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“Non sapevo ancora quale sarebbe stato il titolo, né come lo avrei impostato, ma lo avevo dentro di me, ho dato sfogo alle emozioni e ai ricordi, trasportata anche dalle note musicali che mi hanno accompagnato, di notte, nella stesura del libro. Mi guardavo nello specchio dei ricordi mentre la mente ripercorreva lo spazio del tempo che non c’è più e le pagine prendevano vita assumendo i colori dei ricordi stessi. Forse è stato il primo vero momento in cui sono uscita dall’apnea in seguito alla notizia improvvisa della morte di mio padre. E ho pianto, anche nella consapevolezza della difficoltà (e del dolore) del percorso che avevo intrapreso per conoscere la verità. Non che questa mi abbia ridato mio padre, ma a lui lo dovevo”. Commenta così l’inizio di questa seconda esperienza di autrice, lei che aveva iniziato a scrivere favole per bambini proprio durante le notti insonni dopo la morte del padre, fondando poi la casa editrice che porta ancora lo stesso marchio, Edizioni C’era una volta, sebbene nel tempo abbia aperto le porte anche a opere destinate ad un pubblico non solo di piccoli lettori. “Svolgere la professione di medico è una responsabilità”, continua Cinzia Tocci, “sorprende e fa commuovere la recente notizia del ragazzo cinese di 11 anni, Liang Yaoyi, che a conoscenza del male incurabile che lo ha colpito, decide di donare gli organi per aiutare altre vite. Ha fatto il giro del mondo la notizia, insieme all’immagine 18 New Espressione Libri

dei medici e degli infermieri che si sono inchinati nel rispetto di questa giovane vita e della sua grandezza umana. Quando mi è stato comunicato che mio padre era morto, la persona al telefono non ha avuto mezzi termini: Lei è la figlia? Suo padre è deceduto, venga subito”. Questa frase secca, senza mezzi toni, è ciò che si legge di quella cronaca che in questo libro scorre con un ritmo incalzante tra i ricordi, senza i toni della tragedia, seppur di una tragedia si tratta, complice anche la musica (l’autrice consiglia di leggerlo con in sottofondo le canzoni che hanno dato il titolo ai capitoli, le stesse che ascoltava lei quando li scriveva). Da leggere tutto d’un fiato, agile e coinvolgente, con la speranza che tutto ciò non sia vero. Perché non può essere vero. Una notizia che ti piomba senza alcun minimo preavviso, una fiducia tradita riposta nelle mani sapienti dei medici a cui Mario era stato affidato la sera prima e che gli stessi, nascondendo la verità, il giorno dopo liquideranno i parenti con un superficiale “l’autopsia è invasiva”, senza immaginare che quello sarebbe stato il tarlo che avrebbe scavato nei pensieri di Cinzia fino a voler capire la Verità. “La dolorosa battaglia di Cinzia, ha reso giustizia a Mario, che è stato derubato di tempo, amore, calore. Ha dato senso all’accaduto, un senso che non può accontentarsi e fermarsi di fronte il rifiuto di qualunque responsabilità. Il libro è una sintesi di tutto ciò e una rivendicazione di giustizia e un tri-

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Nel4 2014  

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