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! M A Privatissima Arte Modena 2020


Mostra promossa da

CittĂ di Castelfranco Emilia Sindaco Giovanni Gargano Assessore alla Cultura Rita Barbieri Coordinamento Luca Cesari

A cura di Alessandro Mescoli Sergio Bianchi Federica Sala Testi critici Maria Chiara Wang Giorgia Bergantin

Comune di Castelnuovo Rangone Sindaco Massimo Paradisi Assessore alla Cultura Sofia Baldazzini Coordinamento Perla Cecoli Ringraziamenti Isabella Compari

Hanno collaborato al progetto Andrea Barillaro Massimiliano Piccinini Laura Solieri Enrico Turchi Grafica e catalogo Marco Comastri

Comune di Pavullo nel Frignano Sindaco con delega alla Cultura Luciano Biolchini Coordinamento Simona Negrini Ringraziamenti Romano Donati, Alessandro Degl’Antoni Con il contributo di

In collaborazione con

Ufficio stampa CSArt Le foto dei comuni di Pavullo nel Frignano, Castelfranco Emilia e Castelnuovo Rangone sono di Mauro Terzi. Le poesie di Laura Solieri sono ispirate alle opere di Danilo Buccella, Laura Renna, al paese di Castelfranco Emilia e alle opere di Annalisa Vandelli.


Prefazione Local, Global o Glocal? Il Contemporaneo a Modena

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Pavullo nel Frignano

24 28 30 32 34 36 38 40 42 44 46 48 50 52 54 56 58

Emanuela Ascari Danilo Buccella Andrea Capucci Elisa Capucci Andrea Chiesi Carlo Cremaschi Alessandro Formigoni Mario Giovanardi Pier Lanzillotta Marco Luppi Enrico Manelli Davide Montorsi Alice Padovani Sergio Padovani Federica Poletti Laura Renna

Castelfranco Emilia Enrica Berselli Fabio Bonetti Giuliano Della Casa Simone Fazio Laura Forghieri Pierfilippo Gatti Barbara Giorgis Marino Neri

Castelnuovo Rangone Antonella Monzoni Tommaso Mori Beatrice Pucci Gianni Valbonesi Annalisa Vandelli

60 64 66 68 70 72 74 76 78 80 84 86 88 90 92


Prefazione Fondazione di Modena Comune di Pavullo nel Frignano CittĂ di Castelfranco Emilia Comune di Castelnuovo Rangone

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Fondazione di Modena Donec ullamcorper nulla non metus auctor fringilla. Nullam id dolor id nibh ultricies vehicula ut id elit. Vestibulum id ligula porta felis euismod semper. Maecenas sed diam eget risus varius blandit sit amet non magna. Aenean lacinia bibendum nulla sed consectetur. Aenean eu leo quam. Pellentesque ornare sem lacinia quam venenatis vestibulum. Morbi leo risus, porta ac consectetur ac, vestibulum at eros. Curabitur blandit tempus porttitor. Nullam id dolor id nibh ultricies vehicula ut id elit. Praesent commodo cursus magna, vel scelerisque nisl consectetur et. Maecenas sed diam eget risus varius blandit sit amet non magna. Morbi leo risus, porta ac consectetur ac, vestibulum at eros. Vestibulum id ligula porta felis euismod semper. Maecenas sed diam eget risus varius blandit sit amet non magna.

Comune di Pavullo nel Frignano L’arte e la cultura chiedono oggi, più che in passato, di essere intese non in senso esclusivo, come l’esercizio e l’apprendimento di pratiche intellettuali, ma piuttosto come pratiche ordinarie che seguono e favoriscono le trasformazioni sociali. Progettare e condividere la cultura, con altri territori, nel rispetto delle specifiche potenzialità e vocazioni, sono necessità sempre più impellenti. PAM! Privatissima. Arte Modena 2020 nasce proprio dalla volontà di tre comuni della provincia di Modena di presentare, in un progetto artistico unitario, gli artisti visivi modenesi contemporanei. Un viaggio tra pittura, scultura, illustrazione e fotografia, che parte dalla città di Modena e si dipana nella pianura, da Castelfranco Emilia a Castelnuovo Rangone fino al cuore dell’Appennino, a Pavullo nel Frignano. Qui, nelle rinomate sale della Galleria Contemporanea di Palazzo Ducale sedici artisti si sveleranno, raccontando un fare arte ‘privatissimo’, che punta i riflettori non solo 9


sull’oggetto dell’arte, sull’opera e sul suo excursus, ma prima di tutto sul soggetto, sulla ricerca estetica e sul rapporto intimistico con l’opera specchio di un universo di cui l’artista è artefice. Luciano Biolchini Sindaco con delega alla Cultura

Comune di Castelnuovo Rangone L’arte per un paese è una occasione unica di scambio, incontro e creazione corale. Questa volta assume anche il significato simbolico di rigenerazione e ritorno ad una vitalità sociale che ricuce legami tra persone e territorio, in una dimensione quasi intima di ritrovamento. Abbiamo costruito questa grande occasione collettiva durante una pandemia globale, in uno sguardo virtuale che tendeva a quello reale, come orizzonte ambito, sperato e non dato mai per scontato. Gli artisti hanno condiviso con noi la fiducia in un tempo futuro, ora presente, hanno visto come noi nell’arte e nella cultura due valide tracce da cui ripartire, spalancando le porte dei luoghi, creando in essi e per essi l’incontro. A tutti loro va il nostro ringraziamento forte per aver accettato di creare una comunità artistica, tracciando un modello per le nostre comunità, fondato sulla vicinanza, sulla sensibilità e sulla cura. Ancora una volta l’arte offre insegnamenti, molto più in profondità di uno sguardo. Sofia Baldazzini Assessore alla Cultura

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Città di Castelfranco Emilia L’arte è una forma di linguaggio globale, una espressione che serve a interpretare il mondo che ci circonda, nella quale una comunità si può riconoscere e ritrovare ispirazione e bellezza. In una realtà in cui sono sempre meno i punti di riferimento, dove ognuno e ogni cosa ha bisogno del proprio spazio di riconoscimento, crediamo fortemente che dare spazio alla comunicazione attraverso l’espressione artistica sia la forma immediata per cogliere messaggi importanti. I giovani spesso si ritrovano a doversi confrontare con un sistema che non li riconosce: non trovano strumenti per dare risposta, attraverso azioni concrete, ai messaggi, ai progetti, alle aspettative. L’arte rappresenta armonia, fonte di equilibrio ed espressione identitaria, per questo è necessario aumentare le occasioni e gli spazi di ascolto e riconoscimento per costruire talenti e trasmettere messaggi di valore. Gli artisti modenesi vanno senz’altro valorizzati, così come va valorizzata l’arte in generale; come amministrazioni abbiamo il dovere di non fermarci mai nella ricerca e di sostenerla, accogliendo ogni opportunità di forte riconoscimento artistico. Rita Barbieri Assessore alla Cultura

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maria chiara wang

Local, Global o Glocal? Analisi del rapporto tra arte e territorio modenese dagli anni ’70 a oggi

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n’analisi dello stato dell’arte contemporanea nel modenese – obiettivo della mostra PAM! Privatissima. Arte Modena 2020 – non può prescindere dall’esame del rapporto tra artista e territorio. Il presente testo nasce, quindi, dall’intento di approfondire tali dinamiche. Se e come le istituzioni pubbliche e private hanno supportato e supportano tuttora la produzione, la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea locale? Quali sono le caratteristiche, le criticità e i punti di forza di questi sistemi? Questi i principali interrogativi che hanno guidato la mia ricerca e alimentato le riflessioni seguenti.

1. Sarebbe stato interessante, a proposito di Street Art nel modenese, riportare anche l’esperienza di Pietro Rivasi, curatore e fondatore di “Icone”, festival internazionale di arte urbana a Modena, ma – per motivi di spazio – qui mi limito solo a citarlo per i più curiosi che vorranno approfondire questo tema.

Inizierei, quindi, con alcune considerazioni sulle tre sedi che ospitano questa collettiva e con le testimonianze raccolte dagli artisti che ne prendono parte. Sofia Baldazzini, Assessore alla Cultura di Castelnuovo Rangone, Città d’Arte dal 2018, parlando della vita culturale del Comune dove opera ne mette in luce una qualità importante, quella della cura della comunità per i propri luoghi. «L’arte contemporanea, a Castelnuovo, parte da questi slanci e si configura come un’arte per il territorio e con il territorio». In tale ottica sono nati i seguenti progetti: il CRAC – Castelnuovo Rangone Arte Contemporanea, attivo dal 2018 grazie alla passione artistica e all’impegno di Alessandro Mescoli, Massimiliano Piccinini e Marco Gibellini, e il progetto ImmaginAria che dal 2019, nella frazione di Montale, per merito di Tiziano Del Vacchio, imprenditore e fondatore dell’associazione modenese Rosso Tiepido, promuove la street art1. A Castelfranco Emilia il maggiore promotore di arte contemporanea è rappresentato dall’associazione culturale Gli Amici dell’Arte che organizza mostre presso le sedi espositive di Palazzo Piella e della Saletta delle Arti, occupandosi della selezione degli artisti, delle opere e dell’allestimento e della manutenzione delle sale. Il Servizio Cultura del Comune, al momento, pare essere maggiormente concentrato sulla valorizzazione del patrimonio musicale, mentre resta ancora poco esplorata – sempre da parte dell’Amministrazione Pubblica – la possi13


bilità di creare sinergie con Villa Sorra a sostegno dell’arte contemporanea locale e non. A Pavullo, dagli anni ’80, le Gallerie Civiche di Palazzo Ducale hanno accolto centinaia di artisti con l’obiettivo di unire sapientemente territorialità e nazionalità. Tra le varie novità introdotte dalla direzione artistica di Simona Negrini (subentrata a Paolo Donini nel settembre 2019) – oltre ad un’importante spinta nella direzione di una comunicazione più efficace e di una digitalizzazione dei processi e delle pratiche curatoriali – figurano: la Fabbrica delle ARTI, atelier di didattica delle arti che privilegia materiali di scarto e che accoglie studenti e docenti delle scuole del territorio comunale ed extra comunale di ogni ordine e grado, e l’Osservatorio Giovani Artisti Pavullo che nasce con lo scopo di documentare, promuovere e valorizzare il lavoro dei giovani artisti che vivono, studiano o lavorano, nel Comune di Pavullo nel Frignano (mo). Per quanto riguarda le testimonianze raccolte dagli Artisti presenti al PAM! mi limiterò a indicarne i filoni principali emersi dalla descrizione delle loro esperienze eterogenee. Da un lato ci sono coloro che hanno iniziato la propria carriera tra i floridi anni ’90 e il primo decennio del 2000 e che hanno potuto godere di una situazione estremamente favorevole resa possibile dall’attività di promozione svolta dall’Ufficio Giovani d’Arte2 di Modena; dall’altro c’è chi ha iniziato la propria produzione nei decenni successivi e/o che si è formato lontano dal luogo di origine costruendo in autonomia una rete di collaborazioni altrove e stabilendo solo rapporti occasionali con il territorio modenese; infine ci sono gli ‘outsider’ rispetto al sistema dell’arte che, indipendentemente dall’anno di nascita, dal periodo di attività e dal luogo in cui si sono trovati ad operare, ne sono rimasti volutamente ai margini. A proposito di quanto poco sopra accennato e prima di spostare il focus sugli altri attori di questa scena, vorrei menzionare il contributo importante rappresentato dall’operatività appassionata di Ornella Corradini, responsabile del Servizio Giovani d’Arte di Modena dalla sua nascita al 2014. Sotto la sua direzione sono stati realizzati molte14

2. L’ufficio Giovani d’Arte è stato fondato nel 1986, ed è rientrato da subito all’interno del GAI – Giovani Artisti Italiani e della BJCEM – Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, e dal 1996 anche nel GA/ER Giovani Artisti Emilia-Romagna. Questi organismi attraverso svariate iniziative hanno ampliato notevolmente le opportunità e le occasioni di visibilità e di promozione degli artisti modenesi sia in Italia che all’estero. 3. A titolo di esempio: le edizioni di Passaggi, durante la Direzione di Walter Guadagnini, mostre bipersonali inerenti il disegno e la fotografia; quelle di Area Progetto, durante la Direzione di Angela Vettese, con personali incentrare sull’installazione; le diverse edizioni dei Concorsi nazionali Portfolio, giovane fotografia in Italia e DAB – Design per Artshop e Bookshop; le tre di ArteinContemporanea Emilia-Romagna e di A cura di... Concorso regionale per giovani curatori e, per concludere, il Concorso per l’assegnazione di due atelier in via Carteria a Modena in uso gratuito agli artisti per due anni.


plici progetti e instaurate relazioni importanti per la promozione dei giovani artisti locali3. Allargo ora lo sguardo alle Istituzioni pubbliche e private4 che hanno contribuito allo sviluppo dell’arte contemporanea nel modenese. Con rammarico, dovendo contenere la lunghezza del testo, non ho potuto ascoltare il punto di vista delle associazioni, dei collezionisti5 e dei finanziatori. Partirei, quindi, dalla FMAV6, realtà dolceamara: o la si ama, o la si odia, non lascia indifferenti. La sua nascita ha creato scompiglio, poiché ha ribaltato dinamiche e strutture radicate e consolidate nel territorio e nella percezione della comunità modenese (artistica e non). Ma, dalla conversazione avuta con Daniele Pittèri – Direttore Generale dal marzo 2019 al maggio 2020 – ne emerge tutt’altra visione: un’attenzione al territorio tradotta nell’ideazione di progetti e riversata in una programmazione studiata a posta per le specificità del luogo in cui si colloca e in sinergia con esse. Nella progettualità della Fondazione il legame con la comunità locale viene stabilito in tre stadi: il primo, rappresentato da un processo di riconoscimento identitario, il successivo dalla proposta di nuovi orizzonti culturali all’interno di un perimetro conosciuto e, l’ultimo, dal suggerimento di ulteriori stimoli – potenzialmente spaesanti – mediante la proposta di artisti di calibro internazionale promulgatori di un’idea di arte ‘fuori dai canoni consueti’7. Paiono, invece, isolati i casi di esposizioni dedicate ad artisti modenesi. Proseguo l’indagine con una carrellata veloce sull’operato delle maggiori Gallerie modenesi: D406, Mazzoli e Metronom. La D406, nata nel 2002 dalla vincita di un bando promosso dal Comune di Modena, ha costruito nel tempo relazioni importanti e fruttuose con e per il territorio, stabilendo sinergie tra gli artisti locali, l’imprenditoria e le Istituzioni pubbliche8. La Galleria Mazzoli, nata dal genio di Emilio Mazzoli, ha debuttato nel 1978 segnando l’inizio della Transavanguardia con la mostra Tre o

4. Nel testo, per motivi di spazio, annovero solo le realtà ‘principali’. Tra le Istituzioni non presentate un approfondimento interessante, per chi volesse riprendere questa ricerca, meritano – fra le altre – anche: i Musei Civici; il MATA – Manifattura Tabacchi, la Biblioteca Civica d’Arte Poletti, Emilia Romagna Teatro Fondazione, il Centro Musica e il progetto di arte pubblica Modena Ovest Pavilion. Tra le Gallerie non elencate, ma annoverate dagli artisti, figurano: Artesì, Il Divano di George, Sansalvatore e Dislocata. 5. È comunque dovuto almeno un accenno alle Collezioni Cattelani che a partire da Carlo e proseguendo con l’operato dei suoi figli hanno scritto un capitolo importante nella storia del collezionismo. 6. Fondazione Modena Arti Visive nasce, per iniziativa del Comune di Modena e della Fondazione di Modena, nell’ottobre del 2017, raccogliendo l’eredità e il patrimonio culturale delle tre istituzioni che sono confluite in essa: la Galleria Civica di Modena, la Fondazione Fotografia di Modena e il Museo della Figurina. Tre i suoi compiti fondamentali: quello istituzionale di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio artistico; quello di consolidamento degli indirizzi intrapresi in termini di produzione, esposizione e formazione; quello di connessione con il territorio interloquendo con la cittadinanza, con gli altri operatori della cultura e con gli artisti locali.

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quattro artisti secchi che ne costituisce il manifesto. Da allora ha dato il via a una collaborazione costante con il critico e amico Achille Bonito Oliva e intercettato e diffuso le tendenze dell’arte contemporanea italiana e straniera. Se da un lato gli artisti locali che rappresenta – in proporzione rispetto al totale – tendono allo zero, dall’altro ha sicuramente contribuito a puntare i riflettori su Modena per quanto riguarda la capacità di questo territorio di rappresentare e promuovere l’arte contemporanea. Metronom di Marcella Manni, sin dall’esordio, ha dimostrato il proprio impegno a sostenere in modo costante il lavoro dei giovani artisti, con una visione aperta e multidisciplinare sulla realtà contemporanea, creando sinergie tra le realtà locali e internazionali9. Cito il Festival della Filosofia dopo la FMAV e le Gallerie poiché, da vent’anni, funge da collettore tra i vari poli dell’arte disseminati nel territorio modenese, mettendoli in rete e sintonizzandoli sulle frequenze di una contemporaneità espressa attraverso il linguaggio filosofico e delle arti visive. Suggestiva l’immagine del Festival proposta da Daniele Francesconi, Direttore Scientifico, come di una «piattaforma territoriale girevole, che consente l’accesso ai temi trattati da diversi ingressi, grazie ad una programmazione ampia e varia ideata per valorizzare l’attività culturale promossa dagli operatori locali (pubblici e privati), per mescolare i diversi tipi di pubblico e per sollecitare nuovi stimoli». La trattazione che qui si avvia alla conclusione non ha pretese di esaustività, dovendo condensare nello spazio ristretto di 2000 parole una pluralità di esperienze e di argomentazioni. Le ultime considerazioni si concentrano sulla sintesi dei principi da seguire affinché la relazione tanto acclamata tra l’arte, le istituzioni deputate alla sua custodia e promozione e il territorio non resti uno slogan vuoto. Risulta, quindi, indispensabile ampliare e consolidare i concetti di rete e di sodalizio tra i vari operatori del settore e concretizzarli in progetti coordinati e condivisi che creino valore costante e duraturo nel e per il ter16

7. Esempi dei tre stadi citati sono, nella stessa successione, le seguenti mostre in calendario tra il 2019 e il 2020: BICI DAVVERO! Velocipedi, figurine e altre storie; Kenro Izu. Requiem for Pompei; Geumhyung Jeong. Upgrade in progress. 8. Alcuni esempi concreti delle sinergie citate sono: la produzione di calendari dedicati ad artisti modenesi grazie al contributo delle aziende Infomotion e Tecnologic di Campogalliano; le campagne promozionali di Emilia Romagna Teatro Fondazione curate dagli artisti della galleria; l’affresco digitale di Gianluigi Toccafondo realizzato all’interno della Biblioteca Delfini di Modena; il progetto di street art “Icone 5.9” ideato da Pietro Rivasi e Andrea Losavio in occasione dell’anniversario del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna e realizzato grazie al contributo di Confindustria e di diversi Comuni modenesi; la recente collaborazione con il Museo Civico di Modena per la valorizzazione della storia del fumetto e dell’animazione modenesi (anni 1940/90).


ritorio partendo dalle sue specificità e dalle sue risorse. Un approccio sintetizzabile nel termine ‘glocal’, ovvero un pensiero di tipo globale – necessario per superare i limiti del ‘provincialismo’ e per allinearsi alla scala dei fenomeni della realtà contemporanea – abbinato ad una serie di azioni che mantengano il legame con la dimensione locale. Ringrazio, infine, tutte le persone citate nel presente testo per la disponibilità e la collaborazione e in aggiunta a loro Fausto Ferri – Responsabile degli Allestimenti della Galleria Civica di Modena dal 1972 al 2019 – e Nadia Raimondi – curatrice delle mostre realizzate presso la Sala delle Colonne di Nonantola dal 1993 al 2002 e, in virtù di questa programmazione, una delle pietre miliari della storia dell’arte contemporanea modenese – per aver condiviso il proprio punto di vista e le proprie esperienze sugli argomenti trattati, arricchendone così la mia conoscenza.

9. Cito, di seguito, alcuni progetti della Metronom: Livestudio, un programma di art-in-residence dedicato ai giovani artisti che necessitano di un luogo per concretizzare ed esporre il proprio lavoro; Generazione Critica, una piattaforma di ricerca e un progetto di formazione e di approfondimento dedicato all’arte contemporanea, con una specifica attenzione alle esperienze dal Duemila in avanti; il progetto ARTIFACT, articolato in una mostra e un premio; il progetto Digital Video dedicato alla presentazione e esposizione dell’arte digitale; la collaborazione con il festival sloveno Fotopub .

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giorgia bergantin

Il contemporaneo a Modena Ventinove artisti autoctoni, breve ritratto collettivo

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P

er riunire sotto lo stesso tetto amici, conoscenti e sconosciuti serve un movente profondo in grado di sorreggere il peso del dubbio e del caos. Questo progetto espositivo si è proposto fin dal principio con un’unica intenzione: raccontare l’arte del territorio modenese attraverso le opere di alcuni artisti autoctoni. Il collettivo generato per l’occasione risulta eterogeneo, in quanto comprende generazioni tra loro anche molto lontane, ricerche e scelte stilistiche differenti, carriere rapide e moderate. Tale varietà riflette l’evoluzione artistica di Modena, fervente centro culturale e sostegno ideale e spaziale per numerosi artisti soprattutto tra gli anni Sessanta ed Ottanta. Successivamente ad uno studio approfondito di circa cinquant’anni di produzione artistica del territorio, i curatori Federica Sala, Sergio Bianchi ed Alessandro Mescoli hanno individuato una trentina di nomi, che hanno suddiviso nelle tre sedi espositive di Pavullo nel Frignano, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone. La mostra appare complessa dal punto di vista visivo e tematico, raccogliendo nelle medesime stanze opere di autori provenienti da percorsi professionali dissimili tra loro. Si può attenuare il senso di perdita e di confusione se si permette al singolo artista di narrare la propria storia; è indispensabile isolarli per poterli immaginare riuniti in un unico momento di sintesi ed archiviazione. Si potrebbe paragonare questa esposizione ad una fotografia in modalità panoramica: circoscritti all’interno del medesimo paesaggio (il contesto culturale di Modena e provincia) vengono riuniti periodi diversi (le vicende artistiche dei vari protagonisti). L’istantanea che si genera non ha precedenti, è unica ed appartiene esclusivamente al presente. PAM! Privatissima. Arte Modena 2020 racconta la contemporaneità attraverso le voci, spesso soliste, di artisti il cui solo vincolo che li unisce è l’origine materna di Modena. Spesso il nido familiare viene abbandonato già in giovane età, scegliendo corsi accademici in altre città, province, regioni: il cordone ombelicale si stacca e il figlio inizia 19


il proprio percorso individuale. Risulta difficile, se non impossibile e certamente inutile, tentare di legare tra loro molti degli autori coinvolti in questo progetto; al contrario, rimarcare l’assenza di similitudini narrando singoli episodi che li caratterizzano appare come una riconferma dello stato irregolare del sistema dell’arte odierno. Iniziando con un rapido flash back nel periodo più florido dell’arte modenese, appare evidente la presenza di una piacevole condivisione di intenti tra molti artisti, tra cui Giuliano Della Casa, Carlo Cremaschi, Mario Giovanardi e Gianni Valbonesi. Tali maestri, pur perseguendo stili e scopi differenti e caratterizzandosi come casi originali, si legano allo stesso contesto generazionale. Nel clima di eclettismo culturale degli anni Sessanta e Settanta, anche Modena risponde sperimentando nel campo dell’Arte Povera e della Poesia Visiva ed alcuni importanti rappresentanti di tale slancio creativo furono anche i quattro autori sopracitati. Inoltrandosi nelle vicende che hanno connotato le generazioni più recenti, risulta molto più faticoso ed improbabile distinguere alcuni tratti comuni e nemmeno la scelta della medesima tecnica aiuta a delineare un percorso rettilineo: il tempo presente è un continuo crocevia di direzioni in cui autori “appartenenti” allo stesso ambito come ad esempio il fumetto, emergono come entità distinte. Marino Neri e Fabio Bonetti, entrambi fumettisti, animano il foglio con attenzioni diverse: da anni Neri traduce in segno e parole racconti inediti da lui pensati e scritti, ricercando un costante equilibrio tra il bianco ed il nero, Bonetti dopo un percorso in Pittura ed una intensa ricerca fotografica, ha iniziato a realizzare le sue prime graphic novel palesando la sua indole verso il solo linguaggio del fumetto. Anche Beatrice Pucci esplora un cosmo vario, che errando, spesso, viene associato al solo campo delle Arti minori. Non è esaustivo riconoscere questa artista come regista poiché le sue abilità creative raggiungono livelli di alto artigianato anche in settori come la scultura. 20


Atipica, seppur estremamente attuale, è la ricerca di Emanuela Ascari: sensibile alle questioni naturali e sociali legate all’ambiente e al paesaggio, desidera raccontare l’alterità della Terra dopo aver studiato in loco ciascun raro caso. Il passaggio dall’esperienza (sia teorica che pratica) all’opera si concretizza spesso attraverso installazioni o fotografie. Un altro lavoro unico e complesso lo svolge Davide Montorsi, giovane erede della tecnica serigrafica, che fedelmente continua ad approfondire e migliorare specializzandosi nel solo utilizzo di pigmenti naturali. Anche il medium fotografico presenzia in mostra tramite le produzioni di Annalisa Vandelli e Antonella Monzoni. Nuovamente evidente risulta lo stacco tra artisti contemporanei che indagano il presente immortalando segmenti di vita altrui, che nel caso della Monzoni prevedono spesso una fase di riflessione ed introspezione, mentre la Vandelli proietta l’interesse totalmente sul soggetto che diviene voce narrante della propria storia. Nelle stanze di Palazzo Piella a Castelfranco Emilia un sottile filo rosso congiunge le opere dei numerosi autori, i quali hanno figurato una versione personale del mondo dantesco. Laura Forghieri, Enrica Berselli e Pierfilippo Gatti richiamano il tema rappresentando personaggi contorti, accovacciati, doloranti, con anatomie deformate e segnate dalla punizione: i loro dannati, pur essendo realizzati secondo stili molto lontani, sono legati da un simile sentimento di condanna infernale. Anche Barbara Giorgis si confronta con il poeta italiano, che considera una sorta di sciamano che conduce l’uomo in una dimensione immaginaria attraverso la lettura e l’ascolto. Simone Fazio si discosta dal corpo umano preferendo invece tracciare il confine dello spazio abitato da questi esseri sofferenti. L’insieme dei luoghi da lui dipinti è ambiguo e cupo, quasi psichedelico, e richiama le raffigurazione della cosmologia di Dante. I lavori di Elisa Capucci, Laura Renna, Tommaso Mori ed Alice Padovani si presentano come installazioni ambientali al confine tra 21


varie tecniche che pur visibili e riconoscibili si fondono nell’effetto finale. Nei loro casi il risultato è immersivo: Capucci genera nuovi spazi abitati da sculture ibride con dettagli apparentemente naturalistici ma derivanti da materiali industriali che evocano il suo gusto personale verso un’archeologia contemporanea; Renna crea delle strutture verticali dalla trama consistente, visivamente morbida e calda ma cromaticamente fredda; Mori racchiude in una forma geometrica perfetta l’universo mutevole, segnato da un numero variabile e sconosciuto di possibili tentativi; Padovani studia, classifica, archivia e ricostruisce il microcosmo naturale con assemblaggi multimaterici che divengono poi installazioni da vivere oppure composizioni a parete da contemplare a diverse distanze. Alessandro Formigoni crea ex novo una forma di vita, scolpendo con la ceramica dei corpi composti ma discontinui, simili a spumiglie marine il cui stato di sedimentazione rimane sospeso in un tempo sconosciuto. La ceramica è fedele compagna anche di Enrico Manelli che in mostra espone dei volti dagli sguardi vacui che ricordano alcune maschere teatrali. La presenza della cornice che le ingloba trasla la condizione di pura scultura in un assemblaggio unico dal gusto poverista. Prima di concludere la vasta lista di artisti partecipanti alla mostra con i nomi degli autori che hanno dedicato la propria evoluzione artistica alla pittura, si nomina la presenza anche di Andrea Capucci, che assume il ruolo di portavoce della madre di tutte le tecniche. I suoi disegni sono istantanee di vicende umane, che possono essere lette in modo consecutivo come episodi di una sola vita, oppure singolarmente come frammenti di più esistenze. Un altro autore che da sempre affianca la pittura al disegno è Andrea Chiesi, che considera questi due linguaggi strumento e fine fondamentali per la sua ricerca e riflessione sull’esistenza umana. I suoi paesaggi hanno l’aspetto di rovine; il tempo ha logorato la forma e ha mutato il contenuto, segnando una nuova metamorfosi del luogo e non la sua fine.

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Federica Poletti, Danilo Buccella e Sergio Padovani scelgono di inoltrarsi nel lato più inquietante dell’essere umano, interrogandosi sulle incertezze del tempo presente. Per l’occasione Poletti progetta una grande pala d’altare dedicata ad una figura femminile la cui identità rimane ignota: un fantasma per chiunque le porga lo sguardo, ma non per sé stessa. Padovani osserva il proprio tempo generando delle allegorie visive ricche di rimandi storici e letterari in cui l’uomo è spesso calato in una condizione di rassegnazione. Buccella inserisce i suoi personaggi umani in situazioni di equilibrio precario in bilico tra il sogno e l’incubo, in cui emerge un retrogusto grottesco. Un’atmosfera di illusione si ritrova anche nelle ultime opere di Pier Lanzillotta in cui predomina un naturalismo surreale: la scelta cromatica tenue e ripetitiva provoca una rarefazione del clima e il paesaggio disabitato rimane ignoto. Si chiude la veloce analisi dei numerosi autori invitati all’evento con l’eccezione di un caso di affinità artistica tra Marco Luppi e il maestro Mario Giovanardi. La maniera astratta e l’uso di una tavolozza dalle cromaticità fredde di Luppi derivano dalla positiva influenza di Giovanardi, che ha segnato la sua fase iniziale di formazione e conoscenza. PAM! Privatissima. Arte Modena 2020 è una mostra multiforme, un labirinto che potrebbe apparire troppo complesso per poter essere attraversato e concluso. La sensazione di smarrimento persiste dopo ogni svolta ma giunti all’uscita finale si capirà che questa particolare condizione simboleggia lo stato attuale del nostro tempo e molti dei tentativi di confronto tentati in precedenza appariranno superflui. Accettare l’eterogeneità del contemporaneo è il traguardo di questa mostra.

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Vorrei cantar quel memorando sdegno ch’infiammò già ne’ fieri petti umani un’infelice Fisso il fiore e vil davanti Secchia a me, di legno chemitolsero se perdoanel i Petroni suo azzurro i Gemignani. Febocadrò non che mitra raggiri le lame entro lo ’ngegno l’orribil che ho dentro, guerra e gl’accidenti strani, tu che che ho sai sopra, poetar servimi d’aio e tiemmi nel vedere per dellecielo, maniche del saio. nel suo striare ogni cosa E tu di possibile nipote lontanissimo. del Rettor del mondo del generoso Mi chiedi, allora, Carlo ultimo figlio, ch’in giovinetta come faccio a stare guancia in equilibrio e ’n capel biondo copri tra tutto canuto il male senno, che alto c’è e potrebbe? consiglio, se da Io, hogli solo studi unatuoi gabbia di maggior toracicapondo volgi a proteggere talor per l’eco ricrearti il ciglio, vedrai, dei no del s’almondo. cantar mio porgi l’orecchia, Elena trasformarsi in una Secchia. —Laura Solieri

Poesie di Laura Solieri 24

Intreccio il lago tra le mani. Ora, per arrampicarmi ho una corda serbatoio, l’acqua dolce a lenire il muro della fronte, è calma ovunque di diadema lagunare.

Un angolo bellissimo di una bellissima città. Palazzo Ducale


Pavullo —nel Frignano


Chiesa Un angolo di San bellissimo Lorenzo e Castello di Montecuccolo, di una bellissima frazione di Montecuccolo cittĂ . Parco Un angolo Ducale, bellissimo di una bellissima Pavullo nel Frignano cittĂ .

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Un angolo bellissimo Riserva di una bellissima naturale cittĂ . orientata di Sassoguidano Un angolo bellissimo Ponte di una di bellissima Olina cittĂ .

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Emanuela Ascari

Dalla serie Non conforme, 2016-2019 Fotografia digitale. Stampa inkjet su carta Hahnemühle Luster Stampa cm 28×18,5, cornice cm 45×35 28


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Danilo Nome —Cognome Buccella

The Bridge, 2019 Olio su tela, cm 40×50 Courtesy FL Gallery e l’artista, foto di Max Bennici 30

Il Cammino, 2019 Olio su tela, cm 40×50 Collezione privata, foto di Antonio Maniscalco


L’Incanto, 2019 Olio su tela, cm 40×50 Collezione privata, foto di Antonio Maniscalco 31


Andrea Capucci

Diario pubblico, 2020 China su carta, cm 140×1000 Foto di Mauro Terzi 32


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Elisa Capucci

Senza titolo, 2020 Installazione ambientale, tecnica mista, cm 300Ă—300Ă—160 34


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Andrea Chiesi

Eschatos 20, 2019 Olio su lino, cm 140×200 36


Natura Vincit 1, 2019/2020 Pennarelli e inchiostro su carta, cm 70Ă—100 37


Carlo Cremaschi

Il resto di niente, 2015 Acquaforte a colori su carta, cm 50Ă—70 Foto di Mauro Terzi 38

Senza titolo, 2015 Acquaforte a colori su carta, cm 50Ă—70 Foto di Mauro Terzi


Ego, 2015 Acquaforte a colori su carta, cm 50Ă—70 Foto di Mauro Terzi 39


Alessandro Formigoni

L’immaginario, il simbolico e il reale (trio), 2020 Ceramica, cm 40×40×40 40


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Mario Nome —Cognome Giovanardi

Corpo nudo brucio nero grigio ombra, 2012 Tecnica mista, olio su carta, cm 56×76 42

Piatto blu, 2003 Ceramica, ∅ cm 42


Bianco mica luci altrove nessun rumore solo di sabbia rimane, 2007 Tecnica mista, olio su tela, cm 120Ă—150 43


Pier Lanzillotta

L’interlocutore invisibile (serie), 2019/2020 Pastello su carta, cm 21×15 ciascuno 44


45


Marco Luppi

Salina, 2010 Preparazione materica e acrilici su tela, cm 60×80 46

Così in cielo come in terra, 2020 Pigmenti e foglia oro su tela, cm 100×100


ielo come in terra, 2020 i e foglia oro su tela, cm 100Ă—100 47


Enrico Manelli

Dal ciclo Compulsioni Inclusioni – Balder elogio all’acqua, 2020 Cotto, legno, ferro, cm 52×36×53 48

Inclusioni – Primo Argonauta, 2020 Ceramica Raku, legno, cm 43,5×13,5×49


Inclusioni – Coppa di Lancillotto, 2020 Cotto, legno, cm 52×52×52 49


Davide Montorsi

Untitled, 2020 Serigrafia con pigmenti naturali, guado, estratto di clorofilla, curcuma, robbia, grafite, brasilietto, foglia oro, tiratura 1 esemplare, cm 25Ă—35 50


Antròpico (modulo 2 di 5), 2020 Serigrafia con pigmenti naturali, brasilietto, guado, estratto di clorofilla, curcuma, grafite, giallo armeno, foglia oro. Composizione modulabile, cm 25×35 51


Alice Padovani

Chrysina Resplendens Nest, dalla serie Collezione di una gazza ladra, 2020 Tecnica mista, assemblaggio polimaterico, cm 100Ă—100Ă—15 52


53


Sergio Padovani

Turpe allegoria del nostro amatissimo supplizio, 2020 Olio, bitume e resina su tela, cm 100Ă—150 54


55


Federica Poletti

Ghost, 2020 Olio su tela, cm 200×254 56


57


Laura Renna

Il cielo di maggio, 2020 Lana rigenerata e infeltrita, cm 135Ă—115Ă—25 Foto di Mauro Terzi 58


59


Nella luce che precede la sera misuro la distanza che non c’è tra cuore e cuore, nessun chilometro tra l’ombra e la luna che la sta per riempire. Arriva senza chiederla l’ora esatta della benedizione a brillare la carnagione della giornata.

Cosa ti canta nella testa? Appoggia le tue fronde sulle mie ginocchia, intonami la giornata, la cronaca dei rami, delle stelle, della punta fresca delle foglie. Al tuo petto di rosa tolgo ad una ad una le spine della notte. Ricordati del tuo velluto e di me, che ti ho sempre creduto.

Poesie di Laura Solieri 60

Parco di Villa Sorra


Castelfranco

—Emilia


Chiesa di Santa Maria Assunta Portici di Corso Martiri

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Monumento al Tortellino in Piazza Aldo Moro Castello di Panzano

63


Enrica Berselli

CERCHIO II | Lussuriosi, 2020 Inchiostro e materiali alieni su carta, ∅ cm 18 64

CERCHIO III | Golosi, 2020 Inchiostro e rapidograph su carta, ∅ cm 18


CERCHIO I | Limbo, 2017 Rapidograph su carta, ∅ cm 18 Collezione privata 65


Fabio Bonetti

Emilia (un certo gas che faceva dei riccioli), tavola 1, 2015 Stampa digitale, cm 36Ă—43 66

Grand Tour (souvenir), 2020 Stampa fotografica e tecnica mista su foglio di pvc, cm 36Ă—45


67


Giuliano Della Casa

Senza titolo, 2019 Acquarello su carta, cm 30Ă—40 68


Vocali, 2019 Acquarello su carta, cm 30×40 69


Simone Fazio

Autoritratto (Prima Che Il buio Avvolga Tutto), parte 1-2-3, 2018 Olio su tela, cm 13,5×20,5 – 14×20 – 14,5×21 70

Holy Hell, 2020 Olio e pigmenti su tela, cm 200×200


71


Laura Forghieri

Senza titolo, 2020 Matite colorate ed ecoline su carta, cm 122Ă—103 72


Arianna a Nasso, 2016 Matite colorate ed ecoline su carta, cm 70Ă—86 73


Pierfilippo Gatti

Sarò colta quando sarò terra (particolare), 2020 Matita su carta, cm 45×175 74


Sarò te (particolare), 2020 Matita su carta, cm 175×45 75


Barbara Giorgis

Auratica (installazione) 1. Divina mimesis, 2005 Matita su carta, cm 30Ă—21 2. La stanza dello sciamano, 2019 Carboncino su cartoncino, cm 53Ă—63 3. Punto di contatto, 2020 Cera, pigmento oro, tarlantana e legno a foglia oro, cm 36Ă—28 76

1

2

3


77


Marino Neri

Tutto brucia e annuncia Illustrazioni per l’omonimo libro di poesie di Matteo Ferretti (ed. Casagrande), 2019 78


79


Salto l’onda di lamiera, per giocare all’estate non serve un costume apposta, basta volerlo il sole, trapassate le palpebre l’occhio accecato vede la luce su tutto. Sta tutto lì, nell’unghia del giorno che non stride sulla sera ma la segna di misericordia. C’è poco di elementare nel provare a correggere la rotta, slacciarsi la camicia, liberare il vocabolario gonfio del petto. Nella grammatica dello sbaglio abbiamo morbidezza e colori da vendere, timori da imparare, lezioni da cancellare.

Il fruscio del ciabattare amico annuncia ora di merenda, sul suolo polveroso è pausa di fette di armistizio con il giorno, farsi beffe del ginocchio sbucciato a volte accelera la cicatrice dell’inevitabile. È un altare pulito quello che vedi qui, puoi fermarti a pregare che nessuno ti scaccia, puoi fermarti a perdonare che al mare ci andiamo domani.

Se le vuoi, ti dono tutte le mie screpolature.

Poesie di Laura Solieri 80

Castelnuovo Rangone, la piazza del paese


Castelnuovo —Rangone


Parco Rio Gamberi, radure Parco Alda Merini, Montale

82


Parco Archeologico e Museo della Terramara di Montale. Meditation Surface Tetrahedron, Scultura di Pier Lanzillotta lungo le antiche mura.

83


Antonella Monzoni

Serie Madame, 2005/2006 Stampa pigmentata su Archival Mat, passepartout e cornice vintage, cm 88Ă—68 84


Serie Madame, 2005/2006 Stampa pigmentata su Archival Mat, passepartout e cornice vintage, cm 65,5Ă—48 Serie Madame, 2005/2006 Stampa pigmentata su Archival Mat, passepartout e cornice vintage, cm 55,5Ă—47

85


Tommaso Mori

Aeterna, 2019 Fotogramma video 86


Aeterna, 2019 Dettaglio dell’installazione (acrilico specchiato e video) 87


Beatrice Pucci

Le nozze di Pollicino, 2018 Frame da video 88


Le nozze di Pollicino, 2020 Tecnica mista, cm 60Ă—35 89


Gianni Valbonesi

Monumento al tipografo, 2015 Assemblage di legni, cm 20×17×60 La donna del salice bianco, 2006 Assemblage di legni, cm 16×11×70 Investire in idee, 2017 Collage, cm 86,5×65 90


Veduto in un luogo d’oltre mare, 1963 Collage, pastelli e china, cm 34×41 91


Annalisa Vandelli

Education is the key, 2017 Etiopia – Western Harare 92


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Stampato in 2000 copie presso Tecnograf Srl (RE) nel giorno di Santo del giorno


Profile for Maria Chiara Wang

PAM! Privatissima. Arte Modena 2020  

Catalogo della mostra omonima. Mostra a cura di: Alessandro Mescoli Sergio Bianchi Federica Sala Testi critici: Maria Chiara Wang Giorgia B...

PAM! Privatissima. Arte Modena 2020  

Catalogo della mostra omonima. Mostra a cura di: Alessandro Mescoli Sergio Bianchi Federica Sala Testi critici: Maria Chiara Wang Giorgia B...

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