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Ciampino ecco i tuoi candidati Giovanni Terzulli ce l’ha fatta! Vince le primarie del 9 marzo e si aggiunge alla griglia dei candidati sindaco della nostra città. A maggio Ciampino sarà chiamata a scegliere il suo primo cittadino tra, oltre al già citato Terzulli, Gabriella Sisti, Mauro Testa e Ivan Boccali. Cmag starà qui pronta a riferirvi con assoluta equidistanza e imparzialità sulle idee e le proposte che i candidati metteranno nei loro programmi al fine di fornirvi tutte le informazioni necessarie per una scelta responsabile, di svolta e di vero cambiamento, unica cosa di cui la nostra città ha veramente bisogno. Vinca il migliore, vinca Ciampino. Per quanto ci riguarda, invece, stiamo facendo sforzi enormi per allargare il raggio di azione di Cmag a tutta l’area dei Castelli Romani. Non solo. Abbiamo aperto la nostra redazione a forze nuove, a giovani scrittori che vi racconteranno le loro passioni in decine di nuove rubriche. Ricordiamo ancora una volta che Cmag è aperto per tutti e se anche voi avete una passione da raccontare Cmag vi darà la possibilità di mettervi in mostra.

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Sommario

MARZO 2014

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il nuovo città di ciampino magazine

Attualità 6 - 37

Rubriche 40 - 81

Approfondimenti Psicologia 82 - 87 Piccoli amici 88 - 91

Sport 94 - 107

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Relax 110 Astronomia 110 Libri 112 Teatro 116 Frammenti di sapienza 118 Per ridere un po’ 119 Oroscopo 127

C MAGAZINE - Direttore Responsabile: Francesco Puma - Editore: Calcio a 5 Live SRL - Stampa: River Press Group Srl - Progetto Grafico: Marco Michiorri - Registrato presso il Tribunale di Velletri il 25.10.2007 - Registrazione n° 2507 - Per pubblicità, informazioni, segnalazioni e collaborazioni invia una mail a: info@cmagazine.it, oppure chiama il 329 4420244. L’invio di lettere, articoli e foto implica automaticamente l’autorizzazione alla pubblicazione dei testi e delle foto spediti, nonché di tutti i dati personali in essi contenuti, consentendone espressamente il trattamento ai sensi del D.lgs. 196/03. L’invio delle foto dei minori implica automaticamente l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini e dei dati da parte dei soggetti esercenti la potestà genitoriale sugli stessi. La redazione si riserva il diritto di scegliere le lettere e le foto da pubblicare e di rielaborare i testi per esigenze giornalistiche e/o di riservatezza dei soggetti coinvolti. Le lettere, gli articoli e le foto sono testimonianza spontanea dei lettori e dei collaboratori che si assumono, con l’invio alla redazione, ogni responsabilità in ordine alla veridicità e alla liceità dei contenuti. Ai sensi dell’art. 13 D.lgs. 196/03 l’editore Calcio a 5 live di Vincenzo d’Avino, titolare de trattamento dei dati, informa che i dati pervenuti alla redazione, nonché le foto, saranno utilizzati esclusivamente per le fi nalità delle varie rubriche della rivista e non saranno pubblicati ad altri soggetti. Esaurite le finalità, tutti i dati forniti, le foto, gli scritti, saranno distrutti. La riproduzione dei testi ed immagini, anche parziale, deve essere autorizzata dall’editore. La collaborazione ad articoli o servizi è da considerare del tutto gratuita e non retribuita.


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A cura della Redazione

NOTIZIE FLASH CIAMPINO: TENTANO DI SCASSINARE UN BAR PER RIPULIRLO, UN ARRESTO Nella scorsa notte, durante i tradizionali servizi di controllo sul territorio, una pattuglia di agenti del Commissariato di Marino, diretti dal dottor Valter Di Forte, hanno individuato un giovane, il quale stava armeggiando sul cancello d’ingresso di un bar di Ciampino. Alla vista dei poliziotti, l’uomo è immediatamente salito su un furgone condotto da un complice, per allontanarsi immediatamente da quel luogo. Gli agenti, notata la scena, si sono messi subito all’inseguimento dei due soggetti, dando vita ad un inseguimento per le vie della cittadina laziale. Per sfuggire alle forze dell’ordine, i fuggitivi non hanno esitato a speronarli, non riuscendo nell’intento unicamente per la notevole abilità mostrata dall’autista dell’autoradio. Dopo diversi minuti, i due giovani hanno deciso di lasciare l’auto ed hanno continuato la loro fuga a piedi, sino a quando i due poliziotti sono finalmente riusciti a bloccare uno di loro, al termine di una breve colluttazione. Nel corso della successiva perquisizione effettuata sul furgone condotto dai due uomini, il quale è risultato essere stato segnalato per furto, per

cui nei prossimi giorni sarà riconsegnato al legittimo proprietario, i poliziotti hanno rinvenuto numerosi attrezzi che, quasi certamente, sarebbero stati utilizzati per portare a termine un altro furto. Il fermato, un rumeno di 30 anni, è stato immediatamente arrestato e ora dovrà rispondere dei seguenti capi d’accusa: furto, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento dei mezzi della pubblica amministrazione, ricettazione e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. Intanto, stanno proseguendo le ricerche per individuare il soggetto, che è riuscito a fuggire e ad evitare l’arresto.

Usb: difendere i servizi pubblici di Ciampino Nei giorni scorsi, la federazione romana Usb con i lavoratori e le lavoratrici delle aziende partecipate del Comune ha indetto un’assemblea

pubblica per il rilancio delle aziende pubbliche, al fine di garantire maggiori servizi di qualità, con l’intento di creare più opportunità occupazionali, attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali europei. Purtroppo, nel comune di Ciampino, queste importanti risorse economiche, che appartengono a tutti i cittadini, sono state destinate ad interessi privati o lasciate inutilizzate per incompetenza. Teresa Pascucci, membro dell’esecutivo federale provinciale Usb, ha cosi analizzato questa grave situazione. “Siamo seriamente preoccupati dello stato in cui si trovano le aziende pubbliche di Ciampino. La crisi di Asp sta imponendo ai lavoratori notevoli sacrifici con il rischio di licenziamenti, il taglio dei salari e i contratti di solidarietà, senza tuttavia avere garanzie di un vero e proprio piano di risanamento. Miriamo quindi a proporre interventi volti a porre i servizi pubblici al centro delle politiche dei vari amministratori locali, per difendere la dignità di ciascun cittadino, utilizzando i fondi comunitari, con l’obiettivo di rendere maggiormente vivibile la cittadina di Ciampino”.

“Legàmi d’autore” in scena al cineteatro “Il Piccolissimo” il 3 e 4 aprile Tra musica e letteratura torna in scena Marco Miconi, nome di primo piano, da anni, dello spettacolo e della commedia a Ciampino. Marco Miconi, attore, autore e regista teatrale, abile interprete di molte opere di De Filippo,

7 Simon, Salemme, Coney, Benfield, Fosse, Fiastri e Garinei e Giovannini (portate in scena anche con la Compagnia del Teatro Instabile e Traballante di Ciampino), racconta del suo nuovo spettacolo ideato e realizzato con Antonella Vitale. Filo conduttore di tutto lo spettacolo l’amore, un affascinante intreccio di sensazioni, ricordi ed emozioni. “In realtà già grandi poeti scrittori, artisti, cantanti hanno celebrato, in maniera diversa, il sentimento dell’amore e l’idea di uno spettacolo dedicato ad un tema così attuale e discusso ci è apparsa un’appassionante sfida. Si trattava di progettare e realizzare un’opera in cui la riflessione doveva procedere, come per tutti gli spettacoli artistici, di pari passo alla bellezza, al sorprendente, all’emozione” – così Marco Miconi descrive il suo nuovo spettacolo. “Le parole, la musica ed i ricordi insieme hanno la capacità di colorare l’amore, gli animi si innalzano e la verità e la bellezza dell’amore, anche se solo per un minuto sono di nuovo lì a portata di mano” – continua Marco Miconi – “per questo ripercorreremo un ampio periodo della nostra vita, quello che va dagli anni 50 agli anni 90 e oltre, dove il comune denominatore, l’amore, farà godere gli spettatori di grandi emozioni attraverso la letteratura, i pensieri, i ricordi, gli aneddoti e la musica“ . “Questo amore lo abbiamo trattato in modo assolutamente non banale e scontato, a tratti anche con un pizzico di ironia, ma soprattutto con una forte suggestione. Lacrime e gioia quindi. E’ nata così una rappresentazione estrema-


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attualità

mente varia come la vita, con una miscellanea di linguaggi, stili, arti recitative, tanta musica e suoni diversi propri dell’umanità” – così spiega Antonella Vitale coautrice di Legàmi d’autore, parlando del suo tandem artistico, geniale ed inossidabile con Marco Miconi, pronta ad affrontare quella che, anche lei definisce una vera sfida. Antonella Vitale è infatti una professionista della musica prestata al palcoscenico, Jazz vocalist e compositrice, che da anni collabora con i più importanti musicisti del panorama Jazz italiano come Andrea Beneventano, Lorenzo Tucci, Alessandro Marzi, Francesco Puglisi, Eddy Palermo, Aldo Bassi, Karl Potter, Fabrizio Bosso ed Antonello Salis. A coadiuvare i due artisti non potevano mancare musicisti di grande talento e versatilità stilistica quali Pierpaolo Ranieri, Bruno Marinuzzi e Marco Rovinelli collaboratori di grandi artisti italiani ed internazionali della musica pop, jazz e blues come Dionne Warwick, Michael Bolton, Noa, Gipsy King, Miriam Makeba, Renato Zero, Irene Grandi, Ornella Vanoni, Riccardo Cocciante; Mango, Negramaro, Giorgia, Paola Turci, Carmen Consoli e numerose orchestre nazionali ed internazionali. “In accordo ai testi abbiamo scelto canzoni di riferimento temporale - aggiunge Antonella Vitale – per mostrare come l’amore, in tutte le sue più delicate sfaccettature, sia bello cantarlo sempre, sia quando il sentimento che stiamo vivendo ci esalta e sia quando ci sembra che quell’amore che abbiamo vissuto abbia perso tutto il grande senso che aveva”.

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“Pagine e pagine di amori, amori impossibili, amori appassionati e parole, parole, parole …” – conclude così la sua intervista Marco Miconi – “e seppure non siamo tutti poeti, scrittori o musicisti siamo tutti capaci di sentire ciò che l’emozione fa vibrare dentro di noi”. Così come Robin Williams è salito sulla cattedra, io sono salito su questo palcoscenico … “per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.” (da L’attimo fuggente). Cineteatro “Il Piccolissimo” Via Ludovico d’Ariosto, 2 - Ciampino 3 e 4 aprile alle ore 21,00 Info e prenotazioni: 06/64831086 - 3357274473

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A cura della Redazione

NOTIZIE DAi castelli MARINO: A SAN BARNABA SPOGLIE ZACCARIA NEGRONI Lo scorso 3 marzo, presso la Basilica collegiata San Barnaba Apostolo di Marino, si è svolta l’accoglienza delle spoglie del “Servo di Dio” Zaccaria Negroni, con la celebrazione eucaristica presieduta da Mons.Marcello Semeraro, Vescovo di Albano. In preparazione a questo importante evento per tutti fedeli della cittadina laziale, l’associazione Pro beatificazione di Monsignor Guglielmo Grassi e Zaccaria Negroni, la quale opera attivamente da diversi anni nella parrocchia San Barnaba Apostolo, ha svolto un intenso programma di eventi, suddivisi in tre giornate, per accompagnare la salma in alcuni luoghi significativi della vita dello stesso “ Servo di Dio”, il cui processo canonico di beatificazione ha avuto inizio nel lontano 1997. Nel corso di questi giorni storici per l’intero Comune di Marino e per la Diocesi di Albano, le spoglie di Zaccaria Negroni sono state portate presso la Casa delle Piccole Discepole di Gesù, in via Grassi, presso l’oratorio parrocchiale e la Casa dei Discepoli di Gesù, ultima dimora terrena dell’ex sindaco e, infine, presso l’aula consiliare del Comune di Marino, dove sono state onorate con un picchetto d’onore da

parte dei vigili urbani in alta uniforme. La cerimonia pubblica è stata anche accompagnata da interventi celebrativi e dalla proiezione di un documentario sulla vita del “Servo di Dio”. A

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anno, è cresciuto sotto i profili del numero dei partecipanti, della qualità e del consenso. Marco Carbonelli, vice –presidente di Marino Aperta Onlus, ha cosi analizzato questo importante progetto. “Quest’anno, gli incontri affronteranno il delicato tema della Parrocchia e della Chiesa locale. In questo periodo contrassegnato purtroppo da una grave crisi sotto molteplici punti di vista, la comunità cristiana, disseminata nella vita quotidiana del territorio, può e deve rappresentare una luce di speranza e di evangelizzazione per coloro che sono lontani da Dio, in una dimensione di solidarietà, di promozione umana e di cittadinanza responsabile”. Quest’attività ha avuto inizio lo scorso 3 marzo e sarà caratterizzata dagli interventi del professor Giancarlo Cursi, ricercatore e formatore, esperto di politiche sociali e di terzo settore, nonché docente presso la Pontificia Università Salesiana di Roma e dalla dottoressa Francesca Napoletano, formatrice ed esperta in processi di insegnamento e di apprendimento.

CRONACA ALBANO LAZIALE Il prossimo 4 aprile, presso il teatro Alba Radians di Albano Laziale, l’associazione Gialuma Onlus ha organizzato l’evento “ Una giornata della natura e della biodiversità in Madagascar”,programmato all’interno del progetto “ Rosso, bianco, verde”, il quale ha come protagonisti gli studenti delle scuole superiori dei Castelli Romani (liceo psicopedagogico “Joyce”, liceo linguistico “Joyce”, istituto “Emiliani”, istituto “Garrone”, istituto “ Sandro Pertini”). La giornata sarà preceduta da una serie di importanti incontri allestiti negli stessi istituti scolastici da Gialuma Onlus. L’avvenimento artistico si propone di dare vita ad uno spettacolo divertente e profondo nello stesso tempo, con la partecipazione gratuita di scienziati di fama mondiale e di numerosi artisti di vario genere. L’ingresso è gratuito, mentre lo scopo principale dell’evento è quello di raccogliere fondi per la costruzione della Casa dei Ragazzi a Fort Daupin nel Madagascar del Sud.

MARINO APERTA ONLUS E LA PARROCCHIA DI FRATTOCCHIE Lo scorso 23 febbraio, Marino Aperta Onlus e la parrocchia San Giuseppe di Frattocchie hanno avviato le attività di promozione dell’ottava edizione di Politeia, rinomato appuntamento di formazione politico – sociale che, anno dopo

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attualità

ALBANO APRE LA PIATTAFORMA DEGLI OPEN DATA Nelle scorse settimane, il Comune di Albano Laziale ha deciso di investire sulla trasparenza, sull’accessibilità e sulla condivisione dei propri dati con la cittadinanza locale. Infatti, nel corso di un convegno che si è svolto lo scorso 21 febbraio presso la sala nobile di Palazzo Saveli, dal significativo titolo: “Albano libera i dati: giornata della trasparenza”, ha avuto ufficialmente inizio il progetto della pubblicazione sul sito del Comune di oltre mille insiemi di dati in formato aperto, attraverso i quali sarà possibile conoscere e utilizzare informazioni relative agli aspetti principali dell’amministrazione comunale e del territorio: dal bilancio alla sanità, dal volontariato alla cultura, ai prodotti enogastronomici locali. Grazie a questa importante iniziativa, finanziata interamente da Filas Regione Lazio, i dati dell’amministrazione di Albano Laziale saranno aperti e consultabili da chiunque, senza alcuna necessità di ottenere licenze. Pertanto, tutti i cittadini potranno acquisirli e riutilizzarli in base alle proprie esigenze con grande semplicità. Attualmente, il Comune ha pubblicato più di mille dataset, numero mai raggiunto nella nostra Penisola da alcuna amministrazione comunale. Il Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini si è cosi soffermato su questo progetto di notevole interesse per l’intera cittadina laziale. “Abbiamo deciso di aderire ad Open Data, al fine di fornire ai nostri cittadini, alle imprese e

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alle associazioni, la concreta possibilità di accedere ai dati della nostra amministrazione per studi,analisi e sviluppo di applicazioni, senza dover chiedere autorizzazioni o pagare nulla”.

attenti all’evolversi di questa situazione, poiché quest’ultima è stata caratterizzata da troppe ambiguità sin dall’inizio. Per la nostra associazione, da sempre un principio è di primaria importanza nella gestione della cosa pubblica: il rispetto delle regole, sul quale si base la convivenza civile di una comunità. Miriamo quindi a tutelare attivamente nel migliore dei modi un bene fondamentale per tutti noi: la bellezza del paesaggio”.

CRONACA DI GROTTAFERRATA Nei giorni scorsi, il Commissario prefettizio di Grottaferrata ha approvato una delibera, con la quale il Comune si costituisce in giudizio contro il ricorso al Tar presentato dalla Tenuta Fonteia per la nota vicenda del Pua di Tuscolo. In una significativa nota, “ La città al governo” analizza questa vicenda politica, dagli importanti risvolti di natura processuale. “La delibera approvata dal Commissario rappresenta certamente un atto dovuto, in quanto l’Ufficio tecnico comunale aveva emesso in precedenza un’ordinanza di demolizione, che riguardava l’azienda agricola Fonteia. Da parte nostra, come movimento siamo molto

GROTTAFERRATA: DA INI SERVIZIO STIMOLAZIONE TRANSCRANICA Nei giorni scorsi, l’Ini di Grottaferrata ha diramato la seguente nota su alcune patologie molto diffuse, che potrebbero essere curate attraverso la stimolazione transcranica. “Depressione, dipendenze, dolore cronico, ictus e demenze, emicrania cronica, fibromialgia e morbo di Parkinson, costituiscono i campi

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di applicazione della stimolazione transcranica con correnti dirette (Transcranical direct current stimulation, tdcs), una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva capace di indurre cambiamenti funzionali nella corteccia cerebrale, la quale viene praticata presso il servizio di neurologia di Grottaferrata. Tenendo presente che tale metodica potrebbe indurre modificazioni dell’eccitabilità cerebrale, essa dovrebbe essere impiegata in tutte le condizioni patologiche caratterizzate da un’alterazione focale di questo aspetto. Negli ultimi anni, essa è stata ampiamente utilizzata nello studio dei processi cognitivi e comportamentali, sia nei soggetti sani che nei pazienti affetti da malattie degenerative psichiatriche. Infatti, la semplicità di tale tecnica, l’assenza di effetti collaterali e, soprattutto,la persistenza degli effetti, la potrebbero rendere molto interessante per il trattamento di diverse patologie neurologiche e neuropsichiatriche, con una buona percentuale di miglioramento dei sintomi”.


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attualita’

CASTELGANDOLFO A partire dal mese di marzo, dedicato alla venerazione di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria e Protettore della Chiesa Cattolica, su iniziativa di Papa Francesco i giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo saranno aperti a tutti. I visitatori avranno quindi la possibilità di ammirare paesaggi e resti archeologici di grande bellezza: il Viale delle Rose, quello delle Erbe aromatiche e quello dei Ninfei, il Piazzale dei Lecci e il Giardino del Belvedere, uno dei posti più incantevoli della cittadina laziale. Le Ville Pontificie di Castel Gandolfo occupano una superficie di 55 ettari nell’area dei Castelli Romani e fanno parte delle zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia, in virtù dei Patti Lateranensi firmati nel lontano 1929 tra lo Stato Italiano e la Città del Vaticano. Essi rappresentano la residenza suburbana frequentata dai Pontefici dall’epoca di Urbano VII nel secolo XVII.

Cmag - marzo 2014 ANZIANO DERUBATO A CASTELGANDOLFO Ne i giorni scorsi, un increscioso episodio di cronaca si è verificato nella cittadina di Castelgandolfo. Un anziano è stato rapinato in via Massimo D’Azeglio da un uomo e da una donna di circa quarant’anni, i quali si sono avvicinati a lui chiedendogli informazioni su come pagare il parcheggio. Subito dopo, hanno fatto in modo che il 76enne tirasse fuori il portafogli, per spintonarlo e poi derubarlo. L’uomo è immediatamente caduto a terra ed è stato trasportato all’ospedale di Albano, dove resterà ricoverato per quaranta giorni. I Carabinieri di Castel Gandolfo stanno indagando sul grave episodio criminoso.

degli eroi”,organizzato dall’associazione Sipario aperto 2M per la rassegna teatrale “L’isola che c’è”.La direzione artistica dell’evento è stata affidata a Laura Deodori,mentre i miti raccontati sono stati: le metamorfosi di Ovidio, le cause della guerra di Troia, Aracne,le fatiche di ercole, Icaro,Orfeo ed Euridice, Eco e Narciso e il vaso di Pandora. Gli organizzatori hanno invitato nello stesso tempo i partecipanti a mascherarsi,

15 partita Italia- Inghilterra, disputata a Firenze il 18 maggio 1952 e terminata con il punteggio di 1-1, con un gol siglato proprio dal centravanti laziale. Il prezioso dono è stato ricevuto da Fino Fini, direttore del museo, unico del genere in Europa, che conserva i ricordi più significativi della Nazionale italiana di calcio, dalle origini sino ad oggi. All’importante manifestazione, hanno anche preso parte Oscar Bonamici e Mauro Penzo del Roma club Frascati “Amedeo Amadei” e organizzatori del premio nazionale serie A “ Città di Frascati”.

in sintonia con la mitologia greca.

A FRASCATI CERIMONIA DI CONSEGNA MAGLIA AMEDEO AMADEI FRASCATI: A TEATRO VILLA SORA ARRIVA “MITHOS” Lo scorso 2 marzo, nel Comune di Frascati, presso il teatro villa Sora di Via Tuscolana 5, si è svolto lo spettacolo “Mithos, il gioco degli dei e

Lo scorso 28 febbraio, presso la sala consiliare del Comune di Frascati, si è svolta la cerimonia di consegna al museo del calcio di Coverciano da parte di Sergio Amadei, figlio del grande campione calcistico Amedeo, storico attaccante della Roma e dell’Italia, della maglia indossata da suo padre in occasione della

HA APERTO UN NUOVO McDONALD’S. Viale Kennedy, 90 Ciampino


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A cura della Redazione in collab.ne con la Polizia Locale

Cyberbullismo e pericoli del web: la Polizia Locale incontra gli studenti

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nternet, chat, facebook, twitter, ask, whatsapp, you tube, hangout e tutti i possibili pericoli che sono al loro interno, quali phishing, malware, flaming e, soprattutto, Cyberbullismo. Sono questi gli argomenti affrontati da un nucleo specializzato di agenti della Polizia Locale di Ciampino nel corso degli incontri iniziati in questi giorni nelle classi della scuola media “Umberto Nobile” di Via Mura dei Francesi. Il Dirigente scolastico, Dott.ssa Maria Teresa Martelletti, ed il Comandante della Polizia Locale, Dott. Roberto Antonelli, hanno scelto di dedicare a questo delicato tema gli annuali incontri che vedono gli agenti confrontarsi da 8 anni con gli oltre 1.000 studenti della maggiore scuola media del territorio; gli stessi agenti che, ogni giorno, all’ingresso ed all’uscita delle classi vigilano nei pressi della scuole e che in diversi casi, con la collaborazione dei docenti e delle famiglie, sono riusciti a prevenire e a reprimere, prima di possibili degenerazioni, episodi spiacevoli di bullismo. Gli incontri, iniziati la scorsa settimana, vedono gli agenti confrontarsi nei prossimi due mesi

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pericolosi per se o per gli altri. Al termine degli incontri, agli alunni viene illustrato sia il sito del Comando che il profilo Twitter, soprattutto nelle sezioni a loro dedicate e quali strumenti di dialogo e di richiesta di aiuto anche on line e viene distribuito un questionario, da compilare in forma anonima e consegnare (ovviamente on line, via email) agli agenti al fine di mappare la reale conoscenza del web e dei pericoli in esso contenuti nei

ragazzi di Ciampino. *Polizia Locale Ciampino* Via Mura dei Francesi, 203 - 00043 Ciampino (Roma) tel.: 06.7919104 fax: 06.79321589 e-mail: ufficiostampa@polizialocaleciampino.it web: www.polizialocaleciampino.it twitter: @pl_ciampino <https://twitter.com/ pl_ciampino>

- oltre l’orario di servizio - con due classi a turno sul loro utilizzo quotidiano del web, sia attraverso il pc che, come sempre più spesso accade, attraverso smartphone e app di messaggistica on line che hanno sostituito di fatto gli sms. Oltre a ciò, gli agenti illustrano con dovizia di particolari tutti i vari pericoli che un uso non accorto della rete può generare, dall’apertura di profili face book e twitter con date non vere, da software ingannevoli, a temi più delicati - ma non sconosciuti - come richieste di incontri da parte di adulti, proposte di acquisti truffa di beni di consumo a prezzi stracciati, aste, giochi d’azzardo e, soprattutto, i danni causati da un uso dei social network al fine di diffondere in rete prese in giro o episodi di bullismo nei confronti di altri compagni di scuola o coetanei. L’obiettivo è quello di insegnare ai ragazzi a sfruttare al massimo le potenzialità del web, e delle community on line, senza però correre i rischi connessi all’adescamento, cyber bullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o

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A cura di Farida Criseo Portavoce Coalizione a sostegno di Mauro Testa a Sindaco di Ciampino.

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a nostra lista civica,nasce dall’intento collettivo di voler migliorare migliorarci come città e come cittadini. Vanta di un gruppo Facebook che indipendentemente da qualunque forma politica, ha iniziato ad adoperarsi a spese proprie, nel sociale e per il sociale, poiché va contro ogni interesse personale di singoli individui che cercano di mischiare le carte per raggiungere prettamente

i propri interessi. Per il sociale, percorriamo e continueremo a percorrere questa nostra strada affinché possa esistere nella nostra città un minimo spiraglio di aiuto verso le persone che versano in gravi situazioni. Tra i nostri obiettivi quello di donare un pacco spesa settimanale agli anziani ed alle famiglie in difficoltà, un pacco neonati composto da pannolini salviette e quant’altro possa rendere supporto, da destinare mensilmente a tutte le famiglie con gravi problemi economici. L instaurazione di uno sportello del cittadino con consulenza legale gratuita, la creazione di comitati di quartiere,affinché possa essere realizzabile l’adozione parchi, realtà esistente, in molte città, ma anni luce lontana dalla nostra e in ultimo ma non ultima la raccolta differenziata legata alla produzione di bio metano che abbasserebbe notevolmente le tasse comunali. L’obiettivo primario è anche il desiderio di donare lustro e dignità alla nostra cittadina, donandole un illuminazione degna (più illuminazione più sicurezza),un ripristino delle fontane (oggi fatiscenti e chiuse da anni), una riqualificazione di tutte quelle aree, piazza principale compresa, che da anni sono lasciate al degrado, funzionalità dei servizi e dei semafori rivisitazione permessi z1. La nostra lista, si collegherà con la candidatura a sindaco di Testa

Mauro e in lui poniamo la nostra piena fiducia, uomo ligio, e cittadino modello, che si è distinto a pieni voti, per aver adoperato con correttezza e lealtà nei suoi impegni amministrativi. Il suo programma consistente ed elaborato, viene da noi appoggiato, in ogni suo punto, poiché frutto di confronto, opinione, decisione ad unanimità, dopo tante e tante ore di colloquio cittadino. È

21 con Mauro che noi guardiamo al nostro futuro, ed al miglioramento come città e come cittadini astenendoci da ogni polemica sterile ed insignificante fatta da persone squallide che mirano solamente al mantenimento dei loro personali interessi.... Stefano Tricarico e Domenico Di Mauro.


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A cura di Farida Criseo Portavoce Coalizione a sostegno di Mauro Testa a Sindaco di Ciampino.

mauro testa: “punto e a capo”

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opo la conclusione della mia avventura come amministratore, ho avuto modo di parlare con le persone e confrontarmi con loro, da cittadino. Ho avuto modo di sperimentare l’enorme fiducia che veniva riposta nei confronti del lavoro che avevo svolto e nella mia persona. Coadiuvato dal direttivo del partito Socialista, del quale mi onoro di far parte, ho avviato una serie d’incontri con i cittadini, con i loro problemi e con le proposte che, via via, sotto la spinta di un grande entusiasmo, venivano poste sul tavolo. E’ grazie a questo lavoro che è nato il progetto elettorale, una nascita che vede la partecipazione di moltissimi cittadini, l’entusiasmo di molti giovani, di tante donne che vedono, in questo progetto, una grande speranza di cambiamento. Un lavoro capillare che è partito, prima, come un momento di confronto vero con la gente, successivamente, con il confronto ed il sostegno di partiti e politici che in quel programma hanno avuto fiducia e che hanno deciso di investire energie e buone prassi. Il risultato di questo percorso è un lavoro realmente condiviso, con confronti giornalieri, con un metodo preciso, in cui tutti sono protagonisti e partecipi

del programma, ognuno porta avanti le proprie istanze, ne discute democraticamente, le confronta con gli altri e le fa proprie. Un confronto vero che ruota attorno ad un interesse manifesto: restituire alla città progetti e programmi nati dai cittadini stessi, con una verifica di fattibilità, con una capacità di proporre qualcosa di diverso e di realmente innovativo. Un obiettivo che da Forza Italia, attraverso il suo coordinatore ufficiale, Alberto Comella, che ha sempre lavorato con la squadra alla predisposizione del programma, al consigliere Massimo Di Fabio, passando per De Pace, al gruppo Isidori, Salandra, assieme ai tantissimi neofiti della politica, ha avuto come scopo la proposizione di un programma chiaro, realizzabile e realistico. Si è sempre discusso di argomenti correlati tra loro, ma che, da soli, rivestono un capitolo importante per la crescita della città e delle generazioni future. Partendo dall’edilizia scolastica e dalla consapevolezza che gli interventi in questo campo debbano essere centellinati, in quanto le casse comunali non sono in grado di supportare grandi opere, si è evidenziato come gli edifici scolastici possano entrare a far parte di una programmazione che,

di anno in anno, dovrà individuare un istituto su cui intervenire. Per fare ciò, diventa determinante la ricostituzione della rete scolastica che dovrà essere territoriale e avrà lo scopo di collegare i dirigenti, i rappresentanti di ogni istituto con i genitori, per riuscire a far circolare le informazioni ed agire, in sinergia, nel rispetto dell’istituzione scolastica nella sua globalità. Sinergia e valorizzazione dell’esistente sono le parole utilizzate anche per quanto riguarda il potenziamento della proposta culturale in città e l’utilizzo delle eccellenze che insistono sul territorio e che, spesso, in mancanza di una programmazione nell’interesse di tutti, rimangono isolate e misconosciute. Consapevoli che è necessario cercare di far lavorare il territorio, anche attraverso manifestazioni culturali che diventino, negli anni, appuntamento fisso e vetrina per tutti coloro i quali operano con professionalità. Per ogni step ci sono incontri e confronti, fino al raggiungimento di una sintesi. Il contenitore è rappresentato dalle tre macroaree individuate dalle quali si parte per riuscire a proporre ed elaborare singoli punti specifici. In un movimento ascendente e discendente si passa dal generale al particolare e, ancora, dal particolare al generale, per riuscire a recuperare ideali, senza mancare di individuare cogenze e bisogni. In questo senso non si è mancato di parlare della necessità di riconvertire, anche attraverso un adeguato percorso di specializzazione, le risorse umane impiegate presso AMBIENTE spa, al fine di provvedere ad una gestione dei rifiuti proficua per le casse comunali, per l’azienda stessa ed al servizio dell’ambiente. Quindi, si, alle isole ecologiche, per il conferimento dei rifiuti, si alla riconversione

23 della spazzatura, in termini di recupero delle risorse e smaltimento. Tutte proposte che hanno come scopo la diminuzione delle tasse pagate dai cittadini ed un miglioramento, globale, della vita, nella città di Ciampino. Ognuno dei rappresentanti di coalizione porta il proprio contributo, offre dei suggerimenti che vanno nella direzione di un programma veramente condiviso. Nel progettare e dar vita al programma e nelle proposte finora messe sul tavolo, il lavoro di squadra diventa fondamentale, per riuscire a fornire informazioni e consigli che siano nell’interesse dei cittadini e della città.


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attualità

Cmag - marzo 2014

A cura di Farida Criseo Portavoce Coalizione a sostegno di Mauro Testa a Sindaco di Ciampino.

mauro testa: “punto e a capo”(parte 2) Una coalizione ampia, importante, che vede la proposizione di molte liste civiche, di partiti come il partito Socialista e Forza Italia, ma che privilegia soprattutto, gli individui, il loro interesse nei confronti del miglioramento del territorio.

La coalizione a sostegno della candidatura di Mauro Testa, quale sindaco di Ciampino, si confronta e si compatta di fronte ad un programma i cui punti essenziali, le macroaree individuate e condivise si sintetizzano così:

-

COINVOLGIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PER L’INDIVIDUAZIONE DI PROGETTI E RISORSE FINALIZZATE ALLA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO LOCALE NELLA SUA GLOBALITA’;

-

COSTITUZIONE DELL’UFFICIO DI PROGRAMMAZIONE PER IL REPERIMENTO DI FONDI DA DESTINARE AL COMUNE E A PRIVATI;

-

VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO DI PROPRIETA’ DELL’AMMINISTRAZIONE, AL FINE DI CONSENTIRE L’UTILIZZO DA PARTE DELLE AZIENDE PARTECIPATE, PER UN RAFFORZAMENTO DEI SERVIZI DI BASE, GIA’ OPERANTI, CON ULTERIORI SERVIZI AD ALTO VALORE AGGIUNTO. IN UN’OTTICA DI IMPIEGO E RICONVERSIONE DELLE RISORSE LOCALI ESISTENTI.

Tre punti essenziali che partono dalla lettura dell’area di riferimento e che cercano di attivare capacità di progettare, possibilità di riconvertire e attitudine a valorizzare. Si parte dall’esistente, dall’individuazione delle risorse locali, dalla riconversione e dalla valorizzazione del patrimonio esistente sul territorio e dall’individuazione delle vocazioni territoriali, cercando di ascoltare l’ambiente e considerare le istanze che da esso provengono. Contemporaneamente, si cerca di fare un lavoro di programmazione in grado di consentire l’accesso ai finanziamenti comunitari, e non solo, che consenta lo sviluppo del territorio stesso. Attraverso la capacità di programmazione e la successiva abilità a rendicontare, a rendere, cioè, conto dell’utilizzo dei finanziamenti attivati così come previsto dai regolamenti comunitari, sarà possibile pensare uno sviluppo tangibile del territorio e coadiuvare, in questo percorso, anche i privati che vogliano fare impresa, ovvero investire sull’area. Non dimenticando che i fondi comunitari messi a disposizione ed inutilizzati per incapacità programmatiche, vanno a finanziare altri paesi membri. Ultimo, ma non ultimo, la gestione delle partecipate attraverso un programma di riconversione dei servizi e di ottimizzazione delle risorse, al fine di rendere operanti ed attivi i cosiddetti “rami morti” d’azienda, cercando di individuare, attraverso un percorso onesto e limpido, strategie di rilancio. Una visione d’insieme, per cercare di dare ai cittadini una capacità di guardare alla propria città come un universale, in un tutt’uno da riempire di progetti e risorse. Un nuovo

25 approccio nei confronti della creazione di un programma elettorale che vede la sua scommessa nella capacità di leggere il territorio e di mettere in sinergia le risorse, intendendo, con questo termine, il patrimonio umano, culturale e ambientale. Tre punti di partenza fondamentali per riuscire a rilanciare Ciampino e, come l’incastro di un puzzle, per riuscire a costruire la città di domani.


attualità

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A cura del Dott. Carlo Eugenio Morganti

SAN PIETRO apostolo

C

hissà quanti sanno che San Pietro per giungere a Roma, la capitale del mondo antico a diffondere io Vangelo, percorse la Via Appia, la Regina Viarum, un tratto della quale attraversa il nostro Comune di Ciampino. San Pietro, il pescatore di Cafarnao scelto da Gesù Cristo capo della Chiesa, giunse nella nostra terra prima di morire a Roma per mano di Nerone nell’anno 64 mediante crocifissione a testa in giù. In quell’epoca nell’area di Ciampino vi erano numerose ville suburbane di famiglie patrizie romane come la villa dei Valerio Messalla e dei Volinio Pollione. Le Ville suburbane erano vere e proprie aziende agricole ove lavoravano numerosi schiavi e liberti provenienti dalle varie parti dell’Impero Romano: Greci, Galli, Illirici, Traci, Africani, Asiatici etc. Molti di loro e anche nobili romani avevano giù abbracciato la fede del Cristianesimo quando giunse San Pietro a Roma. Non è affatto da escludere che San Pietro durante il suo cammino verso Roma fu accolto ed ospitato dalle Comunità Cristiane che vivevano lungo la Via Appia nel nostro territorio. A dimostrarlo la scienza Toponomastica che

ricorda numeroso toponimi di Ciampino che recano il nome di “San Pietro”. Quale grande onore per la nostra terra !

San Pietro Apostolo


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attualità

Cmag - marzo 2014

A cura del Dott. Carlo Eugenio Morganti

SAN PAOLO A CIAMPINO Anche San Paolo, l’Apostolo delle genti giunse a Roma percorrendo la Via Appia. Egli scrisse molte Epistole, come quella ai Romani e morì decapitato per volontà dell’Imperatore Nerone nell’anno 65. Numerosi antichi toponimi siti nel nostro territorio di Ciampino sembrano alludere al passaggio di San Paolo: “Torre Messer Paoli”, “Castel de

San Paolo Apostolo

Paulis”... “Paoli”,”Paulis” sono forse una memoria di San Paolo? Sarebbe bello che il prossimo sindaco di Ciampino anziché svilire il nostro patrimonio storico e culturale lo esalti per il bene comune e per la prosperità della nostra Comunità di Ciampino.

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attualità

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Cmag - marzo 2014

A cura di Massimo Zito

Al voto, al voto!

C

i risiamo, dopo nemmeno tre anni i ciampinesi sono di nuovo chiamati ad eleggere il nuovo sindaco ed il consiglio comunale, dopo l’elezione del vincitore dell’ultima tornata nel consiglio regionale ed un anno di gestione del vicenssindaco Verini, nominato a tale incarico tra liti e polemiche. Rispetto alla primavera del 2011 sono cambiate molte cose nella politica italiana e, in parte, questi cambiamenti si rifletteranno sulla mappa politica della città. Abbiamo avuto in questi mesi, infatti, l’implosione del pdl ciampinese, fratturatosi in diverse sigle, l’esplosione del fenomeno Grillo che probabilmente peserà anche a livello locale, si è resa palese la già latente spaccatura nell’UDC locale mentre il PSI è uscito dalla maggioranza che storicamente sosteneva ed esprimerà un proprio candidato sindaco contro gli ex alleati. Come al solito avremo un certo numero di liste civiche, alcune palesemente di disturbo, altre con evidenti ambizioni.

Tra queste, la civica che già si è presentata “Gente Libera” spicca per la candidatura a sindaco dell’avvocato Ivan Boccali, già eletto nelle ultime due consiliature nel consiglio comunale nelle fila del PDL che smarcatosi dagli ex alleati tenta l’avventura in solitario, sostenuto da una lista che sembra rappresenterà trasversalmente la società civile ciampinese con rappresentanti di un po’ tutte le categorie. Personalmente mi sento abbastanza vicino a questo tentativo, quando mi candidai nel 2011 con Futuro e Libertà presentai un programma che per molti versi ricalca quello che l’avvocato Boccali è andato presentando in questo inizio del 2014 e, da osservatore interessato delle cose ciampinesi, non posso non rilevare l’operato di Ivan in consiglio comunale, protagonista di una opposizione responsabile ma dura e senza sconti, spesso esprimendo idee assolutamente condivisibili. Conosco Ivan Boccali da diversi anni ormai e

di lui apprezzo particolarmente la coerenza, l’impegno personale e professionale, anche al di fuori della politica, nei confronti della città e dei cittadini e sono convinto che pur presentandosi con una lista civica possa, questa volta, moltiplicare il suo già cospicuo numero di voti personali e competere anche per il successo finale. Leggo su facebook che alcuni ipotizzano che sia un tentativo di garantirsi la rielezione ma non posso non rilevare che Boccali alle ultime elezioni ha preso circa 500 preferenze personali e che potrebbe facilmente essere rieletto in qualunque lista, senza mettersi a rischio. In realtà, ho fatto una lunga e franca chiacchierata con Ivan, il quale mi ha assicurato che se non diventerà sindaco ma entrerà in consiglio comunale, si dimetterà immediatamente lasciando il posto ad uno dei candidati della sua lista per garantire il rinnovo della politica locale con gente nuova pronta ad impegnarsi per il bene dei cittadini. Mi piace anche la composizione della lista che lo sosterrà, con persone ben note per il loro impegno sociale e civile, tutti con poca o nulla esperienza politica ma, oggi, questo può essere solo un aspetto positivo, è infatti necessario che anche a livello locale la politica si rinnovi, uscendo dalla logica del clientelarismo, ben nota a Ciampino, aprendosi ai bisogni dei tanti dopo avere curato per tanti anni i vantaggi dei pochi. Boccali è persona competente e con la giusta esperienza, sia professionale, sia amministrativa che politica, potrebbe essere, con tutto il rispetto per gli altri candidati, la persona giusta per rinnovare Ciampino, una città del volo che non riesce a decollare stretta tra il traffico

31 pendolare, l’aeroporto e la morsa del cemento, tutti problemi sui quali Boccali sta dimostrando di avere le idee chiare, così come mi è apparso che le idee su problemi quali sicurezza, il rilancio del commercio e sull’occupazione siano interessanti ed efficaci. Per momento l’interesse intorno alla candidatura e alla lista collegata, a giudicare dalla partecipazione alla presentazione e dalle presenze ai gazebo nelle strade pare esserci. Ora tocca ad Ivan ed ai suoi candidati consiglieri convincere i cittadini a dargli fiducia. Io ci credo.


attualità

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Cmag - marzo 2014 sono spese per me, che hanno fatto campagna elettorale insieme al sottoscritto, porta a porta, da quartiere a quartiere, tra i concittadini, per portare le nostre idee tra la gente”.

Comunicato Stampa

giovanni terzulli: “orgoglioso della fiducia ricevuta dai miei concittadini”

I

n una giornata in cui l’affluenza dei votanti è andata oltre ogni più rosea aspettativa, con circa 4700 votanti, è stato il candidato Giovanni Terzulli, attualmente assessore al bilancio e alle risorse umane presso il comune di Ciampino, a vincere con 2532 voti, pari al 54,73%, contro i 2094 di Antonio Rugghia, già sindaco di Ciampino alcuni anni orsono.

Altissima l’affluenza complessiva alle primarie da parte dei Ciampinesi, che supera anche le più rosee previsioni, basti pensare che si stimava una presenza di circa 3000 votanti, in linea con le precedenti votazioni. “La cosa che mi fa più piacere” - ha dichiarato Giovanni Terzulli - “è stata la fiducia ricevuta dai miei concittadini. Hanno riconosciuto in me quella voglia di rinnovamento che sta attraversando l’Italia intera. Sono orgoglioso di aver dimostrato che si può vincere anche tenendo dei toni moderati senza per forza scadere in facili polemiche e banali provocazioni, puntando invece su idee nuove e mantenendo la capacità di continuare a sognare ed, in questo, fondamentale è stato l’aiuto dello staff e dei tanti sostenitori che mi hanno aiutato sin dal primo momento”. “Ringrazio Antonio Rugghia per essersi messo nuovamente in gioco. Da oggi - continua Terzulli - sono convinto che si lavorerà insieme per costruire una squadra vincente ed affrontare la sfida più importante, quella delle prossime elezioni amministrative 2014. Un grazie particolare va a tutte quelle persone che in questi mesi si

Ha poi concluso riconoscendo l’enorme portata del risultato: “L’enorme numero di persone che ha votato alle primarie del centro sinistra, è una vittoria del centro sinistra intero. Non bisogna dimenticarsi che da domani inizia una nuova avventura e che tutti insieme ci troveremo ad affrontarla. Spero che a maggio Ciampino guarderà nuovamente Avanti, come oggi”.

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Cmag - marzo 2014

A cura di Antonio Cececotto

SUPERGHINO, PARLA IL LEGALE: “RICHIESTO RISARCIMENTO MILIONARIO” “La Polisportiva Città di Ciampino” dice il legale Avv. Gianluca Allegretti “si è vista costretta a depositare un altro ricorso al TAR del Lazio sede di Roma avverso l’ennesimo atto di diniego della SCIA che risulta illegittimamente emanato dal Comune di Ciampino. Nonostante ben due sentenze del TAR a favore della mia assistita, precedute da rispettive sospensive a favore della medesima, il Comune di Ciampino continua ad emanare atti che risultano palesemente illegittimi oltre che privi di motivazione, costringendo la Polisportiva ad agire ancora una volta in giudizio pre vedere tutelati i propri diritti. Arrivando ormai al diciottesimo mese di chiusura della Club House, la Polisportiva si è vista costretta a richiedere il risarcimento di tutti i danni sino ad oggi subiti che ammontano a circa € 2.500.000,00. Precedentemente alla proposizione del ricorso di cui sopra, la mia assistita aveva richiesto al Comune di Ciampino in sede di autotutela di annullare il detto atto impugnato, in quanto risultava illegittimo, ma senza alcun positivo riscontro. Va detto inoltre che la Polisportiva Città di Ciampino lamenta di essere oggetto di continue notifiche di atti illegittimi da parte del Comune di Ciampino riguardanti utenze, cano-

ni, e quant’altro precisando, cosa importante, che ad oggi non ci sono canoni di concessione pregressi da pagare e che è stato tutto regolarizzato da tempo. Per questi motivi si è vista costretta ad inviare Atto di Diffida ad alcuni Dirigenti, al fine di vedere ancora una volta tutelati tutti i propri diritti compresa la propria immagine. Tali atti di diffida sono stati inoltrati anche al Sindaco ed al Segretario Generale dello stesso Comune, al fine di adottare i relativi provvedimenti di loro competenza ma ad oggi senza alcun esito. Infine va evidenziato che nonostante la Deliberazione del Consiglio Comunale ed il collaudo amministrativo relativamente alle migliorie dell’impianto sportivo di Via Superga, ad oggi, il Comune di Ciampino non ha proceduto alla sottoscrizione dei relativi atti come per legge, con ciò arrecando ulteriori danni patrimoniali e non, alla Polisportiva in argomento, rendendosi lo stesso Ente ulteriormente responsabile dei danni arrecati e conseguenti risarcimenti dovuti. A questo punto, appare evidente, che continui ricorsi giurisdizionali, diffide ed atti legali posti in essere dalla mia assistita in merito a detta vicenda, risultano essere il frutto di un gravissimo stato confusionale del Comune di Ciampino in ordine alla questione in argomento.

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attualità

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Cmag - marzo 2014

Comunicato Stampa

Comitato elettorale GIOVANNI TERZULLI* Via Mura dei Francesi, 164 - Ciampino tel. 06.79365314 cell. 320.2447742 sito web www.giovanniterzulli.it email* posta@ giovanniterzulli.it <posta@giovanniterzulli.it> * twitter @terzullig <https://twitter. com/terzullig> facebook* giovanni.terzulli <https://www.facebook.com/giovanni. terzulli.98?ref=ts&fref=ts>

GIOVANNI TERZULLI: “LA COMPETENZA SI FA GIOVANE...ED E’ A COLORI!’”

Q

uando guardo la Città nella quale sono cresciuto, e che vivo ogni giorno, penso che davvero ci siano molte cose da fare.

zio per il verde, per esempio, che è il colore che mi manca di più, da sempre. Immagino poi un centro storico come il salotto cittadino che faccia tornare le persone a curiosare tra i negozi, i chioschi ed i servizi messi a loro disposizione, magari con un tablet in mano che si colleghi alla rete wifi. Socializzazione, vicinanza e partecipazione. Quando penso al bianco vedo intere generazioni tra i banchi di scuola e mi rendo conto di quanto siano importanti quegli anni. Anni in cui si forma il carattere e la personalità degli individui. Per questo auspico una formazione tra mura sicure, ancor più importante oggi, nella società della conoscenza, e la realizzazione di tanti progetti educativi per i futuri cittadini, rendendoli sempre più consapevoli dei valori positivi che sapremo trasmettere loro.

Mi viene voglia di credere che c’è ancora spa-

vicina alla Capitale per restare in ombra, inerte, ferma ad osservare. Eventi e appuntamenti 365 giorni l’anno organizzati dalle associazioni culturali e sportive del territorio. Per una volta vorrei decidere di non prendere la macchina e restare nella mia città perchè c’è qualcosa di più interessante. Rosso come il coraggio di pensare che le differenze siano una grande risorsa. Che ognuno di noi può rappresentare il fulcro della coscienza civile di un paese, e che può contribuire alla qualità della vita. Comitati di quartiere insieme ai centri anziani come protagonisti del loro territorio. Ascolto ed azioni concrete. Spazi condivisi e senso di appartenenza. Mi piacerebbe infine credere che il blu rappresenti l’esperienza dei più grandi messa a disposizione di quelli che, come noi, hanno nel cuore la passione e nella testa le idee fresche

Ho il desiderio che ognuno di noi, al ritorno da un viaggio, possa essere felice di tornare nella sua città. Ciampino è una porta d’accesso eccezionale all’Area Metropolitana, ed è troppo per una città nuova.

37 Giallo come il colore di chi per natura non perde speranza e ha la capacità di rendere i problemi risorse. Diamo la possibilità ai giovani anche di sbagliare. Diamo fiducia alle nuove generazioni. Mentre l’Italia guarda indietro, Ciampino guarda avanti!


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Cmag - marzo 2014

A cura dell’Avv. Roberto Pasquali per approfondimenti visitate il sito: www.libraiuris.it

Decreto Legislativo 28.12.2013, n. 154: ora i figli sono davvero tutti uguali.

I

l Decr. Leg.vo n. 154/13 ha finalmente modificato l’assetto giuridico della filiazione ed ha affermato il principio dell’unicità dello stato di figlio, anche adottivo. Ora possiamo davvero affermare che tutti i figli sono uguali di fronte alla legge, senza alcuna distinzione.

Disponendo la sostituzione, nel codice civile e negli altri testi di legge, delle parole figli

“legittimi” e figli “naturali” con la parola “figli”, senza altre differenziazioni di sorta, il decreto menzionato, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8.01.2014, ha infatti portato a termine una battaglia di legalità e di civiltà verso l’infanzia e l’adolescenza equiparando davvero i figli “naturali”, nati da coppie non coniugate, e gli adottivi, a quelli nati all’interno del matrimonio. Con le nuove norme viene riconosciuto a tutti i figli un unico status giuridico. Anche i bambini nati fuori dal matrimonio e adottivi potranno avere diritti negati loro in passato, in assenza di  legittimazione.  Tra le principali novità introdotte dal citato decreto legislativo troviamo: a) la sostituzione del concetto di “potestà genitoriale” con il più ampio concetto di “responsabilità genitoriale”; b) la possibilità per i nonni dei minori, in ipotesi di rottura della coppia, di ricorrere al giudice per vedere riconosciuto il loro diritto a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. E’ stato inoltre assicurato per tutti i figli il vincolo di parentela con le persone che  discendono da uno stesso stipite. Una novità di non poco conto, in quanto, in sostanza, riconosce anche

ai figli naturali diritti ereditari verso tutti i parenti (nonni, zii, cugini) e non solo verso i genitori. c) la previsione dell’obbligo di ascolto del minore in tutti i procedimenti che lo riguardano, salvo che il giudice ritenga l’ascolto in contrasto con l’interesse del minore o manifestamente superfluo. d) l’estensione delle norme approvate anche ai figli nati da violenza o incesto. Ricordiamo che l’art. 251 c.c. vieta che possano essere riconosciuti i figli nati da persone unite da vincolo di parentela in linea retta all’infinito (padre-figlia ecc..), in linea collaterale nel secondo grado (fratello-sorella), e tra affini in linea retta (suocero-nuora). L’eccezione a questa regola era che entrambi i genitori, o almeno uno di essi, all’epoca del concepimento, avessero ignorato il vincolo. La nuova disposizione prevede invece che il figlio possa essere riconosciuto previa  autorizzazione del giudice, avuto riguardo all’interesse del figlio e alla necessità di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio. 

41 e) la fissazione a cinque anni dalla nascita i termini per proporre l’azione di disconoscimento della paternità. f) la fissazione a dieci anni il termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità per i figli nati fuori dal matrimonio. g) l’abolizione del c.d. “diritto di commutazione”, che era una grave forma di discriminazione nel trattamento successorio tra figli “legittimi” e figli “naturali” in quanto consentiva ai figli “legittimi” di soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli “naturali”, escludendoli così dalla comunione ereditaria. Poiché dunque la norma non esiste più, i figli nati fuori dal matrimonio del genitore defunto non sono più liquidabili da quelli nati tra genitori coniugati e tutti parteciperanno alla comunione ereditaria. Come si vede, perciò non ci sono più figli divisi in categorie di serie A e di serie B: l’uguaglianza dei figli ormai è totale. Finalmente le scelte di vita dei genitori non ricadranno più sui figli incolpevoli.


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i nostri soldi

Cmag - marzo 2014

A cura di Cristina Nuzzo

Funzionario Agenzia delle Entrate

Detrazioni fiscali 2014 Irpef: info utili e le ultime novità Per poter accedere alle detrazioni fiscali 2014 Irpef per le ristrutturazioni e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, l’Agenzia delle Entrate ha fornito nelle ultime settimane dei chiarimenti aggiuntivi su alcuni casi particolari. Le novità riportate sono di grande interesse e possono aiutare i cittadini a prendere le

decisioni più adeguate al fine di accedere a tali detrazioni. Ecco nello specifico di cosa si tratta. L’Agenzia delle Entrate in primo luogo ha chiarito che per quanto riguarda la cosiddetta manutenzione ordinaria non è possibile ottenere le detrazioni fiscali Irpef nel 2014 a meno che non si tratti di una manutenzione degli spazi comuni degli edifici. In poche parole per accedere alle detrazioni fiscali 2014 e al bonus sulle ristrutturazioni è necessario che le opere di manutenzione ordinaria delle parti comuni degli edifici riguardino: 1) rinnovamento, riparazione e sostituzione delle rifiniture degli edifici; 2) il mantenimento in efficienza degli impianti tecnologici; 3) il rinnovamento dei pavimenti e degli infissi; 4) la tinteggiatura delle pareti o dei soffitti; 5) la sostituzione di infissi interni ed esterni; 6) la ricostituzione degli intonaci interni. L’Agenzia delle Entrate ha poi chiarito che si potrà accedere alle detrazioni fiscali 2014 sulle ristrutturazioni anche in determinati locali all’interno dei quali si svolge un’attività lavorativa.

Dunque, anche studi professionali e laboratori artigianali. Da ricordare però che le detrazioni fiscali 2014 per questo tipo di locali dà diritto soltanto alla metà del bonus. Importante novità anche per i cosiddetti costi collegati ai lavori di ristrutturazione. Il bonus del 50% in vista delle detrazioni fiscali 2014 potrà essere richiesto anche per le spese che riguardano la progettazione o le altre spese connesse a prestazioni professionali per l’acquisto dei materiali. Altra importante novità riguarda il fatto che, anche coloro che non sono proprietari del locale, possono accedere alle detrazioni fiscali 2014 per le ristrutturazioni. Anche se poi codeste persone dovessero lasciare in un secondo momento l’abitazione, non vedrebbero svanire il diritto alle detrazioni. L’Agenzia delle Entrate chiarisce anche le procedure per accedere alle detrazioni fiscali 2014

43 per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. La norma prevede che le detrazioni per mobili ed elettrodomestici possono essere richieste soltanto se in concomitanza vi siano lavori di ristrutturazione. Basta semplicemente che i lavori per la ristrutturazione siano iniziati prima dell’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Ecco poi un’altra informazione utile: anche qualora si stiano facendo lavori di ristrutturazione per il bagno, è possibile acquistare un frigorifero (dunque attinente a un altro locale dell’abitazione non adibito a ristrutturazione) con le relative detrazioni fiscali. Infine viene evidenziato che per accedere alle detrazioni fiscali 2014 sulle ristrutturazioni bisogna aver pagato attraverso bonifico bancario, mentre per le detrazioni sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici possono essere utilizzati anche carta di credito o di debito.


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UNIVERSO DONNE

Cmag - marzo 2014

A cura di Loredana Trovalusci

LA PERCEZIONE DEL TEMPO: Quando è l’anima a contare i minuti E’ sabato: rientro a casa dopo una splendida lezione con “TEATRINSIEME”, euforica, gioiosa, soddisfatta, ma dovrò attendere una settimana prima che si ripeta. Quanto dura una settimana? Sette giorni, lo so. Ma voglio sapere quanto tempo deve passare in una settimana. Dipende da cosa aspetti, speri o hai paura. Varia a seconda di cosa c’è dentro di te. Può durare pochissimo, un giorno, un mese o non passare mai. Se c’è una cosa che desideri tanto, allora il tempo sembra immobile. Capita quando sei giovanissimo, ansioso di diventare grande per avere tutte quelle cose che ti hanno detto che avrai quando sarai grande. il tempo sembra lentissimo. Da vecchi invece il tempo passa velocissimo, non ci dà quasi il tempo di goderlo. E la mano che si posa sulla spalla, dapprima impercettibile, poi pesa sempre di più: è il tempo che fa il tempo, si allunga e si accorcia secondo il nostro modo d’essere e secondo le cose che si aspettano, con irrefrenabile gioia o con ansia e paura. E il discorso sulla settimana da dove viene fuori? Il corso è settimanale, ma è un momento così bello e intenso per me che mi sorprendo sempre ad aspettare che ritorni: perchè mi sen-

to a mio agio con le persone che lo frequentano e mi affascinano i modi dell’insegnante e una settimana mi sembra davvero lunga. Mi sto innamorando? Non lo so. E’ così difficile conoscere le nostre verità, un lavoro d’introspezione che non finisce mai, meglio forse non iniziarlo, ma io ci sono dentro ormai da tempo, anche se ognuno è e resta com’è. E poi anche il tempo passato, che sembra intoccabile, fa giochi di prestigio e, per interpretazioni postume o per grandi lontananze, cambia l’antica realtà, falsifica i ricordi e crea un mondo a specchio dei nostri sogni. Però perchè privarci dei sogni e delle illusioni se ci aiutano a star bene? Intanto viviamo a meglio il “qui e ora” che poi il tempo farà il tempo! Ed ecco che allora mi sovvengono alla mente le lezioni di filosofia dei tempi della scuola in cui per la prima volta si parlava delle figure del tempo e delle culture che le hanno generate. La cultura greca ad esempio si regolava sul tempo “ciclico” della natura. E’ il tempo familiare della mentalità agricola che si regola sul ciclo delle stagioni, per cui i vecchi che hanno visto molte stagioni sono anche i sapienti che devono trasmettere ai giovani la loro esperienza. Siccome alle leggi della natura nessuno

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sfugge, anche gli uomini, al pari delle piante e degli animali, nascono crescono, generano e muoiono, come vuole l’economia della specie per la sua autoconservazione. I Greci avevano anche considerato il “tempo progettuale”, tipico dell’uomo che si propone dei fini e cerca dei mezzi onde poterli raggiungere. E’ questo un tempo breve, perchè un mezzo è un mezzo se il fine è a portata di mano, e allo stesso modo un fine è un fine se se i mezzi sono a disposizione, altrimenti quel fine diventa un miraggio, un sogno. E’ questo il tempo della tecnica che avvicina i mezzi agli scopi ulteriori, in una sequenza infinita che, in assenza di uno scopo ultimo, per alcuni, me compresa, è priva di senso. La tradizione cristiana ha introdotto poi il “tempo escatologico”, che potremmo definire il tempo di Dio dove alla fine (eschaton) si realizza quello che all’inizio era stato annunciato. Quando il tempo è iscritto in un disegno diventa “storia” perchè, a differenza di quello ciclico e progettuale, è un tempo fornito di senso. Ciascuno di noi, a seconda delle proprie fedi, delle proprie convinzioni e della propria psicologia abita in una di queste figure del tempo come regola della sua esistenza. Ma c’è anche un altro tempo nella nostra vita personale ed è il “ tempo vissuto” per cui un’ ora di lezione a un allievo annoiato appare interminabile, mentre a uno interessato appare brevissima. E’ questo il tempo della nostra psiche, che non si regola sul tempo cronologico misurato dall’orologio, ma sugli interessi, sulle motivazioni, i bisogni, i desideri, le aspettative, le passioni,

che sono poi i vissuti della nostra anima. Qui il tempo non è misurabile, perchè non è più una “quantità” ma una “qualità” che alimenta l’attesa e la speranza e dipende dall’intensità dell’aspettativa, del desiderio, del dolore, della noia, e in genere della gamma dei sentimenti che attraversano l’anima. Non c’è dunque una percezione univoca del tempo, ma solo figure che, intrecciandosi in vario modo, generano quelle rappresentazioni e quei sentimenti del tempo che, a seconda della nostra età della vita, caratterizzano il nostro modo di essere al mondo e di abitarlo, finchè il tempo ciclico della natura, l’unico serio, ce lo concede.

Salvador Dali - La Persistenza della Memoria (1931)

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Cmag - marzo 2014

A cura della Dott.ssa Tiziana Vespertilli Biologa e consulente sull’igiene e la sicurezza degli alimenti. cell: 3477208617 e-mail : studiosigen@virgilio.it e-mail tives6@virgilio.it

Quel cocktail di ormoni dentro il piatto

T

utti ormai sanno che piatto di spaghetti contiene carboidrati, grassi e proteine, ma forse non tutti sono a conoscenza che questo può contenere anche altri nutrienti e composti chimici che inviano istruzioni alle nostre cellule. Alimenti e ormoni hanno molto in comune: entrambe le categorie sono costituite da com-

posti chimici che scatenano reazioni a livello cellulare. Per capire in che modo l’alimentazione influen-

za la salute è necessario considerare i segnali che il cibo ci manda. Le cellule comunicano tra loro attraverso un linguaggio complesso, fatto di messaggi chimici. Si mandano a vicenda istruzioni che invitano a compiere azioni come spostarsi, crescere o rispondere a una minaccia; un problema nella comunicazione tra le cellule può portare a malattie come diabete e cancro. Nuove scoperte mostrano che le molecole che si trovano nel cibo, possono influire sulle “chiacchierate” tra cellule. Per esempio, nel 2010, una collaborazione di ricercatori giapponesi e californiani scoprì che gli omega-3, acidi grassi che si trovano nel cibo, si legano a una proteina specializzata, detta GPR120, che si trova nei tessuti adiposi e muscolari. Quando gli omega-3 si attaccano a questa proteina, adattandosi come una chiave in una serratura, GPR120 lancia una reazione a catena di eventi cellulari che serve essenzialmente a scongiurare l’aumento di peso e l’infiammazione. Capire gli effetti del cibo sulle cellule può fornire uno strumento migliore per progettare le diete ad esempio, ma non solo. Alcuni studiosi sostengono che gli effetti del cibo sul corpo sono così complessi e specifici

che un pasto è quasi un cocktail di ormoni. Gli ormoni sono composti chimici, prodotti da un tessuto o da una ghiandola, che viaggiano attraverso il sangue e altri fluidi per raggiungere le diverse zone del corpo. Arrivati a destinazione, istruiscono determinate cellule a produrre un altro composto chimico o a compiere una certa azione. Anche se i componenti del cibo non sono prodotti nel corpo, possono ugualmente causare reazioni specifiche da parte delle cellule: per questo gli alimenti possono essere considerati simili agli ormoni. La metafora del cibo come ormone è interessante, è’ chiaro che il cibo è un cumulo di composti biochimici, tentare di metterci ordine è un pasticcio.” Sono decenni, infatti, che la scienza cerca di capire in che modo il cibo regola e influenza le cellule. La sfida per la salute pubblica è tradurre queste ricerche in chiare indicazioni alimentari. Le raccomandazioni attuali collimano con le scoperte più recenti: per esempio, l’American Heart Association consiglia di mangiare pesce perché gli acidi grassi degli omega-3 sono stati messi in relazione con effetti positivi per la salute del cuore, come una riduzione del rischio di battito cardiaco fuori della norma e una blanda diminuzione della pressione. In futuro gli scienziati potrebbero riuscire a sapere quale alimento salvaguarda la salute, comprendendo il modo in cui il cibo interagisce a livello cellulare. Le diete potrebbero quindi essere progettate, diversamente da ora, in maniera inversa da sotto in su. Gli acidi grassi non sono gli unici elementi del cibo che si comportano come ormoni. Anche gli amminoacidi possono attivare nelle cellule

47 una reazione a catena che influisce sulla crescita cellulare e sull’insulina. La vitamina D e altre vitamine sono invece coinvolte nella risposta immunitaria del corpo. L’idea del cibo che agisce come un cocktail di ormoni “stabilisce senz’altro una base per la ricerca futura”.

Nel frattempo, dal punto di vista pratico, prima di conoscere come il cibo interagisce con le nostre cellule, prima di conoscere quali sostanze ci possono aiutare (salvaguardando la nostra salute) e in quali alimenti le possiamo assimilare, le diete sane sono ancora quelle composte da molta frutta e verdura, cibo fresco di stagione relativamente manipolato di tutti i generi e un apporto bilanciato di calorie.”


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moda

Cmag - marzo 2014

A cura di Stefania Pelliccioni

Stylist e-mail: stefania-pelliccioni@virgilio.it

CREA IL TUO STILE Quante volte, vi sarà capitato di tornare a casa dopo ore e ore di estenuante shopping e di riguardare i vostri acquisti per poi notare che la maglia in chiffon gialla è carinissima, ma che purtroppo non si abbina con il vostro stile quotidiano e soprattutto con il vostro armadio? Alla fine la particolarissima maglietta resta con il cartellino appesa nell’armadio, inutilizzata, pronta per una nuova destinazione, un nuovo viaggio, la “beneficienza” .

Diciamoci la verità, ci piace comprare sempre, spesso lo facciamo in base all’umore, o lo facciamo perché ci lasciamo prendere dall’enfasi della commessa che esalta i nostri pregi, quasi come l’effetto dell’ipnosi. Qui arriva il punto, segui un modello, lasciati ispirare, ma segui anche te stessa. Questa è una guida che vi avvicinerà al mondo della moda, che vi aiuterà a scegliere, a selezionare, ad essere sempre al passo con le nuove tendenze, senza però dover ricorrere a prendere un prestito in banca! Perché ognuno spende quel che può e quello che ritiene giusto. Vi aiuterò ad evitare il famoso effetto “trieckle-down” descritto dalla gelida Meryl Streep in “Il diavolo veste Prada”, e per coloro che non avessero visto questo film

e non conoscessero questa teoria, approfondirò brevemente questo aspetto della moda, quest’effetto che dimostra che la distribuzione dei beni, avviene dall’alto verso il basso, ossia dall’èlite della società, fino ad arrivare alla massa. Una volta arrivato alla massa, rimaniamo solo vittime dell’effetto trieckle-down, per questo dobbiamo prendere ispirazione da qualcuno, ma sempre per lo stesso motivo dobbiamo diversificarci. 1-SCEGLI IL TUO STILE: Lo stile identifica una persona , per questo motivo, evita di comprare cose che non ti rappresentano, oggetti con cui non ti sentiresti a tuo agio, non farti prendere dalla fretta, perché la moda è ricerca, e come tutte le buone ricerche, ha bisogno di tempo. 2-DEDICA TEMPO A TE STESSA: Per essere sempre alla moda, non basta avere un consistente conto in banca, bisogna cominciare dall’interno, si inizia con l’amare di se stessa sopra ogni cosa! A questo punto, consiglio un ordine interiore ed esteriore, da tutti i punti di vista, anche ascoltando il vostro armadio che sembra confuso, e perso tra l’estate e l’inverno ,e che si sente come un ripostiglio! È si, sembra banale, ma il guardaroba sistemato ispira alla creazione, motiva la persona alla scoperta di nuovi abbinamenti. Aiutati dividendo l’armadio per colori, così da avere un quadro completo della situazione senza dover cercare ovunque quella maglietta. Crea, gioca con i colori, gioca con i pantaloni, strappali, portali a farli stringere, sentiti libera di esprimere te stessa, ma mi raccomando, non esagerare! Questa è la cabina armadio della famosa attrice Eva Longoria, un sogno per ogni donna, un piacere per la vista e per il tatto. Desiderio esaudibile in parte, se si inizia

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a dar valore al proprio stile, alle proprie scarpe, ai propri vestiti, considerandole come fossero gioielli rari, pezzi di storia, la tua storia. 3-LA MODA è RICERCA: Personalmente, mi definisco una ricercatrice, la mia curiosità, mi ha sempre spinto a cercare le spiegazioni di qualunque cosa mi venisse in mente, forse è colpa della mia curiosità, ma sta di fatto che seguo le mie passioni. La moda è stile, è passione e soprattutto ricerca. Non è semplice avere tempo per ricercare e soprattutto avere una carta “gold” che ci permetta gli acquisti folli. Io vi accompagnerò nella ricerca, vi farò risparmiare forze e denaro, metterò a disposizione le mie ricerche di stile e i miei consigli in questa rubrica. Ecco alcuni consigli pratici per valorizzare al massimo i capi che tutte abbiamo nel nostro guardaroba:

4-COME ABBINARE I COLORI: A) Scelta del colore principale: questo non vuol dire che se si indossa un vestito rosa, tutto il resto deve essere rosa, perché finiremmo col diventare le sosia di Barby!

B )Abbinare i colori significa trovare quelle tonalità giuste, che nell’insieme creano un look pulito ed elegante, idoneo alla stagione e all’occasione. C) E se la domanda è come fare, la mia risposta è cercare, quindi o comprare total look completi così non si ha il problema del tono leggermente diverso della maglia, della scarpa e della borsetta, oppure portare i vostri acquisti che non riuscite ad abbinare in boutique, così da avere la giusta tonalità, la giusta percezione, quella che manca quando torniamo a casa e pensiamo :” non so perché ho comprato queste scarpe, il vestito lo ricordavo diverso”. Queste foto, fanno parte della collezione primavera estate del famosissimo marchio svedese H&M. La modella a sinistra, indossa: camicetta senza maniche € 9.95 e gonna in cotone € 24,95. La modella al centro indossa: gonna in chiffon trasparente, con alti spacchi laterali € 9.95 e top €4.95. La modella a destra indossa: camicetta con scollo a V € 24.90 e gonna a tubino €14.95. Non perdiamo tempo, soldi e gusto! La moda è arte, e richiede pazienza, vi ho fornito alcune semplici regole, da seguire per iniziare il nostro percorso da vittima della moda di strada, a ricercatrice di gusto. Parlo a te donna che ti sottovaluti, sbagli!

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favole e poesia

Cmag - marzo 2014

A cura del Dott. Massimo Baldi ingegnere, poeta e favolista

nella mitica terra di zoolandia il mondo raccontato attraverso poesie, favole ed aforismi Una breve riflessione sull’amore vero per la propria donna:

L’amore vero per la propria compagna di vita non si manifesta nei fuochi della passione iniziale ma nei giorni dell’inverno, attraverso la fiducia ed il rispetto, attraverso il senso di protezione, autorevole ma mai autoritario, capace di avvolgere la compagna con un abbraccio simile ad un mantello di velluto, soffice e caldo, proprio come quei ceppi che ardevano all’inizio…Ma ora quei ceppi son ben diversi, sono ceppi che produrranno fuoco sempre, anche nei gelidi giorni della bruma, della galaverna … questo è per me il vero amore.

DEDICATA ALLA MIA DOLCE META’ Una farfalla danza sullo sfondo un cielo azzurro. Come il mare.

Una farfalla segue traiettorie all’apparenza lineari movimenti dettati da perfette arcane geometrie. Nelle realtà quella farfalla disegna curve impercettibili suggerite dal cuore su un azzurro non sempre terso. In verità, quella farfalla è pura magia è la gioia di due ali e di due occhi verdi che parlano molto molto più delle parole. Quella farfalla è un fiume di emozioni e sentimenti è una cascata di sogni sulle sponde noi due seduti. Sei, Tu, Amore quella farfalla.

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l’esperto risponde

Cmag - marzo 2014

A cura dello Staff

Inviate le vostre domande al seguente indirizzo mail: esperto.risponde.magazine@gmail.com

Questa Rubrica è stata pensata, per creare un filo diretto con il lettore e per consentirgli di porre domande sui più svariati argomenti e ricevere delle risposte da collaboratori esperti e qualificati. In questa sezione è offerta, l’opportunità di consultare professionisti per risolvere dubbi, domande, quesiti e problematiche. Naturalmente saranno eliminati tutti i riferimenti personali al fine di garantire il 100% della privacy.

La Scelta del Cane Salve, da qualche tempo vedo passeggiare per le vie del centro cittadino uno splendido esemplare di levriero Afghano, vorrei prenderne uno in casa ma non so a cosa vado incontro, com’è la caratteristica della razza? Grazie Arianna

lui è il cucciolo di casa lo rispetta ma non gli ubbidisce. E’ impegnativo nell’igiene e anche se è molto pulito e non ha il classico odore selvatico tipico dei cani ha un pelo che necessita di molte cure. Il levriero Afghano Levriero è un cane molto armonico ed elegante, pieno di dignità e dall’aspetto nobile. Alto oltre la media, forte ma agile al tempo stesso, sa muoversi veloce e silenzioso nell’ambiente. Daniela Semprepiovi Caione-Allevatrice

Il levriero Afghano è un cane indipendente, testardo, misurato nelle esibizioni d’affetto, diffidente con gli estranei, intelligente. La sua non è un’intelligenza diretta all’esecuzione dei comandi impartiti dall’uomo ma è un’intelligenza creativa. Non occorre farlo esercitare 30 km al giorno e a non prende più spazio di un gatto e come un gatto ama la poltrona del padrone, le sue massime corse sono da una poltrona all’altra. Buono e tollerante con i bambini ai quali però non riconosce nessuna autorità, per

Sono aperte le iscrizioni al primo anno del Corso Triennale di GRAFOLOGIA sede dei Castelli Romani dell’AIGF (Associazione Italo Francese di Grafologia)

Direttrice: Antonella Feligetti - per informazioni: antonella.feligetti@libero.it

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grafologia

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Cmag - marzo 2014

A cura della Dott.ssa Antonella Feligetti

Psicoterapeuta Grafologa Via Col di Lana,126 (Ciampino) CELL. 339-1507377 - antonella.feligetti@libero.it

CHE COSA FARO’ DA GRANDE……. SALVE, CONTINUA LA NOSTRA RUBRICA DI GRAFOLOGIA....QUESTA STRANA DISCIPLINA CHE CI PERMETTE DA UNA SEMPLICE SCRITTURA DI COMPRENDERE QUALCOSA DI NOI. In questo articolo vi voglio illustrare un uso molto specifico e, a mio avviso, utilissimo dell’analisi grafologica: l’individuazione DELLA NOSTRA ATTITUDINE PRINCIPALE. ANJA TEILLARD, ANALISTA JUNGHIANA E GRAFOLOGA per prima individuò una corrispondenza tra i TIPI PSICOLOGICI di Jung e alcuni generi grafologici e ciò ha dato l’avvio ad interessanti studi per comprendere verso quale attività principale ognuno di noi è portato. Tipo PENSIERO: la persona ha un approccio mentale a tutte le attività, ragiona, riflette e sulla base di ciò prende delle decisioni e svolge delle attività. E’ portato verso le attività di studio ed anche nelle attività pratiche, prima cerca di capire e poi agisce. Un partecipante ad uno dei miei giovedì grafologici, innegabilmente tipo pensiero ci illustrò come avesse razionalizzato in modo efficace l’incombenza

Ebbene a cosa ci serve individuare l’appartenenza, tramite la grafologia, ad una di queste quattro tipologie di carattere? A sapere per quale tipo di studi, attività o professione siamo portati. Nel caso di adolescenti o giovani a rispondere alla domanda...che cosa voglio fare da grande?

di pulire la verdura che la moglie gli aveva affidato! Stupendola per la velocità con cui aveva portato a compimento l’incombenza..... Tipo Sensazione: la persona usa i 5 sensi e filtra la realtà con le sensazioni che gli vengono rimandate da olfatto,tatto,vista,udito,gusto. Prima di pensare, sente e sulla base di ciò che prova si orienta nelle scelte e nella conduzione delle sua attività quotidiane. A tale persona verranno consigliate attività artistiche,estetiche comunque manuali e che presuppongono l’uso dei 5 sensi. Tipo Intuizione: la persona anticipa con un certo “fiuto” ciò che accadrà nelle varie circostanze, ha idee brillanti, ma spesso non viene compresa poichè gli altri non riescono a vedere ciò che ilei pre-vede. Negli affari, nella soluzione di problemi pratici, nelle attività teoriche l’intuitivo riesce a vedere prima degli altri e ad avere anche qualche buon riscontro pratico. Spesso però l’intuitivo prepara l’affare e qualcun altro ne approfitta!!!! Triste destino, ma rimane la soddisfazione di aver capito prima degli altri. Tipo Sentimento: la persona opera le proprie scelte in base ai sentimenti che prova, anche quelle professionali ed esprime la massima competenza in campo sentimentale

Antonella Dott.ssa Feligetti Psicologa - Psicoterapeuta Disturbi del comportamento Disturbi d’ansia e alimentari Difficoltà relazionali Via Col di Lana 126 (Ciampino) Cell. 339-1507377 Mail: antonella.feligetti@libero.it

Il vantaggio della grafologia è che essendo la scrittura una nostra produzione unica ed irripetibile saremo noi stessi ad esprimere e quindi riconoscere la nostra attitudine principale per poterla esprimere e realizzare Nell’epoca in cui innumerevoli condizionamenti spingono i giovani a scegliere un corso di studi per il quale non sono portati ed adulti a svolgere professioni ed attività che non sono nelle proprie corde la GRAFOLOGIA può aiutare a decidere quale strada intraprendere o quale direzione scegliere se bisogna cambiarla per necessità.

57 portata. La mia risposta è stata che la ragazza fosse portata naturalmente verso attività che prevedevano l’uso del corpo, ma soprattutto ho messo in evidenza nella sua scrittura quella che in grafologia si chiama “oscillazione sulla verticale” ovvero una certa condizionabilità e mancanza di decisione. Ho quindi invitato B. a prendere una pausa di riflessione e a decidere in base a quello che sente, piuttosto che a quello che pensa. Con questo spero di avervi dato altri elementi di riflessione sul vostro modo di esprimervi attraverso la scrittura Un abbraccio

Ovvero comprendere di avere una particolare attitudine può essere utile sia per scegliere che per cambiare la strada da intraprendere A questo proposito vi posso raccontare un’esperienza recente. Una mamma mi chiede di analizzare la scrittura della figlia che deve scegliere il corso di studi superiori. Nella scrittura trovo i generi che mi riportano al tipo sensazione e la ragazza nel testo in realtà afferma di preferire attività manuali come l’estetica e l’arte. Il parere dei genitori la indirizza verso gli studi classici, ai quali la ragazza si sente comunque

Psicologa e Analista Grafologo Relazioni Sociali Individuazione dei Relazioni Familiari punti di forza e dei Relazioni Professionali punti deboli Scelta della scuola Superiore Individuazione delle Scelta della facoltà Universitari attitudini personali Scelta dell’ambito lavorativo


tu... cuoca

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Cmag - marzo 2014

A cura di Romina Doddi

e-mail: romina.doddi@icloud.com

Facciamo l’uovo?

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uesto è il periodo dell’anno in cui timidamente la primavera svela le sue bellezze e il paesaggio si veste di nuovi profumi e colori. Ed è anche il periodo in cui si incomincia a pensare alla Pasqua, allora perché non prepararsi con un pizzico di anticipo e pensare di cimentarsi nel realizzare delle uova di cioccolato artigianali? Prima di ogni altra cosa, a mio avviso, è importante la scelta di una buona materia prima, per conferire alle nostre uova di cioccolato un gusto avvolgente ed un profumo inebriante. In commercio esistono molte varietà di cioccolato, ma non sempre esiste un’informazione adeguata sulle differenze che possono riscontrarsi tra una tavoletta di cioccolato ed un altra. Infatti, proprio come il vino, anche il cioccolato ha propri sentori, aromi, odori e caratteristiche organolettiche diverse che dipendono dal luogo di provenienza, dalle caratteristiche del terreno di coltivazione e dalla tecnica di lavorazione. Personalmente, considero il cioccolato proveniente dall’isola Trinidad e da Sao Thomè, uno dei migliori dato che è molto aromatico, con sentori di mandorle tostate e frutti rossi, fresco e pulito al palato. Solitamente, potete trovare una buona selezione di tavolette di cioccolato nei negozi che vendono prodotti biologici e naturali. Fate attenzione che vi sia indicata sulla confezione del prodotto l’origine e che gli ingredienti siano quelli propri

del cioccolato, senza l’aggiunta di grassi o altri derivati che non siano le parti nobili del cacao. Bene, mettiamoci subito all’opera. Come prima cosa, procuratevi 1 kg di cioccolato fondente, ovviamente potete utilizzare in alternativa il cioccolato al latte oppure bianco, in base ai vostri gusti, uno stampo per quattro uova di cioccolato, carta da forno, un termometro, una placca da forno e decori vari. Per cominciare dovrete temperare il cioccolato, in quanto questa tecnica è necessaria se si vuole rendere il cioccolato lucido, croccante e resistente. Si procede in questo modo: fondete il cioccolato a bagnomaria, facendo arrivare l’acqua a una temperatura di 45°. Mi raccomando, l’acqua non deve venire a contatto con il contenitore del cioccolato. Poi fate scendere la temperatura del cioccolato a 27°, io lo faccio usando altro cioccolato, così che mescolandosi a quello già fuso si raffredderà, ma si può anche disporre il cioccolato su un marmo, lavorandolo fino a quando scende di temperatura. Personalmente consiglio la prima tecnica che a mio avviso risulta più semplice. Si ritorna quindi ai fornelli per riportare il cioccolato alla temperatura di 31°. Adesso il cioccolato è temperato. Ora comincia la parte divertente, bisogna versare il cioccolato fuso nello stampo, ben pulito e sgrassato, facendo in modo che si distribuisca ovunque e con movimenti rotatori delle braccia cercando di non far fuoriuscire il cioccolato dai

bordi. Infine girate lo stampo e adagiatelo su una placca foderata con carta forno, l’eccesso colerà e si potrà riutilizzare in seguito. Il frigorifero è un buon alleato per ottimizzare i tempi di raffreddamento. Se è stato fatto tutto correttamente le semi-uova dovrebbero sformarsi dopo circa trenta minuti senza fatica. A questo punto dobbiamo unirle. Un buon metodo é utilizzare una placca nel forno caldo e una volta riscaldata fate scorrere e roteare sopra le mezze uova, in modo da fondere un pochino i

Le fasi della lavorazione

59 bordi per poi farle combaciare. Vi esorto a svolgere tutte queste operazioni con i guanti in lattice che consentono di manipolare le uova senza lasciare impronte. Non vi rimane che personalizzare le vostre uova con nastrini, sorprese, scritte o decori, magari prendendo spunto dalla primavera che è alle porte. Divertitevi e date libero sfogo alla vostra fantasia e, anche se un pó in anticipo, buona Pasqua!


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curiosità dal mondo

Cmag - marzo 2014

A cura della Redazione Fonti: leggo.it, libero.it, ilcuriosone.it

USA

BARI

E’ un ritrovamento sensazionale quello capitato a due coniugi californiani, a parere degli esperti probabilmente il più prezioso mai avvenuto negli Stati Uniti: oltre 10 milioni di dollari attuali il valore complessivo, pari a poco meno di 7,3 milioni di euro. Usciti per portare il loro cane a spasso nei boschi, a un certo punto si sono imbattuti in una cassetta metallica ricoperta di ruggine, che spuntava parzialmente dal terriccio. L’hanno tirata fuori facendo leva con un bastone: pesava da morire, ma sono comunque riusciti a portarsela a casa. Improvvisamente però il coperchio ha ceduto, e dalla fessura ha fatto capolino il bordo di una moneta d’oro: il marito ha aperto il recipiente, ed è rimasto attonito nel constatare che ce n’erano molte altre. Allora le ha mostrate alla moglie: “Era il ritratto dello stupore”, ha raccontato l’uomo. “Teneva la bocca talmente spalancata che le mosche sarebbero potute entrarvi e uscirne a loro piacimento”

Vi parleremo di un fatto molto particolare accaduto nella città di Bari: dopo una mostra d’arte organizzata da un’associazione di Napoli nella sala Murat di piazza del Ferrarese, molte opere d’arte sono state accidentalmente buttate nella spazzatura dalla donna delle pulizie. L’inserviente ha notato dei cartoni (che in realtà contenevano le opere) a lato della mostra, ormai vuota, ed ha pensato bene di portarli fuori, dove intanto stava passando il camioncino della spazzatura, per buttarli. Peccato però che quei cartoni contenessero delle opere d’arte che dovevano essere riesposte alla successiva apertura della mostra e che dentro c’erano in realtà opere che valevano dai 10.000 ai 12.000 euro! Quando la mostra è iniziata nuovamente, gli organizzatori si sono ritrovati senza alcune opere e ciò li ha fatti andare nel panico.

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fotografia

Cmag - marzo 2014

A cura di Costabile Carpinelli

Info e contatti: e-mail: costabile.carpinelli@gmail.com cell: 3408083622 Facebook: www.facebook.com/CostabileFoto

la fotografia... per me! “Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà.” Henri Cartier- Bresson. Vorrei iniziare questo viaggio nel mondo della fotografia, partendo proprio dalla frase di Henri Cartier-Bresson, forse, il più grande fotografo di tutti i tempi. Iniziamo col descrivere il significato della parola stessa, fotografia, scrivere con la luce.

La domanda che successivamente ci poniamo è, ma cosa vogliamo scrivere??? L’attimo che ci passa davanti ai nostri occhi, quel momento che non tornerà più, le gioie, i dolori, il racconto di un’esistenza, l’immensa natura. La fotografia permette di portare con noi un bagaglio di ricordi, rivivibili dopo anni ed anni. Oggi sento sempre più spesso utilizzare certi linguaggi sulla fotografia solamente relazionati all’utilizzo del mezzo meccanico utilizzato per fare fotografia. Parto dal mezzo meccanico perché ritengo che in generale si dia ad esso un’importanza eccessiva quando si parla di arte fotografica. Analogico, digitale, ottiche, piccolo e medio formato, più luce, meno luce, post o non post- produzione, stampa a mano, e via discorrendo, tutto questo ha davvero poco valore perché si tratta solo di “strumenti” come lo erano i colori a olio e i pennelli di un tempo. Spesso si commette l’errore di elevare tali strumenti a mezzo di “creazione” del momento artistico, come se fossero loro a parlare anziché l’occhio e la mano di chi scatta. Chi realizza immagini basandosi solo sullo sfruttamento di tali strumenti, non farà che produrre fotografie piatte, ordinarie, prive di

quell’emozione che a mio avviso la fotografia deve trasmettere. Tali foto risulteranno piatte, e dopo qualche tempo non emozioneranno più l’osservatore, perché non scateneranno quel ricordo dentro di noi. Costabile Carpinelli è nato ad Agropoli l’11 Agosto 1988, cresciuto a poca distanza, nella località diventata nota per il film “Benvenuti al Sud”, Castellabate. Amante della natura, viaggi, animali ed esplorazione, decide sin dai primi periodi dell’adolescenza di immortalare emozioni quotidiane in piccoli scatti di vita. In genere la sua passione per la tecnologia lo ha portato ad affacciarsi in quel mondo della fotografia digitale che oggi coltiva con passione e sacrifici.

63 Per imparare sul campo la fotografia, partecipa a numerosi concorsi nazionali. A partire da febbraio 2012 ha creato un profilo su Facebook, (www.facebook.com/ CostabileFoto) per far conoscere a più persone possibili i suoi lavori fotografici e per mettersi in contatto con i professionisti del settore, e non solo, per confrontarsi e per scambiare opinioni e tecniche. Parallelamente ha rinnovato il suo sito web, integrando nuovi scatti fotografici divisi in album a tema. Sono in previsione anche altri progetti, di cui al momento non è possibile parlare (... per scaramanzia!)


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A cura di Martina Sacchetti Wedding Planner e-mail: martina.sacc@gmail.com

c’era una volta... il mondo degli eventi

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hi non ha mai sognato di essere Jennifer Lopez nel film “The Wedding Planner?” Ma organizzare un matrimonio non è proprio come nei film… Non è una cosa così semplice. Da bambina dicevo sempre: “Quando toccherà a me sarà il matrimonio più bello di tutti!” Chi è che non sogna il principe azzurro ed un

matrimonio da favola? Per questo il mio cammino è iniziato tutto da una torta in pasta di zucchero per una coppia di sposini… Poi insieme alla passione per le torte ho deciso di intraprendere questo mestiere facendo vari corsi per perfezionarmi…C’è sempre da imparare. Sono sempre stata una persona romantica e sognatrice e l’idea di alleggerire agli sposi il momento più delicato, ovvero l’organizzazione dell’evento, mi carica di responsabilità ma soprattutto di soddisfazione. Il compito di una Wedding Planner è quello di trasformare “il sogno”, in una realtà. Diventare il punto di riferimento della sposa, non mancare mai alle domande o alle richieste poste. La wedding planner non è sicuramente una persona che si occupa solo dei fiori o di accompagnare la sposa in atelier. Ha a che fare con tutta l’organizzazione, la pianificazione e la gestione per rendere perfetto l’evento, lasciando agli sposi soltanto i momenti più emozionanti dei loro preparativi. Una wedding planner ha buon gusto, è creativa

ed è determinata a soddisfare tutte le esigenze e le aspettative della coppia; dal budget che hanno a disposizione alle loro proposte. Ma non è sempre tutto rose e fiori… Questo lavoro, come del resto la maggior parte dei mestieri, ha dei momenti di dura tensione e stress. Ma c’è una cosa che ricompensa questi attimi di ansia… L’amore e la volontà. L’amore è quando mangi, giochi, corri, viaggi, parli, litighi, sogni… Amore è arrampicarsi sul gambo della rosa e prendersi tutte le spine, oppure al contrario, sprofondare sui petali morbidi.

67 E’ scalare una montagna, ma inciampare su qualche sassolino lungo la via. Proprio come in questo mestiere, ci saranno sempre alti e bassi ma una cosa fondamentale per rimediare ad ogni tipo di imprevisto… è la pazienza. E soprattutto avere sempre un piano B. E non solo… anche un piano C e uno D! Per poi arrivare al piano E… “E… Vissero per sempre felici e contenti…” Io lo dico sempre: “Se puoi sognarlo… perché non farlo??”

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davino spose Via Mura dei Francesi, 138 Tel. 06 79365021


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arte e paesaggio

A cura di Eleonora Bacaloni

RITRATTO D’AUTORE: “Andrea Del Castagno”

A

ndrea Del Castagno (Andrea di Bartolo) nasce a Castagno in Mugello nel 1419 e muore a Firenze nel 1457. Con questo artista assistiamo alla nascita e all’affermazione di una nuova funzione della linea, un’evoluzione in senso plastico – lineare. Nel 1442, Andrea Del Castagno arriva a Venezia dove realizza gli affreschi all’interno della cappella di San Tarasio, nella Chiesa di San Zaccaria. Due anni più tardi, nel 1444, torna a Firenze: qui si cimenta nella realizzazione delle pitture del Refettorio del Convento di Santa Apollonia; il primo ciclo di affreschi è datato intorno agli anni 45/50 del 1400. Sempre al 1450 è legata anche un’altra opera del Castagno: parliamo di una rappresentazione dell’Ultima Cena. Nello stesso periodo dei lavori all’interno di Santa Apollonia, l’artista realizza alcuni lavori per la Villa Carducci a Legnaia. Alcuni anni più tardi (intorno al 1455/56), ad Andrea Del Castagno viene commissionato un lavoro diverso dal solito: si tratta del monu-

mento dedicato a Niccolò da Tolentino, presente all’interno di Santa Maria del Fiore. La sua morte sopraggiungerà in seguito all’epidemia scatenata dalla peste. L’importanza di una personalità come quella di Andrea Del Castagno, si riflette in modo chiaro ed evidente sulle sue opere, caratterizzate da uno stile che presenta un forte dinamismo plastico – lineare, ripreso da grandi maestri come Donatello e Filippo Lippi.


io viaggiare

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Cmag - marzo 2014

A cura di Alessandra Tucciarone e-mail: libra.8sei@gmail.com

viaggio IN ANDALUSIA

S

i dice che non sono le persone che fanno i viaggi, ma sono i viaggi che fanno le persone. Ho sempre condiviso questa idea, ma l’ho fatta veramente mia solo dopo aver vissuto l’esperienza dell’Andalusia. Sì perché di viaggi prima ne avevo fatti diversi, sia in Italia che fuori, sono stata a Vienna, Pra-

ga, Parigi, Londra, Dublino, persino pochi giorni a New York. Ogni tappa mi ha dato qualcosa di unico e di prezioso, sensazioni nuove irripetibili. Ma ciò che ha reso il viaggio in Andalusia un’esperienza ineguagliabile alle altre è stato il percorso, la strada. A differenza degli altri viaggi infatti, non ho preso un aereo da Roma e sono scesa direttamente al centro della mia meta, per cercare il mio albergo, posizionare le valigie e lasciarle lì ferme per tutta la durata del soggiorno. Questo viaggio è stato completamente diverso.La straordinaria terra dell’Andalusia l’ho percorsa in camper, insieme a Walter, il mio migliore amico. Da mesi lui vive e studia in Spagna, a Barcellona, per compiere l’espe-

rienza dell’Erasmus; la mia idea era semplicemente quella di prendere un aereo e andare a trovarlo per una settimana. E così ho fatto. Ma una volta arrivata, lui aveva già organizzato tutto, deciso l’itinerario, guardato il percorso, prenotato il camper. Non restava che mettersi in viaggio!Premetto subito che le autostrade spagnole sono abbastanza care, perciò nei nostri spostamenti abbiamo preso le statali e le autovie, gratuite e veloci. Lo consiglio a tutti coloro che decidano d i fare un’esperienza del genere!Andando verso sud, la prima tappa del nostro viaggio è stata Peniscola; avevo sentito diverse volte parlare di questa piccola città unita alla terraferma solo da una sottile lingua di sabbia, che se fosse inghiottita dal mare farebbe tornare Peniscola una delle preziose isole del Mediterraneo. Visitarla mi ha regalato emozioni uniche! È una terra eloquente, che mostra in ogni pun to le tracce della sua storia. È stato fantastico lasciare la mia impronta là dove sono passati G reci, Romani, Fenici, Cartaginesi, Bizantini. Oltre al borgo, con le sue viuzze strette di un fascino indiscutibile, tra i monumenti più belli c’è il Castello dei Templari. Imperdibili sono anche la chiesa parrocchiale de la Madre de Dios Ermitana e il Museo Marittimo. Al di là del borgo sono fantastiche le spiagge, principale attrazione turistica del posto. Tutto a Peniscola - dalle strade ai negozi - ruota intorno alla figura di Pedro Martinez de Luna, ovvero l’antipapa Benedetto XIII che fu lì ospitato tra il XIV e il XV secolo.Dopo aver sostato in un camping della zona, io e Walter ci siamo rimessi in viaggio alla volta diGabo de Gata. Ero molto curiosa di vedere questo luogo che non conoscevo affatto, mentre Walter

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aveva raccolto moltissime informazioni. Lungo il percorso ho ammirato con gusto il paesaggio, caratterizzato da orti e da estese coltivazioni di agrumi. Gabo de Gata è un luogo quasi sconosciuto, ancora caratterizzato da un paesaggio tutto naturale. E infatti la sua principale attrazione è proprio il Parco naturale, caratterizzato da mare e montagna, il cui incontro dà vita ad uno scenario particolarmente suggestivo. Tra l’acqua limpida e pulita, le rocce basse, le casette bianche sparse qua e là, quelle spiagge hanno lasciato su di me un effetto di essenzialità e di semplicità che non sentivo forse da quando ero bambina. Questo luogo non posso che definirlo un gioiello da ammirare.Poco distante dal Parco si trova il deserto di Tabernas, che tempo fa è stato scenario di molti filmwestern. E infatti arrivare lì è come immergersi nel far west: ti trovi davanti colline erose, canyon, vegetazione arida, sotto un sole a picco che non lascia mai tregua! Il deserto ti fa pensare di essere lontano migliaia di chilometri da qualsiasi luogo abitato. Immerso in quello scenario, davanti a un incredibile susseguirsi di rilievi, lo sguardo si apre e perde ogni limite visivo; ad ovest si intravedono anche le cime della Sierra Nevada. Tra i set costruiti per i film western - soprattutto quelli di Sergio Leone – si può visitare il MiniHollywood; ma io e Walter abbiamo preferito restare immersi nel paesaggio naturale. Prendendo l’autovia A92, ci siamo poi diretti a Granada, ovvero la città che si può considerare il cuore dell’Andalusia. Questa tappa non può essere lasciata senza esserci stati almeno due giorni. Poiché lì non esistono aree di sosta,

abbiamo soggiornato in un campeggio.Come già sapevo, il monumento più rinomato di Granada è l’Alhambra, antica dimora dei sultani musulmani. Per visitarla è necessario prenotare. L’impressione che hanno lasciato su di me quei monumenti intrisi di cultura araba è indescrivibile. Le strade, le architetture, i colori di Granada non sono immagini che appaiono davanti agli occhi, ma una realtà che comunica.Purtroppo per mancanza di tempo a anche di denaro, non abbiamo potuto proseguire oltre nellascoperta dell’Andalusia.Consiglio a tutti un’esperienza del genere, perché viaggiare non significa solo raggiungere una determinata meta, ma anche percorrere la strada che ci conduce ad essa. Come dice una canzone di Battisti, basta solo avere nelle scarpe la voglia di andare, negli occhi la voglia di guardare.

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davino spose

Via Mura dei Francesi, 138 Tel. 06 79365021


si... viaggiare

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Cmag - marzo 2014

A cura di Silvio Orlacchio mondosunrise@gmail.com

on the road... emozioni sempre nuove e diverse!

L’

esperienza di viaggio odierna ha dell’incredibile, una lunghissima tappa ci porterà fino a Washington attraverso strade paesaggi e genti assolutamente autentiche e fuori dalle mete turistiche conosciute. Un vero spaccato degli USA più rurale e non contaminato da reminescenze ed immagini già

note. E così maciniamo miglia su miglia, lasciandoci affascinare da quanto ci viene offerto, così, spontaneamente….immersi in questo “on the road” che non finisce mai di regalarci emozioni sempre nuove e diverse. 400 miglia e una decina di ore e finalmente eccoci arrivati: Washington D.C. la capitale degli Stati Uniti. L’albergo che ci ospiterà i prossimi due giorni è proprio di fronte al National Air and Space Museum, museo (con entrata gratuita) dedicato, appunto, alla storia, la scienza e la tecnologia dell’aeronautica e del volo spaziale, così come la scienza planetaria. Decidiamo di posticipare la sua visita e ci dirigiamo subito verso il National Mall, comodamente raggiungibile a piedi. Esso si estende per circa 3 chilometri in direzione est-ovest dal Campidoglio al Lincoln Memorial. Al suo interno, svetta il Washington Monument, obelisco alto oltre 169 metri. Poco a nord del Washington Monument si trova la Casa Bianca. Altri punti di indubbia suggestione sono il Vie-

di tutto di più

Via Mura dei Francesi, 128/130 - Ciampino (RM) Tel. 06 796 2603

tnam Veterans Memorial (un lunghissimo muro su cui sono incisi i nomi di tutti i soldati caduti durante il conflitto del Vietnam, il National World War II Memorial e la Reflecting Pool (una vasca lunga 618 metri e larga 51, situata tra il monumento a Washington e il Lincoln Memorial) Allora, avete presente Forrest Gump durante il suo discorso alla folla di hippies, quando ritrova la sua amata Jenny? Ecco, siamo proprio là. Il tempo a disposizione non è moltissimo, quindi avremo giusto un assaggio di questa città. Il National Mall appunto, il museo della aviazione, quello dei nativi americani, la Casa Bianca ( visibile solo dall’esterno dopo i fatti del 11 settembre), la sede dell’ FBI Quindi le ruote ricominciano a rotolare verso Philadelphia, tra le più antiche città degli USA, nota per essere stata sede (tra le più importanti) della Rivoluzione Americana e la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America. La sua costituzione fu firmata proprio qui. La Liberty Bell fa bella mostra di sé, anche se, a dire il vero, per noi italiani visitare questa città, vuol dire percorrere le scale del Museum of Art alzando le braccia al grido di “Adriana”. Questa infatti la location dove fu girato il film Rocky, interpretato da Sylvester Stallone. Per gli amanti dello shopping questa città è un vero paradiso in quanto offre la possibilità di acquisti tax free (o quasi). Ok, si è fatto tardi, andiamo a riposare, domattina ci aspetta l’ombelico del mondo, La Grande Mela, New York. Buonanotte

ARTICOLI DA REGALO OGGETTISTICA GADGET CASALINGHI CARTOLERIA

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speciale spagna

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Cmag - marzo 2014

A cura di Yolanda Fuertes Garcìa Storica e scrittrice e-mail: y.fuertesgarcia@gmail.com

SANTANDER, GIÙ AL NORD

I

n molti hanno cominciato a conoscerla grazie al suo matrimonio con la Ferrari. È stato il cavallino rampante a portare il nome di questa città di 180.000 abitanti in tutto il mondo, ma Santander è ancora molto di più. Capoluogo della comunità autonoma della Cantabria, la sua centralità geografica ha fatto che diventasse uno dei centri politici, economici e culturali del nord della Spagna. Destinata ad essere cerniera tra i Monti Cantabrici e l’oceano Atlantico, sorge

Vista aerea dalla Penisola della Magdalena

in una cornice naturale di incomparabile bellezza che la rende una delle città spagnole più accoglienti e con più alti livelli di qualità della vita.  Santander è inoltre una moderna e cosmopolita città industriale e un importante porto naturale -aggrappata ad una profonda insenatura del Golfo di Biscaglia, la Baia di Santander, perfettamente integrata nel paesaggio urbano-, ma soprattutto una città universitaria che ospita ogni anno, specie nei mesi estivi, migliaia di studenti di tutte le nazionalità desiderosi di assistere ai corsi di lingua spagnola della prestigiosa Universidad Internacional Menéndez Pelayo, la prima e più antica università spagnola per stranieri, le cui origini risalgono al 1933. Fondata dai romani come Portus Victoriae, successivamente cambiò nome in Portus Emeterii, cambiamento legato ad una leggenda secondo la quale a Santander giunse una barca che portava le teste di due legionari romani, Emeterio e Celedonio, decapitati a causa della loro fede cristiana. I due martiri, fatti santi, divennero i patroni della città e dal nome Portus Emeterii si passò a Sant’Emeterio e, infine, all’attuale toponimo Santander. Le loro reliquie sono esposte all’interno della Catedral

de Nuestra Señora de la Asunción, composta da due chiese gotiche duecentesche poste una sopra l’altra e uno degli edifici religiosi più interessanti della città. Pionera in fatto di turismo, a metà del XIX secolo Santander vide fiorire il fenomeno dei “baños de ola” (bagni di onde), grazie al clima mite e ai suoi undici spiagge di sabbia fine, e fu confortata dalla decisione di Alfonso XIII di sceglierla per le sue vacanze, facendola diventare una seconda corte estiva. Nel 1913 venne inaugurato nella penisola della Magdalena il Palacio Real, diventato l’attrazione principale della città, grazie anche allo straordinario parco naturale di 25 ettari che si estende tutt’atorno e che offre delle viste mozzafiato sul mare aperto. Santander si è aperta all’esterno conservando uno spirito conciliante nei confronti della natura e fra i numerosi spazi naturali esistenti spiccano i Giardini di Pereda, in stile novecentesco, dove tra palme e cedri si ergono fontane e monumenti dedicati agli uomini illustri della città, e il Sardinero, quartiere creato alla fine dell’Ottocento con signorili edifici e ville di stampo francese, una città nella città piena di infrastrutture turistiche, perfetta per degustare la tipica cucina marinara: le famose “rabas” (calamari fritti), le lumachine e le cozze. Dal Sardinero si arriva al promontorio di Cabo Mayor, con il faro di Bella Vista, il più antico della Cantabria. Il capo dà il nome a un parco di 100.000 mq che offre uno spettacolare paesaggio selvaggio, fra i più belli di tutta la costa, delle onde oceaniche che si infrangono sulle scogliere. Perché Santander è una città da ve-

77 dere camminando per le sue strade popolate di chiese, palazzi antichi e moderni, o facendo un giro in bicicletta lungo la ciclabile che segue tutta la zona marina, particolarmente il lungomare Paseo de Reina Victoria, magnifica passeggiata lunga 3 kilometri con viste sulla baia, riconosciuta come una delle più belle del mondo. E per concludere non possiamo perderci uno dei momenti più speciali della giornata a Santander: il tramonto dal belvedere di Plaza Italia. In questa zona si possono trovare alcuni dei migliori locali all’aperto per cenare a base di “tapas”, piccole porzioni di specialità della cucina locale da assaporare andando da un bar all’altro. Un modo perfetto di terminare una visita a Santander, una città conosciuta da molti come la “fidanzata del mare”.

Santander - Palazzo Reale


bellezza

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A cura di Letizia Longo

Tutte pazze per la frangia

I

n ambito di nuove tendenze “moda capelli” non si può non dedicare uno spazio a sé alla FRANGIA, da sempre considerata un accessorio di bellezza e femminilità, che sia ingenua o sofisticata, stile charleston. Ordinata, corta e bon ton, alla Audrey Hepburn. Maxi e bombata sullo sguardo imbronciato, come Brigitte Bardot negli anni ’60, oppure da complemento ad onde lunghe e vaporose, come Jessica Biel. Piena, quasi una matassa di capelli, per Michelle Obama e Taylor Swift. Comunque sia, la frangia è un evergreen, che si ripropone in tutti i look da sfilata, anche per la primavera-estate 2014. Dicerto, è un accessorio passepartout, che permette di cambiare look senza stravolgere il taglio. Attraverso le sue infinte interpretazioni, la frangia sta bene a quasi tutte: l’importante è adattarla alla forma del viso e alla personalità. In linea di massima, le frange intarsiate e sfilate si addicono a tutti i visi, perché si “aprono” lì dove è necessario e possono trasformarsi anche in un ciuffo laterale. Quelle ad archetto, con ciocche lunghe ai lati, arrotondano l’ovale, quindi vanno evitate sui visi tondi e quadrati, mentre sono ideali sui visi sfilati e spigolosi. Le frange molto nette e dalla linea grafica danno carattere ai visi allungati e regolari, mentre stridono sui visi squadrati e triangolari, molto appuntiti: per questi ultimi, meglio puntare sulle frange irregolari, che non coprono l’intera ampiezza della fronte, con ciocche aderenti e slan-

ciate sulle tempie, così da ammorbidire i lineamenti. I visi triangolari sono esaltati anche dalle frange lunghe, che hanno un tocco di volume al centro e lasciano libere le tempie. Per gli ovali tondi e morbidi occorrono forme che “verticalizzino”: perfette le frange alla Betty Page, con la parte centrale leggermente più lunga rispetto a quella laterale, oppure quelle cortissime, stile punk. I visi allungati devono preferire le frange “avvolgenti”, ossia che superino la linea laterale della fronte, quindi larghe e lunghe, le quali, tra l’altro, sono molto di tendenza. Un altro vantaggio della frangia corta o media è che può sottolineare o “correggere” lo sguardo. Se gli occhi sono piccoli e ravvicinati, la frangia giusta ha i ciuffi laterali più lunghi, che incorniciano lo sguardo senza lasciare troppo spazio libero ai lati, mentre gli occhi grandi e distanti ritrovano migliori proporzioni grazie alle frange larghe. Vi aspettiamo nel nostro salone per conoscere le ultime tendenze PrimaveraEstate 2014.


astrologia

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Cmag - marzo 2014 I 12 segni zodiacali sono suddivisi in gruppi di 3, ciascuno dei quali appartiene ad un elemento. Ai segni di ARIA e FUOCO appartengono le persone “COMUNICATIVE” in quanto riversano all’esterno , le loro energie vitali : i segni di Fuoco attraverso l’azione diretta e il calore umano, quelli di Aria attraverso l’energia mentale e l’espressione verbale. Ai segni di ACQUA e di TERRA appartengono le persone più “ CHIUSE “che introiettano la loro energia e si rivolgono all’esterno solo con grande prudenza e dopo attenta riflessione. I segni d’Acqua esprimono un’energia emotiva attraverso i sentimenti e le emozioni. I segni di Terra manifestano un’energia materiale che si esprime con la capacità di soddisfare le necessità fondamentali.

A cura di Maria Giannetti

insegnante, poetessa, studiosa di astrologia mariagiann.2009@libero.it - tel. 06 7922447

ASTROLOGIA E PSICOLOGIA: DUE MONDI CHE S’INCONTRANO

F

in dall’antichità, la maggior parte delle filosofie iniziatiche sosteneva che il mondo esisteva per l’eterno mescolarsi dei quattro elementi fondamentali : ARIA- FUOCO-ACQUA-TERRA . L’Aria e il Fuoco erano i principi maschili dell’immateriale . L’Acqua e la Terra, i principi femminili dotati di sostanza. Ogni elemento rappresentava un tipo di energia che svolgeva una specifica funzione. Essi risiedevano anche dentro l’essere umano ed erano il respiro (Aria), i liquidi di cui è composta la maggior parte del corpo umano (Acqua), i minerali delle sue ossa (Terra ), il calore che accompagna tutti i processi interni di combustione e digestione (Fuoco). Tale concezione divenne una delle basi dell’interpretazione astrologica e della comprensione dello Zodiaco. Fu Platone ( circa 428 a.C.) ad influenzare notevolmente l’Astrologia spiegando che il mondo è un essere vivente,creato dal demiurgo e costituito dai quattro elementi, correlati gli uni agli altri e collegati fra loro da una perfetta armonia. L’Astrologia planetaria mesopotamica fu colle-

81

gata dai Greci ai dodici segni dello Zodiaco. L’Astrologia è stata molto usata nell’antichità sia a scopo medico che diagnostico. Molti grandi medici erano anche astrologi perché si sapeva che ogni singola energia corrisponde ad un preciso tipo di costituzione fisica e psichica e alla predisposizione verso alcune patologie piuttosto che altre. In seguito furono fissati da Ippocrate, medico greco (460 a.C.) i temperamenti umani in rapporto agli elementi e ai segni zodiacali : Questa classificazione appartiene all’Astrologia classica dei tempi remoti, ma non ha perso i suoi antichi valori, anzi, oggi, si tende a darle

Elementi

Segni zodiacali

FUOCO

ARIETE-LEONE-SAGITTARIO

TERRA

TORO-VERGINE-CAPRICORNO

ARIA

GEMELLI-BILANCIA-ACQUARIO

ACQUA

CANCRO – SCORPIONE - PESCI

A livello psicologico, C.G.Jung elaborò una tipologia ,per molti versi analoga, abbinando agli elementi una funzione dominante dell’essere umano. Infatti nei “Tipi Psicologici” avanza ,per la prima volta l’ipotesi che esistono nell’essere umano due tipi di atteggiamento che nascono come adattamento all’ambiente,a seconda dalla direzione dell’interesse e del movimento libidico verso l’esterno o verso l’interno. Egli chiama questi due modalità tipiche opposte : INTROVERSIONE ed ESTROVERSIONE Distingue inoltre quattro funzioni psichiche , strumenti conoscitivi e orientativi, due dei quali egli considera razionali : PENSIERO – SENTIMENTO e due irrazionali : SENSAZIONE –INTUIZIONE. Queste funzioni si adattano perfettamente alla struttura basilare dei quattro ELEMENTI a cui si riferisce l’Astrologia : 1. PENSIERO all’ARIA 2. INTUIZIONE al FUOCO 3. SENTIMENTO all’ACQUA 4. SENSAZIONE alla TERRA

maggiore importanza, approfondendola sempre di più.

Funzioni

Elementi

Principi

Atteggiamenti

PENSIERO

ARIA

YANG

ESTROVERSO

SENTIMENTO

ACQUA

YIN

INTROVERSO

SENSAZIONE

TERRA

YIN

INTROVERSO

INTUIZIONE

FUOCO

YANG

ESTROVERSO

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psicologia

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Cmag - marzo 2014

A cura del Dott. Felice Stati Psicologo Psicoterapeuta f.stati@tiscali.it

Da bruco a farfalla…

N

el conoscere l’Altro, il funzionamento del nostro cervello ci fa percepire il nuovo in modo che sia il più possibile uguale a noi, mostrandoci eventuali differenze come un pericolo. La paura della diversità è la paura di noi stessi, se non siamo in pace con quello che di noi non accettiamo, ci troveremo sempre nella condizione di escludere, rifiutare, criticare il diverso. Perdendo così anche la possibilità di crescere ed arricchirci emotivamente attraverso il confronto. Ogni cammino umano è rivolto alla consapevolezza. Per poter ambire alla felicità, il “diverso” deve riconoscere se stesso, accettare la propria natura, ricercare persone disposte ad amarlo per quello che è, superando le difficoltà dell’ “inverno”. Chi può riconoscersi nella definizione di diverso? Omosessuali, disabili, stranieri, ma anche figli che non vogliono seguire le orme dei genitori, giovani che non accettano l’ideologia o le mode dell’ambiente in cui vivono, gente che non vuole adeguarsi alle regole imposte dagli altri, sognatori che non scendono a compromessi. Diverso è anche chi ha una spiccata sensibilità ed è inserito in un ambiente aggressivo e su-

perficiale, o una persona speciale in un gruppo di mediocri. Può sembrare paradossale ma anche un individuo che ha “qualcosa in più”, come il genio, una persona particolarmente intelligente può percepirsi come diverso e pertanto sviluppare un complesso d’inferiorità. Il “complesso del talento” consiste nella sofferenza profonda di sentirsi intellettualmente diversi per una superiorità cosciente o inavvertita. In alcuni casi, il soggetto è consapevole delle sue “doti, ma considera rischioso manifestarle”. In altri casi i giudizi negativi dell’ambiente hanno effetti più gravi e possono indurre un’intima e sofferta convinzione di non valere. Oppure la discriminazione del genio può riguardare i rapporti interpersonali. Il classico “primo della classe”, escluso dalla vita sociale ed affettiva del gruppo classe. Il riconoscimento intellettuale c’è, ma è pagato a caro prezzo, con l’isolamento dagli amici, e con il rischio di incidere negativamente anche nella vita amorosa. Nessun essere umano può vivere da solo, ma d’altra parte non si può vivere con tutti, non si può essere in sintonia con tutti. L’incontro con i propri simili rimane fondamentale per un sano equilibrio affettivo e psicolo-

DOTT. Felice Stati Psicologo Psicoterapeuta

Studio di Ciampino: Via San Francessco d’Assisi, 6/A (m. 50 dalla Stazione F.S. di Ciampino) Studio di Roma: Zona Castro Pretorio nei pressi della Biblioteca Nazionale Per informazioni e chiarimenti contattare la e-mail: f.stati@tiscali.it Per appuntamento chiamare il numero telefonico: 338.49.38.881

gico. Il diverso deve poter affermare la propria individualità, ma nello stesso tempo sentirsi accettato nel gruppo di appartenenza. La scoperta dei propri simili spesso può portare a una volontaria ghettizzazione o alla creazione di un’ennesima casta chiusa. Per questo è auspicabile che, anche dopo aver trovato la propria “famiglia”, non si rinunci al confronto con chi è diverso da noi. Se dovessimo sintetizzare il percorso di crescita umana e spirituale che porta dal riconoscimento della propria diversità, alla costruzione della propria identità, all’amore verso se stessi e alla realizzazione del proprio progetto personale, i passi da percorrere potrebbero essere: - conoscere e superare le conflittualità interne, cioè ammettere alla propria coscienza il nostro modo unico ed originale di essere nel bene e nel male, anche se diverso da quello del proprio gruppo di appartenenza. Anche se non soddisfa le aspettative genitoriali, le esigenze altrui ed il nostro ideale di perfezione, che tra tutti è il tiranno più severo, castrante e opprimente; - superare la paura di essere diversi, perché in realtà si è unici, cioè accettare se stessi ed amarsi completamente, anche nella parti immature, sbagliate, non comuni, non desiderabili, malate; - superare le convenzioni ed i condizionamenti di essere come gli altri, di essere sbagliati perché non si assecondano le aspettative genitoriali o il severo ideale di perfezione; - identificarsi nell’Io , cioè ritrovare se stessi accettandosi ed amandosi completamente per quello che si è e non per quello che si dovrebbe essere, o che sarebbe più semplice essere;

83 - contattare il proprio progetto personale di vita, che va individuato e realizzato; - ritrovare i propri simili cioè una famiglia spirituale, o gruppo a cui si può scegliere di appartenere, in cui quella diversità venga accettata, valorizzata, vissuta come un dono. A volte con la propria famiglia d’origine questo passaggio non è possibile compierlo. A volte oltre alla famiglia reale, occorre affiancare una famiglia “sostitutiva” che ci permetta di non sentirsi diversi, strani, inadeguati, non compresi, amati parzialmente, ma al contrario in perfetta sintonia con sé e con gli altri.

Psicoterapeuta individuale e di gruppo per: - Crisi d’ansia ed attacchi di panico - Stati depressivi ed elaborazione dei lutti - Difficoltà nel gestire i ruoli genitoriali - Disturbi di dipendenza (gioco, alcool, sostanze stupefacenti, sesso) Psicoterapia di coppia per: - Incomprensioni di coppia - Difficoltà Procreative - Tradimento


psicologia

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A cura della Dott.ssa Daniela Olivieri

Psicologa Psicoterapeuta Via M. Francesi 159 Ciampino - P.za Roma 2 Frascati Tel 06 7963545 / Cell 3382436372

FIGLI E SEPARAZIONE

I

l perdurare di situazioni di conflitto, stando ad una ricerca , risulterebbe per i figli ancor più pericoloso della separazione stessa. Troppo spesso dopo l’evento della separazione i figli tendono ad essere manipolati e strumentalizzati da uno o da entrambi i genitori al fine di arrivare a ferire con più vigore l’ex coniuge o, per ottenere altri risultati. Con i figli è importante, nel periodo che precede e che segue la separazione, essere disponibili al dialogo, se l’età lo permette, per fornire loro spiegazioni chiare e oggettive sui fatti, cercando di non creare in loro false aspettative. Così facendo si infondono in loro rassicurazioni circa la sicurezza affettiva di mamma e papà, che nonostante non vivano più sotto lo stesso tetto, rimarranno legati a loro per sempre anche se con modalità diverse. Tuttavia la separazione coniugale è spesso una scelta che rappresenta l’epilogo di un periodo la sofferenza che ne deriva provoca disorientamento ed ansia negli ex coniugi, ma soprattutto nei figli che si ritrovano a subire una scelta che non hanno compiuto. L e conseguenze e ricadute cui loro vanno incontro sono numerose e variano a seconda dell’età, del temperamento e della sensibilità di

ciascuno. In genere i piccolissimi, quelli che ancora non sono in grado di comunicare con la parola, assorbono le tensioni familiari e manifestano il loro disagio con modificazioni fisiologiche, quali per esempio il cambiamento nelle abitudini alimentari e nei ritmi del sonno. I bambini nella fascia prescolare possono mostrare maggior irritabilità, essere più irrequieti e capricciosi e, in taluni casi, manifestare fenomeni di regressione come bagnare il letto o avere incubi notturni. Nei più grandi (fascia età scolare) possono manifestarsi diverse ricadute: intolleranza alle regole, bisogno di attenzione e di conferma dell’adulto, isolamento dal gruppo dei pari o, manifestazioni psicosomatiche. Arrivano molto spesso a colpevolizzarsi, cioè a ricercare in loro la causa del conflitto tra i genitori e della loro separazione. I preadolescenti tendono in genere a nascondere e a non voler parlare dei loro sentimenti di tristezza, paura e rabbia, fingendo un comportamento del tutto normale. Possono anche avere crisi d’identità. Durante l’adolescenza scattano vari meccanismi di difesa che si esternano attraverso

comportamenti di aggressività, anche verbale. In genere i ragazzi sono carichi di rabbia e di sentimenti contrastanti verso i propri genitori; possono manifestare cali nell’attenzione e nell’impegno scolastico. Tendono poi a schierarsi con il genitore che appoggia e concede più facilmente le loro richieste, specie materiali. Di fronte a questo quadro generale diventa opportuno che gli ex coniugi, per il bene dei loro figli, ricerchino insieme le modalità più corrette per gestire con equilibrio e maturità la separazione.

Potrebbe essere buona cosa ricorrere, a tal fine, ad un aiuto psicologico competente e qualificato per poter essere sostenuti e per guidare con responsabilità i propri figli nel difficile percorso della separazione. E’ infatti necessario prendere coscienza che bisogna, pur nella difficoltà, separarsi “bene” per trovare un equilibrio che assicuri ai figli legami saldi, dialogo e ascolto.

Sono aperte le iscrizioni al primo anno del Corso Triennale di GRAFOLOGIA sede dei Castelli Romani dell’AIGF (Associazione Italo Francese di Grafologia)

Direttrice: Antonella Feligetti - per informazioni: antonella.feligetti@libero.it


psicologia

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Cmag - marzo 2014

A cura della Dott.ssa Paola Costanzo

Psicoterapeuta Specializzata in Terapia Cognitivo-Comportamentale, Psicoanalitica e Medicina Psicosomatica - paola.costanzo5@tin.it Cell.338/8977335

Il Bullismo e La Scuola

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a scuola esercita un importante ruolo per limitare la diffusione della violenza tra i giovani, grazie alla sua funzione didattica educativa e soprattutto d’intervento diretto e operativo. Ogni intervento operativo è caratterizzato da: 1. Un’azione chiara e immediata; 2. Una documentazione di quello che è successo, da parte del corpo docente; 3. Un coinvolgimento della famiglia. L’intervento operativo necessita dunque, di un buon clima organizzativo generale, con momenti di discussione utili per confrontare esperienze, rielaborare l’insicurezza, le frustrazioni e il conflitto. Al fine di esplorare le implicazioni culturali e psicosociali del conflitto, Dan Olweus Professore di Psicologia all’Università di Bergen in Norvegia, nel 1993 ha suggerito numerosi strumenti da applicare nella scuola, con l’obiettivo di sviluppare atteggiamenti e condizioni che attenuino l’entità del bullismo e prevengano l’emergere di nuovi problemi. Il programma di Dan Olwes si propone di: - Informarsi sull’entità del fenomeno nel contesto specifico; - Promuovere la consapevolezza del proble-

concrete, con il fine di promuovere un clima migliore; Incontri di classe sistematici: condotti dall’insegnante per discutere sulle regole antibullismo e sulle relative sanzioni, con gli alunni; Apprendimento cooperativo: dove gli studenti lavorano a piccoli gruppi (2-6) su un compito comune e ognuno è responsabile dell’apprendimento dei compagni. Attività positive comuni: attività varie di svago

87 che possono essere utili a promuovere un clima di solidarietà tra gli studenti; Incontri tra gli insegnanti, genitori e alunni: nel cui ambito non dovrebbero emergere le identità di bulli e vittime. Il programma elaborato dal Professor Olweus non è il solo a essere stato adottato nelle scuole europee ma vi sono altri tipi di esperienze italiane ed estere che hanno ottenuto buoni risultati nel contesto classe.

ma da parte degli adulti e favorire la reciproca collaborazione; - Contenere e possibilmente estinguere il fenomeno fuori e dentro la scuola; - Prevenire l’insorgenza di nuovi problemi collegati al presente; - Favorire migliori relazioni tra coetanei e aiutare le vittime e i bulli a sviluppare nuove competenze sociali. Il modello d’intervento antibullismo, si rivolge dunque, al gruppo classe nel suo complesso e mira a intervenire direttamente sulle dinamiche che hanno contribuito alla cronicizzazione del fenomeno. Dan Olweus sostiene che non bisogna solo considerare il comportamento dei bambini direttamente coinvolti nel fenomeno di bulli o di vittime per capire le dinamiche del fenomeno ma occorre considerare anche il ruolo dei meccanismi di gruppo. Il contagio sociale, infatti, spinge molti ragazzi insicuri e isolati dalla classe, a diventare seguaci dei bulli, per migliorare la loro posizione gerarchica. Dan Olweus presenta le seguenti strategie da applicare al gruppo classe per ridurre il fenomeno del bullismo: Regole di classe sul bullismo: semplici e

SIAMO APERTI DAL LUN - SAB

ORARIO CONTINUATO E LA DOMENICA DALLE 8.30 ALLE 13.00


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piccoli amici

Cmag - marzo 2014

A cura di Nicoletta by Dogs

“COMPAGNI DI STRADA”

La vita di un cane, pur essendo, ahimè, troppo corta rispetto alla vita di un uomo è tuttavia sufficientemente lunga da accompagnarci per un bel pezzo di strada. Per chi, come la sottoscritta, lavora con i cani da molti anni non è raro vedere bambini che diventano uomini, che dapprima accompagnavano il papà poi, magari venivano a lavare il cane con la “ragazzetta” e, perché no, infine insieme con il primogenito ad accompagnare il cagnolino, ormai diventato vecchio. Di storie se ne potrebbero raccontare molte e senza dubbio ciascuna interessante a modo proprio: storie comuni di vite normali, storie di cani vissuti accanto a persone comuni o a persone importanti. Pochi sanno che anche alcuni personaggi importanti nella storia della Chiesa hanno condiviso alcuni momenti della loro vita con “anime” a quattro zampe. San Rocco, prima di tutti, viene rappresentato sempre con un cane. Era “Reste” un cane da caccia della muta di Gottardo Pallastrelli, che

portava un tozzo di pane quotidianamente al giovane Rocco malato e sofferente, nascosto in un rifugio nel bosco. Grazie alla sua azione, il santo viene salvato, e il legame santo-cane rimarrà fino alla morte (si dice che il cane morì un solo giorno prima del santo).Un altro santo che viene rappresentanto con al fianco un quattrozampe, è San Giovanni Bosco, che, si racconta, viene salvato da alcuni malintenzionati dal “il Grigio” . Altri santi raffigurati con i cani (venivano seguiti dal fedele amico nel loro percorso e venivano da loro auitati, quasi fosse un co-protagonista della storia di santità) sono Santa Adeloga, una monaca benedettina con un cane da caccia sempre al suo fianco (forse un Weimaraner), San Bernardo di Aosta con un San Bernardo, Santa Cristina di Bolsena con una cagnolina, Sant’Egidio abate con un cane da caccia (forse un Bracco Italiano), Sant’Eustachio Placido con una muta di cani da caccia (molto simili ai Pointer), San Lazzaro il mendicante con un simil Bichon, Santa Margherita da Cortona (forse un Cocker o un Cavalier King),

San Martino de Porres (sembra un Setter), San Pietro Canisio (forse un Levriero), San Vito martire con due cani al guinzaglio . Infine, abbiamo Santa Francesca Romana che si circondava di cani e gatti e San Domenico di Sora, Santa Valburga e San Bellino di Padova che hanno accanto cani rabbiosi, che riescono a guarire. Naturalmente, non per ultimo, è da ricordare Padre Pio che, con i confratelli, ospitava nel convento un grosso cane da guardia, tipo Pastore Tedesco, il quale essendo abbastanza aggressivo, veniva tenuto legato durante il giorno per poi essere sciolto di sera per tenere lontani eventuali malintenzionati. Ebbene, sembra che il cagnone, non appena slegato, corresse senza indugio alla ricerca di Padre Pio per fargli moltissime feste venendo da lui ricambiato, Per terminare, merita di essere raccontata la storia di San Guinefort. Era un cane levriero vissuto nel XIII secolo. Secondo la leggenda, il cane era di guardia in un castello dove il cavaliere suo padrone viveva col figlio, di pochi mesi. Tornando un giorno dalla caccia, il cavaliere vide che la stanza del figlio era stata messa a soqquadro, con la culla rovesciata, mentre il cane aveva le zanne insanguinate. Del bambino, ancora in fasce, non v’era traccia. Credendo che il cane lo avesse sbranato, egli lo uccise immediatamente con la sua spada; tuttavia, poco dopo sentì il bambino piangere e lo trovò illeso sotto la culla, assieme a una vipera uccisa dal cane. Esso, dunque, era stato protagonista di una lotta non per fare male al bambino, ma per salvargli la vita. Una volta scoperto l’errore, con pentimento il cavaliere seppellì il cane in una tomba coperta di pietre, e il luogo divenne meta di pellegri-

89 naggi; in breve tempo si creò un fenomeno insolito, dove numerosi ex voto venivano portati al santo-cane in ringraziamento dei miracoli e delle grazie che, secondo i popolani, compiva, soprattutto per la tutela dei bambini. Il suo culto, proibito più volte, persistette a tutte le condanne e venne abolito definitivamente solo negli anni trenta del XX secolo dalla Chiesa cattolica.

San Rocco


piccoli amici

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Cmag - marzo 2014

A cura di Flavio e Marco Moda

Sbarcano le caridine a Ciampino!!!

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on correte alle finestre, non riempite le dispense, lo sbarco in programma è l’evento che si svolgerà il sabato12 ed il domenica 13 aprile a ciampino presso i locali di Via della folgarella 13/15 a cura dello staff di crazyshrimps.com e della Dog’s di Ciampino. Ma cosa sono le caridine? Sono un nuovo gruppo di ballo brasiliano che ci presenterà in anteprima il tormentone estivo Dell’anno? Sono le veline di qualche nuovo programma televisivo?

No niente di tutto questo, le caridine, senza entrare nei dettagli di appartenenza d’ordine, famiglia e specie sono dei simpatici e colorati gamberetti d’acqua dolce originari principalmente dal Giappone, che stanno spopolando tra gli appassionati di acquariofilia di tutto il mondo. Motivo della larga diffusione di questi gamberetti di appena 2-3 centimetri, non può certo essere l’interesse culinario viste le loro modeste dimensioni, quanto il fatto che non hanno necessità particolari a livello di spazio e vivono agiatamente anche in vasche di dimensioni limitate di 15/20 litri d’acqua, dimensioni che ben si collocano in casa senza problemi, oltre alla facilità con cui si allevano, riproducono e selezionano. E’ proprio in virtù del lavoro di selezione effettuato dagli appassionati si hanno varietà che vanno dal trasparente al nero passando per il giallo, l’arancione, il rosso, il blu e in alcuni casi anche con tonalità fluorescenti, a bande verticali, orizzontali, puntinati o marmorizzati. Durante l’evento che proponendosi di diffondere il concetto di convivenza uomo animali è a titolo gratuito, vi verrà dato modo di visionare

in diretta l’allestimento di una vasca idonea al loro allevamento, potrete avvalervi dei consigli e delle esperienze dei relatori e dei vari allevatori presenti, saranno inoltre esposte diverse varietà di caridine che giungeranno in mostra al seguito dei loro allevatori anche da altre regioni e nazioni, vi saranno anche piante, muschi e quant’altro utile

91 Per un corretto mantenimento. E’ quindi l’occasione senza allontanarsi da casa per chiunque voglia ammirare una delle innumerevoli espressioni della bellezza della natura.


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SPIRITUALITà

Cmag - marzo 2014

A cura di Marco Di Martino

Evangelista - CELL. 333.5841.081 Facebook: Studiamo la Bibbia dimartino85@gmail.com

CONFERENZA PUBBLICA: Chi l’ha scritta? Perché una conferenza sul libro della Bibbia? Facendo seguito all’evento di Novembre, “la Bibbia, un valore ritrovato” (che potrete rivedere in video sulla pagina Facebook di “Studiamo la Bibbia”) alcuni dei partecipanti hanno deciso di approfondire. In particolare hanno avanzato domande del tipo: “Chi mi dice che il testo della Bibbia è affidabile? E se fosse stato manipolato nel tempo?” “E’ vero che la Bibbia l’ha scritta la Chiesa Cattolica?” Domande che meritano delle risposte Per rispondere a queste e molte altre domande,abbiamo dedicato l’appuntamento di Sabato 15 Marzo sul libro della Bibbia. Va ricordato che per svolgere un lavoro scrupoloso sull’argomentonon basta certo una conferenza di un

paio d’ore. Per approfondireinfatti, bisogna ricorrere a scienze come la filologia. Nell’incontro di Sabato, il nostro proposito è stato quello di divulgare in modo semplice e preciso i concetti e le informazioni basi affinché non siano riservate soltanto a pochi. Per di più, ognuno dei presenti, potrà d’ora in poi rispondere con maggiore sicurezza e competenza a tutte quelle domande sulla Bibbia, che spesso si fanno solo per provocare…Che bella sfida! E cosa c’è di straordinario in tutto questo? Tutto. E per diversi motivi. Concorderetenel notare che questo tipo di argomento è poco conosciuto dalle persone. Non se ne sente quasi mai parlare, specie in modo scientifico; sia in televisione che nelle singole iniziative culturali organizzate in città. Basti pensare

che se adesso ci facciamo una passeggiata in centro o in qualche zona commerciale e consultiamo una libreria a caso, difficilmente troveremo dei testi che trattano questi argomenti. Bisognerà invece cercare delle librerie specializzate che trattano testi di studiosi (non necessariamente credenti!). La grossa “bufala” che viene insegnata alle persene è che tanto è tutta una questione di fede! Se “credi” in Dio, allora “credi” nella Bibbia… Tutte stupidaggini! Per credere, cioè per riporre la propria fiducia in qualcuno o qualcosa, bisogna informarsi, documentarsi, conoscere. Questo non lo dico io bensì l’apostolo Paolo (cfr. Romani 10:17). Esecondo voi Paolo aveva ragione o torto? Mettiamolo subito alla prova; quali sono le persone di cui ci fidiamo? Quelle che conosciamo meglio o gli estranei? Chi di noi è solito riporre la propria fiducia negli estranei?Conoscere fa la differenza… Quindi, in conclusione, ecco che chi vuole veramente approfondire, non sapendo dove rivolgersi e a chi affidarsi, resta scoraggiato. Chiedendo qua e là o cercando su internet, di risposte ne troverà tante ma tutte diverse tra loro. E qual è

93 quella giusta? Semplice, è quella che contiene la verità, quella che una volta conosciuta ci fa sentire liberi (cfr. Giovanni 8:31-32), a patto però,che siamo disposti a ragionare, ad impegnarci, a ricercare, altrimenti la risposta su internet o quella avuta qua e la andrà più che bene. Permettetemi un’ultima domanda: quante altre occasioni o eventi conoscete, dove potete essere informati sull’affidabilità storica della Bibbia?


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A cura di Enzo Morgillo

gioca cosi............ male che va’ farà pari.. Saro’ stato un mago non lo so ma al Napoli manca ancora qualcosa per essere grande! La sorte ha voluto che la Fiorentina non ne ha approfittato e questa e’ l’unica nota positiva della giornata.

L’ALTALENA AZZURRA

Napoli grande con le grandi provinciale con le provinciali

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e spettacolari vittorie con Milan, Roma, Swansea sono state sistematicamente sgambettate dalle prestazioni a dir poco irritanti di Chievo(1-1) ,Bergamo con l’Atalanta(0-3) in casa col Genoa(1-1) e con il Livorno(1-1);unica lieta trasferta di intermezzo e’ stata la vittoriosa gara con il Sassuolo oramai prioettato verso la B.Tutti gli amanti appassionati e tifosi si chiedono ancora cosa potra’ fare l’amato NAPOLI in campionato? Sara’ in grado di acciuffare la Roma per evitare i preliminari di Champions League? Purtroppo allo stato attuale non posso dare risposte se non quella della speranza !! Praticamente come tutte le volte che ,come dice Don Rafe’,la squadra deve avere la possibilità di pensare partita per partita nella speranza che arrivi un risultato positivo. Ma i tifosi ? Oggi come oggi si aspettano sempre qualcosa in più ,ma hanno anche imparato a capire la squadra e il Presidente anche se ci saranno sempre gli scettici e i contestatori di turno ,ma voglio ricordare sempre che abbiamo un nuovo Tecnico e che ci vorra’ tempo affinche’il Napoli possa stare al passo della Fiatventus.Cosa penso dell’alternanza di risultati del Napoli? I motivi sono due e sono fisiologici. Il primo è che giocano sempre gli stessi 15 giocatori e che il turn-over ruota intorno solo a quella quindicina di elementi. Il secondo è che il Napoli ha giocato tantissime partite, perchè impegnato su diversi fronti. Nessuna delle squadre che hanno giocato gio-

vedì è stata brillante quest’oggi. Neanche Lazio e Juventus, che hanno vinto. Il Livorno, poi, è una squadra che corre e pareggiare in trasferta ogni tanto ci può stare certo pero’ essendo stata padrona del campo per tutta la gara tanti dubbi si avvertono... Credo che al Napoli si stia chiedendo troppo per quello che ha, cioè un’ottima squadra, ma incompleta. IL PUNTO TECNICO TATTICO Le carenze difensive del Napoli vanno analizzate considerando più fattori, dalle fasi di gioco agli uomini. A parte Jorginho, del quale non condivido l’esclusione dalla lista Uefa, il mercato di gennaio non ha regalato i calciatori che ci si aspettava. Vedo poca brillantezza anche in fase offensiva, i giocatori sono molto statici e il solo Higuain cerca di creare qualcosa. Il pipita è mancato a Livorno ed è stata un’assenza pesante, Pandev non è al meglio fisicamente e Zapata non è ancora in grado di dare garanzie(vedi lo sciagurato mancato tap in a un mt. dalla linea contro il Livorno), al suo posto avrei preso qualche altro attaccante. Nella splendida trasferta di un Club Napoli Castelli Romani sempre presente,nella vittoria sullo Swansea ,visto l’andamento della gara ,avevo espresso un mio pensiero in vista alla gara contro il Livorno: Il Napoli deve stare attento al, giocatori come Paulinho, Emeghara e Greco possono creare grattacapi e sinceramente se il napoli

TRA ROMA E PORTO DI MEZZO C’E’ IL CATANIA Ora avanti a chi tocca!! La Speranza di cui prima la farà da padrona con le gare al San Paolo con Roma e le trasferte di Porto (Europa League) e Catania Enzo Morgillo

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A cura di Francesco Milito

minuti di recupero ha definitivamente chiuso la contesa.

SOGNI DI EUROPA LEAGUE (O COPPA UEFA….)

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a kermesse europea “meno nobile” entra nel vivo,verso la finale del 14 maggio allo “Juventus Stadium “di Torino:tre le italiane rimaste in ballo;il club Napoli Castelli Romani presente nella vittoriosa gara del San Paolo contro lo Swansea.

Dici Coppa Uefa e pensi ai campi ghiacciati di Dicembre,a palloni arancioni e rognosissime compagini della ex DDR dure a morire.Chi ha vissuto le emozioni degli anni d’oro di questa competizione,la ricorda come una vera e propria seconda Coppa dei Campioni,costellata di

partite avvincenti e vetrina di giocate memorabili che hanno lasciato il segno nella storia del calcio continentale.Dalla seconda meta’ degli anni ’90,con l’allargamento della Champions League,questa manifestazione ha subito un drastico ridimensionamento soprattutto a livello di fascino ed appeal(oltre che di introiti) prevedendo l’ingresso delle terze classificate ai gironi di Champions nei sedicesimi,il che ha portato i grandi clubs a viverla piu’ come un peso che come un torneo di prestigio. Nell’edizione 2014 siamo giunti agli ottavi di finale,nei quali sono approdate tre formazioni italiane,con la sola rocambolesca eliminazione della Lazio nei sedicesimi ad opera dei bulgari del Ludogorets: se per Juve e Fiorentina (che si affronteranno negli ottavi in un duello rusticano tutto italiano), le pratiche Trabzonspor ed Esbjerg sono state agevolmente archiviate,non pochi patemi hanno avuto i tifosi del Napoli che,dopo lo 0-­‐0 in terra gallese,hanno visto la loro squadra avere la meglio dello Swansea solo ad una manciata di minuti dal fischio finale. Al San Paolo,erano presenti anche gli amici del Club Castelli Romani di Ciampino,i quali hanno potuto gioire insieme agli altri 40.000 aficionados,solo grazie al gol di Gokhan Inler,che nei

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Ai ragazzi di Benitez,spetta ora l’arduo compito di eliminare i portoghesi del Porto(anche loro scesi dalla Champions),giocando l’andata all’ Estádio do Dragão il 13 marzo;il ritorno e’ previsto una settimana dopo al San Paolo e siamo certi che anche in questo caso una delegazione dei nostri amici del Club non diserterà un evento così prestigioso. A completamento del tabellone,oltre al succitato derby italiano che sta già infiammando tutta la città di Firenze,spicca il suggestivo derby di Siviglia,con il Betis qualificato oltre ogni pronostico a dispetto di un campionato pessimo che li vede relegati in ultima posizione.Tottenham –Benfica è un’altra di quelle partite che ha

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il sapore di sfida Champions,con i britannici qualificati dopo grandi sofferenze contro il coriaceo Dnipro; Basilea-­‐Salisburgo suona un po’ come scontro fra outsiders,con gli svizzeri protagonisti ormai da qualche stagione in ambito europeo e gli austriaci che hanno annientato il più quotato Ajax,rifilando ben sei reti ai lancieri di Frank De Boer,saldamente in testa alla Eredivisie. Ludogorets-­‐Valencia,Az-­‐Anji ed Ol.Lione-­‐ Viktoria Plzen chiudono il programma degli ottavi. La strada verso Torino è ancora lunghissima,ma ci auguriamo che le squadre italiane sappiano farsi valere in questa competizione (soprattutto per riguadagnare terreno in termini di Ranking Uefa),ed auguriamo agli amici del Club Napoli Castelli Romani di bagnare il loro primo anno di vita,magari stappando un buon Barolo in terra piemontese il 14 maggio…


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A cura di Antonio Malavolta

Presidente Club Napoli Castelli Romani

Boris Sollazzo: #che vi siete persi

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oris Sollazzo nasce nel 1978 durante una partita del mondiale argentino. Si racconta che il travaglio sia durato 90 minuti di troppo e da qui, forse, nasce la sua passione per il calcio e per i colpi di scena. Tifoso del Napoli e seguace di Diego Maradona, nuotatore, pallanotista, radiocronista sportivo, critico e cronista teatrale è stato autore televisivo per il grande Antonello Piroso (e spera di esserlo ancora, molto presto). Il venerdì mattina anima e dà l’anima alla trasmissione “Il Sollazzo del Pappagallo” su Radio Rock e il sabato recensisce film per La Rosa Purpurea del Cairo su Radio24, con Franco Dassisti. Collabora con vari Festival. Lavora per la trasmissione televisiva Num3r1 in onda il martedì alle 23e25 su Rai2. Svolge ognuna di queste attività con una passione esagerata ma che non sarà mai uguale a quella che dedica al Napoli Calcio. Boris Sollazzo è al terzo libro. «Inutile chiedergli cosa sceglierebbe tra il Pulitzer e la Champions League», è scritto nella sua nota biografica. Lui ha raccontato «non come fosse bello (e in fondo facile) mangiare pane, freselle e calcio ai tempi di D10S (Maradona, ndr) e dei due scudetti». No, lui ha raccontato la storia di due fratelli che hanno seguito il Napoli dovunque negli anni duri della serie C1. In «Che vi siete persi» il racconto di un lungo ed esaltante viaggio dai campi delle periferie del pallone all’Olimpico, alla notte del 20 maggio 2012 quando il Napoli vinse la Coppa Italia nella finale contro la Juve. Vi sono testimonianze illustri della passione che lega i napoletani alla squadra: il vice campione olimpico di boxe Clemente Russo, gli attori

Silvio Orlando e Francesco Brandi, lo scrittore Giuliano Compagno. E poi le parole di due protagonisti, in momenti differenti, della storia azzurra: Beppe Bruscolotti, che consegnò nell’85 la fascia di capitano a Maradona, e Edy Reja, l’allenatore delle due promozioni, del doppio salto dalla C1 alla A in ventiquattro mesi.


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A cura di Fabio Sorrentino e Enzo Morgillo

Napoli, la grande bellezza Callejon «incorna» la Roma

prossimi eventi 23 Marzo 2014 29 ^GIORNATA CAMPIONATO SERIE A

NAPOLI vs FIORENTINA

TRASFERTA STADIO SAN PAOLO CON BUS GTA CONTATTATECI!!!

Missione compiuta per gli azzurri di Benitez. Per sperare ancora nel secondo posto c’era un solo risultato contro la Roma: la vittoria. Tre punti che sono arrivati con un po’ di fortuna, con tanta sofferenza, con poca brillantezza, forse in modo immeritato, ma che saranno fondamentali da qui alla fine.Ci pensa José Callejon, che da “torero” si trasforma in un toro scatenato che “incorna” la Roma al momento giusto, sul finale, quando - al termine di un netto dominio in campo - sembrava star portando a casa un preziosissimo pareggio.Adesso sono soltanto tre i punti che separano i partenopei dai giallorossi, anche se gli uomini di Garcia avranno una gara - quella col Parma - da recuparare e potranno contare sul vantaggio negli scontri diretti (all’andata finì 2-0).Nel Napoli, ancora tante cose da migliorare e una forma fisica da ritrovare al meglio. Ma la vittoria di stasera non potrà che essere una forte iniezione di fiducia.Un guizzo, una trovata geniale: ecco cari signori, pure così si avanti. Perché già alla vigilia si pensava ad una soluzione. Un colpo, sarebbe stato bastato un numero del calcio per decidere non solo Napoli-Roma ma tutto ciò che è campionato dalla Juve in giù: é così è stato. Perché certe partite bisogna vincerle e basta: poco importa come. C’era un modo per uscire bene dalla notte della svolta: vincere, ovvero quei tre punti che Callejon ha pescato come si fa alle giostre, tiri l’anello e centri il pupazzetto. Bene, ora che la gente del San Paolo ha smaltito la gioia della vittoria e le bandiere sono riposte, val la pena fare qualche considerazione. Il Napoli, felicità a parte, ha subito il palleggio della Roma e ha concesso l’inconcepibile. Ma non tanto per la solita fase difensiva, quanto per una malcelata sterilità in attacco che fa il paio con quella tristemente evidenziata

domenica scorsa a Livorno. Sembrava un film angosciante l’inizio della partita. Consueti errori e mancanza di personalità. Ecco, diciamo che il risultato positivo passerà all’almanacco delle sfide tra Napoli e Roma, ma il modo col quale è stato ottenuto sarà collegabile, invece, a quelle affascinanti causalità che soltanto il calcio riesce a creare.Bisogna capire se la Roma avvertirà o meno il contraccolpo psicologico della sconfitta, perché finora, i giallorossi hanno sempre superato i momenti difficili e l’Udinese non sarà cliente facile. È vero che gli impegni del Napoli sono molteplici e ci auguriamo che ciò continui fino a fine stagione, ma se si vince, tutto diventa più facile ed anche la stanchezza si supera più facilmente. Su Hamsik ho un’idea mia personale: non mi iscrivo al partito di chi critica la posizione in campo dello slovacco perché un bravo calciatore quando è in forma non accusa particolari problemi. Marek da persona intelligente e sensibile sta soffrendo una carenza di condizione dovuta all’infortunio più grave mai subito in maglia azzurra. Benitez fa bene ad insistere sul capitano perché solo giocando potrà ritrovare la condizione ottimale. Per me il Porto, in questo momento, è il migliore avversario per il Napoli perché ha ritmi meno frenetici e ti lascia giocare e per questo gli azzurri sono favoriti”.


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CALCIO A 5 SERIE D // CITTà DI CIAMPINO

La capolista cade e i rossoblu ne approfittano al meglio

Aggancio in vetta

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a capolista cade e i rossoblu ne approfittano al meglio. Una ripresa di campionato che non poteva iniziare in un modo migliore per il Città di Ciampino. I ragazzi di Dileo superano il San Giustino e, complice il ko della capolista, agguantano in vetta il 3Z, che però deve recuperare una partita: “E’ successo quello che speravamo tutti – spiega Emiliano Bizzarri –. Vogliamo arrivare allo scontro diretto contro il 3Z a non più di una gara di distacco in classifica. Vogliamo rifarci dell’andata. Un match sul quale saranno puntati gli occhi di tutti”.

me. Infine, vorrei dedicare la nostra vittoria con il San Giustino al nostro Team Manager Massimiliano Marcone, che, nonostante la squalifica che lo costringe a rimanere fuori dal campo, è sempre vicino alla squadra in partita e negli allenamenti e soffre con noi”. Andrea Somma

calcio a 5 c2 // anni nuovi

“Aquile” abbattute, i ciampinesi blindano il terzo posto

SCATTO PLAYOFF

Aquile” abbattute, i ciampinesi blindano il terzo posto Sbaglia molto, soffre, ma alla fine vince. L’Anni Nuovi porta a casa un successo che può valere tantissimo in una stagione che troppe volte ha visto i gialloblu sbagliare dopo aver puntato un obiettivo. Il 3-2 sull’Eagles vale il +4 in classifica proprio sulla formazione di Aprilia, vantaggio che mette quasi al sicuro i playoff.

ha fallito, ma questo successo può proiettare l’Anni Nuovi verso un playoff da protagonista. A patto di non sbagliare più, specialmente sabato prossimo contro la Vigor Cisterna. “Forse avremmo meritato qualcosa in più – ha concluso Sofia –, ma ora vogliamo il terzo posto e la post season è il nostro obiettivo. D’ora in poi saranno tutte finali”.una partita facile, ci impegneremo al massimo per vincerla e continuare a mettere pressione a chi ci sta davanti”.

Difficoltà Non è però stato semplice, soprattutto nel secondo tempo i ciampinesi hanno rischiato molto e 6 tiri liberi sbagliati, 3 per parte, avrebbero potuto influire tantissimo sull’esito della partita. “Sul piano del gioco – ha dichiarato Andrea Sofia – siamo stati superiori. Ci è mancata la condizione fisica, ma stiamo lavorando anche su quello”. E anche sulle libere sarebbe il caso di fare un piccolo sforzo. “Sono fondamentali – ha proseguito l’ex Folgarella – molto importanti in questo sport, ci alleneremo meglio anche su questo aspetto”.

Atletico Spqr e Giovanissimi Prima del big match, però, gli aeroportuali devono giocare quattro gare, a partire dalla difficile sfida contro l’Atletico Spqr: “Dobbiamo pensare solo a noi stessi e vincere le nostre partite, senza guardare gli altri – prosegue Bizzarri –, perché farci trovare impreparati sarebbe davvero grave”. Bizzarri con la doppietta al San Giustino è diventato il capocannoniere del girone, oltre a rappresentare uno dei veterani della squadra e della società, dove ricopre il ruolo di mister dei Giovanissimi: “Sono molto orgoglioso dei miei ragazzi, che al secondo anno sono in quarta posizione e stanno lottando per i play off, che rappresenterebbero un risultato eccezionale per loro, per la società e anche per

Momenti clou In stagione, è il primo crocevia che i ciampinesi non prendono nel verso sbagliato. Minturno e Real in campionato, Centocelle in coppa, la squadra di mister Gugliara nei momenti decisivi

Emiliano Bizzarri

Andrea Sofia


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Cmag - marzo 2014 calcio a 5 c1 // folgarella

Il Night & Day si impone 7-2!

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Fabio Addessi ha provato a rintracciare i motivi che hanno portato alla battuta d’arresto: “Non abbiamo molto da rimproverarci, perché in fin dei conti la squadra ha tenuto bene botta ad un avversario più quotato e più forte. Nel primo tempo siamo stati ordinati, senza correre grossi rischi, mentre nella ripresa abbiamo pagato un calo fisico che ha permesso ai rivali di agguantare il successo. Peccato: la prestazione c’è stata, ci è mancato lo sprint finale”. Nel girone di ritorno la Folgarella è ancora a secco di soddisfazioni: “Sapevamo che sarebbe stato un campionato difficile per noi, quindi non occorre creare allarmismi. Certo, i tre punti ci mancano, non possiamo negarlo, perciò cercheremo di vincere i prossimi incontri che sono maggiormente alla portata”. Il riferimento al Pigneto non può essere puramente casuale: “Rispetto

TROPPI ERRORI

questa squadra, ma tenteremo di aggiudicarci il confronto, per raddrizzare l’annata e preparare le partite che verranno con fiducia e serenità”. Flavio M. Tassotti

Letale la ripresa

calcio femminile // virtus ciampino

Cicero: “Pareggio giusto ma con il 1280 sarà diverso”

CROLLO ALLA DISTANZA opo la lunga sosta che ha bloccato per un paio di settimane il campionato di Serie D, la Folgarella tornava in campo sfidando, in trasferta, il Night & Day di Roberto Eboli, in piena lotta per il primo posto e la promozione in C2. La contesa si è conclusa con una bella vittoria dei padroni di casa, abili a sconfiggere gli uomini di Silvestri con il punteggio di 7-2.

U

no stop imprevisto quello della Virtus Ciampino che pareggia 1-1 contro la Capitolina. Una partita affrontata con troppa tranquillità dalle ciampinesi, che dopo le ultime due vittorie consecutive devono rallentare.

versaria diretta come il 12 Ottanta. Gli stimoli stavolta non mancheranno: “E’ una squadra ostica e non potremo entrare con superficialità. Sono ottimista e fiduciosa e sono certa che l’affronteremo con uno spirito diverso rispetto alla Capitolina”.

La partita

Cicero c’è

Una giornata opaca per tutte le ciampinesi, come conferma Noemi Cicero: “Non ci aspettavamo una Capitolina così convinta ed abbiamo affrontato la gara con troppa superficialità. Troppa frenesia e troppi errori sia in difesa che in attacco. Ci sono state molte occasioni da gol sia per loro che per noi ma non le abbiamo sapute sfruttare. Il pareggio ci sta, eravamo tutte deconcentrate”.

Capitano della passata stagione, Noemi quest’anno si sta ritagliando il proprio spazio in una squadra con una rosa ampia e valida: “Alcune mie compagne stanno attraversando un calo fisico e c’è spazio per chi, come me, ha giocato poco e sta meglio. Il mio ruolo quest’anno è quello di farmi trovare pronta al momento in cui vengo chiamata in causa. E allora eccomi qui, sempre a disposizione della Virtus Ciampino e sempre pronta ad entrare in campo quando serve. Io ci sono e loro lo sanno. Sono molto attaccata alla maglia, alla società e a tutte le mie compagne”.

12 Ottanta Sabato prossimo c’è un’occasione da non fallire e la possibilità di rosicchiare punti ad un’av-

Fabio Addessi

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astronomia

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Cmag - marzo 2014

A cura di Guerrino Bacaloni

Il cammino del Polo Celeste

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he la Terra ruoti su se stessa non è un novità; e neppure il fatto che immaginando di prolungare l’asse di rotazione terrestre, questo punterebbe in direzione della Stella Polare. I poli celesti sono due punti diametralmente opposti individuati dall’intersezione dell’asse di rotazione terrestre con la sfera celeste. Possono anche pensarsi come la proiezione dei poli geografici sulla sfera celeste e assumono quindi i nomi di polo celeste nord e polo celeste sud; quello contenuto nell’emisfero celeste visibile si chiama polo celeste elevato, l’altro si chiama polo celeste depresso. L’altezza del polo celeste elevato è uguale al valore assoluto della latitudine dell’osservatore. Ne discende che per un osservatore posto nell’emisfero boreale il polo celeste elevato è quello nord, nell’emisfero australe quello sud; all’equatore ambo i poli celesti giacciono sull’orizzonte e coincidono con i punti cardinali nord e sud; ai poli geografici il polo celeste omonimo è elevato e coincide con lo Zenith, l’altro è depresso e coincide con il Nadir. I poli celesti sono anche poli dell’equatore celeste, hanno quindi declinazione di +90° e -90°, rispettivamente per il polo celeste nord e per il sud. La retta passante per i poli celesti è detta asse celeste. La cosa

strana è che la direzione non è fissa e stabile, infatti descrive un cerchio. Il movimento però, è talmente lento che risulta percettibile solo considerando periodi di tempo molto lunghi: per completare un giro, infatti, ci vogliono la bellezza di circa 26 mila anni. In termini fisici questo spostamento dell’asse di rotazione terrestre è una conseguenza del moto di precessione e possiamo averne un’idea concreta osservando il comportamento dell’asse di rotazione di una trottola. La precessione porta con sé numerose conseguenze astronomiche e tra queste troviamo la ciclica variazione della direzione del polo nord celeste. Il polo dunque, si sposta descrivendo un ampio cerchio tra le costellazioni, avvicinandosi ora all’una ora all’altra delle varie stelle che nel corso dei millenni si sono date il cambio nell’indicare il nord. Nessuna sorpresa dunque, se troviamo nei papiri egizi che la stella del nord nell’antichità fosse Thuban (la alfa del Drago): non si tratta di un errore, ma dell’effetto della precessione.

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libri

Cmag - marzo 2014

A cura di Alessandra Tucciarone e-mail: libra.8sei@gmail.com

“TRE VOLTE ALL’ALBA” DI ALESSANDRO BARICCO Una volta qualcuno ha detto che guardarsi negli occhi è il privilegio dell’umanità, è la magia che si avvera in un incontro. Un’atmosfera da incantesimo è quella che invade i tre incontri narrati nel libro di Baricco, che rende intenso ogni singolo episodio e allo stesso tempo lega tutti e tre in un unico filo immateriale, un filo fuori dal tempo, quasi musicale. Tre brevi melodie che giocano intorno ad una

stessa nota leggera, delicata. Uniche dimensioni concrete dei tre incontri sono l’alba e la hall di un albergo. Ma non sappiamo precisamente dove e quando i personaggi si incontrano, potrebbero essere nell’albergo di qualunque città, nell’alba di un giorno di qualunque anno. Ciò che conta è lo scambio che avviene tra i due personaggi, lo sfiorarsidelle loro anime, per tre volte o per una soltanto. Lo scambio è reciproco e spontaneo; in pochiattimi ci permette di penetrare nell’intera vita dei personaggi. Ogni incontro tra loro è casuale, avviene in diversi momenti ed età della loro vita; lo scambio avviene tra due perfetti sconosciuti che si aprono gratuitamente l’una all’altro, narrandosi gli aspetti più profondi e irrisolti delle lo ro esistenze, le loro angosce, le loro colpe. In pochi attimi si chiedono aiuto reciprocamente, e insieme hanno voglia di ricominciare tutto da capo. In tutti e tre i casi riescono forse a comunicare in maniera vera per la prima e per l’unica volta.Tre squarci di luce in esistenze che fanno fatica a comunicare, avvolte nell’oscurità del ricordo, del rimpianto, del rimorso. Nessuna

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luce è migliore di quella dell’alba, in cui si esce dal buio della notte, in cui tutto ricomincia, tutto ètrasparente, puro, innocente. Perchécome si legge nel libro “non c’è lucemigliore per sentirsi puliti”.Tre volte all’alba è una storia originale di cui non si può raccontare una trama lineare e unica. Gli accenni di vita dei due personaggi si ricompongono via via come in un puzzle.In poche righe Baricco sfiora i temi più profondi dell’esistenza umana, l’infanzia, la gioventù,l’amore, la maternità, il rapporto tra presente e passato, la precarietà e la casualità della vita in contrasto con la perennità dei sentimenti e dei rapporti con le persone.In una parte del libro si legge: “Ho capito che non si cambia veramente mai, non c’è modo di cambiare, come si è da piccoli si ètutta la vita, non è per cambiare che si ricomincia da capo. Si ricomincia da capo per cambiare tavolo, disse. Si ha sempre questa idea di essere capitati nella partita sbagliata, e che con le nostrecarte chissà cosa saremmo riusciti a fare se solo ci sedevamo a un altro tavolo da gioco”.In realtà i due protagonisti non sono soli, nelle pagine avviene un incontro anche tra loro e il lettore, che più legge più si avvicina al loro sentire, così personale quanto in fondo anche universale. Del resto, chi non ha mai pensato di cambiare tutto della propria vita? Chi non ha mai pensato di essersi seduto al tavolo sbagliato per giocare le proprie carte? Nelle pagine di Baricco si può vedere dunque una doppia linea di comunicazione e di scambio, quella tra i personaggi e quella con il lettore.

113 Questo racconto è legato al romanzo Mr Gwyn, nel quale Baricco aveva accennato a un piccololibro scritto da un angloindiano, Akash Narayan, e intitolato Tre volte all’alba. Si tratta di un racconto immaginario, ma mentre scrive Baricco decide di realizzarlo davvero. Il testo rappresenta quindi una sorta di sequel a Mr Gwyn. Nonostante ciò, Tre volte all’alba costituisce di fatto un bellissimo un libro compiuto e a sé stante.

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teatro

Cmag - marzo 2014

A cura di Romina Doddi

e-mail: romina.doddi@icloud.com

IL TEATRO COME ARTE E TERAPIA Sin dall’antichità, l’uomo ha sempre creduto che per potersi inserire con successo nella società, avesse avuto bisogno di assumere determinati comportamenti e atteggiamenti relazionali, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi nei diversi momenti della vita, adattandosi così alle più svariate situazioni.

Ma non sempre questi moduli di comportamento, sono in armonia ed equilibrio con i valori e le convinzioni che gli appartengono. Questi “copioni” che si costringe a recitare, con

il passare del tempo, possono diventare dannosi alla sua essenza, determinando disturbi della personalità ed impedendogli di vivere con creatività e libertà i rapporti interpersonali. Infatti, questi abiti che è incline ad indossare lo costringono in ruoli che non gli appartengono, così invece di costruire se stesso si sente sempre più inadeguato, fuori posto e questo non fa altro che alimentare una delle sue più grandi paure, la paura di non farcela. E’ evidente come questa inadeguatezza derivi dall’incapacità di riconoscere e rispettare la sua natura più intima e nonostante gli sforzi impiegati a stravolgerla, inevitabilmente riemergerà destabilizzandolo ogni volta con maggior vigore. E pensare che potrebbe uscire fuori dalle gabbie mentali che si è costruito, infatti la stessa energia che impiega per seguire questi moduli e cliché comportamentali, potrebbe invece applicarla per aumentare la consapevolezza e l’accettazione del suo nucleo più autentico. Uno dei modi per riappropriarsi del sé è quello di perderlo; sembra un paradosso ma non è così. Infatti, attraverso l’appropriazione temporanea di un altro sé, che è il gioco proprio

del far TEATRO, si può avere un approccio più creativo e libero nella visione di se stessi e degli altri. Il Teatro come gioco dunque, un gioco meraviglioso che ci permette ad esempio, portando in scena le nostre paure, e affrontandole con coraggio nei panni dei personaggi affidateci, di riuscire a gestire meglio le emozioni, le difficoltà e poter tornare alla nostra vera identità con animo più sereno e consapevole. In scena con l’ausilio di una “maschera” e grazie alla studio ed all’interpretazione di un personaggio, magari completamente diverso da noi, ci si abitua a vivere situazioni nuove e ad assumere atteggiamenti ed approcci diversi dal consueto ed è così che utilizzando altri punti di vista si attivano energie impensabili, capacità creative e soluzioni innovative che, già sperimentate nella finzione scenica, sarà poi più facile riproporre nella realtà del quotidiano. Il gioco dei ruoli, paradossalmente ci aiuta a trovare quello più vicino alla nostra personalità e questo aiuta a rifiutare le cosiddette “masche-

117 re” in favore della verità e a vivere la propria vita da protagonisti con la consapevolezza di “esserci” per se stessi e per gli altri. Il teatro diventa così un mezzo per vincere le proprie paure, andare in scena è un modo per essere riconosciuti e questo accresce l’autostima, infatti attraverso il riconoscimento che l’attore ha sul palco, anche solo per brevi istanti, nutre l’energia vitale, indispensabile per affrontare gli ostacoli della vita. Dunque, la passione per il teatro non solo come amore per l’arte ma come terapia espressiva, ha la capacità di essere risolutiva per sintomi di lieve entità. I disturbi emotivi, le difficoltà relazionali, le nevrosi possono curarsi attraverso il piacevole gioco del fare teatro, accompagnati da persone qualificate e competenti come gli art theatre counselors. Non dimentichiamo che desiderare e perseguire una vita migliore, dovrebbe essere un dovere p reciso verso noi stessi.


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frammenti di

Sapienza

Cmag - marzo 2014

per Ridere un pò

Ospedale a Napoli Il destino Meglio astenersi dal governare il destino degli altri, dal momento che è già così difficile ed incerto pilotare il proprio.

Il paziente al dottore: “Dottò, ma l’operazione di appendicite è pericolosa?” “Macchè….Solo a uno su mille succede qualcosa.” “Dottò…. A che nummero stamm?”

In discoteca a Roma Primo Levi (1919-1987)

L’oggetto del volere Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole, bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.

Ragazzo alquanto ubriaco a ragazza alquanto bruttina: “Ahó, ma quanto sei brutta!”. La ragazza alquanto indispettita: “Ammazza quanto sei ‘mbriaco!!”. Ragazzo: “Sì, ma a me domani me passa...”.

Carabinieri Il giorno dopo l’acquisto di un acquario la moglie chiede al marito carabiniere: “Caro, hai cambiato l’acqua ai pesci ?”. “No! Non hanno ancora bevuto quella di ieri !”.

Arthur Schopenhauer(1788-1861)

La sapienza È sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.

Luciano De Crescenzo La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.

Oscar Wilde

Socrate (470/469 a.C-399 a.C)

L’istruzione è certo una cosa ammirevole, ma nulla che valga la pena sapere può essere insegnato.

La filosofia Quando colui che ascolta non capisce colui che parla, e colui che parla non sa cosa stia dicendo: questa è filosofia.

Woody Allen Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.

Voltaire (1694-1778)

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Avanti c’è

post@

Scrivete alla nostra redazione all’indirizzo info@cittadiciampinomagazine.it, specificando il vostro nome e cognome. Non dimenticate di allegare, quando disponibili, delle foto a supporto delle vostre argomentazioni

Per difendere la ferrovia della fascia Jonica risalente al 1861!!!

Sbaglio o si era sbandierato il ripristino dei treni a lunga percorrenza come l’intercity “Milano- Crotone e… viceversa”? Della serie la protesta non conosce vacanza! Non solo è aumentato il disagio per il trasporto ferroviario con i vari cambi per arrivare a destinazione, ma è esageratamente aumentato il costo del biglietto da € 82,00 a € 100,00 circa. Tutto per scoraggiare l’utenza ad utilizzare la strada ferrata e di questo periodo chi paga il danno maggiore è il turismo, con serie ricadute sull’ impatto economico. Con chi me la devo prendere? La notizia di questi giorni è la nomina del nuovo presidente delle ferrovie nazionali Lamberto Cardia. Ah, ecco....!!! - Voglio ricordare - dice il pendolare Euristeo - che circa un anno fa a Forlì si organizzava una particolare forma di protesta per portare a “gloriosi splendori” il collegamento del Sud Italia con il centro Nord e chiedere il ripristino di alcuni treni, tra cui quelli a lunga percorrenza, come l’Intercity Milano – Crotone, simbolico ponte di unione sul territorio nazionale e quindi chiedere ex- novo il collegamento ferroviario con il Sud del Paese - . La protesta, quanto mai singolare, ha visto la partecipazione di alcuni VIP del tessuto romagnolo e un gruppo di amici che “armati” di valigia di cartone, hanno occupato lo spiazzale della Ferrovia Forlivese e manife-

stato in modo creativo il disagio creato dalla soppressione del collegamento, raggiungendo l’attenzione dell’opinione pubblica, nonché, delle testate giornalistiche nazionali con il titolo di Ridatemi il treno và. In breve tempo i tantissimi cittadini disagiati dovuto ai disastrosi tagli dei treni a lunga percorrenza si sono trasformati in cittadini organizzati è il comitato in questione dove vede la mia adesione si chiama CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali). Ed inoltre per dare il giusto valore alla doverosa iniziativa di protesta ho ricevuto il contributo di due testimonial d’eccezione: Francesco Guccini e Pippo Giordano. Un cordiale saluto Euristeo Ceraolo Delegato CIUFER Forlì-Cesena Emilia-Romagna (con un ponte per la Calabria ed il Sud...)

Euristeo Ceraolo Francesco Guccini e Pippo Giordano


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LEONE

SAGITTARIO

Vi aspetta un mese vivace, colmo di sorprese: lavoro ok. Anche in amore tutto filerà liscio, basta essere comprensivi e non fare inutili polemiche. Occhio alla primavera: in arrivo raffreddori allergici

Marte, Sole e Venere, rendono marzo davvero pazzerello. Sarete allegri e farete molte conquiste. Anche i coniugati porteranno euforia in famiglia. Salute ottima soprattutto agli inizi di marzo poi occhio al cambio di stagione.

Possibili tensioni con colleghi o in famiglia. Il consiglio è di essere diplomatici e accomodanti. Possibili anche rotture di rapporti sentimentali. Ottimismo, perché interessanti novità sono in arrivo. Ma anche qualche raffreddore!

TORO

VERGINE

CAPRICORNO

Con Mercurio nel segno dei Pesci per tutto il mese avrete molto credito in campo professionale e guadagni. I single conosceranno persone nuove e i coniugati ritroveranno momenti unici. Salute buona.

Marzo piuttosto movimentato: nervosi ed irritabili sul lavoro e una questione sentimentale che si trascina da risolvere. E’ il momento di prendere decisioni importanti. Cambiate che è ora. Siate però calmi e riflessivi.

Lavoro in una fase difficile ma a metà marzo Giove vi aiuterà. In amore problemi potrebbero derivare dall’ingerenza della famiglia: tenete lontani i parenti dalle vostre questioni di cuore. La stanchezza potrà ostacolarvi.

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Se il lavoro vi annoia siate pazienti. Forse siete ad un bivio importante in amore e sognate di incontrare una persona che vi renda più felice. Prudenza perché ancora non avrete idee chiare. Riposo contro la stanchezza da stress.

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Mercurio sarà in positivo con il segno dei Pesci: gli affari ed il commercio sono favoriti. In amore a partire dal 12 di marzo piacevoli novità in arrivo, e buone soddisfazioni per chi ha figli. Ma amministrate saggiamente le forze.

BILANCIA

Giove governerà marzo e vi darà energie e idee per il vostro lavoro. Rischiate di perdere persone a voi interessate ed amici a causa della vostra pigrizia, perciò datevi da fare. Una cura ricostituente potrebbe aiutarvi.

SCORPIONE

Mercurio vi regalerà momenti piacevoli con la vostra famiglia e con gli amici. Momento eccellente per programmare un viaggio in compagnia. Qualcuno potrà riallacciare un rapporto con una vecchia fiamma. Salute ok.

ACQUARIO

In campo professionale dovrete sforzarvi per capire gli obiettivi che volete raggiungere. In amore invece qualcosa vi capiterà senza che voi dovrete fare molto. Siate pronti. Sport per dimagrire in salute e bellezza.

PESCI

Con Mercurio nel segno dei Pesci vi aspettano successi professionali ed armonia in famiglia, con gli amici e vita sociale intensa. Sarete attraenti. Agite però con umiltà e arriverete al cuore di chi vi piace veramente.



Cmag marzo