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LA SICILIA

VENERDÌ 14 GIUGNO 2013

i FATTI

.5

O CONFERENZA STATO-REGIONI, VITTORIA SICILIANA

Una commissione e 7 priorità per rilanciare il settore della pesca l’istituzione della commissione Pesca sono stati l’assessore alle Risorse agricole e alimentari, Dario Cartabellotta, e il coordinatore della Conferenza, Fabrizio Nardoni, assessore della Regione Puglia. «Abbiamo a cuore l’attività dei pescatori siciliani - ha sottolineato l’assessore Cartabellotta - che con passione e alla volte con tanti rischi svolgono questo lavoro. E’ un settore importante per la nostra economia e proprio per questo vorremmo cercare, in accordo con il ministero della

LILLO MICELI

PALERMO. Con l’istituzione della commissione Pesca, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, è stato colmato un vuoto che ha penalizzato parecchio le marinerie d’Italia e, in particolare, quella siciliana. Decisioni importanti, come la pesca del novellame o del tonno rosso, solo per citare le polemiche più recenti, sono state adottate da Roma e Bruxelles, senza tenere conto di chi opera nel mare Mediterraneo. A chiedere

Politiche agricole, di trovare risposte e soluzioni pratiche ai diversi problemi che negli anni gli stessi pescatori ci hanno manifestato. I punti che il dipartimento Pesca ha stilato sono quelli che, secondo noi, hanno più bisogno di correttivi da parte del ministero, in tempi brevi». I sette punti individuati dal dipartimento regionale della Pesca, riguardano: l’immediato avvio dei progetti di ricerca, come prevede il programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura; una migliore

gestione del Fep (Fondo europeo pesca), che fino ad oggi ha determinato una ingiustificata lentezza nella spesa; la richiesta di aumento della quota accidentale in merito alla cattura di tonno rosso, elevandola dagli attuati 750 chilogrammi per unità produttiva a 1.200 chili. In Conferenza Stato-Regioni, inoltre, Cartabellotta ha sollecitato la regionalizzazione dei plafond della flotta. «In pratica - ha aggiunto - si ipotizza di potere gestire, in termini di

tonnellaggio di stazza lorda complessiva, le licenza di pesca ed i mestieri in essa contenuti. Abbiamo anche affrontato la questione della rivisitazione dei vincoli della proprietà navale. Per la risoluzione di questo problemi, abbiamo proposto di lasciare libera la possibilità di riutilizzo di un natante sostituito per qualunque finalità, eccezion fatta per l’attività di pesca. In caso contrario, sarebbe più opportuna la demolizione fisica del natante stesso». Cartabellotta ha evidenziato anche la necessità della

semplificazione amministrativa, chiedendo di fare coincidere, in un’unica soluzione, la scadenza della documentazione necessaria alla navigazione, alla pesca e alla sicurezza. Ciò per ridurre al minimo i giorni di inattività imputabili a visite di collaudo da parte degli organi di vigilanza e di certificazione. «Ultimo punto - ha concluso Cartabellotta - la regolarizzazione dell’attività di pesca sportiva che di fatto è una concorrenza sleale nei confronti degli operatori professionisti».

IL PRIMO REPORT regionale sul cemento selvaggio

Abusivismo: in Sicilia in due anni costruiti 7.000 edifici fuorilegge Catania è la «capitale» con 1.687 casi a Messina abusi in zone a rischio sismico DAVIDE GUARCELLO

NUMERI

PALERMO. «Non dobbiamo meravigliarci, purtroppo, se in futuro ci saranno altre tragedie come quella avvenuta nel 2009 a Giampilieri». A lanciare l’allarme è il direttore generale del dipartimento Urbanistica della Regione, Gaetano Gullo, che ieri ha illustrato, insieme all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, il primo report sull’abusivismo edilizio nell’Isola. La sconfortante istantanea che emerge dal dossier è che nel 2011 in Sicilia ammontavano a 856mila metri cubi le colate di cemento abusive; ben 605mila nel 2012. Di questi, mezzo milione si trovano in aree a rischio sismico e 348mila ricadono in aree a rischio idrogeologico. Ben 3.925 abusi scoperti nel 2011 e poco più di 3mila nel 2012. Secondo l’ultimo dato disponibile, quello del 2011, le pratiche di sanatoria sono 758.856. La provincia «capitale» dell’abusivismo è Catania, con 1.687 abusi accertati tra 2011 e 2012, con una volumetria di 405mila metri cubi. I dati sono allarmanti, ancor più se si pensa che sono parziali, “al ribasso”, poiché solo il 70% dei Comuni ha fornito alla Regione dati aggiornati sugli abusi edilizi. È il caso del Comune di Messina, tra

L’INIZIATIVA

3.925

GLI ABUSI NEL 2011

3.109

GLI ABUSI NEL 2012

758.856

LE PRATICHE DI SANATORIA

856.000

M³ DI CEMENTO ABUSIVO

35.000

LE CASE ABUSIVE VICINE ALLA COSTA

1.211

LE ORDINANZE DI ABBATTIMENTO

98

GLI ABBATTIMENTI PORTATI A TERMINE

l’altro quello più a rischio: «Nel messinese – sottolinea l’assessore Lo Bello – la quasi totalità dell’abusivismo riguarda strutture costruite in zone in cui c’è un vincolo di natura idrogeologica e sismica». «Il nostro monitoraggio – aggiunge Gullo – vuole dare un segnale per evitare che disgrazie come quella di Giampilieri possano ripetersi. La prevenzione è fondamentale». Non va meglio al territorio della provincia di Palermo dove nel biennio 2011-12 gli abusi accertati sono 1.233, e nel Trapanese dove nell’ultimo biennio si supera quota mille abusi. Dal dossier emerge un altro aspetto sconfortante sulle ordinanze di demolizione: su 1.211 ordini d’abbattimento e ripristino, solo 98 sono stati effettivamente portati a termine nel 2012. Ciò è dovuto essenzialmente ai costi elevatissimi. Un caso curioso, eclatante, è quello di un Comune dell’Agrigentino che, di concerto col ministero delle Infrastrutture e della Difesa, sta perfezionando una convenzione per avviare le procedure per accedere alle risorse finanziarie necessarie per le demolizioni di 181 immobili e per il trasporto a discarica degli inerti che ammonta a circa 7 milioni di euro. «Stiamo studiando soluzioni di natura tecnica – assicura l’assessore –

ma intanto è fondamentale che i Comuni acquisiscano quegli edifici da demolire. Questo nel 2012 è stato fatto solo in 7 casi su 1.211 pratiche che lo avrebbero previsto. Perciò – ha proseguito - abbiamo fatto partire una diffida dal mio assessorato, indirizzata a tutti i 382 Comuni siciliani. Essa prescrive di accelerare le operazioni di acquisizione al demanio delle strutture abusive altrimenti saranno i competenti uffici regionali a denunciare omissioni e inadempimenti all’autorità giudiziaria». Previsto anche il commissariamento per i Comuni che non rispettano le norme sulla tutela dell’ambiente.

Su 1.211 ordini di abbattimento solo 98 portati a termine. L’assessore Lo Bello: «Diffida ai Comuni inadempienti e che omettono controlli»

«Questo dossier - sottolinea Lo Bello - è il primo vero rapporto sull’abusivismo edilizio nella Regione, un segnale di cambiamento come dimostrato dall’abbattimento dell’ecomostro di Scala dei Turchi, a Realmonte. Quest’azione di monitoraggio – rivela – è iniziata su spinta del governatore Crocetta, a gennaio subito dopo il tragico crollo della palazzina di via Bagolino a Palermo, che ha causato la morte di 4 persone. Una grave situazione dovuta all’incuria e ai mancati controlli. Non bisogna fermarsi. Con la circolare obblighiamo le amministrazioni a non commettere più quel reato di omissione che ha distrutto la nostra Isola.

Ne è stato fatto uno scempio: dobbiamo riappropriarci di un territorio splendido, che deve tornare ad essere tale». Ci sono ben 35mila edifici costruiti entro i 150 metri di distanza dalla costa, in violazione delle norme. Un picco si è registrato proprio nel 2008, anno dell’ultima sanatoria. Nel 1976 le case costruite a ridosso della battigia erano meno della metà (13mila). «Se guardiamo la crescita di questo dato – prosegue Gullo – notiamo come subisca un incremento ogni volta che il governo nazionale ha approvato una sanatoria. Le parole chiave – conclude – devono essere: monitoraggio, prevenzione e cura».

L’idea degli assessori Stancheris e Sgarlata è quella di abolire il canone che finora i privati hanno dovuto sborsare per l’affitto dei monumenti

Siti archeologici per eventi, la Regione li darà gratis Servirà ad attrarre investimenti e promuovere i beni culturali SIRACUSA. Per allestire un evento al Teatro Greco aretuseo non si dovrà pagare neppure un euro. Così come sarà gratuito organizzare uno spettacolo nella Valle dei Templi di Agrigento o nell’area archeologica di Segesta. La Regione, infatti, ha deciso di abolire il canone che sino ad oggi gli imprenditori privati hanno sborsato per l’organizzazione di manifestazioni e concerti nei siti archeologici più suggestivi dell’Isola. L’idea è quella di affidare gratuitamente siti e teatri antichi a quei privati che vorranno promuovere spettacoli e, così, avviare un nuovo circuito turistico-economico. Una proposta che prenderà corpo fra pochi giorni come spiegano l’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, con la collega ai Beni culturali, Maria Rita Sgarlata. «Abbiamo redatto un avviso unico – dice l’assessore Stancheris – che sarà pubblicato a breve sulla Gaz-

zetta ufficiale della Regione per poter affidare agli imprenditori che lo vorranno i siti archeologici destinati ad ospitare eventi. Un’operazione connotata dalla massima trasparenza per ridare ossigeno al settore privato che sta vivendo una difficile crisi economica e, al contempo, promuovere i nostri beni culturali». I siti inseriti nella lista della Regione sono numerosi. A Siracusa, saranno inseriti nel bando unico il Teatro Greco del parco di Neapolis, il Castello Maniace di Ortigia, il parco archeologico di Eloro a Noto e quello dell’antica Lentini. L’Odeon romano è il sito scelto per Catania mentre a Palermo è lo spazio a ridosso della Cuba. Ad Agrigento la valle dei Templi all’interno del cui parco sono state individuate sei aree destinate a eventi vari; e ancora il teatro di Eraclea Minoa. Ancora, anche il Teatro di Tindari e quello di Taormina. Sarà concesso

! TEATRO GRECO DI SIRACUSA

Da decine di anni l’Inda organizza le famose rappresentazioni classiche in una delle cornici più presigiose del mondo, ma molto raramente questo bellissimo teatro antico ha ospitato manifestazioni di altro tipo

! TEATRO ANTICO DI TAORMINA

E’ il secondo centro di rappresentazione teatrale per dimensione in Sicilia dopo il Teatro greco di Siracusa. Ma al contrato di quello aretuseo, ospita anche concerti, cinema e altri spettacoli

Presto un bando. Già I rischi. Si pone il

redatta una lista con i principali teatri antichi, ma anche tonnare e parchi

problema della tutela. «Solo spettacoli di grande levatura, nel rispetto dei luoghi»

gratis anche il sito dell’antica Morgantina e, nel territorio trapanese, il Teatro di Segesta, il parco archeologico di Selinunte e la Tonnara di Favignana. Il bando prevede, dunque, la concessione dei siti ai privati senza il pagamento del canone. «Ciò consentirà di avviare investimenti nuovi – prosegue la Stancheris – ma anche la possibilità di rendere vivi, sempre, i nostri beni culturali evitando di “ingessarli”. Il progetto sarà discusso con gli addetti ai lavori di Assomusica e inserito nel contesto di un dialogo con gli operatori per una fruizione più vivace del patrimonio. Per questo, oltre alla promozione dei grandi eventi, immaginiamo di poter ospitare anche manifestazioni più piccole». L’allestimento di spettacoli nei siti archeologici riapre anche la questione della loro tutela, manutenzione e corretta fruizione da parte dei visitatori. Specie per monumenti delicati qual è il Teatro Greco di Siracusa che attende da anni l’avvio di un restauro per la sua cavea lapidea usurata dal calpestio di migliaia di turisti. Un progetto per cui occorrono 3 milioni di

euro che giace nei cassetti della Regione e che è firmato dall’allora soprintendente di Siracusa, Mariella Muti, sulla scorta dello studio e dei rilievi del monumento eseguiti da Giuseppe Voza. «Il Teatro Greco necessita di attenzioni peculiari – dice l’architetto Muti, componente del comitato di gestione Unesco per Siracusa e val di Noto – così come gli altri siti archeologici. Per questo ben venga la gestione pubblico-privata dei beni culturali ma senza dimenticare l’esigenza primaria che è la loro salvaguardia e tutela oltre alla legittima richiesta dei turisti di poterli visitare senza impalcature né palchi. Siamo sempre stati d’accordo all’organizzazione di spettacoli al Teatro Greco ma in linea con il sito che ospita le Rappresentazioni classiche, magari prolungandone la stagione con eventi lirici ma non certo concerti rock». Rassicura tutti l’assessore regionale Sgarlata. «Apriremo i nostri beni solo a spettacoli di grande levatura, nel pieno rispetto dei siti, della loro storia e della loro valenza archeologica». ISABELLA DI BARTOLO

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