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ISSN 1590-1114 Anno CIV Numero 6 Novembre-Dicembre 2012

5 euro - Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale 70% DCB ROMA

Viaggio nel Paese ferito dal dissesto idrogeologico Alluvioni, inondazioni, nevicate straordinarie. Dal 2000 a oggi sono decine gli eventi che hanno causato centinaia di vittime e danni ingentissimi


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Dai tagli ai consumi intermedi

IN PRIMO PIANO

Anno CIV Numero 6 Novembre-Dicembre 2012

4 Editoriale Saitta: «Un 2012 difficilissimo»

6 Province Le manovre finanziarie sulle Province

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Enna, come cambiano i fenomeni

52

Milano, 500 domande per 28 stage

56

Roma acquista verde

62

A Rimini turismo eco-sostenibile

10 Province Iniquità e insostenibilità dei tagli 14 Province Quando lo Stato è in debito

16 Venezia La Provincia ottiene dallo Stato 42 milioni di crediti 20 Riordino Dal Senato un anno per ricominciare

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Un diritto riconosciuto

FOCUS

24 Copertina Il Paese che si sgretola

26 Focus Viaggio nel Paese alle prese col Dissesto

30 Macerata Si valutano con preoccupazione i cambiamenti 36 Cuneo Fronteggiare le esigenze idrogeologiche 40 Enna In sicurezza territori e infrastrutture

DALLE PROVINCE 26

Alluvioni, inondazioni, nevicate

46 Copertina Le Province e la Green economy 48 Potenza La Provincia punta sul Green

52 Milano AFOL manda all’estero le giovani promesse 56 Roma Compraverde BuyGreen premia la Provincia 62 Rimini L’Europa promuove il progetto InTourAct

66 Toscana Il ruolo degli Enti locali per la cultura di pace

30 Macerata studia come cambia il clima

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A Cuneo interventi sul territorio

Direttore responsabile: Giuseppe Castiglione Consiglio di Amministrazione: Upi Editoria e Servizi s.r.l. Presidente: Oreste Pastorelli Amministratore delegato: Bruno Dapei Consiglieri: Franco Franzi, Silvia Schiavi, Davide Zoggia, Carmine Talarico Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Rivista dell’Upi - Periodico Bimestrale Direzione, redazione, amministrazione: UPI Editoria e Servizi srl, piazza Cardelli, 4 - 00186 Roma - Tel 06.68.40.341 - Fax 06.68.73.720 Gli articoli esprimono l’opinione degli autori e non impegnano l’Upi Registrato presso il tribunale di Roma con il numero 375 del 17/8/1948. Sped. abb. postale 45% art. 2 comm. 20/b L. 662/96 Roma Rivista e allegati abbonamento annuo 42,00 euro. Prezzo di un numero 5,00 euro. Per i versamenti con assegno circolare o vaglia postale intestare a: UPI Editoria e Servizi srl, via del Clementino, 94 - 00186 Roma P. IVA 01580101002 Concessionaria della pubblicità: UPI Editoria srl e la collaborazione di Y& D media comunication sas- via Procaccini 22 Milano tel 02 20204157-29529681 Service grafico editoriale: Mandriola Avenue srl Stampa Società Tipografica Romana srl - Pomezia - Roma Finito di stampare nel mese di dicembre 2012

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Toscana, la Regione persegue la pace

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Saitta: «Un 2012 difficilissimo, il nostro grido d’allarme è partito dalle scuole»

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Come UPI abbiamo lanciato una vera sfida: fare fronte comune per la scuola pubblica, per riportare al centro delle priorità le problematiche dell’istruzione e il rilancio degli investimenti per costruire edifici che siano sicuri, accoglienti, efficienti e moderni

ANTONIO SAITTA

Presidente Provincia di Torino Presidente Unione delle Province Italiane

di Antonio Saitta

Presidente Unione delle Province Italiane

CI LASCIAMO alle spalle un 2012 difficilissimo per le Province italiane, un vero e proprio annus horribilis, purtroppo su più fronti; su tutti, l’emergenza che abbiamo vissuto e si continua a vivere per quanto riguarda l’edilizia scolastica è stata ed è la più drammatica. Ci mette ogni giorno a confronto con il tema delicatissimo della sicurezza di studenti e professori e si scontra con la difficoltà, spesso insormontabile, di rispettare il patto di stabilità, impedendoci di procedere con i lavori e di pagare poi le imprese. Alla fine dello scorso anno, come UPI abbiamo lanciato una vera e propria sfida: un fronte comune per la scuola pubblica, per riportare al centro delle priorità del Paese le problematiche dell'istruzione e il rilancio de-

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gli investimenti per costruire edifici non solo sicuri, ma accoglienti, efficienti e moderni. Un appello che l’associazione italiana dei presidi e quella dei dirigenti scolastici, ma anche i ragazzi della Federazione studenti hanno subito accolto: con loro abbiamo convenuto sulla necessità di fare fronte comune sui temi dell’edilizia scolastica, della sicurezza e dell’ammodernamento delle scuole; abbiamo intrapreso una collaborazione tra Province e capi d’istituto, attraverso la condivisione di linee comuni di intervento per sostenere insieme le ragioni delle scuole. Il nostro grido d’allarme è partito dalle scuole, perché il sistema delle Province gestisce oltre cinquemila edifici scolastici in cui studiano oltre due milioni e mezzo di ragazzi e ragazze: per

loro abbiamo voluto alzare la voce, perché il Governo e il Parlamento si sono dedicati solo alla spending review, dimenticando i servizi essenziali per i cittadini. Intervenendo con tagli così pesanti sui bilanci di Province e Comuni, hanno negato il diritto a concedere ed ottenere servizi pubblici efficienti e di qualità. Abbiamo chiesto e continueremo a farlo che siano esclusi dal patto di stabilità gli interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici: come Province abbiamo 2 miliardi e mezzo di euro fermi nelle nostre casse, non possiamo usarli per pagare le imprese impegnate nelle opere di manutenzione e nella messa in sicurezza degli edifici scolastici, non possiamo utilizzarli per continuare gli interventi e pagare le imprese che hanno lavorato. Il nostro Paese ha bisogno che si

compia un passo in avanti: il 40% delle scuole italiane è vecchio di oltre un secolo e su molti edifici non basta più la semplice manutenzione. Dal nuovo Governo ci aspettiamo un piano per l’edilizia scolastica, che consenta di costruire nuove scuole moderne, efficienti, dotate della tecnologica adeguata, di collegamenti wi fi, di impianti fotovoltaici per attuare politiche di risparmio energetico. Invece, negli ultimi dieci anni i vari Governi che si sono succeduti non hanno di fatto assegnato nessuna risorse alle Province per riqualificare e mettere in sicurezza degli edifici scolastici, mentre il nostro sistema locale tra il 2005 e il 2009 ha investito più di 7 miliardi di risorse proprie Eppure ci hanno additato come Enti inutili e spreconi….! I

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Le manovre finanziarie sulle Province Dai tagli ai consumi interemedi: enti a rischio dissesto

segno di legge di stabilità, consistente e rafforza quanto anticipato con il decreto legge n.95/2012 nello scorso mese di luglio. Del totale delle riduzioni di spesa disposte dal provvedimento, circa il 75 per cento è posto a carico di tali enti: si tratta di 2,8 miliardi nel 2013, che salgono ad oltre 3,2 miliardi dal 2014” Non solo è abnorme la riduzione di risorse a carico del comparto Province, ma per la prima volta “salta” il criterio di proporzionalità del sacrificio tra i diversi livelli di governo. Nella tabella che pubblichiamo nelle prossime pagine è evidente l’iniquità del riparto degli L

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IL DECRETO LEGGE N. 78/10 ha previsto una riduzione di 300 milioni per il 2011, e di 500 per il 2012. Il decreto SalvaItalia ha ulteriormente tagliato per il 2012 di 415 milioni, con contestuale soppressione dell’addizionale provinciale sull’energia elettrica (813 milioni); infine il decreto legge n.95/12 riduce le risorse di ulteriori 500 milioni, sempre per il 2012, e di 1,2 miliardi a partire dal 2013. Complessivamente, dunque per le Province si profila una riduzione di risorse correnti pari a 2.115 milioni, a fronte di una spesa corrente complessiva che nel 2011 si è attestata a 8.450 milioni. Nel merito dell’ultimo disegno di legge di stabilità, la Corte dei Conti ebbe a rilevare che: “Il concorso delle amministrazioni locali al riequilibrio dei conti pubblici è, anche nel caso del di-

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l’equilibrio, fatta eccezione per 6 Province le quali dichiarano ad oggi di non riuscire a garantire tale risultato. Le restanti hanno utilizzato avanzi per quasi 70 milioni, nonché le entrate derivanti da operazioni eccezionali e non ripetibili (alienazioni patrimoniali), oltre alla leva tributario su imposta RcAuto. Tendenzialmente anche il patto di stabilità 2012 dovrebbe essere complessivamente garantito per il comparto; sulle 74 Province censite comunque circa 15 dichiarano di non essere in grado di rispettarlo con certezza, poiché occorre ancora verificare l’effettiva realizzabilità di procedure di dismissioni patrimoniali in corso. Lo sforamento in questo caso stimato è di circa 52 milioni. Allo stesso tempo si sottolinea che il raggiungimento degli obiettivi da parte di molti enti è stato possibile solo grazie a spazi ceduti in sede di patto regionale verticale, ma anche e so-

oneri complessivi sugli enti locali, sia con riferimento alle spese correnti, sia con riferimento ai consumi intermedi. Per la prima volta, poi, il decreto legge n. 95/12 opera a valere su una base di dati (i consumi intermedi) che non tiene in alcun modo conto sia delle spese relative al personale, né delle spese relative ai trasferimenti ad altri soggetti pubblici, con la conseguenza di favorire gli enti che hanno una maggiore incidenza di spese di personale sulle spese correnti, oppure gli enti che hanno esternalizzato un maggior numero di funzioni. In particolare il criterio dei consumi intermedi non è coerente con un quadro differenziato di esercizio di funzioni trasferite e/o delegate dalle Regioni, con il risultato di incidere più pesantemente su quelle province che hanno ricevuto, a tale titolo, risorse regionali. In casi specifici sono coinvolti anche trasferimenti statali per funzioni specifiche (come ad esempio la gestione di

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una cooperativa di ex detenuti per 40 milioni annui per la Provincia di Napoli, ovvero per funzioni trasferite con legge statale come il servizio smaltimento rifiuti che nella Campania è stato assegnato alle Province). Anche la Corte dei Conti, ancora in occasione dell’audizione sul ddl stabilità 2013 ha avuto modo di osservare che: “gli enti con livelli di pagamenti più elevati vedranno ridursi in maniera più significativa le risorse a disposizione e ciò indipendentemente dal fatto che tali livelli di spesa possano essere connessi a più elevati flussi di entrata ovvero a più elevati standard quali-quantitativi dei servizi finali resi. Infatti, nell’ambito degli interventi individuati per approssimare la categoria economica dei consumi intermedi, sono incluse alcune voci di bilancio in cui non è facilmente distinguibile la parte di spesa giustificata esclusivamente dalle esigenze funzionali dell’ente e la parte che riflette invece il servizio reso ai cit-

tadini direttamente dall’ente locale o attraverso l’acquisto dello stesso sul mercato (si pensi ai contratti con aziende esterne per i servizi pubblici di interesse generale, o alla spesa per le mense o per i servizi scolastici in genere). Per una più approfondita riflessione sul tema e a sostegno dell’allarme che l’ UPI da mesi ha lanciato, è stato avviato un monitoraggio tra le 103 Province coinvolte dal dl 95/12 (le Province del Friuli Venezia Giulia sono escluse) che ha lo scopo di verificare, sia per l’anno 2012, che per l’anno 2013, il raggiungimento degli equilibri di bilancio e degli obiettivi del patto di stabilità interno. Le informazioni, che sono state raccolte nei giorni durante i quali si individuano gli strumenti per procedere all’assestamento di bilancio, definiscono il seguente scenario: Per l’anno 2012 complessivamente il comparto dovrebbe raggiungere

prattutto al blocco dei pagamenti di parte capitale: 60 Province su 74 hanno dichiarato di aver bloccato i pagamenti nel corso dell’anno (in alcuni casi già nel mese di giugno), per un totale di fatture liquidate e non pagate pari a 500 milioni di euro. Il rispetto del patto di stabilità è più formale che sostanziale, dunque. Nell’anno 2013 la situazione muta decisamente, poiché tra le 74 Province sono solo 21 quelle che dichiarano di poter garantire gli equilibri, prefigurando un disavanzo di quasi 300 milioni di euro. In maniera analoga (e consequenziale) sono solo 10 le Province che già oggi possono affermare con certezza di poter garantire gli obiettivi di patto di stabilità interno. In questo caso lo sforamento stimato nelle 64 province è di 690 milioni di euro. Due esempi emblematici:

Per l’anno 2012 il comparto dovrebbe raggiungere l’equilibrio, fatta eccezione per 6 Province novembre-dicembre 2012

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Iniquità e insostenibilità dei tagli alle Province Il documento redatto dall’Upi sul disegno di legge di stabilità 2013

FERMO RESTANDO quanto riportato dalla Corte dei Conti in sede di Audizione parlamentare sul disegno di legge di stabilità 2013 lo scorso 23 ottobre e cioè: “Il concorso delle amministrazioni locali al riequilibrio dei conti pubblici è, anche nel caso del disegno di legge di stabilità, consistente e rafforza quanto

anticipato con il decreto legge n.95/2012 nello scorso mese di luglio. Del totale delle riduzioni di spesa disposte dal provvedimento, circa il 75 per cento è posto a carico di tali enti: si tratta di 2,8 miliardi nel 2013, che salgono ad oltre 3,2 miliardi dal 2014”. Come UPI possiamo aggiungere il seguente assunto: di questi 2,8 miliardi, 700 milioni sono a carico delle Province e cioè il 25%!!

INIQUITA’ DEI TAGLI TRA LIVELLI DI GOVERNO

* il taglio dei 500 milioni per i comuni è stato trasformato in riduzione del debito, dunque la contrazione della spesa è comunque rimasta all’interno del comparto comuni ed è stata trovata la necessaria copertura per compensare l’intero importo

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Roma, 21 novembre 2012

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Nel provvedimento 700 milioni sono a carico delle Province e cioè il 25 per cento dei tagli di spesa

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La tabella che precede appare utile per comprendere il peso dei tagli operati dalla spending review, come incrementati dal ddl stabilità su due diversi comparti, i Comuni e le Province: L’iniquità del riparto degli oneri complessivi sugli enti locali è palese, sia che si voglia considerare l’incidenza sui consumi intermedi, sia che si voglia considerare l’incidenza sulla spesa corrente. I consumi intermedi delle province sono pari ad 1/7 rispetto a quelli dei comuni, e le spese correnti sono 1/6.

Ci si chiede con quale ratio sia stato previsto che il taglio di 500 milioni di euro per il 2012 potesse essere uguale per comuni e province (salvo essere poi successivamente superato solo per i comuni). A seguire alcuni esempi che rivelano l’incidenza del taglio per il 2013 sulla spesa corrente 2011, e che dunque non tiene ancora in considerazione il taglio di risorse effettuato nell’anno 2012 pari a 1.415 milioni e che, di fatto si è riverberata sulla spesa corrente I 2012. novembre-dicembre 2012

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Quando lo Stato è in debito con le Province Da un lato lo Stato deve alle Province quasi tre miliardi di euro, con le continue manovre finanziarie ha dall’altro azzerato il fondo sperimentale di riequilibrio

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NON INDIFFERENTE, rispetto alla situazione su esposta, è la situazione debitoria dell’Erario nei confronti delle Province: per trasferimenti assegnati e mai erogati:

Se dunque da un lato lo Stato deve alle Province quasi tre miliardi di euro, con le continue manovre finanziarie ha dall’altro sostanzialmente azzerato dal 2013 il fondo sperimentale di riequilibrio; poiché ormai moltissime Province sono incapienti, procede al recupero forzoso presso l’Agenzia delle Entrate dell’imposta Rcauto, sottraendo così agli enti il più importante e vitale flusso di risorse finanziarie e di cassa destinato a garantire l’ordinaria attività delle Province.

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La Provincia di Venezia ottiene dallo Stato 42 milioni di crediti La Presidente Francesca Zaccariotto: «Siamo stati gli unici in Italia a veder riconosciuto questo diritto, e abbiamo vinto il ricorso nel nostro territorio»

FRANCESCA ZACCARIOTTO

Presidente Provincia di Venezia

dinari per il finanziamento delle spese correnti degli enti”. L’ente veneziano ora attende anche i rimanenti due milioni che lo Stato deve ancora versare. «Sono davvero molto soddisfatta – ha commentato la presidente Francesca Zaccariotto - nel giro di soli tre

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LO SCORSO 27 NOVEMBRE la Provincia di Venezia ha comunicato l’effettivo versamento nelle casse provinciali di 42 milioni di euro relativi ai crediti dello Stato, quasi l’intera somma dovuta che ammonta a 44 milioni, relativi al periodo dal 1997 al 2006 e riguardanti il trasferimento di “Fondi or-

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giorni dall’annuncio del Ministero dell’interno, questi soldi che ci spettano a pieno titolo sono entrati nelle nostre casse. Il ministero non solo ha dichiarato la disponibilità al pagamento, ma l’ha effettivamente eseguito. E’ una cifra importante, quasi cento miliardi delle vecchie lire. E siamo stati gli unici in Italia a veder riconosciuto questo diritto, avendo vinto il ricorso nel nostro territorio, senza la necessità di rivolgerci al tribunale di Roma. E’ stata una battaglia importante, dal forte significato politico, morale e civile: le regole devono valere per tutti, in primis per lo Stato, ed è stata una battaglia che ho sostenuto in ogni sede, dalla Corte dei Conti alla Regione. Ritengo che i rapporti fra le istituzioni, e con i cittadini, vadano riportati su forme di reciproco rispetto. Come rappresentanti della pubblica amministrazione ci siamo trovati fra l’incudine del patto di stabilità - con uno Stato che ci intima di rispettarlo pena l’applicazione di penali e interessi di mora - e l’impossibilità di ottenere quanto lo Stato ci doveva. Visto che Il metodo ha funzionato, adesso andiamo avanti con la Regione, dalla quale avanziamo 15 milioni di euro, che abbiamo anticipato per pagare gli stipendi del personale impiegato nell’informazione e accoglienza turistica, e nei nostri centri di formazione professionale, e con la società Veritas (cfr. la multi utility Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi), che ci deve altri 4 milioni di euro. Non è giusto distogliere risorse finanziarie dal nostro bilancio, in un momento difficile come l’attuale, risorse preziose per garantire i servizi dovuti ai cittadini, coprendo mancati introiti a noi spettanti. Ritengo dunque importante che i crediti vengano rispettati, e in tempi congrui. Proprio alla luce di tutto ciò, come Provincia proveremo ad abbassare ulteriormente i tempi di pagamento dei nostri fornitori, che oggi sono per tutti sotto i 40 giorni, e speriamo di riuscire a pagare sotto i trenta giorni, una boccata d’ossigeno anche per le imprese della nostra provincia». Anche l’assessore provinciale al Bilancio Pierangelo Del Zotto ha dichiarato: «Seppure l’introito non avrà effetti sulle regole del patto di stabilità, constatiamo come la pressione nei confronti dello Stato centrale abbia prodotto ottimi frutti. Qualche volta solo “alzando” la voce si ottiene quanto ci spetta di diritto». Allo Stato la Provincia di Venezia aveva chiesto con decreto ingiuntivo 44 milioni dei quali 41,8 già riscossi il 28 novembre. Si tratta di trasferimenti correnti dello Stato destinati a finan-

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ziare le funzioni fondamentali delle Province, compresi gli stipendi dei dipendenti. La Provincia di Venezia ha dovuto sopperire in tutti questi anni ai ritardi nell’erogazione di tali risorse utilizzando propria liquidità. Solo Venezia e Treviso (22 milioni) hanno ottenuto il riconoscimento del credito a seguito dell’accoglimento del ricorso presentato al tribunale ordinario di Venezia (per la Provincia di Venezia) e al tribunale di Roma (per la provincia di Treviso). Quest’ultima aveva perso in prima battuta a Venezia.

Si tratta di trasferimenti correnti dello Stato per finanziare le funzioni fondamentali delle Province

Alla Regione del Veneto invece l’avvocatura della Provincia di Venezia ha inviato una prima diffida per un importo di sei milioni di euro per il pagamento dei lavori eseguiti nella realizzazione di una nuova infrastruttura viabilistica, la rotatoria “Picchi” di Jesolo, che sono stati ultimati a fine ottobre 2012 e la cui massima parte è finanziata dalla Regione Veneto. Una seconda diffida per altri 9 milioni circa di euro relativi a trasferimenti correnti dovuti per il periodo 2010-2011-2012 in materia di turismo (per l’azienda di

promozione turistica), formazione professionale, caccia pesca, e altre funzioni delegate. Ovviamente anche in questo caso la Provincia di Venezia ha dovuto anticipare per la Regione propri fondi fruttiferi derivanti dall’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) ed Rc auto. L’ultima diffida riguarda crediti della Provincia è nei confronti di Veritas, prima multiutility del Veneto per dimensioni e fatturato e una delle più grandi d’Italia, ottava per i servizi idrici integrati e quinta per quelli ambientali, dietro aziende attive anche nella ge-

stione dell’energia e che operano in aree più popolose. I crediti richiesti a Veritas sono relativi al periodo 2011 e 2012 e sono correlati al mancato versamento alla Provincia dell’addizionale sulla Tariffa di igiene ambientale (Tia) e sulla Tassa asporto rifiuti solidi urbani (Tarsu) riscossa dalla stessa Veritas. Complessivamente Veritas deve versare alla Provincia di Venezia (compreso il primo semestre 2012) circa 6,4 milioni di euro, cifre straordinarie per il sempre più magro bilancio provinciale. I novembre-dicembre 2012

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Riordino delle Province. Dal Senato un anno per ricominciare

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gli organi restano in carica fino a scadenza di mandato. Queste le novitĂ  introdotte dalla Commissione Bilancio del Senato, chiamata, nella Legge di stabilitĂ , a porre argine al grave momento di caos creato dalla attuazio-

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IL RIORDINO DELLE PROVINCE si ferma per un anno, in attesa che il nuovo Governo e il Parlamento che verrĂ  ne riprendano le fila. Nel frattempo le Province mantengono le funzioni assegnate dalla spending review e

Si ferma un anno il riordino delle Province in attesa del nuovo Governo. Intanto le Province mantengono le funzioni assegnate dalla spending review e gli organi restano in carica fino a scadenza di mandato

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ne dell’articolo 23 della legge Salvaitalia. Sulla cui piena attuazione, nelle giornate di discussione in Senato si è consumato un duro scontro tra posizioni nettamente contrapposte: quella del Governo, che sosteneva la piena attuazione del 23, con lo svuotamento delle Province e la decadenza immediata delle giunte, e quella dell’Upi, che chiedeva la soppressione totale del 23 e il mantenimento degli organi a scadenza naturale. Il risultato è stato l’emendamento dei relatori della Legge di stabilità, Giovanni Legnini per il PD e Paolo Tancredi, per il PDL, cui ha aderito l’intera commissione. Ecco cosa stabilisce l’emendamento.

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È sospeso fino al 31 dicembre 2013 il termine per emanare, secondo le rispettive competenze, la legge dello Stato e le leggi regionali di trasferimento delle funzioni oggi svolte dalle Province ai Comuni o alle Regioni stesse. Le Province, dunque, mantengono le proprie funzioni . È prorogato al 31 dicembre 2013 il termine per approvare la legge dello Stato che disciplina l’elezione degli organi delle Province come enti di secondo grado. Il Disegno di Legge attualmente è all’esame della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. Nelle varie riunioni che la Commissione ha tenuto sono emer-

In attesa del riordino, sono riconosciute in via transitoria le funzioni fondamentali delle Province

se differenti posizioni tra i deputati, ma in generale si è più volte sottolineato lo stretto legame tra il processo di riordino delle Province e le modalità di elezione, in particolare rispetto al mantenimento delle funzioni. È previsto il commissariamento fino al 31 dicembre 2013 delle Province già commissariate o di quelle Province i cui organi sono in scadenza nel 2013. La norma quindi prefigura l’intervento di prefetti di Governo alla guida delle province decadute o i cui Presidenti decidano di dimettersi. È fissato al 31 dicembre 2013 il termine per emanare il nuovo decreto di riordino e accorpamento delle Provin-

ce, sulla base delle ipotesi di riordino dei CAL e delle proposte di riordino delle Regioni. Il processo riordino dunque non è dato per decaduto, ma si assegna al nuovo Governo e al Parlamento il compito di portarlo a termine. In attesa del riordino, sono in via transitoria riconosciute le funzioni fondamentali delle Province (pianificazione territoriale, ambiente, trasporti, viabilità, edilizia scolastica), previste dall’art. 17 del D. L. 95/2012. La spending review aveva infatti definito un blocco di funzioni chiaramente di area vasta che costituiranno, in vista del riordino, le competenze chiave delle Province.

Pertanto, dal combinato disposto delle norme che bloccano lo svuotamento e di quelle che confermano le funzioni della spending review, le Province continuano a svolgere, per tutto il 2013, le attuali funzioni,. Inoltre, il Presidente, la Giunta e il Consiglio, oggi in essere, restano in carica fino alla scadenza naturale dei mandati. Salta dunque la previsione del Governo di cancellare le Giunte provinciali al 1 gennaio 2013. L’ultima disposizione dell’emendamento prevede che, fino al 31 dicembre 2013, è sospesa l’applicazione dell’art. 18 del DL 95/12 sull’istituzione delle città metropolitane. I novembre-dicembre 2012

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SECONDO i dati diffusi da Legambiente, e riferiti ad un monitoraggio realizzato dall’Upi con il Ministero dell’ambiente nel 2003, in Italia il rischio di frane e alluvioni interessa due Comuni su 3. Le Regioni più minacciare sono Calabria, Umbria e Valle d’Aosta, Marche e Toscana. Per riparare i danni del maltempo il Paese spende un milione di euro al giorno, ma per la prevenzione le risorse sono ancora scarse: negli ultimi 10 anni sono stati erogati solo 2 miliardi di euro . Risorse, tra l’altro, che servono a coprire solo i lavori più urgenti, ovvero gli interventi considerati di “maggior urgenza. In Sicilia, Veneto, Toscana e Liguria, le regioni colpite dagli eventi più gravi in questi ultimi 3 anni, è andato l’80% delle risorse stanziate, ma i danni ammontano a 2,2 miliardi di euro circa, quasi il triplo delle risorse messe a disposizione. Il restante 20% dei fondi per l’emergenza è andato alla Calabria, la Campania, la Puglia, le Marche, l’Abruzzo, l’Emilia, il Piemonte, il Friuli e la Basilicata.

Il Paese che si sgretola Un milione di euro al giorno per riparare i danni, mentre mancano le risorse per la prevenzione

Viaggio nel Paese alle prese con il dissesto idrogeologico

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24 novembre-dicembre 2012

La Provincia di Macerata valuta le mutazioni climatiche

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La situazione nelle Province nello speciale di Patrizia Maglioni

Cuneo fronteggia le esigenze idrogeologiche del territorio

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Enna mette in sicurezza territori e infrastrutture

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Alluvioni, inondazioni, nevicate straordinarie. Viaggio nel Paese alle prese con il dissesto idrogeologico

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Centinaia di vittime, tra morti e dispersi dal 2000 ad oggi, a causa di eventi eccezionali: alluvioni, inondazioni, casi di dissesto idrogeologico

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nomeni franosi; di questi 10.167 insistono sul territorio della Provincia di Cuneo (30% circa) dove dal 2009 ad oggi sono state registrate 450 tra frane (che hanno interessato principalmente le Langhe, i Roeri e le Langhe Monregalesi), danneggiamenti di infrastrutture e ponti crollati. Il censimento del quadro del dissesto oggi ha evidenziato come in gran parte si siano verificati fenomeni di riattivazioni di processi giĂ  accaduti negli ultimi anni che hanno ulteriormente aggravato i danni alla rete

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SOLO DAL 2000 AD OGGI, nel nostro Paese abbiamo dovuto registrare decine e decine di eventi eccezionali: alluvioni, inondazioni, casi di dissesto idrogeologico che hanno causato centinaia di vittime, tra morti e dispersi. I nomi piÚ ricorrenti sulla carta geografica sono al nord Piemonte, Liguria e Toscana, al sud Calabria e Sicilia. In Piemonte: L’inventario dei fenomeni franosi in Italia ha censito in Piemonte 35.023 fe-

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viaria principale e secondaria. Stimano lavori di ripristino del dissesto per 200milioni di euro L’esempio di una provincia piccola, non densamente abitata: il Verbano Cusio Ossola. In 19 anni ha registrato 8 eventi alluvionali. Sono censite 2774 frane, per fortuna non tutte incidono su attività umane gli abitati e le infrastrutture viarie e di trasporto. La Provincia di Torino fin dall’alluvione del 2008 ha quantificato in 300 milioni di euro la somma necessaria al piano per contenere il dissesto idrogeologico. Lavoriamo con l’Aipo per mettere in sicurezza il torrente Pellice e le sue sponde. Attendiamo da oltre un anno che la Regione Piemonte riunisca un tavolo di coordinamento per il dissesto idrogeologico della valle Germanasca, dove il rischio è costante. Il rosario di richieste potrebbe continuare dal Piemonte alla Sicilia Solo qualche esempio: La Provincia di Brescia segnala 58 fenomeni di dissesto con danni rilevanti solo nel corso di quest’anno La Provincia di Cesena-Forli segnala sforzi eccezionali per mettere in sicurezza il nodo idraulico di Cesenatico alluvionato prima del 2000 e più di dieci eventi calamitosi di portata nazionale e regionale negli ultimi anni. Nella Provincia di Ancona assommano a mezzo miliardo di euro i danni solo per l’alluvione dello scorso anno. 230milioni di euro è la stima della Provincia di Udine per il rischio geologico legato al bacino del fiume Isonzo La Provincia di Firenze stima che complessivamente sarebbe necessario impiegare circa 45 milioni di euro per consolidare e stabilizzare gli eventi franosi La Provincia di Pavia ha inviato al ministro Clini una relazione puntuale sui danni degli eventi calamitosi degli ultimi anni con un censimento di almeno 300 frane ed una necessità di almeno 20 milioni di euro per il consolidamento La Provincia di Pesaro-Urbino dopo l’alluvione del 2011 aveva danni stimati in 30 milioni senza contare il “terremoto bianco” con le nevicate dello scorso inverno La Provincia di Benevento parla di rischio idrogeologico al 70% sommato alla mancanza di precise competenze fra gli Enti in materia di difesa suolo per l’assenza di normativa regionale, cui si aggiunge l’assenza di finanziamenti e il mancato controllo del territorio = disastri inevitabili. I

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OGGI PIÙ CHE MAI per pianificare e programmare le politiche territoriali occorre considerare gli effetti dei cambiamenti climatici. Prendiamo ad esempio i dati registrati dai pluviometri in occasione degli ultimi eventi e vediamo come in poche ore riesca a piovere più della metà di quanto avveniva anni fa nell’arco dei dodici mesi. La distribuzione delle precipitazioni durante l’anno risulta inoltre più disomogenea, con periodi di forti piogge ed altri di persistente siccità. Macerata ha il clima tipico dell’area collinare dell’interno della regione in cui si trova e presenta sia elementi mediterranei che continentali. La città marchigiana dista 30 chilometri dalla costa, ma

un ruolo maggiore nel determinare le condizioni metereologiche va riconosciuto alla seppur modesta altitudine (315 m) e alla prossimità dei rilievi appenninici. Il territorio maceratese durante la prima settimana di marzo 2011 (evento alluvionale) ha subito danni significativi alla rete stradale, tanto che è stato riconosciuto lo stato d’emergenza a tutta l’estensione provinciale. Di fronte all’emergenza l’amministrazione si è resa immediatamente operativa con mezzi ed interventi, come pure durante l’emergenza neve dello scorso anno. In un comunicato il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari descrive la funesta cronaca: “Le due setti-

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La Provincia di Macerata valuta con preoccupazione i cambiamenti climatici Ormai in poche ore piove più della metà di quanto avveniva anni fa nell’arco dei dodici mesi. Le stime dei danni relativi alla prima settimana di marzo 2011 sono di 7.300.000 euro

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Pettinari: «Le due settimane di emergenza neve per la Provincia hanno comportato costi con cifre a sei zeri» mane di emergenza neve per la sola amministrazione provinciale di Macerata hanno comportato costi di intervento con cifre a sei zeri e si calcola in milioni anche l’importo dei danni subiti delle infrastrutture stradali”. “L’emergenza neve dello scorso anno in provincia di Macerata, solo per quanto riguarda il servizio di spartineve, spargisale e interventi necessari a mantenere in esercizio i circa 1.500 chilometri di strade provinciali, è costata quasi come l’importo previsto dal Piano antineve per un intero quinquennio. Come potrà quindi la Provincia sostenere un costo simile senza il rimborso dello Stato? Se dovremo da soli sostenere con il nostro bilancio tutte le spese sostenute (per non parlare dei danni) saremo costretti a rinunciare a tutti gli altri diversi interventi nel campo della sicurezza stradale, dell’edilizia scolastica, delle politiche per il sociale ed i tanti altri interventi di sostegno all’economia locale dove siamo già frenati dagli incomprensibili ‘lacci e laccioli’ del patto di stabilità”. Tornando alla concretezza dei fatti, per la rimozione di frane, l’apertura di sedi stradali chiuse a causa degli smottamenti del terreno, i consolidamenti dei dirupi, lavori idraulici per la riattivazione del deflusso delle acque, per la pulizia di sedi viarie, nonché quella di fossi e sistemi di smaltimento sono stati spesi 48.556,30 euro riferiti al ripristino delle strade sulle aree montane (365,580 km); 473.139,74 euro per il recupero delle strade su area collinare (867,702 km); per l’agibilità delle strade su area marina infine, sono stati impiegati 125.777,35 euro (227,941 km), a fronte di un importo complessivo di 647.473,39 euro. Secondo le stime i danni al reticolo idrografico provinciale relativi alla prima settimana di marzo 2011 sono si attestano intorno a 7.300.000 euro per interventi su frane diffuse, risanamento del movimento franoso e per la ca-

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nalizzazione dello scarico delle acque meteoriche. Costi che vanno ad aggiungersi alla suddetta nevicata a seguito della quale sono risultati necessari 1.487.086,21 euro per lo sgombro di neve con nolo in economia, 50.744,38 euro per lo straordinario del personale provinciale 103.423,64 euro per il carburante e la riparazione dei mezzi, nonché 161.500,00 euro per l’acquisto di sale ed abrasivi. Infine, per interventi di massima urgenza di protezione civile 36.000,00 euro, per una cifra complessiva di 1.914.479,61 euro. Ad oggi il Piano provinciale di emergenza di protezione civile per la stagione 2012-2013 prevede una stretta collaborazione tra la Provincia di Macerata, la Prefettura e la Regione Marche con un programma che si articola in tre fasi: stato di attenzione; preallarme; allarme. Per ciascun momento gli adempimenti fanno capo al presidente della Provincia, Antonio Pettinari o al suo delegato. Per garantire, nelle situazioni di emergenza, il pronto intervento per lo sgombro neve, per la rimozione di formazioni di ghiaccio pericolose, per l’eliminazione delle condizioni di disagio della popolazione derivanti da una copertura nevosa del territorio, è stato necessario costituire un fondo spese di importo pari a 16.000 euro per assicurare l’approvvigionamento di beni e materiali di consumo, come catene da neve, sale da spargere sulle strade ecc…, nonché le necessarie prestazioni di servizio. I

Clini: «Le misure di prevenzione sono crescita» IL PIANO DI ADATTAMENTO dell’Italia ai cambiamenti climatici e alla difesa del territorio, con le ingenti risorse che richiede, “ripropone il tema centrale nella programmazione degli investimenti per la difesa del territorio, dello svincolo dai vincoli del patto di stabilità per i fondi per tali interventi”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Corrado Clini a proposito delle linee strategiche inviate il 5 dicembre 2011 al Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica) per la difesa del territorio dai rischi dovuti al dissesto idrogeologico e al cambiamento del clima. “E’ necessario – ha continuato Clini – come ho avuto modo di scrivere nella lettera inviata il 19 novembre scorso ai commissari europei Connie Hedegaard e Janec Potocnik, che le misure per la prevenzione dei rischi e dei danni connessi agli eventi climatici estremi siano considerate un’infrastruttura per la crescita e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. E in tale chiave, questi interventi dovrebbero essere esclusi dai vincoli del patto di stabilità, nell’ambito del ‘pacchetto’ di misure indicate dal Consiglio europeo del 29 giugno 2012”. Si tratta infatti di interventi ad alto valore aggiunto, con importanti e positive conseguenze sull’occupazione, in particolare giovanile e con effetti virtuosi sulle entrate e sulla riduzione del debito pubblico. “Per altro – ha concluso il ministro dell’Ambiente – non liberare le risorse necessarie dai vincoli del patto di stabilità implicherebbe, come più volte sottolineato dal Consiglio dei Ministri Ue, il pesantissimo costo, anche economico, della non-azione”.

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PUBBLICITÀ REDAZIONALE

Cassa depositi e prestiti: 12 miliardi di euro per i territori colpiti dal sisma di maggio 2012

Due Plafond per 12 miliardi di euro destinati dalla Cassa a favore dei territori di Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia colpiti dal sisma del maggio scorso ERA GIÀ ACCADUTO in occasione del terremoto dell’Aquila del 2009, sarà lo stesso per le altre regioni italiane ferite dal disastroso terremoto di maggio 2012: Cassa depositi e prestiti (CDP) ancora una volta è in prima linea per dare sostegno al territorio in momenti di difficoltà. Attraverso una modalità che si è rivelata vincente - mettere a disposizione fondi, destinati per la concessione di finanziamenti agevolati - CDP vuole contribuire a “ricostruire”, per guardare al futuro con maggiore ottimismo. La Cassa ha infatti deliberato l’assegnazione di due Plafond, per complessivi 12 miliardi di euro, a favore di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Entrambi, attivabili attraverso il sistema bancario: il primo, “Ricostruzione Sisma 2012”, rivolto ai cittadini e alle imprese, replica il meccanismo dell’analogo strumento di CDP dedicato alla ricostruzione in Abruzzo e appena esaurito; il secondo, “Moratoria Sisma 2012”, è finalizzato alla concessione di finanziamenti agevolati per la dilazione del pagamento degli oneri fiscali e contributivi, secondo l’attuale scenario dettato dalla normativa.

Per entrambi gli strumenti, le linee guida e le modalità applicative sono definite da apposite convenzioni tra CDP e l’Associazione Bancaria italiana (ABI). Una prima intesa, dedicata al Plafond “Moratoria Sisma 2012”, è già stata sottoscritta il 5 novembre 2012; quella dedicata al Plafond “Ricostruzione Sisma 2012” è attualmente in corso di finalizzazione. I due nuovi Plafond si aggiungono alle numerose iniziative già intraprese a supporto delle popolazioni e delle attività produttive colpite nel maggio scorso: dalla sospensione per tutto il 2012 - del pagamento degli oneri dei mutui concessi agli enti locali interessati dal terremoto (senza aggravio di interessi) alla costituzione di una specifica misura nel FRI (“Fondo Rotativo Imprese”) dedicata alle grandi imprese; dalla devoluzione alle regioni di 100 milioni di euro (già stanziati dal bilancio dello Stato in favore di CDP) per la concessione di contributi in conto interessi, all’introduzione della misura di durata 15 anni nel Nuovo Plafond PMI, specificamente dedicata alle piccole e medie imprese attive nei territori colpiti dal sisma.

Nota. ALLA DATA DI REDAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO, LA NORMATIVA D’URGENZA (D.L. N. 174/2012) CHE HA INTRODOTTO IL PLAFOND “MORATORIA SISMA 2012” E’ OGGETTO DI ATTENZIONE EMENDATIVA IN SEDE PARLAMENTARE. LE MODIFICHE CHE FOSSERO APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE IN LEGGE POTRANNO RIFLETTERSI, ANCHE SENSIBILMENTE, SULL’ARCHITETTURA DELLO STRUMENTO.

Emilia Maurizi Ufficio stampa CDP

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foto: Dipartimento della Protezione Civile

Plafond “Ricostruzione Sisma 2012”: 6 miliardi di euro • Concede finanziamenti agevolati ai soggetti danneggiati dal sisma per interventi di riparazione, ripristino e ricostruzione di immobili residenziali e ad uso produttivo (inclusi gli impianti e i macchinari); • Totale assenza di oneri, per capitale e interessi, per i beneficiari: i finanziamenti agevolati saranno rimborsati attraverso il meccanismo del credito d’imposta; • Risorse pienamente utilizzabili da gennaio 2013.

Plafond “Moratoria Sisma 2012”: 6 miliardi di euro

• Concede finanziamenti agevolati a favore dei titolari di reddito d’impresa per la dilazione del pagamento di tributi, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria, dovuti allo Stato per effetto della sospensione degli adempimenti da maggio a novembre del 2012 e degli oneri dovuti dal 1° dicembre 2012 al 30 giugno 2013, secondo l’attuale scenario normativo; • I beneficiari saranno tenuti alla restituzione della sola quota capitale, essendo la quota interessi coperta attraverso il credito d’imposta;

• Garantisce il rispetto delle scadenze fiscali e consente alle imprese una dilazione non onerosa degli adempimenti a partire dal 1° luglio 2013;

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Cuneo in prima fila per fronteggiare le esigenze idrogeologiche del territorio

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sulta, infatti, essere particolarmente fragile in relazione al rischio idrogeologico per diversi motivi: la zona montana interna è soggetta principalmente a frane con meccanismo di crollo e scivolamento rotazionale; in questo ambito sono stati riscontrati anche fenomeni di dissesto legati alle dinamiche torrentizie e al trasporto di massa sui conoidi. Nei periodi invernali in particolare, si registrano via via valanghe importanti per numero ed estensione. La zona collinare è invece interessata da fenomeni franosi, molto

La Provincia di Cuneo per importanti interventi sul territorio riveste un ruolo fondamentale per la gestione degli eventi legati al richio idrogeologico e nel tempo ha coordinato i servizi di soccorso e di assistenza ai cittadini, garantendo la viabilitĂ  sulle strade provinciali ed intervenendo sul ripristino delle infrastrutture di competenza

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SECONDO IL REPORT ECOSISTEMA Rischio 2010 di Legambiente, curato insieme al Dipartimento della Protezione Civile, il 78% dei comuni piemontesi ha abitazioni in aree a rischio idrogeologico. Il 18% presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 49% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali. Le persone quotidianamente esposte al pericolo di frane ed alluvioni sono oltre 240 mila. Il territorio cuneese, interconnesso da una rete di viabilitĂ  di competenza provinciale pari a 3.380 chilometri, ri-

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Fino ad oggi sono stati finanziati e realizzati interventi strutturali per complessivi 5.102.819,00 euro

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numerosi e localmente estesi ad interi versanti, nonché da fenomeni erosivi relativi alla dinamica torrentizia. L’area pianeggiante infine, che è posta tra la zona collinare e quella montuosa, solcata da corsi d’acqua che confluiscono nel Po e nel Tanaro, è esposta a significativi fenomeni di esondazione della rete idrografica principale e secondaria, con conseguenti diffusi allagamenti provocati da acque a bassa energia e dissesti causati da acque di tracimazione ad alta energia. Per importanti interventi sul territorio La Provincia di Cuneo riveste un ruolo fondamentale riferito alla gestione degli eventi legati al rischio idrogeologico e nel tempo ha coordinato, attra-

verso la propria sala operativa, i servizi di soccorso e di assistenza ai cittadini colpiti, garantendo la viabilità sulle strade provinciali ed intervenendo sul ripristino delle infrastrutture di competenza. I lavori di massima urgenza eseguiti nel corso delle emergenze si sono susseguiti a partire dalle copiose nevicate del dicembre 2008, che hanno comportato una spesa complessiva di oltre 6.000.000,00 di euro, finanziata da fondi dello Stato, della Regione Piemonte e della stessa Provincia di Cuneo. Ad oggi sono stati finanziati e realizzati interventi strutturali per complessivi 5.102.819,00 euro; ulteriori interventi per 1.350.000,00 euro sono stati

progettati ed autorizzati, ma risultano ancora da eseguire a causa dei vincoli di spesa pubblica. Rimangono da programmare interventi strutturali necessari per il ripristino definitivo dei dissesti e la messa in sicurezza del territorio (oltre 300), il cui importo è stato stimato in 200.000,00 euro da finanziare. “La Provincia – precisano la presidente Gianna Gancia e il vice presidente e assessore alla Viabilità, Giuseppe Rossetto – rimane in attesa dell’ulteriore decreto autorizzativo dell’espletamento dell’ulteriore fase di progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori, che comunque sarà subordinata all’effettiva erogazione delle risorse già previste,

al di là di quelle anticipate, al momento, solo per la progettazione definitiva”. Ma sono ancora molti i piani e i cantieri per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza delle infrastrutture sul territorio provinciale in programma poiché nel cuneese le strade vallive sono spesso le uniche vie di collegamento per coloro che abitano nei centri situati ad alta quota. Una sfida difficile che si rinnova di anno in anno e che ha visto la Provincia di Cuneo sempre in prima fila durante le emergenze, in continuo dialogo con il territorio, forte e capace nel proprio impegno nonostante i tagli I alle risorse.

Rimangono da programmare interventi strutturali per il ripristino dei dissesti e la sicurezza del territorio novembre-dicembre 2012

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Enna mette in sicurezza territori e infrastrutture

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media annua di tutta la regione. Frane ed alluvioni non sono una novità nel nostro Paese, tuttavia i dati disponibili dal 1948 al 2011 mostrano come le regioni italiane pesantemente colpite siano raddoppiate negli ultimi dieci anni, passando da quattro a otto: aumentano i bisogni, quindi, e diminuiscono le risorse. Manutenzione dei territori, messa in sicurezza delle strade, i molti indi-

spensabili servizi ai cittadini, infatti, sono oggi realmente minacciati dalla spending review, ma le Province rimangono in prima linea fedeli al loro mandato che le vede promotrici di azioni di stimolo e coordinamento, di supporto per lo sviluppo locale attraverso l’attuazione di processi di ampia partecipazione per la determinazione delle scelte amministrative e la loro traduzione operativa, nonostante tut-

to. Ed è da qui che partono le azioni della Provincia Regionale di Enna, riguardanti il recupero dei terreni abbandonati o degradati e la messa in sicurezza di tratti stradali che presentano alti indici di rischio. A fine novembre poi è arrivata la conferma dell’approvazione da parte della Regione Sicilia per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), una notizia resa ufficiale dall’assessore provin-

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GLI INTENSI FENOMENI metereologici non sono episodici ma assai frequenti, abbiamo modo di vederlo e lo confermano i dati Ispra (Annuario dei dati ambientali 2011, Ispra 2012) relativi alla quantità di pioggia caduta durante i principali momenti alluvionali dal 2009 ad oggi. In Sicilia, proprio nell’evento del 2009, la quantità di pioggia caduta in una sola giornata è stata pari al 78% della precipitazione

In Sicilia nell’evento del 2009 la quantità di pioggia caduta in una sola giornata è stata pari al 78% della precipitazione media annua di tutta la regione. Dal 1948 al 2011 i dati su frane e alluvioni mostrano come le regioni italiane colpite siano raddoppiate negli ultimi dieci anni

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A fine novembre la Regione Sicilia ha dato l’approvazione per la Valutazione Ambientale Strategica

ciale all’Ambiente, Giuseppe Amato, a seguito dell’approvazione del decreto per la VAS del Piano territoriale provinciale. Nel tempo la Provincia di Enna è stata la prima, tra quelle siciliane, a dotarsi del Piano territoriale provinciale ed ora il primo Ente intermedio ad ottenere il benestare per la VAS. Il presidente, Giuseppe Monaco, si è detto soddisfatto ed ha sottolineato “come con questo ulteriore riconoscimento ottenuto si rafforzi e venga sancita la volontà dell’Ente di intraprendere azioni di sviluppo territoriale previste dal Piano stesso, con criteri di salvaguardia del territorio e di rispetto dell’ambiente destinati a potenziare l’offerta territoriale in tema di infrastrutture”. “Siamo fortemente convinti – ha

aggiunto Monaco – che il Piano se giustamente considerato può promuovere e sollecitare idee e progetti sostenibili per lo sviluppo del territorio”.

Contro il rischio idrogeologico

Secondo il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) le aree a rischio dissesto in Sicilia vedono significative criticità nella provincia di Enna, dove sono stati censiti 5.165 dissesti, di cui 4.584 tuttora attivi. Strade provinciali e statali con pericolo di frane e allagamenti per un totale di circa 125 chilometri. L’8 ottobre 2012, ad esempio, sulla strada provinciale 7/b, nel territorio del comune di Assoro (Enna), una frana

ha reso necessario un by-pass temporaneo sulla statale 290 per garantire collegamenti e viabilità. Un intervento complesso tanto da richiedere un tavolo tecnico di coordinamento da parte della Prefettura di Enna, convocato dal prefetto Clara Minerva. La chiusura, a causa di un frana verificatasi due anni fa, di un tratto della strada provinciale 7/b, che collega il comune di Assoro con la stazione ferroviaria e l’area industriale di Dittaino, ha creato numerosi disagi ai residenti, agli studenti pendolari e ai titolari degli insediamenti produttivi. Un gruppo tecnico ha quindi effettuato sopralluoghi per individuare gli interventi di massima urgenza necessari al ripristino della condizione di sicurezza del-

l’agibilità stradale. Questa è una delle tante cronache locali di dissesto idrogeologico a seguito delle forti piogge. Ma guardiamo più da vicino il territorio provinciale di Enna che si estende su una superficie di 2.561,73 chilometri quadrati e comprende 20 comuni, con una popolazione che a fine 2011 è risultata di 173.668 abitanti, aumentata rispetto al 2010 di 151 unità. Nel Piano della Performance 2012 (documento programmatico triennale) vengono individuati gli obiettivi per la valutazione del rendimento dell’Amministrazione ed integrati gli altri documenti di pianificazione adottati dall’Ente intermedio. Vediamo allora che la Provincia Regionale di Enna, riguardo al settore organizzativo 5°- viabilità,

con il dirigente responsabile, ingegner Giuseppe Colajanni ha descritto gli obiettivi di attuazione e ammodernamento della viabilità con la realizzazione delle opere inserite nel piano provinciale con un finanziamento di 38.500.000,00 euro con fondi statali di cui alla legge 296/06 art. 1, comma 1152, per 5.000.000,00 di euro con i fondi del PO FERS 2007/2013 linea 1.1.4.1. e per 1.000.000,00 di euro per quanto riguarda i fondi assegnati con la legge finanziaria regionale 2010. E’importante ricordare anche gli affidamenti delle indagini geognostiche, delle prove di laboratorio e della relativa consulenza geologica per effettuare lavori di monitoraggio e conseguente gestione dei rapporti con il

Provveditorato Interregionale SiciliaCalabria OO.PP., con il Ministero delle Infrastrutture e con il Dipartimento regionale. Nella scheda obiettivo per l’anno 2012 leggiamo diverse voci riferite a lavori di sistemazione ed ammodernamento, miglioramento e messa in sicurezza di tratti stradali, consolidamento e lavori di sistemazione nella consapevolezza che il cambiamento climatico, il consumo di suolo, la cattiva gestione del territorio sono tra le principali cause che contribuiscono ad aumentare il rischio idrogeologico, per contro, la valorizzazione rurale ed urbana a cominciare dalla manutenzione ordinaria rappresenta un’occasione importante per garantire respiro al futuro ed uscire dalla crisi. I

Nel Piano della Performance 2012 sono individuati gli obiettivi per la valutazione del rendimento dell’Amministrazione

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Le Province e la Green economy

NON C’È SVILUPPO se non c’è cultura e per riattivare il circolo virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela e occupazione, il presupposto indispensabile è scegliere la strada della green economy. Ne è convinto il Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, che ha fatto di questi temi la cifra distintiva del suo programma di lavoro di amministratore. Ultima tra le iniziative realizzate è premio nazionale, “Green Culture Awards”, evento dedicato alle energie rinnovabili di cui vi parliamo nelle prossime pagine. Un tema, quello dello sviluppo ecosostenibile, che le Province hanno scelto di declinare in molti modi, dalle iniziative per il turismo della Provincia di Rimini l bando a favore della formazione degli studenti promosso dalla Provincia di Milano, alle performance della Provincia di Roma a Compraverde- BuyGreen 2012

I successi della Provincia di Potenza al ‘Green Culture Awards’, le esperienze di Milano, Roma e Rimini per promuovere sviluppo ecosostenibile

La Provincia di Potenza punta sul Green

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Con AFOL Milano all’estero le promesse green economy

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Compraverde Buy Green 2012 premia la Provincia di Roma

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Turismo eco-sostenibile alla Provincia di Rimini

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La Provincia di Potenza punta sul Green Nel capoluogo lucano gli Oscar del Verde Vivere il presente pensando al futuro lo slogan capace di sintetizzare al meglio i Green Culture Awards della Provincia di Potenza: un’intera giornata, il 24 novembre, dedicata al verde e all’eco sostenibilità

findustria, il premio fuoco per l’economia in quanto sostenitore convinto della green economy come via al progresso e alla competitività. Il presidente Lacorazza mette i puntini sulle “I”: non o non solo un premio alla tecnologia ma alla cultura del verde perché, dice “serve una rivoluzione copernicana”, un “radicale cambio di mentalità dalla cultura del “tutto e subito” alla cultura del sostenibile”. “Dobbiamo avere i piedi nella crisi per attraversarla e la testa nel futuro per orientare una nuova direzione di marcia – spiega - La crisi ci mette di fronte alla sfida di fare meglio con meno. Bisogna capitalizzare e utilizzare meglio le risorse finanziarie, ambientali, culturali ed anche valoriali. Avremo di meno e dovremo fare di più, puntando ad un benessere diffuso e pagando il debito finanziario ed ambientale per evitare di scaricare ulteriori problemi sulle generazioni che verranno. È necessario un modello di vita che ci consenta di star bene, di ripagare gli eccessi del passato e di consegnare agli altri un mondo migliore”. Parla di “passaggio epocale” il presidente, e aggiunge: “Non è solo un modo di essere e di fare, ma anche di ricercare, di programmare, di progettare, di investire e di creare. Un modo nuovo di concepire il rapporto tra generazioni, tra uomo e natura, tra scienza e vita. Una visione diversa nella quale è possibile tenere insieme cultura e tecnologia, tradizione ed innovazione, creatività e produttività. Del resto, questa grande intuizione c’è già nella storia del nostro Paese: “Civiltà delle Macchine”, la rivista di Finmeccanica fondata e diretta dal lucano Leonardo Sinisgalli, ad esempio, attraverso poeti, letterati e pittori raccontava il progresso industriale e culturale dell’Italia degli anni Cinquanta”. “Per vivere sostenibile – gli fa eco l’assessore alla Cultura Pietrantuono – è necessario cominciare a pensare sostenibile”. “Green è una parola la cui sonorità ci avvicina anche al suono di una campanella – spiegano il presidente e l’assessore - quella che abbiamo voluto far suonare per introdurre lo sviluppo sostenibile nelle scuole, ovvero nei luoghi della cultura e della formazione del pensiero per eccellenza; lo sviluppo

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TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, creatività, progresso ma soprattutto cultura. Vivere il presente pensando al futuro lo slogan capace di sintetizzare al meglio i Green Culture Awards della Provincia di Potenza: un’intera giornata, il 24 novembre scorso, dedicata al verde e all’eco sostenibilità ambientale. Un’iniziativa di respiro nazionale, patrocinata dal Presidente della Repubblica e del Senato e dalla Presidenza del Consiglio, organizzata dalla Provincia per il secondo anno nell’ambito del Premio "Penisola sorrentina Arturo Esposito", giunto alla sua 17esima edizione. La giornata si è aperta con un convegno sulle buone pratiche ambientali e si è conclusa all’Auditorium del Conservatorio Gesualdo Da Venosa con l’assegnazione di quattro premi, veri e propri Oscar del verde, ad altrettanti protagonisti della cultura green e con la performance di Nicolò Fabi, special guest dell’evento, che ha ritirato il premio “Comunicare in musica” per la sua “Sedici modi per dire verde” tratta dal suo ultimo dico “Ecco”. I premio sono un omaggio alla cultura tolemaica: acqua, aria, terra e fuoco. “Un ritorno ai quattro elementi per guardare avanti”, sintetizza Armando Masserenti, responsabile del supplemento “Domenica” del Sole 24 Ore, conduttore della serata assieme a Mario Esposito, direttore artistico del Premio “Penisola sorrentina”. Sul palco, il presidente della Provincia Pietro Lacorazza, assieme agli assessori all'Ambiente, Massimo Macchia, alle Attività produttive, Nicola Figliuolo, e alla Cultura Francesco Pietrantuono. I riconoscimenti sono stati assegnati all’architetto-designer Costanza Algranti, livornese di nascita milanese d'adozione, che ha ricevuto il premio “acqua” per i suoi mobili e oggetti d'arredo realizzati con materiale di recupero; allo scrittore napoletano Antonio Pascale, insignito del premio aria per la letteratura per il saggio “Scienza e sentimento” dedicato a tematiche biotecnologiche agroalimentari; al neuro scienziato Giacomo Rizzolatti il premio “terra” per aver contribuito alla scoperta dei neuroni a specchio base fisiologica dell'empatia tra individui e a Ivan Lo Bello, vice presidente di Con-

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Special guest il cantautore Nicolò Fabi che ha ritirato il premio “Comunicare in musica”

sostenibile, insomma, all’interno di vere e proprie cattedrali civili”. “La nostra idea di sviluppo abbiamo voluto farla vivere a partire proprio dalle scuole, con il programma “scuole ecologiche in scuole sicure”, premiato da Legambiente nazionale come miglior buona prassi 2011, e che prevede un investimento di 70 milioni di euro sugli istituti del territorio, ma anche potenziando l’offerta formativa, attraverso i “piccoli erasmus” e i percorsi di alternanza scuola/lavoro”. La giornata dei Green Awards è “il coronamento”, definizione del presidente Lacorazza, di un lungo percorso intrapresa dalla Provincia di Potenza fatto di progetti e iniziative concrete per promuovere la cultura dell’eco sostenibilità. La Provincia lucana, per fare qualche esempio, ha fatto da supporto al Patto

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Inaugurazione impianto di telecontrollo “Scuole ecologiche in scuole sicure” I “GREEN CULTURE AWARDS” sono stati anche l’occasione per inaugurare l’impianto di telecontrollo “Scuole ecologiche in scuole sicure”, tre nuove centrali fotovoltaiche che saranno messe in rete tutte le altre centrali fotovoltaiche realizzate dalla Provincia di Potenza: 39 negli istituti scolastici e 3 negli edifici di proprietà dell’ente. A regime ci sarà così una produzione complessiva pari a 743.742,5 kw per un risparmio annuo per la Provincia di 320.735,86 euro, un ricavo annuo del conto energia di 272.432,19 euro e una riduzione di emissioni di Co2 in atmosfera di 319.060 tonnellate. Sono previsti nuovi investimenti in sostenibilità con l’obiettivo di ottenere ulteriori riduzioni di emissione di Co2 in atmosfera e maggiore risparmio.

dei sindaci per l’elaborazione di piani comunali e sovracomunali “PAES Piani d’azione per l’energia sostenibile) per la riduzione delle emissioni di CO2, ha promosso il programma “Abitare il futuro” per il potenziamento dell'offerta formativa sul tema delle buone pratiche ambientali nelle scuole di competenza, ha dato il via al progetto “Abitare Basilicata” un piano per la riconversione ecologica delle abitazioni. “Siamo convinti – spiega ancora il presidente Lacorazza - che la Basilicata possa rappresentare un modello di transizione energetica nel passaggio dalla seconda alla terza rivoluzione industriale, attraverso un utilizzo lungimirante delle royalty per finanziare gli obiettivi di riduzione delle emissioni e aumento dell’efficienza energetica”. “La nostra tradizione, infatti, sintetizzabile nella centralità della persona, del-

la casa e della terra (intesa come ambiente) deve sempre di più entrare nelle innovazioni di processo e di prodotto che, attraverso l’economia verde, indicano una concreta via d’uscita alla crisi in atto” D’accordo il capogruppo del PD, Tommaso Samela e il vice presidente del Consiglio provinciale, Donato Sperduto: “Nonostante sia bersaglio di tentativi di delegittimazione del proprio ruolo istituzionale, e ferma restando la necessità di una seria riforma del sistema delle autonomie locali, l’amministrazione provinciale di Potenza sta dimostrando, in particolare sui temi dell’energia e della green economy, di avere orizzonti europei e di mettere in campo politiche lungimiranti, in coerenza con le indicazioni contenute nella strategia Europa 2020”. I

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AFOL Milano manda all’estero giovani promesse della green economy

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Laura Robustini, sono arrivate oltre 500 domande per i primi 28 stage formativi. I richiedenti sono giovani neodiplomati o neolaureati tra i 18 e i 28 anni residenti o domiciliati nelle Regioni Lombardia e Molise. Un folto gruppetto di aspiranti borsisti dove spicca la presenza femminile. “Siamo molto soddisfatti della risposta – commenta Robustini – Il nostro progetto è stato il più finanziato tanto che abbiamo a disposizione ben 130 borse di studio. Il bando è nato un’attenta analisi del mercato sia interno, per la nostra

Negli uffici di AFOL Milano sono arrivate oltre 500 domande per i primi 28 stage formativi

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PARTIRANNO TRA GENNAIO e febbraio i primi 28 fortunati vincitori del progetto europeo Eco-Tech, un bando per tirocini all’estero nel campo della green economy promosso dall’Agenzia per la formazione e l’orientamento al lavoro della Provincia di Milano (AFOL Milano) e dall’Agenzia regionale Molise Lavoro, cofinanziato dalla Comunità europea nell’ambito del programma Lifelong Learning Programme (Leonardo da Vinci/Mobilità). Negli uffici di AFOL Milano, sulla scrivania della responsabile del progetto

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I Paesi di destinazione delle borse di studio sono: Spagna, Francia, Irlanda, Austria e Regno Unito

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area, che europeo. I risultati hanno messo in luce una domanda molto forte nel campo dell’innovazione tecnologica nell’ambito della green economy, con richiesta di professionalità innovative capaci di lavorare sia in Italia che all’estero”. Le aziende in cui saranno inseriti gli aspiranti candidati del bando green economy offriranno una professionalizzazione nei campi più diversi: agricoltore biologico, addetto alla certificazione energetica, operatore turistico ambientale, tecnico ambientale interno all’azienda, ecomanager o energy manager, progettista su aspetti ambientali della produzione, ingegneri

per l’ambiente e il territorio, professionisti nella gestione delle infrastrutture turistico ambientali, bioarchitetti, urbanisti e pianificatori del territorio ed esperti in paesaggio e pianificazione ambientale. I ragazzi potranno studiare le esperienze green di tutta Europa, approfondendo la conoscenza delle dinamiche d’azienda e mettendole a confronto con le buone pratiche italiane, dove è ancora alto il margine di crescita della green economy se è vero che nel bel Paese solo un’azienda su quattro adotta comportamenti eco-friendly ma l’83,6% degli italiani è sensibile all’argomento (Fonte Fondazione impre-

sa). Comportamenti virtuosi in crescita anche perché, fonte Ocse, la green economy è convenente sia sul piano etico che su quello economico con un bacino di crescita di 5 milioni di posti di lavoro entro il 2020 (obiettivo Lisbona). I Paesi di destinazione delle borse di studio sono: Spagna (Siviglia e Granada), Francia (Bordeaux e Lille), Irlanda (Dublino), Austria (Vienna) e Regno Unito (Liangollen, North Wales). La selezione è partita con la presentazione delle candidature curriculari il 12 ottobre scorso, seguite da colloqui di approfondimento e proseguirà fino alla sessione formativa del 17-19 dicem-

bre a Milano. Prima della partenza infatti, i giovani candidati dovranno affrontare un breve periodo di formazione per poter essere inseriti al meglio nelle aziende di riferimento. “Offriamo una formazione prepartenza molto tecnica, orientata anche alla conoscenza delle dinamiche aziendali e del marcato del Paese scelto come destinazione – spiega ancora la responsabile del progetto – I candidati dovranno seguire in loco un corso di lingua anche il progetto ha la duplice finalità di inserimento lavorativo all’estero o da noi”. Al termine dell’esperienza sarà loro rilasciato un attestato di partecipazio-

ne e di idoneità linguistica. Il programma comunitario Leonardo da Vinci, cornice del bando Eco Tech, è nato nel 1995 come programma strutturale della Commissione Europea a sostegno della formazione professionale. Promuove e finanzia progetti di mobilità e di cooperazione tra i diversi soggetti coinvolti nella formazione professionale (istituti di formazione, scuole, università, imprese, camere di commercio). In questo contesto, Leonardo da Vinci gioca un ruolo importante in quanto si pone come obiettivo la preparazione dei cittadini europei all’ingresso nel mercato del I lavoro. novembre-dicembre 2012

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Compraverde BuyGreen 2012 premia la Provincia di Roma

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mento ormai tradizionale per fare il punto su politiche, progetti, beni e servizi di green procurement pubblico e privato, ed è promosso dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Regione Lombardia, Ecosistemi e Adescoop–Agenzia dell’Economia Sociale con il patrocinio di UPI- Unione delle Province d’Italia, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dello Sviluppo Economico, Consip, Comune di Milano, ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, Feder-

La Provincia di Roma ha meritato il premio Compraverde 2012, riconoscimento agli enti che si sono distinti per aver contribuito alla diffusione degli acquisti verdi

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LA PROVINCIA DI ROMA protagonista di Compraverde- BuyGreen 2012, il Forum internazionale degli acquisti verdi giunto alla sesta edizione e svoltosi a Milano il 5 e 6 dicembre scorso nella splendida cornice di Palazzo delle Stelline. Un luogo particolarmente indicato, vista la prossimità con alcuni simboli della Milano di Leonardo, per questo meeting che premia, tra l'altro, le pubbliche amministrazioni più tecnologicamente avanzate sul fronte del verde e dell’eco sostenibilità. La due giorni di mostra-convegno è un appunta-

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Zingaretti: «Ci è riconosciuto l’impegno rivolto a una strategia che non è soltanto selezionare prodotti verdi»

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parchi-Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali, Green Building Council Italia, ISFOL-Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, Lega delle Autonomie Locali, Symbola - Fondazione per le Qualità Italiane, UNCEM-Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani e Unioncamere. In questo contesto la Provincia di Roma ha meritato il premio Compraverde 2012, riconoscimento agli enti che si sono distinti per aver contribuito alla diffusione degli acquisti verdi, convinti della forza di questo strumento come mezzo per ridurre gli impatti delle proprie attività sull'ambiente e sulla salute dei cittadini. «Con questo premio – commenta il presidente Nicola Zingaretti - la Provincia di Roma vede riconosciuto il proprio impegno rivolto a una strategia che non ha significato

soltanto selezionare prodotti “verdi”, ma rendere l'amministrazione provinciale un laboratorio efficiente e coerente con il proprio impegno per la sostenibilità economica e ambientale. Un impegno fatto di trasparenza e di innovazione, capace di creare cambiamento e costruire competitività basata sulla qualità”. “Abbiamo voluto investire nella green economy dimostrando che possono essere realizzati interventi importanti sull'efficienza della spesa per perseguire obiettivi di spending review non solo con tagli lineari, ma come opportunità per razionalizzare le risorse e migliorare i servizi ai cittadini e al territorio – prosegue il presidente - Dal 2008 che la Provincia di Roma ha adottato il Piano d'azione per la lotta ai cambiamenti climatici, per un uso corretto delle risorse naturali e per lo sviluppo di

un'economia dell'innovazione ambientale definito “Provincia di Kyoto”. Con un duplice scopo: da un lato incrementare la qualità della spesa, rendendola sempre più efficiente e sostenibile, dall'altro diffondere le buone pratiche, sostenendo i Comuni del territorio su percorsi di innovazione e di efficienza”. “Il nostro impegno non si è fermato a pochi settori - conclude Zingaretti - ma ha attraversato tutte le attività svolte dalla Provincia, incrementando il risparmio delle risorse e l'uso razionale dell'energia: con l'installazione del wi-fi e del voip per le scuole abbiamo ottenuto benefici sulle bollette telefoniche, permettendo l'accesso alla banda larga. Lavorando in questa stessa direzione, abbiamo favorito interventi di risparmio energetico adottando politiche di efficienza per il riscaldamento delle scuole».

Il riconoscimento CompraVerde 2012 si aggiunge a un lungo elenco di riconoscimenti nel campo. La Provincia di Roma sta infatti lavorando all'aggiornamento del Piano di Azione GPP, con l'inserimento dei nuovi criteri ambientali minimi, indicati dal Ministero dell'Ambiente e l'estensione ad altre categorie merceologiche di beni e servizi. Nel 2010 l’ente ha meritato il premio per il miglior Bando Verde Fornitura e posa in opera di arredi per gli uffici degli istituti scolastici di pertinenza per la “decisione e precisione con la quale sono stati inseriti i criteri ambientali nella documentazione di gara” nell'ambito del Forum Compraverde. Nell’elenco dei riconoscimenti anche il premio SFIDE 2009 nell'ambito del FORUM PA per l'attività di miglioramento dell'autosufficienza energetica con il progetto “Provincia di Kyoto” e,

sempre nel 2009, una menzione quale “Migliore Politica GPP realizzata” nel corso del Premio Compraverde 2009. Nel 2011 ha ricevuto il premio »Progetti sostenibili e green public procurement 2011« indetto dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) e da Consip spa, per i risultati rilevanti raggiunti nell'attuazione di politiche di sostenibilità ambientale attraverso progetti specifici miranti a ridurre l'impatto delle proprie attività sulla società e sull'ambiente, privilegiando l'offerta e l'acquisto di beni e/o servizi verdi. Nel 2012, inoltre, la Provincia di Roma è tra gli enti locali europei che hanno ricevuto il “Climate Star 2012”, il prestigioso premio di Alleanza per il Clima, l'associazione di Comuni ed enti territoriali europei che hanno l'obiettivo della lotta ai cambiamenti climatici”. I novembre-dicembre 2012

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PUBBLICITÀ REDAZIONALE

Lombardia Informatica ha già anticipato le norme della Spending Review

La Società ha già intrapreso negli ultimi anni, su indicazione di Regione Lombardia, un percorso evolutivo del proprio assetto organizzativo esternalizzando le attività ‘non core’. Lombardia Informatica è una società “in-house” ai sensi della legislazione comunitaria ed è posseduta al 100% dall’Ente Regione Lombardia, è completamente controllata in termini di “Corporate Governance” da Regione Lombardia e si occupa esclusivamente di attività inerenti il Sistema Regionale. Svolge il ruolo di motore di innovazione del Sistema Regionale e di albero di trasmissione fra questo ed il mercato verso cui esternalizza l’80% circa del costo della produzione, attraverso gare ad evidenza pubblica. Il valore complessivo delle gare bandite nel 2011-2012 è stato di quasi 400 milioni di euro. La società, che da venti anni vanta il bilancio in attivo, ha un prodotto annuo lordo di oltre 180 milioni di euro e conta circa 550 dipendenti, di cui 255 laureati (l’80% in discipline scientifiche) e un Patrimonio netto che, con l’ultima valorizzazione dello stabile di proprietà, raggiunge i 110 milioni di euro.

Lombardia Informatica non rientra nei parametri delle società pubbliche da alienare, previste dalla Legge sulla Spending Review, in quanto svolge/eroga numerosi Servizi di Interesse Generale a favore di Cittadini, Enti e Aziende lombarde in ambito e-Heath (gestisce il Sistema Informativo Socio Sanitario che ha messo in rete tutte le Farmacie, le Aziende e gli Operatori sanitari e la Carta Regionale dei Servizi già distribuita a tutti i cittadini lombardi) ed e-Government (siste-

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mi informativi, processi per la dematerializzazione, open data e portali).

La società gestisce anche banche dati strategiche, per il conseguimento di obiettivi economico-finanziari, individuate in relazione alle esigenze di tutela della riservatezza e della sicurezza dei dati e le banche dati che assicurano l’efficacia dei controlli sulla erogazione degli aiuti comunitari del settore agricolo; inoltre svolge, con riferimento all’approvvigionamento di soluzioni e servizi in campo e-Health ed e-Government, il compito di centrale di committenza per il Sistema Regionale. Il comma 3 della legge sulla spending review (Legge 135/2012) prevede la possibilità per le Regioni di predisporre un piano di ristrutturazione e razionalizzazione delle società controllate. Da qualche anno, su indicazione di Regione Lombardia, Lombardia Informatica ha avviato un piano di riorganizzazione della società che persegue, anticipandone le tempistiche, la filosofia di questa nuova legge. Scopo di tale riorganizzazione é specializzare le funzioni della società in-house specularmente alle attività proprie di Regione Lombardia, concentrando le attività intorno alle funzioni di governo e di regolamentazione dei servizi erogati in modalità informatica nonché la gestione dei servizi e delle banche dati strategiche necessarie al loro funzionamento. Lombardia Informatica ha già provveduto, attraverso procedure ad evidenza pubblica, alla costituzione e cessione della società controllata Lombardia Gestione S.r.l., finalizzata all’esternalizzazione del servizio di gestione e manutenzione dei data center (55 dipendenti) e all’ Affitto del ramo d’azienda del Front Office del Call Center Regionale (circa 500 operatori) dedicato alle informazioni e prenotazioni sanitarie. Nell’àmbito del Sistema Regionale la società ha ceduto le attività inerenti la Tassa Auto a Finlombarda (9 dipendenti) e il ramo d’azienda della Centrale Regionale Acquisiti (42 dipendenti), che è diventata una Agenzia (ARCA). E’ già programmata la Cessione del ramo d’azienda del Front Office del Call Center Regionale. www.lispa.it


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Rimini capofila del progetto InTourAct, un programma per lo sviluppo del turismo eco-sostenibile che vede coinvolte undici destinazioni del Sud-Est europeo

LA PROVINCIA DI RIMINI capofila del progetto europeo InTourAct, un programma per lo sviluppo del turismo eco-sostenibile che vede coinvolte undici destinazioni del Sud-Est europeo. In particolare la Provincia adriatica, che da più di dieci anni brilla nel campo del turismo eco friendly con un ruolo di promozione e di regia dell’intera area adriatica, dovrà coordinare

da qui al 2014 le iniziative di turismo green di dieci realtà italiane, europee ed extra europee. In particolare sono coinvolte: Ungheria (West Pannon Regional Development Company e Lake Balaton Development Coordination Agency), le Province italiane di Campobasso e di Lecce, la Grecia (Municipality of Kavala), Slovenia (Business Support Centre Kranj), Bulgaria

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Turismo eco-sostenibile, l’Europa punta sulla Provincia di Rimini con il progetto InTourAct

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Il progetto definirà strategie comuni per lo sviluppo di un modello di turismo di massa a minor impatto ambientale

(Municipality of Blagoevgrad), Croazia (City of Dubrovnik e Town of Glina) e Bosnia Herzegovina (Sarajevo Economic Region Development Agency). Il Progetto InTouract, finanziato dal Programma South East della Commissione europea con 1 milione 371 mila euro, porterà alla definizione di strategie comuni per lo sviluppo di un modello di turismo di massa a minor impatto ambientale con un occhio ai benefici per tutti gli operatori economici, per i turisti e per la comunità provin-

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ciale in generale. ”In questi anni – spiega il presidente della Provincia Stefano Vitali - abbiamo realizzato molteplici iniziative e raggiunto risultati che sono stati premiati a livello internazionale e nazionale. L’abbiamo fatto sempre in stretta collaborazione con i Comuni, con le associazioni degli imprenditori turistici locali, le associazioni ambientali e di volontariato”. “L’Europa – prosegue il presidente - riconoscendo l’originalità del nostro percorso e la qualità dei risultati raggiunti ci

ha affidato, nel ruolo di Coordinatore, questo importantissimo progetto”. “InTourAct – spiega il coordinatore generale del progetto Enzo Finocchiaro - mira a garantire un approccio integrato nella pianificazione dello sviluppo del turismo, promuovendo non solo le destinazioni turistiche centrali, ma anche le aree circostanti, attraverso l'estensione della stagione turistica e la conseguente riduzione della concentrazione di turisti. Il tutto – prosegue Finocchiaro - avverrà tramite la

sperimentazione di modelli innovativi di offerta, assicurando sinergie con le politiche regionali e promuovendo non solo le destinazioni turistiche più famose, ma anche le aree a loro circostanti”. “Le principali azioni del progetto saranno quelle di mettere a punto, insieme alle istituzioni che interagiscono sul turismo e sperimentare delle azioni pilota che in qualche modo traccino la strada per gli sviluppi futuri”. I

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Il ruolo degli Enti locali nella promozione di una cultura di pace

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Nello Statuto della Toscana si afferma: “La Regione persegue, tra le finalità prioritarie la promozione dei valori della pace, della solidarietà, del dialogo tra popoli, culture e religioni (…)”.

di Marco Meozzi

Membro dell’Associazione Funzionari senza Frontiere

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zioni della società civile. Molti enti locali si sono concretamente impegnati nella realizzazione di attività di promozione della pace e di sensibilizzazione nei confronti delle collettività territoriali e della cittadinanza. Per poter capire il ruolo da loro svolto occorre conoscere meglio i principi che lo hanno ispirato. A livello internazionale la Carta delle Nazioni Unite, che fu adottata il 26 giugno 1946 a San Francisco, rappresenta le istanze successive al secondo conflitto bellico. Nel preambolo della Carta, che tuttavia non arriva a bandire in assoluto l’uso della forza come invece molti avrebbero voluto, si legge: “Noi popoli delle Nazioni Unite decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità (…) e per tali fini

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IL COORDINAMENTO nazionale degli Enti locali per la pace ed i diritti umani nasce nel 1986 come associazione composta da Regioni, Province e Comuni. Le sue finalità consistono nella promozione dell’impegno a favore della pace, nella realizzazione di iniziative comuni, nell’ approfondimento della ricerca e della riflessione politica sul tema, nella realizzazione di partenariati con reti di enti locali europee ed internazionali. Il coordinamento rappresenta in Italia l’esperienza più completa di coinvolgimento attivo dei cittadini, in importanti esperienze di approfondimento sui temi della pace e della solidarietà fra le nazioni. Fra le iniziative di maggior successo ricordiamo la campagna dell’ “Assemblea dell’ Onu dei popoli” e la costituzione del Tavolo della pace che rappresenta oggi il forum più importante ed il punto di confronto fra gli Enti locali (ad oggi circa seicento iscritti) e le Associa-

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a praticare la tolleranza ed a vivere in pace l’uno con l’altro in rapporti di buon vicinato, ad unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, ad assicurare, mediante l’accettazione di principi e l’istituzione di sistemi, che la forza delle armi non sarà usata, salvo che nell’interesse comune, ad impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli, abbiamo risoluto unire i nostri sforzi per il raggiungimento di tali fini.”

Per quel che riguarda l’ordinamento giuridico italiano, la Costituzione affronta il tema della pace nel noto articolo 11, che in più occasioni è stato il vessillo del movimento pacifista italiano. Esso infatti propone un precetto importante: il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Più oltre si afferma un altro importante precetto, ossia quello di promuovere le organizzazioni internazionali al fine di favorire un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia consentendo “in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie”. Anche a seguito della riforma del titolo V della Costituzione gli enti locali hanno riscritto i propri statuti accogliendo il principio della pace e cercando di farne una guida nelle attività da essi realizzate. Nello Statuto della Toscana, considerata una regione fra le più sensibili all’argomento, si afferma all’articolo 4 (comma 1, punto r): “La Regione persegue, tra le finalità prioritarie (...) la promozione dei valori della pace, della solidarietà, del dialogo tra popoli, culture e religioni (…)”. Questo approccio solidaristico è confermato anche più avanti all’articolo 71: “La Regione promuove e sviluppa relazioni internazionali, volte ad affermare, nel rispetto dell’interesse nazionale, principi di dialogo e di amicizia fra i popoli, di collaborazione e di scambio culturale, di cooperazione economica e sociale, di sostegno dei diritti e dei valori dell’identità toscana.”. Da questi principi giuridici elaborati ed adottati sia in ambito internazionale che nazionale sono nel corso degli anni scaturite attività concrete – che più sotto descriviamo - di promozione della pace, portate avanti anche dalle comunità territoriali che gli enti locali rappresentano. Un’ attività storica è quella dei gemellaggi, originatasi dall’idea di svi-

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Le esperienze in Toscana LA TOSCANA è stata protagonista delle attività per la promozione di una cultura della Pace e sono numerosi gli Enti Locali che aderiscono al Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace ed i diritti umani e sono protagonisti delle iniziative della Tavola della Pace. Più in particolare la Regione Toscana si era dotata, fin dal 1997, di una specifica legge sulla promozione di una Cultura della Pace superata poi dalla Legge Regionale sulle Attività Internazionali che prevede anche specifiche iniziative sul tema. Fra le scelte più importanti della Regione Toscana si segnala quella di coinvolgere le giovani generazioni e, su questo aspetto, è importante ricordare il Meeting sui Diritti Umani che si tiene ogni anno il giorno 10 dicembre, data scelta perché coincide con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Il meeting, giunto quest’anno alla XVI edizione, vede la partecipazione di circa 9.000 studenti toscani che, dopo un percorso di preparazione e riflessione all’interno delle proprie scuole, incontrano testimoni e protagonisti di temi relativi ai diritti umani. L’altra attività che si vuole ricordare è quella che ha visto dare rifugio ed ospitalità a scrittori od artisti perseguitati nei propri paesi per le proprie idee o espressioni d’arte. La Regione Toscana ha aderito – ormai da moltissimi anni – ad ICORN (International Cities of Refuge Network) una rete di città e regioni che, in tutto il mondo, hanno deciso di garantire la libertà agli intellettuali perseguitati nei propri paesi. Attualmente, oltre alla Regione Toscana, aderisce alla rete la Città di Chiusi e, in passato, anche Pontedera, Grosseto ed altre realtà toscane sono state valide protagoniste della iniziativa. Fabrizio Pizzanelli Direttore dell’Associazione Funzionari senza Frontiere

luppare una diplomazia dal basso, talora come strumento di riconciliazione fra popoli che durante l’ultimo conflitto stavano su fronti opposti. Il senso dei gemellaggi ha come obiettivo principale, anche se non unico, lo scambio culturale nell’ottica di una progressiva integrazione. Jean Bareth, padre fondatore del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (C.C.R.E.), affermò che “il gemellaggio è l’incontro di due Comuni che in-

tendono proclamare che si associano per agire in una prospettiva europea, per confrontare i loro problemi e per sviluppare tra loro legami di amicizia sempre più stretti”. Successivamente sono state realizzate intese anche con paesi in via di sviluppo che vennero denominate patti di solidarietà e che resero concreto l’ impegno assunto dalle rispettive comunità finalizzato alla cooperazione in vari ambiti ed alla sensibilizzazione

dell’opinione pubblica. Le marce e le fiaccolate rappresentano un’altra attività di sensibilizzazione alla pace che ha conosciuto un grande successo di partecipazione. Quella più famosa – la marcia Perugia /Assisi – nasce nel 1961 e da subito attira una notevole partecipazione di pubblico. E’ inoltre la marcia che più di ogni altra catalizza l’attenzione dei media. Essa è stata ad realizzata per ben diciannove edizioni – che rappresentano

momenti storici importanti per il movimento pacifista nel suo insieme - in più di cinquanta anni di attività. Negli anni gli Enti locali vanno aumentando di numero ma anche in importanza per il loro ruolo svolto, arrivando ad avere una nutrita partecipazione di Sindaci ed amministratori. Numerosi sono poi i corsi, seminari e conferenze realizzate con la partecipazione degli Enti locali. Alcune vengono organizzate una tantum mentre altre

hanno cadenza annuale e arrivano a rappresentare appuntamenti importanti per l’aggiornamento degli studi nel settore della costruzione della pace dal basso. In taluni casi la collaborazione con scuole e/o Università, consente quel salto di qualità necessario per attirare anche dall’estero studiosi e ricercatori a corsi anche residenziali talora organizzati in luoghi significativi a motivo di particolari riferimenti storici. Inoltre, tramite gli enti locali sono stati realizzati scambi di giovani per ripercorrere particolari momenti storici e contribuire alla formazione di una cultura di pace fra le giovani generazioni. In altri casi gli enti locali hanno emanato specifici bandi per il finanziamento di progetti presentati da Associazioni attive nel settore. Questa formula ha rappresentato un’interessante forma di collaborazione con significativi e meritevoli risultati. Concorsi letterari, di disegno e di pittura hanno ancora una volta rappresentato lo stimolo attraverso cui alcuni enti locali hanno cercato di rivolgersi ad un pubblico ampio, stabilendo talora proficue collaborazioni con le istituzioni scolastiche e coinvolgendo un numero importante di cittadini. Inoltre, sono state organizzate con la collaborazione degli enti locali perfino rassegne cinematografiche sul tema della pace, cogliendo un grosso successo di pubblico anche per il modo diretto ma al tempo stesso profondo di fruizione del messaggio così veicolato. Tuttavia l’attività di maggio rilievo per la promozione della cultura della pace da parte degli enti locali resta l’azione politica: è con l’adozione di delibere e mozioni che riguardano direttamente o indirettamente i temi della pace, nonché di interventi rispetto alle scelte politiche compiute a livello nazionale, che gli Enti possono far sentire la voce delle comunità che rappresentano. Inoltre la scelta di alcuni Enti locali di dotarsi di uno specifico Assessorato dimostra la loro sensibilità politica all’argomento. Negli ultimi anni tuttavia, l’andamento tendenzialmente calante dei fondi cui sono da tempo sottoposti gli Enti locali rappresenta un rischio concreto per la realizzazione e la continuità di attività volte alla promozione di una cultura di pace. Riteniamo che l’efficacia dell’azione politica non sia misurabile solo in termini finanziari, ma la possibilità di realizzare azioni e progetti si misura anche attraverso la disponibilità dei mezzi per la loro realizzazione. I novembre-dicembre 2012

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le Province


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Upi Editoria e Servizi al servizio di chi dà servizi UPI EDITORIA E SERVIZI nasce l’8 maggio 1984 come casa editrice dell’Unione delle Province d’Italia per offrire alle Province in particolare, ma anche a Comuni e Regioni, uno strumento di studio ed approfondimento delle tematiche di interesse degli Enti locali. All’Upi Editoria e Servizi è quindi affidata la produzione libraria di atti, convegni, dell’Unione delle Province d’Italia e affidata in gestione la rivista “Le Province” organo ufficiale dell’Unione delle Province, a cui, già da qualche anno, si è affiancato “Il notiziario Upi”. La società ha pubblicato inoltre in collaborazione con alcune Province e soggetti diversi libri su tematiche specifiche, dal piano delle acque, ai beni culturali ed a quelli riguardanti i temi istituzionali. Nel suo statuto, oltre all’attività editoriale nella forma più ampia l’Upi Editoria ha previsto la possibilità di attivare servizi di: • formazione, qualificazione, riqualificazione, aggiornamento, addestramento professionale, con particolare riguardo alle categorie dei lavoratori dipendenti degli Enti locali e giovani in cerca di prima occupazione; • l’organizzazione di corsi, seminari, convegni; • la gestione diretta di sistemi informativi ed informatici; • la promozione, il coordinamento, l’organizzazione ed attuazione di studi e ricerche aventi attinenza con le attività sindacali, economiche, culturali, e comunque afferenti il mondo del lavoro.

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Le Pubblicazioni “Le Province” è l’organo di stampa ufficiale dell’Unione delle Province ed ha una cadenza bimestrale. All’interno della rivista si possono trovare informazioni utili alla vita degli amministratori provinciali oltre che le attività fatte dagli stessi. Inoltre viene riservato grande spazio al dibattito politico sui grandi temi che ruotano attorno alla legislazione delle autonomie locali. Il Notiziario è la newsletter cartacea dell’Unione delle Province ed ha una cadenza mensile. Nelle 12 pagine vengono affrontati i temi caldi del mese offrendo spazio alle posizioni delle amministrazioni provinciali. Le pubblicazioni sono consultabili on line sul sito www.upieditoria.it La Rassegna LUISS – Rassegna sull’attuazione della riforma delle autonomie è una guida con cadenza quadrimestrale, a cura del Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche “Vittorio Bachelet” della LUISS Guido Carli, per rendere leggibili i principali provvedimenti legislativi che interessano le amministrazioni provinciali.

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