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VISITA AREA ARCHEOLOGICA SOTTERRANEA DEL VICUS CAPRARIUS "La città dell'Acqua"

DOMENICA 27 GENNAIO 2013 3


Oggi è una bellissima giornata di sole ma noi ci accingiamo a scendere 9 metri sotto il livello stradale... All’appuntamento ci aspetta la nostra giovanissima guida Laura e alle ore 11.00 iniziamo la nostra visita. A tutti è nota la celebre Fontana di Trevi, meno noto è il percorso sotterraneo che si estende sotto il rione Trevi. Di questo intricato dedalo di antiche vestigia fa parte l'area archeologica sotterranea del Vicus Caprarius - La Città dell'Acqua. La guida ci accompagna e ci descrive le strutture di una domus d'epoca imperiale, il castellum acquae dell'Acquedotto Vergine ed i suggestivi reperti (tra i quali il celebre volto di Alessandro Helios) venuti alla luce nel corso dei lavori di ristrutturazione dell'ex Cinema Trevi.

Infatti l'area museale è appositamente allestita all'interno di questo suggestivo ambiente. Ammiriamo i mosaici in marmi policromi, le statue e le raffinate decorazioni in marmo lunense. Ci colpiscono le anfore da trasporto di produzione africana (cosidetti spatheia), la statuetta egittizzante del dio Horus, rappresentato come falco e il tesoretto monetale in bronzo. Laura ci spiega che è proprio durante i lavori di ristrutturazione dell’ex cinema Trevi, tra il 1999 e il 2001, che sono state riportate alla luce una serie di strutture indagate dalla Sovrintendenza Archeologica di Roma grazie al Gruppo Cremonini S.p.A. proprietaria dell’immobile.


Questa area archeologica è sita ad una profondità di 9 m dal livello stradale ed ha un’estensione di ca. 400 mq. Gli edifici indagati e tuttora visitabili sono contigui e contemporanei, con funzioni diverse ma allineati lungo il vicus Caprarius o Capralicus, attuale via di S. Vincenzo. Il toponimo è legato alla presenza in antico di un’edicola Capraria connessa al culto di Iuno Caprotina probabilmente tale divinità tutelare della Palus Caprae, una palude attestata nel Campo Marzio, alle pendici del Quirinale. Uno dei due edifici, quello settentrionale, è stato identificato con un’insula, complesso abitativo a più piani, realizzato in opera laterizia e risalente, nella sua fase più antica, all’età neroniana. Questa cronologia rende il complesso uno dei più antichi conosciuti a Roma ed è di fondamentale importanza scientifico didattica. Intorno alla metà del IV secolo la struttura fu trasformata in una ricca domus distrutta da un incendio nel V secolo d.C. L’edificio meridionale si articolava su due piani e doveva assolvere ad una destinazione pubblica: i due vani comunicanti, ancora ben conservati, costituiscono un grande serbatoio idrico, probabilmente uno dei castella di distribuzione dell’Acquedotto Vergine il cui percorso è stato riconosciuto poco distante. Al complesso imperiale si sovrappose un insediamento medioevale, probabilmente abitazioni, databili tra il XII ed il XIII secolo. E' come un viaggio a ritroso nel tempo dove è possibile toccare con mano la millenaria stratificazione di Roma e osservare le testimonianze archeologiche dei grandi eventi che hanno caratterizzato la storia della città, dall'incendi di Nerone alla realizzazione dell'Acqua Virgo, dal sacco di Alarico all'assedio dei Goti.


Vogliamo ora continuare il nostro diario con alcune osservazioni, commenti e piccole curiosità dei soci che hanno partecipato alla visita... Polvero: Non mi sento di entrare in dettagli tecnici dopo la chiarissima spiegazione della nostra guida Laura che ha dato prova (oltreché di una robusta preparazione e doverosa competenza) anche di una bella maniera di esporre gli argomenti e fornire spiegazioni: ciò sta a documentare che svolge un lavoro che deve piacerle davvero. Mi ha particolarmente colpito la simpatica disinvoltura con la quale snocciolava dati e date, senza

trasmettere l'impressione di una pappardella recitata a memoria e ripetuta forse 3 o 4 volte al giorno. Del resto, più di una mia relazione, particolarmente per questa visita, avranno importanza le immagini: come si può descrivere la passerella sospesa o la tessitura di tubolari metallici che sostiene il tutto? Oppure il notevole livello di rifinitura dei rivestimenti della cisterna? Parleranno le foto che Gaetano ha scattato per tutti noi. Un altro dettaglio positivo è stato costituito dalla molta attenzione alle narrazioni della guida e poche ma centrate domande, a conferma della chiarezza esplicativa della fanciulla accompagnatrice.


Monica: Un eccezionale sorpresa! La mia amica Graziella mi ha proposto di partecipare a questa visita e con molto entusiasmo ho accettato ed ancora la ringrazio! Non sapevo neanche dell'esistenza di questo sito, nascosto nei vicoli della zona di Fontana di Trevi e poco pubblicizzato. La mattinata ci si presenta subito in maniera splendida fa decisamente freddo, ma il cielo è limpido. La passeggiata dall'uscita della metro B Cavour a Fontana di Trevi è piacevolissima ed è anche un occasione per scaldarci un pò! Ci incontriamo con gli altri, e sbrigate le pratiche "amministrative", ci dirigiamo infreddoliti ma curiosi all'ingresso. Con mio stupore scopro che l'ingresso è del cinema Trevi, infatti entriamo proprio nella sala dove la nostra bravissima guida ci spiega la correlazione tra il sito archeologico e il cinema. Come spesso succede, in questa fantastica città, facendo dei lavori di ristrutturazione è venuta fuori questa insula romana di epoca neroniana ed una cisterna del II sec. d.C. che doveva essere il serbatoio di distribuzione dell'acquedotto Vergine, che ancora passa di li ... Incredibile! Il mio consiglio è di andare a visitare questo piccolo angolo, tenuto in maniera eccellente, dove farsi trasportare indietro nel tempo accompagnati dal rumore dell'acqua che scaturisce dalla falda acquifera sotterranea (scoperta anch'essa proprio durante gli scavi di ristrutturazione).


Graziella: Sotto le strade di Roma si pensa di trovarci solo Roma, quella antica. E invece... mura medioevali, albarelli rinascimentali, acqua pura che scorre da sempre, cisterne, case, ritirate casalinghe (chissĂ se un giorno qualcuno guarderĂ  le nostre con lo stesso stupore) e persino un Horus egizio (ma costruito a Roma). E poi... Poi esci per le strade della nostra Roma in quella bella giornata di inverno e ritrovi lo stesso clima cosmopolita e accogliente che avevi potuto immaginare lĂ  sotto. E poi... Poi la pizza dell'Antico Forno di Fontana di Trevi mangiata sotto al sole vicino allo scroscio dell'acqua. Ne vogliamo parlare?


Associazione Culturale ANDAR PER ARTE Via dei Faggi 3 01015 Sutri (VT) Telefono: 340-3324511 (Maril첫) info@andarperarte.com www.andarperarte.com

Testo: Maria Luisa Garabelli Commenti: Polvero, Monica e Graziella Grafica: Maria Luisa Garabelli Fotografie: Gaetano Padricello

Visita Area archeologica sotterranea del vicus Caprarius  

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