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portato notizie che certificano nuovamente il ritorno degli aumenti: a partire dal 7 Marzo, i biglietti urbani sarebbero dovuti arrivare a costare: • Unico Napoli: da 1,10 a 1,20 • Unico Campania fascia U (minimo): da 1,80 a 2,10 • Unico Campania fascia U (massimo): da 8,60 a 10,10 • Unico Campania classe E (minimo): da 1,10 a 1,20 • Unico Campania classe E (massimo): da 6,50 a 7,20 • Unico Avellino: da 1,00 a 1,10 • Unico Benevento: da 0,70 a 0,80 • Unico Caserta: da 0,80 a 0,90 • Unico Salerno: da 1,10 a 1,20 Con gli aumenti verrà ricreata anche la fascia U1 per i residenti nei comuni limitrofi a Napoli quali Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Cercola, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Portici, Pozzuoli, Procida, Quarto, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, Volla la cui spesa giornaliera passare da 1,10 euro ad 1,60 euro! Il 7 marzo è passato e gli aumenti non sono stati ancora introdotti, ma solo per questioni strettamente politiche e di campagna elettorale; l’ufficializzazione degli aumenti, infatti, è stata semplicemente rinviata al mese d’aprile. In generale, dal primo aprile, si sono registrati aumenti fino ad un massimo del 20% su tutti i titoli di viaggio, orari, quotidiani, mensili e soprattutto annuali. Il biglietto orario che l’anno passato costava 1,10, con l’aumento del 9% costerà oggi nel 2011, 1,20 euro; Anche il biglietto giornaliero, a differenza dell’anno precedente, aumenterà del 16% arrivando a costare 3,60. Il biglietto weekend giornaliero invece, costerà 3 euro invece di 2,60. Il costo degli abbonamenti mensili passerà dai 36,70 euro del 2010 a 40 euro. Quelli annuali costeranno 276,70 euro (251,50 euro nel 2010). Aumenterà anche quello annuale per i redditi bassi, che al momento dei rincari costerà 226.60 euro, mentre nel 2010 costava 206 euro. Gli studenti invece pagheranno l’abbonamento annuale 170 euro (154,50 euro nel 2010) mentre quelli con reddito inferiore ai 12.500 euro annui dovranno pagare 124,60 invece di 113,30. Di qualche giorno fa, inoltre, è la notizia che, a seguito dell’apertura della nuova stazione metropolitana di p.zza Bovio (apertura contestata dal Comitato in difesa dei trasporti pubblici!), la linea 6 della metropolitana chiuderà i battenti alle 14:00 mentre le funicolari chiuderanno ogni giorno alle 22:00 (fino ad oggi chiude[REC] 8 Studenti Autorganizzati Campani

vano alle 24:00). Tutto questo per una presunta mancanza di personale che dovrebbe garantire il collegamento, tramite una navetta, tra la stazione metropolitana di p.zza Dante e quella di p.zza Bovio. La domanda sorge spontanea: in una città come Napoli dove la disoccupazione è un problema che affligge migliaia e migliaia di giovani, non sarebbe stato più opportuno offrire nuovi posti di lavoro nel settore del trasporto pubblico piuttosto che deteriorare ancor di più il già scarso livello qualitativo del servizio? I tagli ai fondi per il trasporto locale, come se non bastasse, mettono a rischio in tutta la Campania 3000 posti, e solo l’Anm sarà costretta a licenziare 300 lavoratori. Oltre alle pesanti ricadute occupazionali, ci sarà anche un inevitabile riflesso sui cittadini: per il ridimensionamento, gli autobus dovranno percorrere 3,5 milioni di chilometri in meno (sui 9,5 totali!), vale a dire decine di linee cancellate e migliaia di corse annullate. Il biglietto unico Campania continuerà, in questo modo, ad essere il più caro d’Italia. E’ possibile prenderne facilmente atto, semplicemente guardando le tariffe attualmente presenti nelle altre città; a Roma, ad esempio, il biglietto costa 1.00 euro, valido per 75 minuti, con corse garantite ogni 5 minuti dalle ore 6.00 alle 00.30, ed il sabato fino alle ore 1.40. Notiamo, facilmente, con questo confronto, che non solo i costi sono molto diversi, ma anche gli orari delle corse. Gli orari Regionali di treni e pullman, attualmente sono pessimi, specialmente in periferia essendo già stati precedentemente tagliati. Un servizio, quello dei trasposti pubblici, destinato a peggiorare ulteriormente quando i rincari diverranno ufficiali. L’aspettare un treno ci costerà 30 minuti del nostro tempo(sempre che non salti la corsa), e più di un’ora aspettare un pullman. La Provincia, alla quale fanno capo i collegamenti fra la città e i comuni confinanti ha scritto alla Anm: cancellare tutte le corse notturne ed annullare i collegamenti per le centinaia di operai che raggiungono le aziende. A questo si aggiungono lo stato in cui versano molte vetture, la scarsa manutenzione, l’assenza di un sistema di interscambio nei punti nevralgici della città e una sola linea tranviaria attiva. La qualità dei servizi quindi risulterà inversamente proporzionale al costo, e questo aumento risulterà uno di quelli maggiormente insopportabili per i cittadini napoletani.

Aprile 2011 N° 1

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