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Consorzio Matrix presenta

La storia di AkĂša


La storia di AkÚa è raccontata da Antonella Casillo e Vincenzo Scardapane Illustrazioni di Lisa Gelli


Akùa

ha ventinove anni, viene dalla Nigeria e oggi fa uno stage come estetista in un salone di bellezza. Non è la solita storia, Akùa quasi non crede ai suoi occhi, ogni giorno, quando fiera indossa il camice e accoglie le clienti del centro estetico.


Un sorriso che si era spento in Libia, lì aveva smarrito i suoi sogni, il suo unico pensiero era sopravvivere dopo la traversata del desertone i soprusi nei lager di concentramento, in attesa del viaggio della speranza affidata ad un gommone. Nei suoi occhi non c'era più luce, solo un flebile bagliore in un tunnel buio e senza uscita.


A differenza di tanti altri, Akùa ha avuto la fortuna di arrivare viva a Lampedusa. Le sue condizioni fisiche, per usare un eufemismo, non erano le migliori. Non lo sapeva ancora ma la sua voglia di libertà l'avrebbe portata in Abruzzo. Appena sbarcata in Italia, Akùa è stata portata in un CAS, un Centro di Accoglienza Straordinaria, dove è rimasta per l’intera durata del suo iter burocratico come richiedente asilo. Ha raccontato la sua storia alla Commissione Territoriale di Ancona e le è stata riconosciuta la Protezione Internazionale. È stata quindi trasferita nello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di Palmoli, in provincia di Chieti, in Abruzzo per l'appunto.


Dopo il deserto, il mare e la paura, AkĂša "sbarca" a Palmoli, un piccolo borgo tra le colline vastesi, in cui le case vuote sono piĂš numerose di quelle abitate.


Dal 2016 il Comune di Palmoli ha avviato il progetto SPRAR “Madonna del Carmine”, finanziato dal Ministero dell’Interno, in collaborazione con il Consorzio Matrix. Qui viene accolta assieme ad altri soggetti vulnerabili, come donne vittime di tratta umana, in stato di gravidanza, sole e con figli minori. Il servizio di integrazione dello SPRAR si avvale del lavoro di mediatori linguistici, di esperti in assistenza sanitaria e psicologica, di corsi di formazione, di istruzione e di inserimento socio-lavorativo per gli ospiti, ed offre il proprio supporto nell’accesso a specifici servizi socio-sanitari ed educativi.


Il percorso di autonomia socio-economico si consolida soprattutto, con il recupero dei propri background lavorativi. Quindi, all’interno dello SPRAR, Akùa svolge diverse attività come la pittura, il disegno, il cucito,

la lavorazione dell’argilla, il ballo, lo sport, il laboratorio di cucina multietnica e quello di teatro e canto. E ancora, visite guidate alla scoperta del territorio e lezioni di italiano che si svolgono regolarmente cinque giorni alla settimana per tre ore giornaliere.


Quotidianamente educatori, assistenti sociali, psicologi ed operatori in genere sono di sostegno per Akùa e gli altri ospiti del Centro; grazie a loro potranno essere ricostruite le capacità di scelta e riacquistata la precezione del proprio valore per capire cosa fare dopo la sosta allo SPRAR.

Akùa potrà finalmente crearsi senza paura una Nuova Vita.


Oltre che dall' Africa all' Europa, Akùa ha intrapeso un viaggio dentro di sé. All'interno dello SPRAR è riuscita a capire quali fossero le sue reali inclinazioni ed ha deciso di seguire un corso di formazione per estetiste. Se ben incanalato, il suo talento si trasformerà in professionalità. La sua storia è molto simile a quella di tante altre ragazze, ospiti oggi dello SPRAR. Alcune, grazie a uno staff di esperti in musicoterapia, hanno formato una corale, le “Sisters Chorus Matrix", altre sono diventate le protagoniste di "Si tratta di... noi", una pièce teatrale che racconta il loro punto di vista sul traffico degli esseri umani e che ha il pregio di far vivere al pubblico le emozioni altalenanti vissute durante il percorso dall'emigrazione all'accoglienza ricevuta.


Grazie all’accoglienza e al percorso nello SPRAR, AkÚa vive senza timore i sogni dei suoi ventinove anni.

Sembrano lontani anniluce i tempi in cui la Libia aveva spento la luce dei suoi occhi.


PorterĂ per sempre le cicatrici del passato, ma con la consapevolezza che non sono piĂš ferite aperte.


Akùa oggi ha 29 anni. Lavora presso un centro estetico da quasi un anno. Vive tuttora nello SPRAR di Palmoli.

TESTI A CURA DI ANTONELLA CASILLO E VINCENZO SCARDAPANE ILLUSTRAZIONI LISA GELLI GRAFICA ED IMPAGINAZIONE MARCO TADDEI LUGLIO 2017 WWW.CONSORZIOMATRIX.IT


Grazie all’accoglienza e al percorso nello SPRAR, AkÚa vive senza timore i sogni dei suoi ventinove anni.

La Storia di Akua  

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