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Incontro pubblico: “Costruire un futuro sostenibile – Il modello della Transizione” con Cristiano Bottone di Transition Italia Presso: Arci Tom – Piazza Tom Benetollo, 1 - Mantova (Borgochiesanuova) Martedì 16 dicembre 2008 – Ore 21:00

Il movimento delle Transition Towns arriva anche in Italia Riprogettare le comunità per un futuro di indipendenza dal petrolio, sostenibile e felice. Già oltre 100 città nel mondo hanno cominciato il loro percorso di Transizione e questo entusiasmante esperimento sociale sta producendo risultati davvero inaspettati. Cos’è il movimento di Transizione Il mondo sta fronteggiando tre grandi problemi strettamente correlati:

1. il riscaldamento globale 2. l’esaurimento delle capacità di estrazione del petrolio (Picco del Petrolio) 3. l’esaurimento di molte delle principali risorse non rinnovabili Dopo anni di negazione questa situazione è ormai ampiamente certificata sul piano scientifico e le conseguenze di questa singolare “tempesta perfetta” cominciano a manifestarsi concretamente nelle nostre vite. Il movimento di Transizione prende atto della situazione e del fatto che non esistono oggi soluzioni che consentano di continuare a vivere, lavorare, produrre come se niente stesse accadendo: è necessario un cambiamento profondo perché il pianeta non può sostenere un sistema basato sulla crescita costante e sulla sistematica distruzione della biosfera. Allo stesso tempo, si basa sulla convinzione che l’uomo possiede la creatività e le capacità necessarie a immaginare un percorso di uscita da questa situazione estremamente critica.

Come nasce L’idea della Transizione è scaturita dal lavoro di Rob Hopkins (insegnante e progettista di sistemi sostenibili) e ha preso forma solo due anni fa nella città di Totnes (Devon - UK) che si è trasformata nella prima Città di Transizione (Transition Town) del mondo. Il movimento propone il coinvolgimento dal basso delle comunità che si attivano per riprogettare sé stesse cercando risposte alle sfide proposte dall’attuale scenario.

Cosa propone Rilocalizzazione alimentare e produttiva, sostegno all’economia locale, autonomia energetica, sviluppo di pratiche sostenibili e dell’economia relazionale sono i principali ambiti di impegno delle comunità, il tutto in un ottica di massima sostenibilità di ogni processo. Ognuna sceglie la sua via e le proprie specifiche priorità. La Transizione infatti non propone ricette predefinite, si occupa piuttosto di fornire informazioni, metodologie e strumenti che aiutino la comunità a immaginare e raggiungere i suoi obiettivi. Pag. 1/2


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Inclusiva e priva di approcci ideologici La Transizione non ha approcci ideologici ai problemi, opera “con” e non “contro” le realtà esistenti, siano esse associazioni, amministrazioni locali, istituzioni o realtà non formalizzate. Il suo è un vero e proprio “metodo” progettato per creare reti e favorire la creatività e il pensiero collettivo.

Efficace, divertente e contagiosa Le esperienze in corso in oltre 100 comunità che hanno ufficialmente intrapreso il percorso di Transizione stanno dimostrando che questo sembra essere un ottimo modo per attivare l’entusiasmo e l’inventiva delle persone, producendo subito risultati reali e tangibili: orti, fattorie collettive, foreste commestibili, riqualificazione energetica, riprogettazione dei trasporti, localizzazione delle produzioni. Inoltre, grazie ai metodi e agli strumenti che il movimento diffonde, dare vita a una comunità in Transizione è facile e divertente. Ecco perché il “contagio” si sta spargendo per il mondo in modo così veloce.

Ora anche in Italia Anche l’Italia si è unita alla “festa” con la nascita a Monteveglio (Bo), lo scorso ottobre, della prima Iniziativa di Transizione ufficiale dell’Europa continentale. Qui si è svolto anche il primo Training italiano tenuto dagli istruttori inglesi a seguito del quale altre comunità hanno deciso di intraprendere il cammino. Una seconda iniziativa, non ancora ufficiale, si è costituita a Granarolo (Bo), una terza è in fase di costituzione a L’Aquila e altri gruppi stanno considerando l’idea di partire. A Monteveglio, ma con l’apporto di persone di molte altre regioni italiane, si sta inoltre costituendo Transition Italia ONLUS che fungerà da hub italiano del movimento. ________________________________________

Ulteriori informazioni Web

Contatti

Il sito del Transition Network internazionale: http://transitiontowns.org

Transition Italia c/o Centro San Teodoro via Abbazia - 40050 Monteveglio (Bo)

Il blog di Rob Hopkins, fondatore e ispiratore del movimento: http://transitionculture.org Il sito di Transition Italia (in via di completamento): http://transitionitalia.wordpress.com Il blog di Cristiano Bottone, impegnato nella diffusione del movimento in Italia: http://ioelatransizione.wordpress.com Libri Il manuale della Transizione: http://transitionculture.org/shop/the-transition-handbook/ presto disponibile in italiano da Macro Edizioni

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Cristiano Bottone cristiano.bottone@transizione.org Cell. 335 6254614 Ellen Bergman ellen.bergam@transizione.org

Costruire un futuro sostenibile, il modello della Transizione  

Locandina e comunicato stampa dell'incontro "Costruire un futuro sostenibile, il modello della Transizione", a cura di Manto-GAS. 16 dicembr...