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Inchiesta Truffe sotto l’albero

SocietĂ  Lettera a Babbo Natale

Viaggi Stress da feste? Evasioni romantiche

e t s e F e n o u B Per la foto in copertina si ringrazia:

MARIA NATALE C.so V. Emanuele, 58 - Foggia C.so Manfredi,229 - Manfredonia


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Buone Feste

sommario

ditoriale di ANNA RUSSO

Aristotele diceva che tutte le cose hanno un inizio e una fine e, proprio per questo, aggiungo io, vanno vissute fino in fondo. Così è, inevitabilmente, per le vicende umane, un vortice di incontri, scambi di esperienze e “umanità” appunto, che, per un motivo o per l’altro, si esauriscono in un certo momento, fino a concludersi. Così è anche per la collaborazione tra me e 6Donna che termina con il numero di dicembre. Otto anni sono passati da quando ho iniziato questa avventura, in una redazione che all’inizio era davvero ad uno stadio embrionale, ma che pian piano è andata popolandosi di ragazze straordinarie che hanno arricchito, grazie alla loro passione per la professione giornalistica, le pagine di tutti questi anni di storie, inchieste, racconti, raccogliendo le proteste, le paure e i tanti desideri della comunità. Ero spaventata all’inizio perché si trattava di una esperienza nuova per me che venivo dal mondo della Televisione ma poi, come per tutte le cose, dopo ogni fase (canonica) di assestamento, i tasselli sono andati ad inserirsi al loro posto. In un momento storico così difficile è sempre stato per me un orgoglio rappresentare una testata che riusciva a sopravvive e a barcamenarsi nel mare tempestoso della crisi economica più tremenda degli ultimi decenni. E questo grazie alla caparbietà della Proprietà e di tutti coloro che hanno investito in energie per far sì che ogni mese 6Donna entrasse nelle vostre case. Per questo è d’obbligo per me ringraziare tutto lo staff della Publicentro, dall’editore alla direzione commerciale, sino ai ragazzi della grafica che mi hanno accompagnato in questo lungo cammino. Che però ora per me finisce qui. Ma non per la redazione, a cui auguro di continuare con lo stesso impegno e la stessa voglia e dedizione. Buon Natale a tutti.

4 Personaggio del mese • Una carriera da “mosca bianca” 5 Attualità • Anna Nobili, la cubista diventata suora • A teatro “Ferite a morte” 6 Inchiesta • Il pericolo incombe sotto l’albero? Occhio a truffe e raggiri, sia in casa che on-line 8 Cittadina • Caro Babbo Natale, ti scrivo... 12 Natale a tavola • Un Dolce Natale 14 Arredare • A merry shabby christmas 15 Appuntamenti di Natale • Natale di solidarietà • VIIIa Mostra di Arte Presepiale 17 Rubriche 21 Benessere • L’olio dalle mille sorprese 22 Viaggi • A casa di Babbo Natale • Stress da feste? Regalatevi un’evasione romantica

UNA DOMENICA AL CINEMA CON NEONATI AL SEGUITO Secondo appuntamento con il format "Al cinema col bebè" di comenasceunamamma.it, la rassegna cinematografica Pugliese che riporta nelle sale neomamme e neopapà con bimbi al seguito. Le proiezioni pomeridiane sono infatti studiate in base alle esigenze dei bebè: una sala dedicata con luci soffuse e volume ridotto; una zona cambio appositamente allestita grazie alla collaborazione con un

prestigioso marchio come Prenatal; un parcheggio passeggini ed un cadeaux per tutte le neo famiglie. Grazie alla collaborazione del multiplex La Città del Cinema, che ospiterà la rassegna “Mamma ho perso il film – Al cinema col bebè”, le mamme ed i papà della Capitanata avranno un’opportunità in più di incontro, socializzazione e dialogo tra neofamiglie.

Prossimo film in programma domenica 15 dicembre alle 16.00 FUGA DI CERVELLI, di Paolo Ruffini. Unico spettacolo, biglietto: 4,50€ prenotando a nome “Come nasce una mamma”


Buone Feste

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Simbolo essenziale di femminilitĂ  Perle Marea... icona di stile ed eleganza senza tempo

Le perle Marea sono un progetto di eleganza che regalano a chi le indossa un tocco di raffinatezza ed un fascino orientale. Il candore e la lucentezza rendono ciascun filo unico e prezioso. Marea, forte di anni d’esperienza, realizza gioielli con perle da indossare ogni giorno, in ogni occasione.

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Buone Feste

personaggio del mese

Milena Senigaglia, neo pro-rettrice dell’Università di Foggia

Una carriera da “mosca bianca” L’ha scelta il neo Rettore Maurizio Ricci, affidandole un incarico che non sarà di sola rappresentanza. Milena Senigaglia, docente ordinario di microbiologia presso la Facoltà di Agraria, ha subito raccolto la sfida diventando la prima pro-rettrice della storia dell’Università di Foggia. Laureatasi a Bologna negli anni ’80, ha scelto una strada molto “maschile” per quei tempi. “Io ho studiato a Bologna dove, nonostante la realtà fosse diversa dalla nostra, erano pochissime le donne iscritte al mio corso di laurea”. Anche tra i docenti, immagino, ci fossero poche donne… Sì, le docenti erano mosche bianche. Anche nel cercare un argomento per la tesi ho incontrato non poche difficoltà perché mi dicevano: “Una donna che vuole andare in campagna?”. Del resto l’immagine che loro avevano in mente era quella della donna con il tacco alto e non con il fango alle scarpe. E pensare che io i tacchi ho cominciato a portarli praticamente soltanto ora... Quante volte si è sentita lei stessa una mosca bianca? Tante ed è così ancora oggi. Consideri l’incarico che ho appena ricevuto. Da una statistica i rettori donna il 6% in tutta Italia, i pro-rettori sono il 20%. È comunque una figura vista ancora al maschile.

Per la prima volta l’incarico va ad una donna. E non sarà di sola rappresentanza miei figli erano piccoli, anche se ero in una riunione importante, scappavo da loro in caso di necessità, ma non credo di essere mai venuta meno nelle cose che avevo da fare. Che erano tante, a partire dalla docenza sino alla ricerca scientifica.

A cosa è dovuto? Al fatto che, non c’è niente da fare, ai vertici continuano ad esserci quasi soltanto uomini. C’è ancora poca credibilità nella donna lavoratrice. Ci sono luoghi comuni come quello della donna che, quando diventa madre, viene distratta dalla carriera. In parte è vero: quando diventi madre, e io lo sono, le priorità cambiano, ma ciò non significa che non si riesca a conciliare tutto, anche facendo i salti mortali. Stamattina per esempio, prima di uscire, ho cucinato per i miei figli affinchè trovassero pronto al loro rientro da scuola.

Il rettore ha dato il via ad una rivoluzione. Cosa lo ha portato a decidere per una pro-rettrice ed una squadra in gran parte al femminile? Ricci è un giuslavorista per cui è molto sensibile a questa argomentazione ma ha tenuto a precisare che non si tratta di quote rosa. È partito dal presupposto che le competenze dovessero esMilena Senigaglia, pro-rettrice dell’Università di Foggia Quindi ce la facciamo sere ugualmente distribuite sia innata nella donna oppure la si tra uomini e donne ed ha scelto, per lo stesso? Assolutamente sì, forse anche acquisisce soprattutto con la ma- farlo, donne competenti. Come promeglio, perché noi donne, ce lo in- ternità? rettrice mi occuperò di tutta la goEssere madri fa sviluppare an- vernance perché, come ha precisato segna la vita quotidiana, impariamo cora meglio la capacità di districarsi il rettore, non sarò un elemento dead organizzare più cose insieme. Proprio questa capacità di or- tra mille cose da sistemare. È vero corativo, nè, la mia, sarà una carica di ganizzazione e gestione, ritiene che cambiano le priorità: quando i rappresentanza come spesso ven-

gono interpretate sia le donne che la stessa figura del pro-rettore. I suoi figli come hanno reagito alla notizia del nuovo incarico? Si stanno adattando. Certo prima avevano una mamma più presente, ora vado spesso di corsa e avverto, a volte, che si sentono abbandonati. Con un conseguente senso di colpa... Come lo si supera? Non si supera mai. Io sono consapevole che posso dare di più ai miei figli come mamma lavoratrice in termini di atteggiamento nei confronti del mondo ma sottraggo loro qualcos’altro. E nel bilancio, forse sono un po’ troppo sentimentale come mamma, penso di sottrarre di più di quello che do. Noi mamme lavoratrici siamo allora un po’ egoiste? Forse un po’ si, diciamo che abbiamo consapevolezza di noi. È una cosa che le donne stanno acquisendo con il tempo. E io forse sono di una generazione che quel senso di colpa lo avverte tanto. Però credo anche che una donna che si completa nel lavoro possa dare qualcosa in più di una donna che non ha realizzato le proprie aspirazioni, qualunque esse siano. Anna Russo

Antonio Ciasullo Executive chef Tel. 348.7955662 semplicesemplicechef@libero.it www.semplicesemplicechef.altervista.org www.facebook.com/semplice.semplicelochefadomicilio

Tanti menù per una cucina tradizionale di alta qualità

Cuochi a domicilio? “Semplice Semplice” olete organizzare un pranzo o una cena in casa con amici, colleghi o con degli ospiti importanti e desiderate fare una bella figura? “Semplice

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Semplice” fa al caso vostro: lo chef e il suo staff penseranno a tutto, dall’acquisto delle materie prime di qualità alla realizzazione delle pietanze direttamente a casa vostra, al servizio al tavolo, riordino e pulizia della cucina compresi. Nessuna preoccupazione sulle portate da presentare ai commensali o per le bevande da aggiungere a tavola, a voi non resterà di fare altro che godervi la serata in compagnia di graditi ospiti. Sicuramente il ristorante potrebbe essere una soluzione, ma non è detto che sia quella migliore: in un locale, per quanto esclusivo, non sempre trovereste la stessa qualità e, sicuramente, non avreste il calore e la privacy di casa vostra.

Serviti e riveriti, seduti comodamente nel salotto di casa “Semplice Semplice”, infatti, è un progetto che nasce con lo scopo di fornire un servizio ristorativo di qualità direttamente a casa del cliente. Ad offrirlo, lo chef Antonio Ciasullo che metterà a disposizione la sua professionalità, insieme a quella dei collaboratori, per offrire un servizio in grado di soddisfare al meglio ogni tipo di esigenza. Non uno chef qualunque Antonio, ma un vero stratega, capace di unire le conoscenze in campo scientifico, che gli derivano dalla Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, alla fantasia dell’arte culinaria, frutto di anni di specializzazione sul campo. Molto più che un servizio di catering: lo staff di “Semplice Semplice” si preoccupa di fare la spesa in giornata e cucinare direttamente in casa vostra, magari offrendovi preziosi consigli. Un’opportunità da non perdere per chi volesse as-

sistere alla fase di preparazione e, perché no, prendere anche qualche spunto per la cucina di tutti i giorni. Il menu viene scelto in base alle esigenze della clientela. Siete intolleranti, avete preferenze alimentari particolari, tra gli ospiti vi sono bambini? “Semplice Semplice” ha la giusta soluzione ad ogni esigenza. E siccome con “Semplice Semplice” l’arte sposa la scienza, ogni pietanza sarà accompagnata da una piccola nota scientifica con lo scopo di fornire informazioni utili sulla scienza degli alimenti e sulla scienza in cucina. E se pensate di fare una festa in una location particolare, un battesimo, una cresima, un matrimonio o evento in genere, il partner di “Semplice Semplice”, “Dreamswedding and event planning” soddisferà ogni vostra necessità.

grazie alla possibilità di affidarsi a fornitori di fiducia, ma il cliente può liberamente scegliere di provvedere direttamente all’approvvigionamento. È anche possibile optare uno dei menù “all inclusive” proposti dallo chef.

Preparazione e Servizio a tavola

Rivolgersi a “Semplice Semplice” è facile Nel momento in cui contatterete “Semplice Semplice” lo staff vi rivolgerà brevi domande circa il tipo di evento, il numero dei commensali, si concorderà il menù e sarà stilato un preventivo.

SPESA Solitamente è lo staff, scontrini alla mano, a provvedere alla spesa,

Una volta portati gli ingredienti a casa vostra e stabilito l’orario di arrivo dello chef, inizierà la preparazione delle pietanze, l’allestimento della tavola e per il servizio.

Pulizia Naturalmente per le pulizie delle pentole, padelle, pentolini, piano di cottura e cucina penserà a tutto lo staff di “Semplice Semplice”.

Costo dei menù A partire da 15 euro a persona… seduti comodamente nel salotto di casa. Cosa aspettate allora?


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attualità

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Nella parrocchia di San Guglielmo emozioni a passo di danza

Anna Nobili, la cubista diventata suora Presto potrebbe aprire in città una filiale della sua scuola di ballo Holy Dance Suor Anna ha 43 anni, e non si direbbe. Un tempo ballava sui cubi, faceva la lap dance, ora danza con Dio. Dalla Milano da bere ad un convento. È incontenibile: “Ma come farai a non fare sesso?”. Quella domanda gliela fecero i fratelli quando scelse di farsi suora. E davanti ai ragazzi non si trattiene, nemmeno sugli aspetti più scabrosi. Chi ha letto il suo libro “Io ballo con Dio” sa che non si censura. Gira l’Italia con la sua storia e negli occhi di tanti dei giovani che incontra legge quel vuoto che lei aveva a 22 anni, se non fosse che quei ragazzi ne hanno 13 o 14. Cinque anni fa, a Palestrina, vicino Roma, ha aperto la Holy Dance, una scuola di danza cristiana. Se l’è inventata lei e ora vorrebbe aprire una filiale anche a Foggia. Il posto c’è, la gente chiede già informazioni. È un progetto di evangelizzazione a passo di danza. Ad incoraggiarla a dare lezioni di ballo fu il Vescovo. Lei era scettica: va bene ballare, ma quanti sarebbero stati disposti a farlo attraverso la parola di Dio? Ha iniziato con due bambini, dopo due mesi c’erano già trenta giovani, ora ha cento allievi. Prima c’era la sua vita ribelle. A Milano si era pure innamorata.

“Siamo stati insieme quattro anni, ma sono stati duri. Venivo usata e decisi di ribellarmi. Ho iniziato a iscrivermi ad un corso di danza perché mi piaceva ballare e nel frattempo, visto che la vita di tutti i giorni non mi diceva più niente, ho incominciato a lavorare nei pub, la notte. Smontavo alle due del mattino e andavo nelle discoteche a consumare tutto: alcol, sesso. La danza era un mezzo per trovare quell’affetto che mio padre non mi aveva dato”. La separazione dei genitori l’ha segnata profondamente, eppure ha provato il sollievo di sapere la sua mamma affrancata da quel padre padrone con il quale poi riallaccerà i rapporti dopo la sua conversione. Quando l’ha ritrovato, fino all’ultimo non l’ha abbandonato. Toccante il ricordo dei quaranta giorni trascorsi accanto a lui in una sala rianimazione. Ci ripensa ogni volta che, in auto, qualcuno non mette la cintura e quel suono le ricorda quello emesso dalla macchina che monitorava le funzioni vitali. La perdizione, quella dei locali notturni, la racconta con disinvoltura. “Tornavo a casa alle otto e mezzo del mattino, dormivo fino all’una e il pomeriggio andavo a fare

lezione di danza. A diciannove anni ho cominciato a fare un corso di danza moderna. A vent’anni ero già in televisione. Nel week end facevo la cubista”. Senza trucco non usciva. Ci metteva un’ora davanti allo specchio. “Dovevo essere sempre al top”. La notte le prometteva un inesauribile senso di vertigine. Ma non sa-

peva amare, oggi può dirlo. Poi la svolta: la madre si converte, lei entra in chiesa una dome-

nica e inizia a piangere, in un angolo, durante la messa. Lo farà ancora, e ancora, dopo una notte in discoteca. “Ero tra due gioie: la gioia della notte, delle passioni consumate, e quella di giorno che mi dava Gesù”. La “chiamata” arriva su un treno, dopo un ritiro ad Assisi. “Ho ricevuto un’effusione di Dio. Sono entrata nella toilette e mi sono tolta il trucco - non uscivo di casa senza - e sul mio volto c’era una luce che non avevo mai visto. Sono tornata l’ultima volta sui cubi e quando scendevo raccontavo di aver incontrato Gesù e che era strepitoso”. A 22 anni incontra le suore operaie e cam-

bia vita per sempre. Non usa più quell’essenza alla vaniglia che inebriava i clienti dei pub: “Il profumo di Gesù non lo batte nessuno”. Sorride, e lo fa sempre. Ora volteggia intorno all’altare, non ad un palo. Incanta fedeli e curiosi nella Chiesa dei Santi Guglielmo e Pellegrino. L’hanno invitata il parroco, don Antonio Menichella, che è riuscito ad insegnarle pure qualche parola in foggiano, e l’equipe di Pastorale Giovanile. Sprizza gioia e vitalità e riesce ad emozionare tutti, fino a far venire gli occhi lucidi. Quando le confessi che non puoi fare a meno di pensare a Sister Act lei storce il naso: “Questa, la mia, è un’altra storia, un altro film”. Mariangela Mariani

Il 20 dicembre con Serena Dandini

A teatro “Ferite a morte” Nell’ambito di “Troppo amore sbagliato” È Foggia l’ultima tappa pugliese dello spettacolo “Ferita a morte”, in programma il prossimo 20 dicembre al teatro del Fuoco. Lo spettacolo, dal forte impatto emozionale, è una delle iniziative inserite nell’ambito del programma “Troppo amore: sbagliato”, la campagna di comunicazione e sensibilizzazione contro la violenza di genere e il femminicidio promossa dalla Regione Puglia. “Ferite a Morte” è un progetto teatrale sul femminicidio, scritto e diretto da Serena Dandini. I testi, strutturati come una antologia di monologhi, attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. L’evento teatrale, in cui viene data voce a

Salute: novità in campo riabilitativo

In piedi con l’esoscheletro Serena Dandini in scena

un immaginario racconto postumo delle vittime, vuole essere un’occasione di riflessione, un tentativo di coinvolgere l’opinione pubblica, i media e le istituzioni. Tutti i monologhi di ‘Ferite a morte’ infatti, parlano di delitti annunciati, di omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. “Ferite a morte” è anche un libro edito da Rizzoli ed un blog che raccoglie e diffonde notizie sul tema della violenza alle donne, informazioni sui centri di accoglienza, segnalazioni di progetti messi in atto dai sostenitori per avviare buone pratiche in materia, storie, appuntamenti, iniziative nate sulla scia dei testi di Serena Dandini. Al blog sono associati una pagina Facebook e un profilo Twitter, luoghi ideali per la creazione di una comunità di uomini e donne uniti dalla necessità e dall’urgenza di questa battaglia di civiltà. Il ricavato della vendita dei biglietti di “Ferite a morte” sarà devoluto al Fondo Regionale per il sostegno ai Centri Antiviolenza della Puglia in via di istituzione.

Tornare a deambulare in autonomia, tornare a vedere il mondo dall’alto e non più dal basso di una sedia a rotelle. È la nuova frontiera della sanità di Capitanata che si arricchisce di una novità assoluta in tutto il Sud Italia nel campo delle tecnologie riabilitative. Si tratta dell’esoscheletro EKSO, che permette a chi lo indossa, indipendentemente dal grado di difficoltà motoria, di stare in piedi e muoversi correttamente con tutto il proprio peso corporeo. Ad averlo in dotazione la Struttura Sanitaria Riabilitativa “Gli Angeli di Padre Pio” della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus di San Giovanni Rotondo. L’esoscheletro permette il movimento attraverso sensori che rilevano il peso spostato e fanno scattare i singoli passi. Motori a batteria governano le gambe in sostituzione delle funzioni neuromuscolari. Una sorta di robot indossabile, in pratica, che consente a persone

con paralisi (anche totale) e scarsa forza negli avambracci di reggersi in piedi e deambulare. Si indossa come una tuta sopra gli indumenti e viene attivato grazie al bilanciamento del corpo. La struttura di acciaio e carbonio è attivata da quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie che gli danno un autonomia di circa quattro ore. Indossato l’esoscheletro, quindici sensori riconoscono le intenzioni dell’utente in tempo reale calcolando e compiendo i movimenti corrispondenti. L’esoscheletro può essere utilizzato in due modalità: la prima è quella con l’ausilio di un telecomando e con l’aiuto di un fisioterapista per coordinare i movimenti; la seconda, quando si è preso confidenza con l’apparecchio, prevede l’utilizzo di due stampelle intelligenti; in questa fase si deambula da soli.Il suo utilizzo principale sarà presso le unità spinali e i centri di neuroriabilitazione.


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inchiesta

Veri e propri ‘cacciatori di anziani’, pronti ad

Il pericolo incombe sotto l’albero? Occhio Scorrendo le pagine di cronaca dei quotidiani, siano essi locali o nazionali, si ha la netta sensazione di aver compiuto un balzo indietro nel tempo, fino agli anni Ottanta. Una sensazione figlia della recrudescenza di alcuni reati tipici di quel periodo. Scippi di oro e borseggi, truffe agli anziani e perfino furto e contrabbando di tabacchi sono tornati a fare capolino nelle città, a nord come al sud, a dimostrazione che – anche per il crimine – tutto il mondo è paese. Le colonne della cronaca, però – è bene precisare - non hanno mai smesso di raccontare episodi di questo tipo, ma è fuor d’ogni dubbio una loro recente riacutizzazione. Diversa è, certamente, la matrice sociale: trent’anni fa, infatti, si presentava come il rovescio della medaglia di una improvvisa stagione di benessere; oggi, invece, complice la generalizzata crisi economica, si colpisce chiunque abbia qualcosa. E non è un caso se ad essere maggiormente vessati sono gli anziani, tra le cosiddette ‘categorie deboli’.

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pesso il pericolo si nasconde in strada, dinanzi allo sportello bancomat o all’uscita degli uffici postali. Altre volte bussa direttamente alla porta di casa: ha l’aria gentile e curata di un rappresentante o di un volontario di campagne benefiche, oppure ha la coscienza sporca e il braccio violento di chi, con poche fulminee mosse, riesce a portare via oro e denaro, frutto di anni di sacrifici o ricordi di famiglia. Come accade d’estate, quando gli anziani restano più soli, anche nel periodo natalizio si registra una maggiore incidenza di questi reati. In questo periodo, infatti, si abbassa sensibilmente la ‘soglia del sospetto’, si ha una maggiore disponibilità di denaro in casa (in previsione di piccole spese e regali) e si è in-

Mensile di attualità e informazione. Registrazione presso il Tribunale di Foggia n° 2/2002 del 26/09/2002 Editore Publicentro Servizi Pubblicitari s.r.l. Direttore Responsabile Anna Russo Direzione commerciale Angela Dalicco In redazione Dalila Campanile Irma Mecca Mariangela Mariani Maria Grazia Frisaldi Simona Donatelli Rubriche dott.ssa Marilena Tomaiuolo dott.ssa Maria Nobili dott.ssa Teresa A. Prisco dott.ssa Tiziana Celeste dott.ssa Floredana Arnò dott.ssa Anna Lepore dott.ssa Ines Panessa dott.ssa Giovanna Bruno Collaboratori Claudio Botta Redazione Foggia Via Tressanti, I trav. (vill. Artig.) Tel. 0881.56.33.95 - Fax 0881.56.33.19 e-mail marketing@6donna.com Sito internet www.6donna.com Impaginazione e stampa Publicentro Graphic La collaborazione è volontaria e gratuita. I testi e le foto da voi inviate non verranno restituite. Questo numero è stato stampato in 43mila copie e distribuito gratuitamente a domicilio nella città di Foggia

sulla scorta di questa conoscenza convincono le vittime a firmare contratti capestro o a carpire informazioni sensibili come le coordinate bancarie. Anche una firma estorta, infatti, è in grado di sottoscrivere contratti e servizi, accendere prestiti e finanziarie per conto terzi (in caso di frode contrattuale si può esercitare il diritto di recesso entro 10 giorni lavorativi, ma questa possibilità non è nota a molti).

spiegabilmente più aperti e disponibili verso il prossimo. Anche se lo sconosciuto di turno è tutt’alto che bene intenzionato. Contesti di solitudine ed isolamento. L’esposizione al rischio cresce parallelamente all’aumento della solitudine in cui si ritrovano le vittime designate. Perché nulla accade per caso. “E’ necessario fare prevenzione e informare quante più persone possibile dei pericoli cui possono andare incontro. Senza, però, creare allarmismi inutili”. La posizione di Cristina Finizio, vice questore aggiunto in forza alla Divisione Anticrimine della Questura di Foggia è chiara ed inequivocabile. Dopotutto ne ha visti passare, dalla sua scrivania, casi di truffe e raggiri ai danni di Over65 e sa bene che l’unica vera arma in grado di infrenare il fenomeno è una campagna di informazione efficace, semplice e diretta, in grado di portare il messaggio a tutti: agli anziani, (“vittime di uno dei reati più odiosi e crudeli”, spiega) come ai familiari, amici e loro addentellati. “Perché è nella solitudine – sia essa momentanea o perdurante – che il truffatore trova campo fertile per raggiungere il suo scopo”. Truffatori in scena: buona la prima. Il ‘canovaccio’ della recita è consolidato da tempo. Sono le ‘variazioni sul tema’ a rinnovare i consumati cliché. Spesso cavalcano l’onda dell’attualità, promuovendo raccolte fondi farlocche per sposare la causa o contribuire all’emergenza di turno. Altre volte, invece, basta una scusa banale ed un aspetto convincente per carpire la fiducia della vittima designata. “E non si tratta di ingenuità o leggerezza, perché si tratta di persone abili nell’arte del raggiro e dell’inganno, veri e propri ‘cacciatori di anziani’. Persone insospettabili, di mezza età – spiega ancora Finizio – si presentano ben vestite e curate, spesso in compagnia di una donna (per un ‘effetto rassicurante’), oppure di un bambino (per giocare la carte della tenerezza)”. In altri casi, entrano in casa sfruttando una presunta professionalità (sono finti dipendenti Inps, letturisti del gas, impiegati di banca) e, grazie a questa paventata qualifica, riescono ad accedere a tutte le informazioni ri-

Cristina Finizio, vice questore aggiunto della Questura di Foggia

guardanti depositi di denaro, conti in banca, posizione previdenziale. “E’ spesso la paura di perdere quel poco che si ha a far crollare l’ultimo muro di difesa e lasciare ad uno sconosciuto libero accesso ad informazioni sul credito e sui propri piccoli e grandi averi”, continua. “Oppure la speranza di poter riscuotere una piccola fortuna inaspettata”. Troppo bello per essere vero. Il caso: furto da 60mila euro. Lo sa bene, ad esempio, un anziano

Anziani sempre più vittime di truffe in casa

di Foggia vittima di un raggiro a quattro zeri, messo in atto da un sedicente impiegato di banca. L’uomo, mezza età e bella presenza, aveva bussato alla sua porta per verificare la corretta corresponsione degli aumenti della pensione ma è poi andato via con un bottino da 60mila euro. “Purtroppo si riscontrano ancora troppe difficoltà nel far accettare il concetto di ‘moneta elettronica’”, spiega ancora Finizio. “Per questo è importante coinvolgere non solo i parenti e le persone prossime all’anziano di turno, ma anche gli impiegati di banca e delle poste”. Questi ultimi, ad esempio, dovrebbero spiegare lo-

ro che all’esterno di banche ed uffici postali nessuna persona è autorizzata a chiedere informazioni sui conti deposito personali e che nessun impiegato di banca è incaricato di verificare porta a porta il numero di serie delle banconote o gli interessi maturati. Vergogna e senso di impotenza: poche denunce. “E’ difficile stimare la portata del fenomeno perché molti casi non vengono denunciati. E questo accade per vergogna, rabbia, senso di impotenza. Si tratta di situazioni che ‘uccidono’ moralmente e psicologicamente una persona, oltre che a rovinarla sul piano economico”. Molto spesso, infatti, i truffati nascondono l’accaduto perché mortificati, perché temono rimproveri dai figli o perché avviliti dalla presa coscienza di non saper più distinguere la verità dalla menzogna. La totale assenza di remore è l’unico elemento che può accomunare i truffatori. “Si tratta di persone senza scrupoli: abili seduttori, capaci di scegliere i tempi e i modi giusti per far cadere nella trappola l’anziano designato”, spiega. Molto spesso sono “trasfertisti”: vengono da un’altra città, in coppia o in bande; inquadrano il territorio, individuano le potenziali vittime, ne studiano abitudini e punti deboli e poi lasciano il luogo del misfatto non appena racimolato un gruzzolo consistente. Arrivano nelle case soprattutto di mattina, quando è più facile trovare l’anziano solo e quando la soglia del sospetto è più bassa. In molti casi si presentano con la scusa di conoscere un familiare e

Pizzicate le corde della sensibilità e della famiglia. Molto spesso, i ‘cacciatori di anziani’ giocano la carta di figli o nipoti che vivono o studiano fuori città, per mettere in piedi malcelate truffe a nome di agenzie assicurative. Il caso più ricorrente è quello dell’agente incaricato di consegnare un assegno (premio assicurativo o rimborso per incidente stradale). Si tratta di cifre consistenti, di alcune migliaia di euro, a fronte delle quali l’anziano di turno è chiamato a corrispondere poche centinaia di euro per il disbrigo della pratica. E così, il truffatore va via con un gruzzoletto recuperato senza troppa fatica, mentre l’anziano si trova in mano un assegno, riprodotto ad arte, che non è altro che cartastraccia. Per questo è bene fare attenzione alla propria spazzatura: mai disfarsi di comunicazioni e vecchie ricevute del proprio istituto di credito o della propria agenzia assicurativa senza prima averle stracciate; mai disfarsi di lettere lasciando leggibile la finestrella con destinatario e indirizzo: è la spazzatura la principale fonte di informazione per i truffatori. Difendersi non è poi sempre così semplice. “I consigli veramente utili – conclude Finizio - sono quelli di sempre e che vanno a braccetto con il buon senso: non aprire la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Ancora, quando si fanno operazioni di prelievo in banca o quando si va a ritirare la pensione, farsi sempre accompagnare da un parente o conoscente fidato”. Evitare di mantenere grosse cifre di denaro contante in casa e soprattutto “non firmare mai alcun documento senza aver prima consultato un’altra persona. Basta veramente poco per evitare di perdere tutto: denaro, dignità, ricordi e sacrifici di una vita”. Maria Grazia Frisaldi


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inchiesta

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aggiornare il proprio repertorio per il ‘colpo perfetto’

a truffe e raggiri, sia in casa che on-line Guida agli acquisti sull’e-commerce. È caccia ai truffatori della rete e ai contraffattori. Attenzione a dati sensibili e a prezzi “troppo” scontati

REGALI ACQUISTATI ON LINE, LE INSIDIE DELL’E-COMMERCE

Carte prepagate e dati sensibili Il contraffatto inconsapevole Attenti alle truffe dei cybercriminali I casi di frode con le carte di credito si sono ridotti negli ultimi anni di numero, ma i capitali sottratti in maniera fraudolenta sono, invece, aumentati. Diminuisce la quantità, dunque, ma sale la qualità. E questo in particolare in concomitanza con le festività natalizie a causa degli acquisti che sempre più spesso vengono effettuati on line, complici offerte strabilianti dietro cui, spesse volte, si celano inganni e truffe. Secondo i dati riportati da Il Sole 24 Ore: a livello mondiale, nell’ultimo anno, il costo medio per vittima è aumentato da 197 a 298 dollari; in Italia il 56% degli adulti ha avuto esperienza di crimini informatici, circa sette milioni negli ultimi dodici mesi. Nonostante ciò il 60% degli italiani continua a utilizzare reti wi-fi non protette, con il risultato di una ingestibilità dei rischi nella trasmissione di dati sensibili. La maggior parte dei crimini informatici deriva dall’utilizzo di dispositivi mobili non protetti. Per tale ragione il 38% di chi utilizza gli smartphone è vittima di crimini informatici. Anche l’utilizzo dei social network senza precauzioni (non eseguendo la disconnessione dopo ogni sessione, connettendosi a sconosciuti) può essere terreno fertile per i cybercriminali. Per effettuare pagamenti, consiglia la Polizia Postale, conviene sempre utilizzare il sistema che più tutela l’acquirente. Solitamente la carta di credito è sicura se utilizzata per acquistare su un sito di cui si è accertata la sicurezza e l’autenticità. “Che si parli di home banking o di carte di credito – commenta Simona Garofalo, bancaria di un istituto di credito foggiano- il sistema è sicuro dal punto di vista dell’offerta. Gli istituti bancari e gli emittenti delle carte di credito, per evitare che i propri clienti cadano in trappole così ben congegnate, aggiornano costantemente i loro sistemi di sicurezza ed escogitano strumenti precauzionali quali password dispositive, token, sms-allert. L’anello debole è appunto il cliente che spesso abbocca all’amo lanciato dai pirati informatici,dietro i quali spesso si nascondono vere e proprie organizzazioni criminali. Bisogna fare attenzione e spesso diffidare, nel mondo e-commerce, delle offerte strabilianti a meno che non siano lanciate da aziende note ed affidabili. In particolare, è sconsigliabile inserire i dati relativi alla propria carta di credito in siti non protetti da sistemi di sicurezza. Per verificare questo aspetto bisogna accertarsi della presenza di certificati di protezione e verificare che il nome posto accanto alla

dicitura “Rilasciato a” corrisponda con quello del sito”. Attenzione alle offerte presenti sui social network. “La creazione di innumerevoli forum, chat, blog e canali tematici ha dato nuovo impulso alle truffe online. Prima di rispondere a qualsiasi tipo di offerta è sempre opportuno controllare le credenziali del mittente. Un altro suggerimento a tutela del cliente potrebbe essere quello di utilizzare carte di credito prepagate per i pagamenti on-line, ricaricate solo per l’importo dell’acquisto in rete, limitando l’eventuale danno”.

Anche sul fronte home banking esistono poche, ma fondamentali regole da seguire: prima fra tutte custodire segretamente i codici di accesso e cambiare le password frequentemente. “Diffidare deve essere una regola anche quando si riceve una mail in cui la banca chiede di cliccare su un link per autenticarsi e modificare i codici di accesso”. Social engineering è il nome delle truffe on line di ultima generazione. In pratica, avviene quando si carpiscono informazioni sulle carte di pagamento sfruttando la buona fede e l’ingenuità del legittimo titolare. In che modo? Anche attraverso un contatto diretto tra frodatore e vittima: il primo contatta la seconda spacciandosi per un operatore bancario e ottiene il codice segreto della carta con il pretesto di un aggiornamento del sistema informatizzato. Un gioco da raAnna Russo gazzi.

In trappola cercando l’affare “Troppo bello per essere vero” è una recente campagna di sensibilizzazione della Comunità Europea contro il contraffatto ed è anche quello che pensiamo ogni volta che un venditore ambulante ci mostra la “merce di valore” (a suo dire) che tiene gelosamente nascosta nel bagagliaio di un’auto, oppure quando su siti web ci viene proposta la borsa del nostro marchio preferito a prezzi improponibili. Improponibili, esatto, perché assolutamente distanti dall’effettivo valore sul mercato. La spiegazione è solo una: contraffazione. Un mondo vastissimo, che interessa il mercato dei medicinali, quello della moda, dei prodotti a l i -

mentari, degli apparecchi elettrici, dei cosmetici, dei giocattoli con il quale è molto facile venire a contatto, anche involontariamente, soprattutto in concomitanza dei grandi acquisti natalizi, complice la crisi che spinge a cercare l’ “affare” ad ogni costo. Il fenomeno, oltre a costituire un grave ostacolo all’economia, alla crescita e all’occupazione (poiché vengono danneggiate aziende e imprese che producono e commercializzano gli “originali”) può presentare rischi per la salute e la sicurezza. I capi di abbigliamento contraffatti, per esempio, possono essere pericolosi. I prodotti chimici usati nel settore tessile, dell’abbigliamento e delle calzature in Europa sono accuratamente analizzati e sono vietati se ritenuti dan-

nosi. Ma i capi di abbigliamento falsi possono contenere agenti chimici non testati causando allergie e irritazioni. “I prodotti contraffatti – spiega Lucia La Torre, presidente di Terziario Donna non seguono gli stessi standard di quelli originali e solitamente devono essere sostituiti più spesso. I prodotti originali devono passare attraverso un elevato numero di controlli di qualità che ne accertano la sicurezza. Perché un truffatore dovrebbe spendere tempo e denaro in tutti quei controlli?”. La “trappola” del contraffatto scatta soprattutto on line. Quando si acquista in rete la scelta per gli acquirenti è fortemente influenzata da marchi e reputazione. I siti web fasulli, per tale ragione, si sono sempre più evoluti e risultano difficilmente distinguibili dai siti originali. Per attirare i consumatori, vengono utilizzati nomi di dominio molto simili a quelli di note marche di beni di lusso. “La Federmoda – commenta Vincenzo Specchio, presidente provinciale dell’organizzazione in seno a Confcommercio - ha promosso innumerevoli iniziative per combattere contraffazione e abusivismo rivolgendosi ad amministrazioni comunali e Guardia di Finanza e chiedendo leggi specifiche”. Specchio è certo che il contraffatto sia un fenomeno legato alla vendita sulle bancarelle e on line, e quindi lontano dai canali di vendita tradizionali poichè “i negozi storici non distruggerebbero la loro reputazione e immagine per un margine limitato di guadagno”. Invita, invece, a prestare attenzione all’e-commerce: “su internet ci sono aziende, ad esempio, che propongono scarpe contraffatte insieme ad originali. Lo si scopre solo prestando molta attenzione alle dicitura piccolissime poste in un angolino che indicano il ‘ fac simile’. Il cliente, così, sborsa 100 euro per un paio di scarpe che costerebbero più del doppio in negozio. In realtà, e se ne accorge quando le visiona personalmente, si tratta di un falso”. Al momento, le imprese possono fare ben poco per proteggere se stesse e i loro clienti contro trucchi simili. “Chi acquista – conclude Specchio - dovrebbe mandare mail al rivenditore chiedendo conferma dell’originalità del prodotto”. In ogni caso, campanello d’allarme per i cittadini devono essere: il prezzo basso e la grande disponibilità e diffusione di tali oggetti. Dopotutto… a.r. troppo bello per essere vero!


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A CURA DI

CLAUDIO BOTTA

società

L’ultimo disperato tentativo per salvare Foggia dal degrado, dall’indifferenza e dalla rassegnazione

CARO BABBO NATALE, TI SCRIVO… “Vieni con la slitta grande, tipo station wagon o monovolume, e porta con te un sindaco e una classe dirigente nuova. Oppure porta l’attuale sindaco, i suoi predecessori e collaboratori in giro per le vere capitali” Caro Babbo Natale, ti scrivo perché sono disperato, e parecchio arrabbiato pure, e siccome sono grande ormai e non ti ho scritto mai (fa anche rima), voglio metterti alla prova per vedere se esisti veramente, e se veramente sei in grado di portare tutti questi doni, da solo con la slitta anche nel 2013 con Amazon che ha annunciato che le consegne dei loro prodotti le faranno i droni, nemmeno più i corrieri espresso. Se ci sei, insomma, ti chiedo di venire a fare un giro dove sono nato e dove vivo, a Foggia, anche senza pacchi e quando ti pare, non avere altri programmi per qualche giorno e sistemare, anzi risistemare tutto quello che vedi intorno. Questo il regalo che voglio, e se vuoi ti faccio scrivere anche da altre persone che conosco se non mi credi.

le piazze restaurate sono migliorate e non sono state devastate, insegna loro a copiare le cose belle, quello che potrebbe rendere migliore, più vivibile la loro e la mia città. Un’area pedonale più vasta, per esempio, come a Bologna o Firenze o Lecce, e anche i commercianti in quel centro cittadino così svuotato dalla concorrenza del centro commerciale (e ce ne sono altri in arrivo) all’inizio sobbalzeranno sulle sedie e poltrone, ma alla fine saranno i primi a festeggiare. Porta con te manager capaci, una classe dirigente nuova al posto di replicanti alla Blade Runner che non sentono il dovere di ammettere scon-

LE STRADE Allora, una volta che arrivi qua, inizia dalle strade. Ti accorgerai tu stesso di quanto fanno schifo: piene di buche, di fossi, di vere e proprie voragini, e poi sporche, piene di cartacce, di ogni tipo di rifiuto, con pochi cassonetti e cestini, e quelli che ci sono vuoti, e con troppa gente che lascia fare i bisogni ai pro-

si affaccia in campagna elettorale alla ricerca di consensi e voti, per poi puntualmente sparire dopo aver promesso qualcosa. Dimmi che impressione ne ricavi, che poi sarebbe la prima, la più importante. fitte e fallimenti e lasciare il posto ad altri, e regala senno, coscienza, responsabilità a chi continua a votare non per l’interesse comune ma per il proprio (presunto), affidandosi o credendo di affidarsi a chi cambierà il suo destino. Regala orgoglio, regala dignità, regala consapevolezza, regala coraggio. Il coraggio di dire BASTA e cambiare finalmente pagina.

I TEATRI Chiedi a qualcuno dei teatri, mi raccomando non dimenticarlo. Il Teatro Giordano è il pezzo di storia più importante della città, è chiuso da una vita, e ancora oggi nessuno se ne vergogna, nessuno chiede scusa, nessuno è stato cacciato a pedate, nessuno ha spiegato come sono stati utilizzati i tanti soldi erogati negli anni per la ristrutturazione, l’infinita ristrutturazione. Poi chiedi dell’anfiteatro all’aperto, aperto a poca distanza dalla linea ferroviaria e questo faceva abbastanza ridere, quando nelle pause dei concerti sentivi il tipico rumore dei treni.

pri cani senza preoccuparsi di raccoglierli, e butta per terra di tutto perché ormai abituata a fare così, senza nessun vigile urbano a mettere delle multe, e senza nessun richiamo a elementari regole di convivenza, di civiltà e di educazione.

I COLORI Poi alza la testa e guardati intorno: palazzi di colori, altezze, stili differenti uno accanto all’altro, un’accozzaglia che non scandalizza nessun architetto, nessun ingegnere, nessun progettista, nessun esteta. Anche e soprattutto nei quartieri nuovi di zecca, dove vanno a vivere le giovani coppie e là resteranno per gran parte delle loro vite. Puoi fare qualcosa tu? Magari portando qualche foto di comuni che hanno introdotto il Piano di colore, facendo vedere la differenza (perché c’è una differenza, vero?)?

LE PERIFERIE Non mi prendere per paranoico, ma tu e le renne, una volta arrivati, prima di concentrarti sulla città fatevi un giro per gli altri ingressi, le strade di accesso, e dimmi che ne pensi. Dimmi che pensi del degrado delle periferie, un mondo a sé, dove qualche politico

Chiuso e abbandonato a se stesso da anni anche quello, anni senza più un concerto, anni di un appiattimento culturale mostruoso e scandaloso, in una città con una facoltà umanistica che lentamente sta educando una generazione all’arte e alla curiosità. Un costo sociale spaventoso ma che non sembra preoccupare nessuno, tanto per cambiare: niente cultura, niente svago, risorse (scarse) utilizzate per infinite repliche di iniziative già viste e riviste.

L’AEROPORTO Proseguilo, il giro tra i monumenti dimenticati, e corri al Gino Lisa, l’aeroporto civile. Vedi il

piazzale e la facciata? Le ristrutturazioni sono recenti, ma ci volano solo un elicottero e aeromobiline telecomandate. Poi al mattino ci vanno a lavorare poche persone per non fare nulla di nulla per tutto il giorno, da mesi, da anni. Avevano promesso a Bari l’allungamento della pista, con un finanziamento di 14 milioni di euro (pochi spiccioli rispetto a quelli stanziati per altre realtà analoghe), avevano pure fatto un bando ma a una settimana dall’apertura delle buste hanno detto “scusate, avevamo scherzato” e hanno bloccato tutto. Ora sembra ci abbiano ripensato, perché nella prossima primavera ci sono le elezioni ed evidentemente hanno paura che, finalmente, venga chiesto loro il conto. Senza quei lavori non si torna a volare, così si dice e si pensa. E come al gioco dell’oca si riparte dal punto di partenza. Ti interessa un aeroporto, Babbo Natale? Vuoi mettere tu una compagnia con tuoi colleghi, almeno date un senso a un’infrastruttura diventata una barzelletta e una tragedia?

ASILI NIDO SERVIZI SOCIALI Regalaci, anzi scusa restituiscici, una città a misura di anziano, di bambino, di mamme che lavorano. E che non hanno mamme o suocere che possono aiutarle. Regalaci iniziative, appuntamenti, incontri, stimoli. E non dimenticare qualche fuoco d’artificio tipo quelli di Capodanno, che nel ferragosto dello scorso anno pure quelli hanno avuto il coraggio di eliminare, per la delusione di tantissimi emigranti e di tutti quelli hanno

UN SINDACO, GRAZIE A proposito, mica avresti un sindaco da regalarci? Ne serve uno per la primavera del prossimo anno, non puoi capire quanto. Quello attuale aveva promesso una “Foggia Capitale”, tu che giri per il mondo non scoppiare a ridere ti prego, perché qui la situazione è triste assai. Porta una slitta grande, tipo station wagon o monovolume, e porta lui, i suoi predecessori, i suoi collaboratori, i suoi compagni di avventura/sventura in qualche vera capitale, in qualche città dove

trascorso un’estate di nulla. Sapessi quanto hanno risparmiato, caro Babbo Natale: ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò. Ti ho chiesto troppo? Lo so, che credi? Ma a chi avrei dovuto chiederlo, scusa? A loro, proprio a loro? Ti aspetto allora, ti aspettiamo tutti (e ricordati che da noi si mangia bene spendendo poco: almeno quello!).


Buone Feste

idee regalo

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Una wishing list da consegnare non a Babbo Natale ma, con sano realismo a lui, alla mamma, alle amiche. Anche solo per sognare ...

Aspettando “Dibi Body Tech Lift - Fluido Idratante Lift-Age” è un regalo perfetto, in vendita dall’Istituto di Bellezza Luna

“Collezione gioielli Rosato” un prezioso dono in vendita da Abbate Gioielli

NATALE

“Cupcake Natalizi” un dolce pensiero in vendita da Marica Monachese

“Christmas Light Slitta con Santa Claus” in vendita da Maria Natale

“Crema perfections Messegue” alta cosmesi in vendita da Golden Bauty


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Buone Feste

A 25 km da Foggia , nella rigogliosa campagna Dauna della tradizionale cittadina di Cerignola, lontano dai frastuoni , sorge la tenuta Villa Demetra. Una struttura immersa in un meraviglioso parco di 30.000 mq, la magica scenografia naturale che renderà ogni cerimonia indimenticabile. Nel parco di Villa Demetra è possibile gustare aperitivi deliziosi e ottimi buffet, celebrare matrimoni con rito civile o con rito religioso ed anche è realizzare un ricevimento completamente all’esterno. Villa Demetra riesce a creare magiche atmosfere sospese nel tempo che prendono vita in due distinte sale dalla diversa personalità. La Sala Demetra, struttura in grado di garantire ampia comodità anche ai matrimoni più numerosi, grazie ad una ricettività capace di accogliere oltre 300 ospiti.

L’ampiezza della sala non pregiudica la sensazione di sentirsi in un luogo intimo e familiare. Una maestosa capriata in legno che sovrasta la grande sala contribuisce a determinare quella suggestione calda e ricercata, sottolineata dalla luce di preziosi lampadari che enfatizzano i toni dorati di quadri, mobili, specchi e candelieri i cui riflessi si sposano in un connubio perfetto con l’argenteria che adorna ogni tavola. La Sala Storica è arredata con toni pastello tendaggi dalle sfumature tenui e delicate, pavimentazioni in cotto spagnolo e maioliche dipinte a mano. Il gioco di colori dall’affascinante candore che fonde arredamenti e allestimenti, rende ancor più indimenticabile ogni ricevimento, avvolgendolo in una luce da sogno che farà sentire sia gli sposi che ogni ospite, coccolati nel massimo relax.

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Presentata in esclusiva la nuova collezione di preziosi: “COME NASCE UN PEZZO UNICO”

Gioielli Rajola, una porta spalancata al sogno U

na serata da favola, proprio come l’atmosfera nella quale sono stati proiettati i fortunati invitati che hanno affollato, in una domenica preziosa - in tutti i sensi - il Circolo Daunia, degna cornice di un evento destinato a rimanere impresso nello sguardo e nel ricordo. L’evento, raffinato in ogni dettaglio, è stato organizzato e curato da Marilina Abbate, titolare dell’omonima gioielleria sita in via Matteotti. Una sfilata

di PEZZI UNICI di varia caratura, forma e lavorazione si è trasformata in un fantastico viaggio in un mondo affascinante per la presenza di una guida d’eccezione che lo ha reso unico e ricco di suggestioni: Giuseppe Rajola, esperto di fama internazionale, oggi figura di riferimento dell’azienda di gioielli Rajola di Torre del Greco. Nata nel lontano 1926, l’azienda si è affermata in tutto il mondo per la creatività, l’estro, la cura per i dettagli, l’originalità e la capacità di realizzare gioielli che diventano di tendenza. Gioielli indossati da modelle (truccate accuratamente dallo staff dell’istituto di bellezza LUNA e pettinate dal team di Africa EXTENSION) in grado di esaltarli, in un gioco di eleganza e seduzione, classe e glamour, incanto e leggerezza, sogno e realtà, dettagli che diventano

Collezione “Albero della Vita”

Centinaia le proposte di gioielli che vestono la donna, all’insegna dell’eleganza e dello stile parte di chi li indossa e diventa impossi- li i risultati prodotti dalle svariate combile non notarli, non ammirarli, non es- binazioni, la bellezza sorprendente, la serne conquistati. Oltre diciottomila pez- femminilità mai ostentata eppure morzi realizzati in duecento collezioni bida, evidente. Irraggiungibile solo in presentate con granapparenza, perfetta per ride successo e conspecchiare la propria pertinuo stupore sosonalità anche perché no il biglietto da l’unicità dei pezzi costivisita della Rajotuisce un valore aggiunla, inutile agto. I tagli e il design sono giungere altro: a immagine e somiglianma nonostante za di ognuna di noi, dalun passato così la bambina (meraviglioprestigioso è il se le due piccole presente che protagoniste in passerelconta, un prela) alla nonna, dalla stusente che è già dentessa alla mamma. E futuro grazie al tali e tante sono le propolavoro dello staff ste che l’unico rischio è di progettazione, In foto Giuseppe Rajola e Marilina Abbate quello di perdersi nell’imgaranzia di continuità tra tradizione e innovazione. Durante la serata classici senza tempo si sono alternati con le novità dell’ultima collezione come le sciarpe di lana e i foulard di seta in diversi colori impreziositi da pietre sapientemente selezionate, tocchi morbidi e delicati sulla pelle. Ed ancora, sempre dallo standard qualitativo altissimo, sempre con possibilità di abbinamenti pressoché infiniti, oro, perle, pietre di ogni tipo, pronte a integrarsi amalgamarsi fondersi e a valorizzare colli, polsi, dita, corpi che assumono una nuova luce, discreta, eppure abbagliante, inconfondibile. Una lunga parentesi è stata dedicata al corallo, passione di Giuseppe Rajola, che ha raccolto i suoi studi e la sua esperienza nel libro ‘Mistero Sciacca’ : incredibi-

Moda e gioielli amore a prima vista: una festa di colori, due mondi si incontrano. Design ricercato pezzi unici ma poliedrici

barazzo di una scelta definitiva, destinata a escludere inevitabilmente altri pezzi che pur meriterebbero di finire nel nostro scrigno più prezioso. Non resta che correre da Marilina, nel suo angolo così accogliente, e scegliere insieme a lei la collana, gli anelli, gli orecchini a forma di noi, scoprire le incredibili combinazioni di tessuto e preziosi, farsi un regalo o regalare un nuovo mondo sul quale affacciarsi a persone a noi care. Per le foto si ringrazia: Isabella Chiriaco


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Natale a tavola

Il cake design allieta le tue feste con una mise en place indimenticabile

Un dolce Natale

Basta un poco di (pasta) di zucchero… e, naturalmente, i consigli dell’esperta In collaborazione con Marica Monachese - Cake designer

O

spiti a casa per le feste natalizie? Approfittate di quest’occasione per allietare le vostre feste con il cake design. La pasta di zucchero si rivela un’alleata formidabile per creare l’atmosfera giusta che caratterizza questo magico periodo dell’anno. Dalla Vigilia di Natale al Capodanno offrite ai vostri ospiti sapori tradizionali da gustare ma che si mostrino agli occhi in un perfetto stile natalizio. Basta anche solo qualche dolce dettaglio per realizzare una mise en place indimenticabile. Addobbi da gustare. Alberi di Natale, pupazzi di neve e Santa Claus. Questi e tanti altri i soggetti per i gustosi bisco-lecca natalizi. Croccanti come un biscotto e divertenti da gustare come un leccalecca, sono ricoperti di pasta di zucchero colorata e possono essere farciti con un velo di marmellata o cioccolato. Prima ancora di essere mangiati, i bisco-lecca possono essere usati come segnaposto per il cenone. E non solo: basta richiede-

re la preparazione senza lo stecco per ottenere biscotti da appendere per decorare il proprio albero di Natale. Avvolti nella pellicola trasparente, si conservano bene e possono essere un modo divertente per riscoprire un’antica tradizione secondo cui l’abete veniva addobbato proprio con dolci e frutti tipici. Se tra gli ospiti ci sono bambini è giusto pensare anche a loro: si può allestire un mini sweet-table natalizio con cupcakes su cui

torreggiano elfi e pacchi regalo. I pirottini rossi e verdi e il tovagliato a tema completano un angolo in cui anche gli adulti potranno sfiziarsi con frutta secca, torroncini e gli altri dolci tipici del Natale come i marron glacè.

soffice e fragrante dal gusto indimenticabile. Affidarsi ad una pasticcera professionale è un modo per andare sul sicuro e sorprendere i propri invitati: il panettone infatti può essere personalizzato nel gusto – con l’uvetta e i canditi oppure con farciture alternative – e può avere una cupola decorata ad opera d’arte, grazie all’incontro con la pasta di zucchero. La cupola si ricopre con una colata di cioccolato e ospita Stelle di Natale e fiocchi di neve in sugar paste. Non solo: dal paesaggio fiabesco al presepe, con la pasta di zucchero ogni dolce può essere personalizzato con i simboli del Natale prediletti. Inoltre, si può optare per una torta intera-

Dolci tradizioni. Cioccolatini, dolci fatti in casa e altre sfiziosità: in realtà sono solo un goloso preludio a quelli che poi saranno i veri protagonisti della serata. Su ogni tavola natalizia che si rispetti non può mancare il panettone. Quest’anno però stupite i vostri ospiti con un panettone artigianale decorato. Una ricetta tradizionale con ingredienti naturali e una lunga lievitazione: così nasce un panettone

mente realizzata nella forma e nei colori dell’abete oppure si può gustare un presepe allestito su un tronchetto di Natale. Dolce tipico della tradizione francese, le sue fattezze richiamano quelle di un ceppo di legno e ancora oggi viene offerto per portare abbondanza e prosperità ai commensali. L’abilità di un professionista saprà personalizzare questo dolce intramontabile senza alterare il sapore tradizionale. Infine, anche il nuovo anno può essere accolto con una bella fetta di torta: magari al cioccolato e al cui centro campeggino in bella vista le cifre del nuovo anno che ci apprestiamo a vivere, all’insegna di una irresistibile dolcezza!

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Casa in festa

Come realizzare centrotavola e segnaposto personalizzati

Fiori e decori, a tavola con classe Addobbi, ghirlande e festoni per accogliere gli ospiti Inizio la collaborazione con 6donna animata da entusiasmo e slancio emozionale.Vi farò compagnia e risponderò a ogni vostra domanda o curiosità che riguardi il tema a me assai caro: la decorazione floreale. L’occasione è il Natale, la festa più magica e speciale dell’anno. Il colore che lo caratterizza è il rosso.

In questa data si festeggiava il "Sol Invictus", solstizio d'inverno, in cui si venerava l'imperatore sotto forma di sole e, come tale, era l'unico a potersi vestire di rosso. Lo spirito del Natale è, certamente, quello di riunire la famiglia. Quindi la tavola, i regali, la casa hanno un’atmosfera diversa. Si riprendono dalla soffitta le decorazioni dell’albero, le luci, i festoni, le ghirlande.

Vi parlerò di alcuni modi di decorare la vostra casa. Adesso mettiamoci al lavoro. Una composizione facile da realizzare? Le ghirlande. Per crearle potrete raccogliere rami di vite o salice (occorrono materiali flessibili) e legarli col filo di ferro fino a conferire loro una forma tonda. Altre potrete realizzarle con pasta di pane o pan brioche. In alternativa, ve ne sono alcune in commercio già confezionate. Ed ora, basta dare sfogo alla fantasia. Decoratele con tessuti riposti e dimenticati (patchwork). Arricchitele con fiocchi di velluto o ricamati, sfere luminose, piccole stelle di Natale rosse, fruttini e foglie. Daranno il benvenuto ai vostri ospiti collocate sulla porta di casa. Messe su uno specchio o su un elemento del vostro arredo diventeranno un centrotavola delizioso. Simbolo di prosperità e abbondanza è,

invece, la cornucopia (detta anche corno dell'abbondanza) dal significato letterale latino, cornu (corno) e copia (abbondanza). Decoratela con abete, rose rosse, spighe di grano, grappoli d’uva e pigne: può essere il regalo perfetto per i vostri cari. I festoni sono adatti per incorniciare un camino, lo stipite della porta d’ingresso, uno specchio. La loro realizzazione è sicuramente più impegnativa ma ne esistono in commercio diversi per forma e dimensione. Basta arricchirli con delle lucine, fette d’arance essiccate, bastoncini di cannella, noci spruzzate d’oro, fiocchi e piccoli frutti. Otterrete così un decoro profumato che durerà per tutto il periodo natalizio. Tutti i giorni, poi, si apparecchia la tavola. In occasione di una festa o di una ricorrenza importante è bello dedicarvi più tempo, energia e fantasia. Apparecchiare è una vera e propria arte. Ideare un centrotavola diventa un momento fondamentale. Realizzare lavori deliziosi che colpiscano i vostri ospiti non è difficile. Basta prendere un panettone, svuotarlo al centro e decorarlo con alcuni rametti d’edera, garofani bianchi, fiocchi oro o argento e una candela al centro.

Per creare un centrotavola più festoso assemblate in un cesto frutti, rami, bacche di edera e piccole stelle di Natale bianche. Se volete, invece, realizzare qualcosa di alternativo e più moderno giocate con vetri e cristalli: al centro del tavolo ponete un vaso di vetro con candele di diverse altezze e forme, intorno sfere di vetro e piccoli bicchieri in cui avrete riposto dei candidi tulipani. Ricordate che aggiungere un tocco di luce crea un’atmosfera calda e accogliente. Nella vostra tavola esaltate i dettagli, catturano l’attenzione e dimostrano l’amore con cui avete realizzato il tutto. Confezionerete il segnaposto o il lega tovagliolo con uno degli elementi che avrete utilizzato per il centrotavola: un fiore, un fruttino, delle bacche, cristalli e nastrini o cordoncini in tinta. La festa comincia con un addobbo sistemato in un angolo della casa per impreziosirla. Una decorazione floreale non è mai superflua se nasce dall’affetto per le persone a voi care. Il risultato è sicuramente vincente.

Buon Natale e Felice anno nuovo Milena Pizzo Tibollo.


Buone Feste

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Buone Feste

arredare

Si direbbe trasandato, in realtà è attuale e di stile, con un pizzico di passione vintage

A merry shabby christmas Tra le tendenze per la decorazione e l’arredamento della casa in questo Natale ci sono la minimal da un canto, la tendenza del superlusso dall’altro e un ultimo stile, destinato a primeggiare su tutti per quella sua aria romantica e al tempo stesso rustica, familiare e rassicurante: lo shabby-chic. Questa tendenza, capace di evocazioni di eleganze passate, negli ultimi anni ha conquistato il totale apprezzamento di arredatori e fruitori. E dunque, nei salotti natalizi, quest’inverno non potrà certo mancare la presenza di un albero di Natale e di decorazioni per la casa e per la tavola in stile shabby. Innanzitutto spieghiamoci: cos’è lo stile shabby-chic? Shabby, letteralmente, viene tradotto in italiano con il termine “trasandato”, ma per la verità il termine lascia intendere qualcosa che sia solo apparentemente vecchio e datato e che, insieme ad altri elementi più freschi come merletti o fiori o nastrini, riesce comunque a risultare attuale e di stile. Diciamo che siamo sulla scia della passione vintage e dell’arte povera nell’arredamento. Infatti, lo stile trae ispirazione

DI SIMONA CAMPANELLA ARCHITETTO

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Per un Natale di tendenza, la mini-guida alle decorazioni shabby-chic per la casa

dall’intreccio della tendenze provenzale con quella tradizionale delle case di campagna inglesi (stile country). Lo si legge nelle stoffe che rivestono cuscini o sedute imbottite delle sedie, o nella dipintura dei mobili usati. Ecco perché, per ottenere un autentico effetto evocativo shabby, è necessario miscelare accuratamente tanto romanticismo, un abbondante tocco rustico e l’eleganza delle campagne inglesi. Dettate le regole generali per un’atmosfera

shabby, andiamo a vedere quali colori e quali decorazioni scegliere per preparare la vostra casa ad un Natale veramente shabby-chic. Iniziamo dalla definizione dei colori prevalenti. Nella fattispecie, i bianchi e relative declinazioni chiare in generale, dalle tinte pastello al beige al tortora, sono assoluti protagonisti di questa tendenza, come anche le tinte avorio, alle quali poter accostare altre tinte più forti. Un esempio di grande effetto è quello della nostra proposta di albero di Natale shabby: l’abete tradizionale cede il passo a una composizione di lunghi rami secchi, leggermente sbiancati, a cui applicare palline ri-

vestite di stoffa, fiocchi realizzati con merletti e nastrini a pois o quadrettini, e ancora elementi di trasparenza come cristalli e vetro, il tutto nel classico accostamento di bianco e rosso su rami. Oppure, per chi invece volesse dare un tocco alternativo e più tenue di colore, si potrebbe decidere di abbinare al bianco anche i rosa pallidi. L’importante è scegliere per le applicazioni sia colori che tessuti naturali, come il lino, il cotone grezzo, la juta e la seta o il raso o il vetro per dare qualche tocco di lucentezza. Di effetto è anche la scelta di nastri e merletti a pois o quadrettati per rifinire le decorazioni e le realizzazioni da appendere. Dunque, le decorazioni che non potranno mancare nel vostro appartamento per un Natale shabby chic sono: candeline (e non luci artificiali elettriche in serie) disposte in portacandele sospesi realizzati con vasetti di vetro rivestiti di merletti e pizzi; palline rivestite o dipinte con decori delicati e un po’ rustici o retrò; cuori e stelle imbottiti, come piccoli cuscini, realizzati con stoffe grezze a fantasia e rifinite con na-

strini vari; fiocchi e fiori nelle varie tonalità del bianco; qualche decorazione effetto cristallo, come fiocchi di neve o sfere trasparenti per dare luminosità alle composizioni. Infine, per abbellire la vostra tavola natalizia shabby si può logicamente scegliere gli stessi colori usati anche nelle decorazioni dell’albero, e applicarli nei segnaposto, delle ghirlande portacandele al centro della tavola e, se si possiede la classica tovaglia ricamata dalla nonna o fatta all’uncinetto, ecco il momento giusto per usarla! Seguendo questa semplice guida pratica, le decorazioni per il vostro Natale shabby-chic saranno un successone. Buon Natale shabby-chic a tutti!


Buone Feste

appuntamenti di natale

Assistenza domiciliare

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Promotion

Natale di solidarietà

L’Associazione Serena Onlus, leader nell’assistenza domiciliare per disabili e anziani è impegnata da anni nel sociale, con iniziative e eventi atti a promuovere le proprie attività e a sensibilizzare la popolazione alla questione degli anziani bisognosi di aiuto. Con l’aumento dell’età e il progressivo invecchiamento della popolazione, l’associazione si evolve di pari passo, proponendo sempre nuovi e innovativi metodi di assistenza, con personale altamente qualificato e preparato. I servizi dell’associazione riguardano l’assistenza del paziente a 360 gradi; dalle cure prestate in prima persona al disbrigo di pratiche burocratiche inerenti le problematiche di salute dell’anziano. La sede si trova a Foggia in Via Dante 14 dove il personale saprà rispondere ad ogni quesito e fugare ogni dubbio. L’associazione Serena è inoltre dislocata su tutto il territorio nazionale, con sedi in varie città, prova dell’alta qualità del servizio offerto e della serietà dei suoi collaboratori.

I collaboratori di Serena Onlus Da anni impegnata a Foggia nell’aiuto e supporto alle famiglie, anche quest’ anno organizza il consueto appuntamento natalizio per augurare alla città un felice e sereno Natale. Appuntamento il prossimo 22 Dicembre alle ore 19:00 in corso Vittorio Emanuele (Zona Pedonale) dove i collaboratori di Serena Onlus saranno disponibili a rispondere ad ogni domanda con un omaggio.

VIIIª Mostra di Arte Presepiale Anche quest'anno l'Associazione Presepistica Foggiana organizza la VIIIª Mostra di Arte Presepiale; ha sede nella Sala Multimediale di Palazzo Dogana – Amministrazione Provinciale di Foggia – Piazza XX Settembre. Al suo interno sono esposti oltre 20 Presepi artistici nuovi realizzati dai Soci dell’Associazione; sono, inoltre, esposti 5 Presepi realizzati dai corsisti con il supporto dei Tutor che hanno frequentato un periodo di

formazione teorica e pratica nei laboratori dell’associazione. Anche quest'anno, durante il periodo della manifestazione, i visitatori potranno versare un contributo volontario, e nel pomeriggio dell'ultimo giorno (6 gennaio 2014 - ore 18,00) saranno assegnati, per estrazione, i presepi dei corsisti messi in esposizione. Orari di visita: nei giorni feriali: 18,30– 20,30; nei giorni festivi: mattina: 10,3012,30 e pomeriggio: 18,30-20,30.

Alcuni appuntamenti 13 dicembre 2013 ore 17.00 Appetizer e bicchierini Maurizio Marrocco - Chef Cucina salata moderna. Proposte originale per aperitivi e buffet. Idee per quiches e tartellette, il salato in bicchiere, accostamenti insoliti ma gradevoli .

Per rivivere le antiche tradizioni culinarie natalizie

14 dicembre 2013 – ore 17.00 I biscotti per l’albero di Natale Letizia Consalvo svelerà ai più giovani come fare una pasta frolla per i biscotti più buona di quella della mamma. La decorazione poi li renderà perfetti per addobbare l’albero.

“Il Laboratorio di Felicità”, in occasione della festa più celebrata dell’anno, ci propone di condividere le preparazioni natalizie.Dopo aver promosso una raccolta di ricette dolci della tradizione del territorio le diffonde attraverso dimostrazioni e corsi. I primi beneficiari sono i più giovani che, il 14 dicembre, potranno preparare i biscotti per l’albero di Natale. Dalla pasta frolla alla decorazione, tutti con le mani in pasta. I festeggiamenti iniziano poi il 19 dicembre, quando Via Arpi sarà pronta a brindare in compagnia di tutti coloro che passeggeranno per le strade del centro storico, Babbo Natale avrà la sua casa non lontano dal Laboratorio di Felicità dove, intanto, si realizzeranno cartellate, scarole, calzoncelli… mentre il panettone completa la sua lievitazione, rigorosamente con lievito

madre naturale, prima di essere messo in cottura. Il 19 dicembre per assaggiare e il 20 dicembre per imparare: un corso pratico per quanti vogliono mettersi alla prova o semplicemente creare dolci in compagnia, come si faceva nelle case delle nostre nonne, dove si riuniva la famiglia, il condominio, o i vicini di casa, per pizzicare cartellate e riempire calzoncelli, raccontando e ricordando prima di impacchettare la propria porzione di ”lavoro”. Naturalmente chi non ha tempo, voglia o semplicemente vuole dedicarsi ad altro, potrà prenotare i propri dolci o anche il pranzo di Natale che saranno consegnati comodamente a casa vostra. Il Natale, religioso o pagano che sia, come e più di ogni ricorrenza si lega ad un ricordo profumato e saporito, il Laboratorio di Felicità si propone di farne riaffiorare il ricordo e mantenerlo vivo

FOGGIA - Vico San Giuseppe, 1-3 (via Arpi) Tel. 348 6976171 - laboratoriofelicita@libero.it

19 dicembre 2013 – dalle ore 17.00 alle ore 21.00 Natale in Via Arpi - Dimostrazione pratica Un pomeriggio dedicato ai dolci natalizi, vediamo come si fanno e assaggiamoli… 20 dicembre 2013 – ore 17.00 I dolci di Natale Cartellate, scarole, calzoncelli… e un “assaggio” di panettone. Corso pratico per realizzare i “nostri” dolci Corso di Enogastronomia e avvicinamento al vino I sommelier Franco Petrone e Antonio Saponaro ci avvieranno, in 6 lezioni incontro, ai piaceri del bere bene. Tecnica di degustazione, esame visivo ed olfattivo, i vini speciali, gli spumanti e i passiti, gli attrezzi e la tecnica di abbinamento cibo – vino, saranno gli argomenti che verranno trattati. Al termine di ogni lezione, prova pratica e cenino.

Le serate degli chef di “casa nostra” Tutti coloro che normalmente o occasionalmente preparano con successo una o piu’ ricette, se non sono gelosi dei loro segreti,possono proporre il proprio piatto. Bastera’ comunicare la sera in cui ci si vuole mettere ai fornelli, la ricetta completa di ingredienti e al resto ci pensiamo noi. Faremo trovare la spesa pronta, il resto del menu organizzato e provvederemo a diffondere la notizia… La raccolta delle ricette preparate dagli “chef di casa nostra” sara’ successivamente possibile regalarla ad amici, parenti e, perche’ no, sconosciuti che potranno tramandare le nostre ricette informali. Per prenotazioni e informazioni non esitate a contattarci via mail o telefono


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Buone Feste


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È ancora una urgenza in età pediatrica

CHIRURGO PEDIATRICO DI MARIA NOBILI

Appendicite acuta

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Si presenta con dolore addominale, nausea, vomito, febbre, stitichezza o diarrea L’Appendicite acuta è la causa più comune di urgenza chirurgica in età pediatrica. La maggiore incidenza si ha tra i 6 e i 16 anni. Meno comune nei bambini al di sotto dei 4 anni. Si presenta con una frequenza del 8,6% nei maschi, del 6,7% nelle femmine. Si calcolano 4 appendicectomie ogni 1000 bambini al di sotto dei 14 anni. Quale è la causa? Il ristagno di materiale (muco, feci, parassiti) provoca virulentazione dei germi presenti all’interno del lume appendicolare. Se si fa la diagnosi precoce l’infezione resta localizzata, se si ritarda si arriva alla rottura o perforazione dell’appendice, trasformando l’infezione d’organo in contaminazione della cavità addominale fino alla Peritonite. Quanto più sono piccoli i bambini tanto più facilmente l’ appendicite perforata è causata da fattori anatomici (impianto largo della base appendicolare, brevità dell’epiploon, che è un tessuto grasso di rivestimento dell’intestino,quindi una protezione), dalla difficoltà che hanno i bambini in questa età a riferire con precisione i sintomi e la sede. La mortalità per appendicite

è molto bassa (<1%); le complicanze, intese come infezione della ferita, formazione di ascessi ed occlusione intestinale sono da due a quattro volte più frequenti nei bambini che presentano una appendicite perforata. La perforazione dell’appendice è riportata nel 12-70% dei casi; è più frequente nei bambini più piccoli, ed in quelli con sintomi di lunga durata e con ritardo nel trattamento. Circa l’80% delle perforazioni si verifica entro 48 ore dall’esordio dei sintomi. La sintomatologia è differente da paziente a paziente, dipende dall’età, dalla posizione dell’appendice. Si presenta con dolore addominale, nausea, vomito, febbre, stitichezza o diarrea. La diagnostica si effettua attraverso esami di laboratorio ( emocromo, indici di flogosi: VES, PCR.), ecografia addome ( introdotta nel 1986), TAC, radiografia dell’addome. Tra le indagini diagnostiche d’immagine proposte per valutare i bambini con sospetta appendicite

l’ecografia raccoglie ampi consensi per la semplicità di esecuzione e la mancanza di invasività. In letteratura, soprattutto quella america-

na, è riportato l’uso della TAC addominale come tecnica sensibile (87-100%) e specifica (89-98%) per la diagnosi di appendicite acuta. Un suo razionale può essere trovato nei quadri di appendicite perforata complicata da ascessi addominali multipli. Deve, in ogni caso, essere tenuta in considerazione la rilevante radio esposizione che la tecnica comporta. In mani esperte l’appendice infiammata è visualizzabile nel 90% dei casi di pazienti con appendicite acuta non perforata, nell’85% di pazienti con piastrone appendicolare e nel 55%

Tecniche di diagnosi e cura delle coliche salivari

dei pazienti con perforazione libera dell’appendice. Il limite dell’ecografia è legato alla sua dipendenza dall’operatore. Si considera comunque l’ecografia come il normale completamento delle indagini in una sospetta appendicite acuta, tenendo sempre in primo piano l’anamnesi e l’esame obiettivo. La terapia è chirurgica. Nelle appendiciti acute non complicate da infiammazione dei tessuti circostanti, l’appendicectomia, generalmente, si esegue per via laparoscopica. Nelle forme complicate con infiammazione dei tessuti circostanti ( piastrone infiammatorio ) si preferisce l’intervento più tradizionale. L’appendicectomia laparoscopica è consigliabile anche nei bambini e adolescenti obesi, perché riduce il rischio di infezione della ferita, facilita la ricerca e l’asportazione dell’appendice. Ecografia, TAC e Laparoscopia non hanno diminuito la frequenza di errori diagnostici che hanno portato appendicectomie inutili, né alla diminuzione delle perforazioni. L’attenzione ai sintomi, una visita chirurgica attenta per escludere una gastroenterite, una polmonite alla base destra, l’infezione delle vie urinarie, la patologia ovarica nelle femmine orientano abbastanza facilmente alla diagnosi.

L’OTORINO DI MARILENA TOMAIUOLO

Scialoendoscopia

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Consente l’esplorazione diretta del sistema duttale delle ghiandole salivari Le ghiandole salivari maggiori: parotidi, sottomandibolari e sottolinguali possono essere colpite da una patologia particolarmente fastidiosa come la scialolitiasi, cioè la formazione di calcoli salivari all’interno dei dotti escretori o, più raramente, intraghiandolari.La scialolitiasi, già nota ai tempi di Ippocrate (400 a.C.), colpisce circa l’1% delle ghiandole salivari nell’uomo, è localizzata più frequentemente nelle ghiandole sottomandibolari (80% dei casi) e nelle parotidi (30-40%). I calcoli sono composti da un insieme di sostanze: organiche come glicoproteine e mucopolisaccaridi, inorganiche come carbonato e fosfato di calcio. Tali calcoli possono essere unici o multipli e variano molto nella forma, crescendo di dimensioni negli anni. Tale crescita determina spesso una dilatazione dei dotti ghiandolari che crea ristagno salivare ed infezioni batteriche. Tale affezione è caratterizzata dalla comparsa di dolore alla masticazione, ridotta produzione di saliva (iposcialia) e infiammazioni o veri e propri ascessi ghiando-

lari. La manifestazione più frequente nota come “colica salivare”: a carattere ricorrente, ci orienta verso l’eziologia calcolotica della malattia. I mezzi diagnostici a nostra disposizione, oltre all’ecografia ghiandolare utile per evidenziare le formazioni litiasiche, sono rappresentati da metodi radiografici

come la scialografia, utile per studiare la morfologia dei dotti, ma a volte poco agevole per l’incannulamento difficoltoso, la RM e la TC e la più precisa scialo-RC, che studia la ramificazione dei dotti senza esporre il paziente alle radia-

zioni, usate nella semplice scialografia. Oggi, grazie al perfezionamento delle tecniche endoscopiche, abbiamo a disposizione anche un altro mezzo diagnostico che è la scialoendoscopia, che consente l’esplorazione diretta e più completa del sistema duttale delle ghiandole salivari. Qualora non vadano incontro ad espulsione spontanea si rende necessaria la rimozione dei calcoli salivari, che può avvenire secondo diverse modalità più o meno invasive. La litotrissia extracorporea come per i calcoli renali, rappresenta un approccio conservativo; sviluppata negli anni 90, ha una percentuale di successo variabile dal 50 al 70% ma richiede varie sedute; rimane il problema dell’espulsione dei frammenti che, se incompleta, causa litiasi ricorrenti. La scialoendoscopia consente, essendo dotata anche di un ca-

nale operativo, di intervenire direttamente visualizzando il calcolo sotto guida endoscopica, e di rimuoverlo con particolari cestelli per intero o, se troppo grosso, mediante frammentazione laser. La tecnica classica per via esterna prevede l’apertura e la marsupializzazione del dotto interessato, più valida per i calcoli prossimali, meno per i più profondi.L’asportazione della ghiandola sottomandibolare è riservata, pur essendo un intervento abbastanza frequente, alle forme inveterate con interessamento fibrotico del tessuto ghiandolare, ormai alterato nella sua funzione dai ripetuti episodi infiammatori. La parotide invece molto raramente è asportata per fenomeni infiammatori, poiché l’intervento è gravato da serie complicanze come la paralisi del nervo faciale.

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in poche parole

Musica per il cervello

Studiare musica da bambini aiuterebbe a migliorare lo sviluppo del cervello. Lo rivela una ricerca riportata sul sito università.it condotta dalla Concordia University di Montreal secondo cui imparare a suonare uno strumento durante l’infanzia favorirebbe l’acquisizione di maggiori abilità motorie, utili soprattutto per quei compiti che richiedono destrezza e coordinazione nei movimenti. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Neuroscience, ha coinvolto 36 musicisti adulti, il cui cervello è stato esaminato attraverso un particolare tipo di risonanza (l’imaging con tensore di diffusione) durante l’esecuzione di un test motorio. Metà del gruppo era composto da soggetti che avevano iniziato a studiare musica prima di compiere otto anni, mentre l’altra metà aveva iniziato più tardi. Dal test è emerso che coloro che avevano cominciato già da bambini a dedicarsi seriamente allo studio di uno strumento musicale avevano sviluppato un numero più alto di connessioni cerebrali. Inoltre, dalle risonanze effettuate è emerso che quelli che avevano cominciato a suonare uno strumento prima dei sette anni avevano un cervello più sviluppato, con un quantitativo maggiore di sostanza bianca (e quindi di fibre nervose) nel corpo calloso, che connette i due emisferi cerebrali, con conseguente miglioramento delle attività motorie. Confrontando le risonanze di quanti avevano iniziato a studiare musica dopo l’infanzia e di un gruppo di controllo che non si era mai avvicinato a questo tipo di attività non sono invece emerse differenze. Questa, secondo i ricercatori canadesi, è la prova che “evidentemente lo sviluppo cerebrale viene potenziato se e solo se si comincia presto”. In particolare, il momento migliore per avvicinarsi allo studio della musica sarebbe compreso fra i sei e gli otto anni. “Imparare a suonare uno strumento richiede un buon coordinamento fra le mani e gli stimoli visivi e uditivi”, spiega la coordinatrice dello studio, la psicologa Virginia Penhune. “Probabilmente iniziare intorno a sette anni necessita della ‘costruzione’ di una struttura cerebrale adeguata, ottenuta potenziando le connessioni fra aree motorie e sensoriali del cervello in un’età in cui l’anatomia è ancora sensibile ai possibili cambiamenti di struttura, in cui c’è una maggiore ‘malleabilità’ del sistema”. Irma Mecca


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dicembre duemilatredici

in poche parole

Ne soffre il 25% delle donne tra i 20 ed i 50 anni

Cistite cronica

L’ambiente vaginale nelle cistiti È una patologia che predilige le donne per la Un ambiente vaginale sano rappresenta la prima linea di difesa alla risalita dei batteri. In condizioni normali in vagina sono presenti microrganismi (i lattobacilli) che ostacolano la crescita degli altri batteri nocivi. La flora vaginale è l’insieme dei microrganismi che colonizzano la vagina e che sono in equilibrio dinamico sia tra loro sia con l’ambiente che li ospita (ecosistema). La flora vaginale delle bambine non è quella delle ragazze o delle donne adulte, e subisce ulteriori modifiche con l’avanzare degli anni. Gli estrogeni realizzano, attraverso una serie di eventi il cui fine è stabilire un ambiente vaginale acido, la condizione ideale per impedire la crescita di batteri che potrebbero alterare il benessere della donna. Lo stesso ciclo mestruale può influire su questo equilibrio. Ci sono periodi, quindi, nella vita di una donna in cui è particolarmente vulnerabile verso episodi di cistite che possono presentarsi in modo ricorrente. Se ciò accade la donna può andare incontro a conseguenze psicosociali serie: stress fisico e mentale, limitazioni nella vita sociale e lavorativa, implicazioni negative nel comportamento sessuale che può arrivare alla rinuncia per la paura della ricomparsa di cistite in seguito ai rapporti. La vescica ha dei meccanismi di difesa che sono validi e molteplici: La vescica sintetizza sostanze che formano uno strato protettivo capace di impedire l’adesione dei batteri patogeni alla parete della vescica. Un meccanismo di difesa legato alla presenza nelle urine di una proteina prodotta dal rene, chiamata uromucoide, che intrappola i batteri i quali possono essere allontanati attraverso l’emissione delle urine. La minzione regolare ed efficiente è un importante fattore di difesa, attraverso il quale si opera un lavaggio continuo della vescica e della parete uretrale impedendo la colonizzazione dei batteri patogeni, da includere nei meccanismi di difesa la presenza di anticorpi urinari e le stesse proprietà antimicrobiche dell’urina (come l’acidità). L’alterazione di tali fattori (tutti o parte di essi) per cause esterne o per cause interne (particolare predisposizione genetica) aumenta la suscettibilità alle infezioni urinarie, fattori predisponenti l’immissione involontaria di materiale fecale nel meato uretrale esterno, incompleto svuotamento vescicale, stasi urinaria per sclerosi del collo vescicale cistocele prolasso vescicale - cervico - trigonite - vescica neuTeresa Prisco rologica.

conformità anatomica dell’uretra

La cistite è un’infiammazione della vescica dovuta alla presenza di batteri che normalmente non dovrebbero esserci. L’infezione che provoca la cistite è causata da batteri che popolano il colon come lo Stafilococcus Epidermidis (9% dei casi di cistite), lo Streptococcus Fecalis (3% dei casi di cistite), la Clamydia trachomatis e i Mycoplasmi, oppure altri germi aerobi della flora fecale come Proteus, Klebsiella, Serratia, Enterobacter e Pseudomonas. Questi batteri possono raggiungere la vescica dall’esterno passando attraverso l’uretra, o dall’interno, per transfert, propagandosi da organi vicini. Tuttavia, il batterio maggiormente responsabile delle cistiti risulta essere l’Escherichia Coli (80% delle infezioni): denominato il super-mutante presenta una grande capacità di sopravvivenza nel corpo umano e di mutare rapidamente in modo tale da resistere alle terapie antibiotiche. Può sopravvivere in ambiente acido, si moltiplica a grande velocità e riesce ad adattarsi a qualsiasi ambiente, risulta costituito da micro ciglia, composte da

lectine che si legano al mannosio presente sulla mucosa vescicale e del tratto urinario. Perché sono principalmente colpite le donne?

Il fattore più importante che predispone all’acquisizione dell’infezione è da riferirsi alla diversa conformazione anatomica dell’ultimo tratto escretore nella donna rispetto all’uomo, l’uretra. La brevità dell’uretra femminile che misura circa 3-4 cm e la vicinanza alla vagina e al retto costituiscono i fattori di maggior rischio e maggiore prevalenza delle infezioni delle vie urinarie nella donna. È per questo, infatti, che i batteri provenienti dall’intestino possono raggiun-

gere il condotto uretrale e da qui risalire in vescica. Fattori predisponenti sono un’alterazione della flora batterica nella vagina che può far venire a mancare il primo vero strumento di difesa nei confronti dei batteri provenienti dall’esterno. La colonizzazione può essere favorita dalle secrezioni normalmente presenti in vagina (si eliminano giornalmente miliardi di escherichia coli). Una delle funzioni importanti svolta dalla flora batterica vaginale è, infatti, quella di mantenere un pH acido (da 3,8 a 4,3) con il quale i batteri intestinali muoiono. Quali sono i sintomi della cistite? • Difficoltà alla minzione, l’urina è eliminata a gocce. • Dolore e bruciore nell’urinare che persistono anche dopo la fine della minzione. • Dolore sovrapubico, con una sgradevole sensazione di vescica piena. • Bisogno continuo di urinare. • Talvolta perdita di sangue con l’urina. Questi sintomi possono presentarsi tutti o in parte, e possono ac-

Il rebus delle etichette da interpretare

Nuovi simboli, vecchi rischi Sempre più spesso riceviamo richieste di consulenza inerenti ad intossicazioni dovute a prodotti di natura chimica, in particolare prodotti specifici per la pulizia che ognuno di noi utilizza quotidianamente (detersivi, detergenti e igiene personale). A tal proposito facciamo una panoramica sulle etichette, spesso ignorate oppure non comprese. Proviamo a conoscere le etichette I Regolamenti REACH e CLP, messi in atto dall’Unione Europea per tutelare la salute del consumatore, obbligano i produttori di prodotti chimici a mettere sull’etichetta simboli per trasmettere informazioni che spesso risultano importanti per salvaguardare la vita stessa del consumatore. Fino a 1 Giugno 2015 sono in vigore entrambe le regolamentazioni, sia la vecchia DPP/DSP che il nuovo Regolamento CLP. I nuovi pittogrammi sono stati adottati per far sì che risultino più facilmente interpretabili. Quante volte ci è capitato di manipolare qualsiasi prodotto senza guardare e senza pensare ai pericoli cui andiamo incontro? Spesso giochiamo a “i piccoli chimici” adoperando candeggina in associazione con altri prodotti, magari senza l’utilizzo di guanti e in ambienti chiusi… SAI CHE

NEFROLOGA DI TERESA A. PRISCO Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

compagnarsi ad urine torbide con odore sgradevole. L’identificazione dell’agente infettante attraverso l’urinocoltura è importante per la diagnosi e per la terapia soprattutto nelle cistiti ricorrenti, di natura non infettiva, che possono simulare i segni e i sintomi di un’infezione urinaria. Altri batteri responsabili di cistiti ricorrenti sono: Clamydia trachomatis e Mycoplasmi per i quali bisogna eseguire una ricerca specifica: • Positività delle analisi delle urine • Presenza elevata di leuciti (globuli bianchi) superiori a 10.000/ml • Presenza elevata di batteri (>100.000/ml) • Presenza di emazie (globuli rossi) • Presenza di nitriti • Aumento del pH. In caso di cistiti la terapia antibiotica deve essere mirata, specifica ed a dosaggi adeguati e per un tempo giusto, seguita da controlli colturali stretti dell’urina per “valutare l’assenza dell’infezione” evitando l’uso eccessivo di antibiotici, oppure l’uso di antibiotici senza il supporto dell’antibiogramma(indispensabile per il giusto approccio terapeutico). Il giusto approccio terapeutico guarirà la cistite cronica, trasformando l’incubo in un brutto ricordo.

MEDICO CAV DI ANNA LEPORE Per i vostri quesiti: marketing@6donna.com Tel. 0881.563326

Le sostanze chimiche possono arrecare danni alla salute. In particolare se combinate fonti di calore. Anche l’uso combinato di più sostanze può dar luogo ad un prodotto finale più pericoloso rispetto ai singoli. Per questo è opportuno verificare sempre le caratteristiche delle sostanze con cui veniamo in contatto. Le sostanze chimiche sono state classificate in base alle proprietà chimico-fisiche (esplosività, infiammabilità, comburenza) ed i pericoli per la salute quali tossicità, nocività, capacità irritante e asfissiante. In base a queste categorie le sostanze vengono etiLE ETICHETTE PIÙ COMUNI CHE SPESSO chettate con frasi di riNON GUARDIAMO CON ATTENZIONE schio, le frasi R, che descrivono i potenziali rischi del prodotto, ed i consigli di prudenza, le frasi S, che riportano le norme di sicurezza da adottare. Ad esempio la candeggina, che tutti noi usiamo, è accompagnata dalle frasi R31: A contatto con acidi libera gas tossico e R36/37: Irritante per gli occhi e per la pelle; e dalle frasi S2: Conservare fuori

FUMI! E come dimenticare i prodotti per l’igiene personale profumati con essenze che richiamano deliziose leccornie (cioccolato, vaniglia, tiramisù) dai quali grandi e piccini vengono attratti ad assaggiarli. Le sostanze chimiche possono arrecare danni alla salute in maniera diretta , ad esempio quando hanno tossicità propria (per inalazione o per contatto) oppure in maniera indiretta, ad esempio quando sono infiammabili e vengono incautamente usati in presenza di

dalla portata dei bambini, S25/26: Evitare il contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare un medico; usare guanti adeguati; S46/50: in caso di ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l’etichetta. Non mescolare con altri prodotti: possono formarsi gas pericolosi (cloro). Ogni giorno siamo circondati da tanti pericoli e per distrazione o per qualsiasi altro motivo non dedichiamo la giusta attenzione a questi piccoli simboli preziosissimi. Ed ecco perché il CENTRO ANTIVELENI di Foggia, unico in tutto il sud Italia, svolge la sua attività che consiste in una continua ricerca e divulgazione delle informazioni utili per la salute di tutti noi. Il Centro Antiveleni è sempre attivo ( H 24) e quindi pronto a rispondere ad ogni telefonata per dissipare ogni dubbio e per assistervi in caso di necessità ed urgenza. Con la collaborazione di Valmira Larashi, stagista Master “ Gestione delle sostanze chimiche, Regolamenti REACH e CLP” Università di Modena e Reggio Emilia.


dicembre duemilatredici

GINECOLOGA

Viene somministrato in tre dosi distinte

DI TIZIANA CELESTE

Vaccino HPV: perchè farlo? Riduce la possibilità di sviluppo di neoplasia maligna In molte famiglie con figlie adolescenti è arrivata una lettera dall’ASL, che invita a presentarsi presso il centro vaccini x sottoporre le proprie figlie al vaccino per il papillomavirus. Il SSN garantisce la somministrazione gratuita del vaccino a tutte le ragazze di età compresa tra 11 e 14 anni ed inoltre copre la fascia delle diciotenni. Lo scopo del vaccino è fornire una protezione dalle infezioni da papillomavirus, che si può trasmettere prevalentemente tramite i rapporti sessuali ma ci sono anche altre forme di contagio indiretto. Si è scelto in primis la fascia pre-adolescenziale, per la garanzia non assoluta che le ragazze in questa fascia di età non abbiano avuto già rapporti sessuali. Tutte le ragazze dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione, anche se hanno già avuto rapporti sessuali, in questo caso prima del vaccino basta sottoporsi ad un pap-test o alla tipizzazione del HPV-DNA per escludere di essere già state contagiate. I vaccini anti HPV, somministrati prima dell’esposizione al virus, prevenendo le lesioni genitali precancerose (del collo dell’utero, della vulva e della vagina), di fatto

riducono notevolmente la possibilità di sviluppo di neoplasia maligna. Inoltre, il vaccino quadrivalente, previene anche le lesioni condilomatose in entrambi sessi. L’infezione da HPV non si limita ad essere solo causa del cancro del collo dell’utero nelle donne, ma è responsabile anche di altre patologie sia nelle femmine che nei maschi (cancro dell’ano, della cavità orale, orofaringe e tonsille e cancro del pene). Esistono oltre 130 tipi di virus HPV: i tipi 16 e 18 sono responsabili di oltre il 70% di tutti i tumori del collo dell’utero e i tipi 6 e 11 causano oltre il 90% dei condilomi anogenitali e pertanto i vaccini sono formulati contro questi ceppi. In Italia sono disponibili due di-

versi vaccini contro l’infezione da HPV: uno che contiene i sierotipi 16 e 18 (bivalente) e viene somministrato solo alle femmine e uno contenente 4 sierotipi (tetravalente), che contiene oltre ai sierotipi 16 e 18, anche i sierotipi 6 e 11 e può essere somministrato a maschi e femmine. Il vaccino anti HPV è composto da proteine simil-virali, purificate e quindi prive di potere infettivo. Circa la durata della pro-

In linea con ciò che è scritto sul DNA

Dieta genetica Recenti studi hanno dimostrato che le diete più efficaci e durature siano quelle fondate sul nostro patrimonio genetico. Facendo tesoro di queste scoperte, è stato messo a punto un test non invasivo, il genotest, creato seguendo le indicazioni della nutrigenomica, la disciplina che studia le varianti dei geni dalle quali dipenderebbe la risposta del nostro organismo a ciò che mangiamo. Il test inizia prelevando la saliva dell’individuo, in seguito si esegue l’esame del DNA dal laboratorio di nutrigenomica di riferimento. Entro quattro settimane si riceve il re-

sponso con la dieta personalizzata in base al proprio patrimonio genetico, al gusto, allo stile di vita e alle preferenze alimentari. Si tratta di un

tezione immunologica del vaccino supera, secondo studi recenti, gli 8 anni e pertanto non sono previste al momento dosi di richiamo. Il vaccino contro l’HPV viene somministrato in 3 dosi distinte: la prima dose al tempo 0, la seconda dose dopo 1 (nel caso del bivalente) o 2 (nel caso del tetravalente) mesi dalla prima dose e la terza dose dopo 6 mesi dalla prima dose. Il vaccino andrebbe evitato in soggetti che presentano stati febbrili acuti, reazioni allergiche importanti verso qualsiasi componente del vaccino e nelle donne in gravidanza, anche in allattamento se il vaccino è tetravalente. Le reazioni locali più comuni al vaccino sono (nell’80% dei casi): dolore, arrossamento, gonfiore e prurito (nel sito di inoculazione) ma in genere retsano lievi/moderate e si risolvono nell’arco di pochi giorni. Altri eventi avversi meno frequenti conseguenti la vaccinazione sono la febbre, nausea, vomito, diarrea o dolore addominale, come per tutti gli altri vaccini eventuali problemi vanno segnalati e monitorati nel tempo. Infine bisogna ricordare che essere immuni all’HPV non dispensa dal sottoporsi ai controlli ginecologi annuali, poichè scongiurare il pericolo di un tumore al collo uterino non significa essere immuni anche agli altri tipi di infezioni sessuali.

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Le più efficaci e durature sono quelle fondate sul nostro patrimonio genetico C’è chi è perennemente a dieta ma con risultati scarsi. Forse perché segue un regime alimentare non adatto. Ci sono diverse diete che non garantiscono un risultato duraturo, magari sono efficaci nell’immediato, ma con il tempo si riacquista il peso perduto. Ognuna sostiene la superiorità su un’altra, capita che una dieta per perdere peso dia grandi risultati su un soggetto e in altri non abbia alcun effetto. Perché? Perché ognuno di noi risponde ad un programma alimentare dietetico in maniera del tutto esclusivo. Tanto di moda sono le diete “senza i carboidrati”, quelle iperproteiche, regimi che alterano sempre di più il metabolismo e il benessere psicofisico della persona. Oggi l’alimentazione vede finalmente un nuovo futuro: la dieta formulata sul DNA, ossia la dieta genetica. Inoltre gli studi scientifici evidenziano la forte componente genetica nella predisposizione a malattie metaboliche importanti come diabete, obesità, infarto, ictus, ipertensione, osteoporosi. Pare, infatti, che l’assioma dieta/DNA sia vincente.

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protocollo specialistico basato sull’analisi del DNA, dello stile di vita, delle preferenze ed abitudini alimentari e del gusto. L’analisi del DNA si fa una volta nella vita. Si riceve in questo modo un regime alimentare per perdere peso personalizzato sulla genetica dell’individuo. Ma non solo per perdere peso, soprattutto per cercare di alimentarsi bene, in linea con ciò che è scritto sul DNA. Infatti linea e salute dipendono dal modo in cui ci si alimenta e dal proprio stile di vita. I geni hanno in effetti un peso nella diversa capacità di ciascuno di bruciare più o meno bene grassi e carboidrati, di accumulare più o meno facilmente peso, di reagire a regimi alimentari differenti. Peccato che la faccenda sia molto meno semplice di così. Innanzi tutto si dovrebbe avere la certezza dell’attendibilità tecnica dei laboratori che offrono questi test genetici. Inoltre,

in seguito all’identificazione del polimorfismo genetico (ovvero la forma che assume il gene nel singolo soggetto) dovremmo valutare bene l’interpretazione dei risultati. Questo è un procedimento complesso e delicato. L’utilità dei test genetici non si discute, si tratta di una delle innovazioni più ampia degli ultimi dieci anni, il rischio è però pensare che i marcatori genetici possano dire tutto di noi. La nutrigenomica ha basi logiche, ma senza un percorso ragionato, senza sapere nulla della persona a cui si fanno i test, le conclusioni non possono essere serie. Anche perché ciascuno di noi è il risultato dei geni, dell’ambiente e del caso: i geni da soli spiegano qualcosa, ma non tutto. Focalizzarsi solo sul genotipo e pensare di stabilire una dieta è riduttivo. Per cui dovremmo affidarci a professionisti seri nel settore e ad altrettanti laboratori specializzati in nutrigenomica. Il genotest, inoltre, ci permette, come adesso misuriamo colesterolo, trigliceridi e simili per avere indicazioni sul rischio cardiovascolare, di valutare i geni e consigliare interventi mirati sull’alimentazione. Tutto questo è prevenzione e cura di noi stessi, usando un modo semplice ed efficace: l’alimentazione.

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in poche parole

La Tv “spegne” i bambini

Accendere la TV può ‘spegnere’ o far andare in stallo lo sviluppo cognitivo e sociale dei bimbi in età prescolare. Lo rivela uno studio riportato sul sito dell’ANSA e pubblicato sul Journal of Communication da Amy Nathanson e colleghi della Ohio State University. Il problema sussiste soprattutto quando i bimbi hanno accesso alla televisione nella loro cameretta, ma anche quando vi è una tv accesa in casa e i piccoli sono esposti al rumore di fondo dell’apparecchio. La conferma del potenziale ruolo negativo sullo sviluppo comportamentale proviene dai dati emersi dallo studio di bambini nati nel 1972 e 1973 da quando avevano 5 anni e fino ai 15. Ogni due anni è stato chiesto loro quanta televisione guardavano durante il giorno. È emerso che la tendenza a comportamenti antisociali e aggressivi è maggiore del 30% in chi ha trascorso complessivamente più ore davanti alla tv. Questi tratti di personalità caratterizzano poi anche la loro vita di adulti manifestandosi con una maggior tendenza a sperimentare emozioni negative e un aumentato rischio di sviluppare il disordine della personalità antisociale, un vero e proprio disturbo psichiatrico caratterizzato da comportamenti persistenti di aggressività. “Non è la prima volta che si giunge a conclusioni di questo tipo, ma il segnale è altrettanto pericoloso perché dal punto di vista neurologico la mente del bambino fino ai 10 anni non ha una piena autonomia e anche con le immagini televisive c’è un apprendimento passivo”, spiega Maria Malucelli, specialista in psicoterapia cognitiva. Gli studiosi raccomandano dai 5 ai 10 anni non più di due ore al giorno, in compagnia di un adulto che aiuti il bambino a selezionare attraverso un codice psico-morale ciò che vede. Ma oltre alla quantità ciò che conta è la qualità dei contenuti perché i bambini, come pure gli adolescenti, hanno un naturale bisogno di identificarsi con i personaggi che guardano in tv. Attenzione anche ai colori: le tonalità che vanno dal grigio, al nero al rosso scuro, determinano un incupimento delle facoltà emotive. In pratica, il bambino le identifica con un bisogno di cattiveria ed aggressività che gli impediscono di vivere e sperimentare altre emozioni. Perciò, meglio scegliere cartoni in cui ci sia spazio per tutti i colori pastello che sono più tenui e favoriscono anIrma Mecca che il relax.


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in poche parole

Segreto della coppia felice

L’amore dura di più se dopo una lite è lei a fare il primo passo per fare pace. Lo rivela uno studio pubblicato sul sito di Repubblica, condotto dalla University of California Berkeley e dalla Northwestern University, secondo il quale è nelle liti e le discussioni che potrebbe nascondersi la chiave di un matrimonio felice, poiché non basta avere gli stessi interessi e valori, essere sinceri, condividere i momenti di libertà, trovare spazi per parlare e affrontare i problemi, ma occorre soprattutto dedicare tempo al rapporto di coppia. Lo studio punta proprio sulle discussioni fra coniugi per capire i meccanismi che tengono unite le persone. L’équipe di ricercatori ha analizzato decine di video sulla vita di 80 coppie fra i 50 e i 60 anni, registrate per 13 anni. Nei filmati ci sono scene di vita quotidiana e non possono mancare discussioni e liti. Controllando espressioni, frasi e gesti, i ricercatori sono riusciti a capire le situazioni di maggiore rabbia e le dinamiche che portavano alla pace fra i due. Per studiare lo stato d’animo dei coniugi, gli esperti hanno controllato anche i dati relativi alla pressione, la temperatura e i battiti cardiaci. Gli studiosi ritengono che lo scontro diventa costruttivo e può avere aspetti positivi per rafforzare un legame che sia d’amore o d’amicizia. Dopo un diverbio non è facile ricomporre eventuali rotture: parole che feriscono, critiche, giudizi possono annullare momenti sereni, facendo svanire ogni ricordo felice. Non esistono regole da seguire per fermare quello che potrebbe diventare un primo passo verso la separazione. Ogni coppia ha un modo tutto suo di fare pace, ma, sembra che la felicità di un matrimonio dipenda molto spesso da chi dei due fa il primo passo per mettere un punto alla lite. Nella maggior parte dei casi, se era la moglie a calmarsi per prima il rapporto durava più a lungo e i due si ritenevano “felici”. “Le donne vivono meglio le emozioni - spiega il coordinatore dello studio Lian Bloch - . In ogni rapporto a due c’è qualcuno che guida la dinamica e da un punto di vista emotivo è la donna, dato che il maschio è poco incline per natura a risolvere conflitti di questo genere. La moglie è il termometro di come stanno andando le cose e per questo, da un punto di vista emozionale, le donne hanno la responsabilità dell’armonia del maIrma Mecca trimonio”.

PSICOLOGA

È qualcosa di personale. Come migliorarla

DI INES PANESSA

L’importanza dell’autostima Cala quando stiamo inseguendo desideri altrui trascurando i nostri reali bisogni L’autostima è qualcosa di molto semplice e personale; l’autostima è semplicemente una stima, una valutazione o, se vogliamo, la risposta alla domanda: ”Cosa penso di me?”. Se ci valorizziamo, la nostra autostima sarà alta altrimenti sperimenteremo quella che viene chiamata bassa autostima. Alcuni autori sostengono che la stima di sé origini dal confronto tra l’immagine che ciascuno ha di se stesso e l’immagine di ciò che vorrebbe essere. In questo senso, tanto più il “come siamo” è lontano dal “come vorremmo essere”, tanto più ci si sente come persone di minor valore e si prova insoddisfazione nei propri confronti. Un esempio può essere quello di una persona che vive una relazione affettiva insoddisfacente; nella sua mente immagina una relazione ricca e appagante mentre nella realtà quello che vive è una rapporto scadente e lontano dal suo ideale. La prima cosa da capire quando sperimentiamo bassa autostima è quindi chiedersi: cosa sto valutando di me stesso? Perché è

così importante per me? Perchè l’autostima è così importante? L’autostima è solo una componente del nostro benessere psicologico ma funziona come una particolare lente che ingigantisce o miniaturizza le nostre risorse personali. Chi sperimenta bassa autostima, non sentendosi sufficientemente sicuro del proprio valore e delle proprie qualità, evita di scegliere e agire per un eccessivo timore di sbagliare, sperimenta maggior incertezza e difficoltà a staccare dalla situazione problematica per cercare una soluzione e quando vive un insuc-

cesso soffre maggiormente, associando l’accaduto esclusivamente ad una sua mancanza mentre, quando sperimenta un successo, tende a svalutarlo, sminuirlo. Chi sperimenta bassa autostima infatti vive la sensazione di perdere il controllo dei propri stati d’animo sentendosi spesso mancare le forze e la determinazione per raggiungere i propri obiettivi. Per migliorare la propria autostima è importante occuparsi dei seguenti aspetti: Scoprire quali sono i propri valori fondamentali e quindi fare chiarezza con se stessi rispetto quello che si vuole e quello che non si vuole nella propria vita. Riconoscere le proprie emozioni distruttive: imparare a riconoscere ed entrare in contatto con emozioni maggiormente sane e che ci sostengano nei momenti di difficoltà. Lavorare sull’immagine di sé: molto spesso ci armiamo di buoni propositi e determinazione (voglio dimagrire, voglio smettere di fumare etc..) ma se prima non modifichiamo l’immagine che abbiamo di noi stessi tenderemo inconsciamen-

Le domande vanno presentate entro febbraio

In caso di rigetto della domanda si potrà fare ricorso entro 30 giorni dalla data di ricevimento del respingimento

renza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (c.d. decreto “Salva Italia”); 2.500 lavoratori che, nel corso del 2011, risultino essere in congedo straordinario (art. 42, comma 5,

te a sabotarci. È importante considerare l’autostima come una spia di allarme; quando cala ci avvisa che stiamo inseguendo desideri altrui trascurando quelli che sono i nostri reali bisogni. Cos’è importante per me? Perché ho preso questa decisione? Come mai sono in accordo con alcune persone mentre con altre nascono spesso incomprensioni? I nostri valori sono una bussola interna che seguiamo giorno per giorno e di cui molto spesso non siamo nemmeno consapevoli. Molto spesso infatti quando le persone non hanno chiari quali siano i propri valori, sperimentano la sensazione di frustrazione e delusione di occupare la maggior parte del proprio tempo in attività che davvero non sono importanti per loro, un po’ come essere in viaggio, ma senza sapere se ci stiamo muovendo verso la giusta destinazione. Vivere seguendo i nostri valori significa agire coerentemente con quello che secondo noi è il senso della vita, cosa è importante per provare una maggiore soddisfazione in quello che facciamo e, di conseguenza, una maggior sicurezza e sensazione di pace interiore.

50&PIÙ ENASCO

9.000 Lavoratori da salvaguardare Con la pubblicazione della circolare n. 44 del 12/11/2013 il Ministero del Lavoro ha fornito le indicazioni operative per l’accesso alla salvaguardia pensionistica di 9.000 lavoratori così come indicato dai decreti legge 101 e 102/2013, convertiti in legge a fine ottobre. I soggetti interessati alla concessione del beneficio della salvaguardia sono così individuati: 6.500 lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto tra il 1° gennaio 2009 ed il 31 dicembre 2011, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro medesimo, a condizione che – successivamente alla data di cessazione – abbiano conseguito un reddito annuo lordo complessivo riferito a qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, non superiore a euro 7500 e siano in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che avrebbe comportato la decor-

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Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151) o abbiano fruito di permessi retribuiti per assistere familiari portatori di handicap, i quali perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza della pensione entro il trentaseiesimo mese successivo al-

DI FLOREDANA ARNÒ

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la data di entrata in vigore del citato decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201. Secondo tale disciplina, questi soggetti potranno presentare l’istanza di salvaguardia alle competenti Direzioni territoriali del Lavoro entro e non oltre il 26 febbraio 2014 (decreto legge 102/2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 ottobre 2013). Per quanto riguarda i dipendenti delle Regioni, delle ASL e degli Enti locali che alla data del 4 dicembre 2011 abbiano in corso un provvedimento di esonero (decreto legge 101/2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2014), potranno presentare l’istanza di salvaguardia entro il 27 febbraio 2014. Le domande, oltre che dagli interessati, potranno essere inoltrate anche dai soggetti abilitati (patronati, consulenti del lavoro, commercialisti). In caso di rigetto della domanda, che dovrà essere motivato, si potrà fare ricorso entro 30 giorni dalla data di ricevimento del respingimento. Gli uffici del Patronato 50&PiùEnasco, presenti su tutto il territorio nazionale, sono a disposizione, gratuitamente, per fornire una qualificata assistenza ai lavoratori che potrebbero essere interessati dalle norme di salvaguardia pensionistica.


Buone Feste

benessere

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Il “mediterraneo” olio di germe di grano

L’olio dalle mille sorprese Le proprietà straordinarie della natura a cura del dott. D’Alessandro È uno degli ingredienti base della dieta mediterranea. Si presenta come un liquido denso, di colore giallo e dal gusto gradevole, è usato come integratore alimentare o come condimento nell’alimentazione quotidiana. Per ottenere un chilogrammo di olio di germe di grano ne occorrono mille di frumento, considerando di qualità soltanto quelli spremuti a freddo senza solventi in modo da non alterare le proprietà dell’alimento. Può essere utilizzato a colazione o a pranzo nella quantità di 1 o 2 cucchiaini al giorno, o in perle liquide, preferibilmente a fine pasto per una migliore assimilazione. L’olio di germe di grano è molto ricco di lecitina, provitamina A, vitamine B, B12, D, E oltre a ferro, magnesio, calcio e fosforo. Inoltre contiene acidi grassi essenziali (omega 6 ed omega 3) che lo rendono molto utile per il controllo di colesterolo e trigliceridi nel sangue. È un alimento ricchissimo di vitamina E che ritarda i processi di invecchiamento della pelle e riduce i danni degenerativi dovuti all’inquinamento atmosferico. L’olio di germe di grano è consigliato ai bambini durante lo sviluppo; agli anziani per rafforzare il sistema immunitario, è di facile digeribilità quindi si adatta anche a persone con metabolismi lenti;ed agli sportivi in quanto favorisce l’espul-

sione dell’acido lattico. Infatti contiene l’octacosanolo che migliora la forza e la resistenza alla fatica ed ha anche importanti effetti sulla fertilità e sulla potenza sessuale dell’uomo. L’octocosanolo può rilassare i muscoli contratti dalla tensione nervosa, aumentare l’efficienza degli organi di senso e la prontezza di riflessi. Inoltre, agendo a livello dei micro capillari migliora l’ossigenazione dei tessuti e la tonicità muscolare, quindi è valido per la prevenzione dell’arteriosclerosi e dei disturbi circolatori. L’olio di germe di grano, infine, essendo ricco di vitamina B12, può essere utile anche per i vegetariani i quali possono introdurre un cucchiaio al giorno di olio nella loro dieta. PER SAPERNE DI PIÙ L’olio di germe di grano può essere utilizzato anche per la cosmesi della pelle. Esso ne rinforza il film idrolipidico, favorisce il rinnovamento delle cellule dell’epidermide rendendola più bella ed elastica, risolvendo il problema della pelle opaca e che “tira”. Consigliato anche come protezione da vento e freddo, soprattutto per le pelli secche, aiuta a calmare gli effetti delle dermatiti ed eczemi.

Terapie rivolte a pazienti di ogni età, secondo una programmazione individualizzata

La via del ben-essere Il metodo Mézières-Bertelè per migliorare il benessere inteso come equilibrio psico-fisico

M

igliorare la qualità della propria vita aiutando il corpo ad assecondare i suoi movimenti naturali, per potenziare la grazia e l’armonia, sia fisiche che intellettuali. È il principio del metodo Mézières-Bertelè, un metodo innovativo che permette di “star meglio nel proprio corpo”.Ce ne parla la dottoressa Orsola Viola, pedagogista clinica, che pratica il metodo presso il nuovo centro:

IL METODO MÉZIÈRES Secondo Françoise Mézières i muscoli posteriori del nostro corpo si comportano come un’unica catena muscolare, è necessario pertanto allungare la muscolatura posteriore il cui accorciamento è causa di tutti i disturbi del-

l’uomo. Un’altra scoperta di Mézièresè è che i muscoli più che determinare il movimento delle articolazioni ne sono i freni, di conseguenza è necessario rendere i muscoli più elastici in modo da muovere l’articolazione. I neurofisiologi ci insegnano che i muscoli sono simili a degli elastici, sono strutture dinamiche nello stato di contrazione e di allungamento. Dunque, la sofferenza della fibra muscolare è provocata proprio della perdita fisiologica della sequenza di contrazione-rilasciamento, in quanto questo interferisce con la normale circolazione sanguigna. La tecnica di Mézières consiste nel distendere i dorsali per tonificare i muscoli profondi anteriori e ristabilire il giusto equilibrio dell’energia. Pertanto correggere le no-

stre inadeguatezze significa correggere la nostra rigidità.

MEDIAZIONE PSICOCORPOREA LʼANTIGINNASTICA Térèse Bertherat, allieva di Mézières, applicò gli studi del suo maestro con particolare riferimento all’intervento preventivo come premessa al benessere. La Bertherat inquadrò così una nuova tecnica riabilitativa da lei chiamata Antiginnastica. Questa nuova tecnica è fatta di movimenti che derivano dal corpo stesso, non sono imposti dall’esterno, permettono di sviluppare l’intelligenza dei muscoli per poter vivere il proprio corpo nella sua totalità. Questi movimenti ci danno la possibilità di perdere quelle cattive abitudini che fanno adoperare troppo il corpo e lo deformano, ci aiutano a potenziare e a percepire le nostre capacità: la grazie e l’armonia (non solo fisica ma anche intellettuale poiché vengono stimolati i centri nervosi).

A CHI SI RIVOLGE Le tecniche sono particolarmente indicate per tutte le persone che vogliono migliorare la loro postura, le lo-

Dr.ssa Orsola Viola Pedagogista Clinico - Psicosomatista Terapista Rieducazione Posturale (metodo Mézières-Bertelè)

ro capacità motorie, la forma fisica: per tutti coloro che vogliono, in una parola, star meglio nel loro corpo. Per coloro che presentano problemi muscolari e articolari acuti (ad esempio tendiniti, esiti di distorsioni, fratture, lussazioni, periartriti, lombalgie, cervicalgie, sciatalgie, ernia del disco) e cronici (artrosi, scoliosi, malattie reumatiche). Può essere usato con molta efficacia anche per le malattie neurologiche (per esempio empiplegie, tetraparesi spatiche), congenite e acquisite.

TERAPIE PROPOSTE • Trattamento terapeutico Mézières-Bertelè • Mediazione psicocorporea • Risveglio muscolare • Ginnastica posturale (metodo e tecniche) • Counseling psico-pedagogico clinico • Massaggio antistress • Brain Gym • Touch For Health • Percorsi di gruppo secondo specifiche tematiche

Via C. Galiani, 26 - Foggia Tel. 0881.744687 393.3613666 - 3687490885 www.violaorsola.com - violaorsola@yahoo.it


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Buone Feste

viaggi

A Riva del Garda come al Polo Nord, per salutare il nonno dalla barba bianca

A casa di Babbo Natale A dicembre i più piccoli potranno mettersi all’opera nell’officina degli Elfi

T

utti i bambini del mondo avranno scritto almeno una volta nella loro vita una letterina a Babbo Natale per esprimere i loro desideri. Ma non tutti i bimbi sanno che non è necessario arrivare al Polo Nord per parlare e dare un bacio al Nonno dalla lunga barba bianca. Infatti dal’1 al 30 dicembre Babbo Natale è a Riva del Garda, nella sua accogliente casa circondata dal lago. La Casa di Babbo Natale è una rocca a Riva del Garda, costruita nella notte dei tempi da Babbo Natale e dagli elfi. Non si trova su nessuna cartina e non ci sono cartelli che indicano la strada per raggiungerla ma, una volta superato il ponte magico, per trovarla non si deve far altro che seguire il profumo dei biscotti appena sfornati da Natalina e il rumore degli elfi al lavoro nell’Officina. Può sembrare piuttosto piccola vista da fuori ma nei mondi incantati, si sa, le cose non sono sempre come sembrano. Quando si entra dal portone principale non ci si ritrova nel soggiorno, come ci si po-

trebbe aspettare, ma nel cortile di un antico castello dove ci si può riscaldare con le caldarroste e il vim cot amorosamente preparato dagli amici di Babbo Natale. Qui si affaccia anche la Cucina di Natalina e qualche volta Babbo Natale organizza feste favolose per gli elfi: i profumi del Natale si mescolano con quelli di tè e pasticcini, per allietare i sensi e conquistare anche i palati più difficili. E solo nella Cucina di

Natalina si può gustare la deliziosa Merenda dell’elfo: una tazza di cioccolata calda, una fetta di crostata, un po’ di dolciumi e un coloratissimo cappello da elfo per sentirsi come un vero aiutante di Babbo Natale. Per entrare nelle stanze della casa è necessario cercare il passaggio che porta al Vivaio. Si attraversa l’Ufficio Postale, poi l’Officina degli elfi e la Stanza dei Racconti, con un grande letto e un rifornito guardaroba; Babbo Natale trascorre le sue giornate tra una stanza e l’altra dando una mano dove c’è bisogno. Ama raccontare fantastiche storie ai bambini che lo vanno a trovare, trascorre con loro molto tempo anche perché vuole scoprire i loro desideri più segreti. Nell’Ufficio Postale arrivano milioni di lettere dai bambini di tutto il

mondo. Babbo Natale le legge tutte e dal nome stesso del bambino sa dire come si è comportato durante l’anno; per ogni piccolo ha una lista di “meriti” e “demeriti”, a cui aggiunge i propri commenti. Preparate tutte le liste, le controlla con estrema attenzione e stabilisce i regali che ogni bambino merita. Gli elfi “postini” raccolgono tutte le lettere e le ordinano per indirizzo (nazione, città e via) in modo che i regali possano essere caricati seguendo l’ordine di consegna. L’Officina degli elfi è il posto più rumoroso della casa. Tranne durante le feste organizzate da Babbo Natale (e questo, per fortuna, accade

abbastanza spesso), durante tutto il tempo gli elfi sono occupati a costruire ed inventare lavoretti straordinari. Anche i bambini possono partecipare alle attività che si svolgono nell’Officina, basta fantasia e buona volontà e tutti possono realizzare decorazioni, biglietti e regalini natalizi. Ogni elfo del Polo Nord che si rispetti dedica molto del suo tempo al fai da te. Il periodo che precede il Natale, in particolare, è per loro un periodo di lavoro molto intenso, hanno molti impegni per prepararsi alla festa di Natale: devono pensare agli addobbi per il pranzo, decorare le finestre e gli alberi, finire gli ultimi regali. Di lavoro ce n’è proprio per tutti, anche per i bambini che visitano la Casa di Babbo Natale, che nell’Officina possono mettersi all’opera con colla e forbici, per realizzare ogni giorno qualcosa di diverso. Per i più piccoli spazio libero ai colori, con tanti disegni da completare e appendere sui muri. Forza, Babbo Natale vi aspetta! Per INFO. www.casadibabboIrma Mecca nataleriva.it

In fuga con il partner per un weekend all’insegna del benessere

STRESS DA FESTE? Regalatevi un’evasione romantica Ecco i rimedi offerti dalle Spa per rendere meno stressanti i festeggiamenti natalizi Pronti…partenza…via! Il countdown per i dieci giorni più belli e più frenetici dell’anno è partito. Corsa ai regali, pranzi, cenoni, parenti, tombolate, mal di testa ricorrenti. Mancano pochissimi giorni al Natale e, successivamente al Capodanno, ma lo stress da festività si fa già sentire. Per arrivare al meglio alla fine dell’anno ed incominciare quello nuovo in maniera rilassata e in forma perfetta, perché non dedicarsi qualche giorno in una Spa o alle terme? Magari con la nostra dolce metà, una vacanza romantica e rigenerante allo stesso tempo. Per le coppie che vogliono condividere un’esperienza multisensoriale, ecco una selezione di rituali benessere diversificati, all’insegna della privacy e della

quiete: massaggi antistress, scrub esfolianti, percorsi in area umida sono solo alcune delle proposte. La caratteristica comune è la ricercatezza di particolari nell’ambiente, quali luci soffuse, diffusione di aromi e musica di sottofondo, che aiutino a ritrovare l’armonia nel più totale relax di mente e corpo. Tantissime sono le offerte e i pacchetti offerti dalle Spa più belle e lussuose d’Italia. Se amate la tranquillità del lago, regalatevi una Fuga Romantica, uno dei percorsi benessere da condividere con il proprio partner nel silenzio più assoluto, immersi nella natura incontaminata dello spettacolare Lego di Garda. Il pacchetto standard comprende: due notti, prima colazione in camera, cena à la carte nel risto-

rante, spumante in camera all’arrivo, un percorso benessere con trattamenti riservati alla coppia della

durata di 1 ora e 30 minuti, il tutto accompagnato da un delizioso Gourmet ed un percorso benessere nel lago salino ad uso esclusivo per due. Per chi ama le zone più interne del nostro Bel Paese, i luoghi ideali sono quelli al confine tra Toscana e Umbria che favoriscono il relax e la simbiosi con la natura. Qui, innumerevoli spa, immerse in ettari di boschi e giardini, offrono il perfetto trend-d’union tra il fascino della storia e un incantevole paesaggio. E se c’è chi propone il ‘Pacchetto Cupido’, nel quale la coppia, distesa sul futon, si tiene per mano mentre con tecniche di rilassamento guidato viene effettuata la cristalloterapia attraverso un percorso mistico alla scoperta dell’essenza del proprio essere tra candele, luci soffuse e incensi, il pacchetto Benessere Lui & Lei è sicuramente tra i più completi e intriganti: prevede un massaggio in cabina di coppia, dall’atmosfera romantica a lume di candela e aromaterapia, con il quale alla coppia viene donato un intimo benessere psico-fisico, che si conclude con l’applicazione del fango su tutto il

corpo al fine di drenare e rassodare. Ma se volete offrire il meglio alla vostra dolce metà, il top per Lonely Planet (la celebre casa editrice australiana che dal 1972 pubblica 500 guide di viaggio coprendo 195 Paesi) risultano essere le Terme di Saturnia, indicate come l’unica italiana fra le prime dieci migliori sorgenti termali benefiche in Europa. Un vero prodigio nel cuore della Toscana, l’acqua, spinta dal sottosuolo, si ricambia completamente ogni quattro ore per sei volte al giorno all’interno del cratere termale e zampilla da 3mila anni a una velocità di 500 litri al secondo, con una temperatura costante di 37,5 gradi centigradi. Insomma, non bisogna andare lontano per rendere più rilassanti la vacanze a due e queste sono solo alcuni dei possibili momenti di rilassamento che una coppia può regalarsi, per rendere meno caotiche e stressanti le ore che precedono l’avvento del nuovo anno. Con questo auguriamo a tutte le coppie un 2014 pieno d’amore, di relax e di momenti unici da vivere intensamente. Simona Donatelli


Buone Feste

sociale

A Foggia il volontariato ha il nome di…

“Ciao Bambini” Dallo sportello di ascolto, all’aiuto economico, al doposcuola per i bimbi, i volontari foggiani offrono un sostegno concreto a chi ne ha bisogno. È evidente che stiamo vivendo un periodo storico particolare: il costo della vita più alto, la difficoltà di mantenere un posto di lavoro stabile e, conseguentemente, arrivare dignitosamente a fine mese. A farne le spese è la particella più importante della nostra società: la famiglia. Per fortuna il desiderio di aggregarsi, di collaborare e di andare avanti c’è e si sta manifestando grazie all’aiuto concreto tra concittadini. Questo è quello che si propone di fare l’associazione di volontariato “CIAO BAMBINI”, nata per fornire tutti quei servizi integrativi che servono a salvaguardare il diritto della famiglia. Diritto alla vita, all’unione familiare, al gioco, all’alimentazione, ad una casa, allo studio, ad un corretto inserimento sociale di tutte quelle persone in situazioni svantaggiate, ed a tutto ciò che è indispensabile per vivere nel proprio contesto sociale, ma che purtroppo molte famiglie e bambini hanno in maniera imperfetta. I volontari di ‘CIAO BAMBINI’ tramite azioni come laboratori di dolci e salati prepa-

rati in modo artigianale, creazioni di bamboline, confezionamento bomboniere solidali ed organizzazione di mercatini di beneficenza, promuovono interventi di orientamento e di prima necessità rivolti alla famiglia e alle persone che versano in situazione svantaggiate. L’associazione inoltre offre: uno sportello informativo di consulenza ed assistenza nell’ambito dell’affidamento familiare e dell’adozione internazionale; uno sportello anti-stalking, diretto in forma gratuita da un gruppo di professionisti, comprendente attività di ascolto, consulenza e assistenza in casi di conflittualità e violenza domestica legate alla sfera della famiglia. Per ulteriori informazioni ‘CIAO BAMBINI’ si trova in Viale Candelaro 100/A – zona Piastre, Tel-fax 0881-748927, info@ciaobambini.fg.it. Il Centro D’Ascolto Legale è aperto di martedì, ore 10,00 - 12,00, previo appuntamento. L’accoglienza è affidata all’Avvocato Anna Ferrucci che svolge l’attività in forma gratuita. Simona Donatelli

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