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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

WHO WHAT WHERE WHEN …

SHOAH

FOIBE SREBRENICA … MAI PIU’ !!!

WHY ??? GdMR - 2011

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

27-1: il giorno della MEMORIA GdMR - 2011 2


Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

la SHOAH (

)

WHO CHI

il regime NAZISTA con la complicità dei regimi FASCISTI europei suoi alleati e/o “fantocci” collaboratori

WHAT COSA

ha deliberatamente pianificato, organizzato e messo in atto la discriminazione, la persecuzione, la segregazione (=“ghettizzazione”=, la deportazione, lo sfruttamento schiavistico ed infine lo STERMINIO di MILIONI di ebrei, prigionieri di guerra, slavi e polacchi, rom e sinti, omosessuali, disabili, pentecostali, testimoni di Geova, massoni, oppositori politici …

WHERE DOVE

in OLTRE 20 CAMPI di STERMINIO e circa 900 campi di lavoro distribuiti nell’Europa centro-orientale (Germania, Polonia, Austria …) ma anche direttamente nelle città, paesi e villaggi (Polonia, Ucraina, Russia …)

WHEN QUANDO

in “crescendo” FRA IL 1933 (Dachau) ED IL 1945 (Mauthausen)

WHY PERCHE’

per ELIMINARE ogni voce di dissenso o di espressione di CULTURE RITENUTE INFERIORI e “sub-umane” in ossequio ad un delirante ma determinato disegno di “PURIFICAZIONE RAZZIALE” e di affermazione della supremazia, su base etnica, del sistema politico dittatoriale del “Terzo Reich Ariano” GdMR - 2011

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AUSCHWITZ (Francesco Guccini)

Son morto con altri cento son morto ch'ero bambino passato per il camino e adesso sono nel vento.

Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contenta di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento.

Ad Auschwitz c'era la neve il fumo saliva lento nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento.

Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.

Ad Auschwitz tante persone ma un solo grande silenzio che strano, non riesco ancora a sorridere qui nel vento. Io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento.

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ORRORE in formato INDUSTRIALE

Son morto con altri cento son morto ch'ero bambino passato per il camino e adesso sono nel vento.

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

Son morto con altri cento son morto ch'ero bambino passato per il camino e adesso sono nel vento.

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Son morto con altri cento son morto ch'ero bambino Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

passato per il camino e adesso sono nel vento.

AUSCHWITZ GdMR - 2011

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Ad Auschwitz c'era la neve

il fumo saliva lento Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento.

AUSCHWITZ video 80’ Auschwitz.mov

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BERGEN BELSEN

Ad Auschwitz c'era la neve il fumo saliva lento nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento. GdMR - 2011

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Ad Auschwitz c'era la neve

BERGEN BELSEN

il fumo saliva lento

Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento.

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Ad Auschwitz c'era la neve il fumo saliva lento Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento.

BUCHENWALD

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Ad Auschwitz tante persone

BUCHENWALD

ma un solo grande silenzio

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che strano, non riesco ancora a sorridere qui nel vento.

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

Ad Auschwitz tante persone ma un solo grande silenzio che strano, non riesco ancora

CHELMNO

a sorridere qui nel vento. GdMR - 2011

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Ad Auschwitz tante persone ma un solo grande silenzio Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

che strano, non riesco ancora a sorridere qui nel vento.

DACHAU

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Io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento.

DACHAU

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DACHAU

sperimentazione su prigionieri: un internato sottoposto a condizioni di pressione atmosferica pari ad una quota di 15.000 mt. ad uso della Luftwaffe

Io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento. GdMR - 2011

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EBENSEE

Io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento. GdMR - 2011

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Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contenta di sangue la bestia umana

GUSEN

e ancora ci porta il vento. GdMR - 2011

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Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contenta Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento.

GUSEN GdMR - 2011

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MAUTHAUSEN Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contenta di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento.

video36’ Mauthausen.mov

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MAUTHAUSEN

Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.

video36’ Mauthausen.mov

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SACHSENHAUSEN

Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà. GdMR - 2011

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Ghetto di MIZOCZ Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare

e il vento si poserà.

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Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.

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Photograph from the Arnold Bauer Barach Collection, courtesy of USHMM Photo Archives

SS officer Eichelsdoerfer, the commandant of the Kaufering IV concentration camp, stands among the corpses of prisoners killed in his camp. (April 27-30, 1945)

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AUSCHWITZ (Francesco Guccini)

Son morto con altri cento son morto ch'ero bambino passato per il camino e adesso sono nel vento.

Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contenta di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento.

Ad Auschwitz c'era la neve il fumo saliva lento nel freddo giorno d’inverno e adesso sono nel vento.

Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.

Ad Auschwitz tante persone ma un solo grande silenzio che strano, non riesco ancora a sorridere qui nel vento. Io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento.

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i “lager”

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Il Giorno della Memoria "Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Art. 2. 1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere. Legge 20 luglio 2000, n. 211 video 80’ Auschwitz.mov video36’ Mauthausen.mov

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la SHOAH (

)

SHOAH ( , traslitterato anche Shoa o Sho'ah), che in lingua ebraica significa "distruzione" (o "desolazione", o "calamità", con il senso di una sciagura improvvisa, inaspettata), è una parola utilizzata per riferirsi allo sterminio nazista. Questo termine viene usato da molti ebrei e da un numero crescente di non ebrei a causa del disagio legato al significato letterale della parola olocausto. La parola OLOCAUSTO (dal greco holokauston, che significa letteralmente "tutto bruciato", cioè "rogo sacrificale offerto a Dio"), si riferiva originariamente ai sacrifici che venivano richiesti agli ebrei dalla Torah: si trattava di sacrifici di animali uccisi in maniera rituale e bruciati sull'altare del tempio. Solo in tempi recenti il termine olocausto è stato attribuito a massacri o catastrofi su larga scala. A causa del significato teologico che la parola porta, molti ebrei trovano problematico l'uso di tale termine: viene infatti considerato offensivo dal punto di vista teologico pensare che l'uccisione di milioni di ebrei sia stata una "offerta a Dio"; inoltre il popolo ebraico non è stato "tutto bruciato", perché un suo resto è sopravvissuto al genocidio. Cionondimeno è riconosciuto il fatto che la stragrande maggioranza delle persone che usano il termine olocausto non intendono tali implicazioni.

Infine molti Rom usano la parola PORAJMOS, che significa "divoramento", per descrivere il tentativo nazista di sterminarli. GdMR - 2011

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“OLOCAUSTO” // “SHOAH” (

)

OLOCAUSTO = sacrificio sacro Hans Jonas si chiede: Quale Dio ha potuto permettere la shoah? Auschwitz rimette in questione il concetto stesso di Dio. SHOAH = sterminio blasfemo e disumano GdMR - 2011

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Auschwitz, Buchenwald, Chelmno, Dachau, Ebensee, Flossenburg, Gusen ... Mauthausen, Natzweiler ... Ravensbruck, Sachsenhausen, Treblinka ... Wannsee ... Zyklon B l’alfabeto dell’orrore

http://www.auschwitz-muzeum.oswiecim.pl/

http://www.mauthausen-memorial.at/

http://www.buchenwald.de/index_en.html

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il “pensiero” dell’autore Una cosa finalmente mi fu chiara: il partito, coi più miseri rappresentanti del quale io polemizzavo da mesi, si trovava quasi tutto sotto la direzione di una razza straniera; che l'ebreo non fosse tedesco, difatti, avevo ormai capito per la mia più grande soddisfazione. Ed ora finalmente incominciai a conoscere i corruttori del mio popolo. Senza un'esatta conoscenza del problema razziale, e con esso del problema ebraico, la rinascita del popolo tedesco non sarà possibile. La massa era sanabile, se anche a costo di sacrifici, di denaro e di pazienza. Ma gli ebrei non erano sanabili! Era giunto così, per me, il tempo del mio grande rivolgimento, come non ne avevo ancora subito nel mio intimo. Da placido cosmopolita, ero diventato un fanatico antisemita. Se vincerà l'ebreo, con l'aiuto della sua fede marxista, sui popoli della terra, l'umanità dovrà cingersi la corona mortale: e questo pianeta, come già milioni di anni fa, percorrerà deserto di uomini le vie celesti. L'eterna natura si vendica spietatamente di ogni trasgressione alle sue leggi. Perciò io credo oggi di agire nel senso del Creatore del mondo: in quanto io mi difendo dagli ebrei, lotto per le opere del Signore. Cogli ebrei non c'è modo alcuno di patteggiare; ma soltanto un durissimo sì o no. Così decisi di diventare uomo politico. Le qualità intellettuali dell'ebreo son venute mutandosi nel corso dei millenni. Egli passa oggi per intelligente e in certo senso lo è sempre stato, in tutti i tempi. Ma la sua intelligenza non è il risultato di una propria evoluzione, quanto di pratici insegnamenti ricevuti da stranieri. Perciò il popolo ebreo, malgrado le sue apparenti qualità intellettuali, è deserto di vera cultura, specialmente poi di una propria. Ciò che l'ebreo oggi possiede, in fatto di cultura apparente, non è se non un bene preso ad altri popoli, e che gli si è corrotto e guastato nelle mani. Furono gli ebrei a portare sul Reno i negri, sempre nella speranza e con lo scopo chiaro di contribuire così a un imbastardimento della razza bianca, per precipitarla dalle sue posizioni politiche e culturali e cacciarsi al suo posto. Un popolo di razza pura, che è cosciente del suo sangue, non sarà mai assoggettato dall'ebreo.

QUANDO QUESTO LIBRO DIVENTERA’ PATRIMONIO DI TUTTO IL POPOLO IL PERICOLO EBRAICO POTRA’ ESSERE CONSIDERATO COME SCOMPARSO. Adolf Hitler - "Mein Kampf"

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chi sterminare ?

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le leggi razziali tedesche

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le leggi razziali tedesche

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la deportazione: dalle leggi razziali ... come tali si intendono leggi basate su un principio di discriminazione razziale. L'espressione viene generalmente usata per indicare: • le leggi razziali naziste, promulgate in Germania a partire dal 1935 • le leggi razziali fasciste, promulgate in Italia del 1938-1939 Tutto viene fatto risalire alla pubblicazione di un Manifesto della razza (avvenuta il 15 luglio del 1938), firmato da scienziati aderenti o quanto meno simpatizzanti del regime, noto come "Manifesto degli scienziati razzisti". Al regio decreto legge del 5 settembre 1938 - che fissava Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista - e a quello del 7 settembre - che fissava Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri fece seguito (6 ottobre) una dichiarazione sulla razza emessa dal Gran Consiglio del Fascismo; tale dichiarazione venne successivamente adottata dallo stato sempre con un regio decreto legge che porta la data del 17 novembre. Sempre fra la fine dell'estate e l'autunno del 1938 furono diversi, quindi, i decreti legge firmati come capo del governo da Benito Mussolini e promulgati dal re Vittorio Emanuele III che legittimavano una visione razzista della questione ebraica anche da parte del fascismo. L'insieme dei questi decreti e dei documenti sopra citati costituisce l'intero corpus delle cosiddette leggi razziali.

Altri esempi di leggi razziali nella storia sono: • le leggi dell'apartheid in Sudafrica • le legislazioni di molti stati USA fino agli anni '60 GdMR - 2011

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le leggi razziali italiane

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la ghettizzazione ...

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la ghettizzazione ...

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

... la deportazione e l’internamento ...

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... la deportazione e l’internamento ...

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... la deportazione e l’internamento ...

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... ( l’alleanza del nazismo con l’industria ) ...

Black, Edwin R., IBM and the Holocaust: The Strategic Alliance Between Nazi Germany and America's Most Powerful Corporation, Three Rivers Press (CA), 2002

“ Ciascun sistema Hollerith doveva essere personalizzato dagli ingegneri della Dehomag. Questi ultimi progettavano i sistemi per inventariare i pezzi di ricambio degli aerei della Luftwaffe, controllare gli orari ferroviari per la Reichsbahn e registrare gli ebrei all’interno della popolazione per l’Ufficio di statistica del Reich in modo che fossero del tutto diversi tra loro. ... Per via dell’esigenza quasi illimitata di tabulatrici che caratterizzava le guerre razziali e geopolitiche di Hitler, l’Ibm New York reagì con entusiasmo alle promesse del nazismo. Mentre altri uomini d’affari americani, spaventati o umiliati, riducevano o annullavano i rapporti con la Germania, Watson diede il via a un’espansione storica della Dehomag. Solo qualche settimana dopo la salita al potere di Hitler, l’Ibm New York investì oltre sette milioni di Reichsmark (più di un milione di dollari) per incrementare drasticamente la capacità della filiale tedesca di fabbricare macchine. ... In certi campi, come Dachau e Storkow, erano installate non meno di due dozzine di selezionatrici, tabulatrici e stampanti Ibm. Altri campi effettuavano solo la perforazione e mandavano le schede in centri come Mauthausen o Berlino. ... Dall’Arbeitseinsatz uscivano quotidianamente le importantissime assegnazioni ai posti di lavoro e l’ufficio era anche incaricato dell’elaborazione delle schede di tutti i prigionieri e dei ruolini dei turni di trasferimento. ... Senza i macchinari dell’Ibm, la manutenzione continua e il rifornimento di schede perforate, i campi di Hitler non avrebbero mai potuto eseguire i loro terrificanti compiti come invece fecero. Ai campi più grandi era stato assegnato un numero in codice Hollerith per il lavoro d’ufficio: Auschwitz 001, Buchenwald 002, Dachau 003, Flossenbürg 004, GrossRosen 005, Herzogenbusch 006, Mauthausen 007, Natzweiler 008, Neuengamme 009, Ravensbrück 010, Sachsenhausen 011, Stutthof 012. Auschwitz, codice 001, non era solo un campo, ma un immenso complesso comprendente posti di transito, fabbriche e fattorie in cui lavoravano schiavi, camere a gas e crematori. ... Alla fine, quella stessa estate, tutti i non tedeschi di Auschwitz furono tatuati con i numeri Hollerith. ... i numeri Hollerith rimasero il metodo principale per identificare e rintracciare i prigionieri ad Auschwitz ... Per esempio, alla fine del 1943, le SS ordinarono di gassare circa seimilacinquecento ebrei in salute e in grado di lavorare. Ma l’uccisione fu rimandata di due giorni quando la Sezione politica controllò meticolosamente ogni numero con il suo stesso indice delle schede. La Sezione aveva ricevuto l’ordine di risparmiare momentaneamente gli ebrei che avessero tracce di discendenza ariana. “

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AUSCHWITZ internati al lavoro per di costruzione dello stabilimento Krupp

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... le condizioni di vita nei campi ...

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

le tecniche dell’assassinio

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

le tecniche dell’assassinio

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... cataste di

scarpe

berretti

scialli da preghiera

spazzole capelli

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anche in Italia: la Risiera di San Sabba Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

LA RISIERA, DA IMPIANTO INDUSTRIALE A FABBRICA DEGLI ORRORI. L'insieme di edifici dello stabilimento per la pilatura del riso, divenuto tristemente famoso per essere l'unico campo di sterminio sul territorio italiano, venne costruito nel 1913 nel quartiere periferico di San Sabba a Trieste. Gli edifici non più adibiti ad uso industriale, vennero requisiti ed utilizzati all'occupatore nazista come campo di prigionia provvisorio per i militari italiani catturati dopo 1'8 settembre 1943 con il nome di Stalag 339. Verso la fine di ottobre, sempre del 1943, esso venne strutturato come Polizeihaftlager (letteralmente campo di detenzione di polizia), destinato sia allo smistamento dei deportati in Germania ed in Polonia, sia come deposito e smistamento dei beni razziati, nonché successivamente per la detenzione ed eliminazione di partigiani, detenuti politici ed ebrei. Subito dopo l'ingresso della Risiera, in una specie di sottopassaggio, si affaccia la prima stanza posta alla sinistra di chi entra era chiamata "cella della morte", in quei locali angusti venivano ammucchiati i prigionieri, che giungevano dalle carceri o che venivano catturati in rastrellamenti non solo a Trieste, ma anche in Veneto ed in Slovenia e destinati ad essere eliminati nel giro di poche ore. Secondo testimonianze dei pochi sopravvissuti, spesso i prigionieri venivano a trovarsi in quelle celle assieme a cadaveri destinati alla cremazione. Al pianterreno dell'edificio si trovavano, i laboratori di sartoria e calzoleria, dove venivano impiegati i prigionieri. Sempre nello stesso plesso erano ospitate le camerate per gli ufficiali e i militari delle SS ma anche le diciassette minuscole celle, in ognuna delle quali venivano stipati fino a sei prigionieri, in tali angusti locali, partigiani, politici, ebrei, aspettavano per giorni, talvolta per settimane, il compiersi del loro drammatico destino. Nelle prime due celle venivano torturati i prigionieri e spogliati di ogni loro avere, qui sono stati rinvenuti migliaia di documenti d'identità che venivano sequestrati non solo ai detenuti ed ai deportati, ma anche ai lavoratori inviati al lavoro coatto (tutti questi documenti, prelevati dalle truppe jugoslave che per prime entrarono nella Risiera furono trasferiti a Lubiana, dove sono attualmente conservati presso l'Archivio della Repubblica di Slovenia). Le porte e le pareti delle celle erano ricoperte di graffiti e scritte andate purtroppo perdute.

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Unione delle ComunitĂ Ebraiche Italiane

http://www.ucei.it

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dalla memoria della deportazione e dello sterminio ...

http://www.deportati.it

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... all’esaltazione dell’orrore e della follia

http://www.mussolini-hitler.com

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FOIBE

10-2 : il giorno del RICORDO GdMR - 2011 53


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le FOIBE WHO CHI

i partigiani delle formazioni slave, agli ordini del generale Tito, ma anche gente “comune”

WHAT COSA

migliaia di cittadini italiani , bollati come "nemici del popolo“, di ogni estrazione; civili, militari, carabinieri, finanzieri, agenti di polizia e di custodia carceraria, fascisti e antifascisti, membri del Comitato di liberazione nazionale (nei confronti dei quali ci fu una caccia mirata, perché in quel momento rappresentavano gli oppositori più temuti delle mire annessionistiche di Tito) anche tedeschi vivi e morti, e sloveni anticomunisti; queste persone sono state torturate e uccise e sovente “infoibate” ossia gettate (molte ancora vive) …

WHERE DOVE

nelle voragini rocciose naturali, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua sull’altopiano del Carso dopo essere state rastrellate e prelevate dalle loro case a Trieste e nell’Istria

WHEN QUANDO

fra l’autunno del 1943 ed il giugno 1945

WHY PERCHE’

gli ordini di Tito e del suo ministro degli esteri Kardelj non si prestavano a equivoci: «Epurare subito», «Punire con severità tutti i fomentatori dello sciovinismo e dell’odio nazionale». La carneficina non risparmiò nemmeno gli antifascisti di chiara fede italiana e nemmeno i membri del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): ci fu una vera e propria CACCIA all’ITALIANO con esecuzioni sommarie, deportazioni e, appunto, “infoibamenti” GdMR - 2011

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la geografia delle foibe Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

La parola" FOIBA" indica la voragine carsica divenuta tomba di vittime italiane. Si parla di foibe e di infoibati anche quando le vittime furono sotterrate in cave di bauxite, come in Istria, in pozzi di miniere, come Pozzo Littorio d'Arsia, in Istria, e a Basovizza, presso Trieste. Furono commessi eccidi anche in campi di concentramento, come a Maresego, Aidussina, Borovnica; altri condannati furono annegati, come a Santa Marina di Albona ed a Zara, o nel mare di Fasana con la "Lina Campanella". Dal settembre 1943 ad oggi molto è stato fatto per arrivare alla verità, per conoscere finalmente il numero ed il nome di tutte le vittime; ma siamo ancora molto lontani dalla conclusione delle indagini; e solo il giorno in cui il Governo Italiano ed ora quelli sloveno e croato, apriranno i loro archivi, verranno alla luce tutte le storie, anche quelle oggi ignorate del Fiumano e della Dalmazia intera. Nel settembre-ottobre 1943 le" foibe" sono attorno a Pisino, sede del comando jugoslavo; è la dimostrazione della premeditazione dell'eccidio. Nel secondo periodo la gran parte degli infoibamenti ebbero luogo attorno a Trieste e Gorizia, ma anche nelle zone di Tolmino a Nord e di Capodistria al sud.

Barbana Basovizza Beca Bertarelli Brestovizza Campagna Capodistria Casserova Casteln.d'Istria Cernizza Cernovizza Cocevie Corgnale Cregli Drenchia Gallignana Gargaro Podgomila Gimino Gropada Iadruichi Jurani Lindaro Monrupino Obrovo GdMR - 2011

Odolina Opicina Orle Pisino Podgomila Podubbo Pucicchi Raspo Rozzo S.Lorenzo di Basovizza San Salvaro Scadaicina Semez Semi Semich Sepec Sesana Surani Terli Treghelizza Vescovado Villa Orìzi Vines Zavni 55


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la duplice liberazione, dagli occupatori tedeschi e dallo Stato Italiano si accompagnò per gli sloveni, nella zona di Trieste, nel Goriziano e nel Capodistriano ad un'ondata di violenza che trovò espressione nell'arresto di molte migliaia di persone, in centinaia di esecuzioni sommarie immediate, le cui vittime vennero in genere gettate nelle " foibe ", e nella deportazione di un gran numero di militari e civili, parte dei quali perì di stenti o venne liquidata nel corso dei trasferimenti, nelle carceri e nei campi di prigionia dalla relazione della commissione mista storico-culturale italo-slovena (2001)

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fasi del recupero dei resti degli “infoibati” GdMR - 2011

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il monumento collocato all'ingresso della "foiba" di Basovizza

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Il Giorno del Ricordo "Istituzione del "Giorno del Ricordo" in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004 Art. 1. 1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. 2. Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nordorientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero. Legge 30 marzo 2004, n. 92

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la Commissione mista storico-culturale italo-slovena Nell’ottobre 1993 su iniziativa dei Ministri degli Esteri di Italia e Slovenia venne istituita una Commissione mista storico-culturale italo-slovena con l'incarico di costruire una memoria storica condivisa dopo un secolo di tragiche contrapposizioni. I lavori della Commissione sono terminati nel luglio 2000.La Relazione conclusiva è stata divulgata nella primavera 2001: in essa si può trovare un'attento resoconto dei rapporti intercorsi fra Italia e Slovenia dal 1880 al 1956, unitamente ad un resoconto "equilibrato" dei fatti del biennio tragico 43-45. Vi si legge, fra l'altro: « Il fascismo cercò di realizzare nella Venezia Giulia fu un vero e proprio programma di distruzione integrale dell'identità nazionale slovena e croata. I risultati ottenuti furono però alquanto modesti, non per mancanza di volontà, ma per quella carenza di risorse che, in questo come in altri campi, rendeva velleitarie le aspirazioni totalitarie del regime. La politica snazionalizzatrice riuscì infatti a decimare la popolazione slovena a Trieste e Gorizia, a disperdere largamente gli intellettuali e i ceti borghesi e a proletarizzare la popolazione rurale, che però, nonostante tutto, rimase compattamente insediata sulla propria terra: il risultato più duraturo raggiunto dalla politica fascista fu però quello di consolidare, agli occhi degli sloveni, l'equivalenza fra Italia e fascismo e di condurre la maggior parte degli sloveni (vi furono infatti alcune frange che aderirono al fascismo) al rifiuto di quasi tutto ciò che appariva italiano. Al crescente successo delle azioni partigiane ed al radicalizzarsi della contrapposizione fra la popolazione e gli occupatori Mussolini rispose trasferendo i poteri dalle autorità civili a quelle militari, che adottarono drastiche misure repressive. Il regime d'occupazione fece leva sulla violenza che si manifestò con ogni genere di proibizioni, con le misure di confino, con le deportazioni e l'internamento nei numerosi campi istituiti in Italia (fra i quali vanno ricordati quelli di Arbe, Gonars e Renicci), con i processi dinanzi alle corti militari, con il sequestro e la distruzione di beni, con l'incendio di case e villaggi. Migliaia furono i morti, fra caduti in combattimento, condannati a morte, ostaggi fucilati e civili uccisi. I deportati furono approssimativamente 30 mila, per lo più civili, donne e bambini, e molti morirono di stenti. Furono concepiti pure disegni di deportazione in massa degli sloveni residenti nella provincia. La violenza raggiunse il suo apice nel corso dell'offensiva italiana del 1942, durata quattro mesi, che si era prefissa di ristabilire il controllo italiano su tutta la Provincia di Lubiana. La cacciata dei tedeschi dalla Venezia Giulia avvenne principalmente per opera delle grandi unità militari jugoslave e in parte di quelle alleate che finirono per sovrapporre le loro aree operative in maniera non concordata: il problema della transizione fra guerra e dopoguerra divenne così una questione che travalicava i rapporti fra italiani e sloveni della Venezia Giulia, come pure le relazioni fra l'Italia e la Jugoslavia, per diventare un nodo, seppur minore della politica europea del tempo. L'estensione del controllo jugoslavo dalle aree già precedentemente liberate dal movimento partigiano fino a tutto il territorio della Venezia Giulia fu salutata con grande entusiasmo dalla maggioranza degli sloveni e dagli italiani favorevoli alla Jugoslavia. Per gli sloveni si trattò di una duplice liberazione, dagli occupatori tedeschi e dallo Stato Italiano che si accompagnò, nella zona di Trieste, nel Goriziano e nel Capodistriano ad un'ondata di violenza che trovò espressione nell'arresto di molte migliaia di persone, […] in centinaia di esecuzioni sommarie immediate, le cui vittime vennero in genere gettate nelle " foibe ", e nella deportazione di un gran numero di militari e civili, parte dei quali perì di stenti o venne liquidata nel corso dei trasferimenti, nelle carceri e nei campi di prigionia (fra i quali va ricordato quello di Borovnica) creati in diverse zone della Jugoslavia. Tali avvenimenti si verificarono in un clima di resa dei conti per la violenza fascista e di guerra ed appaiono in larga misura il frutto di un progetto politico preordinato, in cui confluivano diverse spinte: l'impegno ad eliminare soggetti e strutture ricollegabili (anche al di là delle responsabilità personali) al fascismo, alla dominazione nazista, al collaborazionismo ed allo Stato italiano, assieme ad un disegno di epurazione preventiva di oppositori reali, potenziali o presunti tali, in funzione dell'avvento del regime comunista, e dell'annessione della Venezia Giulia al nuovo stato jugoslavo“ ».

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SREBRENICA … MAI PIU ! …??? luglio 1995

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SREBRENICA (luglio 1995) WHO CHI

WHERE DOVE

WHEN QUANDO

WHAT COSA

Le forze militari serbe sotto il comando ed il controllo di Radovan KARADZIC e di Ratko MLADIC attaccarono l'area di Srebrenica, dichiarata dalle Nazioni Unite "area protetta" nel luglio del 1995. Come conseguenza di questo attacco la popolazione musulmana bosniaca di Srebrebrenica cercò rifugio nella base ONU di Potocari e cerco scampo incolonnandosi verso Tuzla. I profughi che si erano incamminati a piedi nella notte dell'11 luglio vennero attaccati dalle forze serbo-bosniache e migliaia di coloro che si arresero o furono catturati durante il tragitto. Centinaia di loro vennero sommariamente giustiziati dai soldati serbo-bosniaci direttamente sul luogo della cattura o della resa, mentre altri vennero trasferiti in due siti nei pressi di Karakaj. Fra il 12 ed il 13 luglio un gran numero di musulmani che si trovavano nella zona di Potocari vennero sommariamente giustiziati dai militari serbi mentre i restanti rifugiati, che ammontavano a molte migliaia, vennero caricati su automezzi dai militari serbo-bosniaci ed allontanati da Srebrenica non prima di aver separato gli uomini dalle donne e dai bambini ed averli caricati su mezzi diversi. Il 14 luglio 1994, nelle due località presso Karakaj, migliaia di uomini musulmani che erano stati separati dai rifugiati a Potocari o che si erano arresi o erano stati catturati durante la fuga da Srebrenica furono radunati e trucidati.

WHY PERCHE’

L'uccisione dei musulmani da parte dei soldati serbo-bosniaci costituisce la base dell'accusa di GENOCIDIO, crimine contro l'umanità e di violazione delle leggi e delle convenzioni di guerra nei confronti di KARADZIC e di MLADIC, che sono stati per questo posti sotto accusa dal tribunale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia. Tutto ciò è avvenuto in relazione ai propositi di “PULIZIA ETNICA” messi in atto dal regime serbo nei confronti della popolazione musulmana bosniaca. GdMR - 2011

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Srebrenica - luglio 1995 Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

C/PIO/026-E - The Hague, 16 November 1995 – R.KARADZIC AND R.MLADIC ACCUSED OF GENOCIDE FOLLOWING THE TAKE-OVER OF SREBRENICA Today, Thursday 16 November 1995, the International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia indicts again: - Radovan KARADZIC, President of the Bosnian Serb Administration in Pale, and - Ratko MLADIC, Commander of the army of the Bosnian Serb Administration. Both accused are alleged to be directly responsible for the atrocities committed in July 1995 against the Bosnian Muslim population of the UN designated safe area of Srebrenica (Eastern Bosnia-and-Herzegovina). As a result of an attack on the "safe area" which was launched on 6 July 1995 and of other actions which were completed by 23 July 1995, the "Muslim population of the enclave of Srebrenica was virtually eliminated by Bosnia Serb Military personnel (...) under the command and control of Radovan KARADZIC and Ratko MLADIC". After Srebrenica fell to besieging Serbian forces in July, 1995, a truly terrible massacre of the Muslim population appears to have taken place. The evidence tendered by the Prosecutor describes scenes of unimaginable savagery: thousands of men executed and buried in mass graves, hundreds of men buried alive, men and women mutilated and slaughtered, children killed before their mothers’ eyes, a grandfather forced to eat the liver of his own grandson. These are truly scenes from hell, written on the darkest pages of human history". THE FACTS ALLEGED IN THE INDICTMENT Bosnian Serb military forces, under the command and control of Radovan KARADZIC and of Ratko MLADIC, attacked the UN designated safe area of Srebrenica in July of 1995. As a result of these attacks, the Bosnian Muslim inhabitants of Srebrenica sought refuge near the UN compound in Potocari or fled in a large column in the direction of Tuzla. Between 12 and 13 July 1995, many Muslims around the UN compound in Potocari were summarily executed by Bosnian Serb military personnel and the remaining refugees, numbering in the thousands, were placed on busses by Bosnian Serb soldiers and removed from Srebrenica. Before boarding these busses, Bosnian Serb soldiers separated Muslim men from women and children and placed them on different busses for removal from the enclave. The Bosnian Muslims who fled Srebrenica in a huge column during the night of 11 July 1995 were attacked by Bosnian Serb forces and thousands of them surrendered or were captured in the days following their flight. Hundreds of them were summarily executed by Bosnian Serb soldiers at the locations of their capture or surrender and others were transported to two locations near Karakaj. On 14 July 1995, at the two locations near Karakaj, thousands of Bosnian Muslim men who had been separated from the refugees in Potocari or who had surrendered or been captured after fleeing Srebrenica, were transported to two large fields and summarily executed.

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fosse comuni

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un genocidio nell‟Europa di fine „900 GdMR - 2011 77


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la fossa comune di Zelini Jadar

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8000 uomini e ragazzi civili assassinati

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l'ora certificata del decesso

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Radko Mladic

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deportati sotto gli occhi dell'ONU e delle TV

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misteri da svelare

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etĂ ...

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... sesso ...

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... causa della morte ...

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... catalogazione ...

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... degli effetti personali GdMR - 2011 88


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... identitĂ

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proiettili ...

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schegge e ...

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... levette di granate GdMR - 2011 93


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ricordi delle ...

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... vittime e ...

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responsabili

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25000 rifugiati ‌ GdMR - 2011 97


... civili impauriti ... GdMR - 2011 98

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... si aspettavano ...

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... protezione, ma ...

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all‟arrivo delle truppe le forze ONU … GdMR - 2011 101


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le forze di pace si sono rivelate impotenti

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la "trattativa“ con Mladic

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si è risolta in una farsa, deliberata violenza …

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ha diviso le famiglie ‌ GdMR - 2011 105

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spogliato e annientato la dignitĂ dei prigionieri

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prima ancora di ‌

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trucidarli ‌

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sotto gli “occhi” dei ricognitori NATO

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che riprendevano le “operazioni” dall‟alto

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mentre in basso … ci pensava la TV video14’ Foibe

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un sito interessante sulle vicende di Srebrenica

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dal “concetto” di GENOCIDIO (R. Lemkin) ... Il termine GENOCIDIO (derivante dal greco ghénos razza, stirpe, e dal latino caedo uccidere) indica l'eliminazione fisica, spesso attuata con metodi brutali, di un determinato gruppo di persone, siano esse una popolazione nazionale, una razza, un gruppo etnico od una comunità religiosa. Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che ne comportino la scomparsa sia fisica sia culturale, totale o parziale è di solito inserita sotto la definizione di genocidio. Il termine genocidio venne coniato nel 1944 dal giurista polacco Raphael Lemkin a seguito del massacro degli Armeni (genocidio armeno) per descrivere una situazione che appariva del tutto nuova, e scioccante, all'opinione pubblica. Tuttavia fu solo dopo i genocidi commessi dai nazisti nel corso della Seconda guerra mondiale (Shoah) che il termine genocidio è entrato nell'uso comune e ha iniziato ad essere considerato come un crimine specifico, recepito nel diritto internazionale e nel diritto interno di molti Paesi. GdMR - 2011

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Raphael Lemkin Raphael Lemkin (1900-1959) era un avvocato polacco. Prima della Seconda Guerra Mondiale, Lemkin si interessò al Genocidio Armeno e propose alla Società delle Nazioni di bandire ciò che chiamò "Barbarie" (lo sterminio di un'etnia) e "vandalismo" (la distruzione della cultura di un'etnia). È conosciuto per il suo lavoro contro il genocidio, una parola da lui coniata nel 1944, dalla radice genos (greco, per famiglia, tribù o razza) e dal suffisso -cidio (latino, per uccisione).

Il termine fu introdotto in Axis Rule in Occupied Europe: Laws of Occupation - Analysis of Government - Proposals for Redress. Lemkin nacque nella Russia imperiale, in un'area che successivamente divenne la città di Wylkowyszki nella Bialystok Voivodship, in Polonia (oggi Volkovysk, in Bielorussia). Fuggì in Svezia poco dopo l'invasione nazista della Polonia nel 1939. Perse circa 49 dei suoi familiari più stretti nella Shoah Alcuni membri della sua famiglia morirono in aree polacche annesse dall'Unione Sovietica. Gli unici familiari europei di Lemkin a sopravvivere furono suo fratello, Elias, e sua moglie con i due figli, che furono mandati in un campo di lavoro forzato sovietico. Dopo l'Olocausto, Lemkin promosse la promulgazione di leggi internazionali che definissero e proibissero il genocidio, e raggiunse il suo obiettivo nel 1951, quando la Convenzione sulla Prevenzione e la Punizione del Crimine di Genocidio entrò in vigore.

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la “definizione� di GENOCIDIO La Convenzione sulla Prevenzione e la Punizione del Crimine di Genocidio - (adottata con la Risoluzione 260(III)A dall'Assemblea Generale dell'ONU il 9 Dicembre 1948) definisce il genocidio come: Uno dei seguenti atti effettuato con l'intento di distruggere, totalmente o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso: (a) Uccidere membri del gruppo; (b) Causare seri danni fisici o mentali a membri del gruppo; (c) Influenzare deliberatamente le condizioni di vita del gruppo con lo scopo di portare alla sua distruzione fisica totale o parziale; (d) Imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo; (e) Trasferire forzatamente bambini del gruppo in un altro gruppo; GdMR - 2011

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... al “concetto” di DEMOCIDIO (R.J.Rummel)

GENOCIDIO: Uccisione di persone da parte di un governo a causa della loro indelebile appartenenza a un grupo razziale, etnico, religioso, linguistico

POLITICIDIO: Uccisione di persone o popolo da parte di un governo a causa delle loro tendenze politiche o per scopi politici OMICIDIO di MASSA:

DEMOCIDIO

Uccisione indiscriminata di persone o popolo da parte di un governo

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la definizione di DEMOCIDIO Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

DEMOCIDIO ogni azione del GOVERNO • volta all’uccisione o a causare la morte di altre persone: • per la loro religione, razza, linguaggio, etnia, origine nazionale, classe sociale, idee politiche, parole o atti che costituiscano un’opposizione al al governo o una sfida all’ordine sociale stabilito dal governo e di chiunque sia in contatto con loro • per raggiungere una quota richiesta in un sistema di requisizione • per l’affermazione di un sistema di lavoro forzato o schiavitù • per mezzo del massacro • colpendo i civili durante una guerra • che causa la morte in forza di un consapevole spregio (intenzionale) della vita umana nei casi di • campi di prigionia militari o di addestramento • esperimenti medici/scientifici mortali su cavie umane • violenza o saccheggio con conseguenti uccisione di persone • incoraggiamento ad omicidio • carestie o epidemie durante le quali vengano negati aiuti o interventi • deportazioni forzae ed espulsioni che causano morti

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la definizione di DEMOCIDIO

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

il DEMOCIDIO nel VENTESIMO SECOLO ...

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... e PRIMA (?)

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Marco Ligorio – Giornate della Memoria e del Ricordo

links ESSENZIALI

NAZISMO

GENOCIDIO

SHOAH

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shoah  

vediampo se funziona almeno questa volta