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Anno II - Numero 10 del 9 dicembre 2012

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Domenica 9 dicembre 2012

Anno II - Numero 10 del 9 dicembre 2012

pag. 2Vignetta RISTRUTTURAZIONI TOTALI E PARZIALI DI APPARTAMENTI RISTRUTTURAZIONE DI ESTERNI DI INTERNI EDIFICI O PARCHI - TETTO TERMICO PRONTO INTERVENTO E MANUTENZIONE

pag. 3Editoriale pag. 4 Cronaca pag. 5 La Città lavoro e DIGNITA’é dramma! pag. 6 Rubrica Incidenti e contestazioni prima della fiaccolata per il lavoro. Due arresti pag. 7 Rubrica pag. 8 Storia pag. 9 Cultura pag. 11 Politica pag. 12 Eventi pag. 13 Politica pag. 14 Mondo pag. 16 Rubrica pag. 17 Napoli pag. 18 Eventi pag. 21 Rubrica pag. 22 Economia pag. 23 Teatro TEL./FAX: 081.0382732 CASORIA (NA)

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di Carmine Mondola di Pasquale D’Anna di Gianni Bianco di Rosaria Ascolese di Enzo Marino di Enzo Marino di Vittoria Caso di Vittoria Caso di Marzia Luciano di Emiliana Cresci di Vincenzo Russo di La Redazione di Valerio Cresci di Pasquale Lucchese di Maria Gentile di Pina Savorra di Tommaso Arcella di Eduardo Paola

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Periodico settimanale a diffusione gratuita Anno II n. 10 - 9 dicembre 2012 Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 4925 del 28/09/2011 Direttore responsabile: Pasquale D’Anna direttoredomenicale@libero.it Redazione: Via G. Marconi, 80026 Casoria (NA) redazionedomenicale@libero.it Stampa:

Via dell’Indipendenza, 37 80021 Afragola (NA) graficatuccillo@libero.it Edito da: Associazione Culturale Kasauri Casoria (NA) Progetto Grafico e Impaginazione: Marco Capparone Questo numero è stato chiuso in redazione Giovedi 6 dicembre 2012 LA REDAZIONE Rosaria Ascolese

Il graffio di Ciemme

Gianni Bianco Marco Capparone Vittoria Caso Valerio Cresci Emiliana Cresci

Casillo e i suoi stanno ancora contando i voti di Tabacci...

Gennaro Crispino Gea D’Anna Massimo D’Auria jr Ciro Esposito Angelo Ferro Maria Gentile Pasquale Lucchese Marzia Luciano Pellegrino Mazzone Carmine Mondola Raffawele Nocera Domenico Pagliuca Francesco Pagliuca Eduardo Paola Amalia Vettoliere Maria Ranieri Mario Romano Vincenzo Russo Pina Savorra Luca Tramici Umberto Simonetti Ernesto Valiante

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Domenica 9 dicembre 2012

Pasquale D’Anna

direttore@ildomenicaledicasoria.it

R

assegnazione, distacco e in qualche caso indifferenza, questo prova la società civile casoriana nei confronti della politica locale. Tutto questo è logica conseguenza, delle troppe delusioni patite negli ultimi decenni dalla città, sempre più desiderosa di normalità. Il risultato e lo svolgimento delle primarie, confermano invece ( ce n’era bisogno?) tutta una serie di elementi che continuano ad “avvelenare” in qualche modo il clima politico in città, in primo luogo una litigiosità continua e una mancanza di proposte e programmi. Il Sindaco Carfora dovrebbe farsi promotore di una conferenza sui temi importanti per il futuro della città. Movimenti civici e soprattutto Sinistra e Libertà con Fortunato De Rosa hanno ribadito l’opportunità di indire una sorta di “Stati Generali”, per fare il punto della situazione e “individuare attraverso una dialettica concreta e propositiva fra tutte le forze politiche, sociali ed economiche della nostra Città soluzioni appaganti e soprattutto subito eseguibili senza perdere tempo, perché la gente e soprattutto i nostri giovani non possono più aspettare”. La politica oggi a Casoria è spesso costretta a rincorrere e a governare processi di crisi e di rapidi cambiamenti – le maggioranze spurie e i salti della quaglia certamente non depongono a favore di prospettive limpide e coerenti. Mi permetto di suggerire al Sindaco ( cosi come ha fatto con Sel) di costruire un dialogo complessivo per raccogliere preoccupazioni, critiche e speranze, ascoltando finalmente, e portandole a nuova sintesi, le idee e i suggerimenti per rilanciare la nostra città. Una città che appare oggi interrotta, quasi bloccata, piegata su se stessa, come lo è il centro storico alle prese con un declino irreversibile. La città perde di continuo pezzi della sua storia e della

EDITORIALE

L’amarezza… sua economia, senza che ci siano progetti chiari e condivisi per superare il rischio dell’impoverimento e del declino. Non è più immaginabile una politica che non coinvolga la società civile, le associazioni portatrici di un’esperienza, di una cultura e di una capacità di ascolto e di conoscenza maturate sul campo e indispensabili per fronteggiare le sfide inedite che abbiamo davanti. Certo, prevale l’amarezza di constatare troppi errori, troppi privilegi concessi a persone inutili (ma questo è il vecchio vizio della politica). L’amarezza è grande pensando alle occasioni mancate dalla politica locale, che senz’altro fanno il paio con quella regionale e nazionale. La settimana scorsa abbiamo pubblicato un bellissimo articolo di Pasquale Lucchese sulla sicura candidatura di Giorgia Meloni alle primarie. Competizione democratica che sembra naufragata, nel mare limaccioso e maleodorante del Pdl, un partito ormai allo stato aeriforme che in Campania punta sul rinnovamento, affidando tale processo a Nicola Cosentino e Giggino Cesaro…al posto di Massimo Iodice non solo mi sarei dimesso da capogruppo del Pdl molto prima, forse, non avrei nemmeno aderito ad un partito composto da simili personaggi che causarono la sconfitta del brillante commercialista casoriano per le loro ridicole beghe interne.Quanta amarezza nel pensare agli anni sprecati ... Evola sosteneva: non resta che salire sulla torre d’avorio ed isolarsi per coltivare il proprio spirito, tra iniziazione ed ascesi. Grande è l’amarezza nel pensare alla ignavia ed alla viltà di quanti un giorno si e l’altro pure continuano a prometterci una nuova legge elettorale, tagli sostanziali ai loro privilegi e alle loro vergognose pantomime.Forte è l’amarezza nel pensare alle riforme messe in campo in stile giacobino da questo governo dei tecnici (sigh), che però non

è stato in grado di assicurare un futuro agli esodati, ha avuto paura di mettere mano ad una idea seria di patrimoniale e ha sfinito la nazione con tagli vessatori e strutturalmente inadeguati. Per la politica mi viene in mente Casini ( ma ve ne sono tantissimi altri), che in Campania è in amministrazione in 45 paesi con il centrosinistra e nei restanti tiene la coda al centrodestra…nelle sue ridicole esternazioni pro-Monti, avvolto nel suo cangiante pulloverino di cachemire potrà mai immaginare l’amarezza e la disperazione dei lavoratori della Carrefour di Casoria, di quelli dell’Ilva, di quelli dell’Eav, di quelli della Stagrame e dei ragazzi del Movimento disoccupati per la legalità? La distanza tra paese legale e paese reale è ormai siderale.Conoscerà il buon Casini o Fini o chiunque altro degli inquilini di Palazzo Madama e Montecitorio, l’ultimo pietoso sguardo anonimo che si è posato distrattamente sul volto stanco di Isabella, su quel corpicino infreddolito che doveva correre per non far tardi a lavoro, stroncata a 34 anni da un malore su un vagone desolato della metropolitana domenica 18 novembre. Isabella è stata proclamata icona del paese reale: conosceranno o potranno mai immaginare queste amebe il sorriso spento dei quattro figli di Isabella che hanno imparato dalla mamma che ogni giorno è meritevole di essere vissuto, anche se scende il buio nel cuore e nell’anima. Per noi Isabella Viola continua a vivere. Perché noi siamo sicuri solo di una cosa: che il governo dei tecnici non sa cosa accade alle famiglie normali, i parlamentare nazionali e regionali nemmeno. Che tutti sappiano invece, e, soprattutto, tengano sempre presente, che Isabella Viola è morta di fatica a soli 34 anni, su una panchina del Metrò, lasciando a casa quattro bambini che inutilmente aspettano il suo ritorno…

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CRONACA POLITICA

Gianni Bianco

gianni.biancogb@libero.it

L’anno 2012 per il calendario Maya dovrebbe essere l’ultimo per la storia dell’umanità. Personalmente agli oracoli e alle previsioni catastrofiche non credo ma in Italia e nella parte di nazione in cui viviamo, l’Area a Nord di Napoli, la frase “crisi economica” si lega spaventosamente alla parola “fine”, un vero dramma per chi oggi perde il lavoro o chi in questo periodo chiede lavoro.Sono tante le vertenze che oggi interessano i tanti lavoratori di Casoria. La Montefibre di Acerra continua il periodo di Cassa integrazione. Lo scorso anno abbiamo seguito con trepidazione la vicenda “Alenia - Aermacchi” e la conclusione amara per Casoria che ha perso il polo di eccellenza aereonautico . La Stagrame di Casavatore, azienda che cura la stampa per lo Stato e la Delphinia di Casoria, società che gestisce il Palacasoria e l’adiacente Piscina, sono entrambi in crisi. Se alle realtà piccole e grandi, affianchiamo l’indotto economico di ditte di trasporto, di pulizia, di trasformazione, di addetti alla manutenzione, etc., il numero diventa preoccupante. Inutile puntualizzare che per la maggior parte di questi ultimi il cosiddetto “paracadute sociale”, non esiste. La prima pagina del nostro settimanale, l11 novembre 2012, n. 7, è stata dedicata alla chiusura del Carrefour, a un pezzo di storia della nostra città che andava via e soprattutto all’odissea che da due anni vivono i lavoratori dell’ex

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Domenica 9 dicembre 2012

A luci spente

Sfocia in ressa il dramma occupazionale a Casoria Euromercato, secondo Iperstore d’Italia, primo del centro sud. Da quel momento tanti altri articoli, locali e nazionali a sostegno della vertenza Carrefour, e le cose sembrano essersi messe sul binario giusto, recupero delle spettanze arretrate di sette mesi, cassa integrazione per il 2013, soluzioni concrete per la riapertura. Lo abbiamo promesso ai lavoratori, un articolo ogni mese sarà dedicato dal Domenicale al “problema lavoro” e questa vicenda, come altre saranno sostenute. Oggi anche le Istituzioni cittadine, regionali e nazionali, dopo un periodo di distrazione, sono sul problema Carrefour, speriamo fino in fondo. Lunedì 4 dicembre alle 19,00 il Consiglio comunale, i sindacati, le associazioni, erano in piazza Cirillo per la fiaccolata. I lavoratori, come previsto dall’organizzazione, si raggruppano all’esterno del Palazzo comunale insieme al parroco di San Mauro Padre Mauro Zurro, insieme a tanti altri cittadini comuni per la fiaccolata. Mentre i lavoratori si allineano in prima fila dietro lo striscione in attesa del primo cittadino, avviene l’impensabile. Alcuni disoccupati del movimento di lotta per il lavoro Casoria, bloccano il corteo e vietano la fiaccolata. Ci sono attimi di tensione, qualche spintone, dopo una mezz’ora tutti a casa, le fiaccole si spengono. La causa scatenante della protesta è stata il fermo di due disoccupati che, nella sala consiliare,

avevano protestato in modo tenace contro il sindaco e il presidente del Consiglio comunale. L’aria che tirava dalle 17,00 o giù di lì non era certo delle migliori, ma le notizie del riconoscimento della cassa integrazione per il 2013 e gli interventi di sostegno alla causa da parte di tutti, sindacati e rappresentanti Istituzionali, sedavano gli animi preoccupati. Verso la fine della scaletta degli interventi, nella sala gremita a dismisura, saliva la tensione e le discussioni tra i presenti. Un disoccupato iniziava a inveire contro il Sindaco lanciando una scarpa verso il banco della giunta, scoppia una ressa e ne fa le spese un poliziotto in borghese. Da un’altra parte della sala un altro disoccupato è bloccato in tempo dalle forze dell’ordine. All’esterno, dopo il fermo dei due disoccupati e il conseguente trasporto in commissariato ad Afragola aumenta la tensione al punto che iniziano le invettive contro i lavoratori del Carrefour fino a vietare la fiaccolata. La scena difficilmente sarà dimenticata dai presenti. Mentre guardavo quelle scene di volti impauriti e facce arrabbiate; mentre ascoltavo le grida di paura da un lato, quelle di minacce dall’altro, guardavo l’albero di Natale acceso di luci azzurre nella piazza di Casoria e riflettevo su di una frase pronunciata da un lavoratore del Carrefour: “ Niente fiaccolata stasera, ha vinto la guerra tra poveri”.


Domenica 9 dicembre 2012

Rosaria Ascolese

rosaria.ascolese@libero.it

Siamo a inizio dicembre: è tempo di regali, pacchi e pacchetti da comprare e ricevere. I casoriani quest’anno, sotto l’albero, riceveranno un doppio regalo: due bollette TARSU invece che una. E, come se non fosse abbastanza, il saldo IMU da pagare. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di spiegare la seppur ingarbugliata vicenda TARSU. In città da qualche settimana imperversa il panico da “bolletta pazza”. Perché? Il periodo in cui arrivano gli avvisi per la Tarsu è, di norma, tra i mesi di settembre e novembre. Lo scorso anno il Comune ha inviato con estremo ritardo i ruoli all’Equitalia (l’Ente incaricato per la riscossione dei tributi) e ciò ha ingenerato un meccanismo a catena: i cittadini si sono visti recapitare a casa non solo la Tarsu di quest’anno (arrivata in tempo) ma anche quella relativa al 2011. E si è scatenato il caos tra i cittadini stessi che, giocoforza, si troveranno a pagare quasi in contemporanea, due anni. Nell’avviso bonario arrivato in questi giorni sono indicate quattro rate di pagamento (da novembre 2012 a maggio 2013). Per avere qualche notizia certa e per dovere di chiarezza nei confronti dei cittadini , purtroppo sempre vittime di un sistema di pubblica amministrazione che ha ampiamente superato il limite di inefficienza tollerabile, abbiamo contattato Pasquale Tignola, Assessore all’Ambien-

LA CITTA’

REGALI DI NATALE PER I CASORIANI…. te del Comune di Casoria. Queste le sue l’aveva fissata a 3,50 euro al metro quadichiarazioni: “Senza tornare su colpe e drato, noi siamo riusciti, grazie all’imperesponsabilità di chi ci ha preceduti, am- gno del settore finanze, nel 2012, a ridurla a 2,84 euro al Mq. Un grazie va rivolto anche ai cittadini e al loro impegno per la raccolta differenziata che ci ha consentito un sensibile ma comunque importante risparmio”. Ma come accennato prima, la TARSU non è l’unico regalo che i casoriani troveranno sotto l’albero: ci si mette pure l’IMU. Ai cittadini restano ancora pochi giorni per fare i calcoli e versare la seconda (o in pochi casi la terza) ed ultima rata Imu del 2012: nessuno slittamento sulla tabella di marcia, si dovrà pagare mettiamo che c’è stato un evidente ritardo entro lunedì 17 dicembre. Nessun rincaro, che sembra gravare, ora, sulle tasche dei però, rispetto a giugno: mantenuta l’alicittadini casoriani. Tuttavia stiamo lavo- quota del 4 per mille per la prima casa (più rando per risolvere al meglio il problema bassa rispetto a molti comuni del napoleed il fatto che ci sia stato un –seppur gra- tano). Per la seconda casa, invece, si deve ve- ritardo nell’invio dei ruoli, non vuol far riferimento alle tabelle catastali. Per il certo dire che questo ritardo ed il conse- pagamento si potrà optare per il classico guente disservizio durino per sempre. Dal modello F24 allo sportello della banca o prossimo anno la situazione tornerà ad es- per un nuovo modello di bollettino postasere normale. E’ davvero un peccato che le autorizzato dal Tesoro. Sul bollettino, ci sia stato questo disservizio, in quanto lo messo a disposizione gratuitamente da stesso fa passare in secondo piano il lavo- Poste italiane presso tutte le proprie agenro e l’impegno di questi mesi, che ci han- zie, sarà riportato il numero di conto corno consentito di abbassare l’aliquota. La rente 1008857615, valido indistintamente tassa è infatti diminuita circa del 20% ri- per tutti i Comuni del territorio nazionale, spetto allo scorso anno”, fa notare Tignola intestato a ‘Pagamento Imu’. E auguria“ infatti mentre la seppur breve gestione moci di non trovare altri regali di questo commissariale (febbraio- giugno 2011) genere. Almeno per il prossimo Natale.

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Non cercate coerenza o un filo conduttore o uno stile letteario... vi saranno negati! Questa rubrica sarà solo il passepartout tra me e voi quando io navigherò tra i miei ricordi veri o fantastici, nostrani o internazionali, sociali o spirituali

Domenica 9 dicembre 2012

RUBRICA

ENZO

M A R IN O

VIAGGI NELLA MEMORIA,VIAGGI NELL’ESTRO

“Casoriaâ€? – 1920 – (l’arrivo al paese) – III/IV Il vetturino, con tono distratto, forse per vanificare l’intonazione irritata del passeggero, forse perchĂŠ miscredente, forse perchĂŠ ubriaco d’aria pura di campagna, intonò una macchietta a squarciagola in voga in quel periodo con moltissimi doppi sensi ed allusioni, che fece sfumare, in un lampo, quell’atmosfera pesante e coinvolse tutti in allegre risate. Fu cosĂŹ che quel viaggio iniziato in malinconia si trasformò in una gioiosa e spensierata gita, una scampagnata senza preoccupazioni anche perchĂŠ le bimbe, Rosa e Ninetta, connolliate dalla carrozza, dormirono beate senza dar fastidio. Per un attimo tutti percepirono il rispetto per l’essenzialitĂ della vita agreste ed il rifiuto per le complicazioni della cittĂ . Avvicinandosi all’agglomerato urbano notarono alcuni palazzotti sparsi nel verde, mentre sullo sfondo, tra alcune acacie, s’intravedevano le case asimmetriche dai tetti piatti, lastricati di pece nera o spioventi a tegole rosse, su cui dominavano un’imponente cupola grigio-piombo e un nudo campanile di tufo giallo. Su alcuni palazzi vi erano ricche piccionaie, dove i colombi riempivano di garruli l’aria, ed eleganti belvedere proiettati audacemente verso il cielo, da dove gli abitanti scrutavano all’infinito cielo, terra, mare e fantasia. Si scorgevano anche diversi sentieri, segnati dai pini nostrani, che

portavano alle masserie ricche di ortaggi e di chiassosi animali, mentre i campi seminati a frumento, a catarozze, a lupini, a cicerchie, a fagioli, o semplicemente ricoperti di cannaucci di canapa o stucchi di granoturco ormai senza spognee arsi dal sole erano rotti da dolci fichi, da arbusti carnosi di Opuntia e da filari di viti avvinghiati ad altissimi pioppi. Di tanto in tanto la natura del terreno variava per i pasteni di cachi ancora verdi, di boschetti di noci ormai pronti ad esser scugnati e qualche melograno con frutti appena appena rosati di sole.Arrivarono a Casoria dopo mezzogiorno e le strade erano quasi deserte, sia per l’ora del desinare, sia perchĂŠ il sole picchiava forte sul terreno e sulle pietre, giĂ inariditi per la lunghissima e “duraâ€? estate. C’era un silenzio ed una tranquillitĂ  irreale, specie per chi era abituato a vivere nel dinamismo cittadino. Don Guglielmo e donna Nunziatina subito intuirono che avrebbero rimpianto non solo la confusione della Piedigrotta, ma anche la semplice vivacitĂ  quotidiana di Napoli. Si resero anche conto di essere giunti in un paese suggestivo. Sembrava di aver raggiunto un territorio creato dalla fantasia di un bucolico narratore, congegnato con gli ingredienti del fantastico, concepito per ospitare i personaggi di una favola nuova. Questo paese dava l’impressione che fosse

costruito proprio per ambientare i cunti coevi, e, solo per la giovane etĂ , non si resero subito conto che essi stessi stavano dando inizio ad una storia da poter poi raccontare ai loro nipoti.L’impatto con la periferia, dischiuse ai loro occhi una vasta area rettangolare, curva e polverosa, che scoprirono che era chiamata dagli abitanti del luogo: fore ‘o Pruvulino, civicamente piazza Giovanni Pisa. I giovani sposi notarono, sulla sinistra, una moderna e graziosa chiesa a ridosso di un robusto palazzo e, sulla destra, alcuni edifici contigui piĂš semplici e disarticolati, che poi si rivelarono anch’essi luoghi monastici d’impegno cristiano. Poi, di seguito, c’era l’agglomerato urbano distribuito su due arterie.La carrozza si fermò proprio in fondo a questo spiazzo, dove spiccava una casa signorile a due piani delineata, a sinistra, ad angolo retto con la via Cavour e, a destra, ad ottusangolo con via S.Mauro. La sosta fu insolita, perchĂŠ non prevista dalla corsa regolare, ma nessuno protestò; mentre Nunziatina notò alcune “lazzarescheâ€? figure, schizzate fuori da chissĂ  dove che aiutarono i passeggeri, presi al Reclusorio, a saltare giĂš dall’omnibus, guadagnando cosĂŹ due mmummarelle vuote e qualche soldo.In genere la vettura si fermava solo nella piazza principale del paese, mieze ‘o piscinaro, ovvero in piazza



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Domenica 9 dicembre 2012

Giuseppe Zanardelli. La carrozza aveva la sosta vicino alla fontana pubblica, dove c’era anche la fermata del tram, prima di intraprendere il viaggio di ritorno. La pausa per la fine della corsa ritornava utile per rinfrancare non solo il cavallo, ma anche il conducente, prima di riprendere la via del ritorno. Questa volta, però, il vetturino, un bonaccione tutto cuore e fervore, acconsentì a cambiare percorso perché non c’erano altri passeggeri a bordo; e, poi, perché voleva permettere alla giovane famiglia, con due piccine che dormivano ancora, di scaricare i bagagli vicino casa. Ora che il tempo è passato diciamo pure il resto della verità: gli era stato promesso una bottiglia di schietto vino paesano. Fu per tutti questi motivi che, allora, il cocchiere fece l’insolita deviazione, invece di tirar dritto per la piazza, svoltò a destra per la chiesa di S.Mauro. Don Guglielmo e donna Nunziatina iniziarono da subito ad osservare con maggiore attenzione le strade di questo paese che presto sarebbe

SOCIETÀ UNIPERSONALE

diventato il loro ambiente familiare, pertanto, incuriositi, ne scrutavano la strada, i palazzi, i balconi, e sbirciavano nei vasci o dentro ai portoni, i loro sguardi si soffermavano su tutti i particolari che al momento attiravano la loro attenzione.

intonaci e decorazioni sobri, frammisti ad altri villerecci con tufo a vista, mentre la maggior parte dei cortili erano ampi e attrezzati per le attività rurali, ma anche ben acconciati con piante e fiori in quantità. I due sposi si meravigliarono per i tanti giardini interni rigogliosi di piante ed arbusti in fiore, di palmizi di varie altezze, di alberi da frutta e di piante esotiche. C’era di tutto in quei giardini: peschi, mandorli, meli, peri, nespoli, ciliegi, melograni, fichi, aranci, mandarini e limoni.E non mancavano gli alberi eccentrici, che erano stati piantati per soddisfare gli sfizi dei padroni, i quali, a stretto contatto con Napoli, avevano raffinato il loro gusto. Coltivavano le amarene, i cetrangoli e i limmi per distillare i rosoli, i purcuochi per aromatizzare il vino d’estate, i cachissi dolci e molli per dessert pomeridiani, ‘e sovre per curare le Ciò che colsero i loro occhi, al primo bronchite e gli attacchi d’asma d’inverno, acchito, fu una continuità con il paesaggio le crisòmmole, le ceveze, le verdognole della campagna che proseguiva nelle nespole giapponesi e le rampicanti e piccole corti e fluiva oltre i palazzi.I pallide “melanzane americane” per un palazzi avevano una linea essenziale con desiderio speciale. (continua)

COMUNICATO

Le critiche condizioni igienico sanitarie delle strade cittadine, legate all’attuale fase di EMERGENZA RIFIUTI, impongono un maggiore impegno e senso di responsabilità tra le istituzioni locali, cittadini, commercianti, artigiani, ecc. nella raccolta differenziata dei rifiuti. La Casoria Ambiente S.p.A., confida nel grande senso civico di tutti. Tale situazione emergenziale è dovuta al cattivo funzionamento delle discariche per lo sversamento dei rifiuti indifferenziati che comporta notevoli disagi per la raccolta dei rifiuti differenziati. E’ necessario, quindi, un ulteriore impegno da parte di tutti per diminuire la percentuale di indifferenziato al fine di sversare meno nelle discariche e concentrare maggiori energie per la raccolta differenziata e , pertanto, si La cittadinanza ad una maggiore collaborazione nell’effettuare la differenziazione dei rifiuti, rispettando i giorni e gli orari già stabiliti dalle brochure informative.E’ nostro obiettivo raggiungere al più presto possibile una percentuale del 70% di raccolta differenziata, tale risultato, sarà possibile ottenerlo soltanto con la massima collaborazione di tutti e a tal proposito comunichiamo ai cittadini alcuni consigli: 1) con l’entrata in vigore della nuova normativa inerente la raccolta rifiuti i cittadini potranno inserire nei sacchetti per la raccolta della plastica anche i bicchieri e piatti di plastica debitamente risciacquati e puliti; 2) cause eccezionali ed imprevedibili potranno provocare ritardi per la raccolta della differenziata , ciò, non deve creare allarme e disaffezione nella cittadinanza ; 3) la Casoria Ambiente, infatti, non impiega automezzi specifici per la raccolta della carta o della plastica ma gli stessi automezzi vengono impiegati a turno per la raccolta dell’indifferenziato e per lo sversamento in discarica dello stesso che per i motivi sopra esposti può comportare notevoli ritardi ciò nonostante i rifiuti saranno comunque e sempre differenziati. Si raccomanda, in particolare, l’osservanza degli orari stabiliti dalle 20.00 di sera alle 05.00 del mattino per il deposito dei rifiuti differenziati (Multimateriale - Carta - Umido) fuori all’ingresso delle abitazioni e dei condomini e per quanto riguarda l’umido usare unicamente gli appositi contenitori. Il rispetto di quanto sopra è essenziale per l’ottimizzazione del servizio della raccolta e limitare al massimo i disagi recati alla popolazione. Si comunica inoltre che per qualsiasi informazione o suggerimento è a disposizione della cittadinanza la e mail dell’ Ufficio Relazioni Pubbliche info@casoriambiente .it

INVITA

Assessore all’Ambiente Avv. P. Tignola

Sindaco Dott. V. Carfora

Pres. C.d.A. Casoria Ambiente Dott. F. Girardi 7


Domenica 9 dicembre 2012

STORIA E CULTURA

Vittoria Caso

vittoriacaso@yahoo.it

“L’amore, caritas, è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. E’ una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta” (Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in Veritate”)“La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio. Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino.”(Benedetto XVI, Lettera Apostolica “Porta Fidei”)Queste espressioni di Benedetto XVI introducono degnamente Ludovico da Casoria, singolare figura di Frate Minore, ardente testimone della carità di Cristo. E’ egli stesso che ci parla, attraverso le parole del suo Testamento; parole non solo toccanti ma, soprattutto, utili a comprendere quale sia stata la scintilla che ha fatto poi divampare un vero e proprio fuoco d’amore: “Il Signore - egli scrive - mi chiamò a sé con un amore dolcissimo e con una carità infinita mi guidò e mi diresse nel cammino della mia vita”. E’ questa la forza che spinge Ludovico, a dedicarsi ai più poveri: ai sacerdoti ammalati, agli immigrati africani, ai muti, ai ciechi, ai vecchi, agli orfanelli. Le opere, l’attività instancabile, l’impegno profuso per i più deboli, per i bisognosi, per gli indigenti è cosa nota a tutti, per cui è superfluo elencare una dopo l’altra le iniziative intraprese da Fra Ludovico. Questo grande figlio della Chiesa di Napoli, ha fatto suo il carisma di Francesco d’Assisi e l’ha vissuto a pieno nella società del suo tempo, nell’Italia del secolo scorso, assumendo attiva responsabilità nei confronti delle più gravi forme di povertà, calandosi con cristiana compassione nella quotidianità della sua gente e dei suoi drammi. L’ampiezza e l’incisività del raggio d’azione del suo apostolato ci stu-

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PADRE LUDOVICO Attualità del messaggio

piscono ancora oggi! E’ la fede, il quid che ha dato a Frate Ludovico la forza interiore per realizzare la sua straordinaria missione. Egli, infatti, dice: “La fede è la visione di Dio, accende l’anima, illumina la mente, e mette in opera tutto l›uomo….. La mia ragione illuminata dalla fede fu indotta ad amare Cristo e i poverelli di

Cristo, determinò la mia volontà, ad operare verso Dio e verso il prossimo: …. Mi determinava ad essere caritatevole, umile e zelante; ardeva dentro di me un grandissimo foco di amore pei poverelli di Cristo. I malati sacerdoti furono i primi miei amori, poi i poveri africani, pei quali avrei voluto esporre la mia vita per la loro salvezza; i muti, i ciechi, i vecchi e gli orfanelli sono stati gli amori del mio cuore, della mia fantasia e della mia natura. Chiedevo nella preghiera ardore nell’operare, amore di Dio nei combattimenti, nei travagli, nelle angustie, nelle contraddizioni, ed esclamavo sempre: o amore, o morire di amore.” Queste parole indicano con estrema chiarezza la via da percorrere anche oggi. P. Ludovico ci insegna con il suo

esempio a vivere per gli altri come costruttori di carità e di solidarietà. Nuovi e crescenti sono i bisogni degli uomini contemporanei, soprattutto dei giovani, che, disorientati dalla complessità della società odierna, cercano valori forti che diano un significato al loro essere al mondo. Al fine, pertanto, di rispondere a queste nuove esigenze, i vescovi italiani, nel documento “Evangelizzazione e testimonianza della carità” esprimono con chiarezza “l’intimo nesso che unisce verità cristiana e sua realizzazione nella carità, secondo il detto paolino <<fare la verità nella carità>>” (Ef 4, 15).In particolare, il documento evidenzia il bisogno di concretezza e la necessità di verificare nella pratica l’autenticità della teoria. La verità cristiana, pertanto, risponde pienamente a tal esigenza perché si traduce in amore, proprio attraverso la pratica della carità. “Desideroso di autenticità e di concretezza l’uomo di oggi, -infatti, (Paolo VI)- apprezza più i testimoni che i maestri; solo dopo essere stato raggiunto dal segno tangibile della carità, si lascia guidare a scoprire la profondità e le esigenze dell’amore di Dio”. Fra Ludovico ha creato, attraverso le sue molteplici iniziative, dei “luoghi in cui l’amore di Dio per gli uomini può essere non solo sperimentato ma addirittura toccato con mano”. Ludovico, al secolo Arcangelo Palmentieri, è un esempio che sollecita adulti e giovani a dare testimonianza d’amore, prova di fede e, quindi, di carità nelle più svariate situazioni e circostanze: nel lavoro, negli affari, nella politica, nella cultura, nello sport, nel tempo libero, nel quotidiano. La sua carità, che, come diceva Capecelatro“rassomigliava un po’ a certi fiumi, che nascono piccoli e modesti sulle prime sorgenti, ma poi per via s’alzano e s’accrescono ad ogni tratto” rende Fra’ Ludovico una figura carismatica in cui la grazia


Domenica 9 dicembre 2012

divina e la fede umana convergono fino alla santità. E sottolineo “santità”. Una vita vissuta in nome di Dio, consacrata all’amore! Un itinerario spirituale straordinario! La fede incrollabile gli consente di innescare la spirale dell’amore e del bene con forza contagiosa, che si comunica da uno sguardo all’altro, da una persona all’altra. Silenzioso e sereno è il suo procedere lungo la strada della carità, illuminata dal bene, dall’altruismo, dalla fede. Immedesimarsi in quest’amore e sentirsi coinvolti da questo messaggio ricco di pietas cristiana, vitale per una società come la nostra, bisognosa di recuperare ideali che diano un significato alla vita, è naturale! Una missione d’amore: “Amare è donare fino al sacrificio di sé”, è convinto Fra’ Ludovico, infatti, è pronto a tutto per chi ha bisogno, memore della presenza di Dio nel povero “quel povero che è non solo il nostro prossimo ma fratello nostro così come fratello di Cristo” e merita tutto il rispetto possibile e immaginabile. Oggi,“la crisi economica globale è un ulteriore segno dei tempi che chiede il coraggio della fraternità. Il divario tra nord e sud del mondo e la lesione della dignità umana di tante persone, richiamano a una carità che sappia allargarsi a cerchi concentrici dai piccoli ai grandi

sistemi economici. Il crescente disagio, l’indebolimento delle famiglie, l’incertezza della condizione giovanile indicano il rischio di un calo di speranza. L’umanità non necessita solo di benefattori, ma anche di persone umili e concrete che, … sappiano mettersi al fianco dei fratelli condividendo un po’ della loro fatica. In una parola, l’umanità cerca segni di speranza.” (Benedetto XVI – Discorso – 24. XI. 201). Lo sviluppo e il progresso, infatti, non sono stati motore di crescita per tutti, anzi, le disuguaglianze che già esistevano tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo, tra uno strato sociale e l’altro, si sono acuite e con loro squilibri ed ingiustizie. Il malessere che attanaglia tante coscienze affonda le sue radici proprio nella crisi dei valori che caratterizza la nostra società. Per superarla, occorre porsi criticamente nei confronti della cultura occidentale in modo da individuarne gli elementi che alimentano il disagio di vivere di adulti e giovani. Ai sacrosanti diritti, è indispensabile che corrispondano doveri inderogabili, senza i quali l’esistenza civile è impossibile. C’è bisogno di un uomo nuovo, che può, anzi, deve nascere dal riconoscimento di sé “come soggetto spirituale personale e comunitario - in cui - la coscienza rappresenta il bari-

centro ontologico e il fulcro etico atti a concepire nuove sintesi di civiltà”. E’ una nuova civiltà che auspichiamo, ove sia possibile costruire un progetto di vita libero dagli stereotipi, che dominano oggi la nostra cultura. Sono soprattutto i giovani a essere disorientati dall’egoismo, dall’avidità, dalla sete di potere che regolano i rapporti umani; essi contestano la dignità umana calpestata, i diritti negati, la giustizia soffocata. I giovani sono consapevoli che all’apice della nostra società ci sono pseudo miti, ma non vedono alternative, pur cercandole; non trovano esempi trainanti. I valori che esprimono la vita e il comportamento di Fra Ludovico sono sicuramente un riferimento sicuro sia per le nuove leve, sia per gli adulti; frate Ludovico è un esempio in grado di sensibilizzare i singoli individui ai valori dello spirito, all’amore, al rispetto, all’altruismo, alla disponibilità, alla carità. In Lui la luce della carità si alterna all’ombra del mistero sovrumano della santità, così come la fede ardente si accompagna all’amore per il prossimo.”. I cristiani devono essere una “luce” per gli altri!”, affermava Madre Teresa. Ludovico è sicuramente una luce sfavillante che illumina il cammino di ogni essere umano.

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POLITICA

Marzia Luciano

marzialuciano_@libero.it

Il locale coordinamento di Sinistra Ecologia e Libertà, in quanto privo d’una rappresentanza istituzionale, nell’ottobre u.s. aveva avanzato all’amministrazione comunale di Casoria una richiesta d’audizione che ha trovato epilogo in un incontro tenutosi presso la casa comunale nel tardo pomeriggio di venerdì 30 novembre.Erano presenti per S. E. L. Casoria il coordinatore Fortunato Antonio De Rosa insieme ad Aldo Vitagliano, per l’Amministrazione Comunale sono intervenuti il Sindaco Vincenzo Carfora coadiuvato dagli assessori Tommaso Casillo, Sergio D’Anna e Pasquale Tignola.In coerenza con la loro denominazione, i rappresentanti di S. E. L. hanno esordito interrogando gli amministratori sulla soluzione dell’emergenze legate all’ambiente ciò con particolare riferimento alle aree dismesse nonché alle aree incolte e mal recintate che ritroviamo sia in pieno centro sia in periferia.Sebbene gli assessori Casillo e Tignola hanno confermato di avvenute bonifiche effettuate in Rhodiatoce e Tubi - Bonna e della mancanza di un dato altrettanto attendibile per la Resia s’è convenuto, da entrambe le parti rappresentate, l’urgenza d’integrare la bonifica dal rischio chimico mediante la sanificazione

Confronto tra l’Amministrazione e SEL esistenti (F. S. e C. T. P.). L’idea, antica aspirazione del coordinatore di S. E. L., ripropone quanto da egli relazionato nel corso di un convegno tenutosi nel giugno 1996 dal titolo: “Auto? No Grazie, preferisco vivere!”Impegno degli amministratori è stato che l’idea potrebbe trovare accoglimento nel nuovo Piano Urbano di Traffico. Per ultimo ma non pertanto di minore importanza s’è fatto riferimento al degrado in cui versano strade e marciapiedi sia per il pessimo stato di manutenzione sia per lo scarso senso di civiltà di chi le utilizza come pattumiera o peggio ancora come servizi igienici peri i propri cani. A tal proposito v’è stato l’impegno del Vice Sindaco, nonché assessore ai lavori pubblici, Sergio D’Anna di un imminente avvio di interventi, sia per le strade sia per i marciapiedi del centro cittadino.D’Anna ha ritenuto imminente l’apertura della scuola Cimiliarco e la San Mauro per il senso.A tal proposito il sindaco ha parte- Prossimo anno scolastico.Restano invece cipato l’idea di 2 navette per il collega- ancora dubbi e perplessità per lo stadio mento Casoria –Arpino, con l’occasione comunale che potrebbe, in estrema ratio, i rappresentanti di S. E. L. hanno ribadito essere trasformato in area per il tempo lil’importanza di sistema di mobilità cit- bero ed ipotizzare quindi la delocalizzatadina che si svolga mediante una corret- zione di un nuovo stadio in un’area che ta intermodalità ferro gomma mediate la offra anche la possibilità ai tifosi di un messa a sistema dei vettori pubblici già agevole parcheggio. di dette aree che risultano tuttora infestate da sterpi e rovi, carogne animali e rifiuti solidi urbani.Tra i tanti quesiti all’ordine del giorno v’era quello di come agevolare l’avvento di una mobilità sostenibili sul territorio attualmente penalizzato in tal

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E V E N T I

Emiliana Cresci

emiliana.cresci@yahoo.it

Dopo la notte bianca vomerese dello scorso 29 settembre, ce ne sarà un’altra alle porte del Natale e questa volta sarà il centro storico protagonista dell’evento. “Notte d’arte – la cultura sveglia” questo il ‘motto’ della notte bianca in programma sabato 15 dicembre. L’evento è organizzato dalla Seconda Municipalità del Comune di Napoli con la Camera di Commercio, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Napoli, l’Accademia delle belle arti, l’Arcidiocesi e altre realtà istituzionali. La serata è stata fortemente voluta dal Presidente della Seconda Municipalità, Francesco Chirico, che ha più volte sottolineato l’importanza del nostro territorio e delle storiche realtà presenti in esso: “Era il 1995 quando l’Unesco inserì il Centro Storico di Napoli nel suo patrimonio con la seguente motivazione: E’ un sito di eccezionale valore. E’ una delle più antiche città d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo preserva gli elementi della sua storia lunga e piena di avvenimenti. Di questo tessuto urbano e della storia fanno parte la tradizione ed il folklore dei sui abitanti, ma anche le botteghe e le attività commerciali… da qui l’idea di realizzare una Notte d’arte: un evento festoso per far riscoprire il centro storico ai napoletani da una prospettiva nuova e distante dalla ‘distratta’ routine”. E così, dalle 18 alle 3 di notte del 15 diecembre, saranno aperti negozi, botteghe,

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Notte bianca a Napoli: alla riscoperta del Centro storico librerie, chiese e palazzi storici nell’asse compreso tra la Galleria Principe di Napoli, via Toledo, i decumani da piazza del Gesù, piazza San Domenico, via Nilo a Banchi Nuovi fino a piazza Bovio. Si

susseguiranno concerti di strada, reading letterari, visite guidate all’Accademica di Belle Arti. Tutto infatti, sarà visitabile fino a notte fonda: dalle chiese, come quella del Gesù Nuovo, San Domenico Maggiore, Sant’Anna dei Lombardi, San Pietro a Majella, Santa Maria la Nova, ai palazzi storici, come il Conservatorio o la biblioteca Brau in piazza Bellini e ancora la Basilica dello Spirito Santo e il Museo Nitsch. E così anche le librerie storiche, quelle di Port’Alba e di piazza Bellini, da Guida a Dante e Descartes, da

Pironti a Colonnese. Tra via Costantinopoli e piazza Bellini, si terranno inoltre reading musicali e di poesia. Le stazioni della metro, da Toledo a Università, per agevolare cittadini e turisti che vorranno partecipare alla notte bianca prolungheranno la chiusura alle 3 di notte, e qui i viaggiatori saranno allietati da spettacoli teatrali; mentre la Galleria Principe di Napoli dedicherà l’intera notte al tango. Anche le botteghe presepiali di San Gregorio parteciperanno alla festa. L’obiettivo principale, infatti, è quello di aiutare a risollevare e rivalutare le imprese artigianali del centro storico; e questo è possibile grazie alle sinergie. La stessa sinergia di cui parla il Sindaco De Magistris a proposito dell’evento: “Una sinergia, una collaborazione tra istituzioni per animare i vicoli del centro storico della città…. l’apertura del cuore di Napoli alla partecipazione dei suoi abitanti. Spazi liberati dalle auto e restituiti alla fruibilità dei cittadini…Questa è la Napoli su cui punta la nostra amministrazione e che trova realizzazione in iniziative come quella di ‘Notte d’arte’”. La serata sarà divisa, infine, in tre percorsi: d’Arte, di Cultura e di Spettacolo; qui il link con il programma completo: www.municipalita2napoli.org/nottedarte Accorriamo tutti e numerosi dunque, per vivere e recuperare parte della nostra città.


Domenica 9 dicembre 2012

POLITICA

Vincenzo Russo

vincenzo.ru@libero.it

In uno dei più conosciuti film di Totò, la Banda degli Onesti, si racconta del Ragioniere Casoria, uomo di potere, amministratore del condominio dove Totò (Antonio Bonocore) lavora come portiere. Il Ragioniere pensa di poter “amministrare” a modo suo lo stabile e propone al portiere di fare un “inciucio” a danno dei condomini, devono bastare solo 40 quintali di carbone per alimentare il riscaldamento degli appartamenti anche se poi ufficialmente farà pagare per 120. L’onesto portiere si rifiuta di partecipare all’imbroglio e allora il ragioniere Casoria decide immediatamente di sostituirlo con altro portiere più “morbido”. Quante persone in queste ultime settimane sono passate di nuovo con il ragioniere Casoria, abbandonato dai suoi stessi condomini e che era stato criticato perché aveva deciso di fare tutto da solo, intestardito nel governare la città, senza ascoltare nessuno. Totò aveva ragione nel dividere il mondo in due categorie: “uomini o caporali”. Gli uomini che pensano ancora con la loro testa, non seguono il padrone e credono in un impegno per il bene comune, i caporali invece sono gli “amici” del ragioniere Casoria, sono

È tornato il Ragioniere Casoria. quelli che gli garantiscono una conferma facile e sicura, con votazioni, alzate di mano, assemblee, inaugurazioni, eventi, tutte studiate a tavolino in uffici comodi e lontano da occhi indiscreti. Tanti e troppi i caporali, che per qualche pezzo di

“carbone” seguono il capo. Il ragioniere Casoria con piani ben studiati si sente autorizzato a spendere il denaro dei Condomini (cittadini) come se tutto fosse di sua proprietà, tanto i suoi “morbidi amici” per fare carriera, per diventare ricchi, approveranno sempre, alzeranno il braccio al momento opportuno e vi racconteranno che l’hanno fatto per il bene del paese, perché vogliono amministrare per amore della città. Questa tendenza

generalizzata di questi “morbidi” senza “arte ne parte” è riassunta dal grande Totò con una frase divenuta famosa: “Passare dalla parte del ragioniere Casoria”. Quanti di loro, partiti con buoni propositi, nuovi della politica, si sono lasciati affascinare dal capo di turno. E noi cittadini quando impareremo a dire Basta a questi amministratori che non si preoccupano di ascoltare i condomini - cittadini, ma trovano godimento nel mettere mano al portafoglio per curare i propri interessi? Il buon amministratore non inizia lavori inutili, non sperpera denaro, non si adopera per situazioni improduttive o senza causa, ascolta il parere dei suoi “condomini” perché il denaro che ha in “cassa” non è suo ma di chi lo ha scelto. Oggi più che mai servono persone oneste, capaci e competenti, che sappiano indignarsi davanti a comportamenti non giusti, che sappiano dire No al Ragioniere Casoria. E’ desolante vedere che i furbi hanno sempre avuto ragione in questa città, che gli stessi uomini la governano da oltre venti anni, producendo nulla o quasi nulla. Noi non ci rassegniamo, speriamo che nel prossimo futuro cambi qualcosa…

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La redazione

M O N D O

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LE AQUILE alla Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Si è celebrata il 26 Novembre 2012, a Napoli, presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, la Giornata internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Organizzata dall’UNICEF, questa giornata celebra la data in cui venne approvata dall’O.N.U. la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia: uno strumento importantissimo di promozione e tutela dei diritti dei bambini. Tale Convenzione è entrata in vigore il 2 settembre 1990 dopo essere stata approvata dall’Assemblea Generale il 20 novembre 1989 ed esprime un largo consenso su quali siano gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dell’infanzia, codificando in maniera significativa le norme internazionali applicabili ai bambini. Tutti i Paesi del mondo (eccetto Somalia e Stati Uniti) hanno ratificato questa Convenzione. Nel nostro Paese è stata ratificata il 27 maggio 1991 con la legge n.176. Oggi aderiscono alla Convenzione 193 Stati, un numero che supera quello degli Stati membri dell’ONU.I volontari de “Le Aquile”, coordinati con quelli di altre Associazioni di Protezione Civile, con le Forze dell’ordine, le Istitu-

zioni, la Camera di Commercio, la Fondazione del Banco di Napoli e  l’Associazione Acssa dell’ing. Pasquale Caputo, hanno contribuito alla buona riuscita di questo importante evento. In particolare, la nostra organizzazione è stata presente con un’ area tematica in cui venivano

affrontati i pericoli legati all’utilizzo dei fuochi d’artificio, che restano una delle piaghe della nostra regione e che vedono, ogni anno, decine di minori gravemente feriti o mutilati da questi pericolosissimi oggetti. In particolare è stata allestita la proiezione di una serie di slides mentre, contemporaneamente, i volontari, sotto la guida del Geom. Umberto Simonetti, presidente della sede di Casoria, ha dato

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informazioni molto utili per prevenire i rischi derivanti dallo scoppio di fuochi d’ artificio. La Presidente dell’Unicef Italia, Dott.sa Margherita Dini Ciacci, ha iscritto simbolicamente nel libro d’oro dell’associazione tutti i bambini presenti. L’Unicef, infatti, da tempo, con passione e tenacia, è impegnata nell’affermare la cultura e la tutela  dell’infanzia nel mondo, ed è grazie a questo impegno che oggi si può parlare dei diritti dei bambini. A tal proposito non possiamo dimenticare il diritto alla vita di tutti i bambini ed in particolare di quelli che vivono  nei paesi in guerra come nella striscia di Gaza, massacrati da un conflitto che pare non trovare soluzioni. Il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, intervenuto all’evento, ha parlato del diritto di essere bambini e di essere felici e del loro dovere a non smettere mai di sognare. La manifestazione ha voluto anche essere anche un monito da parte dei più piccoli a lavorare insieme per costruire una cultura della pace, della fratellanza e della solidarietà, lottando  contro le logiche della guerra che annientano con violenza i diritti e la speranza ad  un futuro migliore per il nostro pianeta.


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RUBRICA

Valerio Cresci

vcresci@gmail.com

Lo scorso week end si è disputata la penultima giornata del campionato “Inicial”, ovvero il primo torneo della stagione di calcio Argentino che è da sempre diviso in due “temporade”. Infatti , invece che un classico campionato con girone unico e partite di andata e ritorno, in Argentina si è deciso di giocare due campionati all’anno, chiamati Torneo di Apertura e Torneo di Clausura (oggi Inicial e Final).Il Torneo “Inicial” si gioca quando in Italia è autunno ed in Argentina è primavera, mentre quello “Final”si gioca a stagioni invertite (primavera in Italia ed autunno in Argentina).Ognuno dei due Tornei, proclama una squadra vincitrice e da quest’anno ci sarà anche un’innovazione: diversamente da quanto accadeva nel sistema ad Apertura e Clausura, la squadra campione non è considerata “Campione nazionale”, ma solo “Campione del torneo” e dovrà contendersi il titolo nazionale con la squadra vincente del torneo “ Final”. Quest’anno la penultima giornata ha già decretato la vincitrice dell’Inicial ovvero il Velez Sarsfield che con la vittoria interna, per

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A Spasso nel calcio

Torneo Inicial: Velez Campeon! 2-0, contro l’Union Santa Fe (doppietta di Facundo Ferreyra) ha raggiunto quota 38 punti risultando irraggiungibile per le inseguitrici Lanus, Belgrano e Racing Club.

Per il club biancazzurro si tratta del nono titolo nazionale, il secondo nelle ultime quattro stagioni, nonché il terzo sotto la guida del tecnico Ricardo Gareca. È proprio il tecnico l’artefice maggiore della vittoria del Velez, che nell’ultima sessione di mercato ha visto andare via alcuni dei pilastri della squadra come Juan Manuel Martinez, Victor Zapata ed Ortiz.

Nonostante le importanti perdite il tecnico è stato bravo nel compattare il gruppo e dare ai nuovi le giuste motivazioni ma soprattutto una regolarità nei risultati con ben 12 vittorie, 2 pareggi e quattro sconfitte. Fondamentali per la conquista del titolo sono stai i gol del bomber ventunenne Facundo Ferreyra detto El “Chuky” che con l’ultima doppietta ha superato Ignacio Scocco in cima alla classifica marcatori con ben 11 reti. Il giovane attaccante argentino, classe 91’ fino alla scorso anno al Banfield, ha concretamente trascinato il Velez con i suoi gol che sono stati apprezzati anche da molti osservatori italiani che lo paragonano ad un certo Marcelo Salas. Altro requisito del ragazzo, una promessa del calcio argentino, oltre alla giovane età è il passaporto italiano, fondamentale soprattutto nel mercato di gennaio dove è difficile acquisire calciatori extracomunitari se non si hanno posti liberi in rosa. Tra i club italiani, infatti, si dice che l’Inter sia molto interessata all’attaccante,visti anche i buoni rapporti che intercorrono tra le due società dopo l’operazione Ricky Alvarez.


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NAPOLI

Pasquale Lucchese napoledano@libero.it

Fossero tutte così le partite del Napoli! Tutte come Napoli Pescara, anticipo mattutino della domenica calcistica. Certo, anche contro gli abruzzesi siamo riusciti nell’impresa, quasi titanica, di complicarci per una mezz’oretta la vita. Ma si è trattato di una ‘fase’ tutto sommato breve, e gestita relativamente benino. Nulla a che vedere con le sofferenze allucinanti vissute in altre partite, pur vinte; o peggio ancora di partite, all’esito delle quali la vittoria è sfumata nei modi più sconcertanti e assurdi. In 15 minuti 4 palle gol, e Napoli avanti 2-0, con le reti di Inler e del solito monumentale Marek Hamsik. La partita si conferma ciò che tutti speriamo sia: un’autentica ‘passeggiata’. Invece amiamo regalarci un po’ di suspence, e con un pizzico di sana follia concediamo alla squadra di Bergodi, priva finanche di alcuni titolari, di dimezzare lo svantaggio. La rete abruzzese porta la firma di tale Bjarnason, giocatore islandese dalla chioma bionda che ricorda vagamente lo svedese dell’Atalanta anni ‘80, Stromberg. È evidente che la rete della squadra adriatica, e con essa anche qualche rischio corso successivamente, è frutto esclusivamente della disattenzione di una squadra, la nostra, che dopo 15 minuti, considera chiuso il match. Un errore costato quest’anno 4 punti, e che con il Pescara non ci ha danneggiato, solo per l’inconsistenza degli abruzzesi, e per gli effetti positivi della ‘ramanzina’

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Napoli asfaltato il Pescara. Eppure... con cui Mazzarri nell’intervallo ha ‘svegliato’ i suoi ragazzi. È palese che questa squadra, la difesa in particolare, se non concentrata pienamente sul match, rischia di sperperare quanto di buono fatto nelle fasi di gara più ‘esaltanti’. Ovvio che mantenere per 90 minuti la concentrazione e l’attenzione al massimo non sia facile; ma le fasi della partita

vanno gestite meglio. Nella ripresa, il Napoli asfalta il Pescara. La squadra partenopea scende in campo con il piglio giusto, mettendoci determinazione, ed evitando inutili e dannosi cali di tensione. Il Matador, in giornata negativa, riesce in una sola azione a guadagnarsi un rigore (giusto), un’espulsione (generosa), e a trasformare dal dischetto. La partita in pratica termina qui. Una partita, che con un Napoli ‘attento’ non sarebbe mai ‘iniziata’. Ancora un Cavani sotto tono trova la zampata vincente per firmare

la sua ennesima doppietta personale azzurra, prima che Inler stupisca tutti, realizzando la sua prima doppietta con la nostra maglia. “Manita”, dicono gli iberici. Ma se Cavani, e gli altri fossero stati più lucidi sotto porta, non ne sarebbe bastata una, di manita, per contare le reti. Un po’ come l’8-2 o il 6-0 di ‘vecchi’ Napoli-Pescara, dell’epoca maradoniana. Vittoria doveva essere, e vittoria facile, agevole è stata. Certo quel gol preso, quei 25 minuti in cui qualcosa si è rischiato andavano evitati, ma la perfezione non ci appartiene! La difesa, che a Cagliari aveva fatto benissimo, ha palesato distrazioni figlie della mancanza di concentrazione, da evitare con squadre più attrezzate del Pescara. A centrocampo, solito entusiasmante Behrami, stratosferico Inler, e non solo per l’improvvisa vena realizzativa. Lo svizzero ha recuperato palloni, li ha smistati con ordine e precisione; in due occasioni, nel fornire due assist non capitalizzati da Cavani e Hamsik, ha ricordato il migliore Pirlo. Mancano gli aggettivi per definire l’ennesima prestazione altisonante di Marek; sulle fasce Mesto ha sostituito dignitosamente Maggio, sulla sinistra Zuniga sufficiente. In avanti a Insigne è mancato il gol dell’ex, ma la prestazione è stata più che soddisfacente; il Matador in una giornata non proprio alla sua altezza realizza una doppietta: insomma come sempre decisivo!

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E V E N T I

Maria Gentile

marygentile@live.it

Insolita ma interessante collaborazione quest’anno, tra Napoli e Salerno. Le due città sono state protagoniste di un “accordo natalizio”, che prevede l’installazione delle Luci di Salerno a San Gregorio Armeno e l’esposizione di presepi napoletani a Salerno. La proposta di questo scambio culturale nasce direttamente dall’ Associazione “Corpo di Napoli” onlus presieduta da Gabriele Casillo; sembra che l’iniziativa sia nata con l’intento di facilitare l’illuminazione delle strade dei pastori, da sempre troppo cupe e poco illuminate senza gravare economicamente sul Comune di Napoli, rilanciando e promuovendo l’immagine della città, particolarmente suggestiva in questo periodo dell’anno. L’accensione delle luminarie, provenienti dal Giardino Incantato di Salerno, ha sancito l’apertura ufficiale del Natale napoletano, con l’inaugurazione del 10 novembre scorso. A sua volta, l’Associazione “Corpo di Napoli” organizzerà nel tempio di Pomona a Salerno, un’esposizione della migliore arte presepiale napoletana, con la partecipazione delle più importanti botteghe artigiane, e di strumenti musicali tradizionali. Inoltre, grazie alla collaborazione della Curia di Napoli, sarà esposta

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Natale 2012: Napoli illuminata dalle “Luci d’Artista”. nella basilica di Santa Restituta nel Duomo di Napoli, la copia originale di una scena centrale del famoso ”Presepe dipinto” di Mario Carotenuto, che a distanza di 30 anni non smette di rappresentare il punto

disertato l’inaugurazione, non mancando di esprimere il suo dissenso nei confronti dell’iniziativa che a suo parere sarebbe mossa soltanto da speculazioni politiche. Assente all’inaugurazione anche il primo cittadino di Salerno, Vincenzo de Luca trattenuto da impegni a Milano. Insomma, possiamo affermare senza ombra di dubbio, che i due rispettivi sindaci non abbiamo per niente gradito il contributo culturale, e che abbiano posto la questione molto sul personale, dimostrandosi gelosi custodi delle rispettive tradizioni e dei rispettivi punti di forza delle città che rappresentano. Secondo altre testimonianze, tale evento ha portato disguidi tra i due sindaci in quanto l’amministrazione comunale, per mancanza di fondi, avrebbe voluto abolire l’iniziativa. Altro evento interessante da segnalare in questo periodo pre-natalizio, è lo SHOWCOLATE che di riferimento del Natale Salernitano. Ap- si terrà dal 6 al 9 dicembre in Piazza del prezzamenti per lo scambio culturale sono Plebiscito a Napoli; si tratta della quarta arrivati da Pietro Russo, presidente della edizione della manifestazione dedicata Confcommercio Napoli – Imprese per interamente al cioccolato, con ingresso l’Italia, e dalla Confesercenti, entrambi libero. La manifestazione è realizzata soddisfatti per l’iniziativa. Ma non sono con il patrocinio del Comune di Napoli e mancate le polemiche. In primo luogo, il con il patrocinio e contributo della Casindaco di Napoli, Luigi De Magistris ha mera di Commercio I.A.A. di Napoli.


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Pina Savorra

pinacaribe@hotmail.it

Da studi recenti, si è potuto evidenziare che il 30% circa dei bambini soffre di disturbi del sonno. Tra questi troviamo quelli che definiamo come classici e sono l’insonnia, le parasonnie come il pavor nocturnus, il sonniloquio, il sonnambulismo e i disturbi respiratori, come il russamento e le apnee notturne; questi disturbi colpiscono perlopiù i bambini in età prescolare con una percentuale compresa tra il 3 e i 27%. Dato preoccupante se si pensa che la qualità del sonno contribuisce a migliorare il benessere psicofisico del bambino ed è indice di un buon equilibrio familiare. Grazie a studi promossi dal centro del sonno dell’ospedale Sant’Andrea di Roma coordinato dalla dott.ssa Maria Pia Villa, si denuncia un vero e proprio lassismo da parte delle famiglie a proposito degli orari giusti a cui abituare i più piccoli ad andare a letto. In realtà si evidenzia che non si preparano affatto i bambini al sonno, al contrario, sempre più spesso i bambini partecipano alle attività adulte serali senza delle regole che rispettino un proprio e consono equilibrio sonnoveglia. Sempre meno attenti alle esigenze psicofisiche dei bambini, le famiglie adottano cattive abitudini -ad esempio vedere la televisione durante e dopo la cena- che si ripercuotono sulla salute dei bimbi, causando loro irritabilità e iper eccitabilità . Con l’inizio dell’utilizzo del computer e dei social networks, i bambini entrano in un circuito difficilmente

RUBRICA

“Mio figlio non dorme mai” gestibile dai genitori. Dai pediatri arriva un monito di tipo sociale e pedagogico, i disturbi del sonno del bambino derivano dalle difficoltà delle famiglie a gestire le abitudini di vita quotidiana di tutta la

famiglia e dalle difficoltà dei genitori a vedere e sentire le esigenze psicofisiche dei propri figli. L’ora di andare a letto per un bambino è un momento delicatissimo, fatto di ritualità e di scoperta delle emozioni più profonde come la paura, sottovalutarlo o non prenderlo nella giusta considerazione può innescare meccanismi che a lungo andare possono degenerare creando dei veri e propri squilibri. I genitori a volte, forse a causa di ritmi e abitudini di lavoro, prediligono il momento serale, come momento da condividere per il maggior tempo possibile insieme ai figli, questo nel

tentativo di colmare uno “spazio vuoto” che si è protratto per tutto il giorno. Tuttavia il senso di colpa li fa agire ancora una volta in maniera errata, producendo un ulteriore mancanza di attenzione nei riguardi del benessere dei propri figli. Del resto non bisogna dimenticare che la sera è anche un momento di scarica delle tensioni quotidiane ed i coniugi spesso smaltiscono la stanchezza e la frustrazione della giornata trascorsa, accendendo discussioni e di conseguenza trasferendo tensioni all’interno della famiglia. Riuscire a comprendere che ogni spazio ed ogni tempo ha una sua peculiarità nella vita di un bambino, vuol dire anche accettare di modificare gli stili di vita familiare. Il momento di andare a dormire va preparato: è necessario cenare ad un’ora non troppo tardi e più o meno fissa, il televisore andrebbe evitato così come le bevande eccitanti come la cocacola e similari al fine di garantire le giuste condizioni di accompagnamento al sonno. E’ fondamentale poter abbassare gli stimoli proponendo attività rilassanti come leggere un libro insieme che non sia fare i compiti per il giorno dopo, questo non aiuterebbe né il bambino a concentrarsi né il genitore a rilassarsi e a godere della condivisione. Uno stile di vita sano può favorire il sonno di tutta la famiglia ma soprattutto può aiutare il bambino a crescere in maniera armoniosa nel rispetto di una giusta omeostasi psico-fisica.

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Domenica 9 dicembre 2012

ECONOMIA

Tommaso Arcella archom@alice.it

“In tutta sincerità ritengo che le banche siano più pericolose di un esercito in armi”: geniale intuizione di Thomas Jefferson agli albori del 1800. E la situazione attuale non preclude nulla di buono per la pace, inclusa la terza guerra mondiale profetizzata da alcuni studiosi, come Elio Fazi. Non vogliamo essere così catastrofici ma, la guerra economica che si sta vivendo tra gli USA e l’Europa non lascia trasparire al momento una immediata soluzione pienamente condivisa. Le società di Rating, come Moody’s, hanno già da tempo declassato l’Italia e altri paesi deboli economicamente, influenzando, senza supporto valido, il mercato finanziario, prettamente allo scopo di un ritorno di credibilità per la propria finanza a scapito di quella europea. Ma veniamo alla nostra Europa che, con il trattato di Maastricht del 1992 ha sancito l’unione monetaria senza un supporto squisitamente politico. All’epoca si decise di uniformare l’euro al valore del marco tedesco, con l’illusione che gli altri paesi membri si sarebbero allineati a tale valore trascinando l’economia interna dei paesi più deboli. Inizialmente, con i tassi di interesse bassi, l’economia di tali paesi e quindi il mercato immobiliare si è sviluppato ma, non essendoci alla base un’industrializzazione come la Germania e avendo politiche fiscali separate, si è creata una sperequazione tributaria, aggravata da una bolla immobiliare che ha condotto questi paesi a contrarre un debito pubblico e primato senza precedenti, con conseguente calo industriale, incremento delle disoccupazione e tracollo economico. Grecia in pri-

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EUROPA “bene comune” mis, Portogallo, Irlanda, Spagna e Italia, sono i paesi più colpiti. Nel contempo, i paesi del nord Europa, premono per il rispetto del trattato di Maastricht secondo cui il deficit di bilancio non avrebbe dovuto superare il 3%, e il debito pubblico complessivo non avrebbe dovuto superare il 60% del PIL. Questi limiti, sono già stati superati ampiamente dai paesi deboli di cui sopra. Con questo trattato il paesi

membri sono stati depauperati del potere di legiferare in materia di economia. Tra l’altro, la B.C.E. (Banca Centrale Europea), detiene nello statuto il divieto di intervenire direttamente in aiuto agli Stati membri e, ogni sua iniziativa, deve avere l’approvazione della Commissione Bilancio del Bundestang direttamente legata alla banca centrale tedesca. Quindi abbiamo un’Europa a due velocità. Nel maggio 2010, fu creata l’ “E.F.S.F.”: Fondo europeo di Stabilità Finanziaria, che è un organismo che ha il solo compito di reperire fondi e garantire la copertura dei contributi che la BCE elargisce agli Stati, tramite le sue banche. Cioè, concedere prestiti alle banche private allo 0,10% che a loro volta vengono ceduti agli stati e ai contribuenti, che emettono titoli e mutui

a oltre il 6%, interesse eccessivo per una ripresa industriale. Attualmente c’è divergenza di opinione che la BCE acquisti o meno bond dai paesi debitori per ridurre il loro deficit. La Bundesbank è nettamente contraria, ma la minaccia deflazionistica è reale e ricadrà sicuramente anche sull’economia tedesca, cosa che la Merkel sembra di aver capito ma non riesce a convincere i suoi Ministri. Secondo l’economista Nouriel Roubin, il picco della crisi si evidenzierà a metà 2013, e solo nel 2014 si vedrà la fine del tunnel, sempre che la Merkel decida definitivamente di cedere parte del potere economico a favore dei paesi membri più deboli. Rimane sempre l’annosa questione di dotare l’Europa di un governo politico unico e dell’istituzione di un Ministero del tesoro che, con le sue decisioni uniformi veramente la politica economica di tutti i paesi membri. Ma l’unità di vedute è bel lontana dalla sua attuazione. D’altronde i fondatori dell’euro ne erano ben a conoscenza dei difetti strutturali della moneta unica, ma fidavano in una progressiva e graduale unificazione. Il Ministro Monti, fautore e divulgatore del liberismo economicofinanziario, in quanto facente parte della Trilateral Commision e del Club Bilderberg, (organi che decidono le linee economiche mondiali), certamente non accetterebbe quelle limitazioni di controllo che la finanza mondiale avrebbe bisogno per limitare il suo strapotere a scapito dei contribuenti. Intanto il presidente Barack Obama già nel 2010 ha intrapreso, sia pur timidamente, questa strada. A quanto anche nella nostra Europa?


Domenica 9 dicembre 2012

T E A T R O

Terribilmente…Teresa Mannino pubblico del Bellini, che non risparmia fragorose risate e applausi a scena aperta. In una scenografia prevalentemente rosa con giganteschi oggetti di vita quotidiana, la Mannino si muove con disinvoltura da

un punto all’altro. L’attrice, ride, si diverte e interagisce col pubblico, che non solo si presta al gioco ma addirittura contribuisce alla riuscita dello spettacolo. Infatti più che un monologo, lo show diventa

un dialogo col pubblico, che diventato parte integrante dello spettacolo si lascia trascinare nelle mille divagazioni della terribile Teresa. Tra racconti di famiglia, abitudini, pregi e difetti di milanesi e meridionali volano quasi due ore. Punto forte dello show è il racconto della sua esperienza personale di siciliana trapiantata a Milano con tutte le conseguenze che la situazione comporta. Dal difficile rapporto col clima a quella col cibo, dalla diversa cognizione del tempo alle gestione dei rapporti interpersonali. Sempre più spesso assistiamo a fenomeni televisivi che fuori dal piccolo schermo non riescono a sopravvivere o a reggere uno spettacolo dal vivo. “Terrybilmente divagante” diventa il banco di prova della Mannino, che dimostra di funzionare non solo nei ristetti tempi televisivi, ma anche in uno show dal vivo, grazie ad una grande presenza scenica e padronanza del palco, riuscendo a calamitare l’attenzione del numeroso pubblico per tutta la durata dello spettacolo.

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Da martedì 27 fino a giovedì 29 novembre al teatro Bellini di Napoli è andato in scena lo spettacolo “Terrybilmente divagante” con una spumeggiante ed incontenibile Teresa Mannino. Lo spettacolo, presente nei cartelloni di tutt’Italia già da due stagioni, condensa il meglio del repertorio proposto nelle varie ospitate televisive dalla comica siciliana. Teresa Mannino rappresenta infatti uno di quei nuovi fenomeni comici nati dal piccolo schermo. E’ il 2007 l’anno della grande notorietà con il fortunato programma “Zelig”. Sarà poi tra i protagonisti di punta del famoso programma televisivo in diverse edizioni. Il 2012 è un anno particolarmente fortunato per l’attrice palermitana, che oltre ad aggiudicarsi l’Oscar tv come personaggio rivelazione dell’anno fa la sua prima esperienza da conduttrice in un programma tutto suo, “Se stasera sono qui”, in onda ogni mercoledì su La7. Lo spettacolo Terrybilmente divagante sbarca per la prima volta a Napoli e viene accolto con entusiasmo dal numeroso e caloroso

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Eduardo Paola

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il domenicale di Casoria  

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