mano del tecnico, poco altro. «Abbiamo una filosofia di gioco ben precisa, è un lavoro che stiamo portando avanti dall’anno scorso. La nostra mentalità ci porta a rispettare tutti, senza però aver paura di nessuno. Ce la giochiamo sempre, con le nostre armi. Possiamo anche incontrare squadre potenzialmente più forti di noi, però mai muteremo filosofia, organizzazione e mentalità. La Juve è stata definita proprio da voi una squadra che gioca un calcio non italiano, adatto ai palcoscenici europei, e noi martedì abbiamo confermato le vostre impressioni». «Italia svegliati» Una strada che

Conte spera venga seguita da tutti i club italiani, «dobbiamo infatti migliorare e crescere nel

nostro campionato, perché si sta creando troppo divario fra noi e il calcio degli altri Paesi. Loro stanno crescendo, qui stiamo invece regredendo». La ricetta? «Avere i top player aiuta, non c’è dubbio, però la Juventus e lo stesso Borussia Dortmund dimostrano che una certa mentalità, idee, cuore e gambe possono colmare gran parte del gap scavato dallo strapotere economico di potenze come Barcellona, Real Madrid, City, Psg, Bayern Monaco e Chelsea». Per «colpa» della Juve è intanto saltato Di Matteo: «Dispiace sicuramente per Roberto, è un amico. L’anno scorso si è tolto una grandissima soddisfazione, vincendo la Champions ha fatto una cosa fantastica, però sappiamo che il calcio non aspetta, e i risultati vanno al di là di qualsiasi tipo di progetto». Ora testa al Milan, «squadra pericolosissima a prescindere dalla classifica. Stimoli a mille, quelli che ci impediranno di farci travolgere dall’entusiasmo post Champions». © RIPRODUZIONE RISERVATA

I COMPLIMENTI

L’okay di Hiddink «Bravi i bianconeri mi fanno divertire» MOSCA (f.li.) «Impressionante». Lo dice più volte Guus Hiddink, tecnico dell’Anzhi che oggi sfida l’Udinese, parlando della Juve che ha stracciato il Chelsea. «Questa Juve mi ha incantato: splendida la sua attitudine offensiva, la voglia di cercare gol dal primo all’ultimo minuto. Può essere d’esempio per il futuro del calcio italiano. Confesso che mi sono divertito molto».

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le gare consecutive giocate dai bianconeri in Europa (tra Europa League e Champions) senza subire sconfitte. Il record di imbattibilità degli juventini è stato stabilito tra il 1969 e il 1972: una striscia positiva di 20 partite

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le presenze della Juventus in Coppa Campioni/Champions League: 204 le gare disputate con un bilancio di 102 vittorie, 52 pareggi e 52 sconfitte (335 i gol fatti, 204 quelli subiti)

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i giocatori bianconeri sempre titolari nelle prime 5 gare di questa edizione di Champions League. Si tratta di Bonucci, Buffon, Chiellini, Marchisio, Pirlo e Vidal. Cinque presenze anche per Giovinco, ma l’attaccante in due occasioni è subentrato dalla panchina

«Il Pallone d’oro e la sfida al Milan: non mi accontento» «Affrontare i rossoneri dopo il Chelsea è un vantaggio per noi. Il premio? Punto alla top 10» S

DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO BAVENO (Verbano Cusio Ossola)

Abituato a trovare in meno di un secondo la strada migliore per mandare in porta i compagni, non può stupire che Andrea Pirlo fotografi al volo uno dei segreti della Juve: «Ci divertiamo». Che può anche sembrare banale, ma diventa emblematico per chi conosce il durissimo lavoro che Antonio Conte impone ai suoi giocatori. Quando la partita diventa la logica conclusione di quello che viene fatto in allenamento e gli insegnamenti di Conte trovano la perfetta attuazione in campo, è ovvio che a Vinovo si corra e si fatichi con uno spirito diverso. Uno spirito da cui nascono vittorie e, appunto, divertimento: «Lo spirito della Juve fa la differenza», spiega Pirlo poco prima della consegna della «Castagna d’oro», il riconoscimento che per la 28a volta è stato consegnato ieri a Baveno dallo Juventus club Doc Mottarone.

Andrea Pirlo 33 anni: è alla sue seconda stagione alla Juventus, con cui ha vinto lo scudetto 2011-12 e una Supercoppa Italiana SYNC

Consapevolezza Il giorno dopo il successo col Chelsea è quello giusto per il ritiro di un premio. Pirlo, accompagnato sul lago Maggiore da Andrea Agnelli e Beppe Marotta, sottolinea l’importanza del successo sugli inglesi: «Ci voleva una partita così, ci dà fiducia aver battuto i campioni d’Europa. La nostra forza interiore ci ha aiutato e convinto di poter giocare in questo modo contro un grande avversario nonostante questo sia il primo anno in Champions del nostro gruppo». L’entusiasmo e il gioco, quindi, hanno battuto l’esperienza e l’abitudine ad affrontare sfide decisive. Adesso per la Juve è fondamentale seguire la stessa strada nel prossimo turno contro lo Shakhtar e non solo perché per la certezza della qualificazione agli ottavi serve ancora un punto: «Il successo sul

Drogba ha voglia d’Europa, ma la Signora non si illude CARLO LAUDISA

Il futuro di Didier Drogba ora è un giallo. Ieri l’ivoriano ha chiesto alla Fifa una deroga per potersi trasferire prima della riapertura delle liste a gennaio. Una mossa a sorpresa pro-Juve? Difficile dirlo ora. E’ vero che i bianconeri sono interessati al suo ingaggio, ma troppe cose ancora non tornano. Il campionato cinese è finito, la

Coppa d'Africa incombe (il 19 gennaio) e l’ex centravanti non intende arrivare fuori forma all’appuntamento. La sua idea è di usare la pausa invernale del campionato cinese per giocare in un altro club, come Beckham ed Henry. Il nodo L'attaccante ivoriano è sempre in rotta con lo Shanghai Shenhua ed è sui taccuini di molte squadre europee. Oltre alla Juventus, anche l’Olympique Marsiglia s’è fatto avanti. Ma è durissima secondo il

presidente del club, Vincent Labrune, che alla radio RmcInfo spiega: «Un'operazione così è vietata dalla Fifa e la questione non si pone. E poi in ogni caso, a gennaio c'è la Coppa d'Africa e Drogba da noi dovrebbe fare pure un grande sacrificio finanziario». Ma non basta. La deroga chiesta da Drogba alla Fifa andrebbe a scontrarsi con i regolamenti della Lega calcio francese che in casi del genere sono intransigenti. L'articolo 212 stabilisce infatti che un giocatore può giocare solo se

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l’uomoin più ANDREA PIRLO

MERCATO L’IVORIANO HA CHIESTO UNA DEROGA ALLA FIFA PER TRASFERIRSI SUBITO. IN CORSA OLYMPIQUE MARSIGLIA E CHELSEA

ALESSANDRO GRANDESSO

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tesserato nel periodo di mercato. Il prossimo inizia l'1 gennaio e finisce il 31 a mezzanotte. Ogni altra deroga è riservata a club rimasti senza portiere o con giocatori infortunati, ma comunque già tesserati in Francia e che non potrebbero comunque giocare in competizioni europee. L’ingaggio Sullo sfondo ci sono le sue richieste economiche. Drogba ora guadagna circa 10 milioni di euro in Cina ed è un target superiore alle possibili-

Chelsea ci dà fiducia. Sappiamo di poterci ripetere a patto di interpretare ogni gara con la stessa intensità. Il gruppo è solido, abbiamo lavorato molto, tutti si sacrificano a cominciare dagli attaccanti e adesso ci divertiamo». Pallone d’oro Ieri la Juve ha ri-

posato e da oggi comincia a preparare la trasferta di domenica a San Siro. Un appuntamento che per Pirlo ha ovviamente un significato particolare: «Quella contro il Milan è una partita speciale. Spero di vincerla anche se la classifica non deve ingannare: noi siamo partiti meglio, ma il Milan resta una squadra forte. Sono contento che la trasferta di San Siro sia in programma adesso, così non correremo il rischio di rilassarci. Nelle sfide tra due grandi squadre la concentrazione è automatica e sappiamo di non poterci distrarre». Non possono distrarsi nemmeno i giurati del Pallone d’oro, che presto dovranno esprimere il loro voto. Andrea è in corsa per un piazzamento prestigioso. Nel 2006, dopo il trionfo mondiale con l’Italia, arrivò nono e nel 2007, grazie alla Champions e al Mondiale per club vinti con il Milan, chiuse al quinto posto. Quest’anno potrebbe magari salire ancora un po’ e, chissà, bussare alle porte del podio: «Per tanti anni due dei primi tre saranno Messi e Ronaldo. Poi ci sono Xavi, Iniesta e altri ancora. A me dispiacerebbe non finire nei primi dieci». Sarebbe un affronto, ma Andrea non se ne preoccuperebbe granché. Come della curiosità sulla sua barba alla Chuck Norris (copyright Billy Costacurta): «L’ho fatta crescere senza un motivo, mi è piaciuta e la tengo». Così, semplicemente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

tà juventine, nonostante ora a Shanghai i pagamenti siano in ritardo. E il club bianconero è interessato solo se Drogba accetta uno stipendio da 3,5 milioni di euro all’anno. Difficile, anche se i bianconeri vanno agli ottavi di Champions. Idea Chelsea Perciò nell’entourage non viene esclusa un’ipotesi mediana. Rispettare l’impegno in Cina e trasferirsi al più presto al Chelsea, magari solo per allenarsi con i vecchi compagni in vista della Coppa d’Africa. Ma le grandi manovre sono appena iniziate. Con la Juve alla finestra, ma senza frenesie.

Didier Drogba, 34 anni AFP

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

CHAMPIONS LE RIVALI DEI BIANCONERI

Il Chelsea va a Benitez Juve fatale a Di Matteo C’è l’ex Inter, a luglio Pep? Rafa, tecnico ad interim fino a giugno, è sbarcato ieri a Londra «Questo è un club di livello mondiale, è un onore allenarlo» la scheda RAFAEL BENITEZ 52 ANNI ALLENATORE

Rafa Benitez è nato a Madrid il 16 aprile 1960. Ha cominciato la carriera da allenatore nelle giovanili del Real, mentre la sua prima esperienza da tecnico in prima squadra risale alla stagione 1994-95, sulla panchina del Rayo Vallecano. In Spagna ha allenato anche Osasuna, Extremadura e Valencia, prima di entrare nell’elite del calcio come allenatore del Liverpool. Con il club inglese vince la Champions nel 2005 (e perde la finale 2007) e la Supercoppa Europea. Nel 2010 passa all’Inter: vince la Supercoppa italiana e il Mondiale per club prima di essere esonerato.

STEFANO BOLDRINI LUCA BIANCHIN

Al Chelsea non si creano troppi scrupoli quando bisogna licenziare un allenatore: nel maggio 2011, Carlo Ancelotti fu liquidato nelle docce dello spogliatoio dopo l’ultima gara di campionato, mentre ieri Roberto Di Matteo è stato esonerato alle 4 del mattino. I Blues erano appena atterrati a Londra dopo il 3-0 incassato a Torino in casa della Juventus: Di Matteo era pronto ad un’eventualità del genere, ma apprenderla con i motori dell’aereo ancora accesi fa sempre un certo effetto. A quel punto, è scattata la seconda parte del piano ordinato da Roman Abramovich, da tempo nell’ordine di idee di allontanare un allenatore che non ha mai amato, ma che in 262 giorni di lavoro ha consegnato al Chelsea la prima Champions League e l’ennesima Coppa d’Inghilterra: arruolare Rafa Benitez, 52 anni, ex manager di Liverpool e Inter.

Sopra Rafa Benitez, 52 anni, a destra Roberto Di Matteo, 42 AP-AFP

Lo spagnolo, in questi giorni negli Emirati Arabi per un master, era stato sondato ad inizio settimana, ma i contatti sono entrati ieri nella fase decisiva e in serata è arrivato l’annuncio del Chelsea. Benitez, sbarcato ieri sera a Londra, è il nuovo allena-

L’italiano è stato esonerato alle 4 di mattina, appena arrivato all’aeroporto

tore «ad interim» fino al 30 giugno 2013: «Benitez è l’uomo giusto ed esperto per mettersi subito al lavoro per raggiungere gli obiettivi prefissati». Rafa è il nono tecnico dell’era-Abramovich e ha detto: «Il Chelsea è un club di livello mondiale ed è un onore allenarlo». Ma l’oligarca russo ha già pronto in canna il decimo: Pep Guardiola, da tempo bloccato dai Blues. L’onore delle armi L’Indepen-

dent ha reso l’onore delle armi a Di Matteo: «Il subentrato migliore della storia del calcio». Il Chelsea nel comunicato di addio ha cercato di rimediare ai modi bruschi del licenziamento: «Roberto ci ha aiutato ad arrivare ad una storica vittoria in Champions e alla settima Coppa d’Inghilterra». Di Matteo lascia una squadra scivolata al terzo posto in Premier dopo un avvio folgorante e vicino all’eliminazione in Champions: sarebbe il primo club campione in carica a salutare la compagnia al termine della fase a gironi. Abramovich è corso subito ai ripari. Di Matteo ci ha messo del suo: presentarsi a Torino con una squadra senza un attaccante di ruolo, imbottita di centrocampisti e difensori, è stato un suicidio. Un affronto per Abramovich, che pretende il bel calcio e per que-

LA POLEMICA DOPO LA RETE DELLO SCANDALO, APERTO IL PROCEDIMENTO CONTRO LA PUNTA DELLO SHAKHTAR

AZZURRINI BUON TEST

Lucescu: «Adriano non aveva capito» Ma l’Uefa indaga sul gol anti-fair play

Under 19: 4-0 Cechi travolti Evani sorride

parapiglia, e peso specifico ben maggiore rispetto a stavolta: quelli di casa vanno il tilt, e una manciata di minuti dopo Leo segna l’1-2. Magari era la sliding door giusta, perché lo Shakhtar poi finì terzo nel gruppo, «retrocesse» in Coppa Uefa e la vinse, e una settimana dopo il Barça alzò la Champions a Roma. Però al momento la beffa agli ucraini bruciò, e non poco.

GIULIO DI FEO

Certi gol pesano poco, ma fanno parlare parecchio. Su quello del momentaneo pareggio dello Shakhtar in casa del Nordsjaelland si è mossa ufficialmente pure l’Uefa: aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Luiz Adriano, si discuterà martedì prossimo. Nel frattempo agli ucraini non va giù l’idea di passare come quelli poco sportivi, specie dopo una partita il cui risultato finale parla chiarissimo. Il gol incriminato, certo, non lascia molto spazio all’interpretazione: sulla palla scodellata dall’arbitro Willian tocca lungo come per ridarla ai danesi, e l’altro brasiliano si fionda sul pallone mentre i difensori sono immobili, salta il portiere e infila l’1-1. Fair play sotto i tacchetti? Macché. «Mi ha detto di non essersi accorto di quello che era successo a centrocampo — racconta Mircea Lucescu —, non aveva capito che Willian stava restituendo palla agli avversari e si è precipitato istintivamente sul pallone per andare a segnare, del resto è un attaccante. A fine partita ho chiesto scusa». E in effetti, dopo un po’ di comprensibili spintoni, i danesi hanno trovato subito il pareggio, anche qui con la complicità dello Shakhtar. Il solo Stepanenko, medianone che sostituiva l’infortunato Hubschmann, ha provato nell’occasione a contrastare deciso, salvo poi dichiarare candido: «Nessuno mi aveva avvisato di lasciar-

Luiz Adriano, 25 anni, bersaglio delle veementi proteste dei danesi ANSA

li proseguire e sono andato sulla palla. Io e Luiz Adriano non ci siamo capiti con gli altri». Lucescu rincara: «Sì, penso che il 2-1 sia arrivato anche con la complicità dei miei. Non avrei voluto che a un gesto antisportivo si rispondesse con un altro uguale. Capita. Successe anche a noi, una volta, in casa contro il Barcellona...». Rewind Quattro anni fa, girone

C di Champions League, a Donetsk è 1-0 con il Barça fino a 3’ dalla fine. Uno dello Shakhtar si fa male, palla fuori, i blaugrana rimettono innocuo verso la difesa di casa. Solo che Bojan si fionda sulla palla, crossa basso e Messi infila da un metro, il tutto in mezzo ai padroni di casa pressoché fermi. Anche qui

«È andato sul pallone d’istinto. Ho chiesto scusa, a noi successe contro il Barça...» «Juve-Chelsea 3-0 non mi sorprende, noi e i bianconeri eravamo le più forti del girone»

Verso l’ultima Martedì al Farum Park invece c’era ancora un tempo da giocare: «Nell’intervallo ho detto ai ragazzi: "Ora bisogna dare il massimo e stravincere, altrimenti tutti si ricorderanno di questa partita come quella del gol dello scandalo". E siamo scesi in campo carichi, mostrando tutte le nostre qualità. È finita 2-5, ma il vantaggio poteva essere pure più ampio. Abbiamo creato un sacco di occasioni pulite, tiri da 5-6 metri. Ripeto: mi dispiace per quel gol, ma sono molto contento di come abbiamo giocato». E lo stesso Luiz Adriano, che è fior di centravanti anche e soprattutto nell’aprire spazi agli altri, ha timbrato il cartellino altre due volte. Intanto, a Torino, la Juventus le suonava al Chelsea, «e la cosa non mi sorprende affatto — chiosa Lucescu —, noi e i bianconeri abbiamo dimostrato di essere le squadre più forti del girone. Mi ero preoccupato un po’ dopo la sconfitta a Kiev, poi ho capito che era capitato perché i miei ragazzi avevano già la testa in Danimarca. Il 5 dicembre? Di sicuro sarà una bella partita». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si chiude alla grande il 2012 per l’Under 19 di Alberigo Evani. Nell’ultima amichevole dell’anno, sotto gli occhi di Sacchi, Mangia e Di Biagio, gli azzurrini hanno battuto a Sesto San Giovanni i pari età della Repubblica Ceca per 4-0, grazie ai gol di Fornito, Palma, Gatto e Berardi. Il gruppo di Evani ora attende con trepidazione il sorteggio per la seconda fase delle qualificazioni al prossimo Europeo: il 5 dicembre, infatti, verranno compilati i gironi per la Fase Elite, quella che darà il pass per la Lituania.

sto motivo ha prenotato Guardiola per l’estate 2013. Benitez in salita La questio-

ne-Guardiola è stata il grande ostacolo dell’accordo tra Chelsea e Benitez, ma lo spagnolo, a riposo dal dicembre 2010, quando fu rimosso dall’Inter, alla fine ha accettato. Abramovich lo ha scelto, sfidando l’ira dei tifosi, per due ragioni: l’esperienza e i trascorsi con Torres, che con Benitez ha dato il meglio di sé ai tempi di Liverpool. Oggi Rafa dirigerà il primo allenamento dei Blues, ma per lui si annuncia un cammino tutto in salita: i tifosi non lo vogliono. L’astio nei confronti dello spagnolo risale ai tempi in cui Benitez guidava il Liverpool e sulla panchina del Chelsea si accomodava Mourinho. David Johnstone, portavoce del Chelsea fanzine — il giornale dei supporter —, dice: «Benitez non è il nostro allenatore. Noi non lo vogliamo». I tifosi dei Blues dovranno avere pazienza sette mesi. Il 1 luglio 2013 a Londra potrebbe sbarcare Guardiola, anche se ieri il suo manager ha ribadito: «Pep valuterà le proposte e deciderà il suo futuro solo a gennaio 2013». Londra o Milano nella nuova vita di Guardiola? Abramovich è pronto a scommettere: Pep sulle rive del Tamigi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino ARGENTINA

Maradona, compagna denuncia ex moglie BUENOS AIRES Si complica la faida familiare in cui è coinvolto Diego Maradona. La sua compagna Veronica Ojeda, al sesto mese di gravidanza, ha denunciato per minacce Claudia Villafane, l’ex moglie del Pibe, ottenenendo che lei e le due figlie, Dalma e Giannina, non possano avvicinarsi a meno di 300 metri dalla sua casa, fino alla nascita del bambino. Lo scrive l’argentino «Clarin» precisando che la denuncia è stata sottoscritta anche dal padre di Maradona, Don Diego. Il giornale assicura inoltre che Diego Maradona - che si trova in Dubai - si «è arrabbiato» per l’iniziativa della compagna, poiché «non ne sapeva nulla».

INGHILTERRA

Gazzetta.it Gazza

Tvf RONALDO PIU’ MAGRO BALLA IL GANGNAM. GLI HIGHLIGHTS NBA

Ha già perso 9 chili ma nel reality che lo vede protagonista deve arrivare a 20. Nel frattempo Ronaldo si diverte con il ballo: guardalo alla prese con il tormentone Gangnam Style. Inoltre ogni notte le partite della Nba in tempo reale con le statistiche di ogni giocatore. La mattina dopo, dalle 8, le cronache e i video più belli, con le azioni spettacolari e la schiacciata del giorno.

Qpr, stop Zamora Fuori per tre mesi LONDRA Piove sul bagnato in casa Queens Park Rangers. La squadra di Mark Hughes, ultima in Premier League, dovrà fare a meno per tre mesi di Bobby Zamora, costretto a operarsi per un infortunio all’anca.

LO INVOCANO IN SERBIA

Stankovic presidente della Stella Rossa BELGRADO Dejan Stankovic, centrocampista serbo dell’Inter, viene indicato dal quotidiano «San» come presidente ideale per rifondare la Stella Rossa, il club di Belgrado nel quale è cresciuto.

AUSTRALIA

Domani c’è Del Piero Diretta su Mediaset Domani mattina, alle 9.30 ora italiana, il Sydney di Alessandro Del Piero affronta in casa l’Adelaide per l’8a giornata della A-League. Diretta su Mediaset Premium Calcio.


GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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EUROPA LEAGUE GRUPPO H

4

Strama non molla nulla «Inter in emergenza ma più forte di tutto»

I NUMERI

3

le reti di Coutinho in questa stagione: in casa di Hajduk Spalato, Pescara e Neftçi Baku

Il tecnico parla di orgoglio e non di squalifiche e polemiche Si gioca il primato nel girone anche con dieci under 21 DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO DALLA VITE KAZAN (Russia)

13

le presenze del brasiliano: 6 in campionato e 7 in Europa League

COSI’ IN CAMPO A KAZAN ORE 18 ITALIANE

17

Sereno no, non del tutto. Composto sì. Dopo i giorni della bufera, Andrea Stramaccioni si siede e comincia a sistemare le cose: bottiglietta di qua e microfono di là, cartellino segnaposto a destra e poi a sinistra, la faccia serissima, la barba di due giorni, la testa che non vuole pensare a Giacomelli o alle squalifiche (sue e di Cassano) ma solo al Rubin e ai «dieci under 21 che ho portato qui». Palla in corner Chi si attendeva una rivisitazione degli episodi post Inter-Cagliari resta senza titoli: Moratti ha dettato la linea, e per ora basta così. La prova è una domanda riferita al fatto se ci sia più rabbia, delusione o cosa dopo una domenica così bestiale. «In una stagione così lunga — dice Strama — è normale che ci siano momenti di ogni tipo...». Palla in corner. Ma due o tre spunti arriveranno. Più forti di tutto Fuori ci sono due gradi e un vento che taglia, dentro non c’è volontà di parlare di serie A. Però, a seguito di quel dribbling dialettico di cui sopra, Strama manda tre messaggi. «C’è un tema che non è stato evidenziato abbastanza, e cioè che stiamo affrontando un periodo di grandissima emergenza: abbiamo fatto partite senza i tre difensori centrali più esperti (Ranocchia, Samuel e Chivu), altre senza 5 centrocampisti, e penso a Mudingayi, Obi, Guarin, Stankovic e ci metto pure Sneijder che può rientrare fra i tre di mezzo, eppure non abbiamo mai perso fame e identità. Io non so quali altre squadre avrebbero fatto meglio con addosso situazioni così negative, qualsiasi altra squadra in Italia avrebbe fatto più fatica di noi». Tradotto: l’Inter va sempre a testa alta, più forte di tutto e tutti e anche davanti

GDS

a «momenti di ogni tipo». E Sneijder potrà entrerà anche nei ballottaggi di centrocampo, non solo quelli di attacco. Benassi, Garritano e Yago Stra-

ma arriva dalla gavetta delle giovanili. «Non ci sono Cassano e Milito? Sono rimasti a lavorare a Milano, con altri nove. Però ho fiducia in chi c’è, perché portando dieci giocatori con meno di 21 anni so che posso continuare la nostra opera di crescita dei ragazzi del vivaio. Abbiamo giovani di grande prospettiva, e questa contro il Rubin sarà una partita importante anche per il lavoro del settore giovanile, dal quale io stesso provengo, per vedere se qualcuno può essere pronto. Insomma, non ci saranno alcuni giocatori famosi, ma so che i ragazzi che utilizzerò faranno bene».

Andrea Stramaccioni, 36 anni AP

Quel ballottaggio Belec, Coutinho e Livaja sono già conosciuti, in mezzo al campo c’è il ballottaggio Benassi-Roma-

nò, mentre il talentuoso Garritano (già messosi in evidenza in estate) potrebbe entrare a partita in corso come Yago Del Piero, interno brasiliano classe ’94 con cittadinanza italiana e un cognome pesante ma senza parentele. Bravo Berdyev In tutto que-

sto c’è che per arrivare primi (vantaggio che porterebbe a giocare in casa il ritorno dei sedicesimi, a evitare una delle altre prime dei gironi e le 4 con il miglior ranking delle 8 fuori dalla Champions) l’Inter deve vincere «o fare un rocambolesco 3-3, visto che a pari punti conta la differenza reti e loro ne hanno fatti due a San Siro». Resta il fatto che «anche se già qualificati, siamo l’Inter e giochiamo per vincere. Il Rubin? Il suo tecnico Berdyev è uno dei migliori d’Europa: in campo ci sarà spettacolo».

gli assenti nella trasferta di Kazan, l’ultima della fase a gironi di Europa League. Tra fuori lista, infortunati e a riposo, sono rimasti a Milano Samuel, Chivu, Bianchetti, Cambiasso, Nagatomo, Guarin, Stankovic, Sneijder, Mariga, Mudingayi, Obi, Alvarez, Mbaye, Duncan, Milito, Cassano, Handanovic Philippe Coutinho, 20 anni LAPRESSE

IN ATTACCO LIVAJA, CLASSE ’93

Coutinho guida la banda di baby Belec in porta Il brasiliano torna titolare dopo l’infortunio, lo sloveno studia da vice Handanovic DAL NOSTRO INVIATO

KAZAN (Russia)

Fantasilandia può anche non chiudere per un po’: ora che chissà se Cassano vedrà abbattuta la squalifica di due giornate, ora che Sneijder c’è e non c’è, beh, ecco Philipe Coutinho, capelli corti, guanti neri di lana e un altro bigliettino da visita allungato di recente. Quale? Oltre ai segnali arrembanti nel finale di Inter-Cagliari (parata pazzesca di Agazzi su conclusione sua) c’è quel pallone dato a Ranocchia prima del contatto da rigore con Astori. Insomma, Cou c’è e il piede è carico. Già col Cagliari... Coutinho si era infortunato a San Siro contro il Partizan di Belgrado: discesa sulla destra dopo aver «birillato» due uomini, zona fondo-campo ma poi ecco che arriva l’orco Ostojic a dirgli che non è serata. Frattura d’impatto del margine anteriore della tibia, era il 32’ del primo tempo e del 25 ottobre scorso. Dopo aver saltato il Bologna, la Samp, la Juventus, il ritorno col Partizan e la trasferta di Bergamo, Coutinho è rientrato contro il Cagliari dando il via al... dietro le quinte del fallo da rigore che ha scatenato l’ira nerazzurra. Coutinho fino ad oggi ha realizzato tre gol, ovvero il 3-0 all’Hajduk, il 3-0 al Pescara e - di tacco - il momentaneo 1-0 nel 3-1 di Baku. Stasera vorrebbe essere decisivo. Guido io Perché stasera toccherà a lui — classe

’92 — comandare la banda dei ragazzotti. Probabilmente avrà Livaja (’93) qualche metro più avanti, e di certo dovrà inventarsi giocate in una partita che per Stramaccioni è anche test di crescita per i tanti ragazzi del vivaio. C’è comunque anche Belec (classe ’90), ma di certo Coutinho è quello più navigato di tutti, avendo disputato sia la Champions League (nel 2010 con Benitez) e sia mezzo campionato con l’Espanyol in Spagna, campionato che lo ha reso solido. Sarà insomma la sua grande occasione, e se tenuta fisica e concretezza diranno che il Cou è tornato, beh, allora potrebbe esserci anche un minutaggio elevato pure lunedì sera a Parma, magari fra la sorpresa di tanti come avvenne (in maniera vincente) contro la Fiorentina a San Siro. Vid vici? Di sicuro sarà una bella occasione anche per Vid Belec, amicissimo di Handanovic: sarà una serata per capire se il futuro posto di vice-Samir sarà suo, lui che il 30 agosto contro il Vaslui in casa visse una serata di due uscite a vuoto. «Sarà una partita tosta — racconta il portiere sloveno — so che ci sarà tanto lavoro da fare ma siamo sereni e concentrati. E sì, per me sarà una grande occasione per poter fare il meglio possibile». L’Inter che verrà sta crescendo: quanto lo si vedrà anche stasera. m.d.v.

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IL CASO A SAN SIRO, DALLA PRIMA DI CAMPIONATO, IL BRANO UFFICIALE E’ TORNATO A ESSERE «C’E’ SOLO L’INTER». E I TIFOSI SI DIVIDONO

«Pazza Inter», storia di un inno oscurato Il black out deciso dopo una richiesta economica di Rosita Celentano che detiene i diritti GABRIELE PARPIGLIA MILANO

Come mai a San Siro da un po’ non risuonano note e parole di «Pazza Inter», fino a poco tempo fa inno «ufficiale», o comunque riconosciuto, dell’Inter? Il black out è datato 2 settembre, esordio dei neraz-

zurri a San Siro in campionato: ma prima di arrivare al perché, serve un passo indietro, per tornare alla nascita di quella canzone diventata simbolo. Aprile 2007: pochi giorni dopo il 15˚ scudetto, festeggiato a Siena, negli studi della più nota emittente radiofonica italiana entravano, fra gli altri, Javier Zanetti, Hernan Crespo, Roberto Mancini, Dejan Stankovic, Ivan Cordoba, Francesco Toldo, Luis Figo, Marco Materazzi, Julio Cruz. Quel giorno c’è il definitivo lancio del video e del cd della canzone, ancora non così nota, ma già nata in precedenza, con la musica di Goffredo Orlandi e testo di Paolo Ba-

rillari e Dino Stewart. Le edizioni musicali appartenevano prima alla DinDonDan Srl e poi alla Luna Park, sempre di Rosita Celentano, la figlia del Molleggiato, anche lui interista doc.

esplosero pure all’Olimpico, in casa della Roma, il 5 maggio 2010, giorno della vittoria della Coppa Italia e addirittura la campagna abbonamenti 2012-13 viene ribattezzata «Amala».

Tifosi divisi Di sicuro in casa Inter, a partire dal presidente Moratti, si è rispolverato con piacere «C’è solo l’Inter» e anche Mirko Mengozzi, speaker ufficiale della squadra nerazzurra, non ha dubbi: «Io lo preferisco, soprattutto nell’ultima parte dove dice: "E in Serie B non sono mai stato"». Più divisi sembrano i tifosi: sono in tantissimi a chiedersi perché «Pazza Inter» non si senta più. Per sempre?

Quel giorno all’Olimpico Pazza

Inter diventa la melodia suonata e cantata a San Siro prima di ogni match dei nerazzurri e sostituisce di fatto il precedente inno «C’è solo l’Inter», ideato, composto e prodotto da Elio di «Elio e le storie tese» e cantata da Graziano Romani. La vera e propria consacrazione della canzone avviene nell’anno del Triplete: i tifosi interisti ricordano ancora quando quelle note

La voce di Rosita Celentano Poi

quest’anno, dalla prima di campionato in casa, sparisce Pazza Inter e si ritorna a «C’è solo l’Inter». Perché? Rosita Celentano, che detiene i diritti del brano, sull’argomento è vaga: «Non conosco i motivi reali, ufficialmente nessuno ci ha detto nulla e la cosa mi rammarica. Di certo non siamo stati noi a impedire l’utilizzo della canzone

allo stadio». Vero, la scelta è stata dell’Inter: però motivata — così pare — dall’irritazione conseguente a una richiesta economica per lo sfruttamento dei diritti. Richiesta giunta inattesa e che il club nerazzurro, dopo una serie di contatti per tentare di arrivare a un accordo, non ha ritenuto di dover accogliere.

Zanetti versione cantante ZAMBORLINI

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

COSÌ IN CAMPO ALL’OLIMPICO, ORE 19

DARCO

Petkovic prepara la festa con Gazza «E niente calcoli» Contro Villas-Boas c’è il mito Gascoigne in tribuna Il tecnico bosniaco ordina: «Qualifichiamoci subito» DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI FORMELLO (Roma)

Il ticket per la seconda fase della stagione europea e un amarcord grande così. Sarà una serata di emozioni all’Olimpico. Arriva il Tottenham per un match che può regalare alla Lazio la qualificazione ai sedicesimi di Europa League con un turno di anticipo. Ma il momento più bello ci sarà prima della gara. Bentornato, Gazza Eh sì, perché mezzo-

P Paul Gascoigne, 45 anni, ha giocato nel Tottenham dal 1988 al ’92 e nella Lazio dal 1992 al ’95 ANSA

ra prima del fischio d’inizio farà la sua apparizione con tanto di giro di campo Paul Gascoigne. Lui, doppio ex, campione dannato e amatissimo, tornerà in quello che è stato il teatro delle sue gesta italiane dal 1992 al 1995. Grande talento, personaggio unico e sfortunatissimo. Quell’infortunio che si procurò poco prima di passare alla Lazio ne segnò irrimediabilmente la carriera, altrimenti destinata a proiettarlo tra i grandi di sempre. Poi la piaga dell’alcolismo lo ha corroso da dentro e spinto più volte a un passo dal baratro. Oggi però Gazza sembra essere uscito dal tunnel. Ha così accettato con entusiasmo l’invito della Lazio ad assistere al match che oppone i due club con cui da cal-

GRUPPO J LA SITUAZIONE

ALLA LAZIO POTREBBE BASTARE ANCHE UN PUNTO Lazio e Tottenham, entrambe imbattute, sono le dominatrici del girone. Vincendo, una di loro oggi potrebbe già essere qualificata, se il Maribor non superasse il Panathinaikos. Alla squadra di Petkovic sarebbe sufficiente anche un pari, sempre che gli sloveni non vincano in Grecia. Persino la sconfitta potrebbe qualificare già questa sera la Lazio, purché perda anche il Maribor. Potrebbe infatti essere raggiunta solo dal Panathinaikos con cui è in vantaggio negli scontri diretti.

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ciatore ha vissuto i momenti più importanti. Match-point Sotto gli occhi di Gascoigne, la Lazio cercherà di ottenere con noventa minuti di anticipo il pass europeo. «Ci crediamo — confessa Petkovic — Il Tottenham non sta attraversando un buon momento, ma questo lo rende ancora più pericoloso. Noi vogliamo vincere: per il prestigio e perché, con i tre punti, saremmo matematicamente primi nel girone». La qualificazione potrebbe arrivare anche con un pari se il Maribor non vincesse ad Atene col Panathinaikos. «Ma noi non faremo calcoli», la promessa del tecnico.

AIK SOLNA NAPOLI

LAZIO TOTTENHAM

EUROPA LEAGUE GRUPPO J E GRUPPO F

Niente Klose Propositi bellicosi che spin-

gono Petkovic a mettere in campo la formazione migliore. Un po’ di turnover sarà però costretto a farlo causa infortuni. K.o. Dias (tornerà nel 2013), hanno dato forfeit pure Klose e Konko. Il tedesco per una contusione alla caviglia destra. Al suo posto giocherà Kozak, che in Europa League quest’anno ha già segnato 4 gol. Konko è invece alle prese con noie muscolari, al suo posto Cavanda che dovrà vedersela con Bale, contro cui non sfigurò nel match di andata. © RIPRODUZIONE RISERVATA

GLI AVVERSARI

Tottenham agguerrito «La qualificazione la vogliamo subito» (f.o.) Si è parlato quasi più di Chelsea che di Lazio nella conferenza stampa del Tottenham all’Olimpico. «Vincendo la Champions Di Matteo ha un curriculum tra i più importanti al mondo – ha dichiarato Villas Boas – abbiamo un buon rapporto e gli auguro ogni bene dopo questo esonero. Rispetto la Lazio, ha una forte tradizione a livello italiano e internazionale. Proveremo a prenderci la qualificazione già da questa partita: se poi passeremo dietro alla Lazio saranno stati bravi loro».

P Edinson Cavani, 25 anni, 5 gol in Europa League. Nell’edizione 2010-11 ne realizzò 7, sempre con il Napoli ANSA

COSÌ IN CAMPO A STOCCOLMA, ORE 21.05

D’ARCO

Cavani, assalto al tempio di Pelè che chiude oggi Ultima gara nello stadio della finale mondiale ’58. Il Matador c’è, Insigne no. Vargas gioca dall’inizio DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO STOCCOLMA (Svezia)

L’emozione di giocarsela in questo stadio che stasera ospiterà per l’ultima volta una gara di calcio per poi essere chiuso per sempre. Proprio qui, dove il Brasile di Pelè, Djalma Santos, Garrincha conquistò il mondiale, battendo nella finale mondiale del 1958 proprio la Svezia (5-2) che schierava, tra gli altri, Niels Liedholm. Il Rasunda verrà demolito e l’Aik Solna giocherà nel nuovo impianto da 50 mila posti, inaugurato con l’amichevole Svezia-Inghilterra della scorsa settimana. Dentro il Matador Prima, però, ci saranno gli ultimi 90 minuti da giocare. E l’avversario dell’Aik sarà il Napoli, determinato a continuare il cammino in Europa League. Per farlo, è necessario non perdere e una vittoria potrebbe già valere la qualificazione in caso di mancato successo del Psv sul Dnipro, una condizione che ha convinto Walter Mazzarri a rivedere il suo pensiero sul turnover: in campo ci saranno alcuni dei big con Edinson Cavani in testa, in difesa ci sarà Campagnaro, mentre il centrocampo sarà affidato alla fisicità di Behrami e Dzemaili che giocherà alle spalle dei due attaccanti.

GRUPPO F LA SITUAZIONE

VINCENDO, AZZURRI AVANTI SE IL DNIPRO NON PERDE Il Napoli potrebbe qualificarsi ai sedicesimi di finale dell’Europa League già questa sera. Deve battere l’Aik Solna e sperare che non faccia altrettanto col Dnipro il Psv Eindhoven, che - in caso di mancato successo - non potrebbe più raggiungere i partenopei a un turno dalla fine. Anche il pari, purché non vinca il Psv, metterebbe nelle migliori condizioni il Napoli in vista dell’ultima partita al San Paolo con gli olandesi: a quel punto basterebbe un altro pareggio per qualificarsi.

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«Io non ho fatto calcoli, so solo che sarà una gara durissima, perché l’Aik Solna ha già dimostrato che sul proprio campo può battere chiunque. Non è un caso se ha perso il Psv Eindhoven», ha spiegato il tecnico. Conferma Vargas Tra le varie conferme

europee, spicca quella di Edu Vargas: giocherà al fianco di Cavani. Per il giovane cileno si tratta dell’ennesima opportunità che Mazzarri gli concede prima di deciderne, definitivamente, il destino. «Mi aspetto una prestazione super da tutti, anche se ho alcuni giocatori non al massimo». Uno tra questi è Lorenzo Insigne che, ieri sera, non ha partecipato alla rifinitura per un risentimento muscolare. L’allenatore lo terrà sotto osservazione anche nell’allenamento programmato stamattina e solo dopo deciderà se portarlo in panchina. Carica Aik Vorranno chiudere il Ra-

sunda con una vittoria, gli svedesi. «Questo stadio ha sempre significato molto per i giocatori dell’Aik, me compreso. Ci serviva, però, uno stadio più moderno, ma è triste dover dire addio a questo impianto. Speriamo di farlo con un successo che ci terrebbe in corsa per la qualificazione», ha detto il capitano, Daniel Tjernstrom. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IERI BOMBA SU UN AUTOBUS

Tensioni in Israele Rinviata nel gruppo I Hapoel-Athletic Bilbao La partita in programma oggi tra l’Hapoel Kiryat Shmona e l’Athletic Bilbao e valida per il gruppo I dell’Europa League è stata rinviata a data da destinarsi per problemi di sicurezza legati alla difficile situazione venutasi a creare in Israele. Ieri, tra l’altro, una bomba è esplosa su un autobus nel centro di Tel Aviv, causando una decina di feriti: secondo la polizia si sarebbe trattato di un attentato terroristico che potrebbe ulteriormente complicare la situazione nella Striscia di Gaza.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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EUROPA LEAGUE GRUPPO A

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Ultimo assalto

I NUMERI

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Totò è meglio di Eto’o? L’Udinese ci prova così Deve battere l’Anzhi: la squadra di Guidolin si affida a Di Natale, diventato indispensabile. Ma va disinnescato il camerunese DAL NOSTRO INVIATO

COSÌ IN CAMPO A MOSCA, ORE 18

FABIO LICARI MOSCA (Russia)

«Se giochiamo come con lo Young Boys, non prenderemo più un punto fuori casa. Neanche in Italia. Ma in trasferta abbiamo fatto molto bene e possiamo ancora migliorare», dice Francesco Guidolin dopo due ore nel traffico di Mosca, dall’aeroporto allo stadio. Tra la notte magica di Liverpool e il disastro con lo Young Boys non c’è via di mezzo: Anzhi-Udinese è l’ultima chiamata per l’Europa League. E il pari non basta più. Come dice Hiddink, tecnico dei russi, non c’è gruppo più complicato: tre punti di distacco tra la prima, l’Anzhi appunto, e l’ultima, l’Udinese. «Quel che è successo ci lascia poca scelta. La qualificazione passa per due successi»: oggi a Mosca, stadio Lokomotiv, campo ospite della squadra del Daghestan dov’è pericoloso giocare, e poi contro il Liverpool, il 6 dicembre, al Friuli. Con l’impressione d’aver sprecato qualcosa per strada, nel doppio k.o. con gli svizzeri. Indispensabile Totò Il problema

è che l’Anzhi, in questa casa «in affitto» che si ritrova – dove spesso i tifosi della Lokomotiv insultano i suoi perché caucasici –, va come una... locomotiva: cinque successi su cinque, neanche un gol preso. L’Udinese ha invece un altro primato, meno invidiabile: ha segnato le sue 7 reti tutte nel secondo tempo. E 3 sono di Totò Di Natale, il dubbio che Guidolin oggi si porterà

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CANONIERO

GDS

fino all’ultimo: «Non so ancora se gioca». Ma il campionato (Lazio) è martedì prossimo e ci sarebbe tempo di recuperare. Senza Totò, si sa, è un’altra storia. Anche all’andata a Udine, sullo 0-1, Di Natale entra e fa gol. L’altro dubbio è sulla fascia sinistra: Armero o Pasquale. Ci si aspetta comunque un 3-5-2. «Vorrei vedere la mia squadra giocare come all’andata con l’Anzhi. Ma loro sono pericolosi, esperti, concreti. Avversario difficilissimo, può vincere il campionato russo e in Italia sa-

rebbe da primi posti». Il nuovo Eto’o Non ha vinto spesso l’Udinese in questa stagione: contro Milan e Pescara (in casa), Liverpool e Roma (fuori). E il 3-2 dell’Olimpico è l’ultimo successo, 28 ottobre. Troppi gol presi nelle ultime partite e un avversario come Samuel Eto’o (42 centri totali nelle coppe) da affrontare. Il difensore Maurizio Domizzi ammette: «Per fare punti dobbiamo sistemarci meglio dietro, ma dirlo è più facile che farlo. Eto’o ha un

po’ cambiato gioco rispetto all’Inter: Josè Mourinho lo teneva sulla fascia, qui è più centrale e partecipa di più alla manovra». L’Anzhi dovrebbe schierarsi con il 4-2-3-1 d’ordinanza: il camerunese dietro Traorè, da seconda punta che arriva da lontano. Senza tifosi dell’Anzhi (si pronuncia Anjì), venduti fino a ieri soltanto 10 mila biglietti. E il freddo non è polare, anche se il campo pare indecente. Su, Udinese, ci hai abituato a imprese del genere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

E Samuel si carica facendo shopping

gol realizzati da Totò Di Natale nel gruppo A di Europa League. Totò ha segnato il gol del pari all’andata con l’Anzhi, l’1-1 nel trionfo di Liverpool e il pari nella sconfitta in casa con lo Young Boys in cui ha sbagliato un rigore. E’ rimasto a secco solo a Berna dove ha giocato il secondo tempo.

gol a testa per Coda, Pasquale e Fabbrini in Europa League. L’altra rete nel 3-2 di Liverpool è un autogol di Coates. L’Udinese ha segnato finora 7 gol.

Francesco Guidolin, 57 anni, è alla terza stagione alla guida dell’Udinese

L’AVVERSARIO MARTEDÌ ERA A MILANO

giocatori utilizzati da Guidolin in Europa League. Muriel, infortunato, non ha ancora debuttato

MOSCA (f.li.) Arrivato a febbraio, Guus Hiddink ha portato l’Anzhi al 2˚posto in Premier russa, a -5 dal Cska. Una vittoria con l’Udinese può significare qualificazione: «Non è detto che sia decisiva, il gruppo è complicato, senza uno che domina: tutte possono passare. Probabile che si decida all’ultima». Senza gli infortunati Smolov e Shatov, il gol toccherà a Eto’o, 2 centri in Europa League, martedì in permesso (foto SPLASH NEWS in alto) a Milano con la moglie (tutta la squadra ha avuto 24 ore di libertà). Hiddink: «Da anni l’Udinese dimostra di essere un club di livello europeo: con i risultati e la valorizzazione di giovani talenti». Non promette spettacolo: «Impossibile, il campo è in brutte condizioni».

GRUPPO A LA SITUAZIONE

BIANCONERI OBBLIGATI A INFILARE 2 SUCCESSI PER ANDARE AVANTI Sono pochissime le possibilità per l’Udinese di passare il turno nel girone A di Europa League. Per riuscirci la squadra di Guidolin non ha alternative: deve vincere stasera a Mosca con l’Anzhi capolista e deve battere in casa il 6 dicembre il Liverpool, già sconfitto all’andata. In quel caso l’Udinese arriverebbe a 10 punti e sarebbe imprendibile per altre due squadre. In questo difficilissimo gruppo è tutto in gioco. Perché le due vittorie con i friulani hanno riacceso pure le speranze dello Young Boys, che, però, è costretto a vincere oggi a Liverpool. Poi occorrerebbe un pari con l’Anzhi.

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LA SITUAZIONE DEI GIRONI GRUPPO A Già giocate Young Boys-Liverpool UDINESE-Anzhi Anzhi-Young Boys Liverpool-UDINESE Liverpool-Anzhi Young Boys-UDINESE Anzhi-Liverpool UDINESE-Young Boys Classifica Pt Anzhi 7 Liverpool 6 Young Boys 6 UDINESE 4 Prossimi turni

G 4 4 4 4

V 2 2 2 1

N 1 0 1 1

P 1 2 2 2

3-5 1-1 2-0 2-3 1-0 3-1 1-0 2-3 Gf Gs 4 2 8 7 9 10 7 9

GRUPPO B Già giocate Hapoel Tel Aviv-Atletico Madrid Viktoria Plzen-Academica Academica-Hapoel Tel Aviv Atletico Madrid-Viktoria Plzen Atletico Madrid-Academica Hapoel Tel Aviv-Viktoria Plzen Academica-Atletico Madrid Viktoria Plzen-Hapoel Tel Aviv Classifica Pt G V Atletico Madrid 9 4 3 Viktoria Plzen 9 4 3 Academica 4 4 1 Hapoel Tel Aviv 1 4 0 Prossimi turni

N 0 0 1 1

P 1 1 2 3

0-3 3-1 1-1 1-0 2-1 1-2 2-0 4-0 Gf Gs 6 3 9 3 5 6 2 10

GRUPPO C Già giocate Ael Limassol-Borussia M. Fenerbahçe-Marsiglia Marsiglia-Ael Limassol Borussia M.-Fenerbahçe Borussia M.-Marsiglia Ael Limassol-Fenerbahçe Marsiglia-Borussia M. Fenerbahçe-Ael Limassol Classifica Pt G Fenerbahçe 10 4 Marsiglia 5 4 Borussia M. 5 4 Ael Limassol 1 4 Prossimi turni

V 3 1 1 0

N 1 2 2 1

P 0 1 1 3

0-0 2-2 5-1 2-4 2-0 0-1 2-2 2-0 Gf Gs 9 4 9 7 6 6 1 8

GRUPPO D Già giocate Maritimo-Newcastle Bordeaux-Bruges Bruges-Maritimo Newcastle-Bordeaux Newcastle-Bruges Maritimo-Bordeaux Bruges-Newcastle Bordeaux-Maritimo Classifica Newcastle Bordeaux Bruges Maritimo Prossimi turni

Pt 8 7 4 2

G 4 4 4 4

V 2 2 1 0

N 2 1 1 2

P 0 1 2 2

0-0 4-0 2-0 3-0 1-0 1-1 2-2 1-0 Gf Gs 6 2 6 4 4 7 1 4

GRUPPO E Già giocate Stoccarda-Steaua Bucarest Copenaghen-Molde Molde-Stoccarda Steaua Bucarest-Copenaghen Steaua Bucarest-Molde Stoccarda-Copenaghen Molde-Steaua Bucarest Copenaghen-Stoccarda Classifica Pt G V Steaua Bucarest 10 4 3 Stoccarda 5 4 1 Copenaghen 4 4 1 Molde 3 4 1 Prossimi turni

N 1 2 1 0

P 0 1 2 3

2-2 2-1 2-0 1-0 2-0 0-0 1-2 0-2 Gf Gs 7 3 4 4 2 4 4 6

Oggi Anzhi-UDINESE, Liverpool-Young Boys 4 dicembre Young Boys-Anzhi, UDINESE-Liverpool

Oggi Atletico Madrid-Hapoel Tel Aviv, Academica-Viktoria Plzen 6 dicembre Hapoel Tel Aviv-Academica, Viktoria Plzen-Atletico Madrid

Oggi Borussia M.-Ael Limassol, Marsiglia-Fenerbahçe 6 dicembre Ael Limassol-Marsiglia, Fenerbahçe-Borussia M.

Oggi Newcastle-Maritimo, Bruges-Bordeaux 6 dicembre Maritimo-Bruges, Bordeaux-Newcastle

Oggi Steaua Bucarest-Stoccarda, Molde-Copenaghen 6 dicembre Stoccarda-Molde, Copenaghen-Steaua Bucarest

GRUPPO G Già giocate Genk-Videoton Sporting-Basilea Basilea-Genk Videoton-Sporting Videoton-Basilea Genk-Sporting Basilea-Videoton Sporting-Genk Classifica Pt G V N P Genk 8 4 2 2 0 Videoton 6 4 2 0 2 Basilea 5 4 1 2 1 Sporting 1 4 0 1 2 Prossimi turni Oggi Videoton-Genk, Basilea-Sporting 6 dicembre Genk-Basilea, Sporting-Videoton

GRUPPO H

GRUPPO I Già giocate Lione-Sparta Praga 2-1 Athletic Bilbao-Kiryat Shmona 1-1 Kiryat Shmona-Lione 3-4 Sparta Praga-Athletic Bilbao 3-1 Sparta Praga-Kiryat Shmona 3-1 Lione-Athletic Bilbao 2-1 Kiryat Shmona-Sparta Praga 1-1 Athletic Bilbao-Lione 2-3 Classifica Pt G V N P Gf Gs Lione* 12 4 4 0 0 11 7 Sparta Praga 7 4 2 1 1 8 5 Kirat Shmona 2 4 0 2 2 6 9 Athletic Bilbao 1 4 0 1 3 5 9 Prossimi turni Oggi Sparta Praga-Lione, Kiryat Shmona-Athletic Bilbao (rinviata) 6 dicembre Lione-Kiryat Shmona, Athletic Bilbao-Sparta Praga. *:qualificata.

GRUPPO J Già giocate Maribor-Panathinaikos 3-0 Tottenham-LAZIO 0-0 LAZIO-Maribor 1-0 Panathinaikos-Tottenham 1-1 Panathinaikos-LAZIO 1-1 Maribor-Tottenham 1-1 LAZIO-Panathinaikos 3-0 Tottenham-Maribor 3-1 Classifica Pt G V N P Gf Gs LAZIO 8 4 2 2 0 5 1 Tottenham 6 4 1 3 0 5 3 Maribor 4 4 1 1 2 5 5 Panathinaikos 2 4 0 2 2 2 8 Prossimi turni Oggi Panathinaikos-Maribor, LAZIO-Tottenham 6 dicembre Maribor-LAZIO, Tottenham-Panathinaikos

GRUPPO K Già giocate Rapid Vienna-Rosenborg 1-2 Bayer Leverkusen-Metalist 0-0 Metalist-Rapid Vienna 2-0 Rosenborg-Bayer Leverkusen 0-1 Rosenborg-Metalist 1-2 Rapid Vienna-Bayer Leverkusen 0-4 Metalist-Rosenborg 3-1 Bayer Leverkusen-Rapid Vienna 3-0 Classifica Pt G V N P Gf Gs Bayer Leverkusen* 10 4 3 1 0 8 0 Metalist* 10 4 3 1 0 2 2 Rosenborg 3 4 1 0 3 4 7 Rapid Vienna 0 4 0 0 4 1 11 Prossimi turni Oggi Rosenborg-Rapid Vienna, Metalist-Bayer 6 dicembre Rapid Vienna-Metalist, Bayer-Rosenborg. *:qualificata.

3-0 0-0 2-2 3-0 2-1 2-1 1-0 1-1 Gf Gs 8 4 5 5 4 4 1 5

Già giocate INTER-Rubin 2-2 Partizan-Neftci 0-0 Neftci-INTER 1-3 Rubin-Partizan 2-0 Rubin-Neftci 1-0 INTER-Partizan 1-0 Neftci-Rubin 0-1 Partizan-INTER 1-3 Classifica Pt G V N P Gf Gs INTER* 10 4 3 1 0 9 4 Rubin* 10 4 3 1 0 6 2 Neftci 1 4 0 1 3 1 5 Partizan 1 4 0 1 3 1 6 Prossimi turni Oggi Rubin-INTER, Neftci-Partizan 6 dicembre INTER-Neftci, Partizan-Rubin *: qualificata

GRUPPO F Già giocate Dnipro-PSV NAPOLI-AIK AIK-Dnipro PSV-NAPOLI PSV-AIK Dnipro-NAPOLI AIK-PSV NAPOLI-Dnipro Classifica Pt G V N P Dnipro 9 4 3 0 1 NAPOLI 6 4 2 0 2 AIK 4 4 1 1 2 PSV 4 4 1 1 2 Prossimi turni Oggi PSV-Dnipro, AIK-NAPOLI 6 dicembre Dnipro-AIK, NAPOLI-PSV

2-0 4-0 2-3 3-0 1-1 3-1 1-0 4-2 Gf Gs 10 7 9 8 4 8 4 4

GRUPPO L Già giocate Levante-Helsingborg 1-0 Twente-Hannover 2-2 Hannover-Levante 2-1 Helsingborg-Twente 2-2 Helsingborg-Hannover 1-2 Levante-Twente 3-0 Hannover-Helsingborg 3-2 Twente-Levante 0-0 Classifica Pt G V N P Gf Gs Hannover* 10 4 3 1 0 9 5 Levante 7 4 2 1 1 5 2 Twente 3 4 0 3 1 4 7 Helsingborg 1 4 0 1 3 5 8 Prossimi turni Oggi Helsingborg-Levante, Hannover-Twente 6 dicembre Levante-Hannover, Twente-Helsingborg. *: qualificata.

REGOLAMENTO: Le prime due di ogni girone accedono ai sedicesimi di finale con le terze di Champions League. In caso di parità sono decisivi nell’ordine a) gli scontri diretti; b) la differenza reti negli scontri diretti; c) i gol in trasferta negli scontri diretti; d) la differenza reti; e) i gol segnati; f) il coefficiente Uefa di luglio 2011


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

SERIE A

Lamela: 20 giorni fuori 4 La Roma prova il Destro 8

la visita a Firenze

I NUMERI

L’argentino salta Pescara e Siena: spazio al colpo dell’estate Pjanic: il Tottenham si fa sotto, ma per ora la società resiste MASSIMO CECCHINI ROMA

Trentadue parole per annerire un po’ il futuro e affastellare qualche rimpianto. «Nella giornata di oggi il calciatore Erik Lamela è stato sottoposto ad accertamenti strumentali che hanno evidenziato una lesione legamentosa del compartimento esterno della caviglia destra. La prognosi è di tre settimane». Questo è l’esito dell’infortunio accusato dall’argentino nel corso della partita contro il Torino. Un verdetto tutto sommato accolto con un sospiro di sollievo, visto che si temeva persino uno stop più lungo. Anzi, chi lo ha visto camminare ieri nei corridoi di Trigoria ritiene pure che il comunicato sia stato eccessivamente pessimista, tant’è che si pensa come tra due domeniche, a Siena, possa persino tornare. Infiammazione Un rimpianto pe-

rò aleggia nell’aria. Lamela si era fatto male nel corso del primo tempo, ma aveva voluto restare in campo fino alla fine ed è stato accontentato. Lo staff medico dice che la situazione non si è aggravata, ma di sicuro l’infiammazione è peggiorata e così il capocannoniere giallorosso (con 8 gol) dovrà di sicuro saltare la trasferta di Pescara, dove Zeman — benedetto ieri da Falcao e Villas Boas — cercherà di accorciare la distanza dalla zona con vista sull’Europa. Seduzione Pjanic E a proposito

del tecnico portoghese (che ha confermato i contatti estivi con la Roma) rimbalza forte l’interesse del suo Tottenham per Pjanic. La dirigenza esclude ipotesi di

la polemica

cessione ma (citando Baldini) un manager ha il dovere di ascoltare tutte le offerte. E anche di accettarle qualora fossero congrue, tanto più che molti tifosi (e qualche dirigente), dopo le dichiarazioni di Cellino di due giorni fa dopo la conferma dello 0-3 a tavolino per i giallorossi («ma la Roma è di UniCredit?»), sono tornati ad interrogarsi sul ruolo della banca che controlla il 40% del club, apre tutte le linee di credito ritenute necessarie, esprime il presidente di Lega di Serie A ed è tra gli sponsor principali della Champions League, la cui partecipazione è l’obiettivo dichiarato della società che sta valorizzando. Giusto così in un Paese in cui il credito alle imprese (non calcistiche, ovvio) anche con bilanci più sani di quello giallorosso, è concesso a fatica?

4

le reti nella scorsa stagione, in 29 presenze, per l’argentino

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Chance Destro Ma visto che il cal-

cio, per alcuni, dovrebbe solo distogliere dai problemi reali, torniamo a parlare del pallone che rotola. Ed in questo senso, l’assenza di Lamela fornisce a Mattia Destro l’occasione per tornare protagonista. Ieri in realtà sulla fascia destra è stato provato Lopez, ma l’ex del Siena (pena finimondo) non vuole perdere l’occasione. Ieri il suo ex tecnico Sannino, in visita a Trigoria, lo ha stimolato così: «Roma si aspetta molto, Per guadagnarsi un posto deve fare rispetto a Siena: diventerà grande, ma tutto dipende da lui». Proprio vero, ma se il prossimo mese non fosse all’altezza delle aspettative, Destro potrebbe chiedere di andare in prestito per giocare. Il vizio del gol, d’altronde, è una malattia che non si può curare con la panchina.

Erik Lamela, 20 anni, argentino è alla Roma dalla stagione 2011-12 IPP

ANCHE L’UDINESE SUL TERZINO DEL SANTOS

Peres, è sprint dei giallorossi (a.g.) Quattro società e un giocatore, la storia di mercato è su Bruno Peres, laterale destro del Santos, cartellino di proprietà Audax. Sul terzino (classe 1990) si sono buttate le italiane, una arrivata per prima (l’Udinese) e una che nelle ultime settimane ha provato con decisione ad avviare la manovra di sorpasso: per Peres in Friuli, a un certo punto, pareva tutto strafatto. Ma un viaggio dell’entourage brasiliano del giocatore nella Capitale ha svelato il piano nascosto: è la Roma la società che vorrebbe

inserirsi e scavalcare l’Udinese nelle preferenze del terzino. Peres (in tasca solo il passaporto da extracomunitario) sarebbe un’idea in piedi per la prossima stagione. Tempo per definire il piano di sorpasso dunque c’è: Peres è in ogni caso a un passo dallo sbarco in Italia, da stabilire c’è solo la rotta finale. Altro possibile movimento, stavolta con Roma punto di partenza: se Gillet dovesse essere deferito in seguito all’inchiesta di Bari, il Torino potrebbe puntare su Lobont, terzo portiere romanista.

milioni il costo del cartellino che la Roma ha pagato al River Plate. Il calciatore ha firmato un contratto quinquennale, con un ingaggio a salire da 1,8 milioni fino a 2,86 per l’ultima stagione

Falcao: «Bravo Montella» FIRENZE (g.s.) «Montella ha tutto per diventare un allenatore di altissimo livello e fare una grande carriera. È molto preparato». I complimenti stavolta arrivano dall’ex romanista Paulo Roberto Falcao, in visita al centro sportivo viola (nella foto violanews.com è fuori dal Franchi): «Ho scelto di studiare qualche giorno la Fiorentina, unica squadra italiana, perché sta giocando bene ha detto il brasiliano - Aquilani? Mi somiglia un po’. Per lo scudetto è presto, la favorita è la Juventus: ma è ancora lunga».

IL D.S. ANCORA IN SELLA

Samp-Sensibile: tregua Chiarimento con Garrone ma l’addio è solo rinviato GENOVA (a.d.r.) Tregua blucerchiata. Il successo nel derby ha reso tutti più concilianti, così Sensibile resta in carica come direttore sportivo della Sampdoria, nonostante i tanti errori commessi in questa esperienza genovese e, soprattutto, nonostante le incaute dichiarazioni rilasciate dallo stesso dirigente nei giorni scorsi. Un incontro con il vice presidente vicario Edoardo Garrone e l’amministratore delegato Sagramola ha scongiurato l’addio: «Un confronto - ha spiegato la società attraverso un comunicato - franco e diretto nel quale si sono gettate sul tavolo tutte le incomprensioni nate nell’ultimo periodo...». La posizione del direttore sportivo blucerchiato resta comunque piuttosto complicata e da rivedere in futuro. Sensibile è stato il primo a lasciare la sede dopo l’incontro, durato circa due ore e avvenuto ieri mattina. Scuro in volto, si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni.

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Lo Monaco-Catania, derby al veleno «Ignorerò Pulvirenti, non conta niente»

FRANCESCO CARUSO

Dal derby del silenzio al derby delle polemiche. Dopo 77 anni (il primo fu disputato il 26 dicembre del 1935) la sfida siciliana per antonomasia non ha perso un’unghia della sua bellezza. Anzi, in un certo senso si è abbellita ancora di più negli ultimi tempi che Catania e Palermo hanno cavalcato fianco a fianco nella massima serie come mai in passato. Quello di sabato sera alla Favorita sarà il tredicesimo derby consecutivo di Serie A. Non era mai capitato di giocarlo per tante volte di fila sul palcoscenico maggiore. Al massimo erano stati 4 fra il 1961 e il 1963. E quindi per esorcizzare (piuttosto che per festeggiare) il numero 13 entrambe hanno scelto il silenzio stampa. La prossima sfida del Barbera infatti ha una condizione del tutto particolare che a suo modo la rende unica. L’uomo che per 8 anni ha animato il Catania, anche verbalmente, ha saltato il fosso ed è passato col suo vecchio, e ormai ex, nemico. Un evento straordinario, nel suo piccolo: come se Galliani andasse all’Inter.

i gol in questo campionato per Erik Lamela, in 12 presenze. È il miglior marcatore della Roma

LUBIAM

Le nuove divise dei rossazzurri

Pietro Lo Monaco e Antonino Pulvirenti, insieme ai tempi del Catania IPP Figlio e autista Il Catania aveva

scelto il silenzio restando nel solco della tradizione. Il Palermo, che in questo senso era stato più liberale, ha importato da Catania il nuovo (antichissimo) criterio. In teoria la scelta doveva servire a caricare i contendenti scaricandoli di ogni polemica. Ma a rompere, almeno per un giorno, la pace silenziosa ha pensato ieri il nuovo amministratore delegato e azionista del Palermo, Pietro

Lo Monaco che in sintesi ha detto che il silenzio stampa del Catania «è del tutto normale perché io a Catania ho lasciato una traccia, non solo una squadra. E loro come soldatini stanno proseguendo. Per me il Catania rimane come un figlio, ma oggi non saluterò Pulvirenti. Lui sa perché sono andato via, discorso chiuso. Tutti a Catania hanno dato un apporto per accrescere il club, quello suo (di Pulvirenti,

Il calcio e la moda vanno sempre più a braccetto. Ecco le nuove divise che il Catania calcio indosserà in tutte le occasioni ufficiali. Gli abiti, in lana vergine, sono firmati Luigi Bianchi Mantova (Lubiam). Si tratta di una giacca blu a due bottoni personalizzata con lo stemma della squadra ricamato sul taschino e da un pantalone classico grigio scuro.

n.d.r.) è stato importante tanto quello di Antonio Pennisi», l’autista del Catania. Replica e coda La risposta della società di Torre del Grifo è stata affidata a un comunicato: «Il Catania, venuto a conoscenza delle dichiarazioni dell’amministratore delegato del Palermo, intende non replicare in quanto da un lato le stesse si commentano da sole e dall’altro la violenza verbale, la volgarità e gli insulti non fanno più parte della nostra società, che ha uno stile improntato al rispetto delle regole, alla correttezza comportamentale e al riconoscimento del valore della squadra avversaria». In tarda serata, in un crescendo continuo, la controreplica dello stesso Lo Monaco, che ha definito: «fuoriluogo, patetico e demenziale» il comunicato del Catania. Negli ultimi 3 giorni che precedono il derby torneremo a sentire solo il rumore del silenzio. In attesa del boato del pubblico, del fragore dei gol. E delle parole del dopopartita quando tutto ricomincerà come se nulla fosse accaduto. Come se Catania e Palermo non fossero in campo da 77 anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Classifica SQUADRE

PT

JUVENTUS INTER FIORENTINA NAPOLI LAZIO ROMA CATANIA ATALANTA (-2) PARMA UDINESE CAGLIARI MILAN TORINO (-1) SAMPDORIA (-1) BOLOGNA PALERMO CHIEVO PESCARA SIENA (-6) GENOA

32 28 27 27 23 20 19 18 17 16 16 15 14 13 11 11 11 11 10 9

PARTITE

RETI

G

V

N

P

F

S

13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13 13

10 9 8 8 7 6 5 6 4 3 4 4 3 4 3 2 3 3 4 2

2 1 3 3 2 2 4 2 5 7 4 3 6 2 2 5 2 2 4 3

1 3 2 2 4 5 4 5 4 3 5 6 4 7 8 6 8 8 5 8

29 26 23 22 19 30 17 14 16 18 13 20 13 16 15 11 13 9 13 13

9 15 10 11 17 23 17 19 18 20 19 18 12 19 18 20 25 24 14 22

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE ***Siena 6 punti; **Atalanta 2 punti; *Sampdoria, Torino 1 punto di penalizzazione La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

PROSSIMO TURNO Sabato 24 novembre ore 20.45 PALERMO-CATANIA Domenica 25 novembre ore 15 ATALANTA-GENOA CHIEVO-SIENA PESCARA-ROMA SAMPDORIA-BOLOGNA TORINO-FIORENTINA MILAN-JUVENTUS ore 20.45 Lunedì 26 novembre CAGLIARI-NAPOLI ore 19 PARMA-INTER ore 21 Martedì 27 novembre, ore 20.45 LAZIO-UDINESE

MARCATORI 10 RETI El Shaarawy (Milan) 8 RETI Cavani (2) (Napoli); Lamela (Roma); Di Natale (3) (Udinese) 7 RETI Milito (3) (Inter); Klose (Lazio); Osvaldo (2) (Roma)


GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

di CARLO LAUDISA

tempo per loro s’è fermato. David Beckham, Drogba e Thierry Henry in questi giorni IsonolDidier al centro del mercato e le loro prossime scelte catturano le attenzioni dei media a tutti i lati del globo. Potere della loro statura tecnica, impermeabile al passare degli anni. E questo è il punto della questione. Il centrocampista inglese, ad esempio, ha 37 anni tondi e ha appena annunciato che a fine anno lascerà i Galaxy di Los Angeles per una nuova destinazione. Quando arrivò al Milan nel 2009 (a 34 anni) la sua incursione nel nostro calcio sembrò un azzardo. Ma lui seppe dimostrare il contrario. E negli Usa è rimasto al top, tanto che ora sembra abbia l’imbarazzo della scelta per il nuovo contratto. Lo chiamano dalla Cina, dall’Australia, ma anche dall’Europa, con l’immancabile Psg sullo

dallaPrima

un «buono barbiere» fino al termine della stagione. El Shaarawy e Mexes alzano la cresta del Milan che per la decima volta nelle sue ultime dieci partecipazioni alla Champions si qualifica per gli ottavi di finale. Potrebbe non andare lontano, ma intanto è importante arrivare fin là, poi a febbraio si vedrà. I 12/14 milioni di euro che entreranno in cassa e il mercato invernale potrebbero dare una nuova vita ad una squadra comunque già in crescita, nonostante gli ormai acclarati limiti qualitativi. Il Faraone segna e fa segnare (Pato). Ha firmato il suo dodicesimo gol stagionale (e siamo solo al 21 novembre) aprendo la partita come una scatola di sardine dopo un primo tempo impacciato, da rossore imbarazzato se paragonato allo scintillio messo in mostra la sera prima dalla Juve. De Sciglio la mette in mezzo e il Faraone la butta dentro. Lo schema dei ventenni che aveva infilato il Napoli ha squassato anche l’Anderlecht che squadrone proprio non è e in casa ne aveva presi 3 dal Malaga, prima di battere lo Zenit. Fino a quel momento non era stato un bel Milan. Troppo molle, poco aggressi-

El Shaarawy alle prese con il portiere Proto EPA

vo. Non aveva rischiato, ma non aveva neppure creato. Insomma, il bel Milan visto nel secondo tempo di Napoli sembrava essersi dissolto nel giro di pochi giorni. Invece, il Faraone, sempre e soltanto lui, ha riacceso la luce. E, come spesso capita a questo Milan, nel secondo tempo si è vista un’altra squadra, un’altra grinta, un’altra voglia. Mexes, la cresta mesciata e un po’ abbassata dopo i consigli berlusconiani, ha addirittura inventato un capolavoro alla Ibra. Una gemma preziosa che si candida di prepotenza a gol dell’anno, concorrenza leale al colpo di Ibra contro l’Inghilterra. Una rovesciata voluta e cercata dopo uno sguardo d’intesa con Montolivo che stava calciando la punizione. La vittoria di Bruxelles, la seconda in trasferta dopo quella di San Pietroburgo, vale il passaggio del turno e una bella iniezione di ottimismo e fiducia in vista della partitissima di domenica sera contro la Juve, nuova regina d’Europa, ma al contrario del Milan ancora in cerca di un punto qualificazione. Dopo la sconfitta con la Fiorentina, il Milan era atteso da un mini ciclo di ferro che avrebbe potuto produrre anche la cacciata del tecnico in caso di nuovi crolli. Un’ipotesi più che mai concreta dopo il primo tempo del San Paolo, invece, con l’indispensabile aiuto del Faraone, sono arrivati il pareggio con il Napoli e il successo in Belgio. Ora il tris da brivido si concluderà domenica con la Juventus a San Siro. I campioni d’Italia che hanno appena eliminato i campioni d’Europa licenziando Di Matteo, sono in forma perfetta. Il Milan è in grande crescita. Ha ancora delle pause tremende, ma ha là davanti l’uomo che la Juve non ha: El Shaarawy. Non è quella partita dall’esito scontato che poteva sembrare quindici giorni fa. Con il Milan sono già 13 (su 16) le squadre qualificate agli ottavi con le spagnole a far da padrone (4), le tedesche (3) ad alzare la voce, le italiane (1+ si spera la Juve) che potrebbero raggiungere le inglesi (2 con il Mancio eliminato di grido). Il meglio forse lo abbiamo già visto. Ma se l’anno scorso ha vinto il Chelsea... twitter@uzapelloni © RIPRODUZIONE RISERVATA

gliEuroitaliani

DI MATTEO A CASA, ANCELOTTI RESPIRA CADONO MALE SPALLETTI E MANCINI di LUCA CALAMAI

er fortuna i risultati degli allenatori italiani in Champions non influiscono sulla noP stra classifica Uefa. Altrimenti le imprese di Juve e Milan perderebbero valore. Roberto Di Matteo (foto Afp) ha già fatto le valigie. Un esonero che non ha sorpreso nessuno. Abramovich era stato costretto a confermarlo dopo che il Chelsea era salito sul tetto d’Europa. Ma il magnate russo lo ha sempre considerato un tecnico «di passaggio» e la disfatta contro i bianconeri ha chiuso un matrimonio di puro interesse a mai d’amore. Saluta la Champions anche Luciano Spalletti, dopo il grigio pareggio contro il Malaga. In questo caso si può tranquillamente affermare che i conti non tornano. Nel momento in cui il potente Zenit di Putin ha deciso di investire una montagna di soldi (più di ottanta milioni) per acquistare il fenomeno Hulk e il geniale Witsel la squadra di San Pietroburgo si è sbriciolata. Distrutta da gelosie e da guerre all’interno dello spogliatoio. Spalletti le ha provate tutte per «ritrovare» la sua squadra. Qualche mese fa è arrivato, addirittura, a mettere fuori rosa due figure forti come quelle di Kerkhazov e Denisov. Ma la musica non è cambiata e ora lo Zenit esce dalla Champions. Chissà se questo inatteso passo fal-

sfondo. Il sempre ricco (per lui) mondo della pubblicità fa leva sulla sua immagine. E ciò spiega in parte l’appeal evergreen. Ma in questi giorni fa notizia anche l’ivoriano Drogba, trascinatore del Chelsea nel maggio scorso per la storica Champions League. A 34 anni ha subito la politica di svecchiamento di Abramovich ed è emigrato in Cina, ma ora si prende le sue rivincite. La Juve lo corteggia dall’estate, ora s’è fatto avanti l’Olympique Marsiglia che gli offre un ingaggio-lampo. E così il globe trotter si rimette in pista per un altro miracolo agonistico. Tanto per arricchire il panorama Thierry Henry per il secondo anno consecutivo torna all’Arsenal in concomitanza con lo stop all’attività dei Red Bulls New York nella Mls. Anche il francese viaggia per i

laPuntura

FARAONE VUOL DIRE FIDUCIA MILAN TRAVESTITO DA ANTI JUVE difficile che Berlusconi possa chiedere ancora a quei due di tagliarsi la cresta. Dopo quelE’ lo che hanno combinato ieri sera si sono garantiti

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SE IL VECCHIO CAMPIONE VA DI MODA

laTendenza

di UMBERTO ZAPELLONI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

so ridimensionerà il potere del tecnico di Certaldo all’interno del pianeta San Pietroburgo. In questo caso Spalletti potrebbe anche pensare a un ritorno a casa, in Serie A. Lo Zenit proverà a conquistare il terzo posto che vale la «consolazione» Europa League. Lo stesso traguardo che è rimasto a disposizione del City. «Ma come si fa a giocare così?» è il labiale che le telecamere hanno strappato a Mancini durante un primo tempo da dimenticare. Poi, nella ripresa il City ha mandato in tilt il Real, non un’avversaria come tante. Due facce della stessa medaglia per un pareggio inutile. La sensazione è che il tecnico italiano non sia riuscito a sfruttare nel migliore dei modi lo straordinario patrimonio tecnico che gli sceicchi gli hanno messo a disposizione. Un anno fa l’eliminazione scivolò via senza lasciare tracce perchè il pianeta City aveva in testa la Premier. Stavolta i processi sono già iniziati. Con Mancini primo imputato. L’unico che va avanti è Ancelotti. Il Psg vince ma senza regalare quello spettacolo che gente come Ibra e Lavezzi dovrebbe garantire. Le vittorie, anche sofferte, assicurano il tempo necessario per cercare di trasformare un gruppo ricco di grandi individualità in una formazione in grado di fare strada in Champions. Comunque sia Ancelotti resta in corsa insieme a Milan e Juve. Guarda caso, due sue vecchie compagne di viaggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

35, ma il suo rendimento non scema. Solo questione di carisma? Certo, nella brigata-gioventù di Arsene Wenger il francese è sempre stato un leader: in campo e fuori. Ma c’è di sicuro dell’altro. Resta in sospeso un interrogativo di più ampio respiro. La fortuna di questi longevi campioni è legata ai loro esclusivi meriti? O è lo specchio di una crisi di talenti a livello internazionale? Di sicuro il calcio globalizzato ha bisogno di nomi importanti per acchiappare attenzioni a tutte le latitudini. Si spiega così il super impegno delle star stagionate. Un fenomeno a cui dobbiamo fare l’abitudine. E la nuova vita del trentanovenne Del Piero in Australia ne è l'ennesima riprova, senza tralasciare Nesta e Di Vaio protagonisti in Canada. Altro che stelle calanti... © RIPRODUZIONE RISERVATA

laRovesciata

di ROBERTO PELUCCHI

f Dopo la conferma dello 0-3 a tavolino, Cellino è stato lapidario: «Questo non è più sport». L’avevamo intuito quando ci avevano detto che Is Arenas era uno stadio.

laVignetta

di ROBERTO BECCANTINI http://www.beckisback.it/

Difendo i numeri 1 Non solo portieri di m... per fortuna Il labiale di Galliani per Abbiati ma pure le parate decisive di Handanovic e Buffon

di VALERIO MARINI

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

Gigi Buffon alle prese con Mata durante Juve-Chelsea REUTERS

el calcio di Messi e CristiaN no Ronaldo, i portieri sgobbano e palpitano alla peri-

GIORGIO CHIELLINI Difensore della Juve

«Abbiamo fatto tutto alla perfezione. Ora siamo padroni del nostro destino» @chiellini

KWADWO ASAMOAH Centrocampista della Juve

Grande risultato! C’era un’atmosfera meravigliosa allo stadio. Grazie a tutti per i messaggi. #KASA #ForzaJuve @Asabob20

PAOLO PIZZO Campione del mondo nella spada

Ragazzi sto bene e mi sono svegliato!!! Avanti così!! Ora viene il difficile. @egean83

MARCO DI VAIO Attaccante dei Montreal Impact

Ed ora si mangia !! @divaio9

feria dell’impero. Non hanno mercato, sono solitari, vestono come l’io comanda. C’è voluto un labiale di Adriano Galliani — bersaglio, le comiche di Christian Abbiati a Napoli — per riportarli all’onore del mondo. Non solo «portiere di m.», per fortuna: anche i voli di Samir Handanovic contro il Cagliari. Il ruolo vive stagioni di assestamento, ostaggio di regole infìde. Quando al potere c’erano le difese, si spaccavano gli attaccanti: Bruno Mora contro Giuseppe Spalazzi in un Bologna-Milan degli anni Sessanta; Giancarlo Antognoni, travolto da Silvano Martina in Fiorentina-Genoa del 1981; Patrick Battiston, rovesciato da Harald Schumacher nella semifinale tra Germania Ovest e Francia ai Mondiali del 1982. Era l’epoca dei portieri kamikaze (Giorgio Ghezzi), era un calcio che privilegiava i reticolati, il fuoco di sbarramento. Con il cambio di filosofia, e la deregulation blatteriana (gol uguale spettacolo, liberi tutti), non uno che lo salti più, il portiere: a rigor donato non si guarda in bocca. E così sono i numeri uno a rischiare la pelle, se non addirittura la faccia, come Petr Cech con Stephen Hunt in Reading-Chelsea (2006); per tacere di Gianluigi Buffon, speronato a una spalla da Kakà in un Milan-Juventus del Trofeo Berlusconi (2005), o di Maarten Stekelenburg, tamponato a una tempia da Lucio in Inter-Roma del 2011. Il limite ai retropassaggi ha contribuito ad allargarne il repertorio e le mansioni. Eravamo fermi ai piedi «totali» di Jan Jongbloed, l’orso dell’Olanda di Johan Crujff. Portava il

numero otto, sembrava un alieno. Era il 1974: c’erano state le biciclette bianche dei Provos, abbasso il consumismo, arrivò l’arancia meccanica di Rinus Michels, evviva l’utopia. Tra i batavi, il portiere era l’ultima ruota del carro. Da noi, no. L’Italia si divise fra il ghiaccio di Dino Zoff e le piroette di Enrico Albertosi. La parata del secolo appartiene a Gordon Banks, inglese di culla e di scuola: un guizzo secco come un colpo di pistola, su Pelè, ai Mondiali messicani del 1970. Dicono che la foggia del pallone abbia adulterato i testi e le teste dei portieri, prigionieri seriali di traiettorie e carambole. Zoff si oppone, fieramente: respingono troppo, come se avessero paura di bloccare i problemi. C’è stato il rinascimento brasiliano — fermi al Gilmar di Svezia ‘58 e Cile ‘62, spuntarono i Taffarel, i Dida, i Julio Cesar — non esiste più un Lev Jascin, l’unico ad essersi aggiudicato il Pallone d’oro. In Spagna, Iker Casillas è distante da Ricardo Zamora, o almeno dalla leggenda con cui ci venne tramandato. Per l’oscar dell’anno, la Fifa ha selezionato — oltre a Buffon, Casillas e Cech — anche Joe Hart del Manchester City e Manfred Neuer del Bayern. In passato avevano un suono, un ordine: Combi, Rosetta, Caligaris; Sarti, Burgnich, Facchetti; Zoff, Gentile, Cabrini. Oggi, sono tutti in gruppo. Handanovic si sta rivelando non meno prezioso del tridente interista. Buffon, lui, ha spolverato il podio con l’uscita bassa su Hazard, martedì sera. Il portiere è un laboratorio che ha scelto di «deviare» il futuro come se fosse un cross. Non si fida più, nemmeno di sé stesso. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

SERIE BWIN I PERSONAGGI

I ragazzi per i playoff 4 Brescia, ecco Saba 4 Raimondi da derby

LA SCHEDA

Vítor Rodrigues Saba (nella foto Fotolive) centrocampista, è nato a Rio de Janeiro l’11 luglio 1990

S CARRIERA Arrivato nel 2001 nel vivaio del Vasco de Gama, Saba è approdato alle giovanili del Flamengo a inizio 2007, poi nel 2010 ha esordito in prima squadra. Tra il 2011 e il 2012 ha vestito le maglie di Macaè, Vitoria e Boavista, poi lo scorso agosto è arrivato al Brescia a titolo definitivo: in questa stagione ha già fatto 10 partite e ha segnato 2 gol

«Mi manda Junior» GIAN PAOLO LAFFRANCHI BRESCIA

Per capire chi è Vitor Saba, non serve aspettare il fischio d’inizio. Basta vederlo in allenamento, ascoltarlo prima di una partita. Appagato mai, autocritico sempre: determinazione teutonica applicata a un talento brasiliano. Così questo trequartista figlio della borghesia di Rio si è preso il Brescia in soli 3 mesi. Adesso, per Corioni, «è il giocatore che vale di più». Il presidente gongola al pensiero di un’ennesima cessione-record. Saba sulle orme di Hamsik, Savio, El Kaddouri: ragazzi acquistati per una lira e venduti a peso d’oro. Anche se a detta di Calori «Vitor deve ancora mangiarne, di pappetta, per diventare uomo-mercato». Parola di un allenatore che ha lanciato, fra gli altri, El Shaarawy. Ma la dieta è quella giusta, se in poco tempo Saba ha sfornato assist e gol belli quanto decisivi. Te lo do io il Brasile A Rio

si domandano perché il Flamengo se lo sia lasciato scappare. «È vero, i siti web brasiliani mi cercano per intervistarmi: ora anche là si parla di me — di-

ce Saba, alle prese con un fastidio all’adduttore della coscia destra: è a rischio per sabato — perché sono emigrato? Cercavo la mia occasione. L’ho trovata a Brescia». Vasco de Gama, Macaè, Vitoria e Boavista, prima del Flamengo, le tappe del viaggio che l’ha portato qui. Più che Ronaldinho, il suo modello è «Zidane. In Italia posso diventare un giocatore completo. Ringrazio lo zio Leo, che mi ha convinto a provare questa avventura». Lo «zio» è Leo Junior, amico di famiglia ed ex nazionale brasiliano che giocò in serie A con Torino e Pescara. Un sinistro divino Il nuovo crack del Bre-

scia è un 22enne amante dell’hip-hop e della musica brasiliana, grato a Dio per un piede sinistro fuori dal comune. Un dono che lo spinge a volere il massimo: «L’obiettivo è la serie A. I primi due posti non sono irraggiungibili, il Brescia ha qualità notevoli. Grazie a Calori sto imparando a difendere. Qui non è come in Brasile, bisogna pensare e agire velocemente, gli avversari ti sono subito addosso. Sto lavorando per crescere sul piano fisico e in fase di non possesso, anche se il mio pensiero è sempre rivolto all’attacco». Sabassist o Sabagol? «La priorità è l’ultimo passaggio. Mi piace stare qui: mi riconoscono per strada, l’affetto dei bresciani scaccia la saudade. Temo solo il freddo... Mi abituerò anche a quello». Con Saba è un Brescia in technicolor. Ma se a gennaio il mercato chiama? «Nessuna paura: sono pronto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SCHEDA

Andrea Raimondi (nella foto LaPresse), attaccante, è nato a Padova il 26 giugno 1990

S CARRIERA Cresciuto nel settore giovanile del Padova, Raimondi ha maturato esperienze nella Sangiovannese in C2 (da gennaio a giugno 2008) e in C1 (2009-10), poi è stato due stagioni alla Juve Stabia (2010-12) vincendo la Prima divisione e debuttando in B. In estate il Padova l’ha tenuto e lui ha già fatto 5 partite e 3 reti

«Padova è musica» ANDREA MORETTO PADOVA

Dategli un derby, una manciata di minuti da giocare e lui vi trasformerà una partita destinata a un pareggio in una giornata di allegria: che sia la serpentina all’ultimo secondo sui difensori del Verona o il gol all’incrocio contro il Cittadella poco importa per il nuovo «Re Mida» del Padova. Ecco Andrea Raimondi, 22 anni, padovano doc che fino a pochi giorni fa viveva con i genitori, ma che è tutto fuorché un bamboccione. Scoperto in una piccola squadra di parrocchia, ha scalato tutte le tappe delle giovanili biancoscudate, sognando di diventare protagonista in prima squadra. Ora che quel giorno è arrivato non vuole montarsi la testa. Al massimo ci sono un paio di maxi cuffie per ascoltare la musica e qualche balletto per festeggiare le reti con il suo amico e compagno Babacar. L’insegnate di musica Da adolescente, scuola a parte, Raimondi si era messo a consegnare le pizze, ma se non avesse fatto il calciatore oggi sarebbe un musicista. Lui,

la chitarra e il pallone, un po’ come faceva Alexi Lalas, l’americano col pizzetto sbarcato a Padova ai tempi della A, quando Raimondi era all’asilo. C’è il pentagramma anche alla prima uscita da casa, alla Sangiovannese, dove per pagarsi le spese insegnava musica ai ragazzi. In famiglia la sua più grande tifosa è la sorella Elena, che l’anno scorso è arrivata tra le finaliste nel concorso on-line di miss del campionato di B. L’istinto del gol La carriera di Raimondi

nel calcio è diventata favola in poco tempo. L’allenatore Pea decide di farlo esordire una notte d’inizio ottobre all’Euganeo contro il Verona: lui incanta la platea con una rete che vale la vittoria. Torna in panchina, ma l’effetto derby e il Cittadella sono come la polvere magica. E la doppietta è servita: un’impresa da dedicare a famiglia, fidanzata e compagni di squadra, che avranno la pizza pagata: «Gioco con l’istinto e quando sono in campo non penso. E’ sia un pregio che un difetto». Dentro quei gol c’è tutto: rabbia, forza, ma anche «la voglia di far bene e dimostrare — sottolinea Raimondi — che posso giocarmela. Ci tengo a questa maglia». E Padova impazzisce per il nuovo eroe. Il presidente Cestaro apprezza e congela l’affare con De Zerbi che sembrava già fatto. Per Raimondi è ora di disfare la valigia pronta per gennaio. Adesso viene il bello: fare gol anche fuori dai derby. La chitarra può attendere... © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE

Domani c’è l’anticipo Novara-Livorno Sabato Cesena-Spezia inizia alle ore 18 Questa la situazione nel campionato di Serie B dopo 15 giornate e il programma con gli incontri del prossimo turno: CLASSIFICA Sassuolo p. 35;

Verona e Livorno 32; Juve Stabia 24; Modena (-2), Padova (-2) e Brescia 22; Cittadella 21; Varese (-1) 20; Spezia 19; Empoli (-1) 18; Crotone (-2) e Ternana 17; Vicenza e Ascoli (-1) 16; Bari (-7) 15; Reggina (-3) e Cesena

14; Lanciano 12; Pro Vercelli 11; Novara (-4) 10; Grosseto (-6) 7. PROSSIMO TURNO Così domani (ore 20.45): Novara-Livorno. Così sabato (ore 15): AscoliVicenza; Cesena-Spezia (ore 18); Cittadella-Verona; CrotonePadova; Grosseto-Brescia; Juve Stabia-Empoli; SassuoloReggina; Ternana-Lanciano; Varese-Pro Vercelli. Così domenica (12.30): Bari-Modena.

Taccuino VERONA

VARESE

Martinho in dubbio In avanti Cacia

Nadarevic è in forma Incontro con Arcelli

VERONA Ancora in dubbio Martinho, che ieri ha svolto lavoro differenziato per un problema muscolare. Mandorlini conta di recuperarlo per posizionarlo al posto dello squalificato Hallfredsson. E’ comunque pronto Bacinovic con Jorginho che verrebbe dirottato sul centro destra, e Laner a sinistra. In avanti torna Cacia dopo la squalifica.

VARESE In amichevole il Varese ha battuto 3-0 il Chiasso, con gol di Martinetti e doppietta di Nadarevic che era in dubbio per sabato. Infortunati Neto Pereira, Pucino e Zecchin e squalificato Rea. Oggi la squadra va in ritiro e alle 18 il prof. Enrico Arcelli, preparatore del Varese negli anni Ottanta, parlerà di corretta alimentazione ai giocatori. Domani a mezzogiorno allo stadio cerimonia per intitolare la curva nord a Peo Maroso, bandiera del club morto a settembre.

CITTADELLA

Attesa per l’Hellas Verso il tutto esaurito CITTADELLA (Pd) Sabato sarà pienone a Cittadella per l’arrivo del Verona: i biglietti del settore ospiti (1.144 posti) sono praticamente esauriti, e il Cittadella aprirà alla tifoseria ospite la tribuna laterale scoperta Nord, della capienza di 320 posti. Ieri ancora allenamento differenziato per Di Carmine, difficilmente sarà disponibile; a parte anche Biraghi, mentre Coly, Martignago e Di Nardo alternano il lavoro differenziato a quello con il gruppo.

REGGINA

Dionigi, idea 3-4-3 In difesa c’è Di Bari REGGIO CALABRIA Dionigi è propenso a confermare il 3-4-1-2 con Sarno trequartista o addirittura passare al 3-4-3 con in attacco Ceravolo, Viola e il rientrante Comi. In difesa ballottaggio tra Freddi e Lucioni, per prendere il posto di Ely, mentre Di Bari rimpiazzerà l’altro squalificato Bergamelli.


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LEGA PRO IL CONSIGLIO FEDERALE

Passa la riforma Tre gironi da 20 Società più solide Macalli esulta: «Un bel giorno per il calcio italiano» Anche l’Aic soddisfatta: meno obblighi sui giovani VALERIO PICCIONI ROMA

E vissero tutti felici e contenti a 60 squadre. Fumata bianca ieri in Federcalcio: habemus la riforma dei campionati, la Lega Pro diventerà una sola Divisione dal 2014-15, con tre gironi da venti formazioni ciascuna. Nell’anno di transizione, la prossima stagione, si resterà a 69 con playoff e playout formato extralarge per esorcizzare il pericolo di un’annata camomilla. È l’esito del Consiglio federale di ieri, una specie di arrivo in volata visto che un ulteriore rinvio avrebbe mandato fuori tempo massimo la riforma. È contenta la Lega Pro, ma è soddisfatta anche l’Assocalciatori che strappa la cancellazione dell’«obbligatorietà» dell’utilizzo di due giovani dal 2013-14. I meccanismi di incentivazione dei vivai saranno studiati nei prossimi mesi. Altri soldi saranno investiti per salvaguar-

Mario Macalli, 75 anni, presidente della Lega Pro e vice presidente della Figc ANDREOLI

dare il pepe dei campionati. Il rischio, per esempio nella Seconda divisione della prossima stagione, è un primo posto che non conta nulla visto che per le società la promozione nella nuova Divisione unica sarà automatica. Una sorta di montepremi sarà la polizza per assicurare competitività.

ne. In particolare l’asticella salirà nella prima stagione della Divisione unica a 600mila euro di fideiussione (nel 2013-14 400mila per la Seconda e 600mila per la Prima divisione). La capienza degli stadi dovrà essere di almeno 3.000 spettatori. Il budget finanziario sarà controllato trimestralmente, ogni sconfinamento dovrà essere coperto entro 30 giorni dall’accertamento. Esultano tutti Per il presidente

federale Abete è un grande risultato: «Aumenta il sistema delle garanzie, si passa da quattro a tre livelli professionistici e questo produrrà una maggiore snellezza del sistema». Addirittura esultante il presidente della Lega Pro, Mario Macalli: «Questo è un bel giorno per il calcio italiano». Anche Demetrio Albertini e Damiano Tommasi sono soddisfatti: «Possono giocare anche 11 giovani su 11, ma perché se lo meritano, non per un’imposizione», dice il vicepresidente federale. E l’ex romanista a capo dell’Aic spiega: «La stabilità finanziaria delle società sarà accompagnata dal ritorno della meritocrazia sportiva». Futuro da scrivere Scritti (qua-

Iscrizioni Ma c’è anche una

si) tutti i numeri della riforma, bisognerà ora riempirla di contenuti e soprattutto di prospettiva. La nuova Lega Pro sarà ancora il campionato dei giovani? L’idea che la giochino un domani le seconde squadre dei club si farà largo? Macalli si oppone, ci saranno tempi, e campionati, per rispondere.

svolta per i requisiti di iscrizio-

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PRIMA DIVISIONE IL RECUPERO DEL GIRONE A

PRIMA DIVISIONE LA SITUAZIONE

L’Alto Adige a raffica Iacoponi ancora in gol

Domenica il girone B riposa Girone A: domani c’è il Como Lecce, arriva la Reggiana

ALTO ADIGE-FERALPI SALO’

3-0

MARCATORI Iacoponi al 22’, Campo al 34’ p.t.; aut. di Leonarduzzi al 37’ s.t. ALTO ADIGE (4-3-3) Grandi 6,5; Iacoponi 7, Bassoli 6, Cappelletti 6, Martin 6,5; Uliano 6, Bertoni 6, Branca 6 (30’ s.t. Bontà s.v.); Campo 7 (dal 40’ s.t. Timpone sv), Maritato 6 (17’ s.t. Pasi 6), Thiam 6. (Tenderini, Kiem, Tagliani, Fink). All. Vecchi 6,5. FERALPI SALO' (4-3-3) Gallinetta 6,5; Caputo 6, Leonarduzzi 5,5, Malgrati 5,5, Cortellini 6; Castagnetti 5,5, Ilari 5,5, Milani 6 (dall’8’ s.t. Schiavini 6); Bracaletti 6 (dal 27’ s.t. Bentoglio s.v.), Miracoli 5,5, Tarana 6,5 (dal 15’ s.t. Montella 6). (Chimini, Tantardini, Falasco, Finocchio). All. Remondina 5. ARBITRO Rapuano di Rimini 6. NOTE paganti 960, abb. 212, incasso nc. Amm. Grandi, Iacoponi, Thiam, Cortellini, Leonarduzzi, Bracaletti, Milani e Tarana. Angoli 3-4. FRANCESCO BERTAGNOLLI BOLZANO

Basta mezz'ora all'Alto Adige per risolvere la pratica

Feralpi. Nel recupero dell’11ª giornata gli uomini di Vecchi dispongono agevolmente dei lombardi chiudendo il discorso nel primo tempo. Un Alto Adige cinico, bravo a contenere il brillante inizio della squadra di Remondina per poi passare alle prime occasioni utili create in zona offensiva. I gol Il vantaggio arriva allo

scoccare del primo quarto, quando un corner di Campo viene insaccato da un piatto sinistro di Iacoponi: per il difensore è il quarto gol stagionale. Poco dopo la mezz'ora è invece Campo che raddoppia con una splendida punizione a girare dal limite. Nel finale una autorete di Leonarduzzi di testa fissa il severo, anche troppo, 3-0 a danno degli ospiti.

Questa la situazione nei due gironi di Prima divisione e il prossimo turno: GIRONE A La classifica dopo 12 giornate: Lecce p. 26; Carpi 21; Alto Adige, Trapani ed Entella* 18; Pavia* e Lumezzane* 17; Portogruaro e San Marino 16; Como (-1) 15; Cremonese (-1), Reggiana, Feralpi Salò e Cuneo* 12; Tritium 4; AlbinoLeffe (-10) 3; Treviso* (-1) 2. (*deve riposare). Così domenica (14.30): Alto AdigeCremonese; Carpi-Feralpi Salò; Como-Cuneo (ven., 20.30); Lecce-Reggiana; Pavia-Trapani; Portogruaro-AlbinoLeffe; San Marino-Entella (lunedì, 20.45); Tritium-Treviso; rip. Lumezzane. GIRONE B La classifica dopo 11 giornate: Pisa p. 22; Frosinone (-1) e Latina (-1) 20; Avellino 19; Paganese 18; Nocerina e Gubbio* 17; Viareggio 16; Prato 15; Benevento e Perugia (-1) 14; Andria (-1) 13; Catanzaro 11; Barletta e Sorrento 6; Carrarese* 4. (*una gara in meno). Domenica è riposo: c’è solo il recupero Carrarese-Gubbio. Così domenica 2 dicembre (14.30): AvellinoLatina; Benevento-Frosinone (lunedì, ore 20.45); Carrarese-Catanzaro; GubbioNocerina; Paganese-Andria; Prato-Barletta; Sorrento-Perugia; Viareggio-Pisa.

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LA NUOVA FORMULA Ecco come si arriverà alla nuova Lega Pro

S 2012-13 69 squadre Prima Un girone da 17 squadre e uno da 16: 4 promosse in B e 6 retrocesse in Seconda Seconda Due gironi da 18 squadre: 6 promosse in Prima e 9 retrocesse in D

S 2013-14 69 squadre Le squadre che non si iscrivono saranno sostituite ripescando in D Prima Un girone da 17 squadre e uno da 16: 4 promosse in B e nessuna retrocessa (tutte ammesse alla nuova Lega Pro); playoff allargati fino alla nona: primo turno con sfida unica sul campo della meglio piazzata, dal secondo solito svolgimento Seconda Due gironi da 18 squadre: premi in denaro in base al piazzamento (con ammissione alla nuova Lega Pro) e 18 retrocessioni in D (6 dirette a girone, 6 con playout incrociati)

S 2014-15 60 squadre Tre gironi da 20 squadre con 4 promozioni in B (formula da stabilire) e 9 retrocessioni (dovrebbe essere confermata la formula attuale dei playout di Prima)

COPPA ITALIA LA SECONDA GIORNATA

Lumezzane e Trapani: è un momento d’oro Il Perugia va in ritiro VIAREGGIO

1

LUMEZZANE

3

TRITIUM

1

BASSANO

2

MARCATORI Giovinco (V) all’8’ p.t.; Fioretti (T) su rigore al 44’ s.t. VIAREGGIO (3-5-2) Furlan 6,5; Tomas 6, Conson 6, Sorbo 6; Pellegrini 6,5, Sandrini 6,5, Maltese 6 (dall’11’ s.t. Gemignani 6,5), Gerevini 6 (dal 23’ s.t. Laras 6), Mannini 6 (36’ st Calamai s.v.); Giovinco 6,5, Magnaghi 6. (Gazzoli, Trocar, Veronese, Paparelli). All. Cuoghi 6. TRITIUM (4-4-2) Paleari 7; Cremaschi 6, Cusaro 6,5, Bossa 6, Spagnoli 6; Brandi s.v. (7’ p.t. Spampatti 6,5), Corti 6, Carisaghi 6, Riva 6 (23’ s.t. Scaldaferro 6); Fioretti 6,5, R. Bortolotto 5,5 (dal 13’ s.t. Zanga 6). (Pellegrinelli, Torno, Sghezzi, Cassinelli). All. Magoni 6. ARBITRO Ceccato di Bassano 5. NOTE paganti 79, incasso di 790 euro. Espulso il tecnico Cuoghi al 12’ s.t.; ammoniti Conson, Giovinco, Gerevini, Corti, Spampatti e Riva. Angoli 2-6. VIAREGGIO (Lu) Il Viareggio ha visto sfumare la vittoria contro la Tritium per un rigore (contestatissimo) al 44’ del secondo tempo per un contatto fra Pellegrini e Fioretti: lo stesso Fioretti ha firmato il pareggio, rispondendo così al vantaggio di Giovinco all’8’ su lancio di Maltese. Il Viareggio ha attaccato con insistenza alla ricerca del raddoppio trovando un ottimo Paleari. La Tritium si era resa pericolosa al 48’ con un tiro di Spampatti respinto dal palo. Poi il contestato finale: prima la parata di Paleari (39’) sulla doppia conclusione di Sandrini e Magnaghi, infine il rigore. Giovanni Lorenzini GIRONE A Classifica: Cremonese p. 3; Viareggio e Tritium 1. Così il 5 dicembre: Cremonese-Viareggio.

MARCATORI Samb (L) all’8’ e al 16’, Gasparello (B) al 45’ p.t.; Kirilov (L) al 7’, Ferretti (B) al 41’ s.t. LUMEZZANE (4-3-3) Coletta 6,5; Carlini 6, Dametto 6,5, D’Ambrosio 6,5, Sabatucci 6; Dadson 6 (dal 1’ s.t. Peli 6), Sevieri 6,5, Tangredi 6 (dal 1’ s.t. Giorico 6); Galuppini 5,5 (dal 24’ s.t. Pintori 6), Samb 7,5, Kirilov 7. (Sambo, Possenti, Gallo, Baraye). All. Festa 6,5. BASSANO (5-3-2) Cano 5; Pellizzari 5 (dal 16’ s.t. Fracaro 6), Bizzotto 6 (dal 23’ s.t. Zanella 6), Lorenzini 5,5, Basso 6, Barbieri 5,5; Conti 6, De Gasperi 5,5, Carteri 6; Ferretti 7, Gasparello 6,5 (10’ s.t. Maistrello 6,5). (Ambrosio, Slongo, De Stefani, Mattioli). All. Rastelli 6. ARBITRO Colarossi di Roma 5,5. NOTE spettatori 150 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Conti, Dadson, Bizzotto, Carlini e Peli. Angoli 2-6. LUMEZZANE (Bs) La vittoria del Lumezzane conferma il momento positivo della squadra di Festa ed elimina di fatto il Bassano: ride il Pisa, a un passo dalla qualificazione dopo il 4-0 ai bresciani nella prima partita. Gara scoppiettante con doppietta iniziale di Samb, con due conclusioni da fuori. Il Bassano reagisce e trova il gol allo scadere del primo tempo con una punizione di Gasparello. In avvio di ripresa allunga il Lumezzane: Kirilov raccoglie l’assist di uno scatenato Samb. Ancora su punizione il secondo gol del Bassano al 41’ con Ferretti. Sergio Cassamali GIRONE B Classifica: Pisa e Lumezzane p. 3; Bassano 0. Così il 5 dicembre: Bassano-Pisa.

APRILIA

2

TRAPANI

2

PERUGIA

1

LATINA

1

MARCATORI Stankovic (A) al 7’ p.t.; Stankovic (A) al 32’, Politano (P) al 41’ s.t. APRILIA (4-2-3-1) Caruso 7; Vincenzo 6 (dal 13’ s.t. Cane 6), Stankovic 8, Formato 7, Tundo 6; Marfisi 6,5, Corsi 6; Ottobre 6 (dal 13’ s.t. Carta 6), Ferri Marini 6 (dal 29’ s.t. Ferrari 6,5), Sassano 6,5; Gomes 6. (Di Vincenzo, Diakite, Rante, Marino). All. Vivarini 7. PERUGIA (4-3-3) Koprivec 5,5; Anania 6, Russo 6, Cacioli 5,5, Jefferson 6; Moneti 5 (dal 1’ s.t. Barra 6), Carloto 6, Moscati 6,5; Fabinho 6 (dal 24’ s.t. Politano 6,5), Ciofani 6, Clemente 6,5 (dal 24’ s.t. Rantier 6). (Pinti, Garcia, De Rossi, Paonessa). All. Camplone 5,5. ARBITRO Rocca di Vibo Valentia 6. NOTE spettatori 400 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Ferri Marini, Carloto, Tundo e Stankovic. Angoli 4-4. APRILIA (Lt) Torna al successo l’Aprilia, che batte il Perugia grazie ad una doppietta del centrale croato Marko Stankovic, sempre sugli sviluppi di calci d’angolo. Il Perugia si vede poco ed abbozza una reazione solo nel finale, quando arriva la rete di Politano che accorcia il risultato. Non contento Camplone: «Devo dire che la squadra non mi è piaciuta per niente, specie nell’atteggiamento. Mi aspettavo risposte diverse, speriamo di cambiare anche grazie a questa pausa, che arriva a pennello». La società ha deciso di mandare il Perugia in ritiro da oggi a Roccaporena di Cascia fino al 30. Fabio Gradasso GIRONE C Classifica: Lecce e Aprilia p. 3; Perugia 0. Così il 5 dicembre: Perugia-Lecce.

MARCATORI Bruscagin (L) al 5’ p.t.; Docente (T) al 16’, Romeo (T) su rigore al 46’ s.t. TRAPANI (4-4-2) Dolenti 6,5; Giordano 6 (dal 9’ s.t. D’Aiello 6), Pagliarulo 6, Lo Monaco 6,5, Daì 6 (dal 40’ s.t. Pitasi s.v.); Gambino 5,5, Pirrone 6,5, Tedesco 7, Ficarrotta 6,5 (dal 10’ s.t. Prestia 6); Romeo 6, Docente 6. (Morello, Alongi, Manuguerra, Pellegrino). All. Boscaglia 6. LATINA (4-2-3-1) Ioime 6; Milani 6 (dal 26’ s.t. Cafiero 5,5), Agius 6, Cottafava 6, Bruscagin 6; Sacilotto 5,5, Ricciardi 6 (dal 12’ s.t. Burrai 5,5); Barraco 6, Gerbo 5,5, Tortolano 5,5 (dal 9’ s.t. Kolawole 5,5); Angelilli 6. (Bindi, Casale, Pagliaroli, Tulli). All. Pecchia 6. ARBITRO Bietolini di Firenze 6. NOTE paganti 810, incasso di 2.530 euro. Espulsi Gerbo al 18’ p.t., Pagliarulo al 2’ s.t. e Sacilotto al 31’ s.t.; ammoniti Lo Monaco, Tedesco, Barraco, Pirrone e Iiome. Angoli 10-3. TRAPANI Boscaglia schiera un solo titolare (Pagliarulo), il Latina ne approfitta e sul primo angolo Bruscagin di testa devia in rete il cross dell’ex Barraco. La partita è nervosa (tre espulsi) e il Trapani risponde solo al 23’, quando Sacilotto mette giù Ficarrotta, che si fa parare il rigore. Il pari a inizio ripresa con Docente servito da Prestia. Al 46’ Pirrone è steso in area e, su segnalazione di un guardalinee, l’arbitro concede il rigore che Romeo trasforma. Franco Cammarasana GIRONE D Classifica: Benevento e Trapani p. 3; Latina 0. Così il 5 dicembre: Latina-Benevento.

SERIE D IL CASO fluenzabili riprovevoli spiriti di emulazione». Arcidiacono, originario di Catania, aveva chiesto scusa alla Polizia e alla famiglia Raciti per il gesto, precisando che era solo «un segno di vicinanza alla famiglia Speziale che conoscevo sin da ragazzo». Questa squalifica gli leva quindi le speranze di salire di categoria: lo seguiva la Reggina.

Arcidiacono fermato fino al 20 luglio 2013 Squalifica per la maglietta pro-Speziale ALESSANDRO RUSSO

È costata cara a Pietro Arcidiacono, attaccante del Cosenza (serie D, girone I), l’esposizione sabato a Lamezia Terme, dopo un gol, di una maglia con la scritta «Speziale innocente» in solidarietà a uno dei tifosi catanesi condannati in via definitiva per l’omicidio dell’ispettore della polizia Filippo Raciti. Dopo i tre anni di Daspo da parte del Questore di Catanzaro, è arrivata anche la sanzione del

giudice sportivo che ha squalificato Arcidiacono fino al 20 luglio 2013. «Sanzione così determinata — si legge nel dispositivo — sia in considerazione della estrema gravità della condotta, desumibile anche dalle particolari modalità di esecuzione, sintomatica dell’assenza nel suo autore di quei principi e valori, sia in considerazione della oggettiva idoneità di tale condotta, stante la diretta tv della gara, a raggiungere un elevato numero di persone e a sollecitare nei soggetti più deboli e in-

Altri provvedimenti Inflitto lo

Pietro Arcidiacono, 24 anni, attaccante del Cosenza, mostra la maglietta per Speziale GASPORT

0-3 a tavolino alla Battipagliese col Ctl Campania (1-1 sul campo): dal 27’ della ripresa i locali hanno schierato un solo calciatore del ’93 anzichè due. Ammende: Hyria Nola 2.500 euro con diffida, Casertana 2.000 con diffida, Nardò 1.500 con diffida. Allenatori: 3 gare a Torresani (Atletico Montichiari) e 2 a Bruccoleri (Ribera). © RIPRODUZIONE RISERVATA

recuperi: colpo del Riccione Ecco i risultati dei 7 recuperi e della ripetizione della gara del girone F. GIRONE B Fersina Perginese-Mezzocorona 3-2. Classifica: Caronnese p. 33; Pontisola e Pergolettese 30; Voghera 29; Olginatese 25; Lecco (-3) 21; Caravaggio 20; Seregno 18; Mapellobonate e Atletico Montichiari 17; Seriate, Alzano Cene, Pro Sesto e San Giorgio 16; Fersina Perginese 15; Castellana 14; Darfo (-1) e Mezzocorona 13; Sant'Angelo 11; Trento (-1) 6. GIRONE C Real Vicenza-Sandonà Jesolo 2-1. Classifica: Virtus Vecomp e Pordenone p. 29; Porto Tolle e Sambonifacese e Real Vicenza 28; Trissino Valdagno e Clodiense 23; Sandonà Jesolo e San Paolo 21; Este 20; Legnago, Sacilese e Giorgione 19; Montebelluna e Belluno 17; Tamai e Cerea 15; Sanvitese e Kras Repen 8; Union Quinto 2. GIRONE D Lucchese-Riccione 1-2. Classifica: Mezzolara, Pro Piacenza e Tuttocuoio p. 25; Pistoiese e Spal 22;

Lucchese* e Castenaso 19; Fidenza e Formigine 18; Fortis Juventus 17; Massese 15; Camaiore 12; Bagnolese 11; Castelfranco, Forcoli e Rosignano 10; Pavullese* 9; Riccione (-1) 6. (* una gara in meno). GIRONE E Castel Rigone-Bastia 2-1; Spoleto-Pierantonio 1-0; Viterbese-Scandicci 1-1. Classifica: Sansepolcro p. 27; Casacastalda, Viterbese e Deruta 21; Trestina e Sporting Terni 20; Castel Rigone 19; Pontevecchio e Spoleto 17; Fiesolecaldine, Lanciotto e Pianese 16; Arezzo, Pierantonio e Bastia 13; Todi e Scandicci 11; Flaminia 6. GIRONE F Astrea-Vis Pesaro 1-1; Marino-Civitanovese (ripetizione) 1-3. Classifica: San Cesareo p. 27; Sambenedettese 24; Maceratese 23; Termoli 22; Ancona, Vis Pesaro e Astrea 21; Olympia Agnonese, 20; Isernia e Amiternina 18; Jesina 17; Fidene 12; Civitanovese e Renato Curi 11; Celano e Recanatese 8; San Nicolò 6; Marino 3.


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FORMULA 1 GP BRASILE LA VIGILIA DELLO SFIDANTE

Alonso sogna la lotteria della pioggia Fernando teme la McLaren «Può fare doppietta. Pure con Seb k.o., sarebbe dura» DAL NOSTRO INVIATO

LUIGI PERNA INTERLAGOS (Brasile)

L’ombra del passato torna in mente, arrivando al circuito su cui il grande Ayrton Senna colse una delle sue vittorie leggendarie. L’asfalto è una striscia stretta che sia piega come un serpente lungo i saliscendi di Interlagos, con i grattacieli di San Paolo e le favelas sullo sfondo, e ti viene in mente che questo è pane per uomini veri. Qui cinque anni fa Fernando Alonso vide sfumare il terzo titolo iridato, per la lotta fratricida con Lewis Hamilton, consegnandolo a Kimi Raikkonen e alla Ferrari. Sempre qui l’anno successivo Felipe Massa e la rossa si videro soffiare il titolo dallo stesso Hamilton proprio all’ultima curva, quando il brasiliano aveva già tagliato il traguardo da campione del mondo «virtuale». Pioveva allora e probabilmente pioverà domenica. Le previsioni lo danno per certo. Macumba La pioggia può essere il vero arbitro della sfida tra Alonso e Sebastian Vettel, giunta all’ultimo atto. Lo spagnolo, che ieri è arrivato in Brasile da New York, la invoca come una ciambella di salvataggio, se potesse farebbe una macumba. E il cielo imprevedibile di San Paolo pare essere suo alleato. Martedì pomeriggio, sulla metropoli, si è abbattuto un temporale con chicchi di grandine grossi come noccioline. Se la scena si ripetesse domenica, ne verrebbe fuori una lotteria da «si salvi chi può». Proprio quello che può fare comodo ad Alonso, in cerca di variabili impazzite che possano complicare la vita al rivale tedesco, limitando lo strapotere tecnico della Red Bull. Non è detto che Vettel e la vettura di Newey vadano in crisi sotto l’acqua. Ma la partita avrebbe più incognite, leggi errori o Safety Car per incidenti, il tutto a favore del ferrarista, che deve fare 14 punti più dell’avversario. Qualifica Alonso continua a mostrare fiducia, fe-

dele al suo ideale di guerriero che «agisce senza confessare il minimo scoraggiamento» e «non pronuncia parole che mostrino debolezza d’animo», ma dentro di sé è consapevole di quanto sia dura l’impresa. L’Everest più alto della sua carriera, già costellata di ostacoli. «Le McLaren sono in forma e possono fare prima e seconda. Anche se Vettel si ritira non è facile vincere il Mondiale», è quello che avrebbe confidato Alonso, a cui serve assolutamente il podio anche in caso di harakiri del rivale. Il mezzo secondo in qualifica che separa la Ferrari dai migliori pesa come un macigno sul duello iridato. È il tallone d’Achille della F2012, finora senza rimedio. «Lo diciamo sempre, ma dobbiamo migliorare. Abbiamo avuto una delle peggiori qualifiche ad Austin e dobbiamo fare in modo che non si ripeta in Brasile», ammette il team principal Stefano Domenicali. Più facile a dirsi che a farsi. Carico Oggi Domenicali arriverà da Maranello assieme al d.t. Pat Fry e forse con qualche ultimo dettaglio da piazzare sulla vettura. Niente di macroscopico, però. Il tempo per le rivoluzioni è scaduto. Non è escluso che la Ferrari possa recuperare qualche elemento aerodinamico (l’ala posteriore?) che ad Austin non si era rivelato adatto per le condizioni di temperatura e asfalto (quindi di carico) diverse da quelle ipotizzate nelle simulazioni. Perciò, forse, Alonso sottolinea che a Interlagos sarà fondamentale «adattare la vettura e trovare la migliore messa a punto». Aspettando la pioggia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

F2012 LE IDEE DI MARANELLO 1

2

3

3

Vittorie Tutte ottenute da Fernando Alonso, in Malesia, Europa (Valencia) e Germania

2

Pole position Entrambe conquistate da Fernando Alonso, in Gran Bretagna e Germania

13

Podi Dodici con Alonso in Malesia, Spagna, Monaco, Europa, Gran Bretagna, Italia, Singapore, Giappone, Corea del Sud, India, Abu Dhabi e Stati Uniti e uno con Massa in Giappone

367

Punti Media di 19,31 a gara, 2˚ posto costruttori

Fernando Alonso, 31 anni, 2 titoli mondiali vinti IPP

Dotata di soluzioni interessanti ma frenata nello sviluppo Nel confronto frontale balza all’occhio la sospensione a tirante che permette una migliore aerodinamica nella parte bassa della ruota. Un’altra soluzione nascosta della Ferrari, oltre la disposizione verticale dei radiatori, (1) è un tirante che collega il cambio alla scocca. Questo perché la scatola del cambio ha una forma particolare. In Canada sono state introdotte delle prese dei freni senza «orecchie» nella parte interna (2) che si integrano alla perfezione con la soluzione pull rod. Nota dolente il fatto che spesso è stato necessario provare a più riprese nei venerdì dei GP le nuove soluzioni prima che fossero promosse per gare e qualifiche. E’ il caso delle paratie introdotte ad Abu Dhabi che si erano già viste, in una prima versione, a Valencia. Nel disegno (3) sono a confronto con l’ultima versione introdotta in India.

Cavalli di razza al duello finale La Red Bull è super nell’aerodinamica Ferrari nell’affidabilità La rossa ha riproposto il pull rod all’anteriore e ora fa scuola La vettura campionessa costruttori è cambiata di continuo GIORGIO PIOLA SAN PAOLO (Brasile)

Red Bull contro Ferrari, Sebastian Vettel contro Fernando Alonso a giocarsi il Mondiale all’ultima gara. Come due anni fa. Allora il duello fu nella notte di Abu Dhabi, questa volta lo scenario saranno i saliscendi di Interlagos. Nel 2010 la Ferrari si ritrovò al vertice grazie a una grande rimonta tecnica ma soprattutto approfittando di una Red Bull sprecona che aveva fatto troppi errori tecnici e tattici. Quest’anno, invece, entrambe hanno avuto un inizio di stagione zoppicante, con due monoposto, la F2012 e la RB8, ben lontane dalla competitività. Sulla carta, la favorita sembrava essere la McLaren di Lewis Hamilton, auto eliminatasi invece per continui guasti meccanici. L’affidabilità è invece stata finora la maggior alleata della Ferrari cosa che non si può dire della Red Bull, che però da

Fatica in qualifica per via dell’ala mobile ma sull’acqua va più forte di tutti

Ha sempre novità e per i rivali spende troppo, kers e alternatore sono i punti deboli

NICOLAS TOMBAZIS PROGETTISTA FERRARI

ADRIAN NEWEY D.T. RED BULL

Singapore ha fatto un grosso balzo in avanti nelle prestazioni. Ecco un confronto. PROGETTO Ferrari La F2012 è la prima monoposto del nuovo gruppo diretto da Pat Fry e progettata da Nicolas Tombazis. Doveva essere una monoposto all’avanguardia e dal taglio netto con il passato e così è stato. La sospensione anteriore pull rod ha creato qualche difficoltà iniziale ma poi ha convinto: nel 2013 non la vedremo solo sulla Ferrari. Perplessità ha creato anche la disposizione dei radiatori verticali che hanno limitato lo sviluppo della forma delle fiancate, ma alla fine il problema della mancanza di velocità di punta è stato risolto. Inedita la disposizione del gruppo motore-cambio-sospensione, sia per il passaggio dallo schema a puntone a quello a tirante, sia per la scomposizione di questi elementi con l’introduzione di due lunghi bracci longitudina-


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RB8 LE IDEE DI MILTON KEYNES 1

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Inizio stagione con troppi intoppi La svolta è arrivata a Valencia Nonostante gli intoppi iniziali, la Red Bull RB8 aveva nel suo progetto tante soluzioni inedite, con la carenatura di tutta la parte inferiore della sospensione contenenti all’interno anche il semiasse. Nei disegni si vede anche la prima versione degli scarichi senza effetto Coanda (1). Dopo le prime gare a fasi alterne con addirittura, in Cina, i due piloti divisi da due soluzioni di scarichi diversi, la svolta è venuta a Valencia (2): sulla pista spagnola hanno debuttato delle nuove fiancate e il doppio passaggio d’aria interno che va ad alimentare il diffusore quando la vettura si avvicina al suolo. Da notare anche l’ulteriore affinamento della posizione degli scarichi avvolti in una vistosa carenatura. Infine il doppio Drs (3), una soluzione che ha permesso di ridurre l’handicap della minore velocità di punta delle Red Bull ma che a detta di Newey non è stato determinante.

li (di scuola Renault) per irrigidire l’insieme). Red Bull Per la quarta edizione della monoposto più rivoluzionaria degli ultimi 20 anni, Adrian Newey sembrava aver perso lo smalto. In realtà vanno presi in considerazione due elementi: la RB7 era quella che fruiva maggiormente del vantaggio aerodinamico garantito dal soffiaggio degli scarichi e la RB8 è quella che più ne ha patito la messa al bando; inoltre Newey ha dovuto fare marcia indietro dopo che il progetto originale, che ricreava i vantaggi della soluzione proibita, è stato bocciato dalla Fia. Pur costretto a ripiegare su una soluzione di compromesso, Newey ha tuttavia presentato una RB8 ricca di soluzioni inedite: dalla feritoia nello scalino del muso che convoglia aria per raffreddare le centraline, ai fori nei mozzi ruota (proibiti però dopo 6 gare!) per finire con la sospensione posteriore che carena al suo interno i semiassi. Soluzione estrema ripescata dalla sua Williams FW16 e che rivedremo. AERODINAMICA Ferrari La rossa in crisi per la bassa velocità di punta ha recuperato, ma in qualifica paga la peggiore correlazione fra Drs (ala mobile) e carico deportante del diffusore al momento della chiusura del flap. Sul bagnato, dove non si usa il Drs, la F2012 è superiore alla concorrenza. Red Bull La RB8 è avanti a tutti, con soluzioni che hanno spesso fatto discutere ma che però sono risultate sempre regolari in sede di verifica tecnica: solo in Giappone, per il timore di un controllo più severo nel dopo gara, sono arrivati il sabato musi irrigiditi nel punto di ancoraggio piloni-profilo. La Red Bull ha recuperato gran parte del carico perduto con la proibizione degli scarichi soffiati, ed è riuscita a ripristinare l’assetto picchiato sfruttando tutta la parte inferiore della monoposto.

SVILUPPO Ferrari La svolta si è avuta in Spagna dopo i test al Mugello, con l’introduzione degli scarichi tipo McLaren e in Canada delle prese dei freni anteriori che hanno migliorato l’efficienza all’avantreno. Nello sviluppo la maggior attenzione è stata data alle ali, anteriori e posteriori, e ai diffusori, con continui micro sviluppi. Le nuove derive dell’ala anteriore e i dettagli di quella posteriore provate nelle libere del venerdì non sono però state promosse in gara, rivelando la non perfetta correlazione fra le simulazioni a casa (CFD e galleria del vento) e la pista. Red Bull Nessun’altra squadra tiene il suo passo nello sviluppo: per questo è accusata di non rispettare il tetto del budget. A ogni gara la RB8 presenta novità importanti e non semplici affinamenti. La svolta principale a Valencia, con l’introduzione di una versione «B» che sfruttava in pieno l’effetto Coanda degli scarichi, ma soprattutto con il doppio canale interno nella parte inferiore delle fiancate in piena sinergia con l’aerodinamica posteriore e l’assetto picchiato. Il muso allungato introdotto a Singapore e il doppio Drs migliorano la velocità di punta ma non sono elementi determinanti. AFFIDABILITA' Ferrari È la grande arma della F2012, che con l’eccezione di noie alla sospensione posteriore nella qualifiche di Monza si è sempre dimostrata molto robusta e affidabile. Red Bull Anche quest’anno il kers ha creato problemi, con l’aggiunta dei guasti (ben 3) all’alternatore, problemi non estranei alla cura maniacale di Newey nel miniaturizzare i componenti. Osservando la RB8 «nuda», è incredibile il lavoro di pulizia fatto, con una sorta di seconda carrozzeria che copre la meccanica per migliorare la fluidodinamica interna. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

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Il recupero di Alonso Fernando Alonso nei 19 GP corsi nel 2012 ha recuperato al via 22 posizioni. La miglior performance in Australia: da 12˚ a 8˚. Solo 3 le piazze recuperate da Vettel che però è partito 6 volte in pole contro le 2 dello spagnolo

0

Piazze perse in partenza Fernando Alonso non ha mai perso posizioni al via. Sebastian Vettel invece ha ceduto 4 piazze

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Primi posti mantenuti Sebastian Vettel, partito 6 volte in pole position nel 2012, ha sempre conservato la vetta alla conclusione del primo giro

GLI SCUDIERI IN PARTENZA

Massa scatta meglio di Webber

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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LA VIGILIA DEL LEADER

Vettel 7 allena il collo per le curve 8 brasiliane

I NUMERI

Vittorie Cinque con Vettel, in Bahrain, Singapore, Giappone, Corea del Sud e India; 2 con Webber a Monaco e in Gran Bretagna

Pole position Sei con Vettel, in Bahrain, Canada, Europa (Valencia), Giappone, India e Stati Uniti; 2 con Webber a Monaco e in Corea del Sud

14

Podi Dieci con Vettel, in Australia, Bahrain, Gran Bretagna, Belgio, Singapore, Giappone, Corea del Sud, India, Abu Dhabi e Stati Uniti; 4 con Webber a Monaco, in Gran Bretagna, in Corea del Sud e in India

440

Punti Media di 23,15 a gara, campione del mondo costruttori 2012

Ecclestone: «Sarà iridato però gli manca carisma» Stivali ...dimenticati in Texas MARCO DEGL’INNOCENTI SAN PAOLO

Ha detto di essere pronto a scommettere qualsiasi cifra che Sebastian Vettel diventerà campione del mondo. Bernie Ecclestone intervistato dal quotidiano tedesco Bild ribadisce il convincimento ma muove anche una critica al tedesco. Se a 25 anni riuscisse a vincere il suo terzo Mondiale, il pilota della Red Bull potrebbe «entrare nell’élite dei grandi piloti, ma gli manca ancora un certo carisma». Per Ecclestone, «tipi come Hunt, Rindt, Lauda, Senna, quelli sì avevano carattere». Più che un rimprovero a Vettel, però, quella di Bernie è una realistica considerazione di carattere generale: «I piloti non possono più assomigliare a quelli di una volta, perché sono tenuti troppo nella bambagia dai responsabili dei team e perché la Fia mette loro la museruola». Coincidenza, forse, esemplare: ad Abu Dhabi, Vettel e Kimi Raikkonen erano stati richiamati dalla Fia per essersi lasciati scappare un paio di parolacce durante le interviste sul podio. Ecclestone, comunque, spiega perché vede favorito Sebastian: «Vettel ha la migliore macchina e alle spalle il team migliore». Anche se non nasconde il dispiacere per Maranello: «Sono sorpreso che la Ferrari non sia stata ugualmente competitiva. Peccato, perché Alonso ha fornito una bella prestazione. Peccato anche che la McLaren abbia avuto tanti ritiri e guasti». Stivali Vettel è arrivato ieri a San Paolo dagli

Felipe Massa LIVERANI

Mark Webber LAPRESSE

Una voce che vede Fernando Alonso superiore a Sebastian Vettel è la capacità di guadagnare terreno alla partenza. Lo testimoniano le posizioni guadagnate al primo giro nei 19 GP finora corsi: più 22 piazze per lo spagnolo, solo 3 quelle del tedesco. Tra le partenze memorabili del ferrarista ci sono l’Australia dove balzò in un giro dal 12o all’8o posto e il Bahrain che lo vide 5o al primo passaggio sul traguardo dopo essere scattato dalla nona casella. Da segnalare anche il via di domenica ad Austin (dal 7o al 4o posto) con tre posizioni guadagnate a scapito di Raikkonen, Schumacher e Hulkenberg, grazie anche al sacrificio di Massa che ha liberato la parte più gommata della griglia. Ma tre posizioni Fernando le aveva messe in saccoccia anche in Malesia (dall’8o al 5o), a Valencia (dall’11o all’8o) e a Monza (dall’8o al 5o). Per di più, neppure una volta nel 2012 Alonso ha perso posizioni al primo giro. Limite in cui è invece incappato 4 volte Sebastian Vettel, il cui migliore via risale a Montecarlo con il recupero dal 9o al 6o posto, a scapito di Raikkonen, Schumacher e dell’incidentato Grosjean. La peggiore delle partenze negative di Vettel fu in Cina quando scese dall’11o al 14o posto, sorpassato da Massa, Senna e Di Resta. Altri via infelici del tedesco in Inghilterra, da 4o al 5o per essere stato passato da Massa, in Ungheria da 3o a 4o e in Belgio dal 10o a 12o ancora a vantaggio di Felipe. Prestazioni non occasionali quelle del brasiliano che infatti vanta un saldo positivo di 18 posizioni, mentre per Webber il bilancio è in rosso di 22 posti. Insomma, sarà l’allenamento o sarà la tecnologia di partenza, fatto sta che in casa Ferrari sanno come partire alla grande. Giovanni Cortinovis © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sebastian Vettel, 25 anni, 2 titoli mondiali vinti COLOMBO

Usa evitando qualsiasi impegno con gli sponsor, dopo una giornata di relax, turismo e shopping ad Austin. Senza trascurare, «uno speciale allenamento per la muscolatura del collo, per meglio fronteggiare le sollecitazioni nelle lunghe curve in senso antiorario» della pista di Interlagos. Nella capitale texana, però, c’è chi è rimasto male della mancata visita: è un calzolaio, Noel Escobar, specializzato in stivali da cowboy, che — come ha scoperto la Bild — era stato incaricato dalla Red Bull di prepararne un paio per Vettel, con i colori e il logo del team: «Abbiamo lavorato tutta la notte, nessuno è venuto a ritirarli», si è lamentato l’artigiano, precisando che avanzava dal team il pagamento di una fattura di 2.150 dollari (1.760 euro). Dalla Red Bull hanno fatto sapere che all’ultimo momento era stato deciso di non farne più niente per non stressare il pilota prima della gara. Ma che la fattura sarà onorata. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino LA DAKAR 2013 IN 14 TAPPE

Al via in 459 il 5 gennaio (el.car.) Presentata ieri a Parigi la 35ª Dakar, la 5ª in Sud America: via da Lima (Perù) il 5 gennaio, arrivo il 20 a Santiago (Cile) dopo 14 tappe e 8.500 km. Sono 459 gli iscritti (89 moto, 40 quad, 155 auto e 75 camion): nelle auto sarà duello tra Stephane Peterhansel (Mini) e Carlos Sainz (Buggy). Nelle moto torna la Honda, mentre Alessandro Botturi è stato arruolato dall’Husqvarna. Nei camion Miki Biasion (Iveco) punta alla vittoria.

MIGLIOR MARCHIO DEL LUSSO 2012

Cavallino premiato a Londra La Ferrari in occasione dei Walpole Awards for Excellence, tenutosi a Londra, ha ricevuto il premio International Best Luxury Brand 2012, per il maggiore impatto mondiale in termini di vendite, innovazione, servizio ai clienti e visibilità.


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FORMULA 1 GP BRASILE SPECIALE PER GAZZETTA

Hamilton sarà arbitro del Mondiale? Lewis che ha vinto ad Austin è dato a 3,5. Interessante Webber, 1o nel 2009 e nel 2011: è a 15 LA PISTA AI RAGGI X

il programma Domenica la gara in diretta su Rai 1 a partire dalle 17 Qualifiche sabato su Rai 2 Tempo reale su www.gazzetta.it Domenica si corre a Interlagos (4.309 metri) il GP del Brasile, 20o e ultimo atto del Mondiale 2012. In programma 71 giri per 305,909 km. PROGRAMMA E TV Ora italiana (la differenza di fuso orario con il Brasile è di +3) Domani Prove libere dalle 13 alle 14.30 e dalle 17 alle 18.30. Sabato Prove libere dalle 14 alle 15. Qualifiche alle 17 in diretta su Rai 2. Domenica Gara alle 17 in diretta su Rai 1. PROSSIMA STAGIONE La Formula 1 ripartirà da Melbourne (Australia) il 17 marzo.

CLASSIFICA IRIDATA Fernando insegue a -13

INFOGRAFICA LA GAZZETTA DELLO SPORT - ILLUSTRAZIONI MIRCO TANGHERLINI

Chissà se anche in occasione dell’ultima gara del Mondiale 2012, assumerà il ruolo di terzo incomodo, come dicono le quote Snai. Fuori dai giochi per il titolo Lewis Hamilton può ancora recitare una parte importante nella gara finale del campionato così come è successo domenica in Texas dove l’inglese della McLaren, dopo aver inseguito a lungo Vettel, ha infilato il campione del mondo, andando a vincere. Per gli allibratori è lui il principale avversario del pilota della Red Bull , che è il favorito. Sulla pista di Interlagos il pilota della Red Bull

qui primo nel 2010 viene quotato a 2,75, quello della McLaren insegue a 3,50. Ma attenzione: se dovesse piovere come recitano le previsioni Alonso e la sua Ferrari potrebbero dare il meglio: una sua vittoria sarebbe pagata a 4, per un colpo Mondiale da incorniciare. Occhio a Webber, però che qui ha dominato due volte negli ultimi tre anni (2009 e 2011) le curve brasiliane. E la lavagna non se ne dimentica: l’australiano fa il giro veloce a 6,00 (Alonso quota esattamente il doppio), e (ri)vince a 15. Mica male. © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUOTE MONDIALE

POLE

GIRO VELOCE

1,22

PILOTA-TEAM QUOTA VETTEL (RED BULL) 2,00 HAMILTON (MCLAREN) 3,25 WEBBER (RED BULL) 8,00 ALONSO (FERRARI) 8,00 BUTTON (MCLAREN) 16 MASSA (FERRARI) 33 RAIKKONEN (LOTUS) 40 GROSJEAN (LOTUS) 50 MALDONADO (WILLIAMS) 66 PEREZ (SAUBER) 125 ROSBERG (MERCEDES) 125 KOBAYASHI (SAUBER) 150 SCHUMACHER (MERCEDES) 150 HULKENBERG E DI RESTA (F.INDIA) 200 SENNA (WILLIAMS) 200

PILOTA-TEAM VETTEL (RED BULL) HAMILTON (MCLAREN) WEBBER (RED BULL) BUTTON (MCLAREN) ALONSO (FERRARI) MASSA (FERRARI) RAIKKONEN (LOTUS) GROSJEAN (LOTUS) ROSBERG (MERCEDES) SCHUMACHER (MERCEDES) PEREZ (SAUBER) HULKENBERG (F.INDIA) KOBAYASHI (SAUBER) DI RESTA (F.INDIA) ALTRO

Vettel 25 ANNI GERMANIA RED BULL 2 MONDIALI

3,60 Alonso 31 ANNI SPAGNA FERRARI 2 MONDIALI

Piloti 1. Vettel (Ger-Red Bull) p. 273; 2. Alonso (Spa-Ferrari) 260; 3. Raikkonen (Fin-Lotus) 206; 4. Hamilton (GB-McLaren) 190; 5. Webber (Aus-Red Bull) 167; 6. Button (GB- McLaren) 163; 7. Massa (Bra-Ferrari) 107; 8. Grosjean (Fra-Lotus) 96; 9. Rosberg (Ger-Mercedes) 93; 10. Perez (Mes-Sauber) 66; 11. Kobayashi (Gia-Sauber) 58; 12. Hulkenberg (Ger-Foce India) 53; 13. Di Resta (GB-Foce India) 46; 14. Maldonado (Ven-Williams) 45; 15. Schumacher (Ger-Mercedes) 43; 16. Senna (Bra-Williams) 31; 17. Vergne (Fra-Toro Rosso) 12; 18. Ricciardo (Aus-Toro Rosso) 10. Costruttori 1. Red Bull (campione) p. 440; 2. Ferrari 367; 3. McLaren 353; 4. Lotus 302; 5. Mercedes 136; 6. Sauber 124; 7. Force India 99; 8. Williams 76; 9. Toro Rosso 22.

VITTORIA QUOTA 2,75 5,00 6,00 12 12 12 16 20 25 25 33 33 33 40 40

PILOTA-TEAM QUOTA VETTEL (RED BULL) 2,75 HAMILTON (MCLAREN) 3,50 ALONSO (FERRARI) 4,00 BUTTON (MCLAREN) 12 WEBBER (RED BULL) 15 RAIKKONEN (LOTUS) 25 MASSA (FERRARI) 50 GROSJEAN (LOTUS) 60 MALDONADO (WILLIAMS) 75 PEREZ (SAUBER) 100 ROSBERG (MERCEDES) 125 KOBAYASHI (SAUBER) 125 SCHUMACHER (MERCEDES) 150 HULKENBERG E DI RESTA (F.INDIA) 150-200 SENNA (WILLIAMS) 250


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MONDOMOTORI AUTO

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NOSTRO GIUDIZIO

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L’Audi A3 Sportback è dimagrita di 90 kg rispetto alle versioni precedenti

IN POLONIA

A3

Stile Apprezzabile per la perfezione delle linee e la cura dei dettagli. Dotazioni Di tutto e di più a seconda degli allestimenti. Ma occhio ai prezzi, visto che quello base non è popolare. Guidabilità Il peso ridotto (- 90 kg) garantisce un livello di guidabilità e di confort superiori.

NO Prezzi Si tratta di un’Audi e dunque il prezzo è piuttosto alto. Però dura nel tempo. Personalità Perde un po’ di charme rispetto al modello che va a sostituire.

(co.ca.) Dalla fabbrica Fiat in Polonia è uscita la milionesima 500, il modello icona lanciato nel 2007, commercializzato in oltre 100 Paesi e prodotto anche in Messico. L'esemplare del record è una versione Lounge bianca con il 1200 cmc a benzina da 69 Cv. Da sempre protagonista nei mercati internazionali, la Fiat 500 sia berlina sia cabriolet è espressione unica di stile e carattere italiani. È in vendita in sei allestimenti (Pop, Pop Star, Color Therapy, Lounge, Street e Gucci) e cinque motori: 1200 cmc da 69 Cv, 900 cmc TwinAir da 85 Cv, 1400 cmc 100 Cv i benzina, 1200 cmc da 69 Cv EasyPower a GPL e 1300 cmc Multijet 95 Cv turbodiesel. Prezzi a partire da 11.850 euro.

SPORTBACK Più magra ed elegante Apre una nuova era Audi

Ha perso 90 chili grazie alla piattaforma modulare. Gli allestimenti sono quattro. Arriverà da febbraio con un prezzo base di 23.900 e CORRADO CANALI

Vendite La A3 Sportback è già ordinabile, ma non la si potrà ritirare dalla concessionarie prima di metà febbraio 2013. Un’attesa eccessiva? Forse, ma i clienti l’accetteranno di buon grado.

La Fiat 500 ha raggiunto quota 1 milione

Se esistesse l’auto perfetta, oggi sarebbe un’Audi. Il marchio è diventato un punto di riferimento fra le vetture premium. Basta sedersi a bordo della nuova A3 Sportback per capirlo. Cominciamo dallo stile: il calandrone al centro del frontale è diventato il marchio di fabbrica di tutte le Audi ma ad ogni rinnovo viene ritoccato sia pure di poco. Già perché una delle poche critiche che si fa alle Audi è che sono tutte uguali. Ma, a guardarle bene non è così, ci sono sempre dettagli nuovi. E si tratta di soluzioni che aumentano il valore della vettura agli occhi di chi l’ha acquistata. Quasi una conferma che è valsa la pena forse spendere qualcosa in più. Per non parlare di quelle luci a Led che sono diventate di moda. Gli interni poi sono sempre più eleganti, ispirati da soluzioni semplici, ma al tempo stesso raffinate, oltre che con un livel-

lo di tecnologia applicata all’infomobilità davvero unica: un esempio lo schermo piatto da 5.8 pollici che fuoriesce dall’apposito alloggiamento e che somiglia tanto ad un iPad mini è di serie sugli allestimenti Ambition e Ambiente.

GALLERIA DETTAGLI SPORTIVI, MA DI QUALITÀ 1

Peso Grazie al nuovo pianale modulare il peso è diminuito di 90 kg il che si traduce su strada in un assetto leggermente più rigido, ma anche in uno sterzo più preciso.

Motori Ampia la gamma. Si parte per i benzina addirittura da un 1.200 cmc da 105 Cv disponibile dal 2013 e si arriva fino al 1.800 cmc da 180 Cv, passando da un 1.400 cmc da 122 Cv. Non manca l’alternativa a gasolio: si parte dal 1.600 cmc da 105 Cv per arrivare a un 2.000 cmc da 150 Cv (c’è pure un super 2.000 cmc da 184 Cv non disponibile da noi). Quattro, poi, gli allestimenti: Young, Attraction, Ambition e Ambiente. In una fase successiva saranno poi introdotte le versioni Quattro a trazione integrale e la nuova sportiva S3, col 2.000 cmc turbo benzina da 300 Cv. Prezzi Sono compresi fra

23.900 e in 30.300 euro. La vet-

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tura si può già ordinare, ma le consegne inizieranno a metà febbraio. Fra le A3 Sportback a listino la 1.600 cmc turbodiesel da 105 Cv è la più economica con 3,8 litri/100 km e 99 g/km di Co2, pur toccando i 195 km/h e i 100 km/h da fermo in 9"7 . La più potente è, invece, la 2.000 cmc turbodiesel da 150 Cv con cambio manuale: 4 litri/100 km e 108 g/km di Co2, con 216 km/h di velocità massima e 8"7 in accelerazione. In alternativa al cambio manuale a 6 marce è previsto il doppia frizione S Tronic. Dal 2013 arriverà anche la versione a metano. E nel 2014 l’ibrida plug-in.

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1. Il volante d’impostazione sportiva e il display per l’infotainment; 2. Il doppio scarico cromato; 3. I comandi della climatizzazione con il doppio termometro digitale; 4. Il divano posteriore; 5. Il lato B nello stile tipico di Ingolstadt.

AUDI A3 SPORTBACK SCHEDA TECNICA Versione 2.000 cmc TDI 150 Cv Motore 4 cilindri in linea turbodiesel Cilindrata 1.968 cmc Potenza 150 Cv a 3.500 giri Coppia 320 Nm a 1.750 giri Trasmissione Manuale a 6 marce Lun/larg/alt/ 4.310 mm, 1.785 mm, 1.425 mm Peso 1.310 kg Bagagliaio da 380 a 1220 litri Trazione anteriore Velocità 216 km/h Accelerazione 0-100 km/h in 8"7 Consumo medio 4,2 litri per 100 km Prezzo 28.100 euro

AMMIRAGLIA BMW IN VENDITA A PARTIRE DA 84.400 EURO

Serie 7: il cruscotto cambia colore in base alla guida Rosso in Sport, Blu in EcoPro e nero in Comfort. Ci sono anche le versioni xDrive

ALFONSO RIZZO

BMW SERIE 7 SCHEDA TECNICA Motore

2.996 cmc

Coppia max (Nm) a giri/min 310 / 2.600-3.000 Consumi Emissioni Velocità massima

ciclo misto (in l/100 km) 8,6 Co2 in g/km 199 250 km/h

Accelerazione

0-100 km/h 7"4

Prezzi

da 84.400 euro

L’imponente frontale della nuova Bmw serie 7

Giunta alla quinta generazione la Bmw Serie 7 è stata sottoposta ad una serie di interventi di ringiovanimento che ha interessato l’aspetto estetico, ma soprattutto la sostanza del prodotto. L’immagine (inconfondibile) è ora caratterizzata dai nuovi proiettori a Led, dalla tipica presa d’aria sdoppiata del radiatore rivisitata e dai paraurti anteriori modificati. L’ammiraglia di Monaco presenta una nuova generazione del sistema di navigazione Professional, generosi schermi posteriori Lcd, Bmw Night Vision con

Dynamic Light Spot (sistema capace di rivelare la presenza di ostacoli nella guida notturna), Park Assistant e Active Protection. Innovativo e funzionale il nuovo cruscotto interamente digitale che cambia foggia a seconda della modalità di guida: rosso in Sport, blu in EcoPro, nero in Comfort.

A sinistra, uno scorcio del cruscotto. Sopra, display per i passeggeri posteriori

Sulle tortuose strade umbre, la 7 mantiene eccellenti doti dinamiche ma migliora ulteriormente il comfort a bordo grazie all’attenzione maniacale dei progettisti per i più piccoli dettagli e ad una migliore insonorizzazione, soprattutto dietro. Tre le motorizzazioni a benzina (potenze da 320 a 544 CV), tre turbodiesel (da 258 a 381 CV) ed una full hybrid. Per tutte il cambio è l’ottimo automatico a otto rapporti. Non mancano le versioni xDrive a trazione integrale intelligente e due varianti di carrozzeria: passo corto e passo lungo. Prezzi da 84.400 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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A BOLOGNA DA MERCOLEDÌ 5 A DOMENICA 9 DICEMBRE

se essere presenti o meno», dice l’a.d. di GL events Giada Michetti per poi rivelare che negli ultimi giorni Jaguar, Kia e Range Rover hanno rinunciato ai loro stand. «La domanda d’auto è tornata ai livelli di fine anni ’70 e in Italia si moltiplicano i piccoli eventi che tolgono budget all’unica

manifestazione internazionale che c’è», sottolinea Michetti aggiungendo che il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ha declinato l’invito all’inaugurazione. Presenti 11 marchi: Abarth, Dacia, Fiat, Opel, Nissan, Renault, Mercedes-Benz, Seat, Skoda, Volkswagen e

Low cost pratico si compra sul web Multispazio a cinque posti disponibile in 4 versioni e pure in allestimento commerciale. Da 9.900 euro Arriva in Italia la nuova Dokker, l’inedito modello Dacia in vendita a prezzi compresi fra 9.900 e 13.200 euro. La nuova vettura è un multispazio a cinque posti, con bagagliaio variabile da 800 a 3.000 litri e la stessa filosofia degli altri modelli del costruttore low cost che punta su prezzi aggressivi ma anche su una gamma snella e molto chiara, sulla base di quanto fatto di recente per la Lodgy che condivide col multispazio il pianale.

Acquistabile sul web Sul sito www.da-

cia.it/dacia-store i clienti possono esaminare le opzioni disponibili e scegliere il concessionario più vicino. A lui spetterà sia la consegna che assistenza della vettura. In rete si potrà finalizzare l’acquisto dopo aver versato un acconto di 500 euro e sarà il concessionario a seguire la procedura chiamando il cliente e offrendo formule di finanziamento o estensione di garanzia. co.ca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Quattro motorizzazioni La Dokker è pro-

posta nelle versioni benzina di 1.600 cmc da 85 Cv, 1.200 cmc TCe da 115 Cv e in quelle turbodiesel di 1.500 cmc dCi da 75 e 90 Cv, disponibili nelle varianti di allestimento Ambiance e Laureate. Il primo livello offre di serie servosterzo, Abs, quattro airbag, divano posteriore frazionabile, cerchi in lamiera da 15" e porta scorrevole singola destra, mentre la seconda aggiunge paraurti e maniglie in tinta carrozzeria, specchietti elettrici, consolle interna bicolore, doppia porta scorrevole, vetri elettrici anteriori, chiusura centralizzata, illuminazione del vano bagagli, volante regolabile, fendinebbia e computer di bordo. In opzione, oltre al sistema Media Nav con schermo da 7", saranno disponibili gancio traino, barre sul tetto, impianto di allarme, bracciolo anteriore, frigobar di bordo e altre personalizzazioni. La Dokker viene anche proposta nella versione commerciale o Van con di serie doppio airbag, Abs, servosterzo, paraurti, plancia, rivestimenti interni delle portiere e specchietti retrovisori bi-colore, chiusura centralizzata, alzacristalli elettrici anteriori e porta laterale destra scorrevole, a cui si aggiunge la superficie vetrata laterale e posteriore. La versione Van è offerta negli stessi motori della versione per trasporto passeggeri e a un prezzo base di 7.200 euro, Iva esclusa. Con l’arrivo di Dokker e Dokker Van, Dacia ha fatto partire la vendita on line di tutta la sua gamma.

La Dacia Dokker in versione commerciale

DACIA DOKKER LA SCHEDA TECNICA Motore Cilindrata Potenza Coppia Trasmissione Lun/larg/alt/ Peso Bagagliaio Velocità Accelerazione Consumo medio

DACIA DOKKER

Il Motor Show frena ma non molla. In programma dal 5 al 9 dicembre alla Fiera di Bologna, il 37˚ Salone Internazionale dell’Auto durerà 4 giorni in meno rispetto al 2011. «Abbiamo fatto i miracoli per organizzare questa edizione, ma così è impossibile andare avanti. Le Case devono scegliere

L’a.d. di GL Giada Michetti ANSA

Smart. Fra le anteprime europee spicca il Maggiolino cabriolet, da segnalare poi Panda 4x4, Renault Clio, Opel Adam, Seat Leon, Skoda Rapid, Nissan Juke Nismo e i concept elettrici Mercedes Classe B e Smart Forstars. Perso il Memorial Bettega, la Motorsport Arena ospiterà diverse altre gare e test-drive a partire dal Red Bull Speed Day sabato 8 e domenica 9. Fra i campioni che si cimenteranno su auto da F.1, rally, Nascar e drift anche Sebastian

Nicola Zanarini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il passo si allunga i consumi calano Cura dimagrante (-90 kg) per la media spagnola Il nuovo 1.6 turbodiesel dichiara 3,8 litri/100 km Al volante Nella breve prova con la ver-

PAOLO LORENZI

Giunta alla terza generazione la Seat Leon allunga il passo. Cresce l’interasse di 6 cm, anche se la lunghezza complessiva si accorcia di 5. La spagnola «tedesca» (il marchio è di Volkswagen) sfrutta il nuovo pianale Mqb, condiviso con la Golf serie VII e la nuova Audi A3. Il risultato è un diverso bilanciamento della vettura oltre a un abitacolo più spazioso, a dispetto dei centimetri perduti. La nuova Leon (19.490 e la versione Reference, 21.740 la Style) mette sul piatto anche la linea ridisegnata in chiave sportiva e un minor peso: 90 chili, risparmiati in gran parte con l’impiego di acciai ad alta resistenza, a vantaggio della guidabilità e dei consumi che beneficiano di motorizzazioni più efficienti.

sione 1.6 Tdi abbiamo apprezzato l’equilibrio della Leon, facile da guidare, leggera tra le curve, confortevole in autostrada. Il nuovo diesel è sufficientemente elastico e pronto, ma non siamo riusciti a scendere sotto la media dei 5 litri per 100 km. Ma su questo fronte l’impegno Seat è costante: a fine 2013 arriveranno un motore a metano e il 1.4 Tsi con tecnologia on demand che taglia l’uso dei cilindri per risparmiare benzina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Motori In listino debutta il 1.6 turbodie-

sel da 105 Cv che sulla carta dichiara un consumo di 3,8 litri per 100 km. A inizio 2013 arriverà la versione da 90 Cv, ma chi vuole potenza può puntare sul 2.0 Tdi da 150 Cv. Non mancano le opzioni a benzina: 1.2 e 1.4 Tsi con potenze variabili tra 86 e 140 Cv. Più avanti arriveranno versioni più pepate, come il 1.8 Tsi e il 2.0 Tdi rispettivamente da 180 e 184 Cv. Una vasta scelta di opzioni, quindi, per una gamma di carrozzerie che nel 2013 si amplierà con la versione famigliare e la 3 porte. Easy Connect La Leon, d’altra parte, è un

4 cilindri benzina 1.598 cmc 85 Cv a 4.000 giri 134 Nm a 2.800 giri Manuale a 5 marce 4.363 mm, 1.751 mm, 1.810 mm 1.257 kg da 800 a 3.000 litri 159 km/h 0-100 km/h in 13"7 7,5 litri per 100 km

Loeb, Carlos Sainz e David Coulthard mentre 20 piloti non professionisti arriveranno da mezzo mondo per la finale del Red Bull Kart Fight. Non mancherà poi lo spazio per la Ferrari e gli ormai consueti pit stop della squadra corse di Maranello venerdì 7 con Giancarlo Fisichella. Ingresso 18 euro (16 in prevendita) e 10 per i residenti nelle zone terremotate di Emilia, Veneto e Lombardia.

modello di punta del costruttore iberico che ha pensato ad aggiornare anche le dotazioni che comprendono i fari Full Led, a richiesta, e il Seat Easy Connect per gestire intrattenimento e comunicazione con uno schermo touch screen da 5"8. Quest’ultimo è disponibile fin dall’allestimento base e campeggia a centro plancia. È l’elemento di spicco in un abitacolo sostanzialmente sobrio, per scelte cromatiche e numero di comandi tra cui districarsi.

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La nuova Seat Leon è 6 cm più lunga

SEAT LEON 1.6 STYLE LA SCHEDA TECNICA Motore Cilindrata Alimentazione Potenza massima Coppia Trazione Cambio Marce Capacità serbatoio Peso in ordine di marcia Prezzo

4 cilindri in linea 1.598 cmc Gasolio 105 Cv a 3.000 giri/min 250 Nm Anteriore Manuale 6 50 litri 1.281 kg 21.740 euro

SEAT LEON

C’è la crisi ma il Motor Show resiste Negli stand 11 marchi e tanti campioni


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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012


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CICLISMO IL PRESIDENTE DEI CORRIDORI

RUGBY L’AUSTRALIA È A FIRENZE

«Sui controlli non ci fidiamo dell’Uci»

4 Gli ultimi salti

Bugno: «Vogliamo garanzie, la Federciclo mondiale ha perso la sua credibilità» Il «caso Armstrong» non c’è dubbio che abbia squassato il mondo del ciclismo. Dopo la squalifica a vita emessa dall’Usada, l’agenzia antidoping statunitense, e la relativa cancellazione del texano dall’albo d’oro del Tour de France e dalle altre corse vinte da metà 1998 in poi (sanzioni poi approvate dalla Federciclo mondiale) è stato un fiorire di proposte e iniziative. Tutti vogliono contribuire a migliorare questo mondo. Stavolta a scendere in campo è il Cpa, il sindacato mondiale dei corridori professionisti, presieduto dal 6 maggio 2010 da Gianni Bugno. Riunitosi martedì a Milano, ha prodotto una serie di proposte, che saranno portate sul tavolo di Pat McQuaid, presidente dell’Uci.

«La cosa più importante è l’indipendenza. Poi ci piacerebbe che ci fosse anche un membro eletto da noi per verificare che tutto venga fatto alla luce del sole. Il «caso Armstrong» mi pare che evidenzi il contrario, mentre i corridori chiedono garanzie».

S

S PUNTI «Serve un nuovo metodo per stilare la classifica punti: i corridori chiedono che possa premiare non solo i campioni ma anche i gregari»

Bugno, il primo punto?

Ma non è che se ogni istituzione chiede di eleggere un membro l’indipendenza della Commissione balla?

Nell’assemblea annuale riunitasi martedì, il Cpa presieduto da Gianni Bugno non ha parlato solamente di doping. Questi gli altri punti salienti emersi dalla discussione SQUADRE «Chiediamo l’istituzione di una sorta di "accordo paritario" per le squadre Continental (quelle di terza fascia). Questa categoria non può più essere tollerata senza un vero regolamento che ne tuteli l'attività, senza contratti, salari, assicurazione, controlli che salvaguardino la salute e la vita stessa dei corridori che ne fanno parte»

CLAUDIO GHISALBERTI

«La richiesta a McQuaid di un incontro prima possibile per parlare dell’opportunità dell’istituzione di una commissione indipendente per il controllo antidoping. Su mandato delle varie Commissioni nazionali chiederò anche che almeno un esperto di questa commissione possa essere indicato dal Cpa».

LE ALTRE PROPOSTE

Gianni Bugno, 48 anni, 2 volte campione del mondo, dal 6 maggio 2010 è presidente del sindacato mondiale dei corridori (Cpa)

possono tollerare che vi siano dubbi sulla corretta applicazione della giustizia sportiva. È un dovere dei vertici sportivi garantire che il sistema sia equo ed eguale per tutti e l’Uci, dopo i fatti emersi dal caso Armstrong, non può più farsi garante dell’applicazione della giustizia sportiva».

BETTINI

Come ne esce l’Uci da questa vicenda?

«È fuori di dubbio la perdita di credibilità e autorevolezza delle istituzioni poste a presidio di questo sport. I corridori non

A proposito di giustizia, sportiva e ordinaria: da molti mesi la Procura di Padova ha aperto un’indagine nel mondo del ciclismo e, nonostante il segreto istruttorio, si assiste a uno stillicidio di notizie. Da dove arrivano? Che cosa ne pensate?

«Sì, purtroppo l’Italia è questa. E’ una cosa che non accettiamo, ma che cosa possiamo fare? L’unica è aspettare le conclusioni delle indagini, poi tireremo le somme».

S INCONTRI «Il Cpa aumenterà gli incontri con i corridori per illustrare le attività dell’associazione»

di Sharpe Mister touche Sabato l’Italia, poi il Galles per chiudere una carriera da dominatore Doveva essere a casa, a Perth, a godersi finalmente Cooper e Frankie, i suoi bimbi di sei e di quattro anni. Invece, rimandato per l’ennesima volta il ritiro, è ancora in mischia. Anzi: sabato, con ogni probabilità, sarà il capitano dell’Australia che a Firenze affronterà l’Italia nelle terza delle quattro partite del tour europeo 2012. Nathan Sharpe, 34 anni e 114 caps, resta il leader di una squadra che, affossata da un’infinità di assenze (O’Connor, Giteau, Cooper, Genia, Pocock, Horwill, dopo l’abbandono forzato di Vickerman e solo per citare le più pesanti), è da tempo a caccia di continuità. Al rientro, finisca come finisca la tournée, chiuderà. Dopo tredici mesi di «tira e molla» stavolta definitivamente. Il migliore «Non sarà facile far ca-

pire ai ragazzi che papà, tutti i giorni, li accompagnerà a scuola e giocherà con loro — dice il seconda linea verdeoro, 115 chili distribuiti lungo 200 centimetri —: non sono abituati. Ma non vedo l’ora che succeda. Anche se so già che il rugby giocato mi mancherà da morire». Sharpe, protagonista in Nazionale da oltre un decennio, ha rimandato lo stop solo su richiesta del c.t. Robbie Deans, alle prese con troppi forfeit per poter fare a meno di lui. Il bello è che il suo rendimento è stato ancora una volta sopra le righe: nessun avanti, nella prima edizione del Quattro Nazioni di quest’estate, ha «portato» più palloni di lui. Grande al punto, a inizio mese, da meritare come già nel 2007 la prestigiosa «John Eales Medal Honour», riconoscimento che premia il miglior giocatore australiano dell’anno. La sua carriera (nel Super Rugby divisa tra Queensland Reds e Western Force), resta però una mezza incompiuta: in Coppa del Mondo ha disputato una finale (Australia 2003), una semifinale (Nuova

Nathan Sharpe, 34 anni: con 114 è il sesto giocatore con più caps nella storia. Meglio di lui Gregan (139), O’Driscoll (136), O’Gara (126), Leonard (119) e Pelous (118) AP

OGGI IL XV AZZURRO

Scarponi e Visconti a dicembre davanti al Tna

Geldenhuys e Barbieri per Pavanello e Favaro?

NIBALI-CAMPAGNOLO Oltre agli organici si vanno definendo gli equipaggiamenti tecnici delle squadre 2013. L’Astana di Nibali avrà gruppo e ruote Campagnolo; la Cannondale di Basso e Viviani userà ruote e manubri Vision; tubolari Vittoria per la Bardiani di Modolo e Battaglin.

«Il doping non si debellerà mai completamente perché appartiene al mondo dello sport, di tutto lo sport non solo della bicicletta. Inoltre l’antidoping è sempre costretto a rincorrere, perché ricerca e mercato nero sono veloci. Però davvero, sono ottimista. Ma c’è tanto da lavorare». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Props, piloni di Francesco Volpe Absolutely Free Editore Pag. 128, e 13

Quello strano rimbalzo di Peter Freeman Manifestolibri Pag. 144, e 16

«La maggior parte dei corridori ha recepito il problema. L’ambiente è sicuramente migliorato, anche se il problema non è semplice. Qualche furbo ci sarà sempre, come del resto c’è in ogni ambito della vita. Però il fatto che all’Olimpiade, dove i controlli sono seri, non sia stato trovato nessun ciclista è una buona base per lavorare e credere nel futuro». Il disco «il ciclismo è cambiato» non rischia di essere obsoleto?

IN LIBRERIA

Gli eroi siamo noi di Giacomo Mazzocchi Minerva edizioni Pag. 347, e 19.50

Che aria si respira in gruppo?

FLAMINIA CON CONTADOR Torna la Ceramica Flaminia. Nel 2013, con 12 corridori, sarà in gruppo con una squadra Continental, filiale della Saxo-Tinkoff di Alberto Contador. Il nome Flaminia sarà anche sulle maglie del team danese.

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ANDREA BUONGIOVANNI

DOPO IL DEFERIMENTO

Michele Scarponi, deferito martedì per la frequentazione con il dottor Michele Ferrari, comparirà davanti al Tribunale nazionale antidoping mercoledì 12 dicembre. Due giorni dopo, per lo stesso motivo, sarà il turno di Giovanni Visconti. Per entrambi la richiesta di squalifica della Procura antidoping del Coni è di 3 mesi. Esclusa la recidiva per Scarponi, già squalificato 18 mesi per l’Operacion Puerto.

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Oggi, poco dopo l’ora di pranzo, Italia e Australia annunceranno le formazioni titolari per la sfida di sabato (ore 15, diretta La7 dalle 14) al Franchi di Firenze. Jacques Brunel, c.t. azzurro, dovrebbe sostanzialmente confermare il XV che sabato scorso a Roma ha tenuto testa agli All Blacks. Possibili un paio di cambi, coi ritorni di Quintin Geldenhuys in seconda linea (al posto di Antonio Pavanello) e di Robert Barbieri in terza (a rimpiazzare Simone Favaro). Non si tratterebbe di bocciature, visto il rendimento offerto contro i campioni del mondo, ma solo il tentativo di schierare un pacchetto un po’ più pesante per provare a mettere in difficoltà quello Wallaby. Sono sedici i precedenti, tutti a favore degli australiani (214-568 i punti realizzati). Ieri per l’Italia giornata di riposo: Venditti, De Marchi e Iannone sono stati ricevuti a Palazzo Vecchio dal vice sindaco Nardella mentre Gori, Orquera, Favaro, Geldenhuys e Mauro Bergamasco hanno incontrato i tifosi in piazza Duomo. Difficilmente il Franchi sarà esaurito: si attendono circa 30.000 spettatori.

Zelanda 2011) e un quarto di finale (Francia 2007), ma mai ha centrato il bersaglio grosso. E, tanto per dirne un’altra, al quinto tour europeo, nemmeno stavolta finirà imbattuto: i Wallabies, del resto, non ci riescono dal 1996, quando superarono in fila Italia, Scozia, Irlanda e Galles. Il presente Stavolta a «sporcare» il ruolino di marcia ci ha pensato il pesante k.o. iniziale di Parigi contro la Francia, un 33-6 che ha fatto un’altra volta vacillare la panchina di Deans. «Robbie ha distrutto il rugby australiano e voglio che se ne vada — ha detto David Campese dopo quella sconfitta — è la cosa peggiore che sia mai capitata al nostro movimento». Ci ha pensato il successo di sabato scorso a Twickenham (20-14) a calmare le acque e a evitare che la squadra scivolasse dal 3˚ al 5˚ posto del ranking mondiale. Ma la situazione resta molto delicata e un eventuale passo falso contro l’Italia o la settimana prossima contro il Galles, costerà carissimo. Al c.t. si rimprovera l’involuzione dell’ultimo anno, con sole sette vittorie in tredici parite (e non più di tredici mete) e una mischia (match di Londra a parte) in troppe occasioni non all’altezza. Rispetto al XV che ha battuto l’Inghilterra, se le previsioni saranno confermate, a Firenze ci saranno quattro nuovi titolari: ancora al palo Pocock (ma Hooper non lo sta facendo rimpiangere), tornerà Mitchell all’ala e ci saranno Sheehan n. 9, Higginbotham in terza linea e Moore tallonatore. Sharpe, naturalmente, resterà intoccabile in seconda. Quella pelata nascosta dal caschetto, quando non ci sarà più, mancherà a tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rugby 2013 di Paolo Pacitti e Francesco Volpe Pag. 404, e 21


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BASKET AMERICA E EUROPA

In panchina D’Antoni: «Siamo i migliori della Nba» Mike senza stampelle ma ancora sofferente I Lakers vincono: «Dovremmo farlo sempre» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol NEW YORK

Come un bambino che non ha la pazienza di aspettare a salire sulla giostra: in questo caso, la panchina dei Los Angeles Lakers. Regolamento medico alla mano, Mike D’Antoni avrebbe dovuto essere ancora in convalescenza: «Almeno un altro mese per tenere il ginocchio a riposo», spiegava il tecnico prima di annunciare la decisione di guidare ufficialmente la sua nuova squadra per la prima volta. Invece, nove giorni dopo la sua sorprendente assunzione, contro i lanciatissimi Brooklyn Nets in serie positiva da cinque gare, arrivava il suo atteso esordio. E, poi, anche la sospirata vittoria. Ma quanta fatica: fisica e mentale. Emozione E’ emozionato come

un debuttante al ballo di gala. Per l’occasione, riesce a eliminare le stampelle e accomodarsi, senza aiuto, sul seggiolone, somigliantissimo a quello usato per anni da Phil Jackson per alleviare i suoi problemi di schiena, anca e ginocchia. E’ quando arriva la prima di una lunga serie di battute del nuovo allenatore: «Spero che non sia la sua sedia, ma la mia. E comunque gliela tengo in cal-

do: non si sa mai». Nel primo tempo rimane quasi sempre seduto a braccia incrociate. Nel terzo periodo, invece, l’adrenalina in circolo deve fare più effetto dei tanti antidolorifici che si inietta quotidianamente. Si alza, passeggia nervosamente lungo la linea accanto alla panchina e trova le energie per sbraitare con gli arbitri dopo una brutta chiamata. E’ evidente, gli preme soprattutto vincere la Prima, senza badare troppo alla qualità. Guida Anche perché sotto la

guida dell’interim Bickerstaff, i Lakers avevano ripreso a volare: una sconfitta e quattro successi, se pur gli ultimi due già con l’impronta dell’ex play di Milano. Perdere sarebbe, dunque, uno smacco, anche per gli eventuali mugugni dello Staples Center che la settimana scorsa era schierato unanimamente per la riassunzione di Jackson. Il gioco dei Lakers non è fluido. Manca una pedina importante come Steve Nash, mentre Dwight Howard, pur segnando 23 punti e raccogliendo 15 rimbalzi, fallisce 12 tiri su 19 dalla lunetta. Altro che showtime. La partita la vince Kobe con 6 dei suoi 25 punti nei due minuti finali. E non viene mantenuta neppure la promessa di segnare almeno 110 punti a partita. I Lakers ce la fanno an-

che grazie a Pau Gasol, che molti considerano alieno agli schemi di D’Antoni e invece sfiora la tripla doppia (17 punti, 11 rimbalzi e 7 assist), e la difesa. Attacco Dice Mike: «L’attacco non ha funzionato granché e non abbiamo giocato bene, ma avere fermato un team così "caldo" è un grosso merito». E poi aggiunge: «Con il talento che ha questa squadra non vedo ragioni per non vincere ogni singolo match. Credo che siamo i migliori della Nba, dobbiamo solo perfezionare il nostro gioco». L’ottimismo non gli è mai mancato. E, così, arriva un’altra battuta: «Ci sono stati 15 minuti in cui ho sofferto come un matto, magari è colpa degli antidolorifici che hanno perso efficacia». E a chi gli ha chiesto se utilizzare Kobe, World Peace, Gasol e Howard 40’ non fosse eccessivo, ha risposto: «Prendono un sacco di soldi. Devono guadagnarsi ogni centesimo». Ma ciò che conta è la compattezza dello spogliatoio. Spiega Gasol: «Adesso, giochiamo con più fiducia». Conferma Kobe: «Ogni giorno ci troviamo sempre meglio». D’Antoni non vinceva dal 29 febbraio scorso, quando era ancora con i Knicks. Dice: «Sono davvero felice, riassaporare il successo era molto importante».

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I NUMERI

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Mike D’Antoni, 61 anni, con Bryant e Gasol: la squadra ha adottato con entusiasmo il suo stile offensivo AFP

Media punti dei Lakers da quando c’è D’Antoni alla guida. Globalmente sono 100: la n.1, Miami, ne segna 103 a partita

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Vittorie dei Lakers nelle prime tre gare della gestione D’Antoni

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Punti media di Metta World Peace nella gestione D’Antoni: in precedenza erano 13

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Bilancio dei Lakers dopo 11 gare, per la prima volta sopra il 50%

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D’Antoni e Vitti, mitico trainer Lakers REUTERS

la guida

EUROLEGA DOMANI SFIDA DECISIVA COL PANATHINAIKOS

Cantù nelle mani di Tabu «Più responsabilità? Bene» Esploso dopo il k.o. di Smith: «Ora tutti mi guardano, devo dimostrare di essere all’altezza» LUCA CHIABOTTI

Dice Andrea Trinchieri: «Gli abbiamo dato le chiavi della squadra, lui le ha girate nella toppa». Dice il g.m. Bruno Arrigoni: «Ha il ritmo del gioco nelle gambe e nella testa». Jonathan Tabu, da quando Cantù ha perso il regista titolare Jerry Smith per 4 mesi, ha decollato: «Tutti credo preferiscano partire in quintetto — dice il play nato a Kinshasa —, onestamente anch’io, pur convinto di saper dare un buon contributo anche dalla panchina. E’ bello partire perché devi solo fare il meglio per indirizzare una partita. Se fai il cambio, spesso entri quando la squadra non gira e tutti si aspettano che solo tu debba cambiare l’inerzia. Oppure entri in un buon momento, e se le cose non continuano ad andare

bene ti considerano il responsabile». La Mapooro, che domani si gioca in casa col Panathinaikos gran parte delle residue possibilità di conquistare le Top 16, deve scegliere presto un altro regista, contando che Smith rientrerà e che il nome preferito, l’ex Sundiata Gaines, non è più disponibile: «Cerchiamo uno di livello, che possa giocare anche assieme a Tabu — dice Arrigoni —. I tempi? La fine della prossima settimana».

mona. Motivo: necessità di un lungo, eccedenza di stranieri.

«Le cose accadono per qualcosa e oggi dico grazie di avermi prestato a Cremona. Per me, trovarmi in una situazione diversa, giocare tanto, è stato importante per crescere come giocatore e come persona. A Cremona la squadra non era forte, ogni partita era una lotta di 40’ per la sopravvivenza e un processo per imparare qualcosa. A Cantù mi avevano detto che sarei potuto tornare quest’anno, ma sapevo che avrei dovuto giocare bene e dimostrarmi forte abbastanza per riconquistare questa possibilità». E’ facile guidare Cantù?

«Sì perché conosco il sistema da due anni fa. Il coach non vuole che la palla sia gestita da un giocatore solo ma condivisa da tutti e io mi considero uno che gioca per la squadra. Poi si cambia sempre perché con Tyus in squadra basta buttare la palla più in alto possibile perché la prenda e segni... E se è possibile, corriamo di più»

Come si sente nel nuovo ruolo?

«Bene, ho addosso maggiori responsabilità e quando succede tutti ti guardano: devi dimostrare di essere in grado di potertele assumere, che lavori sempre duro per essere all’altezza». E’ nato in Congo.

«Ma sono andato in Belgio quando avevo 5 anni: in Congo non c’era lavoro ed era diventato troppo pericoloso così i miei genitori sono emigrati. Non sono più tornato in Africa: mio padre, i miei fratelli qualche volta sono andati, ma da 22 anni non vedo il Paese dove sono nato». L’anno scorso fu prestato a Cre-

D’Antoni scherza con Kobe: buon segno

Obbiettivi reali?

«In Eurolega ci siamo messi in una posizione difficile da soli avendo perso due volte con Lubiana. Ma abbiamo ancora una possibilità di raggiungere le Top16 e ce la giochiamo. In Italia, penso che Cantù abbia la qualità per giocare la finale scudetto e di coppa». Jonathan Tabu, 27 anni, da tre anni in Italia CIAM-CAST

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Stasera Milano-Cedevita Bourousis c’è, Cook in forse EA7 k.o. in casa da un mese Partita decisiva per l’EA7 stasera al Forum (ore 20.45, SportItalia) col Cedevita Zagabria: fondamentale il successo per tenersi dietro croati e Vitoria (dove Milano giocherà la prossima settimana dopo il k.o. dell’andata). Se il Cedevita si presenta col nuovo coach, Jaksa Vulic, dopo che Bozo Maljkovic se n’é andato, Milano dovrebbe recuperare Bourousis, ma rischia di non schierare Cook (oltre che Gentile) colto da un attacco influenzale. Ma il vero avversario è il campo amico dove l’EA7 non vince da un mese e ha collezionato 4 k.o. tra i fischi del pubblico (Reggio Emilia e Venezia in casa, Vitoria e Olympiacos in Eurolega). «Siamo coscienti che questa è una partita praticamente decisiva per l'accesso alle Top 16 e anche di affrontare una squadra in grande forma come dimostrano le due vittorie recenti in Eurolega e il suo cammino in Lega Adriatica» dice Scariolo mentre il presidente della Federazione spagnola Saez, confermando la volontà di prolungare il rapporto col coach italiano sulla panchina della Nazionale, ha detto che la decisione avverrà entro due settimane. L’allenatore di Milano non vuole più un impegno part time per motivi familiari, ma non è escluso che scelga la Spagna come impegno full time. Girone A Oggi: Fenerbahce Istanbul-Olimpia Lubiana. Domani: Mapooro Cantù-Panathinaikos Atene (Desio, ore 20), Real Madrid-Khimki. Classifica: Real, Khimki 4 vinte-2 perse; Panathinaikos, Fenerbahce 3-3; Lubiana, Cantù 2-4. Girone B Oggi: Chalon-Alba Berlino, Unicaja Malaga-Prokom Gdynia. Domani: Montepaschi Siena-Maccabi Tel Aviv (20.45). Classifica: Maccabi, Malaga 5-1; Siena 3-3; Alba, Chalon 2-4; Prokom 1-5. Girone C Oggi: EA7 Milano-Cedevita Zagabria (20.45), Olympiacos Pireo-Efes Istanbul. Domani: Zalgiris Kaunas-Caja Laboral Vitoria. Classifica: Zalgiris 5-1; Efes, Olympiacos 4-2; Milano, Cedevita 2-4; Vitoria 1-5. Girone D Oggi: Cska Mosca-Partizan Belgrado, Barcellona-Lietuvos Vilnius. Domani: Besiktas Istanbul-Bamberg. Classifica: Barcellona 6-0; Cska 5-1; Besiktas 3-3; Bamberg 2-4; Partizan, Lietuvos 1-5. * Si qualificano alle Top16 le prime 4 di ogni girone.


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PALLAVOLO CHAMPIONS LEAGUE, 4a GIORNATA NBA RISULTATI

New York è la numero uno Bargnani segna 22 punti ma Toronto non vince mai Un vantaggio di 11 punti nel terzo quarto non basta ai Raptors che subiscono il ritorno dei 76ers guidati da un ottimo Nick Young: Andrea Bargnani ha segnato 22 punti con 7 rimbalzi in 40’. New York vince l’ottava partita con una sola sconfitta ed è la n.1 in classifica. RISULTATI Philadelphia-Toronto 106-98 (Young 23, Richardson 21; DeRozan 24, Bargnani 22); LA Lakers-Brooklyn 95-90 (Bryant 25, Howard 23; B.Lopez 23, D.Williams 22); New Orleans-New York 80-102 (R.Anderson 15, Rivers 14; Anthony 29, Felton, JR Smith 15).

Trento-Macerata senza problemi Villa c’è quasi La squadra di Caprara vince in Rep. Ceca ed è vicina alla qualificazione. Urbino travolto KEDZIERZYN TRENTO

1 3

(24-26, 15-25, 25-16, 23-25)

Gazzetta.it Nba e Eurolega protagoniste del sito Ogni mattina il meglio dall’America L'Nba e l'Eurolega sono protagoniste su Gazzetta.it. Ogni mattina trovate online gli highlights delle due partite Nba più interessanti. E i video del meglio della notte: il protagonista, riassunto di tutte le partite giocate, le migliori 10 giocate. Ma anche l'Eurolega ha ampio spazio, con gli highlights delle partite delle italiane il venerdì e il sabato.

Dwight Howard, 27: coi Nets ha giocato 41’ REUTERS

Taccuino SERIE A

Sorpresa: Cremona licenzia Caja CREMONA (a.r.) Attilio Caja è stato esonerato dalla Vanoli Cremona al termine dell’allenamento mattutino di ieri. Chiude il suo terzo spezzone cremonese (due subentri ed un esonero) con 4 punti in 8 partite. Gli subentra il vice Luigi Gresta, confermato (al momento) fino al termine della stagione. La notizia ha colto tutti di sorpresa, Caja compreso: «Non me l’aspettavo, ma come credo non se l’aspettasse tutta Italia. Come sempre il marito è l’ultimo a saperlo...» .

RECORD NEI COLLEGE USA

Tira 108 volte, segna 138 punti Con 138 punti realizzati in una partita, Jack Taylor ha stabilito il nuovo record per il basket universitario americano. Il giocatore di Grinnell, piccolo college dell'Iowa ad indirizzo artistico, ha chiuso con 52/108 al tiro (dei quali 27/71 da tre) nel match di Division III vinto 179-104 contro Faith Baptist Bible. Taylor ha così cancellato il record di 113 punti che Bevo Francis, con la maglia di Rio Grande, realizzò nel 1954 contro Hillsdale.

EUROLEGA

Proposte nuove regole alla Fiba Ferdinando Minucci è stato confermato nel Board di Eurolega per i prossimi tre anni. L’assemblea ha commentato negativamente il nuovo calendario delle Nazionali approvato dalla Fiba che prevede gare anche durante l’inverno, interrompendo l’attività dei club e escludendo i migliori giocatori impegnati nella Nba. E’ stato inoltre discussa la possibilità di sviluppare il basket in Gran Bretagna per portare un club inglese in Eurolega, e sono state proposte alla Fiba delle modifiche al regolamento tecnico tra le quali un campo di gioco più largo stile Nba, dare un solo libero, più la palla, per il fallo tecnico, limitare a 14" il tempo dell’azione dopo un rimbalzo offensivo e abolire la freccia di possesso tornando alla palla a due sulle contese. L’Eurolega quest’anno ha ridistribuito ai club 16.7 milioni di euro. Ma derivando in gran parte dal valore dei diritti televisivi nazionali, i nostri club non hanno potuto beneficiarne in modo sostanziale.

EUROCUP T.DIENER 15 ASSIST

Che partita a Belgrado La Stella Rossa batte Sassari: Thornton 33 Una sfida d’altri tempi, davanti ai 7000 spettatori della Pionir Arena: 220 punti realizzati dalle due squadre, record di assist per l’Eurocup per Travis Diener (15), percentuali pazzesche, 74% da due per i serbi, 51.4%, su 35 tiri tentati, da tre per Sassari. Ma non bastano neppure i 33 punti Bootsy Thonrton, con 7/8 nelle triple, per dare al Banco Sardegna il successo. La Stella Rossa resta in testa imbattuta dopo tre gare, Sassari ha due partite in casa nelle prossime tre per passare alle Last 16. STELLA ROSSA-SASSARI 116-104 (31-33, 57-54; 90-78) STELLA ROSSA BELGRADO: Nelson 10 (4/5, 0/1), Rakocevic 28 (11/13, 1/2), Scott 7 (3/6), Subotic 11 (3/3, 1/2), Katic 11 (4/6); Cvetkovic 9 (1/2, 2/2), Brown 22 (9/12), Lazic 6 (2/3 da 6), Simonovic 4 (2/2), Savovic 6 (0/1, 2/5), Radivojevic 2 (1/1). BANCO SARDEGNA SASSARI: T.Diener 13 (2/5, 3/6), D.Diener 14 (4/6, 2/7), Thornton 33 (4/8, 7/8), Ignersski 17 (2/4, 4/7), Easley 19 (9/11); Devecchi (0/1, 0/2), Sacchetti 5 (1/2 da 3), Vanuzzo, Pinton 3 (1/3 da 3), Diliegro. Girone H: Orleans-Cajasol Siviglia 56-70. Classifica: Stella Rossa 3-0; Orleans, Siviglia, Sassari 1-2. (passano le prime due). Donne: Schio perde a Kosice In Eurolega femminile, la Famila Schio (senza Macchi) ha perso in Slovacchia col Good Angels Kosice 79-69 (Pierson 27, Quigley 20; Lavender 15, McCray 13,; Sottana, Masciadri 12; Consolini 10) in una gara segnata dal 25-15 delle slovacche nel terzo quarto. Girone B: Sopron-Municipal Targoviste 82-87, Arras-Fenerbahce 59-88. Classifica: Schio 5-1; Fenerbahce, Kosice 4-1; Nadezhda, Targoviste 2-2; Sopron 1-4; Arras 0-4.

SCHWERINER URBINO

3 0

(25-21, 25-6, 25-19)

ZAKSA KEDZIERZYN KOZLE: Gladyr 8, Rouzier 12, Ruciak 10, Mozdzonek 9, Zagumny 4, Kapelus 10; Koziura (L), Witczak 14, Pilarz, Felipe 1, Zaplacki. N.e. Polanski. All. Castellani.

SCHWERINER: Steenbergen 14, Hanke 16, Souza Ziegler 16, Hatinova 6, Brandt 9 , Volker 5; Thomsen (L), N.e. Scheusner, Bujis, Joachin, Stein, Offer, All. Bujis.

TRENTINO DIATEC: Juantorena 18, Birarelli 9, Stokr 19, Kaziyski 9, Djuric 7, Raphael 3; Bari (L), Colaci (L), Lanza, Uchikov, Burgsthaler. N.e. Sintini. All. Stoytchev.

CHATEAU D'AX URBINO: Negrini 6, Dugandzic 5, Van Hecke 8, Petrauskaite 11, Leggs 5, Dall’Igna 1; Vallese (L), , Partenio, Santini , Non Entrate: Sykora (L), Angelelli Gentili All. Guidetti

ARBITRI: Makshanov (Rus) e Eizikovits (Isr).

ARBITRI: Hakkarainen (Fin) e Hechford (Gb)

NOTE - Spettatori: 3.500. Durata set: 28’, 22’, 23’, 29’; tot: 80’. Zaksa Kedzierzyn-Kozle: battute sbagliate 14, vincenti 10, muri 6, 2ª linea 7, errori 23,. Trentino: Diatec: b.s. 10, v. 3, m. 9, s.l. 11, e. 20, -------------------------------------------

NOTE - Spettatori 1310. Durata set: 25', 18', 24' tot. 67'. Schweriner: battute sbagliate 5, vincenti 12, muri 10, 2ª linea 6, errori 12; Chateau D’Ax: b.s. 5 m. 6, 2ª linea 8, e. 10. -------------------------------------------

NICOLA BALDO Missione compiuta. La Trentino Diatec vince anche il match di ritorno in casa dei polacchi dello Zaksa Kedzierzyn-Kozle, vedendo ora l’aritmetica vittoria del girone C a meno di un passo. Visti i 6 punti di margine sullo Zaksa basterà, infatti, un punto nei prossimi due match con Tours e Stella Rossa Belgrado per essere sicuramente nei playoff a 12 di febbraio. Trento parte forte e vola sul 2-0, grazie soprattutto ad un positivo muro-difesa, poi i polacchi rimontano e quando tutto sembrava ormai propendere per il tie-break Stokr e Juantorena hanno preso per mano la Diatec fino a conquistare l'intera posta in palio. «Sapevamo che questo era un campo caldo e con un avversario capace di metterci in difficoltà con la battuta - commenta Radostin Stoytchev -. Siamo apparsi stanchi nella seconda parte del match, anche per il tour de force che stiamo sostenendo in questo periodo». Per la Diatec si tratta della 14ª vittoria consecutiva fra campionato, Champions League e Mondiale per Club.

MARIA NOVELLA FERRI Difficile e stentata prestazione quella delle ducali, che giungono sofferenti ad un incontro determinante per il passaggio alla fase successiva, ma a casa dello Schweriner non riescono a strappare nemmeno un set. Ottima la preparazione della formazione tedesca, con il tecnico Bujis che punta molti sul fondamentale della battuta, ottenendone i risultati prefissati. Il primo set si gioca ad armi pari, ed è solo l'attacco dal centro che segna la differenza. Quel divario aumenta nel corso dell'incontro, quando Vallese e Petrauskaite subiscono il servizio e faticano a costruire il proprio gioco. Ne esce uun secondo set spaventoso, in cui Urbino fa solo 6 punti. Le aquile ducali cercano di rialzare la testa, nel terzo parziale, ma Steenberger e compagne sono implacabili e non permettono alcun tentativo di risalita. I giochi in Champions, per Urbino, sono in salita, ma ogni incontro ha una storia a se' e c'è sempre un filo di speranza per i prossimi scontri.

MACERATA UNTERHACHING

3 0

(25-23, 25-15, 25-20) CUCINE LUBE BANCA MARCHE MACERATA: Travica 2, Parodi 14, Stankovic 10, Starovic 12, Zaytsev 11, Pajenk 4; Henno (L), Lampariello, Randazzo 1. N.e. Monopoli, Pajenk, Tartaglione. All. Giuliani. GENERALI UNTERHACHING: Raymaekers 3, Duennes 7, Snippe 11, Shumov 5, Steuerwald 1, Shafranovich 8; Prusener (L), Hupka , Hirsch 3, Skladany 1. N.e. Bauer, Friedrich. All. Paduretu. ARBITRI: Markov (Rus) e Varthalitis (Gre). NOTE - Spettatori 1587, incasso 5125. Durata set: 26’, 24’, 25’: tot. 75’. Lube: b.s. 13, v. 6, m. 7, s.l. 7 e. 20. Generali: b.s. 11, v. 2, m. 5, s.l. 5, e. 20. ------------------------------------------MAURO GIUSTOZZI MACERATA Un set per togliersi di dosso la ruggine del dopo Trento e poi la Lube ritrova consolidate certezze e conquista un successo di platino contro l'Unterhaching per mantenere saldamente il primato in chiave qualificazione agli ottavi. Trascinata da un Parodi superlativo (59% in attacco e 74% in ricezione con 3 muri) che ha confermato di essere il giocatore più in forma: lui a togliere le castagne dal fuoco in un primo set giocato palla a palla, sempre il martello ligure ad esaltarsi e trascinare i suoi nel resto della sfida. Ben coadiuvato da uno Stankovic (67% e 1 muro) ritrovato e capace di scavare il solco iniziale nel 2˚ set, un parziale talmente in mano a Macerata da consentire a Giuliani di riproporre quello schieramento con tre schiacciatori (Randazzo in campo per Starovic) tanto caro e funzionale ma finito presto in soffitta per gli infortuni di Savani e Kovar. «Abbiamo sconfitto una buona squadra -ha detto Simone Parodi-. Bravi noi ad essere molto concentrati e attenti. Stiamo giocando bene e sono contento anche del mio rendimento. Sto dando il contributo che ho sempre voluto dare a questa Lube. Anche dopo Trento, nonostante la sconfitta, avevo sensazioni positive ed ho avuto stasera la conferma che questo è un gruppo coeso che può raggiungere grandi traguardi».

la guida (a.a.) UOMINI Girone A Friedrichshafen (Ger)-Roeselare (Bel) 3-2 (15-25, 20-25, 25-18, 25-22, 16-14), Innsbruck (Aut)-Kazan(Rus) 0-3 (23-25, 21-25, 17-25). Class.: Kazan 9; Roeselare 7; Friedrichshafen 4; Innsbruck 1. Girone C Kedzierzyn-Trento 1-3. Oggi: Tours (Fra)-Belgrado (Ser). Classifica: Trento 12; Kedzierzyn 6; Tours 3; Belgrado 0. Girone D Macerata-Unterhaching (Ger) 3-0, Lennik (Bel)-Lubiana (Slo) 0-3 (14-25, 19-25, 17-25). Classifica: Macerata 12; Lubiana 7; Unterhaching 5; Lennik 0. Girone E Fenerbahce (Tur)-Costanza (Rom) 3-2 (25-18, 24-26, 25-23, 20-25, 15-8). Oggi: Mosca (Rus)-Belchatow (Pol). Classifica: Belchatow 9; Mosca 6; Costanza 4; Istanbul 2. Girone F Teruel (Spa)-Dupnitsa (Bul) 3-2 (26-28, 25-23, 20-25, 25-19, 15-12). Classifica: Maaseik 11; Smirne 6; Dupnitsa 4; Teruel 3. Girone G Zalau (Rom)-Sete (Fra) 2-3 (18-25, 25-23, 22-25, 25-16, 10-15). Classifica: Cuneo 12; Rzeszow 6; Sete 5; Zalau 1. DONNE Girone A Ekaterinburg (Rus)-Zurigo (Svi) 3-0 (25-22, 25-18, 25-19), Cannes (Fra)-Günes (Tur) 2-3 (25-23, 25-16, 20-25, 15-25, 11-15). Classifica: Istanbul 11; Ekaterinburg 7; Cannes 5; Zurigo 1. Girone B Prostejov (R.Ceca)-Villa C. 0-3. Oggi: Rabita Baku (Aze)-Sopot (Pol). Classifica: Baku, Villa 9; Sopot 3; Prostejov 0. Girone C Oggi: (20.30 Sportitalia2) Busto Arsizio-Mulhouse (Fra). Class.: Istanbul 10; Busto 6; Mulhouse 3; Bucarest 2. Girone E Schweriner (Ger)-Urbino 3-0, Kazan (Rus)-Costanza (Rom) 3-0 (26-24, 25-19, 25-17). Classifica: Kazan 10; Schweriner 6; Costanza 5; Urbino 3. Girone F Lokomotiv Baku (Aze)- Muszyna (Pol) 3-2 (25-22, 22-25, 25-19, 20-25, 15-6). Classifica: Baku 10; Mosca 8; Muszyna 5; Belgrado 1. COPPA CEV Uomini (ritorno 2˚turno) Latina-Sastamala (Fin) 3-0 (25-17, 26-24, 25-15. Golden set: 15-11; and. 1-3) CHALLANGE CUP Uomini (ritorno secondo turno) Oggi: BBSK Istanbul (Tur)-Copra Elior Piacenza (and. 0-3)

Raphael il regista brasiliano di Trento, campione del mondo

PROSTEJOV VILLA CORTESE

0 3

(15-25, 18-25, 19-25)

AGEL PROSTEJOV: Vincourova 5, Velikiy 2, Zarkova 5, Hippe 12, Gomes 12, De Assis 6; Chlumska (L), Miletic 5. N.e. Jelinkova, Pereira, Hroncekova, Missottenova. All. Cada. AYSDTEL VILLA CORTESE: Mojica 1, C. Bosetti 14, Veljkovic 10, Barun 14, Klineman 13, Folie 3; Viganò (L), Garzaro 1, N.e. Rondon, Parrocchiale (L), Malagurski, Nomikou. All. Caprara. ARBITRI: Cambre (Bel), Groenewegen (Ola)

NOTE Durata set: 21’, 23’, 25’; tot. 69’. Prostejov: b.s. 7, v. 3, muri 4, 2a l. 3, e. 14; Villa: b.s. 3, v. 7, m. 10, 2a l. 6, e. 6.

MARCO LOTTAROLI Non è ancora fatta per Villa Cortese, ma la qualificazione ai playoff a 12 della Champions League dopo la bella vittoria contro l'Agel Prostejov, ottenuta in Repubblica Ceca nella 4ª giornata della Pool B, è più vicina. Chiamata a un pronto riscatto dopo l'ultima deludente prestazione in campionato l’Asystel Mc Carnaghi ha risposto presente liquidando in tre set le padrone di casa ceche ancora a secco di punti. Un successo, arrivato dopo un match giocato in assoluto controllo, che restituisce certezze alla formazione di coach Caprara che ha schierato Viganò libero (era già accaduto nella Supercoppa contro Busto Arsizio) e tenuto Parrocchiale in panchina. A guidare la cavalcata delle biancoblu la capitana Katarina Barun (3 ace) con Caterina Bosetti ben rifornite da Mojica. Pure Veljkovic (5 muri) e Klineman hanno offerto una prova convincente. Un episodio curioso durante il viaggio: all’arrivo all’aeroporto di Vienna un tifoso austriaco ammiratore della pallavolo italiana ha offerto il pranzo alla squadra! In attesa di Rabita-Sopot oggi Villa Cortese si gode il provvisorio primo posto (9 punti) in coabitazione con le azere di Marcello Abbondanza avversarie il 5 dicembre al Palaborsani.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

GOLF FINALE A DUBAI

DI SOLI PREMI

Annata incredibile ha vinto 13 milioni Una stagione straordinaria per Rory McIlroy che ha vissuto allo Us Pga Championship di agosto, ultimo major stagionale, il

momento più alto con la conquista del trofeo (a sinistra). Nello European Tour ha conquistato 13 titoli questa stagione con quasi 4 milioni di euro guadagnati. Sul Tour americano invece nel 2012 ha portato a casa quattro tornei e altri otto milioni di dollari che oltre

agli eventi promozionali come quello di Turchia e Cina (in cui è stato accompagnato buca per buca dalla fidanzata tennista Carol Wozniacki, nella foto) gli hanno fruttato quasi 13 milioni di euro di soli premi. Ed è pronto per lui un contratto di 250 milioni per 10 anni con la Nike.

McIlroy lucida le tre corone «2013 l’anno delle conferme» In campo a Dubai da vincitore di tutte le classifiche: mondiale, Usa ed europea: «Posso fare meglio, restare in alto è più difficile che arrivare»

te dei suoi 13 milioni stagionali solo di vittorie e premi, di due major in due anni e un finale di stagione travolgente in cui è stato anche a un passo dal conquistare l’assegno di 10 milioni di dollari della Fedex Cup americana non si accontenta. E se ammette che il 2012 è stato un anno eccezionale, è altrettanto convinto che mantenere questo standard non sia cosa facile:

I NUMERI Manassero e

2

Molinari oggi al via

I major conquistati da Rory McIlroy in carriera: Us Open 2011 e Us Pga 2012.

I colpi di vantaggio con cui McIlroy ha iniziato l’ultimo giro dello Us Open 2011 vinto al Congressional.

L’anno scorso di questi tempi Luke Donald arrivava a Dubai con la quasi matematica certezza di intascare un record storico: vincere l’ordine di merito americano, quello mondiale e la Race to Dubai ovvero la money list europea. Nessuno ci era mai riuscito, nemmeno Tiger Woods anche per la sua scarsa frequentazione dei green europei. Quando Donald col suo piazzamento nel World Golf Championship è riuscito nell’impresa si è gridato al prodigio.

Incontentabile Intanto Rory, for-

la guida

8

FEDERICA COCCHI

Sorpresa Poco meno di un anno dopo ecco che Rory McIlroy, ad appena 23 anni scippa la «triplice corona» del golf dalla testa del «povero» Donald. Ma se a Dubai 2011 un pochino l’inglese il primato se l’era dovuto sudare, al World Tour Championship che comincia oggi nell’emirato, il nordirlandese arriva a risultato acquisito. Il terzo posto nel Singapore Open vinto da Matteo Manassero ha dato al 23enne vincitore di due major la matematica vittoria dell’ordine di merito europeo. Il che da un lato lascia presagire che un nuovo imperatore del golf dominerà la scena dei prossimi anni, dall’altro rischia di abbassare il tasso della competitività. Come accade in questi giorni a Dubai dove sono in molti a chiedere che venga modificata la formula della finale per rendere la lotta più intrigante.

4

80

Lo score di Rory nell’ultimo giro del Masters 2011 dopo aver iniziato in testa alla leaderboard.

3

Rory McIlroy, 23 anni, n.1 al mondo. Sotto il n.2 Luke Donald, 32 REUTERS

«Ho sempre detto che voglio lottare e migliorarmi, anno dopo anno. Da quando sono diventato professionista — ha detto il numero uno dei «tre mondi» del golf — cinque anni fa sono riuscito a mantenere fede a questo impegno, ma non finisce qui». Amatissimo dagli appassionati e quindi dagli sponsor, giura fedeltà allo European Tour nonostante la fuga di giocatori verso gli States sia preoccupante: «Nel 2013 l’obiettivo principale sono ovviamente i major. Voglio giocare in tutto il mondo perché penso sia il dovere un professionista, ma resterò sempre membro del Tour Europeo a cui devo molto». E poi fa professione di umiltà trovando difetti nel suo gioco; «Vorrei migliorare tecnicamente in alcuni particolari. Posso fare ancora meglio e devo farlo perché arrivare in vetta è più facile che restarci».

«Il prossimo anno punto ai major, ma non lascio il Tour Europeo, gli devo molto» Manassero: «Rory ha un talento unico. Quando è in forma può fare qualunque cosa»

Colleghi «Rory è il giocatore più talentuoso che abbia mai visto — dice di lui Matteo Manassero un altro baby prodigio con i suoi 3 titoli vinti a soli 19 anni —. Ha delle doti tali che se è concentrato può vincere e recuperare qualunque risultato. Anche a Singapore dopo un avvio così così è arrivato la domenica a lottare per il torneo ed è arrivato terzo». Il protagonista dell’ultima straordinaria Ryder Cup vinta dall’Europa, Ian Poulter, conferma il concetto espresso da Manassero: «Credo che Rory, per come sta giocando e crescendo possa vincere almeno un Major l’anno. E’ un ragazzo straordinario, tutti siamo impressionati dalla sua stagione e l’anno prossimo credo che lo vedremo spesso in lotta per la vittoria». Il futuro è appena iniziato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il nordirlandese è al terzo posto nella classifica dei più giovani ad aver vinto due major. Davanti a lui Jack Nicklaus e Seve Ballesteros. Ha superato anche Tiger Woods.

Francesco Molinari (foto qui sopra), al settimo posto della Race to Dubai e Matteo Manassero (foto in alto) che con il successo nel Singapore Open due settimane fa ha raggiunto la tredicesima posizione, sono gli unici protagonisti italiani del World Tour Championship. Il torneo conclusivo dello European Tour vede la presenza in campo dei migliori al mondo. Oltre al numero 1 Rory McIlroy che ha comunque matematicamente conquistato l’ordine di merito europeo qualunque sia il suo piazzamento nell’emirato, partecipa anche il nuovo numero 2 Luke Donald che con la vittoria del Dunlop Phoenix in Giappone ha scavalcato Tiger Woods ora numero 3. In gara anche Westwood e Poulter, entrambi in un crescendo di fine stagione. In gara 57 concorrenti e non 60 per il forfeit di Bjorn (24˚), di Ross Fisher (34˚) e Retief Goosen (39˚). Si gioca al Jumeirah Golf Estate a Dubai (par 72) il montepremi è di 6.240.000 euro, con prima moneta di 1 milione e 41 mila euro. In tv: diretta Sky Sport 2 dalle 16.30.

DA ELISABETTA II

Clarke nominato Ufficiale dell’Impero

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I tornei giocati quest’anno da McIlroy sullo European Tour dove ha guadagnato 3.696.597 euro

C’è chi lo candida a prossimo capitano europeo di Ryder Cup per l’edizione del 2014 intanto Darren Clarke ricevuto dalla regina Elisabetta una delle maggiori onorificenze del Regno Unito. Il vincitore dell’Open 2011 ha ricevuto la stella Ufficiale dell’ordine dell’Impero britannico.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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SPORT INVERNALI COMBINATA NORDICA A ROMA CON PETRUCCI, TOMBA E ROCCA

DOMANI SALTO MISTO: PROBLEMI A UN GINOCCHIO

Presentati 2 Mondiali e la 3Tre

La Demetz cade in allenamento

(g.l.g.) Due Mondiali ed una tappa di Coppa del Mondo presentati ieri a Roma. Cioè la 3Tre di sci alpino del 18 dicembre a Madonna di Campiglio, la rassegna iridata di sci alpino a Schladming dal 4 al 17 febbraio e la chiusura in bellezza con i

Mondiali di sci nordico in Val di Fiemme (terza volta in venti anni), dal 20 febbraio al 2 marzo. Alla presentazione nel salone d’onore del Coni, c’erano Petrucci, Pagnozzi. Roda, Tomba e Rocca oltre al presidente della federsci austriaca e ai dirigenti trentini.

La pista di fondo di Val di Fiemme

Domani la stagione dello sci nordico scatterà con una prova curiosa a Lillehammer: la staffetta di salto mista, ovvero due donne e due uomini. Le due ragazze azzurre saranno probabilmente Elena Runggaldier, argento mondiale, e Evelyn Insam, anche perchè ieri in

allenamento è caduta Lisa Demetz che ha sbattuto violentemente il ginocchio ed è stata portata in ospedale per accertamenti (scongiurati problemi ai legamenti). I due azzurri saranno Sebastian Colloredo e Andrea Morassi. Ai Mondiali fiemmesi ci sarà la prova mista.

Lisa Demetz, 23 anni, di Ortisei

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Il ritorno di Pittin

TUTTE LE COPPE

«Io e Lamy come Vettel-Alonso» Duello con il francese anche nella stagione al via sabato: «Non so come sto, al top ai Mondiali» STEFANO ARCOBELLI

Esorcizzare la sfortuna, non temere la paura, recuperare (come sempre) di slancio: soltanto un po’ di pazienza reclama Alessandro Pittin. Soltanto un po’ di verifiche. Alessandro, finora, è sempre stato una garanzia. Perché non fidarsi, allora? Sa di poter tornare il Pit-bull della combinata nordica, al via sabato da Lillehammer. Due stagioni fa, Pittin si presentò al mondo con il bronzo olimpico; a gennaio ha sbancato in Coppa del Mondo con una tripletta a casa del padrone francese dell’unica disciplina vietata alle donne, Jason Lamy Chappuis. Poi è ruzzolato, fratturandosi la spalla, ed anziché la sfera di cristallo è finito sotto i ferri di un ospedale milanese. Succede, certo. Però, adesso, Pittin è partito per il trampolino norvegese con un oggetto misterioso che lui non svela ma che considera portafortuna e, soprattutto, rilassante, prima di volare nel vento. Alessandro è arrivato come tutti quelli che s’approcciano alle gare dopo un grave infortunio: dubbi, ma anche speranze, ritardi di

preparazione ma anche tanta voglia di guardare in faccia i più grandi del reame. Pittin, l’avevamo lasciata a Chaux Neuve duellare con Lamy Chappuis. E’ già pronto?

«Purtroppo non ancora visto il recupero dall’infortunio, non ho neanche i confronti d’estate nè col francese nè con Watabe e gli altri, i norvegesi, i tedeschi e gli austriaci. Non so quanti andranno in forma subito, penso che i big punteranno più ad andare al top ai Mondiali. Ed anche io...». In Val di Fiemme a febbraio sarà un duello con il francese in stile Alonso-Vettel, visto che pure lei ora ha lo sponsor dei motori, Red Bull?

«Lui è più completo come combinatista, è grintoso, è sempre più forte di me sul salto, è difficile da attaccare nel fondo perché è molto migliorato, io magari faccio grandi recuperi e non mollo mai. In Francia ho capito che posso batterlo, e sarà ancora così nelle prossime due stagioni. Ogni volta dipende da quanto spendo al-

2010

Alessa n podi in dro Pittin pu riesce Coppa del M r senza olimpic ad arrivare s ondo, u o di Va ncouve l podio r: bron zo

2012

Tre vit t Pittin a orie di fila: A pista fr gennaio le c lessandro del Mo ancese del r entra sulla e ndo, La my Ch di Coppa appuis

l’inizio per recuperare. Ma non sarà una battaglia solo a due, ma fino a febbraio almeno a quattro, col giapponese». Cosa cerca in queste prime gare?

«Non sono al top neanche nel fondo, non so se per stanchezza dopo questa estate a rifare tutto, o per la non preparazione regolare, cioè molti meno chilometri, per via della spalla da riabilitare. Ma sono curioso di vedere come reagisco, soprattutto dal trampolino. Sono a Lillehammer per capire».

sta davanti come me vuole solo migliorare per non farsi raggiungere. Così funziona...». Dopo le cadute è cambiato il suo approccio con il trampolino?

«La fiducia è la stessa, la paura non mi condiziona, altrimenti non avrei scelto questo sport». Lei ha un’immagine di freddo in gara, ma fuori ama fare spettacolo ed è pieno di fans, soprattutto ragazze..

«Posso tornare a battere Jason. I Giochi di Sochi? Prima penso alla Val di Fiemme»

Comincia un biennio cruciale per lei: non potrà più nascondersi come a Vancouver.

«L’Olimpiade ha sempre un peso diverso, ma a Sochi non voglio pensare; un Mondiale in casa è sempre qualcosa di particolarmente importante, e provo a concentrarmi per l’obiettivo più ravvicinato. E voglio vedere intanto come andrà in Coppa del Mondo». E in squadra come va? Sente il fiato di Runggaldier?

«Abbiamo un gruppo di altro livello, in passato è mancata proprio la competizione interna per crescere. Ora siamo tutti giovani, la rivalità è sana in gara, e fuori siamo tutti un po’ amici. I ragazzi dietro hanno la possibilità di crescere e chi

ALESSANDRO PITTIN BRONZO OLIMPICO

«Già, mi piace coinvolgere e divertire la gente, il contatto con i tifosi mi spinge, mi carica tantissimo». Una medaglia in Val di Fiemme...?

«E poi a festeggiare con un giro in una monoposto di Formula 1». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SCI ALPINO SECONDO IN COPPA DEL MONDO NEL 2011-2012

Feuz ha problemi ad un ginocchio E’ costretto a saltare la stagione Lo sci è una disciplina che distrugge i suoi protagonisti. L’ultima vittima è lo svizzero Beat Feuz, 25 anni, discesista sopraffino competitivo anche nelle discipline tecniche. Ieri la federazione svizzera ha comunicato che la sua stagione è già finita prima ancora di cominciare. Già a fine ottobre Beat aveva rinunciato al gigante che a Sölden ha aperto la Coppa del Mondo, ma ora c’è la certezza che per ora non è in

grado di calzare gli sci e chissà se potrà tornare a farlo. L’infezione Tutta colpa del gi-

nocchio sinistro, di un’infezione, complicazione di un intervento chirurgico subito a marzo e che l’ha già costretto a diversi drenaggi in artroscopia ma con poco esito. Quello stesso ginocchio la scorsa stagione, quella dell’esplosione, gli aveva impedito di contendere sino in fondo la Coppa del Mon-

Lo svizzero Beat Feuz, 25 anni, 5 vittorie in Coppa del Mondo EPA

Sci alpino Sabato e domenica: discesa e superG uomini a Lake Louise, gigante e slalom donne ad Aspen. Sci di fondo Sabato e domenica: 10 km tl donne e 15 km, staffette 4x7.5 km a Gallivaere. Salto Domani salto misto a squadre a Lillehammer; sabato: hs 100 U e D; domenica: hs 138 U. Combinata nordica Sabato hs 106-10 km a Lillehammer; domenica: penalty race hs 138-10 km. Biathlon Sabato: sprint U e D a Idre (Sve). Domenica: staffetta mista. Slittino Sabato: e domenica a Igls (Aut). Bob e skeleton Sabato e domenica a Whistler M. (Can)

do generale all’austriaco Marcel Hirscher. Già a febbraio nel gigante di Cras Montana, Feuz si era presentato zoppicando. Talento Vincitore a sorpresa

nel marzo 2011 della discesa di Kvitfjell (Nor), la scorsa stagione si era imposto sempre in discesa a Wengen e Sochi ed in superG in Val Gardena e Kvitfjell. Poi i problemi lo hanno fermato. In estate, dopo l’intervento, aveva ripreso a sciare ma ben presto è stato costretto a sospendere al preparazione per gli insopportabili dolori al ginocchio sino ai continui ricoveri per cercare di pulire e disinfiammare l’articolazione. Adesso Feuz ha alzato bandiera bianca e lo sci elvetico è molto preoccupato perché doveva

Alessandro Pittin, 22 anni, friulano di Cercivento, 3˚ ai Giochi, gareggia per le Fiamme Gialle

essere questo ragazzo della valle dell’Emmenthal l’ombrello di una squadra che ha già perso il talento di Daniel Albrecht con l’incidente nelle prove della discesa di Kitzbuhel ed ha visto in parte esaurirsi le grandi qualità di Carlo Janka. A Sölden si sussurrava che Feuz ha fatto affidamento sulla sua classe disertando gli allenamenti che dovevano formarlo in età giovanile e in Coppa del Mondo, aumentato il carico di lavoro, il fisico non avrebbe più retto. Ieri sera, intanto, prime prove della discesa di sabato a Lake Louise (Canada): miglior tempo per l’austriaco Franz in 1?50"65, miglio azzurro Paris, undicesimo a 1"68 pa. m. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

NUOTO EUROPEI VASCA CORTA

Lucas: «C’è l’accordo per Federica» Il tecnico incontra lo staff azzurro: stilerà i programmi di Pellegrini e la ospiterà a Narbonne per gli stage DAL NOSTRO INVIATO

MARISA POLI CHARTRES (Fra)

Lucas secondo. «L’accordo c’è, ho parlato con la federazione italiana» dice con un sorriso Philippe a bordo della splendida piscina «L’Odyssee» di Chartres, da oggi a domenica sede del ventesimo campionato europeo in vasca corta. L’allenatore francese dal capello lungo e il look inconfondibile stilerà i programmi di allenamento di Federica Pellegrini, la ospiterà insieme a Filippo Magnini nel centro di Narbonne per almeno due o tre stage all’anno. «Ne abbiamo parlato per questa stagione» spiega Lucas, ma fa capire che il progetto vero è di arrivare fino a Rio 2016. «Perché ho trovato una Federica che ha ancora voglia — aggiunge l’allenatore che è stato anche il mentore di Laure Manaudou —, non c’è stato bisogno di tante parole e anche Magnini è uno che mi piace. Federica mi voleva a Verona, io non volevo lasciare Narbonne. Lei fatica a stare lontano da casa, ma verrà con Filippo e io seguirò anche lui, così abbiamo trovato la via».

«Fede ha voglia, ma fatica a star lontana da casa Seguirò pure Magnini»

PHILIPPE LUCAS CON FEDE D’ORO NEL 2011

gno di una situazione tecnica affidabile». Qualcosa di più, insomma, di un allenamento guidato via sms. Dell’argomento si discuterà al rientro a Roma da questi Europei francesi. Convergenze La linea di Lucas con la Federazione italiana è stata chiara, come nel suo stile, come quando pensa che quando un nuotatore vuole trasferirsi negli Stati Uniti è lui che va, e non il contrario. Lucas è chiaro: curo i programmi di allenamento di Federica

LA RINUNCIA

Niente Grecia per la crisi finanziaria Assenti per crisi. I greci non saranno al via degli Europei in vasca corta per la prima volta in 16 anni, causa problemi finanziari. Lo ha confermato ieri il presidente della federnuoto greca, Dimitris Diathesopoulos. «Abbiamo deciso l’estate scorsa che non ci saremmo andati - ha spiegato -, fondamentalmente per problemi economici. Non ce la facevamo a stare nel budget con i Mondiali di Istanbul così vicini. E’ la prima volta che ci succede dal 1996, ma in questi giorni tante cose stanno succedendo per la prima volta nella nostra storia». STAFFETTA IN FAMIGLIA «Ci saremo io, Fred e Flo, sarà bellissimo» così Laure Manaudou, che al termine degli Europei dovrebbe annunciare l’addio (secondo e definitivo) alle gare, ha parlato della 4x50 mista, con due uomini e due donne, per la prima volta nel programma degli Europei. La Manaudou sarà al via con il compagno Fred Bousquet e il fratello Florent, la quarta sarà Anna Santamans.

Organizzazione

Ora resta da vedere come funzionerà l’affidamento a distanza. Secondo il direttore tecnico azzurro Cesare Butini «per quest’anno, che per Federica è sabbatico, in linea di massima potremmo anche fare così, abbiamo chiesto a Lucas un’agenda, un progetto concreto, anche perché c’è biso-

Recco, che rimonta contro il Savona E il Brescia allunga

PRO RECCO-SAVONA 9-8 (1-4, 2-0, 3-2, 3-2). Ferla Pro Recco: Tempesti, Madaras, Felugo 2, Giacoppo 1, D.Fiorentini, Aicardi 2, S.Luongo 2; A.Fondelli, Mangiante, F.Lapenna 1, Figari 1. N.e. Pastorino. All. Tempestini. Blu Shelf Carisa Savona: Antona, Damonte, L.Bianco 1, Rizzo 3, M.Janovic 2, Mistrangelo 1, Deserti; G.Bianco, Alesiani, Petrovic 1, Fulcheris. N.e. Michelotti, Rolle. All. Pisano. Arbitri: Colombo e Paoletti. Note: sup. num. Pro Recco 15 (7 gol), Savona 10 (4). Usc. 3 f. Deserti 5'54”, Mistrangelo 30'33", M.Janovic 31'50". (i.v.) Il Savona va avanti 4-1, il Recco l’agguanta nel terzo tempo. Da lì, mille emozioni: a 23" dalla fine Figari sorprende tutti in controfuga (con l’uomo in meno). In tribuna Ciro Ferrara, tecnico della Samp, e Pino Porzio, ex Recco. FLORENTIA-BRESCIA 8-9 (3-2, 2-3, 1-4, 2-0). Florentia: Mugelli, Pagani 1, Molina 1, Coppoli 1, Espanol 5 (1 rig.), M.Lapenna, Bini; F.Di Fulvio, Brancatello, Gobbi, A.Di Fulvio. N.e. Borella, Minetti. All. Sottani. Brescia: Del Lungo, C.Presciutti 2 (1 rig.), Loncar, Nora 2, Binchi, Elez 2 rig., G.Fiorentini 1; R.Calcaterra, Mammarella 1, Giorgi 1. N.e. Valentino, Legrenzi, Moratti. All. Bovo. Arbitri: Bianchi e Pascucci. Note: sup. num. Florentia 9 (3), Brescia 5 (2). Usc. 3 f. Bini 4˚ t. (a.p.)

casa in riva al mare, a Gruissan, e sono anche vicino ai miei figli (vivono a Canet en Roussillon con la ex moglie, ndr)». Dall’altra parte ci sono il piacere di allenare una campionessa e la sfida di riportarla in alto. Fede sarà l’unica donna, almeno quest’anno, del suo gruppo a Narbonne, dove continuerà a lavorare anche Momo Leveaux («Avete visto che pancia? Sono riuscito a rimetterlo in piscina solo da un mese» ride Lucas). Ripescato Innegabile che le quotazioni dell’allenatore tifosissimo del Psg di Ancelotti e Ibrahimovic siano decollate dopo l’accordo con Fede del 2011 e la doppietta d’oro 200-400 sl ai Mondiali di Shanghai. Una spolverata alla reputazione che l’ha riportato anche nei ranghi federali della Francia, dove mancava dal 2007. Ora è chiamato a parlare nelle conferenze stampa ufficiali insieme a Fabrice Pellerin, tecnico di Muffat e Agnel, e Romain Barnier, guru del gruppo di Marsiglia. Anche se Lucas, fedele al suo personaggio, ha dichiarato a Radio France: «Non mi fa né caldo né freddo, mi ricorderò per sempre come mi hanno trattato, quando mi hanno cacciato via nel 2008. Poi per guadagnare sono diventato romeno, italiano, ho guadagnato pesetas, ho imparato tante cose. E se sono qui è per Leveaux, altrimenti non ci sarei». Orgoglio Sono bastate poche

settimane e ha convinto Federica: «Solo lui mi può aiutare a tornare ad alto livello» e conquistato pure Filippo Magnini («Che carisma»). E i francesi, che da oggi vogliono sbancare gli Europei, non nascondono l’orgoglio per questa scelta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

PALLANUOTO LA SESTA GIORNATA

Bellissimo derby: decide Figari Nervi, punti d’oro

Pellegrini, voglio essere pagato per questo. Mi va bene lavorare da me, prendere in considerazione un trasferimento in Italia non rientra nelle possibilità, se non in occasioni straordinarie e non certo in via definitiva. «Non sono venuto qui per aprire un bistrot» disse quando si presentò, dopo l’estate, alla società che l’ha ingaggiato con un triennale dopo l’addio con il Lagardere di Parigi. «Per me Narbonne è la soluzione ideale: mi hanno dato una

CAMOGLI-BOGLIASCO 11-12 (2-3, 1-2, 4-4, 4-3). Camogli: Gardella, Beggiato 5 (2 rig.), Rocchi 1, L.Fondelli, Cupido, Trebino, Bruni 1; Cambiaso 2, Foti 2, Iaci, Gandini, Manzi. N.e. Antonucci. All. Cavallini. Bogliasco: Dinu, Sekulic, Camilleri 5 (1 rig.), Boero, Bettini 1, Barillari 2, Guidaldi; A.Di Somma 3, Vergano, Cocchiere, E.Di Somma 1, Brambilla, Gavazzi. All. Del Galdo. Arbitri: L.Bianco e Scappini. Note: sup. num. Camogli 10 (5), Bogliasco 11 (6). Usc. 3 f. Vergano 22’23". (a.fe.) ACQUACHIARA-QUARTU 9-4 (2-0, 3-1, 2-2, 2-1). Carpisa Yamamay Acquachiara: Kacic, Perez, Mattiello, Danilovic 1, Scotti Galletta 2, Petkovic 2, Gambarcorta 1, Ferrone, Saviano 2, Marcz 1, Di Costanzo, Sadovyy, Ragusa. All. Mirarchi. Promogest Quartu: Volarevic, M.Luongo 2 (1 rig.), Buckner 1, Steardo, Klikovac, Montaldo, Pagliara, Sassanelli, Nicche, Ercolano, Astari-

Damonte (Savona) al tiro BORSARELLI

la guida Le star francesi e speranze azzurre Tv: finali ore 16.30 CHARTRES (Fra) Nella patria dei tre campioni olimpici, ovvero Camille Muffat, Yannick Agnel e Florent Manaudou, da oggi a domenica si nuota per la ventesima edizione dei campionati europei in vasca corta, prima manifestazione internazionale in Francia dopo gli Europei di Strasburgo 1987. L’Italia è presente con 25 atleti, le speranze per i Giochi di Rio 2016 (compreso il già campione europeo dei 1500 Gregorio Paltrinieri) e i più esperti Fabio Scozzoli, Luca Dotto, Luca Marin, Ilaria Bianchi e Arianna Barbieri. Tra le star francesi non ci sarà Camille Lacourt, alle prese con problemi alla schiena. L’Italia non parteciperà alle due staffette 4x50 sl. Nella 4x50 mista, in caso di finale Dotto potrebbe essere schierato nella frazione a farfalla. OGGI (batterie dalle 9, semifinali e finali dalle 16.30): 50 sl uomini (Dotto, Bocchia); 50 rana donne (Boggiatto); 200 mx U (Turrini); 100 do D (Barbieri, Esposito); 200 do U (Laugeni, Lestingi, Mencarini); 100 fa U (Giordano, Pavone); 200 fa D (Pirozzi, Polieri); 100 ra U (Scozzoli); 200 mx D (Polieri); 400 sl U (D’Arrigo, Detti, Di Giorgio, Paltrinieri); 100 sl D; 4x50 mista U (batt. Bonacchi, Scozzoli, Giordano e Bocchia); 4x50 sl D. DOMANI 50 dorso U (Bonacchi, Laugeni, Lestingi, Mencarini); 50 farfalla D (Bianchi); 400 mx (Marin, Turrini); 200 ra; 100 sl (Di Giorgio, Dotto, Maestri); 4x50 mista U e D; 800 sl (Carli, De Memme). SABATO 50 dorso D (Barbieri, Esposito); 50 rana U (Scozzoli); 400 sl D (Carli, De Memme); 100 do (Bonacchi, Laugeni, Lestingi, Mencarini); 100 rana D (Boggiatto); 100 mx U (Turrini); 100 fa (Bianchi, Di Pietro, Polieri); 200 fa (Pavone); 4x50 sl 2 uomini e 2 donne; 1500 sl (Detti, Paltrinieri). DOMENICA 50 sl D (Di Pietro); 50 farfalla U (Giordano); 400 mx (Pirozzi, Polieri); 200 ra U; 200 sl D (Carli, De Memme); 200 sl U (D0Arrigo, Detti, Di Giorgio, Maestri); 200 do (Esposito); 4x50 sl U, 4x50 mx D (Italia). IN TV Oggi e domani diretta dalle 16.30, sabato e domenica dalle 15.30, su RaiSport 1 ed Eurosport.

DOPING IL GRANDE FANTINO ta 1, C.Russo, Graffigna. All. Pettinau. Arbitri: Ceccarelli e Rovida. Note: sup. num. Acquachiara 11 (5 gol), Quartu 4 (1). Usc. 3 f. Sassanelli 23'582. (f.nap.) LAZIO-POSILLIPO 9-8 (3-2, 0-3, 3-1, 3-2). Lazio: Gazzarini, M.Gitto 1, Sebastianutti, Africano, Latini, Colosimo 2 (1 rig.), Mandolini 1, N.Presciutti 2, Leporale 1, Maddaluno, Gianni, Di Rocco 1, Vittorioso 1. All. Formiconi. Posillipo: Negri, Cuccovillo, Rossi 1, Scalzone, Mattiello, Toth 1, Renzuto Iodice 1, Gallo 1, Kovacs 2, Ferrone, Baraldi, Saccoia 1, Riccitiello 1. All. Occhiello. Arbitri: D. Bianco e Brasiliano. Note: Sup num: Lazio 9 (3), Posillipo 14 (4). Usc. 3 f. Saccoia 20’12”, Gianni 22’06”, Gallo 22’43”, Sebastianutti 30’14”. (g.sc.) ORTIGIA-NERVI 9-10 (2-3, 1-4, 4-2, 2-1). Igm Ortigia: Patricelli, Barranco, Abela, Puglisi, Boyd, Napolitano 1, Tringali 3, Di Luciano 1, Polifemo, Zovko 1, Vinci, Suti 3 (2 rig.), Negro. All. Baio. Ellevi Nervi: Ferrari, Puccio, D'Alessandro, Temellin 1, Lerman, Marziali 3, Ferrero, Lanzoni 3 (1 rig.), Mann 1, A.Caliogna 2, Cavo. All. Ferretti - Arbitri: Riccitelli e Taccini. Note: sup. num. Ortigia 15 (1), Nervi 6 (2). Esp. Puglisi a 7'8" per gioco violento. Usc. 3 f. A.Caliogna 23'19", Mann 25'29", Ferrero 30'15, Barranco 30'59". Ferrari al 25'29" para un rigore a Suti. (a.s.) Classifica: Brescia 18; Pro Recco 15; Savona 13; Acquachiara 11; Bogliasco, Floren, Lazio 9; Posillipo, Nervi* 6; Ortigia 4; Quartu 3; Camogli* 0. (*una partita in meno). Pr.turno (15/12): Nervi-Florentia, Brescia-Acquachiara (14/12), Posillipo-Camogli, Lazio-Pro Recco, Quartu-Savona, Bogliasco-Ortigia. COPPE DONNE (c.fer.) In Coppa Campioni, da oggi a domenica, girone eliminatorio agevole per l’Imperia che ospita Bochum (Ger), Nancy (Fra), Olympiakos (Gre), Sabadell (Spa) e Hapoel Kyriat Tivon (Isr). In Coppa Len, Orizzonte a Bordeaux con le francesi, il Liverpool (Gbr), Donk Gouda (Ola), Izmailovo Mosca e Uralochka (Rus). Avanzano le prime 4 di ogni gruppo.

Dettori positivo La Francia lo sospende in attesa del verdetto

Parigi, 16 settembre. Dettori (giubba azzurra) e Farhh battuti da Moonlight Cloud nel Moulin del convengo in cui Frankie è risultato positivo FORNI MICHELE FERRANTE

La commissione medica francese ha sospeso temporaneamente «per motivi medici» Lanfranco Dettori dalle corse francesi. E’ questa la prima misura restrittiva (che segue l’audizione di martedì a Parigi) comunicata ieri al 41enne miglior fantino del mondo, in relazione alla sua positività (quasi certamente alla cocaina) riscontrata dopo il test effettuato a Parigi-Longchamp il 16

settembre, quando prese parte a 4 corse di gruppo nel giorno dei trial di preparazione all’Arc de Triomphe, cogliendo al massimo un secondo posto con Farhh nel Moulin de Longchamp. Iter disciplinare La commissio-

ne medica ha anche chiarito i passi successivi della pratica Dettori, che ora verrà trasmessa ai Commissari di France Galop, l’ente ippico francese, in applicazione dell’articolo 143 del codice delle corse dei puro-

sangue. I commissari dovranno ora affrontare la questione dal punto di vista disciplinare, ed entro 15 giorni emettere un verdetto, dopo aver ascoltato nuovamente il diretto interessato. Sei mesi E se venisse confermata la positività alla cocaina di ordine «ricreativo» (quantità minima non in grado di dopare e quindi assunzione per motivi privati) Lanfranco Dettori dovrebbe subire una squalifica di sei mesi (questa volta valida in tutto il mondo), come accadde al collega Kieren Fallon trovato positivo ad un metabolita delle cocaina in Francia nel 2006. La teoria del doping ricreativo coincide con la strategia difensiva di Dettori, che attraverso il suo avvocato ha fatto sapere di accettare la decisione della commissione medica, alla quale è grato per aver ascoltato le sue motivazioni. Stagione finita La sospensione

dei francesi non incide al momento sull’attività di Dettori. La stagione europea si è di fatto conclusa e anche a livello mondiale resta da disputare soltanto la Japan Cup in programma domenica a Tokio ma nella quale Dettori (che ha montato l’ultima volta a inizio mese nella Melbourne Cup) non ci sarà. © RIPRODUZIONE RISERVATA


GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Boxe / 1 REGOLAMENTO DI CONTI PER DROGA A PORTORICO. UNA CARRIERA TRA PUGNI, TV ED ESAGERAZIONI PER IL 50ENNE HECTOR «MACHO»

Sparatoria in auto: grave Camacho La pallottola ha attraversato la mascella e il collo dell’ex campione iridato. Morto l’uomo al suo fianco Alcol e droga Amava la bella vi-

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol NEW YORK

Sul ring Hector «Macho» Camacho era celebre per il suo abbigliamento sgargiante e la rapidità: un bersaglio sempre in movimento difficilissimo da colpire. Ma ieri mattina alle 4, mentre si trovava a bordo di una Ford Mustang fuori da un bar della nativa Bayamon, periferia di San Juan (Portorico), lo hanno centrato con un colpo di pistola. E ora, l’ex campione del mondo di superpiuma, leggeri e superleggeri, lotta per la sua sopravvivenza. Chi si trovava al volante della vettura, Adrian Alberto Moreno, 49 anni, è rimasto ucciso nel corso della sparatoria: quasi certamente un regolamento di conti. La polizia ha, infatti, rinvenuto all’interno dell’abitacolo dieci sacchi di cocaina. Rischio paralisi Il dottor Erne-

sto Torres, primario di neurologia del Centro Medico di San Juan, ha detto che la situazio-

Ghiaccio FIGURA: L’8-9 DICEMBRE

Hector Camacho detto «Macho» viene trasportato in ospedale e, sopra, da pugile. Il portoricano ex tricampione del mondo, è nato il 24 maggio 1962 a Bayamon. Ha chiuso la carriera il 14 maggio 2010 con un record da pro’ di 79 vittorie (38 ko), 6 sconfitte e 3 pari AP

ne è drammatica: «La prognosi per "Macho" non è buona. C’è stato un arresto cardiaco, ma in questo momento le sue condizioni sono critiche, anche se stabili». La pallottola è penetrata nella mascella, ha attraversato la testa ed è rimbalzata nel collo, danneggiando due vertebre. Nel caso dovesse sopravvi-

Boxe / 2 LA VERSIONE DEL KILLER

vere, Camacho rimarrebbe quasi certamente paralizzato. Nelle ultime ore le sue condizioni sono sensibilmente peggiorate tanto da ipotizzare il coma profondo: i medici lo starebbero tenendo in vita grazie all’ausilio delle macchine. Classe sul ring, meno nelle conferenze stampa, che vivacizza-

va con le sue sparate e le mise stravaganti. Aveva vinto i suoi primi 50 match battendo gente come Ramirez, Roach, Rosario, Pazienza e anche Boom Boom Mancini e Roberto Duran, entrambi, però ormai a fine carriera. Il primo a fermarlo era stato Greg Haugen, poi battuto in una rivincita neppure

tre mesi dopo. Ma contro le star degli Anni 90, come Julio Cesar Chavez, Felix Trinidad e Oscar De La Hoya, non ce l’aveva fatta. Era sempre, però, arrivato fino in fondo alle 12 riprese, rifiutando la resa. Macho, appunto. Nonostante quella faccia, persino un po’ effemminata.

Ippica CHE DEBUTTO A LOS ANGELES

Atletica Prudencio in coma

Ippica Milano: 9-12-6-10-11

SAN PAOLO (Bra) — Il 68enne ex saltatore di triplo brasiliano Nelson Prudencio, argento all’Olimpiade di Città del Messico 1968 (gara durante la quale detenne anche il record del monco con 17.27) e bronzo a quelle di Monaco 1972, grande rivale di Giuseppe Gentile, è in fin di vita in un ospedale di Sao Carlos, a 230 km da San Paolo, dove era ricoverato per un cancro ai polmoni. Prudencio, attuale vicepresidente della federazione brasiliana, è in coma profondo.

8ª corsa - m 1600: 1 Osio (A. Gocciadoro) 1.13.2; 2 Oliver Kosmos; 3 Oskar Schindler; 4 Principe d’Esi; 5 Oxa Wind; Tot.: 8,40; 3,47, 2,55, 2,97 (69,34). Quinté: n.v. Quarté: e 1.311,14. Tris: e 296,30.

Yu-Na Kim torna «Ma io non volevo Sorella di Zenyatta a Dortmund uccidere Marinelli» vince e fa sognare

A GIUDIZIO Ashley Gill-Webb, il 34enne di Leeds che buttò una bottiglietta in pista pochi secondi prima del via della finale dei 100 maschili all’Olimpiade di Londra, accusato di offesa all’ordine pubblico, sarà giudicato a Londra il 3 gennaio.

E’ ufficiale: Yu-Na Kim (foto Reuters), la campionessa olimpica in carica, farà il ritorno alle gare all’Nrw Trophy di Dortmund (Ger) l’8-9 dicembre, in contemporanea con la finale del Grand Prix di Sochi. La 22enne sudcoreana, che manca delle competizioni dal libero dei Mondiali di Mosca del 30 aprile 2011 (dove finì d’argento), proporrà «Il Bacio del vampiro» nel corto e «I miserabili» nel libero. La stessa gara (stadio gia esaurito) potrebbe segnare la riapparizione agonistica di Evgeny Plushenko. DENUNCIA BAIUL L’ucraina Oksana Baiul, oro olimpico a Lillehammer 1994, ha denunciato l’agenzia William Morris per aver mal gestito i propri guadagni post Giochi: chiede più di un milione di dollari. GUIGNARD-FABBRI Terzo posto di Charlene Guignard-Marco Fabbri al Roman Memorial di Olomouc (R.Ceca). Danza. Finale: 1. (1.2.) Zhiganshina-Gazsi (Ger) 148.24; 2. Heekin Canedy-Dun (Ucr) 143.81; 3. (3.3.) Guignard-Fabbri 136.33; 11. (11.10.) Bernardi-Mior 113.30.

Interrogatorio di convalida per Vincenzo Venza, l’uomo di 37 anni che ha confessato alla Polizia di aver sparato uccidendolo con 7 colpi di pistola sabato sera in piazza Principe di Piemonte a Grottaglie, Alessio Marinelli. Il pugile di 19 anni, tricolore youth, era morto subito dopo in ospedale. Venza ha raccontato al giudice per le indagini preliminari Wilma Gilli, che sabato aveva subìto un attentato mentre era con la sua compagna e col figlio. L’indagato ha spiegato che Marinelli gli aveva proposto di lavorare per lui negli stupefacenti ma Venza si era rifiutato. Marinelli avrebbe anche minacciato di fare del male al figlio di Venza di 6 anni. «La mia intenzione era di restituirgli una pistola e chiarire, ma quando ha messo la mano in tasca, ho temuto stesse estraendo la pistola ed ho fatto fuoco ma non volevo uccidere».

Zenyatta e Frankel sono gli ultimi grandi campioni del galoppo. L’americana ha chiuso nel 2010 perdendo l’imbattibilità nel Breeders Classic dopo 19 vittorie, mentre il fuoriclasse inglese ha vinto il 20 ottobre ad Ascot la 14ª corsa di una favola senza sconfitte. I due hanno in comune anche il recente debutto di un mezzo fratello/sorella (stessa madre papà diverso), ma mentre il 14 ottobre Morpheus (7˚ a Nottingham) non ha fatto vedere alcuna qualità di Frankel, a Hollywood Park (Los Angeles) la 3 anni Eblouissante (C. Nakatani foto AP) ha appena debuttato e vinto come amava fare Zenyatta, con un poderoso allungo (il 2˚ a quasi 4 lunghezze) dopo corsa di attesa. La loro madre è Vertigineux, il papà di Zenyatta è Street Cry mentre quello di Elbouissante è Bernardini, che è anche padre del primo figlio di Zenyatta nato in marzo.

Vela IL GIRO DEL MONDO IN SOLITARIO

Si ritira anche Gutkowski: è il 6˚ che abbandona Un altro ritiro al Vendee Globe. Il polacco Gutkowski su Energa è il sesto skipper ad abbandonare il giro del mondo in solitario, il Vendèe Globe. Dopo appena 11 giorni dall’inizio della regata la flotta si è già ridotta del 30% (erano 20 i partenti). Le Cleac’h (Banque Populaire) è stato il pri-

mo a superare l’Equatore alle 8,20 di ieri. Seguito da Gabart (Macif) e Stamm (Cheminees Poujoulat) 14˚ Alessandro di Benedetto su Team Plastique. E’ stata accolta la protesta di Thomson che aveva accusato alcuni degli avversari di aver navigato in una zona vietata dalle Istruzioni di Regata, la

Giuria ha così deciso di penalizzare di 2 ore Le Cam, Wave, Sansò, De Lamotte, e di 30 minuti Golding e Dick, ancora non si sa quando gli skipper dovranno effettuare la penalità fermando per il periodo stabilito la propria imbarcazione. Rossella Raganati

BALDACCINI Il 24enne Alex Baldaccini è l’atleta europeo di ottobre. L’azzurro della corsa in montagna (nel 2012 5˚ e argento a squadre ai Mondiali di Ponte di Legno) è risultato il più votato nel sondaggio Eaa per la vittoria del 7 ottobre nella finale del Gp Wmra a Lubiana. Al femminile scelta la turca Elvan Abeylegesse, vincitrice della 20 km di Parigi in 1h05’42", miglior tempo europeo dal 2006.

Baseball SENZA GROSSETO? (m.c.) Il campionato rischia di perdere Grosseto, che non può sostenere una stagione con tre partite in ogni weekend. La formula dell’Ibl, che sarà ratificata domani dal consiglio federale, dovrebbe infatti rimanere a otto squadre, dopo che Ronchi dei Legionari e R. Emilia hanno declinato l’invito del presidente Fraccari. Il posto lasciato dai toscani potrebbe essere preso dal Mastiff Arezzo, che giocherebbe a Firenze.

Boxe FREZZA-MOSCATIELLO (r.g.) Il 7 dicembre a Livorno (Cavallari Boxe) tricolore welter tra Gianluca Frezza (18-2-2) e lo sfidante Antonio Moscatiello (14-1) e difesa della cintura Mediterraneo superwelter Wbc da parte del beniamino di casa Lenny Bottai (17-2). Nei welter sfida tra D’Antoni (5-1-3) e Matano (5).

Football IN NFL Oggi su Espn America (canale 214 di Sky) diretta delle tre partite Nfl del Giorno del ringraziamento: Detroit-Houston (ore 18.30), Dallas-Washington (ore 22) e NT Jets-New England (ore 2.30).

Hockey ghiaccio SERIE A (m.l.) Al Val Pusteria, dopo l’addio a Keith Seabrook, il 30enne terzino finlandese Tuukka Makela reduce da 11 stagioni in SM-Liiga (585 partite con 17+33). Al Renon il 32enne attaccante canadese Chris Durno, con 44 presenze in Nhl (Colorado Avalanche). Oggi si chiudela 19ª giornata. Programma. Ore 20.30: Asiago-Val Pusteria; Cortina-Val di Fassa; Milano-Valpellice (diretta RaiSport 1); Renon-Pontebba. Classifica: Val Pusteria 48; Alleghe* 37; Bolzano* 33; Renon 32; Valpellice 31; Milano 28; Asiago 25; Cortina 18; Val di Fassa 13; Pontebba 8 (*una in più).

OGGI QUINTÉ A LIVORNO All’Ardenza (inizio convegno alle 15.55) scegliamo Sciolze (7), Zampogna (3), Genti d’Abruzzo (8), Glasser (12), Ten on Ten (9) e Kaimakan (2). SI CORRE ANCHE Trotto: Roma (14.40), Bologna (14.30) e Taranto (14.45).

Nuoto Phelps «provoca» caos in tribunale (al.f.) Anche dopo il ritiro, Michael Phelps genera clamore. Chiamato a far parte della giuria popolare in un processo nella sua Baltimora, il 18 volte oro olimpico è stato assalito dai presenti (principalmente dipendenti del tribunale e colleghi giurati) a caccia di foto e autografi, costringendo le forze dell’ordine ad intervenire.

Sport invernali E’ morto Vergani ex segretario Fisi E’ improvvisamente deceduto nella sua casa di Lentate sul Seveso (Mi) nella serata di martedì Angelo Vergani, segretario federale per 21 anni. Ne aveva 80 ed era entrato in Fisi nel 1948, a 16, come fattorino. Nel 1968 divenne segretario sotto la presidenza di Fabio Conci, incarico che lasciò nel 1989 per raggiunti limiti di età, ma continuò a lavorare con diversi incarichi sino al 2010. Al figlio Max e alla famiglia le condoglianze della Gazzetta dello Sport. ABETONE-ASPEN E’ in partenza per gli Stati Uniti la commissione nominata per il gemellaggio tra l’Abetone e Aspen (Colorado), località nella quale ai Mondiali 1950 l’abetonese Zeno Colò vinse due ori: nella libera, titolo mai più conquistato da un italiano e in gigante (fu secondo in slalom). La Commissione, in occasione delle gare di Coppa del mondo del weekend, firmerà un protocollo d’intesa. Nel 2014 la sigla ufficiale del gemellaggio. COPPA EUROPA ALPINO (s.f.) Il francese Thomas Frey ha vinto ieri il gigante di Levi (Fin), prova inaugurale della Coppa Europa 2012-’13. Da record statistico il risultato col russo Zuev 2˚ a 1/100, lo svedese Lindh 3˚ a 2/100, lo svizzero Pleisch 4˚ a 3/100 e il finlandese Malmstrom 5˚ a 4/100. Miglior azzurro Patscheider, 39˚ a 2"68. Un guasto alla cabinovia che portava alla partenza ha costretto a sospendere la 1ª manche (portata a compimento con grave ritardo) dopo il n. 50. Oggi un altro gigante. Nel circuito Fis, Anna Hofer 2ª nel gigante-bis di Davos (Svi) a 12/100 dalla Ellenberger (Svi); ancora bene la 16enne del gruppo FuturFisi Marta Bassino, 7ª a 96/100.

Pallamano Oggi c’è l’Italdonne (an.gal.) Oggi alle 20 (diretta RaiSport 2) a

ta e chissà a quali risultati avrebbe potuto arrivare, se non si fosse fatto travolgere da alcol e droga. Nel 2005 era stato arrestato in Mississippi per aver rubato un computer e possesso di Ecstasy, aveva subito una condanna a 7 anni, mai scontata. Poi l’anno scorso, un altro guaio con la giustizia americana: era stato accusato di aver aggredito suo figlio diciassettenne prendendolo per il collo e a calci. Ancora una volta, era stato rilasciato dopo aver versato una cauzione di 5000 dollari. Dopo 3 anni di assenza dal ring, a 46, nel 2008, aveva tentato un improbabile ritorno. Dopo una vittoria e un pari era stato fermato nel maggio del 2010 da Saul Duran ai punti in 10 riprese. Era stato quello il match che aveva chiuso definitivamente la sua carriera con un fiore all’occhiello: nessuno era mai riuscito a metterlo k.o.. Ora, i suoi vecchi rivali pregano per lui. Come De La Hoya: «Dal profondo del mio cuore spero che se la cavi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rovereto (Tn) Italia-Bielorussia per il 3˚ turno del gruppo 3 di qualificazione ai Mondiali donne di Serbia 2013. Sulla panchina azzurra coach Michael Niederwieser, ex portiere della maschile e l’austriaco Wolfgang Pollany, della Methods Commission della Ehf. Classifica: Polonia 6; Italia, Bielorussia 2; Lituania 0. RIPETIZIONE (an.gal.) Sarà ripetuta in data da destinarsi per errore tecnico Chieti-Lazio 28-30 del 27 ottobre di serie A maschile: a metà secondo tempo un atleta della Lazio espulso rientrava e solo dopo 30" gli arbitri si rendevano conto della situazione. Girone C (nuova classifica): Fasano 24; Conversano 18; Fondi 15; Teramo, C.S. Angelo, Noci 12; Gaeta 9; Lazio, Chieti 6; Palermo 3; Putignano 0.

Pallavolo KOOY A MACERATA (p.r.) Modena cede in prestito Dick Kooy a Macerata che rimedia così alle assenze per infortunio di Savani e Kovar. Gli emiliani non lo rimpiazzano, segno che la cessione è più tecnica che economica.

Scherma Pizzo, intervento ok Due ore e mezzo di intervento per Paolo Pizzo ieri mattina al centro di Chirurgia della mano. I medici hanno trovato una situazione meno complicata del previsto, il tendine del terzo dito della mano destra ha un’infiammazione cronica, ma non c’è stato bisogno di ricostruirlo. Oggi l’iriadato di spada sarà dimesso, tra una settimana il primo controllo e, se positivo, il via alla riabilitazione.

Tennistavolo EUROPEI Nelle qualificazioni per gli Europei 2013 a squadre, l’Italia maschile (Bobocica, Rech, Mutti) batte 3-0 l’Estonia, quella femminile (Ridolfi, Vivarelli, Piccolin) perde 3-0 in Ucraina.

È mancato all'affetto dei suoi cari

Angelo Vergani Lo annunciano con dolore: la moglie Pinuccia, i figli Massimiliano Patrizia Carlo Ambrogio con i nipoti Francesco Flavio e Clara.- Cavaliere della Repubblica ha dedicato con passione sessantadue anni della sua vita alla Federazione Italiana Sport Invernali.- I funerali si svolgeranno venerdì 23 novembre alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Copreno di Lentate sul Seveso (MB). - Lentate sul Seveso, 21 novembre 2012. Gaetano Coppi è vicino a Max e famiglia per la scomparsa di

Angelo Vergani amico e collaboratore di una vita. - Modena, 22 novembre 2012. Il Presidente Flavio Roda, il Consiglio Federale, gli staff tecnici, gli atleti e il personale della F.I.S.I. partecipano commossi al dolore della moglie Giuseppina e dei figli Patrizia, Massimiliano e Carlo Ambrogio per la scomparsa del caro

Angelo Vergani grande uomo di sport, amante della montagna e indimenticato dirigente che ha contribuito con la sua passione e competenza ai successi della Federazione Italiana Sport Invernali. - Milano, 21 novembre 2012. Il presidente Carlo Magri, i vicepresidenti Francesco Apostoli e Luciano Cecchi, il segretario generale Alberto Rabiti, il Consiglio Federale e i dipendenti della Federazione Italiana Pallavolo si uniscono al dolore di Benito Montesi per la perdita della madre

Elisa Ciampichetti - Roma, 21 novembre 2012.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

GAZZATRAINER MARATONA SPECIALE PER GAZZETTA

Radio corsa di LINUS

Ci vediamo a Santa Croce per riscattare New York

Esercizio n.2 Al contrario, da posizione eretta espirando sollevarsi sulle punte. Anche la flessione plantare, esercizio da fermo, serve nel pre-gara, a riscaldare la muscolatura degli arti inferiori

Esercizio n.3 Partendo sempre da posizione eretta, flettere la gamba sulla coscia e portare il ginocchio verso il basso, perpendicolare al terreno. Sempre per 15/20 volte

Esercizio n.4 Si chiude con la flessione della coscia sul bacino, che fa lavorare bene l’ileo psoas. Espirando, sollevare il piede verso l’alto, al di sopra della gamba opposta. Ripetere 15/20 volte

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domande a... ENRICO ARCELLI medico sportivo e dietologo

Se corri 4 ore il cuore compirà più di 40 mila battiti 1 La maratona di Firenze si svolgerà probabilmente con una temperatura dell’aria piuttosto bassa. Quale è quella che permette di ottenere il miglior tempo nella maratona? Un recente studio francese sui tempi di tutti gli atleti giunti all’arrivo nelle ultime 10 edizioni delle 6 maratone europee e americane più affollate ha dimostrato che – quando si considerino le condizioni climatiche di ciascun anno - la temperatura ideale è fra gli 8 e i 15 gradi. Il tempo finale peggiora non solo se la temperatura è più alta, ma anche se è più bassa. Lo stesso vale per la percentuale degli atleti ritirati. 2

Così i 9.500 di Firenze «riscaldano» la griglia Massini, d.t. della corsa fiorentina, e gli esercizi da fermo

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«Vero, ma si può fare il venerdì o dopo la corsa. Il sabato meglio star tranquilli, magari al villaggio dove si ritira il pettorale e dove abbiamo organizzato un paio di convegni. Al mattino sulle scarpe, con Stefano Baldini, il pomeriggio su alimentazione e integrazione».

Non sono comunque un riscaldamento completo...

«No, appunto per quello è sempre meglio partire un po’ più lentamente in maratona. Sfruttare i primi 1000, 2000 metri per approcciare la gara con tranquillità: con un ritmo di un 10-15 secondi più lento dell’obiettivo medio che ci si è posti. La par-

Nelle 2 ore precedenti -6

-1

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10

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15

25 Km

30

38

DURANTE

Piazza Santa Croce

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E il giorno prima? Riposare a Firenze non è facile, troppo bello girarla a piedi.

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«Il primo è la flessione dorsale dei piedi, si ottiene tirando le punte verso l’alto per una quindicina di volte, anche venti. Il secondo è il suo contrario, la flessione plantare: si tirano su i talloni, allungando quindi le punte. Ultimo del trio è quello che ci fa portare il ginocchio verso il basso, perpendicolare al terreno, flettendo la gamba sulla coscia. In questo modo si porta più sangue al muscolo posteriore della coscia e poi a quelli anteriori».

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Quali quindi?

«Sì. E nello stesso momento si può aggiungere il quarto, comunque importante, la flessione della coscia sul bacino. Tirando su la coscia si fa lavorare bene l’ileo psoas, il muscolo più importante, quello che fa più fatica in maratona. Così ci si prepara in modo semplice e in poco spazio, anche in fila prima del via. Sono un modo utile e prezioso per non partire a freddo e quindi non farsi male. E ingannare il tempo».

Via a Mannelli Manne elli

«Ci sono tre semplici esercizi di vascolarizzazione, che hanno come scopo quello di attivare la circolazione del sangue, riscaldare i muscoli principalmente interessati dallo sforzo nelle ore successive».

tenza di Firenze è su un comodo viale, meglio partire con calma e andar dritti che fare una sparata, correre a zig-zag nel gruppo. Oltre che pericoloso, fa perdere energie fisiche e nervose che è meglio avere a disposizione qualche ora dopo. Perdere 20 secondi nei primi 2.000 metri non è un problema: si recuperano facilmente nei 40 chilometri successivi, meno di mezzo secondo ogni 1.000...».

Si possono fare da fermo, anche in griglia?

Via del Visa Visarno arno

Archiviata New York e l’uragano Sandy, l’Italia è tornata a correre la maratona già domenica scorsa a Torino e ora si appresta a scattare da Lungarno Pecori Giraldi per quella di Firenze che dalla 42195 statunitense ha recuperato quasi 600 iscritti, superando i 9500. Fulvio Massini è il direttore tecnico della corsa fiorentina ma è anche e soprattutto un tecnico, un allenatore esperto, autore di diverse pubblicazioni (l’ultima è «Andiamo a correre» con Rizzoli). E’ uno dei migliori esperti ai quali chiedere consiglio anche solo sugli ultimi giorni, persino sugli ultimi minuti prima del via, che per lui sono comunque importanti e spesso decisivi.

Che cosa è utile fare in spazi spesso ridotti, in attesa della partenza?

P.le Kennedy K d

MANLIO GASPAROTTO

Lungarno Pecori Giraldi

Sono uno dei circa 600 tornati con le pive nello zaino dalla «Non Maratona» di New York che hanno deciso di ritentare in terra toscana. Qualcuno ci ha già riprovato domenica scorsa a Torino, altri si sfogheranno il 9 dicembre a Reggio Emilia, molti hanno rimandato il sogno a miglior data. È un po’ lo spartiacque tra i runners duri e puri e quelli da una volta e via, dove la ragione e il buonsenso sta tutto dalla parte dei secondi. Noi che invece amiamo stancarci fino a sfinirci non possiamo nemmeno immaginare di sprecare tutto il lavoro fatto negli ultimi mesi. Il risultato è che siamo tutti un po’ stanchi, specie di testa, ma il nostro esasperato senso del dovere ci impone di chiudere il cerchio con quello per cui abbiamo duramente faticato, costi quel che costi. Oggi è giovedì, ed è il giorno del conto alla rovescia. Questa sera c’è l’ultimo allenamento, quello che ci riempirà la testa di dubbi, e poi niente o quasi fino alle nove e trenta di domenica mattina. Da oggi le previsioni cominciano ad essere attendibili e quindi si può cominciare a pensare a come vestirsi, soprattutto da oggi scatta l’operazione «coscienza pulita» dal punto di vista alimentare. Se normalmente correre tanto è un buon alibi per concedersi qualche libertà, da qui a domenica è severamente vietato derogare, o aprire finestre se seguite la Zona. Siamo come una macchina diesel che deve fare il pieno di gasolio stando attenta che sia quello buono e non sporcato o allungato. I nostri iniettori devono poter pompare fino all’ultima goccia il glicogeno che in questi tre giorni riusciremo a immagazzinare. Poi non basterà comunque, ma a farci finire ci aiuterà la bellezza del centro storico di Firenze. Ci vediamo in Santa Croce.

Esercizio n.1 Ecco come riscaldare la muscolatura degli arti inferiori senza aver necessità di grandi spazi. Da posizione eretta, espirando sollevarsi sui talloni. Ripetere 15/20 volte

È vero che nelle ore che precedono la maratona è meglio assumere grassi invece che carboidrati? Dipende dal tipo di carboidrati. Quando se ne prendono troppi di quelli assimilati velocemente («ad alto indice glicemico», come riso, pasta, pane), si alza l’insulina e si consuma in fretta il glicogeno dei muscoli. È più facile, perciò, andare in crisi. Secondo alcuni studiosi giapponesi, è addirittura preferibile assumere dei grassi, non perché migliorino la prestazione, ma perché non fanno rischiare la crisi. La prestazione migliora solo se vengono presi carboidrati assorbiti lentamente, come fruttosio e isomaltulosio.

3 Durante la maratona, il cuore batte per decine di minuti consecutivi ad una frequenza elevata. Non si stanca mai? Il cuore dei migliori maratoneti del mondo compie oltre 20 mila battiti nel corso della gara; in quelli che impiegano circa 4 ore, i battiti totali superano i 40 mila. Anche il miocardio, la parte muscolare del cuore, perciò, si stanca, specie nei corridori meno allenati, come del resto succede agli altri muscoli del corpo. Lo dimostra la presenza nel sangue di certe sostanze e la minor capacità contrattile del cuore, specie della parte destra. Già dopo poche decine di ore dalla competizione, ad ogni modo, non ci sono più segni di stanchezza del cuore.

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

TERZO TEMPO

Bianco e Nero

Dove una volta c’era la morte una corsa a tappe porta speranza

A CURA DI ANTONIO DI ROSA Fax: 0262827917. Email: gol@rcs.it

I limiti di Giovinco e l’attacco della Juve

Ruanda, un Giro in bici per scordare il passato Il Paese africano, 18 anni dopo il genocidio, s’aggrappa al ciclismo per evadere dalla povertà. E c’è chi può avere un futuro migliore MARCO PASTONESI HUYE (Ruanda)

QUANTO ENTUSIASMO IN SELLA ANCHE LE RAGAZZE 1

Ottocentomila, forse un milione di morti in 100 giorni. Significa 8-10 mila al giorno. Era il 1994. Il genocidio nel Ruanda incomberà per sempre sulle coscienze di tutti. Fu stragi e regolamenti. Fu terrore e orrore. Fu miseria e dannazione. Fu un’intera generazione di orfani. Diciotto anni dopo, il Ruanda è percorso da una febbre, che è gialla, ma d’oro: la febbre del ciclismo. Sessantasei corridori per quasi 900 km in otto giorni, testimoni in bicicletta, ambasciatori di uno sport che qui è considerato ancora avventura ed esplorazione, ma anche organizzazione e scienza, e soprattutto una strada per evadere dalla povertà, dal destino, dall’Africa.

VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

Giovinco non è Del Piero. E' Giovinco. Un ragazzo di qualità, dotato di talento, capace di saltare l'uomo come pochi, rapido nei movimenti, intelligente nell'occupare gli spazi. E fa bene Conte a insistere, a investire anche su di lui. Qui bisogna capirsi in modo definitivo. La partita col Chelsea ha dimostrato che la Juve di Conte è una macchina da guerra impressionante. I singoli sono al servizio della squadra, di un gioco, di una idea dell'allenatore e del suo staff. Giovinco e gli altri attaccanti si alterneranno sempre perché è nella logica delle cose tenerli tutti in prima linea pronti a dare un contributo importante. Non ci sono prediletti né unti del Signore. Come dice sempre Sacchi senza intensità agonistica, senza pressing, senza gioco, non vinci.

Alessandro Gasparini

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1 Migliaia di persone assistono al passaggio dei corridori 2 Grande entusiasmo anche nei villaggi più remoti 3 Prima della corsa si svolgono gare giovanili: al via anche due ragazze FOTOSERVIZIO MIJRKA BOENSCH BEES

viduare i migliori talenti e cercare di valorizzarli». Adrien Il Nibali della Ruanda si

chiama Adrien Niyonshuti — sono due nomi, qui non esistono cognomi, e Niyonshuti significa «Dio è amico» —, ha 25 anni e tutto (tranne lo stipendio) quello che ha un Wiggins: dall’Srm (un supercomputerino) alle ruote in carbonio, dai rulli prima delle cronometro alle tabelle di allenamento personalizzate. Ma se «Dio è amico» è ancora unico in Ruanda, altri campioncini africani crescono. Come Kudus Merhawi, 18 anni, il più giovane in questo Tour of Rwanda, eritreo di Asmara, scalatore pelle e ossa, che ha vinto la prima tappa. O come Amanuel Meron, 20 anni, anche lui eritreo di Asmara, più "finisseur" che velocista, che ha conquistato la seconda tappa. Kudus, primo di

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Umberto Ambrosoli, Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2012

Roberto Palumbo

Ho letto le parole di Conte su Pogba: non ha mai pensato a schierarlo come titolare. E' troppo giovane. Ecco perché Verratti è andato al Psg e gioca in Nazionale.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it

Leggo le critiche a Giovinco: non è all'altezza della Juve, mai decisivo etc... Mi chiedo allora come mai la Juventus ha fatto più gol della scorsa stagione, nello stesso periodo, e l'unica variabile che è cambiata è Giovinco. I guai sono nati quando qualcuno ha cominciato a descriverlo come colui che fino all'anno scorso era una sorta di oracolo di Delfi (Del Piero). E contro questo ragazzo si è scatenato un ostracismo vergognoso.

I nostri giovani, Il buonsenso Verratti e Pogba di Petkovic

Mille colline E’ il quarto Tour of

Rwanda, ma gli statistici considerano solo la rinascita di una gara a tappe che, negli Anni Novanta, era quasi medievale: si racconta che i corridori sapevano da dove si partisse ma non sempre dove si arrivasse. «Ogni stato africano ha la sua corsa — spiega Jean-Pierre Van Zyl, direttore del Centro africano di specializzazione nel ciclismo, voluto e finanziato dalla Federazione internazionale in Sud Africa —: dal Marocco all’Egitto, dal Burkina Faso al Gabon. Ma questo è il più duro. Salite, discese, mai un metro dritto. E non a caso il Ruanda è chiamato il Paese delle mille colline». «Dieci anni fa — racconta Jock Boyer, primo statunitense a partecipare al Tour de France (era il 1981) — il ciclismo era primitivo. Piano piano, perché gli africani hanno un concetto del tempo molto diverso da quello occidentale, stiamo costruendo un sistema all’avanguardia. Abbiamo costituito il Team Rwanda, stabilito una sorta di college, formato una, poi due, adesso tre squadre di corridori che s’impegnano su strada e in mountain bike, stretto un’alleanza con Tanzania e Kenya per indi-

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LETTERE

GazzaFocus

DAL NOSTRO INVIATO

LA GAZZETTA DELLO SPORT

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

quattro figli, e Amanuel, secondo di otto, tutti e due affamati di vittorie. «Corro per vincere — dichiara Amanuel — e se non vinco, guardo avanti». O come gli etiopi. «Non vogliamo più essere — dice il c.t. Mehary Gebreselassie — i parenti poveri dei maratoneti». Nuovi talenti Molto, moltissimo resta da fare. La Federazione ruandese può contare solo su una sessantina di tesserati, e se bici (Trek) ed equipaggiamento per i corridori sono di alta qualità, spesso il resto arriva di seconda mano dall’Italia (grazie alla raccolta e allo smistamento di un entusiasta volontario, Carlo Scandola). Però, accanto a valorosi appassionati (c’è chi, come Ibrahim Kazoya, 61 anni, musulmano, s’introduce nel gruppo, almeno in partenza), nascono nuovi talenti (come le quindicenni

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Jeanne d’Arc Girubuntu e Benitha Uwamarakiya — significa «figlia di un angelo» —, che ogni tappa partono prima dei corridori e comunque arrivano al traguardo). Anche con il ciclismo, e pur fra tante contraddizioni, il Ruanda cerca di dimenticare e ricostruire una sua unità. Questo è il Paese col maggiore incremento demografico: in tre anni gli abitanti sono passati da 10 a 12 milioni (ed è grande come la Sicilia). Questo è il Paese che vieta i sacchetti di plastica e obbliga i cittadini a un giorni di pulizia del territorio ogni mese (ma ha fogne a cielo aperto). Questo è il Paese interamente cablato da fibre ottiche (ma senza acqua corrente in campagna). Questo è il Paese cruciale nella politica economica africana (e perciò anche bellica).

Pogba è un giovane di grande prospettiva. Se manterrà un suo equilibrio diventerà un giocatore di prima fascia. Conte lo sta impiegando sempre di più e gli sta facendo un favore. Pensi se lo avesse buttato nella mischia caricandolo di responsabilità! Davanti a lui ci sono Pirlo (il maestro, lo chiamano gli inglesi), Marchisio e Vidal. Li ha visti contro il Chelsea e in altre partite? Non è una questione giovani-vecchi, smettiamola con questa manfrina assurda. Non è un problema anagrafico ma tecnico. I giovani crescono vicino ai grandi talenti. Verratti gioca con Thiago Motta, Ibrahimovic, Thiago Silva…

Il Milan, Pato Boateng e Binho E se le squallide prestazioni di Pato, Boateng e Robinho dipendessero dal fatto che non vogliono rischiare le gambe per una squadra da media classifica? Roberto Bellia

E' una provocazione che ha poco senso. Se fosse così dovrebbero vergognarsi, ma non è così. Sono professionisti seri e quando le cose vanno male la responsabilità è comune.

Speriamo che Petkovic si italianizzi il più tardi possibile: i suoi commenti post gara dopo Fiorentina e Juve sono macigni di buon senso e civiltà. Ci siamo fatti scappare Luis Enrique, vediamo di tenerci stretto almeno questo. Graziano Orio

Ha ragione. Petkovic è un vero signore ed è soprattutto un ottimo allenatore. Tutti dovrebbero comportarsi così. E invece assistiamo ogni settimana alla caccia agli errori degli arbitri, ai sospetti di complotti, congiure e consimili. Basta, ci siamo stufati.

Le amichevoli dell’Italia Ogni volta che la Nazionale è impegnata in amichevole si sviluppa un clima di polemiche. I club hanno ragione a lamentarsi perché rischiano l'integrità dei propri giocatori, la Figc ha ragione perché non può sottrarsi agli impegni. Si potrebbero spostare i match della Nazionale a maggio-giugno: i giocatori si impegnerebbero di più e i club sarebbero più tranquilli. Mimmo Zannetti

I club sono risarciti da Uefa e Fifa quando un giocatore s'infortuna. Le partite vanno disputate durante l'anno e tutti sono a rischio. Anche qui le polemiche sono artificiose e insensate. Le regole del gioco sono queste, tutti le hanno approvate e tutti le devono rispettare

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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_ rivoluzione quotidiana

A CURA DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

A notizie Tascabili

PROPOSTA DEL PDL: È BUFERA

DOPO ARRESTO DI UN UOMO

Ma la vita nei condomini adesso sarà più semplice? Una nuova legge disciplina le controversie: più facile cambiare destinazione d’uso o installare pannelli solari. E nessuno potrà vietare di tenere animali in casa Siamo assediati da lettori che vogliono notizie sulla nuova legge che regola la vita dei condomìni. E si capisce: abitano in condominio la metà degli italiani (cioè 30 milioni di persone), i tribunali sono intasati da un contenzioso enorme che riguarda i vicini che fanno chiasso, il diritto di tenere o non tenere un animale in casa, il diritto di togliersi dal sistema di riscaldamento centralizzato, il diritto oppure no di parcheggiare la macchina in cortile, e così via in una casistica infinita dove si collezionano anche le manie, i tic e i rancori di tutti noi. La normativa risaliva al 1942, articoli dall’1117 all’1138 del codice civile, un’epoca in cui la problematica condominiale era appena abbozzata dato che nella maggior parte dei casi il padrone degli appartamenti di uno stesso stabile era in genere uno solo. Ma oggi l’85 per cento degli italiani sono proprietari di almeno un appartamento, spesso anche di due. E, per fare un condominio con relativo contenzioso, basta una villetta bifamiliare e il problema di chi paghi la bolletta della luce relativa alla lampadina accesa nell’androne…

1 Beh, che hanno deciso?

Sa che discutevano di questa legge da undici anni? E sarebbero ancora andati avanti se non fossimo alla fine della legi-

lo sciopero della fame

Salvatore Usala convive da anni con un respiratore, comunica solo grazie a una lavagna, ma ieri a Roma ha portato dosi massicce di tenacia. Assieme a decine di malati di Sla come lui, famigliari e volontari, protestava contro i tagli del governo al cosiddetto «fondo per la non autosufficienza». E voleva farla finita pur di ottenere il «diritto alle cure»: minacciava di salire al ministero dell’Economia senza le batterie di riserva del respiratore, ma è stato bloccato da una buona notizia. Dopo l’incontro con il sottosegretario, Gianfranco Polillo, è arrivata l’assicurazione del governo: i fondi dovrebbero essere rad-

gnia. La parola “domestici” è fondamentale: non ti puoi tenere in casa un leone. La deputata del Pdl Michela Brambilla ha esultato per questo passaggio della legge: «Ringrazio i senatori» eccetera.

COSA CAMBIA PIÙ SEVERE LE SANZIONI PER CHI DISTURBA

4 Chiariamo la faccenda del decreto ingiuntivo...

DARCO

4

I NUMERI

30

I milioni di italiani coinvolti Poco meno della metà degli Italiani: 30 milioni di persone abitano in condominio e sono interessati dalla nuova legge. L’85% dei cittadini è invece proprietario di almeno un appartamento

slatura. La Commissione Giustizia del Senato ha approvato in sede deliberante...

2 Sì, essendo tutti d’accordo non si deve passare per l’aula. Le decisioni, please.

L’amministratore dovrà avere almeno la maturità e aver seguito un corso di formazione, a meno che non faccia già l’amministratore di qualche condominio da almeno un anno. Questo amministratore, se lei non paga quanto deve pagare, avrà il diritto, passati sei mesi, di mandarle un decreto ingiuntivo e portarla in tribunale, senza più aspettare il conforto dell’assemblea. Si potrà modificare la destinazione d’uso delle parti in comune con l’80 per cento dei voti favorevoli (sia del numero di condòmini che dei millesimi): significa che si potrà trasformare, per esempio, il cortile in garage. Più semplice installare un impianto di fonti rinnovabili –

per esempio un pannello solare – che serva però tutto l’edificio: basterà il sì di cinquecento millesimi e la maggioranza degli intervenuti all’assemblea. Ci si potrà staccare dal riscaldamento centrale se non si mette in forse l’equilibrio del sistema e non si aggravano le spese degli altri condòmini. Bisognerà comunque partecipare ai costi di manutenzione dell’impianto comune. L’infinita querelle su come si devono dividere le spese dell’ascensore (è giusto che chi abita al piano terra paghi?) è stata risolta così: metà della spesa sarà ripartita in base ai millesimi, l’altra metà in base al piano in cui si abita. Stesso criterio per la manutenzione delle scale.

3 E gli animali? Grosso problema. La metà di tutte le liti condominiali riguarda gli animali. La legge precisa che il condominio non può vietare il possesso di animali domestici o da compa-

Un quarto dei condomìni italiani si trova alle prese con qualche morosità, cioè c’è qualcuno che non paga quanto dovrebbe pagare. La percentuale di inquilini che si fa gli affari suoi in questi complessi infelici oscilla tra il 25 e il 50 per cento. Il decreto ingiuntivo è quello strumento con cui si chiede al giudice di imporre intanto al moroso il pagamento, e poi si andrà in causa e si vedrà. È una procedura di solito relativamente spedita, almeno a paragone con gli altri calvari che ci vengono imposti dalla giustizia civile italiana. Gli amministratori potranno poi comminare multe ai condòmini che non rispettano il regolamento: prima si trattava di cifre ridicole (50 centesimi), adesso la multa può arrivare a 200 euro. E fino a 800 euro per i recidivi.

5 E quando imbrogliano gli ammi-

In chiaro Mariangela Lamanna, vice segretaria dell’associazione che ha partecipato all’incontro col sottosegretario, ha comunque messo le cose in chia-

L’amministratore dovrà aprire un conto intestato al condominio (questo senza che al condominio sia stata riconosciuta personalità giuridica), di cui tutti potranno avere conoscenza, in maniera da sapere quanti soldi ha versato, quanti ne ha presi eccetera. Si potrà anche, con il permesso dell’assemblea, aprire un sito internet al quale i condòmini abbiano accesso. L’amministratore avrà un contratto di massimo due anni, naturalmente rinnovabile. E sarà licenziabile in caso di irregolarità. Quanto al suo stipendio, dovrà essere stabilito al momento dell’ingaggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

ro: «L’incontro è andato bene — ha precisato —, ma abbiamo dato cinque giorni per mettere in pratica i propositi, altrimenti siamo pronti a tornare in piazza a protestare». E poi ancora nel dettaglio: «Si distingueranno tre diverse categorie: chi ha bisogno solo di carrozzina, chi di carrozzina e alimentazione, e chi ha bisogno anche di respiratore. Noi monitoreremo costantemente tutte le iniziative». In ogni caso il senatore del Pd, Ignazio Marino, si è impegnato a dare una mano: fornirà al ministero in tempi brevissimi le cifre esatte sui disabili gravi. Alcuni malati di Sla con famigliari e volontari ieri a Roma di fronte il ministero delle Finanze ANSA

S «Toghe siano responsabili civilmente» Il Pd attacca Il Pdl ha presentato in commissione al Senato un emendamento al dl Sviluppo sulla responsabilità civile dei magistrati: in pratica si introduce la possibilità di ricorso straordinario alle Sezioni Unite della Cassazione in caso di «manifesta violazione del diritto comunitario». Immediate le reazioni del Pd: «Se passasse — grida Donatella Ferranti — si bloccherebbe il sistema giustizia. Per le condanne si aspetterebbe un quarto grado di giudizio». E il ministro Severino (nella foto) prende tempo: «Lo devo ancora leggere»

Casuale e macabra scoperta della Polizia ieri a tarda sera in un appartamento di piazzale Lagosta a Milano: una giovane donna morta con il sistema dell’incaprettamento (mani e piedi legati dietro la schiena attraverso il collo: tirando ti strozzi da solo). La perquisizione sembrava di routine: l’indirizzo era su una bolletta trovata addosso ad un uomo arrestato nel pomeriggio con l’accusa di tentata rapina in un supermercato della zona, Vincenzo Vergata, di 56 anni.

Omicidio di ’ndrangheta

Trovati i resti di Lea È stata bruciata, non sciolta in acido Non è stata sciolta nell’acido Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia assassinata nel 2009 dal suo ex compagno perché aveva rivelato particolari su un omicidio di ’ndrangheta. Un mese fa in un campo della Brianza sono stati trovati infatti resti di una donna uccisa con un colpo alla testa e poi bruciata, con addosso una collana e degli anelli della Garofalo. Solo l’esame del dna può confermarne l’identità, ma per gli inquirenti le probabilità che si tratti di lei sono molte elevate.

nistratori?

Sla, stop alla protesta dei malati «Il governo raddoppierà i fondi» doppiati da 200 a 400 milioni, tutti destinati all’assistenza domiciliare delle persone gravemente non autosufficienti e bisognose di assistenza 24 ore su 24. I soldi saranno smistati sulla base di un elenco delle Asl e di una verifica dei carabinieri del Nas. A quel punto il comitato «16 novembre», di cui Usala è segretario, ha annunciato la sospensione dello sciopero della fame dei malati durato quasi un mese.

Incaprettamento Trovata morta giovane a Milano

cont. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lea Garofalo aveva 35 anni ANSA

Interrogato ieri a Milano

Sequestro Spinelli Il capo della banda collabora con i pm Francesco Leone, il capo della banda che a ottobre sequestrò per una sola notte Giuseppe Spinelli, tesoriere di Silvio Berlusconi e sua moglie, avrebbe iniziato a collaborare con i pm di Milano. Ieri il pregiudicato barese è stato interrogato per circa mezz’ora e ha risposto alle domande. Il verbale è stato secretato. Da quanto si è saputo, Leone potrebbe essere riconvocato nei prossimi giorni per chiarire altri aspetti del sequestro. Per esempio, quello del riscatto.

È MORTA LA MAMMA

Gravissimo lutto per il collega Rizzo Il nostro collega Francesco Rizzo è stato colpito da un gravissimo lutto: martedì è deceduta la mamma, Laura Gobbi Mattioli. I funerali si terranno oggi alle 14.45, nella parrocchia di via Arzaga a Milano.

La Direzione, le Redazioni e le Segreterie de La Gazzetta dello Sport, di Sportweek e di Gazzetta.it partecipano con grande affetto al dolore del collega Francesco Rizzo e dei suoi familiari per la scomparsa della madre

Laura Gobbi Mattioli - Milano, 21 novembre 2012.


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ALTRI MONDI

«TROPPA PRESSIONE»

Incalzata dalle Iene Fornero scappa via Incalzata da una troupe de «Le Iene», che ha cercato con insistenza di avvicinarla ma è stata tenuta a distanza, il ministro

Israele-Hamas: tregua per Gaza Clinton decisiva Parte il «cessate il fuoco». Una bomba a Tel Aviv aveva fatto 20 feriti e i raid 11 morti tra i palestinesi

L’IMPIANTO DI TARANTO

Il segretario Usa Hillary Clinton e il ministro egiziano Mohammed Amr annunciano la tregua. Sotto l’attentato di Hamas a Tel Aviv LAPRESSE

Tre elementi Il testo dell’accor-

Non si combatte più da ieri sera: in otto giorni le vittime sono state oltre 160

do è stato suddiviso in tre punti: Israele cessa tutte le forme di attacco militare contro Gaza «per via aerea, terrestre e marittima, compresi gli omicidi mirati». In base al secondo punto, «le fazioni palestinesi interrompono tutte le operazioni da Gaza verso la parte israeliana, compreso il lancio di razzi e gli attacchi lungo il confine». Il terzo elemento riguarda l’apertura dei valichi, ma non si precisa se il riferimento sia solo ai vali-

chi tra la Striscia di Gaza e l’Egitto o riguardi anche quelli con Israele. I transiti, si legge, verranno aperti «24 ore dopo» l’entrata in vigore del cessate il fuoco. Il rispetto dell’accordo «sarà monitorato», hanno fatto sapere dal Cairo. «L’intesa — ha aggiunto la Clinton — migliorerà le condizioni del popolo di Gaza e fornirà sicurezza al popolo di Israele». Il lieto fine

delle trattative segna, in particolare, una vittoria chiave per il ruolo da mediatore dell’Egitto nell’area. Il presidente Usa, Barack Obama, ha ringraziato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per aver accettato il cessate il fuoco con Hamas a Gaza. «Ora bisogna lavorare per una situazione più duratura», ha specificato. Dal canto suo, il premier israeliano ha risposto di aver voluto dare «un’opportunità alla proposta egiziana», ma ha messo in guardia che in caso di fallimento della tregua, metterà in campo «una forza maggiore». Israele si sarebbe anche impegnata ad allentare l’embargo su Gaza.

LA VISITA AD HOLLANDE

Napolitano a Parigi «Un patto per l’Ue» Un asse Italia-Francia per promuovere politiche di crescita in Europa perché senza «la ripresa dell’occupazione e

A

dell’economia» a rischio sono la credibilità e la stabilità della stessa Unione Europea. Giorgio Napolitano, ieri in visita ufficiale a Parigi, invitato dal presidente François Hollande, ha rilanciato le «sinergie» tra Roma e Parigi sul fronte delle politiche economiche in Europa.

LE PRIMARIE VERSO IL VOTO DI DOMENICA

DI PIETRO NEI GUAI

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Lo stabilimento Ilva di Taranto AP

Ilva, diktat alla procura «Via i sigilli o chiusura»

DANIELE VAIRA

In uno dei giorni più difficili e violenti dall’inizio del conflitto fra israeliani e palestinesi, mercoledì scorso, arriva l’epilogo più inaspettato: la tregua. La mattinata era infatti iniziata con un attentato rivendicato da Hamas in un bus nel centro di Tel Aviv. Un rudimentale ordigno era esploso a bordo: un forte botto, vetri rotti e urla. Il bilancio era stato di una ventina di feriti, ma nessuno in gravi condizioni. La risposta di Israele non si era fatta attendere con due immediati raid aerei su Gaza e almeno undici vittime. La tensione era tornata a salire così come i commenti negativi riguardo all’esito delle trattative della diplomazia. Nello stesso tempo, e in maniera quasi contraddittoria, si erano però moltiplicate le voci di un accordo imminente per il cessate il fuoco. A suggellare la tregua nel conflitto, costato in otto giorni, oltre 160 vittime tra i palestinesi e 5 tra gli israeliani, il segretario di Stato Hillary Clinton e il ministro degli Esteri egiziani Mohammed Amr, poco dopo le 18 italiane. La fine delle ostilità è entrata in vigore alle 21 del Cairo (le 20 in Italia).

Elsa Fornero (nella foto) ha preferito rinunciare ad una conferenza stampa prevista con il ministro Renato Balduzzi, e andar via dopo l’arrivo al ministero della Salute. Per poi spiegare di soffrire le continue contestazioni: «È una pressione psicologica fortissima e scarsamente accettabile».

Un diktat dentro all’istanza di dissequestro depositata martedì in procura: se non verranno restituiti all’azienda gli impianti dell’area a caldo sequestrati il 26 luglio, l’Ilva di Taranto chiuderà. Questo perché la mancata produzione, con gli impianti fermi per risanamento ambientale, porterebbe a una «insostenibilità economico-finanziaria». Per l’Ilva, quindi, l’unico modo per assolvere gli obblighi dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, consiste nell’avere piena disponibilità degli impianti. È la prima volta, da quando è scattata la «fase 2» dell’inchiesta per disastro ambientale con il sequestro degli impianti più pericolosi, che l’Ilva pronuncia la parola «chiusura» come alternativa al mancato accoglimento delle sue istanze da parte dei pm. «Siamo davanti ad un bivio — ha ribadito ieri il presidente, Bruno Ferrante -: da un lato c’è la strada indicata dal governo che pone un orizzonte con l’applicazione dell’Aia. Dall’altra la strada della Procura di Taranto e che è senza uscita». Nello stabilimento il clima resta comunque teso, anche perché ieri si è sfiorata la tragedia: una passerella ha ceduto, colpendo un operaio di 30 anni. Niente di grave, prognosi di pochi giorni, ma poteva andare peggio.

Altri tre via dall’Idv Ore difficili per Antonio Di Pietro: ieri l’Idv ha perduto altri 3 parlamentari (Giovanni Paladini e Gaetano Porcino alla Camera, Stefano Pedica al Senato). E Massimo Donadi ha annunciato per oggi una conferenza stampa per battezzare il suo nuovo soggetto politico. Salgono così a cinque i parlamentari usciti dal partito di Di Pietro che ora avrebbero i numeri per formare una componente nel gruppo misto. Mentre l’Idv a Montecitorio scende a 18 membri, sotto i 20 previsti dal regolamento per mantenere un proprio gruppo

Pierluigi Bersani (a sinistra) e Matteo Renzi ANSA

Bersani: «Monti non si candidi» Renzi a Vendola: «Io più di sinistra» In alto mare le primarie del centrodestra (Alfano ha convocato per oggi un vertice per sciogliere i nodi sulla data e l’organizzazione delle primarie), nel clou quelle del centrosinistra. Domenica si vota e ieri il superfavorito Pierluigi Bersani ha lanciato un consiglio al premier: «Monti non si candidi alle elezioni. Se vuole dare una grossa mano in futuro, secondo me è meglio che non si metta nella mischia». Dando i numeri, il segretario Pd ha comunque esultato: «Avremo almeno un milione di registrati prima, poi c’è la domenica. Siamo l’alternativa a Grillo e Berlusconi». Al contrario, il suo sfidante Renzi ha ricevuto stilettate da una concittadina e compagna di partito illustre: «Matteo, oltre alla rottamazione, non ha argomenti. Si sta consumando ed è figlio del ventennio berlusconiano», ha detto Rosi Bindi. Da parte sua, il sindaco di Firenze è ritornato diritto all’attacco usando con molta malizia i pronomi: «Nel caso dovessi perdere non farò come tutti loro, perché non voglio diventare come loro. Se perdo non chiedo nessun premio di consolazione». L’affondo più affilato per Vendola, che ha definito «fantapolitica» una vittoria del sindaco-rottamatore: «Non dimentichiamo che lui è uno di quelli che ha mandato a casa il governo Prodi nel ’98 — ha detto Renzi —: chi è più di sinistra, chi manda a casa il governo Prodi o chi lavora per l’Ulivo?». E per dimostrare la sua «nuova idea di sinistra», voleva parlare oggi al Cinema Galliera della Bolognina, teatro della svolta dell’89 di Occhetto. Ma i salesiani, proprietari dei locali a Bologna, hanno detto no perché gli spazi non possono essere utilizzati per incontri politici.

«

Se perdo non farò come tutti loro, perché non voglio essere come loro: non chiedo premi di consolazione» MATTEO RENZI SINDACO DI FIRENZE

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IL PROVVEDIMENTO AUMENTANO I FONDI PER RIDURRE LA TASSAZIONE SULLE BUSTE PAGA

Il corteo a Milano

Produttività, intesa governo-parti sociali Siglato l’accordo per la crescita Ma la Cgil dice no: «È stata persa un’occasione» Alla fine l’accordo sulla produttività è stato firmato dal governo e dalle parti sociali, ma senza l’adesione della Cgil. Tre per l’esecutivo sono gli obiettivi del documento: «il rilancio dell’economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale». E ciò servirà, in seguito, ad innalzare la competitività e l’attrattività degli investimenti. Per questi fini, Monti ha confermato che per il

2013 e 2014 sono disponibili 1,6 miliardi di euro per ridurre, innanzitutto, la tassazione sui salari (ma non sulle tredicesime). La cifra servirà anche per diminuire il cuneo fiscale. E le risorse potranno essere aumentate fino a 2,1 miliardi «per effetto degli emendamenti approvati alla Camera». Il premier ha anche ricordato che «è un passo importante per il rilancio delle imprese e la tutela dei lavoratori», aggiungendo che «si tratta di un testo articolato, valido e innovativo». In più, ha auspicato che «la Cgil si unisca alla sottoscrizione del documento quando lo riterrà opportuno nell’interesse dei lavoratori e del Paese». Ma per Susanna Camusso «l’accordo è

deludente e si poteva agire in modo diverso». L’intesa conclude un percorso iniziato il 5 settembre scorso con l’incontro tra il governo e gli imprenditori e poi proseguito l’11 settembre con i sindacati.

Il premier Mario Monti spiega l’accordo a Palazzo Chigi ANSA

Fermi a 20 anni fa La produttività in Italia è, intanto, praticamente ferma da vent’anni. Nel periodo 1992-2011, quella totale dei fattori è aumentata ad un tasso annuo dello 0,5%. Tale incremento, secondo i dati dell’Istat, risulta da una crescita media dello 0,9% della produttività del lavoro e da una flessione dello 0,7% di quella del capitale. Nel 2011 il dato mostra una crescita dello 0,4%.

I sindaci sfilano contro l’esecutivo: «Ora cambiare la Legge di Stabilità» Il governo ieri ha incassato una tripla fiducia dalla Camera alla legge di stabilità, ma pure una forte protesta dei sindaci contro i tagli ai comuni. A Milano hanno sfilato anche Pisapia e Alemanno con lo striscione «liberiamo i comuni dal patto di stupidità» (nella foto). Semplice il diktat all’esecutivo: «O la legge di stabilità cambierà, oppure dimissioni di massa».


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ALTRI MONDI

L’ATTRICE NEL NUOVO VIDEO

Noomi Rapace nuda per i Rolling Stones Noomi Rapace è la protagonista del nuovo video dei Rolling Stones che accompagna il singolo «Doom and gloom».

Savino show «Vi farò divertire con gli oggetti che avete in casa» Da stasera su Rai 2 "Un minuto per vincere": bicchieri, piatti, matite... e tanti giochi di abilità ELISABETTA ESPOSITO ROMA

Altro che Honduras, la sfida che sta per affrontare Nicola Savino è roba da cuori forti e spalle larghissime, peggio di qualunque prova vista sulla «sua» Isola dei Famosi... La storica voce di Deejay chiama Italia su Radio Deejay, ormai diventato personaggio tv, condurrà da stasera e per nove puntate su Rai 2 Un minuto per vincere, autentico game show realizzato da Rai Intrattenimento (primo effetto concreto dell’invito della presidente Tarantola ad utilizzare le risorse interne) con l’aiuto di Magnolia. Il format, firmato Nbc, è semplice quanto accattivante e ha già fatto fortuna in mezzo mondo. «Non ho mai presentato nulla del genere — dice Nicola — ma sono certo che piacerà. Ci divertiremo e distribuiremo anche del vil denaro, ma in un modo innovativo per la tv italiana: i concorrenti affronteranno infatti prove fisiche. Sono stati studiati 140 giochi da superare in un solo minuto: il montepremi sale sfida dopo sfida e se passi anche l’ultima, dove conta più la fortuna che l’abilità, ti porti a casa 500mila euro. I giochi poi hanno una particolare caratteristici: sono facili da organizzare, bastano posate, bicchieri, lattine, matite, oggetti che tutti abbiamo a casa insomma. E sono certo tutti tenteranno di ripetere l’impresa nei

«

In tempi così foschi credo potranno servire a molti due ore di autentico relax NICOLA SAVINO PRESENTATORE

Nicola Savino, 45 anni ANSA

propri salotti. Anche per questo c’è un sito (www.unminutopervincere.rai.it) su cui li spieghiamo. Vedrete, sarà travolgente». Quindi Savino dà una dimostrazione pratica delle prove in questione: prende il direttore di Rai Intrattenimento Giancarlo Leone e lo sfida con bicchieri e palline. Il direttore si sfila la giacca ed esegue: ne supera due su due, mica male. Sognando l’Isola Savino, che ha una bambina di sette anni, parla poi da papà: «È un programma che posso vedere con mia figlia senza alcun imbarazzo, per questo abbiamo realizzato uno spot dedicato ai più piccoli per i canali Rai Yoyo e Gulp. Io su certe cose sono un po’ talebano, non voglio che guardi trasmissioni che danno troppo valore ai due minuti di celebrità, né quelle che mostrano un certo tipo di donna». Inevitabile poi parlare dell’Isola: «Ci tornerei anche subito, mi piace pensare che sia solo un programma in pausa e che magari possa tornare il prossimo anno». Interviene Leone: «Di sicuro c’è che a primavera non sarà riproposto». Certo, un game show in una serata calda come quella del giovedì... «È da guerra dei mondi — ride — con gli ascolti sarà dura. Ma in tempi così foschi credo possano servire due ore di autentico relax, senza neanche dover pensare a quali sono i confini della Francia o a qualche altra domanda da quiz». E allora, fate il vostro gioco.

L’attrice svedese, famosa per l'interpretazione di Lisbeth nei film tratti dalla saga Millennium di Stieg Larsson appare a seno nudo (nella foto) e in versione decisamente aggressiva nel video diretto da Jonas Akerlung e diffuso dalla band inglese ieri sul proprio sito ufficiale.

FESTIVAL/ 1 CINEMA

Loach: no a Torino «Sono dalla parte dei lavoratori» Brutte notizie per il Torino Film Festival, che si aprirà venerdì con Claudia Gerini madrina affiancata da Gianni Amelio e «Quartet» di Dustin Hoffman come prima proiezione. I riflettori sono tutti puntati su Ken Loach: il regista inglese infatti non ritirerà il prestigioso Premio Gran Torino. «Motivi indipendenti dal Festival», dice l’ufficio stampa, ma presto viene fuori la verità: "Ken il rosso", da sempre dalla parte dei lavoratori, ha rifiutato di partecipare alla rassegna dopo essere venuto a conoscenza di una sorta di vertenza sindacale tra il Museo del Cinema che amministra il Festival e alcuni dipendenti precari che lavorano per il Museo. Scrive il regista in una lettera: «Con grande dispiacere mi trovo costretto a rifiutare il premio» perché solidale con i lavoratori che hanno subito prima il «licenziamento» e poi «l’esternalizzazione dei servizi a salari più bassi».

FESTIVAL/ 2 NOIR

Winslow e Grasso parlano di mafie a Courmayeur

Il 12˚ Courmayeur Noir in Festival, in programma dal 10 al 16 dicembre, avrà come ospite d’onore Don Winslow (nella foto Epa). L’autore americano di best seller come «I re del mondo» riceverà il premio Chandler e parteciperà al dibattito sulle mafie con il procuratore Grasso. La rassegna si aprirà con «Hitchcock» di Gervasi con Anthony Hopkins e verrà chiuso da «La regola del silenzio» di Robert Redford.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PERCORSO TRA LE IMMAGINI IL MENSILE DI MODA COMPIE MEZZO SECOLO E SI REGALA UN VIAGGIO NEL TEMPO

«Amica» in festa: un libro per i 50 anni Il volume raccoglie il meglio della storica rivista Quando un’amica compie 50 anni bisogna festeggiare. E anzi le persone più vicine alla festeggiata, di solito, tirano fuori dagli scatoloni le foto che si credevano dimenticate, danno una spolverata alla bacheca dei ricordi e ricreano la storia della persona che ha raggiunto il traguardo e allo stesso tempo del periodo che ha attraversato. È lo stesso principio che sta alla base del libro «Amica è....» (Riz-

zoli, 336 pagine, 75 euro), volume dedicato al mezzo secolo della rivista Rcs, diretta da Cristina Lucchini. Un viaggio attraverso la moda, lo stile e l’evoluzione del costume. Tra passato e futuro La partenza è datata 25 marzo 1962. Sofia Loren aveva appena vinto l’Oscar per La Ciociara, Jacqueline Kennedy teneva un diario sul suo primo anno alla Casa Bianca, mentre a Londra trionfavano i Beatles e a Roma Federico Fellini metteva in scena La dolce vita. Un percorso per immagini, che si snoda in un gioco di specchi, sviluppandosi

Pagine patinate

«Amica è...»: una sorta di archivio di immagini e testi sulla storia del costume italiano in 336 pagine

LA GAZZETTA DELLO SPORT

per temi: moda, personaggi, testimonianze. In mezzo gli interventi dei direttori del passato, gli stilisti più rappresentativi, le 50 copertine più emblematiche. A volte trasgressivamente anticipatorie, come quando nel 1962 Claudia Cardinale, in versione «macho», si radeva in vestaglia, storcendo il mento. Non mancano poi gli omaggi che le celebrities hanno voluto dedicare ad Amica dal pop up a schizzi, al collage fino alle riproduzioni che rendono il volume un’opera tra passato, presente e futuro. dan. va. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IN ANTEPRIMA DALL’EICMA LA NUOVA GAMMA DI SCOOTER SYM 2013! La 70a edizione dell’EICMA - Esposizione Internazionale del Motociclo – appena conclusasi a Milano, ha visto tra i protagonisti Sanyang e la nuova gamma di scooter a marchio SYM. L’attenzione dei visitatori presso lo stand SYM si è focalizzata sulla rinnovata versione di Joyride Evo, sulla nuova versione con ABS di Joymax 300 e su X’ PRO: novità assoluta presentata all’EICMA in anteprima nazionale! L’atteso Joymax 300 è il maxi-scooter best-seller SYM, ora equipaggiato con il nuovo sistema frenante ABS. Eclettico cruiser con design super-aggressivo e specchietti retrovisori con frecce integrate, Joymax 300 monta un evoluto monocilindrico ad iniezione elettronica, pensato per chi vuole una guida sportiva e scattante. La ruota anteriore è da 14 pollici, mentre entrambi i freni possono contare su una coppia di dischi con profilo a margherita: a garanzia di una frenata più incisiva! Il nuovo nato della gamma Joymax è inoltre equipaggiato con presa da 12 volt e accesso USB: per alimentare comodamente a bordo navigatore satellitare, Smart Phone ed MP3. In anteprima nazionale all’EICMA anche la versione ri n n ova t a d i Joyride Evo, arricchito di nuovi e accattivanti dettagli cromatici. Disponibile nella cilindrata da 125 o in quella da 200 cc, Joyride EVO è un robusto ed affidabile city scooter, con collaudato motore mono-cilindrico a 4 tempi. Dotato di cerchio anteriore da 13 pollici, è in grado di offrire grande comfort di guida e di mobilità. L’ampia sella ribassata ha spazio a volontà per due passeggeri, il vano sotto sella è di generose dimensioni e il para-brezza è progettato con un’inclinazione ottimale, per garantire al conducente la massima protezione dalle intemperie. Vivaci le grafiche della strumentazione e tutte da scoprire le nuove versioni bicolori! Quanto al nuovo ‘X PRO, presentato in fiera nella versione da 50 cc e livrea bianca, è un veicolo pensato intorno alle esigenze dei professionisti del city delivering. Il telaio rinforzato è appositamente progettato per il trasporto di carico extra ed il porta pacchi di generose dimensioni fa parte dell’equipaggiamento di serie. Estremamente maneggevole, grazie alla ruota bassa da 12 pollici e alle dimensioni contenute, il nuovo X-PRO è un city scooter dotato di collaudato motore 4 tempi con raffreddamento ad aria, che si distingue per i consumi particolarmente ridotti. Ulteriore elemento di interesse è il prezzo molto invitante: soli 1.600 euro f.c.. Per vederlo con i vostri occhi e approfittare delle speciali promozioni scaccia-crisi estese fino al 30 novembre su una ricca gamma di scooter a marchio SYM, potete scegliere tra gli oltre 200 concessionari SYM diffusi in tutta Italia quello a voi più vicino. Elenco completo dei concessionari al sito www.sym-italia.it. a cura di RCS MediaGroup Pubblicità

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GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

LE PAGELLE

Ariete 7-

Toro 7+

Gemelli 5,5

Cancro 8

Leone 6-

Vergine 6-

DI ANTONIO CAPITANI

Le ostilità di Marte rompono. Ma voi non v’ammazza manco l’antrace. E spaccate in ogni contesto. Prudenze suine s’impongono, però.

Le stelle vi fanno compiere exploit mirabili (specie nel lavoro) e stringere alleanze utili. E che afrori suini e seducenti, emanate!

Le rogne ci sono. E le persone vi fan venir voglia di azzannarli alla nuca, come foste leoni e loro gnu. Desistete. Sudombelico avvilito.

Il morale è bassino. E un cambiamento di programma irrita. Il lavoro è una palla, ma il sudombelico si muove e indica che è vivo. Bene.

Certa gente vi fa lievitar gli zebedei come l’impasto per il panettone. Negoziate, siate furbi, tutelatevi in toto. C’è fornicazionona!

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

IL MIGLIORE Tutto potrà esservi concesso, in questa giornata che è densa di astri fortunaterrimi! E soldi, lavoro, amore vi fan fare pure la ruota come i pavoni suini.

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Bilancia 6

Scorpione 7,5

Sagittario 6-

Capricorno 7+

Acquario 6-

Pesci 8-

Potete andare a segno magistralmente, specie in fatto di soldi. Ma il vigore cala. E il suino inside you perde colpi. E corpi. State su.

Il successo vi coglie quasi di sorpresa. E vi spinge a seminare accuratamente. Avete fiuto e siete in recuperissimo, suinally too!

I problemi e certi impegni, se trascurati, potrebbero poi affettarvi fini fini gli zebedei. Occorre risolverli subito. Sudombelico concreto.

Con la bella Luna di oggi, guadagnate punti nel lavoro, in campo economico e pure in amore. E arrivano pure exploit sportivi e suinerrimi!

Tutto evolve verso il meglio, con imprevisti utili nel lavoro e in amore. L’umore, però, è sfigopendulo e anche l’ormone nicchia.

SAMIR UJKANI

Il vostro morale sale, il vostro fascino stende. Si risollevano pure finanze, pancia, guance, tette, quotazioni. E come si fornica!

Il portiere albanese del Palermo è nato il 5 luglio 1988. In Italia ha giocato anche con la maglia del Novara per tre stagioni

Gazzetta.it

Televisioni in chiaro RETE 4

RAIDUE

RAITRE

CANALE 5

ITALIA 1

TG1 UNOMATTINA CHE TEMPO FA LA PROVA DEL CUOCO TG1 VERDETTO FINALE LA VITA IN DIRETTA TG PARLAMENTO TG1 LO ZECCHINO D'ORO L'EREDITÀ TELEGIORNALE AFFARI TUOI UN PASSO DAL CIELO 2 23.20 PORTA A PORTA 0.55 TG1 - NOTTE 1.25 CHE TEMPO FA 1.30 SOTTOVOCE 2.00 IN ITALIA...

CARTONI SABRINA VITA DA... I FATTI VOSTRI TG2 SELTZ SENZA TRACCIA COLD CASE NUMB3RS LAS VEGAS TG2 SQUADRA SPECIALE IL COMMISSARIO REX TG2 UN MINUTO PER VINCERE 23.10 TG2 23.25 WIKITALY 0.35 RAI PARLAMENTO TELEGIORNALE 0.45 CLOSE TO HOME

8.00 10.00 10.10 11.00 11.25 11.30 12.00 15.10 16.35 19.00 19.30 20.00 20.35 21.05

AGORÀ RAI PARLAMENTO LA STORIA SIAMO NOI CODICE A BARRE TG3 MINUTI BUONGIORNO ELISIR TG3 - TGR LA CASA NELLA... GEO & GEO TG3 TG REGIONE BLOB UN POSTO AL SOLE FLIGHTPLAN MISTERO IN VOLO 22.50 VOLO IN DIRETTA 0.00 TG3 LINEA NOTTE 0.10 TG REGIONE 1.00 METEO 3 1.05 SCRITTORI PER...

8.50 10.00 11.00 13.00 13.40 14.10 14.45 16.20 18.00 18.05 18.50 20.00 20.40 21.10

MATTINO CINQUE TG5 '12 - ORE 10 FORUM TG5 BEAUTIFUL CENTOVETRINE UOMINI E DONNE POMERIGGIO CINQUE TG5 '12 - 5 MINUTI POMERIGGIO CINQUE AVANTI UN ALTRO! TG5 STRISCIA LA NOTIZIA INNOCENTI BUGIE Film 23.30 TI ODIO, TI LASCIO, TI... 1.30 TG5 - NOTTE 2.00 STRISCIA LA NOTIZIA 2.50 UOMINI E DONNE

6.40 8.45 10.30 12.10 12.25 13.00 13.45 15.05 16.00 16.50 17.45 18.30 19.20

Film sul Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

15.45 FINALMENTE LA FELICITÀ PREMIUM CINEMA 17.27 LA RAGAZZA DEL MIO MIGLIORE AMICO MYA 17.48 FLIPPED IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI PREMIUM CINEMA 19.25 COME AMMAZZARE IL CAPO... E VIVERE FELICI PREMIUM CINEMA 21.15 WAKE OF DEATH SCIA DI MORTE STEEL 21.20 CARNAGE PREMIUM CINEMA 22.50 36 - QUAI DES ORFEVRES PREMIUM CINEMA

CALCIO

8.00 10.00 10.55 12.00 13.30 14.10 15.15 16.35 16.45 17.00 18.50 20.00 20.30 21.10

6.40 9.40 11.00 13.00 14.00 14.45 15.30 16.15 17.00 18.15 18.45 19.35 20.30 21.05

18.00 RUBIN KAZAN INTER Europa League MP Calcio, MP Calcio HD, Sky Sport 1, Sky Calcio 1

18.00 ANZHI - UDINESE Europa League MP Calcio 1, Sky Sport Extra, Sky Calcio 3

19.00 LAZIO - TOTTENHAM Europa League MP Calcio 3, Sky Sport 3, Sky Calcio 2

19.00 PANATHINAIKOS MARIBOR Europa League Sky Calcio 4

21.05 AIK STOCCOLMA NAPOLI Europa League MP Calcio, MP Calcio HD, Sky Sport 1, Sky Calcio 1

21.05 LIVERPOOL YOUNG BOYS

Coppa Sudamericana Sky Sport 1, Sky SuperCalcio

5

11

14

17

BOLOGNA

5

14

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BARI

Legenda CIELO

VENTI

CAGLIARI

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

9

11

Moderati

CATANIA

9

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FIRENZE

8

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Nuvolo

9.00

Eurolega SportItalia 2

13

Qualificazione Mondiale Rai Sport 2

TEXAS - TCU

VOLLEY

NCAA Sky Sport 2

20.30 UNENDO YAMAMAY BUSTO ARSIZIO ASPTT MULHOUSE Champions League femminile SportItalia

SKY SPORT 1

GOLF

17.00 CSKA MOSCA PARTIZAN BELGRADO

11

20.00 ITALIA - BIELORUSSIA

NFL ESPN America

BASKET

ANCONA

PALLAMANO

NEW YORK JETS NEW ENGLAND PATRIOTS

2.15

TIGRE - MILLONARIOS

19

AOSTA

1.30

Coppa Sudamericana Sky Calcio 2

6

Da Chartres, Francia Eurosport, Rai Sport 1

NFL ESPN America, SportItalia 2

23.10 UNIVERSIDAD CATOLICA SAN PAOLO

min max

16.30 EUROPEI VASCA CORTA

22.00 DALLAS COWBOYS WASHINGTON REDSKINS

PGA European Tour Sky Sport 2

Champions League

7

11

Torino 7 12

6 14

Trieste

Milano 7

Venezia

12

7

7

Perugia

8 16

6 13

15 14

MILANO

7

13

ROMA

NAPOLI

14

20

11 19

Mossi

PERUGIA

10

18

POTENZA Nebbia

Agitati

10

12

REGGIO CALABRIA

17

20

ROMA

10

18

TORINO

3

13

-2

13

Il sole oggi MILANO

ROMA

TRENTO

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:30

16:46

7:07

16:44

11

16

VENEZIA

5

15

23.45 0.50 0.55 1.15 2.30

Fiducia nei bianconeri, che solo per il 24% rischiano di uscire a Donetsk (per il 37% saranno secondi)

IL VIDEO Djokovic si rilassa con un massaggio a bordo campo

SKY SPORT 2 14.00 BASKET: BOSTON CELTICS SAN ANTONIO SPURS NBA

16.30 GOLF: WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Durante un’esibizione in Brasile un gruppo di modelle aiuta il campione serbo (nella foto) a recuperare energie

PGA European Tour

21.30 BASKET: BOSTON CELTICS SAN ANTONIO SPURS NBA

23.30 GOLF: WORLD TOUR CHAMPIONSHIP PGA European Tour

8.00

CALCIO: MANCHESTER CITY REAL MADRID

www.gazzetta.it

Champions League. Highlights

Europa League

Calcio argentino: le stelle giovani e i tecnici migliori A 3 turni dalla fine dell’Inicial, brillano Guillermo Barros Schelotto e Luis Zubeldia. In «Tropico del Calcio»

SKY SPORT 3

03.45 CALCIO: LAZIO - TOTTENHAM

IL BLOG

Domani

Dopodomani

Tempo in prevalenza stabile con schiarite alternate a temporanei annuvolamenti. Qualche addensamento sull'alta Toscana, basso Friuli come su Puglia e Sicilia con possibili piovaschi. Nebbie sulla Val Padana occidentale e nelle valli.

Nuvolosità compatta sulle regioni del Nordovest con piogge sparse ma per lo più deboli. Ancora schiarite lungo l'Adriatico e al Sud, specie sulla Calabria ionica e sulla Sicilia. Nebbie sulla Val Padana orientale e nelle vallate interne.

15

Ancona

Firenze

9

Neve

Champions League. Highlights

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO 17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 00.00 CALCIO: SAN PAOLO UNIVERSIDAD CATOLICA

18.20 19.15 20.00 20.30 21.10

Juve agli ottavi da prima del girone per il 39% dei voti

8 14

10 15

10

19

11.30 CALCIO: MANCHESTER CITY REAL MADRID

16.30

TG LA7 COFFEE BREAK L’ARIA CHE TIRA I MENÙ DI BENEDETTA TG LA7 CRISTINA PARODI LIVE IL COMMISSARIO CORDIER I MENÙ DI BENEDETTA G’ DAY TG LA7 OTTO E MEZZO SERVIZIO PUBBLICO Attualità OMNIBUS NOTTE TG LA7 SPORT PROSSIMA FERMATA LA7 DOC TIME WARP LA7 DOC

Bologna Genova

L'AQUILA

15

11.00 CALCIO: ANDERLECHT - MILAN

7.30 9.55 11.00 12.30 13.30 14.05

13

GENOVA

PALERMO

1.00

Tempo per lo più stabile al Centrosud con ultimi annuvolamenti e qualche rovescio tra Puglia e Campania come tra Calabria e Sicilia. Tempo uggioso su tutto il Nord e sull'Adriatico per nubi basse o nebbie, precipitazioni tra Alpi e Prealpi.

Trento Aosta

Molto forti

Calmi

23.05 23.55 0.50

Oggi

Coperto

Temporali

CALCIO: MANCHESTER CITY - REAL MADRID

9.00

Forti

MARI

18.55 19.35 20.30 21.10

CARABINIERI RICETTE DI FAMIGLIA TG4 DETECTIVE IN CORSIA LA SIGNORA IN... TG4 FORUM HAMBURG SOLDATO GIULIA AGLI ORDINI TG4 TEMPESTA D'AMORE WALKER TEXAS THE MENTALIST Telefilm THE CLOSER THE CLOSER L'ITALIA CHE FUNZIONA TG4 NIGHT NEWS

Coppa Sudamericana

WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Rovesci

Pioggia

9.50 10.50 11.30 12.00 12.55 14.00 14.45 15.30 16.35

Champions League. Highlights

NUOTO

NFL ESPN America

Europa League Sky Sport 3, Sky Caclio 2

ALGHERO

Serie A. Rai Sport 1

18.30 DETROIT LIONS HOUSTON TEXANS

21.05 PSV EINDHOVEN DNIPRO

Ieri

20.30 MILANO - VALPELLICE

FOOTBALL

Europa League Sky Calcio 4

A CURA DI

HOCKEY GHIACCIO

Eurolega SportItalia

21.05 MARSIGLIA FENERBAHCE

GazzaMeteo

21.05 AIK - NAPOLI Europa League 23.05 UEFA EUROPA LEAGUE - SPECIALE 0.45 COBRA 2.35 STUDIO APERTO 2.50 RESCUE ME

20.45 EA7 MILANO CEDEVITA ZAGABRIA

Europa League Sky Sport Extra, Sky Calcio 3

1.45

CARTONI ER GREY'S ANATOMY COTTO E MANGIATO STUDIO APERTO SPORT MEDIASET CARTONI FRINGE SMALLVILLE NATIONAL MUSEUM TRASFORMAT STUDIO APERTO C.S.I.

IL SONDAGGIO

LA 7

RAIUNO

10 15

L’Aquila 7 14

Campobasso

Bari

10 13

13 18

Napoli

Potenza

11 19

9 13

Cagliari

Catanzaro

12 19

10 17

Palermo

Reggio Calabria 14 21

15 20

Catania 14 20

Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

7:31

16:46

7:08

16:43

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

14 nov.

21 nov. 28 nov.

6 dic.


48

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 22 NOVEMBRE 2012

W O R L D C L A S S T R AV E L E R S

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