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“Energie rinnovabili” della bolletta Enel e la tassa regionale sui rifiuti (inutile dirlo: la più cara d’Italia!)

2- Raccolta differenziata porta a porta: questo metodo di separazione e raccolta domiciliare permette di arrivare al 65-85 per cento di differenziata, percentuali non raggiungibili con i sistemi tradizionali a cassonetti stradali;

INCENERITORI. A questo punto il dibattito giunge sempre alle stesse conclusioni… Inceneritore (o come dir si voglia, il succo non cambia!) sì o inceneritore no? Dagli studi di tutti quei medici, enti, associazioni di cittadini, ecc… che non hanno un diretto interesse economico all’apertura di tali strutture, emerge che: la loro attività provoca solo nuovi rifiuti (che non possono essere né riciclati né riutilizzati ma solo bruciati); la combustione libera particolati e diossine che sono dannosi per l'ambiente (l'uomo essendo in cima alla catena alimentare li assume sia con il cibo che con la respirazione). Successivamente all’incenerimento questi prodotti di risulta sono altamente tossici e devono essere a loro volta trattati e stoccati in apposite discariche: tutti ci ricorderemo le “ceneri” dell’inceneritore di Acerra portate a Terzigno, per ricoprire la superficie di Cava Sari e impedire al puzzo nauseabondo di arrivare in paese… Comunque fin’ora è stato messo in funzione solo l’inceneritore di Acerra: un abominevole impianto dal progetto vecchio di 50 anni (nonostante le futuriste forme esterne), nel quale si provano a incenerire rifiuti d’ogni genere (dalle famose “eco-balle” ai rifiuti ospedalieri o genericamente pericolosi e quindi non solidi urbani, contrariamente alle stesse regole che si sono dati. Ricapitolando le discariche portano aumenti vertiginosi di tumori e leucemie, stessa cosa fanno quelle vere e proprie “fabbriche di diossina” che sono gli inceneritori, allora ci si domanderà:

3- Riciclo e compostaggio: i materiali separati e raccolti vengono avviati alle filiere del riciclo per produrre nuovi oggetti e materiali mentre l’organico agli impianti di compostaggio per produrre fertilizzanti; 4- Trattamento Meccanico Biologico (TMB) a freddo: Il TMB rappresenta un’eccellente alternativa all’incenerimento: gli inceneritori, come noto, non eliminano le discariche ma producono ceneri tossiche che sono circa il 25 per cento di ciò che viene bruciato. L’incenerimento è il metodo più costoso di smaltimento rifiuti, un impianto TMB invece costa anche il 50-75 per cento in meno di un inceneritore. Il TMB è complementare alla raccolta differenziata mentre l’inceneritore è contro. Il TMB rappresenta anche un indiscusso vantaggio sociale sull’inceneritore, in quanto il TMB proposto in un ciclo integrato insieme al porta a porta e al compostaggio e come alternativa ai sistemi di incenerimento viene accettato dalla popolazione in quanto ha minori costi e soprattutto inquina molto meno. Oltre a produrre biogas, il suo residuo finale può essere: - usato per sottofondi stradali e per barriere stradali misto torba; - stoccato in discariche come materiale inerte, non soggetto a putrefazione; - mischiato con la torba per ricoprire vecchie discariche; - utilizzato per produrre Combustibile Da Rifiuti (CDR) per cementifici o industrie; - impiegato per la produzione chimica a freddo di altri materiali (allo studio in Germania).

QUALI SONO LE ALTERNATIVE? L’alternativa a questo problema si chiama Piano Rifiuti Zero. Consiste in un ciclo integrato composto di 4 punti: 1- Riduzione alla fonte (dal 25 al 60 per cento in meno): a) usare prodotti alla spina: riutilizzando bottiglie di vetro e detersivi alla spina; chiedendo bevande alla spina in bicchieri di vetro, ed inoltre bevendo l’acqua del rubinetto (eventualmente utilizzando filtri per migliorarne le qualità organolettiche); b) leggere i giornali e le riviste su Internet; c) adoperare e chiedere di adoperare per comunicazioni e pubblicità il formato elettronico; d) impiegare pannolini riutilizzabili; e) realizzare il compostaggio domestico. ; [REC] Studenti Autorganizzati Campani

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Aprile 2011 N° 1


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