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Anno III - Numero 3 del 20 gennaio 2013

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Domenica 20 gennaio 2013

Anno III - Numero 2 del 13 gennaio 2013

pag. 2Vignetta di Carmine Mondola pag. 3Editoriale di Paquale D’Anna pag. 4 Intervista pag. 5 Intervista pag. 6 Politica pag. 7 Territoio pag. 8 Politica pag. 9 Italia pag. 11 Arte pag. 12 Sport pag. 13 Rubrica pag. 14 Ritratti Antipolitica e dintorni pag. 16 Rubrica pag. 17 Napoli pag. 18 Territorio pag. 19 Mondo pag. 21 Rubrica pag. 22 Eventi pag. 23 Teatro RISTRUTTURAZIONI TOTALI E PARZIALI DI APPARTAMENTI RISTRUTTURAZIONE DI ESTERNI DI INTERNI EDIFICI O PARCHI - TETTO TERMICO PRONTO INTERVENTO E MANUTENZIONE

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di Gilda Longhi di Gilda Longhi di Vincenzo Russo di Alberto Simonetti di Mario Romano di Rosaria Ascolese di Vittoria Caso di Luca Tramici di Massimo D’Auria jr di Emiliana Cresci di Valerio Cresci di Pasquale Lucchese di La Redazionew di Angelo Ferro di Pina Savorra di Gianni Bianco di Eduardo Paola

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prova ad immaginare una città a misura d’uomo, una villa comunale finalmente fruibile,le periferie collegate con il centro e non più abbandonate a se stesse,una macchina comunale che funzioni...

dobbiamo bere e fumare tantissimo !

Periodico settimanale a diffusione gratuita Anno III n. 3 - 20 gennaio 2013 Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 4925 del 28/09/2011 Direttore responsabile: Pasquale D’Anna direttoredomenicale@libero.it Caporedattore: Gilda Longhi redazionedomenicale@libero.it Redazione: Via G. Marconi, 80026 Casoria (NA) redazionedomenicale@libero.it Stampa:

Via dell’Indipendenza, 37 80021 Afragola (NA) graficatuccillo@libero.it Edito da: Associazione Culturale Kasauri Casoria (NA) Progetto Grafico e Impaginazione: Marco Capparone Questo numero è stato chiuso in redazione Giovedi 17 gennaio 2013

LA REDAZIONE Rosaria Ascolese

Marzia Luciano

Tommaso Arcella

Pellegrino Mazzone

Gianni Bianco

Carmine Mondola

Marco Capparone

Raffaele Nocera

Vittoria Caso

Domenico Pagliuca

Valerio Cresci

Francesco Pagliuca

Emiliana Cresci

Eduardo Paola

Gennaro Crispino

Amalia Vettoliere

Gea D’Anna

Maria Ranieri

Massimo D’Auria jr

Mario Romano

Michele Della Gala

Vincenzo Russo

Ciro Esposito

Pina Savorra

Angelo Ferro

Luca Tramici

Maria Gentile

Umberto Simonetti

Pasquale Lucchese

Ernesto Valiante

Pietro Simonetti

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Domenica 20 gennaio 2013

Pasquale D’Anna

direttore@ildomenicaledicasoria.it

A

ntipolitica e web, gente comune e partiti. Il dibattito si allarga di giorno in giorno ma credo che su alcuni punti sia necessario fare un minimo di chiarezza. Una giusta dose di antipolitica è fisiologica in una democrazia, è la medicina che aiuta a correggere la rotta quando occorre e a non perdere mai di vista le trasformazioni e i bisogni di una società. L’antipolitica diventa quasi patologica quando ci si trova al cospetto di una classe politica come la nostra. Se il cittadino comune ogni mattina sfoglia il giornale e “scopre” l’elenco interminabile dei costi, degli odiosissimi privilegi e degli sperperi della politica, s’indigna e farà sentire la sua protesta, ma la protesta finirà poi in piazza, quando va al supermercato e si accorge, dalla sera alla mattina, che un pacco di pasta, non di caviale, gli costa qualche euro in più al chilo. E’ allora che la protesta diventa antipolitica: la rivendicazione gridata di un diritto all’ascolto che è anche la riaffermazione del diritto a vedersi riconosciuta la propria identità e il proprio ruolo. Il successo del web e della comunicazione è la conferma di questa esigenza primaria che riaffiora nei momenti di crisi profonda di una società. Anche i blog che spopolano in rete, nel loro linguaggio a volte crudo ed estremo, indicano

EDITORIALE

L’Antipolitica, il web e l’associazionismo … qualcosa di ben diverso da ciò che appare in superficie. Non esprimono soltanto la voglia di cancellare la politica, ma soprattutto di rinnovarla. L’onda d’urto della protesta via internet non sta tracciando nel nostro paese l’inizio di una rivoluzione antidemocratica ma sta segnalando il bisogno di ritrovare presenza ed appartenenza. I sondaggi a cui la politica ricorre ormai abitualmente per scandagliare gli umori dell’elettorato, sono uno strumento parziale e passivo d’indagine; i blog, il web in generale con tutti i loro limiti, sono uno strumento molto più libero e attivo e quindi ben più impegnativo. Sono una chiamata al senso di responsabilità e all’azione. I blog non sono la voce del popolo, non tutti possono cliccare su un sito, né internet sostituisce la politica e i partiti degni di questo nome ( ma esistono?) , in grado di decidere ed agire. Un’ulteriore conferma del desiderio di politica che paradossalmente si nasconde dentro il vuoto della politica è l’altro fenomeno di questo scenario in movimento. Chi ironizza sull’associazionismo, sui circoli dei cittadini e li liquida come un’invenzione effimera e poco più che virtuale, non coglie l’importanza della loro funzione. I circoli e le associazioni sono l’antidoto naturale all’antipolitica, perché restituiscono a chi

ne fa parte non solo voglia di protestare ma voglia di fare e partecipare, e perché obbligano chi fa politica all’attenzione e alla comprensione. Le nefandezze della casta dei nominati, degli inquisiti e dei senza pudore ormai è rigorosamente bipartisan: i campioni dell’effimero e della vergogna hanno prima vessato i cittadini votando tutto e il contrario di tutto insieme al governo dei tecnici, e adesso, in questa triste rappresentazione della campagna elettorale, sparano un fuoco incrociato sul Presidente Monti che ha pensato di farci un bel regalo “salendo” in politica, appoggiato da quanto di peggio ci sia nello scenario politico nazionale: Fini e Casini. Nonostante gli appelli (finti) del Presidente della Repubblica, si voterà ancora con il Porcellum, per la gioia di tutti ( che nel mentre stanno riempiendo le liste di parenti, amici e lacchè). Nulla da dire, di fronte alle “questioni” fondamentali della vita ( del tipo: “come faccio ad aumentarmi lo stipendio alla faccia dei contribuenti”) smettono di colpo di litigare e trovano un’armonia che di simili non ce n’è neppure in un tempio zen. Gli atteggiamenti di questa classe politica (sigh!) sono quelli di chi non capisce ciò che sta succedendo. Le brioches a una folla che protesta non hanno mai funzionato, da Maria Antonietta in poi…Buona domenica a tutti.

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Domenica 20 gennaio 2013

INTERVISTA

Gilda Longhi

gildalonghi85@gmail.com

“E

l pueblo de Cali in evolucion”: questo il titolo dell’affresco realizzato dal Maestro Enzo Marino nella nuova stazione della metropolitana Andrè Sanin di Santiago de Cali Colombia in occasione della prima Biennale Internazionale di Muralismo e Arte Civica 2012”. Marino, classe ’45, pittore, scultore, performer conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, è stato chiamato tra i fondatori della Biennale di Cali, megalopoli colombiana che, dopo le trattative con la guerriglia a Oslo per quella che sta diventando ormai una questione internazionale, ha deciso di puntare sull’arte, vista come elemento di unione e riappacificazione di un popolo in pieno fermento, per rilanciarsi. E per scommettere su se stessa. Questa settimana abbiamo avuto l’onore di incontrare il Maestro, che ci ha ospitati nel suo studio, per farci raccontare i retroscena di questa esperienza, alla quale hanno preso parte oltre 60 prestigiosi artisti provenienti da tutto il mondo. “Al mio arrivo a Cali” –dice Marino- “mi sono trovato immerso in una atmosfera ricca di contraddizioni e contrasti, dove da un lato emerge la grande sfarzosità della gente di potere (i grandi proprietari con l’esercito privato ad esempio) e dall’altro la grande miseria di un popolo (rappresentato dalla

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L’arte del Maestro Enzo Marino in Colombia Il racconto di un viaggio, le emozioni di una avventura…

guerriglia organizzata) che nonostante tutto ha voglia di riscattarsi, di evolversi e imporre le proprie idee, i propri pensieri”. Terzo elemento le istituzioni statali che mirano alla riappacificazione sociale. Il progetto iniziale del murales, ci spiega, era colorato e totalmente diverso e avrebbe dovuto intitolarsi “Cali, la nueva Colorado”. Ma le cose, si sa, non vanno sempre come le si progetta. Ed a volte è meglio così. Per una serie di disguidi e questioni logistiche, Marino cambia in toto, in corso d’opera, il progetto. Ed ecco che, armato di rulli e pittura nera, realizza una opera colossale, su una parete di 15 metri: “El pueblo de Cali en evolucion”. “Una sequenza di graffiti in Blanco e Negro come sintesi concettuale, pittorica e poetica di un progetto scaturito all’improvviso dalla mente guardando il popolo di Cali mentre scorreva nella metropolitana. Un happening realizzato in poche ore afferrando e imprimendo su una candida parete di cemento di 15 metri per 3 le vaghe figure fuggevoli del popolo”. E queste righe sintetizzano tutto ciò che l’opera rappresenta per il suo autore. E soprattutto il messaggio che Marino ha voluto comunicare a tutto il popolo di Cali e a chi, anche solo per una volta, magari di fretta e preso da mille pensieri, si trova a camminare nella stazione della metropolitana e getta uno sguardo a

questo capolavoro. Gli chiediamo allora cosa abbia voluto raffigurare nella sua opera e il perché della scelta del bianco e del nero. Una combinazione, certo, non casuale per un professionista come lui: “Non ho pensato molto prima di mettermi a lavoro, a volte nella mente scattano dei meccanismi di impulso ed istinto che ti portano ad agire ancor prima di pensare. E dunque…ho intinto il rullopennello nel colore e ho agito. Guardavo la gente che camminava e ne disegnavo le forme, ne interpretavo il carattere, ne esaltavo lo spirito con una serie di graffiti. Blanco per dare l’idea della luminosità di questo popolo in evoluzione (da qui il titolo, ndr), le sue aspettative di crescita e di vita: negro come il caffè, come il colore della pelle, come la sofferenza. Blanco e negro come il sombrero, tipico simbolo nazionale, segno del riscatto dalla schiavitù”. Domenica 6 Gennaio il Maestro ha aperto il suo atelier per la proiezione delle immagini del murales realizzato a Cali: amici, curiosi ed estimatori hanno preso parte ad una piacevolissima serata durante la quale Marino ha proiettato numerose fotografie scattate durante la sua permanenza in Colombia. Interessante e di grande spessore l’accostamento con l’arte napoletana, con la performance del Maestro Claudio Caramiello


Domenica 20 gennaio 2013

che si è esibito al pianoforte con musiche e canti classici dell’antica Napoli. Noi eravamo presenti ed abbiamo potuto godere, estasiati, dei racconti del Maestro Marino, dei suoi aneddoti di viaggio, delle sue “perle di saggezza”. Gli abbiamo chiesto, per esempio, se ha avuto difficoltà con la lingua spagnola e lui, senza alcuna esitazione, ci ha risposto che “quando a parlare è la mente e il cuore, non serve conoscere la lingua del posto per farsi comprendere”. L’arte, è vero, è uno strumento che unisce, che crea legami forti, che abbatte ogni confine. Ma allora, ci viene da chiederci, perchè un artista del calibro di Marino, che ha girato

“La ruta di Quetzacoalt en l’Arte” (Mèxico/ Italia) o “Stracci al Vento” (Italia/Austria/ Slovenia), che è famosissimo in molti paesi del Sud America e oltre, proprio a Casoria, nel suo paese natale, è ancora troppo sconosciuto e non ha mai ricevuto il giusto riconoscimento? Perché lui, come tanti altri casoriani doc, di nascita o di adozione, non viene celebrato e valorizzato in quanto continuamente ed ovunque si trovi, con la sua opera dà lustro alla sua terra? Certi di una sua risposta forte e sicuri di non scalfire in alcun modo la sua fermezza, glielo abbiamo chiesto. Proprio per lanciare una provocazione, non certo a lui, ma a

sono ovunque c’è arte. Perché non ho avuto riconoscimenti da Casoria, o meglio dalla politica casoriana? Semplice: non sono funzionale ai politici”. Una risposta netta, che non necessita di altre spiegazioni. “Il mio desiderio più grande”, conclude il Maestro, “è quello di trasmettere qualcosa ai giovani della città, attraverso la mia arte ed è una cosa che ho iniziato già a fare, tra mille difficoltà, raggruppando intorno a me alcuni giovani artisti casoriani per iniziare con loro un discorso proiettato al futuro”. Nel salutarlo e ringraziarlo per l’intervista concessaci e per la disponibilità dimostrata, ci congediamo da lui sicuri di aver trascorso

il mondo, che ha fondato il gruppo “Free international artists” con oltre 300 adepti di ogni nazionalità, che ha organizzato eventi di grande rilevanza nazionale come “150 anni dell’Unità d’Italia” (Italia/Uruguay/ Artgentina) oppure internazionali come

chi, negli anni, ha voluto rimanere cieco di fronte a tanta professionalità e competenza. Ed abbiamo ottenuto proprio la risposta che volevamo: “Io amo Casoria ma forse Casoria non ama me. Il mio cuore si sente casoriano, ma la mia mente e le mie membra

qualche ora in compagnia di un grande uomo prima che un grande artista. Che ha dato e continuerà a dare tanto a chiunque avrà il privilegio di incontrarlo sulla propria strada. Casoriano o di qualsiasi altra parte del mondo. Buona domenica!

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POLITICA

Vincenzo Russo

vincenzo.ru@libero.it

“R

esto nel Pdl, ed intendiamo ripartire più forti di prima e con l’esperienza maturata in questi anni. Consapevoli che c’è un gruppo dirigente ed un popolo di centrodestra che crede nel nostro progetto. Non c’è spazio per i traditori”. Queste le parole famose di Stefano Ferrara (Pdl), quand’era candidato sindaco, ma, da qualche mese, è passato ad appoggiare la maggioranza di centro sinistra guidata dal sindaco Carfora. Ferrara è stato uno dei primi a “scappare” dal partito di Berlusconi ed è stato ricompensato con il ruolo di presidente del consiglio comunale, altri lo hanno seguito, cominciando da Luca Scancariello, ex consigliere comunale del Pdl passato a Fratelli d’Italia, formazione politica nazionale di Giorgia Meloni. “A ben pensarci, - dichiara – è la prima volta che la nostra Comunità si trova ad operare la scelta di lasciare il partito di appartenenza, per confluire in un nuovo soggetto. Fino ad oggi, infatti, non avevamo potuto che essere spettatori di quei rivolgimenti che hanno coinvolto le formazione delle quali eravamo militanti, conservando tuttavia la coerenza coi valori che ci ispirano nell’azione politica, e che la nostra storica amica e riferimento politico consolidato, Giorgia Meloni, condivide”. Passano a Fratelli d’Italia anche il consigliere comunale Giovanni Del Prete, e gli ex amministratori locali Giuseppe

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Domenica 20 gennaio 2013

Il Pdl a Casoria perde pezzi. Notaro, Alfonso Paone, Angelo Russo, e Francesco Esposito. Anche il candidato sindaco Massimo Iodice, eletto nelle liste di Casoria in positivo e sostenuto da Nespoli e

Nocera, ha deciso di abbandonare il partito del cavaliere. Il giovane commercialista, si lancia in una nuova avventura: “Il nostro impegno è incentrato sulle idee e sulla probità degli uomini, una concezione della politica senza personalismi e senza risse, attenta al bene comune, indipendente dagli schemi destra e sinistra. Unitamente agli altri amici e colleghi, abbiamo considerato che la scelta fondamentale da compiere riguarda il ruolo dell’Italia nella costruzione della nuova Europa. Ritornare protagonisti

e non comparse irrilevanti. Pertanto, riteniamo che questo percorso politico possa essere compiuto nelle fila dell’ U.D.C. Una scelta per me giusta, che scaturisce anche dal rapporto nato nell’ultima campagna elettorale amministrativa quando questo partito mi ha sostenuto in modo deciso e leale”. Chi resta nel PdL, come il consigliere regionale Gennaro Nocera, chiede di rendere evidente la volontà di cambiare, velatamente attaccando il suo dominus ha affermato: «Penso che il partito debba rinnovarsi e chi in questo momento è sotto la lente di ingrandimento della magistratura dovrebbe fare un passo indietro per il bene del partito». Apprezziamo le parole del consigliere regionale Nocera, ma, ricordandogli che ha la carica di commissario del Pdl della nostra città, dovrebbe essere più attento ai fatti e alle situazioni politiche che avvengono sul territorio casoriano. Un partito, quello del Pdl, che in questi ultimi mesi non è riuscito a fare opposizione al malgoverno di centro sinistra, nemmeno l’ombra di un comunicato stampa, ne un evento proposto dalla sezione locale. Passate le elezioni nazionali, e la disputa per le poltrone, ci auguriamo, per i politici di casa nostra, una sana autocritica degli errori commessi e di evitare i “salti di quaglia” per essere credibili agli occhi degli elettori e operare per il bene della città.


Domenica 20 gennaio 2013

Alberto Simonetti

simonettiumberto@libero.it

N

elle ultime settimane sempre più frequentemente si trovano tombini senza le griglie di ghisa, per le vie della nostra città, fenomeno che riflettendoci bene è preoccupante. Sarà l’effetto della crisi economica sarà la presenza di extra comunitari che oramai saccheggiano di tutto pur di potersi procurare pochi spiccioli per tirare avanti. Nella nostra città siamo abituati ad una tolleranza che va ben oltre tutto quanto riusciamo ad immaginare . Basti pensare a quanti e a quali disagi si deve sottoporre il cittadino, che si veste di umiltà e rettitudine, ogni qualvolta mette il naso fuori dal proprio uscio per svolgere le più comuni e disparate azioni quotidiane.Possiamo partire dalla banale passeggiata, all’assenza di regole vissute per il quotidiano svolgersi della vita comune, alla mancanza assoluta di timore per le punizioni e non ultimo la mancanza di sorveglianza e protezione per il cittadino che, nella maggior parte dei casi, sceglie di essere one-

TERRITORIO

Furti di Tombini a Casoria...la ghisa come il rame ? sto. In effetti ognuno di noi è chiamato a prestare la sua opera per mantenere in efficienza tutto quanto ricade nella giurisdizione comunale e statale: si pagano le tasse, si contribui-

sce alla spesa pubblica, si cerca di mantenere nel decoro ciò che decoroso proprio non lo è . Purtroppo tutto quanto si svolge alla luce del

sole sembra essere disastroso, insulso, senza una spina dorsale: eppure abbiamo i numeri, le capacità, le qualità. In un territorio cittadino così tanto vasto ci sono purtroppo delle zone d’ombra nelle quali è notte anche quando è mezzogiorno. Ritorniamo ai tombini “spariti” in diverse vie della città, si notano segnalazioni per gli stessi più o meno artigianali, si corre il rischio che qualcuno possa finirci dentro e provocarsi delle serie ferite; le strade oggetto di tali “attenzioni” da parte di questi personaggi o cercatori di ghisa( oserei definirli cosi) sono molte. La notte purtroppo aiuta i loro loschi movimenti, noncuranti di quanto possa accadere alla popolazione, lasciando alle loro spalle solo pericolo questo è comunque un segnale molto grave che non andrebbe preso alla leggera, potrebbe essere solo il primo gradino di azioni criminali ben più gravi e pericolose.

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POLITICA

Mario Romano

mario.romano65@gmail.com

Domenica 20 gennaio 2013

“ E’ cominciata la caccia alla lepre.”

“S

iamo noi la lepre da inseguire” ha dichiarato Bersani al lancio delle liste del PD. Con questa immagine venatoria, che punta a mettere in evidenza il vantaggio che secondo i sondaggi la sua coalizione avrebbe accumulato, il leader politico emiliano ha dato fiato al corno che fa partire la campagna elettorale. Da buon cacciatore, di molte specie di selvaggina, Berlusconi l’ha preso alla lettera e lestamente gli ha tirato la prima schioppettata. Nonostante la distanza deve aver mancato il colpo di poco e qualche pelo della coda di Bersani si sarà bruciato. L’apparizione di Berlusconi al programma di Santoro e Travaglio alla fine non si è rivelata per nulla temeraria né disperata. Quest’uomo è un gran calcolatore e non improvvisa assolutamente nulla che non sia funzionale al suo schema strategico. Egli sapeva bene che il programma avrebbe conseguito picchi elevatissimi grazie ad un pubblico che normalmente non vede affatto la trasmissione di Santoro: il suo pubblico, i suoi elettori, molti dei quali aveva perduto. Dopo aver ridotto ai minimi termini la perdita verso Grillo, la sua strategia elettorale sta ora quasi tutta nel recupero degli indecisi, che sono sia quelli che sfiduciati hanno deciso di non votare né

lui né nessun altro sia coloro i quali hanno pensato a Monti, ma, per citare una canzone di De André, sono ancora “incerti sull’arcione”. I giudizi sull’efficacia dello show sono stati quasi unanimi. Una parte degli indecisi ha avuto un rigurgito di appartenenza quando ha rivisto il proprio idolo arzillo e pimpante, nel suo recital macchiettistico che ha ricordato il Totò irriverente che scompone il sussiegoso onorevole Trombetta. I sondaggi attribuiscono in un solo colpo un buon recupero percentuale del suo partito, tra l’uno e il due per cento. Tutta carne che torna utile al brodo nel quale vuole cuocere Bersani al Senato. Perché, a meno di clamorosi incidenti, la lepre alla Camera sembra irraggiungibile. Del resto la coalizione che propone Berlusconi non pare oggettivamente candidarsi al governo del paese né sembra averne la pretesa. Gli uomini e la parti politiche sono gli stessi che hanno faticosamente retto il governo di Berlusconi fino all’avvento di Monti, ma molta acqua è passata sotto i ponti. Gli uomini del PDL che venivano da AN, consunti nella loro forza, per la maggior parte sono confluiti verso il nuovo partito “Fratelli d’Italia”. La Lega ha visto la fine quasi miserabile della famiglia Bossi e del Cerchio Magico e l’estremismo veneto ha

oggi maggior peso sulle decisioni del partito. L’uomo che ha tenuto in piedi la Lega dopo gli scandali, Roberto Maroni, si candida a diventare il governatore della Lombardia e abbandona Roma. Ribaltando una vecchia ed efficacissima immagine di Berlusconi alle elezioni del 2006, quando giocando sulla variegata composizione del centrosinistra, invitava gli italiani a pensare ad una riunione di governo con i vari Vladimir Luxuria, Caruso, No Global da una parte e Prodi, Rutelli e D’Alema dall’altra, oggi si potrebbe dire: se la immaginano gli italiani una riunione di governo con, da una parte, gli autonomisti del “mi tengo tutto io, a te solo una mancia” Salvini, Calderoli e Borghezio, senza più la mediazione di un Bossi o di un Maroni, e i fratelli di Italia La Russa e Crosetto con i virtuosi meridionalisti Cosentino e Miccichè dall’altra ancora? E’ chiaro che la Lega ha accettato di accompagnare Berlusconi solo per aggiudicarsi la Lombardia e decidere, pur essendo minoranza anche colà, il governo del Nord verso una svolta autonomistica, senza curarsi più di Roma, ma condizionandola dal territorio. Dall’altra parte Berlusconi, si sa, vuole solo provare a contare ancora, condizionando la governabilità del paese.

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Domenica 20 gennaio 2013

I T A L I A

S C U O L A

Rosaria Ascolese

rosaria.ascolese@libero.it

I

Anno nuovo, crisi vecchia

l 2013 si apre con un calo dei consumi del 20% nonostante l’inizio dei saldi di fine stagione. Ma andiamo ad esaminare meglio la situazione. Niente file davanti ai negozi, la gente compra sempre facendo attenzione ai prezzi. Un consumatore su cinque acquisterà solo prodotti di marca, il 68,7% spenderà meno di 200,00 euro e un consumatore su due comprerà nei saldi solo un articolo che desiderava da tempo. Molti sono i settori in calo: Accessori, biancheria intima e per la casa, pelletteria ecc… mentre dovrebbe reggere il settore dei capi d’abbigliamento. Sul podio delle rinunce insieme a questi settori si collocano anche i viaggi e le vacanze che sono stati ridotti o annullati. Il 42% degli italiani ha dovuto dire addio all’acquisto di nuove tecnologie, ristrutturazione della casa, auto nuove, ecc… Insomma le rinunce sono veramente tante. La maggior parte delle famiglie dichiara di avere giusto i soldi per coprire tutte le spese e arrivare alla fine mese senza potersi permettere

ulteriori lussi, altri invece dichiarano di non riuscire nemmeno ad arrivarci a fine mese. Un po’ di fila fuori ai negozi si è vista solo nei centri delle grandi città come Milano, Roma, Napoli, ma nelle province, nelle periferie, i negozi sono sempre più vuoti. Questa stessa situazione la vediamo tra le strade di casa nostra. Casoria è piena di persone per le strade, ma nei negozi no, quelli sono vuoti. Si cammina per le vie, si guardano le vetrine, si cerca l’affare, ma se di vero affare non si tratta l’acquisto non viene effettuato. La gente compra lo stretto indispensabile, solo quello che veramente desidera o di cuoi non può fare a meno, sicuramente è molto più attenta agli sprechi. Quest’anno nuovo quindi non si presenta con i migliori auspici, la fiducia della popolazione italiana diminuisce ed insieme ad essa i consumi, nonostante l’inizio dei saldi. Non ci troviamo proprio di fronte ad un grande fallimento, ma non si può nemmeno parlare di ripresa economica.

Istituto Statale Istruzione Superiore

Liceo “Gandhi”

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SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER L’ANNO SCOLASTICO 2013/14 Ti aspettiamo Venerdì 25 Gennaio 2013 ore 16,30 - 18,00 Sabato 26 Gennaio 2013 ore 09,00 - 12,00 Presso le sedi di Via Moro e Via Torrente Per una scuola che prepara al futuro

Casoria Ambiente

“NESSUNA CULTURA PUO’ VIVERE SE CERCA DI ESSERE ESCLUSIVA” Gandhi

RITIRO KIT RACCOLTA DIFFERENZIATA SOCIETÀ UNIPERSONALE

COMUNICATO

Si avvisa la cittadinanza che in relazione al ritiro dei kit di buste per la differenziata lo stesso, per chi non lo avesse ancora fatto, può essere effettuato dalle ore 10,00 alle ore 13,00 presso il center point della Maione Group (tel. 0817580101) sito in Casoria alla via G. Giolitti,4. Si ricorda che per il ritiro dei kit l’utente deve presentarsi agli uffici sopra citati munito di codice fiscale e della copia della bolletta attestante l’avvenuto pagamento della TARSU . Informiamo ,inoltre che, gli utenti,normalmente censiti, qualora non effettuassero il ritiro dei kit saranno compulsati dai Vigili Ambientali del Comune di Casoria per segnalare eventuali impedimenti od altro che non consentano il ritiro stesso. Rinnoviamo, ancora una volta, l’invito alla cittadinanza ad effettuare con sempre più impegno la raccolta differenziata al fine di raggiungere l’agognata percentuale del 70% e ricordiamo che eventuali segnalazioni relative alla raccolta rifiuti possono essere inviate o alla e mail dell’Ufficio Pubbliche Relazioni info@casoriambiente.it o ai vigili ambientali del Comune di Casoria. Cogliamo l’occasione per ringraziare la cittadinanza che da sempre collabora e coopera con la Casoria Ambiente S.p.A. . L’Assessore all’Ambiente Avv. P. Tignola

Il Presidente C.d.A. Dott. F. Girardi 9


Domenica 20 gennaio 2013

ARTE

Vittoria Caso

vittoriacaso@yahoo.it

C

osa c’è al di là del muro? Cosa c’è al di là di quelle cornici e di quelle finestre consunte dal tempo? Oltre le grate, oltre le mura annerite e fatiscenti, cosa c’è?

AL DI LA’ DEL MURO ombreggiature, ai particolari insoliti. “Lo specchio, come noto, è deformante per definizione: restituisce un’immagine inversa

Sono domande che si sono posti i numerosi visitatori che hanno partecipato all’ultima personale di Pina Della Rossa, “AL DI LA’ DEL MURO”, presso la galleria 3F Fiorillo arte- Napoli, conclusasi a dicembre scorso, la cui eco ancora non si è spenta. L’arte è per Pina una ricerca continua che, come scrive Imma De Vincenzo, diviene sempre più contemplativa, quasi onirica.  E’ il risultato di un’indagine interiore, appassionata ed intensa, che parte dal reale e perviene a una dimensione metatemporale.  “Viviamo una vita senza mai sapere come realmente siamo. Brandelli e frammenti della nostra immagine corporea sono catturati da vetrine, vetri e specchi;- scriveva Borgestalvolta da fotografie». E, Pina, competente docente di Disegno e storia dell’arte presso il liceo Gandhi – Casoria, è un’artista straordinaria, oltre che una donna dotata di grande sensibilità e umanità, che procede nel suo percorso creativo attraverso una fotografia che coinvolge e travolge chi si trova davanti alle sue opere grazie alle tonalità cromatiche, al gioco dei chiaroscuri, alle

a quella del reale. Ma anche per questo è un mefistofelico tentatore: seduce perché soddisfa il nostro faustiano bisogno di conoscere e ci consente di affacciarci su un mondo diverso, il mondo capovolto, il mondo degli opposti. - afferma Mario Franco nell’esplicativa nota introduttiva alla mostra.- Ma lo

specchio di Della Rossa è un finto specchio. Quando la figura umana è assente, vediamo che la cornice inquadra solo un muro, sbrecciato e lebbroso, come in un dipinto informale. Non c’è vetro, la riflessione è negata a vantaggio di un utilizzo della cornice quasi tradizionale, ad inquadrare un simulacro di pittura. Che la fotografa sia anche, o sia stata, una pittrice appassionata, assorta a indagare gli spazi metaforici che dalla superficie del dipinto possono alludere alle complesse dinamiche del pensiero, ha sicuramente la sua importanza. Eppure, è proprio con la fotografia che Pina Della Rossa  partecipa alla svolta epistemologica che mette in dubbio le immagini percepite con lo sguardo, per rendere visibile ed esperibile solo il riprodotto e il riproducibile” Allieva di Mimmo Jodice, Pina Della Rossa ha saputo fare tesoro degli insegnamenti del maestro, alla base dei suoi interventi, che, tuttavia, si fondono magicamente con la sua personale creatività e con la sua visione dell’inarrestabile divenire della realtà, tesa a “cogliere -per dirla con Mario Franco - i fenomeni e gli eventi nella loro complessità, con la pervicace intenzione di non arrendersi al flusso omologante dell’immaginario mediale diffuso, ma di rischiare la connessione tra ambiguità e irresolutezza………………………”. Ad maiora!!!!!

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Luca Tramici

l.tramici@gmail.com

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nche il 2012 ci ha lasciato, un anno importante per il Taekwondo Casoriano; In vista dell’anno nuovo è tempo di fare bilanci in casa propria, per il Centro Azzurro. Un anno importante quello appena trascorso, caratterizzato da tante s o d d i s fazioni, emozioni, sfide e vittorie, sia tra gli atleti più esperti che tra i piccoli campioni che crescono. Medaglie, trofei e importanti traguardi conseguiti dagli atleti come le convocazioni nella squadra Olimpica Nazionale, ma non solo, Il terzo posto in Italia alla società, un riconoscimento più che dovuto al Centro Azzurro, e al suo Maestro Domenico D’Alise, per l’immenso lavoro con i ragazzi, sia sportivo sia umano, perché il Taekwondo non è solo un’arte marziale, ma uno sport nobile dove s’insegna il rispetto, l’onore e l’umiltà verso se stessi e verso il prossimo. Gli ultimi due appuntamenti di quest’anno hanno decretato

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Taekwondo:

Un 2012 da incorniciare nuove vittorie, un bottino ricco di medaglie e gratificazioni soprattutto per i più piccoli. Barra, 24 e 25 Novembre, Campionati Interregionali di Taekwondo dedicati alla classe junior (dai 13 ai 17 anni) e cadetti (dagli 11 ai 13). Ben 6 medaglie d’oro, con gli atleti: Annamaria Iavarone, Alessia Marotta, Umberto Mentino, Francesco Pistone, Raffaele Tontaro, Emmanuel Ruggiero. 5 gli argenti con: Giovanni la Manna, Carmine Catone, Giuseppe Bassi, Pietro Campece, Eduardo Ircano. 7 Bronzi: Vincenzo e Alessandro Prisco, Giovanni Bassolino, Luca Astarita, Justin Commone, Chiara Fiorentino e Vincenza Ferrara. Ed Infine Roma, 1 e 2 Dicembre, Campionati Nazionali di Taekwondo con i due bronzi conquistati dalle atlete Carla e Maddalena Tortorella. Noi della redazione ci auguriamo che anche nel 2013, il Centro Azzurro si dimostri vincente e che regalasse ancora soddisfazioni alla nostra città.

Comunicato Stampa In questi giorni, insieme ad altri amministratori locali dei Comuni a Nord di Napoli abbiamo deciso di aderire al progetto politico proposto dal Presidente Mario Monti. Provenendo da formazioni politiche diverse, l’unione delle nostre forze vuole testimoniare che le persone di buona volontà sanno andare oltre i vecchi steccati ideologici oramai privi di senso. Il nostro impegno è incentrato sulle idee e sulla probità degli uomini, una concezione della politica senza personalismi e senza risse, attenta al bene comune, indipendente dagli schemi destra e sinistra. Unitamente agli altri amici e colleghi, abbiamo considerato che la scelta fondamentale da compiere riguarda il ruolo dell’Italia nella costruzione della nuova Europa. Ritornare protagonisti e non comparse irrilevanti. Pertanto, riteniamo che questo percorso politico possa essere compiuto nelle fila dell’ U.D.C. Una scelta per me giusta, che scaturisce anche dal rapporto nato nell’ultima campagna elettorale amministrativa quando questo partito mi ha sostenuto in modo deciso e leale.  Massimo Iodice

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Massimo D’auria jr

massimojuniordauria@hotmail.it

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ome penso abbiate oramai inteso, la rubrica dovrebbe avere cadenza bisettimanale, ma questa settimana si è reso quasi necessario trattare una questione che magari non è prettamente culturale, ma che comunque nella cultura affonda le sue radici. Si tratta del dilagare del fenomeno conosciuto come cyber bullismo, in pratica il caro e vecchio bullismo attuato tramite il web e i social network, tutto questo, tra l’altro, permette alle molestie di raggiungere dimensioni anche maggiori. Con il tempo le vittime dovute al cyber bullismo sono aumentate: a ottobre una ragazzina si è suicidata negli U.S.A., a novembre è stata la volta di un ragazzino romano e nei primi giorni del 2013 a Carolina, una ragazza di 14 anni, entrambi erano angariati continuamente dai loro coetanei sui social network, è di questi giorni la questione di Flora, una ragazzina insultata e minacciata su twitter perché ha vinto un incontro con il famoso gruppo britannico One direction. Questi sono solo una punta dell’iceberg, chissà quanti sono i casi di cui non siamo a conoscenza si affastellano giorno dopo giorno rovinando la vita dei ragazzi che ne sono vittima, pensate che secondo uno studio del ministero dell’Istruzione ben il 26% dei ragazzi è soggetto al cyber

Il cyber bullismo e gli adolescenti bullismo e il 23% si considera un cyber bullo (come se poi fosse una questione di vanto), questo a ben vedere vuol dire che almeno un ragazzo su due è implicato come vittima o carnefice in una situazione che purtroppo

potrebbe avere un drammatico epilogo. Sono numeri che dovrebbero far riflettere sull’uso improprio che i ragazzi, ma non solo, fanno dei social network e del web in generale (perché a volte il cyber bullismo si sposta sui blog e sui forum) e non pensate che i vostri figli possano esserne necessariamente immuni, purtroppo le statistiche dimostrano il contrario. Per farvi capire la portata della

questione chi scrive questo articolo ha letto le minacce e gli insulti che sono stati rivolti a Flora (la ragazza di cui si parlava sopra) e vi può dire che il 90% di questi non sfigurerebbe in un processo penale (addirittura hanno minacciato la ragazza di scioglierla nell’acido, non è sensazionalismo giornalistico questo, ma pura e semplice realtà, riscontrabile da tutti navigando sul social network “twitter”). Gli attacchi di parte delle fan degli One Direction e di Justin Bieber ha raggiunto una tale portata che anche testate di rilievo nazionale non hanno potuto fare a meno di riportare la notizia. Allora cosa bisognerebbe fare? Vietare la navigazione o i social network? No, assolutamente, sarebbe una cosa impensabile perché i lati positivi del web superano di gran lunga quelli negativi e gli stessi social network possono essere ottimi mezzi di comunicazione, la soluzione o almeno parte di essa è come sempre il dialogo. Bisogna provare a parlare maggiormente con i ragazzi, cercare di capire cosa li angustia, cosa crea loro problemi, perché è facile dare la colpa all’adolescenza quando un figlio risponde in maniera sgarbata, ma spesso, non bisogna essere psicologi per dirlo, ci può essere qualcos’altro sotto, una richiesta d’aiuto. Provate ad ascoltarla.

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R I T R AT T I

Emiliana Cresci

emiliana.cresci@yahoo.it

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a nostra è stata una vita di complicità, di amore, di sorrisi, di ammirazione. Devo dire che ho in qualche modo “rubato” da lei dei “codici” essenziali: dare sempre il meglio di sé, non perseguire mai l’interesse personale, avere in ogni momento presente invece l’interesse di chi si ha davanti con lo scopo di arricchire l’interlocutore… e io voglio semplicemente ringraziarla per tutto quello che mi ha insegnato”. Queste le parole di Renzo Arbore, nell’ultimo saluto alla sua compagna di una vita, Mariangela Melato, venuta a mancare, dopo una lunga malattia, lo scorso 11 Gennaio c.a., in una clinica romana  all’età di 71 anni. I funerali sono stati celebrati nella  Basilica di Santa Maria in Montesanto, detta anche Chiesa degli artisti, a Roma. Moltissimi gli amici e i compagni di lavoro presenti: Gigi Proietti, Lina Wertmuller, Marisa Laurito, Paolo Villaggio, Francesco Rosi, Luciano De Crescenzo, Gianni Boncompagni, Gianni Minà, Walter Veltroni, Renato Scarpa, Elena Sofia Ricci, Elsa Martinelli… A ricordarla, sul sagrato della chiesa, per volere della stessa Melato,  Emma Bonino, che ne ha tessuto le lodi come attrice ma soprattutto come grande donna. L’urna  con le  ceneri, è stata sepolta nel giardino della casa romana della sorella Anna. Molto attiva,

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Mariangela Melato: la versatilità di un’attrice, l’umanità di una donna sia in teatro che al cinema, Mariangela Melato è stata tra le attrici più versatili del teatro e del cinema italiano, ha interpretato magistralmente ruoli comici o drammatici, trasformandosi in personaggi molto differenti tra loro ma sempre con grande intensità, passione e dedizione. Nata a  Milano  nel  1941, figlia di un  vigile urbano  e di una  sarta. Sorella dell’attrice e cantautrice  Anna Melato, da giovanissima studiò pittura all’Accademia di Brera, disegnando manifesti e lavorando come vetrinista a La Rinascente  per pagarsi i corsi di recitazione di  Esperia Sperani. Nel 1960, non ancora ventenne, entrò nella compagnia di Fantasio Piccoli, esordendo come attrice in ‘Binario cieco’ di Carlo Terron, rappresentato al  Teatro Stabile di Bolzano, e da lì più nessuna sosta. Ha solcato le scene teatrali diretta dai “grandi” come Fo, Ronconi e Visconti e poi sul grande schermo per Pupi Avati, Bertolucci, Monicelli, Elio

Petri, De Sica e Lina Wertmüller. Una donna dalla personalità forte, determinata e combattiva. Vincitrice di tantissimi premi, dal Davide di Donatello al Nastro d’argento e moltissimi altri. Il pubblico l’ha da sempre amata ed apprezzata, e i suoi personaggi indimenticabili sono e resteranno nella storia del teatro e della cinematografia italiana e non solo. Nel 2007 si era presa una pausa dal teatro impegnato, portando in scena ‘Sola me ne vo’, dove ballava e cantava come una vera show girl, come Madonna, la cantante rock che l’aveva ‘sfidata’ nel remake del film cult ‘Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto’ con Giancarlo Giannini, quei classici che non scordi più e che puntualmente rivedi come fosse la prima volta. «Ora tocca a me - disse in quell›occasione la Melato - renderle la pariglia». Una donna che viveva di passioni, della sua passione, e della sua passione ha fatto la sua vita.


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RUBRICA

Valerio Cresci

vcresci@gmail.com

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l calciomercato ormai ha aperto i battenti già da un paio di settimane ed al momento, in questa parte iniziale di contrattazioni, non sono stati tantissimi gli affari conclusi ma soprattutto non c’è stata alcuna clamorosa trattativa andata a buon fine. In realtà è da un po’ che al solito calciomercato se ne è aggiunto un altro che potremmo definire “parallelo”, ovvero quello degli “svincolati”. Quest’ultimi sono calciatori, il cui contratto è in scadenza a Giugno 2013 e dal mese di Febbraio possono firmare un precontratto accordandosi con un’altra squadra per la stagione successiva. In Italia, rispetto all’estero, badiamo molto a queste situazioni, anzi addirittura alcuni giocatori che si rifiutano di rinnovare il contratto sono messi ai margini della rosa, affinché possano avere una sorta di “condizionamento” o essere venduti prima della scadenza. Esempio specifico, abbastanza recente, è appunto il caso Snejder, calciatore dell’Inter che, messo ai margini della squadra, si trasferirà altrove nel mercato di Gennaio. A Febbraio quindi sia in Italia che all’estero ci saranno un bel po’ di giocatori da corteggiare per poi tesserare; proveremo ad elencarli suddividendoli in varie categorie. -ENGLISH TOP PLAYER.

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A Spasso nel calcio

Il mercato “Parallelo” Possibile che una squadra possa perdere un campione a parametro zero? Eppure è proprio così ed i pezzi pregiati sono tutti o quasi in Inghilterra: Kolo Tourè, difensore del Manchester City; Rio Ferdinand pilastro della difesa del Manchester United da ben dieci anni; l’ Arsenal potrebbe far svincolare

due giocatori di tutto rispetto come Arshavìn, abile seconda punta , e Teo Walcott, ala destra classe 89’ ma con un curriculum di tutto rispetto per la sua età. Chi acquisterà Walcott farà davvero un grande affare poiché il nazionale inglese è tra i giovani più forti

del mondo, forse l’ala destra più forte in circolazione ed ingaggiarlo, pagandogli solo lo stipendio, sarebbe una manna dal cielo per qualsiasi top club europeo. Potrebbero salutare il Chelsea sia Ashley Cole, veloce terzino sinistro, che Frank Lampard, capitano dei Blues. Il Napoli, nell’auspicabile ipotesi di partecipazione alla prossima Champions, potrebbe farci un pensierino ed un tentativo, non è impossibile! Immaginate che il presidente De Laurentiis riesca ad ingaggiare un forte centrocampista, ad esempio Nainggolan; dovrà pagare 17-18 milioni per il cartellino ed assicurare al calciatore uno stipendio di almeno 1,5 mln( 3 lordi) a stagione per almeno 4 stagioni, per un totale complessivo di 30 milioni. Lampard, invece, arriverebbe a parametro zero e lo si potrebbe convincere offrendogli un ingaggio da 4,5 milioni all’anno (9 lordi) per tre stagioni, per un totale di 27 milioni; risparmiando tre milioni si potrebbe avere un calciatore d’esperienza internazionale a cui affidare le chiavi del centrocampo. Nel prossimo numero del Domenicale ci soffermeremo invece sui futuri svincolati che militano nel resto d’ Europa e soprattutto in Italia.


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NAPOLI

Pasquale Lucchese napoledano@libero.it

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n uggioso pomeriggio domenicale fa da cornice al derby del Regno delle Due Sicilie. Una situazione meteorologica insolita, per le due capitali di un regno che ancora suscita nostalgie. Alle pessime condizioni del tempo, fa da contraltare il clima di amicizia sugli spalti, come testimonia uno striscione in vernacolo siculo, esposto in Curva B. Constatare che il tifo Partenopeo abbia amicizie e con i siculi d’Occidente e con i siculi d’Oriente può suscitare stupore, solo se non si hanno in mente i legami tra due mondi. Quando però in campo c’è la Maglia Azzurra, non ci sono amicizie e parentele che tengono! E allora: dopo il tris in Trinacria, giunto in una calda serata agostana, ecco servito un altro tris agli amici rosanero. Un Palermo, che si presenta a Fuorigrotta, per la prima del girone di ritorno, con i due freschi ex: Aronica (applaudito dai 25.000 del San Paolo) e Dossena. Proprio l’esterno sinistro ha l’occasione per portare avanti la squadra siciliana, ma Morgan si oppone. Nei primi 25 minuti il Napoli è con la testa altrove; tant’è che è ancora il Palermo, con Morganella, a ‘rischiare’ il vantaggio. La differenza in campo è però notevole, e al Napoli basta un’accelerata per portarsi in vantaggio. Marek dialoga con Zuniga, vince un rimpallo e pennella un cross perfetto per la testa di Maggio, che nel siglare la sua terza rete consecutiva, regala al Napoli il vantaggio. La partita muta totalmente e dopo

Il Napoli cala il tris pochi minuti è Inler a incunearsi nella mediana del Palermo, e a far partire un bolide che si insacca alle spalle dell’estremo rosanero. In 5 minuti il Napoli, fino a quel momento abulico e distratto, chiude la pratica. L’ultimo sussulto rosanero è una punizione di Barreto che si

spegne sulla parte alta della traversa. Nella ripresa, l’ingresso del salentino Miccoli non cambia l’inerzia del match, la squadra di Mazzarri amministra il doppio vantaggio, spreca qualcosa, e con Lorenzo Insigne, subentrato a Pandev, chiude definitivamente ogni velleità (assente) degli amici siciliani. Il resto è accademia: il matador non mette la sua firma sul tabellino, sprecando un’occasione facile, e rimandando la sua centesima rete in A. Nel finale esordisce in massima serie Roberto Insigne, fratello di Lorenzo: il futuro

del Napoli potrebbe essere tutto fatto in casa! Al triplice fischio applausi anche per gli avversari, a cui il pubblico napoletano augura una salvezza, che appare difficile, ma tutt’altro che impossibile. Noi continuiamo a metter fieno in cascina, e conserviamo la terza piazza, in attesa che la (in)giustizia sportiva faccia il suo corso. Una vittoria che, indipendentemente dal valore, certamente non eccelso, della squadra siciliana, era quanto serviva. Prestazione discreta della difesa, che però va testata con attacchi di caratura differente. Impressionante la prova del centrocampo, i due svizzeri su tutti, ma anche i due esterni. Solito Marek, che dopo un letargo nei primi minuti (consentito!) contribuisce all’apertura delle danze. Sufficienti il macedone e l’uruguaiano, bravo Lorenzo che sfrutta l’occasione e sigla la sua quarta rete in campionato. Dal mercato invernale ecco arrivare Armero, l’esterno sinistro che porta concorrenza sulla corsia mancina, e Calaiò. Il ritorno dell’arciere è una scelta di mercato opinabile, non per il discreto valore dell’attaccante, quanto per la strategia in sè: riportare nel progetto un calciatore ‘bocciato’, benché maturato ma mai veramente esploso, è scelta ‘originale’. Il colombiano ex Udinese, e ancor più il palermitano (tutto torna!) cui mi lega un sentimento di ‘reale affetto’, hanno dalla loro l’affidabilità e l’immediata disponibilità; in attesa di altri movimenti di mercato, quanto serve al Napoli.

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TERRITORIO

La redazione

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Grande partecipazione cittadina per la festività del Santo Patrono San Mauro Abate. Il Cardinale Crescenzio Sepe ha presieduto alla Celebrazione solenne di Lunedi 14 Gennaio, vigilia della festa. La processione del busto del Santo per le strade della città, prevista per la stessa giornata, non ha potuto aver luogo a causa della forte pioggia. Sepe, accolto da centinaia di fedeli nella Basilica gremita per l’occasione, nella sua omelia ha ricordato che “ fede e impegno sociale vanno di pari passo. Essere cristiani, allora, vuol dire in primo luogo essere buoni cittadini”. A partire dalle 3 del mattino del 15 Gennaio le S.Messe si sono succedute ogni ora. I festeggiamenti si sono chiusi con la Celebrazione officiata dal Vescovo Antonio Di Donna. Il nostro fotografo Giovanni Manfredi ha documentato con qualche scatto fotografico i momenti salienti delle Celebrazioni in onore del Patrono.


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Angelo Ferro

ferroangelo@yahoo.it

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l 22 dicembre scorso Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò arrestati in Kerala quasi 11 mesi fa per l’omicidio di due pescatori indiani, erano in volo verso Ciampino grazie ad un permesso speciale accordato dalle autorità indiane. L’aereo non era ancora atterrato su suolo italiano che già i motori della propaganda nostrana giravano a pieno regime, in fibrillazione per il ritorno a casa dei “nostri ragazzi”, promossi in meno di un anno al grado di eroi della patria. La narrazione dell’incidente diplomatico tra Italia e India iniziato a metà febbraio è stata, parziale e unilaterale, piegata a una ricostruzione dei fatti distante non solo dalla realtà ma, a tratti, anche dalla verosimiglianza. E’ il 15 febbraio 2012 e la petroliera italiana Enrica Lexie viaggia al largo della costa del Kerala, India sud occidentale. A bordo ci sono 34 persone, tra cui sei marò del Reggimento San Marco col compito di proteggere l’imbarcazione dagli assalti dei pirati. Poco lontano, il peschereccio indiano St. Antony. Intorno alle 16:30 locali si verifica l’incidente: l’Enrica Lexie è convinta di essere sotto un attacco pirata, i marò sparano contro la St. Antony ed uccidono Ajesh Pinky (25 anni) e Selestian Valentine (45 anni), due membri dell’equipaggio. Il 15 febbraio, sui corpi delle due vittime viene effettuata l’autopsia. In seguito Massimiliano Latorre e Salvatore Girone vengono arrestati con l’accusa di omicidio. Questi i fatti nudi e crudi; da quel momento è partita una vergognosa campagna disinformativa e faziosa , con più di un episodio di strumentalizzazione: Ignazio La Russa, Pdl, il 21 dicembre annuncia di voler candidare i due marò nelle liste del suo nuovo partito Fratelli d’Italia. L’escamotage è rimandato al mittente dagli stessi Latorre e Girone. Il governo italiano ha sostenuto che l’Enrica Lexie si trovasse a 33 miglia nautiche dalla costa del Kerala, ovvero in acque internazionali, il che avrebbe dato diritto ai due miltari ad un processo in Italia. Secondo i dati recuperati dal GPS della petroliera italiana e le immagini satellitari rac-

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I due marò: l’altra verità…. colte dal Maritime Center di Mumbai, l’Enrica Lexie si trovava a 20,5 miglia nautiche dalla costa del Kerala, nella cosiddetta «zona contigua», il tratto di mare entro il quale è diritto di uno Stato far valere la propria giurisdizione. Altra tesi particolarmente in voga: non sono stati i marò a sparare, c’era un’altra nave di pirati nelle vicinanze, sono stati loro. Nel rapporto consegnato in un primo momento dai membri dell’equipaggio dell’Enrica Lexie alle autorità indiane e italiane si specifica che Latorre e Girone hanno sparato tre raffiche in acqua, come da protocollo, man mano che l’imbarcazione sospetta si avvicinava all’Enrica Lexie. Gli indiani sostengono invece che i colpi erano stati esplosi con l’intenzione di uccidere, come si vede dai 16 fori di proiettile sulla St. Antony. Gli esami confermano che a sparare contro il peschereccio furono due fucili Beretta in dotazione ai marò, fatto supportato anche dalle dichiarazioni degli altri militari italiani e dei membri dell’equipaggio a bordo sia dell’Enrica Lexie che della St. Antony. In oltre 10 mesi di copertura mediatica, la cronaca di gran parte della stampa nazionale ha omesso dettagli significativi sul regime di detenzione dei marò e ha glissato su una serie di comportamenti “al limite della legalità” che hanno contraddistinto gli sforzi ufficiali per «riportare a casa i nostri marò». Descritti come «prigionieri di guerra in terra straniera» ,i due militari, in libertà condizionata dal mese di giugno, in India sono trattati col massimo riguardo e, in oltre otto mesi, non hanno passato un solo giorno nelle famigerate celle indiane, alloggiando sempre in guesthouse o hotel di lusso con tanto di tv satellitare e cibo italiano in tavola. Tecnicamente, «dietro le sbarre» non ci sono stati mai. I due sfortunati membri della marina militare

italiana sarebbero trattati con grande rispetto e con tutti gli onori di casa, seppure accusati di omicidio; la diplomazia italiana avrebbe infatti fornito alla polizia locale una lista di pietanze italiane da recapitare all’hotel per il periodo di fermo: pizza, pane, cappuccino e succhi di frutta fanno parte del menu finanziato dalla polizia regionale. Non solo il danno ma anche la beffa!. Il 24 aprile, inoltre, il governo italiano e i legali dei parenti delle vittime hanno raggiunto un accordo economico extragiudiziario; alle due famiglie, col consenso dell’Alta Corte del Kerala, vanno 10 milioni di rupie ciascuna, in totale quasi 300mila euro. Dopo la firma, entrambe le famiglie hanno ritirato la propria denuncia contro Latorre e Girone, lasciando solo lo Stato del Kerala dalla parte dell’accusa. La transazione economica è stata interpretata in India non solo come un’implicita ammissione di colpa, ma come un tentativo, nemmeno troppo velato, di comprarsi il silenzio delle famiglie dei pescatori. Ma il vero capolavoro è arrivato lo scorso mese di ottobre durante il Gran Premio di Formula 1 in India, la Ferrari ha accettato di correre il gran premio mostrando in bella vista sulle monoposto la bandiera della Marina Militare Italiana. L’operazione, in India, ha raggiunto esclusivamente un obiettivo: far inviperire ancora di più le schiere di nazionalisti indiani sparse in tutto il Paese. E’ lecito pensare che la mossa mediatica, ancora una volta, non sia stata messa a punto per il bene di Latorre e Girone, bensì per concimare quell’Italia dilaniata e maltrattata da un’informazione colpevolmente parziale che da tempo ha smesso di “informare” preferendo istruire, depistare, ammaestrare gli istinti peggiori di una popolazione alla quale non si vogliono dare gli strumenti e i dati per provare a capire e pensare con la propria testa.

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Pina Savorra

pinasavorra@gmail.com

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el definire il concetto di confine/ barriera corporea, già nel 1968, si è parlato di grandezza psicologica che produce modificazioni a livello corporeo. Nel 1992 il prof. Ruggieri dell’Università La Sapienza di Roma, ha descritto differenti tipi di confini/barriere corporee evidenziando che oltre alla barriera costituita dalla cute e alla percezione dei propri confini corporei, esiste una barriera dell’intimità fisico-erotica, una barriera spaziale, ed una barriera sociale. Queste barriere/limiti si configurano idealmente come i confini di una serie di cerchi concentrici che circondano l’individuo e rappresentano diversi livelli d’interazione e contatto interpersonale. Il contatto corporeo è la forma più antica di comunicazione sociale. Ogni individuo elabora i propri confini in base alla sua personalità e alla gestione delle proprie relazioni sociali rendendoli più o meno permeabili e percorribili. Grazie agli studi condotti, si è potuto sottolineare che esiste un’apertura o “buon contatto” interpersonale, una chiusura o “ rifiuto del contatto” interpersonale ed una condizione intermedia caratterizzata da “spinte motivazionali alla ricerca del contatto, bilanciate da controspinte di rifiuto e fuga” che il prof. Ruggieri definisce come condizione di conflitto del contatto. Questo

RUBRICA

Confini Corporei e Contatto Interpersonale concetto spiegherebbe l’atteggiamento incongruente espresso dalla postura, di una conflittualità psicologica nel contatto interpersonale. E’ importante sottolineare

che la mancanza totale di barriera/confine, non contraddistingue un’attitudine al buon contatto poiché, oltre un certo limite, è un chiaro segnale di confusione di confini psicologici tra sé e l’altro. Ci può capitare di trovarci in situazioni in cui non si riescono a comprendere, in maniera consapevole, quelle sensazioni di disturbo/disagio quando ci relazioniamo con alcune persone piuttosto che con altre. Ciò accade quando ci sentiamo invasi o rifiutati attraverso il linguaggio corporeo. L’importanza del contatto interpersonale è stata messa in

evidenza da molti studi e tra questi l’ormai noto lavoro condotto da Harlow sulle scimmie Rhesus che sottolineò l’importanza dello stretto contatto corporeo ed emotivo in quanto variabile principale che lega la madre al piccolo. Il comportamento di attaccamento può svilupparsi senza che il piccolo riceva cibo o altre ricompense dalla madre poiché il conforto del contatto è un deterrente indispensabile. Grazie allo studio sull’attaccamento si è giunti a comprendere che non sono importanti la presenza o la forza dell’attaccamento ma la sua qualità. Infatti, un bambino con attaccamento sicuro alla sua principale figura accudente, svilupperà in maniera sana la qualità del contatto interpersonale, e sarà in grado di esplorare il mondo a partire da una base sicura. Il contatto interpersonale fa parte della più ampia sfera della comunicazione nonverbale ed in particolar modo dei concetti generali d’intimità, territorio e barriera che fanno parte dello sviluppo primordiale della personalità. La crescita e lo sviluppo del contatto interpersonale e dei confini corporei non possono prescindere dalla storia individuale di ognuno poiché solo nel rispetto dell’unicità individuale si potranno comprendere le strategie di miglioramento della qualità della vita da poter attuare.

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Gianni Bianco

gianni.biancogb@libero.it

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l 26 gennaio alle ore 21,00 il Teatro Ateneo apre la stagione dei concerti con una serata dedicata alla Canzone classica napoletana, sarĂ  di scena Mario Maglione con una serata dal titolo “Torna maggioâ€?. Ho conosciuto l’artista napoletano la serata inaugurale della nuova stagione dell’unico Teatro casoriano, sono da anni un suo estimatore. La semplicitĂ , l’umiltĂ  sono le doti che maggiormente mi hanno colpito in quei pochi minuti in cui abbiamo scambiato qualche considerazione sulla sua musica. Una grande voce, una buona tecnica musicale con la chitarra classica, sound mediterranei che a mio giudizio oggi, fanno di Mario Maglione il migliore interprete della Canzone classica napoletana. Dalla critica definito erede del grande Roberto Murolo, il cantante napoletano ha saputo conquistare il cuore di una fetta consistente degli amanti del genere classico e non solo. La vocazione stilistica melodica e soprattutto la contaminazione di suoni e generi contemporanei rendono il suo lavoro ineguagliabile. Mario nasce a Mergellina cui è legatissimo. I pescatori, le luci, i suoni, il panorama, ma soprattutto il mare ha rappresentato negli ani un motivo d’ispirazione musicale e poetico ineguagliabile per il borgo marinaro di Napoli. Mario Maglione ha composto brani la cui fonte d’ispirazione sono proprio quei pescatori di Mergellina che

Mario Maglione al Teatro Ateneo presenta “Torna Maggio� tanto profondamente ama. Passa attraverso l’educazione dei frati francescani, la prima esperienza musicale nel Teatro del convento del giovane cantautore napoletano. Mario

Emirati Arabi, Svizzera Australia, Olanda e Canada sono i luoghi dove l’artista napoletano si esibisce. Gli album “Suonnoâ€?, “Novecento Napoletanoâ€?, “Mario Maglioneâ€?, “Scapricciandoâ€?, “Ricordi di Napoliâ€?, “ Napule Doceamare, “Napule e na Canzoneâ€?, “Napoli in Smokingâ€?, “Na voce na chitarra e‌.â€?, piĂš alcune compilation di melodie classiche napoletane consacrano il successo di Mario Maglione. Le apparizioni al “Maurizio Costanzo Showâ€?, a “Domenica Inâ€? ; Napoli prima e dopoâ€?, “Ciao Week-Endâ€? su Rai Due; “Fantastica EtĂ â€? su Rai Tre e ancora per Canale 5: “â€?7 scenari per il 2000â€?, “Buon Compleannoâ€? e a TMC “Tappeto Volanteâ€?. Roberto Murolo considerava Mario Maglione suo erede nutrendo nei suoi confronti una grande stima, soddisfatto della popolaritĂ  di cui godeva. La serata del 26 gennaio al Teatro Ateneo sarĂ  davvero un’occasione da non perdere per chi ama la Canzone classica napoletana e non solo. TEATRO ATENEO: Via Circumvallazione Esterna, Parco Secra, 80026 Casoria

Maglione partecipa al “ Masaniello� di Elvio Porta per la regia di Armando Pugliese. Giappone, Ungheria, Inghilterra, Germania,

 

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Domenica 20 gennaio 2013

T E A T R O

Eduardo Paola

“La donna del mare” di Ibsen dell’immaginazione e ciò che è reale. “La donna del mare” è soprattutto un viaggio attraverso l’animo femminile che si risolve in un intreccio poetico in cui l’ossessione di

una passione soffocata, quasi implosa, rende gli uni estranei agli altri, esseri umani legati nella vita, ma separati dal tempo interiore dell’anima. Da ciò, il senso di inquietudine, sospensione e conflittualità che percorre lo spettacolo. Nei giorni dello spettacolo, in collaborazione con l’Associazione “Nuovo Cinema Paradiso”, ci sarà una mostra di manifesti cinematografici sul melodramma anni 40 – 50, con sezione dedicata al cinema

napoletano, a cura di Vittorio Adinolfi e Alberto Bruno. Il giorno 25, in occasione della prima, proiezione dei trailers di film napoletani, di genere melodrammatico, degli anni 40/50. Tutti i manifesti della mostra e i trailers provengono dalla collezione privata di Alberto Bruno. Vittorio Adinolfi inizia la sua attività di scrittore e regista teatrale dal 1991. Nel 1993 vince il premio Tondelli per la drammaturgia. Ha scritto più di 20 testi teatrali, quasi tutti rappresentati. Collabora con alcuni registi teatrali, esponenti delle avanguardie teatrali napoletane, come Vittorio Lucariello e Mario Santella. Nel 1996 gira i suoi primi cortometraggi: “L’agonia del giorno” e “Le cose da fare”. Nel 2001, insieme ai suoi collaboratori, fa nascere la compagnia Dissolvenze Incrociate, che produce spettacoli teatrali e video. Dal 2007 gira webseries. Nel gennaio 2012, scrive e dirige una serie televisiva in 5 puntate per Quarto Canale Flegreo dal titolo “Imbroglioni!”. E nel marzo 2012, Wizard! – Book 1: The Secret war, viene selezionata tra le migliori webseries del mondo al LaWebFest 2012, di Los Angeles e vince come miglior serie drammatica.

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al 25 al 26 gennaio, a Spazio Libero Teatro, va in scena “La Vertigine che attrae” di Vittorio Adinolfi, tratta da “La donna del mare” di Henrik Ibsen. Protagonisti dello spettacolo sono Angela Rosa D’Auria, che cura anche l’adattamento insieme a Vittorio Adinolfi, e Maurizio D. Capuano. Le musiche originali sono del M° Michela Coppola. Le scene sono di Maria Leone, mentre i costumi sono firmati da MaD. Protagonista della pièce è Ellida, creatura inafferrabile e misteriosa, che attende davanti al mare uno straniero dalla fisionomia sfocata dal tempo, un marinaio a cui si era legata anni prima e che ora “sente” in procinto di tornare. Sullo sfondo il dottor Wangel, suo marito e suo medico. Ellida è una donna combattuta tra il rispetto delle convenzioni matrimoniali e la riappropriazione della propria identità, legata alla figura, sempre evocata, del misterioso marinaio. Come le onde del mare, dal quale sembra irrimediabilmente rapita, Ellida fluttua leggera in un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. Tutto si gioca intorno alla labilità: non si percepisce mai fino in fondo il limite tra ciò che è frutto

RITAGLIA E PRESENTA LA TUA

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edu80@libero.it

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il domenicale di Casoria