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Anno II - Numero 9 del 2 dicembre 2012

pag. 2Vignetta di Carmine Mondola pag. 3Editoriale di Mario Romano pag. 4 Politica di Pasquale Lucchese pag. 5 Politica di Pasquale Lucchese pag. 6 Primo Piano di Enzo Russo ballottaggio primarie Nella nostra città “ plebiscito “ per Tabacci pag. 7 Politica di Gianni Bianco forti polemiche all’indomani del risultato pag. 8 Eventi di La Redazione pag. 9 Incontri di La Redazione pag. 11 Eventi di Maria Gentile pag. 12 Economia di Tommaso Arcella pag. 13 Italia di Rosaria Ascolese pag. 14 Eventi di Emiliana Cresci pag. 16 Musica di Luca Tramici pag. 17 Napoli di Pasquale Lucchese pag. 18 Cultura di Marzia Luciano pag. 21 Teatro di Eduardo Paola e pag. 22 Rubrica di Massimo jr D’auria e e e pag. 23 Info di La Redazione • no assicurazione • zero consumi • zero inquinamento • tanta autonomia

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Periodico settimanale a diffusione gratuita Anno II n. 9 - 2 dicembre 2012 Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. Reg. 4925 del 28/09/2011 Direttore responsabile: Pasquale D’Anna direttoredomenicale@libero.it Redazione: Via G. Marconi, 80026 Casoria (NA) redazionedomenicale@libero.it Stampa:

Via dell’Indipendenza, 37 80021 Afragola (NA) graficatuccillo@libero.it Edito da: Associazione Culturale Kasauri Casoria (NA)

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Progetto Grafico e Impaginazione: Marco Capparone Questo numero è stato chiuso in redazione Giovedi 29 novembre 2012 LA REDAZIONE

Il graffio di Ciemme

Rosaria Ascolese Gianni Bianco Marco Capparone Vittoria Caso Valerio Cresci Emiliana Cresci Gennaro Crispino Gea D’Anna Massimo D’Auria jr Ciro Esposito Angelo Ferro Maria Gentile Pasquale Lucchese Marzia Luciano Pellegrino Mazzone Carmine Mondola Raffele Nocera Domenico Pagliuca Francesco Pagliuca Eduardo Paola Amalia Vettoliere Maria Ranieri Mario Romano Vincenzo Russo Pina Savorra Luca Tramici Umberto Simonetti Ernesto Valiante

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Domenica 2 dicembre 2012

Mario Romano

mario.romano65@gmail.com

Dopo il primo turno delle primarie, tutta l’attenzione è stata posta all’esito, a questo ballottaggio di oggi che rappresenta quasi una novità assoluta nella tradizione della politica italiana nel suo manifestarsi come aperto conflitto generazionale e cambio di cultura e prospettiva politica. A memoria, qualcosa di paragonabile è la cosiddetta rivoluzione dei quarantenni, che il 16 luglio 1976 portò all’elezione di Craxi alla segreteria del Partito Socialista. Un evento che segnò profondamente quella sinistra italiana alla ricerca di un’identità riformista e moderna. Un percorso che si concluse miseramente nel 1993, sepolto sotto le macerie di Tangentopoli, forse anche nel bene oltre che nel male. Anche in caso di sconfitta di Renzi, è evidente che Bersani non potrà non tener conto di questa nuova generazione politica che finalmente reclama per sé le leve del potere e della responsabilità con forza e determinazione. Ma veniamo ad un altro punto. Il primo turno delle primarie del centrosinistra di domenica scorsa è stato celebrato come un evento storico di partecipazione democratica. Indubbiamente il numero degli elettori che hanno partecipato (oltre tre milioni) è rilevante, tenuto conto della crisi di fiducia che attraversa l’attuale classe politica. Tuttavia è mancata un’analisi attenta della distribuzione della partecipazione territoriale del voto. Sul sito della coalizione, Italia Bene Comune, sono disponibili i voti per regione (ancora ufficiosi). Dalla tabella qui riprodotta, da me elaborata, risulta evidente che

EDITORIALE

Regioni primarie e secondarie ben un terzo dei voti espressi proviene dalle cosiddette “regioni rosse”. Un dato pesante, tenuto conto che gli elettori totali di queste regioni (fonte referendum 2011) sono solo il 17% del totale italiano. Inoltre, la sola somma degli elettori delle primarie del centrosinistra di Toscana ed Emilia-Romagna (le regioni dei due

contendenti) supera di circa duecentomila unità quelli espressi da tutto il sud continentale ed è pressoché uguale alla somma di questi con quelli delle isole. Un dato significativo è anche la quasi identica affluenza sul totale degli elettori nel Sud e nel Nord: 5,93% contro 5,90%. Il dato meridionale è però superiore a quello settentrionale, che si riduce al 4,26% se si scorpora il dato della regione rossa Emilia-Romagna. Circa il doppio è invece la media di affluenza di tutte le regioni rosse (11,60%). Scarsa l’affluenza in Sicilia (3,54%). In controtendenza al Sud, invece, quella della Basilicata (9,45%). Una lettura di tali dati permette di capire come il centrosinistra resti in fondo ancorato ai suoi territori storici. Al Sud mostra un appeal ancora modesto. Non sembra essere servita la candidatura di Vendola, il governatore della Puglia, dove l’affluenza (4,71%), la medesima percentuale che si registra in Campania, è al di sotto di quella delle regioni meridionali.

Insomma, sia al Sud che al Nord, la crescita dei consensi intorno a questa coalizione, pur rilevata dai sondaggi (per Pagnoncelli il PD è al 34%), non appare ancora robusta. Probabilmente per ragioni diverse. La destrutturazione del potere politico settentrionale, dopo le ricorrenti e profonde crisi del sistema berlusconianoleghista, non vede ancora profilarsi un nuovo e certo polo di aggregazione. Qui avrebbe potuto incunearsi Renzi, il più modernista e liberale dei contendenti, ma il risultato personale è in linea con quello nazionale, mentre, come detto, l’affluenza generale di quest’area è pari a quella meridionale. Al Sud invece nulla di nuovo. La partecipazione, nonostante i peana lanciati, è stata non solo modesta in termini numerici ma di scarsa intensità e qualità politica. Del resto il nostro meridione è stato trattato poco e con le solite argomentazioni generiche nella disputa. Anche poco rappresentato, nonostante Vendola. Com’è ormai costume nel generale mondo politico. E’ stato dunque gioco facile per i leader e collettori locali di voto avvalersi di questa competizione per misurare la propria forza da collocare nel mercato politico ed elettorale. Per misurarla era necessario distinguerla. Niente di più semplice che convogliarlo sul candidato elettoralmente più modesto. Non a caso Tabacci, mentre ha preso intorno allo 0,80% nel centronord, nel sud continentale ha raggiunto il 3,54%. In Campania il 5,3%. A Casoria, dove non ricordiamo che sia mai passato, addirittura oltre il 60%!

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POLITICA

Pasquale Lucchese napoledano@libero.it

Alla fine il pressing dei colonnelli exAn, ansiosi di salvaguardare l’apparato facendo quadrato intorno ad Angelino Alfano, non ha avuto l’effetto sperato. Giorgia Meloni si candida alle primarie del Popolo della Libertà! Lo annuncia la stessa ex ministro della Gioventù, con un tweet all’ora di pranzo: “Ho firmato la mia candidatura per le #primariepdl”. La rete accoglie subito con estremo favore questo annuncio: bastano pochi minuti, perche su Twitter impazzi l’hashtag #iostoconlaMeloni. Una buona notizia, non c’è che dire. E non solo per la comunità umana e politica, alla quale Giorgia appartiene. Una notizia, che fa bene a tutto il centrodestra italiano. Infatti, la sua candidatura, l’unica che probabilmente può rendere incerta una partita dal risultato che sembrava già scritto, garantisce la credibilità di queste primarie, alle quali tanti militanti di centrodestra guardano con speranza, in vista del rilancio di

Domenica 2 dicembre 2012

A CACCIA DI ORCHI CON GIORGIA MELONI! un’area politica, in grave emorragia di voti. Con la discesa in campo di Giorgia, un intero ambiente, costruito intorno ad una precisa visione del mondo, torna a trovare una rappresentanza all’interno del centrodestra, proprio mentre rischiava pericolosamente di sparire del tutto dallo scenario politico-culturale italiano. Certo, con Giorgia Meloni un’intera generazione di militanti di destra viene chiamata all’ennesima assunzione di responsabilità. È la generazione di quei ragazzi, cresciuti con Giorgia, che scelsero di assecondare la loro vocazione alla socialità, avendo il coraggio di schierarsi da una parte, e rimanerci nonostante tutto, all’indomani dei fatti del ’92, con una crisi monetaria forse peggiore di quella attuale e le stragi di mafia. In quel momento, a dispetto del dato anagrafico, quei giovani militanti seppero lasciare traccia della loro azione, decisero nel loro piccolo di lanciarsi nella sfida delle idee e della azioni, nei loro

ambiti di vita, scuole, università e centri di aggregazione. E a volte riuscirono anche ad incidere pesantemente. Come la stessa Giorgia che, quindicenne, alla guida di un movimento studentesco, operò una pressione decisiva sul governo per l’approvazione della legge sull’apertura delle scuole di pomeriggio. Quei giovani militanti sono cresciuti. Molti di essi hanno avuto l’alto onore di rappresentare le istituzioni del nostro Paese. E non possono certo sottrarsi, adesso che hanno molti più strumenti di quelli che avevano da ragazzini, a raccogliere l’appello di una Nazione in ginocchio. Ma il messaggio di Giorgia non si rivolge esclusivamente ad un numero pur sempre ristretto di militanti. Vuole arrivare proprio al cuore di quella Nazione, schiacciata dalla crisi economica, e costretta a subire le cure decise dall’oligarchia finanziaria mondiale. “Mi candido perché l’esperienza di Monti è stata fallimentare.

COMUNICATO SOCIETÀ UNIPERSONALE

Le critiche condizioni igienico sanitarie delle strade cittadine, legate all’attuale fase di EMERGENZA RIFIUTI, impongono un maggiore impegno e senso di responsabilità tra le istituzioni locali, cittadini, commercianti, artigiani, ecc. nella raccolta differenziata dei rifiuti. La Casoria Ambiente S.p.A., confida nel grande senso civico di tutti. Tale situazione emergenziale è dovuta al cattivo funzionamento delle discariche per lo sversamento dei rifiuti indifferenziati che comporta notevoli disagi per la raccolta dei rifiuti differenziati. E’ necessario, quindi, un ulteriore impegno da parte di tutti per diminuire la percentuale di indifferenziato al fine di sversare meno nelle discariche e concentrare maggiori energie per la raccolta differenziata e , pertanto, si

INVITA

La cittadinanza ad una maggiore collaborazione nell’effettuare la differenziazione dei rifiuti, rispettando i giorni e gli orari già stabiliti dalle brochure informative.E’ nostro obiettivo raggiungere al più presto possibile una percentuale del 70% di raccolta differenziata, tale risultato, sarà possibile ottenerlo soltanto con la massima collaborazione di tutti e a tal proposito comunichiamo ai cittadini alcuni consigli: 1) con l’entrata in vigore della nuova normativa inerente la raccolta rifiuti i cittadini potranno inserire nei sacchetti per la raccolta della plastica anche i bicchieri e piatti di plastica debitamente risciacquati e puliti; 2) cause eccezionali ed imprevedibili potranno provocare ritardi per la raccolta della differenziata , ciò, non deve creare allarme e disaffezione nella cittadinanza ; 3) la Casoria Ambiente, infatti, non impiega automezzi specifici per la raccolta della carta o della plastica ma gli stessi automezzi vengono impiegati a turno per la raccolta dell’indifferenziato e per lo sversamento in discarica dello stesso che per i motivi sopra esposti può comportare notevoli ritardi ciò nonostante i rifiuti saranno comunque e sempre differenziati. Si raccomanda, in particolare, l’osservanza degli orari stabiliti dalle 20.00 di sera alle 05.00 del mattino per il deposito dei rifiuti differenziati (Multimateriale - Carta - Umido) fuori all’ingresso delle abitazioni e dei condomini e per quanto riguarda l’umido usare unicamente gli appositi contenitori. Il rispetto di quanto sopra è essenziale per l’ottimizzazione del servizio della raccolta e limitare al massimo i disagi recati alla popolazione. Si comunica inoltre che per qualsiasi informazione o suggerimento è a disposizione della cittadinanza la e mail dell’ Ufficio Relazioni Pubbliche info@casoriambiente .it Assessore all’Ambiente Avv. P. Tignola 4

Sindaco Dott. V. Carfora

Pres. C.d.A. Casoria Ambiente Dott. F. Girardi


Domenica 2 dicembre 2012

Perché bisogna restituire agli italiani il diritto di scegliersi i governi dai quali farsi rappresentare e non farseli dettare dalla Casa Bianca, dalle cancellerie europee e da nessun altro”, ha dichiarato Giorgia Meloni ai microfoni di Tg Sky 24. A garanzia della vita democratica del nostro Paese, infatti, è necessario prendere nettamente le distanze dall’ipotesi di un bis del governo Monti. A meno che il Professore non si sottoponga ad una conta democratica, rispetto alla quale ha tuttavia manifestato sempre un certo fastidio. Alfano non poteva garantire questa presa di distanze; almeno non con la nettezza necessaria. La legge elettorale (“un vero complotto ai danni del popolo italiano”, ha detto Giorgia) in discussione al Senato, infatti, smentisce quello che a parole il segretario va dicendo. Soprattutto la previsione di una soglia elevatissima per il premio di maggioranza prelude alla creazione di una situazione di ingovernabilità nel dopo-voto, che imporrà una nuova esperienza Monti. Al nostro paese invece serve un giorno nuovo. Serve che venga finalmente portata

a compimento la rivoluzione del merito; che sia condotta una vera lotta agli sprechi, senza che ne siano però penalizzati i più deboli; che vengano estirpati odiosi privilegi, celati sotto la nobile etichetta di “diritti acquisiti”. Innegabilmente, la nostra Comunità militante si trova a vivere un momento di particolare emozione. Noi

era già Vice Presidente della Camera dei Deputati, ossia rivestiva la quinta carica della Repubblica, venne in visita alla discarica di Taverna del Re, in un piovoso giorno di dicembre, durante la drammatica emergenza rifiuti del 2007 (peraltro uno dei pochi esponenti del mondo politico nazionale ad essere presente); si imbrattò di fango, e fece da sé benchè qualcuno era corso per spazzolarle il cappotto. Sosteniamo Giorgia, non solo perché incarna perfettamente le speranze d rinnovamento, che da larga parte del Paese salgono come un grido di aiuto. La sosteniamo, perché le abbiamo riconosciuto, da sempre, caratteri che ne fanno una persona speciale, prima che un politico onesto e capace. Ciò che stupisce, è arrivare a coglierne l’essenziale semplicità, lo spirito con cui si è sempre posta in relazione con gli altri, anche quando ha rivestito cariche sosteniamo Giorgia Meloni non solo per la istituzionali di assoluto prestigio. La sua condivisione delle idee che propone. Noi “specialità” consiste nell’aver raggiunto sosteniamo quella ragazza che, dieci anni il perfetto equilibrio, dentro se stessa, tra e sei mesi orsono, mise piedi a Casoria per la quella ragazze che veniva in pullman e la prima volta, arrivandoci da sola, con quello che poi si è trovata a rappresentare. un bus della famigerata linea “C1”. Noi Per questo, senza paura, andremo a caccia sosteniamo quella ragazza che, quando di orchi, insieme con lei!

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PRIMO PIANO

Vincenzo Russo

vincenzo.ru@libero.it

La città di Casoria merita attenzione, rispetto e progettualità, e persone, con competenze adatte a rivoluzionare il sistema sociale, che siano capaci di stare accanto ai cittadini e ai loro bisogni. Per questo una nuova stagione deve aprirsi, fatta di proposte, azioni concrete, prospettive diverse da quelle attuali. Basta con i continui litigi, la poca trasparenza e la burocrazia strisciante che non fa crescere il territorio. Tante persone chiedono una città che dia opportunità a tutti di vivere meglio, e, in tempo di crisi, diventa maggiormente necessaria una corretta gestione finanziaria per garantire sostegno alle fasce deboli. La comprensione dei bisogni della comunità locale è più varia che in passato e necessita di modalità e strumenti nuovi. È innegabile che in queste situazioni le classi sociali colpite siano quelle degli anziani e dei giovani. I primi non hanno un referente sul territorio e spesso sperimentano una condizione di vita simile a quella dei senza fissa dimora, tale da essere definita “barbonismo domestico”, queste persone vivono sole, malnutrite, e in condizioni igienico sanitarie disastrose. A monte vi è il problema di un’effettiva messa a fuoco del problema e dell’individuazione di nuove misure a passo con i tempi, ci si occupa di loro solo per fargli

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Finalmente…Centro Sociale Anziani, ma non basta! trascorrere qualche giorno di svago con i viaggi turistici in parte sovvenzionati dall’amministrazione, ma anche in quel caso, riuscire a parteciparvi e come prendere un terno al lotto. Un primo passo, verso una politica attenta alle necessità degli anziani, è stato fatto, mercoledì 28 novembre, con l’inaugurazione del Centro Sociale Anziani, presso i locali dell’ex 29° Distretto Scolastico, sito in via Andrea

Torrente, di fronte l’ingresso del Liceo Polispecialistico Gandhi. Per continuare a camminare spediti occorre far seguire a questo “passo” tanti altri progetti a medio e lungo termine. In particolare occorre occuparsi della totale mancanza di interventi e servizi per le persone che si dedicano alla tratta sessuale (unità mobili, interventi specializzati di assistenza

legale, psicologica e sanitaria) e dei progetti tendenti a far emergere situazioni di lavoro nero e minorile. Sono troppi i minori che nel nostro territorio lavorano presso bar o officine varie, questi, sperando di poter imparare un “mestiere”, sono sfruttati e vengono pagati con pochi euro la settimana. L’attenzione sociale è un potente e irrinunciabile fattore di sviluppo economico, e rappresenta un grande fattore di crescita e di competitività per la nostra città. In questo momento di crisi bisogna tenere alta la concentrazione e mettere in campo politiche sociali adeguate, che possano dare nuova voce a chi soffre. Non a caso, alcuni giorni fa, Papa Benedetto XVI andando in visita in una casa di riposo gestita dalla comunità di Sant’Egidio ha detto: “Tante volte si sente la sofferenza di chi è emarginato, vive lontano dalla propria casa o è nella solitudine. Penso che si dovrebbe operare con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e dalle istituzioni pubbliche. La sapienza di vita di cui sono portatori è una grande ricchezza. La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune. Chi fa spazio agli anziani fa spazio alla vita! Chi accoglie gli anziani accoglie la vita!”


Domenica 2 dicembre 2012

Gianni Bianco

gianni.biancogb@libero.it

Le Primarie del centrosinistra a Casoria hanno rappresentato la solita anomalia nazionale. Tuonò Bossi nel lontano 1993: “Ma, dove si trova Casoria?â€?, riferendosi alla percentuale di voti del Psi alle elezioni comunali, quelle vinte dal centrosinistra con Franco De Luca Sindaco. Guardando i dati delle Primarie nazionali troviamo al primo posto il segretario del Pd Bersani con il 44,3%; Matteo Renzi al 36,2%, Nichi Vendola al 15,2%, Laura Puppato al 2,9%, in ultima posizione il candidato esterno Bruno Tabacci con un modesto 1,1%. Veniamo a Casoria: Elettori 3.729, in pratica il 6% dell’elettorato locale è stato: Bersani 20%; Renzi 10%; Tabacci 63%; Vendola 6,5%; Puppato 0,2%.Possiamo dire che ha difeso con onore il risultato il gruppo di Sel con Vendola, è arrivato il voto di opinione che tutti ci aspettavamo a Matteo Renzi, grazie anche alle simpatie degli elettori di orientamento moderato nei confronti del Sindaco di Firenze. Pier luigi Bersani ha ottenuto nella nostra cittĂ il 20% dei voti. A sostenere il segretario nazionale del Pd di Casoria il gruppo consiliare del Pd, i militanti delle due sezioni di Casoria e Arpino e qualche simpatizzante esterno. Veniamo a Tabacci. Lo schieramento messo in campo a suo favore vede: A.P.I., A.P.I. dei Valori, A.P.I. per Arpino, A.P.I. e LibertĂ , A.P.I. per la LibertĂ , A.P.I. di Centro, A.P.I. Democratica, A.P.I. Misto, A.P.I. Cristiana, A.P.I. Sud, A.P.I. Per Casoria unita. Chiaramente quella che deve essere la sede per una partecipazione libera, leggera e democratica, si trasforma nella solita, noiosa e fastidiosa pacchianata, come da sempre si vede durante le elezioni all’esterno dai seggi elettorali a Casoria. Addirittura il Sindaco, sospende tutti gli impegni per “aspettareâ€? i propri amici

POLITICA

Le Primarie Bulgare che si recano al seggio per ammiccare sorrisi. A tarda sera, per Carfora e Casillo in particolare, non pochi massaggi ci sono voluti alle guance, per ristabilire le normali dinamiche funzionali del viso, letteralmente incriccato dai sorrisi di convenienza. Il secondo livello di acchiappanza vede consiglieri, assessori, consigliori e “peonesâ€?, di primo, secondo, terzo e quarto livello, tutti intenti a filtrare parenti e amici. Insomma una macchina elettorale perfetta, che dalle prime luci dell’alba a notte fonda impegna la comitiva tabacciana in un tour de force estenuante a piedi e in Pullman. All’apertura dei seggi alle 20.30 inizia lo spoglio e alla fine Tabacci riesce qui a Casoria a ricevere il 63% dei voti, 61,8 punti di percentuale piĂš del risultato nazionale. Si vocifera che la rappresentanza Apiniana nel Pd dovrebbe essere di cinque candidati “sicuriâ€?, a oggi i nomi sono Rutelli, Boselli, Lanzillotti, Mosella e Tabacci, tra Camera e Senato. Lo sforzo quindi non riguarda solo una prova muscolare sul territorio, ma si protrarrĂ nel tempo, almeno fino alle Elezioni politiche del 2013. Questi i fatti, preceduti da una singolare tapezzata di manifesti in tutta la cittĂ  nei giorni precedenti alle votazioni che hanno animato ancor di piĂš il dibattito cittadino. A onor del vero il regolamento delle Primarie vieta categoricamente l’esposizione di manifesti e pubblicitĂ  per i singoli candidati, Casoria anche in questo, rappresenta un’anomalia. Chi si macchia di questa infrazione? Manco a dirlo i sostenitori di Tabacci. Una cosa però mi lascia perplesso, io che alle Primarie partecipo dalla nascita del Pd. Nell’intervista al Domenicale di domenica 18 novembre, l’ex senatore Casillo afferma di aver partecipato alle

primarie sin dal 2007. Ora, se la memoria non m’inganna, quelle erano le Primarie per la nascita del Partito Democratico, quelle inaugurate da Veltroni per precisare: “PerchĂŠ suscitavano l’interesse e l’impegno le Elezioni Primarie di un partito alleato all’allora sottosegretario alle infrastrutture Tommaso Casillo dello Sdi?â€?. Chi furono i fortunati candidati alle Assemblee Regionali e Nazionali del Pd che ebbero la “assistenza e sostegnoâ€? da parte dei socialisti (allora), casoriani? Spero in una confessione al riguardo, in alternativa, posso solo immaginare che questa pratica trasversale di muovere elettori a destra e a manca, sia invece un metodo consolidato in cittĂ , forse il male maggiore, il vero problema della politica casoriana. Dispiace sul piano umano guardare questa massa di gente, senza orario e senza bandiera, spostarsi da un emiciclo all’altro della cittĂ  per dimostrare la propria fedeltĂ  elettorale. Lo so, i tempi sono difficili, i problemi incombono, le paure aumentano e le speranze soprattutto diminuiscono. E’ Comprensibile, conoscendo i problemi, che si affidi il proprio consenso in alcune mani, non sempre le migliori. A Casoria bisognerĂ  tollerare anni ancora questo disagio, questi 2342 voti di “fedeltĂ â€?, oggi concentrati su Bruno Tabacci ne sono una prova. Una speranza però c’è ed è rappresentata dall’altra Casoria, da quei 60.000 che hanno ancora il coraggio di dire “noâ€?, scegliendo liberamente altri candidati alle Primarie o non partecipando al voto, sono ancora la stragrande maggioranza. Termino con la lucida riflessione del segretario di Sel Antonio Fortunato De Rosa: “E’ facile capire che dalle nostre parti anche i “gigantiâ€? come li chiama Nichi sono d’altra “natura!â€?.



 

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EVENTI E MOSTRE

La redazione Mostra Fotografica di Fortunato CELENTINO Il tempo passa, le abitudini cambiano, la società si evolve e si porta dietro la sua lunga scia di nuove usi e nuovi costumi. Non tutto cambia però, perché il “nuovo” acquista peso e valore solo se sa integrarsi e relazionarsi al meglio a quella parte di “vecchio” che ancora ci serve e ancora ci può dare parecchio. È questa l’importanza della tradizione, parola chiave su cui si fonda la storia di un paese ( è così per Afragola, come per ogni altro luogo del mondo) e che assume ancora maggior valore quando si rapporta alla

fede. E cosa c’è di meglio che raccordare vecchio e nuovo attraverso la fotografia? Con la particolarità che qui non è tanto in ballo la fotografia intesa come ricordo, come prova del passato, quanto piuttosto la fotografia come strumento digitale (e quindi contemporaneo) in grado di prendere il presente e di riportarlo nel passato, a testimoniare, simbolicamente, la capacità di un simbolo come Sant’Antonio di “attraversare” il tempo. Il tempo passa, insomma, ma Sant’Antonio resta. E oltre il tempo, per fortuna, c’è la fotografia.

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Domenica 2 dicembre 2012

INCONTRI

La redazione “La sostanza psichica è uguale nei fanciulli di tutti i popoli. Un fanciullo è fanciullo allo stesso modo dappertutto. E quindi, né c’è poesia arcadica, romantica, classica, né poesia italiana, greca, sanscrita; ma poesia soltanto, soltanto poesia, e... non poesia.”(Giovanni P a s c o l i ) Il grande poeta ci offre l’occasione per porci una domanda:Ma cos’è la poesia? La poesia e l’espressione dell’emozione,delle sofferenze,degli stati d’animo attraverso la scrittura. L’arte di trasmettere un’esperienza personale o universale,emozioni,sentimenti e fantasie. E in questo senso che s’inserisce l’antologia poetica “Attraverso la città”. La città descritta attraverso il punto di vista di diversi poeti che ne sottolineano gli aspetti urbanistici,sociologici e antropologici. La città caotica,dominio del rumore,del

Poesia...e non solo

disordine della vita frenetica,”una ragna-

sindaco Salvatore Sannino e dell’Ass. P.I. Salvatore Pollice é stata presentata l’antologia poetica “Attraverso la città”. L›incontro è stato organizzato dalle prof.sse del Liceo Gandhi Vittoria Caso,coinvolgente relatrice e Caterina Lerro,sapiente mediatrice. Sono intervenuti autorità locali, presidi di altre istituzioni scolastiche alunni e docenti del Gandhi e di altre scuole. Alcuni alunni hanno letto con emozione i versi accompagnati dalla chitarra. Infine,l›evento si è concluso con la partecipazione dei presenti al dibattito con gli autori e con il discorso finale del sindaco. L›incontro ha fatto ritela che soffoca”che non lascia spazio alla flettere sull›arte poetica in tutte le sue pace e alla serenità. La poesia trasforma sfumature,facendo cogliere il significato e trasporta tutto in un’altra dimensione. profondo della poesia e regalando a tutta la Questo è stato l’oggetto di discussione platea momenti di riflessione,e di gioia. Vail giorno 22/11/12 alle ore 17:30 pres- lentina Imbimbo,Anna Settembrini,Marina so la Biblioteca comunale di Casavatore Guercia,Veronica De Rosa,Anna De Luca.  “Biagio Perrotta”grazie alla volontà del

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Domenica 2 dicembre 2012

EVENTI

Maria Gentile

marygentile@live.it

C’è fame di cultura a Casoria. lo dimostrano le varie di presentazione di libri di poesie, romanzi ecc nella nostra città. E tutte con buona affluenza di pubblico. Giovedì 22 ultimo scorso, alla presentazione del libro di Francesco Iodice “L’attimo Fatale”, svoltosi nella biblioteca comunale, c’è stata una grossa partecipazione della cittadinanza, nonostante che l’autore non sia molto conosciuto nella sua città natale in quanto, residente a Napoli da molti anni. Il pubblico presente era composto dalle eccellenze della cultura casoriana. Infatti v’erano tutti i dirigenti delle scuole di Casoria, molti docenti, medici e personaggi conosciuti per le loro attività nel mondo della cultura. Non altrettanto si può dire riguardo per la rappresentanza della stampa locale. Ma veniamo al nostro Francesco Iodice: già primario di pneumologia e cardiologia al Cardarelli di Napoli. Noto relatore in Italia e all’estero per le rue ricerche mediche ma non solo, dal 2000 in poi, da quando si è liberato delle sua attività primaria di medico, si è dato a piene mani alla letteratura scrivendo un libro ogni due anni circa e presentandolo un po’ in tutta la nostra penisola con notevole successo. Nel suo ultimo e sesto libro, “L’attimo fatale”, pri-

Fame di cultura Presentazione ultimo libro di Francesco Iodice mo e vero romanzo della sua produzione, egli si avventura nell’introspezione affettiva dei personaggi e sviscera il concetto dell’Amore in tutte le sue sfaccettature: l’amore per la donna, per il sapere, per il maestro, per l’amico. Ottimamente interpretate e fatte rivivere dall’attrice Tina Femiano nelle sue letture di alcune pagine del libero. In tutte queste implicazioni, Iodice crea complesse intersezioni trasversali non avulse da suspense al limite dello stillicidio mentale, tale da creare un’atmosfera da thriller psicologico, come l’ha definita il Prof. Salvatore Maglione nel suo intervento. Ottima è stata la relazione del Prof. Francesco Palladino, il quale ha posto l’accento sulla grande valenza culturale del testo letterario e l’opera di divulgazione che ne scaturisce in un momento sociale di grande bisogno di valori positivi. Ed è proprio di questi bisogni e di fame di cultura e, nello stesso tempo di carenza nelle istituzioni centrali, che vorrei porre l’accento. Ribadire, visto che è necessario, ancora una volta, l’importanza primaria che esercita la cultura in una società contemporanea. Si badi bene: non una cultura nozionistica e sterile tipo anni ’50-60 ma, una cultura formativa utile per il nostro comportamento quotidiano, che

ci faccia distinguere facilmente il giusto da quello sbagliato. Che ci spiani la strada per un corretto percorso di vita al servizio della collettività. E quando si vede un mafioso o camorrista che possiede nella sua dimora dei quadri di valore o che legge dei testi di letteratura, bisogna chiedersi se gli è servito nella sua formazione e se è stato in grado di coglierne il vero senso di quello che ha letto. Poiché è questo che fa la differenza della vera cultura da quella sterile: cogliere il senso del messaggio che trasmette l’opera letteraria, o artistica, per un corretto sviluppo della nostra società. E il nostro Iodice esalta, appunto, l’amore per il sapere ed il conseguente amore spirituale per il suo maestro, proprio a denunciare la carenza endemica nella divulgazione del vero sapere. Tale senso è stato colto a pieno dalla nostra assessore alla cultura Prof.ssa Luisa Marro esplicitato nel discorso di saluto a nome dell’Amministrazione comunale. Ci auguriamo che, sia le amministrazioni locali che centrali e, in particolare il nostra Iodice, continuino nella loro opera di divulgazione di tale servizio a favore della collettività, perché è con la corretta formazione dei singoli che si contrasta la delinquenza dilagante.

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ECONOMIA

Tommaso Arcella archom@alice.it

Nel precedente articolo abbiamo esaminato il punto di vista di una studioso italiano, (Luciano Gallino), che esaminava da esterno, gli effetti negativi sulla collettività, dovuti alla crisi economica attuale. Ora proviamo ad esaminare, invece, il punto di vista di un noto investitore, considerato il Guru della finanza USA, consulente e articolista economico del Financial Times: George Soros, presidente del “Soros Fund Management” e fondatore di una rete globale dedita al sostegno delle società aperte, attraverso cui ha sostenuto e guidato anche paesi in via di sviluppo, non solo con consigli ma anche con elargizioni economiche. Soros è un accanito sostenitore del sistema economico capitalistico e del mercato finanziario. Nonostante ciò è contro il fondamentalismo finanziario, come lo ha definito lui stesso, per il quale si crede che il mercato finanziario sia autoregolante e quindi infallibile. Egli critica la politica economica di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher che, nel 1980 hanno iniziato la deregulation del mercato finanziario con l’eliminazione o modifiche delle leggi regolanti il citato mercato. Fino a quando nel 1999 fu definitivamente liberalizzato dal presidente Clinton. Questa teoria liberista si è propagata come un virus, dice Soros, anche perché la globalizzazione consente ai capitali finanziari di sfuggire alla tassazione dei loro paesi e si

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La crisi vista da uno speculatore è arrivati ad elaborate strutture finanziarie difficili da intercettare, fino ad un ammontare di fondi derivati utili fuori bilancio, di circa due volte il PLI mondiale. Il Soros, precisa che le crisi sono periodiche: a partire dal 1973 quando nel Regno Unito le merchant banks, (banche secondarie),

conseguente falso boom immobiliare; insolvenza dei creditori e conseguente fallimento della Lehman Brothers, una delle più grandi banche USA, causando così l’immediata e momentanea recessione dei mercati finanziari. La crisi USA è stata poi, arginata in parte, con l’intervento della Federal Reserve Bank di New York con grosse elargizioni, (quindici trilioni di dollari), ma gli squilibri che si erano creati, non si sono corretti naturalmente, e i mercati finanziari sono rimasti lontani dall’autobilanciamento tanto osannato dagli ortodossi della finanza. Nonostante ciò, gli USA sono ancora indebitati fortemente con la Cina. Il Giappone ha un debito pari al PIL ma non è in recessione. l’Europa che, non avendo la struttura politica-economica come gli USA e il Giappone, ha assorbito lo squilibrio finanziario provocato dal mercato globale. E’ diventata così, l’epicentro della crisi attuale a causa dei difetti intrinseci nella sua struttura costituzionale. Il Soros, fautore del mercato unico e quindi dell’Euro, ha relazionato sui difetti strutturali dell’euro e la sua idea di soluzione che, fino adesso, non è stata ancora presa in considerazione dalle competenti autorità. Tale problematica richiede una trattazione a parte.

non regolamentate, misero in difficoltà le grandi banche di sostentamento. La crisi ebbe dei contraccolpi in tutta Europa e fu risolta con elargizioni e tagli a tutti i livelli. (qualcuno ricorderà i distributori chiusi per mancanza di carburante che ci costrinse a non usare le auto per un certo periodo). L’attuale crisi parte dalle “Bolle speculative” (eccessiva estensione del credito a leva finanziaria), quando nel settembre 2008 negli USA, furono concessi (Fonte del grafico: Financial Stability Bodei mutui, con interessi troppo bassi, e il ard, da “La Repubblica” n°47)


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I TA L I A

Rosaria Ascolese

rosaria.ascolese@libero.it

Natale, vetrine illuminate, persone che si riversano in strada a fare shopping, spese pazze per imbandire le tavole e far festa con i propri cari, questa è la lontana immagine del Natale che abbiamo. Oggi tutto questo viene sostituito da persone che vedono sfumare la tredicesima e lo stipendio, persone che vivono nell’incognita della scadenza del proprio contratto di lavoro o aspettano la fine della cassa integrazione. E’ un Natale di proteste, manifestazioni, licenziamenti, aziende che falliscono, negozi che chiudono. Per le strade tante serrande abbassate, poche luci e gente costretta a dire ai propri figli che per quest’anno Babbo Natale non arriva perché si è rotta la slitta. E’ troppo dura la realtà, è troppo dura dire ad un proprio figlio “ quest’anno niete regali perché papà ha perso il lavoro “. E quest’anno saranno tanti i papà e le mamme d’Italia che si troveranno ad affrontare questo problema. A partire da tutti i 5000 dipendenti dell’ILVA che hanno perso il lavoro un mese prima delle feste; ai 500 dipendenti dell’ASTIR

Natale ai tempi della crisi SPA ( società della regione Campania ) arrivata anch’essa al capolinea; al centinaio di persone che lavoravano per il mercato ortofrutticolo di Napoli, e che già da Gennaio 2012 non percepiscono stipendio, ma la cosa strana da chiedersi è come il

anni ormai si trovano in una situazione precaria. Infatti non molto tempo fa hanno invaso il centro commerciale Campania proprio per protesta. Nel 2008 la società è stata ceduta e i nuovi proprietari iniziarono dei lavori di ristrutturazione che però non sono mai stati completati per mancanza di liquidità. Non solo queste persone hanno perso il lavoro, ma da qualche mese si sono visti negare anche quel poco che percepivano dalla cassa integrazione per motivi che il nostro giornale ha trattato nei numeri scorsi in modo esaustivo. In una situazione simile si trovano ormai da qualche anno i dipendenti della Fiat, soprattutto quelli della sede di Pomigliano D’arco, che per molto tempo hanno vissuto percependo solo la cassa integrazione e con la paura di un vero e definitivo licenziamento mercato stia andando avanti, perché tutti i dovuto all’eventuale chiusura della sede. suoi dipendenti passano le giornate fuori In Campania 150.000 posti di lavoro sono ai cancelli a protestare per i propri diritti, andati persi negli ultimi 5 anni, la crisi inma il mercato va avanti; 194 invece sono veste ormai tutti i settori - da quello farle persone che lavoravano al centro com- maceutico, passanndo per la sanità, per merciale Carrefour a Casoria e che da 4 finire ai trasporti al turismo e all’edilizia.

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E V E N T I

Emiliana Cresci

emiliana.cresci@yahoo.it

La scorsa settimana la nostra città ha ospitato un particolare progetto, ovvero uno stage formativo tenutosi, dal 18 al 21 novembre, presso la suggestiva location delle Catacombe di San Gennaro nella Basilica del Buon Consiglio finalizzato alla realizzazione di opere d’arte floreali dedicate al settore del wedding. Un corso per formare un’importante e poco riconosciuta figura, ovvero quella del “floral designer”, troppo spesso associata a quella del “fioraio” o ancora del “fiorista”. Il corso è stato organizzato da Ifloreal con il patrocinio del Comune di Napoli. Ifloreal, ovvero International Floral Service S.r.l. è una società di servizi, fondata nel 2007 e nata per rispondere alle esigenze dei settori fioristici e florovivaistici, con particolare attenzione all’ambito formativo. In quest’occasione infatti otto docenti nazionali e internazionali (provenienti da Belgio e Olanda) hanno affiancato 50 corsisti nella composizione di installazioni floreali per le quali sono stati utilizzati ventimila fiori offerti dal Consorzio Fiori d’Italia. Quest’ultimo nasce nel 2011 dall’unione di sette Cooperative Floricole, con lo scopo di “favorire lo sviluppo e l’ottimizzazione di una filiera florovivaistica qualificata e innovata, migliorando la qualità di prodotto e/o di processo e diffondendo la conoscenza del marchio Fiori D’Italia”. A breve, il Consorzio aprirà, proprio a

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“Architetto dei fiori”: una nuova prospettiva di lavoro tale scopo, un punto vendita presso Flora Pompei, con fiori marchiati e garantiti dalle cooperative aderenti; ma l’obiettivo più ambizioso è portare il marchio in tutta Europa. Concluso il corso, poi, nei giorni 22 e 23 novembre, i lavori svolti e le composizioni realizzate hanno abbellito alcuni dei luoghi piu’ noti di Napoli

e così suddivisi: Andrea Zanella ha esposto nella Sala Rari della Biblioteca Nazionale, Carmelo Antonuccio e Cees Van Dijk nella Galleria Umberto I, Federico Maccaroni presso il Maschio Angioino, Emilio Lorusso in Piazza San Domenico Maggiore, Riccardo Dressadore e Luca Biagi al Paradiso Blanco di via Catullo, e infine Giuseppe Tessitore nella Chiesa di San Gennaro Fuori le Mura. Durante la conferenza ci si soffermava anche su un altro importante aspetto di questo

evento, ovvero il “linguaggio dei fiori”; la possibilità cioè per la nostra città, sempre menzionata per i suoi aspetti negativi e di degrado, di parlare e prendere vita attraverso i fiori. Alla conferenza erano presenti Francesco Chirico, presidente della II Municipalità, Francesco Esposito, presidente del Consorzio Fiori d’Italia e Carmelo Antonuccio, uno dei maestri fioristi che hanno accompagnato i corsisti nell’esperienza formativa. Quest’ultimo ha sottolineato con fervore l’importanza della formazione per il settore florovivaistico e per le professionalità che operano in esso: “In Italia ci si improvvisa floral designer come niente fosse. Ma la figura di floral designer è una figura particolare, per la quale è fondamentale la formazione. Il fioraio è colui che compra i fiori al mercato e li vende a un angolo di strada, il fiorista è chi fa le composizioni, ma il floral designer è un professionista che attinge alla natura e che crea arte, è un architetto dei fiori, una figura specifica”. Sono state dunque ben spiegate ed evidenziate le motivazioni, i problemi, le risorse e ciò che ancora occorre a questo settore affinché raggiunga un livello al pari dell’Europa. Un “architetto dei fiori” dunque, come è stato piu’ volte nominato durante la stessa conferenza…..un tecnico che attinge alla natura per creare, attraverso i fiori, delle vere e proprie opere d’arte.


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M U S I C A

Luca Tramici

l.tramici@gmail.com

Prima candelina per lo staff dei Not Everyone Understand House Music; 365 giorni di musica, in un viaggio musicale senza pari, un compito arduo da portare

a termine, riportare gli artisti che hanno segnato la storia della musica House nella capitale partenopea, obiettivo centrato direi alla grande! Ed eccoci qui a raccontare il loro primo compleanno, un’occasione particolare celebrata nel tempio dell’House napoletana il Disco Metropolis, con un’artista, un amico che

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NEUHM 1°Anniversario con Joe Claussell rispecchia in pieno i principi di amore, fratellanza, amicizia e soprattutto Musica, Mr. Joaquin Joe Claussell. Newyorkese di origini portoricane, Joaquin e la sua

Una serata davvero spiritual, dove la priorità non è stata soltanto far combaciare il ritmo di brani diversi, ma raccontare una storia, una storia musicale veicolata dalle note e dalle vibrazioni dei brani epocali dell’House Music, cadenze afro-latine, estendendosi al disco e il funk e all’emozione che solo la musica è in grado di regalare. L’atmosfera che si respirava ha dimostrato che Napoli ha voglia di vera musica, dell’essenza e non della presenza di personaggi di tendenza e di moda, qualcosa nell’aria è cambiato ed è Spiritual Life Music sono stati capaci tutto merito di NEUHM. Non ci resta di creare un genere unico scandito tra che ringraziare e augurare ancora buon ritmi afro, latino americano e House, compleanno a questo meraviglioso Disco e Jazz. Durante la serata è stato gruppo, e per chi volesse saperne di più, accompagnato dal resident NEUHM vi rimando alla loro pagina Facebook Gigi Testa, e da un amico speciale Jephte ufficiale; www.facebook.com/Neuhm. Guillaume, cantante e musicista che ha regalato ai presenti una perfomance unica.

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NAPOLI

Pasquale Lucchese napoledano@libero.it

Con una vittoria sul filo di lana, giovedì sera abbiamo ‘chiuso’ il Rasundastadium, stadio simbolo del calcio svedese. Nell’insolito posticipo ‘tardopomeridiano’ del lunedì, con una vittoria sofferta, da batticuore, abbiamo ‘aperto’ l’Is Arenas, il nuovo impianto del Cagliari. Il successo in terra svedese significa qualificazione anticipata ai sedicesimi dell’Europa League,;la vittoria in Sardegna ci regala una classifica ‘corta’e intrigante. Sull’isola ci presentiamo senza mezzo attacco, con Edinson Cavani squalificato e Goran Pandev indisponibile. Mister Mazzarri opta per Marek Hamsik e Lorenzo Insigne terminali offensivi, e Dzemaili a loro supporto, nel ruolo più congeniale allo slovacco, con Edu Vargas seduto in panchina. Anche la retroguardia presenta una novità: Hugo Campagnaro non è al meglio, al suo posto sul centrodestra Gamberini, con Britos sul centrosinistra. Ad onor del vero, anche il Cagliari deve fare a meno di 3 elementi fondamentali quali Astori, Cossu e Pinilla. La partita è combattuta, si innescano diversi uno contro uno, in particolare a centrocampo, dove Behrami giganteggia. Il primo guizzo è targato Napoli: Lorenzo coglie un palo interno con una conclusione che meriterebbe una sorte migliore. Il conto dei pali è pareggiato poco dopo. Su un angolo è Gamberini, ostacolato da Conti, a rischiare l’autorete: il pallone termina sul palo esterno. Primo tempo con ritmi di gioco bassi, ma di grande intensità agonistica, e ciononostante corretto.Nella ripresa, ancora una quasi autorete per gli azzurri, è Paolo Cannavaro a colpire la parte alta della traversa, nel tentativo di anticipare Nenè. Un contatto dubbio in area di rigore partenopea, fa gridare al rigore: il contatto tra Gamberini e Conti pare esserci. Giannoccaro, arbitro

Napoli-Cagliari che non si sottrae a lunghi dialoghi in campo con i giocatori, lascia correre. La partita continua su ritmi blandi, a tratti sonnolenta; ma il tifoso sa che non può ‘appisolarsi’: la posta in palio è troppo alta. Inizia la girandola delle sostituzioni. Esce Maggio (ancora deludente la prestazione dell’esterno vicentino), ed entra Mesto.

L’ex genoano ha un buon approccio al match, proponendosi con i tempi giusti sulla destra. Ma è l’ingresso in campo di Edu Vargas a spostare gli equilibri della partita a nostro vantaggio. Entrato al posto di Dzemaili, e consentendo a Marek di ‘riappropriarsi’ del suo ruolo, il cileno non fa nulla di trascendentale, ma sposta il baricentro della squadra di quel tanto che basta per provare a vincere questa partita. Su un angolo, un suo tiro di testa viene deviato sulla linea da Pisano; sulla ribattuta Gamberini non trova il tap-in vincente. Il Napoli ci prova, e su un’azione mezza manovrata, mezza fortunata, trova la rete del vantaggio. Minuto 72: nello stretto provano a dialogare i nostri solisti, il tocco di Lorenzo è sporcato dalla difesa rossoblu, Zuniga è bravo a crederci, e a fiondarsi su un pallone che sembra morto. Il successivo contrasto regala a Marek la possibilità di un diagonale vincente: lo slovacco non sbaglia. I venti minuti finali

sono una sofferenza autentica. In verità, il Cagliari non crea azioni pericolose, ma le diverse punizioni dalla “trequarti” ci fanno tremare. Dopo un primo tempo di buon livello, Insigne cala fisicamente alla distanza, ed esce per far posto a Dossena. Con i denti, e con tanto agonismo difendiamo una vittoria fondamentale e tutto sommato inattesa. Andare a vincere a Cagliari senza Cavani, e senza Pandev, non era affatto facile. La squadra però è riuscita a sopperire all’assenza del suo goleador, con una prestazione certamente non brillante, ma attenta, diligente, intelligente. Bene la difesa: il solito Gamberini ‘preciso’ e risoluto, un ottimo Paolo, e a sorpresa un insuperabile Britos. A centrocampo bene Inler, benissimo Behrami, benino Dzemaili, sulle fasce Maggio è lontano partente dell’esterno ammirato per anni, Zuniga è il solito confusionario, ma ha un grosso merito sul gol. Marek è la classe e il genio di questa squadra, Lorenzo fino a quando ha retto fisicamente è stato prezioso e ha mostrato un talento estremamente raffinato, purtroppo limitato sul piano della prestanza fisica. Una piccola parentesi Vargas la merita: ad agosto dicemmo che andava lasciato in rosa, e che indipendentemente da lui, un quinto attaccante con caratteristiche da prima punta, andava preso. Ora ribadendo la necessità di prendere un quinto attaccante, ci asteniamo sulla questione della sua permanenza: darlo in prestito dove può giocare titolare? Oppure rivitalizzato dalle ultime due prestazioni, potrebbe tornare utile alla causa? La squadra va puntellata con attaccante, ma anche un esterno sinistro e un centrale di centrocampo, per ampliare una rosa che ha dimostrato, tra alti e bassi di esser già competitiva, ma non completa.

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CULTURA E SOCIETA’

Marzia Luciano

marzialuciano_@libero.it

Il giorno 15 del mese scorso, a pochi giorni di distanza dalla celebrazione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, che ricorre il 25 Novembre, l’avvocatessa e deputata del Fli Giulia Bongiorno ha presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge che ha visto come prima firmataria la deputata del Pdl Mara Carfagna e che ha suscitato non poco scalpore: la proposta prevedrebbe l’applicazione di una pena da uno a cinque anni per reati di matrimonio forzato, l’eliminazione di attenuanti per “l’omicidio d’onore” e, anzi, l’introduzione di aggravanti per queste tipologie di assassinio, la reclusione da 24 a 30 anni per violenza su un minore di dieci anni o in sua presenza. Inoltre, sarebbe previsto l’ergastolo per quanti commettano “femminicidio”, neologismo con cui ci si riferisce ad un omicidio commesso ai danni di una donna, preceduto da anni di violenze inflitte alla stessa.Il motivo principale che avrebbe indotto la Bongiorno a proporre la suddetta legge va ricercato nella forte preoccupazione della deputata per l’ingente numero di donne che ogni anno subisce maltrattamenti fisici, sessuali o psicologici ad opera del proprio partner o dell’ex compagno

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(Im)parità dei sessi senza contare i numerosi casi di omicidio doloso che le riguardano: secondo le statistiche, una donna su tre tra i 16 ed i 70 anni è stata vittima, nel corso della sua vita, dell’aggressività del proprio uomo ed ogni anno ammonta all’incirca a cento

il numero di donne a cui viene stroncata la vita da un esponente del cosiddetto “sesso forte”. Sulla base di questi dati, la deputata ha definito la situazione italiana “un’emergenza nazionale”. E’ senza dubbio innegabile che la preoccupazione della Bongiorno per i crescenti casi di violenza contro le donne, che sono oramai all’ordine del giorno, è giustificata ma ciò non spiega, d’altra parte, la necessità di proporre una legge che preveda pene

più aspre per determinati reati solo perché commessi ai danni di un sesso e non dell’altro: la violenza non è tale in qualunque caso? Perché mai un uomo che uccide una donna dovrebbe essere punito con la reclusione a vita, mentre un uomo che uccide un altro uomo dovrebbe essere passare solo qualche anno della propria esistenza in carcere? L’uccisione di in un individuo di un sesso vale forse meno di quella di un individuo di un altro sesso? A che serve parlare di pari opportunità se poi, sulla bilancia dei diritti, la vita di un uomo ha minor valore di quella di una donna? Soprattutto, chi decide quale sia il sesso forte, quello debole, quello capace di reagire ad un abuso, di reprimere una tortura o un maltrattamento, di qualunque genere? Se le deputate Bongiorno, Carfagna e le altre sostenitrici della legge proposta sul femminicidio sono convinte della loro idea, badino bene a rivedere il concetto di parità dei sessi in tutte le sue sfumature, senza correre il rischio di risultare, poi, discriminatorie nei confronti di alcuno: esaltare la vita di metà della popolazione significa sminuire il valore dell’altra metà e ciò non rende affatto giustizia all’uguaglianza degli individui, in tutti i loro aspetti e manifestazioni.


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T E A T R O

Eduardo Paola edu80@libero.it

Ad inaugurare il cartellone 2012/13 del Teatro Orazio, venerdì 9 novembre, è stata una delle maggiori interpreti del teatro italiano, Paola Gassman. Lo spettacolo, dal titolo “Frau Mozart”, è incentrato tutto sui racconti della signora Mozart, la quale apre la porta del suo salotto catapultando lo spettatore in una realtà che il carisma dell’interprete riesce a rendere palpabile. Ed ecco che si possono percepire odori, si sfiorano oggetti d’epoca, si avvertono passi. Il testo è un viaggio nel difficile rapporto tra i coniugi Mozart, costernato da liti, delusioni, pettegolezzi, ristrettezze economiche, ma sempre vivo ed acceso. Un testo ironico, ma al tempo stesso drammatico, in cui la Gassman riesce a rendere i sentimenti di una moglie, ma ancor prima di una donna, alle prese con la sregolatezza e l’incostanza proprie di un genio. Paola Gassman, attraverso l’interazione musica-parola riesce a ricostruire l’atmosfera della corte austriaca, ad illustrare i conflittuali rapporti di Mozart con i burocrati asburgici per poi condurci al punto culminante dello spettacolo, quello della “rivelazione” delle cause della morte di

Una straordinaria Paola Gassman ha aperto la stagione del Teatro Orazio Mozart, da sempre avvolta nel mistero. Un lungo racconto, fatto di aneddoti ma anche di confidenze intime e toccanti, che mettono fuori tutta la forza e allo stesso tempo tutta la debolezza di una donna, il cui temperamento non poteva essere che continuamente oscurato dalla

presenza di un marito genio. Costanza Mozart confida abitudini, convenzioni tipiche dell’ambiente viennese dell’epoca, rancori, intime paure. Ad accompagnare la grande attrice in questo racconto, la maestria del quartetto d’archi dell’orchestra dell’Accademia

Musicale “Enrico Caruso” diretta dal M° Giuseppe Schirone, composto da Ondina Funari e Paola Astarita ai violini, Giampiero Salvati al violoncello e Ferdinando De Simone alla viola. Senza dubbio, tra i momenti più alti dello spettacolo c’è quello in cui musica e voce si fondono, realizzando un’alchimia, che è poi l’impronta dell’intero spettacolo: il momento in cui Costanza Mozart svela il segreto della morte del gran compositore, e mentre si accinge a farlo, ecco che gli archi sovrastano la sua voce, ed il pubblico rimane ignaro di quale sia la reale verità circa la sua scomparsa. Tra moltissimi e ripetuti applausi, lo spettacolo giunge al suo termine e l’alchimia tra pubblico e interprete si ripete: forse lo spettatore si è davvero accomodato nel salotto del signor Wolfgang Amadeus Mozart. Quadri di vita quotidiana, lettere autentiche, insieme all’atmosfera intima del Teatro Orazio, avvicinano lo spettatore a Costanza Weber\ Paola Gassman, perfetta incarnazione del teatro vero. Per l’attrice è l’ennesima prova di immensa protagonista del teatro, la cui classe ed eleganza hanno riempito la scena per un’ora e venti minuti, lasciando col fiato sospeso un pubblico che non smetterà mai di ammirarla.

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RUBRICA

Massimo D’auria jr

masiimodauriajunior@hotmail.it

Nell’esordio di questa rubrica curata dal sottoscritto, parleremo di un argomento che ultimamente ha un ruolo di protagonista in molte discussioni letterarie e non: l’ebook. Prima di tutto cosa è un ebook? L’ebook (o e-libro per i detrattori della lingua d’Albione) è un libro in formato digitale, questo ci consente di leggerlo sul pc, sul telefonino, sui tablet e su dei lettori appositi denominati ereader che molti di voi avranno visti ultimamente pubblicizzati anche in tv, qui si presenta il primo mito da sfatare. Molti pensano che leggere un ebook sia faticoso, perché stare molto tempo al pc dà fastidio agli occhi (e come dargli torto!), il fatto è che gli ebook sono fatti sì per essere letti anche sul pc, sui tablet e su telefoni, ma sono fatti soprattutto per essere letti con ebook reader che hanno una tecnologia completamente differente da quella degli altri dispositivi. La tecnologia degli ereader è denominata impropriamente e-ink ,dal nome dell’azienda che per prima ha ideato questo tipo di tecnologia, anche se adesso il mercato si è notevolmente ampliato aprendo a diverse aziende e tipi di schermo; prendendo in considerazione proprio il tipo di schermo e-ink, ne possiamo spiegare brevemente il funzionamento: al di sotto dello schermo vi sono delle sfere di biossido di titanio caricate elettricamente in modo da avere una parte caricata positivamente e di colore nero e

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Gli ebook e i miti da sfatare… l’altra caricata negativamente e di colore bianco, attraverso l’uso dei campi elettrici quindi queste sfere si muovono in modo da permettere la formazione del foglio.

Gli ereader non affaticano gli occhi perché non sono retroilluminati (quindi dipendono da fonti di luce come i cartacei) e hanno una resa molto simile a un vero e proprio foglio di carta, però con l’indiscutibile vantaggio di poter ingrandire il font in modo che anche gli ipovedenti possano leggere senza dover ricorrere a edizioni particolari. Un altro mito da sfatare sugli ebook è quello sulla pirateria, molti considerano gli ebook veri e propri fautori della pirateria letteraria, è falsissimo, i libri sono disponibili in rete illegalmente

da anni, quindi ben prima della commercializzazione degli ereader. C’è stata forse una crescita? Probabile, ma questo è in parte anche fisiologico. I miti da sfatare non sono finiti, molti (anche tra gli addetti ai lavori purtroppo) considerano i “pdf” il formato principe per gli ebook, in realtà il “pdf” nasce come tipo di file da usare per la stampa di libri e documenti, quindi non per la lettura, anche perché la lettura di questo tipo di file sulla maggior parte dei dispositivi da 5 e 6 pollici (che sono quelli che governano il mercato) è scomodissima; i formati principali degli ebook sono il mobi e soprattutto l’epub, poi ce ne sono anche altri, ma questi sono i migliori. Anche perché fare un ebook, non vuol dire scrivere qualcosa ed esportarlo in pdf o file simili, si tratta di un lavoro molto più complesso e che richiede alcune competenze di base per creare un prodotto accettabile e graficamente coerente. L’ultimo mito è circa la durata della batteria, dimenticate la batteria del vostro cellulare o del vostro tablet, quella di un ereader dura settimane, proprio perché l’energia viene usata unicamente nel cambio pagina, mentre si legge la batteria non viene intaccata. Ma allora gli ebook e gli ereader sono perfetti? No, assolutamente e anzi parleremo dei punti deboli dell’editoria digitale in un prossimo articolo…


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ciò si aggiunge l’efficacia indiscussa di un’attività sportiva sulla salute fisica, è chiaro che lo sport risulta utile sin dai primi anni d’età. 2) Mangiare bene: Una buona alimentazione garantisce al giovane organismo una crescita equilibrata ed in salute. Curare l’alimentazione in questo periodo della vita è fondamentale per evitare che il sovrappeso porti con sé problemi alla salute fisica e psicologica del bambino. Oggi più che mai molti bambini mangiano male, consumano troppi grassi e preferiscono cibi con elevata densità calorica, quindi per i genitori diventa estremamente importante monitorare ed eventualmente correggere le abitudini alimentari dei propri figli. Lo sport e l’alimentazione corretta non sono mai controindicati e chiunque può beneficiare dell’attività sportiva e di un’alimentazione sana!!! In virtù di quanto sopra riportato nasce il progetto “Bambini sani… mente e corpo allenati”. Infatti Le Club Fitness, nasce come struttura di Fitness e beauty offrendo ampi servizi anche a livello di consulenza medico sportiva e nutrizionale per ogni fascia di età, ma con questo progetto vuole dare particolare rilevanza al benessere dei bambini offrendo loro: - personale qualificato - una struttura con spazi sicuri - attrezzature all’avanguardia - opportunità di svolgere diverse discipline. Le Club Fitness mira a dare ai bambini un’educazione continua sull’importanza di svolgere attività fisica per uno stile di vita sano ed equilibrato in questa fascia di età tanto particolare.

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Progetto“Bambini sani… mente e corpo allenati” Lo sport in età pediatrica assume un ruolo rilevante per i suoi molteplici benefici, infatti, fare sport sin da piccoli permette di acquisire un bagaglio di esperienze motorie che sarà prezioso per tutta la vita. Un bambino che ha fatto sport da grande sarà molto più avvantaggiato rispetto a chi non ha mai praticato attività fisica, perché ha strutturato una muscolatura migliore e ha sperimentato e formato il proprio corpo in un’età in cui si sviluppano le cosiddette capacità coordinative, come l’equilibrio e l’orientamento, e le capacità condizionali, ossia la forza, la resistenza e la velocità. Per capire l’importanza dello sport nella vita dei bambini cercheremo, con semplici nozioni, di fare chiarezza su quelle domande le cui risposte spesso ci sembrano scontate ma che in realtà sono la fonte per la prevenzione di problemi che possono verificarsi nella vita dei nostri piccoli. Perché praticare sport fin da bambini? Sin da piccoli, i nostri figli conducono una vita sedentaria, trascorrono tante ore a letto, poi vanno all’asilo o a scuola, il più delle volte in macchina o con i mezzi pubblici – dove restano per sette-otto ore, se non di più. Tornati a casa, fanno i compiti, guardano la tv e poi si cena. Insomma, per tutta la giornata praticamente non si muovono mai! Tanta sedenta-

rietà non può che portare diverse problematiche, innanzitutto il sovrappeso , se poi alla sedentarietà si associa anche un’alimentazione non corretta si aggiunge il rischio di una possibile obesità e in età adulta la possibilità che si presentino problemi cardiovascolari. Ma allora come si può ovviare a tali problematiche? La risposta è semplice, praticare sport e mangiare bene!!! 1) Praticare sport in età pediatrica presenta tanti aspetti positivi, aiuta a : -mantenere sani ed efficienti il tessuto osseo e le articolazioni -costruire delle buone masse muscolari -ridurre il grasso corporeo -mantenere un buon peso -prevenire lo sviluppo di pressione alta e aiutare la diminuzione della pressione negli adolescenti con ipertensione -migliorare le capacità di apprendimento (è emerso in uno studio che mostra la correlazione tra sport e l’apprendimento che bambini che svolgono, oltre all’attività intellettuale, anche quella fisica hanno lo stesso rendimento scolastico dei bambini che hanno studiato un’ora in più, evidenziando una maggior capacità di apprendimento). L’attività motoria assume, inoltre, un ruolo decisivo sia come canale di sfogo della naturale esuberanza, sia come formazione e educazione generale, migliorando l’adattabilità del ragazzo agli impegni quotidiani, consentendo un buon controllo emotivo, una migliore autostima e aumentando la capacità di socializzazione. Se a tutto

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Le Club Fitness S.r.L. Via Circumvallazione Esterna 11,80026 Casoria (Na) c/o Shopping HouseTel. 081.540.13.33 -- Cell. 366.42516.86

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il domenicale di Casoria  

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