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a Yang

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Questo libro è il racconto dell'avventura fatta nell'estate 2013. È il diario del mio primo trekking in solitaria a bordo di un kayak, lungo la Costa Smeralda e attorno alle isole dell’arcipelago della Maddalena. A raccontarlo, oltre le parole, ci sono centinaia di fotografie scattate da terra e da mare alla costa più bella d’Italia!

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Copyright © Marco Garbetta 2017 Seconda edizione www KAYAKTREKKING it INDICE

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INDICE

10 AGOSTO 2013 - VULKALEX ................................... 79 11 AGOSTO 2013 - ROTTA PER IL PARADISO ............ 81

INDICE .........................................................................6

12 AGOSTO 2013 - SENZ’ACQUA .............................. 94

1 AGOSTO 2013 - LO SBARCO NOTTURNO ................. 7

13 AGOSTO 2013 - SFIGA PAZZESCA ...................... 105

2 AGOSTO 2013 - BUONGIORNO SARDEGNA! .......... 14

14 AGOSTO 2013 - ABBATOGGIA ............................ 110

3 AGOSTO 2013 - CORMORANI A PESCA .................. 23

15 AGOSTO 2013 - FERRAGOSTO A S. MARIA ......... 115

4 AGOSTO 2013 - CINGHIALI IN SPIAGGIA ................ 33

16 AGOSTO 2013 - IL GIORNO PERFETTO! .............. 123

5 AGOSTO 2013 - RITORNO ALLA CIVILTA' ...............46

17 AGOSTO 2013 - SULLA VIA DEL RITORNO .......... 132

6 AGOSTO 2013 - IL TERRORISTA.............................. 54

18 AGOSTO 2013 - A CACCIA DI ISOLOTTI .............. 145

7 AGOSTO 2013 - LA PERLA SUDATA ........................ 65

19 AGOSTO 2013 - GOODBYE SARDEGNA .............. 155

8 AGOSTO 2013 - PRIMA DELLA TEMPESTA ............. 74

NUMERI DEL VIAGGIO............................................. 166

9 AGOSTO 2013 - DOPO LA TEMPESTA .................... 77

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1 AGOSTO 2013 - LO SBARCO NOTTURNO

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7.8 KM 7


L'ultimo sguardo al block notes con appuntate le ultime cose da prendere prima di partire e mi ritrovo solo in macchina. E' la prima volta che parto per un lungo trekking da solo e mi fa un certo effetto. Col cuore colmo di ansia e aspettative per la nuova avventura, percorro tutti i km che mi separano da Civitavecchia. Quando arrivo al porto, trovo subito quello che stavo cercando: un parcheggio gratuito. Tiro fuori tutta l'attrezzatura e metto a terra il kayak.

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Mentre monto il carrellino mi accorgo di aver scordato i fermi delle ruote. Cazzata n° 1!!! Non mi perdo d'animo e, dopo un rapido sguardo nel borsello degli attrezzi, decido di

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sostituire i fermi con delle fascette di plastica. Il sistema funziona. Il kayak cammina ma con grande fatica perché le ruote arrivano a toccare la carena del kayak. Ho un mucchio di cose da fare e decido di tenermelo così. Sono costretto a farmi una sudata bestiale fino alla banchina. Cerco di passare attraverso il gate per le auto e gli addetti al controllo mi dicono che devo passare attraverso il terminal. Dopo essere rimasto per 20 minuti nel terminal con kayak al seguito sotto lo sguardo incredulo dei presenti, un'operatrice della Moby si accorge che un kayak di 4.30 metri non può

fisicamente passare attraverso il gate d'imbarco per soli passeggeri e mi accompagna di nuovo al gate per le auto dove passerò senza problemi. Attendo il turno d'imbarco all'ombra di una tettoia.

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Nel traghetto sistemo il kayak vicino ad un gruppo di moto.

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Per tutto il viaggio rimango seduto su una panca del ponte in compagnia di altre persone.

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Quando arrivo ad Olbia è ormai sera.

Durante la navigazione, il forte vento mi farà volare in mare il comodissimo cuscino gonfiabile che ho tirato fuori per riposare un po'. Cazzata n° 2!!! Impreco in silenzio.

Sbarco col kayak. Mi guardo attorno interdetto. Di passare la notte sulla banchina del porto non se ne parla proprio. Percorrere

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a piedi i 7 km fino alla spiaggia di Pittulongu è materialmente impossibile per via dell'avanzamento stentato del kayak. Non rimane che tentare l'ultima carta: uscire dal porto in navigazione notturna e raggiungere via mare la spiaggia di Pittulongu. Facile a dirsi ma difficilissimo a farsi senza l'adeguata attrezzatura per navigare di notte. Però non ho altra scelta. Tra le macchine sfreccianti sul molo, mi incammino quatto quatto verso il porticciolo turistico della lega navale di Olbia dove mi hanno detto esserci uno scivolo per l'entrata in acqua. Il cancello d'entrata è chiuso ma due ragazzi appena usciti dal 12 12

porticciolo e in possesso delle chiavi, mi fanno il piacere di farmi entrare. Ci vorranno 15-20 minuti prima di completare il setup da navigazione del kayak e indossare costume e maglietta di lycra. Ringrazio i due ragazzi per la disponibilità e la pazienza e mi faccio scivolare in acqua. Con l'aiuto del gps e delle luci del porto mi faccio strada fino ad arrivare sul margine sinistro del porto dove si trovano le boe degli allevamenti di cozze. Per due, tre volte vengo spaventato dal tonfo di qualche grosso pesce che salta vicino al kayak. Proseguo. Con la torcia frontale da campeggio in testa

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non vedo nulla. Non c'è nemmeno la luna ad aiutarmi. Navigo in direzione delle luci in modo da sfruttare il tenue riflesso sull'acqua per scorgere gli scogli affioranti. Non posso far altro che proseguire. Incrocio una barca guidata da un vecchio signore. Si presenta come il guardiano delle cozze ma per me sarà l'uomo della provvidenza. Mi scorta per un po' di strada e poi, non potendo proseguire oltre, mi dà alcune dritte per uscire dal porto. Ci riuscirò, nonostante tutto. 8 chilometri nel buio più disperato che non dimenticherò per tutta la vita. Arrivo esausto sulla spiaggia di Pittulongu. Il tempo di montare la tenda e

telefonare ai miei e sprofondo nel sonno. E' solo l'inizio.

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2 AGOSTO 2013 - BUONGIORNO SARDEGNA!

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29.2 KM


Buongiorno Sardegna!

visione, assieme all'emozione di ritrovarmi finalmente in Sardegna, mi mandano in estasi. Con lo spirito ma anche con la fame di un leone inizio una colazione super a base di caffè, brioche, cornetti riempiti di marmellata e proteine in polvere. Con calma ingurgito tutto. Smonto la tenda, ripongo tutto nel kayak, controllo sulla mappa satellitare il percorso da fare e parto. Lascio la bellissima spiaggia di Pittulongu quasi deserta.

Appena sveglio, scorgo fuori la tenda il barlume di luce che precede l’alba. Prendo il cellulare e scatto questa foto. Questa www KAYAKTREKKING it 2 AGOSTO 2013 - BUONGIORNO SARDEGNA!

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Faccio la prima sosta a Cala Banana. Poi proseguo fino alla spiaggia di Sos Aranzos.

navigazione e approdo su una striscia di sabbia laterale della Spiaggia Bianca.

Lo scenario cambia completamente ma la bellezza del posto è mozzafiato. Dopo uno spuntino a base di crackers e carne in scatola riparto e raggiungo la Terza Spiaggia di Golfo Aranci. La trasparenza del mare mi lascia a bocca aperta! Dopo una breve sosta riprendo la 16 16

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Rimango nuovamente a bocca aperta dinanzi alla trasparenza del mare! Mai visto niente di simile. Il fondale della spiaggia che rimane bassissimo per decine di metri si può notare www KAYAKTREKKING it 2 AGOSTO 2013 - BUONGIORNO SARDEGNA!

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anche dal satellite.

Approfitto della presenza di un lido molto attrezzato per mangiare addirittura patatine fritte al momento!

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Sulla spiaggia mi raggiunge un signore appassionato anch'egli di kayak, incuriosito dalla strana attrezzatura del mio. Rimaniamo a parlare per un bel po’. Mi dà qualche dritta

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per pescare vicino all'isolotto di Figarolo dove dice di aver visto perfino i delfini! Gli confido che quando sono in trekking difficilmente mi metto a pescare soprattutto in Sardegna dove allontanarsi dalla costa per cercare fondali più profondi equivale a commettere un attentato di lesa bellezza nei confronti della natura! A malincuore lascio questo paradiso e il simpatico signore, quasi affezionatomi dopo un’oretta di chiacchierata, mi dà perfino una spinta quando riparto! E’ bello sentire l’affetto della gente che a malapena conosci. Esperienza che il trekking regala ad abundantiam. Mi

dirigo verso Cala Moresca facendo prima un mezzo giro attorno all'isolotto di Figarolo

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e scorgendo il recinto dell’allevamento di orate di cui m’aveva accennato il signore prima. Cala Moresca è bellissima!

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Ha anche la pineta dietro ed io non mi faccio sfuggire l’occasione di passare una mezz'oretta al fresco, al riparo dal sole.

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Riparto, giro il promontorio di Capo Figari

con l’obiettivo di arrivare a Cala Sabina prima del tramonto. Lungo il percorso mi fermo in una piccola caletta e faccio amicizia con dei signori sardi simpaticissimi che mi offrono

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persino delle ostriche appena pescate! La sosta è breve. Alle 18:30 riparto e dopo un’oretta arrivo a Cala Sabina.

zip della tenda ma prima un’ultima occhiata fuori; ci sono solo io e il mare. Buonanotte Sardegna! Sei ancora più bella di come ti ricordassi.

Qui approfitto della spiaggia quasi vuota per cucinarmi 250 grammi di pennette al pesto. Non sazio, mi preparo un buon caffè e mi mangio pure due brioche. Monto la tenda mentre il lido esaurisce la musica disco a palla che tanto infastidisce le mie orecchie. Cala il buio. Sento sulla schiena il peso dello sbarco di ieri e dei 29 km di oggi. Chiudo la 22 22

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3 AGOSTO 2013 - CORMORANI A PESCA

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26.5 KM 23


Ore 6:47. Mi sveglio e scopro che Cala Sabina è tutta mia!

Rivolgo lo sguardo verso il mare e vedo i cormorani a pesca a pochi metri dalla riva. Uno spettacolo! http://youtu.be/N8-uF4Apb44 Super colazione, poi smonto tutto e vado al bar del lido a comprare 2 litri d’acqua fresca e a farmi riempire la borsa d’acqua corrente. Riparto col mare che è un olio e rivela alla 24 24

luce del mattino ciò che nasconde sotto.

Mi fermo alla spiaggia subito prima di Marinella.

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Alle 10:30 la prima birra della giornata!

Potrà sembrare strano ma la birra è un ottimo alimento durante il trekking perché contiene carboidrati liquidi ad alto indice glicemico, ottimi per attività di resistenza

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come il kayak. E poi… “a me mi” piace! Poche pagaiate e sono sulla famosa spiaggia di Marinella.

Qui conosco una coppia di giovani veneti 26 26

molto simpatici con cui chiacchiero un po’. Nadia mi parla del fratello anche lui appassionato di viaggi e avventura. Ci scambiamo l’amicizia su facebook e ci salutiamo. Manca ormai poco a Porto Rotondo. Poca strada e sono sulla Spiaggia delle Alghe.

Qui incontro un bambino che rimane letteralmente affascinato dal mio kayak e non smette di dirmi che da grande farà i

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viaggi proprio come me! I genitori mi offrono frutta fresca a volontĂ e io non dico di no. Faccio fare un giretto sul kayak al bimbo e alla sorellina e poi riparto girando Punta Volpe e fermandomi sulla prima spiaggia che incontro.

Scendo ancora e arrivo alla bellissima Spiaggia dei Sassi.

Il ristorantino emana profumi inebrianti,

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maglietta di lycra addosso per evitare scottature sulla pelle già arrossata.

ma, dopo una fugace occhiata al listino prezzi…decido di desistere. Mi accontenterò del bar… Rimango in spiaggia fino alle 15:30 con la 28 28

Poi riparto per raggiungere la Spiaggia dell’Ira.

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Visito la spiaggia di Razza di Junco e poi la famosa Liscia Ruja. Spiaggia bellissima, caratterizzata da colori forti e saturi. Taglio il Golfo di Cugnana, passo davanti a Portisco e mi fermo sull’omonimo Spiaggione.

Verso le 16:30 sono sulla bellissima spiaggia di Rena Bianca.

Alle 19 riparto per una traversata che mi www KAYAKTREKKING it 3 AGOSTO 2013 - CORMORANI A PESCA

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porterĂ a Capriccioli. Percorro tutta quanta la Spiaggia della Celvia.

Rimango sbalordito di fronte alle villette con accesso diretto sul mare con tanto di prato, 30 30

sdraio e ombrelloni!!!

Per non parlare di quelle costruite a pochi passi dal mare.

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E’ quasi il tramonto. Percorro l’ultimo tratto di mare che mi separa dalla famosa Spiaggia del Principe di Porto Cervo.

Quando vanno via tutti rimaniamo solo io e un gruppo di Senegalesi. Arriva l’imbrunire e le zanzare calano a migliaia costringendomi a cospargermi di Off in tutta fretta. Mi cucino delle pennette al ragù ottime. Montiamo le tende contemporaneamente io e i Senegalesi. Ci scrutiamo a distanza, poi uno di loro mi si avvicina e mi saluta col sorriso. Approfitto per chiedergli se hanno intenzione di suonare quella batteria di diabolici bonghetti in fila vicino

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alle tende. Lui all’inizio mi dice si, chiedendomi anche se volessi suonarli, poi guardandomi, capisce che la risposta che mi aspettavo era no. A quel punto mi rassicura dicendomi che almeno per questa volta avrebbero fatto a meno dei bonghetti. Lo ringrazio e mi infilo in tenda. Ripenso alle tantissime spiagge che ho visto oggi: una più bella dell’altra! Appunto qualcosa sul diario e chiudo gli occhi felice.

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4 AGOSTO 2013 - CINGHIALI IN SPIAGGIA

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26.3 KM 33


Sento dei rumori vicino la tenda. Mi sveglio ed esco. Mi sembra di sentire degli animali. Mi stropiccio gli occhi e non credo a quello che vedo. Sono cinghiali! Alla ricerca di cibo in spiaggia. Il tempo di prendere il cellulare e scattare qualche foto nel buio più pesto e spariscono.

Controllo l’orario: sono le 5 e mezza del mattino. Mi rimetto a dormire. Mi risveglio alle 7 circa. La mia tenda c’è.

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Le tende dei senegalesi ci sono.

I cinghiali pure!!!!

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incontro e noto che la spiaggia è di una bellezza mozzafiato!

Riesco a girare anche un video. http://youtu.be/9zamx8zsvkk Mi avvicino più che posso, dopodiché scappano impauriti. Mi riprendo dall'insolito 36 36

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L’acqua è trasparente come l’aria!

Mi guardo attorno per trovare uno scorcio significativo da fotografare e scatto questa foto.

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come proteggermi la testa durante la navigazione odierna. Mi avvicino ai senegalesi e chiedo se hanno un cappellino da vendermi. Dopo un po’ mi portano un cappellino rosso sgargiante con la scritta “Ducati Corse”.

Questa notte, oltre ai cinghiali, ha disturbato il mio sonno una pesante scottatura al cuoio capelluto. Perfino poggiare la testa sul materassino mi provocava dolore. Non so 38 38

Non è bellissimo ma è quello che ci vuole. Alle 8:50 lascio la spiaggia. Visito, senza

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fermarmi, la spiaggia di Romazzino e giro il promontorio che delimita a sud il golfo del Pevero,

ci sono gli isolotti di Li Nibani che fanno parte di un’area protetta dove è impedito lo sbarco. Continuo a girare fino a quando non mi fermo alle 10:30 sulla spiaggia del Grande Pevero.

Mentre mi avvicino alla riva http://youtu.be/V9jUxnrQilU noto il colore smeraldo del mare.

sfiorando l’isola delle Rocche. Alla mia destra www KAYAKTREKKING it 4 AGOSTO 2013 - CINGHIALI IN SPIAGGIA

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la Dilbar, il panfilo da 110 metri di uno degli uomini più ricchi di Russia.

Sulla spiaggia si avvicina un signore di Milano e iniziamo a parlare dello sfarzo imbarazzante che c’è in Costa Smeralda. Mi anticipa l’incontro che farò poco più tardi con 40 40

Tiro dritto lungo la costa nord del golfo e mi preparo all’attraversamento di Porto Cervo.

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Sono circa le 12:30 quando lo attraverso e, come avevo immaginato, mi ritrovo sbattuto da onde altissime sollevate dagli yacht che escono dal porto. Mi sembra di essere come un riccio che attraversa l’autostrada. Sotto lo sguardo incredulo delle persone a bordo dei natanti, riesco a superare indenne le forche caudine del porto e a dirigermi tomo a Cala Granu, per il meritato riposo. E’ ora di pranzo. Devo fare il pieno d’acqua. Solo bottiglie da mezzo litro a 2€ l’una. Bestemmio in aramaico antico. Nel frattempo si avvicina un signore che mi www KAYAKTREKKING it 4 AGOSTO 2013 - CINGHIALI IN SPIAGGIA

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confida di aver sempre sognato di fare almeno una volta nella vita una vacanza come la mia e di non esserci mai riuscito per colpa della fidanzata prima e della moglie dopo. Classico! Sarà il millesimo a confidarmelo. Dopo una pacca sulla spalla… continuiamo la discussione parlando dell’Aga Khan e della storia della Costa Smeralda che lui conosce bene avendo lavorato come muratore qui negli anni ’70. Prima d’andar via, quando mi chiede se ho bisogno di qualcosa, non riesco a trattenermi dal dirgli: “una bottiglia d’acqua fresca se ce l’ha”. Arriverà dopo 2 minuti d’orologio con un 42 42

bottiglione d’acqua ghiacciata che provvederò subito a travasare nei 2 thermos del retino di prua. Lo ringrazio e gli anticipo che parlerò di lui nel mio diario. Mi fa l’in bocca al lupo per la continuazione del mio viaggio e mi saluta con grande affetto. Riparto alle 14:30 girando il faro di Capo Ferro e sostando sulla spiaggetta del piccolo centro abitato.

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Mi rifocillo un po’, poi riparto alla volta di Liscia di Vacca, e della sua famosa spiaggia.

Dopo mezz’ora riparto costeggiando Poltu Quatu e fermandomi sull’enorme spiaggia di Baia Sardinia.

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Proseguo ancora

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e mi fermo per la sosta notturna a Cala dei Ginepri. Mi preparo una doppia busta di risotto ai funghi (equivalenti a 4 porzioni) per recuperare le forze perse nei 26 km di oggi e www KAYAKTREKKING it 4 AGOSTO 2013 - CINGHIALI IN SPIAGGIA


la divoro sui grossi massi di granito della spiaggia. Dopo il tramonto mi godo lo spettacolo dei riflessi sul mare delle luci di Cannigione.

Ripenso allo straordinario incontro coi cinghiali di stamattina poi crollo.

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5 AGOSTO 2013 - RITORNO ALLA CIVILTA'

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16.9 KM


All’alba Cala dei Ginepri è ancora più bella! Sulla mia destra sorge un sole caldissimo. Illumina dapprima la tenda poi le sdraio e gli ombrelloni lasciati dai bagnanti. Salgo sugli scogli dove avevo mangiato la sera prima e scatto questa foto.

Tiro fuori dal gavone la sacca con le provviste per la colazione e dalla sacca grande di poppa il fornellino e la stuoia. Mi faccio un caffè che accompagno con un paio di www KAYAKTREKKING it 5 AGOSTO 2013 - RITORNO ALLA CIVILTA'

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brioche. Finito il caffè è la volta dei cornetti. Uno, due, tre cornetti che apro a metà e riempio di marmellata. Ne ho addirittura di due tipi: una alle albicocche e una alle fragole. Mi shakero un po’ di proteine in polvere con l’acqua che mi è rimasta nelle borracce e rimetto tutto a posto. Smonto la tenda e sistemo ogni cosa nel kayak. Sono pronto. Prima di partire dò un’occhiata alle mappe satellitari e calcolo il percorso. Mi accorgo che mancano solo 15 km al campeggio di Palau dove ho deciso di fermarmi. Oggi lavorerò di meno! Mi metto in acqua e raggiungo il porto di 48 48

Cannigione sulla parte opposta del Golfo di Arzachena. Risalgo il golfo mantenendomi sempre vicino alla costa e sfiorando l’isolotto dei Fichi d’India.

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Passo il camping “Isuledda”, riconoscibile dalle roulotte e dai camper parcheggiati vicino al mare, http://youtu.be/aBE0xvFeCPA giro Tanca Manna e mi fermo sulla sua grande spiaggia.

Mi rifornisco di acqua e riparto costeggiando Spiaggia Mannena e approdando a Le Piscine.

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Un semplice accostamento di ginepri, sabbia e acqua smeraldo crea uno spettacolo unico! Qualche tuffo e riparto. Supero il comune di Le Saline e approdo sulla spiaggia del 50 50

Camping Capo d’Orso. Riparto e verso le 13 doppio il faro di Capo d’Orso. Appena giro vengo investito immediatamente dal temuto maestrale. Non ho ancora mangiato e la stanchezza si fa sentire così mi fermo in una spiaggetta a poche centinaia di metri dal campeggio. Vedendo crescere il mare sono costretto a rinunciare all’idea di girare l’isola di S. Stefano e decido di entrare direttamente in campeggio. Entro nel porticciolo stracolmo di gommoni e fermo il kayak sull’unico pezzettino di spiaggia presente. Risalgo a piedi il campeggio fino alla direzione e come al solito sono costretto

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a spiegare per prima cosa come mai sono dentro il campeggio senza esserci mai entrato! Ritorno al kayak e cerco un posto per la tenda più vicino possibile all’ingresso in acqua.

Mi da una mano a montare la tenda Filippo, un ragazzo austriaco dall’accento fiorentino, che si dimostra subito simpaticissimo e con cui si crea subito feeling. Dopo mezz’ora www KAYAKTREKKING it 5 AGOSTO 2013 - RITORNO ALLA CIVILTA'

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siamo già a mangiare e bere assieme. Mi dice un sacco di cose utili sul campeggio e mi racconta di sé, delle sue vacanze sfortunate in Calabria, dei suoi 5 anni a Firenze e delle alpi austriache dove mi propone di fare un trekking assieme alla mia amica Ambra di cui gli avevo parlato. http://youtu.be/DN7NzWqLOiY Va via dopo l’ultima Ichnusa e per un po’ divento triste. Solo la pizza tirolese delle 18:30 mi riporta l’umore su. Il pomeriggio trascorre tranquillo ed in completo relax. Di fronte a me c’è il mare sferzato dal maestrale. Solo a sera si calmerà per 52 52

regalarmi questo splendido tramonto.

Alle 21 sono già cotto. Entro in tenda per scrivere due righe di diario. Rifletto sul fatto che il campeggio non mi piace poi tanto.

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Non sono più abituato ai vocii notturni. Mi manca il rumore delle onde sul bagnasciuga. Mi mancano le stelle prima di chiudermi in tenda. E domattina mi mancherà la sensazione di avere la spiaggia tutta per me. Con questi pensieri nostalgici cerco di addormentarmi nonostante gli schiamazzi dei tedeschi dietro la mia tenda. Ci riuscirò intorno alle 22:30.

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6 AGOSTO 2013 - IL TERRORISTA

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16 KM


E’ notte fonda. Il fondo duro sotto la tenda mi fa tenere la schiena in posizione scomoda. E’ troppo tardi per modellare il giaciglio sotto la tenda quindi decido di continuare a dormire alla men peggio. Mi alzerò poco riposato. Sola la vista del mare piatto riuscirà a farmi scordare la notte appena trascorsa. Mi carico di energia con una colazione diversa: al bar del campeggio! Cornetto e cappuccino però mi fanno solo il solletico allo stomaco quindi continuo a mangiare in tenda. Guardo le previsioni su più siti e mi accorgo che fra un paio di giorni il tempo cambierà completamente. Si aspettano

vento forte e addirittura temporali! Decido quindi di rimanere in campeggio per i giorni successivi, facendo il giro delle isole più piccole dell’arcipelago nel frattempo. Allestisco il kayak con un minimo di attrezzatura. Il kayak è leggerissimo e mi sembra quasi di volare sull’acqua! Percorro il tratto di mare che mi separa da S. Stefano a quasi 4 nodi di media. Inizio il giro di S. Stefano in senso antiorario. Mi fermo subito su una prima caletta.

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I primi amici a darmi il buongiorno sono i pesci che saltano fuori dall’acqua alla vista del kayak. I secondi sono i cormorani, che sono a tal punto incuriositi dalla mia presenza che rimangono sugli scogli a scrutare i miei movimenti. Basta però gridargli “aiò” che loro si tuffano immediatamente in acqua e percorrono 2030 metri sott’acqua ad una velocità incredibile. Sono i veri padroni delle coste 56 56

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sarde, un po’ come i gabbiani per le Isole Tremiti. Visito alcune spiaggette, piccole ma stupende. http://youtu.be/_p2cGwZfPD8 In una di queste mi immergo con la maschera e riprendo una coppia di cefali per nulla impauriti dalla mia presenza. http://youtu.be/hT3YeM8LOvw In alcuni punti, dove il fondale diventa sabbioso, il colore del mare è bello da paura. Vorresti diventare tutt’uno con esso.

Ci sono segni della presenza umana, ruderi e vecchie strutture abbandonate che servivano probabilmente per trasportare il granito estratto in qualche cava sull’isola.

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Poi d’un tratto il cemento, recinzioni metalliche e un cartello con le scritte: “zona militare, divieto di accesso, sorveglianza armata”. 58 58

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Rimango interdetto ma incuriosito al tempo stesso. Continuo la navigazione nello scempio piĂš assoluto.

Il cemento che ricopre il granito. L’orrore che sovrasta la bellezza. Scorgo un militare che si sbraccia dalla costa e mi fa segno di allontanarmi. Mi avvicino per sentire meglio

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e mi dice che un’ordinanza della capitaneria di porto vieta la navigazione entro i 300m dalla costa lungo tutto il tratto occupato dalla caserma. Mi dice che tutta l’area è sorvegliata poiché c’è un deposito di armi. Gli rispondo che come avevano messo il cartello per il divieto di accesso a terra avrebbero potuto mettere delle boe per il divieto di accesso al mare antistante la caserma così da informare per tempo i bagnanti ed evitare di eliminarli con una scarica di mitra! Chiudo la discussione così e mi allontano infastidito. Dopo poco un altro militare mi intimerà di allontanarmi ancora di più. Tra me e me 60 60

penso di essere stato scambiato forse per un terrorista, il famoso terrorista in kayak! Mentre i veri terroristi sono loro, che occupano quasi 2 km di costa

con un deposito di armi in uno dei posti più belli d’Italia. Roba da pazzi! Mettetelo dove

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cazzo volete il vostro deposito di armi ma non su un parco nazionale! Me ne vado furioso ma basterà che scompaia alla mia vista lo scempio di cemento per farmi calmare. Giro tutta l’isola visitando l’ultimo tratto di costa ancora inesplorato.

Ritrovo un mare da urlo www KAYAKTREKKING it 6 AGOSTO 2013 - IL TERRORISTA

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vicino all’isolotto Roma, di fronte al famoso villaggio vacanze.

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E’ mezzogiorno. Mi fermo per uno spuntino sulla spiaggia dell’isolotto.

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Finita la sosta intorno alle 13, avendo terminato anche il giro dell’isola, abbandono l’arcipelago e mi dirigo verso la spiaggia della Sciumara.

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Ritorno in campeggio nel primo pomeriggio. Pasta, doccia e poi visita a Palau. Mi sembra di essere un turista come gli altri, per la prima volta lontano dal mio kayak! Quando passo davanti ad una rosticceria con i polli allo spiedo in bella mostra memorizzo le coordinate gps del posto per ritrovarlo facilmente nei giorni successivi. Capisco di non essere esattamente come gli altri… Il pomeriggio trascorre in compagnia di Ichnusa, la dea dal malto biondo! Ritorno in campeggio dove cenerò con due ragazze conosciute nel pomeriggio. Prima di chiudermi in tenda scavo un giaciglio più 64 64

confortevole sotto la tenda in corrispondenza del materassino sotto gli occhi allibiti dei vicini tedeschi. Anche questa giornata è finita.

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7 AGOSTO 2013 - LA PERLA SUDATA

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25.5 KM 65


Mi sveglio come al solito di buon mattino, tanto presto da dover attendere l’apertura del bar dove ormai ho appuntamento fisso con i cornetti. Ritorno in tenda e continuo la colazione con caffè e brioche. Finalmente lucido, decido di compiere il giro di Spargi, l’isola a ovest della Maddalena. GPS alla mano, calcolo la rotta e scopro che solo per arrivarci c’è bisogno di pagaiare per 8 km! Il mare è calmo. Faccio sponda prima a S. Stefano,

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poi a Maddalena e dopo 1 ora e 20 minuti, grazie al mare calmo, sono a Spargi. Mi accoglie una caletta paradisiaca: cala Granara.

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Tutt’attorno c’è un mare di quelli che ti vorresti portare a casa per sempre! Mi immergo in un nanosecondo.

Le casette vicino alla riva

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Lascio la spiaggia all’arrivo dei primi bagnanti

alimentano il pensiero latente di trasferirsi qui e vivere per sempre come nel film “Paradise”. Mancano le scimmie e la ragazza però! Desisto. 68 68

e decido per il giro orario dell’isola. Sbarco a Cala Soraya e per poco non mi escono gli

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occhi dalle orbite.

Proseguo ancora e incontro l’affollatissima Cala Corsara. I barconi scaricano centinaia di persone e il mio kayak quasi non trova posto sull’enorme spiaggia. Decido di fare una www KAYAKTREKKING it 7 AGOSTO 2013 - LA PERLA SUDATA

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nuotata e porto con me la fotocamera per girare qualche video. Come immaginavo i pesci non hanno alcuna paura e si fanno avvicinare tranquillamente. http://youtu.be/3xYntLrmH5w Quando torno a riva un’operatrice del parco mi invita a portar via dalla battigia il kayak perché dice che è vietato dal regolamento. Non voglio fare discussione e tiro in acqua il kayak. Però mi domando: io che arrivo a Spargi percorrendo 8 km con la sola forza delle braccia e per giunta senza inquinare non dovrei essere avvantaggiato rispetto a chi ci arriva in motonave inquinando?! E 70 70

invece dove loro possono mettere l’asciugamano io non posso mettere il kayak. Niente di più assurdo! Continuo il giro di Spargi.

Dopo una breve sosta a Cala Alga, risalgo il versante ovest fino a Cala Canniccio, a nord,

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dove arriverò intorno alle 13. Faccio l’ultima sosta a Cala Conneri.

Lo spettacolo è sublime. Sembra di essere ai Caraibi. Non voglio andar via. Mi sono

innamorato di quest’isola, piccola e preziosa. La perla dell’arcipelago! Guardo il mare e cambio subito idea; un levante teso proviene proprio da Maddalena. Conoscendo le abitudini del vento nell’arcipelago, so che aumenterà per tutto il pomeriggio per poi calare al tramonto. Saluto quest’isola meravigliosa con la promessa di ritornarci per passarci almeno una notte. Poche pagaiate e mi rendo conto che il vento è più forte di quel che pensassi. La passeggiata dell’andata è solo un ricordo. Mi tocca pagaiare con tutte le forze per raggiungere un nodo e mezzo di velocità.

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Nonostante gli spruzzi d’acqua sul viso, lo sguardo è attento a prevedere il movimento delle onde più grandi. Alcune volte però non posso evitare che un’onda mi allaghi il pozzetto e mi rallenti ulteriormente. Quando arrivo a Maddalena sono esausto, ho l’affanno, i muscoli delle braccia pieni di acido lattico e le mani doloranti. Il vento sotto costa è meno intenso ma non appena mi affaccio sulla baia di Cala Francese vengo spazzato via da alcune folate violentissime. Decido di fermarmi quanto prima. Lo faccio alla baia successiva dopo aver bruciato le ultime energie che mi 72 72

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rimangono. Sono le 15 quando approdo su una spiaggetta sotto lo sguardo incuriosito dei presenti. Mi sdraio per terra per rialzarmi un’ora dopo. Non appena il vento cala un po’ e cessano le folate, riparto e percorro in scioltezza i 4 km che mi separano dal campeggio. Una volta dentro, come un robot eseguirò le seguenti azioni: doccia, spesa, 250gr di carbonara, pescanoce e alle 20:30, mentre gli altri campeggiatori si preparano per uscire, io vado a letto. Il diario della giornata lo scriverò domani. Tanto chi se la scorda!

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8 AGOSTO 2013 - PRIMA DELLA TEMPESTA Il tempo è cambiato. Compaiono le prime nuvole e il vento al mattino è già teso. Previsioni azzeccate ed io, come stabilito, rimango a terra. Va via una tenda di amici sardi e decido di cambiare posto alla mia per avere un’ombra maggiore al mattino e dormire di più. Con due ragazze conosciute in campeggio vado alla Sciumara, la spiaggia che avevo già raggiunto in kayak dopo il giro dell’isola di Santo Stefano. Rimaniamo fino alle 16:30 poi 74 74

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andiamo a Palau dove proseguo da solo fino al supermercato e infine alla rosticceria dove sbranerò un pollo intero con patate a contorno. Appesantito dalla digestione, torno lentamente in campeggio,

mentre il cielo s’ingrigisce e il vento rinforza le sue raffiche. Ripicchetto per sicurezza la tenda e vado a letto con lo strano presentimento che la notte non trascorrerà www KAYAKTREKKING it 8 AGOSTO 2013 - PRIMA DELLA TEMPESTA

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tranquilla.

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9 AGOSTO 2013 - DOPO LA TEMPESTA La notte non è trascorsa tranquilla! Intorno alle 3 mi alza un nubifragio con pioggia, grandine e fulmini come non ne vedevo da anni. Tiro fuori la testa dalla tenda per dare un’occhiata attorno e la ricaccio dentro per la paura. Rimango impietrito e impotente, sdraiato sul materassino, con lo sguardo rivolto verso l’alto a guardare il cielo, illuminato a giorno dai fulmini, oltre la tenda. Tutt’attorno il rumore assordante della grandine che colpisce ogni cosa e il fragore incessante dei tuoni. Ho paura. Il mattino

sembra non arrivare mai. Mi alzo più tardi del solito. I viali del campeggio recano ancora i segni dei torrenti d'acqua che li hanno attraversati. Molti campeggiatori, come i francesi alla mia sinistra, estraggono dalle tende allagate tutta la roba bagnata per poterla asciugare. Fortunatamente la mia è rimasta asciutta perché sopraelevata rispetto al percorso dell’acqua lungo il viale retrostante. Il cielo è sereno, terso come un cristallo. Il mare è calmo. Faccio colazione al bar e mi appresto a trascorrere una giornata monotona, in attesa della ripartenza che non

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vedo l’ora arrivi. Il campeggio non mi da emozioni, starci dentro mi sembra tempo perso. Le previsioni per domani sono ancora negative ma domenica migliorano e spero di poter ripartire senza effettuare piÚ soste in campeggio fino alla fine del trekking.

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10 AGOSTO 2013 - VULKALEX Oggi sono proprio insofferente. Non ne posso più di stare in campeggio. Mi sembra di perdere tempo. Intanto il mare è ancora impraticabile mentre le previsioni per domani lasciano ben sperare. In ogni caso partirò! Saldo già il conto del soggiorno in direzione. Inaspettata, arriva la telefonata di Vulkalex, un ragazzo sardo del forum pescainkayak, con cui mi ero scambiato il n° di cellulare prima di partire. Sandro, il suo vero nome, vorrebbe venirmi a trovare in campeggio per

scambiare due chiacchiere e per vedere se c’è la possibilità di fare qualche miglia assieme pagaiando col suo kayak. Alle 15:30 arriva in moto all’entrata del campeggio. Ci vediamo per la prima volta. E’ simpatico, appassionato come me di kayak (ne ha ben tre!) ed è incuriosito dal trekking che sto facendo nella sua regione. In un paio d’ore ci raccontiamo di tutto, brindiamo alla nostra conoscenza con una Ichnusa

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e ci congediamo con la promessa di sentirci non appena ritorno ad Olbia. L’intenzione è quella di fare un tratto di costa sotto Olbia assieme. 80 80

Esco dal campeggio con una fame da lupo e mi dirigo verso la solita rosticceria a sbranare il solito pollo con le patate. Faccio poi un po’ di shopping per le vie di Palau, in vista dell’imminente partenza. Sono costretto a comprare oggetti piccoli, non fragili e leggeri, per non avere problemi durante il trasporto in kayak. Ritorno in campeggio, metto la sveglia alle 6, doccia e a nanna alle 22. Domani mi aspetta un gran giorno: il giorno della ripartenza, il giorno della selvaggia isola di Caprera!

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11 AGOSTO 2013 - ROTTA PER IL PARADISO

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30 KM 81


Sveglia alle 6. Mi alzo, preparo tutto. Colazione al bar alle 7. Alle 8:15 sono in acqua. La giornata è soleggiata ed il mare calmo. L’ho odiato il campeggio, mi sembrava una prigione. Finalmente libero, dirigo la prua verso Punta Fico a sud di Caprera. Una volta doppiata Punta Fico, entro in Porto Palma e trovo subito a sinistra una piccola spiaggetta con tantissime barche a vela bianche tirate in secco. Ci sono decine di ragazzi e ragazze che si preparano per veleggiare. Continuo il mio giro fino a quando vengo colto da una incontrollabile curiosità vedendo un ragazzo che si lava 82 82

addirittura i denti vicino a dei lavelli in riva al mare!

Mi spiega che a Porto Palma c’è una delle più importanti scuole di vela d’Italia dove

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tantissimi ragazzi da tutto il mondo si iscrivono ai corsi di vela estivi quindicinali. Lo ringrazio per l’informazione e riparto. Esco da Porto Palma, pieno zeppo di barche a vela, e mi dirigo verso Punta Rossa, la parte più a sud dell’isola. Prima di doppiarla, vedo alla mia sinistra delle antiche mura difensive.

Il complesso dovrebbe essere una fortificazione utilizzata in passato per scopi bellici. Doppiata Punta Rossa, dopo circa 1 km, approdo sulla prima, bellissima spiaggia www KAYAKTREKKING it 11 AGOSTO 2013 - ROTTA PER IL PARADISO

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di una lunga serie: Cala Andreana.

lo scoglio, il colore rosso della pietra, il verde intenso della macchia mediterranea e i riflessi turchesi del mare

Non la vedevo dal 2005. Tanti ricordi riaffiorano nella mia mente. Non posso non pensare a quella bellissima vacanza. Ricordo 84 84

immortalati in una delle piĂš belle foto che

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scattai con la mia prima fotocamera digitale. Faccio una piccola, nostalgica sosta nei ricordi, poi proseguo. Appena esco dalla baietta sono subito dentro un’altra. Poche pagaiate e arrivo alla famosa Spiaggia del Relitto.

Qui c’è così tanta gente da non riuscire a trovare un posto per il kayak. Decido quindi di lasciarlo attaccato ad una boa gialla ad una trentina di metri dalla riva www KAYAKTREKKING it 11 AGOSTO 2013 - ROTTA PER IL PARADISO

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approdando sulla meravigliosa Cala Portese.

e di proseguire a piedi fino alla battigia. Spuntino, birretta e si riparte. Giro attorno alla parte piÚ panciuta di Punta Rossa, lasciandomi a destra l’Isola Pecora e 86 86

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conoscere dei loro amici sardi che stanno finendo di pranzare e che mi offrono frutta, torta e caffè! In più Lisa mi prepara uno squisito panino con insalata e tacchino che mangerò a fine giornata. Scattiamo tutti insieme una foto ricordo,

Durante la sosta in spiaggia faccio amicizia con Davide e Lisa. Sono napoletani e, per esperienza, so che la generosità partenopea non si fa attendere molto… Infatti mi fanno www KAYAKTREKKING it 11 AGOSTO 2013 - ROTTA PER IL PARADISO

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arrivare verso le 15:30 a Cala Brigantina.

Li saluto caldamente e lascio Cala Portese ancora estasiato da tanta generositĂ . Risalgo la costa est di Caprera per circa 3 km lungo i quali non trovo alcuna spiaggia, fino ad 88 88

Qui domina il colore verde smeraldo della macchia che si riflette nell’acqua.

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Riprendo fiato e mi preparo psicologicamente a rivedere la più bella spiaggia che abbia mai visto in tutta la mia vita. Quasi col cuore in gola e pieno di emozione, percorro i 2 km che mi separano da quella che i francesi chiamano Tahiti. Schivo uno ad uno tutti i megayacht ancorati prima delle boe e piano piano finalmente la vedo apparire in tutta la sua sfolgorante doppia bellezza: Cala Coticcio.

Si compone di due calette affiancate, separate da un ammasso roccioso sul quale arrampicandosi è possibile ammirarle entrambe e passare da una all’altra. Ci si può arrivare o via terra, attraverso un’ora di camminata lungo un sentiero sterrato

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bruciato dal sole, oppure via mare. La seconda via, per i fortunati possessori di un mezzo da diporto, è preferibile. Ve lo dice uno che le ha provate entrambe… Mi fermo prima alla caletta di sinistra. Salgo sulle rocce affianco e scatto qualche foto.

L’abbraccio delle rocce rossastre alla piccola lingua di sabbia è sublime. Dà un senso di

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protezione e di totale immersione nella natura. Adoro questa sensazione! Passando dall’altra parte anche il più insensibile rimane in estasi per qualche minuto.

La trasparenza del mare raggiunge il suo massimo e lo scoglio nel bel mezzo dello specchio d’acqua sembra l’ultimo tocco del pittore Dio alla sua più riuscita opera d’arte. In foto non è possibile vedere il movimento

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dei riflessi di luce nell’acqua. Vi assicuro che è fenomenale. Forse vedendo questo video potrete comprendermi. http://youtu.be/ol3Dj4T6W4g Mentre osservo questo paradiso sento un signore che si lamenta perché il mio kayak e quello affianco occupano troppo spazio sul bagnasciuga.

Mi sale il sangue alla testa, poi mi calmo e gli rispondo: “Lei è arrivato qui nel parco nazionale col suo bello yacht, inquinando. E’ sbarcato insieme a sdraio e ombrelloni col www KAYAKTREKKING it 11 AGOSTO 2013 - ROTTA PER IL PARADISO

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suo bel gommoncino a motore, inquinando e ha occupato tutto il posto che voleva sulla spiaggia. Io invece mi sono rotto la schiena per arrivare fin qui senza inquinare. E se non ho capito male ora si sta lamentando dello spazio occupato dal mio kayak? Nel caso avessi capito male mi scuso sin da ora ma nel caso avessi capito bene, le consiglio di chiudere qui la conversazione, allontanarsi in fretta e fare finta di non aver mai parlato con me.” Il tipo decide di seguire alla lettera il mio consiglio. Per smaltire la rabbia residua decido di immergermi e portare con me la fotocamera subacquea. Inseguirò ogni specie 92 92

di pesce: dal cefalo al rombo, dalla marmora al sarago. http://youtu.be/DRSchMxa_-s Finito con lo snorkeling fotografico, consulto le mappe e mi accorgo che non ci sono più spiagge su tutto il versante orientale e settentrionale di Caprera. La spiaggia più vicina a portata di kayak è Cala Napoletana, sul versante occidentale. Sono già le 17:40 e mi devo muovere alla svelta. Un ultimo sguardo al paradiso che mi lascio alle spalle e prendo il largo. Dopo aver girato la parte nord di Caprera, riscendo. Non vedendo alcuna spiaggia, proseguo ancora fino ad

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arrivare all’enorme Cala Garibaldi. Faccio una breve sosta e consultando le mappe satellitari mi accorgo di aver saltato inspiegabilmente Cala Napoletana. Non c’è problema: la raggiungerò domani percorrendo a ritroso un piccolo tratto di mare. Decido poi di fermarmi sulla vicina Cala Serena, più raccolta e suggestiva di Cala Garibaldi. Quando sbarco col kayak sono le 20 e il sole è quasi all’orizzonte.

sulla spiaggia che mi si avvicinano incuriositi. In particolare stringo amicizia con Cristina che mi chiede i recapiti per contattarmi dopo il trekking e leggere il diario che pubblicherò. Divoro il panino di Lisa in quattro morsi e mi risparmio la pasta. Caffettino veloce e poi finalmente monto la tenda. Dopo 30 km mi rimane solo la forza per scrivere queste righe. Notte. Sono felice.

Faccio due chiacchiere con alcuni bagnanti www KAYAKTREKKING it 11 AGOSTO 2013 - ROTTA PER IL PARADISO

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12 AGOSTO 2013 - SENZ’ACQUA

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28.4 KM


Mi alzo riposato nonostante i tanti km percorsi il giorno prima. Cala Serena all’alba è favolosa!

prima a Cala Caprese, deserta.

Poi finalmente atterro a Cala Napoletana.

Controllo la mia posizione sulla mappa satellitare e, come avevo già stabilito ieri, decido di ritornare indietro per visitare Cala Napoletana. Ha la fama di essere un posto stupendo! Così, con le energie fresche del mattino, parto di buona lena risalendo la costa ovest di Caprera. Mi fermo www KAYAKTREKKING it 12 AGOSTO 2013 - SENZ’ACQUA

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Mi accolgono sublimi trasparenze in un giardino di roccia incantato. Rimango a guardare estasiato.

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Godo per una mezz’oretta poi riparto. Nel frattempo mi accorgo di non avere più nemmeno un goccio d’acqua; quindi parto alla volta di Cala Garibaldi. Ci sono stato ieri e www KAYAKTREKKING it 12 AGOSTO 2013 - SENZ’ACQUA

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mi pareva d’aver visto un chioschetto in una specie di lido. Quando arrivo mi accorgo di averci visto male: non c’è nessun lido e men che meno un chiosco. Una signora, a cui chiedo informazioni, mi consiglia di andare a Stagnali dove c’è sicuramente un bar vicino al molo d’attracco. Prua a sud e giù di pagaiata. Attraverso il ponte che collega Maddalena a Caprera non senza difficoltà per via dell’incredibile traffico nautico. Entro nell’enorme insenatura e sotto il sole ormai cocente la sete inizia a farsi sentire. Con mia grande sorpresa quando arrivo a Stagnali non c’è nessun bar in vista. Delle persone sul 98 98

molo mi dicono che il bar non c’è più e si è trasferito nell’interno. Sono sempre più assetato e ho già percorso 12 km senza bere una goccia d’acqua. Decido di lasciare Caprera e andare sulla costa est di Maddalena. Ripercorro il golfo di Stagnali, ripasso sotto il ponte e mi fermo nel primo lido che vedo.

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Questi ulteriori 3 km mi hanno disidratato ancor di più. Non ci crederete ma il chioschetto del lido è chiuso! Esaurisco in silenzio il dizionario dei sinonimi e volgari.

M’intrattengo a parlare con un po’ di persone a cui confido l’urgente bisogno di bere un po’ d’acqua. Anche loro non ne hanno molta perciò rifiuto categoricamente quando mi offrono la loro. Tutti che mi dicono: “strano, l’indiano ancora non viene, ma dove sarà andato? Di solito è sempre qui”. Lo attenderò per un’ora piena quell’indiano. Quando apre il chioschetto, mi dirigo con passo lento davanti al bancone e con lo sguardo accigliato gli faccio: “vorrei dell’acqua” l’indiano: “bottiglia o bottiglietta?” io: “è uguale”

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l’indiano: “gasata o naturale?” io: “è uguale” Mi dà 4 bottigliette da mezzo litro. La prima la bevo in un sorso d’avanti a lui, la seconda pure. Le altre due le verso nel thermos. Ci mancava solo la musica di Ennio Morricone e la scena era da film! Mi ritorna il buon umore. Sono le 12:30, mi tocca pure mangiare: patatine nell’attesa del doppio hot dog e hot dog con patatine non appena mi arriva l’hot dog. Ichnusa sul tavolo. Ritorno sul kayak con una pesantezza incredibile ma con la forza di un toro! Pagaio 100 100

contro vento fino a Testa di Polpo,

giro attorno alla penisola di Giardinelli e mi infilo nella Baia di Spalmatore. Faccio sosta su due spiagge. La più vicina è esattamente

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come la ricordavo: sabbia scura e mare subito profondo.

La seconda invece, più affollata, non la conosco. Mi rimetto sul kayak e percorro qualche km ancora. Entro dentro Porto Massimo e doppio la punta nord di Maddalena. Mi fermo su una prima spiaggia e poi sulla famosa spiaggia di Monte d’Arena.

Sosto per un’oretta facendo lo spuntino classico, panino e birra. Oggi però la giornata, dopo l’avventura dell’acqua, me ne riserva ancora un’altra: non c’è campo! La wind non prende e a nulla valgono le funamboliche posizioni che sperimento per aumentare la ricezione. Non posso chiamare, consultare la mappa satellitare e vedere le previsioni. Mi devo arrendere; così, con alle spalle 25km già percorsi, riparto alla volta di una spiaggia con miglior ricezione. Proseguo nella baia e provo in un’altra spiaggia ma anche qui il segnale è assente. Decido di girare la penisola di Abbatoggia e col favore

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del ponente raggiungo la prima spiaggia che vedo all’orizzonte.

questa giornata incredibile e sfortunata. L’unica cosa positiva è che non devo cucinare, i due panini sono stati sufficienti. Mi godo un tramonto da urlo, il più bello visto finora.

C’è campo! Sugli scogli in fondo alla spiaggia, prende anche la linea 3G. Finalmente è finita 102 102

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Monto la tenda, chiamo i miei, posto qualche foto su facebook e nel silenzio più assoluto, nel buio più assoluto, mi addormento.

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13 AGOSTO 2013 - SFIGA PAZZESCA

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0.8 KM 105


Mare mosso! Era previsto ed infatti è così. So già che non potrò navigare se non per brevi tratti quindi me la prendo comoda. Una coppia di signori anziani mi si avvicina incuriosita. Rimaniamo a parlare per una mezz’oretta. Alla fine scopro che il signore è un collega ingegnere (come me) in pensione, nativo di Venezia (come me), vissuto a Milano e innamorato della Sardegna (come me). La scenetta è da ridere. Ci voleva una telecamera che riprendeva il mio volto mentre mi diceva queste cose per capire. Mi spiega con dovizia di particolari la ricetta delle “sarde in saòr”. Non sono riuscito a 106 106

fermarlo in tempo per spiegargli che non era il caso di parlare di cibo ad un girovago affamato e lui ha continuato amabilmente fino a farmi scendere la bavetta dalla bocca. Dopo questo bell’incontro faccio il punto della situazione e decido di scendere in acqua per raggiungere la spiaggetta dell’isolotto di fronte a me, riparata dal ponente incalzante. Un volta lì, proprio di fronte a me, vedo la spiaggia privata del camping Abbatoggia. Col mare in queste condizioni, non è male l’idea di passarci il resto della giornata e usufruire dei servizi interni al campeggio. Lascio il kayak sulla spiaggia e inizio ad

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esplorare l’area del campeggio. C’è il market, un ristorante-pizzeria e dei bagni con doccia. A pranzo non mi faccio sfuggire l’occasione di mangiare nel ristorante. Carne alla brace e patate al forno si trasformano da sogno in realtà. Con la pancia piena rimango a fare la siesta in spiaggia per il resto della giornata.

Nel pomeriggio l’imprevedibile: mi cade la batteria tra le pedane del kayak piene d’acqua! Impreco i santi Numi per qualche minuto. La batteria, come facilmente www KAYAKTREKKING it 13 AGOSTO 2013 - SFIGA PAZZESCA

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prevedibile, non funziona più. Non potrò più avere l’autonomia di 3 / 4 giorni per il telefono e la connessione ad internet. Un disastro!!! Mi dispero ma non serve a nulla. Trascorro il pomeriggio nervosissimo. Quando si avvicina sera, madre natura, per consolarmi, mi fa un regalo bellissimo. Mi regala il tramonto più bello visto fino a quel momento. L’isolotto di fronte è il corollario ad una dimostrazione di bellezza superiore. Questo spettacolo mi rasserena. Mi fa dimenticare l’esperienza negativa del pomeriggio e mi dà 108 108

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nuova carica per continuare il viaggio. Il trekking in kayak è anche questo. Monto la tenda con un vento implacabile e, mentre mi vola tutto dalle mani, mi accorgo di aver perso anche un gancetto ad uno dei piedini. Ma allora vaffanculo, ce l’avete con me!!! Devo assolutamente trovare una soluzione di emergenza. Sembro riuscirci ma la sabbia di questa spiaggia è molto poco compatta; i picchetti non tengono. Sono costretto ad usare delle grosse pietre per mantenerli conficcati nella sabbia. Ad un certo punto si esaurisce pure la lampada frontale. Cambio le pile ma non va. Per fortuna ho quella di

scorta. Al buio, a tentoni, la cerco e quando la trovo finisco di montare la tenda. Una giornata di merda!! Altro che tramonto! Forse è meglio che vada a dormire. Prima però voglio scrivere per filo e per segno quanta sfiga ho avuto oggi.

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14 AGOSTO 2013 - ABBATOGGIA Fortunatamente la tenda non è volata! Le raffiche di stanotte sono state violentissime; facevano piegare la tenda in maniera spaventosa! La sensazione di dormire, protetto solo da un telo, a pochi metri dalla battigia, sferzata dal vento e battuta dalle onde, è unica. Quasi una droga, una sfida col mare. Ma in quei pochi metri, tra bagnasciuga e tenda, c’è il rispetto che gli porti, la consapevolezza che lui è più forte. Mentre faccio colazione mi ricordo di aver sentito delle voci stanotte attorno alla tenda. 110 110

Dei tipi venuti a pescare. Ce n’era uno che, incurante della mia presenza, dava lezioni di pesca all’amico a voce alta. Mi hanno svegliato e sono dovuto uscire dalla tenda per chiedergli di allontanarsi. Poi mi sono riaddormentato. Il bar è ancora chiuso e propendo per la sempre buona colazione fai da te. Il mare è incazzato e assolutamente innavigabile col kayak.

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Non posso far altro che rilassarmi in spiaggia.

Il sole non mi fa ormai piĂš nulla anche se lo www KAYAKTREKKING it 14 AGOSTO 2013 - ABBATOGGIA

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prendo per 12 ore di seguito. Non funzionando più la batteria di riserva, quando il cellulare si scarica, vado nei bagni a ricaricarlo un po’. Mai passato così tanto tempo in bagno! Non mi posso nemmeno allontanare, rimango come un coglione vicino alla presa elettrica.

Nel tardo pomeriggio il miracolo, la batteria 112 112

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riprende a funzionare!!! Salto dalla gioia e ricomincio a pensare con ottimismo alla continuazione del trekking. Il tramonto di oggi è qualcosa di spettacolare. Vien voglia di fermare il sole prima che scompaia sotto l’orizzonte.

In serata una buona pizza mi rimette in forze. www KAYAKTREKKING it 14 AGOSTO 2013 - ABBATOGGIA

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Sono pronto per rimontare la tenda col maestrale forza 4. Questa volta sono preparato e non ci saranno imprevisti. Domani vorrei ripartire ma il vento non accenna ancora a placarsi.

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15 AGOSTO 2013 - FERRAGOSTO A S. MARIA

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9.5 KM 115


E infatti il vento non si è calmato! Sono sveglio dalle 7. Un po’ tardi per via della notte burrascosa appena trascorsa. Ho dovuto perfino arretrare la tenda di 3-4 m per via della mareggiata. Ho dormito un sonno molto inquieto, disturbato dal rumore implacabile del vento e della risacca. Mi alzo però con una energia incredibile. Voglio assolutamente partire! Mi faccio una doccia, poi passo dal market a rifornirmi di provviste e acqua e finalmente faccio colazione. E’ tutto pronto alle 9. Dirigo la prua verso l’ultima spiaggia di Maddalena che ancora non ho visitato: Baia Trìnita. 116 116

Una spiaggia bella ed ampia.

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Ci rimango per poco tempo, giusto il necessario per pianificare la traversata fino a Budelli. Sono indeciso se attraversare oppure no il canale direttamente da Baia Trìnita, nonostante il vento di tramontana teso. Il mare fa paura; le onde sono alte più di 1 m e la distanza da percorrere è di circa 6 km. Ma ancora più paura mi fa l’idea di rimanere fermo per il terzo giorno consecutivo. Un attimo di incoscienza e parto! Mi accorgo subito della difficoltà dopo le prime pagaiate. Sono costretto a pagaiare quasi esclusivamente col braccio sinistro per tenere dritta la prua spinta dal vento. Su

alcune barche a vela che incrocio, gli skipper mi chiedono a gesti se è tutto ok. Capisco di essere un po’ folle. L’isola di Budelli sembra lontanissima, abbasso lo sguardo per non scoraggiarmi. Rimango concentrato fino all’arrivo sulla costa. Ho il braccio pieno di acido lattico e devo ancora pagaiare perché sulla vicina Spiaggia Rosa è interdetto lo sbarco.

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Continuare la navigazione, facendo il giro di Budelli, col mare in queste condizioni, è impossibile. Per di più sono anche stanco. Dopo aver visto le immagini satellitari della zona, decido di raggiungere la vicina isola di Santa Maria e sostare sull’omonima spiaggia. A mezzogiorno parto. Attraverso Porto della Madonna (detto anche “Le Piscine”), Qualche centinaio di metri e fermo il kayak su una linguetta di sabbia larga un paio di metri. Dopo 1 ora e un quarto sono sull’isola di Budelli. Sfinito ma soddisfatto per la buona riuscita della traversata. Mi rifocillo un po’ e recupero le forze del braccio sinistro. 118 118

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contatto visivo con Cala S. Maria. Approdo, mi guardo attorno, salgo su delle rocce sulla punta sud della spiaggia e scatto questa foto.

no specchio di acqua turchese e limpidissima circoscritto dalle isole di Budelli, Santa Maria e Razzòli, attraverso il Passo del Topo, per accorciare, e dopo un breve tratto entro in

Non ho parole. Come al solito la Natura mi ricompensa sempre dei miei sforzi e della mia perseveranza. Lo spettacolo è oltre ogni immaginazione. Rimango basito per parecchio tempo. Lascio il kayak alla punta sud e percorro a piedi tutta la spiaggia, fino alla punta Nord. La ricezione 3G è scarsa ma

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riesco a trovare un punto in cui la rete, anche se debole, è presente. Vado a riprendere il kayak e via mare lo porto nel luogo trovato. Rimango tutto il pomeriggio a fare la siesta sotto l’ombra di un albero, mentre la spiaggia si riempie e si svuota di centinaia di bagnanti che scendono da 5-6 barconi dalla punta Nord della spiaggia.

Non c’è alcun bar nei paraggi ma il ragazzo che vende souvenirs in fondo alla spiaggia mi dice che i barconi sono attrezzati di tutto punto. Non finisce nemmeno la frase e ho già 120 120

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una birra fredda in mano. Come il cane con l’osso vado a berla in disparte, all’ombra. Il pomeriggio scorre via così, così come vorresti fosse tutta la vita: felice. Quando pensavo di essere rimasto ormai l’unico in spiaggia,

ecco che vengo letteralmente investito da decine di fedeli in processione verso una non meglio identificata chiesa. Ma che cazzo, proprio qui?! Il kayak, di fronte al cancello di www KAYAKTREKKING it 15 AGOSTO 2013 - FERRAGOSTO A S. MARIA

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ingresso del viale, impedisce il passaggio e sono costretto a spostarlo.

I pellegrini mi guardano tutti male. http://youtu.be/4rieefGWUao 122 122

Passa una mezz’oretta e arieccoli che tornano con lo strascico di litanie con cui erano venuti. Penso che in un posto meraviglioso come questo non ci sia preghiera migliore di quella che si fa contemplando il mare nel più assoluto silenzio. Rimasto ormai solo e col ventre vuoto, opto per uno spaghetto al pesto. Scende la notte e questa spiaggia, calpestata da migliaia di persone di giorno, ritorna silenziosa. E’ in questo silenzio che piano piano, dopo aver montato la tenda, mi addormento. Un Ferragosto semplicemente indimenticabile.

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16 AGOSTO 2013 - IL GIORNO PERFETTO!

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31 KM 123


Mi alzo di primo mattino e lo spettacolo dell’aurora, alle 6 del mattino, è da sogno.

Le sfumature del cielo sono delicatissime e i colori pastello dominano il paesaggio. Il mare è calmo. Sapendo i km che mi attendono, faccio una colazione molto abbondante. Dopo l’alba, lo spettacolo che mi circonda è 124 124

questo.

Rimetto l’attrezzatura sul kayak e sono pronto per lasciare Cala S. Maria. Salgo sul kayak e guardando in basso, noto la trasparenza incredibile dell’acqua. http://youtu.be/MNYcOMMA0YQ Tra le spiagge di grande estensione, Cala S. Maria è, senza ombra di dubbio, la più bella dell’arcipelago. Decido per il giro antiorario del gruppo di isole costituito da S. Maria e Razzòli. Alle 8:30 parto. Dopo aver doppiato

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la punta nord di S.Maria, la prima sosta la faccio a Cala Muro. Mi lascio a sinistra il Passo degli Asinelli, che separa S. Maria da Razzòli e proseguo lungo la costa frastagliata e selvaggia di quest’ultima. La seconda sosta la faccio a Cala Lunga,

la più grande di Razzòli. Riconosco, su una barca che mi viene incontro, la stessa signora che avevo incontrato sul lido di Maddalena e che mi aveva offerto da bere. Ci salutiamo www KAYAKTREKKING it 16 AGOSTO 2013 - IL GIORNO PERFETTO!

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con affetto sbracciandoci vistosamente! Proseguo fino a circumnavigare tutta l'isola e ritorno al Passo degli Asinelli. Qui c’è una spiaggetta dove mi fermo e faccio fuori l’ultimo goccio d’acqua. Purtroppo stamattina non erano ancora arrivati i barconi quando sono partito e non ho potuto fare scorta d’acqua. Non essendoci un bar su nessuna delle tre isole che mi circondano (siamo infatti nella zona più remota del parco), decido di ritornare a Cala S. Maria per comprare acqua e qualcosa da mangiare. Alle 13 fermo il kayak alla punta nord della spiaggia e salgo su uno dei barconi a 126 126

comprare birra (immancabile), acqua e un pacco familiare di TUC, sbranato poi sul posto. Mentre sono vicino al kayak con i piedi in ammollo a guardare i pesciolini, più affamati di me, che divorano le briciole, mi si avvicinano dei signori con accento romano e mi chiedono da quale sperduta zona d’Italia arrivi. Quando gli dico che sono partito da Olbia col kayak ci mettono qualche minuto a credermi. Sono dei ragazzi molto simpatici e gentili, al punto da invitarmi a pranzare con le loro famiglie su di un grosso gommone ancorato ad un centinaio di metri dalla riva. Accetto con piacere. Arrivato vicino al

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gommone, mi tuffo in acqua e lego il kayak ad una boa gialla. Salgo a bordo tipo pirata dei Caraibi, direttamente dal mare e mi presento alle signore con non poco imbarazzo. A bordo c’è una ciurma di bambini e ragazzini incuriositi dalla mia presenza. Mi accolgono con una Corona ghiacciata (già li amo) e dopo poco pranziamo con antipasti e un’insalatona di farro buonissima! La foto ricordo è d’obbligo. I bambini si divertono a buttare in acqua dei pezzi di pane e a vedere centinaia di pesci in banchetto sotto lo scafo. http://youtu.be/TXGZBNy3qZM www KAYAKTREKKING it 16 AGOSTO 2013 - IL GIORNO PERFETTO!

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Dopo i saluti e i doverosi ringraziamenti me ne vado così come ero venuto. Tuffo in acqua e a nuoto fino al kayak. Sono le 15 quando dirigo la prua verso il Passo del Topo e da qui verso la Spiaggia del Cavaliere a Budelli. La spiaggia è gremita e non mi fermerò. Inizio così il giro antiorario di Budelli, l’ultima isola dell’arcipelago che ancora non ho visitato. Dopo l’abbondante pranzo ho così tante energie che termino il giro senza fare nemmeno una sosta. Arrivo alla spiaggetta dove sono sbarcato ieri. Ho terminato il giro di tutte le isole dell’arcipelago. Decido di aspettare fino a 128 128

quando non cali il vento. Ne approfitto per riposarmi (ho percorso 26 km). La batteria di scorta è di nuovo in panne. Decido quindi di ritornare sulla spiaggia del campeggio, facendo a ritroso la stessa traversata di ieri. Culo vuole che il vento sia girato e me lo ritrovo di nuovo contro (all’andata era un ponente, adesso è un levante!). Pazienza! Testa bassa e giù di pagaiata. Dopo un’oretta atterro ad Abbatoggia. Mi viene incontro Nadia, una signora che avevo conosciuto in spiaggia durante la permanenza dei giorni scorsi. Mi chiede che giro ho fatto e le racconto le tappe di ieri e di oggi. E’ molto

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dolce e gentile! Mi invita a mangiare una pizza con lei ed i suoi amici e accetto volentieri. Per niente al mondo mi perderei l’ultimo tramonto ad Abbatoggia. Ed eccolo puntuale all’appuntamento in tutto il suo splendore.

La serata in pizzeria scorre piacevolissima.

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Gli amici di Nadia sono un po’ avventurieri come me e c’è subito feeling. Abituato ad andare a dormire alle 21:30 – 22, a mezzanotte ho gli occhi che si chiudono. Mi 130 130

dispiace tantissimo lasciarli ma il fisico, dopo i 31 km di oggi e la sveglia alle 6, ha detto stop. E devo ancora montare la tenda!!! Mentre saluto tutti scopro che mi hanno persino pagato il conto!! A nulla valgono le mie rimostranze, nessuno vuole soldi, Nadia in primis. Con lei mi do appuntamento di buon mattino domani in spiaggia per gli ultimi saluti prima della definitiva partenza. Torno al kayak e monto la tenda a mò di automa con la batteria scarica. Prima di addormentarmi, riesco perfino a scrivere queste pagine di diario. Penso: varrebbe la pena vivere anche solo per trascorrere una

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giornata come questa. A domani mondo.

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17 AGOSTO 2013 - SULLA VIA DEL RITORNO

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26.1 KM


Per descrivere dettagliatamente questa giornata mi servirebbe un papiro. Cominciamo dalla mattina. La serata fino a tardi in pizzeria mi è costata cara! Mi alzo tipo zombie. Giro per il campeggio senza meta. Ho sonno. Prendo dal bar la batteria lasciata a caricare e faccio colazione sulla panca in pietra di fianco alla spiaggia. Mi raggiunge di buon’ora Nadia. Mentre sistemo l’attrezzatura la vedo più volte china a raccogliere qualcosa tra la sabbia. Quando ha finito mi si avvicina e lascia cadere nelle mie mani le conchiglie che ha appena raccolto per me. Un gesto dolcissimo che mi

emoziona e mi rattrista allo stesso tempo. Rimaniamo a chiacchierare mentre finisco di caricare il kayak. Sono gli ultimi minuti insieme e le sue parole tradiscono quel pizzico di mestizia che precede il congedo. Quando è tutto pronto, poco prima di mettere in acqua il kayak, Nadia mi fa qualche foto.

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L’abbraccio con affetto e poi parto.

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Inizio la navigazione con il carico d’acqua già fatto e con un delizioso panino al prosciutto. Ho persino una mozzarella che taglierò al momento e metterò nel panino. Prua a sud, www KAYAKTREKKING it

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percorrendo l’ultimo tratto di Maddalena ancora inesplorato. Mare liscio come l’olio e goduria dei sensi all’ennesima potenza. I pescetti che mi saltano davanti alla prua e i cormorani accovacciati sugli scogli sono i miei compagni inseparabili. Supero Baia Trinita, tagliandola da punta a punta, e faccio la stessa cosa con l’insenatura successiva. Verso le 10:30 mi fermo sulla prima spiaggetta che scorgo. Appena sbarcato, mi raggiunge un signore canuto dal volto sorridente che mi chiede da dove arrivi. Parliamo un po’ del mio viaggio e mi confida di averlo sempre voluto fare e di aver

addirittura regalato al figlio un kayak gonfiabile per farlo appassionare alla disciplina. Mi rivolge delle parole piene di stima e di entusiasmo per la mia avventura. Silvio è affabile e gentile, mi domanda su tutto e con gli occhi pieni di gioia mi regala persino una bottiglietta d’acqua e un barattolino di pesche al vino che aveva portato con se in spiaggia. Prima che io riparta mi confida di essere un docente di chirurgia plastica in un ateneo romano e, vedendo la punta del mio naso tutta bruciacchiata, mi consiglia di proteggerla con crema solare a protezione totale! Lo

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ringrazio del dono e della piacevole compagnia e scatto una foto ricordo per immortalare l’incontro.

Con la gioia nel cuore proseguo e dopo aver 136 136

doppiato Punta Testiccioli, inverto la rotta e mi addentro nella parte nord della baia, fermandomi a Cala Carlotto, proprio di fronte a Cala Francese. Dopo 10 minuti riparto e scendo ancora fino a superare Punta Tegge. Qui vedo una ampia spiaggia affollata di bagnanti e decido di fare l’ultima sosta prima di lasciare definitivamente l’isola. E’ arrivato il momento del panino. Il tempo si ferma. Ci siamo solo io e la mozzarella: la scarto, la affetto e la ripongo delicatamente nel panino a far compagnia al prosciutto. Quando il tempo riprende a scorrere il panino è scomparso e io mi ritrovo improvvisamente

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in mezzo alla gente. Ma la cosa più incredibile deve ancora accadere: incontro per la terza volta la stessa signora che ho incontrato la prima volta nel lido dove ho aspettato più di un’ora per bere un goccio d’acqua e la seconda volta a Cala Lunga sull’isola di Razzòli. Ce la ridiamo di brutto e facciamo una foto ricordo per immortalare quello che probabilmente sarà il nostro ultimo incontro. Dopo aver fatto fare un giro sul kayak ai due figlioletti riparto. Attraverso il porto di Maddalena

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Il tempo inizia a cambiare e le nuvole all’orizzonte non promettono niente di buono.

e dirigo la prua verso Caprera. Si alza un po’ di vento e la traversata diventa abbastanza faticosa. Mi fermo sulla prima spiaggetta di Caprera che incontro. 138 138

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sosta in una spiaggetta deserta dove raccolgo le forze per affrontare la traversata fino a Capo d’Orso. Il cielo è plumbeo ed il Levante teso solleva le creste delle onde fino a romperle. Minaccia anche di piovere. Programmo la direzione sul GPS e inizio la traversata.

Quando riprendo il mare, percorro il tratto, ancora inesplorato, che va da Stagnali a Punta Fico. Prima di abbandonare definitivamente l’arcipelago faccio un’ultima www KAYAKTREKKING it 17 AGOSTO 2013 - SULLA VIA DEL RITORNO

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faro di Capo d’Orso il mare è davvero incazzato e il kayak viene sballottato a destra e a sinistra dalle onde di rimbalzo sugli scogli. Decido di allontanarmi un po’ dalla costa. Sul GPS scorgo l’icona di un campeggio nella baia successiva e decido di fermarmi proprio sulla spiaggia antistante.

La mancanza del timone sul kayak si fa sentire. Sono costretto a pagaiare quasi esclusivamente con un braccio per via del vento al giardinetto. Quando raggiungo il 140 140

Quando tocco terra sono esausto. Appena sbarcato, mi raggiunge un omone dall’accento nostrano. E’ Domenico, barese, in vacanza con la moglie.

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Come

si

intuisce

già

dalla

foto…è

simpaticissimo ed è felice di aver incontrato un pugliese come lui! Mi sembra di conoscerlo da una vita! Dopo una lunghissima chiacchierata mi allontano e mi rifocillo un po’ con panino e birra che compro nel chioschetto sulla spiaggia. Quando ritorno al kayak, Domenico mi si riavvicina e passiamo un altro po’ di tempo chiacchierando amabilmente. Amo le persone come lui, genuine, generose e simpatiche. Dopo un’oretta mi ha già dato 2 litri d’acqua e una birra gelata!!!! Provo a rifiutare ma ci rimane male. Intanto il vento è scaduto e posso dunque ripartire senza

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difficoltà. Quando Domenico mi invita addirittura a cena sono dispiaciutissimo nel rifiutare. A malincuore vedo sfumare una cena deliziosa che prevedeva perfino l’arrosto!! Prima della partenza ci facciamo una foto ricordo.

Mentre metto in acqua il kayak Domenico mi si para davanti e dice: “mè Marco vafangul!!! Rimani, dove devi andare?”. Gli dispiace veramente che non rimanga. Lo abbraccio 142 142

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forte con la promessa di rivederci in Puglia e riparto. Il mare all’uscita della baia purtroppo è ancora mosso. Taglio il Golfo di Arzachena da punta a punta e arrivo, ormai al tramonto, a Baia Sardinia. E’ la stessa spiaggia su cui approdai il 5 Agosto. Ho l’occasione più unica che rara di prelevare soldi da un bancomat, data la vicinanza del centro abitato. Prendo la palla al balzo e, dopo aver chiesto ad una ragazza di dare un occhio al kayak, mi incammino per la città raggiungendo in centro il bancomat più vicino. Ragazze bellissime, vestite di tutto punto mi vengono incontro lungo il percorso e mi rammarico di

non poter rimanere un altro giorno. Dopo aver prelevato, ritorno in spiaggia e trovo due ragazzi intenti a portare in riva un pedalò pieno d’acqua. Mentre li aiuto parliamo un po’ e faccio amicizia con Costantino, sardo di Nuoro. Quando vanno via tutti mi invita a mangiare una pizza con lui al ristorante vicino sulla spiaggia. Accetto con piacere. Trascorrerò una bella serata in sua compagnia tra una Ichnusa ed un mirto.

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chiamare così) mi da una mano a montare la tenda. Ci diamo appuntamento al mattino presto quando ritornerà in spiaggia per aprire il chiosco di noleggio natanti dove lavora. Ho percorso 27 km. Sono stanchissimo. Mi addormento pensando che è stata una giornata fantastica, ricca di incontri e di emozioni. Di quelle che non scorderò mai.

La serata volge al termine e Costa (si fa 144 144

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18 AGOSTO 2013 - A CACCIA DI ISOLOTTI

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29.9 KM 145


Mi sveglio all’alba. Stavolta non c’è il sole ad aspettarmi ma un cielo grigio che mette un po’ di tristezza.

dovrò aspettare poi molto per veder piombare in spiaggia la solita folla di vecchietti mattutini. Di Costa nemmeno l’ombra. Lo aspetto per un po’ ma, non vedendolo arrivare, decido di fare colazione da solo. Arriverà ad aprire il chiosco solo una mezz’oretta più tardi, mentre inizio a caricare l’attrezzatura sul kayak.

Non c’è ancora nessuno attorno a me ma non 146 146

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un centinaio di metri dalla riva, intento ad attrezzare un gommone. Mi affianco e lo saluto, ringraziandolo della piacevole compagnia. Mi confida l’ orgoglio che prova ad essere il mio primo amico nuorese! Quando lascio Baia Sardinia il sole è ormai alto e il manto di nubi è solo un lontano ricordo. Navigo in direzione dell’Isola delle Bisce passando prima per la piccola Isola dei Cappuccini. Mi intrattengo un po’ in spiaggia per vedere l’evoluzione del tempo. Per fortuna il cielo si schiarisce e posso iniziare la navigazione senza preoccupazioni. Raggiungo Costa ad www KAYAKTREKKING it 18 AGOSTO 2013 - A CACCIA DI ISOLOTTI

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di una lingua di terra sul versante sud dell’isola. Lascio il kayak sul bagnasciuga e mi arrampico tra la macchia per scattare una foto panoramica di questo posto fantastico.

Qui sono presenti delle costruzioni a forma di bunker, rivestite interamente in pietra. Un capolavoro di integrazione architettonica! Un’altra manciata di km e sono finalmente sull’Isola delle Bisce. Approdo su una delle due spiagge gemelle che delineano i fianchi 148 148

Alle 11:30 riprendo il largo e dirigo la prua a

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sud-est, costeggiando tutta la costa da Capo Ferro a Porto Cervo. Qui mi ritrovo con lo stesso problema dell’andata: fare lo slalom tra i panfili in uscita dal porto. I bulletti della Costa Smeralda… sembrano fare quasi a gara a chi mi passa più vicino ma il kayak filerà dritto, cavalcando una ad una le altissime onde alzate dagli scafi. Per ringraziarli dell’inchino… utilizzerò ricercati epiteti in barese antico, assai adatti all’occasione. Attraverso anche il Golfo del Pevero, da punta a punta, avendolo già visitato. Per riposarmi dopo la lunga traversata, mi fermo sulla prima spiaggetta che scorgo

all’orizzonte. E’ una spiaggia con ombrelloni in paglia, lettini con teli bianchi tutti uguali e gente snob sdraiata sopra. Sono tutti fermi tranne uno, che corre avanti e indietro, sotto il sole, da un lettino all’altro. E’ il povero bagnino, tuttofare per l’occasione e sarà l’unico ad avvicinarsi. Mi confida che la spiaggia è privata, riservata ai clienti di un lussuoso hotel a 5 stelle poco distante. Tra gli ombrelloni una figura alta e sinuosa spicca su tutte. E’ una ragazza bellissima, con un largo cappello di paglia, intenta a fare un massaggio al suo ragazzo (si fa per dire) che avrà 60 anni e (parola di bagnino) un conto

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corrente a molti zeri in Russia. Capisco che è meglio andare per non fare altro cattivo sangue. Appena girato il promontorio, mi si parano davanti gli isolotti di Li Nibani. Decido di non avvicinarmi perché ricadono nella zona a protezione integrale del Parco Nazionale della Maddalena, nell’estremo quadrante sud. Mi lascio a sinistra un altro gruppo di isolotti e proseguo sotto costa

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superando la lunga spiaggia di Romazzino e fermandomi poi sulla Spiaggia del Principe. Ad attendermi non ci sono più i miei amici cinghiali ma una miriade di bagnanti

impacchettati come le sardine. Vedere una delle più belle spiagge della Sardegna ridotta ad un formicaio umano è uno spettacolo raccapricciante. L’acqua è torbida e c’è così tanta gente a bagno che ho difficoltà a farmi strada col kayak. Riesco ad arenarlo su un minuscolo lembo di bagnasciuga libero. A piedi raggiungo un baretto mobile poco dietro l’arenile e mi rifocillo con un panino e l’immancabile Ichnusa. Sosto per un’oretta circa, giusto il tempo di riprendere le forze e salpare alla volta del gruppo di isolotti di fronte, Le Camere e Mortorio. Sono le 4 del pomeriggio e la traversata si preannuncia

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difficile per la brezza tesa che soffia lungo i 3 km che mi separano dalla meta. Parto. Quando arrivo in prossimitĂ degli isolotti di Le Camere mi fermo su una spiaggetta riparata dove finalmente ritrovo il contatto con la natura.

Consulto le mappe satellitari e mi accorgo della presenza di una lunga spiaggia proprio 152 152

di fronte a me sull’isolotto di Mortorio.

Altri 2 km e sono arrivato. Ad un centinaio di metri dalla spiaggia le barche sono cosĂŹ tante che non riesco ancora a vederla. Continuo a scansare barche addirittura fino a 10 m dalla riva!!!!! Finalmente atterro.

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Mi guardo attorno e lo spettacolo è fiabesco! Scatto qualche foto dall’alto e impreco per l’orrida presenza sotto riva di alcune barche.

Esploro i fondali tutt’intorno e quando mi risveglio dall’estasi è tardissimo. A malincuore, alle 18:45 lascio il paradiso di

Mortorio e inizio una lunghissima traversata di oltre 9 km fino a Cala Sabina, lo spiaggione dove approdai il 2 Agosto. Arrivo quando il sole è ormai tramontato e ad attendermi ci sono milioni di simpatiche zanzare. Le persone nel lido di fianco si godono lo spettacolo di me che mi spoglio e mi rivesto senza pudore mentre mi frusto con l’asciugamano. Non voglio immaginare i commenti… Dopo 31 km percorsi e circa 3000 Kcal bruciate forse è ora di mangiare qualcosa. Nel buio più pesto, penetrato solo dalla mia lampada frontale, mi preparo 200gr di spaghetti col sugo di vongole, caffè e due

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cornetti alla nutella. Monto la tenda e svengo prima di riuscire a scrivere anche solo una riga di diario.

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19 AGOSTO 2013 - GOODBYE SARDEGNA

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27.2 KM 155


Mi alzo sapendo di aver trascorso l’ultima notte del trekking. Monto la fotocamera sul cavalletto e documento l’ultima colazione con un video. http://youtu.be/15qN-q90UL0 E’ qualche giorno che controllo le previsioni del tempo e queste confermano sempre un brusco peggioramento del tempo per il 20 Agosto. Sono stato costretto quindi a forzare i ritmi di pagaiata degli ultimi due giorni per arrivare ad Olbia entro il 19 Agosto. A meno di imprevisti dell’ultim’ora, la folle corsa può dirsi quindi riuscita. Ieri ho tracciato la rotta per la giornata di oggi. Ho previsto due sole 156 156

soste: la prima appena girato Capo Figari e la seconda subito prima dell’ingresso nel porto, sulla spiaggia di Pittulongu, dove sostai la prima notte. Farò esattamente così! Col mare calmo mi godo i primi 12 km di pagaiate con la vista imponente del promontorio di Capo Figari a picco sul mare.

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Appena doppio il capo,

si staglia sullo sfondo l’isolotto di Figarolo. Sosto proprio di fronte, a Cala Moresca, sulla spiaggetta gemella di quella dove mi fermai all’andata. Bevo, mangio e poi, verso www KAYAKTREKKING it 19 AGOSTO 2013 - GOODBYE SARDEGNA

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mezzogiorno, riparto per una traversata senza soste di 8 km che taglia tutto il Golfo Aranci. Sono quasi le 14 quando finalmente tocco terra sull’enorme spiaggia di Pittulongu.

La trovo completamente diversa da come la ricordavo. E’ larghissima, con un mare cristallino e soprattutto piena di bagnanti. Noto subito sulla spiaggia un ristorante 158 158

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davvero chic, pieno di gente ben vestita. La locandina non è niente male.

presentarsi così, come un profugo. Prendo maglietta e infradito dal gavone ed entro. L’intenzione è quella di mangiare molto. Pepata di cozze con bagno di due panini interi e succhio di tutto il sughetto rimasto. Poi è la volta di un succulento spaghetto allo scoglio che mi vede protagonista di una scarpetta sublime all’ultima goccia di sugo.

Decido quindi di andarci a pranzare. Poi mi guardo e capisco che non è il caso di www KAYAKTREKKING it 19 AGOSTO 2013 - GOODBYE SARDEGNA

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notare tra le portate sul tavolo, un dolce di pasta sfoglia con panna e fragole. La visione è paradisiaca!

Parlando coi signori di fianco, non posso non 160 160

Nel giro di trenta secondi l’ho già ordinato al

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cameriere. Prima di andare, lui mi guarda e mi chiede di quale paese sia. Gli dico genericamente che sono di Bari. Lui non contento mi chiede ancora: “di Bari o della provincia?”. Gli rispondo: “di Corato” e lui “io di Ruvo”. Scoppiamo a ridere tutti e due.

Ruvo di Puglia dista solo 6 km da Corato! In www KAYAKTREKKING it 19 AGOSTO 2013 - GOODBYE SARDEGNA

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19 giorni di trekking in Sardegna vado a mangiare una sola volta al ristorante e chi incontro? Un Ruvese!!! Si chiama Mauro ed è a Pittulongu a lavorare fino a fine stagione. Diventiamo subito amici. Dopo avergli raccontato la mia avventura, mi regala una bottiglia d’acqua e finito il suo turno, mi raggiunge in spiaggia per vedere il kayak. Parliamo un po’ e dopo una mezz’oretta ci salutiamo con grande affetto. Alle 18:30, con lo stomaco super pieno, riparto. Mi separano solo pochi km dalla fine del trekking e li percorro tutti con un’ immensa nostalgia. Ripercorro a ritroso il tragitto del folle sbarco 162 162

notturno del 1° giorno. A poca distanza dal kayak, dei grossi cefali saltano sull’acqua. Sono gli stessi che tanto mi impaurirono la notte dello sbarco. Ora mi fanno sorridere e stemperano l’amarezza delle ultime pagaiate. Riconosco lungo la costa le boe degli allevamenti di cozze e gli scogli affioranti poco vicino il porticciolo turistico. Quando ci arrivo, mi tocca aspettare un po’, giusto il tempo che rientrino delle piccole barche a vela monoposto guidate da alcuni ragazzini. Isso da solo il kayak e lo guardo con gli occhi tristi e felici per il bellissimo viaggio ormai concluso. Gli do una pacca

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sulla spalla come quella che si da ad un amico dopo una bella avventura trascorsa assieme. Mi raggiunge sul molo una persona che scopro essere il Presidente della Lega Navale di Olbia. Mi chiede del mio viaggio e si meraviglia del fatto che non lo abbia contattato per avere il supporto della Capitaneria di Porto e l’organizzazione degli eventi di partenza e arrivo. Basito, gli rispondo di non averci proprio pensato e di non aver mai immaginato un tale interesse per il mio trekking. Mi offre da bere nel bar della lega e mi chiede se intenda docciarmi. Non contento, chiama un suo amico alla

Tirrenia annunciando il mio arrivo a bordo della nave che parte a mezzanotte e raccomandandosi per la sistemazione mia e del kayak. Lo ringrazio tantissimo, mi congedo e col kayak sul carrello, percorro tutto il lunghissimo molo fino alla stazione marittima dove farò il biglietto.

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Passo il gate e piano piano mi appropinquo 164 164

alla nave. Mi si avvicina un signore che dice di essere il timoniere del traghetto. Si chiama Vittorio ed è curiosissimo di sapere cosa ho fatto con quel kayak stracolmo di attrezzatura. Dopo avergli raccontato il mio viaggio, a stento mi crede. Poi, con gli occhi ancora sgranati, mi invita a passare con lui un po’ di tempo sul ponte di comando del traghetto. Ci incontreremo verso le tre e mezza di notte e godrò dello spettacolo incredibile dei fulmini sul mare visti da un’altezza di circa 30 m!!! Non poteva esserci commiato più bello dalla mia Sardegna. Sembra che perfino il cielo mi saluti. Vado via

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prima che arrivi l’ufficiale di turno. Saluto Vittorio, ritorno alla mia poltrona e mi riaddormento per qualche ora ancora, fino Finisce qui il mio viaggio. Lo all’arrivo nel porto di Civitavecchia. dedico, come sempre, a tutti i sognatori, a coloro che non sanno vivere troppo distanti dal mare, a chi sa immaginare un mondo migliore, ai viaggiatori di ogni età che, come me, vivono di emozioni. Marco

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NUMERI DEL VIAGGIO DURATA DEL VIAGGIO: 16 giorni GIORNI DI NAVIGAZIONE: 16 KM PERCORSI: 1 agosto: 7.8km 2 agosto: 29.2km 3 agosto: 26.5km 4 agosto: 26.3km 5 agosto: 16.9km 6 agosto: 16km 7 agosto: 25.5km 8 agosto: 0km 166 166

9 agosto: 0km 10 agosto: 0km 11 agosto: 30km 12 agosto: 28.4km 13 agosto: 0.8km 14 agosto: 0km 15 agosto: 9.5km 16 agosto: 31km 17 agosto: 26.1km 18 agosto: 29.9km 19 agosto: 27.2km TOTALE: 330.9km MEDIA: 17.41km/giorno www KAYAKTREKKING it NUMERI DEL VIAGGIO


MEDIA IN NAVIGAZIONE: 22km/giorno VELOCITA' MEDIA: 4.8km/h

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Kayak trekking in costa smeralda e arcipelago della maddalena  

Questo libro è il racconto dell'avventura fatta nell'estate 2013. È il diario del mio primo trekking in solitaria a bordo di un kayak, lungo...

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