Issuu on Google+

Personaggio Franco Landella Sindaco di Foggia

Inchiesta Foggia città ‘Animal friendly’?

Bellezza Acqua, elisir di benessere

Speciale Moda mare Il glamour non va in vacanza

Per la foto in copertina si ringrazia:

SANITARIA PHARMAMEDICAL viale Giotto 36/38 Foggia


2

g i u g n o duemilaquattordici

ditoriale

di MARIA GRAZIA FRISALDI Il dado è tratto. Inizia una nuova era per Foggia. Ventisettemila ottocento trentanove foggiani - un quarto della città hanno eletto il proprio sindaco. Una croce su una scheda azzurra per scegliere a chi affidare, per i prossimi cinque anni, una città malconcia, sofferente, agonizzante. Foggia cambia rotta, insomma, e dopo 10 anni decide per l’alternanza politica in Corso Garibaldi eleggendo una amministrazione di centrodestra. Una croce, quella sulla scheda azzurra, che mezza città non ha voluto apporre. Né per l’uno, né per l’altro dei candidati il lizza per la poltrona di sindaco di Foggia (al ballottaggio c’erano Franco Landella, espressione del centrodestra ed Augusto Marasco, per il centrosinistra). E’ mancata la volontà di scelta, a Foggia. E’ mancato il coraggio di decidere, di prendere parte, di esercitare un proprio diritto. Volendo rimanere attaccati ai numeri, freddi e sterili, è stato l’astensionismo a vincere, a Foggia. Il 45% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne per scegliere a chi affidare le chiavi della città. E questa è una realtà, un dato di fatto, sul quale dovremmo tutti - la politica in primis interrogarci. In questi mesi, 6Donna ha seguito tutta la campagna elettorale, vi ha presentato i candidati sindaco ed i loro programmi; li ha messi l’uno di fronte all’altro per interrogarli, durante una pacata tavola rotonda, sulle problematiche patite quotidianamente dai cittadini. Tra gli assenti a quella tavola rotonda, c’era Franco Landella. E’ lui il nuovo sindaco di Foggia e oggi, con la fascia tricolore sul petto, rimedia a quell’assenza con una lunga intervista che troverete nella pagina de Il Personaggio. Ancora spazio al comune di Foggia, nella pagine di Approfondimento Politico con un bilancio sugli esiti della doppia preferenza e una presentazione del trentatreesimo consigliere: è Carine Bizimana, la prima consigliera dei migranti. Animalisti&Vegani è invece il tema della nostra Inchiesta del mese. Un tema importante, che meriterebbe ancora ampi margini di approfondimento. Per il momento ci siamo fermati alla voce autorevole di Carla Rocchi, presidentessa nazionale dell’Enpa, e a quelle di alcune animaliste foggiane. Non solo Bianca e Gabriella, pronte a protestare contro l’istituzione Circo Orfei. Ma anche quella di Terry Marangelli, presidente dell’associazione Volontari Protezione Animali. A seguire, ampio spazio agli appuntamenti e alle news tratte dal mondo Cultura e Spettacolo e tante rubriche in materia di Moda, Salute e Benessere. Insomma, come sempre, abbiamo provato a confezionare per voi un numero ricco di spunti di riflessione per leggere insieme la città e i suoi cambiamenti. 6Donna tornerà nelle vostre case, dopo la pausa estiva, con il numero di Settembre. Buona lettura!

sommario

4 Personaggio del mese • “Mr Preferenze”, Franco Landella nuovo sindaco di Foggia 5 Politica • Doppia preferenza, un mezzo flop • Carine Bizimana, la Consigliera dei migranti 6 Inchiesta Tra animalisti, vegani e amanti degli animali • Animal friendly, in Puglia la maglia nera • Circo, lo spettacolo che non s’ha da fare • L’esperto: dieta ‘Vegan’, cosa c’è da sapere • Animalisti col cane di razza: quando Fido è uno status symbol 8 Attualità • Michele Placido, direttore artistico: “Il Giordano come una chiesa laica” • Patch Adams: “Nulla è più serio di un sorriso” 11 Bellezza • Acqua, elisir di benessere: una guida alla “bottiglia” giusta • La carta delle acque

12 Sociale • Griffe e solidarietà, ecco il Mercatino della Moda • “Fianco a fianco” dalla parte degli ultimi 13 Moda • Diva da spiaggia: i diktat dell’estate 2014 14 Lui&lei • Io, te e gli altri: i rischi dello scambio di coppia 17 Rubriche • Rubriche 21 Cucina • Sfiziosità ‘Vegan’ per l’estate 23 Cultura & Spettacolo • A Foggia il ‘Gran Prix del Teatro’ • Danza orientale, Storie di Ordinaria Aritmia • Sotto la stella di Apulia felix: il nuovo S. Chiara

Pubblicità & contatti marketing@6donna.com - Tel.0881-563395 www.facebook.com/6donna

visita il nostro sito www.6donna.com

Mensile di attualità e informazione. Registrazione presso il Tribunale di Foggia n° 2/2002 del 26/09/2002 Editore Publicentro Servizi Pubblicitari s.r.l. Direttore Responsabile Maria Grazia Frisaldi Direzione commerciale Angela Dalicco In redazione Dalila Campanile Irma Mecca Mariangela Mariani Simona Donatelli Rubriche dott.ssa Anna Maria Antonucci dott.ssa Tiziana Celeste dott.ssa Valentina La Riccia dott.ssa Giovanna Bruno dott.ssa Rosangela Loriso dott.ssa Floredana Arnò dott.ssa Vera Eleonora dott.ssa Anna Lepore Redazione Foggia Via Tressanti, I trav. (vill. Artig.) Tel. 0881.56.33.95 - Fax 0881.56.33.19 e-mail marketing@6donna.com Sito internet www.6donna.com Impaginazione e stampa Publicentro Graphic La collaborazione è volontaria e gratuita. I testi e le foto da voi inviate non verranno restituite. Questo numero è stato stampato in 43mila copie e distribuito gratuitamente a domicilio nella città di Foggia


g i u g n o duemilaquattordici

3

La qualità a km zero Degustazioni, serate a tema e apericena con i prodotti migliori della nostra Puglia el cuore della ‘vecchia’ Foggia, nasce un nuovo luogo di ritrovo per gli amanti del buon cibo e delle memorie cittadine, con quel pizzico di originalità che non guasta mai. Come nasce la “Taverna Divina” è presto detto: prendi un’antica cantina, situata in Via Manzoni 59, i cui archi portanti sono stati costruiti, durante la seconda grande guerra, con i blocchi di pietra di una chiesa della città, e fanne un’antipasteria, braceria e locale per degustazione di vini. Oggi, la Taverna Divina offre una cucina improntata sulla regionalità e sui prodotti di prima scelta a chilometro zero. Tra le specialità, oltre all’alta e grande qualità dei salumi tutti senza conservanti, glutine e lattosio, sono in menù la tagliata da 300grammi e l’hamburger di tagliata da 250grammi per gli amanti della carne, e per i vegetariani le minestre e il pancotto della casa, con pane locale abbrustolito. A corredo della cucina, una ricca cantina che propone vini da tutta la Puglia, tra bianchi, rossi e bollicine che vengono serviti al tavolo in bottiglia, ma l’enoteca effettua anche la vendita diretta al pubblico, consentendo ai clienti di poter gustare anche a casa un’etichetta pregiata applicandovi un ulteriore scon-

N

to del 10%. Per gli amanti della birra, invece, sono disponibili dalla Weiss alla Pils, alle bionde doppio malto sempre rigorosamente in abbinamento a tutte le pietanze proposte da la Taverna Divina. Per finire in bellezza la cena ci sono, con i dolci della casa, tre tipi di grappe, passiti, whisky e rum. Taverna Divina è uno spazio che non si può definire semplicemente “locale”, perché nella semplicità elegante dei suoi arredi, nella professionalità del ‘fuochista’ Donato Guerrera e nella cortesia e competenza del proprietario Luigi La Gala, si ritrova la voglia di portare qualcosa di nuovo a Foggia. La voglia di crescere di un giovane imprenditore nel settore dell’enogastronomico, “il desiderio di andare contro la ‘crisi’, combattendola con l’uso dei prodotti nostrani afferma il giovane imprenditore La Gala - un tesoro da scoprire e da portare avanti, per rilanciare il nostro mercato e tutti i piccoli produttori”. Infine, con l’arrivo della bella stagione, la Taverna Divina è pronta per accogliervi nel giardino esterno con le sue serate a tema o anche per le vostre feste e ricorrenze, lontano dai umori della città, deliziandovi con gustosi piatti freschi e buffet creativi.

Antipasteria - Braceria - Degustazione Via Manzoni, 59 - FOGGIA Per info e prenotazioni: 327.8865950. Pagina di Facebook /Taverna Divina.

SSML Foggia: gli studenti varcano la soglia e dimenticano l’italiano

LAUREA in MEDIAZIONE LINGUISTICA, traduttori e interpreti made in Foggia “G

li italiani dovrebbero capire che la loro lingua si parla solo in Italia”. Lorenzo Albano, manager del Centro Studi Universitari di Foggia, davanti alla carta linguistica demolisce le certezze degli italiani pizza, spaghetti e mandolino. Lo stupore per le macchie di colore sulla mappa cede il posto alla delusione se non trascuri la legenda: categoria “altre lingue”. Te la mostrano in un open day al secondo piano del Palazzo Enaip. Chi varca quella soglia l’italiano se lo deve scordare. In classe come nei corridoi si parla solo ed esclusivamente la lingua del docente. Riccardo studia inglese, spagnolo e cinese: da grande vuole fare il doppiatore. Federico spera di lavorare in Germania, ma per gli amici è già un futuro parlamentare. Sta imparando il tedesco, l’inglese e lo spagnolo. Non serve andare lontano. Sul web circola il loro video-selfie. Sono studenti del primo anno del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica del Centro Studi Universitari E-Learning, polo della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici “San Pellegrino” di Misano Adriatico, ente accredi-

tato al MIUR e convenzionato con preINTERPRETERS AND stigiosi atenei. TRANSLATORS In un ambiente “friendly”, in via RoTOTAL, ALL OCCUPATIONS velli 48, diventi interprete e traduttore. “La Facoltà di Lingue MEDIA AND COMMUNICATION è un percorso valido WORKER per chi volesse intraprendere una carrie- NOTE: ALL OCCUPATIONS INCLUDES ALL OCCUPATIONS IN THE U.S. ECONOMY ra universitaria o sco- FONTE: U.S. BUREAU OF LABOR STATISTICS, EMPLOYMENT PROJECTIONS PROGRAM lastica, mercato che oggi a mio parere è saturo. Invece, il Corso di laurea in Scienze della mediazione linguistica è finalizzato ad una formazione professionalizzante, più “job oriented”. Ti consente di fare pratica e di lavorare immediatamente. Ci arrivano diverse offerte di lavoro da inoltrare ai nostri studenti e spesso ci chiedono competenze linguistiche un po’ particolari: l’arabo, il cinese, il russo, oltre all’inglese di base“. L’ing. Lorenzo Albano, è un imprenditore con lo sguardo costantemente rivolto al territorio. Sta organizzando due cicli di le-

zioni “outdoor”. Il primo percorso parte a settembre e prevede uscite nei luoghi simbolo di Fog-

gia e della provincia: gli studenti descriveranno i monumenti nelle altre lingue. Acquisiti gli skills, le competenze, potrebbero scegliere - perché no - di lavorare come guide. “L’altro percorso di outdoor activities è orientato a conoscere le imprese del territorio. Prima di visitarle, in aula, prepareremo il glossario, con un’attività didattica propedeutica”. Lorenzo Albano conosce bene le esigenze delle aziende: nel settore ricettivo, per esempio, i titolari impiegano

Centro Studi Universitari SSML Corso di Laurea in Mediazione Linguistica Via Rovelli 48 – Foggia (2 piano Enaip) Tel. 0881.610565 www.elearningfg.com

quasi un mese per formare un receptionist, tra software da apprendere ed etichetta. “Faremo un corso per formare gli addetti alla reception con uno stage finale. Sono attività che bisogna fare durante il percorso di studi perché solo così si riduce il tempo di immissione nel mondo del lavoro che dobbiamo puntare ad azzerare”. Vuole sfornare talenti che non fuggano da Foggia. “Dico sempre ai ragazzi di non pensare subito ad andare via. È utile fare un’esperienza fuori perché torni arricchito e puoi investire sul territorio, ma se continuano a fuggire talenti e intelligenze questa terra si impoverirà, perché non torneranno più”.


4

g i u g n o duemilaquattordici

a cura di Maria Grazia Frisaldi

personaggio

27.839 voti (50,33%) per ‘l’ultimo dei Mohicani’ di Forza Italia

“Mr Preferenze” Landella nuovo sindaco di Foggia Il primo obiettivo? L’adesione alla Stazione Unica Appaltante: “Il Comune come una struttura di vetro, la casa della legalità”

“M

r preferenze”, Franco Landella, è il nuovo sindaco di Foggia. Questa volta il consenso popolare non gli ha regalato un ampio vantaggio (appena 366 i voti di scarto), ma la coalizione alle sue spalle, con sette liste compatte e convinte, lo ha portato nel palazzo di Corso Garibaldi dalla porta principale. Quarantotto anni, laureato in Scienze politiche, funzionario dell’Asl di Foggia, ora Franco Landella indossa la fascia tricolore e prepara la sua agenda quinquennale. Il neoeletto primo cittadino, sposato con Daniela e padre di due figli (Massimiliano e Simona), ha incassato il 50,33% delle preferenze. 27.839 voti, una vittoria non propriamente schiacciante: scarsa l’affluenza alle urne, risicato il margine di vittoria. Fatto sta che Landella interrompe la supremazia del centrosinistra in Comune; una supremazia durata dieci anni con Orazio Ciliberti prima e Gianni Mongelli poi. Landella sindaco di Foggia. Certo, non c’è stata la vittoria schiacciante al primo turno, ma la sua squadra di lavoro - con lo slogan “Il primo cittadino sei tu” - ci aveva visto giusto… Il claim della nostra campagna elettora-

le ricalca fedelmente quello che è il nostro concetto di politica. Che è e deve essere servizio alla collettività, difesa dei più deboli e degli interessi della società. Non a caso la nostra proposta è stata premiata nei quartieri popolari della città. Per questo vorrei essere il primo cittadino della Foggia Bene; Ma non quella dei colletti bianchi, delle lobby, delle tangenti, degli affari e delle speculazioni. Ma quella città composta da tante persone per bene che ogni giorno si svegliano presto al mattino e si recano al lavoro, di quelli che rendono questa città accogliente agli occhi dei più bisognosi e di chi è costretto a consumare un pasto caldo nelle mense delle parrocchie perché non è abituato a protestare. Di certo, è stata una campagna elettorale faticosa e “parecchio animata”. Qual è stata la prima cosa che ha fatto/pensato subito dopo il risultato elettorale. Ha qualche “sassolino nella scarpa” che vorrebbe togliersi? I sentimenti di odio e rancore, fortunatamente, non mi appartengono. La prima questione di cui mi sto occupando riguarda il futuro delle 27 famiglie coinvolte nella tragedia di via Edmondo De Amicis, che ancora non sanno se e quando potranno tornare nelle lo-

ro abitazioni, parzialmente danneggiate dall’esplosione. Assieme al Prefetto Latella ci siamo attivati per cercare la soluzione più idonea in attesa dei riscontri sulla staticità dello stabile. Un ritornello ricorrente nei suoi incontri pubblici faceva riferimento agli ultimi “disastrosi 10 anni di amministrazione del centrosinistra”. Bene, cosa ha imparato da questo decennio? Le difficoltà vissute dalla città a partire dal 2004 sono sotto gli occhi di tutti; dal fallimento dell’Amica, che ha portato all’emergenza rifiuti, ai teatri chiusi, dalle buche per strade all’aumento delle tasse dovuto all’adesione al decreto Salva Città per salvare il Comune di Foggia dal dissesto finanziario. Palazzo di Città non deve più essere visto come una azienda che elargisce posti di lavoro, ma solo come strumento di sviluppo per il nostro territorio. Trasparenza nella gestione della cosa pubblica, rotazione dei dirigenti comunali, sicurezza e differenziata sono alcuni dei punti del suo programma. Quali sono le priorità segnate nella sua agenda quinquennale? Partiremo dall’adesione alla Stazione unica appaltante, in cui saranno la Prefettura e l’Amministrazione provinciale di Foggia a gestire gli appalti, ed in cui l’Amministrazione comunale dovrà verificare solo lo stato dei lavori, non chi li esegue. La riorganizzazione amministrativa non può non passare anche per un riordino logistico degli uffici, con una loro nuova allocazione che venga incontro alle richieste e ai bisogni dei cittadini, restituendo centralità all’Ufficio Relazioni Pubbliche. Sul tema della Sicurezza ci impegneremo ad istituire un presidio fisso di Polizia Municipale nelle varie zone della città, a partire dal quartiere Ferrovia. Foggia non può pi�� vivere in una condizione di perenne emergenza sul fronte ambientale. Dopo il fallimento di Dauniambiente e di Amica, oggi le prospettive che si aprono per l’Amministrazione comunale impongono scelte strategiche e di prospettiva. Serve avere uno sguardo lungo e innovativo, soprattutto sul fronte della chiusura del ciclo dei rifiuti e su quello parimenti importante della raccolta differenziata. Lei si è definito “l’ultimo dei Mohicani di Forza Italia”, l’amministrazione nascente si presenta come “quella del cambiamento”. Un bel carico di responsabilità. Da dove deve ripartire il centrodestra? Daremo maggiore attenzione a tutte quelle questioni messe nel dimenticatoio, per un motivo o per l’altro, in questi ultimi anni, a partire dal tema delle Politiche Sociali. Il centrodestra riparte dalla legalità e dalla programmazione a costo zero come il Piano Urbanistico Generale ed il Piano del commercio. Intendiamo, invece, mantenere alta l’attenzione sul costituendo Centro servizi del distretto agroalimentare affidato al Cnr e continuare ad investire sul Festival degli artisti di strada affinché diventi un appuntamento nazionale. Parliamo di numeri. La matematica spicciola dice che è stato eletto con il 50,33%

delle preferenze. Un quarto circa della città, visto che a recarsi alle urne è stato appena il 45,55% degli aventi diritto al voto… Se questa fetta di cittadinanza ha preso le distanze dalla politica, un motivo ci sarà. Anzi, più di uno. E non è difficile immaginarli. La politica, ed i partiti in generale, devono tornare ad acquisire quella fiducia e quella credibilità che hanno smarrito negli ultimi anni. E lo potranno fare solo con azioni concrete in favore della collettività e non di singole persone. Il suo avversario chiede di verificare le schede nulle e resta il punto di domanda su oltre 1300 schede che non risultano né bianche né riconducibili ad un candidato. Cosa risponde? Ognuno è libero di pensare e fare ciò che crede. A dire il vero sarebbe interessante anche rivedere le schede del primo turno, anche in considerazione del fatto che molti candidati al Consiglio comunale presenteranno ricorso. Al mio avversario ed al centrosini-

stra, tuttavia, chiedo di spendere energie per lavorare insieme e rimettere in piedi una città che negli ultimi anni ha sbandato paurosamente sotto molti aspetti. Generalmente, le promesse si fanno prima di andare alle urne. Noi le chiediamo un impegno da neo-eletto, da raggiungere entro i primi cento giorni. Con la promessa di tornare a verificare. La storia politica locale recente ci insegna che le promesse fatte da qualcuno per i 100 giorni non sono state rispettate. Tuttavia uno dei primi argomenti che la prossima Amministrazione comunale sarà chiamata a discutere è quello dell’adesione alla Stazione unica appaltante, affinché il Comune di Foggia diventi una struttura di vetro e dove la legalità possa regnare sovrana.


g i u g n o duemilaquattordici

politica

5

A Foggia nessun miracolo, premiate le campagne elettorali in stile ticket

Doppia preferenza, un mezzo flop L

e donne azzeccano un altro terno secco. La doppia preferenza non ha fatto miracoli: tre consigliere erano nel 2009 e tre restano. Ha seminato zizzania, tutt’al più, per i tradimenti, nel Dna di certi partner. L’unica accoppiata vincente è quella composta da Raimondo Ursitti (625 voti) e Gabriella Grilli (494 voti), che se non avesse vinto Franco Landella, però, sarebbe rimasta fuori. Campagna

Ilaria Mari

elettorale in perfetto stile ticket: hanno posato in coppia per i manifesti, hanno distribuito santini con il doppio cognome e si sono scambiati l’elettorato. A trainare è uno scafato Ursitti che ha perso 240 voti rispetto al 2009, e c’è chi è pronto a giurarci: la preside del Liceo Scientifico Volta gli ha portato pure i suoi consensi. La premiata ditta di Forza Italia Ursitti-Grilli non ha paragoni. In Consiglio Comunale entra anche Erminia Roberto del Nuovo Centro Destra con 539 voti che rivendica uno per uno. “Quei voti sono soltanto miei. Non ho viaggiato

IL PROFILO

La città riparte da tre donne del centrodestra: Gabriella Grilli, Ilaria Mari ed Erminia Roberto in tandem con nessuno, non ho mai chiesto niente e se qualcuno ha fatto il mio nome abbinandolo al suo lo ha fatto di sua iniziativa. Se devo essere votata devono valutarmi per quello che sono in grado di esprimere, per le mie capacità e per quello che sono, non perché trainata da qualche uomo”. Il segreto? Le famiglie numerose, numerosissime, che ha intercettato. Alle spalle quattro anni da dirigente del movimento pari opportunità dell’Unione di Capitanata. Chapeau a Ilaria Mari per i suoi 768 voti a 26 anni suonati. La “rossa” non si è abbinata neanche per sogno e quantifica in 50 o 100 voti al massimo la quota di preferenze ascrivibili all’indicazione uomodonna. “La doppia preferenza secondo me non è servita ed è anche

Gabriella Grilli

offensiva nei confronti della donna, perché se vogliamo affermare la parità dei sessi e se vogliamo considerarla effettivamente pari all’uomo non servono agevolazioni. È indiscutibile che la donna abbia preso dall’uomo e viceversa perché io ricevevo quasi tutti i giorni chiamate dai miei elettori che mi chiedevano di accostare al mio nome anche quello di un uomo. Il fatto che si agevoli la donna più che l’uomo penso sia solo una trovata mediatica. Può agevolare tanto l’uomo quanto la donna in base agli ambiti in cui cercano i propri elettori. L’importante è saper pescare”. È arrivato il momento di sfatare il mito della destra maschilista : “Per quanto la sinistra politicamente e storicamente abbia combattuto maggiormente per la parità dei sessi, con questo risultato elettorale possiamo constatare che anche l’uomo di destra è capace di valorizzare la donna”.

Incredibile quanto l’exploit di Luigi Miranda il risultato di Carmela Catalano, che non riesce ad entrare in Consiglio ma prende una barca di voti. A 26 anni - pure lei - e con una lista civica, ne conta 520: “Ho corso con il dottor Borrillo, persona stimata, e abbiamo corso bene insieme perché facendo io parte del mondo dell’associazionismo nonché di un’associazione di ragazzi diversamente abili, Le Ragioni del Cuore, ed essendo lui un medico di famiglia ci siamo ritrovati spesso con un elettorato comune. Però la doppia preferenza ha influito marginalmente perché ci siamo solo presentati vi-

Erminia Roberto cendevolmente al nostro elettorato, abbiamo provato a scambiarcelo senza alcuna pretesa, e la gente al seggio ha fatto la sua libera scelta. Anche se dati alla mano oggi posso dire che siamo stati forse una delle pochissime se non uniche

coppie uomo-donna che sono riuscite ad avere uno scarto minimo di dodici voti”. Beffata da tapiro d’oro Anna Rita Palmieri: 849 voti, praticamente il doppio del 2009, col sostegno di Pasquale Pellegrino che le ha scaricato l’elettorato addosso, non bastano per entrare in Consiglio Comunale causa sconfitta di Augusto Marasco. Destino che accomuna anche la più corteggiata del PD, Lia Azzarone, che si era sudata 650 voti. Niente da fare pure per Rosa Cicolella, la Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione, candidata col Pd, che alla vigilia della prima volta dell’applicazione della legge 215 era scettica. “Credo che la doppia preferenza non abbia funzionato, secondo me non si è colto lo spirito. Lo dicono i numeri. È stata intesa come un partenariato, mentre la doppia preferenza è un equilibrio di genere: doveva essere il cittadino a scegliere un uomo e una donna insieme. Ci si è preoccupati di più degli accoppiamenti e in alcune occasioni abbiamo assistito all’esasperazione con due nomi imposti come pacchetti e lì il senso è saltato. Non è una quota è un riequilibrio che parte dalle liste: c’è una risposta se c’è una rivoluzione culturale. E se poi vogliamo guardare l’aspetto pratico ognuno ha pensato a sé”. Mariangela Mariani

L’hanno votata 150 migranti, nel “seggio” della Villa Comunale

Carine Bizimana, trentatreesimo consigliere Due gli obiettivi da centrare subito: il mercato etnico e la strada dei senza dimora

È

bella di una bellezza disarmante e semplice, che non la sai spiegare, quella delle principesse d’ebano dei film d’animazione. Chi ha incrociato, anche solo per un una volta, la vita con la sua la racconta con la tenerezza e un sorriso che si distende. Carine Bizimana l’hanno votata 150 migranti. E non solo per il colore della sua pelle. È la consigliera comunale aggiunta per i migranti, eletta il 25 maggio, ma non all’interno dei seggi tradizionali. Gli stranieri, 243 elettori, hanno votato nella Villa Comunale. Dopo anni di ritardi, i Fratelli della Stazione che insieme alle associazioni impegnate nel campo dell’immigrazione organizzano la Giornata Interetnica hanno deciso di operare una forzatura: hanno indetto le elezioni prima ancora che fosse istituzionalizzata la figura del consigliere straniero aggiunto. La chiedevano da anni: nella civilissima Lecce, che vanta il primato in Italia, esiste da più di dieci. La rivoluzione porta il nome di tre donne, altro elemento sorpren-

dente: a contendersi la carica c’erano anche Anelya Genova e Mihaela Iliescu. E a votare sono stati soprattutto gli uomini, 169. Hanno scelto l’erede spirituale di Colby, l’amico dei migranti, presidente dell’associazione Africa United, recentemente scomparso. Carine Bizimana, mediatrice culturale da anni impegnata nel sociale con l’Associazione Vangelo della Vita Onlus, ora sarà la voce degli stranieri nel Palazzo di Corso Garibaldi. Non ha diritto di voto, ma alla parola sì. Viene dal Burundi ed è in Italia da 19 anni. “Oltre che consigliera aggiunta sarò anche la portavoce della Consulta per l’immigrazione che sarà istituita secondo le norme dello Statuto comunale - così Carine Bizimana si farà interprete dei bisogni delle comunità straniere - Abbiamo due priorità: il mercato etnico degli ambulanti e la residenza fittizia per i senza fissa dimora. Da anni i commercianti di Via Lanza lamentano il problema degli ambulanti che sostano davanti ai loro

Carine Bizimana

negozi e già tempo fa era stato individuato un luogo per il mercato che sarà la prima cosa da fare”. Quando parla di ambulanti, chiarisce che si riferisce ai venditori in regola, provvisti di permesso di soggiorno e di licenza che devono vendere dei prodotti autorizzati. Niente abusivismo. “L’altra urgenza - continua Carine Bizimane - è l’istituzione della via per i senza dimora che verrebbe intitolata a Lassina Coulibaly. Abbiamo fatto una raccolta firme e ab-

biamo raggiunto il numero necessario. È un’altra cosa prevista dalla legge che non è mai stata attivata. Gli stranieri che escono dal campo per richiedenti asilo di Borgo Mezzanone rischiano di perdere il permesso di soggiorno perché non hanno più un indirizzo. Per la legge italiana è fondamentale averne uno riconosciuto sia dal Comune che dalla Questura”. Per le donne, e non potrebbe essere altrimenti, chiederà alla consulta un occhio di riguardo perché, a differenza degli uomini, ogni origine, cultura e religione delle migranti porta con sé una specificità di problemi e richiede percorsi diversi. “Le donne migranti devono aprirsi a modelli diversi, nuovi, e noi dobbiamo accompagnarle in questo percorso. Ci sono per esempio alcuni gruppi di donne che non possono partecipare a corsi di italiano perché ci sono anche gli uomini”. Non intende fare gli interessi soltanto degli stranieri, ma intende affrontare anche le questioni sco-

mode che i foggiani sopportano e che rischiano di compromettere i rapporti di convivenza. “L’immigrazione non è assolutamente un problema, ma se non è gestita in un certo modo crea delle problematiche che possono dare fastidio anche agli italiani e quello diventa il germe dell’intolleranza. Noi dobbiamo prevenirlo. Per i nostri fratelli stranieri ci sono le associazioni, i centri, i patronati, esistono tanti luoghi dove c’è uno sportello per lo straniero e seppure non dovessero ricevere una risposta saprebbero dove andare a lamentare un problema. Gli italiani non ce l’hanno. Io mi metto nei panni degli italiani, lo sono anche io d’adozione. Quando non ricevono risposte nasce il pregiudizio: ‘Vengono qua a portare la delinquenza, pensano agli stranieri e a noi non ci pensano’, che non sono cose vere. Se riusciremo a risolvere anche i problemi degli italiani che nascono da una cattiva gestione del fenomeno migratorio avremo fatto tantissimo”. Mariangela Mariani


6

g i u g n o duemilaquattordici

inchiesta

L’analisi di Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa e parlamentare in diverse legislature

Animal friendly, in Puglia la maglia nera ’è una strada, in provincia di Foggia, che per gli animalisti d’Italia (e oltre) gronda sangue e grida vendetta. E’ la provinciale che collega Manfredonia a Zapponeta dove alcune settimane fa un allevatore sipontino, nel tentativo di sbarazzarsi del proprio cane, ha agganciato il meticcio nero di media taglia al traino della sua autovettura trascinandolo per chilometri prima di essere bloccato da altri automobilisti inorriditi. Il cucciolone, ironia della sorte, si chiamava Lucky ma fortunato non è stato affatto: nonostante il tentativo di salvataggio in extremis è morto poche ore dopo il macabro rituale.

C

A distanza di settimane dall’accaduto, però, sono ancora centinaia le email che ogni giorno giungono nelle caselle di posta elettronica delle redazioni che hanno seguito il caso di cronaca. Tutte con lo stesso oggetto - “Giustizia per Lucky” svariati i mittenti, numerosi i timbri postali: dal Piemonte alle isole, ma anche da Francia, Spagna e Germania. Per tutti è un atto di crudeltà ingiustificata che grida vendetta. Il caso del cane “giustiziato” nel Foggiano, quindi, fa scuola, diventa pietra dello scandalo, bandiera senza colore di una battaglia animalista che unisce sempre più paesi. Sui social network, poi, ci si affanna a condividere e attaccare, a sensibilizza-

“Maltrattamenti all’ordine del giorno, istituzioni indifferenti: ecco perché c’è chi rifiuta di fare vacanza in questa regione” re o denunciare; si stracciano le vesti, si chiede la testa dell’esecutore di questo atto inqualificabile, si invoca giustizia. Insomma, ci si scopre tutti animalisti, sempre più animalisti. Ma fino a che punto? Carla Rocchi – antropologa, presidentessa nazionale dell’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, parlamentare in diverse legislature e più volte sottosegretario - ha bene il polso della situazione. Lei, animalista convinta, tratteggia la realtà di una regione - la Puglia - fanalino di coda d’Italia per la salvaguardia degli animali, e di un paese - l’Italia - in cui la coscienza collettiva è decisamente più avanti della legge. “Quando con il decreto 281/91 si intervenne per la prima volta in materia di maltratta-

zione netta, non fa sconti; c’è una reazione forte e diretta perché si comprende l’orribile violenza fatta contro creature indifese che, a differenza dell’ultima delle persone, non può difendersi né denunciare né tutelarsi in altro modo”. I risultati - un passo in avanti e due indietro - si inanellano a fatica. E forse oggi non è una buona giornata per parlarne. “Pensi che questa mattina (11 giugno, ndr) è stata apCarla Rocchi provata una condotta per la quale la comunità europea ci mento di animali, indubbiamente la condanna, e cioè l’utilizzo di rilegge era più avanti del sentire co- chiami vivi per la caccia. E su quemune”, spiega Rocchi. “Questo per- sto punto si è schierato il partito di ché ci fu un momento d’oro nel Par- governo e la maggioranza”, tuona lamento italiano, nel quale c’era una Rocchi. “Come vede, abbiamo anforte rispondenza sull’argomento”. cora tanta strada da fare: i parlaMa il vero punto di snodo è arri- mentari sono infinitamente più invato 10 anni fa, “quando il maltrat- dietro dei cittadini”. Ogni rilevatamento di animali è stato consi- zione dimostra come i cittadini siaderato reato e non più no molto più sensibili alle questioviolazione amministrativa. ni animaliste rispetto alla media dei Oggi, infatti, iniziamo ad parlamentari “che si fanno conculavere le prime condanne per care dai cacciatori, dalle lobby, dacose terribili che prima si ri- gli interessi di partito, non rispecsolvevano solo con una am- chiando il volere dei cittadini”. Dalle stesse rivelazioni, però, menda, più o meno onerosa”. Qualcosa però sta emerge anche come la Puglia sia lentamente cambiando: “il una delle peggiori regioni d’Italia sentire comune è più avanti del- per numero di maltrattamenti di anila legge e, di fronte ad un caso di mali. “Nel caso di Lucky, Manfremaltrattamento, prende una posi- donia rappresenta un’isola felice,

dove addirittura il Comune si è costituito parte civile nel procedimento a carico dell’allevatore indagato. Un esempio di sensibilità istituzionale che altrove non abbiamo trovato”, spiega. “In Puglia, però, i maltrattamenti sono all’ordine del giorno nella più totale indifferenza delle istituzioni. Pensi che è l’unica regione italiana oggetto di un appello internazionale: le persone rinunciano a trascorrere le vacanze in questi posti perché trovano cani investiti, feriti, abbandonati e amministrazioni che non se ne occupano. Questo rende la Puglia maglia nera nazionale”. Carla Rocchi non risparmia un affondo al governatore Vendola: “con lui un incontro e tante parole. Tante promesse roboanti senza però mantenere una virgola di quanto detto”. Le speranze, dunque, sono riposte tutte nelle associazioni animaliste e nelle singole coscienze ‘Animal Friendly’, “che per fortuna ci sono”. Poi, da animalista convinta, lancia una sua personalissima riflessione: “Il più grande maltrattamento di animali è mangiarseli: le sedi di macellazione sono luoghi di crudeltà inaudita e di inquinamento ambientale senza eguali. Se non si mangiassero animali, o quantomeno se ne limitasse il consumo, già si contribuirebbe in modo determinante alla limitazione di questi orrori. E’ questa la madre di tutte le battaglie”. m.g.f.

Volantini e striscioni per sensibilizzare e promuovere pratiche “Cruelty Free”

Circo, lo spettacolo che non s’ha da fare Gabriella e Bianca, due attiviste della protesta di via Paolo Telesforo Al nuovo sindaco: “Quando l’Ufficio dei diritti degli Animali?” “Ti diverti proprio a vederlo soffrire?” L’interrogativo è semplice, chiaro e conciso. E ai tanti genitori diretti al Circo Moira Orfei con bambini al seguito, è sembrato come un fendente, un dito puntato alla coscienza di ognuno. Spalle al muro, sorriso smorzato. Erano una trentina gli animalisti foggiani che hanno protestato in via Paolo Telesforo, a Foggia, nei pressi del tendone della regina del circo, in città per 12 giorni. Una protesta pacifica: solo volantini e striscioni e - soprattutto - la voglia di sensibilizzare la città, spiegare cosa c’è dietro il circo degli animali, cercare un confronto per diffondere le buone pratiche “Cruelty Free”. Ne abbiamo parlato con le animaliste foggiane Gabriella e Bianca. Dopo la manifestazione per fermare la mattanza degli agnellini nel periodo di Pasqua, ora la protesta pacifica dinanzi al Circo Orfei. Foggia è una città ‘amica degli animali’?

Gabriella: Tanti foggiani amano gli animali e molti lo dimostrano negli sforzi profusi nell’attività di volontariato a favore di cani e gatti randagi. Di contro, all’ordine del giorno, ci sono anche episodi di abbandoni e maltrattamenti e l’indifferenza delle istituzioni. Bianca: In occasione di questi eventi ci capita di riscontrare spesso il favore della gente, ma anche il disappunto di chi ritiene ci siano questioni più importanti per cui battersi… A protestare, però, eravate in trenta o poco più. Quanto ancora c’è da fare per promuovere questo tipo di cultura? Gabriella: Tantissimo con gli adulti ma soprattutto con i bambini. Attraverso circhi, zoo o delfinari, i bambini imparano che l’animale non ha una sua dignità, che non è diverso da una cosa, che si può usare a proprio piacimento, e che questo uso è divertente. Lo spettacolo dell’umiliazione di esseri viventi strappati dal loro ambiente, chiusi

in gabbie, costretti ad una vita innaturale, addestrati con l’uso della coercizione al fine di assumere pose e a compiere atti che non appartengono alla loro natura insegna ai nostri figli che dominare, costringere gli altri ai propri ordini, è una cosa positiva, un comportamento accettabile, addirittura da applaudire. Essere animalista significa, però, osservare anche altre pratiche “cruelty free” che vanno dall’alimentazione agli acquisti…

Gabriella: Essere animalisti significa anche chiedersi, utilizzando il titolo di un libro di M. Joy, “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche?”. Il rispetto per la vita al di là della specie, il riconoscimento di tutti gli animali come esseri senzienti dotati di diritti e la coerenza nelle scelte conduce inevitabilmente a uno stile di vita vegan: nessuna violenza e sfruttamento animale nell’alimentazione e nelle scelte d’acquisto come abbigliamento, prodotti per l’igiene della persona… A quanti vi accusano di essere “estremisti” o “fondamentalisti” cosa rispondete? Bianca: Se rifiutare di procurare sofferenza o uccidere forme di vita senzienti differenti dalla nostra significa essere estremisti, allora sì, lo siamo. In cosa si può migliorare? C’è una richiesta particolare da avanzare alla nuova amministrazione comunale?

Bianca: Alla nuova amministrazione chiediamo di istituire l’Ufficio dei diritti degli Animali, previsto dal “Regolamento per il benessere degli Animali” del 2007, ma a tutt’oggi inesistente; praticare una politica di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza sul possesso responsabile, sui diritti degli animali e sull’incentivazione delle adozioni; promuovere una stretta collaborazione tra Asl veterinaria, forze dell’ordine (Polizia Municipale, Polizia e Carabinieri) - spesso latitanti o reticenti - e cittadini (e/o associazioni), affinché alle segnalazioni di abusi, maltrattamenti o abbandoni, seguano seri controlli e, nel caso di violazioni, le relative pene. Maria Grazia Frisaldi


g i u g n o duemilaquattordici

inchiesta

7

I consigli di Dora Cocumazzi, biologa nutrizionista

L’ESPERTO

Dieta ‘Vegan’: cosa c’è da sapere Un esercito crescente, ma a tavola ci vuole consapevolezza

I

menù di pub e pizzerie devono ancora “attrezzarsi” pienamente per i clienti vegetariani, figuriamoci soddisfare le esigenze dei clienti vegani. Per questi ultimi, un numero sempre crescente, cenare fuori con gli amici non deve essere semplicissimo. Fortuna che esistono siti internet specializzati e App dedicate per evitare una cena al buio. Un esercito in continua crescita, quello vegan, in Italia: ilSole24Ore, tramite il rapporto Eurispes 2014, conta 4,2 milioni vegetariani (+15% in un anno), ma le associazioni hanno numeri più elevati: 7 milioni, di cui 700mila vegani. Tra questi ultimi, soprattutto donne: sono tutti animalisti ferventi, puristi della tavola e scelgono deliberatamente di non utilizzare nessun prodotto derivato dallo sfruttamento o dall’uccisione degli animali. Della Vegan Diet, ne abbiamo parlato con la biologa nutrizionista Dora Cocumazzi, specialista in Scienze degli alimenti e nutrizione umana.

Innanzitutto chiariamo: qual è la differenza tra vegetariani e vegani? Due aspetti che vengono ancora confusi o considerati erroneamente equivalenti… Spesso si fa confusione, ma la differenza è sostanziale. I vegetariani rifiutano la carne, ma consumano altri prodotti di origine animale e loro derivati, quali latte o uova, mentre i vegani non consumano alcun tipo di alimento di origine animale. I vegani puri, per intenderci, non consumano neanche il miele, essendo un prodotto delle api. Nella sua esperienza lavorativa ha notato, nell’ultimo periodo, una maggiore diffusione di questo tipo di regime alimentare? Indubbiamente c’è un maggiore interesse. Sempre più persone chiedono informazioni riguardo i possibili benefici di un tipo di alimentazione rispetto ad un altro. C’è tanta curiosità, questo sì, ma almeno a Foggia non è ancora un fe-

L’INTERVISTA

G

li animalisti da tastiera non le piacciono. E Terry Marangelli, la responsabile del canile municipale, ha l’occhio clinico. Non è una fanatica, ma ha dedicato una vita, anima e corpo, a cani e gatti, ed è intollerante agli amanti degli animali a chiacchiere. Da anni, per randagi, abbandoni e adozioni ti mandano da lei. È la presidente dell’associazione Volontari Protezione Animali. Al chilometro uno di via Manfredonia c’è il suo quartier generale, il canile, aperto tutti i giorni ma difficilmente fruibile, tanto da consentire l’ingresso al pubblico solo per un’ora, al mattino. È a forma di “elle”, in un paio di ettari: o tieni i cani liberi o fai entrare gli umani. È sovrappopolato quanto la casa circondariale, in linea d’aria la distanza di un guaito che riecheggia in tutto il Villaggio Artigiani. Terry Marangelli conosce i cani di quartiere, li accudisce là, li sottopone ai trattamenti antiparassitari e, nel caso, li sterilizza. Meglio che portarli in carcere. Ad oggi quali sono le condizioni del canile? Continua ad essere sovraffollato? Cosa manca? La situazione del canile è stabilmente tragica. Abbiamo una media di 440 cani quanto a presenze fisse. Il canile sarebbe tarato su una presenza di 270 cani, ma è da anni che abbiamo questa media. Ci siamo inventati luoghi dove tenere i cani, nelle stanze, tutti i posticini dove era possibile ricavare dei box più o meno decenti li abbiamo occupati. L’anno scorso sono entrati 478 cani - oltre cento in più del 2012 - quindi, vengono movimentati all’incirca 900-950 cani all’anno. In questi numeri contiamo il “passaggio” dei randagi non necessariamente quelli che entrano e restano nel canile - le cagne che sterilizziamo e reimmettiamo sul territorio, i cani che la gente trova e ci porta per perfezionare l’adozione. Questa è una cosa fondamentale: quando trovi un cane non te ne puoi appropriare, ma bisogna darne notizia al canile comunale poi, nel caso lo si voglia adottare, si fa il microchip e una scheda di adozione. Se è femmina, in età fertile avrà diritto anche alla sterilizzazione gratuita. Le condizioni del canile non sono mai ottimali. È abbastanza vecchio e ha delle carenze strutturali: manca la manutenzione ordinaria. Dovrebbe provvedere l’Ammini-

nomeno dilagante. In linea di massima, posso dire che c’è una maggiore attenzione a regimi alimentari basati su un minore consumo di carne. Curiosità e attenzioni derivanti da questioni morali, di moda dell’ultimo momento o attinenti all’ambito della salute? Dipende. Ci sono casi diversi. Certamente l’aspetto etico è preponderante. Molti vegani sono animalisti convinti che abbracciano questo stile di vita per rispetto verso il mondo animale. Boicottano i luoghi e le tecniche di allevamento intensivo e di macellazione, contrari ai princìpi del benessere animale. Per abbracciare questo stile di vita, dopotutto, ci vuole una forte motivazione. In che senso? E’ necessario un forte impegno, sia dal punto di vista delle rinunce a tavola (per le quali ci vuole una fortissima motivazione) che dal punto di vista pratico: bisogna

preparare piatti con attenzione e dedizione, pietanze adeguatamente bilanciate. Insomma, non è semplice come cuocere una fettina di carne in padella… Quanto influisce l’informazione fai-da-te? Questa non è un’alimentazione che si può improvvisare. E’ importante seguire una dieta bilanciata, altrimenti si rischiano scompensi, e non va bene. Chi intende iniziare questo percorso deve farlo in maniera consapevole, informata e corretta. Altrimenti è come leggere le diete sul giornale. Possono fare anche male. Ci sono benefici evidenti? Al riguardo ci sono pareri controversi e contrastanti. Quello che posso dire è che ci sono patologie come l’ipercolesterolemia o il diabete di Tipo 2 che possono beneficiare da questo tipo di alimentazione. Ma va fatta in maniera corretta. Essendo quella vegana una dieta restrittiva, va integrata sotto

Dora Cocumazzi

molteplici punti di vista: quello degli acidi grassi, con il consumo di frutta secca, ad esempio. Bisogna integrare la dieta con il consumo di alghe per l’apporto di amminoacidi, con la giusta quantità e tipologia di legumi per garantire il necessario apporto proteico, con le verdure giuste che possono fornire il calcio. Insomma, per assumere tutto ciò che viene garantito da una dieta onnivora. E’ una cosa seria, bisogna rivolgersi ad uno specialista, informarsi ed evitare il fai da te. Maria Grazia Frisaldi

Terry Marangelli: “L’abbandono? Leggenda metropolitana”

Animalisti… col cane di razza: quando Fido è uno status symbol E con 440 ospiti in media all’anno il canile comunale “scoppia” strazione ma, ovviamente, è inutile chiedere al Comune. D’estate vi aspettate un aumento degli ingressi? Assolutamente no. Questa dell’abbandono estivo è una leggenda metropolitana, anzi paradossalmente a luglio e agosto le entrate dei cani si dimezzano. Arriva l’estate e parliamo dei cani abbandonati e poi trascuriamo che tutto l’anno ci sono decine e decine di cucciolate e cani ritrovati, perché quello che produce randagismo sono le cucciolate indesiderate e il libero scambio.

persone che avranno dei problemi. Come si giustificano quando vi riportano gli animali? Dicono che il bambino è allergico, che il cane sporca in casa, sono le solite vecchie scuse. La gente vuole il cucciolo, il giocattolo. Culturalmente siamo ancora molto arretrati: è un rapporto infantile che ci fa scegliere l’oggetto. L’approccio è come ad uno status: perché a Foggia abbiamo molti cani di razza, da quelli degli pseudo-allevatori a quelli che arrivano dai Paesi dell’Est? Non è un fenomeno sconosciuto da noi la vendita clandestina. Noi andiamo a casa, ci accertiamo che il cane sia voluto da tutta la famiglia, lo seguiamo nel

tempo, e nonostante tutto qualcuno riesce a farcela sotto il naso: torni in quella casa e il cane non c’è più perché è stato dato ad un’altra persona. Il diario del canile di Foggia “cronaca cittadina di adozioni, smarrimenti e ritrovamenti di animali di affezione” che avete aperto su Facebook funziona? Sì, anche se poi la gente segnala magari cani di quartiere che stanno lì tranquilli. Tutto diventa allarme perché pare che segnalare faccia animalista. Purtroppo non è facebook che ti rende animalista. Dietro la tastiera sono tutti quanti bravi. Mariangela Mariani

CUCCIOLI CERCA AMICI

Adottami: la scommessa estiva del temporary store in Piazza Cavour Contro il maltrattamento degli animali c’è una grande mobilitazione, ma c’è davvero una maggiore sensibilità nei confronti degli animali? Sicuramente c’è un’attenzione maggiore rispetto a prima ma è anche molto virtuale, nel senso che la gente si sente in qualche modo accomunata da questa passione per gli animali, però poi concretamente le cose non cambiano molto. Insomma, alla fine il sentimento dell’uomo verso il cane è identico. Si prende sull’onda di un desiderio però altrettanto facilmente si lascia. Potenzialmente, se ci sono mille adottanti ci saranno anche mille

Polly è l’ultima arrivata. È stata sottratta a una coppia di anziani che andavano in giro al mercato del venerdì chiedendo chi la volesse. Pippi si era smarrita, ma quando la sua padrona l’ha ritrovata ha deciso di non presentare la denuncia perché temeva una multa e non è tornata a prenderla. Al civico 6 di Piazza Cavour ti fanno gli occhi dolci. Il primo giugno ha riaperto il temporary store del canile: “Adottami”. Quest’inverno 94 cani hanno trovato casa. Ma c’è pure chi ha pensato bene di liberarsi di qualche cucciolata e il canile

non si è svuotato. L’estate è una scommessa. La gente si ferma e chiede informazioni e la sensibilizzazione val bene una sfacchinata per arredare il negozio: l’iniziativa è interamente autofinanziata. La prassi è la stessa del canile: sopralluogo a casa dei volontari, colloqui con la famiglia, pratiche di adozione, microchip e controlli periodici. Non si sfugge. Terry Marangelli porta qui i cuccioli dal canile, ne sceglie a malincuore qualcuno più piccolo e carino: “Io me li porterei tutti”. m.m.


8

g i u g n o duemilaquattordici

a cura di Maria Grazia Frisaldi

attualità

Michele Placido, direttore artistico “fresco di nomina” della struttura comunale

Il Giordano? “Sarà una chiesa laica” A settembre la presentazione di una stagione ‘col botto’ La promessa: “Foggia nei circuiti dei teatri che contano” “Il Teatro Giordano dovrà essere come una chiesa laica: un luogo in cui si cerca di migliorare la società dal punto di vista etico e morale. E per fare questo c’è bisogno di tanto rispetto e devozione”. Michele Placido, direttore artistico del Teatro Giordano fresco di nomina, ha visitato il teatro comunale di Foggia all’indomani del risultato elettorale, con il ballottaggio Marasco-Landella e l’elezione a sindaco di quest’ultimo. In teatro sono in corso gli ultimi lavori necessari per riaprire i battenti entro la data prevista: 9 agosto 2014. “Per troppo tempo Foggia ha dovuto fare a meno di questo posto. Ora, la politica non deve entrare nel tea-

Michele Placido visita il Teatro Giordano

tro, come non deve entrare in chiesa. Non è che il Padre Eterno chiede ai fedeli se siano di destra o di sinistra”, sorride. “E così deve essere anche a teatro”. Prima di presentare la sua idea di teatro come ‘chiesa laica’ riprendendo gli insegnamenti del maestro Strehler, l’attore di Ascoli Satriano ha attraversato la sala della struttura dedicata al maestro Giordano e con la memoria ha ripercorso le sue performance sulle tavole di quel palco dove presto potrà portare il suo ‘Re Lear’, produzione che lo vede nella doppia veste di attore e regista. Poi, però, sul divanetto dorato della Sala Fedora mette subito le cose in chiaro: “E’ necessario che il nuovo corso del Teatro Giordano abbia una sua linea, chiara e riconoscibile. Questo accade in tutti i teatri d’Italia, dove c’è un direttore artistico che va rispettato”. Nessun atto di forza, assicura; nessun riferimento alle polemiche che hanno fatto seguito, poche settimane fa, ai rumors sulla sua nomina: “Ho saputo di un certo malcontento, perché mi è stato riferito. Volutamente non ho letto giornali al riguardo, perché voglio iniziare questa nuova

LA TESTIMONIANZA

avventura con spirito sereno e nell’interesse della città”. E, per essere ancora più chiari e diretti, specifica: “Da questa vicenda io né ci guadagno (non percepirà compensi dalle casse comu-

nali, ndr), né ci rimetto. Ma voglio mettermi in gioco in questa sfida affascinante. Se lavoriamo bene, i frutti saranno solo per la città”. E per farlo precisa: “Dobbiamo riportare la gente a teatro. Servono abbonamenti e biglietti, basta inviti e omaggi. Io staccherò il biglietto per ogni spettacolo, dopo di me anche il sindaco neo-eletto”. Accanto a Gianni Mongelli, infatti, lo scor-

so lunedì mattina c’era anche Franco Landella, nuovo sindaco di Foggia. “La mia presenza è il segno di una progettualità condivisa e che ha trovato accordo sul nome di Placido”, ha sottolineato Landella, prima di rilanciare e promettere: “ogni mia energia sarà spesa per rilanciare questo importante contenitore culturale”. L’obiettivo dichiarato è quello di poter presentare entro i primi di settembre un cartellone teatrale col botto. A breve, infatti, verrà avviata la fase di programmazione con il Teatro Pubblico Pugliese (che seguirà la struttura per i prossimi tre anni) per una stagione che possa riposizionare il teatro comunale foggiano nel novero dei teatri italiani di importante tradizione. Non una anticipazione sul programma. “E’ prematuro”, spiega Placido e gli fa subito eco Carmelo Grassi del TPP. Tuttavia, uno spettacolo che Placido vorrebbe portare presto a Foggia c’è: è Servo per due, una rivisitazione dell’Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, scritto da Richard Bean, riadattato e tradotto Pierfrancesco Favino (attore protagonista) insieme a Paolo Sassanel-

li, con il quale cura anche la regia. Garantisce pluralità di generi ed esperienze, per riportare nella platea del Giordano tutta la città. Soprattutto i più giovani, gli adolescenti, ovvero quelli che non hanno mai potuto varcare l’ingresso della struttura pensata da Oberty nel 1828, costruita in appena tre anni e ristrutturata con fatica in otto. Tanto teatro ragazzi e teatro civile, ma non mancherà la lirica. Tantomeno omaggi al compositore Giordano. Prima di avviare la macchina organizzativa, però, Placido ha voluto incontrare le associazioni teatrali della città per un confrontarsi sul futuro culturale di Foggia. L’obiettivo da centrare, infatti, non sarà solo quello di inaugurare presto il teatro e confezionare la stagione 2014-2015. La sfida vera sarà quella di rendere il teatro vivo per tutto l’anno.

A Foggia il tour della Mediolanum Corporate University

Patch Adams: “Non c’è nulla di più serio di un sorriso” Non chiamatelo clown. Da 40 anni al lavoro per un sistema sanitario solidale

Patch Adams, al secolo Hunter Doherty

“Non c’è nulla di più serio di un sorriso”. Patch Adams ne è convinto. Ci vuole coraggio, passione e dedizione. Una vera e propria ‘missione’ - scegliere di essere felici e donare la propria felicità agli altri - portata avanti giorno dopo giorno fino a tagliare il traguardo dei 40 anni di impegno sociale. Non c’è nulla di più serio di un sorriso, soprattutto quando nasce dal dolore, per contrastare la malattia. E allora tolto l’abbigliamento estroso, il naso rosso da clown e quella fascia di capelli blu stretti in una treccia anche ‘Patch’ Adams, al secolo Hunter Doherty, appare un uomo serissimo. Come il progetto che da porta avanti in tutto il mondo. E’ il padre della ‘Terapia del Sorriso’, sbrigativamente detta clownterapia. Un termine che a lui non piace affatto. Gli fa storcere il naso sotto il pomello rosso. Perché il clowning è solo una condizione per creare un contatto e la terapia del sorriso è una cosa molto più complessa, profonda. Seria, appunto. Prova a spiegarla attraverso le tappe della sua vita, tra passaggi di luce

Uno scatenato rock ‘n’roll

e ombre. Ombre dense come le tenebre di un tentato suicidio e tre ricoveri in un ospedale psichiatrico. La sua storia è un viaggio dal nero al colore reso possibile grazie all’autostima (“è di questo che oggi siamo più poveri”, spiega), alla speranza di poter cambiare le cose e all’amore, in tutte le sue forme. Ebbe la ‘grazia’ di assistere al celebre discorso “I have a dream” di Martin Luther King che gli instillò il seme della rivoluzione non violenta ed ebbe la fortuna di incontrare un gruppo di colleghi e volontari che lo seguirono nel progetto di una casa-ospedale, una sorta di “fattoria organica, mescolata ad una comune di artisti”. Insomma, una vita decisamen-

te più interessante e straordinaria (nel senso di extra-ordinaria) rispetto alla trasposizione cinematografica del 1998, nella quale Robin Wiliams veste i panni del Dottor Sorriso. “Che poi, lui, non mi arriva nemmeno alla spalla”, ironizza. Un film che lo ha reso celebre in tutto il mondo; una fama che oggi gli permette di rendere più concreto il suo sogno: un ospedale in cui pazienti e dottori vivono insieme, con cure gratuite (“perché in America non c’è business più volgare di quello sulla salute”), sorrisi e disponibilità. “Appena laureato, pensavo che avrei impiegato non più di 5 anni per crearlo. Da allora ne sono passati 40 e ho contattato 14mila fondazioni in tutto il mondo, ma nessuno ha risposto”. Tempo da dedicare ai pazienti, umana compassione, calore. E’ ciò che oggi manca ai medici, secondo Patch Adams. “Nei primi 12 anni della nostra casa-ospedale, ho visitato circa 15mila persone e non ho mai prescritto uno psicofarmaco. Ho dedicato loro il mio tempo, il mio affetto, i miei abbracci”. Insomma, prendersi cura dei pazienti in senso stretto. E’ quello che Patch Adams fa da anni ormai, accompagnato anche dai suoi due figli di 38 e 27 anni. Con loro ha girato il mondo, portando il sorriso nei luoghi più tristi: campi profughi, ospedali, orfanotrofi. Dopo il film, in-

fatti, le missioni clown sono aumentate a dismisura e il suo ‘metodo’ è diventato universale. A 69 anni suonati Patch Adams è un ciclone. E’ un trascinatore nato ed un relatore contagioso. Al punto da convincere una platea di circa 500 persone - quasi tutti adulti - a scatenarsi in un rock ‘n roll che “fa bene al fisico, fa bene all’animo, fa bene alla socializzazione. Se sono ancora così in forma e vitale devo ringraziare Chuck Berry”, sorride. In lui è ancora grande, visibile, la scintilla di sana follia che ha mosso tutta la sua vita, dedicata allo studio dell’essere umano sotto ogni aspetto e alla creazione di un sistema sanitario alla portata di tutti. Racconta le sue ‘visioni’, parla di speranza e lo fa in modo pragmatico. I suoi Credo sono di una semplicità disarmante, perché le cose più semplici sono le più difficili da comprendere. Come, ad esempio, “andare incontro al dolore portando amore e fare ciò che ci rende liberi, dunque felici”. A portare a Foggia Patch Adams è stata la Mediolanum Corporate University (MCU) nell’ambito del programma “Centodieci è Ispirazione”, il ciclo di incontri che l’istituto educativo di Banca Mediolanum promuove con l’intento di favorire il contatto diretto con personalità che incarnano modelli d’eccellenza in diversi settori professionali.


g i u g n o duemilaquattordici

9

Da 26 anni, la “Beauty School” di Foggia è leader nella formazione. In cattedra, Antonietta Mastrangelo: “Il nostro è uno stile di vita”

La strategia in Estetica: l’innovazione va a scuola Da 26 anni, la “Beauty School” di Foggia è leader nella formazione

IMMERGITI NELL’ARMONIA RITROVA IL BENESSERE PSICO-FISICO

L

Le allieve potranno seguire percorsi di studio con approfondimenti tematici, accomunati dalla stessa filosofia del METODO DAFLAROS.

a Strategia in Estetica risiede nell’apprendimento, un bene immateriale dal valore inestimabile: la formazione. Gran parte ha inizio presso le Scuole di Formazione Professionale dove, al timone, deve esserci personale qualificato con esperienza nel settore e con grande capacità di donare quello che si è appreso durante il proprio percorso formativo. Tutto questo è quello che da 26 anni la Beauty School “Scuola di Estetica” di Foggia trasmette ai propri allievi.

In foto Antonietta Mastrangelo

CORSI, SEMINARI E WORKSHOP I corsi sono tenuti sotto la direzione dell’Estetologa Antonietta Mastrangelo (docente di tecniche di massaggio Psicosomatica Essenziale, operatrice Shiatsu, operatrice Ayurveda, massaggio al bambino tecnica Tui Na, Kinesiologa, operatrice di Tecniche di Crescita Personale) che esegue il suo lavoro non solo in modo professionale sposandone l’ideologia ma facendone uno stile di vita, in modo tale da apportare sempre innovazione e curiosità per invogliare e spronare le proprie allieve. Anche quest’anno l’estetologa Ma-

strangelo ha inserito nel suo istituto un valore aggiunto, partendo sempre dal presupposto che “il nostro

aspetto estetico è il risultato dell’aspetto interiore” , non scostandosi mai dalla pri-

maria importanza da dare al potere manuale e alla conoscenza del corpo umano. Parallelamente al programma provinciale, oltre ai vari seminari, alle allieve viene offerto un percorso complementare in cui alcuni casi specifici di studio - come ad esempio la cellulite - vengono esaminati secondo cause e concause.

Foggia - Via Piave, 10 Tel.0881/568576 www.beautyschool.it www.Daflaros.it

Questo metodo è orientato alla prevenzione e alla tutela dell’efficienza psico-fisica, agendo sull’espressione di un disagio o un conflitto interiore che si manifesta in uno dei sistemi fisiologici emotivi. Insomma, la logica del “Prevenire prima di curare”. A questo proposito, il 12 maggio scorso, presso l’Hotel Vigna Nocelli di Lucera, si è svolta la presentazione del Metodo Daflaros e la formazione dei primi Operati di Lifting Daflaros, tecnica basata sullo studio dei meridiani della medicina tradizionale cinese che sfrutta l’azione riflessa, stimolando a livello biologico il tessuto sottostante e ossigenando i tessuti ed i muscoli facciali cancellando i segni del tempo donando luminosità e splendore, eliminando le rughe.


10

g i u g n o duemilaquattordici

A 25 km da Foggia , nella rigogliosa campagna Dauna della tradizionale cittadina di Cerignola, lontano dai frastuoni , sorge la tenuta Villa Demetra. Una struttura immersa in un meraviglioso parco di 30.000 mq, la magica scenografia naturale che renderà ogni cerimonia indimenticabile. Nel parco di Villa Demetra è possibile gustare aperitivi deliziosi e ottimi buffet, celebrare matrimoni con rito civile o con rito religioso ed anche è realizzare un ricevimento completamente all’esterno. Villa Demetra riesce a creare magiche atmosfere sospese nel tempo che prendono vita in due distinte sale dalla diversa personalità. La Sala Demetra, struttura in grado di garantire ampia comodità anche ai matrimoni più numerosi, grazie ad una ricettività capace di accogliere oltre 300 ospiti.

L’ampiezza della sala non pregiudica la sensazione di sentirsi in un luogo intimo e familiare. Una maestosa capriata in legno che sovrasta la grande sala contribuisce a determinare quella suggestione calda e ricercata, sottolineata dalla luce di preziosi lampadari che enfatizzano i toni dorati di quadri, mobili, specchi e candelieri i cui riflessi si sposano in un connubio perfetto con l’argenteria che adorna ogni tavola. La Sala Storica è arredata con toni pastello tendaggi dalle sfumature tenui e delicate, pavimentazioni in cotto spagnolo e maioliche dipinte a mano. Il gioco di colori dall’affascinante candore che fonde arredamenti e allestimenti, rende ancor più indimenticabile ogni ricevimento, avvolgendolo in una luce da sogno che farà sentire sia gli sposi che ogni ospite, coccolati nel massimo relax.

SS 16 N.18 - 71042 - CERIGNOLA (FOGGIA) - TEL. 0885.418988 WWW.VILLADEMETRA.IT


g i u g n o duemilaquattordici

bellezza

B

ere due litri d’acqua al giorno è un vero elisir di benessere: significa garantire bellezza e salute al corpo senza assumere calorie. Con l’arrivo dell’estate però, bisognerebbe aumentare il consumo di acqua: perdere anche solo il 10% di liquidi significa compromettere l’organismo. Bisogna poi reintegrare il sodio e il potassio che si perdono con la sudorazione e tenere conto delle diverse abitudini di vita. Quindi, prima di acquistare una confezione d’acqua, meglio concentrarsi sull’etichetta per fare una scelta consapevole e adatta alle proprie esigenze.

Una guida alla “bottiglia” giusta

Acqua, elisir di benessere

L’ACQUA GIUSTA Migliorare la diuresi è consigliabile scegliere un’acqua con uno scarso contenuto di sali (acqua minimamente mineralizzata). E’ la bottiglia ideale per chi pratica una dieta depurativa in vista dell’estate. Problemi digestivi o fegato affaticato? E’ il momento di bere acqua solfata o bicarbonata nota anche per un alto contenuto di magnesio, importante per le donne che soffrono di sindrome premestruale. Alle prese con sintomi quali gonfiore, ritenzione idrica e cellulite? L’acqua giusta è quella con poco sodio (oligominerale), facile da assimilare. Le acque clorurate invece svolgono un’azione purgativa e sono consigliate per riequilibrare le funzioni intestinali. E’ adatta ad un vasto pubblico una bottiglia d’acqua calcica: è un tipo di acqua che andrebbe consumata regolarmente per il suo notevole apporto di calcio; particolarmente consigliata per i bambini, le donne in gravidanza e in menopausa e le persone anziane. Non solo: è l’acqua

A ciascuno la sua minerale: scopri quale fa al caso tuo che non dovrebbe mai mancare nella dieta iridica di chi non tollera il latte. Ulteriore supporto nell’osteoporosi può arrivare dall’assunzione di acqua fluorata. Chi non mangia carne o soffre di carenza di ferro potrà trarre giovamento dall’acqua ferruginosa.

Infine le acque sodiche e acidule (effervescente naturale) sono consigliate rispettivamente a chi pratica sport e chi soffre di problemi gastrici. La bottiglia andrebbe variata anche a seconda della stagione: in estate è

consigliabile per tutti un’acqua ricca di sali minerali, mentre durante il resto dell’anno si può optare per un’acqua meno ricca da questo punto di vista.

MEMORANDUM Dopo aver individuato l’acqua giusta, occorre fare attenzione anche alle modalità di assunzione: bere un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente appena svegli, stimola il funzionamento dei reni. Bisogna bere spesso, anche lontano dai pasti, senza aspettare di avere sete. Portare sempre una bottiglietta da mezzo litro con sé può essere la soluzione giusta, soprattutto in estate, per prevenire la disidratazione. Occorre però fare attenzione: mai lasciare una bottiglia d’acqua di plastica esposta a fonti di colore e luce perché al suo interno potrebbero formarsi muffe e alghe. Infine, meglio variare marca e tipologia d’acqua, così da garantire all’organismo un apporto sempre diverso di sali minerali. Dalila Campanile

11

La carta delle acque

Perché non sfruttare la diversa consistenza delle acque disponibili in natura per esaltare il sapore dei cibi, proprio come si fa con il vino? Nei ristoranti più alla moda infatti è possibile chiedere anche La Carta delle Acque. Di seguito una versione sintetica per i nostri lettori. L’acqua frizzante si sposa particolarmente con salumi, pecorino e grana, carne di pollo e pizza. L’acqua lievemente frizzante invece è adatta a portate di mare come risotti e pesce al cartoccio. La sua versione meno mineralizzata si beve con carpacci, salumi delicati e prodotti dolciari da forno. Per un menù classico che preveda pasta all’uovo, carni alla griglia oppure mozzarelle andrebbe scelta una bottiglia di effervescente naturale. L’acqua piatta si sorseggia agli antipasti (preferibilmente di verdure) e a fine pasto, con i dolci a cucchiaio. Infine, anche l’acqua va servita nel suo bicchiere: un calice di vetro trasparente per poter osservare le bollicine e non alterare con il calore della mano, la temperatura dell’acqua. d.c.


g i u g n o 12 duemilaquattordici

sociale

Il Mercatino della Moda fino al 21 giugno all’Assori

IL PROGETTO DI VOLONTARIATO

Griffe e solidarietà

“Fianco a Fianco” dalla parte degli ultimi

Carrozzo: “Disponibili a sostenere anche altre realtà” La moda strizza l’occhio alla solidarietà. E vecchi capi griffati - vintage o modernariato possono uscire dagli armadi insieme agli accessori più di tendenza; si aprono ad una nuova vita, diventando lo strumento per sostenere le associazioni di volontariato attive sul territorio. E’ così che, a Foggia, nasce il Mercatino della Moda a scopo benefico, che propone abiti e accessori, tutti in ottimo stato, il cui ricavato di vendita sarà interamente devoluto ad associazioni di volontariato o enti caritatevoli. Un modo semplice per unire l’utile al dilettevole, insomma: per chi vende, liberare gli armadi e contribuire ad una buona causa; per chi acquista togliersi una piccola soddisfazione e contribuire ad una giusta causa. “Si tratta di un progetto nato quasi per caso”, spiega la promotrice di questa iniziativa.

Lei è Silvana Carrozzo (in foto), 48 anni, mamma e moglie a tempo pieno. Ha collaborato a lungo con l’Assori e ora è una volontaria dell’Ail. L’idea di svuotare gli armadi per aiutare chi è in difficoltà è arrivata un mese fa: il primo test nel giardino di casa, con le amiche di sempre e compagne di avventura Concetta Minchillo, Lisa Imhoff e Luisa Curcetti. In quell’occasione - un pomeriggio tra ‘amiche di amiche’ - hanno raccolto circa 200 euro destinate in beneficenza. Come funziona la vendita è presto detto: “Non c’è una base d’asta. Ad ogni capo viene attribuito un prezzo popolare: dai 3 ai 15 euro”. Si tratta di valutazioni simboliche e forfettarie, che prescindono quindi dal marchio prestigioso o dalla tenuta perfetta. Adesso, il Mercatino della Moda si sposterà per quattro giorni nella Sala Atelier dell’Assori, dal 18 al 21 giugno. Chi vuole contribuire al progetto con i propri abiti dismessi può contattare le promotrici (è previsto un servizio di ritiro a domicilio) o rivolgersi al Centro Assori nei giorni dell’iniziativa. “Il nostro obiettivo è quello di raccogliere denaro per le strutture o associazioni che vorranno ospitarci. Il primo ad aver accolto l’invito è il centro Assori e per questo - conclude - ringrazio, per la sensibilità dimostrata la direttrice Pia Colabella e la sig.ra Rita D’angelo” Per info: 328/6867257. Angela Dalicco

Con Emmaus e Banca della Campania ‘Fianco a fianco: dalla parte degli ultimi’. E’ questo il nome del progetto ideato dall’associazione ‘Comunità sulla strada di Emmaus’ e finalizzato ad assicurare un livello di vita dignitoso ai pazienti affetti da Aids segnalati dal reparto Malattie Infettive degli OO.RR. di Foggia, privi di adeguato sostegno. E’ il progetto realizzato dalla Banca della Campania per il secondo trimestre 2014 nell’ambito dell’iniziativa di solidarietà, ‘Sotto una buona stella’, destinata ad enti ed associazioni del territorio campano e pugliese per una migliore assistenza di tutte le persone portatrici di un disagio. I destinatari della misura, quindi, sono 3 pazienti malati di Aids per le attività di assistenza domiciliare e 2 per le attività di accoglienza e sostegno presso l’abitazione in via delle Grazie. Ogni paziente è affidato ad uno o più operatori di “Emmaus”, allo scopo di diversificare gli interventi da eseguire, perché alcuni utenti oltre ad essere affetti da proble-

matiche di dipendenza, devono affrontare anche serie complicazioni di natura psichiatrica o medico sanitaria. Emmaus nasce, nel 1978, da un’esperienza di Chiesa fatta nello spirito di Don Bosco, da una piccola comunità di sacerdoti salesiani ed un gruppo di giovani della parrocchia Sacro Cuore. L’Associazione, costituita nel 1984, è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale, che svolge una serie di attività come: comunità di recupero dalla tossicodipendenza, che accoglie, educa e cura 24 giovani con problematiche di dipendenza per circa 14 mesi; la ‘Casa del giovane Emmaus’, centro minorile in cui si offrono servizi di accompagnamento scolastico e doposcuola, laboratori, attività sportive e consulenze psicologiche gratuite; infine, c’è il Villaggio Don Bosco, sorge a pochi chilometri da Foggia, ed accoglie al suo interno minori svantaggiati fra gli 11 e i 14 anni e comunità familiari. Per sostenere il progetto è possibile versare un contributo al IT3J0539215700000000005539 Simona Donatelli


g i u g n o duemilaquattordici

moda IL CONSIGLIO

13

Moda mare: per essere impeccabili sul bagnasciuga

Per sentirsi a proprio agio in spiaggia, la regola principale è sempre una: scegliere un costume capace di valorizzare la nostra silhouette. Modello e colore infatti possono diventare gli alleati con cui superare la prova costume anche per quest’anno.

Diva da spiaggia Modelli fascianti, effetto vedo-non vedo, scollature: seduzione e fascino retrò per i nuovi costumi 2014 I DETTAGLI

IL CULT Il costume intero è il nuovo protagonista delle collezioni mare 2014. E’ una scelta vincente perché modella il corpo e seduce attraverso appositi dettagli. Scollatura profonda sulla schiena, oblò sul seno e listini per un effetto vedo-non vedo. Il colore scuro poi conferisce il noto effetto ottico snellente. Così il costume intero diventa il nuovo baluardo dell’eleganza, anche in spiaggia.

Il fiocco dietro la schiena suggella una profonda scollatura oppure lateralmente dona un tocco di femminilità al due pezzi classico. Le fantasie geometriche e astratte distolgono l’occhio dai punti critici. Questi i dettagli dei costumi più attuali che non dovranno mancare anche sul resto degli accessori: via libera a caftani fantasia e al capello stile sombrero ma ingentilito da maxi fiocchi. La borsa mare? Nei colori fluo e in materiali come gomma o tessuti impermeabili che strizzano l’occhio alla praticità senza rinunciare allo stile.

STILE PIN UP Chi non vuole passare inosservata potrà optare per il due pezzi retrò. Questo modello si caratterizza per una fascia rigida a balconcino e per lo slip a vita alta. E’ un costume indicato per donne burrose, ideale per camuffare qualche rotolino. I colori sono scuri con i bordi a contrasto (blu – nero) e il tessuto setificato per sedurre con classe.


g i u g n o 14 duemilaquattordici

L

o scambio di coppia (o Swinger) è una pratica sessuale presente già tra gli antichi egizi e molto diffusa oggi giorno (in Italia si stimano oltre 2milioni) che si pone tra il piacere e la trasgressione. Lo scambismo non è una parafilia, cioè un comportamento sessuale di per sé patologico ma è una pratica sessuale vissuta all’interno della coppia come “gioco erotico”. Gli scambi possono avvenire in case private, club privè o luoghi pubblici come parcheggi (car parking sex), con coppie di amici o di sconosciuti con cui il più delle volte ci si organizza tramite internet. Si tratta per lo più di coppie cosiddette “normali” che scelgono di vivere questa trasgressione ponendosi una regola fondamentale: l’assenza di implicazione emotiva con i partner della “serata”.

lui&lei

Un gioco erotico “di rottura” rispetto al caposaldo della monogamia

Io, te e gli altri: i rischi dello scambio di coppia Esperienze che possono rivelarsi spesso deludenti e frustranti, lasciando emergere gelosie represse e insicurezze distruttive bismo, tale gioco erotico non ha nulla a che vedere con il tradimento. Gli scambisti non si tradiscono poiché il partner fa sesso con un altro/a consensualmente, senza nascondersi e senza istaurare una relazione affettiva. In questo gioco erotico, trasgressivo e di rottura rispetto al caposaldo della monogamia, non sono affatto rari i casi di coppie che hanno sopravvalutando la propria capacità di lasciare libero il partner di esprimersi sessualmente con qualcun altro.

Il tuo shop on line VUOI DIVENTARE UNA CONSULENTE “TUPPERSEX”? Per info: 0692958312 op. 3925632168 email: info@sexangel.it - www.sexangel.it

DI MARIAPIA CONOSCITORE

Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

Quali rischi si corrono?

Perché si diventa scambisti Le motivazioni che spingono una coppia a praticare lo scambismo sono numerose: spesso si rintraccia il desiderio di sfuggire alla noia e alla routine sessuale riaccendendo la fiamma della passione attraverso la trasgressione. Altre volte invece, vi può esser la voglia da parte dell’uomo di mettersi alla prova come amatore o di realizzare una vecchia fantasia, così come per la donna il soddisfare un proprio desiderio esibizionistico nel venir osservata dal proprio uomo. Secondo chi pratica lo scam-

PSICOSESSUOLOGA

A volte capita anche che queste esperienze di scambio risultino deludenti e frustranti, perché non così eccitanti come immaginate ma fortemente imbarazzanti. Può anche accadere che, uno dei due partner, possa provare sentimenti verso “l’altro/a”, disgregando la coppia. In altri casi, invece, lo scambio può diventare, per uno dei due, una pratica necessaria all’eccitazione (dipendenza), creando così una situazione insostenibile per l’altro partner . E’ chiaro, quindi, che lo scambismo deve rimanere un gioco erotico e per quanto consensuale, non deve sconvolgere la vita sessuale ed emotiva, non deve mai esser inteso come “curativo” rispetto ad una crisi di coppia e non deve creare dipendenza in uno dei partner.


g i u g n o duemilaquattordici

15


16

g i u g n o duemilaquattordici


g i u g n o duemilaquattordici

Conoscere la “pedagogia del limite”

PEDAGOGISTA

Figli, imparare a dire di no Il “capriccio” del bambino è una prova di forza che va combattuta con fermezza e coerenza A ffrontare i “capricci” del bambino rappresenta una delle situazioni più faticose e impegnative per genitori alle prese con figli sempre più dominanti e esigenti. La fase del “No”, che va dai due ai tre anni, è un passaggio obbligato della emancipazione del bambino. Solo dopo i cinque anni si passerà alla fase della ragionevolezza, un momento delicatissimo in cui temperamento del bambino e atteggiamenti dei genitori interferiscono a vicenda, determinando personalità e relazioni familiari differenti. I bambini “sperimentano il capriccio” come prova di forza e rimangono sconcertati di fronte alla fermezza e alla coerenza dei genitori. Fermezza, poche regole, coerenza e coesione dei genitori, sono i paletti su cui fondare una genitorialità efficace. Sicuramente i ritmi di vita delle famiglie hanno subito negli ultimi tempi delle accelerazioni anomale e i genitori non hanno più tempi distesi da dedicare alle relazioni familiari. Le ansie e le preoccupazioni per il presente e il futuro, rendono i rapporti familiari frettolosi, tesi e sempre meno intensi. Molto spesso i genitori, presi dai sensi di colpa, assumono in-

consapevolmente atteggiamenti iperprotettivi, destinandosi a soccombere di fronte a richieste sempre più difficili da evadere. Di rimando, la società trasmette un modello di genitori permissivi e tolleranti, che si rifugiano nel ruolo di “amici” in cerca di complicità e di relazioni compensatorie. Se è vero che per il bambino sfidare l’adulto è un segnale di indipendenza, andare oltre il limite affrontando le paure e i pericoli è segnale di intraprendenza che va canalizzata positivamente. Riconoscere il limite, accettare il “No”, è un esercizio che aiuta il bambino e l’adolescente a trasformare l’ostacolo in una nuova occasione di crescita. Ovviamente si parla di sperimentare il diniego “giustificato” da semplici spiegazioni che aiuteranno il bambino, e l’adolescente poi, a comprenderne il significato. Accade tuttavia anche a noi adulti, genitori e insegnanti, di avere sfide e dilemmi non risolti in gioventù, che proiettiamo sui nostri figli e alunni. Ciò comporta che genitori e insegnanti per primi, facciano chiarezza con se stessi e utilizzino le proprie esperienze come risorse educative significative; è

importante “ascoltare” il bisogno del bambino e “comprendere” ciò che egli intende comunicare, liberi da ogni condizionamento personale. Studi accreditati hanno dimostrato che persino il pianto del neonato può essere interpretato e che le mamme possono esercitarsi nel riconoscerlo nelle diverse situazioni; una abilità che sarà utile anche nell’età successiva. Il problema è la disponibilità all’ascolto, l’attenzione per il figlio, il prendersi “cura”, intesa soprattutto come capacità di ascolto dell’altro; una reciprocità di cui entrambi i soggetti possono be-

Peggiora nel periodo premenopausale

DI VERA ELEONORA

l Mal di testa da sindrome premestruale è una cefalea che si manifesta subito prima del flusso mestruale, in corrispondenza del brusco calo dell’estradiolo circolante e del sopravvento delle prostaglandine (che sono ormoni femminili in grado di influenzare la circolazione sanguigna a livello cerebrale). Ogni singolo attacco di emicrania si sviluppa attraverso 5 fasi: prodromo, aura, cefalea, risoluzione e

remissione. La durata dell’attacco varia da poche ore ad alcuni giorni (4-72 ore). L’emicrania mestruale insorge in genere senza “aura”; inizia da una parte sola ed è accompagnata da nausea, vomito, ipersensibilità alle luci e ai suoni e si associa con altri sintomi come stanchezza, acne, dolori alle articolazioni e stipsi. L’aura si manifesta nel 20% del-

le donne ed è caratterizzata dalla comparsa di sintomi neurologici secondari della durata di 5-20 minuti (mai più di 60). I sintomi neurologici focali sono: disturbi visivi, sensoriali o motori che precedono l’insorgenza del mal di testa. La causa sono gli estrogeni, gli ormoni femminili che regolano le fluttuazioni del ciclo mestruale e che, non appena il flusso ha inizio, subiscono un brusco calo. Generalmente si distingue: • Emicrania mestruale pura: gli attacchi compaiono da due giorni prima a tre giorni dopo il ciclo mestruale in almeno due cicli su tre e sono assenti tra un ciclo e l’altro. • Emicrania correlata alle mestruazioni (la forma più frequente): gli attacchi di mal di testa compaiono sempre con la cadenza delle mestruazioni, ma si possono verificare anche lontano dal ciclo. • Emicrania da contraccettivi orali: gli attacchi di mal di testa si manifestano esclusivamente nella settimana di sospensione della pillola. Allora cosa fare per contrastare il dolore ?

In primis bisogna annotare con cura frequenza, durata, comparsa e correlazione degli attacchi con il ciclo mestruale. È opportuno annotare il nome e l’efficacia dei farmaci utilizzati. Ai primi sintomi scegliere tra i triptani, gli analgesici, gli antinfiammatori non steroidei, detti Fans (mai l’Aspirina, che aumenta l’emorragia) e, nelle forme invalidanti che non rispondono ad altri farmaci sintomatici, i derivati dell’ergotamina. Per ridurre la frequenza o l’intensità delle crisi è consigliato in particolare modo il frovatriptan,

in poche parole

Benessere in corsa Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

neficiare. La pedagogia permissivista sembra ormai superata dalla esigenza, emergente dalle riflessioni sull’infanzia e sulla adolescenza, di rivedere il modello culturale ed educativo e di ristabilire un nuovo dialogo formativo tra scuola e famiglie. Leggevo un articolo interessantissimo del filosofo Umberto Galimberti in cui sottolinea quanto sia deleterio difendere i propri figli dai professori esigenti; e quanto sia invece indispensabile riconoscere e riconoscersi alleati all’azione formativa della scuola. L’insegnamento, l’apprendimento e l’educazione sono occasioni per creare quella trama di vissuti che unisce realtà e fantasia, “ragione e follia”, in un atto di mediazione tra bisogni e soddisfacimento degli stessi; per questo motivo gli insegnanti e i genitori “insieme”, dovrebbero essere in grado di intercettare e selezionare i segnali, le richieste, dando spazio e coltivando quelle significative. È intorno a queste ultime che si costruisce una personalità positiva e propositiva, disponibile e capace di orientarsi tra difficoltà e opportunità.

GINECOLOGA DI TIZIANA CELESTE

A proposito di mal di testa La cefalea mestruale è su base ormonale colpisce il 27% delle donne su scala mondiale I

17

Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

per la sua lunga durata d’azione. Vanno assunti due giorni prima dell’inizio del ciclo mestruale per la durata di sei-otto giorni. Tra gli integratori è dimostrata l’efficacia del magnesio nella terapia dell’emicrania e anche dei sintomi della sindrome premestruale. Vengono impiegati anche la vitamina B2 o riboflavina e il coenzima Q10, tuttavia per questi ultimi sono necessari ulteriori studi per confermare la loro efficacia. Quindi, cari mariti, non allarmatevi ogni volta che vostra moglie la sera si nega adducendo a scusante un improvviso mal di testa, perché il ciclo mestruale comprende anche questi retroscena.

Ad un certo punto non senti più la fatica e godi della tua corsa che si esprime per quello che è: solo un piacere. Questa è la sensazione di euforia causata dal rilascio di endorfine nel nostro corpo, un fenomeno chiamato Runner’s high. Effetti simili si riscontrano grazie ad un benessere diffuso che lo sport e l’attività fisica in generale contribuiscono a generare. Per quanto possa sembrare una attività semplice, la corsa, o meglio il running, in realtà è uno sport che richiede una buona capacità sia atletica che mentale poiché impegna a fondo sia i muscoli che il cervello. Ed è proprio per questo che i suoi benefici sono tanto consistenti. Correre, specialmente per lunghi tratti, attiva aree del cervello in genere poco utilizzate e riequilibra i nostri livelli di stress, migliorando l’umore e scaricando la tensione. Comunque, in quanto attività fisica, ci sono regole da seguire ed accorgimenti da adottare. A partire dall’abbigliamento da utilizzare: fondamentale è il ruolo delle scarpe che sono la prima difesa tra il vostro corpo e l’asfalto. Vanno scelte accuratamente in base al peso, al tipo di corsa, alla velocità cui siete soliti correre. Una scarpa sbagliata può vanificare gli effetti positivi della vostra corsa causando dolori e fastidi. Inoltre, maglie e pantaloni tecnici sono consigliabili perché generalmente più leggeri e traspiranti dei capi di cotone e sono studiati per evitare i segni dovuto allo sfregamento sulla pelle. Gli studi, come rivela il portale di Benessere.com, dimostrano che correre fa bene all’apparato cardiocircolatorio: migliora l’efficienza cardiaca, combatte l’ipertensione e aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo. A seguito dello sforzo compiuto correndo, infatti, vengono immesse in circolo delle sostanze a funzione vasodilatatrice. Il risultato è un abbassamento dei valori della pressione arteriosa. Effetti positivi sono rilevabili anche su colesterolo: aumenta quello “buono” HDL e cala drasticamente quello “cattivo” LDL, liberando i vasi sanguigni dalle ostruzioni con un significativo calo dei rischi alterazioni come ipercolesterolemia e arteriosclerosi. Uscire 3-4 volte a settimana per almeno 45 minuti può rappresentare un tangibile miglioramento della salute generale del vostro corpo. Dedicarsi a questa attività con passione e costanza vi proietterà in una nuova dimensione di benessere fisico e mentale. Irma Mecca


18

g i u g n o duemilaquattordici

in poche parole

Bambini e vacanze Viaggiare con “cucciolo al seguito” è una delle esperienze più belle da vivere in famiglia e, al contrario di quello che solitamente si è portati a pensare, non rappresenta una limitazione a patto che il viaggio venga inteso come conoscenza, cultura e godimento della natura e della diversità e piacere di stare insieme. Programmare un viaggio con un bimbo piccolo può essere motivo di ansia per i genitori che temono di trovarsi impreparati nel caso in cui accada qualcosa di imprevisto. Prima di partire è fisiologico avere un po’ di paura ed apprensione, soprattutto se si tratta del primo viaggio, ma al di là di questi comprensibili timori basta un po’ di organizzazione per superare gli eventuali piccoli inconvenienti. Una delle prime cose da fare per organizzare un viaggio con i nostri figli è preparare i documenti necessari a seconda della destinazione prescelta. Sul sito Poliziadistato.it, ci sono informazioni utili per il cittadino in cui si segnala che l’iscrizione del minore sul passaporto del genitore non è più valida dal 27.06.2012. Infatti da questa data il minore può viaggiare in Europa e all’estero solo con un documento di viaggio individuale. Al contempo i passaporti dei genitori con iscrizioni di figli minori rimangono validi per il solo titolare fino alla naturale scadenza. Tutti i minori di cittadinanza italiana per viaggiare devono essere in possesso di un documento personale valido per l’espatrio ovvero passaporto, o per i Paesi UE, anche di carta di identità valida per l’espatrio. Fino al compimento dei 14 anni, i minori italiani possono espatriare solo se accompagnati da almeno un genitore o con chi ne fa le veci (come ad esempio un tutore, un esercente la potestà genitoriale). Il passaporto del minore riporta (fatta salva diversa volontà, espressa all’atto della richiesta del passaporto) i nomi di almeno uno dei genitori in qualità di accompagnatore. Se il dato del genitore non è riportato sul passaporto del minore, al momento dell’espatrio lo stesso genitore deve poter dimostrare il rapporto di parentela attraverso, ad esempio, l’esibizione dello stato di famiglia o dell’estratto di nascita del minore. Per gli esercenti la potestà genitoriale occorre munirsi di documentazione della nomina a tutore o dell’atto di affido. Tutto ciò è necessario per impedire espatri illegali di minori per conto di terzi. Compiuti i 14 anni, invece, i bambini - ormai adolescenti - possono viaggiare senza accompagnatori sia in ambito UE che per destinazioni extra UE. Irma Mecca

DENTISTA

La prevenzione inizia a tavola

DI VALENTINA LA RICCIA

Cibi anticarie: ecco quali sono Cacao amaro e yogurt tra i cibi amici del sorriso

L

a carie è la patologia più diffusa al mondo: essa è dovuta ad alcune specie batteriche presenti nella placca, capaci di fermentare gli zuccheri e di produrre acido lattico, il quale provoca dapprima la demineralizzazione del tessuto duro dei denti e successivamente la formazione della cavità. Il Lactobacillus Acidophilus e soprattutto lo Streptococcus Mutans sono i batteri cariogeni più pericolosi. Tuttavia è necessario che essi trovino un ambiente favorevole, pertanto alcune condizioni individuali (ad esempio la scarsa cura per l’igiene orale, la peculiare anatomia dentale favorente l’instaurarsi della carie etc.), l’alimentazione (ad esempio ricca di carboidrati fermentabili) ed il tempo sono i fattori responsabili dell’eziopatogenesi della carie, insieme ai batteri. Il tempo è un elemento importante, perché i batteri cariogeni sono in grado di sviluppare la loro patogenicità solo in un ambiente acido che si forma in bocca ogni volta che mangiamo; dopo i pasti è necessario un certo lasso di tempo, circa 30 minuti, affinchè il pH si normalizzi. Se ad esempio mangiassimo un boccone ogni 30

minuti, il pH della bocca resterebbe acido più a lungo, e questa sarebbe una condizione ottimale per i batteri, che avrebbero così tutto il tempo di agire. L’igiene orale accurata e frequente, la fluoroprofilassi, la sigillatura dei solchi dei denti permanenti al momento della loro eruzione, le visite periodiche e una dieta sana sono utili a prevenire l’insorgenza della carie. Nell’ultimo collegio dei docenti di Odontoiatria tenutosi in aprile a Roma, è stato stilato un elenco di cibi che aiuterebbero a tenere lontana la carie: mirtilli ricchi di sostanze antibatteriche, yogurt che contiene fermenti lattici in grado di ridurre la proliferazione del Mutans, formaggio, funghi, cicoria e verdure crude che fungono da spazzolino da denti naturale perché ricchi di fibre. La scoperta più gradita ai golosi è che anche il cacao amaro è stato promosso tra i cibi “amici del sorriso”, infatti, mangiare un cubetto di fondente (20 g al giorno), preferibilmente non in associazione

Un “dramma” per molti studenti

ai carboidrati, oltre ad avere effetti protettivi sul sistema cardio-circolatorio, grazie agli antibatterici naturali impedisce al Mutans di produrre glucani, che sostengono il processo carioso perché favoriscono l’adesione tra i batteri. Anche caffè e vino rosso (un bicchiere per lui e mezzo bicchiere per lei al giorno) sono tra i cibi anticarie, perché ricchi di sostanze antibatteriche. Tra i chewing-gum, preferite quelli allo xilitolo perché questo zucchero è in grado di ridurre la proli-

ferazione dei batteri. Bandite dalla vostra dieta le sostanze acide o zuccherate come le bevande gassate: non fanno bene né ai denti né alla salute generale. Altri cibi acidificanti come succhi di frutta o mele,

Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

vanno accompagnati con cibi in grado di tamponarne l’acidità come il formaggio, ricco di calcio che protegge lo smalto. Inoltre le mele contengono polifenoli, antiossidanti capaci di inibire la proliferazione dei batteri cariogeni. Anche i più piccoli possono beneficiare della dieta salva sorriso, perché non è mai troppo presto per iniziare ad avere cura dei denti: sin da quando è nel pancione la dieta deve essere sana e varia, per proteggere la salute del piccolo e dei suoi denti; non date mai al vostro bebè il ciuccio o il biberon dolcificato da miele o da altre sostanze zuccherate e se i bimbi non sono allattati naturalmente, scegliete del latte artificiale contenente probiotici. Non dimenticate che anche la bocca dei bambini deve essere pulita quotidianamente (non solo denti ma anche gengive e lingua), dapprima con una garza umida e poi, quando eromperanno tutti i denti, con spazzolino e dentifricio privo di fluoro se già assume questa sostanza da altre fonti come le pastiglie. Abbiate cura anche dei denti “da latte”: assicureranno lo sviluppo sano della dentizione permanente.

PSICOLOGA DELL’APPRENDIMENTO DI ANNA MARIA ANTONUCCI

“L’impotenza” in matematica Difficoltà scolastiche vissute come mancanza di abilità: analisi psicologiche da Martin Seligman ai giorni d’oggi S e si prova a ripercorrere con la memoria il proprio vissuto di studenti, molti ricorderanno la sensazione di attrazione o di disagio, se non di vera e propria repulsione, provata verso le diverse aree dell’apprendimento scolastico: i sentimenti più ambivalenti si riscontrano da sempre soprattutto nei confronti della matematica .Quante volte si sente dire “non ci capisco niente con i numeri”, oppure “sono

negato in matematica”? Perché alcuni studenti reagiscono alle difficolta considerandole come una sfida, come un’opportunità per imparare cose nuove, mentre altri le vivono come una dolorosa condanna al fallimento o come una dimostrazione di mancanza stabile di abilita? Secondo alcune ricerche gli studenti generalmente si pongono due tipi di obiettivi nella loro attività di studio: uno centrato soprattutto sull’ottenere giudizi positivi e vincenti sulle proprie abilita ed evitare quel-

li negativi (obiettivo di prestazione), l’altro orientato al miglioramento attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze (obiettivo di padronanza). Quando nell’insegnamento/apprendimento della matematica facciamo prevalere come insegnanti o come studenti l’obiettivo di prestazione su quello della padronanza lo studente, molto preoccupato di dimostrare le proprie abilita e che incorra in una serie di fallimenti, può convincersi di non avere le capacita necessarie per far fronte a tali situazioni e che qualsiasi cosa faccia sia inutile, portandolo progressivamente a rinunciare a qualsiasi tentativo di controllo sulla situazione. Tale condizione viene definita “impotenza appresa”, perché si caratterizza per un senso di incapacità (impotenza) acquisito per effetto di ripetute esperienze di fallimento (appresa). Questo atteggiamento si sviluppa più facilmente in persone che sono solite attribuire i propri insuccessi alla mancanza stabile di abilita, cioè a una causa interna alla persona poco modificabi-

le, che riduce enormemente le aspettative di successo. Gli studi psicologici condotti da Martin Seligman, esperto di impotenza appresa, ci dicono che le persone in una o più situazioni possono apprendere di non aver controllo su ciò che accade loro

.Tale sentimento di impotenza appresa produce conseguenze a volte devastanti a livello cognitivo, motivazionale ed emozionale. Dopo una serie di insuccessi il nostro cervello si blocca “Apprende di essere impotente” traducendo questo apprendimento in un imperativo: “è meglio lasciar perdere perché non funziona!”. Naufraga così definitivamente la speranza che possa migliorare la situazione. A volte bastano solo pochi eventi negativi per costruire, nella mente, una situazione di negatività permanente.

Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

Nell’ambito della matematica si e chiamati a risolvere dei compiti che sono associati al livello intellettivo del soggetto: saper eseguire più o meno rapidamente un calcolo o saper risolvere o meno un problema e rispettivamente indice di un buon o scarso livello intellettivo. Riuscire ad affrontare con successo questi compiti implica potersi dare forti motivi di gratificazione e soddisfazione, fallire, invece, comporta spesso sfiducia, senso di impotenza e scarsa stima di se. Gli insegnanti dovrebbero poter assicurare agli studenti corsi di matematica adeguati alle loro capacita insegnando l’importanza di obiettivi di padronanza piuttosto che di prestazione. Bisognerebbe dare più enfasi ai processi di comprensione e meno peso alla correzione delle risposte, cosi da ridurre il drastico impatto del feedback negativo per ciascuna risposta sbagliata. Tale atteggiamento incoraggerebbe un comportamento più rischioso da parte degli studenti, cioè più predisposto alla prova e alla sfida senza eccessivo timore per i possibili errori e potrebbe ridurre gli abbandoni e il rifiuto di questa importante disciplina.


g i u g n o duemilaquattordici

L’olio è ricco di “grassi essenziali”

ESPERTA IN NUTRIZIONE DI GIOVANNA

BRUNO

Condimenti, cosa c’è da sapere Alcune idee per portare in tavola Omega 3 e 6: nelle giuste dosi, regalano benefici a cascata O gni volta che si usa l’olio sale il senso di colpa? Sbagliato. Perché, anche se è un condimento ricco di calorie, contiene alcuni grassi, detti “essenziali”, indispensabili per la nostra salute. Parliamo degli acidi grassi Omega 3 e 6, che, Infatti, proteggono il cuore e le malattie cardiovascolari mantenendo le arterie pulite, combattono lo stress perché garantiscono il buon funzionamento delle cellule del sistema nervoso, rendono bella la pelle perché contribuiscono alla formazione del film idrolipidico da

parte delle ghiandole sebacee a livello della cute e del cuoio capelluto. Non fanno ingrassare e nelle giuste dosi hanno la capacità di modulare l’azione dell’insulina, che regola la concentrazione di zuccheri nel sangue. Pertanto la ricchezza di “grassi

buoni” è importante nella scelta di un condimento, ma conta anche la percentuale di grassi “cattivi” (saturi), ecco perché l’olio di oliva va preferito al burro. Il fabbisogno di acidi grassi essenziali Omega 3 varia da 1 a 4,5 grammi al giorno e può essere coperto in parte con gli olii, ma anche con il pesce, la frutta a guscio e i semi. I condimenti ricchi di Omega 6 sono presenti in molti cibi di produzione industriale, pertanto il fabbisogno giornaliero, che dovrebbe essere di 5 grammi al giorno, viene raggiunto più facilmente rispetto a quello degli Omega 3. Per iniziare a fare il pieno di Omega 3, magari evitando un’integrazione alla dieta, potremmo iniziare a condire i nostri piatti con la giusta quantità di grassi buoni. Infatti potremmo iniziare ad usare un cucchiaino di olio di semi di lino al giorno, rigorosamente a crudo per condire le verdure, oppure mescolarlo ad un po’ di lievito in scaglie e spalmarlo sul pane. Con 5 grammi di questo condimento si assumono circa 2 grammi di Omega 3. L’olio extravergine di oliva non è il più ricco di Omega 3 ma è ricco di antios-

sidanti naturali. Per variare i condimenti potremmo anche fare uso di olio di soia o di noci, mescolandoli all’aceto di mele e alla senape. Mangiare pesce almeno tre volte alla settimana, mangiare tre noci al giorno, aggiungere i semi di lino alle insalate o al muesli della prima colazione contribuisce a fare il pieno di Omega 3. Carne di tacchino, ricotta di pecora sono altre fonti, anche se minori, di Omega 3. Per non rischiare di esagerare con gli Omega 6, invece, basterebbe variare l’alimentazione scegliendo il più possibile cibi freschi e riducendo il consumo di snack e prodotti da forno industriali. Diverse idee a tavola possono aiutarci a mantenere corretto il rap-

porto Omega 3/Omega 6. Pesto ai semi di lino, finta maionese, salse di ricotta e olio di noci sono dei perfet-

Cosa c’è da sapere per una sana “tintarella”

Filtri chimiche e creme solari I rischi degli “abusi” di protezione solare E’ arrivata l’estate e finalmente si respira aria di vacanze, di mare, di lunghe passeggiate nei boschi e si corre all’acquisto di creme solari. Durante il periodo estivo non mancano richieste al Centro Antiveleni inerenti la sicurezza delle creme solari o olii autoabbronzanti magari acquistati in mercatini o bazar a pochi euro (spesso esposti anche al sole). Non mancano richieste di interventi per eventuali reazione avverse in seguito all’utilizzo di questi prodotti quali rash cutanei, dermatiti e altri “problemini” che vedono coinvolti soprattutto i più piccoli e gli anziani. Infatti, sempre più spesso si assiste ad un uso non idoneo delle creme solari. Esporsi ai raggi solari, infatti, è dannoso per la pelle e può provocare rughe, invecchiamento della pelle, ed altro. Ma nessuno vuole rinunciare alla tintarella che, spesso e volentieri, si desidera prendere rapidamente. E’ proprio l’abuso a provocare problemi alla pelle, ad incidere in modo determinante sull’intero organismo ed essere fonte di inquinamento ambientale. Il motivo? Le creme solari contengono filtri chimici. In pratica esporsi eccessivamente ai raggi solari fa male, nello stesso modo l’uso

inconsiderevole di creme solari potrebbe essere fonte di pericolo per i bambini, creando un effetto boomerang, quel simpatico giochino che torna indietro. Allora l’abuso di creme solari fa male? Fino a poco tempo fa si pensava che questi prodotti fossero utili e non avessero alcuna tossicità. Sono, invece, aumentate le segnalazioni di intolleranze ai filtri solari, di dermatiti e, più recentemente, di assorbimento dei filtri chimici con effetti collaterali sull’intero organismo. Le mamme che scrupolosamente ricoprono di crema solare i bambini, allora sbagliano? “Nì”, perché il problema maggiore può essere l’utilizzo di prodotti di dubbia provenienza. E ancor più e perché espongono i propri piccoli all’assorbimento dei filtri chimici e lasciano loro al sole troppo a lungo. Nel portale della salute della Comunità Europea è raccomandato di non usare creme solari sui bambini fino ai 4 anni di età. I consigli da seguire • “SI” Utilizziamo creme solari, ma

acquistiamo prodotti di buona qualità e impariamo a leggere l’etichetta. La Commissione Europea ha raccomandato che in etichetta non deve comparire la dicitura “schermo totale” o “prevenzione per tutto il giorno”; • Le creme solari hanno una scadenza: i residui dell’anno precedente non hanno più alcuna efficacia protettiva; • I bambini non andrebbero esposti al sole diretto, ma protetti con gli appositi costumi coprenti, e sarebbe meglio con maglietta, cappello e occhiali. Solo le poche aree non coperte vanno spalmate con crema solare. La protezione ideale è quella molto alta fattore di protezione 50+; • Utilizziamo la crema solare olio o quant’altro in maniera attenta quindi due o tre volte al massimo e subito dopo non andiamo a fare il bagno in mare; • Evitiamo le ore più calde del giorno e questo è consigliabile per tutti, grandi e piccoli; Un altro quesito è se si prende il sole coperti, non si rischia di sviluppare poca vitamina D e, quindi, ma-

Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

ti esempi di come una tavola salutare diventa anche gustosa e ricercata. Attenzione al burro e alla margarina. Il burro contiene acidi grassi essenziali ma è altrettanto ricco di acidi grassi saturi, dannosi per la salute delle arterie. La margarina può essere usata ogni tanto purché non sia prodotta con un procedimento chimico di idrogenazione ma come emulsione di olii vegetali e acqua a freddo, seguendo quindi un processo fisico. In questo modo i grassi non si alterano e non diventano pericolosi per la salute e gli Omega 3 presenti naturalmente negli olii utilizzati si mantengono integri. Per essere certi, invece, che l’olio contenga grassi buoni, la spremitura deve essere effettuata a freddo, ossia senza usare sostanze chimiche e senza scaldare il prodotto. Questo perché le alte temperature ossidano gli acidi grassi. Meglio se il prodotto viene conservato in una bottiglia scura, perché la luce tende a degradarlo. Attenzione al tempo minimo di conservazione e alla scadenza per godere al meglio delle sue proprietà.

MEDICO CAV DI ANNA LEPORE Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

nifestare osteoporosi? No. La potenzialità di sviluppare vitamina D è individuale e non è vero che se ci si espone di più al sole se ne attiva di più. Inoltre, è sufficiente la luce del giorno che arriva nelle aree scoperte (volto, braccia, gambe) per il fabbisogno di vitamina D. Potrebbe risultare una cosa di poco conto, ma vogliamo accennarvi anche a quanto danno possono provocare gli agenti chimici che poi immancabilmente portiamo in mare. Gli ecologisti hanno considerato questo comportamento l’unico esempio di permesso di scaricare sostanze chimiche tossiche direttamente in mare. In effetti i filtri solari sono certamente inquinanti per l’ecosistema delle acque così come lo sono molti eccipienti attualmente in uso nelle creme come, per esempio, i siliconi e gli acrilati. La conclusione: non compriamo più creme? No, non è questo il nostro consiglio. Anzi, andiamo a comprarla ma impariamo a moderarci. La moderazione nel consumo di tanti prodotti, sostanze ed altro comporterà uno stato di benessere non solo per noi ma anche per chi ci sta accanto e per l’ambiente dove viviamo. Il CAV è disponibile a fornire qualsivoglia informazione per evitare e prevenire inconvenienti poco piacevoli che possono o potrebbero diventare pericolosi.

19

in poche parole

Accesso vietato ...ai bambini? “Qui i bambini non possono entrare”. Prende piede la tendenza “No Kids” e ad annunciare questa discriminante, nonché offensiva moda attuale è il portale di Repubblica. Alcuni ristoranti, hotel, voli aerei, stabilimenti balneari diventano vietati ai minori. Piangono, corrono avanti e indietro, giocano, sono rumorosi. Per carità. Meglio tener lontani i bambini da pizzerie, negozi, aerei, e godersi il tempo libero in santa pace. La “No Kids Zone” è ormai una tendenza sempre più diffusa a livello globale. Nato in Usa ed esportato in Europa, il fenomeno ha contagiato anche i Paesi del nord, notoriamente molto attenti alle esigenze della famiglia. E in Italia sono sempre più numerosi i luoghi che sposano questa idea. I colossi dell’imprenditoria, che sulle esigenze dei potenziali clienti costruiscono floride strategie di marketing, non potevano lasciarsi sfuggire un’opportunità del genere, e non è un caso che esistano anche voli “childfree”, come quelli per Creta e Gran Canaria organizzati dalla compagnia inglese Thomas Cook Airlines, per lo più diretti verso villaggi e hotel che condividono la stessa filosofia. Negli Stati Uniti, infine, la National Transportation Safety Board, agenzia che si occupa di sicurezza sugli aeroplani, ha scritto alla Federal Aviation Administration per far introdurre la regola “un passeggero-un posto”, vero e proprio dissuasore di mobilità infantile. La “moda” si sta espandendo a macchia d’olio anche tra resort e ristoranti e persino nei Paesi notoriamente “children friendly” del nord Europa. Nel Belpaese, pur non vigendo alcun divieto ufficiale, un target adulto è infatti preferito da tanti resort esclusivi, come l’hotel Mont Blanc in Valle d’Aosta, l’Alpin Garden in Val Gardena, il Palazzo Hedone a Scicli, provincia di Ragusa, l’Antico Casale di San Gimignano o la Scalinatella di Capri, piccolo ed elegantissimo cinque stelle arrampicato su via Tragara e considerato uno dei luoghi più suggestivi in cui soggiornare. Posti bellissimi, che con la postilla “No Kids” garantiscono ai clienti il valore aggiunto di un soggiorno all’insegna della pace e del relax. “E’ una regola che abbiamo adottato sette anni fa e i nostri clienti sono felici così: quelli a cui non piace possono andare da qualche altra parte”, fanno sapere dal ristorante-pizzeria-pasticceria Sirani a Bagnolo Mella, nel bresciano, dove i bambini sotto i dieci anni possono entrare solo prima delle 21. Eppure, come spiega Barbara Casillo, direttore di Confindustria Alberghi, “non è possibile vietare l’ingresso ai bambini, lo proibisce la legge. Un albergatore è tenuto a respingere un cliente soltanto se non ha con sé un documento di identità”. Irma Mecca


20

g i u g n o duemilaquattordici

in poche parole

Serotonina? Aiuta l’intimità L’ormone dell’amore romantico: la serotonina, un neurotrasmettitore prodotto nel cervello a partire dall’amminoacido triptofano. Secondo uno studio condotto dall’Università di Oxford e pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry, questa sostanza potrebbe influenzare il modo in cui viene percepita, e quindi anche vissuta, una love story. Questo è quanto viene riportato su Galileo.net. I ricercatori hanno sottoposto due gruppi di volontari a una dieta a basso contenuto proteico per un giorno (meno di 20 grammi di proteine). Successivamente, al primo gruppo è stato servito un drink a base di triptofano, essenziale nella sintesi della serotonina. Al secondo gruppo, invece, è stata data una bevanda priva dell’amminoacido in questione. Poi, a cinque ore di distanza dal drink, a tutti sono state mostrate delle fotografie di coppie: le persone che avevano bevuto il cocktail al triptofano, la cui attività serotoninica era dunque aumentata, hanno considerato le relazioni mostrate nelle immagini come più “intime” e “romantiche” rispetto al gruppo di controllo, i cui livelli di serotonina erano rimasti invariati. “La serotonina è fondamentale per i comportamenti sociali”, ha spiegato Robert Rogers, professore di Neuroscienze Cognitive ad Oxford. Inoltre, svolge un ruolo significativo in disordini psicologici come la depressione. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – era quello di osservare se l’attività serotoninica fosse o meno in grado di influenzare i nostri giudizi sulle relazioni personali degli altri. Dai risultati è emerso che sì, variazioni nell’attività di questo neurotrasmettitore possono influire su come ci appare l’intimità”. Secondo i ricercatori, lo studio dimostra come le relazioni siano influenzate da processi che vanno oltre la consapevolezza e il controllo. La serotonina, in particolare, è spesso soprannominata “ormone del buonumore”. Diversi studi, infatti, hanno mostrato che gli episodi di depressione sono spesso associati a una funzione diminuita della serotonina. “Quando si è depressi – ha precisato Rogers – diminuisce la capacità di stabilire rapporti con gli altri. Si tratta di un sintomo vessante, comune anche ad altri disordini psichiatrici”. L’ipotesi di Rogers è che a causare il peggioramento delle relazioni personali che di solito si accompagna alla depressione possa essere, almeno in parte, un abbassamento dell’attività serotoninica. “Lo studio è ancora marginale, ma lo stesso pattern che abbiamo osservato per la valutazione delle immagini potrebbe benissimo essere esteso al modo in cui percepiamo i nostri stessi rapporti”. Irma Mecca

Nuove norme a tutela dei consumatori

MOVIMENTO CONSUMATORI

Nuova direttiva sul tabacco: Addio ai pacchetti da dieci Stop alle aromatizzate, le strategie per dissuadere i più giovani I l 19 maggio scorso è entrata in vigore la direttiva UE 3 aprile 2014, n. 40, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati. Definita dal Commissario Europeo per la salute “una conquista per la politica in materia di salute pubblica dell’Ue”, la nuova Direttiva ha abrogato e sostituito la direttiva 2001/37/CE. Nell’intento di agevolare il buon funzionamento del mercato interno dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati, sulla base di un livello elevato di protezione della salute umana, soprattutto per i giovani, e adempiere agli obblighi dell’Unione previsti dalla convenzione quadro dell’OMS per la lotta al tabagismo (FCTC), la direttiva ha l’obiettivo di ravvicinare le disposizioni normative degli Stati membri riguardanti, in particolare:

a) gli ingredienti e le emissioni dei prodotti del tabacco e i relativi obblighi di segnalazione, compresi i livelli massimi di emissioni di catrame, nicotina e monossido di carbonio delle sigarette; b)alcuni aspetti dell’etichettatura e del confezionamento dei prodotti del tabacco; c) il divieto di immissione sul mercato del tabacco per uso orale; d)l’immissione sul mercato e l’etichettatura di alcuni prodotti correlati ai prodotti del tabacco, ossia le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica e i prodotti da fumo a base di erbe. Le nuove regole assicureranno che il tabacco e i prodotti ad esso correla-

ti e venduti sul mercato europeo abbiano l’aspetto e il gusto di tabacco. Il tutto con l’intento di ridurre il numero di chi inizia a fumare. Trattasi di vere e proprie strategie per dissuadere i più giovani, categoria più a rischio, se si considera che il 70% dei fumatori inizia a fumare ancora minorenne, dalla tentazione del fumo. In che modo? Aumentando l’area del pacchetto di sigarette (o

di tabacco) coperta dalle avvertenze per la salute, davanti e dietro, fino al 65%, facendo ricorso ad immagini shock, sicuramente più d’impatto rispetto alle scritte (che comunque, troveranno posto sui lati), bandendo dalla circolazione i pacchetti con meno di 20 sigaret-

Soglie e documenti per l’istanza da presentare

DI ROSANGELA LORISO

Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

te, meno costosi e quindi più accessibili ai giovani, vietando l’uso di aromi profumati come mentolo, vaniglia o frutta. Il tabacco, infatti, dovrà sapere di tabacco, e non essere reso più appetibile con aggiunte di aromi e profumi. Con riguardo, invece alla commercializzazione delle sigarette elettroniche, due le opzioni per regolamentare il mercato delle medesime. Gli Stati membri potranno decidere se commercializzarle come prodotti per aiutare a smettere di fumare e in questo caso, saranno regolamentate come medicinali, ovvero se commercializzarle come prodotti da tabacco, con tutta un serie di limiti quali, solo per fare un esempio, la concentrazione massima di nicotina potrà essere di 20mg/ml, la taglia massima della cartuccia interna ricaricabile sarà di 2ml, e quella del flaconcino di ricarica di 10ml. Queste le novità della Direttiva sul tabacco; spetterà ora agli Stati membri, entro 2 anni, recepire la Direttiva e implementarla nella legislazione nazionale.

50&PIÙ ENASCO DI FLOREDANA ARNÒ

Invalidità civile in primo piano E per l’erogazione, tempi rapidi grazie alle procedure on-line S ono in salvo anche quest’anno le pensioni agli invalidi civili. Ai fini della loro concessione, infatti, si tiene conto del solo reddito del beneficiario della prestazione, con esclusione di quelli eventualmente percepiti dagli altri componenti del nucleo familiare a cominciare dal coniuge. Con il decreto legge n. 76 del 2013 è stata posta la parola fine alla querelle scoppiata tra gli invalidi e l’Inps, a seguito di un intervento della Corte di Cassazione che aveva stabilito che le prestazioni di invalidità dovessero esser erogate in conformità ai limiti reddituali riferiti non solo all’invalido ma anche al nucleo familiare compreso il coniuge. Sulla questione, grazie anche alla dura posizione delle associazioni dei pensionati, compresa la 50&Più, tutto si è risolto al meglio. Gli invalidi, dunque, potranno ottenere i trattamenti di invalidità in base solo al proprio reddito e senza tener conto di eventuali redditi familiari. Per quanto riguarda, invece, le soluzioni di lavoro adottate dall’Inps, tramite le procedure informatiche, le liquidazioni di queste prestazioni sono decisamente migliorate, con tempi più rapidi. Quanto ai requisiti per il diritto all’invalidità e l’assegno di accompagno nulla è cambiato e allo stato attuale sono considerati invalidi tutti coloro affetti da minora-

zioni di vario tipo non riconducibili a causa di guerra, di servizio e di lavoro, ovvero: i cittadini di età compresa tra i 18 e i 65 anni affetti da menomazioni congenite o acquisite che comportano una riduzione della capacità di lavoro non inferiore ad 1/3; i minori di 18 anni con difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie dell’età; i cittadini con più di 65 anni non autosufficienti. In base al grado d’invalidità, si possono ottenere i seguenti benefici: il 33,33% è la soglia minima per essere considerato invalido ed avere diritto alle prestazioni protesiche e ortopediche; il 46% consente all’invalido di ottenere l’iscrizione nelle liste speciali del collocamento obbligatorio; il 74% è la soglia invece per ottenere l’assegno economico mensile di assistenza. L’assegno di assistenza Agli invalidi con età tra i 18 e 65 anni ed un grado di invalidità compreso tra il 74 e il 99%, spetta un assegno mensile di assistenza per 13

mensilità. Per fruire dell’assegno pari a € 279,19 mensili - l’invalido deve essere disoccupato, residente in Italia e avere un reddito annuo personale che non superi un determinato limite (€ 4.795,57 per il 2014). La dichiarazione va inviata all’INPS entro il 20 giugno. La pensione di inabilità Spetta agli invalidi ai quali sia stata riconosciuta un’inabilità lavorativa totale e permanente del 100%. L’importo è pari a quello stabilito per l’assegno di assistenza, ma le condizioni di accesso anche se al momento restano più facili, in quanto il limite di reddito annuo personale è molto più elevato (€ 16.449,85 per il

Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

2014), c’è da augurarsi che detto limite reddituale non venga modificato dalla legge e resti riferito solo al titolare della pensione non anche al coniuge. L’indennità di accompagno E’ un sostegno economico che viene erogato a quanti non sono in grado di camminare o compiere autonomamente gli atti della quotidianità. L’importo dell’indennità è pari a € 504,07 mensili, per 12 mensilità. Detta prestazione viene erogata a prescindere dall’età e dalle condizioni economiche dell’interessato. Non è legata alla composizione del nucleo familiare, non è reversibile e non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorative. E’ cumulabile con la pensione d’inabilità e con altre prestazioni spettanti per altre minorazioni civili ai ciechi e ai sordomuti. Sono esclusi dal beneficio gli invalidi ricoverati gratuitamente presso strutture pubbliche (anche lungodegenza o riabilitazione). Per qualunque informazione ci si può rivolgere agli uffici del Patronato 50&Più Enasco e del Caf.


g i u g n o duemilaquattordici

cucina

Idee semplici e veloci per stupire gli ospiti

Sfiziosità

‘VEGAN’ per l’estate L’aperitivo da gustare senza sensi di colpa

L

’arrivo dell’estate significa maggiore tempo libero da trascorrere con gli amici, magari gustando gelati e aperitivi. Ogni sfiziosità però è un attentato alla prova costume: al posto di fare rinunce in nome della linea, si può provare la cucina vegana. Le regole base. Versione ristretta della dieta vegetariana, i piatti di questa alimentazione sono preparati escludendo l’uso di prodotti animali e i loro derivati: carne, pesce, latticini, uova, miele e pappa reale. Gli ingredienti concessi invece sono biologici o comunque di stagione. Le modalità di cottura più utilizzate sono il vapore, la griglia, la bollitura e il forno; i condimenti sono ridotti: poco olio, magari diluito con l’acqua e utilizzo di sale marino quando serve. Altrimenti via libera alle spezie. Chi decide di adottare questo regime alimentare dovrebbe però assumere integratori o cibi vegan con sostanze nutritive analoghe a quelle dei cibi esclusi, per una dieta equilibrata.

Aperitivo vegan. Questi segreti della cucina vegan possono essere usati per preparare un aperitivo dietetico e sano. Patatine e salatini? Sostituiscili con frutta secca, disponibile in commercio anche già pulita e sgusciata. Ospiti sazi e felici? Non far mancare una portata di insalata condita con ortaggi di stagione o legumi. I legumi sono un altro piatto forte della cucina vegan: servili lessi in monoporzioni al posto di pasta o

rustici. Offri pure piadine con ripieno vegetariano e insaporisci i tuoi piatti con i semi come quelli di sesamo e di girasole. Proponi pure i tramezzini ma sostituisci il pane classico con quello integrale o di riso.

Stupisci con il finger food di patate: fai bollire le patate piccole e tagliale a metà, usando la base per appoggiare peperoni e cipollotti cosi da poterli gustare in un solo boccone. Le zucchine sono un altro ortaggio tipico dell’estate: tagliate a rondelle e svuotate della polpa, possono essere riempite con pangrattato, sedano, cipolla, pomodori secchi e quanto suggerisce la fantasia, dopo un passaggio nel mixer degli ingredienti. Il risultato sarà una portata di zushi, un sushi di verdure crude alternativo. Voglia di carne grigliata? Sorprendi i tuoi ospiti con spiedini vegetariani (vedi la ricetta). Infine non cadere sulle bibite: prepara colorati centrifugati di frutta o verdura e decora come i cocktail, bastano anche degli ombrellini infilzati in una fetta di limone per un puro sorso di estate. Dalila Campanile

Ricette gustose Spiedini sorpresa Ingredienti (per 2 spiedini): 1 carota, 1 zucchina, 4 foglie di cappuccio, 1/2 confezione di lenticchie cotte, 2 C di maionese vegana, 2 C di pangrattato, spezie e aromi a piacere (es. erbe secche per arrosti, rosmarino secco, paprika e sale), olio Preparazione: Lessare in acqua salata carota e zucchina tagliate a tocchetti. Scottare appena le foglie di cappuccio. A parte, preparare il ripieno degli involtini schiacciando le lenticchie con spezie, maionese e pangrattato. Formare delle palline e avvolgerle nelle foglie di cappuccio. Comporre gli spiedini alternando involtini e verdure. Scaldare una griglia, ungerne il fondo passandoci una carta assorbente e mettere gli spiedini a grigliare, rigirandoli il più possibile, in modo che cuociano in maniera uniforme. Appena saranno ben grigliati servirli, accompagnandoli con un’insalatina mista e patate arrosto.

21


22

g i u g n o duemilaquattordici


cultura&spettacolo

a cura di Maria Grazia Frisaldi

Concorso per autori, attori e cabarettisti

g i u g n o duemilaquattordici

23

Nasce il Fronte Danzatrici Foggiane

‘Grand Prix del Teatro’ straOrdinaria Aritmia A Foggia la fase finale con Virginia Barrett La danza orientale conquista lo ‘Scurìa’ U A nticipando sulle colonne di 6Donna il progetto musicale ‘La fantasiosissima Nullastopoli’, Virginia Barrett - attrice e musicista di origini foggiane - aveva promesso che sarebbe presto tornata in città, con nuove iniziative e progettualità culturali. E così sarà. Dopo la tappa foggiana del musical che ha ideato e diretto, Virginia tornerà a Foggia per la serata finale della prima edizione del ‘Grand Prix del Teatro’, primo concorso itinerante nazionale organizzato dall’associazione Naschira ed ideato dalla stessa Barrett per scoprire e valorizzare autori, attori e cabarettisti. Le prove di qualifica hanno interessato numerose città d’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, con una tappa anche a Foggia, alla “Taverna del Gufo”, storica fucina di talenti. Ed è proprio nel capoluogo dauno che il prossimo 18 giugno si terrà la fase finale del concorso con le Semifinali ospitate negli spazi del Cineporto dell’Apulia Film Commission e le Finali nazionali in una Serata di Gala prevista al Tennis Club. Al concorso hanno partecipato attori e cabarettisti dai 14 anni in su, iscritti nelle sezioni del teatro classico, o contemporaneo; teatro della tradizione popolare o cabaret, con particolare attenzione ai testi degli autori in gara. Inoltre nella categoria Baby sono ammessi bambini di età compresa tra i 6 ed i 13 anni. “Nel ‘Grand Prix del Teatro’ - sottolinea Virginia Barrett - siamo noi che ci muoviamo e raggiungiamo gli artisti, autori o interpreti, nelle sedi dove studiano o lavorano

con sacrificio, offrendo loro opportunità di inserimento in progetti teatrali, cinematografici e televisivi”. La giuria d’eccezione, nella fase finale, sarà composta da Giuseppe Pambieri e Pippo Franco in qualità di presidenti, e da Enrico Bernard (autore e regista teatrale e cinematografico) e Daniele Giakketta (autore di programmi radiofonici e televisivi) come direttori artistici del concorso. Il 19 giugno, sempre a Foggia, tutti i concorrenti ammessi alla Fase Finale potranno partecipare allo Stage - Dibattito Interattivo tenuto dai membri della giuria. Un ulteriore regalo offerto dal direttivo del concorso a tutti i semifinalisti.

(Ri)nasce l’Auditorium Santa Chiara

Sotto la stella di Apulia felix Volpe: “Sarà una casa per la cultura”

L

e aspettative sono state realizzate, gli auspici concretizzati, il cammino già tracciato. La buona stella sotto la quale (ri)nasce l’Auditorium Santa Chiara, a Foggia, grazie al prezioso lavoro di recupero e valorizzazione ad opera della Fondazione Apulia felix, segna una nuova strada, illumina il centro storico cittadino. A pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo corso della struttura di via Arpi, chiesa chiusa al culto dal 1932, il cartellone “Cultura felix - Le arti in festa” ha offerto una settimana di iniziative culturali, tutte ad ingresso libero. Un piccolo assaggio del progetto – ben più ampio - da realizzare attorno all’Auditorium Santa Chiara. “Ovvero - spiega Giuliano Volpe, presidente della Fondazione - trasformare la struttura in un centro culturale polifunzionale e di produzione di eventi, catalizzatore e moltiplicatore di opportunità, risorse, energie e idee innovative”. L’obiettivo della Fondazione - creata e sostenuta da un gruppo di privati, una sorta di imprenditori-mecenati - è quello di “dare nuovi impulsi alla crescita del territorio legando il

futuro agli investimenti in formazione e cultura”, spiega ancora Volpe. “L’auspicio è che l’Auditorium possa diventare, in breve tempo, una nuova casa per la cultura nel cuore del centro storico cittadino con un’ampia offerta di eventi di altissimo spessore artistico”. Un luogo, dunque, aperto: di incontro, di confronto e di elaborazione di idee e progetti per la Capitanata. “Desideriamo sperimentare una modalità nuova di gestione, che contribuisca a rendere l’Auditorium un luogo della progettualità diffusa, in grado di valorizzare e stimolare il ricco patrimonio umano e creativo del nostro territorio”. Un progetto reso possibile grazie allo sforzo economico di imprenditori e aziende private, grazie all’Amministrazione comunale che ha concesso, con una convenzione ventennale, la gestione della struttura ad Apulia felix e grazie alla Diocesi di Foggia, proprietaria del monumento, che ne ha approvato la destinazione d’uso. A tenere a battesimo la nuova vita della struttura di via Arpi è stato il sottosegretario ai Beni e le Attività e Culturali, Ilaria Borletti Buitoni

ndici danzatrici, altrettanti sguardi sulle diverse declinazioni della danza orientale; un unico percorso che va dal popolare al contemporaneo, transitando per il tribale e per il classico stile “oriental”. Tutto questo è ‘Storie di ordinaria aritmìa’, lo spettacolo presentato negli spazi del Centro Sociale Scurìa di Foggia dal Fronte Danzatrici Foggiane. “Un nome collettivo e condiviso, sotto il quale, per la prima volta, le danzatrici orientali foggiane si sono riunite per contribuire e sostenere con la danza la ragion d’essere del centro sociale”, spiega Ada Santamaria. Insieme a lei, nel Fdf ci sono Sara De Vita (in arte Sahara Amira), Marianna Di Vito, Antonella Inicorbaf, Anna Muscatiello (in arte Anya Sahar), Daniela Speranza, Daniela Tibollo e Francesca Trisciuoglio Capozzi. ‘Storie di ordinaria aritmìa’ è stato uno spettacolo nato e vissuto dal basso, in un luogo nato e vissuto dal basso. Interpretazioni, discorsi sincopati, proposte, sperimentazioni che accomunano le danzatrici ed il luogo che percorreranno con i loro passi. Storie aritmiche, appunto, che escono dagli ingranaggi del precostituito, che nascono dall’incontro di stili diversi e non sempre si fondono. “Siamo riuscite, com’era nel nostro intento, a far conoscere lo Scurìa ai tanti che vi si sono avvicinati per la prima volta, ammirando quanto svolto nelle settimane di occupazione dal Collettivo 0881, e abbiamo mostrato al pubblico presente la varietà di stili della danza orientale, attraverso esibizioni singole, di

gruppo, ed un gran finale che ci ha viste tutte coinvolte in una performance molto suggestiva in cui abbiamo utilizzato come strumenti i veli”. Di fatto, con la serata del 7 giugno, si è venuto a creare un nuovo contatto, uno spin-off culturale. “Ci auguriamo di continuare a diffondere la danza orientale in una città che ha fortemente bisogno di nuovi stimoli culturali e di lasciarsi alle spalle una grettezza che non deve appartenerle. Nelle nostre intenzioni c’è voglia di promozione culturale, c’è il desiderio di continuare a sostenere con azioni di protesta pacifica – attraverso la danza, appunto – realtà territoriali che vivono stati di profondo disagio. Il nostro prossimo obiettivo - conclude Ada - è una raccolta fondi per le spese di gestione del locale “Adottami”: siamo già al lavoro per un nuovo spettacolo”.


24

g i u g n o duemilaquattordici


6Donna #6 94