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Rivista mensile LUGLIO 2010 - N. 8 - Anno XXXIV - Sped. in abb. post. Art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Filiale di Padova - ISSN 1127 - 0667

FAMIGLIA FELICE 2010

Scout d’Europa


Scout d’Europa

SOMMARIO

FAMIGLIA FELICE

R I V I S TA M E N S I L E Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici Federazione dello Scautismo Europeo Anno XXXIV - N. 8 LUGLIO 2010

pag. 3

100 anni di guidismo

pag. 9

Pronti, partenza ... SI VOLA!

pag. 11

Famiglia Felice Per Coccinelle e Lupetti

Un cielo azzuro, una lode al Creatore

pag. 13

Direttore Responsabile: Giuseppe Losurdo

pag. 16

Coleotteri: la sfilata dei colori Dal Mughetto in poi ... Specialità per tutte noi!

Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Anicia, 10 - 00153 Roma

Sito Internet: www.fse.it e-mail: ffcoccinelle@fse.it e fflupetti@fse.it

Commissari Nazionali: Keti Vitillo (Branca Coccinelle) Fabrizio Cuozzo (Branca Lupetti) Redazione a cura di: Daniela Barbaro e Emanuele Martinez In Redazione: Daniela Barbaro, Keti Vitillo, Angela Turchiano, Lucia Paglione, Fabrizio Cuozzo, Manfredo De Santis Emanuele Martinez, Giuseppe Losurdo, Luca Allulli, Federico Ferrari, Claudio Cavaterra, Francesco Pinto Federico Vittori, Massimo Pannuti, Stefano Longhi. Disegni, Grafica e Impaginazione: Stefano Longhi Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 17404 del 29.9.1978 Spedizione in a.p. art.2 comma 20/c legge 662/96 Filiale di Padova Hanno collaborato a questo numero: Sabrina Ferrazzin,Enza Borgia, Francesca Vona, Claudia Panattoni, Alice Zanchettin, Melissa Gammeri, Beatrice Borsato, Andrea Macco , don Franco Pedemonte Rivista associata all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa: T. ZARAMELLA - REALGRAF snc Selvazzano (PD) - tel. 049.8713740

Finito di stampare nel mese di GIUGNO 2010

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pag. 18

Un salto nello stagno !

pag. 19

La storia dell'Arcobaleno

pag. 20

Ehi... c'è qualcunoooo ?

pag. 23 150° dell'Unità d'Italia

pag. 27 pag. 28 pag. 30 pag. 33

Attorno alla Rupe Le abitudini del Lupetto Intervista a Baloo Il taccuino perduto

pag. 35

8 Consigli per diventare un ottimo fotografo La camera oscura

pag. 39 pag. 40

Le Vacanze di Branco: lo zaino

pag. 41

Il lupetto pitagorico

pag. 43

La posta di Chil

Manoscritti e foto, anche se pubblicati, non si restituiscono, salvo accordo con la Direzione

RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE VIETATA TUTTI I DIRITTI RISERVATI


100 anni di guidismo Ciao Coccinelle!

Adesso tocca a voi fare le domande!

QUANDO NASCONO LE Vi ricordate che nel 2007 abbiamo GUIDE? festeggiato il centenario dello ScauE LE COCCINELLE? tismo?! Cento anni dal primo campo AVEVANO LO ZUCCHETTO? scout sull’isola di Brownsea, dove FACEVANO LA PROMESSA? una ventina di ragazzi sperimentarono QUAL ERA LA PREGHIERA DELassieme a Baden Powell le tecniche LA COCCINELLA? dello Scoutismo all’aria aperta. CON QUALE UNIFORME SI VESTIVANO? Invece, nel 2010 cominciamo a festeggiare il centenario del Guidismo, ovvero 100 anni dalla nascita dei primi gruppi di ragazze organizzate seguendo il metodo di B.P. Quando Baden Powell venne a sapere che esistevano delle ragazze interessate allo Scautismo, chiamate appunto Girls Scouts, decise di accoglierle nel movimento scout e le affidò prima alla sorella Agnes e poi alla moglie Olave.

Calma, calma Coccinelle, abbiamo tempo per scoprire tutte queste informazioni…

Pensate che nel 1918 venne persino pubblicato un libro dedicato allo scautismo delle ragazze intitolato “Girl Guiding”, una sorta di “Scautismo per ragazzi”. 3


Tutto iniziò a Roma nel lontano1943 quando otto giovani donne pronunciarono la loro DISTINTIVO DI LEGNO DELL'ASSOCIAZIONE Promessa di Guide nelle catacombe di Priscilla. Questa Promessa è stato il primo atto di nascita dell’Associazione Guide Italiane (A.G.I.). Circa due anni dopo si organizzarono i primi Cerchi di Coccinelle a Roma, a Firenze, a Milano e a Genova. Il nome coccinelle fu suggerito da padre Ruggi d’Aragona che, insieme a Giuliana di Carpegna, fu il fondatore dell’A.G.I. L’idea venne a Padre Ruggi quando lesse che in America questi insetti avevano salvato aranceti e limoneti distruggendone i parassiti. Quindi, erano insetti utili! Inoltre, in molti paesi la coccinella era considerata un portafortuna e portatrice di gioia. Il nome Coccinella fu accolto con entusiasmo da tutte le Capo ed ebbe un grande successo in Italia e all’estero. La coccinella dai sette punti neri è la più comune nelle nostre regioni. I setti punti neri sulle elitre, che servono all’insetto per proteggere

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le sue ali, simboleggiano i sette punti della Legge della Coccinella. Venne adottato subito lo zucchetto rosso con i sette punti neri, disegnato dallo stesso padre Ruggi. Le Capo definirono la Promessa, la Legge con i suoi sette articoli e il motto “Eccomi”, che ricorda a tutti noi la risposta di Maria all’Angelo Gabriele. Che bella storia, vero!?!

Lo sapete che, facendo delle ricerche qua e là per scoprire le nostre origini, abbiamo incontrato una Coccinella dell’A.G.I. che è stata Commissaria Generale Guide della nostra Associazione dal 1991 al 1994? Oggi è cresciuta ed è una donna di 53 anni; il suo nome è Francesca e ci ha scritto una lettera bellissima! Eccola qui...


Care Coccinelle, sono Francesca e sono stata una Coccinella come voi tanti anni fa, e più precisamente dal 1964 al 1967. Grazie al Centenario del guidismo ho avuto l’occasione di ripensare un pò a qauando ero una bambina della vostra età, o meglio quando ero una Coccinella. Mi ricordo che il primo anno da COCCI facevo parte della sestiglia ROSSA di un Cerchio composto da una ventina di bambine divise in tre sestiglie. Per me era tutto nuovo: l’uniforme, la Legge, le sestiglie, la lanterna, la grande quercia… Pensate che la TANA era una casa disabitata nel centro di Treviso, senza luce né riscaldamento, che era stata lasciata agli scout per fare le loro attività. C’era un bellissimo giardino interno con un bel prato verde e tante piante cosicché non sembrava proprio di essere nel centro di una città. Durante l’inverno quando il buio arrivava presto si faceva attività a lume di candela perché non c’era l’elettricità. Mi ricordo con GIOIA di quando alla riunione del sabato pomeriggio partecipava anche l’Assistente Spirituale raccontando la storia de “Il piccolo principe”: ogni volta un pezzettino per far riflettere le Coccinelle sull’amicizia, sull’essenzialità e la semplicità, aspetti importanti della vita di Cerchio. Pian piano, anche con l’aiuto della mia capo sestiglia, sono riuscita ad imparare la LEGGE che era la stessa che recitate ancora voi oggi. Ma non è stato sempre così!

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Infatti quando si sono formati i primi Cerchi tra il 1945 e il 1956, la Legge era composta da sette punti diversi dai nostri. Quali? Cosa dicevano? Sono sicura che già la vostra capo cerchio ha già risposto alle vostre domande da curiosone, ma se volete saperne di più…continuate a leggere… Intanto vi saluto e vi lascio un po’ di foto delle prime Coccinelle di Treviso. Buon Volo! Francesca

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Care Coccinelle curiose, state continuando a leggere perché la storia delle vostre origini è bellissima e avvincente, vero? E poi, avete visto che belle foto??? Cercando qua e là ho conosciuto tante persone che mi hanno parlato delle origini della Branca Coccinelle e sono riuscita a trovare, come sicuramente avete fatto anche voi, i sette punti della Legge che recitavano le prime Coccinelle dell’A.G.I. Proviamo a rivederli insieme decifrando le parole nascoste: • La coccinella è sempre • La coccinella è sempre • La coccinella è sempre • La coccinella

• La coccinella

A N

B

O

C

P

D

Q

E

R

F

G

S

T

H

U

I

L

V

M

Z

•Siccome, però, io sono ancora più curiosa di voi…ho continuato le mie ricerche e ho incontrato un’altra coccinella dell’A.G.I. : Giovanna Bramini, del gruppo Fano 1° nelle Marche, e ho deciso di chiederle come si vestivano le Coccinelle come lei. Giovanna mi ha raccontato a lungo della sua vita da Coccinella: le Sestiglie, la tana, le riunioni di Cerchio e l’uniforme. Mi ha raccontato di quando indossò per la prima volta la sua uniforme e della grande gioia che provò quando mise lo zucchetto sulla testa…

i suoi occhi sono ancora pieni di quella GIOIA!!!

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Guardando le foto, mi hanno incuriosito molto le uniformi delle Coccinelle, perchè erano un po' diverse dalle nostre. I primi Cerchi , che si formarono dopo la seconda guerra mondiale, non avevano molte possibilità economiche, quindi pensarono ad un abbigliamento facile da procurarsi, come una gonna blu a pieghe con le bretelle, (gonna che si poteva indossare anche i giorni feriali) e una camicetta celeste. Più tardi si adottò anche il maglioncino blu con il collo a V, calzettoni blu e cravattino al posto del nostro fazzolettone. Questo cravattino era fatto di stoffa o di fettuccia e si legava al collo con l'elastico; era confezionato con stoffa o fettuccia dei colori del Gruppo di appartenenza. Sul capo l’immancabile zucchetto rosso! L’uniforme era dotata di distintivi che venivano pazientemente ricamati dalla Capo Cerchio: sulla tasca sinistra della camicia era cucita la coccinella, segno della Promessa, mentre il segno del brevetto di specialità consisteva in un triangolino di stoffa, di colore diverso per ogni Gruppo, che la Coccinella portava orgogliosamente sulla manica destra della camicetta; sulla sinistra invece, venivano cuciti il mughetto e la genziana, di forma rotonda e ricamati su sfondo celeste. Poi si aggiunsero i distintivi della Sestiglia e il segno per identificare Capo e Vice Capo Sestiglia. Quante informazioni stiamo raccogliendo sulle nostre origini grazie a queste Coccinelle dell’A.G.I. ..ma io lo so che ancora siete curiose, quindi vi do appuntamento al prossimo numero!!!

Il nostro fondatore diceva:

ANCORA CURIOSITA’…

L’uniforme scout fu ideata da Baden-Powell sul modello della divisa usata dalla Polizia Sudafricana e consisteva in una camicia, pantaloni a gamba corta, calzettoni, un foulard al collo, un cappello boero a falda larga e scarpe pesanti.

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« L'uniforme significa che appartenete ormai ad una grande fratellanza, che si estende a tutto il mondo. […...........]

Spero che tutti voi ragazzi vi ricorderete di questo e giocherete secondo le regole del gioco, portando correttamente la vostra uniforme».


PRON

T I , PA R T E N Z A . . . . S I V O L A!!! Mi raccomando:

C ara Coccinella, final-

mente è giunta l’estate e il VOLO ESTIVO è alle porte! Sarà un’avventura meravigliosa da vivere insieme a tutto il Cerchio! Sei pronta per partire? Immagino che sarai un po’ emozionata, e poi, quanti preparativi! Primo tra tutti lo zaino! Ma come si fa uno zaino? Come si fa a farci stare tutto dentro? Ecco qui alcune indicazioni pratiche e semplici!!

Innanzitutto non devi chiedere alla mamma di prepararti lo zaino, ma prepararlo insieme a lei, così quando ti serviranno delle cose saprai subito dove trovarle! Ricorda poi che la Coccinella è SEMPRE ORDINATA, quindi anche al Volo Estivo dovrai impegnarti per tenere ogni cosa al suo posto!

non dimenticare di portare con te il Vangelo e il tuo Quaderno di Bosco!

ED ORA PREPARA LO ZAINO!!!! Ecco dei suggerimenti su come puoi dividere il materiale da portare al Volo Estivo!!!

Fai una lista delle cose che ti servono, o magari chiedi alla tua Capo di consegnartene una. Tira fuori tutto il necessario e disponilo bene sul tuo lettino. Poi dividi il materiale in diversi sacchetti di stoffa: potrebbero essere di colore diverso, o potresti metterci una sigla per riconoscerli!!

Hai preso tutto? Controlla più volte la tua lista ma soprattutto

scopri cosa non deve mancare nel tuo zaino!

(GIRA LA PAGINA)

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Risolvi il cruciverba: una parola misteriosa comparirà nella colonna rossa!!!

1. E’ formato da 24 ore 2. Terra in mezzo al mare 3. Animale che va ghiotto per il miele 4. Serve per travasare un liquido in un recipiente 5. Lo è la Grande Quercia

BUON VOLO COCC INELL A!

A questo punto non posso che augurarti:

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1 2 3 4 5


UN CIELO AZZURRO, UNA LODE AL CREATORE

A

vete mai visto un cielo azzurro, ma così azzurro che non smettereste mai di guardarlo? Ebbene, sapete, care Coccinelle, che l'azzurro del cielo è un modo per il nostro Padre celeste di regalarci la felicità, in questo meraviglioso mondo che è il nostro? E’ davvero così! Quando ammiriamo un bel cielo azzurro, dobbiamo veramente sentirci felici. Lo stesso accadde, molto tempo fa, in un paese, dove il cielo era sempre d'un azzurro puro: lì viveva un ragazzo, che amava l'azzurro del cielo, perché questo lo rendeva felice. Si chiamava Francesco. Non è un bel nome? Questo giovane ragazzo, nato in Italia, in un paese pieno di sole, era come tutti i ragazzi, pieno di vita e desiderava sempre giocare. Suo padre era un ricco commerciante e così Francesco aveva tutto quello che desiderava. Era sempre ben vestito e per questo, i suoi compagni di gioco, lo guardavano con invidia e dicevano di lui: "Sembra un principe". Questo rendeva molto orgoglioso suo padre, ma rattristava sua madre. Lei sapeva bene che un bambino che possedeva tutto

ciò che desiderava, sarebbe potuto diventare egoista. E, sapete care Coccinelle, l'egoismo non è mai piaciuto al nostro amico Gesù…. Francesco continuava la sua piccola vita gioconda, fino a quando un giorno si ammalò. La sua buona madre vegliava su di lui con te-

nerezza, pregando intensamente il nostro Padre celeste e le sue preghiere, piene di amore, attirarono gli Angeli, che vegliarono sul piccolo Francesco e lo aiutarono a guarire, togliendo il male dal suo corpicino e lasciandovi solo amore, purezza e dolcezza. (….... CONTINUA)

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Care Coccinelle è giunta l’ora di giocare!!! Colorate con il pennarello marrone tutti i pezzetti con il puntino, e scopriamo insieme cosa si nasconde...

Coccinelle, cosa è uscito ? Un _ _ _ Il _ _ _ era utilizzato da San Francesco per la sua somiglianza con la Croce e diventò per lui un simbolo molto caro. Vi è capitato qualche volta di vedere l'immagine di San Francesco, con il saio e le braccia aperte? Questa immagine ha lo stesso aspetto del _ _ _ e ci ricorda l’amore di Gesù che è morto in Croce per tutti noi.. 12


COLEOTTERI: LA SFILATA DEI COLORI

C

ara Coccinella, sta arrivando la calda estate e tanti minuscoli animaletti torneranno a volare negli orti, nei giardini, nelle strade e nelle nostre case. Gli insetti hanno infatti bisogno di un clima caldo per muoversi, per questo durante i mesi invernali non li vediamo quasi mai. Ma che ne dici di conoscere meglio alcuni di questi piccolissimi volatili dell’ aria? Tra le numerose specie di insetti scopriremo assieme qualcosa sui coleotteri, e per essere più precise sulla grande famiglia dei Coccinellidi, rappresentata da tutte le coccinelle dai più vivaci e diversi colori.

CONOSCIAMOLI MEGLIO La coccinella dai sette punti è il coleottero più comune nelle nostre regioni d’Italia, essa ha delle caratteristiche comuni… …a tutti gli insetti: …e agli altri coleotteri: ANTENNE CAPO

CAPO QUASI DEL TUTTO NASCOSTO

TORACE ADDOME SEI ZAMPE

ELITRE RESISTENTI ALI MEMBRANOSE

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Tutti i coleotteri hanno un paio di ali esterne, le elitre, che formano una specie di scudo, utile a ricoprire e proteggere l’addome e le ali usate per volare. Durante l’inverno le coccinelle si nascondono nelle cortecce degli alberi, sotto le foglie, o tra la legna, in primavera lasciano il rifugio per deporre le uova, piccolissimi granelli gialli. Da queste escono le larve, che si nutrono dei pidocchi delle piante finché, liberandosi della pelle, si trasformano in pupe. Solo in piena estate diventano insetti adulti e iniziano a volare. Questi cambiamenti durano circa un mese e si chiamano metamorfosi.

DOVE SI TROVANO

Tra tutti gli insetti che rappresentano la maggioranza delle specie animali, i coleotteri sono i più numerosi, pensa che in Italia sono presenti circa 10.000 specie diverse! Essi sono abbondantemente diffusi in ogni parte del mondo, ad eccezione delle calotte polari.

CURIOSITÁ

PERCHÉ la corazza dei coleotteri è così resistente ? I coleotteri sono dotati di una struttura esterna (esoscheletro) talmente robusta che nel caso delle specie più grosse è in grado di sostenere un carico di 3kg, 200 volte il peso del loro corpo!!!

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C OME E C O S A FA R E Ed ora Coccinella è tempo di mettersi all’opera: apri i tuoi attenti occhi da osservatrice e cerca attorno a te se ci sono dei coleotteri. Quando ne hai trovato uno guarda con attenzione la fantasia delle sue elitre, poi cerca di riportare il disegno su un foglio di carta colorandolo correttamente. Quando avrai osservato diversi coleotteri potrai creare un piccolo album o dei quadri per abbellire la tua stanza!

LA COCCINELLA CONOSCE ED AMA GLI ANIMALI E LE PIANTE Le coccinelle sono utili all’uomo perché non danneggiano la pianta sulla quale sono ospitate e sono abili cacciatrici di afidi, che infestano alcune piante come la rosa o gli alberi da frutto. Anche per questo è importante non spostare mai le coccinelle dalle piante in cui si trovano, il loro aiuto è davvero prezioso!!

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“DAL MUGHETTO IN POI… SPECIALITA’ PER TUTTE NOI!!!”

C

arissime Coccinelle, come tutte voi sapete, la Coccinella conosce e ama animali e piante! E allora che ne dite di mettere in pratica questo importante punto della Legge con la specialità di

ECOLOGISTA?! Sicuramente conoscete tutte le principali norme di comportamento negli ambienti, come:

CARTA VETRO PLASTICA

- Pulire il posto dove abbiamo mangiato in uscita - Non staccare fiori, foglie e corteccia dagli alberi, soprattutto se sono protetti - Non versare detersivi nell’acqua corrente - Gettare i rifiuti negli appositi contenitori per la RACCOLTA DIFFERENZIATA!!!

RICICLARE i nostri rifiuti è importantissimo, perché permette di riutilizzare quello che ogni giorno buttiamo nell’immondizia!! In questo modo l’ambiente sarà più pulito e meno inquinato! Il riciclaggio permette di utilizzare lo stesso materiale più volte, per ottenere prodotti diversi, con la finalità di diminuire la quantità di materia prima necessaria per la produzione. Pensate che il 90% dei nostri rifiuti può essere riciclato!

Di sicuro tra i vostri rifiuti ci sarà tantissima carta: vi siete mai chieste cosa succede a tutta quella che buttiamo???

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METALLO

IL CICLO DELLA CARTA:

Carta, cartone e cartoncino provenienti dalla raccolta differenziata costituiscono la carta da macero. Nelle “piattaforme di selezione”, si eliminano tutti i materiali che sono finiti insieme alla carta ( spillette, plastica…) Il materiale rimasto viene pressato in grandi balle che vengono affidate alle cartiere. In cartiera i maceri vengono gettati in una vasca piena d’acqua dove vengono completamente


“spappolati”. A questo punto i maceri saranno diventati una specie di impasto acquoso che verrà lavorato, asciugato e tagliato per produrre nuova carta, cartone e cartoncino!!!

Non è fantastico? Pensate a quanti alberi salverete la vita gettando nei giusti contenitori i vostri scarti di carta! Care Coccinelle ecologiste, anche B.P ci ricorda:

“Lasciate il mondo migliore di come l’avete trovato!” (B.P.)

Ed ora un piccolo gioco!

Trova nel riquadro viola tutte le parole riportate nello specchietto a destra. Riporta sotto le lettere rimaste e leggi ... ITUIFIRVETRIVIAIZILUPS AT L O C C A R VA C C I A I O A LA AT RAC FO G LI OAC O C C I N C AA L B E R O O N I T S E C V I TA C TIRECAMACITSALPGASO AICCETROCUSECCHIORA soluzione: ( 4, 2, 6) ………………………. ……………… ……………………………………..

Secchio Maceri Gas Corteccia rifiuti Vetri Foglio Albero Carta Pulizia Raccolta Acciaio Sacco Cocci Cestino Plastica Vita 17


Un salto . . . nello stagno

Cara coccinella, hai mai visto una rana da vicino?

Se vuoi vederla, segui bene le mie indicazioni e con un pizzico della tua fantasia …

ecco qua la magia!

!!!

COSA vi OCCORRE? • cucchiai di plastica usa e getta • carta velina e crespa • carta morbida da cucina, tipo scottex • bastoncini di ovatta semplici e da neonato • pennarello, tempera, pennello • forbici • colla vinilica

CHE DEVI FARE? Corpo ranocchia 1) Spalma la colla all’esterno di un cucchiaio, sulla parte tondeggiante all’infuori, e poggiaci sopra la carta morbida ben pressata, come a creare un rigonfiamento. 2) Rivesti di carta crespa o velina verde. Incolla all’interno del cucchiaio, nella parte concava, i pezzi di carta che fuoriescono 3) Elimina il manico a un altro cucchiaio. Rivestilo di carta come il precedente. 4) Realizza gli occhi con il cartoncino bianco e colora la pupilla. Poi incollali. Zampe ranocchia 1) Taglia le estremità a un cotton fioc da adulti e uniscile con la colla a quello da bambini. 2) Posiziona il cucchiaio senza manico su quello intero in modo da ottenere una forma ovale regolare. 3) Inserisci tra i due elementi 4 zampe e incolla

…e adesso la fantasia è fondamentale : perché tanti animali puoi realizzare! 18


L

A ’ l r l c e o d b aleno a i r o t s a

Una volta, tanti anni fa, tutti i colori del mondo cominciarono a litigare; ognuno sosteneva di essere il migliore, il più importante, il più utile, il più bello, il preferito dai bambini. Il verde disse: “E’ chiaro che il più importante sono io! Sono il simbolo della vita e della speranza. Sono il colore dell’erba, degli alberi, delle foglie...”. Il blu lo interruppe: “Tu stai guardando solo la terra ma pensa al mare e al cielo. Io sono il colore delle cose più belle e più grandi”. Il giallo rise sotto i baffi: “Siete tutti così seri! Io porto il sorriso, l’allegria e il caldo nel mondo. Io sono il colore del sole, della luna e delle stelle!”. L’arancio alzò la voce e disse: “Io sono il colore della salute e della forza. Trasporto tutte le vitamine più importanti alla vita: pensate alle carote o alle zucche!”. Il rosso non potè sopportare più a lungo questi discorsi: “Io sono il sovrano di tutti voi. Io sono il colore del sangue e il sangue è vita! Sono il colore della passione e dell’amore, il colore della rosa rossa, della stella di natale e del papavero!”. Anche il viola si alzò in tutta la sua altezza. Era imponente e parlò con grande enfasi: “Io sono il colore della sovranità e del potere. Re, capi e vescovi hanno sempre scelto me perché

io sono il segno dell’autorità e della saggezza . Tutti mi ascoltano e tutti mi ubbidiscono!”. L’indaco parlò più pacatamente di tutti gli altri, ma con la stessa determinazione: “Pensate a me. Sono il colore del silenzio. Io rappresento il pensiero e la riflessione, la luce del crepuscolo e delle acque profonde”. E così i colori continuarono con le loro vanterie, quando ad un tratto un tuono potente li fece sussultare. Dopo un po’ una pioggia torrenziale cominciò a scrosciare. I colori si acquattarono tutti, presi da una gran paura, e si raccolsero uno vicino all’altro per farsi forza e coraggio. Allora parlò la pioggia: “ Voi colori siete sciocchi: vi azzuffate cercando di dominarvi! Non sapete che è Dio ad avervi creato? Ognuno con il suo compito unico, diverso, insostituibile. Egli vi ama tutti, vi vuole tutti. Prendetevi per mano e venite con me! Egli vi stenderà tutt’intorno nel cielo in un meraviglioso arco di colori allegri”. Da quel giorno, ogni volta che piove, Dio mette un arcobaleno lassù in alto...così quando lo guardiamo ricordiamo che Egli vuole che facciamo la PACE!!!

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EEh Eh

a l c u u a u n q l q c o u o è è n q u ’ o ’ è a ’ o c l c c c o , u , ,hi i i noooo? noooo? ? u . . . unoooo . . . ? o? c l a

Che gran movimento… è arrivata la primavera e la boscaglia si ripopola di nuovi e vecchi abitanti! Il grillo Tommaso è pronto a cominciare le prove con i suoi fratelli per il grande concerto dell’estate.

La lumaca Priscilla è già partita per le

vacanze (beh, con la sua velocità arriverà e dovrà ritornare perché sarà già tempo di andare a scuola!!!).

La famigliola delle formiche, riposata dopo il lungo inverno, stiracchia le zampette e si allena per tornare a lavoro.

Il gufo Torquato,

saggio come sempre, osserva tutto e tutti e offre, a chi li chiede, i suoi giudiziosi consigli.

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Il leprottino Casimiro saltella qua e là senza una vera ragione… è felice perché circondato dai suoi compagni!

EHI, DOVE SONO LE COCCINELLE . . . . ??? Non preoccupatevi… eccole, non potevano mancare! Anzi, come sempre, sono quelle che si danno un gran da fare! Si sono messe in testa che, quest’anno, dovranno specializzarsi in qualche cosa… secondo le attitudini e le capacità di ciascuna. Ecco allora coccinella Paola: siccome le piace stare in casa, prepara tutto il giorno dolci e prelibatezze per tutti gli abitanti del prato.


Coccinella Daniela è un meraviglioso archi-

tetto, . . .

in giro a cercare le più belle notizie da dare a voi che ci leggete e che, poi,

coccinella Cristina col suo tecnologico “coccicomputer” scrive ed impagina per il giornale che leggete!

. . . e costruisce le tane più belle di tutto il bosco. Poi c’è coccinella

E adesso, scusate, vorremmo sapere noi

Angela, che ultima-

mente è un po’ indaffarata perché sta per… sposarsi con il calabrone Michele! Insomma, ognuna ha il suo compito e il suo posto, anche perché c’è coccinella Keti che deve fare in modo che tutte compiano il loro dovere e credo proprio che qualche volta sia preoccupata… Ops, non ho detto chi sono io! Io sono coccinella Lucia, la giornalista del bosco, praticamente quella che va

CHI SIETE VOI!?!?!?!?! Le mie fonti (i soliti ben informati) parlano di centinaia di Coccinelle da tutta Italia, tantissime di più di quelle del nostro bosco. Ma quanti boschi ci sono?!?!? Mi gira la testa… E dove vi nascondete??? Voi sapete tutto di noi perché ci leggete su queste pagine, ma siccome anche noi vogliamo conoscervi, sorelline… che ne dite di farci avere vostre notizie? Ci sarà fra di voi qualcuna che avrà la specialità di giornalista e potrà

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scriverci qualche articolo su una bella attività vissuta? Ci sarà pure qualche coccinella che sarà un’abilissima fotografa e che potrebbe inviare delle belle

immagini

delle vostre faccette sorridenti !!! E, perché no, non vi potrebbe aiutare nella spedizione qualche coccinella “informatica” con il suo amico computer ???

INSOMMA, COME DICE IL TITOLO DEL MIO ARTICOLO… C’E’ QUALCUNO AL DI LA’ DI QUESTE PAGINE ????? Dateci notizie da inserire nel nostro, e vostro, giornalino. Potete scrivere una bella mail a:

Fate attenzione!!!

ffcoccinelle@fse.it

allegando i vostri disegni e le vostre foto, per farvi conoscere da tutte le altre coccinelle d’Italia !

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I disegni vanno tratteggiati bene sulla pagina e poi scansionati. Le foto vanno inviate solo a 300 dpi, ed è necessario specificare: - il nome della Coccinella fotografa - il Cerchio ed il Gruppo al quale appartiene - la città - l’occasione in cui ha scattato la sua opera d’arte! Buon lavoro, care le mie colleghe!!!


1861-2011: i 150 ANNI dell’UNITA’ D’ITALIA Ancora pochi mesi e saremo nel 2011. Un anno particolare per il nostro Paese, infatti si celebreranno i 150 anni dell’Unità d’Italia. Era il 17 marzo 1861 quando il Parlamento italiano proclama la nascita del Regno Italiano con Vittorio Emanuele II quale primo re d'Italia. Un importante momento storico al quale presero parte tantissime persone, di ogni regione d’Italia, e non solo re, imperatori, condottieri o soldati, ma anche uomini e donne di ogni professione e ceto sociale. Tra questi c’erano anche molti giovani della vostra età. Questi nostri antenati erano animati da uno scopo, quello di poter partecipare alla vita politica e quindi decidere, attraverso i rappresentanti che eleggevano al Parlamento, cosa era meglio per migliorare il lavoro, lo studio, o l’economia . Prima di divenire un’unica nazione l’Italia era divisa in tanti stati, più o meno grandi e governati da re, granduchi e papi.

Con questo numero di Famiglia Felice inizia un viaggio alla scoperta delle radici del nostro paese: l’Italia. I personaggi che più diedero una spinta a questa unificazione, e che conosciamo quasi tutti, sono Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele II° e Camillo Benso conte di Cavour. Erano differenti l’uno dall’altro, sia fisicamente sia per le proprie qualità però, tutti avevano a cuore che l’Italia potesse divenire una sola nazione.

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Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini nacque a Genova nel 1805 da Giacomo, medico e professore di anatomia e da Maria Drago. Educato in famiglia secondo rigidi principi morali studiò fino al conseguimento della laurea in legge nel 1827.

Nel 1832 a Marsiglia diede vita al movimento della Giovine Italia, e nel 1834 in Svizzera fondò la Giovine Europa, un altro movimento politico che doveva coinvolgere tutta l’Europa. Nel 1837 si trasferì a Londra dove si interessò ai problemi dei lavoratori e nel 1848, rientrato a Roma, prese parte alla Repubblica Romana. In seguito visse in Svizzera, a Londra, a Genova e poi a Pisa dove morì il 10 marzo 1872. Sempre vicino al popolo, ai lavoratori e ai giovani, la sua volontà era quella di realizzare una società dove popoli e nazioni fossero sempre in buoni rapporti tra loro. Per arrivare a questo dava molta importanza all’educazione dei giovani attraverso l’insegnamento che egli stesso praticava come maestro.

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Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza il 4 luglio 1807, da Domenico e Rosa Raimondi. Come il Padre, egli intraprende la carriera di marinaio e nel 1821 inizia a viaggiare lungo le rotte del Mediterraneo orientale e del Mar Nero.

Nel 1835 si imbarcò per l’America Latina dove prese parte a diversi movimenti rivoluzionari a favore delle popolazioni locali. Nel 1847, attento a quanto stava accadendo in Italia, partì per Nizza. Prese parte a tutte le fasi militari del Risorgimento comandando i suoi famosi garibaldini, che si distinguevano per il famoso camiciotto rosso. Ma Garibaldi non era solo un condottiero e un Generale, egli amava la natura e gli animali. Nella fattoria che lui stesso si costruì, con l’aiuto di alcuni amici, sull’isola di Caprera in Sardegna, coltivava personalmente la terra e badava agli animali. Nel 1871 sarà uno degli ispiratori per la fondazione della Società per la protezione degli animali con sede prima a Torino e subito dopo in tutte le maggiori città d’Italia. Sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno o era in pericolo, Garibaldi, quando era ancora un giovane marinaio, salvò dalle acque un ragazzo che, caduto in mare, stava annegando. Durante tutta la sua vita l’Eroe dei Due mondi attirò su di se l’attenzione di scrittori e giornalisti di tutto il mondo, in Italia poi, non esiste città o paese che non abbia un monumento, una lapide, una piazza o una via a lui dedicata. Giuseppe Garibaldi muore a Caprera il 2 giugno 1882.


Camillo Benso conte di Cavour

Discendente da un’antica famiglia nobile del Piemonte, Camillo Benso di Cavour nacque a Torino nel 1810. Frequentò i corsi della Regia Accademia Militare di Torino fino a divenire un ufficiale del Genio, ma già nel 1831 lasciò l’esercito per iniziare una lunga serie di viaggi e soggiorni in Europa, soprattutto in Francia ed Inghilterra. Nel 1847 fondò il giornale Il Risorgimento.

Vittorio Emanuele II Il nome per intero era Vittorio Emanuele Maria Alberto Eugenio Ferdinando Tommaso di Savoia nacque a Torino il 14 marzo 1820. Primo Re d’Italia, dal 1861 al 1878, coadiuvato dal suo Primo Ministro, Camillo Benso conte di Cavour, portò a compimento il Risorgimento e il processo di unificazione italiana, guadagnandosi Nel 1848 inizia la sua carriera politica nel l’appellativo di “Padre della Patria”. Parlamento del Regno di Sardegna e nel 1851 divenne Ministro dell’Agricoltura, Vittorio Emanuele II morì a Roma il 9 gen- Commercio e Marina per assumere, poi, naio 1878 dove gli venne dedicato il Vit- anche l’incarico di Ministro delle Finanze. toriano, monumento nazionale e simbolo Nominato Presidente del Consiglio dei dell’unità italiana. Successori del primo Re Ministri promosse lo sviluppo economicod’Italia furono Umberto I (1844-1900), Vitto- industriale ampliando la rete ferroviaria e rio Emanuele III (1869 – 1947) appassiona- quella stradale, potenziando il porto di Geto collezionista di monete già da giovanis- nova, sostenendo l’agricoltura, l’industria simo e Umberto II (1904. 1983) ultimo Re tessile e l’industria siderurgica. In qualità d’Italia. Dopo l’abdicazione dell’ultimo Re, di politico, statista e diplomatico Cavour fu l’Italia diviene una Repubblica con a capo uno degli uomini più importanti d’Europa un Presidente, ma la storia dell’unità d’Italia nella metà dell’800, morì a Torino il 6 giugno 1861, solo pochi mesi dopo la proclaproseguirà ancora fino ai nostri giorni. mazione del Regno d’Italia il 17 marzo.

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Se questi sono alcuni uomini che hanno contribuito, ognuno portando le proprie qualità, all’unificazione dell’Italia, altre sono le figure che il nostro Paese ha scelto come Patroni. Parlo di due Santi che in Cerchio e in Branco conosciamo molto bene: sono San Francesco e Santa Caterina. L’Italia ancor prima di essere unita in unico Stato era già una Nazione unita dalla stessa cultura.

Santa Caterina da Siena

Nasce a Siena nel rione Fontebranda. Insieme a Lei nella sua Famiglia vivono altri 23 fratelli e sorelle. Fin da piccola Caterina si dedica ai lavori domestici, all’aiuto in Famiglia, ma soprattutto si dedica alla preghiera. All’età di dodici anni i suoi Genitori, Jacopo e Lapa Benincasa, decidono di farla sposare, ma Caterina si oppone per rispettare il suo proposito di dedicare tutta la sua vita a Dio attraverso la preghiera ed il digiuno. I Genitori la puniscono facendole svolgere numerosissimi servizi in casa, ma questi intensi lavori non distolgono Caterina dai suoi propositi verso Dio. Finiti i lavori di casa inizia a pregare con sempre più intensità. Vista la sua caparbietà i Genitori decidono di non imporre la loro volontà a Caterina, così ella entra nell’Ordine religioso delle Suore Domenicane. Da quel momento le continue preghiere diverranno le armi di Caterina per sconfiggere il peccato. Nel 1939 viene nominata Patrona d’Italia da Papa Pio XII.

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na festa importante, quindi, quella che ci aspetta il prossimo anno ma soprattutto una festa che ci vede coinvolti tutti. Infatti, il movimento Risorgimentale che portò all’unità d’Italia è avvenuto un po’ ovunque: in Piemonte e in Sicilia, in Veneto come in Campania e poi nel Lazio, in Calabria, nelle Marche ma anche in Abruzzo in Liguria e via così, attraverso tutte le regioni d’Italia. i starete chiedendo cosa è rimasto di quella storia, se ci siano ancora tracce sparse nelle nostre città e nei nostri paesi. Fate attenzione ed aguzzate la vista,andando in giro con mamma e papà: potrete scoprire monumenti, targhe, statue dedicate a personaggi che vissero e fatti che accaddero in quel periodo. Ben 150 anni fa. E allora cosa aspettate? Munitevi di macchina fotografica e, di Cerchio o di Branco, con i vostri Vecchi Lupi o le vostre Capo recatevi davanti a queste tracce (fatte di marmo o di bronzo), scattate una foto ed inviatecela in redazione. Arricchiremo così queste pagine e potremo festeggiare anche noi questo grande compleanno.

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O N R O T T A A RUPE L L A Dopo che Mowgli venne accolto nel Branco del Popolo Libero, Baloo si prese cura del Cucciolo d’uomo e gli insegnò la Legge della Giungla, le Parole Maestre e tante altre buone abitudini.

Infatti Mowgli, oltre a sapere come ci si

rivolge a tutti gli animali che si incontrano lungo i sentieri di caccia, sapeva parlare a Mang il pipistrello, quando lo incontrava sulle cime degli alberi, sapeva avvisare i serpenti d’acqua prima di nuotare in mezzo A loro negli stagni, oppure sapeva parlare con gentilezza alle api selvatiche, quando si imbatteva in qualche alveare tra i rami degli alberi. Mowgli sapeva arrampicarsi quasi altrettanto bene quanto sapeva nuotare, e nuotava quasi altrettanto bene come correva. Quando Mowgli si sentiva sporco e accaldato si tuffava negli stagni per rinfrescarsi, mentre se aveva fame, si arrampicava sugli alberi per prendere il miele dai favi delle api.

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Queste erano le buone abitudini che Mowgli aveva imparato da Baloo e da Bagheera. Anche noi, durante le vacanze di Branco o a casa con i Genitori, potremo impegnare il nostro tempo libero per imparare qualche buona abitudine, così come faceva Mowgli. Bene! Sarà sicuramente una cosa ben fatta. Dite a Chil quale buona abitudine avete imparato e lui la farà sapere a tutta la Giungla d’Italia.

Buona Caccia a Voi tutti.

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ari Lupetti avete ascoltato le parole di Akela e dei Vecchi Lupi al termine di una riunione di Branco, quando vi dicono: “…ci vediamo in tana domenica alle ore 8 puntuali!!!”. La parola “puntuale” ha un significato che vi invito a leggere sul vocabolario e che, se è abbinata al comportamento di un Lupetto, vuol dire che questo è un Lupetto in gamba. Si dice, per esempio: “è un Lupetto puntuale nel curare il proprio quaderno di caccia”, questo vuol dire che è un Lupetto in gamba perché ha imparato un bella abitudine, che è quella di essere puntuale nel compiere il proprio dovere. oi Lupetti oltre alla puntualità acquisiamo anche altre abitudini che mettiamo in pratica ogni volta che ci capita l’occasione. Per esempio, è una buona abitudine avere l’uniforme sempre in ordine e pulita, oppure avere sempre con se il quaderno di caccia e la penna durante

le riunioni di Branco, oppure salutare i Vecchi Lupi quando si arriva in tana o prima di tornare a casa dopo la riunione. ra pochi giorni inizieranno le vacanze estive, non dovendo andare a scuola avremo più tempo a disposizione per curare i nostri hobbies, i nostri passatempi e anche le nostre abitudini.

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n particolar modo dobbiamo migliorare sempre le nostre buone abitudini, sin dal primo mattino appena alzati.


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i, appena alzati è buona abitudine ringraziare Gesù e la nostra Mamma del Cielo con una preghiera per averci fatto trascorrere una notte serena. ubito dopo la colazione sarà una buona abitudine curare il proprio aspetto lavandosi il viso, i denti, i capelli, ecc. Quando uscirete per andare a fare una passeggiata sarà bene salutare le persone che conoscete, un sorriso non costa nulla e mette di buon umore chi lo riceve. Così facendo avrete fatto un’azione buona. Mentre sarà molto importante non dimenticare di fare la B.A., ovvero la Buona Azione quotidiana. Questa è davvero una buona abitudine che dobbiamo curare continuamente, in ogni momento della nostra giornata, anche durante le vacanze. olte sono le buone abitudini che possiamo imparare a mettere in atto o imparare a riconoscerle nelle persone che vivono intorno a noi. Purtroppo sono presenti intorno a noi. anche le cattive abitudini. Per esempio gettare la carta per terra in strada è una cattiva abitudine che noi Lupi del Popolo Libero non abbiamo, ma che sicuramente hanno “quegli animali con la coda che vivono sugli alberi e che

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noi non nominiamo neanche”. urante le vacanze estive sarà nostra cura migliorare e aumentare le buone abitudini che abbiamo imparato in Branco o che ci sono state insegnate dai nostri Genitori, dai Famigliari, dai Maestri, dagli Amici, ecc. Quindi per noi durante l’estate ci sarà una Buona Caccia …. alla ricerca delle buone abitudini !

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L’Angolo di Baloo

1^ puntata: Andrea, Giuseppe e Giuliano, tre Capi Sestiglia, incontrano il Baloo del loro Branco per un’intervista. Andrea: Baloo, oggi con la maestra siamo andati a visitare una antica chiesa medievale… era tanto grande. Ma è molto diversa dalle nostre. Come mai? Baloo: Ogni chiesa ha il suo stile, proprio come le case e le abitazioni. A seconda delle epoche sono state realizzate in maniera diversa. Un tempo le capanne, poi le case di fango, poi i mattoni di terracotta, poi i castelli di pietra, e così via. Oggi abbiamo i grattacieli di cemento armato con le pareti tutte di vetro… Andrea: Tutte le case hanno però degli elementi comuni: un letto per dormire, una cucina per mangiare, un bagno… E’ così anche per le Chiese? A noi sembrano così diverse. Baloo: Sì, è così anche per le Chiese. Ma per rispondere alla vostra domanda devo farvene una io: a cosa servono le Chiese? Perché le costruiamo? Andrea: Per pregare? Giuseppe: Per andare alla Messa! Giuliano: Secondo me per stare tutti insieme la domenica. Andrea: Io ci vado con la nonna anche durante la settimana… Salutiamo il parroco. E anche Gesù. Baloo: Avete detto tutte cose giuste, ma c’è una motivazione che sta alla base di tutte le vostre risposte. Bisogna partire da quel che troviamo in tutte le chiese, antiche o moderne che siano. Innanzitutto la chiesa è un luogo di ritrovo: i fedeli si radunano in uno spazio piuttosto ampio dove ci possono essere panche, sedie o inginocchiatoi. Questo posto si chiama AULA. Giuseppe: Come l’aula di scuola? Baloo: In un certo senso sì. L’aula di scuola è il luogo dove si radunano gli studenti di una classe, l’aula della Chiesa dove si radunano tutti quelli che credono in Gesù. E il segno di questa fede è rappresentato dal CROCIFISSO che certamente avrete notato che non manca mai. Giuliano: É vero, e Akela ci ha fatto vedere una volta che alcune chiese, quelle antiche, hanno anche la forma di una croce. Baloo: Occhi ben aperti vedo che non vi mancano! E allora fate bene attenzione a questi altri luoghi della chiesa che vi indico ora: entrando intingiamo la mano nell’acquasantiera e nelle chiese parrocchiali troviamo pure il FONTE BATTESIMALE. Giuseppe: Quello del nostro Battesimo! Baloo: Proprio così, l’acqua con cui ci bagniamo le dita entrando in chiesa ci ricorda l’acqua del battesimo che ci ha fatto diventare Figli di Dio! Poi guardate un po’: di solito in fondo o ai lati dell’aula troviamo I CONFESSIONALI. Lupetto: Io ho appena fatto la prima confessione! Baloo: Immagino sia stato un bel momento.

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Andrea: Sì, ero tanto contento. Gesù mi ha perdonato! Baloo: Conserva la tua gioia! I Confessionali sono proprio il luogo della chiesa dove incontriamo il perdono di Dio. E poi c’è il luogo forse più evidente: l’ALTARE! Giuseppe: Dove si celebra la Messa! Baloo: E dove in particolare il sacerdote pone il pane e il vino: su di essi invoca lo Spirito Santo ed essi diventano il Corpo e il Sangue di Gesù. Sull’altare abbiamo l’Eucarestia! Giuseppe: Ma io credevo che l’Eucarestia fosse nel tabernacolo! Baloo: Dici bene, perché terminata la Messa l’Eucarestia viene riposta nel tabernacolo. Fu San Francesco, il patrono dei Lupetti, a volere che il corpo di Gesù fosse conservato con cura nel tabernacolo. E quando un tabernacolo accoglie le ostie consacrate, viene acceso un lumino rosso. Così entrando in Chiesa sappiamo dove è che si trova Gesù. Andrea: Baloo, ma allora tutti i posti che ci hai detto della Chiesa sono posti dove sta Gesù? Baloo: Hai avuto una bella intuizione. Ma precisiamo meglio. Vi ho fatto vedere il fonte battesimale e l’acquasantiera, poi il confessionale, poi l’altare e il tabernacolo. C’è ancora un'altra cosa presente in quasi tutte le Chiese, anche se è un po’ nascosta. Vediamo chi di voi riesce a trovarlo: è l’ARMADIETTO DEGLI OLII SACRI! Andrea: Io non l’ho mai visto! Giuseppe: Non è mica uno sportellino di legno piccolo in un angolo del muro? Baloo: Spesso è nascosto, a volte è addirittura in sacrestia, ma è un armadietto molto importante. Dentro ci sono tre boccette con tre olii differenti: l’olio dei Catecumeni, il Sacro Crisma e l’Olio degli infermi. Giuseppe: mia nonna malata ha ricevuto l’olio degli infermi! Baloo: Esatto, quell’olio viene usato proprio nel sacramento dell’unzione degli infermi. Quello dei catecumeni, invece, viene usato durante il Battesimo, come pure il Sacro Crisma… Giuliano: Dunque li abbiamo ricevuti pure noi? Baloo: Esatto! Il Crisma, che è un olio profumato, è l’olio forse più importante, perché è segno della presenza dello Spirito Santo. Viene infatti usato anche nella Cresima, che farete quando sarete Esploratori, e per chi diventa Sacerdote nel sacramento dell’Ordine… Andrea: Non le sapevamo queste cose! Ci fai vedere gli olii Baloo? Baloo: Andate nelle vostre chiese e nelle vostre parrocchie, e chiedete al sacerdote o al parroco che ve li mostrino. Ovviamente dovete fare attenzione a non

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versarli perché sono piccole quantità da usare con molta attenzione. Giuseppe: Baloo, non hai risposto ancora alla nostra domanda! Baloo: oh sì che ho risposto cari Lupetti! Se ripensate a tutti i luoghi che vi ho mostrato vi verrà subito in mente che sono luoghi per incontrare Dio in maniera speciale, ossia per amministrare i Sacramenti! Andrea: É vero, i Sette Sacramenti! Vediamo: il Battesimo con l’acqua del fonte battesimale… Giuseppe: E gli olii! Andrea: La Confessione coi Confessionali, la Comunione sull’altare, la Cresima con l’olio chiamato… Giuliano: Sacro Crisma ha detto Baloo! Giuseppe: Lo stesso del sacramento del Battesimo e dell’Ordine... Baloo: Per l’Ordine c’è anche il luogo chiamato PRESBITERIO, ossia la parte dietro l’altare maggiore, così chiamato dal termine “presbitero”. I preti, i sacerdoti e i ministri sono i Presbiteri e durante la celebrazione quello è il posto loro riservato. Andrea: Poi l’unzione degli infermi con l’olio degli infermi, questo me lo ricordo! Giuseppe: Manca solo il matrimonio! Baloo: Nel Matrimonio i ministri sono gli sposi, che stanno nell’aula, di fronte all’altare. L’assemblea è formata di famiglie di sposi, dunque il matrimonio è sempre presente! Giuliano: Grazie Baloo, ora quando entreremo in Chiesa sapremo cosa guardare e chi incontrare! (A cura di Andrea Macco – Akela FSE Genova 1. Si ringrazia don Franco Pedemonte – Baloo FSE Genova 3)

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Il taccuino perduto Durante il grande cerchio svolto fra tutti i Lupetti di Roma per la Caccia di Primavera, un vecchio Akela trovò a terra un taccuino. Lo girò e lo rigirò in tutti i sensi per vedere se ci fosse scritto un nome che gli permettesse di restituirlo al proprietario; ma non trovò nulla. Vide però che doveva appartenere a un Lupetto in gamba, perché conteneva niente altro, per ogni giorno, che le annotazioni delle Buone Azioni compiute. E pensò di pubblicarne il contenuto! Se non trovate di meglio ... piuttosto che lasciar passare una giornata senza fare la Buona Azione, potrete sempre cercare di fare una di quelle già compiute dallo sconosciuto Lupetto romano di tanti anni fa. L’elenco contiene numerosi errori di ortografia, ma tutto sommato si possono perdonare al Lupetto sconosciuto questi errori commessi, perché si tratta di belle B.A.. E se qualcuno è a corto di idee o vuole variare le sue B.A. il taccuino ritrovato da quel Vecchio Lupo potrà essere molto utile per suggerire nuove B.A.

Ed ecco l’elenco delle B.A. fatte da quel lupetto. 1) Pulito coltelli e forchette. 2) Aiutato la mamma a pulire la cucina e a fare il pranzo. 3) Lucidato piatto di rame e spolverato la credenza. 4) Lavato piatti. 5) Strofinato e lavato il pavimento della cucina (tutto a ginochioni). (nota di quell'Akela: a parte il fatto che si scrive "ginocchioni': questa è proprio una bella B.A., perché deve essere costata molta fatica). 6) Pulita bicicletta di mio fratello (nota mia: Bene, se non ti sei fatto "pagare" in nessun modo!!).

7) Pulito le scarpe di Giggi (nota mia: Adesso esageri: bastava una sola "g''). 8) Oggi quando andavo in Tana un vecchio mi ha chiesto di portargli una tavola a uno. Poi mi voleva regalare cento lire; ma io non le ho volute (nota mia: Bene, altrimenti non sarebbe stata più una B.A.).

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9) Messo in ordine tutti i cassetti miei. (nota di quell’Akela: Questa NON è una Buona Azione. Tu devi SEMPRE tenere in ordine i cassetti tuoi e non soltanto per Pasqua!).

10) Pulite le tazze e i piattini. 11) Lucidate tutte le maniglie delle porte. 12) Un ragazzino è caduto nel cortile e io l’ho pulito col fazzoletto mio. 11) Aiutato mammà (nota dell’Akela: a far che? Spesso aiutare la mammà è un semplice dovere e non una Buona Azione, che è qualche cosa di più). 12) Dato cinquanta lire a un mio compagno (nota mia: sarebbe interessante sapere come e perché). 13) Ho dato il mio fazzoletto a Carlo che gli usciva sangue dal naso perché era caduto. (nota dell’Akela: l’italiano non fila tanto bene; ma la Buona Azione sì ... purché il fazzoletto fosse pulito!!). 14) Pulito forchette e coltelli. (nota mia: giornata di magra!). 15) Un ragazzino ha buttato la cartella di scola di una bambina su un albero che piangeva così io so’ salito a ripigliarla. (nota dell’Akela: a parte l’albero che piangeva e i pochi altri errori, è una bella B.A.). 18) Aiutato una signora a portare la borsa della spesa perché ci aveva una gamba zoppa. (nota dell’Akela: sorvoliamo anche qui su qualche finezza della lingua; mi piace questa B.A. perché vuoI dire che lo

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sconosciuto Lupetto cammina veramente con gli occhi aperti e si accorge quando c’è qualcuno che può aver bisogno del suo aiuto). 19) Andato ha comprare laranci pe zia (spiegazione per i Lupetti non romani: andato a comperare le arance per la zia). 20) Imprestato il fazzoletto a Giggi perché se soffia il naso (nota dell’Akela: come si vede il fazzoletto è sempre un mezzo di prim’ordine per fare B.A.; speriamo che poi il nostro Lupetto sconosciuto non sia lui!).


Otto consigli . . . per scattare una bella fotografia

Hai portato la macchina fotografica in caccia e quando sei tornato a casa sei rimasto deluso da qualche scatto? Stai preparando la specialità di fotografo? Vorresti spedire qualche bella foto del tuo Branco a Famiglia Felice perché venga pubblicata? Ecco qui alcuni consigli pratici che ti aiuteranno a diventare

un ottimo fotografo!

1. Luce ed Esposizione corretta

L’immagine non deve essere troppo chiara o troppo scura: non è possibile avere una buona foto senza una buona luce, quindi cerca sempre la luce ottimale per le tue foto. Fai attenzione quando la fonte di luce è molto forte che il soggetto principale dello scatto non sia controluce, cioè con la luce alle spalle: il rischio è che si veda soltanto un’ombra, come nella foto qui accanto.

2. Nitidezza e Messa a Fuoco

La foto deve essere nitida nei colori e il soggetto che hai scelto soggetto deve essere bene a fuoco. Se, per esempio, fotografi una persona è importante che il volto sia ben a fuoco. Scegli una posizione comoda e stabile con le braccia ben salde per evitare che la foto risulti mossa. Metti ben a fuoco il soggetto principale sfocando il resto, così da creare profondità

3. Contesto

Scattare una foto è come raccontare una storia: ritrarre il soggetto principale è importante tanto quanto inserirlo in un contesto in modo da rendere più efficace il messaggio e le sensazioni che si vogliono trasmettere. Sfrutta a questo scopo la prospettiva e sviluppa l’immagine su più livelli in modo da mostrare l’ambiente circostante il soggetto principale.

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4. Composizione La foto è bilanciata? Se fotografi un panorama, evita di mettere l’orizzonte in mezzo alla foto. Se fotografi una persona o un gruppo o una scena particolare usa lo zoom o avvicinati per comporre al meglio la foto ed eliminare visivamente elementi inutili e di disturbo. Ricorda che il soggetto non deve essere per forza al centro dell’inquadratura.

5. Emozioni La foto deve suscitare emozioni. Cerca dei particolari, dei gesti, delle espressioni, un momento delle giornata particolare (una luce particolare) per caricare emotivamente la foto. Studia le foto dei grandi fotografi per capire cosa e come farlo!

6. Soggetto Cerca un soggetto interessante. Può essere una cosa, una persona o un animale, un movimento, ma deve avere qualcosa di speciale o interessante.

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7. Prospettiva Spesso un’inquadratura frontale del soggetto risulta banale e noiosa. Molto meglio cercare angolazioni insolite e originali in modo da “incuriosire” l’osservatore. 8. Sfondo

Cerca di eliminare tutto quello che può distrarre e che “non serve”, bilanciando bene gli spazi, mettendo in risalto il soggetto principale. Sperimenta, gioca con lo zoom e la messa a fuoco, crea composizioni particolari e divertenti che rendano le tue foto uniche, come i momenti che vuoi fermare nello scatto e poi… non dimenticare di inviarci i tuoi scatti migliori!

PICCOLO VOCABOLARIO FOTOGRAFICO BILANCIAMENTO CROMATICO. Rapporto fra i colori ciano, magenta e giallo per ottenere un’immagine equilibrata. BILANCIAMENTO DEL BIANCO. Permette di effettuare riprese in ambienti illuminati da qualunque fonte luminosa senza che i colori risultino distorti. CMYK. Cyan, Magenta, Yellow and Black, (ovvero Ciano, Magenta, Giallo e Nero): i colori usati per stampare un’immagine in quadricromia (vedi foto). CRISTALLI LIQUIDI (LCD). Sono realizzati con materiali organici che si comportano come un liquido pur avendo una struttura molecolare simile a quella di un cristallo. Questo materiale è posto tra due lastrine di vetro dotate di elettrodi talmente sottili da essere invisibili i quali, creando un campo elettrostatico, modificano lo stato di trasparenza del materiale consentendo la lettura. DEFINIZIONE. La capacità di un obiettivo o una pellicola di mostrare i dettagli più minuti del soggetto. DIAFRAMMA. Regola il passaggio della luce attraverso l'obiettivo. Costituito da più lamelle, può essere automatico o manuale. Al momento dell'esposizione, le lamelle si chiudono di scatto al valore prefissato e si riaprono subito dopo la chiusura dell'otturatore.

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ESPOSIZIONE. Tempo necessario alla luce per impressionare la pellicola (o il sensore delle macchine fotografiche digitali) affinché riproduca correttamente la gamma tonale. Dipende dalla sensibilità della pellicola e dall'intensità della luce. Se la quantità di luce che impressiona la pellicola è troppa si ottiene una sovraesposizione, se è troppo poca una sottoesposizione. ESPOSIZIONE AUTOMATICA.. In molte fotocamere sono disponibili diverse regolazioni automatiche dell’esposizione, eccone alcune. 1) Priorità dei diaframmi: l'automatismo controlla il tempo di esposizione in funzione dell'apertura di diaframma scelta. 2) Priorità dei tempi: l’automatismo controlla l’apertura di diaframma in funzione del tempo di esposizione impostato 3) Programmi creativi: consentono di utilizzare in automatismo la coppia tempo-diaframma più adatta al tipo di ripresa (ritratto, paesaggio, azione, notturni, ecc) INQUADRATURA. È la parte della scena o dell'ambiente che viene selezionata dal fotografo attraverso il mirino. ISO. International Standards Organization, ente preposto alla normativa degli standard. In fotografia la sigla Iso relativa alle pellicole fotografiche indica la loro sensibilità. Una pellicola 200 Iso è del doppio sensibile di una da 100 Iso e richiede quindi un'esposizione dimezzata. Una pellicola da 200 Iso è, invece, sensibile la metà rispetto a una da 400 Iso e quindi richiede un'esposizione doppia. JPEG. Formato per immagini grafiche compresse, molto più efficace del GIF, ma non in grado di riprodurre esattamente l'immagine originale. Un file JPEG è ottenuto per compressione a perdita di informazioni, ossia con lo scarto di quelle non necessarie alla visualizzazione dell'immagine. Le immagini JPEG conservano comunque tutte le informazioni cromatiche RGB. MESSA A FUOCO. Si intende la regolazione ottica dell’obbiettivo eseguita la fine di ottenere un’immagine con la maggior nitidezza possibile. OTTURATORE. Consente alla luce di raggiungere la pellicola ed impressionarla per il tempo necessario ad ottenere la giusta esposizione della pellicola. PROFONDITA’ DI CAMPO. E’ la zona che appare nitida nell’immagine fotografica finale. E’ possibile controllare la sua ampiezza grazie all’uso del diaframma: più il diaframma è aperto più ridotta sarà l’ampiezza della profondità di campo. Più il diaframma è chiuso più la profondità di campo sarà ampia. RGB: Termine utilizzato per rappresentare i tre colori principali (rosso verde e blu) utilizzati dai sensori delle fotocamere a colori. Da queste tre componenti, opportunamente “dosate”, si ricavano tutti i colori. TIFF. Tag Image File Format. Un formato file standard per lo scambio di immagini, adottato da molti produttori che supportano immagini grafiche ad alta risoluzione.

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la camera oscura

MATERIALE :

Una scatola da scarpe colore nero un pezzetto di stagnola

ATTREZZI:

taglierino colla o nastro adesivo, un ago, pennello

Antenata della macchina fotografica

Già nel 300 a.C. Aristotele descriveva il principio di questo strumento, che fu studiato nell’11° secolo dagli arabi, ed in seguito da scienziati ed artisti famosi più vicini al nostro tempo, come Leonardo Da Vinci. Nel 1700 veniva usata una vera cameretta, trasportabile: l’artista stava dentro al buio, e disegnava le immagini che si proiettavano su un foglio di carta. Costruire una camera oscura è abbastanza facile. Provate, sarete

sorpresi dal risultato.

1. Procuratevi una normale scatola da scarpe. 4 2 . Fate un foro quadrato,di un cm di lato circa,

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al centro del lato piccolo. 3 . Ritagliate una finestra sul lato opposto (circa cm 10 x 12) 4 . Dipingete di nero tutto l’interno. Il più é fatto. Mentre il colore nero si asciuga fate un po’ di compiti, oppure una B.A. oppure ... poi, quando tutto è ben asciugato, riprendete l’opera: 5 . Ricoprite il foro della finestra con carta bianca, sottile (Se sotto la carta potete mettere un “vetro di plastica”, il lavoro sarà migliore). 6 . Coprite il foro piccolo con un pezzetto di carta da disegno nera, fissata col nastro adesivo. 7 . Con un ago fateci un forellino perfettamente rotondo. ECCO, ABBIAMO FINITO! Provate subito : sulla carta della finestrella si proietterà il vostro paesaggio, capovolto. Potete disegnarlo, seguendolo con la matita sulla carta.

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Alla fine pulite tutto per bene. D’accordo? Se non avete capito qualcosa, scrivetemi: fflupetti@fse.it)

Hathi

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Alle Vacanze di Branco con lo zaino ordinatissimo !

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rima delle Vacanze di Branco i Vecchi Lupi vi daranno certamente un elenco delle cose da mettere nei vostri zaini o borse. I Vecchi Lupi sanno cosa vi servirà, perciò parlatene con loro, anche per evitare di portare con voi ingombri inutili. Se farete le cose bene, nel vostro zaino o borsa ci starà tutto. I lupetti ordinati non perdono mai nulla e sanno trovare tutto ciò che serve in un baleno, rapidamente ed in ogni momento! Evitate i sacchetti di plastica dei supermercati: trattengono l’umidità, si strappano facilmente, non hanno una chiusura pratica e, per dirla tutta, sono proprio brutti. Non sono nello stile del Lupetto. Volete una buona idea? Fatevi una serie di sacchetti di tela, come vedete nei disegni. Per distinguerli potrete farci delle scritte con i colori per stoffa, o usare legacci di colori differenti, oppure inventate qualcosa voi!

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IL LUPETTO PITAGORICO

Mowgli era sempre vissuto nella Giungla, nel Branco dei lupi di Seeonee. Quando andò nel villaggio degli uomini si trovò disorientato, ma si adattò presto, grazie alle abilità che aveva acquisito con gli insegnamenti di Babbo Lupo e di Baloo. Immagina di trovarti al posto di Mowgli: Saresti in grado di fare altrettanto?

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G

Z

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H

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Una lingua misteriosa

Mowgli dovette imparare un nuovo linguaggio, quello degli R uomini. All’inizio sembrava astruso, ma presto con un po’ di impegno imparò tantissime parole. Prova anche tu. Ogni simbolo rappresenta sempre la stessa lettera. Alcune lettere te le suggeriamo noi: copiale tutte le volte che le trovi nel testo. Poi cerca di completare tutta la frase. Ti ricordi chi la disse ?

IL DANARO Mowgli non aveva mai usato i soldi, e così dovette prima di tutto imparare a riconoscere le monete, e poi capire il giusto prezzo di ogni cosa. E tu, sapresti associare IL GIUSTO PREZZO alle cose che sono elencate nella pagina N. 38?

(gira la pagina)

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Qui manca qualcosa…

I prezzi sono giusti?

Confez. 4 pile “stilo” € 40,00 Biglietto del cinema € 1,65 Bicicletta € 7,00 Zaino per V. di Branco € 2,50 Automobile € 0,50 Una telefonata da casa di 2 minuti € 12.000,00 1 litro di latte € 80,00 Un gelato € 1,20 Scarpe da ginnastica € 120,00 Penna blu € 0,12

Quanti attrezzi si sono inventati gli uomini!... Quante novità per Mowgli, quante cose da osservare! Osserva anche tu questi oggetti. In ogni riquadro, però, abbiamo tolto un oggetto importante che di solito si usa insieme agli altri. Scoprilo e scrivi il suo nome nelle caselle orizzontali. Nelle caselle verdi verticali leggerai il nome di un altro oggetto, che era presente nella capanna di Messua, ma che Mowgli, il primo giorno, assolutamente non voleva usare!

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1 2 3 4 5 :”Questo ragazzzo è il figlio di Messua che la tigre zoppa aveva rapito”. (lo disse il Bramino del villaggio) Prezzo giusto (nello stesso ordine): 2,50 - 7,00 - 120,00 . 80 - 12.000,00 - 0,12 - 1,65 - 1,20 - 40.00 - 0,50 . QUI MANCA QUALCOSA : 1 spazolino - 2 coltello 3 matita - 4 prima stella - 5 scopa.

SOLUZIONI:

LA LINGUA MISTERIOSA

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LA POSTA DI CHIL

I L L ! O O , I L LO ! L L I H !! Caccia di Primavera del Distretto Roma Sud.

Lo scorso 25 Aprile, noi Lupetti del Branco Rampante del Roma 68 siamo andati in pullman, insieme ai Lupetti dei Branchi dei Gruppi Roma 7 e Roma 3, a Rocca di Papa (RM) dove ci aspettavano tutti gli altri Branchi del Distretto Roma Sud per vivere insieme la Caccia di Primavera. Siamo partiti da Piazza Santa Croce in Gerusalemme alle 8.30 e verso le 10.00 siamo arrivati a destinazione nel luogo prescelto per la Caccia tanto attesa. La Caccia era ispirata alla vita di San Francesco, che, come tutti sanno, è il patrono sia d’Italia sia dei Lupetti. All’inizio i Vecchi Lupi ci hanno raccontato che San Francesco, stanco di stare rinchiuso nella bottega del padre a vendere stoffe, decise di andare a fare una passeggiata nelle campagne di Assisi. Fu proprio in quella occasione che vide una chiesetta tutta diroccata. Era la Chiesa di San Damiano. Lì trovò un crocifisso e mentre pregava udì una voce che lo chiamava… Era il Signore che gli chiedeva di ricostruire la sua Chiesa. Così San Francesco raccogliendo pietre e mattoni si mise a ricostruire la Chiesa di San Damiano, che tutti noi ancora oggi possiamo ammirare nei pressi di Assisi.

Il percorso della Caccia era diviso in stands. C’era lo stand sulla Bandiera d’Italia, quello sulle Massime, quello in cui bisognava rappresentare la storia di San Francesco, e molti altri ancora. In ogni stand, dopo aver valutato il nostro impegno, i Vecchi Lupi davano un preciso numero di mattoncini. Quest’ultimi sarebbero serviti a ricostruire la “Chiesa di San Damiano” disegnata su un cartellone.

La Caccia di Primavera è stata vinta dal Branco del Gruppo Monteporzio 1°. Complimenti!!! Buona Caccia a tutti coloro che rispettano la Legge della Giungla. Andrea Mostaccio, Capo Sestiglia del Branco Rampante Roma 68.

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LA POSTA DI CHIL

I L L ! O O , I L LO ! L L I H !!

Cari Lupetti, Chil, durante i suoi voli sulla Giungla, ha incontrato alcuni Scout che possono aiutare tutti quei Lupetti in gamba che vogliono conquistare la specialità di Collezionista. Questi Scout appartengono all’Associazione Italiana di Scout Filatelia – A.I.S.F. L’AISF è stata costituita 40 anni fa, nel 1969, in Ancona. L’attività di questa Associazione è di avere rapporti di scambio di francobolli e di collaborazione con le altre Associazioni Scout Filateliche del mondo, oltre a contribuire alla divulgazione del collezionismo filatelico tra i giovani. Attraverso l’A.I.S.F. tutti i Lupetti possono avere informazioni sulla storia dei francobolli scout emessi nel mondo. Quando nacque l'A.I.S. F. nel 1969, i francobolli scout emessi erano poche centinaia; ora sono più di 3.000 stampati da oltre 160 Paesi differenti. Non c'è avvenimento importante del movimento scout che non venga commemorato con i francobolli e, più spesso, con la concessione di un annullo speciale. Questi ultimi in Italia sono già oltre 250. Qui di seguito alcuni esempi di francobolli e annulli della tematica SCAUTISMO.

L’indirizzo del sito e la casella di posta elettronica dell’A.I.S.F. sono: www.aisf.info mauri.cavalli@virgilio.it

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! I L L O, I L L O ! ! ! O L L I H

C’è una grande novità che riguarda la Giungla italiana:

da questo numero, la nostra rivista, Famiglia Felice, ha cambiato l’indirizzo di posta elettronica; il nuovo indirizzo è

fflupetti@fse.it

A questo indirizzo dovranno pervenire tutte le foto che avrete scattato durante le cacce con il vostro Branco, oppure gli articoli in cui salutate i Lupetti della Giungla Italiana o nei quali raccontate le vostre emozioni ed esperienze di vita nel Branco. Cari Lupetti la nuova casella di posta elettronica è già pronta ad accogliere tutte le vostre e-mail piene zeppe di notizie da divulgare !!!

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LA POSTA I L L ! O O , L I L LO ! ! ! H IL

Buona Caccia a Giovanni, Lupetto del Branco “Ghibli” del Gruppo Cerignola 1° che ha pronunciato la Promessa e ci ha inviato la foto che lo raffigura in questo momento indimenticabile.

L’11 aprile 2010 si è tenuta in località Castel del Monte in provincia di Bari, nelle immediate vicinanze del suggestivo Castello di Federico II, la Caccia di Primavera che ha avuto come protagonisti tutti i Lupetti della Regione Puglia, che hanno rivissuto le imprese del grande imperatore. Alla caccia si è unito anche Akela d’Italia che, si racconta, ha giocato con tutti i Lupetti ad una danza proveniente da Marte! Ma il divertimento più grosso se lo sono aggiudicato alcuni Lupetti, rimasti ignoti, che si sono divertiti a compiere tantissime Buone Azioni senza farsi scoprire!!!

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DI CHIL

I L ! L O O , IL L O L L I !!! H

Domenica 23 maggio 2010 presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Assisi, è stata benedetta l’immagine della Madonna degli Scout. Alla cerimonia avvenuta dentro la Porziuncola, erano presenti oltre 250 tra Scout, Guide, Lupetti, Capi e numerosi Genitori degli Scout. Questa immagine verrà affissa il 21 agosto prossimo presso la Casa natale di Maria, la nostra Mamma del Cielo, a Nazareth, in Terra Santa. Noi, Lupetti del Branco Rampante del Gruppo Roma 68, eravamo presenti. La cosa che ci ha entusiasmati molto, oltre alla presenza di tanti scout, è stata la notizia che questa immagine rappresenterà a Nazareth tutti gli Scout del mondo. Siamo stati molto contenti di aver contribuito a rappresentare tutti i Lupetti della Giungla italiana a questa cerimonia così importante. Buona Caccia a tutti coloro che rispettano la Legge. Andrea e Federico, Capi Sestiglia del Branco Rampante Roma 68.

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FAMIGLIA FELICE

2010

Scout d’Europa 48


FAMIGLIA FELICE 2010 2