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Agnes

cecile


“A guilty conscience needs to confess. A work of art is a confession.� Albert Camus


Agnes Cecile ROMA • IT

W W W. A G N E S - C E C I L E . T U M B L R . C O M

Giovanissima eppur

che il dripping riconosce, Sil-

così complessa, Silvia Pelisse-

via si ritrova a poter riflettere

ro,

al

al meglio le sue idee riuscendo

dopo

liceo

essersi

artistico,

diplomata

corsi

a collegare l’atto del dipingere

di fotografia e di grafica digi-

segue

con la vita che le scorre intor-

tale, studia materiali innova-

no, sfruttando a pieno l’irra-

tivi, tecniche sperimentali e,

zionalità che caratterizza que-

ispirata da Pollock, si avvicina

sta tecnica e che le permette di

all’Action Painting iniziando a

uscire dagli schemi delle rego-

vivere la sua arte con dinamici-

le artistiche esprimendo le sue

tà, trattando la tela con movi-

sensazioni come soddisfazione di

menti ampi ed energici.

un bisogno.

Proprio attraverso l’assenza di realtà

oggettiva

e

“this thing called art is really dangerous”

soggettiva

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“my right my faith”

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Agnes Cecile, descrive un confi-

L’intimismo dei lavori di Sil-

ne sul quale oscillare, tra una

via,

cosa e il suo contrario. Il dua-

dinamiche

lismo di un viaggio che trova il

processo con andamento ciclico,

raccordo attraverso la violenza

dove le possibilità della mente

sensuale del nero.

sono aperte al confronto con lo

Una

ricerca

nasce

dal

introspettiva

vuoto

ed

che

esplode

o

è

un

osservatorio

sulle

dell’introspezione,

specchio delle opere che l’artista ci mette a disposizione.

forseimplode, in un vortice di colori resi schiavi dal non co-

I disegni e le tele rompono la

lore

loro unità formale, tutto si di-

per

eccellenza.

rappresentano

un

Le

opere

groviglio

di

rama nello spazio, dando l’im-

emozioni, descritte da volti ap-

pressione

partenenti ai non-luoghi della

trollo verso i confini instabili

mente dell’artista.

della mente.

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di

sfuggire

al

con-


Sopra: project for “about a new place” A destra: “non erano le mie mani”

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In alto da sinistra a destra: “l’assenza”, “wake of herself”, “living in delay”, “rituale necessario“, “antimonocromatismo II” In basso da sinistra a destra: “skies on fire”, “wakeful”, “you are not wrong”, “nell’acqua”, “lines hold the memories”

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A sinistra: live performance at Marte4Water A destra: “thought in metastasis�

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“drawing restraint“

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Tra

i

grandi,

Schiele,

Munch,

Bacon sembrano essere l’accostamento più immediato, un’amalgama tra speed painting, caratteristica della graphic art, e il dripping di Pollock. La vernice cola sulla tela, quasi senza controllo, crea immagini impreviste, e lo speed painting interviene per comprendere come si creano queste immagini. È importante vedere come la vernice cada e crei un volto e un corpo dopo pochi minuti. La graphic art segna la fine della pittura tradizionale, ma al contempo gli dà i mezzi per rinnovarsi. L’arte tradizionale impara dalla digitale, e la digitale impara dalla tradizionale. Si imitano a vicenda.

A sinistra: “disagio bianco” Sopra: Work in progress - “almost finished”

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Agnes Cecile Š Fonti: http://www.nanainegres. com/2012/05/27/agnes-cecile-di-silvia-pelissero/ http://www.femalecut.it/intervista-a-agnes-cecile/ Shop: http://agnescecile.bigcartel.com/

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Progetto editoriale: Marco Santinelli



agnes cecile