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IL RESTO DEL CARLINO - LA NAZIONE - IL GIORNO

PRIMO PIANO LA STRAGE INFINITA

GIOVEDÌ 28 AGOSTO 2008

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GLI ULTIMI SOPRAVVISSUTI Gli ultimi 27 li avevano salvati il 22 agosto, dopo averli intercettati su un gommone 16 miglia a sud ovest di Malta. Anche loro erano partiti dall’Africa, diretti a Malta, o forse sulle coste italiane. Ieri, delle decine di persone che si trovavano su un altro gommone, solo 8 si sono salvati. Gli altri, oltre 70, sono finiti in mare

IL DRAMMA DEI CLANDESTINI

Malta, nuova ecatombe in mare

Naufraga un gommone carico di immigrati, 71 morti. «7 giorni senza cibo» — LA VALLETTA —

DI SETTANTUNO morti l’ultima tragedia dell’immigrazione nel Mediterraneo, mentre i sopravvissuti sono solo otto. L’ennesimo naufragio di uomini e donne partitit dalla Libia che volevano raggiungere la sponda nord del Mare Nostrum è avvenuta a 40 miglia nautiche a sud dell’isola di Malta. I primi soccorsi ai clandestini sono arrivati dal motopesca "Madonna di Pompei", che si è trovato di fronte un gommone semiaffondato con otto persone a bordo, prevalentemente di nazionalità sudanese ed eritrea. Il natante probabilmente era sovraffollato rispetto al numero di viaggiatori consentito, come spesso succede in questi casi. Dalle prime parole riferite dai superstiti si pensava che i dispersi fossero 18. Solo quando è arrivata in soccorso una motovedetta della

E’

marina militare maltese, impegnata nella missione Frontex dell’Unione Europea (il programma di contenimento dell’immigrazione clandestina, ndr) e gli extracomunitari hanno potuto parlare con un traduttore che capisse la loro lingua, si è capito la vera portata della strage. I naufraghi hanno

raccontato alla polizia maltese che erano 79 persone in tutto, tra le quali otto donne, di cui la metà in stato di gravidanza, e un bambino. Per sette giorni sono stati senza cibo. I soccorsi sono scattati immediatamente. Motovedette della marina maltese hanno solcato il tratto di

Lampedusa, dal primo gennaio sono sbarcati in oltre 12mila SECONDO una stima approssimativa, dal primo gennaio ad oggi sono oltre 12mila i clandestini transitati al centro di accoglienza dell'isola siciliana di lampedusa. Se ci fosse un accordo con la Libia per il pauttgliamento delle coste, ha detto il ministro Maroni, il numero di immigrati a Lampedusa verrebbe drasticamente ridotto. La Libia è quasi sempre il paese di partenza.

mare prossimo al punto della tragedia. Le ricerche però sono complicate dalle condizioni atmosferiche, infatti il mare è forza sei e questo diminuisce la probabilità di trovare qualche persona in vita. La zona è stata anche sorvolata da un velivolo dell’aeronautica maltese. «Stiamo facendo tutto il possibile per trovarli», ha dichiarato il capo delle forze armate maltesi, generale Carmel Vassallo, che ha aggiunto: «Abbiamo risposto subito alla chiamata di soccorso» e subito «abbiamo inviato una motovedetta per intercettare i superstiti e portarli a terra». L’individuazione precisa del punto dove il gommone naufragato ha iniziato a imbarcare acqua e le persone hanno iniziato a cadere in acqua però è ardua, perché i sopravvissuti «non sono marinai — dice il generale — non hanno modo di indicare il luogo preciso e cercare senza direzioni è come cercare alla cieca». «Se questo bilancio fosse confer-

mato, questa tragedia andrebbe ad aggiungersi a un elenco già troppo lungo. Ciò mostra la necessità di dare aiuto a questa gente», ha commentato Neil Fazon, rappresentante a Malta dell’Unhcr (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). Nel 2007 circa 1.700 immigrati sono arrivati a Malta, il più piccolo Paese dell' Unione europea che conta soltanto 316 chilometri quadrati per 400mila abitanti. La maggior parte degli aspiranti immigrati che raggiungono Malta o che sono aiutati a largo delle sue coste partono dai porti libici. Medici senza frontiere-Italia ha recentemente fatto riferimento a un bilancio di 380 clandestini morti nel canale di Sicilia durante i primi sei mesi di quest'anno, dopo i 500 nel 2007. Secondo il bilancio dell'associazione Fortress Europa, che ha sede in Italia, dal 1988 il bilancio sarebbe di 12.566 morti e di 4.646 dispersi nel canale di Sicilia. r.e.

IL PREMIER BERLUSCONI POTREBBE ESSERE A TRIPOLI GIA’ DA DOMANI PER INCONTRARSI CON IL COLONNELLO GHEDDAFI

Verso l’accordo Italia-Libia, pattuglie miste per fermare gli scafisti UN ACCORDO con la Libia sarebbe il primo vero punto di partenza per fermare o ridurre le tragedie del mare. Il premier Silvio Berlusconi è pronto a partire nel fine settimana per Tripoli (nella foto uno degli incontri con Gheddafi). Lo aveva detto a fine luglio: Roma e Tripoli stanno «lavorando intensamente e con la forte volontà di stipulare il 'patto di amicizia' entro il 31 agosto». Non coglie di sorpresa, quindi, la notizia dell'imminente missione in Libia del presidente del Consiglio, poco dopo il suo

rientro dalle vacanze in Sardegna, già domani. Le trattative con i libici per un accordo che metta fine al contenzioso sul passato coloniale sono a buon punto, come lasciavano intendere anche successive dichiarazioni del Cavaliere e l'annuncio da parte del figlio del colonnello Gheddafi, Saif el Islam - trasmesso dalle tv arabe il mese scorso - di «un accordo che vale miliardi». L'ultimo incontro fra i due leader, il 28 giugno a Sirte, era stato descritto da palazzo Chigi con parole di chiara soddisfazione. Secon-

do Saif el Islam, l'accordo 'miliardario' che potrebbe essere siglato fra poche ore prevede diversi progetti, tra cui la costruzione di un'autostrada lungo la costa libica e lo sminamento di ordigni che risalgono all'epoca coloniale. E anche, con ogni probabilità, il pattugliamento in acque territoriali libiche con equipaggi misti italo-libici. Pochi giorni fa il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, aveva spiegato che con l'accordo si potrà considerare «risolto il problema degli sbarchi sulle coste siciliane».

Malta, nuova ecatombe in mare  

Articolo sul naufragio del 27 agosto a largo dell'isola di Malta, dove morirono decine di migranti